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THE WEE WEAVER

weaver-loomFinalmente una canzone d’amore irlandese coronata da un matrimonio felice!
Scritta da un tessitore che lavorava nella propria casa-bottega un “home weavers” probabilmente nell’Ottocento, è stata tramandata nella famiglia di Paddy Tunney.

La prima versione registrata risale al 1952 (ASCOLTA) dalla madre di Paddy Tunney che a sua volta la registrò nel 1975 per il suo album “The Mountain Streams Where the Moorcocks Crow”.

ASCOLTA Paddy Tunney 1975I
I am a wee weaver confined to my loom,
My lover she’s as fair as the red rose in June.
She is loved by all lovers which does anger me
My heart’s in the bosom of lovely Mary(1).
II
As Mary and Willie roamed(2) by yon shady bower
Where Mary and Willie spent many a happy hour,
Where the thrush and the blackbird they do join in chor’
Sing the praises of Mary round Lough Erin shore.
III
As Mary and Willie roamed by yonder loughside
Said Willie to Mary: “Will you be my bride?”
So this couple got married and they’ll roam no more,
They’ll have treasures and pleasures round Lough Erin shore

ASCOLTA Dolores Kaene in Sail Óg Rua 2010


I
I am the wee weaver, confined to my loom
And my love she is fairer, than the red rose in bloom
She is loved by all the young men,
and that does grieve me
There’s a heart in my bosom, for lovely Mary(1)
II
As Willie and Mary rode (2) by yon shady bough
Where Willie and Mary spent manys the happy hour
Where the blackbirds and thrushes
do concert and chorus
The praise of Mary and love fair and sure
III
As Mary and Willie rode by yon river side
Says Willie unto Mary “will you be my bride?”
This couple got married and they rode no more
They have pleasure and treasure, and love fair and sure
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Sono un piccolo tessitore, confinato al mio telaio e il mio amore è più bella di una rosa rossa quando sboccia. E’ amata da tutti i giovanotti e ciò mi addolora:
sono innamorato della bella Mary.
II
Così Willy e Mary andavano verso quel boschetto ombroso dove trascorsero molte ore felici dove i merli e i tordi
fanno concerti in coro
per lodare Mary e il vero amore.
III
Così Willy e Mary andavano verso quella sponda del fiume, dice Willy a Mary “Vuoi essere la mia sposa?” La coppia si è sposata e non vanno più in giro, essi avranno gioie e piaceri e si ameranno di un amore vero

 

NOTE
1) la versione di Paddy Tunny ha più senso e dice: My heart’s in the bosom of lovely Mary
2) oppure roved; l’uso di to ride aggiunge un sapore più antico perchè presuppone lo spostamento con il cavallo

IN VIAGGIO: LOUGH ERNE

La storia è ambientata nei pressi del Lough Erne (Loch Éirne in gaelico irlandese) che sono in realtà due laghi lungo il fiume Erne (distinti in Upper e Lower) e si trovano nella contea di Fermanagh (Irlanda del Nord).
DA IRLANDANDO.IT: Paradiso per uccelli, fiori e piante selvatiche e pescatori, Lough Erne è un corso d’acqua meraviglioso, ideale per crociere e gite in barca. Le sponde sono alte e rocciose in alcuni tratti e, oltre alle 154 isole, sono presenti insenature e piccole baie da esplorare. continua

FONTI
http://en.wikipedia.org/wiki/Brigid_Tunney http://www.theballadeers.com/ire/tunney_ft.htm http://comhaltasarchive.ie/compositions/5518 http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/weeweaver.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19280

RED IS THE ROSE

Di rose rosse sono piene le canzoni celtiche più sentimentali e molte sono già state inserite in questo database.

Red is the Rose” è la variante irlandese della ballata scozzese Loch Lomond. Non è insolito che le belle melodie si somiglino al di là e al di qua del North Channel (e tra gli appassionati fiocca la querelle su quale sia l’originale e chi ha copiato da chi), di questa non si conosce bene la provenienza, è stato Tommy Makem insieme ai Clancy Brothers a farla conoscere al grande pubblico a partire dagli anni ’60: Tommy, ricordato affettuosamente con il nome di Bardo di Armagh (vedi) aveva imparato la canzone dalla madre Sarah, cantante e grande collezionista di Armagh, Irlanda del Nord. Sempre tra le canzoni di Sarah Makem e per restare in tema floreale, vi rimando a “I wish my love was a red, red rose” .

La prima registrazione della canzone tuttavia  risale al 1934 con il titolo di My Bonnie Irish Lass; solo più recentemente è ritornata in auge dopo la versione dei The High Kings ..

RED IS THE ROSE: VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Josephine Beirne & George Sweetman 1934
ASCOLTA Tommy Makem & Liam Clancy live
The Ennis Sisters (Terranova) + The Chieftains in “Fire in the kitchen” 1997

ASCOLTA Nanci Griffin & The Chieftains in An Irish Evening, 1992 (che rendono sempre omaggio alla versione dei Clancy Brothers)

The High Kings in Memory Lane 2010

I versi sono molto semplici: due innamorati si dichiarano amore eterno, e si scambiano le promesse di matrimonio, ma la canzone è permeata dall’amarezza dell’abbandono, lui partirà (probabilmente per l’America) in cerca di lavoro.

I
Come over the hills, my bonny Irish lass(1)
Comer over the hills to your darling;
You choose the rose, love, and I’ll make the vow(2)
And I’ll be your true love forever.
Refrain:
Red is the rose that in yonder garden grows,
And fair is the lily of the valley(3);
Clear is the water that flows from the Boyne(4)
But my love is fairer than any.
II
Down by Killarney’s green woods(5) that we strayed
And the moon and the stars they were shining;
The moon shone its rays on her locks of golden hair
And she swore she’d be my love forever.
III
It’s not for the parting that my sister pains
It’s not for the grief of my mother,
“Tis all for the loss of my bonny Irish lass
That my heart is breaking forever(6).
TRADUZIONE ITALIANO
I
Vieni sulle colline mia bella irlandese
vieni sulle colline dal tuo amore;
tu scegli la rosa, amore, e io farò le promesse
e sarò il tuo amore per sempre.
Ritornello:
Rossa è la rosa che cresce in quel giardino laggiù, e bello è il mughetto;
chiara è l’acqua che scorre dal Boyne
ma il mio amore è il più bello di tutti.
II
Giù dai boschi di Killarney che ci siamo allontanati
e la luna e le stelle brillavano;
la luna risplendeva con i raggi sulle ciocche dei suoi capelli d’oro,
e lei mi ha giurato che sarà il mio amore per sempre.
III
Non soffro per la separazione da mia sorella
non è per la perdita di mia madre,
è per la perdita della mia bella irlandese
che il mio cuore è spezzato per sempre

NOTE
1) oppure a secondo di chi canta “my handsome Irish lad”
2) a leggere tra le righe il protagonista sta chiedendo una notte d’amore alla sua fidanzata e vuole convincerla a cedere la sua virtù (la rosa) con una promessa di matrimonio. Secondo la tradizione il matrimonio tra due persone che, anche senza testimoni, si fossero scambiati le promesse e avessero consumato il rapporto era socialmente valido.
3) il mughetto è un fiore delicato e profumatissimo che fiorisce in tutto maggio-giugno; nelle notti di luna piena il suo profumo diventa particolarmente intenso e inebriante
4) il fiume Boyne che scorre nel Leinster (Irlanda Orientale) è spesso richiamato nella mitologia irlandese: Brú na Bóinne (in italiano “la dimora del Boyne”) è uno dei più importanti siti archeologici del mondo con i grandi tumuli di Newgrange, Knowth e Dowth. La citazione allude a una specie di cuore dell’Irlanda, il santuario degli Antenati dell’Irlanda tribale.
5) Killarney si trova nel Kerry, all’estremità sud dell’isola e mi piace pensare che il bosco della canzone sia stato preservato nel Parco Nazionale (Killarney National Park) ricco di odorosi alberi secolari. In questa strofa veniamo a sapere che l’incontro d’amore notturno c’è effettivamente stato!!
6) nella versione americana diventa “That is leaving old Ireland forever” in cui si rende più esplicito l’abbandono degli affetti a causa dell’emigrazione. Come possibile “trait d’union” con le versioni scozzesi la somiglianza con la ballata Flora’s Lament For Her Charlie 1841 (qui)
It’s not for the hardships that I must endure,
Nor the leaving of Benlomond;
But it’s for the leaving of my comrades all,
And the bonny lad that I love so dearly.

RED IS THE ROSE: VERSIONE AMERICANA

Questa versione iniziò a circolare negli anni 70 e Joe Heaney ci dice di averla imparata dal nonno. Originario di Carna (Connemara, Irlanda) egli fu un moderno bardo, un cantore del popolo custode dei canti tradizionali (la maggior parte in gaelico); negli anni 50 e 60 è in viaggio tra Dublino e Londra per concerti, registrazioni e competizioni canore.
The folk music revival proved both a blessing and a curse to Joe.  He began to be féted by the ‘stars’ of this revival.  Some, like MacColl and Seeger, Lloyd and Hamish Henderson were earnestly trying to gain a knowledge and appreciation of his art.  And at a more popular level, groups like the Clancy Brothers and the Dubliners were genuinely attracted to him and respected him for what he stood for.  However, well-meant attempts by such groups to introduce him to popular audiences often came to grief.  It has to be remembered that such audiences were there only because the current fad was ‘the ballads’.  Their comprehension of sean-nós, or any other form of traditional singing, was zilch“.(tratto da qui)
Poco dopo Joe decide di trasferirsi definitivamente in America dove accanto al lavoro “per vivere” partecipò a festival diede concerti nei folk club e così via, fino a diventare insegnante (nel dipartimento di Etnomucologia) in alcune università..

ASCOLTA Joe Heaney 1996 nel sean nós di Connamara

51IzeFlH0lL__SL500_AA500_Questa versione è pressochè identica a quella irlandese privata però da più precise connotazioni geografiche, qui però manca la strofa in cui l’uomo chiede alla propria innamorata di trascorrere una notte d’amore nel bosco (l’ultima prima della partenza); alcuni perciò cantano una versione “sincretica” aggiungendo le strofe I e II della versione irlandese come strofe finali a questa. (vedi)

CHORUS
Red is the rose that in yonder garden grows,
Fair is the lily of the valley(3);
Clear are the waters that flow in yonder stream(4),
But my love is fairer than any
I
Over the mountains and down in the glen,
To a little thatched cot(7) in the valley;
Where the thrush and the linnet sing their ditty and their song,
And my love’s leaning over the half-door(8).
II
Down by the seashore on a cool summer’s eve(5),
With the moon rising over the heather;
The moon it shown fair on her head of golden hair,
And she vowed she’d be my love forever.
III
It is not for the loss of my own sister Kate,
It is not for the loss of my mother;
It is all for the loss of my bonnie blue-eyed lass,
That I’m leaving my homeland forever.

NOTE
4) il Boyne che scorre nel Leinster (Irlanda Orientale) della versione irlandese è diventato un generico “yonder stream
5) anche in questo verso il riferimento geografico “Down by Killarney’s green Woods that we strayed” diventa una “riva del mare” in una notte d’estate
7) il “thatched cottage” è la tipica “casetta di campagna” delle fiabe in pietra intonacata di bianco e con il tetto spiovente in paglia
8) “the half-door” in genere il cottage aveva un’unica porta d’accesso a sud una caratteristica “mezza-porta” divisa cioè in due pannelli, che si aprivano in modo indipendente: quello superiore poteva essere anche a vetro e veniva lasciato quasi sempre aperto per fare entrare la luce e far circolare l’aria; quello inferiore era in un unico battente di legno che rimaneva sempre chiuso, in modo che bambini e animali non potessero entrare (o uscire!). Al mezzo battente della porta si stava appoggiati restando in casa per spettegolare con i vicini o per fumare un po’ di tabacco!

TRADUZIONE ITALIANO PRIMA STROFA
Su per le montagne e giù per la valletta alla casina nella valle, dove il merlo e tordo cantano le loro canzoncine e il mio amore sta accanto alla porta.

FONTI
http://www.irishmusicdaily.com/red-is-the-rose
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/06/rose.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/20/red.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=1009
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7171 http://www.mustrad.org.uk/reviews/j_heaney.htm
http://www.irlandando.it/cosa-vedere/sud/contea-di-kerry/killarney-national-park/ http://cottageology.com/information/irishcottagehistory/

 

JAMIE, COME TRY ME

Una melodia con il titolo “Jamie, come try me” è stata pubblicata da James Oswald nella sua raccolta “Curious Scots tunes” (1744), la stessa melodia si trova nel III volume del “Musical Scots Museum” (1790)  al numero 238 pubblicata con il testo. Nelle note Robert Burns afferma di essere l’autore della parte testuale; in questo caso è bastato un titolo per suggerire a Burns una breve canzone: Jamie non è semplicemente un innamorato ma potrebbe essere Giacomo Francesco Edoardo Stuart, il figlio del deposto re Giacomo II d’Inghilterra, e la canzone alludere all’amore degli scozzesi cattolici per la dinastia Stuart (la questione giacobita vedi).

GUIDA ALL’ASCOLTO

La protagonista è una donna “passionaria” che chiede a James di stare con lei ovvero invita il suo amante segreto a possederla, una richiesta piuttosto intima e diretta, decisamente insolita per i tempi (ma non per un poeta come Burns)!

LA MELODIA: UNA SLOW AIR CHE DIVENTA UN VALZER LENTO
Il brano è stato interpretato per lo più in versione strumentale, essendo una melodia molto dolce e lenta, perfetta per l’arpa celtica.

ASCOLTA Kim Robertson in “Highland Heart” 2006

ASCOLTA Brian MacNeill in “N 1 Scottish” 2007

Le versioni cantate sono di stampo “classico” con voci impostate al canto lirico; ma non mancano alcuni arrangiamenti decisamente più moderni, come quello di due scozzesi DOC entrambi provenienti dall’Ayrshire, la terra del Bardo Scozzese
Eddi Reader superba interprete di Robert Burns nelle sue note al Cd “Sings The Songs Of Robert Burns” scrive: “There is a beautiful traditional tune to this song and one day I shall sing it through but this version came out through reading the words and messing about with a guitar tuning. So I only sing a hint of the trad tune. I also improvised on the order of the lyrics. It came out that way and I stuck to it. The image of a lassie calling for ‘Jamie’ to come and be with her struck me as so empowering. Robert writing from a woman’s perspective.” (tratto da qui)

Eddi Reader non ha bisogno di tante presentazioni, dalla vocalità molto emotiva, profonda e pastosa che mi ricorda il colore ambrato e il sapore graffiante di un sorso di whisky: in questo brano in modo particolare la voce passa dall'acuto al sospiro e diventa quasi jazzistica. L'effetto d'insieme è quello del richiamo di un'amante quasi ossessionata dal desiderio.

ASCOLTA Eddi Reader in “Sings The Songs Of Robert Burns“, 2003

 

Jamie, come try me
come try me
Jamie, come try   me
Jamie, come try me
if thou would be my love, Jamie
if thou would kiss me love
wha could deny thee
if thou would be my lo-o-o-ove
Jamie If thou would kiss  me, love
wha could deny thee?
if thou would be my love, Jamie
if thou would kiss me love
wha could espy thee
if thou would be my love, ah Jamie
Jamie, come try me Jamie, Jamie ah, ah
if thou would be my love
if thou would kiss me love
if thou would be my love, Jamie
come try me, Jamie
ah, if thou would give me love, Jamie— Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, yeahJamie
Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, Jam…
ah-ha, oh,
yeah, yeah
come try me
come try me
Jamie, come try me
Jamie, come try me
Jamie, come try me
wha could deny thee?
nabody
ach, Jamie


TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Jamie vieni a mettermi alla prova
vieni a mettermi alla prova
Jamie vieni a mettermi alla prova
Jamie vieni a mettermi alla prova
se tu volessi essere il mio amore, Jamie
se tu mi baciassi, amore
chi te lo proibirebbe?
Se tu volessi essere il mio amo-o-ore,
Jamie se tu mi baciassi, amore
chi te lo proibirebbe?
se tu volessi essere il mio amore, Jamie
se tu mi baciassi, amore
chi potrebbe scoprirti?
Se tu volessi essere il mio amore, Jamie
Jamie vieni a mettermi alla prova 
Jamie, Jamie ah,
se tu volessi essere il mio amore,
se tu mi baciassi, amore
se tu volessi essere il mio amore, Jamie
vieni a mettermi alla prova, Jamie
ah se tu volessi darmi amore, Jamie
Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, yeahJamie
Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, Jam…
ah-ha, oh,
yeah, yeah
vieni a provarmi
vieni a provarmi
Jamie a mettermi alla prova.
Jamie vieni a mettermi alla prova.
Jamie vieni a mettermi alla prova
chi te lo proibirebbe?
Nessuno
ah Jamie

O come la versione di Little Fire ovvero Jamie McGeechan, cantautore scozzese emergente dell’Ayrshire (per la sua pagina web in http://littlefiremusic.com/) che ha infuso il brano di sensualità e dolce innocenza

ASCOLTA Little Fire in Little Fire: Burns,   2012

VERSIONE ROBERT BURNS (1789) Chorus.
Jamie, come try me(1),
Jamie, come try me,
If thou would win my love,
Jamie, come try me.
I
If thou should ask my love,
Could I deny thee?
If thou would win my love,
Jamie, come try me!
II
If thou should kiss me, love,
Wha could espy thee?
If thou wad be my love,
Jamie, come try me!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTORitornello
Jamie vieni a provarmi
Jamie vieni a provarmi
Potresti vincere il mio amore,
Jamie vieni a mettermi alla prova.Se tu mi chiedessi il mio amore,
potrei io negartelo?
Potresti vincere il mio amore,
Jamie vieni a provarmi!

Se tu mi baciassi, amore,
chi potrebbe scoprirti?
Se tu volessi essere il mio amore,
Jamie vieni a mettermi alla prova.

NOTE
1) l’espressione “try me” implica una sfida, una provocazione per mettere in atto la reazione dell’altro, ma anche in modo più sfumato l’invito all’assaggio per decidere se continuare.

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iii,-song-229,-page-238-jamie-come-try-me.aspx
http://www.eddireader.net/tracks/erJCTM.htm
http://digilander.iol.it/alfstone/eddi_reader.htm

ILLUSTRAZIONI:
http://littlefire.bandcamp.com/track/jamie-come-try-me

THE SPINNING WHEEL SONG

“The Spinning Wheel” o anche “The Spinning Wheel song” (in taliano “La canzone del filatorio”) è una poesia scritta da John Francis Waller (1809-1894) e pubblicata sul “The Dublin University Magazine (mese di agosto anno 1853), nell’articolo “Midsummer Melodies” firmato con lo pseudonimo di Jonathan Freke Slingsby (vedi).

grimshaw_john_atkinson_lovers_in_a_wood_by_moonlight_1873Nell’articolo Waller ci racconta di essersi ispirato a dei “rustici ricordi” di una tipica sera d’estate con la luna piena, in cui una bella ragazza cerca di sottrarsi alla sorveglianza dell’anziana e cieca nonna (che ahimè per lei ci sente ancora bene!) per incontrarsi con l’innamorato.
La fanciulla è al filatoio accanto alla finestra, distratta dalla grande luna piena, che incombe sulla notte, e si accompagna con un canto mentre lavora.
E la canzone che compone è ispirata proprio a quelle dolci melodie che le fanciulle cantano per passare il tempo mentre filano e che Waller chiama “The Little House under the Hill“.

spinning_wheel_vintage_illustrations_poster-r2a63a76127f84e5ba4f5550fe36e204a_khu_8byvr_324Oltre che la luna a distrarla dal suo lavoro è il fidanzato che la chiama dalla finestra per uscire a passeggiar insieme, e la ragazza attende che la nonna, cullata dal suono della cantilena e dal rumore altrettanto cadenzato del filatoio si addormenti.
In effetti la melodia è da considerarsi una ninna-nanna anche se più “elaborata” rispetto alla semplicità più propria del genere, ma il poeta cerca ugualmente di rendere omaggio al genere, con l’uso di una struttura ripetitiva, delle assonanze e allitterazioni, come pure l’uso dei verbi al gerundio e delle espressioni e dei termini dialettali..
Le donne al lavoro in casa dovevano anche badare ai figli piccoli e non c’era niente di meglio di una ninna-nanna per farli calmare e addormentare!

FILARE CON IL FILATOIO

328px-William-adolphe_bouguereau_the_spinnerL’arte della tessitura è un arte femminile, in cui si mescolano sapienza e magia, e tutto ha inizio con un fuso, un semplice bastoncino di legno sagomato opportunamente e manovrato con un movimento ritmico e costante in modo che la lana grezza si trasformi in filo . La conocchia (o rocca) e il fuso sono gli antenati del filatoio a ruota, tuttora utilizzati dalle donne del Sud-Italia (ovvero ancora nel XX secolo).

Nel quadro di William-Adolphe Bouguereau, La filatrice la ragazza tiene al braccio sinistro la conocchia, sulla quale è messa la lana precedentemente cardata, e con la mano destra aziona il fuso imprimendo un movimento rotatorio (tipo yo-yo), è la fusaiola (una rotula, in inglese flier) per lo più in terracotta che mantiene la rotazione del fuso, in modelli ancora più semplici il fuso è composto in un unico pezzo di legno svasato al centro come se fosse una trottola detto lucignolo (per la verità ogni regione d’Italia li chiama con dei nomi tipici, quelli a cui mi riferisco sono del Veneto regione da cui proviene la mia famiglia da parte di madre).

Lo spinning wheel è un filatoio ad alette (o mulinello, filarino), caratterizzato dalla presenza di una ruota azionata con pelali che avvolge il filo attorno al rocchetto, ovvero è la ruota che fa girare l’aspo (detto comunemente reel in inglese) -che imprime nello stesso tempo una torsione al filo – e contemporaneamente la spoletta (la bobbin in figura) attorno alla quale si avvolge il filo

 

SpinningwheelArcolai a ruota esistevano già nel Medioevo azionati a mano e largamente diffusi in Inghilterra nel XV secolo (detti Jersey wheel). La più antica documentazione di filatura col fuso ad alette (mulinello) è del 1480, ma è stato Leonardo Da Vinci a perfezionare il meccanismo con l’invenzione delle alette e dei guidafili, punto di partenza delle moderne macchine per filare (principi introdotti in Inghilterra solo nel 1794)
Per torcere insieme più fili ottenuti dal filatoio e avvolti intorno alla spoletta, si passavano al torcitoio (detto anche aspo da torcitoio) che produceva le matasse.
Il filatoio è detto comunemente arcolaio però in modo improprio, infatti l’arcolaio è una sorta di dipanatore di matasse per trasformarle in gomitolo: il primo arcolaio erano i polsi delle mani e generalmente era un bambino che teneva tesa tra le braccia la matassa mentre la madre avvolgeva il gomitolo.

Sempre nel suo articolo John Francis Waller spiega come la canzone deve essere suonata e interpretata: dice di immaginare di stare suonando con il filatoio a pedale o mulinello  ossia di tenere il tempo in modo cadenzato e rilassato, a imitare i movimenti ripetitivi e automatici della filatrice intenta al lavoro.
by-maes-old-woman-asleepDice di suonare in modo tranquillo ma non monotono e che l’ultimo ritornello deve essere rallentato e con un tono indispettito, come se chi racconta la storia, disapprovasse quello che succederà tra poco; inoltre di fare una pausa per sottolineare come l’ultimo impulso dato dal piede della ragazza prima di abbandonare il filatoio sia appena sufficiente ad un giro di ruota.

Nello schema metrico della testo Waller compone una strofa di otto versi seguita da un “ritornello” che viene modificato nella III strofa finale a sottolineare il diverso movimento della ruota del filatoio.
La canzone raccolse un discreto successo e venne pubblicata in altre collezioni ottocentesche di canzoni popolari irlandesi. Resa conosciuta nel bel mondo e al grande pubblico londinese da Delia Murphy (1902-1971) negli anni 30; oggi è però interpretata più come una ballata a tempo di valzer che una ninna-nanna di solito con l’accompagnamento dell’arpa celtica: la lunghezza delle strofe iniziali è stata accorciata della metà (ovvero la prima strofa del testo di Waller è suddivisa in 2 strofe e così via) e le strofe sono sempre intercalate dal ritornello; peraltro la storia è stata condensata nella sua essenzialità per assumere un andamento più consono alle ballate di tradizione popolare.

E’ difficile trovare una versione per l’ascolto che non sia troppo datata e “zuccherosa” ma alla fine ecco:

ASCOLTA Foster & Allen (strofe I, III, II, III, V, III, VIII)

ASCOLTA Cathy Harrop (strofe I, III, II, III, V, VIII) suonata con un arpeggio cadenzato quasi come un carillon, che verso la fine perde la carica e rallenta

I
Mellow(1) the moonlight to shine is beginning
Close by the window young Eileen is spinning
Bent o’er the fire her blind grandmother sitting
Is crooning and moaning and drowsily knitting.
II
“Eileen, a chara(2), I hear someone tapping”
“‘Tis the ivy dear mother against the glass flapping”
“Eily, I surely hear somebody sighing”
“‘Tis the sound mother dear of the autumn winds dying.”
III (Chorus)
Merrily, cheerily, noiselessly whirring
Swings the wheel, spins the wheel while the foot’s stirring
Spritely and lightly and merrily ringing
Trills the sweet voice of the young maiden singing.
IV
“What’s the noise that I hear at the window I wonder”
“‘Tis the little birds chirping, the holly-bush under”
“What makes you be shoving and moving your stool on
And singing all wrong the old song of The Coolun ?”
V
There’s a form at the casement, the form of her true love
And he whispers with face bent, “I’m waiting for you, love
Get up on the stool, through the lattice step lightly
And we’ll rove in the grove while the moon’s shining brightly.”
VI
The maid shakes her head, on her lips lays her fingers
Steps up from the stool, longs to go and yet lingers
A frightened glance turns to her drowsy grandmother
Puts one foot on the stool, spins the wheel with the other.
VII
Lazily, easily, swings now the wheel round
Slowly and lowly is heard now the reel’s sound
Noiseless and light to the lattice above her
The maid steps then leaps to the arms of her lover.
VIII (final Chorus)
Slower and slower and slower the wheel rings
Lower and lower and lower the reel rings
E’re(3) the reel and the wheel stopped their ringing and moving
Through the grove the young lovers by moonlight are roving.
Tradotto da Cattia Salto
I
Dolce il chiaro di luna inizia a brillare,
nascosta dalla finestra, la giovane Avelina sta filando;
chinata sul caminetto, la sua cieca nonna siede,
mormorando, gemendo e pigramente facendo la calza.
II
“Avelina cara, sento qualcuno che bussa”
“E’ l’edera, madre cara, che sbatte contro la finestra”
“Ava, ho sentito di sicuro qualcuno sospirare”
“E’ il mormorio, madre care, del vento autunnale”
III
Allegramente, allegramente, senza ronzio
gira la ruota, gira la ruota mentre si pigia il piede
Con brio e soave e allegra risuona
e trilla la voce dolce della giovane fanciulla che canta
IV
“Cos’è il rumore che sento alla finestra, mi domando?”
“Sono gli uccellini che cinguettano sotto il cespuglio di agrifoglio”.
“Cos’è che ti fa spingere e muovere sul tuo sgabello
e cantare tutta sbagliata la vecchia canzone “ The Coolun “?
V
C’è una figura alla finestra, la figura del suo amore,
egli sussurra, col volto chino: “Ti sto aspettando, amore!
Alzati dallo sgabello e alza il piede dall’assicella
e passeggeremo nel boschetto al chiaro della luna piena”
VI
La fanciulla scuote la testa, sul labbro pone le dita,
s’alza furtiva dallo sgabello per andare, ma ancora indugia.
Una occhiata impaurita lancia alla sua sonnolente nonna,
mette un piede sullo sgabello, fa girare la ruota con l’altro.
VII
Pigramente, facilmente, ora gira la ruota
ora si sente piano e basso il suono del rocchetto
senza rumore pigia forte l’assicella sotto il piede
e poi i passi della ragazza la portano tra le braccia del suo amore.
VIII
Più lenta pian piano la ruota gira
basso e sempre più basso il suono del rocchetto
a quel punto il rocchetto e la ruota arrestano il loro ronzio e il movimento,
tra gli alberi, i giovani innamorati, al chiaro di luna, stanno vagando.

NOTE
1) Mellow: è un aggettivo colloquiale e arcaico che qui ha significato di “caldo”, “dolce”
2) in gaelico “mia cara”
3) dialettale al posto di “There”

THE OLD SPINNING WHEEL

“Spinning Wheel” è tuttavia un titolo piuttosto comune nella scena musicale country e rock (per citarne uno il brano del gruppo Blood, Sweat & Tears)

“The Old Spinning Wheeel” è un brano popolare di origini americane scritto da J. “Billy” Hill negli anni 1930 il cui titolo per intero di scrive “There’s An Old Spinning Wheel In The Parlor.” (vedi per il testo)

ASCOLTA Ray Noble

E le sue ramificazioni nell’Old Time Music
ASCOLTA

ASCOLTA Dave Hum

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=504
http://thesession.org/tunes/484
http://www.traditionalmusic.co.uk/songster/29-the-spinning-wheel.htm
http://deegold.homestead.com/spinningwheel.html

ILLUSTRAZIONI
John Atkinson Grimshaw, Lovers in a Wood by Moonlight
http://vcrfl.wordpress.com/tag/1870s/

THE WIND THAT SHAKES THE BARLEY

La frase può generare un po’ di confusione essendo stata usata per indicare diverse cose. Nell’uso più recente come titolo di un film, quello più antico come titolo di una musica da danza, un reel dalle probabili origini scozzesi, e non ultimo come titolo di una canzone irlandese.

IL FILM

Il film drammatico del 2006 è diretto dal regista Ken Loach sulla più recente guerra d’indipendenza irlandese (1919-1921) prendendo spunto dal titolo della canzone irlandese omonima: un giovane irlandese di nome Micheail, un qualunque ragazzo del popolo – nel villaggio rurale della contea di Cork- è stato brutalmente e futilmente assassinato da una banda inglese di ‘Black and Tans’ e il suo cadavere è pronto per essere seppellito. La sua famiglia e i suoi amici si riuniscono attorno al corpo e cantano a bassa voce “The Wind that Shakes the Barley”
‘Twas harder still to bear the shame
of foreign chains around us
Così il protagonista del film, Damien si unisce al fratello Teddy in una “flying column” dell’esercito repubblicano irlandese.

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La canzone è un perfetto connubio tra canto d’amore e canto di protesta (rebel song) tratto dalla poesia omonima pubblicata in “Ballads, Romances and Song” da Robert Dwyer Joyce nel 1861 e abbinata alla melodia “The old love and the new love“. Nel 1872 Robert Dwyer è emigrato a Boston, dove ristampa le sue poesie irlandesi con alcuni nuovi testi in “Ballads of Irish Chivalry“.

R.D. JOYCE

(1836–1883) originario di Limerick, poeta irlandese, medico e professore di letteratura inglese presso l’Università cattolica di Dublino (fratello di Patrick Weston Joyce famoso collezionista di canzoni popolari irlandesi), era un attivista politico nel movimento feniano, e per evitare l’arresto, lasciò l’Irlanda nel 1866 per ritornare a Dublino solo nel 1883, poco prima della sua morte.

SIMBOLO DELLA RIBELLIONE IRLANDESE

L’orzo che si muove nel vento” è diventato il simbolo dei ribelli irlandesi del 1798, pare che sulle fosse comuni dove venivano seppelliti i “croppy boys“, crescesse l’orzo, germogliato dalle razioni di cibo che si portavano in tasca; così lo spirito del nazionalismo irlandese non poteva essere distrutto e tornava a rinasce. Non sta a indicare quindi solo una stagione, l’estate, è anche l’immagine che rievoca nel protagonista il dolore: il momento della scelta tra l’amore per la famiglia e la patria, la morte dell’amata e la cupa vendetta.
Il giovane, avendo preso la difficile decisione di combattere a fianco dei ribelli, è costretto ad abbandonare la sua fidanzata, forse per sempre. Le incertezze e i dubbi che lo assillano svaniscono quando gli inglesi uccidono la ragazza: egli, stringendo il corpo morente dell’amata, decide di abbracciare la lotta e di cercare vendetta, senza più dubbi o rimorsi
In effetti l’amore per l’ideale, quando abbracciato completamente, è sempre più bruciante e totalizzante dell’amore sensuale, ma la vendetta, il “sangue per il sangue” non è sufficiente a placare l’animo del protagonista, diventato inconsolabile, e i suoi pensieri vanno alla tomba di lei dove presto spera (o teme) di ricongiungersi.

Esistono alcune varianti testuali della poesia, il testo più utilizzato nelle canzoni è quello comparso in stampa nel 1962 in “Irish Songs of Resistance” scritto da Patrick Galvin che riporta però solo 4 delle 5 strofe originarie (è omessa la IV strofa), una versione identica è pubblicata in “New Treasury of Irish Songs and Ballads” di Martin Walton (Parte 1, 1968), in cui si riporta la stessa melodia con il titolo di Royal Charlie (già abbinata da Alfred Percival Graves in ‘The Irish Song Book’, 1894) (vedi)

postcards2504-crdMELODIE: WIND THAT SHAKES THE BARLEY

REEL
Il reel, non collegato con il testo della poesia di Robert Dwyer Joyce, si trova in Scozia in “The Athole Collection“, James Stewart Robertson, 1884 e in “The Skye Collection“, Keith Norman MacDonald, 1887

ASCOLTA The Chieftains The Wind That Shakes The Barley/The Reel With The Beryl, 1978

ASCOLTA The Chieftain e Milladoiro’s O Berro Seco, 1980

SLOW AIR
ASCOLTA Martin Carthy 1965 in quella che si può definire la versione tradizionale standard del brano

ASCOLTA Sarah Makem – 1968 sulla melodia rallentata di The Maid That Sold Her Barley di origine settecentesca

ASCOLTA Dick Gaughan in Prentice Piece 2002

Ci sono inoltre ottime versioni solo vocali di Dead Can Dance, Amanda Palmer o Declan de Barra, ma la mia versione preferita è
ASCOLTA Loreena McKennitt in Troubadours On The Rhine (2012) la versione è strepitosa una delle poche volte in cui l’uso del pianoforte si sposa con la melodia celtica, sublime l’uso della distorsione nella chitarra!


JIG

Tempi velocizzati che cozzano con il tono mesto e disperato del testo al quale si addice di più la prima melodia
ASCOLTA Solas in Sunny Spells and Scattered Showers, 1997 la IV strofa è saltata il testo segue maggiormente la stesura originale di Robert Dwyer Joyce come riportata però nella variante di Patrick Galvin

ASCOLTA Belfast food 2002 che riprende la versione di Solas

Versione originale di Robert Dwyer Joyce
I
I sat within the valley green,
I sat me with my true love,
My sad heart strove the two between,
The old love and the new love,—
The old for her, the new that made
Me think on Ireland dearly,
While soft the wind blew down the glade
And shook the golden barley.
II
‘Twas hard the woeful words to frame
To break the ties that bound us,—
‘Twas harder still to bear the shame
Of foreign chains around us;
And so I said, “The mountain glen
I’ll seek next morning early,
And join the brave United men!”
While soft winds shook the barley.
III
While sad I kissed away her tears,
My fond arms round her flinging(3),
The foeman’s shot burst on our ears,
From out the wildwood ringing, (4)—
The bullet pierced my true love’s side,
In life’s young spring so early,
And on my breast in blood she died
While soft winds shook the barley!
IV
I bore her to the wildwood screen,
And many a summer blossom
I placed with branches thick and green
Above her gore-stain’d bosom:—
I wept and kissed her pale, pale cheek,
Then rushed o’er vale and far lea,
My vengeance on the foe to wreak,
While soft winds shook the barley!
V
And blood for blood without remorse
I’ve ta’en at Oulart Hollow,—
I’ve placed my true-love’s clay-cold corse
Where I full soon will follow;
And round her grave I wander drear,
Noon, night, and morning early,
With breaking heart whene’er I hear
The wind that shakes the barley!

 VERSIONE DI LOREENA MCKENNITT
I
I sat within the valley green,
I sat there with my true love
My heart strove to choose between,
the old love and the new love
The old for her, the new that made
me think on Ireland dearly
While soft the wind blew down the glen
and shook the golden barley
II
‘Twas hard the mournful words to frame
to break the ties that bound us(1)
But harder still to bear the shame
of foreign chains around us
And so I said, “The mountain glen
I’ll seek at morning early
And join the brave united(2) men”,
while soft wind shake the barley
III
T’was sad I kissed away her tears
Her arms around me clinging
When to my ears that fateful shot
Came out the wildwood ringing
The bullet pierced my true love’s breast
In life’s young spring so early
And there upon my breast she died
While soft wind shook the barley
IV
I bore her to some mountain stream
And many’s the summer blossom
I placed with branches soft and green
About her gore-stained bosom
I wept and kissed her clay-cold corpse
Then rushed o’er vale and valley
My vengeance on the foe to wreak
While soft wind shook the barley
V
T’was blood for blood(5) without remorse
I took at Oulart Hollow (6)
I placed(7) my true love’s clay cold
corpse
where mine full soon may follow
Around her grave I wandered drear,
noon, night and morning early
With aching heart when e’er I hear
the wind that shakes the barley 
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Sedevo presso una verde vallata
sedevo lì con il mio amore
Il mio cuore tentava la scelta tra
il mio vecchio amore e quello nuovo
il mio vecchio per lei, quello nuovo
che mi faceva pensare all’Irlanda ardentemente
mentre leggero il vento stendeva l’erba e scuoteva l’orzo dorato
II
Erano dure da pronunciare le dolorose parole davanti al telaio,
per rompere i legami che ci univano(1),
ma ancora più duro era sopportare la vergogna, di catene straniere su di noi, e così dissi, “La stretta valle del monte cercherò domattina presto e mi unirò al gruppo degli uomini coraggiosi(2)”
Mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
III
Mentre triste le baciavo via le lacrime, le sue braccia intorno a me che mi cingevano, quando alle mie orecchie quello sparo fatale
giunse, risuonando dal folto del bosco, il proiettile perforò il mio amore al seno, così presto nella giovane primavera della vita
e lì sul mio petto lei è morta
mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
IV
Io la portai vicino un ruscello di montagna
e lì tra molti fiori estivi
la posai tra rami morbidi e verdi
sul suo seno macchiato di sangue
piansi e baciai il suo corpo freddo come argilla
poi scivolò tra canaloni e valli
la mia vendetta da sfogare sul nemico
mentre il vento leggero scuoteva l’orzo
V
Fu sangue per sangue(5) senza rimorso, andai alla battaglia di Oulart Hollow(6).
Posai il corpo del mio amore freddo come argilla
dove il mio molto presto lo seguirà:
nel luogo della sua tomba mi aggiravo tetro
a mezzogiorno, di notte o la mattina presto
con cuore dolente appena sentivo
il vento mentre scuoteva l’orzo

NOTE
1) nella versione Patrick Galvin “‘Twas worse the tie that bound us
2) nella versione Patrick Galvin “bold united men”. il termine united sta ad indicare la Society of United Irishmen associazione fondata nel 1791 per riformare il parlamento irlandese, poi evoluta in un organismo rivoluzionario Si dicevano uniti perchè erano uomini irlandesi di tutte le religioni e perseguivano l’unione di tutti gli irlandesi a prescindere dalla loro osservanza religiosa e provenienza sociale affinchè la minoranza anglicana privilegiata concedesse piena uguaglianza politica ai presbiteriani e ai cattolici. La ribellione del 1789 è conosciuta anche con il nome di United Irishmen Rebellion continua
3) in italiano: le mie braccia appassionate avvolte intorno a lei
4) in italiano: alle nostre orecchie esplose lo sparo del nemico, risuonando dal folto del bosco
5) sangue versato per vendicare sangue, immagine molto viscerale
6) la battaglia di Oulart Hollow nei pressi di Boulavouge fu una vittoria dei ribelli di Wexford guidati da Padre John Murphy
7) nella versione Patrick Galvin “laid”

WALZER LENTO
Ma il perchè del tempo più ballabile associato al testo deriva da una versione di sapore più tradizionale cantata sulla melodia di un valzer lento dal titolo Wind that Shakes the Corn resa popolare dagli Irish Rovers nel 1967 nell’Album The Unicorn ASCOLTA
ASCOLTA Harry Hibbs in Between Two Trees 1976 con giusto una spruzzatina di country

I
I sat within the valley green
I sat with my true love
My poor heart had to choose between
Old Ireland and my love
I looked at her and then I thought
How Ireland was torn
While soft the wind blew down the glen
And shook the golden corn
II
T’was hard the woeful words to bring
To break the ties that bound
But harder still to bear the shame
Of English chains around
And so I said, the mountain glen
I’ll seek in early morn
And join the brave united men
While soft winds shook the corn

III
While sad I kissed away her tears
My fond arms round her clung
A British shot burst in our ears
From out of the wild woods round
One bullet pierced my true love’s side
A rose pierced by a thorn
And in my arms in blood she died
While soft winds shook the corn
IV
So blood for blood without remorse
I’ve taken in the glen
I placed my true love’s clayful corpse
I joined true Irish men
But around her grave I wander drear
Sometimes in early morn
And with breaking heart sometimes
I hear
The wind that shakes the corn

FONTI
http://www.limerickcity.ie/media/Media,4223,en.pdf
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/
thewindthatshakesthebarley.html

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19881
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=74449
http://www.irishmusicdaily.com/wind-that-shakes-the-barley
http://www.mustrad.org.uk/articles/revolutn.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34225
http://thesession.org/tunes/116

ILLUSTRAZIONI
http://www.cilliansite.com/fandom/top-5-lists/romantic-pairings-from-cillian-films
http://www.itma.ie/digitallibrary/image/wind-that-shakes-the-barley

BLACK IS THE COLOUR

Una canzone d’amore dalla tradizione popolare dei Monti Appalachi esportata degli immigrati provenienti dalle Isole Britanniche (si ipotizza l’origine scozzese). Esistono varie versioni con il protagonista maschile e più raramente femminile e moltissime interpretazioni dei maggiori gruppi e solisti di area celtica (soprattutto irlandesi) e non.

La melodia diventata standard non è quella più antica bensì è stata composta tra il 1916 e il 1920 dal grande John Jacob Niles  (1892-1980). Così scrive lo stesso Niles “Black is The Color of My True Love’s Hair’…was composed between 1916 and 1921. I had come home from eastern Kentucky, singing this song to an entirely different tune–a tune not unlike the public-domain material employed even today. My father liked the lyrics, but thought the tune was downright terrible. So I wrote myself a new tune, ending it in a nice modal manner. My composition has since been ‘discovered’ by many an aspiring folk-singer.

Il brano ha un andamento ipnotico, dolce e sensuale nello stesso tempo e la maggior parte degli artisti che lo hanno interpretato hanno sottolineato questa caratteristica.
Pochi versi nella strofa iniziale riprendono ossessivamente la descrizione dell’amata(o) sembrano indicare che il protagonista sia separato dal suo amore e stia ricordandone il colore dei capelli, la delicatezza delle labbra, il sorriso radioso e le mani delicate, ma soprattutto la sua andatura: la terra stessa calpestata dall’amata(o) diventa fonte di gioia e amore. Presso il fiume Clyde la mancanza dell’amata(o) è tale da causare una profonda sofferenza, lacrime e lamenti portano alla decisione di scrivere una lettera. Purtroppo qui termina la canzone e niente più possiamo conoscere della storia.

The Princess Out of School di Edward Robert Hughes
The Princess Out of School di Edward Robert Hughes

Paul Weller con la sua voce lievemente roca, gli arpeggi della chitarra e un violino un po’ zingaro

Christy Moore, pura seta che ti avvolge l’anima, un sussurro vellutato sostenuto dalla sola chitarra  (tra le tante versioni live)

Gaelic Storm in Tree 2001, una versione decisamente gypsy

Cara Dillon 

CHORUS
Now black is the colour of my true love’s hair
Her lips are like a rose so fair (some roses fair)
the sweetest smile and the gentlest hands
I love the ground whereon she stands
I
I love my love and well she knows
I love the ground whereon she goes
I wish (hope) the day – would soon (will one day) come
When she and I can be as one
II
I go to the Clyde for to mourn and weep
For satisfied I never can be
I write her letters just a few short lines
And suffer death ten thousand times
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
Nero è il colore dei capelli del mio vero amore
Le sue labbra sono simili a una bellissima rosa
Ha il sorriso più dolce e le mani gentili
Amo il terreno su cui si posa.
I
Amo il mio amore e lui (lei) lo sa bene
Amo il terreno sul quale cammina
vorrei che presto venisse il giorno
in cui lui(lei) ed io saremo una cosa sola.
II
Sono andata(o) al fiume Clyde a piangere e singhiozzare,
perchè non potrò(1) mai essere contenta(o),
gli(le) scriverò delle lettere, solo qualche breve riga, e sarà come morire 10mila volte

NOTE
1) con il tempo al futuro la frase è più efficace

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Le cascate del fiume Clyde – New Lanark, South Lanarkshire (Scozia)

FONTI
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BlackIsColor.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=32248
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18179
http:[email protected]?SongID=666
http:[email protected]?SongID=665
http://saturdaychorale.com/2013/06/22/john-jacob-niles-18921980-black-is-the-color-of-my-true-loves-hair/