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THE HIGHWAYMAN

Nel  1906 il poeta inglese Alfred Noyes scrive una ballata dal titolo “The Highwayman”  il racconto in rima di un tragico amore tra un tenebroso e affascinante bandito settecentesco e Bess (diminutivo di Elisabetta) la bella figlia dai lunghi capelli neri del locandiere.
Una natura romantica e tipicamente gotica fa da cornice alla storia.

IL BANDITO GENTILUOMO

La tradizione letteraria di questo “bandito gentiluomo” arriva dal medioevo europeo, in particolare dalla penisola italiana, Eric Hobsbawm definì il fenomeno «banditismo sociale», così riassume brillantemente nel suo saggio Federica Veglia Con l’espressione di «banditismo sociale» Hobsbawm si riferisce all’emergenza, in aree contadine in genere marginali, soggette ad un dominio non accettato e in momenti di forte cambiamento sociale, di persone o gruppi di persone che commettono azioni considerate punibili dalla legge e dall’autorità costituita ma non considerate colpevoli dalle comunità di appartenenza. Il fatto storico che secondo lo studioso suscita il maggiore interesse, però, è proprio la trasfigurazione leggendaria che di tali personaggi viene data: secondo l’autore essa è originata dalla necessità di idealizzare, e rendere compatibile con le aspirazioni di cambiamento e rinnovamento, un comportamento che si dimostra innanzi tutto libero e privo di legami, noncurante dell’autorità, ispirato a valori di equità assoluta e moderazione nell’uso della violenza, e spesso determinato da un torto iniziale subito ingiustamente” (tratto da qui)

Il nostro bandito di strada assalta le carrozze e le diligenze ma è sempre cortese e galante con le dame.
“Le campagne irlandesi del Seicento-Settecento erano la terra degli highwaymen fuorilegge (outlow) dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!!
Anche sul versante scozzese non mancavano i briganti che rapinavano gli incauti viaggiatori, ed erano per lo più rampolli di clan sconfitti ed espropriati delle loro terre in favore di clan più potenti e “prepotenti” che si davano alle razzie di bestiame e al bracconaggio vivendo nella macchia. Il Border scozzese era il Far West del Medioevo e anche qui nel 1600 spuntano gli highwaymen (che nel secolo precedente erano detti reivers)”. (tratto da qui)

Anche in America il bandito gentiluomo è parte del “Leggendario West” l’uomo che nel “nuovo mondo della libertà” subisce un’ingiustizia o viene coinvolto in una faida tra pistoleri (dopo un passato onesto se non proprio eroico) e si getta alla macchia e alla rapina (da Charles Earl Bowles alias Black Bart a Jesse James).
Così possiamo definire il bandito gentiluomo letterario come l’ultimo cavaliere che combatte la tirannia, una sorta di campione del popolo, vendicatore dei torti; nell’Ottocento e poi Novecento però il personaggio diventa più “solitario” e si specializza nel furto con destrezza o nelle truffe ai danni dei potenti, ma non uccide mai di proposito se non come autodifesa o per giusta vendetta.

Illustrazione di Charles Mikolaycak

IL SACRIFICIO PER AMORE

Alfred Noyes è considerato un poeta e narratore minore ma molto popolare ancora oggi in Gran Bretagna.  “The Highwayman” descrive  il sacrificio di Betta la figlia del taverniere, presa come esca dalla soldataglia inglese (legata stretta ad un moschetto usato come minaccia) che si appostano nella locanda per la cattura del bandito; il tranello è sventato dalla  fanciulla che fa scattare il grilletto del moschetto ferendosi mortalmente: il bandito fugge l’imboscata ignaro dell’accaduto, ma all’alba viene a sapere la notizia e ritorna sui suoi passi lanciandosi folle di rabbia contro il fuoco dei soldati che lo uccidono in strada come un cane. E il suo fantasma ritorna nelle notti di luna piena.

Illustrazione di Charles Mikolaycak

ASCOLTA Loreena McKennitt in The Bool of Secrets1997

oppure nella clip meravigliosamente illustrata di Bruno Adams VEDI

Lyrics Alfred Noyes
I
The wind was a torrent of darkness among the gusty trees,
The moon was a ghostly galleon tossed upon cloudy seas,
The road was a ribbon of moonlight, over the purple moor,
And the highwayman came riding-
Riding-riding-
The highwayman came riding, up to the old inn-door.
II
He’d a French cocked-hat on his forehead, a bunch of lace at his chin,
A coat of the claret velvet, and breeches of brown doe-skin;
They fitted with never a wrinkle:
his boots were up to the thigh!
And he rode with a jewelled twinkle,
His pistol butts a-twinkle,
His rapier hilt a-twinkle, under the jewelled sky.
III
Over the cobbles he clattered and clashed in the dark inn-yard,
And he tapped with his whip on the shutters, but all was locked and barred;
He whistled a tune to the window (1), and who should be waiting there
But the landlord’s black-eyed daughter,
Bess, the landlord’s daughter,
Plaiting a dark red love-knot into her long black hair
IV
“One kiss, my bonny sweetheart, I’m after a prize to-night,
But I shall be back with the yellow gold before the morning light;
Yet, if they press me sharply,
and harry me through the day,
Then look for me by moonlight,
Watch for me by moonlight,
I’ll come to thee by moonlight, though hell should bar the way.”
V
He rose upright in the stirrups; he scarce could reach her hand,
But she loosened her hair i’ the casement! His face burnt like a brand
As the black cascade of perfume came tumbling over his breast; And he kissed its waves in the moonlight, (Oh, sweet black waves in the moonlight!) Then he tugged at his rein in the moonlight, and galloped away to the West.
[instrumental]
VI
He did not come in the dawning; he did not come at noon;
And out o’ the tawny sunset, before the rise o’ the moon,
When the road was a gipsy’s ribbon, looping the purple moor,
A red-coat troop came marching-
Marching-marching-
King George’s men came marching,
up to the old inn-door.
VII
They said no word to the landlord, they drank his ale instead,
But they gagged his daughter and bound her to the foot of her narrow bed; Two of them knelt at her casement, with muskets at their side!
There was death at every window;
And hell at one dark window;
For Bess could see, through the casement, the road that he would ride.
VIII
They had tied her up to attention, with many a sniggering jest;
They bound a musket beside her, with the barrel beneath her breast!
“Now keep good watch!” and they kissed her.
She heard the dead man say- Look for me by moonlight; Watch for me by moonlight;
I’ll come to thee by moonlight, though hell should bar the way!
IX
She twisted her hands behind her; but all the knots held good!
She writhed her hands till here fingers were wet with sweat or blood!
They stretched and strained in the darkness, and the hours crawled by like years,
Till, now, on the stroke of midnight,
Cold, on the stroke of midnight,
The tip of one finger touched it!
The trigger at least was hers!
[instrumental]
X
Tlot-tlot; tlot-tlot! Had they heard it? The horse-hoofs ringing clear;
Tlot-tlot, tlot-tlot, in the distance? Were they deaf that they did not hear?
Down the ribbon of moonlight, over the brow of the hill,
The highwayman came riding,
Riding, riding!
The red-coats looked to their priming! She stood up strait and still!
XI
Tlot-tlot, in the frosty silence!
Tlot-tlot, in the echoing night!
Nearer he came and nearer!
Her face was like a light!
Her eyes grew wide for a moment; she drew one last deep breath,
Then her finger moved in the moonlight,
Her musket shattered the moonlight,
Shattered her breast in the moonlight and warned him-with her death.
XII
He turned; he spurred to the West;
he did not know who stood
Bowed, with her head o’er the musket, drenched with her own red blood!
Not till the dawn he heard it, his face grew grey to hear How Bess, the landlord’s daughter, The landlord’s black-eyed daughter, Had watched for her love in the moonlight, and died in the darkness there.
XIII
Back, he spurred like a madman, shrieking a curse to the sky,
With the white road smoking behind him and his rapier brandished high!
Blood-red were his spurs i’ the golden noon; wine-red was his velvet coat,
When they shot him down on the highway,
Down like a dog on the highway,
And he lay in his blood on the highway, with a bunch of lace at his throat.
XIV
And still of a winter’s night, they say, when the wind is in the trees,
When the moon is a ghostly galleon tossed upon cloudy seas,
When the road is a ribbon of moonlight over the purple moor,
A highwayman comes riding-
Riding-riding-
A highwayman comes riding, up to the old inn-door.
Tradotto da Luna Stella Tasso *
I
Torrente di tenebra è il vento,
fra gli alberi impetuosi
La luna è vascello spettrale,
tra nuvole e marosi
La strada è un bel nastro d’argento, sulla rossastra landa
Arriva a cavallo un brigante,
cavalca, sì, cavalca,
A cavallo, arriva un brigante, arriva alla locanda
II
Sul capo ha un tricorno francese, trine al mento son vanto,
le brache di daino e un cappotto in velluto amaranto,
stivali alti fino alla coscia, è curato il suo aspetto (1)
al fianco prezioso sfavilla calcio di rivoltella
e sotto a quel cielo scintilla l’elsa dello stiletto.
III
I passi scandiscon cadenza, sui ciottoli in cortile
Serrati son tutti i battenti, sibila lo staffile,
[fischia una melodia alla finestra (2)]
per chi  lo aspetta,
nascosta dietro al muro,
dolce Elisa dagli occhi neri, dell’oste bella figlia
[s’intreccia un fiocco rosso sui lunghi capelli neri]
IV
“Baciami, mia dolce fanciulla, stanotte c’è un tesoro,
se lo prendo prima dell’alba, poi torno a te con l’oro.
[ma se mi tendono un agguato
e mi stanno dappresso tutto il giorno]
allora aspettami con il chiaro di luna,
cercami al chiardiluna
verrò da te al chiaro di luna,
non mi ferma l’inferno (3)”
V
Lui dalle staffe poi si allunga,
la man le sfiora a stento
Lei si scioglie per lui i capelli,
cascata giù nel vento
aspira il soave profumo, rosso di brace ardente
baciando le dolci onde nere,
sotto al chiaro di luna
Poi sprona il destriero e galoppa nel vento ad Occidente
[strumentale]
VI
Non torna con l’alba nè a giorno, non torna quand’imbruna
nemmeno col rosso tramonto, al sorger della luna
La strada è un nastro gitano, si snoda nella landa,
son soldati scarlatti in marcia, arrivano, arrivano:
Re Giorgio ha mandato i soldati alla vecchia locanda
VII
Non parlano all’oste, ma bevon bruna birra di malto,
dopo aver legato sua figlia ben stretta a un letto alto;
due sgherri nascosti in ginocchio, col fucile di fianco,
cela la morte ogni finestra, l’inferno a quella buia;
Attenta lei osserva la strada e cerca il passo suo stanco.
VIII
Legata è con grande attenzione, i nodi stringono tanto,
la canna dell’arma sul seno, avvinta a lei d’accanto
“E fai buona guardia!” le han detto, con quel bacio nefando (4)
Lei sente all’orecchio una voce – verrò al chiar di luna; [aspettami al chiardiluna]
Tornerò qui al chiaro di luna, anche inferno beffando!”
IX
Lei torce le mani tra i nodi, presa dal suo dolore,
Finchè son bagnate le dita di sangue e di sudore!
[li tira e forza nel buio]
di sonno sbadiglian nel buio; eterne son le ore
ma ecco che al freddo rintocco, mezzanotte suonata
col dito lei sfiora il grilletto, che mira dritto al cuore!
[strumentale]
X
Clip-clop; clip-clop! L’han sentito?
Il suo zoccolo ardito?
Clip-clop; clip-clop, non è lontano.
Son sordi o l’hanno udito?
Dal nastro del chiaro di luna, sulla collina, al ciglio,
Arriva a cavallo il brigante, cavalca, sì cavalca,
Le giubbe rosse hanno la preda, lei s’alza con fier piglio.
XI
Clip-clop, nel silenzio glaciale! Clip-clop, notte spettrale
Arriva pian piano!
Lei freme, bianca come un fanale!
Ha occhi più grandi un istante, nel suo ultimo fiato
Poi il dito ritrova il grilletto, al chiaror della luna
[il moschetto esplode alla luna]
Esplode alla luna il suo petto, che avverte il suo amato
XII
Lui si volta e sprona a occidente;
non sa di lei che giace
col capo chino sul fucile,
sangue gorgoglia audace
Il suo volto è livido all’alba, apprende (5) la sciagura
[che Elisa la figlia dell’oste]
Elisa-occhi neri  di quell’oste la figlia
[ha atteso ] l’amato al chiaro di luna,
ed è morta in spregio alla paura
XIII
A rotta di collo ritorna,
impreca al dio beffardo
In strada brandisce la spada quasi fosse stendardo!
Speroni scarlatti nel sole, cappotto d’amaranto,
sparano su quella strada,
gli sparano come a un cane
in strada si copre di sangue,
la trina ch’era suo vanto.
XVI
Dicono che ancora d’inverno, tra venti tempestosi,
la luna è vascello spettrale tra nuvole e marosi,
Quando strada è nastro di luna sulla rossastra landa
Arriva a cavallo un brigante, cavalca, sì, cavalca
A cavallo arriva un brigante, arriva alla locanda

NOTE
* e alcune mie integrazioni; più aderente al testo la traduzione di Riccardo Venturi qui; nella versione della McKennitt sono state stralciate solo un paio di strofe in particolare quella del traditore che denuncia il bandito perchè innamorato della stessa donna
1) è un luogo comune  quello del bandito gentiluomo, sempre bello (e ben vestito), abile  spadaccino e provetto tiratore, forbito nel parlare e colto, a volte poeta, il prototipo del rubacuori.
2) il motivetto che il bandito fischietta è il loro codice segreto
3) il giuramento puntualmente si compie e il bandito ritorna alla locanda come spirito inquieto nelle notti di luna piena
4) il poeta non dice ma nella realtà la soldataglia avrebbe violentato prima la fanciulla e poi l’avrebbe legata
5) altra locanda ma stessi brutti ceffi tra questi forse anche lo stalliere che l’aveva denunciato

Una decina d’anni prima già Phil Ochs aveva messo in musica “The Highwayman”
ASCOLTA  Phil Ochs live 1967

I Fleetwood Mac utilizzano la storia per il loro corto di Everywhere in Tango in the Night (1987) sul testo scritto da Christine McVie (rimasterizzato nel 2017 e pubblicato in formato cd, doppio cd con registrazioni rare e inedite  e deluxe)

Il testo non ha niente a che vedere con il filmato


I
Can you hear me calling
Out your name
You know that I’m falling
And I don’t know what to say
I’ll speak a little louder
I’ll even shout
You know that I’m pround
And I can’t get the words out
CHORUS
Oh I…
I want to be with you everywhere
Oh I…
I want to be with you everywhere
(Wanna be with you everywhere)
II
Something’s happening
Happening to me
My friends say I’m acting peculiarly
C’mon baby
We better make a start
You better make it soon
Before you break my heart
III
Can you hear me calling
Out your name
You know that I’m falling
And I don’t know what to say
Come along baby
We better make a start
You better make it soon
Before you break my heart
Tradotto da Cattia Salto
I
Riesci a sentirmi mentre invoco
il tuo nome?
Lo sai che mi sto innamorando
e non so cosa dire,
griderò un po’ più forte
Allora urlerò-
lo sai che sono orgogliosa
e non riesco a far uscire le parole.
CORO
Oh io
voglia stare con te dappertutto
Oh io
voglia stare con te dappertutto
voglia stare con te dappertutto
II
Sta accadendo qualcosa,
capita proprio a me
i miei amici dicono che sono strana,
dai piccolo
è meglio darsi una mossa,
è meglio che ti sbrighi
prima di spezzarmi il cuore
III
Riesci a sentirmi mentre invoco
il tuo nome?
Lo sai che mi sto innamorando
e non so cosa dire
vieni piccolo
è meglio darsi una mossa
è meglio che ti sbrighi
prima di spezzarmi il cuore

FONTI
Banditi e pirati nella narrativa medievale: alcuni casi di fuorilegge cortesi di Federica Vaglia (qui)
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Ladro_gentiluomo
http://lunastellailtasso.iobloggo.com/2/the-highwayman-by-sir-alfred-noyes/&y=2007&m=05
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=7152&lang=it
http://www.cgsbachelet.org/ilsalicenarrante/rubriche/literature-cafe.aspx?pag=5
https://philochsthing.wordpress.com/2013/12/30/the-highwayman-noyesochs/
https://medusaslibrary.com/2016/04/15/npm-15-the-highwayman/

PÉH TROUZ ZOU AR EN DOAR, BRETON CAROL

La melodia del canto natalizio Jesous Ahatonhia accreditata in genere come melodia tradizionale canadese è in realtà un’antica aria francese  che nell’ambito della musica colta era l’aria di “Une jeune pucelle” (= “Una giovane ragazza”).
Da quest’aria peraltro popolare in tutta Europa e dalle imprecisate origini, ebbero fortuna due versificazioni la prima di tema religioso per l’appunto un noël “Une vierge pucelle”, l’altra di tema amoroso “Ma belle si ton âme”. Le ipotesi più accreditate sono quelle che la ritengono una musica da danza classificata nelle partiture rinascimentali come “Alemana”, “Almande”, o “Almagne”. (continua)

Sul versante popolare ecco rispuntare le stessa aria in Bretagna, non solo ma anche con un testo “Péh trouz zou ar en doar” molto simile alla versione wendat di padre Giovanni (Jean De Brébeuf, che guarda caso era nativo dell’alta Normandia).
ASCOLTA The Chieftains & Nolwenn Monjarret in Celtic Wedding, 1987. Un album di musica bretone nato dalla collaborazione con vari artisti della scena bretone. Nelle note di copertina apprendiamo che i brani sono stati selezionati da una raccolta di musica bretone dal titolo Tonioù Breizh-Izel a cura di Polig Monjarret.

angeliPÉH TROUZ ZOU AR EN DOAR
I
Péh trouz zou ar en doar
Péh kan a gleúan me
Na kaeret er boehieú e za lein eun né
Eled, lavaret d’emb eit petra e kannet?
Peneú éted ar zé e zou arriú er bed?
II
Arnet eúe genemb kannet pobl ag en doar?
Ewan de laret d’ho eun né úèted hemb par
Eur mabig beniget roué a Jerusalem
E zo gannet eit-ho ér gér a vethléem

Traduzione di Nolwenn Monjarret
I
What noise on earth?
who is singing for me and who I am hearing
how much I like these voices who sing in the skies
and what do they say in their song?
what is new that happened on earth?
II
We hear “the people” sing on earth
I come to tell you that in the sky there is something beyond compare
a small child blessed, king of Jerusalem
and who was born for them (the people) in the town of Bethlehem
Traduzione di Cattia Salto
I
Quale suono sulla Terra,
chi è che canta per me e chi sto ascoltando?
Quanto mi piacciono queste voci che cantano in cielo
e che cosa cantano nella loro canzone?
Quale novella è accaduta sulla
Terra?
II
Sentiamo gli angeli cantare sulla terra
“Sono venuto a dirvi che in cielo
c’è qualcosa al di là di ogni paragone
un bambinello benedetto, re di Gerusalemme
che è nato per voi nella città di Betlemme”

sull’altro continente la canadese  Loreena McKennitt a sua volta nel suo album “A Midwinter Night’s Dream” 2008 riarrangia la “melodia tradizionale canadese” collocandola per l’appunto in Bretagna.

Così l’artista omaggia anche gli Uroni con una Huron Beltane dance in Parallel Dreams 1989

FONTI
http://per.kentel.pagesperso-orange.fr/frame_kantikou.htm

BALULALOW, I COME FROM HEVIN TO TELL

Una cradle song ossia un canto natalizio dal titolo ‘Balulalow’,  (# 181 nel “The Oxford Book of Carols”), pubblicato dai fratelli John e Robert Wedderburn (poeti scozzesi del XVI secolo), con il titolo di “Ane Sang of the Birth of Christ” (“I come from Heaven to tell”) nella loro “Ane Compendious Buik of Godly and Spiritualt Sangis” del 1567.
Si tratta di una traduzione in scozzese del canto natalizio “Vom Himmel hoch da komm ich her“, scritto da Martin Lutero in tedesco e pubblicato nel suo “Geistliche Lieder” del 1535. Catherine Winkworth nel 1855 ne fece  un adattamento in inglese dal titolo “From Heaven Above to Hearth I Come”.

E’ conosciuta anche con il titolo di “Baloo Lammy” (=Ninna nanna agnellino) in una versione più ridotta.

ASCOLTA Simonm Chadwick all’arpa bardica

Sebbene il canto natalizio originario abbia ben 15 strofe viene cantato in una versione ridotta se non addirittura limitatamente alle strofe XIII e XIV. Alcuni studiosi ritengono che fu proprio questo canto di Lutero ad aver ispirato “Away in the manger“.
La melodia in “The Oxford Book of Carols” è stata arrangiata da Peter Warlock. Nel XVIII secolo, il canto fu abbinato anche alla melodia “Lady Bothwell’s Lament“.

A parte il canto negli arrangiamenti per corale ci sono alcune versioni più sommesse tipo ninnananna

Sandy Denny in un demo registrato nel 1968

ASCOLTA Loreena McKennitt live registrato nel 1997 nella Glenstal Abbey, Irlanda

ASCOLTA Sting (strofe V e VI) in “If on a Winter’s Night” 2009, la melodia è l’arrangiamento di Peter Warlock dal “The Oxford Book of Carols”

LE CORALI
La versione inglese From Heaven Above to Earth I Come

L’originale tedesco Vom Himmel hoch da komm ich her

TESTO SCOZZESE
I
I come from hevin which to tell
The best nowells that e’er befell
To you thir tythings threw I bring
And I will of them say and sing
II
This day to you is born ane child
Oh Marie meik and Virgin mild
That bliss it bairn(1) benign and kind
Sall you rejoyce baith(2) hart and mind
III
Lat us rejoys and be blyth
And with the Hyrdis go full swyth(3)
And see what God of his grace hes done
Throu Christ to bring us to his throne
IV
My saull and life stand up and see
Wha lyis in ane cribbe of tree
What babe is that, sa gude and fair
It is Christ, God’s son and Air
V
O my deir hart, yung Jesus sweit
Prepare the creddill in my spreit!
And I shall rock thee in my hart
And never mair fra thee depart
VI
Bot I sall praise thee evermoir
With sangis sweit unto thy gloir
The kneis of my hart sall I bow
And sing that rycht Balulalow (4)
TRADUZIONE ITALIANO
I
“Vengo dal Cielo per portare
la migliore novella che mai accadde
a voi buone nuove porto
di cui voglio dire e cantare.
II
Questo giorno per voi è nato un bambino, di Maria vergine, mite prescelto, quel bambino benedetto benigno e premuroso, vi farà esultare sia con il cuore che con la mente.
III
Fate festa e state allegri
e seguite il gregge rapidi
per vedere questo mirabile
dono di Dio
che con Cristo ci porterà al suo trono
IV
Prestate attenzione per vedere
chi giace nella mangiatoia.
“Chi è quel bambino così buono e giusto?” “E ‘Cristo, figlio di Dio e erede.”
V
“O mio tesoro, piccolo dolce Gesù
preparerò la tua culla nella mia anima
ti cullerò sul mio cuore
e non mi separerò mai da te.
VI
D’ora in poi ti loderò
con dolci canti sulla tua gloria;
piegherò le ginocchia del mio cuore
e canterò ninna nanna..”

NOTE
1) termine scozzese per child
2) both
3) quickly
4) una vecchia parola scozzese per ‘ninna nanna’

Edith Rickert, 1914, “Ancient English Christmas Carols: 1400-1799,”

1.
I come from Heaven to tell
The best nowells that ever befell;
To you thir tidings true I bring,
And I will of them say and sing.
2.
This day is born to you ane child,
Of Mary meek and virgin mild;
That blessed bairn, benign and kind,
Sall you rejoice, baith heart and mind.
6.
Let us rejoice and be blithe,
And with the herds go full swithe,(1)
And see what God of His grace has done,
Through Christ to bring us to His throne.
7.
My soul and life, stand up and see
Wha lies in ane crib of tree.
What babe is that so gude and fair?
It is Christ, God’s Son and Heir.
13.
O my dear heart, young Jesus sweet,
Prepare Thy cradle in my sprite,
And I sall rock Thee in my heart,
And never mair from Thee depart.
14.
But I sall praise Thee evermore,
With sangës sweet unto Thy glory;
The knees of my heart sall I bow,
And sing that richt ‘Balulalow’.

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/baloo_lammy.htm
http://www.ramshornstudio.com/baloo_lammy.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=729
http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/balulalow.html
http://www.lutheran-hymnal.com/lyrics/tlh085.htm

http://www.traditionalmusic.co.uk/song-book/song-book%20-%200315.htm

ALL SOULS NIGHT

Con la notte di Samain ha inizio l’inverno, una notte di passaggio in cui i defunti ritornano sulla terra, una notte in cui i morti danzano con i vivi tra le ombre dei falò sulle alture.
Molto probabilmente la danza intorno al fuoco nella notte di Samain era una farandola, la danza del labirinto ma anche della morte. (vedi)

ASCOLTA Loreena McKennitt live  dal video montaggio di Eucos commentato e tradotto. Il brano è stato composto e registrato in uno dei primi cd dell’artista “The Visit” (1991) ma riproposto spesso nei concerti live, perfetto sound arabeggiante per i giardini dell’Alhambra. “Nights from the Alhambra” album live del 2006 pubblicato nel 2007 segnò il ritorno alla ribalta dell’artista, dopo 7 anni di silenzio.
Gli anni che seguirono la morte del promesso sposo (un incidente sul lago Huron) dopo l’abbandono della musica per nove mesi, furono anni di ricerca e di viaggi in Europa, Medio Oriente e Asia.

La versione dal cd


I
Bonfires dot the rolling hillsides.
Figures dance around and around
to drums that pulse out echoes of darkness;
moving to the pagan sound.
II
Somewhere in a hidden memory
images float before my eyes
of fragrant nights of straw and of bonfires,
dancing till the next sunrise.
CHORUS
I can see the lights in the distance
trembling in the dark cloak of night.
Candles and lanterns are dancing, dancing
a waltz on all souls night.
III
Figures of cornstalks bend in the shadows
held up tall as the flames leap high.
The Green Knight holds the holly bush
to mark where the old year passes by.
I
Bonfires dot the rolling hillsides.
Figures dance around and around
to drums that pulse out echoes of darkness;
moving to the pagan sound.
IV
Standing on the bridge that crosses
the river that goes out to the sea.
The wind is full of a thousand voices;
they pass by the bridge and me.
TRADUZIONE  Cattia Salto (*)
I
I falò illuminano i fianchi sinuosi delle colline, sagome danzano in cerchio
al battito dei tamburi che fanno risuonare nella notte
uno struggente ritmo pagano
II
Da qualche parte, da una memoria segreta, immagini mi fluttuano davanti agli occhi, notti profumate di fieno e di falò
e danze fino all’alba del giorno seguente
CORO
vedo le luci lontane
tremule sul manto nero della notte
candele e lanterne danzano,
danzano

un valzer nella notte dei defunti
III
fantocci di granturco si flettono nell’ombra, stanno in piedi mentre le fiamme divampano
il Cavaliere Verde tiene un ramo di agrifoglio (1)
per indicare dove è passato il vecchio anno
I
I falò illuminano i fianchi sinuosi delle colline sagome danzano in cerchio
al battito dei tamburi che fanno risuonare nella notte
uno struggente ritmo pagano
IV
In piedi sul ponte che attraversa
il fiume (2) che finisce nel mare
il vento è carico di mille voci,
attraversano il ponte e mi superano.

NOTE
* Non ho resistito a rifare una traduzione anche se ce ne sono già altre (ben fatte)
1) Sir James George Frazer, nel suo libro “Il Ramo d’Oro” e Robert Graves, in “La Dea Bianca” e “I Miti Greci”, hanno descritto una cerimonia rituale che veniva, secondo loro, praticata nell’Antica Roma e in altre culture europee più antiche: la lotta rituale tra il Re Agrifoglio e il Re Quercia, lotta che garantiva l’alternarsi delle stagioni invernale e estiva.
2) i ponti sono luoghi di soglia a mezzo tra terra e acqua, luogo privilegiato di passaggio delle schiere fatate

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/samain.htm

THE TWO TREES

William Butler Yeats scrisse la poesia “The Two Trees” nel 1892 e la dedicò a Maud Gonne, la bella attrice, femminista e rivoluzionaria che aveva donato il suo cuore all’Irlanda. La donna non ne volle mai sapere di sposarsi con Yeats, ma lui la prese come sua musa ispiratrice e l’amò per tutta la vita. (continua)

La poesia è stata messa in musica nel secolo successivo dalla canadese Loreena MacKennitt (cantante, arpista, compositrice), una poesia esoterica che parla d’amore, un amore cosmico sospeso tra terra e cielo.
Alla ricerca di un quadro che affrontasse tematiche simili mi è venuto subito in mente il parallelo con “L’albero della vita” di Gustav Klimt che il pittore sviluppò  per la residenza di Bruxelles dell’industriale Adolphe Stoclet. Un dipinto-mosaico di marmi, pietre dure, maioliche e corallo.

Gustav Klimt: L’albero della vita, 1905

Nella poesia di Yeats due alberi si contrappongono uno il duale dell’altro: l’albero della vita e l’albero della morte e il poeta esorta la donna amata ad abbandonarsi all’amore (per lui) simboleggiato da un albero santo.

L’ALBERO DELLA VITA

All’epoca Yeats faceva parte del Golden Dawn (l’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata), una società segreta inglese magico-iniziatica di ispirazione rosacrociana, sicchè viene da pensare al primo albero come l’albero sefirotico con le sue dieci sfere, che nasce nel cuore, centro della spiritualità umana :  è l’albero cosmico della creazione che contiene i quattro elementi formativi, il fuoco simboleggiato dalle stelle, la terra richiamata dalle radici, l’aria simboleggiata dalla chioma frondosa e l’acqua ovvero le onde; il secondo è l’albero della morte, l’immagine distorta del primo, sterile e desolato dove di posano i corvi in attesa del macabro banchetto (e guarda caso anche nella raffigurazione di Klimt sui rami dell’albero troviamo un grosso uccello nero).
Il riferimento più che al cristianesimo è al misticismo rabbinico (mito della cabala) con Sephiroth (il bene, le sfere dimensionali dell’albero della vita, la cui manifestazione viene percepita dall’uomo come Astri nel Cielo – e gli Angeli) contrapposto a Qliphoth (il riflesso del male).
Ma il ragionamento filosofico da seguire è lungo e complesso diciamo da “iniziati”, quello che invece è più immediato nella poesia è il concetto di dualità della natura umana: l’uomo può scegliere di guardare dentro di sé (alla fetta di paradiso che ha nel cuore) invece che di abbandonarsi ai tormenti della mente.
Dal punto di vista stilistico si può affermare che l’amata Maud viene descritta similmente con i termini con cui Dante Alighieri descrive la sua Beatrice nel Paradiso, specchio dell’immagine di donna angelicata raffigurata in quegli anni nei quadri dei preraffaelliti.

Nel cuore della donna nasce un albero sacro e mentre scuote la sua chioma una musica armoniosa si spande fino al cuore del poeta e lo ispira a scrivere la sua canzone. Il secondo albero è invece il riflesso distorto dell’amore non corrisposto.

LA CANZONE: THE TWO TREES

Loreena McKennitt ci mise la musica nel 1994 per l’uscita dell’album “The Mask and the Mirror“, il brano della lunghezza di 9 minuti circa è introdotto da una melodia dal titolo, Ce He Mise Le Ulaingt? composta e suonata da Patrick Hutchinson con la cornamusa irlandese (uillean pipe). Il titolo Cé hé mise le fulaingt  (‘ulaingt’ = ‘fulaingt’) è una sorta di citazione biblica Who am I to suffer  (tradotto anche come who am I to bear it) vedi

 

I
BELOVED(1), gaze in thine own heart,
The holy tree is growing there;
From joy the holy branches start,
And all the trembling flowers they bear.
The changing colours of its fruit
Have dowered the stars with metry light;
The surety of its hidden root
Has planted quiet in the night;
The shaking of its leafy head
Has given the waves their melody,
And made my lips and music wed,
Murmuring a wizard song for thee.
There the Joves a circle go,
The flaming circle of our days,
Gyring(2), spiring to and fro
In those great ignorant leafy ways;
Remembering all that shaken hair
And how the winged sandals dart,
Thine eyes grow full of tender care:
Beloved, gaze in thine own heart.
II
Gaze no more in the bitter glass
The demons, with their subtle guile.
Lift up before us when they pass,
Or only gaze a little while;
For there a fatal image grows
That the stormy night receives,
Roots half hidden under snows,
Broken boughs and blackened leaves.
For ill things turn to barrenness
In the dim glass the demons hold,
The glass of outer weariness(3),
Made when God slept(4) in times of old.
There, through the broken branches, go
The ravens of unresting thought;
Flying, crying, to and fro,
Cruel claw and hungry throat,
Or else they stand and sniff the wind,
And shake their ragged wings; alas!
Thy tender eyes grow all unkind:
Gaze no more in the bitter glass.
III (4)
Beloved, gaze in thine own heart,
The holy tree is growing there;
From joy the holy branches start,
And all the trembling flowers they bear.
Remembering all that shaken hair
And how the winged sandals dart,
Thine eyes grow full of tender care;
Beloved, gaze in thine own heart.

VERSIONE ITALIANA di Marianna Piani (da qui)
I
Amore(1), guarda dentro il tuo cuore,
l’albero santo è lì che sta fiorendo;
dalla gioia i santi rami si partono,
e tutti i frementi fiori che essi sostengono.
I color cangianti dei suoi frutti
hanno adornato le stelle con luce serena;
la saldezza delle sue radici profonde
ha radicato la quiete nella notte;
il cullare della sua chioma frondosa
ha donato alle onde la loro melodia,
e le mie labbra ne sposarono l’armonia
nel mormorare per te un magico canto.
Là vanno gli amori danzando,
nel giro fiammante dei nostri giorni,
vorticando(2), turbinando qui e là
nei vasti incoscienti viali coperti di foglie;
rammentando quella gran chioma agitata dal vento
e come sfrecciano i sandali alati
i tuoi occhi si colmano di tenerezza:
guarda, guarda dentro il tuo cuore, amore mio.
II
Non guardare più nello specchio amaro
che i demoni, con la loro sottile scaltrezza
ci pongono di fronte, passando,
o almeno lanciaci appena uno sguardo;
poiché vi si forma un’immagine fatale
che raccoglie la notte di tempesta,
radici seminascoste nella neve,
rami spezzati, foglie annerite.
Poiché ogni cosa sterile diviene
in quello specchio opaco che i demoni reggono,
specchio dell’espressa stanchezza(3),
creato mentre Dio riposava(4) nel suo tempo senile.
Là, tra i rami spezzati, passano i corvi
del pensiero senza requie;
volando, gridando, qui e là,
con i loro artigli crudeli e la gola vorace,
oppure rimangono immobili a fiutare il vento,
e scuotono le loro ali cenciose, ahimè!
I tuoi teneri occhi perdono la loro dolcezza:
no, non guardare più in quello specchio amaro.
III
Amore, guarda dentro il tuo cuore,
l’albero santo è lì che sta fiorendo;
dalla gioia i santi rami si partono,
e tutti i frementi fiori che essi sostengono,
rammentando quella gran chioma agitata dal vento
e come sfrecciano i sandali alati
i tuoi occhi si colmano di tenerezza:
guarda, guarda dentro il tuo cuore, amore mio.

NOTE
1) è il poeta che si rivolge alla donna amata ma è anche Loreena che canta per il suo amore che morirà tragicamente in un incidente qualche anno dopo : la canzone diventa quasi profetica
2) l’immagine sviluppata da Yeats dei “gyres” è quella di due coni interdipendenti ma contrapposti che ruotano l’apice dell’uno in contatto con il punto centrale della base dell’altro. La visone venne elaborata in un libro dal titolo “A Vision”, in cui Yeats spiega i mutamenti della personalità umana, l’avvicendarsi della storia e la trasformazione dell’anima dopo la morte.
Mi piace quest’immagine di pulsazione degli opposti in cui due vortici accoppiati, ovvero dei coni rotanti interpenetranti, girano in direzioni opposte e si annullano uno nell’altro. “per me tutte le cose sono costituite dal conflitto fra due stati di coscienza, fra due esseri o persone che reciprocamente muoiono l’uno la vita dell’altro, e vivono l’uno la morte dell’altro. Ciò vale anche per la vita e per la morte. Due coni o vortici, l’apice dell’uno nella base dell’altro” (Yeats in “A vision”).
3) weariness nel senso sia di stanchezza che di consapevolezza
4) quando Dio si addormentò il Diavolo forgiò lo specchio ovvero l’albero della conoscenza: così la perdita dell’innocenza fu il libero arbitrio dell’uomo (il peccato). Secondo William Blake Albione è simbolo archetipo della creatività, esistenza immaginativa, libertà spirituale: l’albero della vita è il simbolo della forza immaginativa e sessuale, mentre l’albero della conoscenza rappresenta il sapere razionalistico proprio di Urizen (il Dio bibblico). Qui ci troviamo filosoficamente parlando all’inverso dell’illuminismo: se il sonno della ragione genera mostri, per Yeats/Blake è invece il pensiero che occulta la verità-fede. Che è poi il pensiero gnostico “ Se voi conoscerete la Verità, la Verità vi farà Liberi. L’Ignoranza è uno schiavo, la Conoscenza è libertà. Se noi riconosceremo la Verità, ritroveremo i Futti della Verità in noi stessi. Se ci uniremo con essa, essa produrrà il nostro perfezionamento (Vangelo di Filippo, Vers. 123). Ma contrariamente al binomio sesso-peccato stigmatizzato dal cristianesimo (l’albero della conoscenza è il peccato carnale, il diavolo tenta l’uomo con i piaceri della carne e della materia) per Blake la sessualità è positiva perchè libera la energie creative dell’uomo.
4) Loreena aggiunge un’interpolazione finale

William Blake La danza di Albione, 1795
William Blake La danza di Albione, 1795

FONTI
http://www.gustav-klimt.com/The-Tree-Of-Life.jsp
http://www.didatticarte.it/Blog/?p=1708
http://www.yeatsvision.com/
https://rosariomariocapalbo.wordpress.com/2011/06/18/william-butler-yeats/
http://dublinoapiedi.com/2516/la-storia-damore-tra-maud-gonne-e-w-b-yeats/
http://www.independent.co.uk/arts-entertainment/art/great-works/great-works-the-dance-of-albion-circa-1795-william-blake-1965101.html
http://www.unigalatina.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2468

MAY DAY TO MUMMERS

Mummers questuanti anche nel mese di Maggio erano tipici durante l’Ottocento, sia in Irlanda che in Inghilterra prendevano parte alla festa del Maggio sia nei canti di questua che per portare il maggio e danzare intorno al Palo.

ASCOLTA Loreena McKennitt 1997
Musica e testo di Loreena McKennitt

I
When in the springtime of the year
When the trees are crowned with leaves
When the ash and oak, and the birch and yew
Are dressed in ribbons fair.
When owls call the breathless moon
In the blue veil of the night.
The shadows of the trees appear
Amidst the lantern light.
CHORUS(1)
We’ve been rambling all the night
And sometime of this day,
Now returning back again
We bring a garland gay(2).II
Who will go down to the shady groves
And summon the shadows there
And tie a ribbon on the sheltering arms
In the springtime of the year.
The songs of birds seem to fill the wood
When the fiddler plays
All their voices can be heard
Long past their woodland days.
III
And so they linked their hands and danced
Round in circles and in rows.
And so the journey of the night descends
When all the shades are gone.
A garland gay we bring you here(1)
And at your door we stand.
It is a sprout well-budded out
The work of our Lord’s hand.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
In Primavera
quando gli alberi sono coronati di foglie
quando il frassino e la quercia, e la betulla e il tasso,
sono adornati con nastri festosi
Quando i gufi chiamano la luna mozzafiato
nel velo blu della notte
le ombre degli alberi appaiono
tra la luce delle lanterne
CORO
Siamo rimasti a vagare per tutta la notte
e parte di questa giornata
e ora, ritornando,
portiamo una ghirlanda festosa
II
Chi scenderà fino a quei boschetti oscuri
per evocare le ombre
e legherà un nastro a quelle braccia frondose
nella nuova primavera?
I canti degli uccelli sembrano riempire il bosco
anche quando il violinista suona
è possibile ascoltare tutte le voci
molto tempo dopo i loro giorni nel bosco
III
E poi si davano la mano e danzavano
in cerchio e in fila
e così volge al termine il viaggio della notte
quando tutte le ombre se ne sono andate.
Una ghirlanda festosa noi vi portiamo
e stiamo fuori davanti alla vostra porta:
è un germoglio ben sbocciato
il lavoro delle mani del nostro Signore”

NOTE
1) coro e ultimo versetto fanno parte dei canti tradizionali del Maggio
2) è la ghirlanda del maggio

MUMMING!
http://terreceltiche.altervista.org/mumming-waits/ http://terreceltiche.altervista.org/sword-dance/ http://terreceltiche.altervista.org/mumming-st-george/ http://ontanomagico.altervista.org/sangiorgio.htm http://terreceltiche.altervista.org/hal-an-tow/

THE SEEDS OF LOVE ONE MORE WARNING SONG

Nelle ballate antiche (e non solo di quelle in lingua inglese)  non sono insoliti ritornelli su fiori,  erbe e piante, forse il più famoso è quel “prezzemolo, salvia, rosmarino e timo” (in inglese Parsley, sage, rosemary and thyme) che nella versione di Simon & Garfunkel divenne il tormentone musicale sul finire degli anni sessanta .  L’aggiunta di erbe, verdure, fiori nel ritornello annunciava al pubblico l’ascolto di una storia “piccante” ovvero a sfondo erotico con significati più o meno nascosti. Il pubblico così era avvisato che le parole e le frasi avevano dei doppi sensi.

THE WARNING SONGS

Un filone ancora più specifico è poi quello della warning song  in cui le erbe compaiono come simboli per insegnare alla fanciulle i comportamenti più socialmente convenienti, ossia che si mantenessero pure e caste fino al matrimonio.
Nelle ballate la pianta associata al concetto di purezza fu il timo erba utilizzata nei fuochi sacri e come incenso religioso unitamente alla salvia, per l’antica credenza che  il timo fosse in grado di dare forza e chiarezza alla mente e purificasse l’aria dalle malattie.

Ancora dal filone delle “warning songs” ecco due canzoni della tradizione britannica sul timo, Sprig of Thyme e The Seeds of Love, entrambe mettono in guardia le fanciulle sui pericoli di cedere al fascino di un falso innamorato. “Sprig of Thyme” era probabilmente già conosciuta ai tempi di Shakespeare e le due ballate si confondono tra loro con pezzi di testo che vanno da un titolo all’altro rendendo ardua una classificazione.
Sul versante irlandese invece sono più diffusi titoli come “The bunch of thyme” o “Let no man steal yout thyme” (vedi)

SPRIG OF THYME

Ci sono molte versioni testuali di “The Sprig of Thyme” che giocano sul doppio-senso secondo un linguaggio vezzoso proprio dei salotti seicenteschi che metaforicamente parla di piante e fiori per indicare le questioni del sesso. Protagonista una fanciulla che si lamenta perchè un amante infedele le ha rubato il timo, ma in questa versione proposta per l’ascolto, la donna non si rammarica tanto per la verginità perduta quanto per il fatto di essere stata ingannata da un “false lover”, così il timo simboleggia la perdita dell’innocenza, lo slancio fiducioso di chi si dona all’amore e invece trova l’inganno.

ASCOLTA Telynor


I
O once I had thyme of my own,
And in my own garden it grew;
I used to know the place
where my thyme(1) it did grow,
But now it is cover’d with rue(2),
with rue, but now it is cover’d with rue.
II
The rue it is a flourishing thing,
It flourishes by night and by day;
So beware of a young man’s flattering tongue,
He will steal your thyme away.
III
I sowed my garden full of seeds;
But the small birds(3) they carried them away
In April, May, and in June likewise,
When the small birds sing all day.
IV
In June there was a red-a-rosy bud(4),
And that seem’d the flower for me;
so oftentimes I snatched at the red-a-rosy bud,
Till I gained the willow(5), willow tree.
V
O the willow, willow tree it will twist,
the willow, willow tree it will twine;
And so it was that young and false-hearted man
When he gained this heart of mine.
VI
O thyme it is a precious, precious thing
On the road that the sun shines upon;
But thyme it is a thing that will bring you to an end,
And that’s how my time has gone.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Un tempo avevo il  timo a disposizione
e cresceva nel mio giardino,
conoscevo bene il posto
dove il mio timo cresceva,
ma ora è coperto dalla ruta,
ma ora è coperto dalla ruta
II.
La ruta è un fiore che sboccia
che sboccia notte e giorno,
così state attente alla parlantina di un giovanotto,
lui vi ruberà il vostro timo.
III
Ho seminato il mio giardino con tanti semi, ma gli uccellini  li portavano via, in Aprile, Maggio e anche in Giugno
quando gli uccellini cantano tutto il giorno.
IV
In giugno c’era una rossa rosa in boccio
che credevo fosse il fiore per me
e spesso ho strappato
quel bocciolo di rosa
finchè ho preso il salice.
V
Il salice si piegherà
e il salice si torcerà
e così fu che quel giovane falso innamorato
si prese questo mio cuore.
VI
Oh il timo è una cosa preziosa,
sulla via illuminata dal sole,
ma il timo è una cosa che vi porterà a consumarvi
ed è così che il mio tempo è finito

NOTE
1) il timo è il simbolo della purezza, intesa come rettitudine, seguire la retta via (quella illuminata dal sole). Si gioca sull’assonanza tra thyme e time specialmente nell’ultima strofa, il tempo della giovinezza è breve, così il timo è cosa preziosa che non deve essere sprecata
2) la ruta è simbolo del rimpianto
3) gli uccellini sono i corteggiatori
4) la rosa rossa è la passione carnale, “passione sfrenata” è il roseo fiore della donna, ma anche un eufemismo per indicare un corteggiatore che è riuscito a ottenere la sua verginità
5) Salice= fertilità, ma anche tristezza, dolore e in questo contesto sta proprio ad indicare un amore infelice, abbandonato

LA VERSIONE MALANDRINA

Il testo proviene dalla collezione di Charles Lolley di Hemingbrough, East Yorkshire che nel 1891 venne pubblicata sul Leeds Mercury Newspaper per una rubrica tenuta da Frank Kidson dal titolo “Notes on Old Tunes”, il finale si discosta però dalle solite warning songs propendendo per una versione “consolatoria”: trovarsi un altro fidanzato ben dotato!

ASCOLTA Pete Coe & Alice Jones in “The Search For Five Finger Frank” 2014


I
Come all you pretty fair maids,
That are just in your prime,
I would have you weed your garden clear,
And let no one steal your thyme(1).
II
I once had a sprig of thyme,
It prospered both night and day,
By chance there came a false young man,
And he stole my thyme away,
III
Thyme it is the prettiest flower
That grows under the sun,
It’s time to brings all things to an end,
So now my time (1) runs on.
IV
Now my old thyme it is dead,
I’ve no room for any new,
For in that place where
my old thyme grew,
Has changed into a running rue(2).
V
I’ll put a stop to that running rue,
And plant a fair oak tree(3),
Stand you up, stand you up, you fair oak tree,
And do not wither and die.
VI
It’s very well drinking ale,
And it’s very well drinking wine,
But it’s far better sitting by a young man’s side,
That has won this heart of mine.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite tutte voi fanciulle graziose e belle che siete nell’età della giovinezza,
vorrei che teniate il vostro giardino pulito e che non permettiate a nessuno di rubare il vostro timo (tempo).
II
Un tempo avevo il mio rametto di timo,
e prosperava notte e giorno,
disgraziatamente arrivò un giovanotto falso
che mi portò via il  timo.
III
Il timo è il fiore più bello
che cresce sotto il sole,
è il tempo  che volge ogni cosa
alla fine,
così adesso il mio tempo è scaduto.
IV
Il mio vecchio timo è morto
e non ho posto per quello nuovo,
perchè  dove
il mio vecchio timo cresceva,
si è sostituita la ruta strisciante.
V
Metterò fine all’espandersi della ruta
e pianterò una forte quercia,
rizzati, rizzati  tu
forte quercia,
non avvizzire e morire.
VI
Va bene bere birra
ed è ancora meglio bere vino
ma è decisamente meglio sedersi accanto ad un giovanotto
che abbia vinto questo mio cuore.

NOTE
1) il timo è il simbolo dell’innocenza, intesa come rettitudine e coerenza. Si gioca sull’assonanza delle parole thyme -time
2) la ruta è simbolo del rimpianto
3) la V strofa era stata “censurata” dalla pubblicazione sul giornale perchè considerata probabilmente “troppo spinta“, tratta da “The New Penguin Book of English Folk Songs” Steve Roud & Julia Bishop

THE SEEDS OF LOVE

seed-2La canzone intitolata anche “I sowed the Seeds of Love”, è stata raccolta nel 1903 da Cecil Sharp come cantata dal signor Jim Squires di Holford, Somerset, Inghilterra. Per inciso il testo non ha niente a che vedere con la “Sowing the seeds of love” cantata dai Tears for Fears, il gruppo new wave britannico degli anni 80 (scritta dai fondatori del gruppo Roland Orzabal e Curt Smith).
L’argomento delle “warning songs” si articola con la presenza di una terza figura quella del giardiniere, surrogato della figura paterna ovvero il custode delle convenzioni sociali.
Così i semi dell’amore sono sbocciati nella rovente rosa rossa della passione; la donna ha sbagliato a scegliere tra i suoi corteggiatori  e lasciandosi guidare solo dalle apparenze esteriori ha preferito cogliere una rosa rossa; purtroppo il falso innamorato si stanca presto e lei si tormenta accanto ad un salice piangente, facendo voto di umiltà!

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem (Strofe I, II, III, IV, V, VI-A)

ASCOLTA Loreena McKennitt (Strofe I, III, IV, V e VI-A, I) testo tradizionale, musica di Loreena McKennitt

ASCOLTA Jim Moray in Sweet England 2003 (strofe I, III, IV, V e VI-A) arrangiamento molto particolare pieno di campionamenti elettronici. Cantata da un uomo la canzone (in particolare nella versione ridotta) assume il tono dolente di un amante abbandonato.

(Testo tratto da qui)
I(1)
I sowed the seeds of love
I sowed them in the spring
I gathered them up(2)
in the morning so soon
When the small birds so sweetly sing
When the small birds so sweetly sing
II
My garden was planted well
With flowers everywhere
But I had not the liberty
to choose for myself
The flower I loved so dear.
III
The gardener was standing by
I asked him to choose for me
He chose for me the violet(3),
the lily(4) and the pink(5),
But those I refused all three
IV
The violet I did not like
Because it bloomed so soon
The lily and the pink
I really over-think
So I thought I would wait till June
V
In June there was a red rose bud(6)
That is the flower for me
I often times have plucked
that red rose bud
Till I gained the willow tree(7)
VI-A
The willow tree will twist
The willow tree will twine
I wish I was lying in that young man’s arms
That once held this heart of mine
VI-B
The gardener he stood by
And told me to take great care
For into the middle of
the red rose bush
There grows a sharp thorn(8) there.
VII
I told him I’d take no care
Till I had felt the smart
And I oftentimes plucked
at the red rose bush
Till it pierced me to the heart.
VIII
A posy of hyssop(8) I’ll make
No other flower I’ll touch
That all the world may plainly see
I loved one flower too much.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Ho seminato i semi dell’amore
e li ho seminati in primavera,
li ho raccolti
al mattino presto
quando gli uccellini cantano si dolcemente.
II
Il mio giardino era ben piantato
con  fiori ovunque
ma non ero libera
di sceglierli da me
i fiori da amare caramente
III
Il giardiniere mi stava vicino
e gli chiesi di scegliere per me
lui prese per me la violetta,
il giglio e il cisto,
ma io li rifiuta
i tutti e tre.
IV
La viola non mi piaceva
perché fiorisce troppo presto
al giglio e al cisto
nemmeno ci badai
così pensai di attendere fino a Giugno.
V
A Giugno c’era il bocciolo di una rosa rossa, che è il mio fiore
tante volte ho colto
quel bocciolo di rosa rossa
finchè presi il salice
VI-A
Il salice si piegherà
il salice si torcerà
come vorrei essere
tra le braccia di quel  giovanotto
che un tempo aveva il mio cuore
VI-B
Il giardiniere mi stava accanto
e diceva di fare molta attenzione
perché nel mezzo
del cespuglio della rosa rossa
cresce una spina appuntita
VII
Gli ho detto che non mi importava
perché mi credevo furba
e spesso strappavo
le rose rosse del cespuglio
finchè mi trafissi il cuore
VIII
Un mazzetto di issopo farò
e nessun altro fiore toccherò
che tutti possano vedere chiaramente
che ho amato troppo un fiore.

NOTE
1) la strofa iniziale di Jim Moray dice
I sowed my seeds of love,
It was all in the Spring,
And waited until the flowers did bloom.
2) l’autore si riferisce implicitamente ai fiori
3) Viola= modestia
4) Giglio= purezza
5) il temine è un po’ generico e sta a indicare una grande varietà di fiori rosa si ritiene indichi il “pink rockrose”, ossia il cistus, arrivato nei giardini inglesi intorno al 1650. Sono fiori più propriamente appartenenti alla macchia mediterranea dette “rose di maggio” sia per il periodo della fioritura che per la somiglianza con le rose selvatiche.
6) Rosa rossa= amore romantico, lussuria o “passione sfrenata”
7) Salice= fertilità, ma anche tristezza, dolore e in questo contesto sta proprio ad indicare un amore infelice, abbandonato
8) la spina in questo contesto sta a indicare le pene dell’amore, i tormenti del cuore quando l’altro non corrisponde più. Potrebbe però anche essere una gravidanza indesiderata
9) Issopo indica l’umiltà come la ruta è un ingrediente dei liquori d’erbe per le sue proprietà digestive. La donna ci dice che è pentita di aver amato e vuole fare voto di umiltà

prima parte

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/fiori-erbe-buone-maniere-e-pruderie-nelle-antiche-ballate.html
http://fivefingerfrank.co.uk/new-notes-on-old-tunes-01-the-sprig-of-thyme/ http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/6.html http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/85.html http://www.theguardian.com/music/2010/may/23/folk-fishermans-friends http://mysongbook.de/msb/songs/r_clarke/thyme.htm http://www.musicanet.org/robokopp/english/isowed.htm http://www.recmusic.org/lieder/get_text.html?TextId=58154 http://www.contemplator.com/england/seeds.html http://folksongcollector.com/isowed.html

THE BANKS OF CLAUDY

ventoUna canzone tradizionale irlandese ampiamente diffusa nei broadsides ottocenteschi visto la sua popolarità, anche scritta come Claudy Banks assai popolare in Gran Bretagna, in Nord America e Australia; il tema è un cosiddetto “reily ballad” anzi une delle ballate  da considerarsi come una variante di “A fair young maid all in her garden“.

“The honour of noting the first folksong on behalf of the Folk Song Society went to Mrs Kate Lee who noted down Claudy Banks from the singing of the Copper family. Claudy is in the north of Ireland, and the Australian version of the song refers also to Newry, not too far from Claudy. So we may reasonably conclude that this ballad began life in Ireland. But it has long been acclimatised in Britain, and some nineteenth century Scottish collectors indeed claimed that it originated in that country. It belongs to a kind of broadside balladry that flourished during that long period of struggle between Britain and France for imperial domination outside Europe, when a sailor might be away for many years with little chance of communicating with a lover at home”. (tratto da qui)

LA MELODIA

La melodia non è univoca ma la più diffusa è quella della ballata irlandese The Handsome Cabin Boy.
ASCOLTA Howard Baer

ASCOLTA Michel Lelong arrangiamento per chitarra

RILEY  BALLADS

Il modello archetipo del tema è quello di Ulisse e Penelope: l’uomo (di solito il signor Riley) ritorna dopo molti anni passati per mare (tra guerre e avventure) e incontra (sotto mentite spoglie) la moglie (o la fidanzata) e la sottopone ad un test per avere la prova della sua fedeltà. L’uomo così rassicurato, si rivela alla donna.
Una situazione di genere ben antica, diventata ormai stereotipata, che  non per questo  cessa di emozionare chi canta e chi ascolta. In queste ballate ad un certo punto viene menzionato un dono che i due si sono scambiati prima della partenza e che viene mostrato alla fine in segno di riconoscimento, ma si tratta più di un corollario o un accessorio alla storia, un dettaglio che non compare in tutte le “riley ballads” proprio come come in “The Banks of Claudy”.

Mary Dillon in North 2013 (la sorella più grande di Cara che già ci aveva affascinato quando cantava con i Deanta e finalmente ritornata con il suo primo singolo)

VERSIONE M. Dillon
I
Twas on one summer’s evening (1),
I wandered from my home,
Down by a flowery garden
I carelessly did roam;
I overheard a damsel
in sorrow she complained,
All for her absent lover
who’s plowing the raging main(2).
II
I quickly than stepped up to her
And I took her by surprise.
I’ll own she did not know me
having dressed all in disguise;
Said I, “My fairy creature,
My joy and heart’s delight
How far you go to travel
This dark and dreary night?”
III
Unto the Banks of Claudy(3)
kind sir if you will show
Pity a lady distracted,
For it’s there I have to go;
for I am in search of a young man,
Johnny is his name,
and spied the Banks of Claudy
I’m told he does remain.”
III
“These are the banks of Claudy,
Fair maid, where on you stand
Don’t depend on Johnny
For he’s a false young man.
don’t depend on Johnny
For he’ll not meet you here
go carry with me to the green woods
No danger need you fear.
IV
“Oh Johnny was here tonight my dear,
he would keep me from all harm (4),
But he’s in the land of battle
All dressed in uniform;
He’s in the land of battle,
His foes to destroy,
Like a grecian king of honour (5)
Fought in the Wars of Troy.”
V
“O it’s six long weeks and better,
Since Johnny left the shore;
he’s sailed the green wild ocean,
Where the raging billows roar,
he sailed the green wide ocean,
For honour and for fame,
and they told his ship was wrecked
and lost on the coast of Spain.”
VI
When she heard this dreadful news,
She fell in deep despair,
by flopping of her arms
And a tearing out her hair;
Saying, “If my love he is gone (drowned)
There’s no man on earth I’ll take
to the lonesome groves and valleys
I will wander for his sake.”
VII
Oh it’s when he saw her loyalty
he could no longer stand
He flew into her arms saying,
“Betsy, I’m the lad.”
Saying, “Betsy, I’m the young man
The cause of all your pain
and since we’ve met on Claudy banks
We’ll never shall part again.”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Era una sera d’estate (1)
che bighellonavo fuori casa
per un giardino fiorito,
vagando distrattamente,
ho sentito una damigella
addolorata che si lamentava,
per il suo innamorato assente,
a solcare il mare agitato (2).
II
Mi sono subito avvicinato a lei
prendendola di sorpresa,
anche se sapevo che non mi avrebbe riconosciuto essendo camuffato.
Mia incantevole creatura,
gioia e delizia del mio cuore,
quanto lontano dovete viaggiare
in questa notte buia e triste?
III
Fino  alle rive del Claudy (3)
gentile signore, se mostrerete pietà
per una poveretta confusa,
perchè è là che devo andare;
Sono in cerca di un giovanotto
di nome Johnny
e scruterò le rive del Claudy
(perchè) mi hanno che oggi ritorna
III
Queste sono le rive del Claudy,
bella fanciulla, proprio dove state
ma non cercate Johnny
perchè è un giovanotto bugiardo;
non cercate Johnny
perchè non lo incontrerete qui,
venite con me nel folto dei boschi
e non dovrete temere alcun pericolo“.
IV
Oh se Johnny fosse qui stanotte, mio caro, mi avrebbe protetta,
ma è sul campo di battaglia
con indosso l’uniforme
è nel campo di battaglia
a distruggere il nemico
come un re greco di parola (5)
che combatte nella guerra di Troia
V
Sono sei lunghe settimane o più
da quanto Johnny ha lasciato il paese,
ha navigato sul vasto oceano
dove ruggiscono le onde impetuose;
ha navigato sul vasto oceano
per l’onore e la fama,
ma dicono che la sua nave naufragò dispersa sulla costa della Spagna
VI
Quando seppe della terribile notizia
cadde nella cupa disperazione
dimenando le mani
e strappandosi i capelli.
Se il mio amore è morto,
non prenderò altro uomo in terra,
ma per boschi solitari e valli
vangherò in sua memoria
VII
E quando egli vide la sua fedeltà
non si trattenne più a lungo
dal gettarsi tra le sue braccia
Betsy, sono io il ragazzo
che è la causa di tutto il tuo dolore,
ma ora che ci siamo incontrati sulle rive del Claudy,
non ci separeremo mai più“.

NOTE
1) Mary modifica qualche verso restando però fedele  alla versione standard, l’incontro  talvolta è ambientato in un mattino di Maggio; la strofa d’apertura è un classico delle ballate popolari in cui la storia viene presentata come una testimonianza di una persona presente ai fatti accaduti, a garanzia della loro autenticità.
2) all’epoca di Shakespeare main= high sea; quando la Spagna era potenza coloniale con il temine “Spanish Main” si indicava una specifica parte di territorio compreso tra il Mare dei Caraibi e il Golfo del Messico. Termini spesso usate nelle ballate sono: “bounty main” “angry main” e “raging main” con accezione di mare mosso.
3) in Irlanda ci sono molti corsi d’acqua con il nome di Claude / Claudy / Cloddy / Caldy; alcuni ritengono che il riferimento vada al fiume Clyde (Scozia), altri che invece sia il villaggio di Claudy nel Derry (Irlanda del Nord) .. come sempre la discussione è accesa quando i due paesi si contendono l’origine di una canzone tradizionale!
4) questo è l’unico verso che non sono proprio riuscita a capire cosa dice Mary, ho preso così come riferimento la versione standard
5) Menelao fu il re greco che andò a Troia con l’intento di riprendersi la moglie. Il paragone non mi sembra molto azzeccato, visto che Elena era fuggita con il troiano Paride!! L’immagine vuole probabilmente richiamare l’ardore guerresco di quando un tempo si combatteva impugnando la spada.

Ballynameen Bridge, Claudy, Co. Derry

Anche i Fairport Convention registrarono la canzone con il titolo Claudy Banks (in Rhythm of the Time, 2008) da ascoltare su Spotify (qui) con una delle melodie alternative con cui viene cantata la canzone.
Altra melodia (una slow air del Donegal) nella versione di Loreena McKennitt (in Elemental 1985) da ascoltare su Spotify: triste con il solo accompagnamento dell’arpa celtica, rumore d’oceano e grida di gabbiano in sottofondo. L’album d’esordio della cantante canadese (padre irlandese e madre scozzese) quando ancora andava a suonare per strada con la sua arpa e la cassetta delle offerte, fu registrato di getto in un granaio di Stratford con quasi tutte canzoni  della tradizione irlandese.

FONTI
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BanksClaudy.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/57.html http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/claudybanks.html http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BanksClaudy.html http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=694 http://mysongbook.de/msb/songs/b/bkofclau.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=28611 http://www.celticlyricscorner.net/domhnaill/banks.htm http://www.celticlyricscorner.net/compilations/banks.htm http://www.celticlyricscorner.net/mckennitt/banks.htm

BRING A TORCH JEANETTE ISABELLA

“Bring a torch, Jeanette Isabella” è basato su un canto natalizio francese dal titolo “Un flambeau Jeannette Isabelle” (in italiano “Una fiaccola Jeannette Isabelle!”) pubblicato nel 1553 (in Cantiques de Premiere Advenement de Jesus-Christ par le comte d’Alsinois). Ancora oggi è cantato in Provenza nella Messa della Notte Santa dalla gente in processione con fiaccole e costumi da pastore.

La canzone parla di due contadine di nome Jeannette ed Isabelle che, andate a mungere le mucche, trovano nella grotta/stalla Gesù appena nato e danno l’annuncio alla popolazione, invitando tutti a fare piano per non svegliare il bambinello addormentato. Ma questo è solo uno dei tanti aneddoti che circolano sulla canzone di cui si sa effettivamente molto poco.
Sono William Simon e Nancy J. Skarmeas a citare il libello stampato in una rarissima edizione a Parigi per il conte d’Alsinois contenete per l’appunto la prima versione in stampa di testo e melodia. Stranamente però i più citano come fonti della composizione Nicolas Saboly, famoso poeta e musicista occitano noto per i suoi “Noël”, ma non ancora nato ai tempi del Conte d’Alsinois.

Nicolas Saboly (1614-1675) era maestro di cappella e musicista di fama commemorato per il suo lavoro di conservazione delle tradizioni popolari occitane principalmente per l’uso del provenzale nelle sue poesie e nei suoi Noël; Saboly pubblicò solo una parte dei suoi canti popolari di Natale, in otto raccolte tra il 1665 e il 1674, nel suo primo quaderno del 1667 compare al numero 12 Venès lèu vèire la pièucello [aria: Qu’ils sont doux, bouteille jolie (aria di Lully per il Malato immaginario)]. Come da consuetudine in origine i suoi canti furono pubblicati senza musica, poiché le arie erano molto popolari e notoriamente conosciute, perciò bastava una semplice citazione per richiamarle, per quelle di sua composizione ad esempio egli scriveva «su un’aria scritta da Saboly»!

Si è il Saboly ispirato al quadro dipinto proprio in quei tempi da Georges de La Tour, la controversa “Le Nouveau-Né”?

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“Le Nouveau-Né” attribuito a Georges de La Tour (1648 circa)

Nel dipinto due donne nel buio più totale rischiarato solo dalla vivida luce di una candela contemplano un bimbo in fasce che dorme tranquillo, una è Maria che tiene il bambinello tra le braccia e l’altra è con tutta probabilità la madre di Maria, Anna; il dipinto è stato interpretato come una sorta di “sacra rappresentazione” al femminile pur non essendoci aureole sulle teste dei personaggi raffigurati. Così la nascita di ogni bambino diventa un momento sacro, un inno alla vita che passa attraverso il grembo materno, ma nello stesso tempo è un momento intimo e privato: la donna con la candela (anche interpretata come la levatrice) sembra stia parlando a Maria per trasmetterle la sua saggezza di anziana, così la mano destra è alzata a barriera con il resto del mondo e a schermo della luce (un espediente per cui in un primo momento la luce sembra scaturire dalla testa del bambino: dal punto di vista pratico sarebbe più logico che la mano schermasse la luce nel senso opposto, per non dare fastidio agli occhi del bambino addormentato!). In ogni caso il dipinto trasmette un senso di pace e di mistero e chi guarda si sente un po’ un intruso, così non si può che restare in silenzio con il fiato sospeso per non disturbare o venire scacciati via.

Il musicista risulta essere nientemeno che il pupillo di Luigi XIV, il fiorentino Giovanni Battista Lulli diventato francese con il nome di Jean-Baptiste Lully, ballerino e buffon ma anche compositore del Re (nominato compositeur de la musique instrumentale nel 1656 e poi nel 1661 arrivato all’apice della carriera come musicista di corte con la nomina di surintendant de la musique de la chambre du roi). Ad ascoltare l’aria, composta per la commedia di Molière Le médecin malgrélui (1665), sembra ben lontana dalla versione che oggi conosciamo, sebbene la metrica del testo in provenzale sia simile alla versione francese odierna, così cantano i pastori nel ritornello
Ai! ai! ai! que la maire es bello Ai! Ai! que l’enfant es bèu.

Si ha notizia di un arrangiamento della melodia di Qu’ils sont doux, bouteille jolie da parte di Marc-Antoine Charpentier (1643-1704) il musicista “parigino doc” contemporaneo al Lulli ma considerato un “nemico” perchè non abbastanza di gusto musicale “francese” e troppo amante dell’italica melodia! Così nelle registrazioni di musica classica il testo in francese “Un flambeau, Jeannette, Isabelle” è abbinato all’aria 460c di Marc-Antoine Charpentier.

LA MELODIA
Le versioni melodiche del brano occhieggiano piuttosto ad una sua presunta versione medievale come musica da danza trecentesca, il rondò o rondeau, all’origine poesia in musica per una ballo in tondo, la cui forma musicale è caratterizzata dal periodico ritorno di un’idea principale, il ritornello per l’appunto!!
ASCOLTA Loreena McKennitt versione strumentale in “A Midwinter Night’s Dream” 2008 la melodia è stata inframmezzata con quella di “I saw three ship”

ASCOLTA Die Irrlichter 2010 (che riprendono l’arrangiamento della McKennitt)
ASCOLTA Viol consort
Un discorso a parte per questo arrangiamento (magistrale) per pianoforte che al momento è disponibile solo su Spotify, (e il pianoforte non è uno dei miei strumenti preferiti!) forse per quella spruzzata di romanticismo che il pianoforte classico si porta sempre dietro .. merita inserirlo nella playlist di Natale!
ASCOLTA Gregory McKnight in The Holly and Ivory 2012 (la versione integrale è su Spotify)

VENÈS LÈU VÈIRE LA PIÉUCELLO

Come abbiamo visto nell’introduzione testo in provenzale e melodia del canto natalizio risalgono al seicento, ma dobbiamo aspettare fino ai primi del Novecento per la versione testuale in francese ad opera del poeta Émile Blémont (in “Noëls français” 1901 di Julien Tiesot)
ASCOLTA

TESTO (qui)
I
Venès lèu vèire la piéucello;
Venès lèu genti pastourèu
Soun enfant es pus blanc que la nèu
E trelusis coume uno estello
Ai! ai! ai! que la maire es bello
Ai! Ai! que l’enfant es bèu.
II
Hòu! Cristòu, La nuech es fort claro,
Hòu! Cristòu, Sauto vite au sòu,
E vai-t’en au païs dei Jusiòu,
Vèire Jèsu, qu’es causa raro.
Hòu! hòu! hòu!, me lève toutaro
Hòu! hòu! toutaro li vòu
III
Qu’s aqui, Que bat de la sorto?
Qu’s aqui ? Sian vòsteis ami
Que pourten un parèu de cabrit(1):
Dison qu’es bon ami qu porto.
Ta! ta! ta!, druvès-nous la porto
Ta! ta! Venès nous druvi!
IV
Avès tort, Vous e vòstei fiho
Avès tort, De pica tan fort;
Vàutrei, pastre, sias tous de butor,
Poudès jamai teni sesiho(2)
Chut! chut! chut! que l’enfant soumiho,
Chut! chut! que lou petit dor.
V
Gros badau, N’aurès jamai pauso!
Gros badau, Teisas-vous un pau!
Parlas plan, e marchas tan pu siau
Coume fa uno cacalauso.
Plan! plan! plan! que l’enfant repauso;
Plan! plan! leissas-l’en repau
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Venite lesti a vedere la vergine
Venite lesti gentili pastori
il suo bambino è più bianco della neve
e brilla come una stella.
Ahi quanto è bella la madre
ahi quanto è bello il bambino!
II
Oh Cristo la notte è tutta illuminata
Oh Cristo presto, alzatevi da terra
e andate nel paese dei Giudei
per vedere Gesù, che cosa preziosa!
Oh mi alzo subito
E subito vado
III
Chi è qui che bussa così?
Chi è qui? Siamo vostri amici
che portano un paio di ragazzi(e): dicono che sono buoni amici coloro che porto.
Toc, toc apriteci la porta
toc toc venite ad aprirci!
IV
Sbagliate voi e i(le) vostri(e) figli(e)
sbagliate a bussare così forte
voialtri pastori, siete tutti dei cafoni
e non potrete mai stare in silenzio.
Silenzio che il bambino è nel sonno
silenzio che il piccolo dorme
V
Folto pubblico che non vi riposate mai,
folto pubblico state un po’ zitti!
Parlate piano e camminate in silenzio
come fa una lumaca.
Piano! Che il bambino riposa;
piano! Lasciatelo riposare

Note
1) in quel mucchio di pastori che giunge in visita ci sono anche le due contadine della versione successiva?
2) la frase significa grossomodo: “non riuscite a radunarvi senza fare baccano”

LA VERSIONE FRANCESE: Un flambeau, Jeannette, Isabelle

ASCOLTA Diane Taraz

I
Un flambeau, Jeannette, Isabelle —
Un flambeau! Courons au berceau!
C’est Jésus, bonnes gens du hameau.
Le Christ est né; Marie appelle!
Ah! Ah! Ah! Que la Mère est belle,
Ah! Ah! Ah! Que l’Enfant est beau!
II
C’est un tort, quand l’Enfant sommeille,
C’est un tort de crier si fort.
Taisez-vous, l’un et l’autre, d’abord!
Au moindre bruit, Jésus s’éveille.
Chut! chut! chut! Il dort à merveille,
Chut! chut! chut! Voyez comme il dort!
III
Doucement, dans l’étable close,
Doucement, venez un moment!
Approchez! Que Jésus est charmant!
Comme il est blanc! Comme il est rose!
Do! Do! Do! Que l’Enfant repose!
Do! Do! Do! Qu’il rit en dormant!

LA VERSIONE INGLESE: Bring a torches, Jeanette Isabella

La versione in inglese segue di poco la versione in francese, anche se quella di Edward Cuthbert (1868-1914) è solo una delle tante varianti

ASCOLTA Callie & Colette

VERSIONE E. Cuthbert Nunn
I
Bring your torches, Jeanette, Isabella(1),
Bring your torches, come swiftly(2), and run!
Christ is born, tell to the folk of the village,
Jesus is sleeping in his cradle;
Ah! Ah! Beautiful is the Mother!
Ah! Ah! Beautiful is her Son!
II
While it now all the Child is sleeping(3)
It is wrong to talk so loud;
Silence, now, as you gather around.
Lest the sunshine waken Jesus.
Hush! hush! see how fast He slumbers!
Hush! hush! see how fast He sleeps!
III
Hasten now, good folk of the village,
Hasten now, the Christ Child to see.
You will find Him asleep in a manger,
Quietly come and whisper softly,
Hush, hush, peacefully now He slumbers,
Hush, hush, peacefully now He sleeps
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
“Portate le fiaccole, Jeannette,
Isabella,(1)
portate le fiaccole,
presto accorrete!
Gesù e nato, ditelo alla  gente del villaggio,
Gesù dorme nella sua culla”
Ah Ah! Com’è radiosa la madre,
Ah Ah! com’è bello il figlio!
II
Nel mentre che il Bambino dorme
è sbagliato parlare ad alta voce;
silenzio, ora, mentre vi radunate intorno a lui. Che sia la luce del sole a risvegliare Gesù!
Silenzio! Guardate come sonnecchia!
Silenzio! Guardate come dorme sodo!
III
Affrettatevi ora brava gente del villaggio
affrettatevi per vedere Gesù Bambino, lo troverete addormentato in una mangiatoria.
Silenzio dorme ora in pace,
Silenzio!  In pace ora riposa

NOTE
1) Jeanette e Isabella possono essere due persone distinte ma anche un’unica persona dal nome composto
2) l’aggettivo cambia a volte in hurry
3) la frase standard dice ” It is wrong when the child is sleeping,”

ASCOLTA Kelley Dolan


I
Bring a torch, Jeannette Isabella,
Bring a torch, it is dark in the stall;
Jesus awaits, good folks of the village,
Run quickly; I hear Mary’s soft call.
(Refrain)
Ah! Ah! How radiant the mother,
Ah! Ah! How angelic the Child.
II
See how sweetly Jesus is sleeping,
Like a rosebud, so pink and so white;
Trend softly as you draw near the manger,
Wake not the Babe, lest He cry all night.
III
Kneel and adore the infant Christ child,
Whisper low as you gaze with delight;
Angel voices aloft sing his praises
While a star gleams forth clearly and bright.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
“Porta una torcia, Jeannette Isabella (1), porta una torcia che è buio nella stalla; Gesù attende, brava gente del villaggio, correte presto”
sento la dolce richiesta di Maria.
RITORNELLO
Ah Ah! Com’è radiosa la madre,
Ah Ah! com’è angelico il figlio!
II
Guarda come Gesù dorme dolcemente, come un bocciolo di rosa, tutto rosa e bianco. Muoviti piano mentre ti avvicini alla mangiatoia, non svegliare il Bambino altrimenti piangerebbe tutta la notte.
III
Inginocchiate(vi) e adorate Cristo neonato,
sussurrate piano mentre vi deliziate lo sguardo,
voci d’angelo in alto cantano le sue lodi,
mentre una stella brilla in alto chiara e luminosa

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/bring_a_torch.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/bring_your_torches_jeanette.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28247
http://www.classical.net/music/recs/reviews/n/nxs57036a.php

THE SEVEN JOYS OF MARY

Un tempo nelle campagne tra i poveri del villaggio e in particolare le donne anziane e le vedove, c’era l’usanza di andare a chiedere l’elemosina di casa in casa in vista del Natale per procurarsi tante cose buone da mangiare (good things). Si diceva semplicemente “a-gooding”, e in particolare le donne oltre alla coppa di wassail (vedi) per il brindisi benaugurale portavano in giro l’effige della Madonna inghirlandata con rami di sempreverdi. “These are two dolls, dressed the one to represent the Saviour, and the other the Virgin Mary, and during the week before Christmas they are carried about the country by poor women, who, in return for their exhibition, expect a halfpenny, which it is considered as insuring the height of ill-luck to deny”. (tratto da qui).

THE ADVENT IMAGES

Chiamate più genericamente “the advent images” queste raffigurazioni portavano fortuna alle case e nessuno negava un’offerta in danaro alle povere donne del paese! Tra le canzoni cantate per l’occasione c’era una carola mariana dal titolo “The seven joy of Mary“. Il canto è riportato nel “The Oxford Book of Carols” in cui gli editori fanno riferimento come fonte a dei broadsides del XIX e XVIII secolo. Ma è assai probabile un’origine medievale del canto (Roy Palmer in Bushes and Briars, 1999 cita il testo “The five joys of Mary” da un manoscritto cinquecentesco -il commonplace book di Richard Hill).

LE SETTE GIOIE DELLA VERGINE

leonardo-da-vinci-madonna“Le Sette Beatitudini di Maria” anche noto come “The Seven Rejoices of Mary” è un canto tradizionale sui momenti felici di Maria ispirati alla figura retorica delle Sette Gioie della Vergine nella letteratura devozionale medievale.
Le beatitudini di Maria (originariamente cinque) divennero soggetto d’arte a partire dal medioevo:
1) l’annunciazione (nel Rosario francescano la seconda beatitudine è la visita a Santa Elisabetta) (vedi)
2) la nascita di Gesù
3) l’adorazione dei Magi
4) la resurrezione di Gesù (nel Rosario francescano la quinta beatitudine è il ritrovamento di Gesù al tempio)
5) l’ascensione in Cielo
6) la pentecoste
7) l’incoronazione della Vergine in Cielo
“Joys” intese come beatitudine divina: il concetto è antico, un tempo si credeva che solo gli dei potessero essere pienamente e totalmente felici, così l’uomo non era degno di beatitudine e gli antichi dei quando vedevano un mortale “troppo” felice gli mandavano qualche disgrazia o affanno! Con il Cristianesimo il concetto viene totalmente ribaltato, perchè chiunque può diventare beato nella fede in Cristo; così nel Vangelo di Luca Maria viene chiamata beata per la sua fede e solo subordinatamente per la sua maternità.

I SETTE DOLORI DI MARIA

Parallelamente alle cinque gioie sempre nel medioevo a partire dal XI secolo si celebrano anche i cinque dolori di Maria vista come Maria Addolorata, pene raffigurate da cinque spade che le trafiggono il cuore; nel trecento il culto dell’Addolorata viene celebrato nella Settimana Santa di Pasqua e solo nel seicento viene “istituzionalizzato” il 15 settembre nella Festa dell’addolorata.

I sette dolori di Maria sono tradizionalmente: 1) la profezia di Simeone sulla missione di Gesù 2) la fuga in Egitto 3) la perdita di Gesù nel Tempio 4) l’incontro di Maria e Gesù che porta la croce 5) Maria ai piedi della crocefissione 6) Maria che prende Gesù morto tra le braccia (sublimata da Michelangelo nella Pietà) 7) Maria che vede Gesù chiuso nel sepolcro

Il testo, peraltro presente in molte varianti, non è abbinato univocamente ad una sola melodia, la più utilizzata è tuttavia quella di Richard Terry in “Two Hundred Folk Carols” (Londra 1933) sebbene le Chiese inglesi preferiscano la variante pubblicata in Christmas Carols New and Old (Londra 1871)

MELODIA TRADIZIONALE INGLESE
Richard TerryTwo Hundred Folk Carolsvedi

ASCOLTA Great Big Sea


I
The first good joy that Mary had
It was the joy of one
To see her own son Jesus Christ
When He was first of son
When He was first of son,
good man
And blessed may he be
CHORUS:
Oh, oh, Father, Son, and Holy Ghost
For all eternity
Oh, oh, Father, Son, and Holy Ghost
For all eternity
II
The next good joy that Mary had
It was the joy of two
To see her own son Jesus Christ
When he was to sent school
When he was to sent school,
III
The next good joy that Mary had
It was the joy of three
To see her own son Jesus Christ
To make the blind to see
To make the blind to see,
IV
The next good joy that Mary had
It was the joy of four
To see her own son Jesus Christ
To read the bible lore
To read the bible lore,
V
The next good joy that Mary had
It was the joy of five
To see her own son Jesus Christ
To bring the dead alive
To bring the dead alive,
VI
The next good joy that Mary had
It was the joy of six
To see her own son Jesus Christ
Upon the crucifix
Upon the crucifix,
VII
The last good joy that Mary had
It was the joy of seven
To see her own son Jesus Christ
To wear the crown of Heaven
To wear the crown of Heaven..
TRADUZIONE ITALIANO
I
La prima buona gioia che Maria ebbe
fu la gioia numero uno.
di vedere suo figlio Gesù Bambino
quando era neonato,
quando era neonato;
brav’uomo
che sia benedetto.
CORO:
Padre, Figlio e Spirito Santo,
per tutta l’eternità.
Padre, Figlio e Spirito Santo,
per tutta l’eternità.
II
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero due.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
quando fu mandato a scuola.
quando fu mandato a scuola
III
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero tre.
Vedere suo figlio Gesù Cristo
che ridava la vista ai ciechi.
che ridava la vista ai ciechi
IV
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero quattro.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
leggere la Bibbia,
leggere la Bibbia.
V
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero cinque.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
ridare la vita al morto.
ridare la vita al morto.
VI
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sei.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
sopportare la croce;
sopportare la croce.
VII
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sette.
Vedere suo figlio Gesù Cristo,
portare la corona del cielo.
portare la corona del cielo.

MELODIA DIVES AND LAZARUS (vedi)
Una melodia che rispunta in molte ballate

ASCOLTA Will Fly alla chitarra

ASCOLTA Loreena McKennitt in “A Midwinter Night’s Dream” 2008

I
The first good joy that Mary had
It was the joy of one
The first rejoice that Mary had
Was to see her newborn son
CHORUS
To see her newborn son,
good man
And blessed may he be
Sing Father, Son and Holy Ghost
To all eternity
II
The next good joy that Mary had
It was the joy of two
To see her son Jesus
Make the lame to go
III
The next rejoice that Mary had
It was the joy of three
To see her own son Jesus
To make the blind to see
CHORUS
To make the blind to see, good man..
IV
The next good joy our lady had
It was the joy of four
It was the rejoice of her dear son
When he read the Bible o’er
V
The next good joy that Mary had
It was the joy of five
To see her own son Jesus
To make the dead alive
CHORUS
To make the dead alive, good man…
VI
The next rejoice our lady had
It was the rejoice of six
To see her own son Jesus
To bear the crucifix
VII
The next good joy that Mary had
It was the joy of seven
To see her own son Jesus
To wear the crown of heaven
CHORUS
To wear the crown of heaven, good men ..
And glory may he be
And blessed now be she
And those who sing the seven long verses in honor of our lady
TRADUZIONE ITALIANO
I
La prima buona gioia che Maria ebbe
fu la gioia numero uno.
La prima gioia che Maria ebbe
fu di vedere suo figlio neonato.
CORO:
Vedere suo figlio neonato, brav’uomo,
che sia benedetto.
Canta Padre, Figlio e Spirito Santo,
per tutta l’eternità.
II
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero due.
Vedere suo figlio Gesù,
far camminare gli zoppi.
III
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero tre.
Vedere suo figlio Gesù,
che ridava la vista ai ciechi.
CORO:
che ridava la vista ai ciechi brav’uomo…
IV
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero quattro.
E ‘stato la gioia del suo caro figlio,
quando lesse la Bibbia.
V
La successiva buona gioia di Maria
fu la gioia numero cinque.
Vedere suo figlio Gesù,
ridare la vita al morto.
CORO:
che ridava la vita al morto, brav’uomo..
VI
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sei.
Vedere suo figlio Gesù,
sopportare la croce.
VII
La successiva gioia di Maria
fu la gioia numero sette.
Vedere suo figlio Gesù,
portare la corona del cielo.
CORO:
portare la corona del cielo, brav’uomo,
..
E sia gloria a Lui,
e benedetto ora sia Lei.
e quelli che cantano i sette lunghi versi,
in onore della Madonna.

ASCOLTA Anonymous 4 in una seconda melodia di sapore più antico

I
The first rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of one:
it was the rejoice of Her dear Son
when He was born young.
CHORUS
Glory may he be, and blessed now is she, and those who sing the seven long verses in honour of our Lady.
II
The second rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of two:
It was the rejoice of Her dear Son
when He was sent to school.
III
The third rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of three,
it was the rejoice of Her dear Son
when He led the blind to see.
IV
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of four:
it was the rejoice of Her dear Son
when He read the Bible o’ er.
V
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of five:
it was the rejoice of Her dear Son
when He raised the dead to life.
VI
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of six:
It was the rejoice of Her dear Son
when He carried the crucifix.
VII
The next rejoice Our Lady got,
it was the rejoice of seven:
it was the rejoice of Her dear Son
when He opened the gates of heavenSing alleluia, sing alleluia.
Sing alleluia, the heavens are true,
Sing alleluia.
TRADUZIONE ITALIANO
I
La prima beatitudine di Maria
fu la gioia numero uno:
fu la gioia del suo caro figlio
quando nacque.
CORO:
Che sia egli benedetto e anche lei benedetta e coloro che cantano i sette lunghi versi, in onore della Madonna.
II
La seconda beatitudine di Maria
fu la gioia numero due.
fu la gioia del suo caro figlio,
quando fu mandato a scuola.
III
La terza beatitudine di Maria
fu la gioia numero tre.
fu la gioia del suo caro figlio,
che ridava la vista ai ciechi.
IV
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero quattro.
fu la gioia del suo caro figlio
quando lesse la Bibbia.
V
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero cinque.
fu la gioia del suo caro figlio
che ridare la vita al morto.
VI
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero sei.
fu la gioia del suo caro figlio
mentre portava il crocefisso.
VII
La successiva beatitudine di Maria
fu la gioia numero sette.
fu la gioia del suo caro figlio
Mentre apriva i cancelli del paradiso

VERSIONE IN IRLANDESE: SEACHT SUÁILCÍ NA MAIGHDINE MUIRE

“The seven consolations of the Virgin Mary” con un testo piuttosto diverso riportato in “Traditional Songs of the North of Ireland” (Derek Bell & Liam Ó Conchubhair, Dublino: Wolfhound Press, 1999), raccolta dalla tradizione popolare da Liam Ó Conchubhair (Rann na Feirste, Donegal) mentre quello di Aoife Ní Fhearraigh è la traduzione in irlandese della seconda versione testuale citata (nella versione di Anonymus 4).


Aoife Ní Fhearraigh
Nelle note di copertina si legge: “The enumeration of the seven joys of Mary has the magical effect of a litany. This type of religious song was once widespread in Donegal. Antaine Ó Dochartaigh [of Cruit, near Dungloe] had a version from his mother and another version existed in Ranafast. Women were the chief bearers of this particular song tradition which was mostly associated with Lent.”

GAELICO IRLANDESE
I
An chéad suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go bhfuair sí a haon mhac beo.
II
An dara suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go deachaidh sé a léamh na leabhar.
III
An triú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug uirthi bláth na n-ord.
IV
An ceathrú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gurbh é fhéin an Slánaitheoir.
V
An cúigiú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go ndearna sé na mairbh beo.
VI
An séú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug sé fíon le hól.
VII
An seachtú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe, ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go dtabharfadh sé í suas ar neamh.
ENGLISH TRANSLATION:
I
The first rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of one,
It was the rejoice of Her dear Son when He was born young
II
The second rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of two,
It was the rejoice of Her dear Son when He was sent to school.
III
The third rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of three,
It was the rejoice of Her dear Son when He led the blind to see.
IV
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of four,
It was the rejoice of Her dear Son when He read the Bible oer.
V
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of five,
It was the rejoice of Her dear Son when He raised the dead to life.
VI
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of six,
It was the rejoice of Her dear Son when He carried the crucifix.
VII
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of seven,
It was the rejoice of Her dear Son when He opened the gates of heaven.

Noirin Ni Riain ha rilasciato tre versioni: la prima interamente in irlandese (da Vox de Nube 2010), la seconda in inglese con i monaci della Abbazia di Glenstal (da The Darkest Midnight). e una terza versione in Seinn Aililiu 2011 ascoltabile su Spotify

ASCOLTA (da Vox de Nube 2010) [Luinneog] alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.
[Luinneog]
alleluia, alleluia,
alleluia, alleluia, alleluia.
I
An chéad suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go bhfuair sí a haon mhac beo.An dara suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go deachaidh sé a léamh na leabhar.An triú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug uirthi bláth na n-ord.An ceathrú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gurbh é fhéin an Slánaitheoir.An cúigiú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go ndearna sé na mairbh beo.An séú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
gur thug sé fíon le hól.An seachtú suáilce fuair an Mhaighdean Bheannaithe
ba í sin an tsuáilce mhór
suáilce a fuair sí óna haonmhac uasal
go dtabharfadh sé í suas ar neamh.
ASCOLTA (da The Darkest Midnight)FIRST CHORUS
Seinn alleluia, seinn alleluia,
Seinn alliliú, seinn alliliú,
Seinn alleluia.
I
The first rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of one,
It was the rejoice of Her dear Son when He was born young
SECOND CHORUS
Glory may he be, and blessed now is she, and those who sing the seven long verses in honour of our Lady.
II
The second rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of two,
It was the rejoice of Her dear Son when He was sent to school.
III
The third rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of three,
It was the rejoice of Her dear Son when He led the blind to see.
IV
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of four,
It was the rejoice of Her dear Son when He read the Bible oer.
V
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of five,
It was the rejoice of Her dear Son when He raised the dead to life.
VI
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of six,
It was the rejoice of Her dear Son when He carried the crucifix.
VII
The next rejoice Our Lady got,
It was the rejoice of seven,
It was the rejoice of Her dear Son when He opened the gates of heaven
ASCOLTA Celia Ní Fhátharta in versione integrale su Spotify
I
An chéad suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tsuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Go dtug sí ‘un saoil é i mbothán cró.[Luinneog]
Seinn alleluia, seinn alleluia,
Seinn alliliú, seinn alliliú, Seinn alleluia.
II
An dara suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tsuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Nuair a úl Sé léi a’ ród.
III
An tríú suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tsuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Go ndeachaidh Sé a’ léamh A leabhair.
IV
An ceathrú suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tsuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Nuair a rinn’ Sé den uisce beoir.
V
An cúigiú suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tsuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Go dtearn Sé an marbh beo.
VI
An séú suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tSuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Nuair a shaor Sé le n-A fhuil a’ domhan.
VII
An seachtú suáilce ‘ fuair an Mhaighdean Bheannaithe
Nárbh í sin féin an tSuáilce ‘ bhí mór?
Suáilce a fuair sí óna hAon Mhac uasal
Nuair a thóg Sé ar neamh í beo.
ENGLISH TRANSLATION:
I
The first joy of the Blessed Virgin
Was it not indeed a mighty joy!
The joy she found from her only great Son;
That she bore Him in a lowly byre.CHORUS
Alleluia! Alleluia!
Alleluia! Alleluia! Alleluia!
II
The second joy of the Blessed Virgin;
Was it not indeed a mighty joy!
The joy she found from her only great Son, That she travelled with Him along the road.
III
The third joy … …
That He’d gone by reading His book.
IV
The fourth joy … …
When he turned the water into wine [literally, “beer”]
V
The fifth joy … …
When He made the dead to live.
VI
The sixth joy .. …
When He redeemed the world with His blood.
VII
The seventh joy … …
When He raised her to heaven alive.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54434
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2351 http://www.lib.rochester.edu/camelot/teams/joys72.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/seven_joys_of_mary-niles.htm http://mainlynorfolk.info/wyndham-read/songs/thesevenjoysofmary.html