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JACK IN THE GREEN: CHIMNEY SWEEPS’ DAY

Il verde Jack ” (the Green Man, in italiano l’Uomo Verde) è stata una popolare maschera del Maggio inglese, dal medioevo e fino in epoca vittoriana, caduta in disuso alla fine dell’Ottocento, è ritornata a mostrarsi  e a diffondersi a partire dagli anni 1970 nelle sfilate per le feste del Maggio.

Nell’Ottocento il primo maggio era il giorno degli spazzacamini e così recita la filastrocca per bambini “The first of May” (tratto da qui)
Chimney Sweeps’ Day, Blackbird is gay,
Here he is singing, you see, in the “May”.
He has feathers as black as a chimney sweep’s coat.
So on Chimney Sweeps’ Day he must pipe a glad note.
Jack-in-the-Green from door to door
capers along with the followers four.
As May Day mummers are seldom seen,
let us all give a copper to Jack-in-the-Green.

(traduzione in italiano: il giorno dello spazzacamino il merlo è allegro, ecco che canta come vedi nel “Maggio”. Ha le piume nere come la giacca dello spazzacamino, così il giorno dello spazzacamino egli intona una melodia di ringraziamento.
Il Verde Gianni di porta in porta saltellando a passo di danza con i suoi quattro aiutanti, siccome i mimi sono raramente visti il primo di Maggio, diamo tutti una monetina al Verde Gianni)

Così seguendo la tradizione, uno spazzacamino si vestiva da “Jack in the Green” (vedi nota 1) infilandosi in una struttura di vimini a forma piramidale, ricoperta di edera e fogliame, sormontata da una specie di corona di fiori. Se ne andava per le strade con altri suoi compari per ballare e a raccogliere offerte in danaro. L’usanza riportata nel W&R Chamber “Book of Days” – 1869 è quella del Maggio a Londra. Una festa organizzata dagli spazzacamini che vanno per le strade mascherati: due o tre uomini, uno aitante vestito in modo caratteristico con un cappello a tre punte ornato con di piume gialle e rosse e con una mazza affusolata in mano, uno vestito con uno scintillante abito femminile e con in mano un mestolo, l’altro nascosto dentro un “albero” (Jack-in-the-Green). Il corteo si ferma nelle piazze e negli slarghi delle strade per ballare e per ricevere in cambio delle monete. Nell’illustrazione sotto vediamo che si è aggiunto ai personaggi principali anche un clown.

G901506

Qui invece la documentazione raccolta da Keith Chandler relativa alle pubblicazione sui giornali negli anni dal 1820 e fino al 1890

1835-may

Una serie di aneddoti su come sia nato il travestimento qui

THE GREEN MAN

Alcuni studiosi collegano questo travestimento all’Uomo Verde (in inglese The Green Man) scolpito nelle pietre delle chiese medievali d’Europa che di solito è raffigurato solo nel viso, un volto umano metamorfizzato in fogliame.
“Nel decimo secolo essi cominciano ad apparire come illustrazioni sui manoscritti, specialmente in Francia. Si tratta di Bibbie, libri di Salmi e Ordalie, libri d’ore, persino opere di teologi famosi come il “Moralia” di San Gregorio Magno, un’esegesi del libro di Giobbe, dove spesso si fondono con i motivi intrecciati tipici dell’arte sassone e celtica: ricordano in effetti dei serpenti che si mordono la coda, motivi decorativi di evidente praticità stilistica, e possono essere interpretati come le insidie e gli ostacoli della vita terrena. In un secondo momento compaiono come elementi architettonici nelle chiese di stile germanico. Ben presto si diffondono ovunque in chiese, cattedrali ed abbazie, ma anche in altri edifici, ecclesiastici e non, sia come fregi architettonici, sia negli arredi in legno (come le panche), ed anche nell’arte funeraria (sulle tombe, insomma). La loro popolarità si accresce tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo.
Nella forma più semplice si tratta di visi, generalmente maschili, dai cui orifizi, occhi, naso, bocca e orecchie, spunta il fogliame, spesso rami o foglie di vite, oppure che hanno foglie e arbusti al posto di barba e capelli; queste ultime sembrano quasi versioni della Medusa al maschile, cui assomigliano in maniera inquietante. Ma ce ne sono anche di più astratti, in cui è la vegetazione a predominare e i lineamenti umani sono solo accennati, appena distinguibili: teste fatte di foglie che sarebbero piaciute ad Arcimboldo. A dispetto del nome, non si tratta sempre di visi umani: spesso sono demoni, maschere (ovvero stereotipi), persino animali, in preferenza felini. Talvolta sono provvisti di denti e sembrano mordere i rami. Se in alcuni casi la loro associazione con il maligno è evidente, in altri sembrano motivi decorativi senza particolare significato, più che altro una dimostrazione del gusto per l’assurdo e il bizzarro tipico del Medioevo.” (tratto da qui)

Dunblane Cathedral, Scotland XV secolo

E tuttavia i green men non sono un prodotto del Cristianesimo (caso mai sono stati rivestiti di un nuovo ruolo teologico) poiché si trovano decorazioni scultoree, musive e pittoriche simili risalenti all’età della Roma imperiale (e si cita in genere la Domus Aurea di Nerone). Mascheroni con decorazioni vegetali inoltre richiamano divinità silvestri come Pan, Bacco, Dioniso, ma anche Cernunno e Viridios o Silvano, così alcuni studiosi vedono nel simbolo dell’uomo verde del primo cristianesimo l’intento di inglobare miti e pratiche delle religioni misteriche ben più diffuse nelle campagne. (continua)

Altri personaggi collegabili all’Uomo verde sono anche l’Uomo Selvatico, Puck e Robin Hood, il Cavaliere Verde avversario di Sir Galvano, ma anche il San Giorgio cristiano. In psicologia si dice sia una figura archetipa connessa ai miti arborei, ovvero un esempio della divinizzazione della natura. (continua)

Brian Froud: Green Man

JACK IN THE GREEN

Ci sono diverse canzoni con questo titolo, quella che riporto qui è stata scritta da Martin Graebe nel 1972 seguendo lo stile tradizionale.

ASCOLTA Magpie Lane in “Jack in the Green”  segue Jack’s Alive una melodia tradizionale e popolare danza in Inghilterra e Scozia

Martin Graebe commenta: “This song was written when Cherri and I were living to the east of Exeter in the area that is marked on the Ordnance Survey map as “Jack in the Green.” We were also drinking fairly often in the pub of the same name and the connection led to the above bit of fantasy based on traditional themes. A number of people have told me at different times that they have heard “Jack in the Green” described as a traditional song. It was the first of my songs to turn up on the Internet, where it was described on the Digital Tradition database as a traditional song. Most recently, someone told me about an American CD of pagan music that includes Jack as an example of a traditional pagan song from the British Isles.”


I
Now winter is over,
I’m happy to say,
And we’re all met again
in our ribbons so gay.
And we’re all met again
on the first day of Spring
To go about dancing
with Jack in the Green(1).
CHORUS
Jack in the Green, Jack in the Green
And we’ll all dance each springtime with Jack in the Green
II
Now Jack in the Green
is a very strange man,
Tho’ he dies every Autumn,
he is born every Spring.
And each year on our birthday,
we will dance through the street,
And in return Jack
he will ripen our wheat.
III(2)
Now all you young maidens
I’d have you beware
Of touching young Jack,
for there’s strange powers there.
For if you but touch him,
there is many will tell
Like the wheat in our fields
so your belly will swell.
IV
With his mantle
he’ll cover the trees that are bare.
Our gardens he’ll trim
with his jacket so fair.
And our fields he will sow
with the hair of his head.
And our grain it will ripen
‘til Old Jack is dead(3)!
V
Now the sun is half up
and betokens the hour
That the children arrive
with their garlands of flowers.
So now let the music
and the dancing begin,
And touch the good heart
of young Jack in the Green!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
L’inverno è finito
sono lieto di annunciare,
e ci incontreremo tutti di nuovo
con i nostri addobbi così festosi
e ci incontreremo tutti di nuovo
nel primo giorno di Primavera
per andare a danzare
con il Verde Gianni.
CORO
Il Verde Gianni
tutti danzeremo ogni primavera
con il Verde Gianni
II
Il Verde Gianni
è un uomo molto particolare,
sebbene muoia ogni autunno,
nasce ogni primavera
e ogni anno al suo compleanno danzeremo per le strade
e in cambio Gianni
farà maturare il grano.
III
Ora voi tutte giovanette
vi devo avvisare
di non toccare il giovane Gianni, perchè ha uno strano potere,
se lo toccate,
sono in molti a dirlo,
come il grano nei campi
così anche la vostra pancia si alzerà.
IV
Con il suo mantello
ricoprirà gli alberi che sono nudi
e i giardini decorerà
con la sua bella giacca.
Seminerà i campi
con i capelli che ha in capo
e il grano falcerà
affinchè il vecchio Gianni possa morire(3)!
V
Ora il sole è si è alzato
e segna l’ora
dell’arrivo dei bambini
con le loro ghirlande di fiori,
così che la musica
e le danze abbiano inizio
e tocchino il buon cuore
del giovane Verde Gianni

NOTE
1) Jack è il diminutivo di due diversi nomi James (Giacomo) e John (Giovanni, Gianni), ma più che un  nome proprio qui sta a indicare l’Uomo Verde
2) Magpie Lane hanno saltato questa strofa
3) è il mito dello Spirito del Grano: lo spirito del Grano-Orzo non muore mai perchè rinasce l’anno successivo con il nuovo raccolto, la sua forza e il suo ardore sono contenuti nel whisky che si ottiene dalla distillazione del malto d’orzo!

JACK’S ALIVE

Nelle note di Jack’s Alive (qui) “Two dance tunes which I’d been playing for years, before I realised that they are in fact the same tune played in different time signatures. The first, in 6/8, is from Wilson’s Ballroom Companion, via one of Bert Simon’s Kentish Hops pamphlets. I first heard it played by the Oyster Ceilidh Band. Curiously their first LP was called Jack’s Alive, but this tune was not on it; they finally recorded it on their 20 Golden Tie-Slackeners album. I originally knew the 4/4 tune as an unnamed morris tune from Badby in Northamptonshire. Oyster Morris from Canterbury used it for a dance called ‘The Panic’ – originally ‘Pogle’s Panic’ – which had been written in the early 1980s by Pete Collinson. It was some years later that I found the tune in The Yetties’ The Musical Heritage of Thomas Hardy as ‘Jack’s Alive’.

con lo stesso titolo si intitola sia una jig che un reel.
ASCOLTA Aly Bain & Tom Anderson in versione reel una melodia molto popolare nelle isole Shetland (anche qui)

E con i passi della danza:
VIDEO english country dance
VIDEO Morris Dance

Bibliografia
“The Green Man” di Richard Hayman
“Images of Lust: Sexual carvings on medieval churches” di Anthony Weir e James Jerman.

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/jack-in-the-green/
http://www.mustrad.org.uk/articles/jack_gre.htm
http://www.greenmanenigma.com/history.html http://www.egreenway.com/meditation/greenman.htm http://www.mariateresalupo.it/simbolimitialchimiafiabe/maggio.html http://freespace.virgin.net/polter.geist/greenman_page0019.htm https://www.adf.org/articles/gods-and-spirits/general/jackingr.html http://www.acam.it/la-tradizione-del-maggio-e-il-culto-arboreo/ http://martingraebe.me.uk/onewebmedia/Jack_in_the_green.htm http://www.magpielane.co.uk/sleevenotes/jack_in_the_green/jack_in_the_green.htm http://www.magpielane.co.uk/sleevenotes/jack_in_the_green/jacks_alive.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3730 http://tunearch.org/wiki/Annotation:Jack’s_Alive_(3) https://thesession.org/tunes/3299

PADSTOW MAY SONGS

Durante le celebrazioni del Maggio si svolge una festa particolare a Padstow, un piccolo porto di pescatori della Cornovaglia settentrionale sulla foce del fiume Camel ora a vocazione turistica: l’Obby Oss Festival.
Gli Oss (i cavallucci) sono due, uno del gruppo dei Rossi (il vecchio cavallo) e l’altro del gruppo dei Blu (una aggiunta più recente d’epoca vittoriana): le maschere sono identiche, dall’aspetto feroce e nero vestite, che sbucano da una caratteristica forma tonda (un cerchio di 2 metri) orlata fino a terra dal tessuto nero, alle due estremità opposte spuntano gli abbozzi della testa e della coda: il colore dominante è il bianco listato di Rosso ovvero di blu per l’altro quartiere. Continua

In questa seconda parte vado a riportare un paio di canti inglobati nella tradizione di Padstow ma che sono stati scritti nel XX secolo!

CANZONI DEL MAGGIO A PADSTOW

HAIL! HAIL! THE FIRST OF MAY

Dave Webber, fondatore con la moglie Anni Fentiman del gruppo Beggar’s Velvet, scrisse una May Song ispirandosi alla tradizione dell’hobby horse per il loro album d’esordio “Lady of Autumn” uscito nel 1990. Il brano fu così convincente che venne adottato tra i canti delle celebrazioni per il Padstow May , noto anche con il titolo di “Drink To The Old ‘Oss” (vedi)
ASCOLTA Magpie Lane in Jack in the Green 1998

 

I
Winter time has gone and past-o,
Summer time has come at last-o.
We shall sing and dance the day
And follow the ‘obby ‘orse that brings the May.
Chorus:
So, Hail! Hail! The First of May-o!
For it is the first summer’s day-o!
Cast you cares and fears away,
Drink to the old horse on the First of May!
II
Blue bells(1) they have started to ring-o,
And true love, it is the thing-o.
Love on any other day
Is never quite the same as on the First of May!
III
Never let it come to pass-o
We should fail to raise a glass-o!
Unto those now gone away
And left us the ‘obby ‘orse that brings the May!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
L’inverno è venuto e andato e infine è arrivata l’estate, danzeremo e canteremo per tutto il giorno e seguiremo il cavallino che porta il Maggio.
CORO
Così Evviva il primo di Maggio
Il primo giorno dell’estate,
getta via i tuoi affanni e le tue paure,
bevi al vecchio cavallo il primo di Maggio
II
Le campanule hanno iniziato a suonare
questa è la questione il vero amore!
Amore in un qualsiasi altro giorno
non è mai la stessa cosa, come quello del Primo di Maggio
III
Non lasciarlo venire e andare
senza prima sollevare il bicchiere!
Nel mentre se ne va, ci lascia il cavalluccio che porta il Maggio

NOTE
1) La Hyacinthoides di origine spagnola viene talvolta chiamata Spanish Bluebells per distinguerla anche nel nome volgare dalla Hyacinthoides non-scripta, nota come English Bluebells.

QUEEN OF THE MAY

Anche questo canto è stato scritto recentemente da Larry McLaughlin nel 1982, che l’ha dedicato alla moglie Maureen in occasione delle loro nozze d’argento!

Ecco un gustoso aneddoto in merito raccontato dal figlio di Larry McLaughlin In the words of Sean McLaughlin, Larry’s son, “Dad and I were playing in Padstow one night and, inevitably, we did ‘Queen of the May.’ Afterwards, a woman of middle years and a rich Cornish accent came up to us and said to Dad, ‘’Ere boy, you got the words wrong.’ ‘Oh really,’ Dad replied, ‘But I wrote it.’ ‘So you’re the bugger,’ she replied. “But her husband shouted across, ‘’E didn’t write that, I remember my father singing it.’ To which some else joined in with, ‘You don’t even know who your [bleep]ing father was.’ And such was a typical evening in Padstow. “And in many ways the song has been absorbed into the traditions of Padstow. But we should never forget that it is Mum’s song; its original title is ‘Maureen’s Song.’ A treasured gift from Dad to celebrate their Silver Wedding Anniversary, as he says—without having to spend any money!”


I
Winter is over and summer has come
And the Obby Oss waits in his stable for dawn
Rise up my love early and deck yourself gay
And I’ll take you to Padstow today
Chorus
And put your arms round me. I’ll dance you away
For you are my Queen of the May
II
Skip out o’er the fields and the woods and the dells
Pick primroses, daises, cowslips and bluebells
And from the green woods cut a sycamore spray
And I’ll take you to Padstow today
III
We’ll breakfast on ale and an old chorus song
Musicians will come with accordion and drum
We’ll meet the old Oss and we’ll welcome the May
When I take you to Padstow today
IV
When the years have rolled on love and we are both old
And the stories of May day and Padstow are told
And though I’m old and feeble you’ll still hear me say
I’llt take you to Padstow today

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
L’inverno è finito e l’estate è arrivata e l’Obby Oss attende nella sua scuderia per l’alba: alzati mio amore presto, e vestiti in modo vivace e ti porterò a Padstow oggi. Abbracciami e balleremo poiché tu sei la mia Regina di Maggio Saltella sui campi ei boschi e le conche, scegli primule, margherite, primule e campanule e dal bosco verde taglia un ramo di sicomoro e io ti porterò a Padstow oggi. Faremo colazione con la birra e una vecchia canzone, i musicisti ci accompagneranno con fisarmonica e tamburo. Ci incontreremo con il vecchio Oss e daremo il benvenuto al Maggio quando ti porterò a Padstow oggi. Quando gli anni saranno scivolati sul nostro amore e saremo vecchi e saranno raccontare le storie del giorno di Maggio e di Padstow anche se sarò vecchio e debole, mi sentirai ancora dire “Ti porto a Padstow oggi”

FONTI
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/padstow.html http://celtic.org/hobby.pdf http://www.padstowlive.com/events/padstow-may-day http://grapewrath.wordpress.com/2010/05/01/chris-wood-andy-cutting-following-the-old-oss/ https://mainlynorfolk.info/folk/songs/hailhailthefirstofmay.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46931#698474 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=60993 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46931
http://www.sffmc.org/archives/may09/QueenOfMay.pdf

I MAYERS E LE CAROLE DI PRIMAVERA

Molte tradizioni del Maggio si sono conservate in varie parti d’Europa fino alle soglie del Novecento. Così anche in Inghilterra (come in Italia) la tradizione dei “Mayers” non è scomparsa; anche se si è drasticamente interrotta allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, è stata ripresa sporadicamente e mantenuta viva dai molti Mummers e Morris Dancers, fino ai nostri giorni.

inghilterraSi riportano le tradizioni diffuse in Inghilterra andando per ordine alfabetico secondo la suddivisione in contee

Introduzione vedi
Prima parte Bedforshide vedi
Seconda parte Cambridgshire, Cheshire vedi
Terza parte Lancashire, Yorkshire  vedi

BEDFORSHIDE

Moggers-Moggies[Z49-685]On 1st May several customs were observed. Children would go garlanding, a garland being, typically, a wooden hoop over which a white cloth was stretched. A looser piece of cloth was fastened at the top which was used to cover the finished garland. Two dolls were fastened in the middle, one large and one small. Ribbons were sewn around the front edge and the rest of the space was filled with flowers. The dolls were supposed to represent the Virgin Mary and the Christ child. The children would stop at each house and ask for money to view the garland.

Another custom, prevalent throughout the county if not the country, was maying. It was done regularly until the outbreak of the First World War and, sporadically, afterwards. Young men would go around at night with may bushes singing May carols. In the morning a may bush was attached to the school flag pole, another would decorate the inn sign at the Crown and others rested against doors, designed to fall in when they were opened. Those maying included a Lord and a Lady, the latter the smallest of the young men with a veil and bonnet. The party also included Moggers or Moggies, a man and a woman with black faces, ragged clothes and carrying besom brushes. (tratto da qui)

VIDEO Ecco una testimonianza molto significativa di Margery “Mum” Johnstone dal Bedforshide raccolta da Pete Caslte, con due canzoni del Maggio

BEDFORDSHIRE MAY CAROL

La carol è conosciuta con il nome più generico di “The May Day Carol” o “Bedford May Carol” ma anche come “The Kentucky May Carol” (come preservata nella tradizione del maggio nei Monti Appalachi) ed è stata raccolta nel Bedfordshire.

ASCOLTA Shirley Collins. Questa versione ha un testo diverso da quello riportato da Lucy E. Broadwood in ” English Traditional Songs and Carols” ( London: Boosey & Co., 1908) la melodia è la stessa della Cambridgeshire May Carol (purtroppo il mio orecchio non riesce a distinguere bene alcune frasi.. lasciate in punteggiatura) qui


I
A branch of may, so fine and gay
And before your door it stands.
It’s but a sprout, it’s well-budded out
for the work of our Lord’s hand(1).
II
Arise, arise, you pretty fair maid
And take the May Bush in,
For if it is gone before morning come(2),
You’ll say we have never been.
III
I have a little bird(?)
?…
IV
If not a cup of your cold cream (3)
A jug of your stout ale
And if we live to tarry in the town
We’ll call on you another year.
V(4)
For the life of a man it is but a span
he’s cut down like the flower
We’re here today, tomorrow we’re gone,
We’re dead all in one hour.
VI
The moon shine bright,
the stars give a light
A little before this day
so please to remember ….
And send you a joyful May.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Un ramo del Maggio, così bello e allegro
sta davanti alla tua porta,
non è in germoglio, ma è ben sbocciato
per il lavoro di nostro Signore
II
Alzati, bella fanciulla
e fai entrare il Maggio
perchè se ne andrà prima che venga il mattino
potresti dire che non te lo abbiamo portato.
IV
Se non una coppa della vostra crema fredda (dateci)
un boccale della vostra birra scura
e se continueremo a  restare in città
ritorneremo da voi un’altro anno.
V
Perchè la vita di un uomo è breve
ed è recisa come un fiore
siamo qui oggi e domani non ci saremo più
saremo tutti morti nel giro di un ora
VI
La luna brilla luminosa, le stelle si accendono
tra poco sarà giorno
così ricordatevi ..
e vi auguriamo un gioioso Maggio

NOTE
1) le mani diventano quelle di Dio e non più della Madonna.
2) I Mayers giravano sia durante la notte che durante il giorno
3) questa crema fredda in bicchiere è una bevanda-dessert tipicamente inglese d’epoca elisabettiana ancora popolare in epoca vittoriana, il Syllabub. Un tempo ai Mayers si offriva “una syllabub di latte caldo direttamente dalla mucca, torte dolci e vino” (Il ramo d’Oro James Frazer). E così sono andata a curiosare per ritrovare la ricetta storica! (vedi ricetta).

Philip Mercier (1680-1760) – The Sense of Taste sullo sfondo un vassoio pieno di bicchieri di syllabubs

4) la strofa deriva da “The Moon Shine Bright” versione pubblicata da William Sandys in Christmas Carols Ancient and Modern (1833) vedi

NORTHILL MAY SONG

ASCOLTA Magpie Lane in “Jack-in-the-Green” 1998 (strofe I, II, III e IX) e a seguire The Cuckoo’s Nest hornpipe (vedi). La canzone viene riproposta nel Blog “A Folk song a Week” curato dallo stesso Andy Turner ASCOLTA in cui Andy ci dice di aver appreso la canzone dalla raccolta di Fred Hamer “Garners Gay”
Fred collected it from “Chris Marsom and others” – Mr Marsom had by that time emigrated to Canada, but Fred met him on a visit to his native Northill, Bedfordshire. Fred’s notes say “The Day Song is much too long for inclusion here and the Night Song has the same tune. It was used by Vaughan Williams as the tune for No. 638 of the English Hymnal, but he gave it the name of “Southill” because it was sent to him by a Southill man. Chris Marsom who sang this to me had many tales to tell of the reception the Mayers had from some of the ladies who were strangers to the village and became apprehensive at the approach of a body of men to their cottage after midnight on May Eve.”

ASCOLTA Martin Carthy & John Kirkpatrick in “Because It’s There” 1979, Martin Carthy scrive nelle note dell’album “May Song came from a Cynthia Gooding record which I lost 16 years ago, words stuck in my head.” (strofe da II a VIII)


I
Arise, arise, my pretty fair maids,
And take our May bush in,
For if it is gone by tomorrow morrow morn,
You’ll say we have brought you none.
II
We have been rambling all of the night,
The best(and most) part of this day;
And we are returning here back again
And we’ve brought you a garland gay (brunch of May).
III
A bunch of May we bear about(it does looked gay)
Before the (your) door it stands;
It is but a sprout and it’s all budded out
And it’s the work of God’s own hand.
IV
Oh wake up you, wake up pretty maid,
To take the May bush in.
For it will be gone and tomorrow morn
And you will have none within.
V
The heavenly gates are open wide
To let escape the dew(5).
It makes no delay it is here today
And it falls on me and you.
VI
For the life of a man is but a span,
He’s cut down like the flower;
He makes no delay he is here today
And he’s vanished all in an hour.
VII
And when you are dead and you’re in your grave
You’re covered in the cold cold clay.
The worms they will eat your flesh good man
And your bones they will waste away.
VIII
My song is done and I must be gone,
I can no longer stay.
God bless us all both great and small
And wish us a gladsome May.
IX
The clock strikes one, it’s time to be gone,
We can no longer stay.
God bless you all both great and small
And send you a joyful May.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Alzati mia graziosa fanciulla
e prendi il nostro spino del Maggio
che all’alba di domani tutto finisce e potresti dire che non te lo abbiamo portato
II
Abbiamo vagato per tutta la notte
e per buona parte di questo giorno
e siamo di ritorno ancora qui
per portarti una allegra ghirlanda (il ramo del maggio)
III
Lo spino del Maggio portiamo in giro (porta l’allegria)
e sta davanti alla tua porta
non è che un germoglio ma è ben sbocciato
per il lavoro di nostro Signore
IV
Alzati bella fanciulla
per far entrare lo spino del Maggio
perchè se ne andrà prima che venga il mattino
e potresti dire che non te lo abbiamo portato.
V
Le porte del paradiso sono spalancate
per far fuggire la rugiada
è qui oggi, puntuale
e cade su di me e te(5)
VI
Perchè la vita di un uomo è breve
ed è recisa come un fiore
non ci sono proroghe oggi c’è
e poi svanisce nel giro di un’ora
VII
E quando sarai morto e nella tomba
sarai ricoperto dalla fredda terra
i vermi mangeranno la tua carne, buonuomo
e le tue ossa si consumeranno.
VIII
La canzone è finita ed è tempo di andare, non posso restare più a lungo. Siate benedetti, grandi e piccini
e vi auguriamo un felice Maggio!
IX
L’orologio batte l’una, è tempo di andare
non possiamo restare più a lungo
Siate benedetti, grandi e piccini
e vi auguriamo un felice Maggio!

NOTE
5) la tradizione del maggio prevede il bagno nella rugiada e nelle acque selvatiche ricche di pioggia. La notte è quella magica del 30 aprile e la rugiada veniva raccolta dalle fanciulle e conservata come un toccasana in grado di risvegliare la bellezza femminile!

ASCOLTA Kerfuffle in “To the Ground”, 2008


Arise, Arise, (Northill May Song)
I
Arise, arise, you pretty fair maid
And bring your May Bush in,
For if it is gone by tomorrow, morrom morn,
You’ll say we have brought you none.
II
We have been wandering all this night
And almost all of the day
And now we’re returning back again;
We’ve brought you a branch of May.
III
A branch of May we have brought you,
And at your door it stands;
It’s nothing but a sprout but it’s well budded out
By the work of our Lord’s hand.
IV
The clock strikes one, it’s time to be gone,
We can no longer stay.
God bless you all both great and small
And send you a joyful May.
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
Alzati, dolce fanciulla,
a prendere lo Spino del Maggio,
che all’alba di domani tutto finisce
e potresti dire che non te lo abbiamo portato.
II
Abbiamo vagato per tutta la notte
e per buona parte del giorno
e siamo di ritorno ancora qui
per portarti il ramo del maggio
III
Un ramo del Maggio ti abbiamo portato, e davanti alla tua porta sta,
non è in germoglio, ma è ben sbocciato per mano di Nostro Signore
IV
L’orologio batte l’una, è tempo di andare
non possiamo restare più a lungo
Siate benedetti, grandi e piccini
e vi auguriamo un felice Maggio!

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FONTI
https://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/maysong.html
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/themoonshinesbright.html
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/moon_shines_bright.htm
http://ingeb.org/songs/themoons.html
https://afolksongaweek.wordpress.com/2012/04/30/week-36-northill-may-song/

“HEROD AND THE COCK” CAROL

“King Herod and the cock” (in italiano Re Erode e il gallo) è un canto natalizio tradizionale (carol) sulla Natività che narra di un curioso miracolo: Erode il Grande ha ricevuto, nella sala del trono, i Magi, i tre sapienti provenienti dall’Oriente, ma la fantasia popolare li immagina a tavola davanti a un sontuoso banchetto in loro onore. Per farsi una risata un incredulo Erode sfida il Bambino neonato a dare un segno del suo potere: che il gallo arrostito e portato proprio in quell’istante in tavola in “bella vista”, cioè tutto intero e con tutte le sue piume, ritorni in vita. Così il gallo si anima e canta per tre volte.

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IL CANTO DEL GALLO

gallo-nosferatuIl Gallo servito a tavola è la prefigurazione della morte di Gesù che risorgerà dalla morte nel terzo giorno. Una variante della storia tira in ballo anche Santo Stefano nelle vesti di presunto servitore alla corte di Erode che esorta il solito gallo arrosto a cantare “Christus natus est”. Si ritiene che la tradizione provenga dalla chiesa ortodossa russa e sia giunta in Europa attraverso i paesi scandinavi. (vedi)
Il canto del gallo annuncia il nuovo giorno, in senso metaforico è il canto della rinascita ovvero di una guarigione fisica ma anche spirituale (il trapasso dell’anima alla vita celeste), il gallo di Asclepio (o Esculapio per i Romani) il dio greco della medicina, era sacrificato per l’ottenuta guarigione: era infatti Asclepio un taumaturgo come Gesù.
Ma il gallo arrosto che ritorna in vita per cantare è un topos dell’immaginario medievale. Già per i Greci il gallo era simbolo solare sacro ad Apollo, e per parte loro i Britanni (chiamati Galli da Cesare) non mangiavano la carne di gallo, animale totemico, simbolo del Sole e lo raffigurarono su monete e emblemi; parimenti  nella mitologia norrena il gallo Vidopnir vive sull’albero cosmico Yggdrasill e con il suo canto annuncerà la fine del mondo così come altri galli sempre luminosi cantano per svegliare i guerrieri del Walhalla o nel regno dei morti.
LA FORZA DEL GUERRIERO
Per la sua combattività, strenuo difensore del pollaio, il gallo è, in molte tradizioni, il simbolo del coraggio guerriero. Dedicato a Ares (il Marte dei Romani) era diffusa la credenza che nel suo petto fosse custodita la pietra alectoriana, prezioso talismano in grado di conferire forza e coraggio, ma anche virilità. Il gallo è infatti instancabile fecondatore del pollaio

IL GALLO NELLA CRISTIANITA’

Per i Cristiani il Gallo è Gesù quale prefigurazione della sua resurrezione futura ma anche del suo ergersi a Giudice che alla fine dei tempi darà il segnale della resurrezione dei morti. Così nel Vangelo di Matteo l’apostolo Pietro disconosce Gesù appena “preso in custodia” dal Sommo Sacerdote Caifa: il tradimento era stato preannunciato dallo stesso Gesù poco prima “in verità ti dico: prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte” Così l’evangelista “rammenta ai fedeli la loro condizione di peccatori esortandoli alla vigilanza e al “risveglio spirituale” (Alfredo Cattabiani, Volario, 2000). Nelle Memorie – o Vangelo (apocrifo)- di Nicodemo, scritto in greco forse all’inizio del II secolo, Giuda tormentato dall’aver tradito Gesù è a casa con la moglie e medita il suicidio. La donna sta arrostendo un gallo per il pranzo e scommette con il marito:  “Nello stesso modo in cui questo gallo arrostito può cantare, così Gesù potrà risorgere”. Ma, proprio mentre stava parlando, quel gallo allargò le ali e cantò tre volte. Giuda, allora, del tutto convinto, con la corda fece un capestro e andò a impiccarsi”. È evidente che il Gallo è la testimonianza dell’imminente resurrezione di Gesù.

KING HEROD AND THE COCK

Il brano è stato raccolto sul campo da Cecil Sharp come cantato dalla signora Ellen Plumb a Armscote, Worcestershire (1911) e lo stesso Sharp ritiene che sia una forma frammentaria di una più lunga ballata dal titolo “The Carnal and the Crane” (vedi)

ASCOLTA  Trond Bengtson & Ernst Stolz (liuto e chitarra)

Del brano esistono molti arrangiamenti per coro, ma poche versioni tradizionali al momento si trovano solo su Spotify
ASCOLTA Mary Rhoads
ASCOLTA Magpie Lane in “Wassail! A Country Christmas” 1995

ASCOLTA Belshazzar’s Feast la melodia è mescolata con Parson’s Farewell una country dance riportata da John Playford nel suo “English Dancing  master” (1651)

(VIDEO Sante Pede dimostrazione danza)


I
There was a star in David’s land,
In David’s land appeared;
And in King Herod’s chamber
So bright it did shine there.
II
The Wise Men they soon spi-ed it,
And told the King a-nigh
That a Princely Babe was born that(this) night,
No King shall e’er destroy.
III
“If this be the truth, -King Herod said,-
That thou hast told to me,
The roasted cock that lies in the disk
Shall crow full senses(1) three.”
IV
O the cock soon thrusted and feathered well,
By the work of God’s own hand,
And he did crow full senses three
In the disk (table) where he did stand.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
C’era una stella nella terra di David
apparve nella terra di David
e nella camera del re Erode
così brillante che la illuminò
II
Gli uomini saggi la seguirono subito
e dissero al re una sera
che un Principe Bambino era nato quella notte
e nessun re lo potrà mai distruggere.
III
“Se questa è la verità -disse Re Erode-,
quella che mi avete detto
il gallo arrosto che si trova nel piatto
che canti tre volte”
IV
E il gallo arrostito e rivestito di penne
per il lavoro delle mani di Dio
cantò per tre volte
nel piatto in cui era

NOTE
1) probabilmente un refuso da “fences”

FONTI
http://marianoalbrembo.altervista.org/2012/11/il-gallo-simbolo-cristiano/
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/king_herod_and_the_cock.htm http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/herodandthecock.html http://www.pbm.com/~lindahl/lod/vol1/daniparson.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-HerodCock.html

THE SHEEP UNDER THE SNOW

Il brano “Ny Kirree fo Niaghtey” (in italiano “Le pecore sotto alla neve”) proviene dall‘Isola di Man, una dolente slow air il cui testo racconta di un terribile inverno in cui le pecore restarono sepolte vive sotto la neve.

LE PECORE CON LE CORNA

loghtanLe pecore dell’isola sono di una razza particolare il Loghtan, o Loagthan (pronuncia: loctan), dal caratteristico manto marroncino dalla quale si ricava una lana pregiata utilizzata esclusivamente per la lavorazione manuale a maglia.
Che la razza sia autoctona o portata nientemeno che dai Vichinghi, è a tutt’oggi la razza nativa di Man. Il nome deriva dal gaelico lugh [topo] e dhoan [marrone, o scuro], gli agnelli nascono di colore nero che si schiarisce fino all’età adulta, una colorazione così particolare che la lana è lasciata al naturale.
Il Loghtan ha un’altra caratteristica, le corna multiple da 2 a 4, molto sviluppate nei maschi e più piccole nelle femmine.
L’allevamento sull’isola è free range cioè le pecore sono lasciate libere nei campi anche d’inverno  essendo il clima sostanzialmente mite. La carne è particolarmente pregiata per il suo sapore leggermente selvatico e per il basso contenuto di colesterolo. Di fatto la pecora è oggi allevata solo nel sud dell’isola nel villaggio di Cregneash in una sorta di “museo vivente” della civiltà contadina (e in poche altre zone)gestito dal Manx National Heritage .

581600_10151395135695678_1304034234_nOccasionalmente durante gli inverni più rigidi, le abbondanti nevicate intrappolano sotto alti cumuli di neve le povere pecore, che nottetempo, muoiono congelate.

E tuttavia  è dal 2009 che gli inverni nelle Isole Britanniche sono diventati sempre più rigidi e nevosi.

L’ERA GLACIALE

Ci sono già stati 4 periodi di forte raffreddamento nell’ultimo millennio distanziati di circa 200 anni: è quella che viene definita in italiano PEG (“Piccola era glaciale”) o in inglese LIA (“Little Ice age”) con questi 4 picchi di freddo Wolf (1280-1350), Sporer (1460-1550), Maunder (1635-1715), Dalton (1790-1820) coincidenti con una ciclica fase di “ibernazione solare“: in questa fase di debole se non nulla attività solare, la terra si raffredda e i ghiacci si espandono. Il fenomeno è complesso ed è collegato con l’intensificarsi delle attività vulcaniche (pare che il basso numero di macchie solari faccia aumentare il vulcanismo). Il minimo solare porterebbe fenomeni di eccessiva piovosità e inondazioni accanto a fenomeni di siccità tali da mettere in crisi l’attuale equilibrio delle coltivazioni.

Fino a pochi anni fa il ghiaccio artico si stava sciogliendo in un modo preoccupante, anche a seguito dell’effetto serra causato a detta di alcuni scienziati (battezzati “serristi”) dall’accumulo dell’emissione di CO2, e gli effetti paventati del “Global Warming” erano allarmanti: innalzamento degli oceani, indebolimento e deviazione della corrente del Golfo con conseguente raffreddamento delle temperature invernali nell’Europa Nord-est. Lo scenario apocalittico paventato nel film “The day after tomorrow” (2004) ci aveva fatto perdere il sonno, facendoci dimenticare le più prudenti osservazioni di Robert B. Laughlin, Nobel per la fisica, 1998: “L’energia generata dall’umanità è così piccola rispetto al bilancio energetico complessivo del pianeta che, semplicemente, non può influenzare il clima…i cicli durano milioni di anni e noi abbiamo cominciato a studiarli solo di recente. Noi siamo figli del Sole, è solo che non abbiamo sufficienti dati per trarre le conclusioni corrette
Adesso possiamo finalmente tranquillizzarci : l’artico ha incominciato da qualche anno a ricongelarsi, e non è colpa del dissennato comportamento umano, se è in arrivo una nuova era glaciale, che, se non renderà inospitale il Nord Europa, lo farà precipitare quantomeno in un grande freddo (senza più la corrente del Golfo a fare da termosifone invernale..)!

LIA
L’allarme è stato lanciato nel 2008 dal geofisico messicano Victor Manuel Velasco Herrera. E’ in atto (iniziato nel 2010) un raffreddamento della temperatura terrestre che si accelererà notevolmente nei prossimi anni, specialmente dopo il 2017. Il lungo inverno del ciclo glaciale potrebbe  durare 60 – 80 anni. E alcuni scienziati sottolineano che è proprio grazie alle emissioni di CO2, che la terra riesce a mantenere ancora quel poco più di calore bastante a non farci precipitare in una agghiacciante era glaciale.  Il fisico accademico croato Vladimir Paar rincara la dose e descrive un’Europa nella morsa dei ghiacci in cui “il blocco sarà così completo che la gente sarà in grado di andare a piedi dall’Inghilterra all’Irlanda o nel Mare del Nord dalla Scozia al Nord Europa. La maggior parte dell’Europa finirà sotto il ghiaccio, tra cui Germania, Polonia, Francia, Austria, Slovacchia e una parte della Slovenia”. E c’è anche chi prevede le cosiddette diaspore climatiche con i barconi di nord europei che sbarcheranno sulle coste dell’Africa..

GUIDA ALL’ASCOLTO

La ballata risale al 1600 o al 1700 ed è lecito supporre si riferisca a uno degli inverni del Minimo di Maunder (1635-1715); il cantante è stato individuato in Qualtrough Raby e alcuni dicono sia William Qualtrough di Raby Farm (c.1660 – c.1685), altri Nicholas Raby (c.1695 – 1783). Il brano venne pubblicato per la prima volta nelle “Mona Melodies” di John Barrow (1820). Della ballata sono circolate molte versioni e Annie G. Gilchrist ha riscontrato delle somiglianze con le melodie scozzesi del XVIII secolo di analogo soggetto pastorale.

MELODIA
ASCOLTA Randal Bays, superbo arrangiamento per chitarra

ASCOLTA Keith Hinchliffe ancora un arrangiamento per chitarra

ASCOLTA David Hansen (mandolino e concertina )

ASCOLTA Northern Lights (arpa e violoncello, molto crepuscolare: nella seconda parte il tema è ripreso dal flauto)

ASCOLTA Beth Patterson in “The Poor Clares: Songs for Midwinter” 1998

ASCOLTA Barrule

ORIGINALE IN GAELICO MANNESE
I)
Lurg geurey dy niaghtey,
As arragh dy rio,
Va ny sheen chirree marroo,
As n’eayin beggey vio.
CHORUS
Oh! (g)irree shiu boch’llyn,
As gow shiu da’n chlieau,
Ta ny kirree fo niaghtey,
Cha dowin as v’ad rleau.
II)
Shoh dooyrt Nicholas Raby,(1)
As eh ‘sy thie ching,
“Ta ny kirree fo niaghtey,
Ayns Braid-farrane-fing.”(2)
III)
Shoh dooyrt Nicholas,
Raby Goll seose er y lout
” Dy row my shiaght vannaght,
Er my ghaa housaue muilt.
IV)
Kirree tiayms ayns y laggan,
Kirree-goair ‘sy Chlieau-rea(3)
Kirree keoi Coan-ny-chistey(4)
Nagh jig dy bragh veih.”
V)
Dirree mooinjer Skeeyll Lonan,
As hie ad er-y-chooyl;
Hooar ad ny kirree marroo
Ayus laggan Varoole. (3)
VI)
Dirree mooinjer Skeeyll Lonan,
As Skecylley-Chreest neesht,
Hooar ad ny kirree beggey
Ayns laggan Agneash. (3)
VII)
Ny mnilt ayns y toshiaght,
Ny reaghyn ‘sy vean,
Eisht ny kirree trome-eayin
Cheet geiyrt orroo shen.
VIII)
‘Streih lhiams son my chirree,
cha vel monney bio
Agh ynrican eayin
dy chur y sluight fo.
IX)
Ta mohlt aym son Ollick,
As jees son y Chaisht,
As ghaa ny three elley,
Son yn traa yioym’s baase.


TRADUZIONE INGLESE – A.W. Moore (1853-1909)
I)
After winter of snow
And spring-tide of frost,
The old sheep were dead
And the small lambs alive.
CHORUS
Oh ! get up shepherds, and
To the hill go ye,
For the sheep deep as ever
Are under the snow.
II)
This said Nicholas Raby(1),
And he at home sick,
“Beneath the snow are the sheep,
In Braid-farrane-fing.”
III)
This said Nicholas Raby,
Going up on the loft,
” Be my seven blessings
On my two thousand sheep.
IV)
I have sheep in the hollow,
And goats on Slieau-rea,
Wild sheep in Coan-ny-chistey
That will never come home.”(5)
V)
The men of Lonan rose up,
And they went forthwith;
In Baroole’s hollow,
They found the sheep dead.
VI)
The men of Lonan rose up,
And of Kirk-Christ too,
They found the little sheep
In Agneash hollow.
VII)
The wethers in the front,
The rams in the midst,
The ewes heavy with lamb
Coming after them.
VIII) (6)
How I grieve for my sheep
for not many of them live
For there’s only the lambs
to put under to breed.
IX)
I’ve one sheep for Christmas,
And two for Easter,
And two or three others,
For the time of death.(7)

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Dopo un inverno di neve
e una primavera di giaccio
le vecchie pecore erano morte
e i piccoli agnelli vivevano.
CORO
“Alzatevi pastori e
andate sulle colline
perchè le pecore sono
completamente sepolte sotto la neve”
II
Questo disse Nicola Raby,
mentre era a casa addolorato ”
Sotto la neve sono le pecore
nel Braid-farrane-fing”.
III
Questo disse Nicola Raby
andando sul soppalco
” Mando le mie sette benedizioni
alle mie 2000 pecore.
IV
Ho pecore nella valletta
e capre a Slieau-rea,
pecore selvatiche a Coan-ny-chistey
che non ritorneranno mai più a casa”.
V
Gli uomini di Lonan si alzarono
e subito si incamminarono
nella valletta di Baroole
e trovarono le pecore morte.
VI
Gli uomini di Lonan si alzarono
e anche quelli di Kirk-Christ
e trovarono le pecorelle,
nella valletta di Agneash.
VII
I castroni erano davanti
e gli arieti nel mezzo
e le pecore appesantite dagli agnelli,
venivano dopo tutti.
VIII
“Quanto mi dispiace per le mie pecore
poche poche sono sopravvissute,
e ci sono solo gli agnelli
per la riproduzione.
IX
Ho una pecora per Natale
e due per Pasqua
e altre due o tre
per quando sarò morto.”

NOTE

1) Raby è il nome di una fattoria nel paese di Lonan, nella parte orientale dell’isola, il brano è attribuito a Nicholas Colcheragh (Qualtrough), un giovane di Raby cantante e violinista conosciuto da tutti come “The Raby”
2) vicino a Raby, “a stone in the form of a chest”.
3) nome di una montagna.
4) una piccola valle vicino alla montagna di Snaefel
5) “From it”
6) strofa tradotta da Peter Kennedy, ed. “Folksongs of Britain and Ireland”.  1975
7) “I shall get death”

ASCOLTA Magpie Lane in “Wassail! A Country Christmas” 1995 THE SHEEP ARE ‘NEATH THE SNOW la trasposizione in inglese


I
Today the deep snow fall
Last night a sharp frost
Oh the young lambs are living
But the old sheep are lost
CHORUS
Oh arise you my shepherds
And away to the hill
For the old sheep are dying
And the snows falling still
II
The master of Raby
Lay sick on his bed
With the cry of lost ewes
Lighting a fire in his head
III
Said the master of Raby
I am sick and alone
My sheep cry for succor
My men yield them none
IV
I have sheep in the Laggan
I have goats at Clieau Rea
At the cliffs of Coan-y-Christey
My ewes go astray
V
Then out went the shepherds
In darkness and dread
And high on the mountain
They found the sheep dead
VI
The whole flock lay smother
In a drift on the hill
And over their bodies
The snow gathered still
VII
Said the master of Raby
My sheep cry in vain
And while I lay helpless
None headed my pain
VIII
And so they all perished
For want of your skill
And over their bodies
The snow gathered still
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Oggi la neve cade fitta
e ieri notte il giaccio pungente,
i piccoli agnelli vivevano
ma le vecchie pecore erano morte
CORO
“Alzatevi pastori e
andate sulle colline
perchè le vecchie pecore stanno morendo
e la neve ancora cade”
II
Padron Raby,
giaceva affranto nel suo letto
con le grida delle pecore smarrite
che incendiavano il suo cervello
III
Questo disse padron Raby
“Sono malato e solo
le mie pecore si lamentano per essere salvate
i miei uomini non le abbandonano
IV
Ho pecore  nel Laggan
e capre a Slieau-rea,
alle scogliere di Coan-ny-chistey
le mie pecore si sono smarrite”.
V
Allora fuori andarono i pastori
nell’oscurità paurosa
e in alto sulle montagne
trovarono le pecore morte.
VI
Tutto il gregge era soffocato
in una anfratto della collina
e sui loro corpi
ancora cadeva la neve
VII
Disse padron Rabby
“Le mie pecore si lamentavano invano
mentre io giacevo inerme,
nessuno ha alleviato la mia pena
VIII
E così tutte morirono
a causa della vostra imperizia
e sui loro corpi
ancora cadeva la neve

FONTI
http://namanx.blogspot.it/2013/03/help-manx-farmers.html http://chamerion.blogspot.it/2013/09/ isle-of-man-loghtan-la-pecora-di-mann.html
http://www.sciencestorming.eu/index.php/2012-01-18-17-01-34/articoli-divulgativi/101-che-caldo-medievale
https://versounmondonuovo.wordpress.com/tag/vladimir-paar/
http://www.globochannel.com/2014/01/09/ricercatori-affermano-nuova-era-glaciale-imminente-ma-analizziamo-i-dati/
http://www.isle-of-man.com/manxnotebook/fulltext/mb1896/p186.htm http://www.isle-of-man.com/manxnotebook/fulltext/mb1896/p257.htm http://www.isle-of-man.com/manxnotebook/fulltext/ms1896/p001.htm http://www.ramshornstudio.com/under_the_snow.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=792
http://thesession.org/tunes/4872 http://www.flickriver.com/groups/manxloaghtan/pool/interestin/

THE WREN SONGS: HUNTING THE WREN

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: l’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.
(prima parte continua)

Passando a una sommaria classificazione del materiale registrato, seguitemi quindi in questo viaggio per la campagna britannica e irlandese!

irish_flagIRLANDA

La tradizione è ancora diffusa nelle contee di Sligo, Leitrim, Clare, Kerry (in particolare Dingle), Tipperary, Kildare..

PRIMA MELODIA IRLANDESE: THE WREN SONG

Forse la melodia più diffusa ha l’andamento cantilenante di un girotondo e si conclude con una sarabanda, tutte le versioni testuali iniziano sempre con The wren, the wren, the king of all birds. Una delle tanti versioni è riporta anche in ‘Music of Ireland’ (Londra 1844) e come nota al testo F.W. Horncastle scrive: “On the anniversary od St Stephen’s Day groups of young villagers carry about a holly bush adorned with ribbons and with several wrens depending from it. This is conveyed from house to house with much ceremony, the wren-boys chanting several verses, the burthen of which may be collected from the lines of the song. Contributions are, of course, levied and the evening spent in merriment.”
The wren, the wren, the king of all birds(1),
St. Stephen’s Day was caught in a furze,
although he is little, his family’s great,
I pray you, good landlady, give us a treat(2).
Sing hey, sing ho! Sing holly, sing holly(6)!
A drop just to drink, it would cure melancholy

ASCOLTA The Clancy Brothers in Christams Album 1969 (strofe da I a VI) (con un bridge da The Boys from the Country Cork) La versione testuale risale al 1876 (in The Golden Bough, James Frazier)

ASCOLTA Baltimore Consort in Brigh Day Star: Music for the Yuletide Seasons 2009 (strofa I, IV, III, IIa, Va) anche se riprendono la melodia non cantano il ritornello

ASCOLTA Richie Kavanagh in The Mobile Phone 2009 con tanto di coretto di bambini e suono di campane


I
The wren, the wren,
the king of all birds(1),
St. Stephen’s Day was caught in the furze,
although he was little his honour (2) was great,
Jump up me lads and give him a treat(2).
II(4)
As I was gone to Killenaule (5)
I met the wren upon the wall,
Up with me wattle and knocked him down
And brought him into Carrick town(6).
III
Droolin (7), droolin,
where’s your nest?
‘Tis in the bush that I love best
In the tree (bush), the holly tree(8)
Where all the boys do follow me.
CHORUS
Up with the kettle(9) and down with the pan, and you give us a penny to bury the wren
IV
We followed the wren three miles or more
Three miles or more, three miles or more,
Followed the wren three miles or more
At six o’clock in the morning.
V (10)
I have a little box(11) under me arm
Under me arm, under me arm,
I have a little box under me arm,
A penny a tuppence will do it no harm.
VI
Missus Clancy(12)’s a very good woman
A very good woman, a very good woman
Missus Clancy’s a very good woman
She gave us a penny to bury the wren.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo, lo scricciolo
il re di tutti gli uccelli(1)
nel giorno di S. Stefano fu catturato tra i cespugli
sebbene fosse piccolo, il suo spirito (2) era grande
alzatevi, ragazzi e fategli
un’offerta (3).
II (4)
Mentre andavo a Killenaule (5)
ho incontrato uno scricciolo sul muro
ho alzato il mio bastone e l’ho buttato giù
e l’ho portato a Carrick(6)
III
“Scricciolo, scricciolo
dov’è il tuo nido?”
“E” nei cespugli che preferisco
nell’agrifoglio (8)
dove mi inseguono tutti i ragazzi”
CORO
su la lattina (9) e giù la monetina,
dateci un penny per seppellire lo scricciolo.

IV
Abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia,
abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia,
abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia
dalle sei della mattina
V (10)
Ho una piccola scatola(11) sotto il braccio, sotto il braccio
Ho una piccola scatola sotto il braccio
e un penny e tre pence andranno bene
VI
La signora Clancy (12) è proprio una brava donna,
una brava donna
e ci ha dato
La signora Clancy è una brava donna ci ha dato un penny per seppellire lo scricciolo.

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: essendo due uccelli avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo e quindi vincere la gara. raccontata da Joe Heaney qui
2) letteralmente onore, ma qui è da intendersi più in termini “mistici”
3) in altre versioni è espressamente richiesto un penny, ma più spesso ai questuanti si dava un dolce (barm brack un dolce tradizionale all’uvetta e canditi associato con Halloween e anche con il Natale, una specie di panettone irlandese più speziato e asciutto rispetto a quello italiano!) vedi
4) Strofa alternativa: As I went out to hunt and all, I met a wren upon the wall, Up with me wattle and gave him a fall, And brought him here to show you all
5) Killenaule è un piccolo paese nella Contea di Tipperary in un area prevalentemente agricola.
6) Carrick-on-Suir è un paese un po’ più grande nella contea South Tipperary
7) droolin, Droilin in gaelico irlandese per wren (a Dingo dicono rolley)
8) sull’agrifoglio vedi
9) letteralmente: mettete su il bollitore e sotto con la padella!
10) strofa alternativa: I have a little box under me arm, A tuppence or penny will do it no harm, For we are the boys who came your way, To bring in the wren on St. Stephen’s Day
11) la scatola delle offerte, di solito una lattina. Il 26 dicembre era infatti nelle isole britanniche il Boxing day.
12) il nome della generosa signora non può che variare a seconda delle circostanze! Credo che i primi ad aver registrato la canzone siano stati proprio i Clancy bross.

wren-boys-ireland

THE WREN BOYS’ SONG

Un altro canto di questua dei wren boys sempre proveniente dall’Irlanda tratto da  “Ballads from the Pubs of Ireland”, 1968 di James Healy.
ASCOLTA Magpie Lane in “Knock at the knocker and ring at the bell” 2006 (su Spotify)


I
The wren, the wren,
the king of all birds
Saint Stephen’s day was caught in the furze,
We got him there as you can see,
And pasted him up on a holly tree.
CHORUS
Hurrah, my boys, hurrah,
Hurrah, my boys, hurrah.

Knock at the knocker and ring at the bell,
What will you give us for singing so well? 
Singing so well, singing so well,
What will you give us for singing so well?.

II
I get a little box under my arm,
a copper or two will do it no harm,
Knock at the knocker and ring at the bell,
And give us a copper for singing so well.
III
On Christmas day I turned the spit,
I burned my finger, I feel it yet,
Between my finger and my thumb
There’s a blister as big as a plum.
IV
God bless the mistress and the man,
Unto your house we bring the wren,
Though he’s little his family’s great,
Come out, come out, and give us a treat.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo,
il re di tutti gli uccelli (1)
nel giorno di S. Stefano fu catturato nel cespuglio,
lo abbiamo preso come potete vedere e legato su un agrifoglio (8).
CORO
Evviva miei ragazzi,
Evviva miei ragazzi,
scrollate il battente e suonate il campanello,
cosa ci date per cantare così bene?
Per cantare così bene, cantare così bene, cosa ci date per cantare così bene?
II
Ho una piccola scatola (11) sotto il braccio
e una monetina o due andranno bene
scrollate il battente e suonate il campanello,
dateci una monetina per cantare così bene
III
Il giorno di Natale ho girato lo spiedo
e mi sono bruciato il dito, lo sento ancora, tra l’indice e il pollice
c’è una bolla grande come una prugna.
IV
Dio benedica la signora e il signore,
nella vostra casa portiamo lo scricciolo, anche se piccolo, il suo spirito è grande, venite fuori e dateci un dolcetto

(seconda parte segue)

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html http://www.dingle-peninsula.ie/wren.html http://www.sligoheritage.com/archwrenboys.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=805 https://thesession.org/tunes/2828 http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/thewren.htm http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Wren_Song.htm http:[email protected]?SongID=7195 http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/WRENBOY2.html

RIDDLES WISELY EXPOUNDED (seconda parte)

Gli “enigmi” o “indovinelli” fanno parte di una consuetudine delle canzoni popolari nel rapportarsi con il soprannaturale, sia esso un essere magico o diabolico, e più in generale rappresentano un’arma di difesa per scongiurare un pericolo o ottenere un beneficio, così nelle fiabe giovanetti e giovanette di umili origini ottengono matrimoni vantaggiosi o regni per aver saputo risolvere degli enigmi o aver adempiuto a dei compiti impossibili. Un bel salto mentale per noi moderni che abbiamo ridotto gli indovinelli alla stregua di barzellette!

Gli indovinelli compaiono spesso nei rituali nunziali come mezzo per riunire gli opposti, diventano un po’ il surrogato delle imprese impossibili ovvero gli ostacoli da superare. Così nella prima parte abbiamo esaminato la prima delle ballate raccolte nel libro di Child “The English And Scottish Popular Ballads”: Riddles Wisely Expounded, nella sua versione A (vedi)

devil-woodcutVERSIONE C
L’inizio è simile alla versione A in cui le tre sorelle accolgono con sollecitudine lo “straniero” e la più giovane passa la notte con lui. Al mattino il “cavaliere villano” nel senso di privo di modi cortesi e raffinati, esorta la sorella più giovane a rispondere ai suoi indovinelli e la minaccia però che, in caso di errore, sarà di certo portata via dall’old Nick (uno dei tanti pseudonimi del diavolo).
Solo allora la fanciulla (e con lei il pubblico) inizia ad avere timore dello straniero, e con la sua ultima risposta lo costringe a rivelarsi nel suo aspetto demoniaco!
Gli indovinelli non hanno una risposta univoca in tutte le versioni, ad esempio alla domanda di cosa sia più pungente di una spina si risponde a volte con la calunnia oppure con la fame o la morte.


There was a lady of the North Country(1),
Lay the bent to the bonny broom(2)
And she had lovely daughters three.
And you may beguile a fair maid soon(3).
There came a stranger to the gate,
And he three nights and days did wait.
He came unto the lady’s door,
And asked where her three daughters here.
“The eldest is to the washing gone,
The second’s to the baking gone.
The youngest is to a wedding gone,
And it will be night before they’re home.”
He sat him down upon a stone,
Till the three lasses came tripping home.
The oldest one’s to the bed making,
The second one’s to the sheet spreading.
But the youngest sister so bold and bright,
She lay abed with this uncouth knight.
And in the morning when it was grey,
These words to her did the stranger say.
“Now answer me these questions three,
Or you shall surely go with me.
Now answer me these questions six,
Or you shall surely be old Nick’s(7).
What is sharper than the thorn?
What is louder than the horn?
What broader than the way?
What is colder than the clay?
What is greener than the grass?
And what is worse than a woman was(8)?”
“Hunger is sharper then the thorn,
And thunder is louder than the horn.
Love is broader than the way,
And death is colder than the clay.
Envy’s greener than the grass,
And the Devil’s worse than a woman was.
“As soon as she the fiend did name,
He flew away in a blazing flame(9).”
TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
C’era una signora del Nord
poni il giunco con la bella ginestra
che aveva tra amabili figlie
tra poco ingannerai una fanciulla
Venne un forestiero ai cancelli
e attese per tre notti e tre giorni
Andò alla porta della signora
e chiese dove erano le tre figlie
“La più grande è andata al lavatoio
la seconda è andata al forno
La più giovane è andata a un matrimonio
e verrà notte prima che ritornino a casa”
Lui si sedette su una pietra
finchè le tre ragazze rientrarono
La più grande per fare il letto
le seconda per stendere le lenzuola
ma la più giovane sorella così audace e brillante,
per giacere a letto con questo rozzo cavaliere.
E al mattino quando schiariva
lo straniero le disse queste parole
“Ora rispondi a queste tre domande
o ti porterò con me di certo
Ora rispondi a queste sei domande
oppure tu sarai di certo del vecchio Nick
Cos’è più pungente della spina?
Cosa fa più rumore del corno?
Cos’è più ampio della distanza?
Cos’è più freddo dell’argilla?
Cos’è più verde dell’erba?
Cosa c’è di peggiore di una donna?”
“La fame è più pungente della spina,
e il tuono fa più rumore del corno.
L’amore è più ampio della distanza,
e la morte è più fredda dell’argilla
L’erba è più verde del bosco,
e il diavolo è peggiore della donna”
Non appena lei fece il nome del diavolo
egli volò via in una fiamma ardente

NOTE
1) nel codice delle ballate britanniche il Nord è inteso dagli ascoltatori come negativo e quindi nel richiamarlo li si  prepara a qualcosa di terribile.
2) il refrain è presente anche in alcune versioni della ballata “The Cruel Sister” :al di là di ogni possibile traduzione delle parole la frase indica chiaramente il fare sesso. Alcuno traducono “bent” nel senso di “ricurvo” e quindi come un modo di descrivere l’horn cioè il corno (richiamando il corno o la tromba dell’elfo nella ballata “The Elfin Knight“) altri invece riconducono il termine all’Inglese antico (derivato dal sassone) nel senso di pianta o cespuglio della brughiera ossia l’erica o più in genera il giunco. Il significato dell’intercalare Lay the bairn tae the bonnie broom è stato a lungo dibattuto, la traduzione proposta da Dall’Armellina -poni il giunco con la bella ginestra-è una sorta di codice che introduce una storia di corteggiamento (l’uomo è il bairn o il bent che si avvinghia alla – o entra nella- bella ginestra, la donna)
3) in molte altre versioni il verso diventa solo un ” Fa la la la la la la la la la”
7) il diavolo ha vari soprannomi, molti dei quali includono il termine Old: Old Harry, Old Ned, Old Nick, Old One, Old Roger, Old Scratch, Old Horny, Old Gentleman
8) di certo non l’indovinello più adatto per un corteggiamento, essendo carico di misoginia!
9) il demone viene costretto a mostrarsi con le sue vere sembianze e quindi sconfitto e scacciato!

LA VERSIONE AMERICANA: THE DEVIL’S NINE QUESTIONS
Il titolo dice nove domande ma gli indovinelli sono solo otto la nona domanda è probabilmente quella contenuta nel ritornello ovvero “chi è il più furbo tre noi due?”. Nel testo ci sono molte espressioni “bibliche” di rigore quando si parla del diavolo. Il testo è riportato in “Singing Traditions of Child’s Popular Ballads“, Bertrand Harris Bronson, come collezionato dalla signora Rill Martin, Virginia, 1922.

ASCOLTA Texas Gladden
“We are told that Texas Gladden learnt her version of The Devil’s Nine Question from the collector Alfreda Peel, who had previously noted the songs from a Mrs Rill Martin of Mechanicsburg, VA, before passing it on to Texas.”

ASCOLTA Paul Clayton & Jean Ritchie


If you don’t answer my questions nine
Sing ninety-nine and ninety(1),
I’ll take you off to hell alive,
And you are the weaver’s bonny(2).
What is whiter than milk?
What is softer than silk?
Snow is whiter than milk,
Down is softer than silk,
What is louder than a horn?
What is sharper than a thorn?
Thunder’s louder than a horn,
Death is sharper than a thorn(3),
What is higher than a tree?
What is deeper than the sea?
Heaven’s higher than a tree,
And hell is deeper than the sea.
What is innocenter than a lamb?
What is worse than womankind?
A babe is innocenter than a lamb,
The devil’s worse than womankind,
You have answered me questions nine,
You are God’s, you’re not my own,
TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
Se non risponderai alle mie nove domande,
canta 999,
ti porterò all’inferno da viva,
tu sei l’astuta!
Cos’è più bianco del latte?
e più soffice della seta?
La neve è più bianca del latte
una piuma è più soffice della seta.
Cos’è più rumoroso di un corno
e più affilato di una spina?
Il tuono è più rumoroso del corno
e la morte è più affilata di una spina.
Cos’è di più alto di un albero
e più in basso del mare?
Il cielo è più in alto di un albero
e l’inferno è più in basso del mare.
Cos’è più innocente di un agnello
e peggiore di una donna?
Un bambino è più innocente di un agnello
e il diavolo è peggio di una donna.
Hai risposto alle mie nove domande,
e sei di Dio, non mia

NOTE
1) 999 è il numero del Diavolo (ovvero 666) perchè è u numero che si può leggere in tutte e due i versi
2) il ritornello si alterna con “And I’m the weaver’s bonny“: tradotto letteralmente in italiano diventa “sei la bella di chi tesse” bonny però significa anche cara, favorita dal Fato, la grande tessitrice, depositaria della saggezza, quindi è una specie di rimpallo tra tu sei quella furba, no io sono quello più furbo, e così via che si conclude alla fine con la vittoria della saggezza femminile.
3) qui l’immagine ha a che vedere con il sangue, una spina punge e fa uscire il sangue dal corpo, ma la morte è quella che porta la falce e miete la vita.

VERSIONE B: JENNIFER GENTLE
Nota anche come “The Three Sisters” o “Juniper, Gentle & Rosemary” la ballata compare, peraltro in forma incompleta, in “Some Ancient Christmas Carols” di Davies Gilbert (1823). E’ la versione più romantica della storia in cui la sorella più giovane sa rispondere ai sei enigmi e riesce a sposare il “valiant knight”

ASCOLTA Magpie Lane in Six For Gold 2009


There were three sisters fair and bright,
Juniper, gentle and rosemary,(1)
And they three loved one valiant knight,
As the dew flies over the mulberry tree.
And the eldest sister let him in,
And she barred the door with a silver pin.
And the middle sister made the bed,
And laid soft pillows beneath his head.
But the youngest sister that same night
She resolved to wed with that valiant knight.
“Oh it’s you must answer my questions three,
And then, fair maid, we can married be.
“Oh, what is louder than the horn?
And what is sharper than any thorn?”
“Oh, rumour is louder than the horn,
And hunger is sharper than any thorn.”
“And what is greener than the grass?
And what is smoother than the glass?”
“Oh, envy is greener than the grass,
And flatter is smoother than the glass.”
“And what is keener than the axe?
And what is softer than melting wax?”
“Oh, revenge is keener than the axe,
And love is softer than melting wax.”
“Now you have answered my questions three,
And now, fair maid, we can married be.”
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
C’erano tre sorelle buone e belle
Ginepro, Genziana e Rosmarino
e tutte e tre amavano un valente cavaliere
come la rugiada si posa sopra il gelso
La più grande lo fece entrare
e chiuse la porta con uno spillo d’argento
quella mediana fece il letto
e pose soffici cuscini per la testa
ma la più giovane quella stessa notte
decise di sposare il valente cavaliere
“Prima devi rispondere alle mie domande
e poi, bella pulzella, potremmo sposarci”
Cos’è più forte di un corno
e più acuminato di una spina?
Il rumore è più forte di un corno
e la fame è più acuminata di una spina.
Cos’è più verde dell’erba
e più levigato del vetro?
L’edera è più verde dell’erba
e l’adulazione è più levigata del vetro.
Cos’è più affilata di un ascia
e più tenera della cera fusa?
La vendetta è più affilata di un ascia
e l’amore e più tenero della cera fusa.
“Adesso che hai risposto alle mie domande
bella pulzella potremo sposarci!”

NOTE
1) sono i nomi delle tre sorelle Juniper, Gentian e Rosemary (in italiano Ginepro, Genziana e Rosmarino) oppure il tipico intercalare in cui si ricorre alla citazione delle erbe magiche. Gentle potrebbe essere il cognome di Jennifer oppure inteso come aggettivo e quindi la dolce Jennifer

ASCOLTA Clancy Brothers & Tommy Makem in Flowers In The Valley 1970. La versione testuale è scritta e musicata dai fratelli Eddy e Finbar Furey e richiama solo vagamente la versione originale della ballata.


I
Oh, Jennifer Gentle and Rosemaree (1),
What is deeper than the sea?
And what is higher than the broadside,
As the dew falls over the mulberry tree?
II
What does make my heart feel glad,
And turn my winters into spring,
When all the world is so very sad?
It’s the joy that Jennifer Gentle brings.
III
The sun has gotten the ocean’s cold,
A lovely silver and pure bright gold;
While we lean girls walk down to rest,
On the welcome folds of the ocean’s breast.
IV
Love is deeper than the sea,
Jennifer Gentle and Rosemaree;
And the truth is higher than the broadside,
As the dew falls over the mulberry tree.
TRADUZIONE ITALIANO DI   CATTIA SALTO
I
O Jennifer Genlte e Rosemary
cos’è più profondo del mare?
E cos’è superiore di detti popolari
come la rugiada che cade sul gelso?
II
E cosa fa essere il mio cuore allegro
e mutare i miei inverni in primavera
mentre il resto del mondo è triste?
E’ la gioia che Jennifer Genlte porta.
III
Il sole ha preso il freddo dell’oceano
un bell’argenteo e una pura luce dorata,
mentre ci appoggiamo alle fanciulle per andare a dormire nelle gradite onde tra le braccia del mare
IV
L’amore è più profondo del mare
Jennifer Genlte e Rosemary
e la verità è superiore ai detti popolari,
come la rugiada che cade sul gelso

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_1
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/66.html
https://www.loomishousepress.com/assets/240824.pdf
http://bluegrassmessengers.com/inter-diabolus-et-virgo–rawlinson-broadside-1450.aspx
http://betterknowachildballad.wordpress.com/2012/07/02/child-1-riddles-wisely-expounded/
http://www.pbm.com/~lindahl/ballads/early_child/sidebar5.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/25/jennifer.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56572
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=85953
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=140911
http://mainlynorfolk.info/john.kirkpatrick/
songs/bowdowntothebonnybroom.html

http://www.mustrad.org.uk/reviews/gladden2.htm
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/NonChristmas/three_sisters.htm

BIBLIOGRAFIA
L’eredità celtica. Antiche tradizioni d’Irlanda e del Galles (Alwin e Brinley Rees)

THE BOAR’S HEAD

Le festività natalizie che si svolgono nel cuore dell’inverno sono ricche di stratificazioni di credenze e rituali, antichi come l’alba dell’uomo. Il passaggio del sole nel cielo solstiziale che segna il giorno più corto dell’anno era accolto un tempo con grande timore nella paura che il gelo e l’oscurità potessero sconfiggere la luce. Così il solstizio d’inverno fissato dal calendario il 21 dicembre segnava il primo giorno delle feste invernali e la dodicesima notte era il 2 gennaio. Secondo l’usanza attualmente accreditata il conto dei giorni parte invece dal 26 dicembre ovvero il “Giorno Santo” e si conclude il 6 gennaio, ovvero l’Epifaniache tutte le feste spazza via“.

LA FESTA DEL SANGUE

Quando la festa di Natale era ancora la festa di Yule presso i norreni si venerava Freyr (che significa semplicemente Signore, latinizzato in Fricco oppure anglicizzato in Frey), dio della bellezza e della fecondità equivalente per molti aspetti al Lug celtico. Nell’Edda in prosa è descritto insieme alla sorella Freyia Erano belli d’aspetto e potenti. Freyr è il più nobile fra gli Æsir; egli governa la pioggia e lo splendore del sole, e quindi i frutti della terra. È bene invocarlo per le messi e per la pace. Egli ha potere sulla prosperità degli uomini.”
In realtà il Mondo a cui appartenevano i due fratelli era quello dei Vanir, gli Æsir erano gli dèi del cielo e della potenza guerriera; mentre i Vanir erano legati alla terra, alla fecondità e al piacere, dopo la guerra tra le due stirpi Freyr e Freyia andarono come ostaggi presso gli Æsir (vedi).

boar-headNel mezzo dell’inverno gli si dedicava la grande festa di Frdblod, “il sacrificio di Freyr” in cui i guerrieri, riuniti nella grande casa del capo, uccidevano i loro cavalli e il sangue era spruzzato sul pavimento e sulle teste dei presenti. Una coppa di sangue veniva passata di mano in mano e solo dopo che tutti avevano bevuto iniziava il grande banchetto. L’usanza del sacrificio rimase nell’abitudine inglese di far sanguinare i cavalli nel giorno di Santo Stefano, santo che finì per assumere alcune caratteristiche di Freyr, e così lo vediamo raffigurato nella pittura svedese a cavallo mentre porta una testa di cinghiale per il banchetto natalizio. Evidentemente si sacrificavano anche cinghiali in onore del dio della fertilità che peraltro aveva un cinghiale dalle setole dorate, dono dei nani, per trainare il suo carro (il prosciutto di Natale è il piatto super-tradizionale della Svezia).

UN CINGHIALE ARROSTO

A Yule prima del tacchino e ancor prima dell’oca sulla tavola di un banchetto medievale c’era la testa di un cinghiale arrostito, con l’immancabile mela o limone in bocca.
Il menù tradizionale del Natale inglese prevedeva sempre gli arrosti di cigni e pavoni, acconciati con tutte le loro penne prima di essere serviti in tavola, ma il piatto forte era la testa di cinghiale arrostita, condita con alloro e rosmarino. Tale usanza si conserva ancora al New College di Oxford, dove la testa di cinghiale viene portata in processione, così come si faceva un tempo.

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Artwork by John A. Hows from Christmas In Art And Song. New York: The Arundel Printing and Publishing Company, 1879

A Oxford la cerimonia prevede che un corteo di studenti preceduti da un cantore (che ovviamente canta The boar’s head in hand bring I..) rechi la testa in trionfo fino a porgerla al rettore, il quale prende il limone dalla bocca del cinghiale e lo dona al cantore, e poi distribuisce agli altri presenti, con un gesto augurale, l’alloro della guarnizione.

All’epoca di Elisabetta I i dodici giorni del Natale erano, per la nobiltà, occasione di festa con quotidiane cene di gale, musica e danze e tanti canti. Ma la notte di Natale la festa si faceva più frenetica, con l’ingresso trionfale del maggiordomo recante la testa di cinghiale su un vassoio d’argento, circondata di mele rosse e appoggiata su un nido di rosmarino e alloro: annunciata dalle trombe, era il segnale del primo brindisi benaugurale e poi tutti si mettevano a tavola. La testa però non era semplicemente una testa arrostita di cinghiale quanto piuttosto il contenuto della testa era cucinato come una specie di soppressata speziata e piccante. Non so di ricette elisabettiane in merito ma.. nella maremma toscana, nota terra di butteri e cinghiali, c’era un modo per cucinare la testa del cinghiale, il trofeo riservato al cacciatore che lo ha ucciso.

LA RICETTA DI LUCIANO BEZZINI

(riportata da Enzo vedi)

Prima di tutto la testa va appesa per alcuni giorni in cantina, e chi non ce l’ha dovrà farsi subito una cantina adatta. Poi, quando smette di sanguinare va rasata a zero, con il rasoio, poi con un ferro rovente ed anche con acqua bollente ed un pezzo di mattone. La testa quindi va disossata lasciando intatta la pelle e mettendo da parte cervello, lingua e gli altri ritagli e va strusciata con limone e poi salata e bagnata con aceto ed olio e poi il tutto va cosparso di odori (ramerino [per i non toscani è il rosmarino], salvia, timo, aglio, alloro, ginepro ) e tenuto un paio di giorni a riposo. Infine si farcisce la testa con la carne battuta e nuovi odori, si chiude legando il tutto ben stretto e si mette in un paiolo. Qui si copre con olio, vino ed acqua nel rapporto 1,2,3 si mette una buccia di arancia, una manciata di uva passita, pinoli sgusciati, mezzo cucchiaio di cioccolato fondente [una concessione più moderna]. Si chiude il paiolo e si mette sul fuoco basso per qualche ora finché il liquido è ritirato e sul fondo si ha solo grasso che borbotta. Si gira e si mette su un tagliere, affettando quando è tiepido.

E sempre dalla Toscana, in quella di Firenze un’altra ricetta di sopressata in cui si mescolano la testa di maiale e di cinghiale vedi

THE BOAR’S HEAD CAROL

La carol è stata data in stampa nel 1521 in Christmase Carolles con il titolo di “A Caroll bringyng in the Bores heed.” Nella terza strofa veniva espressamente citata la festività natalizia

Be gladde lordes, bothe more and lasse
For this hath ordeyned our stewarde
To chere you all this Christmasse,
The Bore’s head with mustarde
.

Ma la versione diventata standard è quella di Thomas Wright stampata nel 1841, oppure quella di William Henry Husk in Songs of the Nativity del 1868.

ASCOLTA The Chieftains in The Bells of Dublin 1991

ASCOLTA Magpie Lane in The Oxford Ramble 1993

ASCOLTA Ken and Lisa Theriot in The Gifts of Midwinter


I
The boar’s head(1) in hand bring I,
Bedeck’d with bays and rosemary.
I pray you, my masters, be merry
Quot estis in convivio(2)
CHORUS
Caput apri defero
Reddens laudes Domino (3)
II
The boar’s head, as I understand,
Is the rarest dish in all the land,
Which thus bedeck’d with a gay garland
Let us servire cantico. (4)
III
Our steward hath provided this
In honour of the King of Bliss;
Which, on this day to be served is
In Reginensi atrio. (5)
TRADUZIONE ITALIANO
I
La testa di cinghiale (1) in mano io porto, guarnita con alloro e rosmarino
vi prego, miei signori, siate gai voi
tutti che siete alla festa (2)
CORO
La testa del cinghiale io porto
per rendere grazie al Signore (3)
II
La testa del cinghiale come apprendo
è il piatto più speciale in tutta la terra,
che così decoriamo con una gaia ghirlanda
cibiamoci e cantiamo (4)
III
Il nostro valletto ce l’ha procurata
in onore del Re della Gioia
e in questo giorno deve essere offerta nella sala della Regina (5)

NOTE
1) la caccia al cinghiale era uno sport praticato nel periodo natalizio, molto amato dalla nobiltà elisabettiana, e la testa di cinghiale servita a Natale è rimasta una tradizione in alcuni college inglesi, e tuttavia il cinghiale selvatico si è estinto in Inghilterra nel 1700.
2)Ye who are now at the feast
3) I bring the boar’s head, returning praise to the Lord
4) Let us serve with a song. In altre versioni è scritto “Servitur cum sinapio = it is served with mustard
5) In the Queen’s hall

FONTI
http://bifrost.it/GERMANI/Schedario/Freyr.html http://www.orkneyjar.com/tradition/yule/yule4.htm
http://www.chefsilvia.it/notizie-eventi-culinari-corsi-sagre/notizie-varie/1294-a-tavola-con-gli-inglesi-medioevali.html http://goldentrail.wordpress.com/2013/08/26/a-month-for-freyr-day-26/ http://www.library.wisc.edu/etext/BookofDays/16450754.html http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/ bores_heed_in_hand_bring_i-sandys.htm

MAYERS: Drawing Near to the Merry Month of May

Molte tradizioni del Maggio si sono conservate in varie parti d’Europa fino alle soglie del Novecento. Così anche in Inghilterra (come in Italia) la tradizione dei “Mayers” non è scomparsa; anche se si è drasticamente interrotta allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, è stata ripresa sporadicamente e mantenuta viva dai molti Mummers e Morris Dancers, fino ai nostri giorni.

inghilterraSi riportano le tradizioni diffuse in Inghilterra andando per ordine alfabetico secondo la suddivisione in contee

Introduzione vedi
Prima parte Bedforshide vedi
Seconda parte Cambridgshire, Cheshire vedi
Terza parte Lancashire, Yorkshire  vedi

GREATER MANCHESTER – Lancashire

Si stralcia da qui in merito alle tradizioni del Primo Maggio a Manchester e dintorni.
 "One tradition was for girls to don mainly white dresses, made from curtains or whatever, and carry around a broomstick representing a maypole. Another tradition was for boys to dress up in women's clothing and to colour their faces - they were called molly dancers, 'molly' being an old expression for an effeminate man. Dr Cass[Dr Eddie Cass, the Folklore Society] says they went round quoting a verse. One such, from the Salford area, was: I'm a collier from Pendlebury brew. Itch Koo Pushing little wagons up a brew I earn thirty bob a week I've a wife and kids to keep I'm a collier from Pendlebury brew  Dr Cass himself remembers both traditions. The girls would dance round the maypole and sing other songs, such as: Buttercups and daisies Oh what pretty flowers Coming in spring time To tell of sunny hours  We come to greet you on the first of May We hope you will not send us away For we dance and sing our merry song On a maypole day

SWINTON MAY SONG

La versione riprodotta dai Watersons nel 1975 è tratta da W&R Chamber “Book of Days” – 1869 – con parole e musica collezionate dal signor Job Knight (1861) – e nelle note di copertina A.L. Lloyd commenta
The critical seasons of the year—midwinter, coming of spring, onset of autumn—were times for groups of carollers to go through the villages singing charms for good luck, in hope of a reward of food, drink, money. This one was sung on May Eve or thereabouts in Yorkshire and Lancashire, but it’s much like similar songs from any other county.”

La carola viene anche intitolata “Drawing Near to the Merry Month of May” e il testo è anche riportato nel libro di Edwin Waugh “Lancashire Sketches” (1869)
L’area di riferimento è il Yorkshire e il Lancashire e “Swinton” era un piccolo borgo, poi città di Salford ora diventata una parte di Manchester (Inghilterra)

ASCOLTA The Watersons in For Pence and Spicy Ale -1975

ASCOLTA Brass Monkey in Flame of Fire – 2005

Le due melodie sono diverse, la versione dei Brass Monkey richiama la Padstow May Song, altro canto rituale di questua primaverile ancora popolare nella cittadina di Padstow, Cornovaglia.
Come è riportato nel Book of Day di Chambers (1869) le canzoni di Swinton erano due la Old May song e la New May song. La Old May Song era una cosiddetta Night song che era cantata appunto durante la notte da gruppi di mayers accompagnati con vari strumenti musicali.

OLD MAY SONG vedi


I
All in this pleasant evening together
come has we for the summer springs so fresh and green and gay.
We’ll tell you of a blossom and a bud on every tree
Drawing near to the merry month of May
II
Rise up, the master of this house all in your chain of gold
For the summer springs so fresh and green and gay
We hope you’re not offended with your house we make so bold
Drawing near to the merry month of May
III
Rise up, the mistress of this house with gold all on your breast
For the summer springs so fresh and green and gay
And if your body is asleep we hope your soul’s at rest
Drawing near to the merry month of May
IV
Rise up, the children of this house, all in your rich attire
For the summer springs so gresh and green and gay.
And every hair all on your head shines like a silver wire
Drawing near to the merry month of May
V
God bless this house and arbor, your riches and your store
For the summer springs so fresh and green and gay
We hope that the Lord will prosper you both now and evermore
Drawing near to the merry month of May
VI
So now we’re going to leave you in peace and plenty here
For the summer springs so fresh and green and gay
We will not sing you May again until another year
For to drive you these cold winter nights away
TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
In questa piacevole serata tutti insieme, veniamo
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra.
Vi diremo di boccioli e gemme su ogni albero,
portiamo dentro il Maggio allegro.
II
Alzatevi, padrone di questa casa con la vostra catena tutta d’oro,
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra
speriamo che non vi offendiate che ci siamo avvicinati alla vostra casa in modo così audace,
portiamo dentro il Maggio allegro.
III
Alzatevi, padrona di questa casa con la catena tutta d’oro sul petto perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra e se il vostro corpo è addormentato speriamo che la vostra anima sia in pace, portiamo dentro il Maggio allegro.
IV
Alzatevi ragazzi di questa casa, nei vostri ricchi vestiti
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra
e i capelli sulla vostra testa brillano come fili d’argento,
portiamo dentro il Maggio allegro.
V
Dio benedica questa casa e rifugio,
i vostri beni e il negozio
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra
che il Signore vi dia prosperità adesso e per sempre,
portiamo dentro il Maggio allegro.
VI
Adesso vi lasciamo in pace e abbondanza
perché l’estate sboccia così fresca, verde e allegra,
non canteremo il Maggio fino al prossimo anno, per portare via queste fredde notti d’Inverno
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

Possiamo leggere una testimonianza di prima mano anche nel libro “Memoirs of Seventy Years of an Eventful Life di Charles Hulbert (Providence Grove, Near Shrewsbury:1852), pg 107
With feelings of indescribable pleasure, I still call to my remembrance various customs and scenes familiar to my early years. Still present is the delight with which I hailed the approach of May-day morning, when a select company of the musical Rustics of Worsley, Swinton and Eccles, would assemble at midnight to commence the grateful task of saluting their neighbours with the sound of the Clarionet, Hautboy, German Flute, Violin, and the melody of twenty voices. On this occasion the leader of the band would commence his song under the window or before the outer door of the family “he delighted to honour” with
O rise up Master of this House, all in your chain of gold,
For the summer springs so fresh, green and gay;
I hope you’ll not be angry at us for being so bold,
Drawing near to the merry month of May.
In this strain, including some encomiums or happy allusion to the various qualifications of all the other branches of the family the whole were saluted: after which a purse of silver or a few mugs of good ale were distributed among the company; thus they proceeded from house to house, tilling the air with their music and happy voices, till six o’clock in the morning.

Tra le bevande con cui i cantori si rinfrescavano le ugole oltre all’immancabile birra c’era anche il Syllabub (traducibile in italiano come vino frizzante) preparato con la crema del latte. continua

OXFORDSHIRE

THE SWALCLIFFE MAY DAY CAROL

CMB-009Ecco la trascrizione di un canto del maggio risalente al XIX secolo cantato dai bambini di Swalcliffe, chiaramente una Day Song
Swalcliffe (pronounced sway-cliff) is a village near Banbury in North Oxfordshire. The words of this carol were noted by Miss Annie Norris around 1840 from the singing of a group of children in the village. The words were passed onto the collector – and Adderbury resident – Janet Blunt in 1908, and she finally collected a tune for the song from Mrs Woolgrove of Swalcliffe, and Mrs Lynes of Sibford, at Sibford fete, July 1921.” (tratto da qui)

ASCOLTA Magpie Lane in The Oxford Ramble 1993


I
Awake! awake! lift up your eyes
And pray to God for grace
Repent! repent! of your former sins
While ye have time and space
II
I have been wandering all this night
And part of the last day
So now I’ve come for to sing you a song
And to show you a branch of May
III
A branch of may I have brought you
And at your door it stands
It does spread out, and it spreads all about
By the work of our Lord’s hands
IV
Man is but a man, his life’s but a span
He is much like a flower
He’s here today and he’s gone tomorrow
So he’s all gone down in an hour
V
So now I have sung you my little short song
I can no longer stay
God bless you all both great and small
And I wish you a happy May
TRADUZIONE ITALIANO
I
Svegliatevi, aprite gli occhi
e chiedete la Grazia a Dio.
Pentitevi per i vostri peccati
adesso che avete ancora tempo.
II
Ho camminato per tutta la notte
e parte del giorno
e adesso sono qui per cantarvi una canzone
e per portarvi il ramo del maggio.
III
Vi ho portato il ramo del maggio
fin davanti alla porta,
sta fiorendo e porterà a fioritura tutto ciò che lo circonda
per mezzo dell’opera di Nostro Signore.
IV
L’uomo tuttavia è solo un uomo, la sua vita è breve, è molto simile a un fiore
è qui oggi e domani non c’è più,
così tutto finisce nel giro di un ora.
V
Adesso che ho cantato la mia canzoncina non posso restare più a lungo,
Dio vi benedica grandi e piccoli
e vi auguro un felice Maggio

 

Introduzione: La ghirlanda del maggio continuainghilterra
Prima parte
: I Mayers e le carole di primavera continua
Seconda parte: I Mayers e le carole di primavera continua

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=129987 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30126 http://www.thebookofdays.com/months/april/24.htm http://www.bbc.co.uk/radio4/history/ making_history/makhist10_prog5d.shtml https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/ swintonmaysong.html http://www.magpielane.co.uk/sleevenotes/ oxford_ramble/may_day_carol.htm https://afolksongaweek.wordpress.com/2013/04/29/ week-88-swalcliffe-may-day-carol/