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LEIS AN LURGAINN (WITH THE LURGAINN)

Una canzone popolare nelle Highlands scozzesi viene dall’isola di Mingulay (Ebridi) ed originariamente era scritta in gaelico scozzese. Secondo la leggenda fu il capitano MacInnes  di ritorno dall’Irlanda sulla sua nave “The Lurgainn” (in inglese “Pretty Girl”) a dover affrontare una terribile tempesta.

the-shipwreck

ASCOLTA Maggie Macinnes

ASCOLTA Rankin Family. Così riportano nelle note “Written by a MacInnes from Fort William after returning home safely from a stormy voyage to Ireland on his ship, The Lurgainn”

ORIGINALE IN GAELICO SCOZZESE
Sèist (1)
Leis an Lurgainn o hi
leis an Lurgainn o ho
Beul an anmoich o hi
S’fheudar falbh le cuid sheol
I
A’ Cuan Eirinn, O hi
Muir ag eirigh, Ho ro
S cha bu leir dhuinn, O hi
Ni fon ghrein ach nan fheol.
II
Seachad Ile, O hi
Beul na h- oichdhe, Ho ro
Las sinn coinnlean, O hi
‘S chuir sinn combaist air doigh
III
Seachad Aros, O hi
Bha i gabh, Ho ro
N’ fhairge laidir, O hi
Suas gu barr a chruinn sgoid
IV
’S thuirt a sgiobar, O hi
Ri chuid ghillean, Ho ro
Glachd thu misneach, O hi
’S cuir thu riof na cuid seol (4)


chorus:
With the Lurgainn o hi
With the Lurgainn o ho
At nightfall o hi
We must go off with the sail up
I
The Irish sea, O hi
the sea rising, Ho ro
we couldn’t see, O hi
anything under the sun but the clouds
II
Passing Islay, O hi
At the start of the night, Ho ro
We lit candles, O hi
And got the compass in order(2)
III
Passing Aros, O hi
The weather was wild(3), Ho ro
The strong sea, O hi
Reaching up to the topmost sail
IV
The skipper said, O hi
to his boys, Ho ro
Take courage, O hi
And tie the sails
tradotto da Cattia Salto
Coro
Con il Lurgainn
Con il Lurgainn
al cadere della notte
dobbiamo andare con le vele alzate
II
Il mare d’Irlanda
sorge la marea
non abbiamo visto
altro che nubi durante il giorno
II
Passando Islay
all’inizio della notte
abbiamo acceso i lumi
e ci siamo regolati con la bussola
III
Passando Aros
il tempo era scatenato
il mare forte
raggiungeva le vele più alte
IV
Il capitano disse
alla sua ciurma
“Fatevi coraggio
e ingabbiate le vele”

NOTE
1) Maggie Macinnes dice:
Leis a Lurgainn O hi
Leis a chalpa gun fheòl
Am beul an anamich O hi
S ‘eudar falbh leis na seoid
2) set our compass
3) It was hazardous
4) in altere versioni
“Glacaibh misneachd o hì
‘S dèanamh dìchioll a sheòid”
“Have confidence
and do your best”

La canzone prosegue con ulteriori strofe ad esempio in Tickettyboo ~ Mairi MacInnes

Suas a h-aodach o hì
Ri croinn chaola o hò
Snàmh cho aotrom o hì
Ris an fhaoilinn air lòn
Fhuair sinn fosgladh o hì
Ma ceann toisich o hò
Fear ga taomadh o hì
‘S gillean coltach air bòrd
Up with the sails
On their slender masts
swimming as lightly
as the gull on the pond
We sprang a leak
In the front of the bow
One man bailing her out
And lads like him on deck

La canzone rispunta ancora in gaelico scozzese con il titolo di “Leis a’ Mhaighdinn”  (With the Maiden) a Cape Breton (Nuova Scozia) (testo qui)

LA VERSIONE INGLESE

Una versione con il testo in inglese che traduce in rima la versione in gaelico è stata registrata da Dougie MacLean, Alan Roberts and Alex Campbell. (C.R.M.)

ASCOLTA Dougie McLean (da ascoltare qui) 1979

I giovani gruppi di origini scozzesi e non, affascinati dalla lotta tra capitano e mare in tempesta si sono impadroniti della canzone facendone una versione rock. L’arrangiamento segue la scia di un certo rock scozzese in salsa barbara che va per la maggiore nelle feste celtiche, con tanto di svolazzo di kilt, petti villosi o pettorali in bella vista, bicipiti forzuti e polsi fasciati da polsiere in cuoio, berretti scozzesi e altro armamentario preso in prestito dal medieval re-enactment.
Dal punto di vista dell’organico i gruppi puntano sul mix basso-chitarra elettrica-batteria accostato a organetto, violino, cornamuse e svariati strumenti della tradizione popolare lasciati nelle loro sonorità acustiche o potenziati da effetti elettronici.

ASCOLTA The Pints

ASCOLTA Cromdale


I
On the ocean o´he
Waves in motion o´ho
Not but clouds could we see
O´er the blue sea below
Chorus
Leis a Lurrighan o´he
Leis a Lurrighan o´ho
In the grey dark of evening
O´er the waves let us go
II
Islay loomin´ o´he
In the gloamin´ o´ho
Our ship´s compass set we
And our lights we did show
III
Aros passing o´he
Was harrassing o´ho
The proud billows to see
High as masthead to flow
IV
Captain hollers o´he
To his fellows o´ho
Those that courage would flee
Let him go down below
V
In the tempest o´he
Waves were crashing o´ho
And the cry of the sea
As the cold winds did blow
VI
Captain hollers o´he
To his fellows o´ho
Those that won´t stay with me
Let them go down below
tradotto da Cattia Salto
I
Sull’oceano
le onde agitate, solo nuvole possiamo vedere sul mare blu
Chorus
Leis a Lurrighan o´he
Leis a Lurrighan o´ho
nel buio della sera
sulle onde andiamo
II
Islay si avvicina
nella luce del crepuscolo
seguiamo la bussola
e le nostre luci
III
Superata Aros
fu un tormento
vedere le fiere onde
riversarsi alte come l’albero maestro
IV
Il capitano urla
ai compagni
“Coloro ai quali il coraggio venisse meno
che vadano sottocoperta”
V
Nella tempesta
le onde si schiantavano
e il lamento del mare
come i venti freddi soffiava
VI
Il capitano urla
ai compagni
“Coloro che non vogliono stare con me
che vadano sottocoperta”

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=91311
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=85175
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic18443.html
http://www.celticlyricscorner.net/macinnes/leis.htm
http://www.omniglot.com/songs/gaelic/leisanlurgainn.php
http://www.maggiemacinnes.com/lyrics/afagail06.html

MINGULAY BOAT SONG

Contrariamente al titolo Mingulay Boat Song non è una canzone tradizionale proveniente dall’Isola di Mingulay (una isola delle Ebridi Esterne vicino a Barra). Il testo è stato scritto in Inglese dallo scozzese Sir Hugh Roberton (1874–1952) nel 1938 per il Glasgow Orpheus Choir di cui era il direttore, su di una melodia tradizionale detta “Oran na Comhachaig” (ovvero Creag Ghuanach). Quindi la canzone è una composizione “romantica” del XX secolo che tuttavia è stata interpretata da molti artisti della scena “celtica”.

In effetti Sir Hugh S. Roberton era un collezionista di melodie tradizionali di cui spesso rinverdiva il testo inventando le parole in inglese ( pubblicati nel suo  libro”Songs of the Isles”, 1950), brani che attraverso la sua elaborazione sono diventati dei “classici” ancorchè non autenticamente popolari sono ‘Mairi’s Wedding‘ (Lewis Bridal Song), ‘Westering Home‘ e ‘Mingulay Boat Song’

L’isola di Mingulay venne abbandonata dai suoi abitanti agli inizi del 900, ma d’estate alcuni turisti vi compiono brevi escursioni suggestionati ancora dalla canzone! Un omaggio ai tenaci pescatori di queste isole inospitali!

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ASCOLTA Richard Thompson in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, 2006. (strofe I e III)

ASCOLTA Gaelic Strom in The Boathouse 2013 (strofe da I a IV)


CHORUS
Heel yo ho boys, let her go, boys
Bring her head round(1) and all together
Heel yo ho boys, let her go boys
Sailing homeward to Mingulay!
I
What care we tho’ white the Minch(2) is
What care we boys for wind and weather?
Heel yo ho, that(3), every inch is
Sailing(4) homeward to Mingulay!
II
When the wind is wild with shouting
And the waves mount ever higher
Anxious eyes turn ever seaward
To see us home, boys, to Mingulay
III
Wives are waiting by the pierhead
Or looking seaward from the heather(5)
Pull her ‘round boys, and we’ll anchor (6)
‘Ere the sun sets at Mingulay!
IV
Ships return now, heavy laden
Mothers holdin’ bairns a-cryin’
They’ll return, yeth, when the sun sets
They’ll return back to Mingulay
TRADUZIONE CATTIA SALTO
CORO
Venite ragazzi, fatela andare, ragazzi
portiamola dritta tutti insieme
Venite ragazzi, fatela andare ragazzi
per navigare verso casa a Mingulay
I
Cosa ci importa se il Minch (2) è agitato?
Cosa c’importa del vento e delle intemperie?
Venite che ogni centimetro
si naviga verso Mingulay
II
Quando il vento urla selvaggio
e le onde diventano sempre più alte
occhi ansiosi si voltano sempre verso il mare
per rivederci a casa, ragazzi, a Mingulay
III
Le spose ci attendono al molo
o scrutano il mare dalla brughiera
tiriamo dritto e ci ancoreremo
prima che il sole tramonti su Mingulay
IV
Le navi adesso ritornano con un carico pesante,
le madri tengono i bambini che gridano “Ritorneranno, infine, quando il sole tramonta, ritorneranno a Mingulay”

NOTE
1) oppure “Heave her head round to the weather
2) nome del tratto di mare tra Sky e le Ebridi occidentali e la frase indica un mare agitato
3) oppure “When we know that
4) oppure closer
5) oppure “Gazing seaward from the heather
6) oppure “Heave ahead round and we’ll anchor”

UNA VISITA A MINGULAY

THE ROAD TO MINGULAY, View of the Western Isles di Derek Cooper
La strada verso Mingulay, saggio scritto dal giornalista scozzese Derek Cooper, noto per i suoi celebri e stimati consigli culinari, non parla solo di Ebridi Scozzesi come luogo geografico, come isole unite da una stradina che da nord, dall’isola di Lewis arriva fino a di Mingulay, a sud.
E’ un saggio che ci parla soprattutto di quella sottile linea immaginaria che lega Lewis, Harris, Uist, Barra e le altre isole nella storia passata e nel loro destino futuro. Terre aride, battute dal vento, luogo di scontro di varie civiltà, approdo di stranieri indesiderati, punto di fuga per pescatori ridotti alla fame, porto di partenza per contadini deportati con la forza, oggi queste terre tentano disperatamente di far rivivere il proprio passato nutrendo e conservando la lingua locale, con fierezza e determinazione, nonostante il futuro si prospetti ancora difficile, come il passato che le ha martoriate. Un omaggio sentito a luoghi incantevoli e speciali che, visitati, ti lacerano il cuore per sempre.( recensione di Calypso)

INDICAZIONI PRATICHE: http://www.lovescottishislands.com/outer-hebrides/mingulay/

FONTI
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/mingulayboatsong.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66882 http://calumimaclean.blogspot.it/2014/03/an-oral-account-of-vatersay-raiders_27.html