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THE BANKS OF THE NILE

Il tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso tra le ballate popolari e quella tra soldato o marinaio che parte per la guerra e giovane fidanzatina che resta ad aspettarlo è un classico delle Guerre Napoleoniche.

Di “The Bakns of the Nile” s’individuano due versioni di cui quella più diffusa è quella simile al broadside Harding B 11(158) risalente al 1855-1858 (Bodleian Library Manchester).
Nancy dice al fidanzato tutto preso dalla mobilitazione delle truppe in partenza per radunarsi a Porsmouth, “non lasciarmi qui a piangere triste“.. e prosegue
“For the parting of our love would be like parting with my life.
So stay at home, my dearest love, and I will be your wife.”
Ma il giovanotto si è ormai arruolato, convinto da qualche sergente reclutatore a prendere “lo schellino del Re” e restare a casa non è più possibile perchè ora è un soldato che deve obbedire al Governo. Allora lei gli risponde “prendimi con te”
“I’ll march beneath your banner while fortune it do smile
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile”

RESTA A CASA, DONNA

Ma la guerra un tempo era una faccenda tra uomini, le donne dovevano stare a casa a dare la vita, non a toglierla; Willy si è reso conto di essere “carne da cannone” che almeno lei resti a casa al sicuro!
Where the cannons they do rattle, when the bullets they do fly,
And the silver trumpets sound so loud to hide the dismal cries
Così la donna conclude maledicendo tutte le guerre che si portano via la gioventù di un paese.

MA QUALE GUERRA D’EGITTO?

ASIASIAlexandriaLa Battaglia del Nilo si svolse nel 1798, fu uno scontro navale tra la flotta britannica e quella francese che restò impresso nelle memoria degli inglesi a causa della sorprendente e schiacciante vittoria conseguita grazie alla strategia di Orazio Nelson (che si fregiò da allora del titolo di “Baron Nelson of the Nile“).

Di fatto il controllo inglese restò sempre sui mari, e solo nel 1801 in quella che venne definita la seconda battaglia di Abukir, vennero inviate truppe a terra in appoggio all’esercito ottomano per dare il colpo di grazia ai francesi e alla loro campagna d’Egitto!
Altre truppe inglesi sbarcarono in Egitto nell’invasione coloniale del 1882 (per il controllo del canale di Suez, iniziato a costruire nel 1869 da una compagnia francese diretta da Ferdinand de Lesseps su progetto di un italiano Luigi Negrelli, e completato nel 1869 per il quale anche l’Inghilterra aveva investito grosse somme di danaro ) Più in generale si fa iniziare al 1870 il cosiddetto Terzo Colonialismo Inglese che coinvolse principalmente l’Africa e la Polinesia.

Come sempre nelle canzoni popolari, la rielaborazione attraverso le generazioni si appropria della contestualità così è “la Regina a dare gli ordini” e il nemico sono i “blacks and heathens” oppure in senso ancora più dispregiativo i “blacks and Negroes”.

Tel-el-Kebir

PRIMA VERSIONE

L’autore anonimo di questa canzone ha scritto un pezzo memorabile, la melodia è simile a “The Flower of Sweet Strabanevedi
ASCOLTA Fotheringay (voce Sandy Denny) 1970. Che dire? (qui) Sublime interpretazione, modello insuperabile per i posteri

ASCOLTA Piers Faccini + Camille & Dom la Nena (“A take away show” girato a Parigi nel 2009: il making-of qui) un dichiarato rifacimento di Sandy Danny. La struttura musicale impostata sulla chitarra acustica, con il violoncello a prolungare il lamento delle voci: il canto di Camille è molto intenso semplice, diretto, vero, pieno di lacrime e quasi sussurrato nell’ultimo verso, con l’ultimo fiato che resta in gola…

ASCOLTA Caroline Lavelle in “A Distant Bell” 2004 indubbiamente un’interpretazione intensa, che si appoggia a una struttura musicale raffinata e ipnotica a tratti marziale

ASCOLTA Muireann Nic Amhlaoibh in “Daybreak” 2006 che interpreta la canzone con accenti molto irish

TESTO FOTHERINGAY
I
“Oh hark! the drums do beat, my love, no longer can we stay.
The bugle-horns are sounding clear, and we must march away.
We’re ordered down to Portsmouth(1),
and it’s many is the weary mile
To join the British Army on the banks of the Nile.”
II
“Oh Willie(2), dearest Willie, don’t leave me here to mourn,
Don’t make me curse and rue the day that ever I was born.
For the parting of our love would be like parting with my life.
So stay at home(3), my dearest love, and I will be your wife.”
III(4)
“Oh my Nancy, dearest Nancy, sure that will never do.
The government has ordered, and we are bound to go.
The government has ordered, and the Queen(5) she gives command.
And I am bound on oath, my love, to serve in a foreign land.”
IV
“Oh, but I’ll cut off my yellow hair, and I’ll go along with you.
I’ll dress myself in uniform(6), and I’ll see Egypt too.
I’ll march beneath your banner while fortune it do smile,
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile.”
V(7)
“But your waist it is too slender, and your fingers they are too small.
In the sultry suns of Egypt your rosy cheeks would spoil.
Where the cannons they do rattle, when the bullets they do fly,
And the silver trumpets sound so loud to hide the dismal cries.”
VI(8)
“Oh, cursed be those cruel wars, that ever they began,
For they have robbed our country(9) of many handsome men.
They’ve robbed us of our sweethearts while their bodies they feed the lions(10),
On the dry and sandy deserts which are the banks of the Nile.”

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
I
Ascolta! Rullano i tamburi, amore mio, restare non possiam più.
Le trombe squillan chiare e dobbiamo partire in marcia.
Comandati siamo a Portsmouth(1), tante miglia faticose
Per raggiunger l’Armata Britannica sulle rive del Nilo.
II
Oh, Willie(2), amore mio, non lasciarmi qui a pianger triste,
Non farmi maledire e pentirmi del giorno in cui son nata,
Ché separarmi dal mio amore sarebbe come separarmi dalla vita,
Quindi stattene a casa, amore mio, è io sarò tua moglie.
III
Oh, mia Nancy, amata Nancy, non potrei mai fare questo,
Ché il governo me l’ha ordinato e dobbiamo partire via.
Il governo me l’ha ordinato, e la Regina(5) ha dato il comando:
E io son sotto giuramento, amore mio, per servire in terra straniera.
IV
E allora mi taglierò i capelli biondi e verrò via con te,
Mi metterò un’uniforme e anch’io vedrò l’Egitto.
Marcerò sotto la tua bandiera e la fortuna ci arriderà,
E ci conforteremo l’un l’altro sulle rive del Nilo.
V
Però hai i fianchi troppo snelli, e le dita troppo piccole,
Sotto il sole atroce d’Egitto le tue guance rosee si guasterebbero
Là dove rombano i cannoni, quando volano le pallottole,
E risuonan forte le trombe argentine per celare le grida di disperazione.
VI
Maledette siano queste crudeli guerre e quando son cominciate
Ché hanno privato il nostro paese(9) di così tanti bei ragazzi.
Ci hanno rubato i nostri innamorati, e dei loro corpi si nutrono i leoni(10)
Negli aridi deserti di sabbia sulle rive del Nilo.

NOTE
1) Portsmouth importante città portuale e porto militare sulla costa meridionale dell’Inghilterra
2) talvolta Johnny
3) oppure I’ll go with you
4) la strofa in Harding B 11(158) (in corsivo) riprese anche da Muireann dice: Nancy, dearest Nancy, with me you cannot stay (that’s a thing that can’t be so). Our colonel he gives order (The colonel, he has ordered) no woman there shall go. We must forget (forsake) our own sweethearts, besides (likewise) our native soil, And go fight the blacks and heathens on the banks of the Nile. mentre Muireann dice: To fight the German soldiers on the banks of the Nile presumo si riferisca alle truppe tedesche durante la II guerra Mondiale
5) al tempo delle guerra napoleoniche sul trono d’Inghilterra sedeva re Giorgio III, mentre Vittoria divenne regina nel 1837. Evidentemente questo verso è stato aggiunto in occasione (o poco prima) della battaglia di Tell al-Kebir in cui combatterono vari reggimenti delle Highlands e molti soldati irlandesi
6) Ai tempi in cui alla donna era vietato vestire in panni maschili…
7) la strofa in Harding B 11(158) è diversa: Your waist it is too slender, love; your waist it is too small. I’d be afraid you would not answer me when on you I would call. Your delicate constitution would not bear the unwholesome clime, Nor the cold sandy deserts on the banks of the Nile.
8) la strofa in Harding B 11(158) è diversa: My curse attend the war and the day it first began. It has robbed old Ireland of many a clever man. It took from us our true loves, the protectors of our soil, To fight the blacks and Negroes [sic] on the banks of the Nile.
9) a seconda delle versioni il paese è l’Irlanda o la Scozia Muireann dice:”For they have robbed old Ireland of many’s the gallant man ”
10) in molte versioni è scritto “worms” intendendo che i corpi sono sepolti e diventano cibo per i vermi, ma con la parola “leoni” si acuisce il senso di desolazione e di abbandono in cui vengono lasciati i cadaveri, insepolti, dilaniati dalle fiere.

ASCOLTA Ewan MacColl in “Classic Scots Ballads“, Tradition, TCD 1051, 1959. Il testo presenta lievi differenze con il precedente e il tempo è terzinato come un valzer

I
Hark hark, the drums do beat, my love, and I must haste away, The bugles sweetly sound and no longer can I stay, We are called up to Portsmouth and it’s many a weary mile, All for to be embarked for the banks of the Nile.
II
O Willie, dearest Willie, don’t leave me here to mourn, Don’t leave me here to curse the day that ever I was born, For parting with me Willie is like parting with me life, O stay at home, dear Willie, and make me your lawful wife.
III
I’ll put on me velveteens and go along with you, I’ll volunteer me services and go to Egypt too, I’ll fight beneath your banner, love, and fortune it may smile, And I’ll be your loyal comrade on the banks o’ the Nile.
IV
O Nancy, dearest Nancy, O that would never do, The government has ordered no women there tae go, The government has ordered, the King(5) he doth command, And I am bound on oath, my love, to serve on a foreign land.
V
Your waist is rather slender, your complexion is too fine, Your constitution is too weak to stand a hard campaign, The sultry suns of Egypt your precious health would spoil, In the sandy desert places on the banks of the Nile.
VI
O cursed, cursed be the day that ever wars began, For they’ve ta’en oot of Scotland(9) mony a bonny man, They’ve ta’en frae us oor lifeguards, praetectors o’ oor isle, And their bodies feed the worms(10) on the banks o’ the Nile.

SECONDA VERSIONE

ASCOLTA Young Tradition 1968

ASCOLTA Andy Turner che scrive ” version from Betsy Henry, of Auchterarder in Pethshire – actually, MacColl’s mother. I have anglicised it slightly, although that didn’t amount to much more than substituting “England” for “Scotland” in the last verse.”

VERSIONE B

ASCOLTA Old Blind Dogs in Wherever Yet May Be 2010 (su Spotify)

I
Farewell, my dearest Nancy, farewell I must away.
I hear the drums a-beating and no longer I can stay.
we’re ordered down to Portsmouth and as many a weary mile
For to fight for british army on the banks of the Nile.
II
Oh, I’ll cut off my yellow hair and along with you I’ll go
I’ll dress meself in uniform and I’ll see Egypt, too.
I’ll fight and bear thy banners well, kind fortune upon a smile.
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile.
III
Let a hundred days be darkened and let maidens give a sigh
It would melt the very elements to hear the wounded cry
Let a hundred days be brightened and let the maidens give a smile
But remember Abercrombie(11) on the banks of the Nile
IV
Oh, cursed upon the cruel war and the hour it begun,
For it has robbed our country of many a gallant man;
It took from us our old sweethearts, protectors of our soil
And their blood does steep the grass that’s deep on the banks of the Nile
V
O now the war is over and back I’ll then return
Until my wife and family I’ve left behind to mourn.
We’ll call them in around, my boys, and there’s no end of toil.
And no more we’ll go a’roving on the banks of the Nile.
TRADUZIONE DI RICCARDO VENTURI
I
Addio, mio amata Nancy, addio, devo partire.
Sento già rullare i tamburi e non posso stare più,
Ci hanno comandato a Portsmouth ed è un lungo cammino,
A combattere per la British Army sulle rive del Nilo.
II
Oh, mi taglierò i capelli biondi e verrò via con te,
Mi metterò l’uniforme e (verrò) anch’io a veder l’Egitto.
Combatterò e ti farò da brava portabandiera, e che la fortuna ti arrida,
E ci conforteremo l’un l’altro sulle rive del Nilo.
III
Cento giorni si faccian scuri, e sospirin le ragazze,
Fonderebbe gli elementi sentire i feriti che urlano.
Cento giorni si faccian chiari, e sorridan le ragazze:
Ma ricordate Abercrombie sulle rive del Nilo.
IV
Maledico la guerra e l’ora in cui è cominciata,
Ché ha privato il nostro paese di tanti ragazzi valorosi.
Ci ha rubato i nostri innamorati, protettori della nostra terra,
E il loro sangue innaffia l’erba alta sulle rive del Nilo.
V
Ma ora la guerra è finita e tornerò presto a casa,
Da mia moglie e dalla mia famiglia che ho lasciato a disperarsi.
Li chiameremo tutti qua, ragazzi, e la pena non avrà mai fine,
E non ce ne andremo mai più a vagare per le rive del Nilo.

NOTE INTEGRATIVE
11) probabilmente si riferisce a Sir Ralph Abercromby (1734-1801) il generale scozzese che guidò le truppe ad Abukir nel 1801; durante la battaglia nei pressi di Alessandria venne colpito da un proiettile e morì poco dopo.

DURA LEX SED LEX

2415_1“La donna non indosserà abiti da uomo, né l’uomo indosserà abiti da donna, perché chiunque fa tali cose è in abominio all’Eterno” (Deu 22:5)

Per trovare donne guerriere nella storia bisogna andare molto indietro nel passato oppure risalire fino al XX secolo (in Europa e USA); la battaglia per l’emancipazione della donna passa anche dall’appropriazione della “libertà di movimento” anche in senso letterale; fu l’americana Amelia Jenks Bloomer (1818-1894) a inventare l’abito-pantalone che in suo onore venne chiamato bloomer. Dalla foggia orientale il pantalone era ampio e stretto alla caviglia e rigorosamente da portare sotto ad un abito al ginocchio. Niente di particolarmente osè e sostanzialemtne la donna restava infagottata come prima, eppure nelle sue prime apparizioni il bloomer fu considerato scandaloso!
Solo negli anni venti del 900 fecero la comparsa nel guardaroba delle signore sportive e alla moda i pantaloni di foggia maschile (e Coco Chanel diede il suo innovativo contributo con i pantaloni da barca di linea larga da indossare per il tempo libero). E tutto perchè durante la Grande Guerra (in cui le forze più giovani del paese venivano mandati a morire non solo sotto le cannonate ma anche sotto i colpi micidiali delle mitragliatrici) furono le donne a sostituire gli uomini nei lavori pesanti in fabbrica o nei campi; indossavano i pantaloni del marito o del fratello tenuti su dalle bretelle. Così il pantalone era riservato alle due classi sociali più opposte: l’aristocrazia o l’alta borghesia e le donne operaie e contadine!

FRANCIA

La legge risale al 17 novembre 1800 ed è stata abrogata solo nel 2013.
Tutte le donne che, dopo la pubblicazione della presente ordinanza, si travestiranno da uomo senza aver sbrigato le formalità prescritte- lasceranno intendere di avere colpevole intenzione di abusare del loro travestimento“. La pena? L’arresto.
Nel 1892 e nel 1909 vennero introdotte due eccezioni alla regola che impediva alle signore di portare i pantaloni, il cui uso era consentito “quando impugnassero il manubrio di una bicicletta” o “le redini di un cavallo“. Nel 1972, una deputata del Parlamento francese, Michèle Alliot-Marie, venne bloccata al suo ingresso perchè indossava i pantaloni.

ITALIA

Negli anni 40 una legge di Mussolini proibiva alle donne di portare i pantaloni. Era vietato andare in chiesa, negli uffici pubblici e a scuola con i pantaloni ritenuti una “trovata demenziale di donne perverse
I pantaloni erano permessi solo alle donne per sciare, fare alpinismo e andare in bici, ma appena si smetteva l’attività sportiva, si doveva immediatamente indossare la gonna.
E così ai giorni nostri “mutatis mutandis”:
2014 (tratto da qui) VIETATO INDOSSARE PANTALONCINI: UOMO VA A LAVORO IN GONNA
Il comune di Rio de Janeiro ha deciso, a partire da questi mesi estivi, di vietare ai dipendenti pubblici di recarsi a lavoro in pantaloncini. Poco importa se fa caldo. Ancor meno se nella maggior parte dei luoghi di lavoro non c’è l’aria condizionata. Il decoro prima di tutto. Ma la cosa non è andata giù ai lavoratori che in vari modi hanno protestato contro la decisione.
Ma il vincitore della protesta più “virale” è stato sicuramente André Amaral Silva che ha pensato bene di andare a lavoro in gonna. La foto dell’uomo che sfoggia l’indumento femminile è andata nel frattempo a finire su Facebook ed è stata condivisa da migliaia di utenti in poche ore. “Non si tratta di una burla, ma di una cosa seria: ho voluto sollevare il problema nel rispetto della legge”, ha spiegato Andrè. All’inizio, il portiere non voleva farlo entrare, ma è stato poi convinto dalla logica: la gonna è un capo autorizzato, non importa chi la indossa.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/thebanksofthenile.html http://afolksongaweek.wordpress.com/2012/11/11/week-64-the-banks-of-the-nile/ http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=12883&lang=it http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=17699
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/258.html http://www.loc.gov/resource/amss.as100630/seq-1 http://celticlyricscorner.net/amhlaoibh/banks.htm

LA TRADIZIONE ORALE
http://sounds.bl.uk/World-and-traditional-music/Ethnographic-wax-cylinders/025M-C0037X1592XX-0100V0#_ http://www.itma.ie/inishowen/song/banks_of_the_nile_dan_mcgonigle http://history.wiltshire.gov.uk/community/getfolk.php?id=550 http://www.evergreentrad.com/banks-of-the-nile/

THE LEAVING OF LIMERICK

old-limerickIl dibattito tra quale delle due canzoni discenda dall’alta è ancora aperto vista la forte somiglianza tra “The Leaving of Limerick” e “The Leaving of Liverpoolvedi. Di certo abbiamo la testimonianza di Dick Maitland che ha sentito cantare “The Leaving of Liverpool” nel 1885 e la maggior parte delle canzoni irlandesi sull’emigrazione sono successive alla grande carestia del 1840; di fatto “The Leaving of Limerick” non si trova in nessuna raccolta di canzoni irlandesi che siano posteriori al 1885, e tuttavia la tradizione orale segue le sue strade e quindi l’unica cosa di cui possiamo essere certi, se non sopraggiungono ulteriori documentazioni, è che entrambi le canzoni esistevano nella tradizione orale alla fine del XIX secolo. Le due città erano all’epoca molto collegate tra loro: a Liverpool arrivavano gli emigrati irlandesi in cerca di lavoro stagionale o dell’imbarco per le Americhe.

I più sono propensi a ritenere che “The Leaving of Limerick” sia apparsa nel decennio della pubblicazione di “Shantyboys and Shantymen” nel 1951 (nella quale è per l’appunto riportata “The Leaving of Liverpool” nella versione “Maitland”)

GUIDA ALL’ASCOLTO

Gli interpreti irlandesi la cantano “The Leaving of Limerick a una sola voce secondo lo stile detto “sean nos” tutt’al più facendosi accompagnare dalla chitarra.

ASCOLTA Deirdre Scanlan
ASCOLTA Muireann Nic Amhlaoibh
ASCOLTA Sioda

I) As I roved out one evening down by the Assembly Mall I heard two lovers speaking as me and my love passed onAnd the words they spoke between them, they were but very few It’s not the leaving of Limerick that grieves me, But my darling leaving you!

II) In the morning when I’m going, I’ll take you by the lily-white hand, And I’ll wave it over my shoulder, in adieu to the Limerick StrandSo farewell to the boys of Thomond Gate, it’s to them I bid adieuIt isn’t the leaving of Limerick that grieves me, But my darling leaving you!

III) And now that we must be parted I know you will understand Why I must go broken hearted far away from my native landThough, my fond love, I must leave you, you know my heart it is trueIt isn’t the leaving of Limerick that grieves me, But my darling leaving you!

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mentre andavo in giro per Assembly Mall, sentii due amanti che parlavano mentre io e il mio amore passeggiavamo e le parole che si dissero tra loro erano piuttosto poche “Non è lasciare Limerick che mi addolora, piuttosto mia cara è lasciare te Al mattino quando andò, ti prenderò per la mano bianco-giglio e la metterò sulla mia spalla per l’addio al Limerick Strand; così addio ai ragazzi di Thomond Gate a loro dico addio, non è lasciare Limerick che mi addolora, piuttosto mia cara è lasciare te. E ora che ci dobbiamo lasciare so che tu capirai perchè devo andare con il cuore a pezzi lontano dalla mia terra natia, anche se, amore mio, ti devo lasciare, tu sai che il mio cuore è sincero, non è lasciare Limerick che mi addolora, piuttosto mia cara è lasciare te”

(Cattia Salto settembre 2014)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66798
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66662
http://www.libraryireland.com/topog/L/Limerick-Parishes.php http://limerickslife.com/old-paintings/

THE ROCKY ROAD TO DUBLIN

The Rocky Road to Dublin” è una canzone scritta da D. K. Gavan per Harry Clifton e comparsa in stampa nel 1841 (testo e melodia sono stampati nel “The Citizen – Dublin Monthly Magazine” di aprile): è la storia del viaggio accidentato di un giovane irlandese in cerca di lavoro, che dal paesello natale di Tuam (contea di Galway) emigra a Liverpool, passando per Dublino.

Ma a Mulligar (contea di Westmeath) a causa del suo abbigliamento antiquato, viene deriso dalle donne del posto, e a Dublino viene prima derubato e poi beffato per il suo pesante accento gaelico. Nel tragitto per mare è stivato insieme ai maiali e inoltre patisce il mal di mare al largo delle coste di Holyhead (Galles).
Finalmente arrivato a Liverpool, viene canzonato da un gruppetto di bulli locali, e per difendere la sua Irlandesità, benchè solo contro molti, inizia a menare botte con il suo bastone da passeggio: è subito soccorso da un gruppo di irlandesi della sua stessa contea, e così la canzone finisce, allegramente, in una colossale zuffa!

DAL CUORE AL SANGUE

Il climax della canzone viene sapientemente costruito: nella I strofa il cuore quasi gli si spezza per il dolore della separazione dalla sua famiglia, nella II strofa il cuore “sta per affogare” e “per andare in ebollizione” nella IV è il mare intorno a lui a ribollire e infine nella V strofa è la volta del suo sangue “ad andargli alla testa“: il finale, inevitabile sfogo di tanta pressione, è una virile scazzottata!!

KISS ME I AM IRISH

La storia ha un chiaro intento comico, e mette in burla il carattere tipicamente “irish” della gente di campagna, fu scritta infatti per intrattenere il pubblico londinese del Music hall e la stessa sgrammaticalità del testo è una cornice adeguata al contesto; l’irlandese è un gran bevitore (e ogni pretesto è buono per farsi un goccio), si crede un gran seduttore (e le ragazze sono tutte ai suoi piedi), è superstizioso e vede folletti dappertutto, amante della musica e del ballo, non si tira indietro quando è il momento di menare le mani!

LA MELODIA

postcards2496-crdLa melodia è una slip jig, di solito una musica strumentale da danza, insolitamente accelerata, che mette alla prova le qualità canore degli interpreti e la capienza dei loro polmoni, essendo le strofe particolarmente lunghe! Apprendiamo dalla poesia di Patrick J. McCall dal titolo “The Dance at Marley” datata 1861 che a Dublino e a quel tempo, “The Rocky Road” era una popolare barn dance  come questa “Road to Spencer”

Qualcuno ha notato la somiglianza con una melodia scozzese molto antica, ‘Cam Ye Ower Frae France’, ovvero ‘The Keys of the Cellar’.

Siccome è una canzone piena di testosterone è esclusivamente interpretata da voci maschili, non per niente è stata utilizzata nella scena del pugilato nel film “Sherlock Holmes” (il primo della serie uscito nel 2009).

ASCOLTA The Dubliners in The originals 2005 (in repertorio dal 1964)

ASCOLTA The High Kings live in “The High Kings” 2008

ASCOLTA Orthodox Celts da vedere per l’aplomb di Aleksandar “Celtic” Petrović, l’ottimo arrangiamento strumentale (Down the River) e il video!

ASCOLTA Gaelic Storm abbinata con un’altra slip jig dal titolo “Kid on the Mountain”

ASCOLTA Irish Descendants per aver integrato nella melodia una serie di jigs famose quali Morrison Jig (o Morning Dew) Irish Washerwoman, …

E’ stata fatta anche una versione in gaelico dal titolo “An Bairille
ASCOLTA Julie Fowlis and Muireann Nic AmhlaoibhTha ‘m Buntata Mor/An Bairille/Boc Liath Nan Gobhar

C’è una versione testuale del 1901 pubblicata a New York con un testo diverso dalla versione irlandese e con il ritornello che dice
For it is the rocky road, here’s the road to Dublin;
Here’s the rocky road, now fire away to Dublin!

Ma al momento non ho trovato un brano da ascoltare con questa versione.


I
In the merry month of May(1),
From my home I started,
Left the girls of Tuam,
Nearly broken hearted,
Saluted father dear,
Kissed my darlin’ mother,
Drank a pint of beer(2),
My grief and tears to smother,
Then off to reap the corn,
And leave where I was born,
I cut a stout blackthorn,
To banish ghost and goblin,
In a brand new pair of brogues,
I rattled o’er the bogs,
And frightened all the dogs,
On the rocky road to Dublin.
CHORUS
One, two, three, four five,
Hunt the hare and turn her
Down the rocky road
And all the ways to Dublin,
Whack-fol-lol-de-ra.
II
In Mullingar that night,
I rested limbs so weary,
Started by daylight,
Next mornin’ light and airy,
Took a drop of the pure(3),
To keep my heart from sinkin'(4),
That’s an Irishman’s cure(5),
Whene’er he’s on for drinking.
To see the lasses smile,
Laughing all the while,
At my curious style,
‘Twould set your heart a-bubblin’ (6).
They ax’d if I was hired,
The wages I required,
Till I was almost tired,
Of the rocky road to Dublin.
III
In Dublin next arrived,
I thought it such a pity,
To be so soon deprived,
A view of that fine city.
Then I took a stroll,
All among the quality,
My bundle it was stole,
In a neat locality;
Something crossed my mind,
Then I looked behind;
No bundle could I find,
Upon my stick a wobblin’.
Enquirin’ for the rogue,
They said my Connacht brogue(7),
Wasn’t much in vogue,
On the rocky road to Dublin.
IV
From there I got away,
My spirits never failin'(8)
Landed on the quay
As the ship was sailin’;
Captain at me roared,
Said that no room had he,
When I jumped aboard,
A cabin found for Paddy,
Down among the pigs
I played some funny rigs(9),
Danced some hearty jigs,
The water round me bubblin’,
When off Holyhead,
I wished myself was dead,
Or better far instead,
On the rocky road to Dublin.
V
The boys of Liverpool,
When we safely landed,
Called myself a fool;
I could no longer stand it;
Blood began to boil,
Temper I was losin’,
Poor ould Erin’s isle
They began abusin’,
“Hurrah my soul,” sez I,
My shillelagh(10) I let fly;
Some Galway boys were by,
Saw I was a hobble(11) in,
Then with a loud hurray,
They joined in the affray.
We quickly cleared the way,
For the rocky road to Dublin.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Nel ridente mese di maggio(1)
partii da casa mia,
lasciai le ragazze di Tuam
con il cuore a pezzi
salutai il mio caro padre,
baciai la mia cara madre
bevvi una pinta di birra(2),
cercando di soffocare dolore e lacrime,
poi via a mietere il grano,
e lasciare il luogo dov’ero nato;
tagliai un robusto prugnolo
per scacciare fantasmi e folletti
e con un nuovo paio di scarponi
andavo con fracasso per le paludi,
spaventando tutti i cani
lungo la strada rocciosa per Dublino.
Ritornello
Uno, due, tre, quattro cinque,
caccia la lepre e falla girare
giù per la strada rocciosa
e per le strade fino a Dublino ,
Whack-fol-lul-lee-ra!

II
A Mullingar quella notte
ho riposato le mie membra tanto stanche, svegliato dalla luce del sole
al mattino successivo, sereno e allegro, mi feci un goccio(3),
per farmi coraggio,(4)
è questa la cura di Paddy(5),
ogni volta che beve.
Vedere il sorriso delle ragazze,
che ridevano tutto il tempo
del mio curioso stile,
“ti rende il cuore felice”.(6)
Mi chiedevano se avevo lavoro,
ma un impiego cercavo,
che di zappare ero proprio stufo
sulla dura strada per Dublino.
III
Successivamente arrivai a Dublino,
e pensai fosse un vero peccato
di privarmi così presto
della visione di una città così bella.
Allora feci una passeggiata,
in mezzo a tutta quella roba fine
e il mio fagotto mi rubarono
nell’ordinata cittadina;
qualcosa mi incrociò il pensiero
e mi voltai indietro
e nessun fagotto trovai,
che penzolava sul bastone.
Domandando per il ladro,
mi dissero che lo “scarpone del Connacht”(7) non era molto in voga sulla strada per Dublino
IV
Da lì me ne andai,
con lo spirito saldo(8),
piombai sul molo,
mentre la nave stava per salpare
il capitano mi gridò,
e disse che non aveva più posto,
ma quando salii a bordo,
una cabina per Paddy trovò
giù tra i maiali;
feci qualche divertente trucchetto(9),
e ballai appassionate gighe,
l’acqua attorno a me faceva bolle
e quando fummo a Holyhead
desiderai di essere morto,
o meglio, lontano invece che
sulla strada per Dublino.
V
I ragazzi di Liverpool,
quando sbarcammo in salvo,
mi diedero del pazzo;
non ho più potuto sopportarlo;
il sangue iniziò a bollirmi,
stavo perdendo la pazienza
la povera vecchia isola di Erin,
iniziarono a insultare
“Hurra per la mia anima” dissi io,
feci volare il mio bastone da passeggio(10);
alcuni ragazzi di Galway che erano vicini, videro che ero bloccato(11).
Con un forte hurra si unirono alla rissa
e liberammo velocemente il cammino,
per la dura strada verso Dublino

NOTE
1) a volte il mese è maggio, altre volte è giugno (ma siccome il nostro Paddy vuole andare a mietere il grano come bracciante stagionale è più probabile sia il mese di giugno)
2) ogni occasione è buona per bere una birra
3) l’irish drop è un eufemismo per minimizzare il quantitativo di alcol bevuto, tutt’altro che minimo
4) letteralmente “trattenere il cuore dall’affogare”
5) Paddy’s cure
6) letteralmente “mettere il cuore in ebollizione”
7) frase allusiva la parola brogue oltre che scarpone significa anche “un forte accento dialettale” con particolare riferimento a un irlandese che parla inglese. Il Connacht e la provincia più occidentale dell’Irlanda, quella più povera e meno abitata, ma anche la parte più selvaggia del paese: un tipico paesaggio è quello del Connemara, con aride torbiere e stagni, e i campi suddivisi dai tipici muretti in pietra dove pascolano tante pecore e montoni. E’ la zona del Gaeltacht in cui si parla il gaelico irlandese
8) o almeno credo sia questo il senso del verso
9) la frase potrebbe riferirsi sia al fatto che Paddy suonasse qualche strumento ma anche che si divertisse con qualche gioco essendo “rig” traducibile con “trick”
10) shillelagh è un tipico bastone irlandese da passeggio un po’ corto e usato occasionalmente come arma
11) Hobble anche scritto come a-wobbelin’

FONTI
http://monologues.co.uk/musichall/Harry-Clifton.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=80986
http://books.google.it/books?id=9LgRAAAAYAAJ&pg=PA264-IA2&dq=%22Rocky+Road+to+Dublin%22&redir_esc=y#v=onepage&q=%22Rocky%20Road%20to%20Dublin%22&f=false
http://www.folkworld.de/42/e/screen.html
http://www.bellandcomusic.com/rocky-road-to-dublin.html
http://thesession.org/tunes/593
http://www.ibiblio.org/fiddlers/ROC.htm#ROCKY_ROAD_TO_DUBLIN_[1]

ILLUSTRAZIONI
http://www.itma.ie/digitallibrary/image/rocky-road/

PRETTY GIRL MILKING HER COW

Mungere le mucche (come anche la preparazione del burro e del formaggio per il consumo domestico), era un’incombenza svolta dalle donne. Così la saggezza delle donne celte ha originato tutta una serie di canti di lavoro che sono anche incantesimi  per far allontanare il malocchio e per calmare le mucche in modo che la produzione del latte sia abbondante e benedetta. E’ risaputo che i folletti sono ghiotti di burro e di latte, e nel folklore si annoverano anche streghe e inquietanti animali come succhiatori di latte dalle intenzioni ostili o determinati a far inacidire il latte o a impedire la trasformazione del latte in burro!

Le mucche scozzesi sono così abituate a questo trattamento che non danno il latte se non le si canta una canzone!!
Così la Chiesa è stata spesso diffidente verso i canti delle belle fanciulle intente a mungere le mucche considerandoli dei rituali magici o preghiere verso gli antichi dei.
Adriaen_van_de_VeldeE infatti un aneddoto annovera la canzone di oggi , tra le canzoni irlandesi porta sfortuna: si dice che un sacerdote stesse recandosi al capezzale di un uomo morente per prestagli l’estrema unzione, ma si attardò ad ascoltare il canto di una contadinella (ed era proprio la melodia di “Callín Deas Cruíte na mBó“); così arrivò a destinazione quando oramai l’uomo era già morto. La “bella fanciulla” altri non era che il diavolo che era riuscito a impedire al sacerdote di portate il conforto della confessione al moribondo.

In effetti la melodia è considerata un canto delle fate, non essendo insolito nel folklore irlandese il racconto di fanciulle rapite e messe a guardia di bovini o cervidi.. (vedi)

I SIMBOLI DELLA DEA

559La figura di una fanciulla che munge una mucca si ritrova scolpita sulle mura di molte chiese medievali ed è una presenza molto antica in terra d’Irlanda e più in generale lungo le coste d’ Europa: già nel megalitismo si trovano nomi come  The Cow and Calf attribuiti a particolari rocce. In Irlanda Boinn-Boann, la “Vacca Bianca” (BoVinda) è la dea che rappresenta la prosperità.  La Vacca o il Toro cavalcati da Dee femminili o dalla Luna stessa sono il simbolo del potere della Madre Terra, la forza racchiusa nel segreto della Natura. Così il culto dell’antica dea si trasforma sempre secondo le nuove concezioni .. per restare sempre immutato! (vedi)
The White Cow of Crichie,in the Buchan, has a name “frequently given to great stones, presumably, as this one, of white quartz”.vi The Cow and Calf Rocks loom near a dense cluster of carved rocks on Ilkley Moor, West Yorkshire. The Buwch a’r Llo – ‘Cow and Calf’ – are two standing stones by the road near Melindwr, Ceredigion, Wales. Such names may be the last trace of narratives associated with these configurations,vii evoking the belief that ‘the presence of her calf was essential when a cow was being milked and that a cow deprived of her calf would retain her milk’.viiiL’ Épine Blanche (‘White Thorn’), the heroine of a Breton folktale, used a holly stick to strike a rock on the sea-shore, from which a cow emerged, to provide copious amounts of milk for the girl and her mother.ix One story, from Ireland, relates how a family on Dursey Island found a black bull and cow near the beach. The cow furnished sufficient butter and milk for all domestic wants, and soon a calf was added to the number. However, a wicked servant girl, milking the parent cow, struck the beast and cursed her. The animal turned to the other two and lowed to them, sorrowfully, and the three moved off to the sea. They plunged in, and forthwith the three rocks, since known as the Bull, Cow and Calf, arose. Milking legends’ surround megalithic structures such as Mitchell’s Fold stone circle in Staffordshire, where a witch milked a magical cow through a sieve, the cow thence ceasing to give her bounty of milk.xi During a famine, a benevolent white sea-cow provided milk at the Callanish stone circle on the Isle of Lewis, until a witch milked her through a sieve.xii The Glas Gowlawn (the Grey Cow), presented itself every day before each house in Ireland, giving a day’s supply of milk. So she continued until an avaricious person laid in a quantity for traffic, whereupon she left Ireland, going into the sea off the Hill of Howth.xiiiY Fuwch Frech, ‘The Freckled Cow’, roamed the Mynydd Hiraethog near Ruthin. Her pasture was near a farm called Cefn Bannog (‘Horned Ridge’); she drank at the spring called Ffynnon y Fuwch Frech.xiv A stone circle, Preseb y Fuwch Frech (‘The Freckled Cow’s Crib’) was her shelter.xv Whenever anyone went to her for milk, she filled the vessel with milk of the richest quality, and she never became dry. Eventually, a witch took a sieve and milked her dry. In response she walked to Llyn dau ychain, the Lake of the Two Oxen, in the parish of Cerrig-y-drudion, followed by her two children the Ychen Bannawg, the legendary long-horned oxen, bellowing as they went. They disappeared into the lake and were never seen again.xvi In County Limerick, a cow emerged from the River Deel; if she were milked a hundred times a day she would each time fill a can. She departed into the river and was never more seen, when she was cursed by a woman milking her.xvii This confluence of stone, water and animals in these narratives is a discernible element in a wide array of rock art traditions worldwide.” (tratto da qui)

LA MELODIA

Callín Deas Cruíte na mBó” è un brano in gaelico del XVIII sec il cui testo in inglese è attribuito talvolta al poeta Thomas Moore (1779-1852). La melodia “Cailin Deas” si trova in “Ancient Irish Music” di Edward Bunting (1796). L’attrice cantante Judy Garland (dalle origini irlandesi) ha reso molto popolare la canzone anche in America, proponendola in vari arrangiamenti fin dal 1940.
Una slow air che è quasi una ninnananna, tipica dell’aisling song un genere letterario della poesia irlandese proprio del 1600-1700 in cui il protagonista (spesso un poeta) ha la visione in sogno di una bella fanciulla che rappresenta l’Irlanda. Da assaporare piano in questo delicato arrangiamento di Duck Backer

Il testo della canzone però non parla di fate, è piuttosto una irish pastoral love song, ovvero una courting song, (in italiano”canzone di corteggiamento”) con proposte matrimoniali più o meno serie. Il tema del contrasto amoroso a sfondo bucolico richiama la tradizione medievale dei trovatori e della lirica trobadorica e in effetti  il linguaggio è forbito e ricco di immagini elaborate!  Ai nostri tempi i testi fanno un po’ sorridere ma erano canti che facevano parte del “sistema educativo” di una volta, in cui le fanciulle imparavano come comportarsi soprattutto con nobilastri che si aggiravano per le campagne in cerca di facili prede!!
Le strofe contenute nella versione inglese sono 6-8 sulle 4 in gaelico: le galanti proposte del giovanotto non vengono accettate perché la ragazza preferisce essere libera piuttosto che legarsi ad un uomo, lei si sposerà solo quando sarà ricca. Ma lui le risponde che i soldi non contano e che il tempo dell’amore è quello della gioventù..
Il genere pastorale era diffuso anche tra la “gentry” però più come una forma gaudente o un “divertissement“.

Muireann Nic Amhlaoibh nella versione in gaelico

VERSIONE IN GAELICO (tratta da qui)
Il testo corrisponde alle prime quattro strofe della versione inglese
Tá blian nó níos mó ‘gam ag éisteacht
Le cogar doilíosach mo mheoin,
Ó casadh liom grá geal mo chléibhe
Tráthnóna brea gréine san fhómhar.
Bhí an bhó bhainne chumhra ag géimneach
Is na h-éanlaith go meidhreach ag ceol,
Is ar bhruach an tsruthán ar leathaobh dhom
Bhí cailín deas crúite na mbó.

Tá a súile mar lonradh na gréine,
Ag scaipeadh trí spéartha gan cheo,
‘s is deirge a grua ná na caora
Ar lasadh measc craobha na gcnó,
Tá a béilin níos dílse na sméara,
‘s is gile ná leamhnacht a snó,
Níl ógbhean níos deise san saol seo
Ná cailín deas crúite na mbó.

Clannad

I
It was on a fine summer’s morning
The birds sweetly tune on each bough
And as I walked out for my pleasure
I saw a maid milking a cow
II
Her voice was so enchanting, melodious
Left me quite unable to go
My heart, it was loaded with sorrow
For the pretty maid milking her cow
III
Then to her I made my advances
“Good morrow most beautiful maid
Your beauty my heart so entrances”
“Pray sir do not banter,” she said
IV
“I’m not such a rare precious jewel
That I should enamour you so
I am but a poor little milk girl,”
Says the pretty maid milking her cow
V
The Indies afford no such jewel
So bright, so transparently clear
I do not add things to my funeral
Consent but to know me my dear
VI
Oh, had I the Lamp of Aladdin(1)
Or the wealth that gold mines can bestow
I’d rather be poor in a cottage
With the pretty girl milking her cow.

NOTE
1) l’invocazione si ritrova anche in un’altra canzone dello stesso genere dal titolo Lough Erne Shore

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Una mattina d’estate quando gli uccelli cantavano dolcemente sul ramo e mentre passeggiavo per diletto, vidi una fanciulla che mungeva la mucca. La sua voce cantava melodiosa, e non riuscivo ad allontanarmi, il mio cuore, era carico di affanno per la bella fanciulla che mungeva la  mucca. Allora mi sono presentato “Buon giorno bella giovane, la tua bellezza mi ha incantato” “Non mi prendete in giro gentile signore, non sono un gioiello così raro da farvi innamorare di colpo, piuttosto sono una semplice giovane campagnola” disse la bella fanciulla  che mungeva la mucca. “Le Indie non hanno un tal gioiello così luminoso, così trasparentemente chiaro, non aggiungo altro al mio funerale, permettetemi di conoscervi, mia cara! Se avessi la lampada di  Aladino, o la ricchezza che le miniere d’oro possono dare, piuttosto vorrei essere povero in una casetta di campagna, con la bella fanciulla che munge la mucca”

In quest’altra versione testuale veniamo a conoscere il motivo del rifiuto della ragazza, un motivo molto “femminista”, ovvero per i tempi da “suffragetta”: la ragazza preferisce l’indipendenza piuttosto che una vita di sottomissione al marito (vedi il matrimonio nella storia qui)

Cathie Ryan

I
It being on a fine summer’s morning
As the birds sweetly tuned on each bough,
I heard a fair maid sing most charming
As she sat milking her cow
II
Her voice was enchanting melodious
Which left me scarce able to go
My heart it was soothed with solace
By the cailín deas crúite na mbó
III
I courteously did salute her
“Good morning, most amiable maid
I’m your captive slave for the future”
“Kind sir, do not banter,’ she said…
IV
I’m not such a precious rare jewel
That I should enamour you so”
I am but a plain county girl
Says the cailín deas crúite na mbó
V
“The Indies afford no such jewels
So precious, so transparent clear
Oh do not refuse me, my jewel
Consent now and love me, my dear
VI
For riches I care not a farthing
It’s your love that I want and no more
I’d rather live poor on the mountain
With my cailín deas crúite na mbó'”
VII
“I don’t understand what you mean, sir
I ne’er was a slave yet to love
For these feelings I have no desire
I pray your affection remove
VIII
To marry, I can assure you
That state I will not undergo
I’m prepared to live single and airy”
Says the cailín deas crúite na mbó…

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Una mattina d’estate quando gli uccelli cantavano dolcemente sul ramo ho sentito il più incantevole canto di una bella giovane mentre seduta mungeva la mucca. La sua voce cantava melodiosa e non riuscivo ad allontanarmi, il mio cuore si è sollazzato per la bella fanciulla che munge la mucca. L’ho salutata cortesemente “Buon giorno bella giovane, sarò vostro servitore per il futuro” “Non deridetemi  gentile signore, non sono un gioiello così raro da farvi innamorare così, sono solo una semplice giovane campagnola” disse la bella fanciulla che mungeva la sua mucca “Le Indie non hanno un tal gioiello così luminoso, così trasparentemente chiaro, non respingetemi, mio gioiello, acconsentite e amatemi, mia cara. Delle ricchezze non mi curo, è il vostro amore che voglio e nient’altro preferisco che vivere povero sui monti, con la bella fanciulla che munge la mucca” “Non comprendo cosa volete dire signore, non sono mai stata innamorata, per tali sentimenti non ho desiderio; vi prego di allontanare il vostro affetto. Del matrimonio, vi posso assicurare, non sopporto la sottomissione, sono pronta a vivere sola e libera” disse la fanciulla che mungeva la mucca

FONTI
La femmina sacra. Sheela, la dea dei celti di Maureen Concannon
http://ontanomagico.altervista.org/blanchebiche.htm
http://ontanomagico.altervista.org/curragh-kildare.html

http://terreceltiche.altervista.org/gruagach-mhara-a-gruagach-or-a-selkie/
http://www.irishpage.com/songs/cailinbo.htm
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/pretty.htm
https://musescore.com/mike_magatagan/scores/118434
https://thesession.org/tunes/1758
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6543
https://thegrammarofmatter.wordpress.com/till-the-cows-come-home-part-one-towards-a-natural-history-of-megaliths/
http://tairis-cr.blogspot.it/2015/11/oran-buaile-teiris-bho.html