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TRAMPS AND HAWKERS

“Summer walkers” o più comunemente “traivellers” (irish o highland travellers) o in senso spregiativo “tinkers” (dal gaelico stagnai) sono una popolazione nomade discendente forse dalla popolazione autoctona di lingua gaelica; vivevano come calderai (che riparavano pentole e padelle), venditori ambulanti e commercianti di cavalli; erano anche lavoranti stagionali nelle aziende agricole o pescatori, che si spostavano a seconda della disponibilità di lavoro. Alcuni erano organizzati in gruppi o comunità, ma spesso viaggiavano soli o con il proprio nucleo famigliare. Spesso musicisti ambulanti, erano i depositari dei canti e delle musiche della tradizione popolare delle Isole Britanniche e si sono diffusi in Irlanda, Gran Bretagna e seguendo i flussi migratori anche negli Stati Uniti.

IRISH TRAVELLERS

Più comunemente detti gli zingari irlandesi anche se non sono di etnia rom, sono i viaggiatori irlandesi una popolazione nomade dalle caratteristiche somatiche tipicamente irlandesi (capelli rossi e lentiggini comprese) parlante una lingua detta gammon o cant – un po’ gaelico e un po’ hiberno-english. L’analisi del DNA compiuta con un approccio scientifico nei più recenti anni ha evidenziato che i Pavee sono una distinta minoranza etnica divisasi dalla comunità irlandese stanziale da almeno 800-1000 anni.
Finalmente gli studiosi di folklore hanno incominciato a prenderli seriamente in considerazione e così nel  Department of Irish Folklore dell’University College di Dublino si stanno catalogando e custodendo le storie, le favole e le antiche canzoni celtiche tramandate dai Travellers.
Anche se oggi non viaggiano più nei carri a botte trainati dai cavalli ma nei caravan traggono ancora dall’allevamento dei cavalli la loro principale fonte di sostentamento. Alla lunga anche loro sono stati “domicilati” in qualche sobborgo popolare o nei centri di accoglienza istituzionali, eppure un buon 30% vive ancora in sistemazioni “autogestite” ai bordi delle strade: meglio la libertà anche se si rinuncia all’acqua corrente e al riscaldamento per finire inscatolati tra le quattro pareti di un condominio.
Vivono in famiglie patriarcali molto grandi, preferiscono vivere nei caravan e tendono ad avere un nomadismo non raggruppato ma sparpagliato anche se occasionalmente abitano in case in muratura e comunque sempre mantenendo una mentalità nomade anche quando sono stanziati; la casa viene considerata come un luogo di sosta del loro tragitto, sia che la sosta duri 20 giorni o 20 anni!
Si stima che siano 21.000 i Travellers attualmente residenti nella Repubblica d’Irlanda (lo 0,5% della popolazione), dove la metà di loro non ha accesso a strutture igieniche, elettricità, raccolta rifiuti e acqua. In passato i Pavee immancabilmente si spostavano ma la politica governativa a partire dal 1960 in poi ha persuaso molti di loro a stabilirsi in abitazioni fisse, una politica che è sempre più in discussione perché ha minato il loro stile di vita e i valori tipici. In qualsiasi caso, per i Travellers è quasi impossibile integrarsi nella società in cui vivono, a causa delle discriminazioni e del loro stile di vita molto diverso. Per un Pavee, integrarsi, significherebbe separarsi dal suo ambiente, rinunciare alla sua lingua e alla sua cultura. Per questo i loro bambini crescono al di fuori del sistema educativo tradizionale, anche se più recentemente sono state fatti molti sforzi per il loro inserimento scolastico.
Tradizionalmente, per mantenersi, svolgevano le più svariate attività: erano fabbri, venditori ambulanti, commercianti di cavalli e di merci usate di ogni genere e inoltre fornivano servizi dove e quando c’erano lacune nel mercato. Ma recentemente, essendo stati persuasi a vivere in case e quindi con una conseguente perdita della mobilità necessaria per continuare a gestire i loro commerci, molti Travellers oggigiorno vivono di assistenza statale.
Alcuni di loro sono allevatori di cani di razza come i levrieri o i lurcher e hanno una lunga reputazione nell’allevamento dei cavalli. Ogni anno organizzano importanti fiere equine in molte città, tra le quali: Ballinasloe (presso Galway), Puck (Kerry), Ballabuidhe (Cork), la fiera mensile di Smithfield a Dublino e quella di Appleby in Inghilterra.
Spesso si occupano del riciclo di rifiuti in metallo (per esempio il 60% del materiale grezzo usato per produrre l’acciaio in Irlanda arriva da materiali di recupero).(tratto da qui)

HIGHLAND TRAVALLERS

There is no question that Highland Travellers have played an essential role in the preservation of traditional Gaelic culture. Apart from trading in goods and services, the Travellers’ outstanding contribution to Highland life has been as custodians of an ancient and vital singing, storytelling and folklore tradition of great importance.
The Travellers’ linguistic heritage includes a fascinating pigeon-Gaelic ‘cover-tongue’ called Beurla-reagaird. It was used, just as Gypsies used the Romany tongue, as a way of keeping their business secret from strangers – and is related to the Irish Traveller dialect known as Shelta.
Pressure to conform to a modern society has led to a decline in the traditional way of life. Employment, medical and social security opportunities all demand a fixed address. Most families stopped travelling in the 1950s, and the majority of those who have not entered the settled population now live in caravans on special council-owned campsites. Metalworkers have entered the scrap-metal business; horse-dealers have moved into road haulage. Today it is estimated there are no more than 2,000 Travellers and Gypsies still living ‘on the road’ in Scotland (tratto da qui)

TRAMPS & HAWKERS

travellersSourceMain

Ci sono diversi testi sulla stessa melodia, ma la versione scozzese è intitolata Come All Ye Tramps and Hawkers ed è attribuita a ‘Besom Jimmy’ (Jimmy Henderson) un venditore ambulante di fine Ottocento che la diffuse tra la comunità di travellers; Jimmy MacBeath, bracciante itinerante per Scozia e Irlanda nonchè musicista, la cantò al People’s Festival di Edimburgo nel 1951 aggiungendo di suo.
Il titolo si traduce come “vagabondi e girovaghi” (hawkers ha un significato più specifico di mercante girovago, venditore ambulante) e il canto è un elogio alla vita libera dei travellers ottocenteschi (vedi).

Prima di tutto la melodia che come già detto è la base di moltissime canzoni sia in Irlanda che Scozia. Ricorda vagamente “the Lakes of Pontchartrain”:
ASCOLTA tin whistle

ASCOLTA Andrew Boyle bellissimo il video con le immagini di travellers e braccianti e anche molto evocativo l’arrangiamento (strofe I, IIIA, IVA, IIA, I)

ASCOLTA Old Blind Dogs in Fit? 2001 i quali prendono la prima strofa come coro (strofe VI, IIC, IVC, IIIB, VI, VII, VIII)

ASCOLTA The Dubliners (voce Luke Kelly) (strofe I, IIB, IIIB, IVB) sostanzialmente si segue il testo della versione scozzese

Ho unito tutte le varianti delle strofe in un unico collage tenendo conto che gli Old Blind Dogs riprendono solo in parte le strofe considerate “standard”

I
O come all you tramps and hawkes, come all you tramps and hawkes you gaitherers o blaw(1)
That tramp the country round and round come listen one and all.
I’ll tell to you a roving tale of the sights that I have seen.
It’s far into the snowy north and south by Gretna Green(2)

I
Com all ye tramps an the hawkers lads
An gaitherers o blaw(1)
That tramps the contrie rownd an rownd Com lissen an an a’
A’ll tell tae ye a rovin tale O sites that A hae seen
It’s far intae the snawy north An sooth bi Greetna Green

IIA
Sometimes I laugh unto my self while trudging on the road. My bag of meal(1) slung o’er my back, my face as brown as a toad(3).
With lumps(4) of cheese and tatty scones(5), with bread and braxie(6) ham. Never giving a thought to where I’ve been and less to where I’m going.
IIB
Aft tyms A’ve laufd intae mysel’ When A trudged on the road My tor rags rownd my blister’t feet My face as brown as toad’s(3) Wi lums(4) o cake an tattie scons(5) Wi whangs o braxie(6) ham
No gien the thocht frae whaur A’ve com An lest frae whaur A’m gaun
IIC
Oft hae I laughed intae myself when trudgin’ on the road Wi’ a bag o’ bla’(1) upon by back, my face as brown’s a toad(3)
Wi’ lumps(4) o’ cake and tatties cones (5) and cheese and braxie(6) ham
Nae thinking where I’m comin’ frae or where I’m goin’ tae gang
IIIA
Oh I’ve done my share of loading ships with dockers on the Clyde
I laboured hard wi trawlermen pulling herring over the side
I helped to build the michty bridge(8) that spans the busy forth And with many an Angus farmer’s plough I broke the bonny earth.
IIIB
A’ve don my share o humpin(7) wi The dockers on the Clyde I’ve helped in Buckie trawlers haul The herrin o’er the side
A help tae build The Michty Bridge(8) That spans the busy Forth An wi mony an Angus fairmer’s trig(9) A’ve plooedthe bonnie earth
IVA
Oh I’m happy in the summertime beneath the bright blue sky. Never thinking in the morning where at night I’ll have to lie.
In barn or byre or anywhere dossing(15) out among the hay. And if the weather treats me right I’m happy ev’ry day.
IVB
A’m happy in the summertime Beneath the bricht blue sky
No thinkin in the mornin whaur At nicht A’ll hae tae lie
In barn or byre or anywhaur Dossin(15) oot amang the hay
An if the weather treats me richt A’m happy every day.
IVC
I’m happy in the summer time beneath the bricht blue sky
Nae thinkin’ in the mornin’ at nicht where I’m to lie Barns or byres or anywhere, or oot among the hay
And if the weather does permit, I’m happy every day

V
I’ve seen the high Ben Nevis a-towerin’ tae the moon
I’ve been by Crieff and Callander and roun’ by Bonny Doon
And by the Nethy’s silvery tide and places ill tae ken(10)
Far up intae the stormy north lies Urquhart’s fairy glen(11)
VI
Loch Katrine and Loch Lomond have a’ been kent by me
The Dee, the Don, the Deveron that rushes tae the sea
Dunrobin Castle by the way, I nearly hae forgot
And aye, the rickle o’ cairn(12) marks at the house o’ John o’ Groats(13)
VII
I’m often ‘roon by Gallowa’ and doon about Stranraer
My business leads me onywhere, I travel near and far
I’ve got a rovin’ notion, there’s nothing that I loss(14)
And a’ my days my daily fare and what’ll pay my doss(15)
VIII
I think I’ll go to Paddy’s land(16), I’m makkin’ up my mind
For Scotland’s greatly altered now, I canna raise the wind(17)
But I will trust in Providence, if Providence proves true
And I will sing o’ Erin’s isle(18) ‘ere I get back to you

NOTE
1) “gaitherers o blaw“: si sono avanzate molte ipotesi in merito al significato del verso che io ho tradotto in italiano come “canne al vento” nel triplice significato di “gente che vive all’aria aperta” “suonatori di cornamuse” e anche “coloro che diffondono storie” (con una sfumatura però dispregiativa nel senso di vane chiacchiere -blether-, sciocchezze); ‘gie yer rigs a bla,’ sono le bagpipes, e ‘Gie yer airs a bla,’ sono le melodie suonate dalle pive. Il verso è spesso cantato dai travellers “gie yer ‘airs’ a blaw.”o anche “gie yer ‘rigs’ a bla,” ( to give your set of bagpipes a bla). Questo significato mi sembra anche più in sintonia con la strofa d’apertura tipica di ogni cantastorie che si rispetti, che richiama la gente perchè si raduni ad ascoltare quello che ha da dire.
Un secondo significato completamente diverso è quello che traduce blaw con oatmeal (o meglio a mixture of oatmeal and animal fat) quindi la traduzione in italiano è: raccoglitori di farina d’avena o grano (wheat, corn).
Alcuni più poeticamente credono che blae sia il diminutivo di Blaeberrie e così la parola vuole sottolineare il nomadismo dei travellers che si nutrono di bacche che crescono spontanee. Questa seconda scuola di pensiero si rafforza in considerazione della II strofa in cui di descrivono varie provviste da viaggio
2) Greetna Green è il primo paese che si incontra dopo il confine inglese famoso per i suoi matrimoni lampo 
3) Tod pronunciato “toad” or “toäd” (Scozia e Nord Inghilterra) si traduce come rospo, ma nel dialetto significa volpe
4) lums = pieces
5) tattie = potato; gli scones sono una ricetta tipica della Scozia e quelli di patate sono serviti come una focaccina di patate e farina cotta alla piastra o come mini panini molto morbidi cotti nel forno.
6) braxy infezione batterica delle pecore che porta alla morte ma che non danneggia la carne, la quale risulta ancora commestibile
7) humping =working?
8) Michty Bridge: Forth Railway Bridge vicino ad Edimburgo
9) Trig= Pair of animals for ploughing.
10) places ilk y’ken = “other places you know”, ilk = like = similar; altri erroneamente vedono l’aggettivo “ill” in senso negativo (evil, unwholesome, harsh, severe, troublesome, unfriendly) cioè come posti in cui i travellers non sono i benvenuti, ma questo perchè traducono la parola dall’inglese e non dallo scozzese
11) Urquhart Castle è sul Loch Ness (Inverness)
12) Cairn: landmark heap of stones (Rickle : tumulo) vedi
13) John o Groat/Groats: si intende non la casa ma la tomba di John O’Groats
14) Loss: lose, miss
15)”And a’ I need’s my daily fare and whit’ll pey my doss. “For It’s my daily fare an’ as much’ll pay my doss.”: tutto quello di cui ha bisogno è solo abbastanza cibo e un posto per dormire; doss: alloggio a buon mercato (costo del posto letto)
16) Paddy’s Land: Ireland
17) letteralmente “non posso alzare il vento” ci sono due traduzioni per questa frase in una wind= money e quindi il protagonista è in difficoltà a trovare lavoro oppure come al punto 1) il protagonista vuole intendere che non può cantare, suonare
18) Erin’s Isle: Irlanda

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Venite vagabondi e girovaghi voi canne al vento(1) che girate il paese in lungo e in largo, venite ad ascoltare un po’. Vi racconto una storia di giramondo dei posti che ho visto, dal Nord innevato fino al sud di Gretna Green(2)
II
Spesso ho riso tra me e me quando faticavo per la strada con la sacca sulle spalle la mia pelle scura come la volpe con pezzi di dolce e tortini di patate(5) e formaggio e prosciutto di pecora(6),
senza pensare da dove sono venuto o dove sto andando
III
Ho fatto la mia parte di lavoro con gli scaricatori portuali di Clyde, ho lavorato con i pescatori nel tirare su le aringhe,
ho aiutato a costruire il Ponte Michty che attraversa il Forth affollato e con molte paia di cavalli di una fattoria ho arato la buona terra
IV
Sono felice d’estate sotto il luminoso cielo blu senza preoccuparmi al mattino per dove andrò a dormire la notte, nel fienile o stalla o ovunque per dormire all’aperto tra il fieno, e se il tempo mi tratta bene sono felice tutto il giorno
V
Ho visto il grande Ben Nevis svettare alla luna sono stato da Crieff e Callander e nei pressi di Bonny Doon e dalla marea argentata del Nethy e in altri posti simili Fino al nord tempestoso dove sta la bruma fatata di Urquhart
VI
Ho attraversato i Loch Katrine e Loch Lomond Il Dee, il Don e il Deveron che corre verso il mare, ah dimenticavo il Dunrobin Castle e si, il tumulo di pietre che segna la tomba di “John O’Groats”(13)
VII
Sono spesso nei dintorni di Galloway e giù per Stranrare i miei affari mi portano ovunque, vado in lungo e in largo ho una mente vagabonda non c’è niente che mi manca e tutti i giorni ho il mio pane quotidiano e un posto per dormire(15)
VIII
Penso che andrò in Irlanda, ci sto pensando seriamente,
perchè in Scozia sono tempi difficili e non riesco ad tirare su dei soldi(17) ma confido nella Provvidenza se la Provvidenza esiste, canterò dell’Isola di Erin da dove ritornerò a voi

FONTI
http://www.scatolepiene.it/gli-irish-travellers-i-nomadi-irlandesi/
http://altrairlanda.freeforumzone.com/discussione.aspx?idd=2560306
http://www.martinazuliani.eu/it/chi-sono-traveller-irlandesi/
http://sangstories.webs.com/trampsandhawkers.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/c/comeally.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=96122
http://thesession.org/tunes/7091
http://paleotool.com/2014/03/04/travellers-7/

THE BARNYARDS OF DELGATY

Tra le più famose vecchie “bothy ballads

GUIDA ALL’ASCOLTO

horsemanpairUn giovane bracciante (molto probabilmente un aratore o più genericamente un cavallante) si reca al mercato di Turra per cercare lavoro, e un ricco fattore di Delgaty lo convince ad andare a lavorare per lui, in cambio di una buona paga e di un buon trattamento; in realtà il trattamento è pessimo e i cavalli sono dei ronzini.

La canzone è ammiccante con letture a doppio senso
Probabilmente risalente a fine Ottocento è stata registrata solo nel 1930. Interpretata negli anni 60 dai migliori gruppi di musica irlandese come i Clancy Brothers e i Dubliners, per il suo tono allegro e “macho” è una canzone che spopola ancora oggi  come drinking song.

Melodia “Linton Lowrie” ‘Lilten Lowren’, ‘Linten Lowrin’.

Prima due versioni più “moderne”
ASCOLTA Gaelic Storm in Hearding Cats 1999

ASCOLTA Old Blind Dogs in The Collection 2009


I
As I came in by Turra Market
Turra Market for tae fee(1)
I met up wi’ a famer child
The Barnyards o’ Delgaty(2)
Chorus:
Lin-tin-addy, too-rin-addy
Lin-tin-addy, too-rin-ee
Lin-tin-lowrin-lowrin-lowrin
The Barnyards of Delgaty
II
He promised me the ae best pair,
that ever I laid my eyes upon,
when I got to the barnyards,
there was nothin’ there but skin and bone!
III
Well, the old grey horse sat on his rump,
the old white mare sat on her whine(3)
when it came to the “Whup” and crack they shouldn’t rise at yokin’ time.
IV
When I go to the kirk on Sunday
many’s the bonny lass I see
sittin’ by her father’s side
and winkin’ o’er the pews at me!
V
And I can drink and not get drunk,
I can fight and not be slain
I can sleep with another man’s wife
and still be welcome to my ayn.
VI
Now my candle(4) is burnt out
my snotter’s(5) fairly on the wane
fare the well ye Barnyards,
you’ll never catch me here again!

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Quando sono andato al mercato di Turra
al mercato di Turra per il lavoro
ho incontrato un agricoltore benestante
della fattoria di Delgaty
Chorus:
Lin-Tin-Addy, Too-Rin-Addy
Lin-Tin-Addy, Too-Rin-Ee
Lin-Tin-Lowrin-Lowrin-Lowrin
Le aie di Delgaty
II
Mi ha promesso il miglior paio
che io avessi mai visto,
ma quando sono arrivato alla fattoria,
non erano altro che pelle e ossa!
III
Il vecchio cavallo grigio coricato sulla groppa,
la vecchia cavalla bianca coricata sul  ventre
per quanto avessi potuto gridare “Hup” non si sarebbero mai potuti alzare per metterli al giogo
IV
Quando vado in chiesa di Domenica
sono molte le belle ragazze che vedo
sedute al fianco del padre
che mi fanno l’occhiolino da sopra i banchi!
V
Posso bere e non ubriacarmi,
posso lottare e non essere ucciso
posso dormire con la ragazza di un altro uomo
ed essere ancora il benvenuto.
VI
Ora la mia candela è bruciata
il mio stoppino è agli sgoccioli
addio all’aia di Delgaty
non mi prenderai di nuovo!.

NOTE
1) il lavoro dell’aratore era stagionale e durava dai tre ai sei mesi. La fiere e i grandi mercati dove si assumevano i braccianti si svolgevano in Scozia ogni 3 mesi (i cosiddetti Old Scottish term days): Candelora (2 febbraio), Whitsunday (domenica di Pentecoste legislativamente fissato a questo scopo il 15 maggio), Lammas (1 agosto) San Martino (11 novembre).
2) la tenuta Delgaty è a nord-est di Turriff, nel Nord-Est della Scozia
3) grime, wime= ventre
4) la candela arrivata alla fine è un eufemismo per indicare l’impotenza della tarda età
5) Snotter, snodder: the burnt wick of a candle, the drip on the end of the nose (stoppino)

E poi due versioni più datate
ASCOLTA Andy Stewart nella versione più tradizionale

ASCOLTA The Dubliners (voce Luke Kelly)

I
As ah gaed doon tae Turra Merket,
Turra Merket fur tae fee(1),
Ah met in wi a wealthy fairmer,
The Barnyards o Delgaty(2).
II
He promised me the twa best horse
I ever set my een upon.
When ah gaed hame tae the Barnyards
There was nothin there but skin and bone.
Chorus
Linten adie, tooren adie, linten adie, tooren ay,
inten lowerin lowerin lowerin, the Barnyards o Delgaty
III
The auld grey mare sat on her hunkers,
The auld dun horse lay in the grime (3).
For aa that I would ‘hup’ and cry,
They wouldna rise at yokin time.
IV
Meg McPherson maks my brose(6) (Makes my brose)
An her an me we canna gree (We simply don’t get along)
First a mote and syne a knot (First a small piece and then a lump)
An aye the ither jilp o’ bree (and always another spoonful of the liquid)
V
When I gang tae the kirk on Sunday,
Mony’s the bonny lass I see,
Sittin by her faither’s side,
Winkin ower the pews at me.
VI
Some can drink and no be drunk,
And some can fecht and no be slain.
I can coort anither man’s lass,
And aye be welcome tae my ain.
VII
Ma candle(4) noo is fair brunt oot,
The snotter’s(5) fairly on the wane,
Fare ye weel, ye Barnyards,
Ye’ll never catch me here again.

NOTE
6) il brose è una farinata d’avena e acqua calda. A volte si aggiunge il latte o un pezzo di burro, ma fondamentalmente è un piatto ancora più povero del porridge (per gli scozzesi è il modo “giusto” di preparare il porridge! Ai braccianti veniva servito come colazione e anche come cena! Evidentemente Meg la servetta, non doveva avere in simpatia il protagonista perchè gli porge solo la parte più liquida del brose piuttosto che un bel cucchiaio di pappa. Oppure l’osservazione va ad aggiungersi alle lamentele che il lavorante ha da fare nei confronti del proprietario anche nei riguardi del vitto. Inevitabile pensare alla canzoncina dal titolo”Brose&Butter” di Robert Burns (vedi)
[Traduzione italiano: Med McPherson mi fa la farinata, ma non andiamo d’accordo, prima mi da un piccolo pezzo e poi un grumo e sempre un altro cucchiaio di liquido]
4) il verso è interpretato vocalmente da Andy Stewart caricandolo proprio del suo doppio senso

C’è ancora un’altra strofa di lamentele che però non è mai riportata nelle versioni selezionate per l’ascolto che riguarda le condizioni dei pagliericci (paglia tritata):
Its lang Jean Scott that maks ma bed (Tall Jean Scott makes my bed)
You can see the marks upon my shins
For she’s the coorse ill-trickit Jaud (She’s a bad and very naughty and worthless woman)
That fills my bed wi Prickly whins (She fills my bed with sprigs of gorse bushes)
[traduzione italiano: Jean Scott la lunga mi fa il letto, e si possono ancora vedere i segni sulla mia pelle, lei è una donna cattiva, pettegola e inutile, lei riempie il mio letto con rametti di ginestra.]
Sui rametti di ginestra ho già ampiamente parlato qui

FONTI
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/about/songs/ballads/bothyballads/index.asp http://www.nefa.net/archive/songmusicdance/bothy/ http://www.nefa.net/nefajnr/archive/peopleandlife/land/bothylife.htm http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/genericcontent_tcm4554484.asp
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9515

THE UNQUIET GRAVE

Non sono molte le canzoni popolari che trattano il tema dell’amore oltre la morte, “The Unquiet Grave” anche conosciuta con il titolo “Cold blows the wind” forse giunge dal Medioevo o quantomeno è risalente al 1600, ed è stata collezionata dal professor  Child con il numero 78
La ballata è la testimonianza di una credenza popolare molto antica: i morti devono essere lasciati in pace!

UN TEMPO PER PIANGERE

Dopo il lutto di un anno in cui chi è rimasto si prende il tempo per il pianto e il dolore, la vita deve continuare altrimenti il fantasma del defunto viene strappato dalla tomba ed è costretto a vagare per la terra: è uno spettro che tormenta però solo la persona che lo ama e solo durante la notte, perchè allo spuntar dell’alba ritorna nel sepolcro; eppure la sua presenza è così dolorosa per l’innamorato vivente, che finisce per portarlo alla tomba: nella canzone il fantasma ammonisce che lo scambio di un bacio tra di loro, è foriero di morte. A volte è il vivo a chiedere il bacio al morto, altre volte è il morto a pretenderlo dal vivo, ma più spesso è il fantasma a consolare il vivente.

Il tema dell’amore oltre la morte che un tempo e anche oggi non esitiamo a definire malsano al limite della necrofilia, divenne invece per i poeti romantici il non plus ultra del sentimento, parallelamente al tema della “sepoltura lacrimata“, cioè la speranza di essere compianto, ed è proprio nelle lacrime che bagnano il sepolcro che si perpetua il legame con il mondo dei vivi. continua

LE VARIANTI DI “THE UNQUIET GRAVE”

Child ha raccolto una decina di varianti della stessa ballata, ma nella tradizione orale se ne contano molte di più (Cecil Sharp ne ha riportate 17 – Collection Of English Folk Songs 1994) , e anche le melodie sono numerose e diverse tra loro (vedi con partiture). La ballata è ancora molto popolare in Inghilterra, anche se meno diffusa in Scozia e piuttosto rara in America. Alcune versioni sono state registrate sul campo da Cecil Sharp nel 1907 e riportate in Ralph Vaughan Williams Manuscript Collection (vedi) ma anche in George Gardiner Manuscript Collection (vedi) e in Henry Hammond Manuscript Collection (vedi)
Molte versioni della canzone sono quasi una ninna-nanna, appena velata di tristezza con il fantasma che parla all’amante rimasto (più spesso un uomo) non con l’intenzione di incutere timore, ma con dolcezza e affetto; è come se volesse dare l’ultimo saluto alla vita, accompagnato da una promessa di rinascita in un Altrove in cui l’amore sarà nuovamente possibile così come nell’eterno ciclo della natura ritorna a sbocciare la primavera dopo l’inverno.

VERSIONE A

ASCOLTA   The Dubliners (voce di Luke Kelly). L’interpretazione più irlandese tra tutte


I

The Wind doth blow today my
love,
A few small drops the rain.
Never have I had but one true love,
In cold clay she is lain.
II
I’ll do as much for my true love,
As any young man may.
I’ll sit and mourn all on her grave,
A twelve month and a day.
III
The twelve month and a day been gone,
A voice spoke from the deep.
“Who is it sits all on my grave.
And will not let me sleep?”
IV
“Tis I Tis I thine own true love,
Who site upon your grave,
For I crave one kiss from your sweet lips,
And that is all I seek.”
V
“You crave one kiss from my clay cold lips,
But my breath is earthy strong.
Had you one kiss from my clay cold lips,
You’re time would not be long.”
V (bis) 1
“My time be long, my time be short,
Tomorrow or today,
May God in heaven have all my soul
But I’ll kiss you lips of clay.”
VI
“See down in yonder garden green.
Love where we used to walk.
The sweetest flower that ever grew.
Is withered to the stalk.
VII
“The stalk is withered dry sweetheart,
So will our hearts decay.
So make yourself content, my love,
‘Til death calls you away.”
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Oggi il vento soffia amore mio
e la pioggia cade lieve
non ho mai avuto che un solo vero amore e sta nella fredda terra.
II
Farò di tutto per il mio vero amore, come ogni giovane innamorato farebbe.
Starò a piangere sulla sua tomba
per dodici mesi e un giorno.
III
Il dodicesimo mese e un giorno erano passati e una voce parlò dal buio “Chi è che si trova sulla mia tomba e non mi lascia dormire?
IV
Sono io, sono io, il tuo vero amore,
che si trova sulla tua tomba
per chiedere un bacio dalle tue labbra dolci e questo è tutto quello di cui ho bisogno

V
Reclami un bacio dalle mie labbra fredde come la terra,
ma il mio respiro è il soffio della morte
e se tu dovessi baciare le mie labbra,
il tuo tempo non durerà a lungo.
(1)
Che i miei giorni siano lunghi o brevi, domani od oggi,
possa Dio accogliere la mia anima in cielo,
ma io bacerò le tue labbra di terra

VI
Guarda quel giardino verde, caro amore, dove eravamo soliti andare.
Il fiore più profumato (2) che sia mai spuntato, è appassito sullo stelo.
VII
E’ appassito sullo stelo,
amore mio
così i nostri cuori marciranno

così rallegrati, amore mio
finchè la morte ti chiamerà.”

NOTE
1) versetto integrato da Luke e riportato in “English Folk-Songs for Schools” S Baring Gould e Cecil J. Sharp  
2) In genere la frase è detta dal defunto: il fiore più profumato o più bello è quello che cresce nel giardino di Cupido a simboleggiare  l’amore sbocciato tre i due innamorati. Adesso però il fiore è appassito ed è morto, ovvero i morti non possono più provare sentimenti per i vivi che hanno lasciato, così l’amore non più alimentato non potrà più rinascere. Il fantasma molto pragmaticamente spiega al vivo che si deve rassegnare e rasserenare. Solo nella morte potranno ricongiungersi.

VERSIONE B

Stessa melodia della versione irlandese
ASCOLTA Solas in “SunnyvSpells and Scattered Showers” 1997


I

Cold blows the wind upon my true love
Soft falls the gentle rain
I never had but one true love
And in Greenwood she lies slain
II
I’d lose much for my true love
As any young man may
I’ll sit and I’ll mourn all on your grave
For twelve months and a day
III
When the twelfth month and a day had passed,
The ghost   began to speak
“Who is it that sits all on my grave
And will not let me sleep?”
IV
“‘Tis I, ‘tis I,   thine own true love
That sits all on your grave
I ask of one kiss from your sweet lips
And that is all that I crave”
V
“My lips, they are as clay, my love
My breath is earthy strong
And if you should kiss my clay-cold lips
Your time, ‘twould not be long”
VI A
“Look down in   the yonder garden fair
Love, where we used to walk
The fairest flower that ever bloomed
Has withered and too the stalk”
VII A
“The stalk, it has withered and dried, my love,
So will our hearts decay
So make yourself content, my love
‘Til death calls you away”
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Soffia freddo il vento sul mio vero amore
e la pioggia cade lieve
non ho mai avuto che un solo vero amore e giace uccisa (3) nel Bosco sacro
II
Avrei fatto di tutto per il mio vero amore,
come ogni innamorato farebbe.
Starò a piangere sulla sua tomba
per dodici mesi e un giorno
III
Quando il dodicesimo mese e un giorno furono trascorsi
il fantasma parlò
“Chi è che si trova sulla mia tomba e non mi lascia dormire?”
IV
“Sono io, sono io, il tuo vero amore, che si trova sulla tua tomba per chiedere un bacio dalle tue labbra dolci e questo è tutto quello di cui ho bisogno ”
V
“Le mie labbra sono fredde come la terra, amore mio, il mio respiro è il soffio della morte e se tu dovessi baciare le mie labbra fredde come la terra, il tuo tempo non durerà a lungo.
VI
Guarda quel bel giardino lontano, caro amore, dove eravamo soliti andare.
Il fiore più bello (2) che sia mai fiorito, è appassito sullo stelo.
VII
E’ appassito sullo stelo, amore mio così i nostri cuori marciranno
così rallegrati, amore mio
finchè la morte ti chiamerà.”

NOTE
3) non sappiamo il motivo della morte della fanciulla

ASCOLTA Faith and The Muse in Elyria 1994. La versione testuale è simile alla precedente ma cambia la melodia


I
The wind doth howl today m’love
And a winter’s worth of rain
I never had but one true love
In cold grave she was lain
II
Oh I adored my sweetest love
As any young man may
So I’ll sit and weep upon her grave
For twelve-month and a day.
(4)
One true love is eternity for two
Three four nevermore
Will I see my love true
III
The twelve-month and a day foregone
The dead began to speak
“Oh who sits weeping on my grave
And will not let me sleep?”
IV
“‘Tis I, m’love, upon thy grave
Who will not let you sleep
For I crave one kiss of your lips
And that is all I seek”
V
“You crave one kiss of my cold lips
But I am one year gone
If you have one kiss of my lips
Your time will not be long
(5)
Let me remind thee, dearest one
A patient heart to keep
For we professed eternal love
That lives though I may sleep”
VI
There down in yonder garden grove
Love, where we once did walk
The finest flower(2) that ever was seen
Has withered to a stalk
VII
The stalk is withered dry, my love
Though our hearts shan’t decay
So make yourself content, my love
Till god calls you away”
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Oggi il vento soffia amore mio
e la pioggierellina invernale
non ho mai avuto che un solo vero amore e giace nella fredda tomba
II
Adoravo la mia innamorata
come ogni giovane farebbe,
così starò a piangere sulla sua tomba per dodici mesi e un giorno.
(4) versi extra
il vero amore è eterno per due, tre, quattro, mai più potrò vedere il mio amore
III
Il dodicesimo mese e un giorno erano passati
e la morta iniziò a parlare
Chi è che si trova sulla mia tomba e non mi lascia dormire?
IV
Sono io, amore mio, sulla tua tomba
che non ti lascia dormire
per chiedere un bacio dalle tue labbra e questo è tutto quello di cui ho bisogno

V
Reclami un bacio dalle mie fredde labbra, ma è un anno che sono morta
e se tu dovessi baciare le mie labbra,
il tuo tempo non durerà a lungo.
(5)
Vorrei ricordarti, amore mio,
di pazientare il tuo cuore
perchè noi da vivi professammo eterno amore , affinchè io possa dormire”
VI
Guarda in quel boschetto verde,
amore, dove eravamo soliti andare.
Il fiore più profumato (2) che sia mai spuntato,
è appassito sullo stelo.
VII
E’ appassito sullo stelo,
amore mio
ma i nostri cuori mai marciranno
così rallegrati, amore mio
finchè la morte ti chiamerà.”

NOTE
4) versi extra rispetto alla versione A di Child
5) versi extra rispetto alla versione A di Child

continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/suffolk-miracle.htm
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_78
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch078.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1706
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/165.html
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/theunquietgrave.html
http://www.songfacts.com/detail.php?id=13723
http://www.theguardian.com/books/booksblog/2013/may/13/
poem-of-the-week-the-unquiet-grave

ILLUSTRAZIONI
http://www.italymagazine.com/news/lovers-caught-having-sex-next-grave-womans-husband
https://medium.com/this-happened-to-me/9239d7a5ac7f

RAGLAN ROAD AT THE DAWNING OF THE DAY

Patrick Kavanag (1904-1967) pubblicò nel 1946 la poesia  intitolata “Dark Haired Myriam Ran Away” (su The Irish Times del 3 ottobre), tormentato da un amore non corrisposto , ma solo nel 1960 incontra Luke Kelly e nasce la popolarità della canzone “Raglan Road

La melodia è un’antica aria irlandese attribuita da Edward Bunting all’arpista Thomas Connellan (1640/1645 – 1698-1700) dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” (in italiano “Il brillante anello del giorno”) ovvero l’anello luminoso che contorna il sole quando sorge.. continua

Il testo proviene dalla poesia “Dark Haired Myriam Ran Away”, scritta da Raglan RoadPatrick Kavanag (1904-1967) mentre era tormentato da un amore non corrisposto e venne pubblicata nel 1946 (su “The Irish Times” del 3 ottobre); però la canzone  “Raglan Road” diventò famosa solo dopo l’incontro tra Patrick Kavanag e  Luke Kelly. In un intervista del 1980 lo stesso Luke racconta come andò: i due si conobbero nel 1966 al The Baily di Dublino che all’epoca era un pub frequentato da artisti e Patrick Kavanag gli chiese di cantare la sua poesia.
“I was sitting in a pub in Dublin, The Baily, and as you know in the old days – It’s changed a bit now. It was known as a literary pub, an artistic pub. I happened to be sitting there in the same company as Patrick Kavanagh and one or two other poets, and someone asked him to recite a poem, which he did, and someone asked me to sing a song, which I did. Being in the presence of the great man I was very nervous. Then he leaned over to me and said in that sepulcharl voice of his, he could hardly get his voice out, he was very old. It was just the year before he died – and he said ”You Should Sing My Song”, and I said what’s that Mr. Kavanagh ? and he said Raglan Road, So he gave me permission. I got permission from the man himself.”
Così come riportato da Luke Kelly, sembra che l’adattamento della poesia alla melodia più conosciuta con il nome di “The dawning of the day” sia stata opera del poeta stesso, altri sostengono che Luke abbia voluto lasciare il merito al poeta, ma che in realtà sia stato lui a trovare la corrispondenza. In realtà Kavanag doveva già aver avuto in mente la canzone “The Dawning of the Day” quando scrisse la sua poesia: il tenore John McCormack l’aveva resa popolare nel 1934 (cantata anche nel film “Wings of the morning” uscito nel 1939). Oltre alla metrica simile alcune frasi si rispecchiano e lo stesso Kavanag la canticchiava negli anni 45-47!

HildaMoriartyLA MUSA

Il poeta aveva 40 anni quando conobbe Hilda Moriarty, studentessa poco più che ventenne in un pub di Dublino, e s’innamorò di lei (sembra in modo quasi ossessivo, oggi si direbbe da “stalker”): la passione non è mai stata ricambiata.
Un aneddoto, riportato in un intervista da Hilda stessa, ci dice che lei lo prendesse in giro perchè era un poeta “contadino” e che gli avesse chiesto di leggere qualcosa di più fondamentale scritto da lui, così Patrick compose “Raglan road”.
ASCOLTA intervista a Hilda Moriarty

Alla fine al poeta la cotta è passata e così le scrive: (vedi)
62 Pembroke Road.
31 May 1945.
My dearest Hilda,
Please do not take exception to the address of ‘dearest’ or think it a presumption on my part. I am no longer mad about you although I do like you very very much. I like you because of your enchanting selfishness and I really am your friend – if you will let me.
I should not, perhaps, write this letter to you without you replying to my other, but I am in such a good humour regarding you that I want you to know it. Remembering you is like remembering some dear one who has died. There has never been – and never will be – another woman who can be the same to me as you have been. Your friendship and love or whatever it was, was so curious, so different.
Write to me a friendly letter even if I cannot see you. I met Cyril in the Country Shop and he was looking well,
Believe me, Hilda,
Yours fondly,
Patrick.

A voler un po’ esagerare la lettera non sembra proprio essere una lettere d’addio quanto appunto una lettera da stalker: prima di tutto Patrick Kavanag le scrive, sebbene lei non abbia nemmeno risposto alla sua lettera precedente, per farle sapere che lui non è più innamorato di lei, però continua a ripetere quanto le piaccia proprio, ma proprio tanto, e che non c’è mai stata, e non ci sarà mai, un’altra donna come lei, il suo vero amore; che dire poi delle velate minacce “ti ricordo come si ricorda una cara persona che è morta“? Ovviamente non si tratta di una minaccia, quanto piuttosto la lettera sottolinea il dolore del poeta per aver perduto un rapporto importante.
In effetti Patrick continuò a pedinare Hilda fino a quando  lei sposò Donogh O’Malley nel 1947.( e Hilda ha mandato una corona di rose rosse al funerale di Kavanagh!)
Come dice Nora-Jane Thornton “l’amore non corrisposto piuttosto che l’amore stesso, è la più grande delle Muse!”

ASCOLTA la poesia recitata da Tom O’Bedlam

Quando la canzone venne messa nel repertorio dei Dubliners – nell’album Hometown, 1972 – fu scambiata per una canzone tradizionale.
Non è facile fare una cernita per la guida all’ascolto, anche perchè la canzone è stata eseguita da molti big della musica celtica e della scena rock: i vari interpreti hanno modificato alcune parole tranne Mary Black la cui versione testuale è identica alla poesia di Kavanag.

ASCOLTA Luke Kelly

ASCOLTA Dick Gaughan in Kist O’ Gold 1977
ASCOLTA Mark Knopfler e Donal Lunny 1996 – live
ASCOLTA Joan Osborne e The Chieftains in Tears of Stone 1999
ASCOLTA Young Dubliners in With all due respect, 2009

ASCOLTA Mary Black 1986
ASCOLTA Sinead O’Connor in Common live 1995
ASCOLTA Loreena McKennitt in An Ancient Muse 2006 – live

TESTO DI PATRICK KAVANAG
I
On Raglan Road(1)
on an autumn day
I met her first and knew
That her dark hair would weave a snare
That I might one day rue
I saw the danger yet I walked
Along the enchanted way(2)
And I said “let grief be a fallen leaf
At the dawning of the day (3)”
II
On Grafton Street in November
We tripped lightly along the ledge
Of a deep ravine where can be seen
The worth of passion’s pledge
The Queen of Hearts still making tarts(4)
And I not making hay(5)
Oh I loved too much and by such by such
Is happiness thrown away
III
I gave her gifts of the mind
I gave her the secret sign that’s known
To the artists who have known
The true gods of sound and stone(6)
And word and tint I did not stint
For I gave her poems to say
With her own name there
And her own dark hair
Like clouds over fields of May
IV
On a quiet street(7) where old ghosts meet
I see her walking now
Away from me so hurriedly my reason must allow
That I had wooed not as I should
A creature made of clay (8)
When the angel woos the clay
He’ll lose his wings at the dawn of day
TRADUZIONE di  CATTIA SALTO*
I
Sulla Raglan Road (1)
in un giorno d’autunno
la vidi per la prima volta e seppi
che i suoi capelli scuri avrebbero tessuto una trappola,
di cui un giorno mi sarei pentito,
vidi il pericolo e tuttavia m’incamminai per il Viale degli Incanti (2)
e dissi “Che il dolore sia una foglia caduta al sorgere del  giorno (3)”
II
Su Grafton Street a Novembre
ci fermammo spensierati sulla sporgenza
di un profondo burrone dove poteva essere visto il valore di una passione promessa, la Regina di Cuori ancora faceva le crostate (4)
e io non coglievo la mela (5);
oh ho amato troppo e per questo e quest’altro
la felicità è andata sprecata
III
Le diedi i doni della mente
le diedi il segno segreto che è riconosciuto
dagli artisti che hanno conosciuto
i veri dei del suono e della pietra (6),
e non mi limitai alla parola e alla tinta,
perché le diedi le poesie da recitare
là con il suo nome proprio
e i suoi capelli scuri
come nuvole sopra i campi di Maggio
IV
Sul “Viale del Tramonto” (7) dove i vecchi fantasmi si incontrano,
la vedo camminare ora,
si allontana da me più in fretta di quanto io riesca a pensare
di non aver amato come avrei dovuto, una creatura d’argilla(8);
quando l’angelo ama la terra
perderà le sue ali allo spuntare del giorno

NOTE
* (un’altra traduzione qui) si ringrazia Roberto Romano per aver portato luce sul significato dell’ultima strofa
1) strade di Dublino che identificano una zona precisa intorno al Trinity College tra St Stephen’s Green e Grand Canal
2) enchanted way: è il percorso tra le nuvole degli innamorati, il viale pieno di promesse e speranze soffuso di una luce rosata, ma anche alla luce della stagione autunnale il “viale del tramonto” presagio di desolazione e solitudine
3) la citazione è tratta dalla aisling song in  gaelico irlandese dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” ma tradotta poeticamente come “the dawning of the day”: il poeta incontra una dea ovvero una creatura fatata dalla sublime bellezza che rappresenta l’Irlanda.
4) citazione da “the queen of hearts baked some tarts” della nursery rhyme di origine 700esca sulle carte da gioco: la regina di cuori cuoce le torte e il fante di cuori le ruba.
The Queen of Hearts she made some tarts all on a summer’s day;
The Knave of Hearts he stole the tarts and took them clean away.
The King of Hearts called for the tarts and beat the Knave full sore
The Knave of Hearts brought back the tarts and
vowed he’d steal no more.
Nell’Alice nel paese delle Meraviglie di Lewis Carroll la filastrocca è portata come prova nel processo al fante di cuori.
5) letteralmente “fare fieno”, il detto irlandese “make hay while the sun shines” significa cercare di trarre vantaggio dalle opportunità, che sono spesso fugaci e irripetibili. Si intende anche con una sfumatura sessuale: in italiano equivale al significato di cogliere la “mela”. E’ anche l’equivalente dell’espressione “battere il ferro finchè è caldo”. Qui la frase conclude l’immagine dei due separati da una profonda difficoltà (invalicabile) al fondo della quale si agita la passione: significa che il poeta non ottiene l’amore della donna
6) si riferisce a un cromlech, vuole richiamare un cerchio di pietre? Più in generale gli dei  sono le muse della musica, poesia, scultura e pittura. Il protagonista ha condiviso con la donna la propria conoscenza come se fosse stata un’adepta da iniziare ai misteri arcani.
7) incidentalmente a Dublino c’è una strada rinomata per essere luogo di ritrovo dei fantasmi, Haddington Road, ma il poeta si riferisce ancora a Ragland Road: simmetricamente come la storia nasce in autunno lungo l'”enchanted way” adesso la storia è finita e la strada diventa una “quiet street” letteralmente “una via tranquilla”
8) letteralmente “fatta di terra” così commenta Roberto Romano: “That I had wooed not as I should A creature made of clay” vuol dire chiaramente “che non ho amato come avrei dovuto (cioè nella maniera che si conviene) una creatura fatta d’argilla (cioè di poco valore)” quindi: “ho amato troppo senza che ne valesse la pena”! Il concetto è rafforzato dalla stupenda metafora dell’angelo che, per aver amato la terra (qualcosa di “basso”, poco elevato) perde le ali (cioè la sua condizione sublime) e, a mio parere è spiegato fuor di metafore dai versi finali della 2a strofa: “Oh I loved too much and by such by such – Is happiness thrown away”. Secondo me la bellezza di questa poesia è proprio nel concetto di “dannarsi l’anima per un amore che non vale la pena”: chi non ha mai sperimentata questa forma di “eroismo sentimentale” che all’inizio appare coraggioso ma poi si rivela autodistruttivo?

FONTI
http://irelandofthewelcomes.com/home/the-story-of-raglan-road/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43818
http://www.leonardobrian.com/writing/essays/metaphors-as-interrogatives.html
http://www.irishmusicdaily.com/raglan-road-song-meaning
http://www.mccormacksociety.co.uk/Mccormack/McCormack’s%20Recordings/John%20McCormack%20on%20Film,.htm
http://princesspana.blogspot.it/2010/11/on-raglan-road.html
http://www.nli.ie/blog/index.php/2012/02/14/yours-fondly-patrick/

PEGGY GORDON

peggy-gordonProbabile origine scozzese di questo brano diffuso nella Nuova Scozia tramite gli immigrati. Collezionato in Nuova Scozia da Helen Creighton (1899-1989) è stata pubblicato in Maritime Folk Songs (Ryerson Press, Toronto, Ontario, 1962)

La canzone è diventata popolare anche in Irlanda a cavallo degli anni 60-70 tramite la versione dei The Dubliners. La melodia attuale richiama “The Banks of Sweet Primroses” anche detta “Sweet Primroses” molto popolare in Inghilterra con le prime edizioni stampate che risalgono al 1840. (ASCOLTA)

Il protagonista dopo aver dichiarato alla giovane Peggy i propri sentimenti e aver descritto le pene che soffre per tale amore, poichè ella è indifferente ai suoi corteggiamenti, si perde d’animo e cerca conforto nel bere; così vorrebbe allontanarsi dalle donne per poter restare da solo ad ascoltare i canti degli uccellini sugli alberi, al fine di trovare un po’ di conforto.

In alcune versioni è riportata anche la strofa in cui il protagonista afferma che solo la lontananza potrebbe aiutarlo a dimenticare la sua cara Peggy per riuscire, a ritrovare un po’ di tranquillità.

Tutte le versioni ripetono la prima strofa anche in chiusura, in questo modo il rapporto tra i due si riduce ad un breve per quanto aspro litigio tra innamorati con finale riappacificazione.

VERSIONI IRLANDESI

ASCOLTA The Dubliners con la voce di Luke Kelly, versione testuale con le cinque strofe

Nelle seguenti versioni si omette la IV strofa
ASCOLTA Sinead O’connor in Sean-Nós Nua
ASCOLTA the Chieftains & The Secret Sisters in Voice of Ages
ASCOLTA The Corrs in Home 2005

I
Oh, Peggy Gordon you are my darling
Come sit you down upon my knee
and tell to me the very reason
Why I am slighted so by thee.
II
I’m so in love that I can’t deny it
My heart lies smothered in my breast
It’s not for you to let the world know it
A troubled mind can know no rest.
III
I put my head to a glass of brandy(1)
It was my fancy I do declare
For when I’m drinking I’m always thinking
And wishing Peggy Gordon was here.
IV
I wish I was away in England,
Far across the briny sea,
Or sailing o’er the deepest ocean,
Where care and troubles can’t bother(2) me.
V
I wish I was in some lonesome valley
Where womankind could not be found
Where the little birds sing on the branches
And every moment a different sound.

TRADUZIONE ITALIANO
I
Oh Peggy Gordon, mia cara,
vieni a sederti sulle mie ginocchia,
e dimmi la ragione vera
per cui sono così insignificante per te.
II
Sono così innamorato, non posso negarlo, il mio cuore soffocato mi giace in petto,
non hai diritto di farlo sapere a tutti, una mente stravolta non conosce quiete.
III
Mi sono attaccato al brandy
ne avevo voglia, lo posso dire,
perché quando bevo io penso sempre
e desidero che Peggy Gordon sia qui.
IV
Magari fossi lontano, in Inghilterra,
oltre il salatissimo mare,
o stessi navigando sull’oceano più profondo
dove affanni e dolori   non possano assillarmi
V
Vorrei essere in qualche valle solitaria
dove non possano trovarsi le donne
e dove gli uccellini cantano sui rami
ogni momento un suono diverso.

NOTE
1) anche come cask of brandy; letteralmente ho messo la testa in un barile di brandy
2) bother= preoccupare, termine anglo-irlandese del linguaggio colloquiale

VERSIONI CANADESI

ASCOLTA Shanneyganock
CHORUS
Oh, Peggy Gordon you are my darling,
Come sit you down upon my knee,
And tell to me the very reason,
Why I am slighted so by thee.
I
I’m so in love that I can’t deny it, My heart lies smothered in my breast;
It’s not for you to let the world know it,
A troubled mind can know no rest.
II
I laid my head on a cask of brandy,
It was my fancy I do declare; For when I’m drinking, I’m always thinking,
And wishin’ Peggy Gordon were here.
III
I wish I was in some lonesome valley,
Where woman kind can ne’er be found;
And the pretty little birds do change their voices,
And every moment a different sound.

ASCOLTA Buddy Wasisname and the Other Fellers
CHORUS
Oh, Peggy Gordon you are my   darling,
Come sit ye down upon my knee,
And tell to me the very reason,
That I am slighted so by thee.
I
I’m deep in love and I can’t deny it,
My heart lies smothered in my breast;
It’s not for you to let the world know,
That a troubled mind has no rest.
II
I put my back up against an oak tree,
I thought it was a trusty tree;
But first it bent and then was broken,
And that is how my love served me.
CHORUS
I think I’ll go to some lonesome valley,
Where woman kind can ne’er be found;
And the prettiest little birds will change their voices,
And every moment a different sound.

SWEET MAGGIE GORDON

Nella raccolta americana “Music for Nation” presso la Biblioteca del Congresso (Library of Congress) il brano è intitolato Sweet Maggie Gordon (vedi), come pubblicato da Pauline Lieder (New York 1880) e aggiunge una strofa da Carrickfergus, con una melodia a tempo di walzer arrangiata per pianoforte che non corrisponde a quella attuale.

 Ecco una ulteriore variante collezionata nel 1937 da Helen Creighton eseguita da Dennis Smith (East Chezzetcook, Nova Scozia) sulla melodia “The Banks of Sweet Primroses

ASCOLTA Jesse Ferguson di Cornwall, Ontario, figlio d’arte e appassionato interprete di musica celtica, nonché cantautore (il suo sito qui)

I
Oh, Peggy Gordon you are my darling,
Come sit you down all on my knee,
And tell to me the very reason
Why I am slighted so by thee.
II
I’m deep in love but I dare not show it,
My heart lies smothered all in my breast,
It’s not for you to let the whole world know it,
A troubled mind that has no rest.
III
I laid my head on a cask of brandy
Which was my fancy I do declare,
For while I’m drinking, I’m always thinking
How I’m to gain that lady fair.
IV
I put my back against an oak tree,
Thinking it was a trusty tree,
But first it bent and then it broke,
And that’s the way my love served me.
V
I wish my love was one red rosy
A-planted down on yonder wall,
And I myself could be a dewdrop
That in her bosom I might fall.
VI
I wish I was in Cupid’s castle
And my true love along with me,
Oh, Peggy Gordon, you are my darling,
Oh, Peggy Gordon, I’d die for thee.
VII
The sea is deep, I cannot wade it,
Neither have I got wings to fly,
But I wish I had some jolly boatman
To ferry over my love and I.
VIII
I will go down to some lonesome valley,
Where no womankind is ever to be found,
Where the pretty little birds do change their voices,
And every moment a different sound.
IX
I wish I was as far as Ingo
Way out across the briny sea,
A-sailing over the deep blue water
Where love nor care never trouble me.
X
I wish I was in Spencervania
Where the marble stones are black as ink,
Where the pretty little girls they do adore me,
I’ll sing no more till I get a drink.

TRADUZIONE ITALIANO
I
Oh Peggy Gordon, mia cara,
vieni a sederti sulle mie ginocchia,e dimmi la ragione vera
per cui sono così insignificante per te.
II
Sono così innamorato, non posso negarlo,
il mio cuore soffocato mi giace in petto, non hai diritto di farlo sapere a tutti, una mente stravolta non conosce quiete.
III
Mi sono attaccato al brandy
ne avevo voglia, lo posso dire,
perché quando bevo io penso sempre e desidero che Peggy Gordon sia qui.
IV
Mi sono appoggiato a una quercia
pensando che fosse un albero solido, ma prima si è piegato e poi si è rotto
proprio come il mio amore
V
Vorrei che il mio amore fosse una rosa rossa, piantata sul muro laggiù, e io vorrei essere una goccia di rugiada, per cadere nel suo bocciolo
VI
Vorrei essere nel castello di Cupido, con il mio amore
Oh Peggy Gordon sei il mio tesoro
Oh Peggy Gordon, morirei per te
VII
Ma il mare è vasto, non riesco ad attraversarlo e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo, per traghettare il mia amore e me
VIII
Vorrei essere in qualche valle solitaria
dove non possano trovarsi le donne , e dove gli uccellini cantano sui rami
ogni momento un suono diverso.
IX
Vorrei essere lontano a Ingo,
oltre il salatissimo mare,
o navigare sull’oceano più profondo
dove affanni e dolori   non possano assillarmi
X
Vorrei essere a Spencervania
dove le pietre di marmo sono nere come inchiostro, e dove le ragazzine mi   adorano
ma non canterò più finchè non prendo da bere

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=21179