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PORT NA BPUCAÍ

“Port na bpúcaí” (The Fairies’ Tune) in italiano “La melodia -lamento delle fate”, è una slow air proveniente dalle isole Blaskets, un arcipelago di isolette al largo della penisola di Dingle, nel sud-ovest del Kerry, Irlanda.

pookaIL PUCA

La parola bpúcaí si traduce come pooka o puca, il folletto irlandese popolare anche nella parte Ovest della Scozia e in Galles: è uno spirito animale solitario che predilige le terre d’altura e assume diverse forme a seconda delle leggende locali; così è descritto di volta in volta come un grande coniglio, un caprone o un cane o più spesso un cavallo. Le sue sembianze hanno però sempre qualcosa d’inquietante, sia nel colore scuro del manto che nel bagliore degli occhi.
Si ritiene che la credenza del pooka derivi da un antico culto della divinità in forma di cavallo, al quale il mondo contadino ha continuato a tributare il suo rispetto se non più la venerazione.

Come cavallo è spesso una furia che galoppa selvaggiamente di notte abbattendo recinti, calpestando i raccolti e spaventando il bestiame. Così è lo spirito selvaggio che contrasta l’avanzare della campagna antropizzata e la contiene. E tuttavia anche il pooka può essere domato dall’uomo: per ottenere ciò che si desidera bisogna utilizzare una briglia speciale intrecciata con i lunghi crini del pooka e restare in sella alla fata fino all’estremo.
Solo Brian Boru re supremo d’Irlanda riuscì nell’impresa e pooka gli promise che mai più avrebbe fatto del male ad un irlandese, ma a tre condizioni: che non fosse ubriaco, che si trovasse sul suolo irlandese e che si comportasse con rettitudine!
Eppure si sa che le fate sono creature capricciose e bugiarde e così gli irlandesi, per non rischiare di finire malamente in un burrone, preferiscono evitare di salire in groppa ad un cavallo nero nel cuore della notte..

Nelle campagne della contea di Down il pooka prende la forma di un folletto deforme e spigoloso, che pretende dai contadini la sua parte del raccolto, ma si può manifestare anche in forma umana sia maschile che femminile ai viandanti dispersi nelle lande montuose, per condurli con l’inganno fuori strada e verso la morte!

La melodia è stata composta con il violino nel 1873 da Muiris O’Dalaigh un pescatore di Blasket Island ed è nota con vari titoli: Caoineadh Na HInise, The Lament Of The Island, The Music Of The Fairies, Poirt Na BPucai, Poirt Na BPúcaí, Port Na Bpúcaí, Port Na BPucai, Port Na Bpúcai, Port Na BPucaí, Port Na BPuchai, Song Of The Pookas.

In merito all’inquietante melodia sono sorte delle leggende: in una si racconta che una coppia di Inis Mhic Uibhleáin (Inishvickillane una delle piccole isole delle Blasket) in una notte d’inverno fu svegliata da un suono insolito proveniente dal mare; all’inizio pensarono si trattasse di qualche richiamo d’uccelli, ma poi percepirono questa melodia che da allora venne chiamata  ‘The Fairies’ Lament’; altri invece raccontano che furono tre pescatori a sentire degli strani rumori che provenivano da sotto la loro barca. Uno di essi, lasciò i remi e prese il suo violino per suonare insieme alla fata.

Così il poeta irlandese premio Nobel per la letteratura nel 1995, Seamus Heaney descrive nella sua poesia “The Given Note” (1969) come la musica sia nell’aria e il musicista un tramite tra il mondo ultrasensibile e quello terreno. Egli si è ispirato proprio al racconto fatto da Sean O’ Riada nel presentare il brano “Port na bpúcaí”


The Given Note
On the most westerly Blasket
In a dry-stone hut
He got this air out of the night.
Strange noises were heard
By others who followed, bits of a tune
Coming in on loud weather
Though nothing like melody.
He blamed their fingers and ear
As unpractised, their fiddling easy
For he had gone alone into the island
And brought back the whole thing.
The house throbbed like his full violin.
So whether he calls it spirit music
Or not, I don’t care. He took it
Out of wind off mid-Atlantic.
Still he maintains, from nowhere.
It comes off the bow gravely,
Rephrases itself into the air.
Traduzione italiano di Cattia Salto
La melodia donata
Sulla più occidentale delle Blasket
in un trullo
egli prese quest’aria dalla notte.
Strani suoni furono sentiti
con gli altri compagni, pezzi di accordi
che arrivavano dal tempo impetuoso
nient’altro che una melodia.
Egli maledì le loro dita e l’udito
di inesperti e principianti,
poi se ne andò solo verso l’isola
e portò indietro tutto.
La casa vibrava come l’intero violino.
Che egli chiamasse lo spirito della musica
oppure no, non importa. La prese
dal vento del medio atlantico.
Saldo la tenne, dal nulla.
Venne via con fatica dall’archetto,
e si rapprese nell’aria.

ASCOLTA Ashley & Daniel Horn (violino e cornamusa) le bellissime immagini mostrano le isole Blaskets

ASCOLTA Cillian Vallely, uilleann pipes

ASCOLTA arrangiamento per violino con Martin Hayes  & Dennis Cahill

ASCOLTA Cormac Breatnach low whistle

ASCOLTA Aoife O’Dowd arpa celtica

Il lamento del pooka di questa canzone richiama però il canto delle megattere. “Un canto misterioso percorre gli abissi marini, si propaga scivolando lungo canali invisibili, e va lontano, molto lontano.
Lo si sente, sott’acqua, a chilometri di distanza, ma anche i marinai che riposano nelle stive possono udirlo, con sorpresa ed angoscia. Lo hanno sempre temuto come un triste presagio, associandolo alle misteriose creature marine che popolano la memoria collettiva. Mostri, piovre e serpenti giganti…
Forse il canto delle sirene, che Ulisse volle ascoltare legato all’albero maestro, non era altro che il richiamo delle balene.
Negli ultimi anni, i ricercatori si stanno interessando a questi canti, che possono fornire preziose informazioni sulla vita dei cetacei.”(tratto da qui)

ASCOLTA Meav in “Silver Sea”

Is bean ón slua sí mé
Do tháinig thar toinn
Is do goideadh san oíche mé
Tamall thar lear
Is go bhfuilim as riocht so
Fé gheasa mná sí
Is ní bheidh ar an saol so
Go nglaofaidh an coileach
Is caitheadsa féin
Tabhairt fén lios isteach
Ní taithneamh liom é
Ach caithfead tabhairt fé
Is a bhfuil ar an saol so
Caithfidh imeacht as
Ach béadsa ag caoineadh’n
Fhaid a bheidh uisce sa toinn
Is ná deinig aon ní
Leis an ndream thíos sa leas…


TRADUZIONE INGLESE
I am a woman from the Sí(1)
Who has come over the waves
And I was taken at night
For a while abroad
And I am in this state
Under geasa(2) of the fairy woman
And I will not be in this world
Until the cock crows(3)
And I must go
Into the lios(4)
It is no pleasure for me
But I must do it
And all that is in this life
Must leave it
But I will be keening
As long as water remains in the wave
And have no dealings
With the crowd that is down in the lios…
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
Sono una donna fatata
che è arrivata dal mare
e sono stata catturata di notte
tratta a bordo
e sono in questo stato
sotto il geis(2) di una donna fatata
e starò in questo mondo
fino al canto del gallo(3)
poi dovrò andare
verso la collina delle fate(4).
Non mi diverto
ma devo farlo
e tutto ciò che c’è in questa vita
lo devo lasciare
ma sarò rimpianta
finchè ci sarà acqua nell’onda
e avrò contatti
con la gente che vive sotto il tumulo

NOTE
1) Altrove
2) una sorta di tabù=  uno speciale obbligo o una proibizione, che mette una persona sotto una specie di incantesimo, o che comunque la lega come ad un voto. Un geis si può paragonare ad una maledizione, ma anche – paradossalmente – ad un “dono”. Chi infrange il proprio geis è destinato ad essere “punito”, disonorato, a volte perfino a morire. D’altra parte il rispetto dei propri geas asi pensava portasse potere e fortuna. In genere sono le donne che pongono i geasa sugli uomini, a volte poi rivelandosi dee o figure soprannaturali. (tratto da wikipedia)
3) il canto del gallo ha il potere di far svanire i fantasmi e gli incubi notturni
4) leas ‎(“the space about a dwelling-house or houses enclosed by a bank or rampart”) è un hillfort ovvero un luogo fortificato e per estensione un tumulo fatato, il luogo in cui dimorano i folletti

ASCOLTA Noirin Ni Riain in una rielaborazione new-age della melodia

FONTI
http://mystsofeyr.com/index.php/races/non-native-races/mystfolk/pooka
http://irelandofthewelcomes.com/tales-of-the-pooka/
https://julianpeterscomics.com/2015/07/02/the-given-note-by-seamus-heaney/
http://www.celticlyricscorner.net/meav/port.htm
https://thesession.org/tunes/1811
https://thesession.org/discussions/1669
https://harptoharp.com/product/song-of-the-pooka-port-na-bpucai/

THE EWE WITH THE CROOKED HORN

TITOLI: Ewe Reel, The / Ríl na Fóisce / Ewe Reel / The Ewe / Ewe / The Yew Reel / The Ewe with the Crooked Horn / The Ram with the Crooked Horn / Bob with the One Horn / The Foe Reel / Green Blanket / The Green Blanket / The Red Blanket / Miss Huntly’s / Marquis of Huntley / Go See the Fun / Sweet Roslea and the Sky over it / The Pretty Girl in Danger / My Love Is Far Away / The Kerry Lasses / The Merry Lasses / The Lowlands of Scotland / Peter Street.

La melodia è uno strathspey con un testo in dialetto scozzese dal titolo “The Yowie (ewie) wi the Crookit Horn”, mentre la versione irlandese s’intitola più comunemente “Ewe reel” anche se è suonata come un hornpipe

Deaf Shepherd

Mary MacNamara & Martin Hayes

ASCOLTA qui

“John Glen (1891) thought the earliest printing of the melody was in Robert Ross’s 1780 collection (pg. 16), although Bruce Olson finds the melody (under the title “Crooked Horn Ewe”) in Rutherford’s 24 Country Dances for 1758 (see abc below) and Jack Campin notes it is in the c. 1740 MacFarlane Manuscript in dorian mode under the title “An caora crom.” The title also appears in Henry Robson’s list of popular Northumbrian song and dance tunes which he published c. 1800.

Irish versions appear in reel or hornpipe form (see Ewe with the Crooked Horn [3], but in County Donegal it is popularly played as a highland (see version #5). The title appears in a list of tunes in his repertoire brought by Philip Goodman, the last professional and traditional piper in Farney, Louth, to the Feis Ceoil in Belfast in 1898 (Breathnach, 1997). Carlin (The Gow Collection), 1986; No. 55. Fraser (The Airs and Melodies Peculiar to the Highlands of Scotland and the Isles), 1874; No. 19, pg. 7. Honeyman (Strathspey, Reel and Hornpipe Tutor), 1898; pg. 17. Hunter (Fiddle Music of Scotland), 1988; No. 169. Kerr (Merry Melodies), Vol. 3; No. 187, pg. 22. McGlashan (A Collection of Reels), c. 1786; pg. 31 (appears as “Crooked Horn Ewe”). Stewart-Robertson (The Athole Collection), 1884; pg. 191. Culburnie CUL 113D, Alasdair Fraser & Tony MacManus – “Return to Kintail” (1999). Plant Life PLR017, “The Tannahill Weavers” (1979)”. (tratto da qui)

THE EWE WITH THE CROOKED HORN

Il testo è stato attribuito al reverendo John Skinner di Longside (1721-1807) che sicuramente si è basato su una canzone più antica. Il soggetto è apparentemente una pecora rubata, ma in realtà  si riferisce al trafugamento di un “pot still“, l’alambicco che assomiglia ad una specie di tinozza portatile, con cui si produce il whisky illegale (=illicit still).

He title comes an old song, in both Scots and Gaelic. Perhaps the most famous adaptation of the lyrics is by Reverend John Skinner, set to the tune of “Carron’s Reel,” although some find his set wanting. Fraser further explains: “This set of the Ewe with the Crooked Horn appears to be a standard, formed a century ago, by three neighboring gentlemen in Nairnshire, eminent performers,–Mr. Rose of Kilravock, Mr. Campbell of Budyet, and Mr. Sutherland of Kinsteary. It may not be generally known, that the Ewe thus celebrated is no other than the ‘whisky still, with its crooked horn (distilling tube),’ which gave more milk than all the sheep in the country.” (tratto da qui)

ASCOLTA Gordeanna McCulloch in Sheath & Knife 1997

Anche i Tannahill Weavers hanno registrato la loro versione (testo qui) (ascoltabile su Spotify) con un testo però abbastanza simile: il testo riportato è invece quello cantato da Gordeanna McCulloch, che segue lo scritto di John Skinner (accorciandolo), tranne per una strofa di cui non riesco a trovare una corrispondenza. -vedi testo originale qui
I
Were I but able tae rehearse
my ewie’s praise in proper verse,
I’d sound it oot as loud and fierce
as ever piper’s drone could blaw.
CHORUS
Ewie wi’ the crookit horn,
and a’ that kent her might hae sworn,
Sic a ewie ne’er was born,
here aboots nor far awa’.
II
A better or a thriftier beast,
Nae honest man could weel hae wist,
For, silly thing, she never mist
To hae ilk’ year a lamb or twa’
III
The first she had I gae to Jock,
To be to him a kind o’ stock
And now the laddie has a flock
O’ mair nor thirty head ava’
IV(????)
V
But last week, for a’ my keeping,
(Wha can speak it without greeting ?)
A villain cam when I was sleeping,
Sta’ my ewie, horn and a’
VI
I never met wi’ sic a turn
As this sin’ ever I was born,
My Ewie, wi’ the crookit horn,
Silly Ewie, stown awa’
VII
O! a’ ye bards benorth Kinghorn(1),
Call your muses up and mourn,
Our Ewie wi’ the crookit horn
Stown frae ‘s, and fell’d and a’!

TRADUZIONE INGLESE
I
Were I but able to rehearse
my ewe’s praise in proper verse,
I’d sound it out as loud and fierce
as ever piper’s drone could blow.
CHORUS
Ewe with the crooked horn,
and all that knew her might have sworn,
Such a ewe never was born,
hereabouts nor far away.
II
A better or a thriftier beast,
Not honest man could well have wait,
For, silly thing, she never mist
To have each year a lamb or two
III
The first she had I go to Jock,
To be to him a kind of stock
And now the boy has a flock
O’ more nor thirty head away
IV(????)
V
But last week, for all my keeping,
(Who can speak it without weeping ?)
A villain came when I was sleeping,
Stole my ewe, horn and all
VI
I never met with such a turn
As this since ever I was born,
My Ewe, with the crooked horn,
Silly Ewe, stolen away
VII
O! all you bards to the north of Kinghorn,
Call your muses up and mourn,
Our Ewe with the crooked horn
Stolen from us, and felled and all!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Se fossi capace di recitare
le lodi della mia pecora con versi appropriati
vorrei pronunciarle forte e fiero
come mai bordone di piper potrebbe risuonare
CORO
La pecora con il corno ricurvo
e tutti coloro che la conoscevano avrebbero potuto giurare che una pecora così non sia ancora nata
in lungo e in largo
II
Una migliore o più frugale bestia
nessun brav’uomo vedeva l’ora di avere
perchè, sciocchina, non ha mai fatto mistero
di avere ogni anno un agnello o due
III
Il primo che ebbe lo diedi a Jack
perchè si facesse una scorta
e ora il ragazzo ha un gregge
di più di trenta capi
IV
V
Ma la settimana scorsa che ero di guardia
(chi potrebbe parlarne senza rimpianti)
un cattivo venne quando stavo dormendo
e rubò la mia pecora con tutto il corno.
VI
Non mi è mai capitato un cambiamento
come questo da quando sono nato
la mia pecora con il corno ricurvo
sciocca pecora, rubata
VII
Voi tutti bardi a nord di Kinghorn(1)
chiamate le vostre muse e piangete
la nostra pecora con il corno  ricurvo
che ci hanno rubato e abbattuto.

NOTE
1) Kinghorn, è una città del Fife, Scozia, si trova 3 km a sud di Kirkcaldy, sulla sponda nord del Firth of Forth di fronte a Edimburgo.

Nella versione del reverendo (trascritta nello Scots Musical Museum vol III) la “ewie” è decisamente solo una pecora, ma le versioni più antiche come quelle preservate nelle comunità dei Travellers contengono strofe ben più esplicite (dalla voce di Lucy Stewart vedi dalla voce di Jeannie Robertson vedi). Questa versione invece sempre presa dall’archivio di Tobar an Dualchais  inserisce il ritornello in gaelico già visto per “Tha bainn’aig na caoirich uile (all the ewes have milk)” qui

The Highland Whisky Still, 1826-9 Sir Edwin Henry Landseer

The nicht is cauld the hoolets screamin
Thirsty men and thirsty weemin
There’s thirsty men and thirsty weemin
Since my ewie’s stown awa

FONTI
http://www.gaolnaofa.org/library/music/tha-bainn-aig-na-caoraich-uile/
http://www.tobarandualchais.co.uk/gd/fullrecord/75864/1;jsessionid=4F413B0C523F525C48BDA06EFAAA3898
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/76690/9;jsessionid=329AE05551069D3B82A96C4304979E41
http://www.ramshornstudio.com/crookit_horn.htm
https://thesession.org/tunes/5610
https://thesession.org/tunes/3438
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/39053/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1226lyr4.htm
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Ewie_Wi’_the_Crooked_Horn_(1)_(The)
http://svenax.net/files/sheetmusic/strathspeys/ewe_with_the_crooked_horn.pdf
https://en.wikisource.org/wiki/Ewie_wi%27_the_Crookit_Horn
http://www.spiersfamilygroup.co.uk/Yowie%20wi%20the%20crookit%20horn.pdf
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/K271.html
http://www.bagpipe-tutorials.com/crooked-horn.html
http://www.bdot-inc.com/crooked-horn.pdf
http://www.springthyme.co.uk/ah03/ah03_16.htm

MORNING DEW

Con questo titolo generico “My Morning Dew”, “The May Morning Dew” o anche solo “Morning Dew” si indicano diverse canzoni e anche brani strumentali della tradizione celtica

Morning_Dew_III_by_Nitrok

Inizio come sempre dalla melodia

MAY MORNING DEW: SLOW AIR O REEL?

“The May Morning Dew” è il titolo di una slow air (vedi)

ASCOLTA Davy Spillane in “The Storm”, 1985 in una travolgente versione strumentale

ASCOLTA Patrick Ball e la sua magica arpa dalle corde di metallo (la seconda melodia è The Butterfly jig)

ASCOLTA Mick O’Brien all’uilleann pipes

“Morning Dew” è anche un popolarissimo reel, generalmente in tre parti conosciuto anche con il nome di Giorria Sa BhFraoch, Hare Among The Heather o Hare In The Heather

“Morning Dew [1]” has been one of the more popular reels in recent decades, although the title seems a relatively modern appellation. It was printed by James Kerr in Scotland as “Hare Among the Heather (The)” in the 1880’s, and it was recorded under that title by Margret Barry and County Sligo fiddler Michael Gorman in 1956. A portion of the tune was used by Chieftains piper Paddy Moloney for his first film score, Ireland Moving. Accordion player Luke O’Malley’s version starts with the part that usually appears as the 3rd part in most other versions (Kerr’s version also starts on another part). (tratto da qui)

ASCOLTA il violino di Martin Hayes & Dennis Cahill

ASCOLTA gli inossidabili The Chieftains, live

MAY MORNING DEW AIR

La May Morning Dew (air) è una melodia tradizionale irlandese dalla tristezza infinita, che accompagna il canto di una persona molto anziana la quale, alla vista della vallata natia, richiama i ricordi dei tempi passati: e con essi la tristezza per il vuoto lasciato dalla perdita degli affetti.
La stagione della primavera è ricordata con rimpianto come la stagione della giovinezza ormai sfiorita e le lacrime cadono come rugiada del mattino.

La melodia è molto popolare nella zona Ovest della contea di Clare (Munster, costa occidentale) raccolta in “Around the Hills of Clare” , 2004 (vedi): This song, evoking old age and the passing of time, while being very popular in West Clare, does not seem to have been recorded from traditional singers very often elsewhere; the only other two versions listed by Roud being from Ann Jane Kelly of Keady, Armagh in 1952 and Paddy Tunney of Beleek, Fermanagh in 1965. (tratto da qui)

ASCOLTA The Chieftains in “Water from the Well”, 2000


I
How pleasant in winter
To sit by the hob(1)
Just listening to the barks
And the howls of the dog
Or to walk through the green fields
Where wild daisies grew
To pluck the wild flowers
In the may morning dew
II
When summer is coming
When summer is near
With the trees oh so green
And the sky bright and clear
And the wee birds all singing
Their loved ones to woo
And young flowers all springing
In the may morning dew(2)
III
I remember the old folk
All now dead and gone
And likewise my two brothers
Young Dennis and John
How we ran o’er the heather
The wild hare to pursue
And the proud deer we hunted
In the may morning dew
IV
Of the house I was born in
There’s but a stone on the stone
And now all ‘round the garden
Wild thistles have grown
And gone are the neighbours(3)
That I once knew
No more will we wander
Through the may morning dew
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Com’è piacevole in Inverno
sedersi al focolare
e ascoltare il cane
che abbia e ulula
o camminare per i verdi campi
dove crescono le margherite selvatiche, a raccogliere i fiori
nella rugiada del mattino di Maggio
II
Quando l’estate è in arrivo
quando l’estate è vicina
con gli alberi così verdi
e il cielo luminoso e chiaro
e tutti gli uccellini cantano
per corteggiare le innamorate
e tutti i fiori sbocciano
nella rugiada del mattino di Maggio
III
Mi ricordo i vecchi
che sono morti e andati
così come i miei due fratelli,
il giovane Dennis e John
come correvamo sull’erica
per catturare la lepre
e cacciare il cervo fiero
nella rugiada del mattino di Maggio
IV
La casa dove sono nato
non è che pietra su pietra
e in tutto il giardino
sono cresciuti i cardi selvatici
e se ne sono andati tutti i vicini
che conoscevo un tempo
non potremo più andare in giro
nella rugiada del mattino di Maggio

NOTE
1) hob piano di cottura dei camini di un tempo
2) tutta la strofa è tipica dei canti del Maggio, quando le allegre brigate dei giovani andavano nei boschi a raccogliere fiori e ramoscelli da portare in paese per far entrare il Maggio nelle case. continua
3) qui si accenna allo spopolamento del paese e il senso di abbandono del luogo si riverbera sulla condizione della vecchiaia

ASCOLTA Dolores Keane


I
How pleasant in winter
to sit by the hearth
Listening to the barks
and the howls of the dog
Or in summer to wander
the wide valleys through
And to pluck the wild flowers
in the May morning dew.
II
Summer is coming,
oh summer is here
With leaves on the trees
and the sky blue and clear
And the birds they are singing
their fond notes so true
And the flowers they are springing
in the May morning dew(2)
III
The house I was reared in
is but a stone on a stone
And all round the garden
the weeds they have grown
And all the kind neighbours
that ever I knew
Like the red rose they’ve withered
in the May morning dew
IV
God be with the old folks
who are now dead and gone
And likewise my brothers,
young Dennis and John
As they tripped through the heather
the wild hare to pursue
As their joys they were mingled
in the May morning dew
TRADUZIONE ITALIANO
I
Com’è piacevole in Inverno
sedersi al focolare
e ascoltare il cane
che abbia e ulula
o in Estate camminare
per le ampie valli
a raccogliere i fiori
nella rugiada del mattino di Maggio
II
L’estate è in arrivo
l’estate è qui
con le foglie sugli alberi
e il cielo luminoso e chiaro
e tutti gli uccelli cantano
le loro melodie appassionate e sincere
e tutti i fiori sbocciano
nella rugiada del mattino di Maggio
III
Ma la casa dove sono cresciuto
non è che pietra su pietra
e in tutto il giardino
sono cresciute le erbacce
e tutti i vicini cordiali
che ho mai conosciuto
come la rosa rossa sono appassiti
nella rugiada del mattino di Maggio
IV
Dio sia con i vecchi
che sono morti e andati
così come i miei fratelli,
il giovane Dennis e John
mentre corrono sull’erica
per catturare la lepre
quando le loro gioie si univano
nella rugiada del mattino di Maggio

FONTI
https://thesession.org/tunes/8547
https://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/themaymorningdew.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=31905
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Morning_Dew_(1)_(The)
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_oconway.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_khayes.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_jlyons.htm
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/may_morning_dew_pegmcmahon.htm

IL MAGGIO IN IRLANDA: AMHRAN NA BEALTAINE

Il canto ha molti titoli: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhrad Linn (We Brought The Summer With Us, We Have Brought The Summer In). Oggi viene comunemente chiamata Beltane Song

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

AMHRAN NA BEALTAINE

Il brano potrebbe risalire al tardo Medioevo e la sua prima traccia si trova nei festeggiamenti  popolari per lo sbarco di James Butler Duca di Ormonde nel 1662, nominato Lord Luogotenente d’Irlanda. E’ un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord) ed era cantato da gruppi di giovani che andavano di casa in casa a portare il ramo di Maggio (mummers, mayers- vedi).
Molto probabilmente questo era un canto di questua per ottenere   del cibo o bevande in cambio del ramo di biancospino. Il brano è ancora molto popolare in Irlanda  ed è eseguito sia in versione strumentale che cantato.
Edward Bunting afferma che il brano era suonata nell’area di Dublino fin dal 1633.

ASCOLTA
 The Chieftains , questa versione strumentale è un inno alla gioia, un canto di uccelli che si risvegliano al richiamo della primavera: inizia il flauto irlandese appoggiandosi all’arpa, che trilla nel crescendo (a imitazione del canto dell’allodola) ripreso in canone dai vari strumenti a fiato (il flauto irlandese, il whistle e la uillean pipes) e dal violino, grandioso!

ASCOLTA  Gloaming  2012 con il titolo di Samhradh Samhradh (al violino Martin Hayes)

GAELICO IRLANDESE
I
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tSamhraidh,
Suas gach cnoc is síos gach gleann,
Cailíní maiseacha bán-gheala gléasta,
Thugamar féin an samhradh linn
Sèist
Samhradh, samhradh, bainne na ngamhna,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí na nóinín glégeal,
Thugamar féin an samhradh linn.

II
Thugamar linn é ón gcoill chraobhaigh,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí ó luí na gréine,
Thugamar féin an samhradh linn
III
Tá an fhuiseog ag seinm ‘sag luascadh sna spéartha,
Áthas do lá is bláth ar chrann.
Tá an chuach is an fhuiseog ag seinm le pléisiúr,
Thugamar féin an samhradh linn.
TRADUZIONE INGLESE
I
Mayday doll(1),
maiden of Summer
Up every hill
and down every glen,
Beautiful girls,
radiant and shining,
We have brought the Summer in.
CHORUS
Summer, Summer,
milk of the calves(2),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) summer
of clear bright daisies,
We have brought the Summer in.
II
We brought it in
from the leafy woods(4),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) Summer
from the time of the sunset(5),
We have brought the Summer in.
III
The lark(6) is singing
and swinging around in the skies,
Joy for the day
and the flower on the trees.
The cuckoo and the lark
are singing with pleasure,
We have brought the Summer in.
TRADUZIONE ITALIANO
I
La Fanciulla del Maggio(1),
fanciulla dell’Estate
su per ogni collina
e giù per ogni valle
(noi) Belle Ragazze,
solari e splendenti
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate, estate,
il latte dei vitelli(2)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla(3) estate
di chiare e luminose margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
II
L’abbiamo portata
dai boschi frondosi(4),
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla estate
a partire dal tramonto(5)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola(6) canta
e sfreccia nel cielo
Gioia per il giorno
e gli alberi in fiore
Il cuculo (7) e l’allodola
cantano con gioia
Abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
garlan-may-day1) la Bábóg è la bambola (fanciulla) di Primavera. Brídeóg era la “piccola Bride“, (Brigit, o Brigantia in Britannia, una dea trina -Vergine, Madre, Crona) tra le più importanti del pantheon celtico, la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Dea della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura. Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con pietre, nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese affinchè ciascuno lasciasse un dono alla piccola Bride.
La bambolina ricomparirà nelle celebrazioni vittoriane del Maggio, questa volta come vera a propria bambola biancovestita posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un asta e portata in giro per il paese dai Mayers (i maggiolanti). continua
2) il latte delle mucche per i vitellini. Il giorno del Maggio è chiamato  na Beal tina ossia il giorno del fuoco di Beal, consacrato quindi al dio Bel o Belenos. Alla vigilia si accendevano grandi fuochi e si faceva passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò impedisse al Piccolo Popolo- in particolare ai folletti molto ghiotti di latte – di fare brutti scherzi come intrecciare le code delle mucche o rubare il latte
3 ) i fiori che venivano raccolti erano per lo più gialli per richiamare il colore e il calore del sole. Fiori e rami fioriti erano posti sulla soglia di casa e ai davanzali delle finestre per proteggere gli abitanti dalle fate e come auspicio di buona sorte. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite. Tale tradizione era tipica dell’Irlanda del Nord. I bambini soprattutto andavano a raccogliere i fiori selvatici per preparare delle ghirlande, specialmente con fiori dal colore giallo.
4) il greenwood, il bosco più inviolato e sacro sede degli antichi rituali celtici dal quale le ragazze hanno tagliato i rami del Maggio (in altre versioni testuali indicati come branches of the forest) ossia i rami di biancospino o di prugnolo

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

5) i giovani si recano nel bosco nella notte della vigilia del 1 Maggio al tramonto del sole e quindi sul far del giorno iniziano la loro questua processionale per far entrare il Maggio nel paese (continua)
6) l’allodola è un uccello sacro dal simbolismo solare (vedi simbolismo)
7) il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più (continua)

In un’altra versione testuale (vedi)

Cuileann is coll is trom is cárthain,
Thugamar féin an samhradh linn
Is fuinseog ghléigeal Bhéal an Átha,
Thugamar féin an samhradh linn.

TRADUZIONE INGLESE
Holly and hazel
and elder and rowan,(7)
We have brought the Summer in.
And brightly shining ash
from Bhéal an Átha,(8)
We have brought the Summer in)

TRADUZIONE ITALIANO
L’agrifoglio, il nocciolo,
il sambuco e il sorbo,(7)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate
e il bianco frassino
dalla Bocca del Guado,(8)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate

7) Il biancospino è una pianta delle fate come l’agrifoglio, il nocciolo, il sambuco e il sorbo, protettiva e benaugurale (probabilmente a causa delle spine molto acuminate). La tradizione del Maggio vuole in particolare che il ramo  di biancospino sia posto fuori dalla casa (appeso alle finestre e accanto all’ingresso) perché se portato in casa, soprattutto quando è fiorito, porta sfortuna. Questa accezione negativa risale al Medioevo quando i rami di biancospino erano usati come amuleti contro il malocchio, le streghe e i demoni e forse si può far risalire al vago odore putrescente dei rami, ma sicuramente è legata al tentativo della Chiesa di assimilare i riti precristiani a pratiche sataniche.  vedi
8) Bhéal an Átha letteralmente la bocca del guado è anche una località oggi nota come Ballina una città sul fiume Moy nella conta di Mayo. L’insediamento è però relativamente recente (fine XV secolo)

ASCOLTA La Lugh (Eithne Ní Uallacháin & Gerry O’Connor) in Brighid’s Kiss 1995. Questa versione con il titolo Bábóg na Bealtaine mantiene il testo originale, ma la melodia è composta da Eithne Ní Uallacháin


I
Samhradh buí na nóiníní gléigeal,
thugamar fhéin an thugamar fhéin an samhradh linn,
Ó bhaile go baile is chun ár mbaile ’na dhiaidh sin,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
Sèist
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tsamhraidh
suas gach cnoc is síos gach gleann
cailíní maiseacha, bángheala gléasta,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
II
Tá an fhuiseog ag seinm is ag luasadh sna spéartha,
beacha is cuileoga is bláth ar na crainn,
tá’n chuach’s na héanlaith ag seinm le pléisiúr,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
III
Tá nead ag an ghiorria ar imeall na haille,
is nead ag an chorr éisc i ngéaga an chrainn,
tá mil ar na cuiseoga is na coilm ag béiceadh,
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
IV
Tá an ghrian ag loinnriú`s ag lasadh na dtabhartas,
tá an fharraige mar scathán ag gháirí don ghlinn,
tá na madaí ag peithreadh is an t-eallach ag géimni
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
TRADUZIONE INGLESE*
I
Beltaine dolls,
Summer maidens
Up hill and down glens
Girls adorned in pure white,
and we bring the Summer with us.
CHORUS
Golden Summer of the white daisies,
we bring the Summer with us,
from village to village
and home again,
and we bring the Summer with us.
II
The lark making music
and sky dancing
the blossomed trees laden with bees
the cuckoo and the birds
singing with joy
and we bring the Summer with us.
III
The hare nests on the edge of the cliff
the heron nests in the branches
the doves are cooing, honey on stems
and we bring the Summer with us.
IV
The shining sun is lighting the darkness
the silvery sea shines like a mirror
the dogs are barking, the cattle lowing
and we bring the Summer with us.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Le Fanciulle di Beltane
fanciulle dell’Estate
su per ogni collina e giù per ogni valle
ragazze vestite di candido bianco,
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate dorata delle bianche margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
di villaggio in villaggio
e in ogni casa
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola canta
e sfreccia nel cielo
gli alberi in fiore carichi di api
Il cuculo e gli uccelli
cantano con gioia
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
La lepre fa il nido sul limitare della scogliera, l’airone nei cespugli
le colombe tubano, miele sui rami
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
IV
Il sole splendente illumina l’oscurità
il mare argentato brilla come uno specchio
i cani abbaiano, il bestiame muggisce
abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
* tratta da qui

APPROFONDIMENTO
LO SPINO DI MAGGIO: continua
LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA
: continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
http://www.gaolnaofa.com/library/music/thugamar/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/ThugamarFeinAnSamhradhLinn.html

http://guineveere.wordpress.com/tag/imbolc/
https://thesession.org/tunes/10447