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DEATH OF QUEEN JANE

Forse la regina più amata da Enrico VIII e senza dubbio, la più remissiva, Jane Seymour regnò un anno appena al fianco del consorte, per morire di parto (1537) dopo aver dato alla luce il tanto sospirato erede maschio. Un Edoardo VI che, di salute cagionevole, morirà 15 enne.
La ballata popolare “Death of the Queen Jane” sembra descrivere proprio il  parto della regina e intavola un dialogo  privato e intimo tra le due Maestà.

dalla serie televisiva “I Tudors” terza stagione

Della ballata il professor Child riporta una ventina di versioni: si descrive il momento in cui la Regina Jane chiede a varie persone di tagliarle il fianco per far uscire il bambino, ma di volta in volta tutti rifiutano per timore di nuocerle. In alcune versioni alla fine il re cede ed esegue l’operazione, la donna muore ma il bambino è salvo. Nel finale la gioia per la nascita del tanto atteso erede si accompagna al dolore per il lutto della regina.

Molto probabilmente la ballata è stata scritta poco dopo l’avvenimento, anche se si rintraccia  solo qualche secolo più tardi nei manoscritti di Thomas Percy (1776): ecco un resoconto “ufficiale” dell’avvenimento con il  titolo ‘The Wofull Death of Queene Jane‘ (in “A Crowne-Garland of Golden Roses” 1612-1692) attribuito a  Richard Johnson (1592-1622).

E’ nella versione riportata da Agnes Strickland (1796-1874) che leggiamo  la ballata nella forma più condensata, attribuita dallo studioso al poeta di corte Thomas Churchyard (1523?-1604): con buona probabilità  è proprio questa la versione più antica riadattata a in parte ampliata da Richard Johnston per la sua Crowne-Garland (vedi)

I
When as king Henry ruled this land
He had a queen, I understand,
Lord Seymour’s daughter, fur and bright;
Yet death, by his remorseless power,
Did blast the bloom of this fair flower.
Oh! mourn, mourn, mourn, fair ladies,
Your queen, the flower of England’s dead
II
The queen in travail pained sore,
Full thirty woeful hours and more;
And no ways could relieved be,
As all her ladies wished to see;
Wherefore the king made greater moan
Than ever yet his grace had done.
III
Then, being something eased in mind,
His eyes a troubled sleep did find;
Where, dreaming he had lost a rose,
But which he could not well suppose:
A ship he had, a Rose by name,
Oh no, it was his royal Jane!
IV
Being thus perplexed with grief and care,
A lady to him did repair,
And said, ‘0 King, show us thy will,
The queen’s sweet life to save or spill?’
Then, as she cannot saved be,
0, save the flower though not the tree.’
Oh! mourn, mourn, mourn, fair ladies,
Your queen, the flower of England’s dead.

La trasmissione orale della ballata ha però fatto emergere dei punti salienti della vicenda, non necessariamente veritieri quanto piuttosto ritenuti tali, come il parto con il taglio cesareo e la morte della regina subito dopo.

QUESTIONE DI PROPAGANDA

Cosa sia realmente accaduto nella stanza della partoriente  si presta a varie ipotesi, ben più significativo è l’uso propagandistico dei fatti: sembrerebbe che a diffondere le voci di un avvenuto taglio cesareo sia stata una cospirazione cattolica allo scopo di screditare il Re. Ma quando si tratta di trame a così alti livelli non è nemmeno azzardata l’ipotesi che sia stata la propaganda anti-cattolica ad attribuire ai cattolici la propalazione del fatto come bugia.

La pratica del taglio cesareo era già nota ai medici medievali (e  praticata sporadicamente nei tempi più antichi come estrema ratio per salvare il bambino quando la madre era impossibilitata a partorire naturalmente); la mancata applicazione nel Medioevo riguardava più una questione morale che di tecnica (anche se gli esiti erano decisamente mortali per la donna): “The sixteenth-century French doctor Ambroise Pare criticized attempts to undertake surgery on living mothers because he thought that it could not succeed, after which the practice became increasingly taboo across Europe.  It was also widely considered to be immoral, and superstition held it to be a bad omen that could bring curses upon those who employed it.  But it did occur, and it is documented that as early as 1500, thirty-seven years before the birth of Prince Edward, the operation was undertaken successfully by a Swiss piggelder on his own wife.  A sixteenth-century surgeon in Bruges is also reported to have performed the operation seven times, again on his wife.”  (tratto da qui)

Significativo l’epitaffio sulla tomba di Edoardo che accredita la madre come fenice immolatasi per la dinastia 

Here a Phoenix lieth, 
whose death
To another Phoenix gave breath:
It is to be lamented much,
The World at once ne'er knew two such.

Così tirando le somme ecco come è andata: Enrico VIII per garantirsi l’erede maschio tanto atteso costringe Jane  a partorire con il taglio cesareo (ben consapevole che l’operazione portava normalmente alla morte della madre) e infatti la donna muore dopo dodici giorni dal parto.
Nel Medioevo davanti alla scelta tra la vita della madre e quella del bambino si propendeva 1) a non fare niente perchè quella era la volontà di Dio 2) a salvare la madre, in quanto “maior ius“.
Nel caso di Jane prevale la ragion di stato.
Da notare che la Chiesa cattolica era nel Medioevo contraria al parto cesareo e lo riteneva necessario solo post mortem per la salvezza spirituale del feto; muta opinione però a partire dal 1600 -vedasi il trattato “De ortu infantium contra naturam per sectionem caesaream tractatio” del gesuita francese Theophile Raynaud – solo da allora vige l’obbligo morale della madre in virtù dei principi di carità e amore, di offrire la propria vita in cambio di quella del figlio: “A favore della madre, rifacendosi alla classica teoria di Tertulliano (160ca-†220), egli [Theophile Raynaud] scriveva di un feto aggressore il cui sacrificio doveva essere interpretato come azione di legittima difesa da parte della donna, iscrivibile sul piano della giustizia. Accanto a questa riproposizione del principio di giustizia, egli inseriva, però, quello di carità: se la giustizia poteva consentire che si sacrificasse il feto, la carità, al contrario, chiedeva che si privilegiasse la sua vita e sebbene la madre potesse, senza commettere ingiustizia, preferire se stessa, essa non poteva farlo senza mancare al comandamento più importante: quello dell’amore.” (Carmen Trimarchi tratto da qui)

LE MELODIE

La ballata circolò in molte versioni nelle isole Britanniche e in America con vari testi e melodie.
ASCOLTA Peggy Seeger 1962

ASCOLTA Joan Baez 1964 (I, IV, VI, VII, VIII, IX, XI)


I
Queen Jane lay in labor
For six weeks and more
her women grew weary
And the midwife gave o’er
II
O, women, kind women,
as I know you to be;
Pray cut my side open
and save my baby.
III
“O, no,” said the women,
“That never might be,
We’ll send for King Henry
in the hour of your need.
IV
King Henry, he was sent for
On horse back and speed
King Henry came to her
In the time of her need
V
King Henry he come in
and stood by her bed;
What ails my pretty flower,
her eyes look so red.
VI
Oh Henry, good King Henry
If that you do be (1)
Please pierce (2) my side open
And save my baby
VII
Oh no Jane, good Queen Jane (3)
That never could be
I’d lose my sweet flower
To save my baby
VIII
Queen Jane she turned over
She fell all in a swoon
Her side was pierced open
And the baby was found
IX (4)
How bright was the morning
How yellow was the moon
How costly the white coat
Queen Jane was wrapped in
X
Six followed after,
six bore her along,
King Henry come after,
his head hanging down.
XI
King Henry he weeped
He wrung his hands ‘til they’re sore
The flower of England
Will never be (5) no more
XII
The baby was christened
the very next day,
His mother’s poor body
lay moldering away.
(Traduzione di Cattia Salto)
I
La Regina Giovanna era in travaglio
da più di sei giorni
le ancelle erano stanche,
e l’ostetrica si arrese.
II
“O donne, buone donne,
se siete delle buone ancelle
vi prego di aprire il mio fianco destro
e salvare il mio bambino”
III
“Oh no,” esclamarono le donne,
“non è cosa da farsi
Manderemo a cercare re Enrico
nel momento del bisogno”
IV
Mandarono a cercare Re Enrico
di gran corsa a cavallo
Re Enrico arrivò
nel momento del bisogno
V
Re Enrico arrivò
e si mise accanto al letto
“Cosa ti fa soffrire mio bel fiore?
I tuoi occhi sembrano così arrossati”
VI
“Oh Enrico, buon re Enrico,
faresti una cosa per me?
Taglia il mio fianco destro
e salva il bambino “
VII
“Oh no Giovanna, buona regina Giovanna, non è cosa da farsi
perderei il mio dolce fiore,
per salvare il mio bambino”
VIII
La Regina Giovanna si voltò
e cadde in deliquio
e il suo fianco destro fu aperto
e il bambino trovato
IX
Che chiaro era il mattino
e che gialla era la luna
e che prezioso era il bianco drappo
in cui la regina Giovanna fu avvolta
X
Sei uomini andarono davanti
e sei la portavano a fianco
re Enrico veniva dietro
con il capo piegato
XI
Re Enrico pianse
e si torse le mani fino a farsi male
” il fiore d’Inghilterra,
non fiorirà più”
XII
Il bambino venne battezzato
il giorno dopo
mente il cadavere della sua povera madre stava a decomporsi

NOTE
1) Peggy dice: pray listen to me
2) Peggy dice cut
3) Peggy dice “O, no!” said King Henry
4) Peggy dice “How black was the mourning, how yellow her bed,
How white the bright shroud Queen Jane was laid in” in una frase che ha molto più senso di quella di Baez: che nero era il lutto e che giallo il letto,  che bianco il sudario in cui la regina fu avvolta
5) Peggy dice “is blooming”

Andreas Scholl
: “King Henry”


I
King Henry, was sent for
all in the time of her need
King Henry he came
In the time of her need
II
King Henry he stooped
and kissed her on her lips;
What’s the matter with my flower,
makes her eyes look so red?.
III
King Henry King Henry
will you take me to thee
to pierce  my side open
And  to save my baby?
IV
Oh no Queen Jane
such thing shall never be
to lose my sweet flower
for to save my baby
V
Queen Jane she turned over
and fell in a swound
Her side it was pierced
And her baby was found
VI
How bright was the morning
How yellow her bed
How costly was the shroud
Queen Jane was wrapped in
X
There’s six followed after,
and six carried her along,
King Henry be followed,
with his blak mourning on.
XI
King Henry he wept
and wrung his hands ‘til they’re sore
The flower of England
shall never be  no more
(Traduzione di Cattia Salto)
I
Mandarono a cercare Re Enrico
nel momento del bisogno
Re Enrico arrivò
nel momento del bisogno
V
Re Enrico si fermò
e le baciò le labbra
“Che succede al mio fiore?
I tuoi occhi sembrano così arrossati”
VI
“ re Enrico, re Enrico
faresti una cosa per me?
Taglia il mio fianco destro
e salva il bambino “
VII
“Oh no regina Giovanna,
non è cosa da farsi
perderei il mio dolce fiore,
per salvare il mio bambino”
VIII
La Regina Giovanna si voltò
e cadde in deliquio
e il suo fianco destro fu aperto
e il bambino trovato
IX
Che chiaro era il mattino
e che giallo il letto
e che prezioso era il drappo
in cui la regina Giovanna fu avvolta
X
Sei uomini andarono davanti
e sei la portavano a fianco
re Enrico veniva dietro
nel suo lutto
XI
Re Enrico pianse
e si torse le mani fino a farsi male
” il fiore d’Inghilterra,
non fiorirà più”

LA MELODIA STANDARD

Il chitarrista e cantante irlandese Dáithí Sproule nel 1971 ha composto la melodia che è diventata quella standard, la prima registrazione è dei Bothy Band  in After Hours (1979)

ASCOLTA Oscar Isaac nel film “A proposito di Davis” 2013.
Il successo del film ha rinverdito la canzone presso gli interpreti folk contemporanei. Nella scena del film Davis si esibisce con la chitarra davanti ad un importante agente musicale, la scelta cade su “The death of Queen Jane”, un brano che gli lacera l’anima dato che Jean, la madre di suo figlio, ha appena deciso di abortire. (L’incongruenza balza subito all’occhio come poteva LLewyn Davis cantare nel 1961  una melodia scritta nel 1971?)

ASCOLTA Méav arrangia la melodia in chiave rinascimentale con tanto di clavicembalo e liuto

Anche Loreena McKennitt registra il brano in “The wind that shakes the barley” (da ascoltare su Spotify)


I
Queen Jane lay in labor
full nine days or more
‘Til her women grew so tired,
they could no longer there
They could no longer there
II
“Good women, good women,
good women that you may be
Will you open my right side
and find my baby?”
III
“Oh no,” cried the women,
“That’s a thing that can never be
We will call on King Henry
and hear what he may say”
IV
King Henry was sent for,
King Henry did come
Saying, “What does ail you my lady?
Your eyes, they look so dim”
V
“King Henry, King Henry,
will you do one thing for me?
That’s to open my right side
And find my baby”
VI
“Oh no”, cried King Henry,
“That’s a thing I never can do
If I lose the flower of England,
I shall lose the branch too”
VII
There was fiddling, aye,and dancing
on the day the babe was born
But poor Queen Jane beloved
lay cold as the stone
(Traduzione di Cattia Salto)
I
La Regina Giovanna era in travaglio
da più di nove giorni (1)
e anche le sue ancelle erano stanche,
da non resistere più
da non resistere più
II
“Buone donne, buone donne,
se siete delle buone ancelle
aprirete il mio fianco destro
per prendere il bambino?”
III
“Oh no,” esclamarono le donne,
“non è cosa da farsi
Manderemo a cercare re Enrico
e sentiremo la sua opinione”
IV
Re Enrico fu mandato a chiamare,
Re Enrico arrivò dicendo: “Cosa ti fa soffrire mia signora?
I tuoi occhi sembrano così appannati”
V
“Re Enrico, Re Enrico,
farai una cosa per me (2)?
Aprimi il  fianco destro
e prendi il bambino “
VI
“Oh no”, esclamò il re Enrico,
”non è cosa da farsi
Se perdo il fiore d’Inghilterra (3),
perderò l’intero ramo”
VII
C’era musica, sì, e danza
il giorno in cui il bambino nacque, ma la povera Regina Giovanna beneamata
era stesa fredda come la pietra (4)

NOTE
1) il periodo del travaglio varia nelle varie lezioni da alcune ore a parecchi giorni
2) la fantasia popolare è rimasta colpita dall’esecuzione della procedura chirurgica, e la trasforma in un atto di supremo sacrificio per amore del bambino, l’interesse dinastico non viene quindi assunto come prioritario (scagionando così l’esecutore materiale della procedura da ogni colpa o interesse). La responsabilità della scelta per l’operazione chirurgica (che a quei tempi significava per lo più la morte della partoriente) viene trasferita in toto alla volontà di Jane (in alcune versioni Enrico afferma che piuttosto preferisce perdere il bambino che la sua regina o che il taglio avrebbe causato la morte del bambino) e alla fine l’operazione viene eseguita quando Jane è praticamente moribonda.
3) qui Jane è il fiore del Regno (per descriverne la bellezza) e il bambino il ramo mentre nelle versioni “ufficiali” la regina è l’albero da cui sboccia il virgulto o fiore. Viene espresso l’antico principio della “priorità dell’albero sul frutto”
4) nelle versioni popolari della ballata la morte della regina è concomitante al parto: la regina però morì dodici giorni dopo il parto. In alcune versioni della ballata viene descritto il corteo funebre della regina (Child 170 B, C e D)

Ancora un’altra versione testuale e un’altra melodia
ASCOLTA Karine Polwart in “Fairest Floo’er”  2007


I
Queen Jane lay in labor full
six days or more
While the women grew weary
and the midwives gave o’er
And they sent for King Henry
to come with great speed
To be with Queen Jane
in her hour of need
II
King Henry came to her
and he sat by her bedside
Saying, “What ails thee, my Jeannie?
What ails thee, my bride?”
“Oh Henry, oh Henry,
do this one thing for me
Rip open my right side
and find my baby”
III
“Oh Jeannie, oh Jeannie,
that never will do
It would lease thy sweet life
and thy young baby, too”
Well, she wept and she wailed
‘til she fell into a swoon
And her right side was opened
and her baby was found
IV
Well, that baby was christened
the very next day
While his poor dead mother
a-mouldering lay
And six men went before her
and four more travelled on
While loyal King Henry
stood mourning alone
V
He wept and he wailed
until he was sore
Saying, “The flower of all England
shall flourish no more”
He sat by the river
with his head in his hands
Saying, “My merry England
is a sorrowful land”
(Traduzione di Cattia Salto)
I
La Regina Giovanna era in travaglio
da sei giorni o più
anche le sue ancelle erano esauste
e le ostetriche impotenti
così mandarono a cercare
re Enrico con grande premura
perchè fosse con la Regina Giovanna
nel momento del bisogno
II
Re Enrico arrivò
e le si sedette accanto:
“Cosa ti fa soffrire mia Gianna?
Cosa ti fa soffrire moglie mia”
“Oh Enrico, oh Enrico,
faresti una cosa per me?
Taglia il mio fianco destro, apri
e prendi bambino “
III
“Oh Gianna, Gianna
non è cosa da farsi
potrebbe ipotecare la tua cara vita
e anche quella del tuo bambino”
Beh lei pianse e si lamentò
fino a cadere in deliquio
e il suo fianco destro fu aperto (1)
e il bambino preso
IV
Beh quel bambino venne battezzato
il giorno dopo
mente la sua povera madre morta
stava a decomporsi
e sei uomini andarono davanti
e altri quattro dietro
mentre re Enrico
stava solo in lutto
VII
Pianse e si lamentò
fino a starci male
Dicendo ” il fiore d’Inghilterra,
non fiorirà più”
Si sedette accanto al fiume
con la testa tra le mani
dicendo “La mia bella Inghilterra
è la terra del dolore”

NOTE
1) in questa versione  l’operazione si presume sia affidata ad un chirurgo

FONTI
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch170.htm
https://www.thefreelibrary.com/The+death+of+Queen+Jane%3a+ballad%2c+history%2c+and+propaganda-a0321683005
https://motherhoodinprehistory.wordpress.com/2015/10/16/the-gruesome-origins-of-the-c-section/
http://ww2.unime.it/donne.politica/materialedidattico/02_03_04ottobre/saggio_trimarchi.pdf
http://venividigossip.blogspot.it/2014/10/jane-seymour-la-moglie-noiosa-di-enrico.html
https://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/deathofqueenjane.html
https://kimtrainorblog.wordpress.com/2014/04/15/the-death-of-queen-jane-2/
http://folksongcollector.com/kinghenry.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-QueenJane.html
http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2014/2/6/A-PROPOSITO-DI-DAVIS-L-arte-controcorrente-in-un-film-dall-anima-musicale/464382/
http://www.celticlyricscorner.net/polwart/death.htm
https://tudorstuff.wordpress.com/2009/03/21/the-death-of-jane-seymour-a-midwifes-view/
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=1326
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17304
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=4836

DÚN DO SHÚIL

donna-culla-WILLIAM-ADOLPHE-BOUGUEREAU“Close Your Eyes” (in italiano “Chiudi gli occhi”) è una ninna nanna in gaelico irlandese in cui così la mamma rabbonisce il bambino affamato dicendogli che papà e andato a caccia e che porterà del pesce fresco. Forse risalente all’epoca della grande carestia quando a causa della malattia delle patate la povera gente morì letteralmente di fame; oppure potrebbe essere semplicemente l’inizio dell’estate (che secondo le consuetudine gaelica incomincia con Beltane) il periodo peggiore per coloro che vivono dei frutti della terra, perchè la dispensa con le provviste accumulate per l’inverno è quasi vuota, e nell’orto c’è ancora ben poco da raccogliere.

ASCOLTA Mairéad Ní Mhaonaigh Nel video  per la serie Anam an Amhráin il canto si fa onde del mare e il bambino sogna del padre con la sua barchetta che per magia naviga sulle colline e tra le stelle..

Dún do shúil, a rún mo chroí
A chuid den tsaol, ‘s a ghrá liom
Dún do shúil, a rún mo chroí
Agus gheobhair feirín amárach
I
Tá do dheaid ag teacht gan mhoill ón chnoc
Agus cearca fraoich ar láimh leis
Agus codlaidh go ciúin ‘do luí sa choid
Agus gheobhair feirín amárach
II
Tá an samhradh ag teacht le grian is le teas
Agus duilliúr ghlas ar phrátaí
Tá an ghaoth ag teacht go fial aneas
Agus gheobhaimid iasc amárach

Chorus
Close your eyes, O love of my heart
My everything and my love
Close your eyes, O love of my heart
And you will get a reward tomorrow
I
Your dad is coming from the hills
With game and grouse in plenty
So close your eyes, my love, my joy
And you will get a reward tomorrow
II
The summer sun shines bright and warm
And potato stalks grow greener
A bracing breeze blows from the south
And we will have fish tomorrow
TRADUZIONE ITALIANO
Chiudi gli occhi cuore mio
mia gioia quotidiana, mio tesoro,
chiudi gli occhi amore
e avrai una ricompensa domani.
I
Il tuo papà è in arrivo dalle colline
con selvaggina e pernici  in abbondanza
così chiudi gli occhi, amore, gioia mia
e avrai un premio domani.
II
Il sole d’estate brilla luminoso e caldo
e le patate crescono rigogliose
una brezza fresca soffia da sud
e avremo pesce domani.

ASCOLTA Meav

Chorus
Close your eyes, my love, my own
My precious child, mo stóirín
Dún do shúil, a rún mo chroí
Is gheobhair feirín amárach(1)
I
The summer’s come with warmth and sun
The grainy leaves are growing
Softly sleep while watch I keep
The breezes gently blowing
II
Your father comes across the land
With gifts for you and for me
Ducks and eggs in either hand
And freshest fish from Tra Li
Chorus
Dún do shúil, a rún mo chroí
A chuid den tsaol, ‘s a ghrá liom
Dún do shúil, a rún mo chroí
Agus gheobhair feirín amárach
CORO
Chiudi gli occhi cuore mio
mia gioia quotidiana, mio tesoro.
Chiudi gli occhi amore
e avrai un regalo domani.
I
L’estate è arrivata calda e soleggiata
le foglie crescono rigogliose
dormi tranquillo mentre io ti veglio
e la brezza fresca soffia.
II
il tuo papà è in arrivo dalle colline
con regali per te e me
anatre e uova a profusione
e pesce fresco da Tra Li (2)

NOTE
1) Close your eyes, oh love of my heart, And you will get a present Tomorrow
2) Tralee è una cittadina della Repubblica d’Irlanda, county town del Kerry. Il toponimo del luogo è incerto, in quanto per molti deriva dal gaelico Trá Lí o Trá Laoí, che significa “spiaggia del fiume”

FONTI
http://songsinirish.com/p/dun-do-shuil-lyrics.html
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic12997.html
http://www.celticlyricscorner.net/meav/close.htm

PORT NA BPUCAÍ

“Port na bpúcaí” (The Fairies’ Tune) in italiano “La melodia -lamento delle fate”, è una slow air proveniente dalle isole Blaskets, un arcipelago di isolette al largo della penisola di Dingle, nel sud-ovest del Kerry, Irlanda.

pookaIL PUCA

La parola bpúcaí si traduce come pooka o puca, il folletto irlandese popolare anche nella parte Ovest della Scozia e in Galles: è uno spirito animale solitario che predilige le terre d’altura e assume diverse forme a seconda delle leggende locali; così è descritto di volta in volta come un grande coniglio, un caprone o un cane o più spesso un cavallo. Le sue sembianze hanno però sempre qualcosa d’inquietante, sia nel colore scuro del manto che nel bagliore degli occhi.
Si ritiene che la credenza del pooka derivi da un antico culto della divinità in forma di cavallo, al quale il mondo contadino ha continuato a tributare il suo rispetto se non più la venerazione.

Come cavallo è spesso una furia che galoppa selvaggiamente di notte abbattendo recinti, calpestando i raccolti e spaventando il bestiame. Così è lo spirito selvaggio che contrasta l’avanzare della campagna antropizzata e la contiene. E tuttavia anche il pooka può essere domato dall’uomo: per ottenere ciò che si desidera bisogna utilizzare una briglia speciale intrecciata con i lunghi crini del pooka e restare in sella alla fata fino all’estremo.
Solo Brian Boru re supremo d’Irlanda riuscì nell’impresa e pooka gli promise che mai più avrebbe fatto del male ad un irlandese, ma a tre condizioni: che non fosse ubriaco, che si trovasse sul suolo irlandese e che si comportasse con rettitudine!
Eppure si sa che le fate sono creature capricciose e bugiarde e così gli irlandesi, per non rischiare di finire malamente in un burrone, preferiscono evitare di salire in groppa ad un cavallo nero nel cuore della notte..

Nelle campagne della contea di Down il pooka prende la forma di un folletto deforme e spigoloso, che pretende dai contadini la sua parte del raccolto, ma si può manifestare anche in forma umana sia maschile che femminile ai viandanti dispersi nelle lande montuose, per condurli con l’inganno fuori strada e verso la morte!

La melodia è stata composta con il violino nel 1873 da Muiris O’Dalaigh un pescatore di Blasket Island ed è nota con vari titoli: Caoineadh Na HInise, The Lament Of The Island, The Music Of The Fairies, Poirt Na BPucai, Poirt Na BPúcaí, Port Na Bpúcaí, Port Na BPucai, Port Na Bpúcai, Port Na BPucaí, Port Na BPuchai, Song Of The Pookas.

In merito all’inquietante melodia sono sorte delle leggende: in una si racconta che una coppia di Inis Mhic Uibhleáin (Inishvickillane una delle piccole isole delle Blasket) in una notte d’inverno fu svegliata da un suono insolito proveniente dal mare; all’inizio pensarono si trattasse di qualche richiamo d’uccelli, ma poi percepirono questa melodia che da allora venne chiamata  ‘The Fairies’ Lament’; altri invece raccontano che furono tre pescatori a sentire degli strani rumori che provenivano da sotto la loro barca. Uno di essi, lasciò i remi e prese il suo violino per suonare insieme alla fata.

Così il poeta irlandese premio Nobel per la letteratura nel 1995, Seamus Heaney descrive nella sua poesia “The Given Note” (1969) come la musica sia nell’aria e il musicista un tramite tra il mondo ultrasensibile e quello terreno. Egli si è ispirato proprio al racconto fatto da Sean O’ Riada nel presentare il brano “Port na bpúcaí”


The Given Note
On the most westerly Blasket
In a dry-stone hut
He got this air out of the night.
Strange noises were heard
By others who followed, bits of a tune
Coming in on loud weather
Though nothing like melody.
He blamed their fingers and ear
As unpractised, their fiddling easy
For he had gone alone into the island
And brought back the whole thing.
The house throbbed like his full violin.
So whether he calls it spirit music
Or not, I don’t care. He took it
Out of wind off mid-Atlantic.
Still he maintains, from nowhere.
It comes off the bow gravely,
Rephrases itself into the air.
Traduzione italiano di Cattia Salto
La melodia donata
Sulla più occidentale delle Blasket
in un trullo
egli prese quest’aria dalla notte.
Strani suoni furono sentiti
con gli altri compagni, pezzi di accordi
che arrivavano dal tempo impetuoso
nient’altro che una melodia.
Egli maledì le loro dita e l’udito
di inesperti e principianti,
poi se ne andò solo verso l’isola
e portò indietro tutto.
La casa vibrava come l’intero violino.
Che egli chiamasse lo spirito della musica
oppure no, non importa. La prese
dal vento del medio atlantico.
Saldo la tenne, dal nulla.
Venne via con fatica dall’archetto,
e si rapprese nell’aria.

ASCOLTA Ashley & Daniel Horn (violino e cornamusa) le bellissime immagini mostrano le isole Blaskets

ASCOLTA Cillian Vallely, uilleann pipes

ASCOLTA arrangiamento per violino con Martin Hayes  & Dennis Cahill

ASCOLTA Cormac Breatnach low whistle

ASCOLTA Aoife O’Dowd arpa celtica

Il lamento del pooka di questa canzone richiama però il canto delle megattere. “Un canto misterioso percorre gli abissi marini, si propaga scivolando lungo canali invisibili, e va lontano, molto lontano.
Lo si sente, sott’acqua, a chilometri di distanza, ma anche i marinai che riposano nelle stive possono udirlo, con sorpresa ed angoscia. Lo hanno sempre temuto come un triste presagio, associandolo alle misteriose creature marine che popolano la memoria collettiva. Mostri, piovre e serpenti giganti…
Forse il canto delle sirene, che Ulisse volle ascoltare legato all’albero maestro, non era altro che il richiamo delle balene.
Negli ultimi anni, i ricercatori si stanno interessando a questi canti, che possono fornire preziose informazioni sulla vita dei cetacei.”(tratto da qui)

ASCOLTA Meav in “Silver Sea”

Is bean ón slua sí mé
Do tháinig thar toinn
Is do goideadh san oíche mé
Tamall thar lear
Is go bhfuilim as riocht so
Fé gheasa mná sí
Is ní bheidh ar an saol so
Go nglaofaidh an coileach
Is caitheadsa féin
Tabhairt fén lios isteach
Ní taithneamh liom é
Ach caithfead tabhairt fé
Is a bhfuil ar an saol so
Caithfidh imeacht as
Ach béadsa ag caoineadh’n
Fhaid a bheidh uisce sa toinn
Is ná deinig aon ní
Leis an ndream thíos sa leas…


TRADUZIONE INGLESE
I am a woman from the Sí(1)
Who has come over the waves
And I was taken at night
For a while abroad
And I am in this state
Under geasa(2) of the fairy woman
And I will not be in this world
Until the cock crows(3)
And I must go
Into the lios(4)
It is no pleasure for me
But I must do it
And all that is in this life
Must leave it
But I will be keening
As long as water remains in the wave
And have no dealings
With the crowd that is down in the lios…
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Sono una donna fatata
che è arrivata dal mare
e sono stata catturata di notte
tratta a bordo
e sono in questo stato
sotto il geis(2) di una donna fatata
e starò in questo mondo
fino al canto del gallo(3)
poi dovrò andare
verso la collina delle fate(4).
Non mi diverto
ma devo farlo
e tutto ciò che c’è in questa vita
lo devo lasciare
ma sarò rimpianta
finchè ci sarà acqua nell’onda
e avrò contatti
con la gente che vive sotto il tumulo

NOTE
1) Altrove
2) una sorta di tabù=  uno speciale obbligo o una proibizione, che mette una persona sotto una specie di incantesimo, o che comunque la lega come ad un voto. Un geis si può paragonare ad una maledizione, ma anche – paradossalmente – ad un “dono”. Chi infrange il proprio geis è destinato ad essere “punito”, disonorato, a volte perfino a morire. D’altra parte il rispetto dei propri geas asi pensava portasse potere e fortuna. In genere sono le donne che pongono i geasa sugli uomini, a volte poi rivelandosi dee o figure soprannaturali. (tratto da wikipedia)
3) il canto del gallo ha il potere di far svanire i fantasmi e gli incubi notturni
4) leas ‎(“the space about a dwelling-house or houses enclosed by a bank or rampart”) è un hillfort ovvero un luogo fortificato e per estensione un tumulo fatato, il luogo in cui dimorano i folletti

ASCOLTA Noirin Ni Riain in una rielaborazione new-age della melodia

FONTI
http://mystsofeyr.com/index.php/races/non-native-races/mystfolk/pooka
http://irelandofthewelcomes.com/tales-of-the-pooka/
https://julianpeterscomics.com/2015/07/02/the-given-note-by-seamus-heaney/
http://www.celticlyricscorner.net/meav/port.htm
https://thesession.org/tunes/1811
https://thesession.org/discussions/1669
https://harptoharp.com/product/song-of-the-pooka-port-na-bpucai/

LAST ROSE OF SUMMER

Il brano è stato scritto dal poeta irlandese Thomas Moore e ha conosciuto una vasta notorietà sia nazionale che internazionale nel 1800.

ANALISI DEL TESTO

Thomas Moore scrisse la poesia “The Last Rose of Summer” nel 1805, dedicandola ad una rosa, l’ultima rimasta sullo stelo: sola e abbandonata, illanguidisce al calore morente dell’estate e la mano del poeta la sboccia, di modo che anche i suoi petali cadano, accanto a quelli delle sue compagne già sfiorite.

lastroseCosì il poeta raffronta l’anima del fiore con l’anima umana: anche l’uomo, solo, alla fine del suo cammino, senza più amore e amicizie, non ha più desiderio di continuare a vivere e vorrebbe che una mano pietosa lo ricongiungesse ai suoi affetti.

La poesia è stata messa in musica qualche anno più tardi da Sir John Stevenson, amico e collaboratore di Moore, adattando la melodia di un vecchio brano tradizionale irlandese “The Young Man’s Dream“, ripreso agli inizi dell’ottocento anche in “The Groves of Blarney“. Da un’altra fonte (vedi) si asserisce che la melodia è stata composta da Stevenson, ma a ben vedere, “The Young Man’s Dream” ha origini seicentesche o quantomeno risale a prima del 1789. Il brano compare quindi nella raccolta Irish Melodies (1815)

ASCOLTA  al pianoforte  Roy Neumann

La canzone ebbe all’epoca un enorme successo: “To our great-grandparents the Irish Melodies of Thomas Moore were as familiar as the songs of John Lennon, Bob Dylan or Bruce Springsteen today. During the nineteenth century a million and a half copies of the sheet music for ‘Tis the Last Rose of Summer were sold in the United States alone, making it one of the most popular songs ever written.” (James Flannery)

MARTHA

opera-marthaIl brano è stato reso famoso anche sul continente e in America dall’opera lirica “Martha” del compositore tedesco Friedrich von Flotow (Der Markt zu Richmond) rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1847 e nel 49 a Londra (e poi New York, Parigi).

The last rose of Summer” (in inglese nelle premier dell’opera e poi sempre in tedesco con il titolo Letzte Rose) è cantata nel II atto: all’epoca era consuetudine inserire arie popolari nelle opere come pezzi di bravura per soprano. Così grazie alla popolarità di “Martha” anche “The last rose of Summer” fu popolare fino alla seconda metà del 1900. Nel 1906 l’opera venne rappresentata a New York al Metropolitan Opera in italiano con il famoso tenore Enrico Caruso da cui la versione in italiano “Qui Sola Vergin Rosa“. Una copia cantata da Bessie Abott nel 1907 si trova anche nell’archivio del “Library of Congress
Nel contesto dell’opera “Martha” sono riportati solo le prime due strofe della poesia che diventa una poesia d’amore in cui l’amante coglie la rosa per portarla al suo petto. Quindi l’omaggio è alla donna più bella del giardino (verginea fanciulla che per la verità sta in po’ appassendo e rischiando di diventare zittella!) rimasta intatta per il poeta, che la coglie come primo e unico, appassionato, amante!

ASCOLTA Erna Berger soprano, direttore d’orchestra: Leo Blech, Orchester der Staatsoper Berlin

ASCOLTA Mafalda Favero “Te sola, vergin rosa”


LETZTE ROSE
I
Letzte Rose, wie magst du
So einsam hier blühn?
Deine freundlichen Schwestern
Sind längst, schon längst dahin.
Keine Blüte haucht Balsam
Mit labendem, labendem Duft,
Keine Blätter mehr flattern
In stürmischer Luft.
II
Warum blühst du so traurig
Im Garten allein?
Sollst im Tod mit den Schwestern,
Mit den Schwestern vereinigt sein.
Drum pflück ich, o Rose,
Vom Stamme, vom Stamme dich ab,
Sollst ruhen mir am Herzen
Und mit mir, ja mit mir im Grab.
Sollst ruhen mir am Herzen
Und mit mir, ja mit mir im Grab.

QUI SOLA VERGIN ROSA
I
Qui sola vergin Rosa,
come puoi tu fiorir?
Ancora mezzo ascosa,
e presso già a morir!
Non ha per te rugiade,
già colta sei dal gel!
Il capo tuo già cade,
chino sul verde stel.
II
Perche sola ignorata
languir nel tuo giardin?
Dal vento tormentata
in preda a un rio destin?
Sul cespite tremante
ti colgo giovin fior!
Su questo core amante,
cosi, morrai d’amor.
Su questo core amante,
cosi, morrai d’amor.

Le versioni in stile tradizionale sono però relativamente poche
ASCOLTA Clannad in Crann Ull 1980

Interessante la versione di Anuna con un’arpa angelica (c’è da dire che tutto il Cd è bellissimo, un pezzo di paradiso)
ASCOLTA Anuna in Invocation, 2002 (in versione integrale su Spotify qui) anche il testo è stato parzialmente riscritto su arrangiamento musicale di Michael McGlynn (vedi)

In genere il brano viene arrangiato in stile classico e operistico con voci soprano e più raramente cantato da tenori
ASCOLTA la versione inglese di Rita Streich, ha qualcosa di celestiale

ASCOLTA Andre Rieu e la sua orchestra, con uno strepitoso tin whistle a riaffermare le origini irlandesi del brano (la linea melodica del flauto richiama Danny Boy)
leggermente diversa nell’esecuzione live

e infine, per un over-dose di dolcezza, due voci da usignolo a confronto
ASCOLTA Méav in A Celtic Journey 2005,

ASCOLTA Laura Wright


POESIA DI THOMAS MOORE
I
‘Tis the last rose of Summer,
Left blooming alone;
All her lovely companions
Are faded and gone;
No flower of her kindred,
No rosebud is nigh,
To reflect back her blushes,
Or give sigh for sigh!
II
I’ll not leave thee, thou lone one,
To pine on the stem;
Since the lovely are sleeping,
Go sleep thou with them.
Thus kindly I scatter
Thy leaves o’er the bed
Where thy mates of the garden
Lie scentless and dead.
III
So soon may I follow,
When friendships decay,
And from Love’s shining circle
The gems drop away!
When true hearts lie withered,
And fond ones are flown,
Oh! who would inhabit
This bleak world alone?

Traduzione Italiano Tabitha Maggiotto
I
E’ l’ultima rosa d’estate,
lasciata fiorire da sola,
tutte le sue compagne
sono ormai appassite e andate,
nessun fiore della sua specie,
nessun bocciolo le si avvicina
per riflettere i suoi rossori
o per ricambiare i suoi sguardi.
II
Non ti lascerò sola
a languire sul tuo stelo,
ora le belle stanno dormendo,
vai a dormire con loro.
Quindi gentilmente spargo
le tue foglie sul letto
dove le tue compagne di giardino
giacciono senza profumo, morte.
III
Velocemente possa io seguire
quando le amicizie appassiranno
e dal luccicante cerchio d’amore
le gemme cadranno.
Quando i cuori puri giacciono avvizziti
e non ci saranno più cuori appassionati,
allora chi vorrebbe mai abitare,
solo, questo arido mondo?
L’ultima rosa dell’estate (traduzione di Mario Rapisardi)
I
Che fai, rosa deserta in su lo stelo,
Mandando effluvi al cielo?
Più il prato non s’infiora
Di tue compagne, che l’età scolora:
Nè fiore alcuno, ovunque il guardo giri,
Giunge a’ tuoi le sue tinte e i miei sospiri!
II
Ti lascerò da tutti abbandonata
Sul gambo relegata?
Oh, no. Pietoso invece io ti disfioro…
Raggiungi gli altri fior, dormi con loro!
Là, dove sparsi il prato
Morti li accoglie, t’è il dormir più grato.
III
Deh, ma potrò pur io morir repente,
Quando le gioie spente
D’ogni affetto gentil tutte saranno?
Quando dal luminoso
Astro i raggi d’amor s’oscureranno,
Potrò aver come te pronto riposo?
IV
Oh, allor che a’ sogni dell’april degli anni
Sieguono i disinganni…
Quando, d’amor ogni legame infranto,
Sol ci rimane il pianto…
Chi vuol, chi può restar deserto in questa
Tomba del nostro cor, landa funesta?

 

Ecco invece come un poeta contemporaneo reinterpreta testo ed atmosfera: il brano fa parte della commedia musicale ,”The Black Rider”, di Robert Wilson (1989), con libretto scritto da William Burroughs. La storia è basata su un racconto popolare tedesco/boemo, musicato già nel 1821 da Carl Maria von Weber col titolo “Der Freischütz”.
ASCOLTA Tom Waits


I love the way
The tattered clouds
Go wind across the sky
And summer goes
And leave me
With a tear in my eye
I’m taking out my winter clothes
My garden knows what’s wrong
The petals of my favorite rose
Be in the shadows dark and long
Though every year
It’s very clear
I should be used
To carrying on
But I can be found in the garden
Singing this song
When the last
Rose of summer is gone
traduzione italiano da qui
Mi piace il modo in cui
il vento soffia le nuvole sfilacciate attraverso il cielo
L’estate se ne va
e lascia
nel mio occhio una lacrima
Sto tirando fuori i vestiti invernali
il mio giardino sa cosa non va
I petali della mia rosa preferita
stan nelle ombre lunghe e scure
Sebbene ogni anno
sia ben chiaro
che dovrei
darmi da fare
Mi trovate qua nel giardino,
a cantar questa canzone
quando l’ultima
rosa dell’estate è andata

FONTI
http://voices.yahoo.com/the-history-last-rose-summer-7171510.html
http://www.aria-database.com/cgi-bin/aria-search.pl?composer=Friedrich+von+Flotow&a
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/OCon033.html
http://sniff.numachi.com/pages/tiYNGMNDR.html
http://www.folkworld.de/37/e/moore.html
http://retedue.rsi.ch/note/welcome.cfm?idg=0&ids=1298&idc=5770
http://wbyeats.files.wordpress.com/2010/04/or-t-moore-150410.pdf

ILLUSTRAZIONI
John William Waterhouse – My sweet rose

Martha
http://www.curtissvintageprints.com/antique-opera-print-martha-by-flotow/

WAULKING THE TWEED! DHEANAINN SUGRADH

The Dark-haired Girl (in italiano la ragazza dai capelli scuri, in gaelico scozzese Dheanainn súgradh ) è una tipica waulking song.
Qui il coro ha un senso compiuto e non ci sono “vocables”, peraltro il significato della storia è confuso, si può presumere si “parli” di una storia d’amore con botta e risposta tra lui e lei presi dalle rispettive faccende quotidiane, con immagini cariche di doppi sensi e battute salaci.

ASCOLTAThe Clannad in Clannad 2, 1974

ASCOLTAThe Poozies in The Celtic Legacy

ASCOLTA Alyth McCormack in An lomall

ASCOLTA Méav in Silver sea

GAELICO SCOZZESE
Sèist:
Dheanainn sùgradh ris an nighinn duibh,
Agus éiridh moch ‘s a mhaduinn;
Dheanainn sùgradh ris an nighinn duibh.
1. Dheanainn sùgradh ri Catriona,
Treis mu ‘m fiachainn an cadal.
2. Dheanainn sùgradh ris a’ ghruagaich
Nuair a bhiodh a’ sluagh nan cadal.
3. Dheanainn sùgradh ris a’ ghruagaich,
Ri nighinn duinn a’ chuailein chleachdaich.
4. Dheanainn sùgradh air bheag gruamain,
Ri nighinn donn a chuailein chleachdaich.
5. Dheanainn sùgradh ri Catriona,
Leam bu mhiannach i bhi agam.
6. ‘S bòidheach leam cumadh do chalpa,
‘S bòidhche na sin t’ fhalbh is t’ astar.
7. Gu ‘m bithidh buill nach feum a spliceadh,
Ri mo mhaighdinn-sa tighinn dhachaidh.
8. ‘S nuair a théid thu null a dh’Éirinn
Gheibh thu ‘m bréid nach feum am paitseadh.
9. Dheanainn sùgradh, mire, ‘s mùirn,
An àm na siùil a bhith ‘gam pasgadh.
10. Dheanainn sùgradh ris a mhaighdinn,
‘N àm nan coinnlean ‘bhith ‘g a’ lasadh.
11. Gur bòidheach leam thu fo d’ éideadh,
Gaoth a’ séideadh ‘s an là frasach.
12. Di-Luain an déidh Di-Dòmhnaich
Dh’fhalbh sinn le Seònaid a Arcaibh.
13. ‘S ann Di-Luain an déidh Di-Dòmhnaich
Sheòl sinn a Steòrnabhagh a’ chaisteil.
14. Reef ‘san topsail, is dhà ‘san fhòre-sail,
‘S ceann a’ bhoom an déidh a laiseadh.
15. Reef ‘ga cheangal, ‘s reef ‘ga fhuasgladh
Muir fo cluais is fuaim fo planca.


TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I’d have fun with the dark-haired maiden,
And rise early in the morning;
I’d have fun with the dark-haired maiden.
1. I’d have fun with Catriona,
All the while I should be sleeping.
2. I’d have fun with the lass
While the world would be sleeping.
3. I’d have fun with the lass,
With the brown-haired maiden of the clustering ringlet.
4. I’d have fun with little gloom,
With the brown-haired maiden of the clustering ringlet.
5. I’d have fun with Catriona,
I thought it was pleasant to have her.
6. Beautiful to me is the shape of your calf,
And likewise beautiful are your carriage and the way you go.
7. Oh, there will be ropes that do not need splicing
On my maiden coming home.
8. When you go over to Ireland
You’ll get a sail that doesn’t need patching.
9. I’d have fun, mirth, entertainment,
When I should be folding the sail.
10. I’d have fun with the girl,
When the stubble should be burning.
11. How beautiful you are to me under your kilt,
The wind blowing on a showery day.
12. On a Monday after Sunday
We left with Janet from Orkney.
13. On a Monday after Sunday
We sailed from Stornoway of the castle.
14. A reef in the topsail and two in the foresail,
The end of the boom was lashed.
15. A reef being tied and a reef being loosened,
Sea under her sail and a noise under her planks.

tradotto da Cattia Salto
Mi divertivo con la fanciulla dai capelli scuri
e mi alzavo al mattino presto,
Mi divertivo con la ragazza dai capelli scuri
I. Mi divertivo con Catriona
tutto il tempo invece di dormire
II. Mi divertivo con la ragazza mentre  il mondo era addormentato
III. Mi divertivo con la ragazza,
con la fanciulla dai capelli scuri raccolti a treccia
IV. Mi divertivo  al crepuscolo
con la fanciulla dai capelli scuri raccolti a treccia
V.  Mi divertivo con Catriona
credevo fosse bello averla
VI. Bello per me è la sagoma del tuo vitello
e altrettanto bello è il tuo carro e il modo di portarlo
VII. Ci saranno corde che non hanno bisogno di giunzioni
Oh donna mia, torno a casa
VIII. Quando vai in Irlanda avrai una vela che non ha bisogno di rattoppi.
IX. Vorrei divertirmi, rallegrarmi e spassarmela invece di dover ripiegare la vela
X. Vorrei divertirmi con la ragazza
quando le stoppie dovranno essere bruciate (1)
XI. Come sei bello per me sotto  il kilt
con il vento che soffia in un giorno di pioggia
XII. Di Lunedì dopo la Domenica
lasciammo Janet dalle Orcadi (2)
XIII.  Di Lunedì dopo la Domenica
salpammo da Stornoway (3) del castello
XIV.  Con una mano alla gabbia e due al trinchetto  (4)
e l’asta di contro fiocco rientrata (5)
XV. Con una mano presa e l’altra mollata, con il mare sotto le vele e il suo sciabordare contro il fasciame (6)

NOTE
1) in autunno
2) le isole Orcadi
3) capoluogo dell’isola Lewis e Harris  la più estesa delle Isole Ebridi “La parte settentrionale dell’isola è chiamata ‘Lewis’, mentre la parte meridionale ‘Harris’ ed entrambe sono spesso nominate come se fossero isole distinte. Il confine tra Lewis e Harris è costituito da uno stretto istmo che parte da Loch Resort (Reasort) a Ovest fino a Loch Seaforth (Shiphoirt) a Est.” (tratto da Wikipedia)
4) E qui Italo Ottonello traduce tutta la strofa, spiegando in modo molto chiaro l’operazione di riduzione di una vela detta in termini nautici “prendere una mano di terzaroli”, a causa del forte vento le vele di gabbia e di trinchetto vengono regolate  “con una mano presa e l’altra mollata” e anche nel verso successivo
terzarolo, are: parte di vela che può essere serrata per sottrarla all’azione del vento. (to reef, reefing); mano (di terzarolo): superficie della vela che si sottrae all’azione del vento quando si prende un terzarolo (reef).
5) così leggo nell’Enciclopedia Treccani: si fanno rientrare le aste di fiocco per ridurre la superficie esposta nell’ingagliardire del tempo
6) ancora Italo Ottonello traduce poeticamente il verso
con il verbo sciabordare: intr. (aus. avere) con riferimento ad acqua o altri liquidi, frangersi, battere ripetutamente contro un ostacolo, producendo un caratteristico rumore continuato: si sentiva il mare sc. tra gli scogli; l’acqua sciaborda con fresca eloquenza contro le murate (Savinio).
FONTI
http://ingeb.org/songs/dheanain.html
http://www.thistleandbroom.com/scotland/waulking.htm
http://www.houseofscotland.org/waulking.html
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/dheanainn.htm