Archivi tag: murder ballad

THE DOWIE DENS OF YARROW: le ballate del Border

Il testo proviene della tradizione scozzese delle border ballads, brano noto anche come “The Dowie Dens of Yarrow”, “The Dewy Dens of Yarrow” o come “The Breas of Yarrow” oppure “The Banks of Yarrow” compare in varie versioni nella raccolta delle ballate del professor Francis James Child. (IV volume: The O Braes ‘Yarrow Child ballad # 214) ma la sua origine potrebbe essere settecentesca. Secondo quanto riportato da sir Walter Scott, l’eroe della ballata era un personaggio reale tale John Scott sesto e ultimo figlio del Laird di Harden (Walter Scott), ma noto nella tradizione locale come barone di Oakwood (tenuta di Kirkhope) ucciso dagli Scott di Gilmanscleugh durante una partita di caccia nella foresta di Ettrick (la vicenda risale alla fine del 1500 o ai primi del 1600).

La storia è stata narrata anche nella poesia di William Hamilton, pubblicata in Tea-Table Miscellany. di Allan Ramsay nel 1723 e anche nel II volume di Reliques di Thomas Percy (1765): Hamilton si era ispirato a una vecchia ballata scozzese della tradizione orale (vedi)

Si racconta dell’uccisione di un ragazzo in un’imboscata presso il fiume Yarrow tesa dai fratelli della donna che lui amava. Nelle varie versioni la dama respinge nove pretendenti che si mettono d’accordo per uccidere il suo vero innamorato, oppure sono gli stessi fratelli della donna, o ancora gli uomini inviati dal padre, a tendere l’imboscata. Il ragazzo riesce a uccidere o ferire un buon numero dei suoi assalitori ma infine cade, trafitto nella schiena dalla mano dal più giovane di loro.

La vicenda è evocata come in sogno da parte della donna che al risveglio si precipita presso il luogo dell’imboscata e sulle colline incontra il fratello recante la notizia della morte del suo innamorato. Nel tragico finale ella annuncia la sua morte imminente alla madre, tanto era il dolore per la perdita.Paton-Yarrow

In alcune versioni il ragazzo è un uomo di campagna ma non necessariamente un contadinello, piuttosto un figlio cadetto di una piccola nobiltà di campagna. Nei dintorni di Yarrow (Yarrow Krik) si trova ancora una pietra con un’antica iscrizione nei pressi di un posto chiamato il “Riposo del Guerriero“.

La struttura è quella classica delle ballate antiche, diffuse per larga parte d’Europa in epoca medievale con lo svelarsi della storia tra domande e risposte dei protagonisti e la morte annunciata ai genitori.
La melodia è stata collezionata da Lucy Broadwood che la raccolse da John Potts di Whitehope Farm, Peeblesshire, nel 1907; pubblicata in The Journal of the Folk Song Society, vol.V, nel 1905.
Versioni testuali e melodie diverse con molte interpretazioni, strepitosa quella dei Mad Pudding nel Cd Dirt & Stone -1996 (un gruppo canadese -Columbia britannica-fondato nel 1994, bravissimi ma poco conosciuti)

ASCOLTA Matthew White (controtenore canadese): Skye Consort nel Cd O Sweet Woods 2013, l’arrangiamento è molto interessante, dall’atmosfera barocca che riecheggia l’epoca in cui si fa risalire la prima versione. Sono eseguite però solo le strofe I, II, IV, V, VI, VIII e XIV

ASCOLTA Mad Pudding in Dirt & Stone -1996 (tranne la V strofa) in versione integrale su Spotify


I
There lived a lady in  the north;
You could scarcely find her marrow(1).
She was courted by nine noblemen
On the dewy dells(2) of Yarrow(3)
II
Her father had a bonny ploughboy
And she did love him dearly.
She dressed him up like a noble lord
For to fight for her on Yarrow(4).
III
She kissed his cheek, she kamed his hair,
As oft she had done before O,
She gilted him with a right good sword
For to fight for her on Yarrow.
IV
As he climbed up yon high hill
And they came down the other,
There he spied nine noblemen
On the dewy dells of Yarrow.
V
‘Did you come here for to drink red wine,
Or did you come here to borrow?
Or did you come here with a single sword
For to fight for her on Yarrow?’
VI
‘I came not here for to drink red wine,
And I came not here to borrow,
But I came here with a single sword
For to fight for her on Yarrow’
VII
‘There are nine of you and one of me,
And that’s but an even number,
But it’s man to man I’ll fight you all
And die for her on Yarrow’
VIII
Three he drew and three he slew
And two lie deadly wounded,
When a stubborn knight crept up behind
And pierced him with his arrow.
IX
‘Go home, go home, my false young man,
And tell your sister Sarah
That her true lover John lies dead and gone
On the dewy dells of Yarrow’
X
As he gaed down yon high hill
And she came down the other,
It’s then he met his sister dear
A-coming fast to Yarrow.
XI
‘O brother dear, I had a dream last night,’
‘I can read it into sorrow;
Your true lover John lies dead and gone
On the dewy dells of Yarrow.’
XII
This maiden’s hair was three-quarters long(5),
The colour of it was yellow.
She tied it around his middle side(6)
And she carried him home to Yarrow.
XIII
She kissed his cheeks, she kamed his hair
As oft she had done before O,
Her true lover John lies dead and gone,
on the dewy dells of Yarrow.
XIV
O mother dear, make me my bed,
And make it long and narrow,
For the one that died for me today,
I shall die for him tomorrow
XV
‘O father dear, you have seven sons;
You can wed them all tomorrow,
For the fairest flower amongst them all(7)
Is the one that died on Yarrow.

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
C’era una signora nel Nord
e non aveva un marito
ed era corteggiata da nove nobili
nelle tristi valli dello Yarrow
II
Suo padre aveva un grazioso contadinello
e lei lo amava teneramente
lo vestiva come un nobiluomo
perché si battesse per lei a Yarrow
III
Lei gli baciò la guancia, gli lisciò i capelli
come faceva di solito,
gli regalò una buona spada
perché si battesse per lei a Yarrow
IV
Mentre lui saliva sull’alta collina
gli altri scendevano
allora vide i nove gentiluomini
sulle tristi valli dello Yarrow
V
Sei venuto qui per bere del vino rosso,
o per chiedere un prestito?
O sei venuto qui con una sola spada
per batterti per lei a Yarrow?”
VI
Non sono venuto qui per bere
del vino rosso, o per chiedere un prestito,
ma sono venuto qui con una sola spada
per battermi per lei a Yarrow
VII
Siete nove contro uno,
così siamo pari,
ma combatterò tutti voi uomo contro uomo
e morirò per lei a Yarrow
VIII
Tre li trafisse e tre li uccise
e due li ferì in modo mortale
quando un cavaliere tenace gli arrivò da dietro,
e lo colpì con la freccia
IX
A casa, a casa, mio giovane traditore
vai a dire a tua sorella Sara
che il suo amore John è morto e sepolto
sulle tristi valli di Yarrow
X
Allora lui si precipitò giù per l’alta collina
e lei scese già dall’altra
e così incontrò la cara sorella
che arrivava velocemente a Yarrow
XI
O caro fratello, ho fatto un sogno la notte scorsa
 e non posso sopportare il dolore
ll tuo amante John è morto stecchito
sulle tristi valli dello Yarrow
XII
I capelli della fanciulla erano lunghi fino alle ginocchia e di colore biondo,
lei li annodò intorno alla sua vita
e lo riportò a casa a Yarrow
XIII
Gli baciò le guancie e gli pettinò i capelli
come aveva sempre fatto
il suo amore John era morto stecchito
sulle tristi valli dello Yarrow
XIV
O madre cara, preparami il letto
e fallo lungo e stretto
per colui che è morto per me oggi,
io morirò per lui domani
XV
O padre caro, hai sette figli,
li potrai sposare tutti domani,
ma il fiore più bello di tutti
è quello morto a Yarrow”

NOTE
1) marrow= parola arcaica per compagno, amico o amante; nel contesto traducibile anche come “marito”
2) dowie -dewey qui scritto come dewy è un termine scozzese diffuso anche nella Northumbria inglese per “triste o noioso”. Dens o dells è un altro termine scozzese per indicare una” stretta valle ricca di boschi” tipica della zona
3) Yarrow è il nome di un fiume ma anche di un’erba officinale, l’achillea. Quindi la definizione del luogo “le valli dell’achillea” diventa più vaga ma anche simbolica: l’achillea è una pianta associata alla morte, e nelle credenze popolari sognarla equivale a un lutto in famiglia se la donna è sposata o alla perdita dell’innamorato. Dai poteri cicatrizzanti noti già ai tempi di Omero e utilizzata dai Druidi, la pianta è l’ingrediente principale di una pozione magica degna della ricetta segreta del druido Panoramix. Si narra infatti che nella Alta Valle del Lys (Valle d’Aosta) i Salassi fossero grandi consumatori di una bevanda che infondeva coraggio e forza. Divenne nota con il nome di Ebòlabò (letto come ebolebo) e si tratta di una bevanda ancora preparata dagli abitanti della valle a base di achillea moscata.    (vedi scheda)

4) nella versione di Matthew White dice “She killed here with a single sword/On the dewy dells of Yarrow”
5) I capelli lunghi fino a tre quarti dell’altezza vuol dire che arrivano alle ginocchia. Era usanza una volta che le fanciulle portassero i lunghi capelli annodati in una spessa treccia
6) alcuni interpretano il verso come un’espressione di lutto in cui la fanciulla si taglia i suoi lunghissimi capelli fino alla vita. La frase letteralmente però significa che lei usa i capelli per trasportare via il corpo intrecciandoli come una corda. L’immagine è un po’ grottesca per i nostri standard ma doveva essere una prassi comune al tempo.
7) il verso vuole semplicemente dire che il bel contadinello era il più valoroso tra tutti, non certo che era il fratello!

ASCOLTA Bert Jansh non male questa versione intitolata solo Yarrow, in Moonshine (1973).

ASCOLTA The Pentangle (voce Jacqui McShee) in Open the Door, 1985


I
There was a lady from the North,
One scarse could find her marrow,
She was courted by nine gentlemen,
And a ploughboy lad from Yarrow.
II
These nine sat drinking at the wine,
As they had done before,
They made a vow amongst themselves,
To fight for her on Yarrow.
III
She’s washed his face, she’s combed his hair,
As she has done before,
She’s placed a brand down by his side,
To fight for her on Yarrow.
IV
As he came down yon high, high hill,
And down the halls of Yarrow.
There he spied nine armed men.
Come to fight with him on Yarrow.
V
It’s three he’s wounded, and three withdrew,
And three he’s killed on Yarrow,
Till her brother John, came in behind.
And pierced his body through.
VI
Oh, Father dear, I dreamed a dream,
I fear it will prove sorrow,
Dreamed I was pulling the heather bell,
On they dowy dens of Yarrow.
VII
Oh, Father dear, you’ve seven sons,
You may wed them all tomorrow,
But the fairest one amongst them all.
Was the boy I loved on Yarrow.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
C’era una signora nel  Nord
e non aveva un marito
ed era corteggiata da nove nobili
e da un contadinello di Yarrow
II
Questi nove stavano a bere del vino
come facevano prima (di andare a caccia)
e si scambiarono la promessa
di combattere per lei a Yarrow
III
Lei gli baciò la guancia, gli lisciò i capelli
come faceva di solito,
e lo cinse con una spada
perché si battesse per lei a Yarrow
IV
Mentre lui saliva sull’alta collina
e scendeva le colline di Yarrow
allora vide i nove gentiluomini armati
che veniva a combattere contro di lui a Yarrow
V
Tre li trafisse e tre li uccise
e due li uccise sullo Yarrow
finchè il fratello di lei John gli arrivò da dietro,
e lo colpì con la freccia
VI
O caro padre ho fatto un sogno
e temo che porterà sventura
ho sognato di tirare la campana dell’erica,
sulle cupi valli di Yarrow
VII
O padre caro, hai sette figli,
li potrai sposare tutti domani,
ma il fiore più bello di tutti
era il ragazzo che amavo a Yarrow

FONTI
http://literaryballadarchive.com/PDF/Hamilton_1_Braes_of_Yarrow_f.pdf
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C214.html
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thedowiedensofyarrow.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/145.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/484.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/67.html
http://www.electricscotland.com/webclans/families/scotts_harden.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9870

IMMAGINI
Sir Joseph Noel Paton The Dowie Dens of Yarrow
http://fallingangelslosthighways.blogspot.it/2013/04/the-eildon-hills-sacred-mountains-of.html

THE BONNY HIND: WHEN MAN WAS A HUNTER

La ballata nota come “The Bonny Hind” (in Child ballad #50) tratta il tema edipico dell’incesto, per altro sviluppato anche in altre ballate anglo-scozzesi. Già il genere affronta temi tragici e dolorosi, solo apparentemente addolciti da aspetti favolistici, in particolare per quanto riguarda il filone cavalleresco/cortese. La ballata cavalleresca riflette la vita contemporanea della piccola e grande nobiltà e tratta per lo più di storie d’amore anche se spesso infelice: sono affrontati temi “scottanti” come il rapimento, lo stupro, l’incesto, l’adulterio e l’omicidio per gelosia o per vendicare un tradimento, riflessi di un’antica civiltà in cui i deboli (di forza, di carattere o di cuore, di livello sociale basso) avevano ben poche aspettative di vita.

LA TRAMA
Un nobiluomo di giovane età ritorna al castello del padre e giace nei boschi con una bella fanciulla; solo dopo, scopre che la fanciulla è sua sorella. La ragazza si uccide per il disonore e lui la seppellisce sotto un albero di agrifoglio. Possiamo presumere che l’atto sessuale sia stato consensuale, è più probabile però che la fanciulla sia stata stuprata dal nobiluomo, e già questo sarebbe bastato per la morale
del tempo, a far sentire la giovane responsabile e indegna, ma l’aggravante dell’incesto compiuto, seppure inconsapevolmente, atto abominevole e tabù supremo, non può che portarla alla morte.
Ma ecco che il tema soprannaturale si inserisce nel finale e dà il nome alla ballata: Lord Randall la compiange come bonny hind, (in italiano bella cerva).

2968016577_1_3_NuAlUsAB

Ma come avviene, nel mito, il passaggio da vittima sacrificale a cerva bianca?
Prima di tutto occorre osservare che il corpo viene seppellito, non a caso, sotto la pianta dell’agrifoglio: albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità, considerato un potente simbolo di vita, o più precisamente dell’immortalità, la sopravvivenza oltre la morte apparente. Inoltre possiamo notare che la cerva bianca è l’animale sacro di Diana cacciatrice ovvero l’Artemide greca, protettrice delle fanciulle (vergini) equivalente nelle Gallie a Arduinna e Sirona o più in generale alla dea celtica Adnoba: tutte dee associate ai boschi, alle acque e alla luna. (continua)
Poi che la credenza nella reincarnazione ha un suo substrato anche in Occidente nella filosofia greca da Pitagora a Platone, (e per alcuni storici anche nel druidismo) o in ambito cristiano nello gnosticismo e nel catarismo. Perciò lo stupro perpetrato nei confronti di una vergine e per di più in un bosco è un offesa alla dea, e la necessità dell’anima di purificarsi dall’incesto (anche se involontario) si associa con la metempsicosi nel corpo di una cerva bianca.

Ci sono poche registrazioni della ballata, forse a causa del tema trattato e la melodia usata è quella di “Duke of Marlborough”

ASCOLTA June Tabor in Abyssinias 1983

ASCOLTA Martyn Bates & Mick Harris

ASCOLTA Wendy Weatherby

Versione A; Child 50 Herd’s Manuscripts II, fol. 65. “Copied from the mouth of a milkmaid, by   W.L., in 1771.”

VERSIONE di June Tabor imparata da Peta Webb nei primi anni 70
I
It’s May(1) she comes and May she goes
down by the garden green
It’s there she spied a good young squire(2)
as good as e’er be seen
II
It’s May she comes and May she goes
down by the Holland(3) green
And it’s there she spied a brisk young squire
as brisk as e’er be seen
III
“Come give to me your green mantle(4),
give to me your maidenhead
If you won’t give me your green mantle,
give me your maidenhead”
IV
He’s ta’en her by the milk-white hand(5)
and gently laid her down
And it’s when he raised her up again
giving her a silver comb(6)
V
“Perhaps there may be bends
or perhaps there may be none
But if you be a courtier
pray tell to me your name”
VI
“Oh I am no courtier” he said
“but new come from the sea
Oh I am no courtier” he said
“but when I courted thee
VII
They call me Jack when I’m abroad,
sometimes they call me John
But when I’m in my father’s bower, oh,
Jock Randal is my name”
VIII
“You lie, you lie, you bonny lad,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s only daughter,
he has no more than me”
IX
“You lie, you lie, you bonny lass,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s very own son
that new come from the sea”
X
She’s puttin’ down by her side
and out she’s taken a knife
And she’s put in in her own heart’s blood
and taken away her life
XI
And he’s taken his only sister
with a big tear in his eye
And he’s buried his only sister
beneath the Holland tree(3)
XII
It’s soon he’s hied him o’er the dales
his father due to see
“It’s oh and woe for my bonny hind(7)
beneath the Holland tree”
XIII
“What care you for a bonny hind,
for it you need not care
There’s eight score hinds in yon green park
and five score is to spare”
XIV
“Oh score at them a silver shot
and these you may get three
But oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XV
“What care you for your bonny hind,
for it you need not care
Take you the best and leave me
the worst since plenty is to spare”
XVI
“I care not for your hinds, kind sir,
I care not for your fee
But it’s oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XVII
“Oh were you up your sister’s bower,
your sister fair to see
Oh you’ll think no more on your bonny hind
beneath the Holland tree”
TRADUZIONE ITALIANO RICCARDO VENTURI
I
Maggio viene, maggio va via
Nel verde dei giardini,
Là ella vide un bel cavaliere
Se mai cavaliere ci fosse;
II
E maggio viene, maggio va via
Per i cespi d’agrifoglio,
Là ella vide un giovane cavaliere
Forte come nessuno, e bello.
III
“Dammi il tuo verde mantello,
Dammelo, bella fanciulla;
Dammi il tuo verde mantello
E la tua verginità.”
IV
L’ha presa per la bianca mano
E piano l’ha distesa giù;
Quando l’ha fatta rialzare
Le ha dato una spilla d’argento.
V
“Signore, potrei essere incinta,
Come potrei non esserlo affatto;
Se siete un uomo di Corte
Ditemi come vi chiamate.”
VI
“Non sono un cortigiano,
Ho appena traversato il mare;
Non sono un uomo di Corte,
Tranne quando corteggio te.
VII
“Mi chiaman Jack in terre straniere,
Talvolta mi chiamano John;
Ma al castello di mio padre
Jock Randal è il mio nome:”
VIII
“Tu menti, tu menti, bel ragazzo,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unica figlia di Lord Randal,
Non ha altri figli che me.”
IX
“Tu menti, tu menti, bella ragazza,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unico figlio di Lord Randal
Appena arrivato dal mare!”
X
Ha portato la mano alla gonna
E ha tirato fuori un coltello,
Se l’è immerso nel cuore
Privandosi della vita.
XI
Lui ha preso la bella sorella
Gli occhi pieni di lacrime;
La bella sorella ha sepolto
Tra gli agrifogli verdi.
XII
Poi se n’è andato su nella valle
Per vedere il suo caro padre:
“Piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”
XIII
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciar tanto!
Quasi duecento ne abbiamo nel parco
E cento te ne puoi prendere.
XIV
“Ottanta di loro son ferrati d’argento,
Te ne puoi prender sessanta;”
“Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XV
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciare tanto!
Prendi la meglio, io mi tengo la peggio,
Ché ne abbiamo in abbondanza!”
XVI
“Tenetevi i vostri cervi, signore,
Tenetevi i vostri averi;
Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XVII
“Se tu vedessi tua sorella,
La tua bellissima sorella,
Non penseresti più alla tua bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”

NOTE
1) maggio è notoriamente il mese delle ballate in cui il risveglio della natura accende i sensi e fa illanguidire le belle fanciulle vergini
2) in epoca medievale uno scudiero era un giovane nobile che portava lo scudo e l’armatura al cavaliere. Si trattava per lo più di un adolescente durante il suo praticantato per diventare cavaliere. La voce scudiero passò successivamente per ragioni araldiche ad indicare la carica di un gentiluomo di corte il quale aveva anche cura delle scuderie reali. Tradotto impropriamente con “cavaliere”. Il ragazzo all’età di 7 anni veniva mandato a servire come paggio presso un altro clan, imparentato con la famiglia e a 14 anni passava al seguito di un cavaliere in qualità di scudiero. I due protagonisti potrebbero essere adolescenti.
3) holland è una corruzione di hollin ossia l’agrifoglio. L’Agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità. Era considerato un potente simbolo di vita, per le sue foglie annuali e i suoi frutti invernali. continua
4) il mantello rappresenta la protezione paterna
5) prendere per la bianca mano: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
6) nella tradizione scozzese è consuetudine da parte  dell’uomo regalare alla sposa una spilla d’argento che in Scozia prende il  nome di “luckenbooth“:  è in argento e con incisi due cuori intrecciati, variamente lavorata anche  con pietre incastonate; è un regalo di fidanzamento che viene indossato  durante il matrimonio e che passerà al primogenito, la spilla stessa è un amuleto che protegge la nuova coppia  dall’invidia delle fate o più in generale dal male, favorendo la nascita di un  bambino.
7) non si tratta solo di un vezzeggiativo, il fratello crede che l’anima della sorella è trasmigrata in quella di una cerva, ovvero il corpo della fanciulla si è mutato in cerva bianca. Nelle leggende e nelle fiabe la cerva bianca è una fanciulla stregata che si trasforma in animale durante la notte, e attende il bacio del cacciatore invece della freccia che la ucciderà; ed è anche la fata-cerva del Greenwood, il bosco sacro, che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti, è simile alle sirene). continua

COMPLAINTE DE LA BLANCHE BICHE seconda parte

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9008&lang=it
http://ontanomagico.altervista.org/blanchebiche.htm
http://terreceltiche.altervista.org/lo-spirito-del-cervo/

http://www.bluegrassmessengers.com/the-bonny-heyn–herd-1771-child-a.aspx
http://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebonnyhind.html
http://www.airesis.net/giardinomagi_cervo.html

JOHN BARLEYCORN

John Barleycorn (in italiano Giovanni Chicco d’Orzo) è una canzone tradizionale diffusa in Inghilterra e in Scozia, incentrata su questo personaggio popolare, che è in ultima analisi lo spirito della birra e del whisky. (vedi) Del testo della canzone esistono diverse versioni -la più antica che si conosce risale al 1460- raccolte in varie epoche.
Come spesso accade con le ballate più popolari si parla di famiglia in riferimento ad un insieme di testi e melodie collegati tra di loro o imparentati.

Il diagramma tracciato da Pete Wood è ben documentato e si rimanda al suo John Barleycorn revisited per l’approfondimento: la prima ballata che identifica un uomo con lo spirito dell’orzo è Allan-a-Maut (Allan del Malto) e proviene dalla Scozia.
La prima ballata che riporta il nome John Barleycorn è del 1624 stampata a Londra “A Pleasant new Ballad.To be sung evening and morn, of the bloody murder of Sir John Barleycorn” abbreviata in The Pleasant Ballad: come sottolinea Pete Wood, tutti gli elementi che caratterizzano la versione attuale della ballata sono già presenti, il giuramento dei cavalieri per uccidere John, la pioggia che lo disseta, e il sole che lo riscalda per dargli energia, il mugnaio che lo macina tra due pietre.

spirito-granoLa ballata narra la morte del Re dell’Orzo e riprende miti e credenze che risalgono all’inizio della civiltà contadina, usanze che sono state seguite in Inghilterra in queste forme fino ai primi decenni del ‘900.
Secondo James George Frazier ne “Il ramo d’oro”, anticamente era scelto tra i giovani della tribù e trattato come un re per un anno; poi in un tempo prestabilito, veniva ucciso seguendo un macabro rituale: il suo corpo veniva trascinato per i campi in modo che il sangue imbevesse la terra e nutrisse l’orzo.

Così più recentemente nella tradizione celtica contadina lo spirito del grano entrava nel mietitore che tagliava l’ultimo covone (e simbolicamente uccideva il dio) e doveva essere sacrificato proprio con le modalità descritte nella canzone (o quantomeno in modo figurato e simbolico). continua
Lo spirito del Grano-Orzo non muore mai perchè rinasce l’anno successivo con il nuovo raccolto, la sua forza e il suo ardore sono contenuti nel whisky che si ottiene dalla distillazione del malto d’orzo!

In merito alla melodia Pete Wood osserva:
“The Pleasant ballad” was set to the tune “Shall I Lie Beyond Thee?” on the broadside.63  This tune is quoted by a number of sources by a variety of very similar titles, including “Lie Lulling Beyond Thee” .  It is this writer’s belief from a variety of considerations, including Simpson 64 that these are one and the same tune.  There has been some confusion regarding the use of the tune “Stingo” for various members of the family.  Several publications say that John Barleycorn should be sung to this tune, (including Dixon), and some people have assumed this was the tune for “The Pleasant Ballad.”  These impressions seem to have originated from Chappell 65, who meant that “Stingo” was the tune for another member of the family “The Little Barleycorne”, a view which accords with his own comments on the version in the Roxburghe Ballads 66, with Simpson, and Baring-Gould who says ‘[Stingo] is not the air used in the broadsides nor in the west of England’ 67.  Two further tunes, “The Friar & the Nun” and “Twas when the seas were roaring”, are mentioned by Simpson.  Mas Mault has been suggested to be set to the tune “Triumph and Joy”, the original title of “Greensleeves”. 68

In realtà ben 45 diverse melodie sono state utilizzate nei secoli per questa ballata, e Pete Wood analizza le quattro melodie più diffuse.

JOHN BARLEYCORN, MELODIA 1

la versione di John Stafford del 1906 pubblicata da Sharp in English Folk Songs probabilmente la melodia che più si avvicina all’epoca di Giacomo I
ASCOLTA The Young Tradition

JOHN BARLEYCORN, MELODIA DIVES AND LAZARUS

Dives and Lazarus ovvero la versione di Shepherd Haden resa popolare per essere stata inclusa nel The Penguin Book of English Folk Songs
ASCOLTA Traffic (nel video con molte antiche stampe e immagini in tema) una versione che non ha perso per nulla il suo smalto! Imparata da Mike Waterson

ASCOLTA Jethro Tull
ASCOLTA Damh The Bard in The Hills They Are Hollow

JOHN BARLEYCORN, MELODIA 3

la versione di Robert Pope ripresa da Vaughan Williams nel suo Folk Song Suite
ASCOLTA la versione per orchestra

JOHN BARLEYCORN, MELODIA 4

come collezionata nel Shropshire
ASCOLTA Fred Jordan

VERSIONE DEI TRAFFIC (anche Mike Waterson)
I
There was three men come out of the West
Their fortunes for to try
And these three men made a solemn vow
John Barleycorn(1) must die.
II
They ploughed, they sowed, they harrowed him in
Throwing clods all on his head
And these three men made a solemn vow
John barleycorn was Dead.
III
They’ve left him in the ground for a very long time
Till the rains from heaven did fall
Then little Sir John’s sprung up his head
And so amazed them all
IV
They’ve left him in the ground till the Midsummer
Till he’s grown both pale and wan
Then little Sir John’s grown a long, long beard
And so become a man.
V
They hire’d men with their scythes so sharp
To cut him off at the knee.
They’ve bound him and tied him around the waist
Serving him most barb’rously
VI
They hire’d men with their sharp pitch-forks
To prick him to the heart
But the drover he served him worse than that
For he’s bound him to the cart.
VII
They’ve rolled him around and around the field
Till they came unto a barn
And there they made a solemn mow
Of Little Sir John Barleycorn
VIII
They’ve hire’d men with their crab-tree sticks
To strip him skin from bone
But the miller, he served him worse than that,
For he’s ground him between two stones.
IX
Here’s Little sir John in the nut-brown bowl(2)
And brandy in the glass
But Little Sir John in the nut-brown bowl’s
Proved the stronger man at last
X
For the hunts man he can’t hunt the fox
Nor so loudly blow his horn
And the tinker, he can’t mend Kettles or pots
Without a little of Sir John Barleycorn.

NOTE
(1) John Grano d’Orzo, personificazione del whisky e della birra
(2) La botte di legno di noce o di rovere usata tutt’oggi per invecchiare il whisky

TRADUZIONE ITALIANO DI ALBERTO TRUFFI
C’erano tre uomini che venivano da occidente, per tentare la fortuna e questi tre uomini fecero un solenne voto: John Barleycorn (1) deve morire. Lo avevano arato, lo avevano seminato, l’avevano ficcato nel terreno e avevano gettato zolle di terra sulla sua testa e questi tre uomini fecero un voto solenne John Barleycorn era morto. Lo lasciarono giacere per un tempo molto lungo, fino a che scese la pioggia dal cielo e il piccolo sir John tirò fuori la sua testa e lasciò tutti di stucco. L’avevano lasciato steso fino al giorno di mezza estate e fino ad allora lui era sembrato pallido e smorto e al piccolo sir John crebbe una lunga lunga barba e così divenne un uomo. Avevano assoldato uomini con falci veramente affilate per tagliargli via il collo l’avevano avvolto e legato tutto attorno, trattandolo nel modo più brutale. Avevano assoldato uomini con i loro forconi affilati che l’avevano conficcato nella terra e il caricatore lo trattò peggio di tutti perché lo legò al carro. Andarono con il carro tutto intorno al campo finchè arrivarono al granaio e fecero un solenne giuramento sul povero John Barleycorn. Assoldarono uomini con bastoni uncinati per strappargli via la pelle dalle ossa e il mugnaio lo trattò peggio di tutti perché lo pressò tra due pietre. E il piccolo sir John con la sua botte di noce (2) e la sua acquavite nel bicchiere e il piccolo sir John con la sua botte di noce dimostrò che era l’uomo più forte. Dopo tutto il cacciatore non può suonare il suo corno così forte per cacciare la volpe e lo stagnaio non può riparare un bricco o una pentola senza un piccolo (sorso) di grano d’orzo.

ASCOLTA Steeleye Span in Below the Salt 1972 (che ho classificato come Melodia 3 più per l’assonanza)


I (Spoken)
There were three men
Came from the west
Their fortunes for to tell,
And the life of John Barleycorn as well.
II
They laid him in three furrows deep,
Laid clods upon his head,
Then these three man made a solemn vow
John Barleycorn was dead.
III
The let him die for a very long time
Till the rain from heaven did fall,
Then little Sir John sprang up his head
And he did amaze them all.
IV
They let him stand till the midsummer day,
Till he looked both pale and wan.
The little Sir John he grew a long beard
And so became a man.
CHORUS:
Fa la la la, it’s a lovely day
Fa la la la lay o
Fa la la la, it’s a lovely day
Sing fa la la la lay
V
They have hired men with the scythes so sharp,
To cut him off at the knee,
The rolled him and they tied him around the waist,
They served him barbarously.
VI
They have hired men with the crab-tree sticks,
To cut him skin from bone,
And the miller has served him worse than that,
For he’s ground him between two stones.
VII
They’ve wheeled him here,
they’ve wheeled him there,
They’ve wheeled him to a barn,
And thy have served him worse than that,
They’ve bunged him in a vat.
VIII
They have worked their will on John Barleycorn
But he lived to tell the tale,
For they pour him out of an old brown jug
And they call him home brewed ale(3).
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I (Parlato)
C’erano tre uomini
che venivano da occidente,
per tentare sia la fortuna
che la vita di John Barleycorn
II
Lo hanno steso in tre solchi profondi
e ricoperto con zolle di terra
e quei tre uomini fecero un giuramento solenne,
John Barleycorn era  morto.
III
Lo lasciarono giacere per un tempo molto lungo
fino a che scese la pioggia dal cielo
e il piccolo sir John tirò fuori la sua testa
e lasciò tutti di stucco
IV
Lo lasciarono riposare fino al giorno di mezza estate
e fino ad allora lui era sembrato pallido e smorto
e al piccolo sir John crebbe una lunga barba
e così divenne un uomo
Ritornello
Fa la la la, che bel giorno
canta fa la la la lay
Fa la la la, che bel giorno
canta fa la la la lay
V
Avevano assoldato uomini con falci veramente affilate
per tagliarlo all’altezza del ginocchio,
l’avevano avvolto e legato tutto attorno ai fianchi,
trattandolo nel modo più brutale.
VI
Assoldarono uomini con bastoni uncinati
per strappargli via la pelle dalle  ossa
e il mugnaio lo trattò peggio di tutti
perché lo pressò tra due pietre
VII
Lo hanno spinto qui
lo hanno spinto là
lo hanno spinto in un fienile
e lo trattarono peggio di tutti
perchè lo tapparono per bene dentro un tino
VIII
Hanno fatto la loro volontà su John Barleycorn
ma lui visse per raccontare la sua storia,
che lo hanno versato in un boccale di coccio
e lo hanno chiamato birra fatta in casa!

NOTA
3) la birra si distingueva in origine in “beer” (con il luppolo) e “ale” (senza luppolo). La bevanda più antica del mondo ottenuta dalla fermentazione di vari cereali. I suoi processi di lavorazione partono da una fermentazione spontanea dell’amido (ossia lo zucchero) prevalente componente nei cereali, quando essi vengono a contatto con l’acqua, a causa dei lieviti selvatici contenuti nell’aria. E così come nel pane, alimento femminile, TERRA, ACQUA, ARIA e FUOCO si combinano magicamente per dare vita a un cibo divino che fortifica e inebria.
Il termine inglese di homebrewing ovvero l’arte della birra fatta in casa si traduce in italiano con un’astrusa parola: domozimurgia e domozimurgo è il produttore di birra casalingo in cui domo, è la radice latina per “casa”; zimurgo è colui il quale pratica la “zimurgia“, ovvero la scienza dei processi di fermentazione. Il domozimurgo quindi è colui che tra le proprie mura domestiche, studia, applica e sperimenta le alchimie della fermentazione. Fare la birra per il proprio autoconsumo (compreso quello degli immancabili amici e parenti) è assolutamente legale oltre che divertente e relativamente semplice sebbene non si finisca mai di imparare attraverso lo scambio delle esperienze e la sperimentazione continua

Jean-François Millet - Buckwheat Harvest Summer 1868
Jean-François Millet – Buckwheat Harvest Summer 1868

JOHN BARLEYCORN, LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

La versione pubblicata da Robert Burns nel 1782, rielabora l’antico canto popolare e diventa la base delle successive versioni (vedi inizio)

Le prima 3 strofe sono simili alla versione standard, a parte i tre re che arrivano dall’oriente per fare il solenne giuramento di uccidere John Barleycorn, infatti nella versione inglese i tre uomini arrivano dall’Ovest: a me personalmente l’ipotesi che Burnes volesse indicare i 3 Re Magi … sembra poco pertinente al profondo substrato pagano della storia: non è certo il Cristianesimo (o il culto del Dio della Luce) a voler uccidere il Re del Grano, a meno che non si voglia identificare il re del Grano con il Cristo (un “blasfemo” paragone che è stato subito rimosso dalle successive versioni).

La storia è la dettagliata trasformazione dello spirito del grano, cresciuto forte e sano durante l’estate, mietuto e trebbiato appena arriva l’autunno, in alcol; e la molto più dettagliata descrizione (sempre rispetto alla versione standard) dei piaceri che esso fornisce agli uomini, affinchè essi possano trarre dalla bevanda ebbrezza ed ispirazione. Burns fu notoriamente un grande estimatore di whisky e l’ultima strofa è proprio nel suo stile!

La melodia indicata è Lull[e] Me Beyond Thee alte melodie che si adattano al testo sono “Stingo” (John Playford, 1650) e “Up in the Morning Early” (versione Tickawinda)

VERSIONE DI ROBERT BURNS
I
There was three kings into the east,
Three kings both great and high,
And they hae sworn a solemn oath
John Barleycorn(1) should die.
II
They took a  plough and plough’d him down,
Put clods upon his head,
And they hae sworn a solemn oath
John Barleycorn was dead
III
But the cheerful Spring came kindly on,
And show’rs began to fall;
John Barleycorn got up again,
And sore surpris’d them all
IV
The sultry suns   of Summer came,
And he grew  thick and strong,
His head weel   arm’d wi’ pointed spears,
That no one  should him wrong.
V
The sober Autumn enter’d mild,
When he grew wan and pale;
His bending joints and drooping head
Show’d he began to fail.
VI
His coulour sicken’d more and more,
He faded into age;
And then his enemies began
To show their deadly rage.
VII
They’ve taen a weapon, long and sharp,
And cut him by the knee;
Then ty’d him fast upon a cart,
Like a rogue for forgerie(4).
VIII
They laid him down upon his back,
And cudgell’d him full sore;
They hung him up before the storm,
And turn’d him o’er and o’er.
IX
They filled up a darksome pit
With water to the brim,
They heaved in John Barleycorn,
There let him sink or swim
X
They laid him out upon the floor,
To work him farther woe,
And still, as signs of life appear’d,
They toss’d him to and fro.
XI
They wasted, o’er a scorching flame,
The marrow of his bones;
But a Miller us’d him worst of all,
For he crush’d him between two stones.
XII
And they hae taen his very heart’s blood,
And drank it round and round;
And still the more and more they drank,
Their joy did more abound.
XIII
John Barleycorn was a hero bold,
Of noble enterprise,
For if you do but taste his blood,
‘Twill make your courage rise.
XIV
‘Twill make a man forget his woe;
‘Twill heighten all his joy:
‘Twill make the widow’s heart to sing,
Tho’ the tear were in her eye.
XV
Then let us toast John Barleycorn,
Each man a glass in hand;
And may his great posterity
Ne’er fail in old Scotland!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’erano tre re dall’oriente,
tre grandi re e potenti
e fecero un voto solenne:
John Barleycorn deve morire.
II
Presero un aratro e lo ararono,
gettarono zolle di terra sulla sua testa
e fecero un voto solenne
John Barleycorn era morto.
III
Ma la dolce primavera venne
e la pioggia scese dal cielo
John Barleycorn si alzò di nuovo
e lasciò tutti di stucco
IV
Venne il sole afoso d’Estate,
e lui crebbe robusto e forte
con la testa irta di lance appuntite
e che nessuno gli dia torto.
V
L’Autunno serio arrivò mite
allora lui divenne pallido e smorto
piegato alle giunture e la testa cadente
aveva incominciato a deperire.
VI
Il suo incarnato sbiadiva sempre più,
lui iniziò a invecchiare
e i suoi nemici cominciarono
a mostrare la loro furia mortale.
VII
Avevano preso una falce, lunga e affilata,
per tagliarlo al ginocchio;
poi lo legarono in fretta su un carro
come un ladro per il patibolo.
VIII
Lo hanno adagiato sulla schiena
e colpito con un randello;
lo hanno appeso prima del temporale
e lo hanno rigirato ancora ed ancora.
IX
Hanno riempito una fossa buia
con acqua fino all’orlo
e ci hanno gettato John Barleycorn
lì lo lasciarono a nuotare o ad affondare.
X
Lo hanno gettato sul pavimento
per procurargli ancora più dolore,
e ancora, mentre lui dava segni di vita
lo hanno gettato avanti e indietro.
XI
Hanno bruciato sulla fiamma
il midollo delle sue ossa;
ma il Mugnaio lo trattò peggio di tutti
perché lo pressò tra due pietre
XII
Ed essi avevano preso il suo sangue d’eroe
e lo bevvero rigirando (il bicchiere)
e ancora più lo bevevano
più gioia ricevevano.
XIII
John Barleycorn era un eroe coraggioso
di nobile ardire
perciò se tu assaggerai il suo sangue
il tuo coraggio crescerà.
XIV
Egli fa dimenticare all’uomo il suo dolore,
aumentare ogni sua gioia:
egli fa cantare il cuore della vedova
sebbene abbia le lacrime agli occhi
XV
Allora brindiamo a John Barleycorn
tutti con un bicchiere in mano
e che la sua grande discendenza
non possa mai mancare nella vecchia Scozia!

NOTA
4) i condannati a morte erano trasportati sul luogo del patibolo su di un carro per il pubblico dileggio

E infine il COLLAGE  delle versioni di Tickawinda, Avalon Rising, John Renbourn, Lanterna Lucis Viriditatis, Xenis Emputae, Travelling Band, Louis Killen, Traffic

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/barleycorn.htm
http://www.musicaememoria.com/JohnBarleycorn2.htm
http://www.mustrad.org.uk/articles/j_barley.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=14888
http://www.omniscrit.com/2013/01/who-was-john-barleycorn-folk-song-and.html

(Cattia Salto – integrazione 2012 e agosto 2013)

THE SWEET TRINITY CHILD BALLAD

Una sea ballad molto popolare nel circuito folk anglo-americano conosciuta con vari titoli (“The Sweet Trinity”, “The Golden Vanity”, “The Golden Willow Tree”) appare in stampa in un foglio volante (broadside) nel 1635 con il titolo di Sir Walter Raleigh Sailing In The Lowlands. (vedi). Il professor Child la riporta in tre versioni (Child ballad #286)

IL CORSARO FAVORITO DA ELISABETTA I

E’ Samuel Pepys a collegare la ballata al vascello di Sir Walter Raleigh “The Sweet Trinity”.

impersonato dall’attore Clive Owen nel film “Queen Elizabeth: the Golden Age” da notare la somiglianza con il ritratto alla National Gallery di Londra
Sir Walter Raleigh National Gallery (Londra)

Sir Walter Raleigh (1552-1618) navigatore, corsaro e poeta inglese, ottenne dalla regina Elisabetta I titoli nobiliari e privilegi soprattutto sulle terre conquistate nelle Americhe. Una sintesi biografica che ci rende l’idea del personaggio è di Stefania Maffeo (vedi) “Walter Raleigh dopo aver combattuto in Francia per la causa ugonotta (1569-1576), nel 1578 si dedicò alla carriera marinaresca, con il fratellastro Sir Humphrey Gilbert, compiendo un primo viaggio a Terranova. Nel 1580 si mise al servizio di Robert Dudley, conte di Leicester, e combatté in Irlanda; divenuto il favorito della regina Elisabetta I, ebbe in dono lucrosi monopoli commerciali e vasti domini in Inghilterra ed in Irlanda. Nel 1584 finanziò un viaggio d’esplorazione lungo le coste dell’America Settentrionale, tra la Florida e Carolina del Nord, assegnando il nome di “Virginia” (in onore d’Elisabetta I detta “la Regina vergine”) ad un vasto territorio; seguì, nel 1585-1587, un tentativo di colonizzazione (sbarco nell’isola di Roanoke), ma senza successo. Sostituito nel 1587 dal rivale conte d’Essex nel favore della regina, fu imprigionato nel 1592, per aver sedotto un’ancella di questa, che sposò. Nel 1595, riprese l’attività marinara ed esplorò le coste dell’America Meridionale, sperando di scoprire il favoloso Eldorado; quindi partecipò alla presa di Cadice (1596); nel 1601 partecipò alla repressione della ribellione del conte d’Essex, presenziando come capitano della guardia alla sua esecuzione.
L’epoca dei grandi corsari inglesi si concluse con la morte della regina Elisabetta nel 1603. Il suo successore, Giacomo I, era re pacifico, fece pace con la Spagna e lasciò decadere la flotta: la conseguenza fu che un gran numero di marinai rimase senza occupazione e che la gioventù intraprendente, già avviata verso le avventure della corda, si trovò delusa e scontenta. Nessuna meraviglia se il regno di Giacomo I segna ad un tempo la decadenza della guerra corsa ed il rinascere della pirateria in Inghilterra. All’avvento di Giacomo I Raleigh fu imprigionato (luglio 1603) sotto l’accusa, infondata, di avere complottato contro di lui; processato nel novembre, fu condannato a morte, ma la sentenza non fu eseguita e rimase prigioniero nella torre di Londra fino al marzo 1616, liberato purché comandasse una spedizione nella Guiana, alla ricerca di una miniera d’oro, senza venire a conflitto con i coloni spagnoli. Salpò nel marzo 1617 raggiungendo in dicembre la foce dell’Orinoco, ma l’oro non fu trovato ed i suoi uomini si scontrarono con gli spagnoli; per questo al suo ritorno Giacomo I, secondo l’impegno preso con l’ambasciatore spagnolo Gondomar, ed in base alla sentenza del 1603, lo condannò alla pena capitale. Fra i suoi scritti, oltre a numerose poesie, si ricordano la descrizione della Guiana ed una storia del mondo, rimasta incompiuta; a lui si deve la coltivazione del tabacco in Inghilterra, e, secondo alcuni, quella della patata.

Ottima biografia anche qui

Sir Walter Raleigh non è mai stato un personaggio popolare, ed era considerato arrogante, egoista, dall’atteggiamento tipico del parvenu, così viene ridicolizzato (e con lui tutta la nobiltà)  in questa ballata in cui si narra un evento rocambolesco quanto improbabile.

SWEET TRINITY O GOLDEN VANITY?

In “The Golden Vanity” illustrato da Pamela Colman Smith 1899

Nella ballata Sir Raleigh allestisce una nave, la Sweet Trinity per salpare verso il Mare dei Caraibi e qui incrocia un galeone francese (diventato poi nelle versioni successive un più generico “false gallaly“).

Il nome della nave cambia a seconda delle località in cui si è diffusa la canzone e diventa:
The Golden Silveree (North Carolina)
The Golden (green) Willow Tree o The Mar[r]y Golden Tree (Kentucky, Minnesota, Arkansas)
The Silver Family
The Bold Trinitee (Virginia)
The Sweet Kumadie (Aberdeenshire)
così come cambiano la nazionalità del nemico (tra le più gettonate quella spagnola e turca -i pirati barbareschi) e il nome della sua nave.

Sembra la fine per l’equipaggio ma il mozzo, in cambio di molto denaro e la mano della figlia del capitano, si offre di salvare la nave.
Così, armato di un coltello affilato e una buona dose di coraggio, il ragazzo si butta in mare e fa alcuni buchi nello scafo del galeone nemico fino a farlo affondare come un sasso.

I DIVERSI FINALI

In “The Golden Vanity” illustrato da Pamela Colman Smith 1899

Nel tempo il finale della ballata varia: nella prima versione il capitano è disposto a ricompensare il mozzo con l’oro promesso, ma non di dargli la figlia in moglie (non sia mai che il suo nome si imparenti con un semplice mozzo!): la fine del ragazzo non è chiara, anche se è presumibile che si rituffi in mare per lasciarsi annegare.
La maggior parte delle versioni però la fanno classificare come murder ballad perchè il mozzo per ordine del capitano, non viene ripreso a bordo ed è lasciato affogare.
In una versione più tarda il coraggioso ragazzo viene issato a bordo ma muore stremato poco dopo. L’equipaggio lo seppellisce in mare con tutti gli onori. In pochissime versioni c’è il lieto fine con il marinaio coraggioso che viene premiato perlomeno con il denaro.

Ci sono moltissime versioni testuali (Bronson ne ha contate più di un centinaio) abbinate anche a diverse melodie e non è semplice una classificazione.

LE VERSIONI

Mountain ballad style: Sinking in the Lonesome sea vedi
ancora una versione americana:The Turkish Reverie vedi
La versione scozzese: The Sweet Kumadee vedi
La versione inglese (continua a domani)

FONTI
http://latinamericanhistory.about.com/od/latinamericatheconquest/p/Sir-Walter-Raleigh.htm
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch286.htm
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_286
http://singout.org/2015/03/30/golden-vanity/
http://singout.org/2015/03/30/golden-vanity/2/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C286.html
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1234.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49885
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11747
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thegoldenvanity.html

http://www.shanty.org.uk/archive_songs/golden-vanity.html
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1234.html
http://mysongbook.de/msb/songs/g/goldenva.html

LILY OF THE WEST

Una ragazzaccia delle “street ballads” per la sua infedeltà conduce a morte il protagonista, la storia potrebbe avere un fondamento storico e la bella Flora essere stata la figlia di un prete (protestante) di Lexintong, nel Kentucky.

In questa versione il luogo in cui si svolge la storia è il West americano, ma in altre si tratta del Devonshire o lo Yorkshire inglese. Alcuni però presumono che la ballata sia di origini irlandesi e la fanno risalire al 1839, introdotta nel repertorio popolare americano dai flussi migratori in seguito alla Grande Carestia del 1846, ed in alcune versioni inizia con “When first I came to Ireland…”.

Altri ritengono che risalga al tempo di Cromwell. Il brano è conosciuto anche come “Flora” ma in altre versione il nome della ragazza è Mary o Molly (insomma di tipe infedeli che s’infrattavano nei boschetti c’è n’erano tante)

John Faed
John Faed

PRIMA VERSIONE

In questa versione il protagonista uccide il rivale, accecato dalla gelosia, perché lo sorprende tra le braccia della bella Flora; al processo la donna testimonia contro di lui condannandolo a morte, eppure il protagonista non può fare a meno di amare Flora, il bel giglio d’Occidente.

Una lettura metaforica vede nel Giglio dell’Ovest che tradisce il suo innamorato l’America stessa, che diede la morte a tanti Irlandesi pieni di speranza e in cerca di una vita migliore.

The Lily Of The West è celebre per il suo linguaggio pomposo, arcaico, esageratamente letterario; così la traduzione in italiano di Riccardo Venturi, in alcuni punti un po’ infedele come la protagonista, ma con analogo stile. La melodia di questa versione è in autentico country style ed è molto diffusa in America, resa popolare negli anni 60 da Joan Beaz e Bob Dylan.

ASCOLTA Green Mountain Blugrass Band strepitoso live, tutto con strumenti a corda, (strofe I-II-III-IV-VI)

ASCOLTA The Chieftains & Rosanne Cash in “Further Down the Old Plank Road” (tra parentesi uno straordinario Cd del 2002) (strofe I-II-IV-V-VI-VII) Qui la VII strofa è una versione da happy end in cui il protagonista esce di prigione per ritornare in Irlanda.

I
When first I came to   Louisville,
some pleasure(1) here to find
A damsel there from Lexington
was pleasin’ to my mind
Her rosy cheeks, her ruby lips
like arrows pierced my breast
An’ the name she bore was Flora,
the lily of the west.
II
I courted lovely Flora
some pleasure for to find
But she turned unto another man
what sore distressed   my mind
She robbed me of my liberty,
deprived me of my rest
Then go my lovely Flora,
the lily of the west.
III
Way down in yonder shady grove,
a man of high degree
Conversin’ with my Flora there,
it seemed so strange to me
An’ the answer that she gave to him
it sure did me oppress
I was betrayed by Flora,
the lily of the west.
IV
I stepped up to my rival,
my dagger in my hand
I seized him by the collar
an’ boldly made him stand
Bein’ mad to desperation
I pierced him to the breast
All this for lovely Flora,
the lily of the west.
V
She robbed me of my liberty,
deprived me of my rest
Then go my lovely Flora,

the lily of the west.
VI
I had to stand my trial,
I had to make my plea
They placed me in the criminal box
an’ they commenced on me
Although she swore my life away,
deprived me of my rest
Still I love my faithless Flora,
the lily of the west
VII
Now that I’ve gained my liberty 
a-rowin’ I will go
I ramble through old Ireland
and travel Scotland o’er
Though she thought to swear
my life away she still disturbs my rest,
and the name she bore was Flora
the lily of the west.
NOTE
1) my fortune

TRADUZIONE ITALIANO DI RICCARDO VENTURI
I

Giungendo in prima fiata a Louisville
per trovar ivi alcun dilettamento
una donzella là, di Lexington
il core m’allegrava ogni momento.
E le sue guance rosa e l’incarnato
il cor mi trapassôrno immantinente
e il nome che portava era di Flora,
di Flora, ahi lasso, il giglio d’Occidente.
II
Le fe’ la corte a quella bella Flora
per trovar ivi alcun dilettamento,
ma ella ad altro cor si volse ognora
per la mia sofferenza e il mio tormento.
Della mia libertate mi privò,
e mi privò di pace indegnamente,
e allora, va’ ! Va’ via, mia bella Flora,
o amore mio, il giglio d’Occidente.
III
Laggiù in un ombroso luco si recava
con un cavalier ricco e di casato,
colà, ella con quello conversava,
di ciò io ne rimasi costernato.
E la risposta ch’ella a costui diede
d’angoscia e raggia m’empì
subitamente: Crudele! Ero tradito dalla Flora, dalla mia Flora, il giglio d’Occidente.
IV
M’ardii verso quel mio rival tremante
con il pugnale in mano al mio volere;
lo presi pel colletto ed imperante
gli dissi: Alzati in pie’, vil berroviere!
In preda alla follia più disperata
gli trapassai lo cor violentemente;
E allora, va’! Va’ via, mia bella Flora,
o amore mio, il giglio d’Occidente.
VI
Mi trassero in giustizia incatenato,
dovetti far la mia declarazione;
in fredda gabbia ‘e fui poi sistemato
e cominciâr la mia prosecuzione.
E se ben ella volle la mia morte
che il giudice m’impose tristamente,
ancora io l’amo! Privato della vita
per la mia Flora, il giglio d’Occidente.
VII
Ora che ho ripreso la mia libertà
andrò in giro vagabondando
andrò nella vecchia Irlanda
e viaggerò per la Scozia
anche se lei credeva di gettare via
la mia vita, ancora lei turba i miei sogni e il nome che porta era   Flora
il giglio dell’Ovest

SECONDA VERSIONE Melodia tradizionale irlandese

Questa versione ha melodia simile a quella di Lakes of Pontchartrain, mentre nella prima versione il protagonista viene condannato a morte, qui per un cavillo (se così lo vogliamo chiamare) esce dalla prigione e ritorna al suo paese.

ASCOLTA The Chieftains & Mark Knopler in The Long Black Veil 1995, con la voce di Knopler proprio adatta al ruolo di avventuriero!

When first I came to Ireland some pleasure for to find
It’s there I spied a damsel fair, ‘twas pleasing to my mind
Her rosy cheeks and sparklin’ eyes like arrows pierced my breast
And I call her lovely Molly O’, the lily of the west.

One day as I was walkin’ down by a shady grove
I spied a lord of high degree conversing(1) with my love
She sang her song delightfully while I was sore oppressed
Saying I’ve been a dupe to Molly O’, the lily of the west

Well, I stepped up with my rapier and my dagger in my hand
And I dragged him from my false love and boldly I bid him stand
But being mad with desperation I swore I’d pierce his breast
I was then deceived by Molly O’, the lily of the west

I then did stand my trial and boldly I did plea
A flaw(2) was in my indictment found and that soon had me free
That beauty bright I did adore, the judge did her address
Now go, you faithless Molly O’, the lily of the west

Now that I’ve gained my liberty a-rowin’ I will go
I ramble through old Ireland and travel Scotland o’er
Though she thought to swear my life away she still disturbs my rest,
I still must style her, Molly O’, the lily of the west.

TRADUZIONE IN ITALIANO

Quando arrivai per la prima volta in Irlanda in cerca di divertimento,
vidi una bella fanciulla che rallegrò il mio cuore,
le sue guance rosa, i suoi occhi luminosi mi trafissero il petto come dardi,
si chiamava Molly la bella, il giglio dell’Ovest

Un giorno mentre stavo passeggiando in un ombroso boschetto,
vidi un uomo di alto rango che conversava con la mia amata,
lei cantava la sua canzone così piacevolmente mentre io ero oppresso dal dolore
dicendo sono stato una vittima di Molly, il giglio dell’Ovest

Andai verso il mio rivale con lo spadino e con il pugnale nella mano
e lo trascinai via dal mio falso amore ed arditamente lo feci alzare,
ma folle per la disperazione, lo giuro, lo trafissi al petto
così fui ingannato da Molly, il giglio dell’Ovest

Mi portarono al processo e con ardore mi difesi
un difetto fu trovato nella mia accusa, e presto fui libero
quella bella luminosa, che io adoro diede al giudice il suo indirizzo
ora va, infedele Molly, il giglio dell’Ovest

Ora che ho ripreso la mia libertà andrò in giro vagabondando
andrò nella vecchia Irlanda e viaggerò per la Scozia
anche se lei credeva di gettare via la mia vita, ancora lei turba i miei sogni
e il nome che porta era Molly il giglio dell’Ovest

NOTA
1) una conversazione per modo di dire, trattandosi di  un incontro intimo
2) la bella Molly riesce a intercedere presso il giudice

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=11203

THE BANKS OF THE ROSES

Questo brano di fine Ottocento, anche con il titolo di “The Banks of the Red Roses” è noto in due versioni, diametralmente opposte, quella irlandese come love song ricca di irish humour e quella scozzese come murder ballad. Come sempre quando ci sono versioni simili tra le due sponde si apre la querelle di quale sia venuto prima.. ma come sia accaduto che i testi vadano a raccontare una storia diversa è un mistero!

VERSIONE SCOZZESE: THE BANKS OF THE RED ROSES

Questa versione appartiene al genere delle murder ballads (le ballate degli omicidi) o come si direbbe oggi i fatti della cronaca nera.

murderQui la storia tra i due innamorati vira sul “gotico” e diventa una storia di seduzione e omicidio. Il giovanotto prima si diverte con la fanciulla (in alcune versione di nome Mary o Molly) e dopo averla messa incinta, invece di limitarsi a lasciarla (secondo il tipico comportamento dei mascalzoni) decide di ucciderla: l’omicidio però non segue l’impulso del momento, ma è premeditato e ciò getta sulla storia una luce sinistra e perversa.

Chi narra la storia sembra voler dare un avvertimento alla ragazze: quelle “facili” che invece di pensare al lavoro onesto preferiscono divertirsi nei boschi, finiscono immancabilmente per incontrare il lupo cattivo e fare una brutta fine!!
Sembra inoltre che la ragazza della storia sia anche una di quelle “nagging” che borbottano in continuazione perché devono sempre dire la loro, o che non sono mai contente! E quindi si meritano doppiamente di fare una brutta fine!!
Il motivo della gravidanza non è esplicito, le rose nelle canzoni celtiche sono spesso associate alla sfortuna e stanno a indicare una gravidanza in atto. (ad esempio in Ye Banks and Breas)
Di certo il “lovely” Johnny era un gran mascalzone e pur di non essere coinvolto nella scandalo di una gravidanza non desiderata, ha preferito “metterci una pietra sopra” (scavando prima una buca bella profonda): in realtà c’è poco da scherzare quando si parla d’omicidio e premeditato per giunta..

ASCOLTA Sarah Makem in Ulster Ballad Singer- 1968 (salta la III strofa) “In contrast to the light and airy theme of The Banks of Red Roses (Irish Street Ballads, No.8), Mrs. Makem’s song is a dark story of seduction and premeditated murder, on the lines of The Cruel Ship Carpenter, with which it should be compared. (English Folk Songs from the Southern Appalachians. Vol. 1, pp 317-327). See also E.F.S. Journal Vol. II, p 254. The tune is Doh Mode Hexatonic.”(tratto da qui)

ASCOLTA De Danann 1977 (inizia con la II strofa e poi passa alla I)

ASCOLTA June Tabor in Aqaba 1988


I
Oh, when I was a young girl
I heard my mother say
That I was a foolish lass and easy led astray.
And before I would work,
I would rather sport and play
With my Johnny on the banks of red roses.
II
On the banks of red roses
my love and I sat down
And he pulled out his charm flute
and played his lass a tune.
In the middle of the tune
well the bonny lassie cried,
“Ara Johnny, lovely Johnny would you leave me?”
III
So he took her to his cabin
where he treated her to tea
Saying drink my dearest Mary
and come along with me
Saying drink my dearest Mary
and come along with me
To the bonny bonny banks of Red Roses
IV
Well, they walked and they talked
till they came unto a cave
Where Johnny all the day
had been digging up a grave,
Where Johnny all the day
had been digging up a grave
For to leave his lassie low among the roses.
V
Then he pulled out a penknife,
it was both long and sharp,
And he plunged it right into
his own dear Mary’s heart.
And he plunged it right into
his own dear Mary’s heart
And he left her lying low among the roses.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Quando ero una ragazzina
mia madre mi diceva
che ero una ragazza sciocca e facile da sviare
che invece di lavorare
preferivo piuttosto divertirmi e cantare
con il mio Johnny sulle rive delle rose rosse
II
Sulle rive delle rose rosse
il mio amore ed io ci sedevamo
e lui prendeva il suo flauto incantato
e suonava alla sua ragazza una melodia.
Nel mezzo della melodia
la bella ragazza gridò:
“Johnny, amato Johnny  mi vuoi lasciare?”
III
Così la portò nella sua stanza
dove le preparò del te
dicendo “Bevi mia cara Mary
e vieni con me”
dicendo “Bevi mia cara Mary
e vieni con me”
alle belle rive delle rose rosse
IV
Allora essi camminarono e parlarono
fino a quando arrivarono a una grotta
dove Johnny tutto il giorno
aveva scavato una fossa,
dove Johnny tutto il giorno
aveva scavato una fossa,
per lasciare la sua piccola ragazza tra le rose.
V
Poi tirò fuori uno stiletto,
era tanto lungo e affilato
e lo piantò dritto nel cuore
della sua cara Mary.
e lo piantò dritto nel cuore d
ella sua cara Mary.
e la lasciò distesa tra le rose

In quest’altra versione testuale si aggiunge una nota “spooky” con lo spettro della fidanzata (ovvero il rimorso della coscienza) che inizia a tormentarlo!!

ASCOLTA Alasdair Roberts in  “No Earthly Man” (2005)

I
When I was a wee thing, I heard my mother say
That I was a rambler and easy led astray
before that I would work, I would rather sport and play
With my Johnny on the banks of red roses
II
On the banks of red roses, my love and I sat down
He took out his tuning box to play his love a tune
In the middle of the tune, his love got up and cried
saying “Oh Johnny, Johnny, will you go on and leave me?”
III
And they walked and they talked till they came up to a cave
Where the night before her Johnny he had been digging at her grave
Where the night before her Johnny he had been digging at her grave
On the bonnie, bonnie banks of red roses
IV
“Oh Johnny, dearest Johnny, that grave’s not meant for me.”
“Oh yes, my dearest Molly, that your bridal bed shall be.
Oh yes, my dearest Molly, that your bridal bed shall be.”
And he’s laid her down low on red roses.
V
That night while walking home, his heart was full of fear,
And everyone he met, he thought it was his dear.
And everyone he met, he thought it was his dear
He had slain on the banks of red roses.

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Quando ero una ragazzina mia madre mi diceva
che ero una vagabonda e facile da sviare.
che invece di lavorare io preferivo piuttosto divertirmi
e cantare con il mio Johnny sulle rive delle rose rosse
II
Sulle rive delle rose rosse il mio amore ed io ci sedevamo
e lui prese il suo organetto e suonò al suo amore una melodia,
nel mezzo della melodia il suo amore si alzò e gridò:
“Johnny, amato Johnny   te ne vuoi andare e lasciarmi?”
III
Allora essi camminarono e parlarono fino a quando arrivarono a una grotta
dove la notte prima Johnny aveva scavato una fossa,
dove la notte prima Johnny aveva scavato una fossa,
le belle rive delle rose rosse
IV
“O Johnny, mio caro Johnny, quella tomba che cosa significa?”,
“O cara, mia cara Molly, che sarà il tuo letto nunziale
O si, mia cara Molly, che sarà il tuo letto nunziale”
e la lasciò distesa tra le rose rosse.
V
Quella notte mentre tornava a casa, il suo cuore era pieno di paura
e tutti quelli che incontrava, credeva fossero la sua amata
e tutti quelli che incontrava, credeva fossero la sua amata
che aveva lasciato distesa tra le rose rosse

VERSIONE IRLANDESE: THE BANKS OF THE (RED) ROSES

La canzone è risolta in modo ironico con un allegro motivetto: come racconta Séan Cannon all’inizio del video nella versione de The Dubliners, si tratta di un triangolo irlandese: un uomo, una donna e “the drink”, quando la donna chiede al suo amante di scegliere tra lei e il bere lui non ha dubbi nella scelta e lei se vuole può ritornarsene dai genitori; il finale è però un “happy end”, i due sposati se la spassano allegramente.
La versione è riportata nella raccolta “Irish Street Ballad” 1939 e la melodia è ritenuta originaria di Limerick. I versi sono tuttavia un po’ sconclusionati!

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA Barra MacNeils


CHORUS
On the Banks of the roses me love and I sat down
And I took out me fiddle(1) for to play me love a tune
And in the middle of the tune-o she sighed and she said “Oro Johnny, lovely Johnny don’t ya leave me”
I
When I was a young boy I heard me father say
That he’d rather see me dead and buried in the clay
Sooner than be married to any runaway(2)
By the lovely sweet banks of the roses
II
And then I am no runaway and soon I’ll let them know
That I can take a bottle or can leave it alone
And if her daddy doesn’t like it he can keep his daughter at home
And young Johnny will go rovin’ with some other
III
And when I get married t’will be in the month of May
When the leaves they are green and the meadows they are gay
And me and me true love we’ll sit and sport and play
By the lovely sweet banks of the roses
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
CORO
Sulle rive delle rose io e il mio amore eravamo seduti
e io ho preso il violino per suonare una melodia al mio amore, e a metà del brano lei sospirò e disse
“Johnny amato Johnny non mi lasciare”.
I
“Quando ero ragazza ho sentito mio padre che diceva
che preferiva vedermi morta e sepolta in terra
piuttosto  che essere sposata a un disertore
per le care e dolci rive delle rose”.
II
Io non sono un disertore e presto lo farò sapere a loro
che io posso prendere una bottiglia oppure lasciarla lì,
e se suo padre non è contento può riprendesi la figlia in casa e il giovane Johnny se ne andrà a spasso con qualcun altra.
III
E se mai sarò sposato, sarà nel mese di Maggio
quando le foglie sono verdi e i prati ridenti
e io e il mio amore staremo a giocare e cantare
per le belle e amate rive delle rose

NOTE
1) in questo contesto è sotto inteso il doppio senso “to play his love a tune” equivale alla perdita della verginità della fanciulla
2) uno che scappa, ma anche uno spostato, e in senso lato, credo, un vagabondo

Lady Banks Red Rose è una rosa antica di tipo rampicante, arrivata dalla Cina solo nel 1807, dal nome di Lady Dorothea Banks moglie del botanico inglese Sir Joseph Banks (1743-1820) curatore dei Kew Gardens di Londra, dalla fioritura precoce già ad aprile con piccoli fiori, ma abbondanti e non molto profumati riuniti a mazzetti.

FONTI
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebanksofredroses.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/bkofredr.html
http://www.contemplator.com/ireland/roses.html