Archivi tag: Lucy Stewart

WHEN I WAS NOO BUT SWEET SIXTEEN / THE BOTHY LADS

donna-culla-WILLIAM-ADOLPHE-BOUGUEREAUAncora una canzone sui cavallanti (vedi bothy ballads), proveniente dal Nord-Est della Scozia, ma questa storia finisce con una gravidanza e senza matrimonio riparatore. L’altro titolo con cui è conosciuta è “Hishie Ba” una variante in versione ninna –nanna che ci viene dal canto di Jean Redpath. La stessa storia è narrata con una melodia simile anche nella ballata “Peggy on the Banks of Spey” (che Hamish Henderson raccolse nel 1956 dalla signora Elsie Morrison di Spey Bay)

La melodia è intitolata “Jockey’s gray Breeches” già in “Caledonian Pocket Companion” di James Oswald (1745) (vedi)

WHEN I WAS NOO BUT SWEET SIXTEEN

ASCOLTA June Tabor & Oysterband (testo qui)

ASCOLTA Colcannon

E infine due personalissimi arrangiamenti melodici da due talentuose interpreti emergenti
ASCOLTA Claire Hastings in ‘Between River and Railway‘ 2016
ASCOLTA Lindsay Straw


I
Ah well I was no’ but sweet sixteen
With beauty chance a blooming oh
It’s little little did I think
At nineteen I’d be grieving (greeting) (1) oh
Chorus
Well the ploughboy lads they’re all braw (gey braw) (2) lads
But they’re false and they’re deceiving oh
They’ll take your all and they’ll gang away
And leave the lassies grievin’ oh
II
Ah well I was fond of company
And I gave the ploughboys freedom oh
To kiss and cla(s)p (3) me in the dark
When all me friends were sleeping oh
III
Well if I did know what I know (ken) now
And I took me mothers biddin’ oh
I wouldn’t be sittin’ by our fireside
Crying hush a ba my baby (bairnie
) oh
IV
Well it’s hush a ba (4) for I’m your ma
But the Lord knows who’s your daddy (5) oh
And I’ll take care and I’ll beware (6)
Of the ploughboys in the gloaming (7) oh
Traduzione Cattia Slto
I
Non avevo che 16 anni
con la giovinezza in fiore
e mai avrei pensato
che a 19 sarei stata inguaiata (1)
CORO
I Cavallanti sono tutti bei (2) ragazzi
ma sono insinceri e traditori
ti prendono e poi vanno via
e lasciano le ragazze nei guai
II
Amavo la compagnia
e ha permesso delle libertà ai cavallanti,
di baciarmi e afferrarmi (3) nel buio
mentre i miei amici dormivano
III
Se avessi saputo quello che so ora,
avrei prestato attenzione agli avvertimenti di mia madre,
non starei seduta accanto al focolare
a piangere “Dormi bambino mio
IV
Fai la ninna (4) per la tua mamma,
ma sa il Signore chi è tuo padre (5)
farò attenzione e starò alla larga (6)
dai cavallanti nel crepuscolo (7).”

NOTE
1) Greetin: weeping
2) gey braw: very fine, handsome
3) clap: touch
4) Hishie ba: soothing sound to a baby, lullaby
5) la donna ha concesso i suoi favori a diversi giovanotti (all’epoca non c’era ancora il test del dna)
6) June Tabor dice “so it’s girls take care and you beware” come l’avvertimento della madre alla neonata “sono le ragazze a dover fare attenzione e stare alla larga” dai cavallanti.
7) Gloamin: twilight, dusk

HISHIE BA

Nella tradizione scozzese non sono insolite le ninne-nanne dai contenuti amari e dolorosi (vedi).

ASCOLTA Lucy Stewart
ASCOLTA Jean Redpath (strofe I e III)

ASCOLTA Arthur Argo (strofe I, II, III)


I
When I was noo but sweet sixteen (1)
and beauty aye an bloomin’ o
it’s little, little did I think
that at seventeen I’d be greetin’ o
CHORUS
Hishie ba, noo I’m yer ma
Oh, hishie ba, ma bairnie o
Hishie ba, noo I’m yer ma
but the guid kens fa’s yer faither o
II
If I had been a guilte lass
An taen ma mither’s biddin o
I widna be sittin at your fireside
singing hush a ba my baby oh
III (2)
It’s keep it me frae lowpin’(3) dykes
Frae balls and frae waddin’s (4) o
It’s gi’en me balance tae my stays (5)
and that’s in the latest fashion o
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Non avevo che 16 anni (1)
con la mia bellezza in fiore
e mai avrei pensato
che a 17 sarei stata inguaiata
CORO
Fai la ninna per la tua mamma
dormi bambino mio
Fai la ninna per la tua mamma,
ma sa il Signore chi è tuo padre
II
Se fossi stata una ragazza saggia
avrei prestato attenzione agli avvertimenti di mia madre,
non starei seduta accanto al focolare
a piangere “dormi bambino mio”
III(2)
Mi tengo lontana dai saltafossi (3),
dai balli e dai matrimoni(4)
e mi strizzo nel corsetto (5)
che è all’ultima moda

NOTE
1) Argo dice When I was a maid but sweet sixteen
2) strofa riportata dalla testimonianza di Lucy Stewart
3) leaping, jumping over stone walls. Ma louppar (lowpar), looper  (louper) nel Dizionario Scozzese è sinonimo di vagabondo. dyke-louper, -leaper, (a) an animal that leaps the dyke surrounding its pasture (b)fig.: a person of immoral habits, also in n.Eng. dial.; hence dyke-loupin’, ppl.adj. and vbl.n., used lit. and fig. (qui)
4) weddings
5) Stays: (a pair of) C17th and c18th term for the boned underbodice previously known as a “pair of bodies.” The term persisted into the c19th but was more usually replaced by its French equivalent, the “corset.” The term was also applied to the stiff inserts of whalebone or steel which shaped this garment. A corset made of two pieces laced together and stiffened by strips of whalebone. Il verso è da intendersi come “darsi una regolata” ovvero comportarsi da ragazza perbene oppure vuole nascondere il suoi stato di partoriente ?

FONTI
http://www.tunearch.org/wiki/Jocky%27s_Gray_Breeches
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/85072/6
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/98115/1
http://www.black-brothers.com/songs/8.htm
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/wheniwasnoobutsweetsixteen.html
http://www.oysterband.co.uk/lyrics/songs/(When_I_was_no_but)_sweet_sixteen.html
http://mysongbook.de/mtb/r_clarke/songs/nobut16.htm
http://sangstories.webs.com/hishieba.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=88570
http://sangstories.webs.com/hishieba.htm
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/16915/2
http://www.springthyme.co.uk/ah03/ah03_02.htm

IL CAVALLANTE MESTIERE PERDUTO

Plooman laddies o  ploughboy lads erano i cavallanti agricoli, dei tempi in cui l’aratro era trainato dalla forza animale (e si dicevano bifolchi se a tirare l’aratro erano i buoi), il soggetto preferito delle bothy ballad le canzoni dei braccianti stagionali e salariati agricoli nelle grandi fattorie nel Nord Est della Scozia (in particolare l’Aberdeenshire).
Si occupavano dell’aratura, erpicatura e dissodamento dei campi e della cura degli animali da lavoro a loro affidati.

ploughman-evenPremetto che con lo stesso generico titolo si indicano diverse canzoni tra cui anche quella intitolata The Ploughboy Lads di Robert Burns questa invece inizia con “Doon yonder den there’s a plooman lad” ed è la versione collezionata da Lucy Stewart (1901- 1982)

Hamish Henderson commenta nelle note della versione di Isla St. Clair “Now one of the most popular songs in the Scots folk revival, The Plooman Laddies was put into circulation comparatively recently—in 1959, when it was recorded (on the family’s tape-recorder) by Lucy Stewart of Fetterangus. It descents from a much longer ploughman song, sung to the tune of The Rigs o’ Rye, but Lucy’s version has distilled from the earlier words and tune an intense lyric love-song unsurpassed in North-east erotic tradition.” (da qui)

Eseguita sia da Dougie McLean che dai Tannahill Weavers, se volete farvi due risate ecco le loro note di commento
A friend of ours once had a similar, emotionally taxing decision to make.  Should he marry the young, poor girl that he loved or the old, extremely rich woman who offered him warmth and security?  On asking the advice of his father, a wise but lonely widower of some 50 summers, he was told “Always marry for love, son, always marry for love.”
“Great, Dad.  Thanks!  I’m off to ask young Catriona right away.”
“Afore ye go, son,” says the old fellow cautiously, “what did ye say the old lady’s phone number was?”
(tratto da qui)

ASCOLTA Lucy Stewart  su Tobar an Dualchais
ASCOLTA  Isla St. Clair in Isla St Clair Sings Traditional Scottish Songs. 1971 che mantiene tutta l’immediatezza della versione di Lucy Stewart.

ASCOLTA Mary Story

ASCOLTA Alasdair Roberts in The Crook of My Arm.2001 con il titolo di Ploughboy Lads

ASCOLTA Tannahill Weavers live con il titolo di Ploo’boy Laddies


Doon yonder den(1)
there’s a plooman lad
Some simmer’s day
he’ll be aa my ain
And sing laddie aye,
and sing laddie o
The plooman laddies are aa the go(2)
In yonder toon ah
could hae gotten a merchant
But aa his gear
wisna worth a groat(3)
Doon yonder den ah
could hae gotten a miller
But aa his dust
wad hae deen me ill(4)
I see him comin frae the toon
Wi aa his ribbons (5) hingin
roon and roon
I love his teeth (hair),
an I love his skin
I love the verra(6) cairt he hurls(7) in
It’s ilka(8) time
I gyang(9) tae the stack(10)
I hear his wheep
gie the ither crack(11)
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
In fondo alla valle
c’è un giovane cavallante
in un giorno d’estate
sarà tutto mio
e canta ragazzo
canta ragazzo
i cavallanti si vestono bene
Nella città laggiù
avrei potuto avere un mercante
ma tutta la sua mercanzia
valeva poco,
in quella valle lontana
avrei potuto avere un mugnaio
ma tutta quella farina
mi avrebbe fatto ammalare.
Lo vedo arrivare dalla città
tutto infiocchettato
in lungo e in largo
Amo i suoi denti (capelli)
e il suo incarnato
amo il carretto che conduce
è quasi ora
di andare al covone
sento le sue grida
dare un altro comando

NOTE
1) Den: narrow wooded valley
2) Aa the go: in fashion, all the rage. Gli aratori erano un gradino sopra agli altri lavoratori agricoli.
3) Groat: archaic Scottish coin of low value
4) Deen me ill: made me sick
5) probabilmente si riferisce alla pariglia di cavalli infiocchettati e tirati a lucido
6) Verra: very
7) Hurls: rides (in a wheeled vehicle) cairt potrebbe essere anche l’erpice
8) Ilka: every
9) Gyang: go
10) Stack: peat stack
11) riferito agli ordini impartiti ai cavalli,forse si tratta di una gara tra aratori

FONTI
http://www.folkways.si.edu/lucy-stewart-scottish-ballad-singer/childrens-world/music/article/smithsonian
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/59336/1
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1146lyr3.htm
https://projects.handsupfortrad.scot/scotlandsings/scots-songs/#plooman
http://sangstories.webs.com/ploomanladdies.htm
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/ploughmanlads.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2588
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54646

THE TWA BROTHERS

tomsawyer083La ballata si ritrova ormai per lo più nella tradizione orale americana nelle cosiddette “mountain murder ballads” con il titolo “The Twa(two) Brothers” o “Two Pretty Boys” (Child ballad#49), che molti studiosi considerano come una variante di “Edward” (Child ballad#13) (qui)

La storia che viene narrata ha origini quanto meno norrene e con gli emigranti scozzesi e irlandesi è finita in America nella musica tradizionale dei Monti Appalachi. Nel passaggio tra i due continenti le ballate perdono quell’aura misteriosa e magica, soprannaturale e fiabesca ma non questa, anche se pesantemente “razionalizzata” e ripulita da risvolti sessuali. Così i due fratelli diventano due fanciulli in età scolara che si mettono a fare la lotta per gioco e accidentalmente uno dei due è ferito dal coltellino dell’altro. In genero però nelle ballate le tragedie hanno sempre una precisa motivazione.
Così scrive Riccardo Venturi: “Di solito, nelle ballate, le tragedie avvengono per motivi ben precisi e le disgrazie accidentali sono molto rare. È questo, invece, il caso di The Twa Brothers, dove i due fratelli, al ritorno da scuola, si mettono a fare la lotta per gioco ed uno dei due si ferisce a morte con il coltello che l’altro tiene nella bisaccia. Il fratello morente fa all’altro una serie di ultime richieste e, in particolare, gli chiede di non svelare il vero motivo della morte alla famiglia, e di rivelarlo invece soltanto alla fidanzatina. Molte versioni scozzesi tarde incorporano nella ballata dei versi o addirittura dei brani interi ripresi da Edward. The Twa Brothers è completamente scomparsa dalla tradizione britannica; in America è ancora relativamente nota.
Nelle versioni del Nuovo Mondo, però, la disgrazia non è affatto accidentale, e, stavolta, la “razionalizzazione” può essere solo apparente e rispecchiare invece uno stato di cose molto più antico di quanto non lo sia nella nostra versione scozzese. I due fratelli “made in USA”, anzi, si odiano a morte perché sono innamorati della stessa ragazza e, durante una lotta nient’affatto giocosa, l’uno uccide l’altro volontariamente. Dato che i motivi incestuosi sono ben presenti nelle ballate più antiche, alcuni lo hanno (forse a ragione) voluto vedere anche qui, supponendo che la ragazza contesa fosse addirittura la sorella dei due. Questo sarebbe naturalmente stato inaccettabile per il puritanesimo americano, ma, per il resto, la tradizione americana sembra essere più vicina all’origine di quanto non lo sia quella britannica. Si può anche dedurre che i due fratelli non fossero affatto due adolescenti, ma due adulti; in effetti appare strano che un fanciullo in età scolare possa avere già una relazione amorosa. L’età dei fratelli dev’essere stata via via ridotta per far apparire l’attaccamento verso la sorella libero da ogni elemento morboso, finché costei non è scomparsa del tutto, sostituita da una più rassicurante fidanzata; ed ecco comparire anche l’elemento “accidentale”, il tragico gioco di due ragazzini che tornano da scuola. In America, dove il vero motivo più o meno rimane, la giusta età dei fratelli avrebbe dovuto essere stata ripristinata, ma ciò non è avvenuto ed eccoci quindi all’apparentemente misteriosa incongruenza della ballata.”

ASCOLTA Belle Stewart 1976.

ASCOLTA Silly Wizard in “Caledonia’s Hardt Sons” 1978 (la melodia riprende la versione irlandese di Edward) il testo riprende e mescola tra loro le due versioni precedenti


I
Two pretty boys were goin’ tae the school
And one evening coming home
Says William to John,
Can you throw a stone
Or can you play at a ball, a ball,
or can you play at a ball
II
Says John to William,
I canna’ throw a stone
Little can I play at a ball
But if you’ll go down to a merry green woods/I’ll try you a wrestlin’ fall,  a fall,
I’ll try you a wrestlin’ fall
III
So they went down tae a merry green woods/Beneath the spreadin’ bough
The little penknife fell out of William’s coat/And gave John his deadly wound, wound,/and gave John his deadly wound
IV
Ah, now you’ll take off your white Holland shirt/And teer it frae gore tae gore/And you will bind my deadly wounds/That they might bleed no more, no more,
that they might bleed no more
V
So he’s ta’en off his white Holland shirt
And he’s torn it frae gore tae gore
And though he’s bound his deadly wounds/Ah, they bled ten times more, more,/ they bled ten times more
VI
Ah but what shall I tell to your father dear/This night when I go home
Tell him I’m away to a London school
And a good scholar I’ll come home, home,/a good scholar I’ll come home
VII
Ah but what shall I tell to your sister dear/This night when I go home
Tell her I’m away to a London school
And the good books I’ll bring home, home,/the good books I’ll bring home
VIII
Ah but what shall I tell to your sweetheart dear/This night when I go home/Tell her I’m dead and in the grave laid/And the grass is growin’ green, green, the grass is growin’ green
IX
Ah but what shall I tell to your stepmother dear/This night when I go home/Tell her I’m dead and in the grave laid
For she prayed I might never come home, home,
she prayed I might never come home
tradotto da Cattia Salto
I
Due ragazzini stavano andando a scuola
e quando alla sera ritornarono verso casa disse William a John
“Sei capace di lanciare una pietra (1)
o sei capace di giocare al pallone (2)
o sei capace di giocare al pallone?”
II
Disse John a William
“Non riesco nel lancio della pietra
ma so un po’ giocare al pallone
ma se verrai nel bosco più profondo,
ti sfiderò nella lotta,
ti sfiderò nella lotta”
III
Così andarono nel folto del bosco
sotto a un cespuglio rigoglioso
un coltellino uscì dalla giacca di William
e diede a John un colpo mortale
e diede a John un colpo mortale
IV
“Levati la camicia di lino bianco
e strappa delle bende
e avvolgile tutt’intorno alla mia ferita che il sangue non possa scorrere ancora che il sangue non possa scorrere ancora”
V
Così si tolse la camicia di lino bianco
e strappò delle bende
e le avvolse tutt’intorno alla ferita ma il sangue usciva fuori dieci volte di più, il sangue usciva fuori dieci volte di più.
VI
“Cosa dirò al tuo caro padre stasera quando ritornerò a casa?”
“Digli che sono via alla scuola di Londra e che da bravo studente ritornerò a casa”
VII
“Ma cosa dirò alla tua cara sorella
stasera quando ritornerò a casa?”
“Dille che sono via alla scuola di Londra e dei buoni libri porterò a casa
dei buoni libri porterò a casa”
VIII
“Ma cosa dirò alla tua cara fidanzata
stasera quando ritornerò a casa?”
“Dille che sono morto e sepolto nella tomba e l’erba crescerà rigogliosa,
l’erba crescerà rigogliosa”
IX
“Ma cosa dirò alla tua cara matrigna (3) stasera quando ritornerò a casa? ”
“”Dille che sono morto e sepolto nella tomba perchè  pregò che non potessi più ritornare a casa, pregò che non potessi più ritornare a casa”

NOTE
1) “trow/rolling the stones” era un passatempo tipico della gioventù nei tempi andati
2)  il gioco della palla è un tipico passatempo dei ragazzi e delle giovinette nelle ballate medievali e veniva praticato nelle vie cittadine o nei parchi dei castelli. Il gioco del calcio che fin dal medioevo veniva genericamente detto “ball play” o “playing at ball”; importato dai Romani nella loro conquista della Gran Bretagna (che a loro volta lo avevano appreso dai Greci) il gioco si radica a tal punto sull’isola da diventare estremamente popolare nel Medioevo. Già nel 1400 si utilizzava la parola fote-ball (o fute-ball in Scozia) per indicare il gioco della palla praticato con i piedi per distinguerlo dalla pallamano; i numerosi divieti della pratica di questo sport (a causa della sua violenza) in tutte le epoche ne attestano il successo e la diffusione! Per tutto il Seicento fu il gioco più diffuso nelle università d’Inghilterra e Scozia.
3) si sommano i temi propri della morte occultata e del testamento dell’avvelenato in cui si rivela il mandante dell’omicidio (come nella versione inglese di “Edward”)

ASCOLTA
Jean Redpath 1979


I
There were twa brothers at the school
And when they’d won awa’
It’s will ye play at the stane chucking
Or will ye play at ball
Or will ye gae up yon bonnie green hill
And there we’ll wrestle a fa’
II
Oh, I winnae play at the stane chucking
Nor will I play at the ba’
But I will gae up yon bonnie green hill
And there we’ll wrestle a fa’
III
They wrestled up, they wrestled down
Till John fell tae the ground
And a dirk fell oot o’ William’s pouch
Gi’ed John a deadly wound
IV
“Oh, lift me, lift me on yer back
Tak’ me tae yon well sae fair
And wash the blood fae off my wound
That it may bleed nae mair”
V
He’s lifted him on tae his back
Ta’en him tae yon well sae fair
And he’s washed the blood fae off his wound/But aye it bled the mair
VI
“It’s ye’ll tak’ off yer Holland sark
Rive it fae gare tae gare
An’ stap it on my bloody wound
That it may bleed nae mair”
VII
So he’s ta’en off his Holland sark
Rived it fae gare tae gare
An’ he’s staped it in the bloody wound
But it bled mair and mair
VIII
“Oh, lift me, lift me on yer back
Tak’ me tae Kirklan’ fair
An’ dig my grave baith wide and deep
And lay my body there
IX
Ye’ll lay my arrows at my head
My gude bow at my feet
My sword and buckler by my side
As I was wont tae sleep”
tradotto da Cattia Salto
I
C’erano due fratelli che andavano a scuola e quando erano di ritorno
“Sei capace di lanciare una pietra
o sei capace di giocare al pallone o preferisci andare verso la bella collina dove giocheremo alla lotta?”
II
“Oh non voglio giocare alle pietre e nemmeno al gioco del pallone, ma verrò con te verso la bella collina dove giocheremo alla lotta”
III
Lottarono
finchè John finì a terra e un coltello uscì dalla tasca di William e diede a John un colpo mortale
IV
“Prendimi sulla schiena
e portami a quel bel pozzo
e lava il sangue dalla mia ferita, che non sanguini più”
V
Lo prese sulla schiena
e lo portò a quel bel pozzo
gli lavò il sangue dalla ferita,
ma ahimè continuava a sanguinare
VI
“Levati la camicia di lino bianco
e strappa delle bende e avvolgile tutt’intorno alla mia ferita che il sangue non possa scorrere ancora”
VII
Così si tolse la camicia di lino bianco
e strappò delle bende
e le avvolse tutt’intorno alla ferita ma sanguinava ancora di più.
VIII
“Oh prendimi sulla schiena
e portami alla chiesa
e scavami una fossa grande e profonda e seppellisci il mio corpo
IX
Metterai le mie frecce alla testa; il mio bell’arco ai piedi
la spada e lo scudo al mio fianco (1)
affinchè possa dormire”

NOTE
1) a contraddire la giovane età dei protagonisti la descrizione della panoplia del guerriero

E per finire raccolte sul campo in America: George Lay qui Fred High qui Reba Dearmore qui Ollie Gilbert qui

continua

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_49 http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/thetwobrothers.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11257
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=69807
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47394 http:[email protected]?SongID=7086 http:[email protected]?SongID=7087 http:[email protected]?SongID=7474

CRUEL MOTHER parte seconda

Cruel Mother” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che il professor Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche nelle Americhe in una grande varietà di testi e melodie. continua prima parte

Altra variante della versione ci viene da A.L. Lloyd (1964) che commenta: “The ballad seems to be old, for it is full of primitive folklore notions such as the knife from which blood can never be washed (the instance of Lady Macbeth comes to mind). Also primitive is the idea that the dead who have not undergone the ceremony that initiates them fully into the world of the living (in this case, christening) can never be properly received and incorporated into the world of the dead, but must return to plague the living. Some scholars think The Cruel Mother may have been brought to England by invading Norsemen, since practically the same story occurs in Danish balladry (…). Verse by verse, the Danish sets of the ballad so closely resemble the English that it seems unlikely that the importation took place so long ago. More probably, it is a case of an ancient folk tale being turned into a lyrical ballad, perhaps within the last four hundred years, and spreading in various parts of Europe, possibly with the help of printed versions all deriving from a single original (whether that original was English or Danish or in some other language, our present researchers do not tell us).

Così il finale che rimaneva sospeso in ‘Fine Flowers In The Valley’ con l’apparizione dello spirito- fantasma del bambino e quasi tronco, qui si conclude con una serie di maledizioni o punizioni rivolte alla madre, mutuate dalla ballata “The Maid and the Palmer” che Child colleziona al numero 21 (“The Well Below the Walley“). (vedi)
Si introduce anche il dettaglio del pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire, simbolo della macchia indelebile che resterà impressa sulla coscienza della donna, un indice puntato che l’accusa!

ASCOLTA M.J. Harris & Martyn Bates in “Passages (Murder ballads)” 1998, la versione testuale è quella di A.L. Lloyd, e la melodia è un sussurro inquietante. La ridondanza delle ripetizioni appesantiscono la storia e fanno apparire il testo, a mio avviso, meno “bello” della precedente versione, una sorta di mixer tra la versione B (“Scots Musical Museum” vol IV, 1792) e la C (“Minstrelsy, Ancient and Modern” William Motherwell 1797)


I
She leaned herself against a thorn 
All alone and so lonely,

And there she had two pretty babies born,
– And it’s down by the greenwood side-o.
And she took off her ribbon belt,
And there she bound them hand and leg.
“Smile not so sweet, by bonny babes,
If you smile so sweet, you’ll smile me dead.”
She had a pen-knife long and sharp,
And she pressed it through their tender hearts.
She digged a grave beyond the sun,
And there she’s buried the sweet babes in.
She stuck her pen-knife on the green,
And the more she rubbed, more blood was seen.
She threw the pen-knife far away,
And the further the threw the nearer it came.
II
As she was going by the church,
She seen two pretty babies in the porch.
As she came to her father’s hall,
She seen two pretty babes playing at ball.
“Oh babes, oh babes, if you were mine,
I’d dress you up in the scarlet fine.”
“Oh mother, oh mother, we once were thine,
You didn’t dress us in scarlet fine.
You took a pen-knife long and sharp,
And pressed it through our tender heart.”
“You dug a grave beyond the sun,
And buried us under a marble stone.”
“Oh babes, oh babes, what have I to do,
For the cruel thing that I did to you?”
“Seven long years a bird in the wood,
And seven long years a fish in the flood.”
“Seven long years a warning bell,
And seven long years in the deeps of hell.”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Si appoggiò un biancospino(1)
tutta sola e così solitaria
e lì fece nascere due bei
bambini
ed era dentro al bosco più
profondo(1)
E si levò la sua cintura di seta
e li legò mani e piedi.
“Non sorridete così dolcemente piccolini,
o il vostro dolce sorriso mi farà morire”
Lei aveva un pugnale lungo e appuntito
e lo premette nei loro teneri cuori.
Scavò una fossa sotto il sole
e ci seppellì dentro i piccoli bambini.
Pulì il pugnale nell’erba
e più lo puliva più sangue si vedeva (3).
Gettò il pugnale lontano
e più lontano lo gettava più vicino ritornava.
II
Mentre camminava verso la chiesa
vide due bei bambini nell’androne
Mentre camminava verso il palazzo del padre
vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta scarlatta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai vestiti di bella seta scarlatta!
Hai preso un pugnale lungo e appuntito
e lo hai premuto nel nostro tenero cuore.
Hai scavato una fossa sotto il sole
e ci hai seppellito sotto una lastra di marmo”.
“Bambini cosa devo passare
a causa della crudeltà che vi ho fatto?”
“Sette lunghi anni(4) come uccello nel bosco
e sette lunghi anni come pesce nel fiume
sette anni come batacchio della campana(5)
e sette lunghi anni nelle oscurità dell’inferno.”

NOTE
1) probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.
2) il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, vengono abbandonati i bambini piccoli o uccisi
3) il pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire è un simbolo nelle antiche ballate provenienti dalla Scandinavia della colpevolezza, le mani  si macchiano del sangue innocente e rivelano l’assassino, così nel Medioevo si toccava il cadavere esposto per mostrare la propria innocenza.
4) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, un numero utilizzato spesso nelle ballate per indicare un lungo periodo di apprendistato. Il concetto di punizione e penitenza è proprio della religione cattolica che ha istituito il sacramento della confessione.
5) in ogni villaggio c’era una volta una campana preposta per essere suonata vigorosamente in caso di allerta (un attacco nemico, un incendio) o per chiamare la gente a raccolta

DOWN BY THE GREENWOOD SIDE

motherForse la versione più conosciuta della ballata. Alla storia si aggiunge una specie di introduzione per contestualizzarla: la fanciulla (a volte figlia di re o comunque di nobili origini) che vive nel nebbioso Nord è stata sedotta da un cortigiano o un servitore del padre (un false-lover che voleva solo divertirsi sessualmente con lei senza serie intenzioni matrimoniali).

ASCOLTA Joan Baez, 1967.
La melodia riprende quella registrata da Shirley Collins (1960) che scrive nelle note di copertina dell’album: ” This cautionary ballad has everything, including one of the greatest of tunes. Ewan MacColl taught it to me when I was twenty. A flat, documentary opening, reporting a private act by conscience-torn young girl. Then the confrontation of the young mother by the ghosts of her murdered twin babies, and her damnation. The refrain has the quality of an incantation, raising one wretched human being to an archetype of remorse.”


I
There was a fair maid lived in the north
O the rose and the lindsey
O
She fell in love with her father’s serf
Down by the Greenwood sidey O
He courted her for a year and a day
Till he, the young girl, did betray
She leaned her back up against the thorn
And there she had two little babes born
She took her pen knife clean and sharp
And pierced those two babes to the heart
II
As she was walking her father’s hall
She spied two boys a-playin’ ball
She said, “O babes if thou were’t mine
I’d dress you up in silk so fine”
“Ah, mother dear, when we were thine
You did not treat us then so fine”
She said, “Ah babes ‘tis you can tell
What kind of death I’ll have to die”
“Seven years a fish in the flood
Seven years a bird in the wood
Seven years a tongue in the mourning bell
Seven years in the flames of hell”
“Welcome, welcome, fish in the flood
Welcome, welcome, bird in the wood
Welcome tongue in the mourning bell
God, save me from the flames in hell”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era un bella fanciulla che viveva nel Nord (1)
evviva la rosa e il giglio (2)
che si innamorò di un servo di suo padre
laggiù nel bosco più verde(3)
Lui la corteggiò per un anno e un giorno(4)
finchè lui tradì la giovane ragazza(5)
Si appoggiò a un biancospino (6)
e lì fece nascere due bambini
e prese il suo stiletto ben affilato
e trafisse quei due bimbi al cuore.
II
Mentre camminava verso il palazzo del padre
vide due ragazzi che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai trattato così bene!”
“Bambini allora ditemi
di che morte devo morire”
“Sette anni(7) come pesce nel fiume
sette anni come uccello nel bosco
sette anni come batacchio nella campana del mattino (8),
sette anni nelle fiamme dell’inferno.”
“Benvenuto pesce nel fiume
benvenuto uccello nel bosco
benvenuto batacchio nella campana del mattino,
ma Dio mi salvi dalle fiamme dell’inferno”

NOTE
1) il Nord è più di un luogo geografico è una parola in codice che avvisa gli ascoltatori che sta per essere narrato qualcosa di triste e oscuro
2) Lindsay scritto in vari modi potrebbe stare per “linseed” cioè il seme del lino che in inglese si dice “flax”. O più precisamente una contrazione o storpiatura della parola Linsey-Woolsey (che però in scozzese si dice Wincey) lin è la parola arcaica per lino + lana ossia un tessuto grossolano misto lino indossato dai contadini. Su Mudcat (qui) qualcuno fa notare che il clan scozzese degli Ó Loinn (O’Lynn, Lynn, Lind, Linn, Lynd, Lindsay), ha come emblema la ruta e il tiglio, peccato però che il Crest del Clan sia un cigno che spunta da una corona; tuttavia leggendo nelle pagine del sito ufficiale del “Clan Lindsay Society” si legge che il Tiglio è un albero che simboleggia il clan come pure la Ruta, definita come plant badge del Clan. Ma se chi canta vuole dire al suo pubblico che l’amore libero porta a gravidanze indesiderate (e al rimpianto) avrebbe utilizzato tranquillamente il simbolismo della ruta. E del resto “linden” è il nome del tiglio (senza scomodare nessun emblema di clan) e molti sono propensi a seguire questa traduzione. Malcom Douglas così riporta “Annie G Gilchrist (Journal of the Folk-Song Society VII (22) 1919, 82) conjectured that the ballad might have been ‘brought to Britain by the Northmen’ and continued, ‘the “rose and the lindie” suggests a corruption of a Norse refrain in which the word “rosenlund” occurs – “rosenlund” (literally rose wood) according to Dr Prior (Ancient Danish Ballads, Introduction, p xxxvi) being the exact equivalent of our “greenwood,” and, like it, the scene of many ballad adventures.’ Of course, that pre-supposes that Danish forms of the story are older than British“.
Un ulteriore significato del verso vede il temine lino come metafora per indicare i capelli biondi: “flaxen hair” o lint-white (in scozzese) è una sfumatura di giallo chiaro che tende al dorato, quindi il verso è come se descrivesse la fanciulla dal pallido incarnato e dai capelli biondi. O potrebbe essere una storpiatura per lily: non dimentichiamo che nella ballate celtiche la rosa è un fiore infausto e il giglio è la prefigurazione della morte
3) il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti
4) un anno e un giorno è la durata dei matrimoni di “prova” presso i Celti e per scioglierli bastava che i due si dividessero andando in direzioni opposte nella notte di Beltane
5) qui si accenna ad un vago tradimento, in altre versioni si parla più esplicitamente della gravidanza in stato avanzato che ha fatto scappare il “corteggiatore”
6) probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.
7) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, un numero utilizzato spesso nelle ballate per indicare un lungo periodo di apprendistato. Il concetto di punizione e penitenza è proprio della religione cattolica che ha istituito il sacramento della confessione.
8) in ogni villaggio c’era una campana preposta per essere suonata vigorosamente in caso di allerta (un attacco nemico, un incendio) o per chiamare la gente a raccolta

THE ROSE AND THE LINDSEY O

cruel-motherNegli archivi di Tobar an Dualchais sono registrate almeno 5 versioni della ballata raccolte nell’Aberdeenshire tra cui quella di Lucy Stewart (1952) e come questa versione ripresa dal trio scozzese di musica tradizionale “The Gaugers” in auge negli anni settanta ad Aberdeen. Stesso ritornello e testo quasi identico di “Down by the Greenwood side”, ma diversa melodia

ASCOLTA Old Blind Dogs in “Legacy” (1995). Nelle note di copertina si legge “Based on the version found in the Child collection of Ballads”, it may well be a collation of several of the Child versions, but it’s really quite close to, for example, the version that Gordeanna MacCulloch learned from Norman Buchan, which in turn (according to Ailie Munroe, “The Folk Music Revival in Scotland”, 1984) is very much like the version in “Last Leaves of the Traditional Ballads and Ballad Airs” (Alexander Keith, 1925); I do wish that people would be a bit less mysterious in their sleeve-notes: we might then have some sort of idea where they got their material, and how much of it they made up themselves…”


I
There was a woman lived in the north
Hey with the rose and the lindsey(10)
O
She fell in love with her father’s serf
Down by the Greenwood sidey(6) O
She’s coorted him for a year and a day
‘Til it’s her great belly did her betray
She’s leaned her back against a tree
Thinkin’ that she micht lichter be
she’s leaned her back against a thorn
bonnie’s the boys that she’ born
She’s ta’en oot her wee penknife
And she’s pit an end tae their sweet lives
She’s buried them ‘neath a marble stane
Thinkin’ tae gang a maiden hame
II
She’s lookit ower her faither’s wa’
She spied twa bonnie boys playin’ at the ba’
“Oh bonnie bairns gin ye were mine
I dress ye up in the silk sae fine
“Oh mither dear when we were thine
We nivver saw ocht o’ the silk sae fine”
“Oh bonnie bairns come tell tae me
Fit kind o’ a death I’ll hae tae dee”
“Seven years a bird in the wood
an’ seven years a fish in the flood
Seven years a turn tae the warnin’ bell
Aye but seven years in the caves o’ hell”
“Welcome welcome bird in the wood
Aye and welcome welcome fish in the flood
an’ welcome turn tae the warnin bell
God keep me oot o’ the flames o’ hell
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era un donna che viveva nel Nord(1)
evviva la rosa e il giglio(2)
che si innamorò di un servo di suo padre laggiù nel bosco più verde(3)
Lei fu corteggiata da lui per un anno e un giorno(4)
finchè la grande pancia di lei la tradì
Si appoggiò di schiena ad un albero
pensando di alleggerirsi un po’
si appoggiò ad un biancospino(6),
belli erano i bambini che fece nascere,
e tirò fuori il suo stiletto
e trafisse e mise fine alla loro piccole vite.
Li seppellì sotto a una pietra di marmo
pensando di ritornare a casa fanciulla.
II
Mentre guardava oltre alle mura del palazzo del padre, vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
“O bei bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai trattato così bene!”
“Bambini allora ditemi
di che morte devo morire”
“Sette anni(7) uccello nel bosco
sette anni come pesce nel fiume
sette anni come batacchio della campana(8),
sette anni nelle fiamme dell’inferno.”
“Benvenuto uccello nel bosco
benvenuto pesce nel fiume
benvenuto batacchio della campana,
ma Dio mi salvi dalle fiamme dell’inferno”


terza parte continua