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VERSIONE C FALSE SIR JOHN

TITOLI:  False Sir John, May Colvin, May Collin, May Collean, The Outlandish Knight

La versione C della Child ballad # 4 è quella più diffusa nella tradizione popolare americana che, vira le storie soprannaturali o magiche dell’Europa medievale in cronaca quotidiana. In questa versione decisamente più prosaica, l’uomo è un seduttore da quattro soldi che vuole derubare l’ingenua fanciulla dei suoi averi, con la promessa di portarla in una terra lontana (e che in alcune versioni come in quelle italiane, diventerà la Merica ). Il “false Sir John” (per niente Sir e nemmeno innamorato) contrapposto perciò al “vero amore” non è tanto un omicida sadico, quanto un omicida ladro che si approfitta dell’ingenuità delle giovani ragazze da marito per prendersi la loro dote. I due giungono presso un promontorio a picco sul mare e l’uomo indica a May il mare dicendole “Ecco il tuo letto nunziale“, ma prima di gettarla in acqua le ordina di togliersi vestiti e gioielli.

collinE qui la fanciulla ha un guizzo di ribellione e d’ingegno: davanti alla sorte toccata ad altre sette prima di lei, lo prega di voltarsi dall’altra parte mentre si spoglia, perché non è da gentiluomini guardare una donna nuda, così dopo averlo distratto, lo spinge giù dalla scogliera. Si può inoltre incidentalmente osservare che la May delle versioni inglesi è ancora una nobildonna fragile e delicata mentre la Polly americana è una ragazza di un ranch, più temprata dalle terre selvagge del West.
Alcune versioni “accorciate” della storia finiscono qui, ma altre proseguono con la richiesta d’aiuto da parte del falso John le quali suscitano solo disprezzo e derisione nella fanciulla.

ASCOLTA Broadside Electric in Black-edged Visiting Card 1992 + strumentale medievale La Rotta (eseguita con la chitarra elettrica)


False Sir John a wooing went
to a lady young and fair
May Colvin was this lady’s name,
her father’s only heir
It’s “Give me some of your father’s gold
and some of your mother’s fee
And I’ll take thee to a far-off land
and there I’ll marry thee.”
She’s mounted on a milk-white steed
and he on a dapple grey
And they rode till they came to a lonesome spot,
a cliff by the side of the sea
“Light down, light down,” said false Sir John,
“thy bridal bed to see,
It’s seven women have I drowned here,
and the eighth one you shall be.
Have off, have off thy gown of silk
with borders all around,
For it’s far too costly to lay down here
and rot on the cold, cold ground.”
“Turn around, turn around, thou false Sir John,
and look at the leaves on the tree,
For it don’t become a gentleman
a naked maid to see.”
Now false Sir John has turned around
to look at the leaves on the tree
And she’s made a dash with her arms so strong
and pushed him into the sea
“Lie there, lie there, thou false-hearted wretch,
lie there instead of me,
It’s seven women have you drowned here
and the eighth has drowned thee.”
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Il bugiardo Sir John andò a corteggiare
una giovane dama e bella
May Colvin si chiamava questa dama,
unica erede del padre.
“Dammi un po’ dell’oro
di tuo padre
e una parte della dote di tua madre
e io ti porterò in una terra lontana
e là ti sposerò”
Lei montò su un destriero bianco latte
e lui su un pezzato grigio
e cavalcarono finchè raggiunsero un angolo solitario,
una scogliera a picco sul mare
“Scendi – disse il bugiardo
Sir John –
a vedere il tuo letto nunziale,
qui sette donne ho gettato
giù
e tu sarai l’ottava.
Levati la tua gonna di seta
tutta guarnita
perchè è troppo preziosa per stare a marcire qui, sulla fredda terra”
“Voltati, falso Sir John
voltati
e guarda le foglie sull’albero,
perchè non è da gentiluomini
osservare una fanciulla nuda”
Allora il falso Sir John si è girato
a guardare le foglie sull’albero
e lei fece una corsa con le braccia forti ben tese
e lo spinse nel mare
“Resta là, miserabile
senza-cuore,
resta là al mio posto,
hai annegato qui sette donne
e l’ottava ha annegato te”

IL PAPPAGALLO IMPICCIONE

08 May ColvenNella storia si innesta anche una seconda parte ovvero il ritorno a casa di May Colvin e la comparsa di un curioso pappagallo  che l’ha vista scappare con il falso innamorato e svolge il ruolo di ficcanaso: la giovane gli promette una gabbietta d’oro, in cambio del silenzio,  quando il padre di May Colvin chiede all’uccellino per quale motivo avesse strepitato la sera prima, così la colpa viene data al gatto!
Dopo aver sorriso per il comico quadretto di una domesticità crepuscolare, non possiamo che interrogarci sul significato simbolico del pappagallo: e così risponde Barre Toelken “What the Parrots Tell Us That Child Did Not: Further Considerations of Ballad Metaphor”, in The Folklore Historian, Volume 14.
“What does this ending mean in terms of the ballad action? As far as simple communication goes, it means that the would-be victim is safely back in her parents’ house without having to worry about punishment for having run off, having endangered her life and virtue, and having potentially been lost to her father’s royal family.  But why couldn’t the potential tattletale be a younger sister or a servant? – they abound in other ballads.  What does a parrot offer to this scene that a nosy sister would not?  And why wouldn’t an earnest bribe offer something a parrot would like – such as great food or even a companion parrot?
For one thing, the parrot (potentially suggestive of sexuality) being saved from a predator who was “a thief I could not see” is certainly parallel to the heroine’s situation.  The endangered king’s daughter is now back in her castle; the parrot is in a cage (and has the promise of an even better one).  Both are single, potentially vulnerable actors protected from predatory intrusion by the proverbial idea…  that “safety is better than freedom.”  Clearly the cage (its gold and ivory of much greater value to humans than to parrots) is far more than a convenient bribe:  it is a metaphor for a human condition within a culturally constructed set of values.”

ASCOLTA Annalivia

False Sir John a wooing come
to a lady young and fair
May Colvin was this lady’s name,
her father’s only heir
“Give me some of your father’s gold
and some of your mother’s fee
And I’ll take thee to a far-off land
and there I’ll marry thee.”
She’s mounted on a milk-white steed
he on a dapple grey
And they rode till they came to a lonesome spot,
a cliff by the side of the sea
“Light down, light down,” said false Sir John,
“thy bridal bed to see,
It’s seven women have I drowned here,
and the eighth one you shall be.
Have off, have off thy gown of silk
with borders all around,
For it’s far too costly to lay down here
and rot on the cold, cold ground.”
“Turn around, turn around, thou false Sir John,
and look at the leaves on the tree,
For it don’t become a gentleman
a naked maid to see.”
Now false Sir John has turned around
to look at the leaves on the tree
And she’s made a dash with her arms so strong
and pushed him into the sea
“Lie there, lie there, thou false-hearted wretch,
lie there instead of me,
It’s seven women have you drowned here
and the eighth has drowned thee.”
So she is mounted on the milk-white steed,
and led the dapple-grey,
she rode till she come to her father‟s house
at the breakin‟ of the day,
Then up spoke that little parrot, said,
“May Colvin, where have you been?
And what have you done with gentleman
that went with you riding?”
“Oh, hold your tongue my little parrot,
and tell no tales on me,
and I’ll buy you a cage of beaten gold
with spokes of ivory.”

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Il bugiardo Sir John andò
a corteggiare una giovane dama e bella May Colvin si chiamava,
un ereditiera.
“Dammi un po’ dell’oro di tuo padre
e una parte della dote di tua madre
e io ti porterò in una terra lontana
e là ti sposerò”
Lei montò su un destriero bianco latte
e lui su un pezzato grigio
e cavalcarono finchè raggiunsero un angolo solitario, una scogliera a picco sul mare
“Scendi – disse il bugiardo Sir John –
a vedere il tuo letto nunziale
qui sette donne ho gettato giù
e tu sarai l’ottava.
Levati la tua gonna di seta
tutta guarnita,
perchè è troppo preziosa per stare
a marcire qui sulla fredda terra”
“Voltati, falso Sir John
e guarda le foglie sull’albero,
perchè non è da gentiluomini
osservare una fanciulla nuda”
Allora il falso Sir John si è girato
a guardare le foglie sull’albero
e lei fece una corsa con le braccia tese
e lo spinse nel mare
“Resta là, miserabile senza-cuore,
resta là al mio posto,
hai annegato qui sette donne
e l’ottava ha annegato te”
Così è salita sul cavallo bianco-latte
e ha portato il pezzato grigio
cavalcando finchè è arrivata alla casa paterna
sul far del giorno.
Allora parlò il pappagallino dicendo
“May Colvin dove sei stata?
E che cosa hai fatto con il falso gentiluomo
con cui sei andata a cavalcare?”
“Tieni a freno la tua lingua mia pappagallino
e non raccontare storie su di me
e io ti comprerò una gabbia d’oro zecchino
con le ruote d’avorio”

Alcune versioni sono ancora più dettagliate e anche ricche di riferimenti geografici precisi, la lista dei gioielli e degli abiti della ragazza è ben più lunga (con un effetto tra il voyeuristico e la suspense); in alcune varianti la ragazza finisce per confessare ai genitori l’accaduto i quali vanno a seppellire il corpo per evitare indagini.

THE OUTLANDISH KNIGHT

In questa variante il cavaliere è uno straniero che con la promessa di un matrimonio e di un viaggio verso le lontane terre del Nord, seduce la sua vittima. Tutto si svolge come nel testo già esaminato, davanti alla scogliera e alla prospettiva di essere uccisa la fanciulla si ribella e getta l’uomo nel mare. Di nuovo il cavaliere le chiede aiuto, ma lei non si lascia più ingannare (potenza dello spirito di conservazione! Ormai ha visto in lui il predatore e non dimenticherà più la lezione). Ritroviamo anche qui l’episodio del pappagallo, il cui silenzio viene comprato con la promessa di una gabbietta d’oro

ASCOLTA Danù in Think Before You Think 2005


I
He’s followed her up and he followed her down
And into the room where she lay
She hadn’t the strength for to flee from his arms
Nor the tongue for to answer him nay
II
“Rise up, rise up, my pretty Polly
Rise up and go with me
And I will take you to North Scotland
And there you’ll married be
III
Go fetch you a bag of your father’s gold
And some of your mother’s fee
And two fine horses out of the stable
Where there stands thirty and three”
IV
So she’s lit upon her nimble-going brown
He’s mounted the dapple-gray
And when they came to North Scotland
‘Twas just three hours ‘til day
V
“Light you down, light you down, my pretty Polly
Light you down, I say to thee
For six kings’ daughters have I drowned here
And the seventh will surely be thee
VI
And pull off, pull off your fine gay clothes
And hang them on yonder tree
For they are too fine and they cost too much
To rot in the salt lake sea”
VII
“Well, then you take a sickle
and you cut down the nettles
That grow so close to the brim
For I fear they’ll tangle my long yellow hair
And they’ll tear my lily-white skin”
VIII
So then he took a sickle
and he cut down the nettles
That grow so close to the brim
And she’s picked him up so skillfully
And she’s pushed the false knight in
IX
“Lie there, lie there, my false young man
Lie there in the room of me
For six kings’ daughters have you drowned here
And the seventh has drowned thee”
X
So she’s lit upon her nimble-going brown
And she’s lead the dapple-gray
And when she came to her father’s door
‘Twas just three hours ‘til day
XI
“Hush up, hush up, my pretty Polly bird
And don’t you tell tales on me
Your cage will be made of the very beaten gold
And the door of the best ivory”
XII
But then up spoke a fine young man
In the chamber where he lay
“What’s the matter, what’s the matter
with my pretty Polly bird
You’re talking so long before day?”
XIII
“Oh There’s two black cats at my caging door
And my life they will betray
And I’m just calling for my pretty Polly
To drive those cats away”
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
La seguì in lungo e in largo
fino nella camera da letto
e lei non ebbe la forza di respingerlo con le braccia
nè la lingua per risponderli di no
II
“Alzati, mia bella Polly
alzati e vieni con me
e ti porterò nel Nord della Scozia
e là ci sposeremo”
III
“Vai a prendere una borsa piena dell’oro di tuo padre
e una parte della dote di tua madre
e due bei cavalli della stalla
dove ce ne stanno 33”
IV
Lei montò sul suo agile destriero moro
e lui su un pezzato grigio
e quando arrivarono nel Nord della Scozia
mancavano solo tre ore al farsi del giorno
V
“Scendi mia bella Polly,
ti dico di scendere
che sei figlie di re ho gettato giù
e tu sarai la settima.
VI
Levati i tuoi bei vestiti
e appendili all’albero
perchè sono troppo preziosi
per marcire nel lago salato”
VII
“Allora prendi un falcetto
e taglia le ortiche
che crescono così vicino alla riva
perchè temo che si impiglieranno nei miei lunghi capelli biondi e mi sciuperanno la pelle bianco-giglio”
VIII
Così lui prese un falcetto
e tagliò le ortiche
che crescevano così vicino alla riva
e lei lo prese con agilità
e spinse giù il falso cavaliere
IX
“Resta là, giovanotto bugiardo
resta là al mio posto,
hai annegato qui sei donne
e la settima ha annegato te”
X
Così è salita sull’agile destriero moro
e ha portato il pezzato grigio
e quando è arrivata alla casa paterna
mancavano solo tre ore al farsi del giorno
XI
“Zitto, zitto mio uccellino
e non raccontare storie su di me
la tua gabbia sarà fatta d’oro zecchino
con la porta del migliore avorio”
XII
Allora parlò un bel giovanotto
nella camera dove stava
“Che succede
all’uccello della bella Polly
che chiacchiera così tanto prima del giorno?”
XIII
“Oh ci sono due gatti neri alla porta della mia gabbia
che attentano alla mia vita
e io sto chiamando la mia bella Polly
perchè mandi via quei gatti”

continua parte quarta: la versione italiana (vedi)

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/theoutlandishknight.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=22848
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/77.html
http://www.broadside.org/music/lyrics/false.html
http://mbmonday.blogspot.it/2013/02/a-cage-of-beaten-gold-false-sir-john.html

THE TWO SISTERS: BINNORIE

La ballata “The two sisters” è originaria dalla Svezia o più in generale dai paesi scandinavi (vedi “De två systrarna) e si è diffusa largamente anche in alcuni paesi dell’Est e nelle isole britanniche. Le varianti in cui è presente sono molteplici come pure i titoli: The Twa Sisters, The Cruel Sister, The Bonnie Milldams of Binnorie, The Bonny Bows o’ London, Binnorie and Sister, Binnorie, Minnorie, Dear Sister, The Jealous Sister (Minorie), Bonnie Broom, Swan Swims Sae Bonny O, The Bonny Swans, Bow Your Bend to Me.

IL TRIANGOLO AMOROSO

Si racconta la storia di un triangolo amoroso con due sorelle che si contendono le attenzioni di un bel giovane, una volta che la scelta cade sulla fanciulla bionda, l’altra (guarda caso dai capelli neri) per avere l’uomo tutto per sè, uccide la sorella facendola precipitare dall’alto di una scogliera (o dalla riva di un fiume). Il tema è trattato in molti dipinti ed è caro ai pittori pre-raffaelliti e più in generale un tema ricorrente nei pittori ottocenteschi (grazie ai buoni uffici di sir Walter Scott);
20121002205259a31nel dipinto dello scozzese John Faed (1851) dal titolo Cruel Sister è riassunto tutto il dramma della gelosia al centro della storia (leggasi movente): un affascinante principe dal fascino esotico (com’è lezioso quel cappello piumato!) tiene per mano una bionda fanciulla vestita di satin bianco, non solo il principe la guarda e le stringe teneramente la mano, ma anche indica un cagnolino in primo piano per dire : “ecco a te sono fedele”. Quale grazia e dolcezza è soffusa nella fanciulla la quale con modestia volge lo sguardo a terra, ma le sue guance sono imporporate, segno di una profonda emozione che la turba. L’altra fanciulla è leggermente arretrata rispetto ai due innamorati e guarda il principe afflitta da cupi pensieri, anche se gli si aggrappa al braccio è chiaramente il terzo incomodo (da notare che mentre i due innamorati incedono con lo stesso passo  la donna bruna muove in avanti il piede sinistro).
Per comprendere tutta la storia ci soccorre una fiaba scozzese dal titolo “The Singing Breastbone” (da Fair is Fair: World Folktales of Justice di Sharon Creeden vedi) che già nel titolo preannuncia un racconto “gotico”.

LA FIABA SCOZZESE: The Singing Breastbone

“C’erano una volta due figlie di re che dimoravano in una casetta vicino alla diga di Binnorie. Sir William venne a corteggiare la maggiore delle due che si innamorò di lui. Le chiese la mano porgendole guanto ed anello. Ma dopo un certo tempo cominciò a guardare la sorella minore dalle guance color ciliegia e dai capelli biondi e il suo amore si trasferì su di lei, tanto che non gli importava più nulla dell’altra. Così la maggiore cominciò ad odiare la minore per averle portato via l’amore di William e giorno dopo giorno il suo odio crebbe tanto da tramare e pianificare il modo di liberarsi di lei.
Una bella mattina disse a sua sorella: “Andiamo a vedere le barche di nostro padre attraccare al mulino di Binnorie.” E mano nella mano si recarono sul posto. Quando arrivarono alla riva del fiume la minore si arrampicò su una pietra per osservare lo spiaggiamento delle barche. Sua sorella, che era dietro, l’afferrò per i fianchi e la spinse nell’acqua della corrente del mulino di Binnorie.
“Oh sorella, sorella, dammi la mano!” Urlava mentre la corrente la spingeva via. “E avrai metà di tutto ciò che posseggo.” “No sorella, non ti darò la mano poiché sono comunque erede di tutte le tue terre. Che io sia maledetta se tocco la sua mano che si è frapposta fra me e l’amore del mio cuore.” “Oh sorella raggiungimi con un guanto!” gridò la principessa mentre la corrente la trascinava ancora più lontano, “E tu avrai di nuovo il tuo William.” “Continua ad affondare”, gridò la principessa crudele, “Nessuna mano o guanto tu toccherai. Il dolce William sarà mio quando sarai affogata nella corrente del mulino di Binnorie.” Detto questo si voltò e tornò a casa nel castello del re.
La principessa passò attraverso la corrente del mulino, talvolta nuotando, talvolta affondando, finché arrivò vicino al mulino. La figlia del mugnaio stava cucinando e quel giorno e aveva bisogno di acqua per cucinare. Non appena cominciò a tirar su l’acqua dalla corrente, vide qualcosa che galleggiava verso la diga del mulino e chiamò il padre: “Padre chiudi la diga! C’è qualcosa di bianco, una bella ragazza o un cigno bianco latte che viene giù lungo la corrente.” Allora il mugnaio si precipitò a chiudere la diga e fermò le pesanti e crudeli pale del mulino. Poi presero la principessa e la stesero sulla riva. Era così bella e dolce stesa sulla riva! Nei suoi capelli c’erano perle e pietre preziose; non si riusciva a vedere la sua vita tanto era coperta da una cintura d’oro e le frange d’oro del suo vestito bianco scendevano fino ai suoi piedi color del giglio. Ma era affogata, affogata!

E mentre giaceva là nella sua bellezza, un famoso suonatore d’arpa passò dalla diga del mulino di Binnorie e vide il suo dolce, pallido viso. E sebbene continuasse a viaggiare in lungo e in largo, non dimenticò mai quel viso e dopo molti giorni tornò al mulino sulla diga di Binnorie e finì poi per arrivare al castello del re, padre della fanciulla.

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Quella sera erano tutti riuniti nella sala del castello per ascoltare il grande arpista. C’erano il re e la regina, la loro figlia, Sir William e tutta la corte. Al principio l’arpista cantò utilizzando la sua vecchia arpa dando gioia o tristezza a suo piacimento. Ma mentre cantava mise l’altra arpa, che aveva fatto quel giorno stesso, su una pietra della sala. Improvvisamente l’arpa cominciò a cantare da sola con voce bassa e chiara. L’arpista smise e tutti zittirono. E questo è ciò che l’arpa cantò:
“Laggiù siede mio padre, il re,
Binnorie, oh Binnorie;
E laggiù siede mia madre, la regina;
Presso le belle dighe sul mulino di Binnorie.
E laggiù in piedi c’è mio fratello Hugh,
Binnorie, oh Binnorie;
E accanto a lui il mio William, bugiardo e sincero;
Presso le belle dighe sul mulino di Binnorie.”
Tutti si meravigliarono dell’accaduto e l’arpista disse loro che aveva visto la principessa affogata stesa sulla riva vicino alle belle dighe sul mulino di Binnorie e che successivamente aveva costruito un’arpa utilizzando i suoi capelli e le sue ossa pettorali. Proprio allora l’arpa cominciò a suonare di nuovo e questo è ciò che cantò a voce alta e chiara:
“E là siede mia sorella che mi ha affogato
presso le belle dighe sul mulino di Binnorie.”
E l’arpa si schiantò e si ruppe e non cantò più.

“Sommando le versioni inglesi e quelle scandinave si sono calcolati un centinaio di testi: è come se ogni cantore si fosse divertito a inventare qualcosa di differente per distinguersi dagli altri. In alcune varianti norvegesi l’arpa si rompe in mille pezzi e la principessa bionda ritorna in vita mentre la sorella dai capelli neri è o bruciata viva o seppellita viva come punizione per il crimine commesso.
In un’altra, sempre norvegese, le ossa della ragazza sono utilizzate per fare un flauto che è portato alla famiglia per farlo suonare da tutti. Quando la sorella crudele lo suona il sangue sgorga da esso denunciando così la sua colpa. Ne consegue una punizione: la sorella è condannata ad essere legata a quattro cavalli che partono in quattro distinte direzioni e che la faranno a pezzi. In una versione svedese il mugnaio salva la ragazza e la riporta alla famiglia. Alla fine la principessa bionda perdonerà la sorella per il tentato omicidio.” (Giordano Dall’Armellina)

La fiaba si presta come sempre a molteplici letture fuori dal testo, quella per simbolismi si concentra sul significato delle ossa, del cigno e dell’elemento acqua (vedi) e tuttavia nell’approdare in America la ballata diventa una più tipica murder ballad

Avendo operato una cernita, vado a riportare le versioni più conosciute della ballata, per un elenco esaustivo dei titoli e degli interpreti vedere invece qui 

PRIMA VERSIONE: BINNORIE

In Scozia la ballata comparve in stampa nel 1656 con il titolo “The Miller and the King’s Daughter” (vedi testo) ed è finita poi nelle Child Ballads, (al numero 10), così chiamate dal Professor Francis James Child che nel tardo 1800 aveva pubblicato The English and Scottish Popular Ballads: le versioni in Child sono una ventina circa a sottolineare l’ampia popolarità e diffusione della storia (e anche per le melodie si hanno molte versioni).
La versione analizzata però qui è quella di Sir Walter Scott (in “Minstrelsy of the Scottish Border” 1802) che con il suoi libri contribuì a ridestare l’interesse dei contemporanei verso il Medievalismo.
Il testo è ricco di termini scozzesi, la trama è molto simile alla fiaba “The Singing Breastbone” di cui la ballata sembra essere la versione cantata, il tragico epilogo si tinge di magia con le ossa della fanciulla diventate strumento musicale e che smascherano l’assassina.
ASCOLTA Custer LaRue&Baltimore Consort in The Daemon Lover, 1993 un arrangiamento dal sapore medievale


There were twa sisters sat in a bow’r(1)
Binnorie, O Binnorie (2)
There cam a knight to be their wooer.
By the bonnie mill-dams of Binnorie .
He courted the eldest wi’ glove and ring (3)
But he lo’ed the youngest aboon a’thing.
The eldest she was vexed sair
And sore envied her sister fair.
The eldest said to the youngest ane:
“Will you go and see our father’s ships come in”
She’s ta’en her by the lily hand
And led her down to the river strand.
The youngest stude upon a stane
The eldest cam’ and pushed her in.
“Oh sister, sister reach your hand
And ye shall be heir of half my land”
“Oh sister, I’ll not reach my hand
And I’ll be heir of all your land.”
“Oh sister, reach me but your glove
And sweet William shall be your love.”
“Sink on, nor hope for hand or glove
And sweet William shall better be my love.”
Sometimes she sunk, sometimes she swam
Until she cam to the miller’s dam.
The miller’s daughter was baking bread
And gaed for water as she had need.
“O father, father, draw your dam!
There’s either a mermaid or a milk-white swan (4).”
The miller hasted and drew his dam
And there he found a drown’d woman.
Ye couldna see her yellow hair
For gowd and pearls that were sae rare.
Ye coldna see her middle sma’
Her gowden girdle was sae braw.
Ye couldna see her lily feet
Her gowden fringes were sae deep.
A famous harper passing by
The sweet pale face he chanced to spy.
And when he looked that lady on
He sighed, and made a heavy moan.
He made a harp (5) o’ her breast bone
Whose sounds would melt a heart of stone.
The strings he framed of her yellow hair,
Their notes made sad the listening ear.
He brought it to her father’s ha’
There was the court assembled there.
He layed the harp upon a stane
And straight it began to play alane.
“O yonder sits my father the King
And yonder sits my mother, the queen.”
“And yonder stands my brother Hugh
And by him, my William, sweet and true.”
But the last tune that the harp played then
Was: “Woe to my sister, false Helen”
TRADUZIONE ITALIANO
C’erano due sorelle sedute in salotto(1), Binnorie, O Binnorie (2)
venne un cavaliere per essere il loro pretendente, presso le belle dighe al mulino di Binnorie.
Corteggiò la più grande con guanto e anello (3), ma amava la più giovane sopra ogni cosa
La più grande era infastidita e dolorante
e invidiava la sua bionda sorella
La più grande disse alla più giovane:
“Vuoi venire a guardare le navi di nostro padre mentre arrivano?”
Prese la sorella per la bianca mano
e la condusse fino alla riva del fiume.
La più giovane stava su un masso
la più grande venne e gettò la sorella (in acqua)
“Oh Sorella, sorella dammi la mano
e sarai erede della mia metà di terra”
“Oh sorella, non ti darò la mano
e sarò l’erede di tutta la tua parte”
“Oh sorella, dammi il tuo guanto
e il bel William sarà tutto tuo”
“Annega e non sperare per la mano e il guanto e il bel William sarà il mio amore piuttosto”
Talvolta affondava, talvolta nuotava
finchè giunse alla diga del mulino.
La figlia del mugnaio stava cuocendo il pane
e andava a prendere l’acqua che  le serviva
“O padre, padre, chiudi la diga!
C’è una sirena o un cigno bianco come il latte (4).
Il mugnaio si precipitò a chiudere la diga
e là trovò una donna annegata
Non si riusciva a vedere i suoi capelli biondi,
per l’oro e le perle che c’erano così preziose.
Non si riusciva a vedere la sua vita
tanto era coperta da una cintura d’oro
Non si riuscivano a vedere i suoi candidi piedi,
le frange d’oro erano così lunghe.
Un famoso arpista passò li vicino
cercando di vedere il suo dolce e pallido viso.
E quando vide la fanciulla
lui sospirò ed emise un grande gemito.
Fece un’arpa (5) con le sue ossa pettorali,
il cui suono scioglierebbe un cuore di pietra.
Incorniciò le corde dai suoi capelli biondi,
il loro suono rendeva triste l’ascolto.
La portò nella sala di suo padre,
c’era la corte riunita là,
Pose l’arpa su una pietra
e cominciò a suonare da sola.
“Laggiù siede mio padre, il re,
e laggiù siete mia madre, la regina;
E laggiù in piedi c’è mio fratello Hugh,
e accanto a lui il mio William, amorevole e sincero”
Ma l’ultima melodia che l’arpa suonò poi fu “La colpa sulla mia bugiarda sorella Helen”

NOTE
1) bower si traduce con pergolato, ma nel Medioevo stava a indicare la camera privata della signora del castello, non proprio la camera da letto quando la saletta in cui soggiornava con le sue ancelle.
2) Scott sostituisce il ritornello “Edinburgh, Edinburgh” ispirandosi alla battaglia di Binnorie (per rievocare le guerre d’inipendenza scozzesi)
3) Dare l’anello e il guanto in epoca medievale era una promessa di matrimonio. Come da consuetudini ad essere corteggiata era la sorella maggiore , si tratta con evidenza di un matrimonio combinato in cui però il giovane si innamora della sorella più giovane
4)  la fanciulla portata dalla corrente non muore subito affogata e un po’ nuota come un candido cigno. Il paragone sottolinea la purezza e l’innocenza della fanciulla che si presume non abbia incoraggiato le avance del pretendente.
5) il menestrello costruisce un’arpa con le ossa della fanciulla e dai lunghi capelli biondi ricava le corde, si tratta ovviamente di un’arpa magica, infatti non appena posata su una pietra si mette a cantare da sola. Qui si fa riferimento alla credenza vichinga secondo la quale l’anima risiede nelle ossa (le ossa dei morti accusano i loro assassini). La sorella assassina che stava per andare in sposa viene smascherata dal fantasma della sorella e sicuramente sarà punita come merita.
E’ lecito presumere che nelle versioni scandinave della storia lo strumento fosse in realtà una crotta o lyra ad arco: detto anche “rotta” o “rotta germanica”-per sottolineare il suo areale nordico- lo strumento può essere dotato anche di una tastiera centrale e si suona con l’archetto essendo probabilmente l’antenata del violino. In Galles porta il nome di crwth (mentre in Irlanda è detta cruith) e la tastiera centrale porta le sei corde di cui due le drone strings (“corde fannullone”) sono di bordone. Questo strumento, che gli studiosi sono incerti se ritenere totalmente autoctono ed attribuito all’area scandinava, compare verso il II° sec, si presenta in una forma analoga a quella attuale intorno al VII sec. (vedi)

Da ascoltare nella versione strumentale di Dorothy Carter all’hammer dulcimer

continua seconda parte

FONTI E APPROFONDIMENTO
L’ottimo saggio di Giordano  Dell’Armellina in “Racconti comuni in ballate italiane, svedesi e  britanniche: un confronto” continua
Giordano  Dell’Armellina: “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=49269&lang=it
http://walterscott.eu/education/ballads/supernatural-ballads/the-cruel-sister/

WILLY TAYLOR: A MURDER BALLAD WITH HAPPY END

“Willy Taylor” è una murder ballad di cui esistono numerose varianti, essendo diventata molto popolare sia in Inghilterra che in America. La sua prima stampa risale al 1817. Il tema è quello della “fanciulla marinaio” che affronta la dura vita del mare per desiderio d’amore (o di vendetta come in questa versione in “giallo”)

LA TRAMA

anne-bonnyLa storia inizia con una donna abbandonata all’altare (che in alcuni testi è identificata come Sarah o Polly) dal bel Willy che si da alla fuga prendendo il mare (in alcune versioni perché arruolato – forzatamente- come soldato o come marinaio).
Lei non si da per vinta e decide di seguirlo travestendosi da marinaio: il suo travestimento tuttavia viene scoperto dal capitano della nave (durante una zuffa sul ponte parte un bottone e le si scopre un seno..). Alla richiesta di spiegazioni lei racconta la sua avventura: è alla ricerca dell’amato Willy (il cui vero nome è Fitzgerald) e ha accetto la dura vita da marinaio pur di ritrovarlo. Commosso il capitano le rivela il posto dove Willy e la sua nuova sposa (che in alcune versioni è dichiarata come ricca) sono soliti andare a passeggio: così l’amante abbandonata aspetta Willy con due pistole cariche e li uccide entrambi.

Qui la storia finisce ma in alcune versioni la donna si annega, in altre viene nominata comandante supremo dal capitano, ammirato dal suo sangue freddo, oppure si sposa con il capitano stesso che si innamora del suo spirito coraggioso.
La storia potrebbe essere letta come una raccomandazione: alle mamme di non dare il nome Willy ai figli, se non si vuole che facciano una brutta fine, e alle donne, se proprio non posso evitare di uscire con uno che si chiama Willy, di tenere una pistola a portata di mano per ogni evenienza; il nome Willy infatti è un topico per indicare il furfante, il bulletto del quartiere che piace alle donne, ma piuttosto opportunista e mascalzone.

willy-taylor
Illustrazione tratta da “Billy Taylor” broadside” The Tragedy of the Press-Gang: A True and Lamentable Ballad call’d Billy Taylor, shewing the fatal effects of Inconstancy.”

ASCOLTA Déanta con la voce di Mary Dillon.

I
Willy Taylor and his youthful lover
Full of mirth and loyalty
They were going to the church to be married
He was pressed(1) and sent to sea
II
She dressed herself up like a sailor
On her breast she wore a star(2)
Her beautiful fingers long and slender
She gave them all just a smear of tar
III
On this ship there being a skirmish(3)
She being one amongst the rest
A silver button flew  off her jacket
There appeared her snow white breast
IV
Says the captain to this fair maid
“What misfortune took you here?”
“I’m in search of my true lover
Whom you pressed on the other year”
V
“If you’re in search of your true lover
Pray, come tell to me his name”
“Willie Taylor they do call him
But Fitzgerald is his name”
VI
“Let you get up tomorrow morning
Early as the break of day
There you’ll find your Willie Taylor
Walking along with his lady gay”
VII
She got up the very next morning
Early as the break of day
There she spied her Willie Taylor
Walking along with his lady gay
VIII
She drew out a brace of pistols
That she had at her command
There she shot her Willie Taylor
With his bride at his right hand
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Willy Taylor e la sua giovane amante
piena di allegria e di fedeltà
stavano per andare a sposarsi in Chiesa ma lui fu arruolato(1) e mandato per mare.
II
Lei si vestì come un marinaio
e sul petto indossò una stelletta(2)
e sulle sue belle dita lunghe e affusolate
si spalmò una striscia di catrame.
III
Quando sulla nave si accese una zuffa(3), essendoci anche lei in mezzo,
un bottone d’argento volò via dalla giacca, così si rivelò il suo candido seno.
IV
Dice il capitano a questa bella fanciulla
“Che disgrazia vi ha portata qui?”
“Sono alla ricerca del mio innamorato
che voi imbarcaste l’anno scorso ”
V
“Se siete in ricerca del vostro vero amore vi prego, ditemi il suo nome ”
“Willy Taylor si fa chiamare,
ma Fitzgerald è il suo nome”
VI
“Alzatevi domani mattina presto
al sorgere dell’alba
e troverete Willy Taylor,
a passeggio con la sua donnina ”
VII
Lei si alzò il giorno dopo presto
al sorgere dell’alba,
si mise a spiare il suo Willy Taylor
a passeggio con la sua donnina
VIII
Lei tirò fuori un paio di pistole
che aveva a portata di mano
e sparò al suo Willy Taylor
con la sua sposa sottobraccio.

NOTE
1) la ballata non specifica l’antefatto, un tempo l’arruolamento era volontario, ma non erano infrequenti i casi di “impressment” ossia l’arruolamento forzato ad opera delle “press-gang” (continua)
2) le stellette sulle divise degli ufficiali di marina diventano regola dal 1873
3) in altre versioni più che una lite tra marinai si tratta di una battaglia

ASCOLTA Patrick Street

ASCOLTA Eitre


I
William Taylor
was a brisk young sailor
Full of heart and full of play,
Until his mind he did uncover
To a youthful lady gay.
Four and twenty British sailors
Met him on the King’s highway,
As he went for to be married
Pressed(1) he was and sent away.
chorus
Fall dereedle dum, a dare eye dither oh Fall dereedle dum, dum a dare eye day.
II
Sailor’s clothing she put on
And she went on board a man of war
Her pretty little fingers long and slender
They were smeared with pitch and tar.
On that ship there was a battle
She amongst the rest did fight
The wind blew off her silver buttons(2)
Breasts were bared all snowy white.
III
When the captain did discover
He says, “Fair maid
what brought you here?”
“Sir, I’m seeking William Taylor,
Pressed he was by you last year.”
“If you rise up in the morning,
Early at the break of day,
There you’ll spy young William Taylor
Walking with his lady gay.”
IV
She rose early in the morning,
Early at the break day,
There she spied young William Taylor
Walking with his lady gay.
She procured a pair of pistols,
On the ground where she did stand
There she shot poor William Taylor
And the lady at his right hand.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
William Taylor
era un giovane marinaio sveglio, coraggioso e divertente
finchè si innamorò di
una giovane donnina.
Ventiquattro soldati inglesi
lo incontrarono sulla strada del Re
mentre andava a sposarsi
fu arruolato e allontanato.
Coro
Fall dereedle dum, a dare eye dither oh Fall dereedle dum, dum a dare eye day.
II
Lei si vestì come un marinaio
e salì a bordo come un guerriero
le belle dita lunghe e affusolate
erano spalmate di pece e catrame.
Su quella nave ci fu una battaglia,
lei tra gli altri dovette combattere,
il vento strappò i suoi bottoni d’argento
il seno si mostrò tutto bianco-neve
III
Quando il capitano la scoprì
dice “Gentile signora,
che  disgrazia vi ha portata qui?”
“Signore, cerco William Taylor
che fu arruolato da voi l’anno scorso”
“Se vi alzerete presto al mattino
di buonora
troverete William Taylor
a passeggio con la sua donnina ”
IV
Lei si alzò presto al mattino
di buonora
si mise a spiare il giovane William Taylor
a passeggio con la sua donnina.
Lei tirò fuori un paio di pistole
sul posto dove stava
là sparò al povero William Taylor
e alla sua dama sottobraccio.

NOTE
2) vedere i bottoni sulle uniformi storiche della British Navy qui

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/maidens-the-sea/
http://mbmonday.blogspot.it/2012/09/bold-william-taylor.html
http://www.informatik.uni-hamburg.de/~zierke/joseph.taylor/songs/boldwilliamtaylor.html
http://supersearch.mudcat.org/thread.cfm?threadid=7920

SHEATH AND KNIFE OR THE LEESOME BRAND

courtly love“Fodero e Coltello” (in italiano) è una ballata sull’incesto dalle remote origini medievali e dal finale tragico. La ballata ha una certa assonanza con  “The Bonnie Hind” dove però l’incesto era accidentale. (vedi)
Nella sua versione più tarda a pagare per la colpa è sempre e solo la donna (come se implicitamente fosse solo lei la vera responsabile). Sia morta di parto o per la freccia scoccata dal fratello, la donna deve in ogni caso sparire per non disonorare il nome della famiglia.

L’incesto, un tema ballatistico non infrequente e generalmente considerato antichissimo (a partire da Edipo e Giocastra), è visto dalla gente come un crimine talmente ignominioso ed orrendo da dover essere punito in modo altrettanto atroce; nonostante ciò, coloro che lo commettono accidentalmente (ad esempio, per non saper affatto che la persona con la quale si giacciono è in realtà dello stesso sangue) sono trattati con simpatia e grande comprensione. Persino il terrificante peccatore di una ballata (Child,II,16), che confessa di avere avuto due bambini da sua madre e cinque da sua sorella, è salvato miracolosamente dalla Madonna. In tutto questo ci dev’essere stato un fondo di (terribile) realtà, dato che tali fatti non sono purtroppo infrequenti neanche nel mondo moderno, e non solo nelle comunità più arretrate.
Il “fodero e il coltello” della nostra ballata (da Motherwell, Minstrelsy, p. 286) sembrano avere solo la funzione esoterica di simboleggiare una madre che ha partorito un bambino morto, ma alcuni vi hanno visto degli (ovvi) riferimenti sessuali. Nonostante il tema assai ostico, perché in questa ballata l’incesto non è affatto accidentale e, anzi, viene brutalmente dichiarato fin dal secondo verso, Sheath and Knife, assieme forse a Corpus Christi e a Bessy Bell and Mary Gray una delle migliori ballate brevi del corpus Childiano, con la sua atmosfera cupa e magica sottolineata anche dal ritornello, che ci riporta alle nebbiose brughiere d’epoche remote. (Riccardo Venturi)

Diversa è però la versione seicentesca in cui la storia tra i due è narrata come una tragica storia d’amore! E’ come se la ballata anticamente più articolata e psicologicamente complessa si fosse scissa in due: Sheath and Knife (Child Ballad # 16) e The Leesome Brand (Child Ballad # 15)

THE BROOM BLOOMS BONNIE

La prima versione in stampa risale al 1796 (in Scots Musical Museum) anche conosciuta con il titolo “The broom blooms bonnie”

ASCOLTA Christina Harrison in “Lassie Wi’ the Lint-white Locks” in versione integrale su Spotify (tra parentesi i versi saltati)
ASCOLTA Maddy Prior live
TESTO “Minstrelsy: Ancient and Modern” 1827, William Motherwell

Child # 16 VERSIONE A


It is talked about the warld all over(1),
The brume(2) blooms bonnie an says it is fair
That the king’s dochter gaes wi’ child to her brither,
An’ we’ll never gang doun(3) to the brume onie mair(4)
He’s taen his sister doun to her father’s deer park,
Wi’ his yew-tree bow and arrows fast slung to his back.
(“Now whan that ye hear me gie a loud cry,
Shoot frae thy bow an arrow an there let me lye(5).
“An whan that ye see I am lyin deid,
Then ye’ll pit me in a grave, wi’ a turf at my heid.”)
Now whan he heard her gie a loud cry
His siller(6) arrow frae his bow he suddenly let fly.
Now they’ll never gang doun to the brume onie mair
He has made a grave that was lang an’ was deip(7),
An’ he has buried his sister, wi’ her babie at her feit.
An’ whan he came to his father’s court ha’
There was music an’ minstrels and dancin’ ana’.
“O Willie, o Willie, what makes thee in pain?”
“I hae lost a sheath an’ knife(8) that I’ll never see again.”
“There is ships o’ your father’s sailing on the sea
That will bring as guid a sheath and a knife unto thee.”
“There is ships o’ my father sailing on the sea,
Bit sic a sheath and a knife they can never bring to me.
TRADUZIONE  DI RICCARDO VENTURI
Lo sanno tutti nel mondo intero
Fiorisce la bella brughiera e si dice che è bella
che la figlia del re aspetta un figlio dal fratello.
Ma non andremo mai più nella bella brughiera
Ha portato sua sorella alla riserva di caccia di suo padre,
Col suo arco di legno di tasso e una freccia ben appesa dietro.
“E quando mi sentirai lanciare un grido acuto,
Scocca una freccia dall’arco e lasciami giacere a terra.
“E quando vedrai che sono a terra morta
Mettimi in una tomba, con una zolla d’erba alla testa.”
E quando la sentì lanciare un grido acuto
Scoccò dall’arco all’istante la sua freccia d’argento.
Ma ora non andranno mai più nella bella brughiera
Ha scavato una fossa, era lunga e profonda,
E l’ha seppellita col bambino ai suoi piedi.
E quando è arrivato alla corte di suo padre
C’eran musica e balli, menestrelli e ogni cosa.
“O Willie, o Willie, che cos’è che ti dà tanta pena?”
“Ho perso un fodero e un coltello, e non li riavrò mai più.”
“Le navi di tuo padre navigano sul mare,
Ti porteranno un fodero e un coltello altrettanto belli.”
“Le navi di mio padre navigano sul mare,
Ma un fodero e un coltello del genere non li avrò mai più.”

NOTE
1) in alcune versioni diventa ” It’s whispered in the kitchen, it’s whispered in the hall”
fiore-ginestra_m2) la ginestra con la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza.
3) Gang doon = go down
4) onie mair=no more
5) secondo Child la donna dice al fratello che quando la sentirà gridare per le doglie del parto allora dovrà scoccare una freccia nel bosco, là dove la freccia si conficcherà quella sarà la sua sepoltura. La frase è tuttavia controversa ed è altrettanto plausibile ritenere che il fratello uccida la sorella appena dopo il parto. Nella versione più antica però (quella seicentesca) non c’è questa ambiguità.
6) se il legno dell’arco è di tasso, albero collegato alla morte e ai sepolcri la freccia è invece d’argento, così Ruth Perry nel suo commento (*) vede la nobiltà del metallo come segno di morte regale (un po’ come la catena d’oro per impiccare Geordie!)
7) nelle ballate tutte le tombe sono “long and deep”
8) il fodero è la sorella, il coltello è il bambino.

Una riscrittura testuale più moderna è stata fatta dai Broadside Electric (gli “Steeleye Span di Philadelphia”) nel 1996 sempre a partire dal testo in Child Ballad # 16 A. La melodia, come precisato dal gruppo, è un madrigale francese anonimo del XVI secolo, la danza finale (che rievoca l’atmosfera allegra della festa a corte) dal titolo Dospatsko Horo viene dalla tradizione bulgara.

ASCOLTA Broadside Electric in “More Bad News” 1996 Ma anche qui per maggiori info sul gruppo

ASCOLTA Ellie Bryan in “Am I born to die” 2012: impropriamente definisce il brano come “traditional Minneapolis” avendolo preso pari pari dalla versione dei Broadside Electric

VERSIONE BROADSIDE ELECTRIC
It is talked the world all over,
The king’s daughter goes with child to her brother.
Go down to the broom no more.
He’s brought his sister to the deer park,
Brought his bow and arrows fast to his back.
She said: “When you hear me loudly cry,
Shoot your arrow and there let me lie.”
“And when you see I am lying dead,
Bury me with a turf at my head.”
Now when he heard his sister cry
His silver arrow he did let fly.
He’s dug a grave that was long and deep,
And buried his sister with her babe at her feet.
When he came to his father’s hall
There were music and minstrels and dancing and all.
“Son, oh son, what makes you so sad?
At such a meeting you might be glad.”
“Father, oh father, I’ve lost a knife
I loved as dear as I loved my life.”
“And I have lost a finer thing,
I lost the sheath that the knife was in.”
“Hold your tongue and make no din.
I’ll buy you a sheath and a knife therein.”
“All the ships e’er sailed the sea
Won’t bring such sheath and a knife to me.”
TRADUZIONE ITALIANO
Lo sanno tutti nel mondo intero
che la figlia del re aspetta un figlio da suo fratello.
Ma non andremo mai più nella bella brughiera
Ha portato sua sorella alla riserva di caccia di suo padre,
Col suo arco di legno di tasso e una freccia ben appesa dietro.
“E quando mi sentirai lanciare un grido acuto,
Scocca una freccia dall’arco e lasciami giacere a terra.
“E quando vedrai che sono a terra morta
Mettimi in una tomba, con una zolla d’erba alla testa.”
E quando la sentì lanciare il grido della sorella
Scoccò dall’arco la sua freccia d’argento.
Ha scavato una fossa, era lunga e profonda,
E l’ha seppellita col bambino ai suoi piedi.
Quando è arrivato alla corte di suo padre
C’eran musica e balli, menestrelli e ogni cosa.
“Figlio, che cos’è che ti dà tanta pena?
A un tale convivio dovresti essere allegro”
“Padre, ho perso un coltello,
mi era caro come la mia vita.
E ho perso una cosa più preziosa
persi il fodero e il coltello che era dentro.”
“Taci e non lamentarti
ti comprerò un fodero e con dentro un coltello.”
“Tutte le navi che mai navigarono sul mare,
non mi porteranno un fodero e un coltello del genere.”

VERSIONE SEICENTESCA

Il testo cantato da Ewan MacColl è tratto (ed estratto) dal ben più lungo testo risalente al 1630 e trascritto nel “Dalhousie manuscript” di Robert Edward. (vedi *).
Qui i due amanti si stanno preparando per partecipare alla festa che si terrà al castello in onore del padre, ma mentre la ragazza cerca di indossare i vestiti, i lacci si rompono per via dello stato avanzato della sua gravidanza, il fratello vorrebbe nasconderla agli occhi del mondo così i due scappano a cavallo, e mentre si trovano poco lontani lei entra in travaglio. In questa versione il fratello non uccide la sorella ma semplicemente si mette a cacciare nell’attesa e quando la sente urlare accorre ma la trova morta. Il bambino sopravvive però al parto e viene messo a balia; il frutto dell’incesto non è dannato perchè non porta la colpa di chi l’ha generato! Anche il fratello muore infliggendosi un colpo mortale con la spada e giunge fino a casa per chiedere alla madre di preparargli il letto funebre. In questa versione i due amanti sono legati tra di loro da un affetto profondo sebbene incestuoso, così il loro rapporto assume un carattere tragico, come amanti fuggono nel bosco e il fratello preferisce ferirsi a morte dopo la morte per parto della sorella.

ASCOLTA Ewan MacColl in “Black And White” (1984)

DALHOUSIE MANUSCRIPT 1630
There was a sister and her brither
The sun gaes tae oot owre the wood (1)
Wha maist(2) and tightly loved each other,
God gif(3) we had never been sib(4)
“O sister we’ll gang tae the broom(5)
O sister, I would lay thee doon. ”
“Brither alas would ye dae sae(6)
I sooner would my deith gang tae(7)”
A’ the folk they talk through ither(8)
The lassie’s wi’ bairn(9) tae her brither
“Oh brither ye hae done me ill
We will baith(10) burn on yon hill
Ye’ll gang tae my faither’s stable
And tak twa horses stout and able”
She’s up on the white horse, he’s on the black
With his yew tree bow slung fast tae his neck
They had nae rode a mile but ain(11)
Ere’ her pains they did come on
“I would gie all my faither’s land
For a good midwife at my command(12)
Ye’ll gang tae yon hill sae high
And tak’ your bow and arrows wi’ ye
When ye hear me loud, loud cry
Bend your bow and let me die”
When ye heard her loud loud cry
He bent his bow and let her die
When he cam’ to her beside
The babe was born, the lady died
Then he has ta’en his young young son
And bore him tae a milk-woman
He’s gien himsel’ a wound fu’ sair(13)
We’ll never gand tae the broom nae mair(14)
“Oh mither I hae tint(15) my knife
I lo’ed(16) it better than my life
But I hae tint a better thing
The bonnie sheath my knife was in
Is there nae a cutler intae Fife
That could mak’ tae thee a better knife
There’s nae a cutler in a’ the land
Could mak’ sic(17) a knife tae my command”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
C’era una sorella e suo fratello
il sole cala sul bosco (1)
e si amavano l’un l’altro più di ogni cosa
O Dio se non fossimo così consanguinei!
“O sorella andremo nella brughiera (5)
o sorella ti sdraierò giù”
“Fratello ahimè se lo farai
presto mi porterai alla morte”
La gente sparla della fanciulla che porta il bambino di suo fratello.
“Fratello tu hai fatto del male
bruceremo entrambi su quella collina.
Andrai alla stalla di mio padre
a prendere due cavalli forti e veloci”
Lei montò sul cavallo bianco e lui su quello nero
con il suo arco di legno di tasso a tracolla
Non avevano cavalcato che per un miglio, quando lei ebbe le doglie
“Darei tutta la terra di mio padre
per una brava levatrice ai miei ordini (12)
Andrai fino a quella collina così alta
e prenderai il tuo arco e le frecce con te. Quando mi sentirai lanciare un grido acuto,
tendi il tuo arco e lasciami morire.”
E quando la sentì lanciare un grido acuto, scoccò il suo arco e la lasciò morire.
Quando le venne accanto
il bambino era nato e la donna morta.
Allora si è preso il piccolo figliolo
e l’ha portato da una balia,
(poi) si colpì a morte (13)
“Non andremo mai più per la brughiera”
“O madre ho perso il mio coltello
che amavo più della mia vita.
Ma ho perso una cosa anche meglio,
il bel fodero che lo conteneva.
Non c’è un coltellaio in tutta Fife
che potrebbe fabbricare un coltello migliore
Non c’è un coltellaio in tutta la terra
che possa fare un coltello tale su ordinazione”

NOTE
1) gaes tae =goes to; in alcune versioni la frase viene scritta come “The sun (or son) gaes tae your tower there wi'” probabilmente per aver mal inteso la frase pronunciata da Ewan. Ruth Perry in (*) rileva come la frase sia molto antica e quantomeno citata già del 1200 “Nou goth sonne under wode” essendo Cristo il figlio di Dio e “wode” il legno della Croce, così il verso indica il tramonto sul bosco ma anche la crocefissione, la perdita della luce per il mondo.
2) wha maist =who most
3) gif =if oppure give nel senso di grant. Nel Dalhousie manuscript il verso è scritto come “god give we had nevir beine sib”
4) sib =kin, related; oppure ‘sin’, in entrembi le possibili traduzioni il senso della frase non cambia “Dio se non fossimo stati fratelli!” oppure “Dio se non avessimo peccato”: il legame di parentela trasforma il rapporto sessuale in un grave peccato
5) “Going to the broom” assume il significato di “andare in camporella” o per dirla all’inglese “going for a roll in the hay”! Qui la frase è decisamente esplicita: i due si sono rotolati di nascosto tra le ginestre durante l’accoppiamento! La stagione dell’accoppiamento doveva essere la primavera, stagione della fioritura della ginestra.
6) dae sae =do so
7) my deith gang tae =go to my death
8) through ither =together
9) wi’ bairn =with child
10) baith= both
11) ain =one
12) il parto che la ragazza ha voluto fare di nascosto nel bosco, per celare agli occhi di tutti il frutto della colpa, si rivela critico e difficoltoso e ora lei invoca, inutilmente, la presenza di una buona levatrice che la possa aiutare. Il periodo del parto doveva essere l’autunno così come il momento del giorno, il calar della sera, sembra voler sottolineare il finale tragico che si conclude con la morte.
13) nel manoscritto il verso è “he dreu his suord him wonding sore” qualcuno intende la frase in senso più mirato, come una vera e propria evirazione così si spiega la perdita del coltello che in questa versione non è il bambino; in senso più lato la perdita è inerente all’atto sessuale tra fratello (coltello) e sorella (fodero) come un’intesa e un piacere assoluto inteso come vero amore, che non potrà mai più verificarsi.
14) nae mair =no more
15) tint =lost
16) lo’ed =loved
17) sic = such

FONTI
http://www.8notes.com/scores/6274.asp
http://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/sheathandknife.html
http://broadsideelectric.bandcamp.com/track/sheath-and-knife
http://elliebryan.bandcamp.com/track/sheath-and-knife
http://www.itma.ie/inishowen/video/broom_blooms_bonny_maureen_jelks
http:[email protected]?SongID=5281
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48317
* http://lit.mit.edu/publications/BrotherTrouble_MurderAndIncestInScottishBallads.pdf
http://sniff.numachi.com/pages/tiLEEBRAND.html

LITTLE MUSGRAVE: LA SOAP OPERA NEL MEDIOEVO

Little Musgrave” è una murder ballad  forse di origine scozzese, (Musgrave e Bernard sono nomi abbastanza comuni nell’Inghilterra del Nord e nella Scozia del Sud, i territori del Border per intenderci) e probabilmente d’epoca medievale: la storia narra del tradimento di una giovane moglie sposata a Lord Barnard o Barnet, ma anche Arnel (Arlen, Arnold) o Darnel, Donald (presumiamo più anziano di lei) che cogliendo l’opportunità di un assenza del marito, “si guarda intorno” e trova Little Musgrave, il giovanotto con cui trascorrere una notte di passione.

QUESTIONE DI CORNA  E D’ONORE

Il bel Musgrave (un cavaliere della bassa nobiltà) e molto giovane (detto perciò Little) si gode i favori della Lady e al risveglio viene ucciso dal Lord rientrato nottetempo, perchè avvertito da un servitore (o uno scudiero) della tresca in atto. Anche la donna è trafitta al cuore (in altre versioni decapitata) -alcune descrizioni dell’assassinio sono molto cruente -eppure la ballata non è priva di ironiche e grasse battute!

La ballata presenta molte versioni con finali diversi. in alcune Musgrave affronta il Lord con coraggio, in altre si comporta da vigliacco; in effetti sebbene la storia sia sempre la stessa, variano le seppur rudimentali caratterizzazioni psicologiche dei personaggi. Così la ballata stratifica i suoi significati nel tempo (forse agli inizi più stereotipati) e muta con il mutare dei valori del momento! Tuttavia come per tutte le ballate popolari il giudizio morale è lasciato a chi ascolta e la ballata si limita a narrare i fatti di cronaca nella loro complessa e contraddittoria realtà.

IL TRIANGOLO AMOROSO…

Così il Lord a volte vendica il suo onore controvoglia e fa un grande rumore nella speranza che l’amante sia abbastanza sveglio da fuggire, o si rammarica per il sangue versato e domanda ai suoi cortigiani perchè nessuno sia intervenuto a fermarlo!
Musgrave a volte è perdutamente innamorato della Lady, a volte un ingenuo che si lascia sedurre, oppure è un cavaliere gaudente, ma comunque non abbastanza sveglio da scappare in tempo. La donna è spesso quella più moralmente condannabile perchè in lei risiede l’onore dell’uomo e della sua discendenza, ma è anche quella che rivendica la sua gioventù e il desiderio di essere felice (da questo punto di vista richiama la ballata Raggle Taggle Gypsy)

E IL SERVITORE

Tutta la tragedia s’innesca con la delazione del paggio, che corre dal Lord a riferire l’infedeltà della moglie: è un fedele servitore (del padrone), o vuole vendicarsi della padrona? Spera di essere lautamente ricompensato?
Il suo contributo prende tutta la parte centrale della ballata e di certo il narratore ci prendeva gusto ad allungare il suo percorso verso la meta per aumentare la suspence del racconto!

"Hellelil and Hildebrand, the Meeting on the Turret Stairs" - Frederick William Burton, 1864.
“Hellelil and Hildebrand, the Meeting on the Turret Stairs” – Frederick William Burton, 1864.

AMOR CORTESE

L’amor cavalleresco celebrato nelle canzoni dei trovatori e trovieri medievali era una grande novità dei tempi.
Se si vuole semplificare, era la sublimazione degli impulsi sessuali incanalati verso il concetto di donna angelicata, la quale non più oggetto passivo, diventava agente e sorgente di una sorta di perfezionamento o estrinsecazione delle migliori qualità di un uomo.
Eppure la dama era per lo più la Signora del Castello, moglie del Sire, e quindi l’amore cortese era forse una costruzione più intellettuale che praticata, in ogni caso, incompatibile con il matrimonio, il quale era visto come un contratto di convenienza.
Se l’innamorato per elevarsi spiritualmente doveva mettersi al completo servizio della sua Signora, si trattava solo di una devozione spirituale o anche carnale? Leggendo tra le righe, pur tra gli stereotipi del genere, qualcosa di più concreto doveva esserci, anche se circondato da molta, molta circospezione!!

La prima versione testuale stampata della ballata a cui si riesce a risalire è del 1658 (o del primo decennio del Seicento) e la ritroviamo nella poderosa raccolta del professor Child al numero 81 (Child # 81) in ben 15 versioni, ma molte più sono quelle tramandate oralmente e raccolte sul campo. La melodia di questa ballata cambia a seconda degli artisti che l’hanno interpretata, qui si riassumo le tre principali ramificazioni

VERSIONE BORDER
VERSIONE INGLESE (FAIRPORT CONVENTION)
VERSIONE AMERICANA

FONTI
http://singout.org/2012/02/20/matty-groves-little-musgrave-and-lady-barnard/
https://it.wikipedia.org/wiki/Little_Musgrave_and_the_Lady_Barnard
http://www.talkawhile.co.uk/yabbse/index.php?topic=27356.0
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_81
http://zeegrooves.blogspot.it/2010/02/fairport-convention-matty-groves.htm

LA FONTANA DELLA VERGINE

Una lugubre ballata britannica sull’incesto-stupro e il femminicidio come si dice oggi, le cui origini risalgono al medioevo, collezionata dal professor Child al numero 14 (in 5 varianti).   Sono state le antiche popolazioni scandinave a portarla con le loro “colonizzazioni” in Scozia e in Inghilterra.

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(Karin dal film Jungfrukällan 1960)

VERSIONI SCANDINAVE

Tre banditi uccidono tre sorelle, che incautamente si aggirano per il bosco, perchè rifiutano di diventare le loro mogli, in realtà dopo averle violentate le spogliano dei loro abiti con l’intenzione di ricavarne qualche soldo. La storia si connota anche di un aspetto soprannaturale o miracoloso, dove vanno a cadere le tre teste delle sorelle sgorga una sorgente.
Nella versione svedese “Pehr Tyrssons Döttrar I Vänge” i banditi si recano nella fattoria vicina e cercano di vendere i vestiti proprio alla madre delle tre sorelle, si  scopre così che sono ritornati alla loro famiglia e in alcune storie viene data come spiegazione il rapimento da fanciulli, prassi abbastanza comune tra le popolazioni nordiche dedite ai saccheggi. Il padre uccide i tre figli perduti e nel luogo del miracolo costruisce una chiesetta.
Dalla ballata lo svedese Ingmar Bergman ha girato il film “La fontana della Vergine” (Jungfrukällan 1959) – (vedi): qui la protagonista è la dolce e innocente Karin che viene violentata e uccisa dai briganti e il padre Töre, un magistrale Max Von Sydow.

E proprio dal film che si evincono tutti i simbolismi della ballata, che non dimentichiamo viene dal Medioevo, quando i racconti erano permeati di allegorie.

IL BOSCO LUOGO DEL MALE

Nel bosco vive l’eremita, ciò che resta dell’adorazione degli antichi dei, il villaggio è invece il luogo della civiltà e del nuovo dio quello dei cristiani. Il bosco è il luogo della violenza e del dolore, dove in apparenza il dio cristiano non ha potere e la fanciulla è apparentemente una vittima sacrificale. Nella versione del film uno dei tre banditi è poco più che un bambino che non prende parte alle crudeltà degli altri fratelli e ne è spaventato.
E tuttavia dalle teste decapitate delle fanciulle sgorgano tre sorgenti d’acqua, così il bosco diventa luogo del martirio in cui per mezzo di esso avviene il miracolo, alla fine il padre decide di costruirci una chiesa non di legno ma in calce e pietra: è la presa di possesso stabile e duratura della nuova fede, la vittoria permanente del dio cristiano.

LA FONTANA DELLA SALVEZZA

Così l’acqua è la fonte battesimale in cui l’uomo si rigenera, monda i suoi peccati e rinasce nella vera fede.
“Vedi come il fumo trema e si abbarbica sotto il tetto: come avesse paura dell’ignoto. Eppure, se si librasse nell’aria, troverebbe uno spazio infinito dove volteggiare. Ma forse non lo sa: e così se ne sta qui, nascosto, tremolante e inquieto. Con gli uomini capita lo stesso: essi vagano inquieti come tante foglie al vento, per quel che sanno e per quello che non sanno.”
Queste sono le parole di uno dei servi della casa, che si eleva leggermente rispetto al modo popolare di vivere la religione, interrogandosi sull’essenza della fede umana. Similmente al fumo, che si abbarbica ai muri, l’uomo si limita a vivere nella sofferenza terrena e solo grazie al coraggio, che la fede profonda infonde in lui, può superare la paura dell’ignoto ed accedere allo spazio infinito del Cielo. Oltrepassando il tetto, che può rappresentare i dogmi e l’oppressione determinata da una serie di regole imposte dalla Chiesa secolarizzata, gli uomini possono seguire la strada della ricerca di Dio. (tratto da qui)

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LA VENDETTA E IL PERDONO

L’altra figura centrale è quella del padre Töre che incarna il conflitto tra vecchia e nuova religione. Così pur essendo cristiano prepara la sua vendetta seguendo gli antichi rituali e nel prendere la vita ai tre figli non conosce pietà, uccidendo anche il più piccolo.
Solo dopo la vendetta chiede perdono al dio cristiano  “Io non ti capisco, eppure adesso chiedo il Tuo perdono”.
E’ il dramma dell’uomo che si interroga sul senso della vita e della presenza del “male”, perchè dio permette la morte degli innocenti, perchè il dolore e la sofferenza?
Nella ballata si conclude con la vittoria della Chiesa, il concetto del peccato, del dolore, come tramite verso Dio, il quale resta imperscrutabile, bisogna affidarsi a dio anche se non riusciamo a capirne le intenzioni, noi siamo deboli, come foglie al vento. Ma il messaggio di Bergman è più in profondità ci dice che oltre al dio dei dogmi c’è una dimensione “superiore” o “altra” ovvero la ricerca della coscienza che non deve smettere mai di ricercare (o evolversi) per librarsi libera come il fumo in uno spazio infinito.

ASCOLTA gli svedesi FalconersPehr Tyrssons Döttrar I Vänge” 2001


I
Per Tyrssons döttrar i Vänge.
Kaller var deras skog.
De sovo en sömn för länge.
Medan skogen han lövas.
II
Först vaknad den yngsta,
Sa väckte hon upp de andra
III
Sa satte de sig pa sängestock
Sa flätade de varandras lock
IV
Sa togo de pa sina silkesklar
Sa gingo de sig at kyrkan
V
Nar som de kommo pa Vänga lid
Där mötte de tre vallare
VI
“Säg viljen I bli vallareviv
Eller viljen I mistra era unga liv?”
VII
“Ej vilja vi blie vallareviv
Hellre vi miste vart unga liv.”
VIII
De högg deras huvu’n pa björkestock,
Sa rann där strax tre källor opp
IX
Kropparna grovo de ner i dy,
Kläderna buro de fram till by
X
När som de kommo till Vänga gard
Ute för dom fru Karin star
XI
“Och viljen I köpa silkessörkar,
Som nio jungfrur har stickat och virkat?”
XII
“Lös upp edra knyten och lat mig se,
Kanhända jag känner dem alla tre.”
XIII
Fru Karin sig för bröstet slar
Och upp till Per Tyrsson i porten hon gar.
XIV
Dethaller tre vallare pa var gard
De haver gjort av med döttrarna var.”
XV
Per Tyrsson tar sitt svärd i hand
Sa högg han ihjäl de äldsta tva
XVI
Den tredje fraga han innan han slog:
“Vad heter er fader och mor?”
XVII
“Var fader Per Tyrsson ivänge,
Var moder fru Karin i Skränge.”
XVIII
Per Tyrsson han gar sig at smedjan,
Han lät smida sig järn om midjan
XIX
“Vad ska vi nu göra för syndamen?”
“Vi ska bygga upp en kyrka av kalk och sten!”
XX
“Den kyrkan ska heta Kärna.”
Kaller var deras skog
“Den ska vi bygga upp sa gärna”
Medan skogen han lövas

Traduzione di Mathias Blad
Per Tyrsson’s daughters in Vänge
Oh how chilly their woods
They were fast asleep a long time ago
Whilst the woods burst into leaf
The youngest was the first one to awake,
She soon awoke the others
They sat themselves down upon their beds,
And plaited the hair on each other’s heads
Then they dressed in clothes of silk
And made their way to church
When they came to Vänga hill,
They met three robbers who held them still
“Pray, would you care to become robbers’ wives?
Or would you rather lose your lives?”
“We would not care to become robbers’ wives.
We would much rather lose our lives.”
They chopped their heads off on birch-wood stem
And soon three wells sprung forth by them
The bodies were dug down in muddy ground,
The clothes they carried to Vänga town.
As they arrived in Vänga farm
Fru Karin came to greet them.
“Say, would you care to buy clothes of silk,
That nine maidens have knitted and crotcheted?”
“Open your bundles and let me see
Maybe I know them, all three.”
Fru Karin quivers as never before
And runs to Per Tyrsson who stands by the door
“There are three robbers outside our farm
They’ve gotten rid of our daughters”
Per Tyrsson grabs his sword and then
He runs to slay the two older men.
He asked the third one before he stroke
“Who is your father and mother?”
“Our father Per Tyrsson in Vänge,
Our mother Fru Karin in Skränge.”
Per Tyrsson went to the smithy
And forged himself iron round his waist.
“What shall our retribution be?”
“We’ll build a church out of stone and lime.”
“Kärna Church shall be its name”
Oh how chilly their woods
“Oh, how willingly we will build it”
Whilst the woods burst into leaf
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
Le figlie di Pehr Tyrsson di Vänga
Oh come sono freddi i boschi
si addormentarono tanto tempo
fa
mentre cadevano le foglie
La più giovane fu la prima a
svegliarsi
e presto si svegliarono le altre.
Si misero a sedere
sui letti
e intrecciarono l’una all’altra i capelli sulla testa.
Poi si vestirono con abiti di seta
e andarono in chiesa (2).
Quando giunsero alla collina di Vänga
incontrarono tre banditi
che le presero.
“Preferite diventare le moglie dei banditi,
o preferite perdere la vostra
vita?”
“Non vogliamo diventare
le vostre mogli,
preferiamo perdere le nostre
vite!” (3)
Essi le tagliarono le teste su di un ceppo di betulla
e presto tre sorgenti vi scaturirono da essi.
I corpi furono sepolti
nel terreno fangoso
e gli abiti li presero con loro
per la città di Vänga.
Quando arrivarono alla fattoria di Vänga
Madonna Karin venne ad accoglierli.
“Ditemi vorreste comprare i vestiti di seta
che nove fanciulle hanno tessuto e cucito?”
“Aprite le vostre sacche e fatemi vedere,
forse li conosco tutti e tre”
Madonna Karin trema come mai prima
e corre da Pehr Tyrsson che sta accanto alla porta.
“Ci sono tre banditi fuori
dalla fattoria
e hanno ucciso le nostre
figlie!”
Pehr Tyrsson afferra la spada
e poi
corre per uccidere i due più grandi.
Chiede al più giovane prima di
ucciderlo (4)
“Chi sono tua padre e tua madre?”
“Nostro padre è Pehr Tyrsson di Vänge,
nostra madre è Madonna Karin di Skränga”
Pehr Tyrsson andò alla fucina
e forgiò per se stesso un cilicio di ferro.
“Quale sarà la nostra espiazione?”
“Costruiremo una chiesa di pietra e calce”
“la Chiesa di Kärna sarà il suo nome
Oh come sono freddi i boschi
“e la costruiremo volentieri”
mentre cadevano le foglie.

NOTE
1) la stagione è chiaramente l’autunno, mentre nelle versioni britanniche è primavera/estate
2) nel film è Karin in qualità di vergine che, indossati i suoi abiti più belli, deve portare le candele sacre nella chiesa oltre il bosco; gli Svedesi del XIV secolo erano quasi tutti cristiani
3) ovviamente la vergine cristiana preferisce la morte (dopo) lo stupro, il concetto è dettato da una visione distorta dell’onore e la purezza, che incolpa la donna per la violenza subita: se non muore vuol dire che non si è difesa e quindi ha accettato lo stupro!
nella versione danese “Hr. Truels’s Døttre” la sorella più giovane prima di morire chiede ai banditi di andare a pernottare alla Locanda dei Truels, qui si rivela che i tre erano stati rapiti da bambini e che le tre donne uccise erano le loro sorelle. Il padre vorrebbe perdonarli ma i tre preferiscono la morte.
4) in una variante della storia il figlio più giovane viene risparmiato. Nel film è poco più di un bambino e non prende parte alla violenza.

VERSIONE SCOZZESE
VERSIONE TERRANOVA

FONTI
http://www.bluegrassmessengers.com/14-babylon-or-the-bonnie-banks-o-fordie.aspx
https://betterknowachildballad.wordpress.com/2013/02/24/child-14-babylon-or-the-bonnie-banks-o-fordie/
http://ildivino.altervista.org/cinematografia_5as.html
http://www.parlochiaro.it/film-lafontanadellavergine.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_14
http://singout.org/2012/05/14/babylon/

THE DOWIE DENS OF YARROW: le ballate del Border scozzese

Il testo proviene della tradizione scozzese delle border ballads, brano noto anche come “The Dowie Dens of Yarrow”, “The Dewy Dens of Yarrow” o come “The Breas of Yarrow” oppure “The Banks of Yarrow” compare in varie versioni nella raccolta delle ballate del professor Francis James Child. (IV volume: The O Braes ‘Yarrow Child ballad # 214) e la sua origine potrebbe essere settecentesca. Secondo quanto riportato da sir Walter Scott, l’eroe della ballata era un personaggio reale tale John Scott sesto e ultimo figlio del Laird di Harden (Walter Scott), ma noto nella tradizione locale come barone di Oakwood (tenuta di Kirkhope) ucciso dagli Scott di Gilmanscleugh durante una partita di caccia nella foresta di Ettrick (la vicenda risale alla fine del 1500 o ai primi del 1600).

La storia è stata narrata anche nella poesia di William Hamilton, pubblicata in Tea-Table Miscellany di Allan Ramsay nel 1723 e anche nel II volume di Reliques di Thomas Percy (1765): Hamilton si era ispirato a una vecchia ballata scozzese della tradizione orale (vedi)

La zona è una specie di “triangolo delle Bermude” del mondo celtico un lembo di terra ricco di racconti tradizionali sui rapimenti fatati e magiche apparizioni!
(vedasi anche la ballata di Tam lin)
Yarrow è il nome di un fiume ma anche di un’erba officinale, l’achillea. Quindi la definizione del luogo “le valli dell’achillea” diventa più vaga ma anche simbolica: l’achillea è una pianta associata alla morte, e nelle credenze popolari sognarla equivale a un lutto in famiglia se la donna è sposata o alla perdita dell’innamorato.

Newark Castle sullo Yarrow

L’AGGUATO PRESSO LO YARROW

Si racconta dell’uccisione di un ragazzo in un’imboscata presso il fiume Yarrow tesa dai fratelli della donna che lui amava. Nelle varie versioni la dama respinge nove pretendenti che si mettono d’accordo per uccidere il suo vero innamorato, oppure sono gli stessi fratelli della donna, o ancora gli uomini inviati dal padre, a tendere l’imboscata. Il ragazzo riesce a uccidere o ferire un buon numero dei suoi assalitori ma infine cade, trafitto nella schiena dalla mano dal più giovane di loro.

Paton-Yarrow
Sir Joseph Noel Paton: The Dowie Dens of Yarrow

La vicenda è evocata come in sogno da parte della donna che al risveglio si precipita sulle colline e incontra il fratello recante la notizia della morte del suo innamorato. Nel tragico finale annuncia la sua morte imminente alla madre, tanto era il dolore per la perdita.

La struttura è quella classica delle ballate antiche, diffuse per larga parte d’Europa in epoca medievale con lo svelarsi della storia tra domande e risposte dei protagonisti e il commonplace della morte annunciata ai genitori.

Versioni testuali e melodie diverse con molte interpretazioni,  che ho raggruppato in tre filoni

PRIMA VERSIONE

La melodia è stata collezionata da Lucy Broadwood che la raccolse da John Potts di Whitehope Farm, Peeblesshire, nel 1907; pubblicata in The Journal of the Folk Song Society, vol.V, nel 1905.

ASCOLTA Matthew White (controtenore canadese): Skye Consort nel Cd O Sweet Woods 2013, l’arrangiamento è molto interessante, dall’atmosfera barocca che riecheggia l’epoca in cui si fa risalire la prima versione. Sono eseguite però solo le strofe I, II, IV, V, VI, VIII e XIV

ASCOLTA Mad Pudding in Dirt & Stone -1996 (tranne la V strofa) in versione integrale su Spotify strepitosa versione (un gruppo canadese -Columbia britannica-fondato nel 1994, bravissimi ma poco conosciuti)


I
There lived a lady in  the north;
You could scarcely find her marrow.
She was courted by nine noblemen
On the dewy dells of Yarrow
II
Her father had a bonny ploughboy
And she did love him dearly.
She dressed him up like a noble lord
For to fight for her on Yarrow(5).
III
She kissed his cheek, she kamed his hair,
As oft she had done before O,
She gilted him with a right good sword
For to fight for her on Yarrow.
IV
As he climbed up yon high hill
And they came down the other,
There he spied nine noblemen
On the dewy dells of Yarrow.
V
‘Did you come here for to drink red wine,
Or did you come here to borrow?
Or did you come here with a single sword
For to fight for her on Yarrow?’
VI
‘I came not here for to drink red wine,
And I came not here to borrow,
But I came here with a single sword
For to fight for her on Yarrow’
VII
‘There are nine of you and one of me,
And that’s but an even number,
But it’s man to man I’ll fight you all
And die for her on Yarrow’
VIII
Three he drew and three he slew
And two lie deadly wounded,
When a stubborn knight crept up behind
And pierced him with his arrow.
IX
‘Go home, go home, my false young man,
And tell your sister Sarah
That her true lover John lies dead and gone/ On the dewy dells of Yarrow’
X
As he gaed down yon high hill
And she came down the other,
It’s then he met his sister dear
A-coming fast to Yarrow.
XI
‘O brother dear, I had a dream last night,’
‘I can read it into sorrow;
Your true lover John lies dead and gone/ On the dewy dells of Yarrow.’
XII
This maiden’s hair was three-quarters long,
The colour of it was yellow.
She tied it around his middle side
And she carried him home to Yarrow.
XIII
She kissed his cheeks, she kamed his hair
As oft she had done before O,
Her true lover John lies dead and gone,
on the dewy dells of Yarrow.
XIV
O mother dear, make me my bed,
And make it long and narrow,
For the one that died for me today,
I shall die for him tomorrow
XV
‘O father dear, you have seven sons;
You can wed them all tomorrow,
For the fairest flower amongst them all/ Is the one that died on Yarrow.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
C’era una dama nel Nord
che non aveva un marito (1)
ed era corteggiata da nove nobili
nelle tristi valli (2) dello Yarrow (3)
II
Suo padre aveva un grazioso contadinello (4) che lei amava teneramente, lo vestì da nobiluomo perché si battesse per lei a Yarrow (5)
III
Lo baciò sulla guancia, gli accarezzò
i capelli
come faceva di solito (6),
gli fece dono di una buona spada
perché si battesse per lei a Yarrow
IV
Mentre lui saliva sull’alta collina
loro scendevano dall’altra
e là vide i nove gentiluomini
sulle tristi valli dello Yarrow
V
Sei venuto qui per bere del vino
rosso,

o per chiedere un prestito?
O sei venuto qui con una sola
spada

per batterti per lei a Yarrow?”
VI
Non sono venuto qui per bere
del vino rosso, o per chiedere un prestito,
ma sono venuto qui con una sola spada
per battermi per lei a Yarrow
VII
Siete nove contro uno,
e non siamo in forze equivalenti,
ma vi combatterò uno per volta
e morirò per lei a Yarrow
VIII
Tre li trafisse e tre li uccise
e due li ferì in modo mortale
quando un cavaliere tenace gli arrivò da dietro,
e lo colpì con la freccia
IX
A casa, a casa,  mio giovane
traditore

vai a dire a tua sorella Sara
che il suo amore John è morto e sepolto
sulle tristi valli di Yarrow
X
Allora lui si precipitò giù dal’alta collina
e lei scese già dall’altra
e così incontrò la cara sorella
che arrivava in fretta a Yarrow
XI
O caro fratello, ho fatto un sogno la notte scorsa
 e non posso sopportare il dolore
ll tuo amante John è morto stecchito
sulle tristi valli dello Yarrow
XII
I capelli della fanciulla erano lunghi fino alle ginocchia (7)
e di colore biondo,
li annodò intorno alla sua vita (8)
e lo riportò a casa dallo Yarrow
XIII
Gli baciò le guance e gli pettinò
i capelli
come aveva sempre fatto
il suo vero amore John era morto stecchito, sulle tristi valli dello Yarrow
XIV
O madre cara, preparami il letto
e fallo lungo e stretto
per colui che è morto per me oggi,
io morirò per lui domani
XV
O padre caro, hai sette figli,
li potrai sposare tutti domani,
ma il fiore più bello di tutti (9)
è quello morto a Yarrow”

NOTE
1) marrow= parola arcaica per compagno, amico o amante; nel contesto traducibile anche come “marito”
2) dowie -dewey qui scritto come dewy è un termine scozzese diffuso anche nella Northumbria inglese per “triste o noioso”. Dens o dells è un altro termine scozzese per indicare una” stretta valle ricca di boschi” tipica della zona
3) Yarrow è il nome di un fiume ma anche di un’erba officinale, l’achillea. Quindi la definizione del luogo “le valli dell’achillea” diventa più vaga ma anche simbolica: l’achillea è una pianta associata alla morte, e nelle credenze popolari sognarla equivale a un lutto in famiglia se la donna è sposata o alla perdita dell’innamorato. Dai poteri cicatrizzanti noti già ai tempi di Omero e utilizzata dai Druidi, la pianta è l’ingrediente principale di una pozione magica degna della ricetta segreta del druido Panoramix. Si narra infatti che nella Alta Valle del Lys (Valle d’Aosta) i Salassi fossero grandi consumatori di una bevanda che infondeva coraggio e forza. Divenne nota con il nome di Ebòlabò (letto come ebolebo) e si tratta di una bevanda ancora preparata dagli abitanti della valle a base di achillea moscata. (vedi scheda)
4) In alcune versioni il ragazzo è un uomo di campagna ma non necessariamente un contadinello, piuttosto un figlio cadetto di una piccola nobiltà di campagna. Nei dintorni di Yarrow (Yarrow Krik) si trova ancora una pietra con un’antica iscrizione nei pressi di un posto chiamato il “Riposo del Guerriero“.
5) nella versione di Matthew White dice “She killed here with a single sword/On the dewy dells of Yarrow”
6) si descrive il tipico comportamento di una moglie devota che accudisce, pettina e veste il marito, la stessa cura e devozione riververà per il cadavere
7) I capelli lunghi fino a tre quarti dell’altezza vuol dire che arrivano alle ginocchia. Era usanza una volta che le fanciulle portassero i lunghi capelli annodati in una spessa treccia
8) alcuni interpretano il verso come un’espressione di lutto in cui la fanciulla si taglia i suoi lunghissimi capelli fino alla vita. La frase letteralmente però significa che lei usa i capelli per trasportare via il cadavere intrecciandoli come una corda. L’immagine è un po’ grottesca per i nostri standard ma doveva essere una prassi comune al tempo; tant’è che viene riportata anche in un altra ballata
9) il verso vuole semplicemente dire che il bel contadinello era il più valoroso tra tutti, non certo che era il fratello!

L’ERICA FUNESTA

Seconda versione: la dama racconta di essersi vista in sogno mentre coglieva l’erica rossa sui pendii dello Yarrow, anche questo sogno è da interpretarsi come presagio di sventura.
Una leggenda scozzese spiega come la comune erica rosata sia diventata bianca: sono state le lacrime di Malvina per il suo Oscar ferito a morte dopo il suo duello con Cairbar nell’Ulster. Il prode guerriero figlio di Ossian diede a un compagno d’armi un ramo di erica violetta affinchè lo portasse a Malvina per dimostrarle l’amore eterno che nutriva per lei . E Malvina con la forza del suo amore e la disperazione del suo cuore fece scolorire i fiori bagnandoli di lacrime. Da allora l’erica bianca fu emblema dell’amore fedele; la somiglianza con la leggenda norrena di Baldur e del vischio è sorprendente.
Il sogno della fanciulla è così funesto poichè l’erica cenerina è rossa presagio della morte in duello del suo innamorato.

La versione di Karine Powart ci riporta il testo più esteso della ballata che i Pentangle traducono in inglese e riducono a 7 strofe
ASCOLTA Karine Powart 2007 (tutte le strofe tranne la III)

ASCOLTA Bert Jansh non male questa versione intitolata solo Yarrow, in Moonshine (1973).

ASCOLTA The Pentangle dopo la reunion in Open the Door, 1985 (strofe I, II, III, IV, VI, VIII, XIII)


I
There was a lady in the north
You scarce would find her marrow
She was courted by nine gentlemen
And a plooboy lad fae Yarrow
II
Well, nine sat drinking at the wine
As oft they’d done afore O
And they made a vow amang themselves
Tae fight for her on Yarrow
III
She’s washed his face, she’s combed his hair,/ As she has done before,
She’s placed a brand down by his side,
To fight for her on Yarrow.
IV
So he’s come ower yon high, high hill
And doon by the den sae narrow
And there he spied nine armed men
Come tae fight wi’ him on Yarrow
V
He says, “There’s nine o’ you and but one o’ me/ It’s an unequal marrow”
But I’ll fight ye a’ noo one by one
On the Dowie Dens o’ Yarrow
VI (10)
So it’s three he slew and three withdrew
An’ three he wounded sairly
‘Til her brother, he came in beyond
And he wounded him maist foully
VII
“Gae hame, gae hame, ye fause young man
And bring yer sister sorrow
For her ain true love lies pale and wan
On the Dowie Dens o’ Yarrow”
VIII
“Oh mither, I hae dreamed a dream
A dream o’ doul and sorrow
I dreamed I was pu’ing the heathery bells
On the Dowie Dens o’ Yarrow”
IX
“Oh daughter dear, I ken yer dream
And I doobt it will bring sorrow
For yer ain true love lies pale and wan
On the Dowie Dens o’ Yarrow”
X
An’ so she’s run ower yon high, high hill
An’ doon by the den sae narrow
And it’s there she spied her dear lover John
Lyin’ pale and deid on Yarrow
XI
And so she’s washed his face an’ she’s kaimed his hair
As aft she’d done afore O
And she’s wrapped it ‘roond her middle sae sma’
And she’s carried him hame tae Yarrow
XII
“Oh haud yer tongue, my daughter dear/ What need for a’ this sorrow?
I’ll wed ye tae a far better man
Than the one who’s slain on Yarrow”
XIII
“Oh faither, ye hae seven sons
And ye may wed them a’ the morrow
But the fairest floo’er amang them a’
Was the plooboy lad fae Yarrow”
XIV
“Oh mother, mother mak my bed
And mak it saft and narrow
For my love died for me this day
And I’ll die for him tomorrow”
TRADUZIONE  CATTIA SALTO
I
C’era una dama nel  Nord
che non aveva un marito (1)
ed era corteggiata da nove nobili
e da un contadinello (4) di Yarrow (3)
II
Beh i nove stavano a bere del vino
come facevano prima (di andare a caccia) e si scambiarono la promessa reciproca
di combattere per lei sullo Yarrow
III
Lei gli lavò il viso, gli pettinò i capelli
come faceva di solito (5),
e lo cinse con una spada
perché si battesse per lei a Yarrow
IV
Mentre lui saliva sull’alta, alta collina
e scendeva i pendii di Yarrow
vide i nove uomini armati
per combattere contro di lui a Yarrow
V
Disse “Siete nove contro uno,
e non siamo in forze equivalenti,
ma vi combatterò uno per volta
sulle tristi (2) valli dello Yarrow”
VI (10)
Tre li uccise e tre li mise
in fuga
e tre li ferì a morte
finchè il fratello di lei si mise in mezzo
e lo pugnalò con furia
VII
Vai a casa, vai a casa giovane
sleale
e porta la triste notizia a tua sorella
che il suo vero amore sta pallido e esangue sulle tristi valli dello Yarrow”
VIII
O madre (11) ho fatto un sogno
e temo che porterà sventura
ho sognato di raccogliere
l’erica rossa  (12)
sulle tristi valli di Yarrow
IX
“O cara figlia, conosco il tuo sogno
e temo che porterà sventura
perchè il tuo vero amore sta pallido e esangue sulle tristi valli dello Yarrow”
X
Mentre lei saliva sull’alta, alta collina
e scendeva nella stretta valle
là vide il suo caro amore
John
che stava pallido e morto sullo Yarrow
XI
Lei gli lavò il viso, gli pettinò
i capelli
come faceva di solito (5),
si annodò (i suoi capelli)  intorno alla esile vita (8)
e lo riportò a casa
dallo Yarrow
XII
“Frena la tua lingua, figlia cara
perchè tutto questo dolore?
Ti mariterò a un uomo migliore
di quello che è stato ucciso sullo Yarrow”
XIII
O padre caro, hai sette figli,
li potrai sposare domani,
ma il fiore più bello di tutti (9)
era il contadinello di Yarrow
XIV
“O madre, madre cara fammi il letto
e fallo soffice e stretto
perchè il mio amore è morto per me oggi
e io morirò per lui domani”

NOTE
8) qui il verso risulta un po’ oscuro mancando il particolare dei lunghi capelli di lei annodati in treccia che vendono utilizzate come corde da traino per portare il cadavere a casa
10) la strofa dei Pentangle dice
It’s three he’s wounded, and three withdrew,
And three he’s killed on Yarrow,
Till her brother John, came in behind.
And pierced his body through.
(Tre li trafisse e tre li fece
recedere e due li uccise sullo Yarrow
finchè il fratello di lei John si mise in mezzo, e lo pugnalò)
11) i Pentangle dicono “Father”
12) heather bell è il nome dell’erica cenerina che vive su  suoli rocciosi e rupi (vedi scheda); una leggenda scozzese spiega come la comune erica rosata sia diventata bianca: sono state le lacrime di Malvina per il suo Oscar ferito a morte dopo il suo duello con Cairbar nell’Ulster. Il prode guerriero figlio di Ossian diede a un compagno d’armi un ramo di erica violetta affinchè lo portasse a Malvina per dimostrarle l’amore eterno che nutriva per lei . E Malvina con la forza del suo amore e la disperazione del suo cuore fece scolorire i fiori bagnandoli di lacrime. Da allora l’erica bianca fu emblema dell’amore fedele; la somiglianza con la leggenda norrena di Baldur e del vischio è sorprendente.
Il sogno della fanciulla è così funesto perchè l’erica cenerina è rossa presagio della morte in duello del suo innamorato.

THE HEATHERY HILLS OF YARROW

Terza versione
E’ la versione della Bothy band che inizia il racconto dall’agguato e svolge il dialogo tra la dama e i suoi parenti fino alla sua tragica morte.

ASCOLTA Bothy band (voce Tríona Ní Dhomhnaill) in After hours, 1979, un bel video con immagini mozzafiato della Scozia


I
It’s three drew and three slew,
And three lay deadly wounded,
When her brother John stepped in between,
And stuck his knife right through him.
II
As she went up yon high high hill,
And down through yonder valley,
Her brother John came down the glen,
Returning home from Yarrow.
III
Oh brother dear I dreamt last night
I’m afraid it will bring sorrow,
I dreamt that you were spilling blood,
On the dewy dens of Yarrow.
IV
Oh sister dear I read your dream,
I’m afraid it will bring sorrow,
For your true love John lies dead and gone
On the heathery hills of Yarrow.
V
This fair maid’s hair being three quarters long,
And the colour it was yellow,
She tied it round his middle waist,
And she carried him home from Yarrow.
VI
Oh father dear you’ve got seven sons,
You can wed them all tomorrow,
But a flower like my true love John,
Will never bloom in Yarrow.
VII
This fair maid she being tall and slim,
The fairest maid in Yarrow,
She laid her head on her father’s arm,
And she died through grief and sorrow.
Traduzione di Cattia Salto
I
Tre li trafisse e tre li uccise
e tre erano feriti a morte
quando il fratello di lei John si mise in mezzo
e lo colpì deciso con un coltello.
II
Mentre lei saliva sull’alta, alta collina
e scendeva i pendii di Yarrow
suo fratello John scendeva nella valle
per ritornare dallo Yarrow
III
O caro fratello ho fatto un sogno ieri notte e temo che porterà sventura
ho sognato che tu spargevi sangue
sulle tristi (2) valli di Yarrow
IV
O sorella cara, ho visto il tuo sogno
e temo che porterà dolore
perchè il tuo amante John è morto stecchito

sulle colline d’edera dello Yarrow
V
I capelli della fanciulla erano lunghi fino alle ginocchia (7)
e di colore biondo,
li annodò intorno alla sua vita (8)
e lo riportò a casa
dallo Yarrow
VI
O padre caro, hai sette figli,
li potrai sposare tutti domani,
ma un fiore come il mio vero amore John
non fiorirà più a Yarrow
VII
Questa bella fanciulla era alta e slanciata la più bella fanciulla  a Yarrow
appoggiò il capo sulle braccia del padre e morì per il grande dolore

FONTI
https://en.wikisource.org/wiki/Child%27s_Ballads/214
http://literaryballadarchive.com/PDF/Hamilton_1_Braes_of_Yarrow_f.pdf
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C214.html
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thedowiedensofyarrow.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/145.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/484.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/67.html
http://www.celticlyricscorner.net/polwart/dowie.htm
http://www.electricscotland.com/webclans/families/scotts_harden.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9870
http://fallingangelslosthighways.blogspot.it/2013/04/the-eildon-hills-sacred-mountains-of.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46972

THE BONNY HIND: WHEN MAN WAS A HUNTER

La ballata nota come “The Bonny Hind” (in Child ballad #50) tratta il tema edipico dell’incesto, per altro sviluppato anche in altre ballate anglo-scozzesi. Già il genere affronta temi tragici e dolorosi, solo apparentemente addolciti da aspetti favolistici, in particolare per quanto riguarda il filone cavalleresco/cortese. La ballata cavalleresca riflette la vita contemporanea della piccola e grande nobiltà e tratta per lo più di storie d’amore anche se spesso infelice: sono affrontati temi “scottanti” come il rapimento, lo stupro, l’incesto, l’adulterio e l’omicidio per gelosia o per vendicare un tradimento, riflessi di un’antica civiltà in cui i deboli (di forza, di carattere o di cuore, di livello sociale basso) avevano ben poche aspettative di vita.

LA TRAMA
Un nobiluomo di giovane età ritorna al castello del padre e giace nei boschi con una bella fanciulla; solo dopo, scopre che la fanciulla è sua sorella. La ragazza si uccide per il disonore e lui la seppellisce sotto un albero di agrifoglio. Possiamo presumere che l’atto sessuale sia stato consensuale, è più probabile però che la fanciulla sia stata stuprata dal nobiluomo, e già questo sarebbe bastato per la morale
del tempo, a far sentire la giovane responsabile e indegna, ma l’aggravante dell’incesto compiuto, seppure inconsapevolmente, atto abominevole e tabù supremo, non può che portarla alla morte.
Ma ecco che il tema soprannaturale si inserisce nel finale e dà il nome alla ballata: Lord Randall la compiange come bonny hind, (in italiano bella cerva).

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Ma come avviene, nel mito, il passaggio da vittima sacrificale a cerva bianca?
Prima di tutto occorre osservare che il corpo viene seppellito, non a caso, sotto la pianta dell’agrifoglio: albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità, considerato un potente simbolo di vita, o più precisamente dell’immortalità, la sopravvivenza oltre la morte apparente. Inoltre possiamo notare che la cerva bianca è l’animale sacro di Diana cacciatrice ovvero l’Artemide greca, protettrice delle fanciulle (vergini) equivalente nelle Gallie a Arduinna e Sirona o più in generale alla dea celtica Adnoba: tutte dee associate ai boschi, alle acque e alla luna. (continua)
Poi che la credenza nella reincarnazione ha un suo substrato anche in Occidente nella filosofia greca da Pitagora a Platone, (e per alcuni storici anche nel druidismo) o in ambito cristiano nello gnosticismo e nel catarismo. Perciò lo stupro perpetrato nei confronti di una vergine e per di più in un bosco è un offesa alla dea, e la necessità dell’anima di purificarsi dall’incesto (anche se involontario) si associa con la metempsicosi nel corpo di una cerva bianca.

Ci sono poche registrazioni della ballata, forse a causa del tema trattato e la melodia usata è quella di “Duke of Marlborough”

ASCOLTA (su SpotifyJune Tabor in Abyssinias 1983

ASCOLTA (su SpotifyMartyn Bates & Mick Harris in Murder Ballads 1998

ASCOLTA (su Spotify)  Wendy Weatherby in A Shirt of Silk or Snow 2010

Versione A; Child 50 Herd’s Manuscripts II, fol. 65. “Copied from the mouth of a milkmaid, by   W.L., in 1771.”


VERSIONE di June Tabor imparata da Peta Webb nei primi anni 70
I
It’s May(1) she comes
and May she goes
down by the garden green
It’s there she spied a good young squire(2) as good as e’er be seen
II
It’s May she comes and May she goes
down by the Holland(3) green
And it’s there she spied a brisk young squire as brisk as e’er be seen
III
“Come give to me your green mantle(4),
give to me your maidenhead
If you won’t give me your green mantle,
give me your maidenhead”
IV
He’s ta’en her by the milk-white hand(5)
and gently laid her down
And it’s when he raised her up again
giving her a silver comb(6)
V
“Perhaps there may be bends
or perhaps there may be none
But if you be a courtier
pray tell to me your name”
VI
“Oh I am no courtier” he said
“but new come from the sea
Oh I am no courtier” he said
“but when I courted thee
VII
They call me Jack when I’m abroad,
sometimes they call me John
But when I’m in my father’s bower, oh,
Jock Randal is my name”
VIII
“You lie, you lie, you bonny lad,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s only daughter,
he has no more than me”
IX
“You lie, you lie, you bonny lass,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s very own son
that new come from the sea”
X
She’s puttin’ down by her side
and out she’s taken a knife
And she’s put in in her own heart’s blood and taken away her life
XI
And he’s taken his only sister
with a big tear in his eye
And he’s buried his only sister
beneath the Holland tree(3)
XII
It’s soon he’s hied him o’er the dales
his father due to see
“It’s oh and woe for my bonny hind(7)
beneath the Holland tree”
XIII
“What care you for a bonny hind,
for it you need not care
There’s eight score hinds in yon green park
and five score is to spare”
XIV
“Oh score at them a silver shot
and these you may get three
But oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XV
“What care you for your bonny hind,
for it you need not care
Take you the best and leave me
the worst since plenty is to spare”
XVI
“I care not for your hinds, kind sir,
I care not for your fee
But it’s oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XVII
“Oh were you up your sister’s bower,
your sister fair to see
Oh you’ll think no more on your bonny hind
beneath the Holland tree”

TRADUZIONE ITALIANO RICCARDO VENTURI
I
Maggio viene,
maggio va via
Nel verde dei giardini,
Là ella vide un bel cavaliere
Se mai cavaliere ci fosse;
II
E maggio viene, maggio va via
Per i cespi d’agrifoglio,
Là ella vide un giovane cavaliere
Forte come nessuno, e bello.
III
“Dammi il tuo verde
mantello,
Dammelo, bella fanciulla;
Dammi il tuo verde
mantello
E la tua verginità.”
IV
L’ha presa per la bianca
mano
E piano l’ha distesa giù;
Quando l’ha fatta rialzare
Le ha dato una spilla d’argento.
V
“Signore, potrei essere incinta,
Come potrei non esserlo affatto;
Se siete un uomo di Corte
Ditemi come vi chiamate.”
VI
“Non sono un cortigiano,
Ho appena traversato il mare;
Non sono un uomo di Corte,
Tranne quando corteggio te.
VII
“Mi chiaman Jack in terre straniere,
Talvolta mi chiamano John;
Ma al castello di mio padre
Jock Randal è il mio nome:”
VIII
“Tu menti, tu menti, bel ragazzo,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unica figlia di Lord Randal,
Non ha altri figli che me.”
IX
“Tu menti, tu menti, bella ragazza,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unico figlio di Lord Randal
Appena arrivato dal mare!”
X
Ha portato la mano alla gonna
E ha tirato fuori un coltello,
Se l’è immerso nel cuore
Privandosi della vita.
XI
Lui ha preso la bella sorella
Gli occhi pieni di lacrime;
La bella sorella ha sepolto
Tra gli agrifogli verdi.
XII
Poi se n’è andato su nella valle
Per vedere il suo caro padre:
“Piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”
XIII
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciar tanto!
Quasi duecento ne abbiamo nel parco
E cento te ne puoi prendere.
XIV
“Ottanta di loro son ferrati d’argento,
Te ne puoi prender sessanta;”
“Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XV
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciare tanto!
Prendi la meglio, io mi tengo la peggio,
Ché ne abbiamo in abbondanza!”
XVI
“Tenetevi i vostri cervi, signore,
Tenetevi i vostri averi;
Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XVII
“Se tu vedessi tua sorella,
La tua bellissima sorella,
Non penseresti più alla tua bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”

NOTE
1) maggio è notoriamente il mese delle ballate in cui il risveglio della natura accende i sensi e fa illanguidire le belle fanciulle vergini
2) in epoca medievale uno scudiero era un giovane nobile che portava lo scudo e l’armatura al cavaliere. Si trattava per lo più di un adolescente durante il suo praticantato per diventare cavaliere. La voce scudiero passò successivamente per ragioni araldiche ad indicare la carica di un gentiluomo di corte il quale aveva anche cura delle scuderie reali. Tradotto impropriamente con “cavaliere”. Il ragazzo all’età di 7 anni veniva mandato a servire come paggio presso un altro clan, imparentato con la famiglia e a 14 anni passava al seguito di un cavaliere in qualità di scudiero. I due protagonisti potrebbero essere adolescenti.
3) holland è una corruzione di hollin ossia l’agrifoglio. L’Agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità. Era considerato un potente simbolo di vita, per le sue foglie annuali e i suoi frutti invernali. continua
4) il mantello rappresenta la protezione paterna
5) prendere per la bianca mano: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
6) nella tradizione scozzese è consuetudine da parte  dell’uomo regalare alla sposa una spilla d’argento che in Scozia prende il  nome di “luckenbooth“:  è in argento e con incisi due cuori intrecciati, variamente lavorata anche  con pietre incastonate; è un regalo di fidanzamento che viene indossato  durante il matrimonio e che passerà al primogenito, la spilla stessa è un amuleto che protegge la nuova coppia  dall’invidia delle fate o più in generale dal male, favorendo la nascita di un  bambino.
7) non si tratta solo di un vezzeggiativo, il fratello crede che l’anima della sorella è trasmigrata in quella di una cerva, ovvero il corpo della fanciulla si è mutato in cerva bianca. Nelle leggende e nelle fiabe la cerva bianca è una fanciulla stregata che si trasforma in animale durante la notte, e attende il bacio del cacciatore invece della freccia che la ucciderà; ed è anche la fata-cerva del Greenwood, il bosco sacro, che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti, è simile alle sirene). continua

COMPLAINTE DE LA BLANCHE BICHE seconda parte

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9008&lang=it
http://ontanomagico.altervista.org/blanchebiche.htm
http://terreceltiche.altervista.org/lo-spirito-del-cervo/

http://www.bluegrassmessengers.com/the-bonny-heyn–herd-1771-child-a.aspx
http://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebonnyhind.html
http://www.airesis.net/giardinomagi_cervo.html

JOHN BARLEYCORN

John Barleycorn (in italiano Giovanni Chicco d’Orzo) è una canzone tradizionale diffusa in Inghilterra e in Scozia, incentrata su questo personaggio popolare, che è in ultima analisi lo spirito della birra e del whisky. (vedi) Del testo della canzone esistono diverse versioni -la più antica che si conosce risale al 1460- raccolte in varie epoche.
Come spesso accade con le ballate più popolari si parla di famiglia in riferimento ad un insieme di testi e melodie collegati tra di loro o imparentati.

Il diagramma tracciato da Pete Wood è ben documentato e si rimanda al suo John Barleycorn revisited per l’approfondimento: la prima ballata che identifica un uomo con lo spirito dell’orzo è Allan-a-Maut (Allan del Malto) e proviene dalla Scozia.
La prima ballata che riporta il nome John Barleycorn è del 1624 stampata a Londra “A Pleasant new Ballad.To be sung evening and morn, of the bloody murder of Sir John Barleycorn” abbreviata in The Pleasant Ballad: come sottolinea Pete Wood, tutti gli elementi che caratterizzano la versione attuale della ballata sono già presenti, il giuramento dei cavalieri per uccidere John, la pioggia che lo disseta, e il sole che lo riscalda per dargli energia, il mugnaio che lo macina tra due pietre.

spirito-granoLa ballata narra la morte del Re dell’Orzo e riprende miti e credenze che risalgono all’inizio della civiltà contadina, usanze che sono state seguite in Inghilterra in queste forme fino ai primi decenni del ‘900.
Secondo James George Frazier ne “Il ramo d’oro”, anticamente era scelto tra i giovani della tribù e trattato come un re per un anno; poi in un tempo prestabilito, veniva ucciso seguendo un macabro rituale: il suo corpo veniva trascinato per i campi in modo che il sangue imbevesse la terra e nutrisse l’orzo.

Così più recentemente nella tradizione celtica contadina lo spirito del grano entrava nel mietitore che tagliava l’ultimo covone (e simbolicamente uccideva il dio) e doveva essere sacrificato proprio con le modalità descritte nella canzone (o quantomeno in modo figurato e simbolico). continua
Lo spirito del Grano-Orzo non muore mai perchè rinasce l’anno successivo con il nuovo raccolto, la sua forza e il suo ardore sono contenuti nel whisky che si ottiene dalla distillazione del malto d’orzo!

In merito alla melodia Pete Wood osserva:
“The Pleasant ballad” was set to the tune “Shall I Lie Beyond Thee?” on the broadside.63  This tune is quoted by a number of sources by a variety of very similar titles, including “Lie Lulling Beyond Thee” .  It is this writer’s belief from a variety of considerations, including Simpson 64 that these are one and the same tune.  There has been some confusion regarding the use of the tune “Stingo” for various members of the family.  Several publications say that John Barleycorn should be sung to this tune, (including Dixon), and some people have assumed this was the tune for “The Pleasant Ballad.”  These impressions seem to have originated from Chappell 65, who meant that “Stingo” was the tune for another member of the family “The Little Barleycorne”, a view which accords with his own comments on the version in the Roxburghe Ballads 66, with Simpson, and Baring-Gould who says ‘[Stingo] is not the air used in the broadsides nor in the west of England’ 67.  Two further tunes, “The Friar & the Nun” and “Twas when the seas were roaring”, are mentioned by Simpson.  Mas Mault has been suggested to be set to the tune “Triumph and Joy”, the original title of “Greensleeves”. 68

In realtà ben 45 diverse melodie sono state utilizzate nei secoli per questa ballata, e Pete Wood analizza le quattro melodie più diffuse.

JOHN BARLEYCORN, MELODIA 1

la versione di John Stafford del 1906 pubblicata da Sharp in English Folk Songs probabilmente la melodia che più si avvicina all’epoca di Giacomo I
ASCOLTA The Young Tradition

JOHN BARLEYCORN, MELODIA DIVES AND LAZARUS

Dives and Lazarus ovvero la versione di Shepherd Haden resa popolare per essere stata inclusa nel The Penguin Book of English Folk Songs
ASCOLTA Traffic (nel video con molte antiche stampe e immagini in tema) una versione che non ha perso per nulla il suo smalto! Imparata da Mike Waterson

ASCOLTA Jethro Tull
ASCOLTA Damh The Bard in The Hills They Are Hollow

JOHN BARLEYCORN, MELODIA 3

la versione di Robert Pope ripresa da Vaughan Williams nel suo Folk Song Suite
ASCOLTA la versione per orchestra

JOHN BARLEYCORN, MELODIA 4

come collezionata nel Shropshire
ASCOLTA Fred Jordan

VERSIONE DEI TRAFFIC (anche Mike Waterson)
I
There was three men come out of the West
Their fortunes for to try
And these three men made a solemn vow
John Barleycorn(1) must die.
II
They ploughed, they sowed, they harrowed him in
Throwing clods all on his head
And these three men made a solemn vow
John barleycorn was Dead.
III
They’ve left him in the ground for a very long time
Till the rains from heaven did fall
Then little Sir John’s sprung up his head
And so amazed them all
IV
They’ve left him in the ground till the Midsummer
Till he’s grown both pale and wan
Then little Sir John’s grown a long, long beard
And so become a man.
V
They hire’d men with their scythes so sharp
To cut him off at the knee.
They’ve bound him and tied him around the waist
Serving him most barb’rously
VI
They hire’d men with their sharp pitch-forks
To prick him to the heart
But the drover he served him worse than that
For he’s bound him to the cart.
VII
They’ve rolled him around and around the field
Till they came unto a barn
And there they made a solemn mow
Of Little Sir John Barleycorn
VIII
They’ve hire’d men with their crab-tree sticks
To strip him skin from bone
But the miller, he served him worse than that,
For he’s ground him between two stones.
IX
Here’s Little sir John in the nut-brown bowl(2)
And brandy in the glass
But Little Sir John in the nut-brown bowl’s
Proved the stronger man at last
X
For the hunts man he can’t hunt the fox
Nor so loudly blow his horn
And the tinker, he can’t mend Kettles or pots
Without a little of Sir John Barleycorn.

NOTE
(1) John Grano d’Orzo, personificazione del whisky e della birra
(2) La botte di legno di noce o di rovere usata tutt’oggi per invecchiare il whisky

TRADUZIONE ITALIANO DI ALBERTO TRUFFI
C’erano tre uomini che venivano da occidente, per tentare la fortuna e questi tre uomini fecero un solenne voto: John Barleycorn (1) deve morire. Lo avevano arato, lo avevano seminato, l’avevano ficcato nel terreno e avevano gettato zolle di terra sulla sua testa e questi tre uomini fecero un voto solenne John Barleycorn era morto. Lo lasciarono giacere per un tempo molto lungo, fino a che scese la pioggia dal cielo e il piccolo sir John tirò fuori la sua testa e lasciò tutti di stucco. L’avevano lasciato steso fino al giorno di mezza estate e fino ad allora lui era sembrato pallido e smorto e al piccolo sir John crebbe una lunga lunga barba e così divenne un uomo. Avevano assoldato uomini con falci veramente affilate per tagliargli via il collo l’avevano avvolto e legato tutto attorno, trattandolo nel modo più brutale. Avevano assoldato uomini con i loro forconi affilati che l’avevano conficcato nella terra e il caricatore lo trattò peggio di tutti perché lo legò al carro. Andarono con il carro tutto intorno al campo finchè arrivarono al granaio e fecero un solenne giuramento sul povero John Barleycorn. Assoldarono uomini con bastoni uncinati per strappargli via la pelle dalle ossa e il mugnaio lo trattò peggio di tutti perché lo pressò tra due pietre. E il piccolo sir John con la sua botte di noce (2) e la sua acquavite nel bicchiere e il piccolo sir John con la sua botte di noce dimostrò che era l’uomo più forte. Dopo tutto il cacciatore non può suonare il suo corno così forte per cacciare la volpe e lo stagnaio non può riparare un bricco o una pentola senza un piccolo (sorso) di grano d’orzo.

ASCOLTA Steeleye Span in Below the Salt 1972 (che ho classificato come Melodia 3 più per l’assonanza)


I (Spoken)
There were three men
Came from the west
Their fortunes for to tell,
And the life of John Barleycorn as well.
II
They laid him in three furrows deep,
Laid clods upon his head,
Then these three man made a solemn vow
John Barleycorn was dead.
III
The let him die for a very long time
Till the rain from heaven did fall,
Then little Sir John sprang up his head
And he did amaze them all.
IV
They let him stand till the midsummer day,
Till he looked both pale and wan.
The little Sir John he grew a long beard
And so became a man.
CHORUS:
Fa la la la, it’s a lovely day
Fa la la la lay o
Fa la la la, it’s a lovely day
Sing fa la la la lay
V
They have hired men with the scythes so sharp,
To cut him off at the knee,
The rolled him and they tied him around the waist,
They served him barbarously.
VI
They have hired men with the crab-tree sticks,
To cut him skin from bone,
And the miller has served him worse than that,
For he’s ground him between two stones.
VII
They’ve wheeled him here,
they’ve wheeled him there,
They’ve wheeled him to a barn,
And thy have served him worse than that,
They’ve bunged him in a vat.
VIII
They have worked their will on John Barleycorn
But he lived to tell the tale,
For they pour him out of an old brown jug
And they call him home brewed ale(3).
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I (Parlato)
C’erano tre uomini
che venivano da occidente,
per tentare sia la fortuna
che la vita di John Barleycorn
II
Lo hanno steso in tre solchi profondi
e ricoperto con zolle di terra
e quei tre uomini fecero un giuramento solenne,
John Barleycorn era  morto.
III
Lo lasciarono giacere per un tempo molto lungo
fino a che scese la pioggia dal cielo
e il piccolo sir John tirò fuori la sua testa
e lasciò tutti di stucco
IV
Lo lasciarono riposare fino al giorno di mezza estate
e fino ad allora lui era sembrato pallido e smorto
e al piccolo sir John crebbe una lunga barba
e così divenne un uomo
Ritornello
Fa la la la, che bel giorno
canta fa la la la lay
Fa la la la, che bel giorno
canta fa la la la lay
V
Avevano assoldato uomini con falci veramente affilate
per tagliarlo all’altezza del ginocchio,
l’avevano avvolto e legato tutto attorno ai fianchi,
trattandolo nel modo più brutale.
VI
Assoldarono uomini con bastoni uncinati
per strappargli via la pelle dalle  ossa
e il mugnaio lo trattò peggio di tutti
perché lo pressò tra due pietre
VII
Lo hanno spinto qui
lo hanno spinto là
lo hanno spinto in un fienile
e lo trattarono peggio di tutti
perchè lo tapparono per bene dentro un tino
VIII
Hanno fatto la loro volontà su John Barleycorn
ma lui visse per raccontare la sua storia,
che lo hanno versato in un boccale di coccio
e lo hanno chiamato birra fatta in casa!

NOTA
3) la birra si distingueva in origine in “beer” (con il luppolo) e “ale” (senza luppolo). La bevanda più antica del mondo ottenuta dalla fermentazione di vari cereali. I suoi processi di lavorazione partono da una fermentazione spontanea dell’amido (ossia lo zucchero) prevalente componente nei cereali, quando essi vengono a contatto con l’acqua, a causa dei lieviti selvatici contenuti nell’aria. E così come nel pane, alimento femminile, TERRA, ACQUA, ARIA e FUOCO si combinano magicamente per dare vita a un cibo divino che fortifica e inebria.
Il termine inglese di homebrewing ovvero l’arte della birra fatta in casa si traduce in italiano con un’astrusa parola: domozimurgia e domozimurgo è il produttore di birra casalingo in cui domo, è la radice latina per “casa”; zimurgo è colui il quale pratica la “zimurgia“, ovvero la scienza dei processi di fermentazione. Il domozimurgo quindi è colui che tra le proprie mura domestiche, studia, applica e sperimenta le alchimie della fermentazione. Fare la birra per il proprio autoconsumo (compreso quello degli immancabili amici e parenti) è assolutamente legale oltre che divertente e relativamente semplice sebbene non si finisca mai di imparare attraverso lo scambio delle esperienze e la sperimentazione continua

Jean-François Millet - Buckwheat Harvest Summer 1868
Jean-François Millet – Buckwheat Harvest Summer 1868

JOHN BARLEYCORN, LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

La versione pubblicata da Robert Burns nel 1782, rielabora l’antico canto popolare e diventa la base delle successive versioni (vedi inizio)

Le prima 3 strofe sono simili alla versione standard, a parte i tre re che arrivano dall’oriente per fare il solenne giuramento di uccidere John Barleycorn, infatti nella versione inglese i tre uomini arrivano dall’Ovest: a me personalmente l’ipotesi che Burnes volesse indicare i 3 Re Magi … sembra poco pertinente al profondo substrato pagano della storia: non è certo il Cristianesimo (o il culto del Dio della Luce) a voler uccidere il Re del Grano, a meno che non si voglia identificare il re del Grano con il Cristo (un “blasfemo” paragone che è stato subito rimosso dalle successive versioni).

La storia è la dettagliata trasformazione dello spirito del grano, cresciuto forte e sano durante l’estate, mietuto e trebbiato appena arriva l’autunno, in alcol; e la molto più dettagliata descrizione (sempre rispetto alla versione standard) dei piaceri che esso fornisce agli uomini, affinchè essi possano trarre dalla bevanda ebbrezza ed ispirazione. Burns fu notoriamente un grande estimatore di whisky e l’ultima strofa è proprio nel suo stile!

La melodia indicata è Lull[e] Me Beyond Thee alte melodie che si adattano al testo sono “Stingo” (John Playford, 1650) e “Up in the Morning Early” (versione Tickawinda)

VERSIONE DI ROBERT BURNS
I
There was three kings into the east,
Three kings both great and high,
And they hae sworn a solemn oath
John Barleycorn(1) should die.
II
They took a  plough and plough’d him down,
Put clods upon his head,
And they hae sworn a solemn oath
John Barleycorn was dead
III
But the cheerful Spring came kindly on,
And show’rs began to fall;
John Barleycorn got up again,
And sore surpris’d them all
IV
The sultry suns   of Summer came,
And he grew  thick and strong,
His head weel   arm’d wi’ pointed spears,
That no one  should him wrong.
V
The sober Autumn enter’d mild,
When he grew wan and pale;
His bending joints and drooping head
Show’d he began to fail.
VI
His coulour sicken’d more and more,
He faded into age;
And then his enemies began
To show their deadly rage.
VII
They’ve taen a weapon, long and sharp,
And cut him by the knee;
Then ty’d him fast upon a cart,
Like a rogue for forgerie(4).
VIII
They laid him down upon his back,
And cudgell’d him full sore;
They hung him up before the storm,
And turn’d him o’er and o’er.
IX
They filled up a darksome pit
With water to the brim,
They heaved in John Barleycorn,
There let him sink or swim
X
They laid him out upon the floor,
To work him farther woe,
And still, as signs of life appear’d,
They toss’d him to and fro.
XI
They wasted, o’er a scorching flame,
The marrow of his bones;
But a Miller us’d him worst of all,
For he crush’d him between two stones.
XII
And they hae taen his very heart’s blood,
And drank it round and round;
And still the more and more they drank,
Their joy did more abound.
XIII
John Barleycorn was a hero bold,
Of noble enterprise,
For if you do but taste his blood,
‘Twill make your courage rise.
XIV
‘Twill make a man forget his woe;
‘Twill heighten all his joy:
‘Twill make the widow’s heart to sing,
Tho’ the tear were in her eye.
XV
Then let us toast John Barleycorn,
Each man a glass in hand;
And may his great posterity
Ne’er fail in old Scotland!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’erano tre re dall’oriente,
tre grandi re e potenti
e fecero un voto solenne:
John Barleycorn deve morire.
II
Presero un aratro e lo ararono,
gettarono zolle di terra sulla sua testa
e fecero un voto solenne
John Barleycorn era morto.
III
Ma la dolce primavera venne
e la pioggia scese dal cielo
John Barleycorn si alzò di nuovo
e lasciò tutti di stucco
IV
Venne il sole afoso d’Estate,
e lui crebbe robusto e forte
con la testa irta di lance appuntite
e che nessuno gli dia torto.
V
L’Autunno serio arrivò mite
allora lui divenne pallido e smorto
piegato alle giunture e la testa cadente
aveva incominciato a deperire.
VI
Il suo incarnato sbiadiva sempre più,
lui iniziò a invecchiare
e i suoi nemici cominciarono
a mostrare la loro furia mortale.
VII
Avevano preso una falce, lunga e affilata,
per tagliarlo al ginocchio;
poi lo legarono in fretta su un carro
come un ladro per il patibolo.
VIII
Lo hanno adagiato sulla schiena
e colpito con un randello;
lo hanno appeso prima del temporale
e lo hanno rigirato ancora ed ancora.
IX
Hanno riempito una fossa buia
con acqua fino all’orlo
e ci hanno gettato John Barleycorn
lì lo lasciarono a nuotare o ad affondare.
X
Lo hanno gettato sul pavimento
per procurargli ancora più dolore,
e ancora, mentre lui dava segni di vita
lo hanno gettato avanti e indietro.
XI
Hanno bruciato sulla fiamma
il midollo delle sue ossa;
ma il Mugnaio lo trattò peggio di tutti
perché lo pressò tra due pietre
XII
Ed essi avevano preso il suo sangue d’eroe
e lo bevvero rigirando (il bicchiere)
e ancora più lo bevevano
più gioia ricevevano.
XIII
John Barleycorn era un eroe coraggioso
di nobile ardire
perciò se tu assaggerai il suo sangue
il tuo coraggio crescerà.
XIV
Egli fa dimenticare all’uomo il suo dolore,
aumentare ogni sua gioia:
egli fa cantare il cuore della vedova
sebbene abbia le lacrime agli occhi
XV
Allora brindiamo a John Barleycorn
tutti con un bicchiere in mano
e che la sua grande discendenza
non possa mai mancare nella vecchia Scozia!

NOTA
4) i condannati a morte erano trasportati sul luogo del patibolo su di un carro per il pubblico dileggio

E infine il COLLAGE  delle versioni di Tickawinda, Avalon Rising, John Renbourn, Lanterna Lucis Viriditatis, Xenis Emputae, Travelling Band, Louis Killen, Traffic

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/barleycorn.htm
http://www.musicaememoria.com/JohnBarleycorn2.htm
http://www.mustrad.org.uk/articles/j_barley.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=14888
http://www.omniscrit.com/2013/01/who-was-john-barleycorn-folk-song-and.html

(Cattia Salto – integrazione 2012 e agosto 2013)

THE SWEET TRINITY CHILD BALLAD

Una sea ballad molto popolare nel circuito folk anglo-americano conosciuta con vari titoli (“The Sweet Trinity”, “The Golden Vanity”, “The Golden Willow Tree”) appare in stampa in un foglio volante (broadside) nel 1635 con il titolo di Sir Walter Raleigh Sailing In The Lowlands. (vedi). Il professor Child la riporta in tre versioni (Child ballad #286)

IL CORSARO FAVORITO DA ELISABETTA I

E’ Samuel Pepys a collegare la ballata al vascello di Sir Walter Raleigh “The Sweet Trinity”.

impersonato dall’attore Clive Owen nel film “Queen Elizabeth: the Golden Age” da notare la somiglianza con il ritratto alla National Gallery di Londra
Sir Walter Raleigh National Gallery (Londra)

Sir Walter Raleigh (1552-1618) navigatore, corsaro e poeta inglese, ottenne dalla regina Elisabetta I titoli nobiliari e privilegi soprattutto sulle terre conquistate nelle Americhe. Una sintesi biografica che ci rende l’idea del personaggio è di Stefania Maffeo (vedi) “Walter Raleigh dopo aver combattuto in Francia per la causa ugonotta (1569-1576), nel 1578 si dedicò alla carriera marinaresca, con il fratellastro Sir Humphrey Gilbert, compiendo un primo viaggio a Terranova. Nel 1580 si mise al servizio di Robert Dudley, conte di Leicester, e combatté in Irlanda; divenuto il favorito della regina Elisabetta I, ebbe in dono lucrosi monopoli commerciali e vasti domini in Inghilterra ed in Irlanda. Nel 1584 finanziò un viaggio d’esplorazione lungo le coste dell’America Settentrionale, tra la Florida e Carolina del Nord, assegnando il nome di “Virginia” (in onore d’Elisabetta I detta “la Regina vergine”) ad un vasto territorio; seguì, nel 1585-1587, un tentativo di colonizzazione (sbarco nell’isola di Roanoke), ma senza successo. Sostituito nel 1587 dal rivale conte d’Essex nel favore della regina, fu imprigionato nel 1592, per aver sedotto un’ancella di questa, che sposò. Nel 1595, riprese l’attività marinara ed esplorò le coste dell’America Meridionale, sperando di scoprire il favoloso Eldorado; quindi partecipò alla presa di Cadice (1596); nel 1601 partecipò alla repressione della ribellione del conte d’Essex, presenziando come capitano della guardia alla sua esecuzione.
L’epoca dei grandi corsari inglesi si concluse con la morte della regina Elisabetta nel 1603. Il suo successore, Giacomo I, era re pacifico, fece pace con la Spagna e lasciò decadere la flotta: la conseguenza fu che un gran numero di marinai rimase senza occupazione e che la gioventù intraprendente, già avviata verso le avventure della corda, si trovò delusa e scontenta. Nessuna meraviglia se il regno di Giacomo I segna ad un tempo la decadenza della guerra corsa ed il rinascere della pirateria in Inghilterra. All’avvento di Giacomo I Raleigh fu imprigionato (luglio 1603) sotto l’accusa, infondata, di avere complottato contro di lui; processato nel novembre, fu condannato a morte, ma la sentenza non fu eseguita e rimase prigioniero nella torre di Londra fino al marzo 1616, liberato purché comandasse una spedizione nella Guiana, alla ricerca di una miniera d’oro, senza venire a conflitto con i coloni spagnoli. Salpò nel marzo 1617 raggiungendo in dicembre la foce dell’Orinoco, ma l’oro non fu trovato ed i suoi uomini si scontrarono con gli spagnoli; per questo al suo ritorno Giacomo I, secondo l’impegno preso con l’ambasciatore spagnolo Gondomar, ed in base alla sentenza del 1603, lo condannò alla pena capitale. Fra i suoi scritti, oltre a numerose poesie, si ricordano la descrizione della Guiana ed una storia del mondo, rimasta incompiuta; a lui si deve la coltivazione del tabacco in Inghilterra, e, secondo alcuni, quella della patata.

Ottima biografia anche qui

Sir Walter Raleigh non è mai stato un personaggio popolare, ed era considerato arrogante, egoista, dall’atteggiamento tipico del parvenu, così viene ridicolizzato (e con lui tutta la nobiltà)  in questa ballata in cui si narra un evento rocambolesco quanto improbabile.

SWEET TRINITY O GOLDEN VANITY?

In “The Golden Vanity” illustrato da Pamela Colman Smith 1899

Nella ballata Sir Raleigh allestisce una nave, la Sweet Trinity per salpare verso il Mare dei Caraibi e qui incrocia un galeone francese (diventato poi nelle versioni successive un più generico “false gallaly“).

Il nome della nave cambia a seconda delle località in cui si è diffusa la canzone e diventa:
The Golden Silveree (North Carolina)
The Golden (green) Willow Tree o The Mar[r]y Golden Tree (Kentucky, Minnesota, Arkansas)
The Silver Family
The Bold Trinitee (Virginia)
The Sweet Kumadie (Aberdeenshire)
così come cambiano la nazionalità del nemico (tra le più gettonate quella spagnola e turca -i pirati barbareschi) e il nome della sua nave.

Sembra la fine per l’equipaggio ma il mozzo, in cambio di molto denaro e la mano della figlia del capitano, si offre di salvare la nave.
Così, armato di un coltello affilato e una buona dose di coraggio, il ragazzo si butta in mare e fa alcuni buchi nello scafo del galeone nemico fino a farlo affondare come un sasso.

I DIVERSI FINALI

In “The Golden Vanity” illustrato da Pamela Colman Smith 1899

Nel tempo il finale della ballata varia: nella prima versione il capitano è disposto a ricompensare il mozzo con l’oro promesso, ma non di dargli la figlia in moglie (non sia mai che il suo nome si imparenti con un semplice mozzo!): la fine del ragazzo non è chiara, anche se è presumibile che si rituffi in mare per lasciarsi annegare.
La maggior parte delle versioni però la fanno classificare come murder ballad perchè il mozzo per ordine del capitano, non viene ripreso a bordo ed è lasciato affogare.
In una versione più tarda il coraggioso ragazzo viene issato a bordo ma muore stremato poco dopo. L’equipaggio lo seppellisce in mare con tutti gli onori. In pochissime versioni c’è il lieto fine con il marinaio coraggioso che viene premiato perlomeno con il denaro.

Ci sono moltissime versioni testuali (Bronson ne ha contate più di un centinaio) abbinate anche a diverse melodie e non è semplice una classificazione.

LE VERSIONI

Mountain ballad style: Sinking in the Lonesome sea (The Merry Golden Tree) vedi
ancora una versione americana:The Turkish Reverie 
La versione scozzese: The Sweet Kumadee
La versione inglese: The Golden Vanity 

FONTI
http://latinamericanhistory.about.com/od/latinamericatheconquest/p/Sir-Walter-Raleigh.htm
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch286.htm
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_286
http://singout.org/2015/03/30/golden-vanity/
http://singout.org/2015/03/30/golden-vanity/2/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C286.html
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1234.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49885
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11747
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thegoldenvanity.html

http://www.shanty.org.uk/archive_songs/golden-vanity.html
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1234.html
http://mysongbook.de/msb/songs/g/goldenva.html