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DASHING THROUGH THE SNOW

Nostalgia per la neve in questi giorni soleggiati di dicembre? Niente di meglio che ascoltare “JINGLE BELLS”, la canzone natalizia per antonomasia che viene dalla vecchia America!
Scritta dal francese James Pierpont negli anni 1850, s’intitolava inizialmente “One-horse open sleigh”  e rivendica ben due aneddoti sulla sua origine.

IL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO A SAVANNAH

Il primo aneddoto pone la creazione della canzone a Savannah (Georgia) in occasione del Giorno del Ringraziamento 1857 (una delle feste nazionali americane più importanti che cade ogni anno il quarto giovedì di novembre) come canzoncina per il coro infantile di cui Pierpont era Direttore; poiché i parrocchiani avevano tanto gradito la canzoncina essa venne riproposta  anche per il giorno di Natale diventando un canto fisso per l’occasione.

LA GARA SULLE SLITTE A MEDFORD

Il secondo aneddoto fa nascere la canzone nel 1850 come canto di bevute quando Pierpont era ospite della Taverna Simpson a Medford nel Massachussets.
Una targa in High street di Medford apposta dalla Medford Historical Societ attesta il luogo dove sorgeva la taverna, affermando che la canzone prese come ispirazione le gare di corsa sulle slitte che si tenevano in Salem Street durante l’Ottocento (e che ancora ebbero luogo per buona parte del Novecento).

“Jingle Bells,” the now world famous holiday tune, was composed at the Simpson Tavern in Medford, Massachusetts in 1850 by James Pierpont (1822-1893). The tavern stood at the site which is now 19 High Street in Medford Square. The song was composed in the presence of Mrs. Otis Waterman, who later verified the location of the song’s composition. In 1857, James Pierpont, while living in Georgia, copyrighted “Jingle Bells.” The lyrics of the song tell of the sleigh rides held on Salem Street in the early 1800s.

Pur essendo un motivetto orecchiabile la canzoncina non divenne subito popolare, solo agli inizi del Novecento iniziò la sua corsa al successo (qui per le dieci versioni più belle)

Ma io propongo
ASCOLTA la melodia in stile celtico dei TinWhistler

ASCOLTA per ballarci una giga

ASCOLTA Michael Bublè & The Puppini Sisters: interpretazione tra lo swing e il jazz (basata sulla prima strofa e il ritornello)

– Merry Christmas, ladies
– Merry Christmas, Mr. Buble
– Are you ready to sing a little Jingle Bells?
– Yeeeees


I
Dashing through the snow
on a one-horse open sleigh (1),
Over the fields we go,
laughing all the way.
Bells on bobtail (3) ring (2),
making spirits bright,
Oh what fun to ride
and sing a sleighing song tonight!
Chorus
O Jingle bells, jingle bells,
jingle all the way,
O, what fun it is to ride 
on a one-horse open sleigh.
II
A day or two ago
I thought I’d take a ride,
And soon Miss Fannie Bright
was seated at my side.
The horse was lean and lank,
misfortune seemed his lot,
We got into a drifted bank
and then we got upsot (4).
III
A day or two ago,
a story I must tell:
I went out on the snow
and on my arse I fell;
A gent was riding by
on a one-horse open sleigh,
He laughed as I there sprawling lay
but quickly rode away.
IV
Now the ground is white,
go it while you’re young,
Take the girls tonight
and sing this sleighing song.
Just get a bobtailed bay,
two-forty (5) as his speed,
And hitch him to an open sleigh
and crack! you’ll take the lead.
Traduzione di Cattia Salto
I
Sfrecciando sulla neve, a bordo di una slitta trainata dal cavallo (1),
per la campagna andiamo,
ridendo per tutta la strada.
Le campanelle risuonano (2) appese alle briglie (3), rallegrando gli animi,
Oh come’ bello guidare e cantare una canzone da slitta stanotte.
Coro
Oh le campanelline suonano
per tutto il tragitto,
oh che bello guidare 
una slitta trainata dal cavallo!
II
Un paio di giorni fa
pensai di farmi una corsa
e subito la signorina Fannie Bright
mi si sedette accanto.
Il cavallo era magro e snello,
e il suo destino sfortunato,
finimmo contro un cumulo di neve
e ci ribaltammo (4).
III
Un paio di giorni fa,
questa devo raccontarla,
uscii sulla neve
e caddi di schiena;
un gentiluomo che stava guidando
una slitta trainata da un cavallo
rise per come mi ero spalmato
ma velocemente andò via.
IV
Ora che il suolo è bianco,
esci finche’ sei giovane,
porta fuori le ragazze stanotte
e canta questa canzone da slitta.
Prendi un baio con la coda mozza,
velocità di 2-40 (5)
poi attaccalo ad una slitta
e via! Sarai in testa!

NOTE
slitta-natale1) Un tempo c’erano due versioni per i calessi trainati dai cavalli, in inverno erano dotati di pattini per scivolare sulla neve. Esistevano essenzialmente due modelli uno un piccolo calesse a due o quattro posti, una piccola slitta intima e confortevole, il secondo era una slitta più alta, grande e robusta per ospitare una famiglia (che al tempo era piuttosto numerosa tra bambini e parenti) o un gruppo di amici. Proprio per la sua intimità la slitta biposto (detta anche cutter) era il modello privilegiato per il corteggiamento. Più maneggevole e bassa la slitta senza copertura (open) era trainata da un solo cavallo (one-horse). Le slitte veniva anche classificate in base al numero di cavalli utilizzati per il traino:  “pair” (2), troika (3), four-in-hand (4)
2) le campanelle erano un segnale d’attenzione per impedire incidenti tra le slitte: specialmente con la foschia e il buio il suono delle campanelle avvisava l’avvicinamento di una slitta; nel contesto natalizio in cui venne poi collocata la canzone il tintinnio ricorda l’avvicinarsi della slitta di Babbo Natale
3) bobtail è la coda mozza del cavallo ma è anche un termina nautico; in questo contesto indica le briglie, o più generalmente la bardatura del cavallo
4) le slitte per la gara erano biposto e i pericoli del ribaltamento molto frequenti. La corsa però doveva essere eccitante e aiutare ad avere successo con le ragazze!
5) generalmente per indicare un’alta velocità: fare un miglio in due minuti e 40 secondi

FONTI
https://www.horseloversmath.com/antique-sleigh-rally/
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/jinglebells.html
http://www.cbc.ca/news/canada/british-columbia/jingle-bells-christmas-song-started-as-a-drinking-song-written-by-a-jerk-1.2874860
http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/jingle-bells-le-10-versioni-piu-belle-di-sempre
http://www.onstageweb.com/notizie/jingle-bells-canto-di-natale-vera-storia/
https://patriziabarrera.wordpress.com/2012/12/12/jingle-bells-classic/

JACK FROST NIPPING ON YOUR NOSE

Jack Frost è la controparte simbolica di Jack of the Green, è l’elfo dei Ghiacci, colui che è responsabile dell’arrivo del gelo: all’inizio della tradizione anglo-americana Jack è un gagliardo vecchietto, ma presto diventa più simile a uno spiritello fiabesco, assistente di Mastro Gelo.

Alcuni vogliono far risalire la sua origine alla mitologia norrena che enumera tutta una famigliola di giganti del ghiaccio a partire dal padre Thrym re dei Jotnar (jǫtunn al singolare): questi giganti vivono nel Jǫtunheimr (in inglese antico Yotun) uno dei Nove Mondi secondo il mito, considerati acerrimi nemici degli dei asgardiani perché portatori del caos.

LA «FAMIGLIA DEL FREDDO»

Si tratta della stirpe del gigante Fornjótr, il cui nome è stato interpretato come «antico gigante» o «primo possessore [della terra]» (Isnardi 1977 | Isnardi 1991). Le tradizioni che riguardano costui e la sua stirpe, tuttavia, non ci vengono da testi mitologici ma da saghe storiche o pseudostoriche, dalle quali tuttavia è forse possibile ricostruire qualche sorta di antica genealogia di creature elementali. È evidente che Fornjótr e i suoi discendenti siano esseri mitologici, creature legate agli elementi. I tre figli di Fornjótr, cioèÆgirLogi e Kári, sono legati rispettivamente al mare, al fuoco e al vento, elementi che essi governano o con i quali sono identificati tout-court. I figli di Kári, poi, hanno nomi che li connettono alla sfera del freddo: Frosti «gelo» (detto Jǫkull«ghiacciaio»), Snær «neve», Þorri «mese del quarto vento» (cioè il mese da gennaio e febbraio, anche se l’etimologia rimane incerta), Fǫnn «nevischio», Mjǫll «neve fresca», Drífa «tormenta di neve». Si tratta di personaggi allegorici, figure di giganti primordiali che rappresentano l’inverno e i suoi elementi, in tutta la loro potenza e ostilità.  (tratto da qui)

Ma la tradizione inglese di Jack Frost deve forse molto di più al Padre o Nonno Gelo della tradizione russa: un vecchietto dalla lunga barba bianca con lungo cappottone bordato di pelliccia il quale viaggia su una slitta trainata da cavalli (bianchi ovviamente) che presenta molte somiglianza con il nostro Babbo Natale (possiamo considerarlo quasi un antenato!)

All’inizio della tradizione Jack è un gagliardo vecchietto, lo vediamo nei panni di un Generale che scatena il gelido clima invernale. “Jack Frost first appeared in artwork on October 5th, 1861. It is a cartoon by Thomas Nast, which appeared Harper’s Weekly. It has the caption – OUR NEW MAJOR-GENERAL, and refers to a speech made by Major-General Benjamin F. Butler, who stated “Our faithful old Ally of the North, GENERAL JACK FROST, shall come and clear away the Malaria of the South, and we shall march Southward from this place, and there shall be no footsteps backward until this Rebellion is crushed out of this Union.” At the time in the Civil War, there had been outbreaks of cholera, and it was hoped the coming freezing winter weather would kills of the infections hindering the war effort. ” (tratto da qui)

JACK BRINA

Jack Frost (in italiano Jack Brina) diventa poi più simile a uno spiritello fiabesco, assistente di Mastro Gelo.

VEDI cartoon short Jack Frost, fatto da ComiColor Cartoons 1934

Nel cartoon disneyano Jack è l’elfo artista che dipinge le foglie nei colori autunnali e decora con bianche trine di ghiaccio i vetri delle finestre (vedi bellissime foto qui); sempre allegro e benevolo con i bambini (nel filmato un orsetto un po’ troppo disubbidiente che Jack prima mette in guardia sui rigori di Mastro Gelo: neve, vento gelido e ghiaccio e poi aiuta a ritornare a casa).

Paul Bommer: Jack Frost
Paul Bommer: Jack Frost

Ma fu con la filastrocca per bambini di Charles Sangster che Jack iniziò ad assomigliare a un elfo burlone,

Little Jack Frost tripped round and round. 
Spreading white snow on the frozen ground; 
Nipping the breezes, icing the streams, 
And chilling the warmth of the sun's bright beams.

baum-babbo-natalee così in tante altre filastrocche ottocentesche (vedi) come nelle fiabe e nelle storie magiche del Natale:  lo ritroviamo nel racconto per bambini “The Life and Adventures of Santa Claus” di L. Frank Baum  (l’autore del Mago di Oz) – 1902: figlio del Re Gelo, Jack Frost è un elfo burlone che si diverte a pizzicare i nasi e le punte dei piedi. (lo storico qui)

Insomma ai nostri giorni Jack Frost è diventato un po’ quello che  gli sceneggiatori hanno voluto rappresentare, scatenando la loro fantasia, vedasi Jack Frost e le Cinque Leggende (in inglese Rise of the Guardians)

THE CHRISTMAS SONG

Per restare nell’atmosfera magica e sognante dell’Inverno ecco una canzone di Natale: “Chestnuts Roasting on an Open Fire” intitolata anche “The Christmas Song” è una canzone statunitense sul Natale scritta da Mel Tormé e da Bob Wells nel 1944, in cui si parla anche di Jack Frost! (Per la storia su come sia nata la canzone qui)

ASCOLTA Michael Bublè


I
Chestnuts roasting on an open fire,
Jack Frost nipping on your nose,(1)
Yuletide carols being sung by a choir,
And folks dressed up like Eskimos.
II
Everybody knows a turkey and some mistletoe,
Help to make the season bright.
Tiny tots with their eyes all aglow,
Will find it hard to sleep tonight.
III
They know that Santa’s on his way;
He’s loaded lots of toys and goodies on his sleigh.
And every mother’s child is going to spy,
To see if reindeer really know how to fly.
IV
And so I’m offering this simple phrase,
To kids from one to ninety-two,
Although its been said many times, many ways,
A very Merry Christmas to you
Traduzione di Cattia Salto
I
Le castagne ad arrostire nel caminetto, Jack Brina che pizzica il naso (1), canzoni di Natale cantate in coro e gente vestita come eschimesi.
II
Si sa che un tacchino e un po’ di vischio,
aiutano a rendere la stagione allegra.
Bimbetti con gli occhi spalancati,
a stento dormiranno stanotte.
III
Sanno che Babbo Natale è in arrivo;
ha caricato molti giocattoli e dolcetti sulla slitta.
e ogni cocco di mamma starà a spiare, per vedere se le renne sono capaci davvero di volare .
IV
Allora offro questa semplice frase,
ai bambini da uno a novantadue anni,
anche se è stata detta e ridetta
“Un Buon Natale a tutti voi”

NOTE
1) Jack Frost compare per la prima volta nel 1734 in “Round About Our Coal Fire, or Christmas Entertainments” di autore anonimo: “when Jack Frost commonly takes us by the Nose,”

continua seconda parte

FONTI
http://bifrost.it/GERMANI/Schedario/Frosti.html
http://hypnogoria.blogspot.it/2014/11/folklore-on-friday-jack-frost-nipping.html
http://gardenofhesperides.blogspot.it/2013/02/jack-frost-il-lato-leggero-dellinverno.html
http://forum.schoolofdragons.com/content/many-incarnations-jack-frost