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THE SNOWS THEY MELT THE SOONEST

“The snow they melt the soonest” è una canzone popolare del Border (diffusa sia in Inghilterra che in Scozia), è stata pubblicata nel Northumbrian Minstrelsy (Bruce&Stokoe 1882) e in origine nel Blackwood’s Magazine, (Edimburgo 1821) così come collezionata da Thomas Doubleday (1790-1870) che la sentì da un cantore di strada di Newcastle. vedi

Così si legge nelle note di Anne Briggs nel suo album “Anne Briggs” 1971
“We owe this to a good pioneer collector of North-Eastern song, the soap-boiler and lively Radical agitator Thomas Doubleday, who contributed it to Blackwood’s magazine [under the pseudonym of Mr Shufflebotham] as long ago as 1821. He got the melody from a Newcastle street singer. In Northumbrian Minstrelsy (1882, repr. 1965) the tune is given as My Love Is Newly Listed.”  (A.L. Lloyd)
Siccome nessuno ha trovato traccia della canzone nella tradizione popolare precedentemente a questa data, alcuni presumono che il testo sia stato scritto nientemeno che da Thomas Doubleday sulla melodia nota come “My love has listed/The White cockade“. Anne Briggs fu la prima a diffonderlo nel circuito dei folk-club negli anni 60 e per questo altri le attribuiscono la paternità del testo. I Pentangles lo fanno diventare loro nell’album Solomon’s Seal intitolandolo “The Snow” mentre in realtà si tratta di una delle tanti varianti del brano tradizionale.

Meravigliosa la versione strumentale dei Lunasa risolta come una low air dal titolo “January Snows” in Otherworld 1999 (melodia seguita dal reel Laura Lynn Cunningham)

Il tema è quello della separazione tra due innamorati: le immagini evocate legano il rapporto amoroso allo scorrere delle stagioni così dopo il riposo della terra sotto la coperta dell’inverno anche l’orgoglio è pronto a sciogliersi come la neve. La coppia è in procinto di separarsi ma chi canta è certo che la separazione non sarà definitiva e al ritorno del disgelo anche l’innamorato ritornerà da lei (lui)

VERSIONE DAL PUNTO DI VISTA MASCHILE

ASCOLTA Horslips in “Drive The Cold Winter Away” 1975

ASCOLTA John Renbourn & Robin Williamson 1993

ASCOLTA Dick Gaughan in “Handful of Earth” (1981) lenta, malinconica, lacerante (sequenza strofe I, III, II, IV)

ASCOLTA Sting in “If on a Winter’s Night” 2009 la canzone inizia a 0:48 dopo il breve commento (Sting, classe 1951, con questo brano tradizionale rende omaggio al suo paese natale, Wallsend, situato nella periferia a nord di Newcastle upon Tyne) una melodia malinconica, introspettiva, sussurrata sulle note del chitarrista Dominic Miller (con Sting dal ’91), l’affiatamento è magico
ASCOLTA Piers Faccini in “Songs Of Time Lost” (2014) con Vincent Segal


I
The snows they melt the soonest
when the wind begins to sing
And the corn it ripens faster
when the frost is settling in
And when a woman tells me that
my face she’ll soon forget
Before we part I’ll wage a croon(1) she’s fain to follow it yet
II
The snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the swallow skims without a thought as long as it is spring
But when spring goes and winter blows, my lassie you’ll be fain,(2)
For all your pride to follow me
across the stormy main (3)
III
The snows they melt the soonest
when the winds begin to sing
And the bee that flew when summer shone, in winter cannot sting.
I’ve seen a woman’s anger melt between the night and morn
So it’s surely not a harder thing
to tame a woman’s scorn
IV
Oh, never say me farewell here
no farewell I’ll receive(4)
for you shall take (set) me to the stile,
I’ll kiss and take your leave
“I’ll stay until the curlew (5) calls
and the martlet (6) takes his wing (7)
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing”
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Le nevi si sciolgono presto
quando i venti iniziano a soffiare
e il grano matura prima
quando il gelo si è depositato,
e quando una donna mi dice che dimenticherà presto il mio volto,
prima di lasciarci, scommetterò una moneta che è già pronta a seguirmi.
II
Le nevi si sciolgono presto
quando i venti iniziano a soffiare
e la rondine plana senza pensieri finché è primavera. Ma quando la primavera se ne va e soffia l´inverno,
ragazza mia, sarai pronta,
nonostante l’orgoglio, a seguirmi
attraverso il mare in burrasca
III
Le nevi si sciolgono presto
quando i venti iniziano a soffiare
e l’ape che volava quando l’estate splendeva, in inverno non può pungere. Ho visto la rabbia di una donna sciogliersi tra notte e dì,
così non è certo più difficile
ammansire il rifiuto di una donna
IV
Non dirmi addio qui,
non accoglierò il tuo addio
ma mi aprirai la porta,
ti bacerò e prendero il tuo congedo
“Ti aspetterò fino al richiamo del chiurlo e fino a quando la rondine prenderà il volo (7)
perchè le nevi si sciolgono presto
quando i venti iniziano a soffiare”

NOTE
* versione rielaborata da Musica&Memorie  (vedi)
1) nella versione degli Horslips “I want to croon” e nella versione di Anne Briggs: “I’d bet a crown”. Nei Pentangle “I’ll wage a corn”  (scommetterò un chicco di grano) in verità “crun, croon o croun” = corona, vecchia moneta che valeva 5 scellini, una somma principesca in passato
2) my loss and you’ll be fain (versione Horslips)
3) oppure “raging main” (versione Dick Gaughan)
4) oppure: “So whoever says to me farewell here, no farewell I receive”
5) Oppure moorcock o woodcock (vedi)
6) martelet è la versione araldica della rondine (vedi)
7) la donna lo aspetterà fino a settembre-ottobre quando le rondini migrano verso i paesi più caldi

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VERSIONE AL FEMMINILE

ASCOLTA Anne Briggs Anne Briggs” 1971

ASCOLTA Cara Dillon live


I
The snows they melt the soonest
when the winds begin to sing
And the corn it ripens fastest
when the frosts are settling in
And when the young man tells me that my face he’ll soon forget
Before we part I’ll wage a crown, he’s fain to follow yet
II
And the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
The swallow flies without a thought
as long as it is spring
But when spring goes and winter blows my love then you’ll be free
For all your pride to follow me across the raging main
III
And the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
And the bee that flew when summer shone in winter cannot sting
And I’ve seen a young man’s anger melt between the night and morn
So it’s surely not a harder thing to melt a young man’s scorn
IV
So don’t you bid me farewell here,
no farewell I receive,
For you will lie with me my love then kiss and take your leave
And I’ll wait here ‘til the moorcock calls and the martin takes the wind
For the snows they melt the soonest when the winds begin to sing
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Le nevi si sciolgono presto
quando i venti iniziano a soffiare
e il grano matura prima
quando il gelo si è depositato,
e quando un giovanotto mi dice che dimenticherà presto il mio volto,
prima di lasciarci scommetterò una moneta che è già pronto a seguirmi.
II
Le nevi si sciolgono presto
quando i venti iniziano a soffiare
e la rondine plana senza pensieri finché è primavera. Ma quando la primavera se ne va e soffia l´inverno,
amore mio, allora sara pronto,
nonostante tutto il tuo orgoglio, a seguirmi attraverso il mare in burrasca
III
Le nevi si sciolgono presto
quando i venti iniziano a soffiare
e l’ape che volava quando l’estate splendeva, in inverno non può pungere. Ho visto la rabbia di una uomo sciogliersi tra notte e dì,
così non è certo più difficile
ammansire il rifiuto di un uomo
IV
Non dirmi addio qui,
non accoglierò il tuo addio
perchè giacerai con me, amore mio
poi mi bacerai e ti congedererai
e ti aspetterò qui fino al richiamo del chiurlo e fino a quando la rondine prenderà il volo
perchè le nevi si sciolgono presto
quando i venti iniziano a soffiare”

FONTI
http://thesession.org/tunes/11049
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/thesnowitmeltsthesoonest.html
http://mp3juices.com/search/snow-melts-the-soonest
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2857
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16979

A STÓR MO CHROÍ

Non si trovano molte notizie in rete in merito al brano che è dato per antico, tuttavia la versione testuale in inglese è attribuita a Brian Higgins (1882-1963) patriota irlandese e attivista repubblicano, autore di molti canti patriottici e poesie con lo pseudonimo di Brian na Banban. Questa però non è una rebel song quanto piuttosto un canto d’amore, o meglio un doloroso canto sull’emigrazione (una grande soul song) che abbraccia tutti gli irlandesi che hanno dovuto lasciare la loro terra per trovare un lavoro. Il brano scritto da Higgins risale al Novecento (anni venti o poco prima) e non è ben chiaro se sia una traduzione in inglese di un canto gaelico risalente alla “grande carestia“, che nella metà dell’Ottocento dimezzò la popolazione irlandese.

20214Come spesso nei canti che affrontano il tema dell’emigrazione è la donna rimasta a casa (madre, moglie o figlia) che incarna l’Irlanda a piangere per l’uomo lontano, in terra straniera.

La scrittura testuale oltre a dichiarare un grande amore per la propria terra d’origine, rivela anche una certa ricercatezza linguistica nella scelta delle rime alternate, senza fare ricorso all’anglo-irlandese colloquiale, giusto qualche parola in gaelico con significati legati agli affetti, punteggia le strofe quasi come una cifra stilistica.
Si tramandano comunque diverse versioni testuali con piccole modifiche sulle parole più che sulla struttura delle frasi e dei loro significati (vedi ad esempio).
A metà degli anni sessanta Sarah & Rita Keane hanno registrato (nell’album Claddagh) la versione diventata standard tra i gruppi e gli interpreti della musica tradizionale irlandese e più in generale della musica celtica.

Per l’ascolto ho selezionato quella che ritengo la migliore interpretazione, quella della statunitense Bonnie Raitt in collaborazione con The Chieftains.

Bonny Raitt & The Chieftains in “Tears of Stones”, 1999

La venatura blues della splendida voce, l’intensa interpretazione, il sapiente uso del dobro e le poche note di basso, e tutto il discreto e delicato tappeto strumentale che i Chieftains sanno tessere, rendono questo brano fuori dal tempo!

Dervish in “Harmony Hill” – 1993 (il gruppo irlandese ci lascia una versione più tradizionale).

Stupenda questa versione strumentale dei Lunasa gruppo folk irlandese fondato nel 1997 e già così innovativi nel loro album d’esordio
Lunasa in “Lunasa” 1998


I
A Stór Mo  Chroí (1) when you’re far away

from the home that you’ll soon be living
It’s many a time by night and by day
That your heart will be sorely grieving.
For the stranger’s land may be bright and fair,
And rich in its treasures golden.
You’ll pine, I know, for the long ago
And the love that is never olden.
II
A Stór Mo Chroí, in the stranger’s land

There is plenty of wealth and wailing.
While gems adorn the rich and the grand
There are faces with hunger paling.
The road is weary, and hard to tread
And the lights of their cities blind you.
Won’t you turn a stór to Erin’s shore
And the love that you left behind you.
III (2)
A Stór Mo Chroí, when the evening sun

Over the mountain and meadow is falling,
Won’t you turn away from the throng and list
And maybe you’ll hear me calling.
For the sound of a voice that is sorely missed
For somebody’s speedy returning.
Aroon aroon, won’t you come back soon
To the one that will always love.
tradotto da Cattia Salto
I
Amore mio quando sarai lontano,
via dalla casa che tra poco starai per lasciare,
più di una volta notte e giorno
il tuo cuore sarà in grande lutto.
Perché la terra straniera può essere luminosa e bella,
e ricca di promesse dorate.
Ma tu ti struggerai, lo so, per il tempo andato
e l’amore che non invecchia mai.
II
Amore mio in terra straniera
c’è un sacco di ricchezza e di lamenti.
Mentre gemme adornano i ricchi e i grandi
ci sono volti sbiancati dalla fame.
La strada è faticosa, ed è difficile da calcare,
e le luci della loro città  ti accecano. Non ti volterai, tesoro mio, sulle rive dell’Irlanda, e verso l’amore che ti sei lasciato alle spalle.
III
Amore mio quando il sole della sera sulle montagne e i prati tramonta,
non ti allontanerai dalla folla e dai doveri
e forse mi sentirai mentre ti chiamo.
Per il suono di una voce che si è persa in gran parte
per il veloce ritorno di qualcuno.
Mio caro non vuoi tornare presto
da chi che ti amerà per sempre?
NOTE
1) letteralmente: Tesoro del mio cuore
2) Stofa alternativa
A Stor Mo Chroi, when the evening’s mist
In the mountain and meadow is falling,
Oh turn, A Stor, from the throng and list
And maybe you’ll hear me calling.
For the sound of a voice that you seldom hear
For somebody’s speedy returning.
Aroon, aroon, Oh, won’t you come back soon
To the one who really loves you.