Archivi tag: Maureen Hegarty

The Holly and the Ivy Girl

Nelle isole britanniche la tradizione ottocentesca del Natale voleva che le case fossero decorate con sempreverdi e in genere erano i bambini e le donne ad occuparsi di raccogliere e vendere cespi e rametti di agrifoglio, vischio ed edera.

Durante il periodo natalizio le città erano affollate di venditori ambulanti con carretti e grossi cesti di sempreverdi, perlo più di giovane età ed estremamente poveri.
Il canto di Natale ‘The Holly and Ivy Girl‘ è una piccola fiaba sul modello della povera fiammiferaia: una bambina vende i sempreverdi intirizzita dal freddo, e come quella muore sotto l’indifferenza dei passanti.

Selling Christmas Trees ~ David Jacobsen ~ (1821-1871)

The Holly and Ivy Girl‘ più comunemente  intitolato “(Come Buy) My Nice Fresh Ivy” è un canto di Natale scritto da John Keegan (1809-49) sulla melodia O’Carolan’s Lament dell’arpista irlandese Turlough O’Carolan (1670-1738) –Lament for Roe Owen O’Neill (Uaill Cuma Eogan Ruaid Ua Niall)
Versione per chitarra di John Renbourn
Un lament perfetto per la cornamusa:  in Celtic Mystique, Howard Baer

E ancora una versione di John Doan

Molte delle poesie e scritti di John Keegan riflettono sugli orrori della Grande Carestia, e lui stesso morì di colera in giovane età. La poesia fu pubblicata nella prima edizione del The Irishman (1849) e Keegan la scrisse probabilmente suggestionato dalla fiaba della Piccola Fiammiferaia di Andersen pubblicata proprio l’anno precedente. Una versione estesa di 8 strofe è riportata ne “The Ballads of Ireland” di Edward Hayes, 1855,
Maureen Hegarty strofe I, II, I

Il Cór Na Nog Rté Choir la canta nel film  ‘Evelyn,’ 2002 strofe I, II


I
Come buy my nice fresh ivy
And my holly sprigs so green
I have the finest branches
That ever yet were seen
Come buy from me good Christians
And let me home I pray
And I’ll wish you a Merry Christmas times
And a happy New Year’s Day.
II
Ah! Won’t you take my ivy
The loveliest ever seen
Ah! Won’t you have my holly boughs
All you who love the green
Do take a bunch of each
And on my knees I’ll pray
That God may bless you Christmas
And be with you on New Year’s Day.
III
The cold wind whistled mournfully
O’er Dublin’s dreary town
And this a dying maiden (1) sang
While the cold hail rattled down
One stiff hand clutched her ivy sprigs
And holly boughs so fair
With the other she kept brushing
The haildrops from her hair
traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Venite a comprare la mia bella e fresca edera e i miei rametti di agrifoglio così verdi, ho i rami più belli
che abbiate mai visto.
Venite a comprare da me, bravi cristiani e fatemi ritornare a casa, ve ne prego,
vi auguro un Buon Natale
e un felice Anno Nuovo”
II
“Ah! Non volete prendere la mia edera
La più bella mai vista.
Ah! Non volete avere il mio cespo d’agrifoglio
voi che amate i sempreverdi
prendetene un ramo di entrambi
e inginocchiata pregherò
che Dio benedica il vostro Natale
e che sia con voi a Capodanno”
III
Il vento freddo soffiava mesto
sulla tetra citta di Dublino
e così una fanciulla esangue cantava
mentre il freddo nevischio cadeva,
con una mano intirizzita lei stringeva i rami d’edera e i rametti d’agrifoglio così belli, con l’altra si ripuliva
il ghiaccio dai capelli

NOTE
1) nelle verioni attuali sono cantate solo le prime due strofe quelle in cui la fanciulla invita con il canto la gente a comprare la sua merce, dietro al tono mesto si cela la drammaticità del racconto, la povera bambina tutta intirizzita e denutrita è in procinto di morire, sopraffatta dagli stenti e dalla sua misera vita.
Così prosegue la poesia

So grim and statue-like she seemed, ‘twas evident the Death
Was lurking in her footsteps – while her hot impeded breath
Too plainly told her early doom – though the burden of her lay
Was still of life and Christmas joys, and a Happy New Year’s Day.


‘Twas in that broad, bleak Thomas Street, I heard the wanderer sing,
I stood a moment in the mire, beyond the ragged ring-
My heart felt cold and lonely, and my thoughts were far away,
Where I was many a Christmas-tide and Happy New Year’s Day.


I dreamed of wonderings in the woods among the Holly Green;
I dreamed of my own native cot and porch with Ivey Screen:
I dreamed of lights forever dimm’d – of Hopes that can’t return –
And dropped a tear on Christmas fires that never more can burn.


The ghost-like singer still sung on, but no one came to buy;
The hurrying crowd passed to and fro, but did not heed her cry;
She uttered on low, piercing moan-then cast her boughs away-
And smiling, cried-“I’ll rest with God before the New Year’s Day!”


On New Year’s Day I said my prayers above a new-made grave,
Dug recently in sacred soi, by Liffey’s murmuring wave;
The Minstrel maid from Earth to Heaven has winged her happy way,
And now enjoys, with sister saints, and endless New Year’s Day.

La melodia suonata al piano da Howard J Foster

e da J.J. Sheridan

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28256
http://iltemporitrovatodiantonella.blogspot.it/2014/12/storie-di-natale-la-piccola_10.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/come_buy_my_nice_fresh_ivy.htm
https://www.joeheaney.org/en/holly-and-ivy-girl-the/

EILEEN AROON

Con il titolo Eileen Aroon si indica di solito un gruppo di canzoni dalla matrice comune di cui il dibattito sulle origini è ancora acceso. Ritengo però che Jùrgen Kloss abbia fatto luce sulla questione nella sua ottima dissertazione (Vedi)

trisleghLA LEGGENDA
Intorno al titolo della canzone è nata una leggenda, che ne fa risalire la matrice originale al XIV o XV secolo in terra Irlandese: Carol (o Carrol) O’Daly ovvero il bardo Cearbhall O Dálaigh era segretamente innamorato di Eileen la figlia di Sir Morgan e Lady Kavanagh di Castello Clonmullen, Contea di Wexford (ma anche in altre versioni Castello Polmonty, Contea di Carlow). Costretta ad un matrimonio combinato Eileen preferì fuggire con il bardo travestito da arpista itinerante, giunto a palazzo in occasione della festa e che cantò per lei questa canzone dalla dolente melodia: “Ellen mio amore segreto” durante il banchetto della vigilia. Qualcuno dirà: ma che travestimento era quella del bardo in arpista se sono due sinonimi? Senonchè ci fu un tempo in cui il bardo era quello che cantava (e a lui andavano i plausi e la fama) mentre l’arpista quello che suonava soltanto, come un musico di corte qualsiasi o un musicante ambulante accomunato come scala sociale a quelle dei girovaghi e mendicanti.

Altri però collocano la storia nel XVII secolo. Una versione della storia è raccontata con dovizia di particolari in Stories of Famous Songs Vol. 1’ di S. J. Adair Fitz Gerald (circa 1901).

LA TOMBA DI AILEEN AROON

Nel cimitero rurale di Kilmyshall si trova una lapide sulla quale sta scritto “Qui giace il corpo di Elenor Boote Kavanagh che morì il 14 giugno 1717 all’età di 63 anni”. La leggenda locale traspone alla fine del secolo XVII l’intera vicenda d’amore tra Eleanor e il giovane bardo, i due fuggono insieme ma poco dopo il giovane muore e lei ritorna a vivere al castello di Clonmullen sposandosi con William Booth. A Bunclody si svolge in estate l’Eileen Aroon Festival.

UNA VISITA ALLA CONTEA DI WEXFORD
È stata terra di invasori e predatori, terra di vichinghi. I fiumi navigabili e la terra fertile li hanno, nel tempo, attirati da sempre. Le prime città importanti d’Irlanda vennero fondate dai vichinghi sul River Slaney, che attraversa la contea. continua

http://www.discoverireland.com/it/ireland-places-to-go/counties/wexford/
http://www.irlandando.it/cosa-vedere/est/contea-di-wexford/
http://www.oracleireland.com/Ireland/Countys/wexford/right.htm#map

EILEEN AROON & ROBIN ADAIR

Tracce di Eileen Aroon ci arrivano dall’epoca di Shakespeare, ma la prima documentazione scritta si trova nel “The Beggar Wedding” di Charles Coffey del 1729 messa in scena sia a Dublino che a Londra, in cui si riprendevano vecchie melodie tradizionali (in questo caso irlandesi).

C’è una canzone scozzese dal titolo Robin Adair che riprende la melodia di Eileen Aroon. Pare che Lady Caroline Keppel (1735-1769) nel 1758 scrivesse una canzone dedicata a colui che diventerà poi suo marito. Ma anche questa è una leggenda. La melodia è stata arrangiata anche da Ludwig van Beethoven con il titolo di Robin Adair ASCOLTA

P1460865133LA LEGGENDA
Sempre il nostro S. J. Adair Fitz Gerald ci delizia nel narrarci sulla storia di un giovane irlandese di nome Robert Adair studioso di medicina che si trova appiedato sulla strada per Londra e incontra una carrozza uscita fuori strada. Il giovane soccorre la giovane signora in preda ad un malore per lo spavento e ottiene un passaggio fino a Londra.

Successivamente invitato ai balli di società scopre che la sua protettrice è Lady Caroline Kepper, seconda figlia del conte di Albemarle, ma i genitori non approvano la loro storia, lei viene mandata in viaggio e si ammala; mentre si trova a Bath per le cure, scrive i versi sulla melodia di “Eileen Aroon” che doveva essere la loro canzone del cuore. Alla fine i genitori acconsentono al matrimonio in ansia per la salute della figlia. La storia ricorda la figura del figlio della coppia sir Robert Adair (1763-1855) diplomatico inglese.

Per tutto il Settecento e Ottocento si susseguono stampe, versioni e melodie di entrambi i titoli a conferma del dilagante successo delle due canzoni (Jùrgen Kloss: elenco cronologico dal 1729 al 1900 con partiture e registrazioni vedi)

Dopo il revival folk degli anni sessanta solo Eileen Aroon è stata ripresa dai gruppi e cantanti contemporanei

VERSIONE IN GAELICO

ASCOLTA McPeake Family 1962

ASCOLTA Seamus Begley & Oisin Mac Diarmada
ASCOLTA Maureen Hegarty, il solo canto della voce con una melodia che affascina il cuore

ASCOLTA Edain. Il gruppo ungherese nato nel 1999 ha realizzato una versione tra il classico e il popolare accentuandone il ritmo

GAELICO IRLANDESE
I
Do shiúlfainn féin i gcónáí leat(1)
Eibhlín a rún,
Do shiúlfainn féin i gcónáí leat,
Eibhlín a rún,
Do shiúlfainn féin i gcónáí leat,
síos go Tír Amhlghaidh leat,
Mar shúil go mbéinn i gcleamhnas leat,
Eibhlín a rún.
II
Sheolfainn fein gamhna leat,
Eibhlin a run
Sheolfainn fein gamhna leat,
Eibhlin a run
Sheolfainn fein gamhna leat,
sios go Tir Amhlai leat
Mar shuil go mbeinn i gcleamhnas leat,
Eibhlin a run
III
An dtiocfaidh tú nó an bhfanfaidh tú,
Eibhlín a rún?
An dtiocfaidh tú nó an bhfanfaidh tú,
Eibhlín a rún?
Tiocfaidh mé is ní fhanfaidh mé,
tiocfaidh mé is ní fhanfaidh mé,
Tiocfaidh mé is ní fhanfaidh mé,
is éalóidh mé le mo stór.
IV
Céad míle fáílte rómhat,
Eibhlín a rún
Céad míle fáílte rómhat,
Eibhlín a rún
Céad míle fáílte rómhat,
fáílte ’gus fiche rómhat
Naoi gcéad míle fáílte rómhat,
Eibhlín a rún.

Traduzione inglese
I
I would always walk with you,(1)
Eileen my love.
I would always walk with you,
down to Tír Amhlaí(2) with you,
Hoping to be wedding with you,
Eileen my love.
II
I would herd calves with you,
down to Tír Amhlaí with you
Hoping to be wedding with you,
III
Will you come or will you stay,
I will come and not stay,
and I’ll escape with my love
IV
One hundred thousand welcomes to you, twenty-one welcomes
Nine hundred thousand welcomes to you, Eileen my love
tradotto da Cattia Salto
I
Vorrei essere il tuo compagno per sempre, Eileen amore mio.
essere il tuo compagno per sempre,
fino a Tír Amhlaí(2) con te,
nella speranza di spostarti
Eileen amore mio.
II
Vorrei (avere) vitelli di mandria per te, fino a Tír Amhlaí(2) con te,
nella speranza di spostarti,
III
Verrai o preferisci restare?
Io vorrei andare e non restare
per fuggire con il mio amore.
IV
Benvenuta centomila volte
e ventuno volte benvenuta, Benvenuta novecentomila volte, Eileen amore mio

NOTE
1) letteralmente vorrei camminare sempre con te che significa vorrei essere il tuo compagno per sempre
2) nome di località

VERSIONE STRUMENTALE

ASCOLTA all’arpa Derek Bell in “Musical Ireland” – 1982. Non ci sono parole!
ASCOLTA al pianoforte J.J. Sheridan arrangiamento di Burk Thumoth 1742

continua seconda parte

FONTI
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic101544.html http://www.justanothertune.com/html/ea-list.html http://www.justanothertune.com/html/eileenaroon.html http://www.mudcat.org/olson/SONGTXT1.html#AILNRON http://becomingjane.blogspot.it/2007/08/robin-adair-part-2-history-of-song.html http://revpatrickcomerford.blogspot.it/2010/06/cead-mile-failte-romantic-myths-in-old.html