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Then Said the Captain to Me by Harry Kemp

“Then Said the Captain to Me” è il brano che chiude la seconda tornata del progetto  “Rouge Gallery”.
Hal Willner aveva convocato la canadese, talentuosa figlia d’arte Mary Margaret O’Hara, lasciandola a leggere il libro di poesie di Harry Kemp , e lei alla fine della giornata  si è messa a canticchiare una melodia sul breve testo che più l’aveva colpita, con la band che le è andata dietro come nelle migliori free session.. e così hanno registrato.

ASCOLTA Mary Margaret O’Hara in Son Of Rogues Gallery ‘Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys ANTI 2013 (su spotify)
La prima poesia s’intitola “Then” e viene ripetuta tre volte, la seconda poesia è ” Said the Captain to Me” che chiude la canzone con il parlato


THEN
When all the sea’s high ships
have dropped beyond my sky
and life’s trumpet leaves my lips
and women pass me by-
Dear God, let me die
Dear God, let me die


SAID THE CAPTAIN TO ME
“Nothing but damn fools sail the sea”
Said the Captain to me.
“I have a young son –
Said the Captain to me-
I’m damned if ever shall sail the sea!”
Traduzione italiano di Cattia Salto
Poi
Quando tutte le navi a vela del mare
sono cadute al di là del mio cielo
e la tromba della vita lascia le mie labbra e le donne m’ignorano
Buon Dio, lasciami morire
Buon Dio, lasciami morire


Mi disse il capitano
“Solo i pazzi solcano il mare”
mi disse il Capitano
“Ho un figlio giovane
mi disse il Capitano-
e che io sia dannato se dovesse solcare il mare!

The Cry of Man by Harry Kemp

The poor man is not he who is without a cent, but he who is without a dream.”—Harry Kemp

“The Cry of Man” è un adattamento musicale dei versi del  poeta e scrittore Harry Hibbard Kemp (1883–1960), idolo dei giovani americani del tempo, che amava farsi chiamare «the Vagabond Poet»: assiduo frequentatore del Village Vanguard (il jazz club del Greenwich Village aperto nel 1935, quando agli esordi si suonava folk e si recitavano poesie beat), ma che visse a lungo in una baracca tra le dune di Provincetown, Capo Cod (Massachusetts ) dove morì; da giovane andò marinaio, viaggiò per gli States spostandosi con i treni come un hobo e scrisse alcuni libri autobiografici sulle sue esperienze di vagabondo che ebbero un discreto successo editoriale negli anni 1990-1939.

Oh yes, Harry Kemp was a shack person. When an abscessed tooth nagged him, he removed it himself with a screwdriver. He scratched out his verses with a seagull feather, wore beach rose garlands in his light colored hair, and fancied wearing capes. He knew Greek and Latin (self-taught, of course) and was a serious student of the Bible. Handouts from friends kept him alive. (tratto da qui)

la baracca di Harry Kemp a Provincetown

Seppure non sia una canzone del mare, “The Cry of Man” esprime in pieno lo spirito inquieto e vagabondo del marinaio, la sua inestinguibile sete di avventura.
ASCOLTA Mary Margaret O’Hara – in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.


I
There is a crying in my heart
That never will be still
Like the voice of a lonely bird
Behind a starry hill
There is a crying in my heart
For what I may not know
An infinite crying of desire
Because my feet are slow
II
My feet are slow,
my eyes are blind,
My hands are weak to hold:
It is the universe I seek,
All life I would enfold!
There is a crying in my heart
That never will be still
Like the voice of a lonely bird
Behind a starry hill …
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
C’è un grido nel mio cuore
che mai tacerà
come la voce di un uccello solitario
dietro a una collina di stelle. (1)
C’è un grido nel mio cuore
per ciò che forse non saprò,
un lamento infinito di desiderio
perchè i miei passi sono lenti.
II
I miei passi sono lenti,
i miei occhi ciechi,
le mie mani hanno una presa debole:
è l’universo che cerco,
tutta la vita lo vorrei abbracciare!
C’è un grido nel mio cuore
che mai si quieterà,
come la voce di un uccello solitario
dietro a una collina di stelle

NOTE
1) c’è sempre qualcosa oltre l’orizzonte

FONTI
http://www.eoneill.com/library/newsletter/iv_1-2/iv-1-2f.htm