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THE GAEL, UN UOMO CHE VA PER LA SUA STRADA

Dougie McLean alla prima edizione del Perthshire Amber Festival tratta da qui

Classe 1954 pluripremiato cantautore, Dougie McLean è anche grande interprete di musica folk scozzese.

Negli anni 70 viene reclutato dal gruppo esordiente dei Tannahill Weavers in qualità di violinista, ma è un musicista a tutto tondo che ha bisogno d’esprimersi e così nel 1977 con il chitarrista Alan Roberts forma un duo, gira l’Europa e scrive “Caledonia”; il duo diventa trio l’anno successivo con la sigla CRM e la collaborazione di Alex Campbell.
Negli anni 80 fonda la sua casa discografica trasferendosi con la famiglia a Dunkeld, piccola cittadina ricca di storia a pochi chilometri da Perth: niente major e compromessi solo musica e la semplicità di una vita di campagna a cui ancorarsi tra gli alti e bassi del music business.
Nasce così il Dougie MacLean’s Real Music Bar (qui) sulle placide rive del fiume Tay. Così spiega Dougie in un’intervista “I’ve played fiddle in this village’s pubs since I was a kid, along with the old-timers. It was normal then to play an instrument or sing. Pubs were places you visited to enjoy musical conversations as well as spoken ones. But over time, that died, along with the fiddling and the songs. It hit me a few years ago when I went to a bar, when off touring, and returned feeling worse than before. “Something wrong there”, I thought. I want back to those days, when pubs belonged to people. Here, there’ll be no TV, no Bandit and people can make music just when they want to. It’s not mere nostalgia: people communicating and making music is actually a challenge to the way things are. We’re talking about ownership of a culture, about human creativity. I don’t even care if people are bad musicians if they’re enjoying it and they’re giving. If they’re good, great – that pleases others, perhaps encourages them. I want minimum rules and I won’t vet the type of music either. Traditional, Country, Jazz, all fine by me“. (tratto da qui)
Non contento nel 2005 dà vita al Perthshire Amber Festival che si tiene tra il villaggio di Butterstone e Dunkeld ai primi di novembre (vedi)

Oltre ad avere una voce vellutata è anche abile suonatore di violino e chitarra, nonché di vari strumenti a corda (mandola, viola, bouzouki, banjo). Nella sua feconda carriera ha collezionato una lunga lista di conoscenze, amicizie, collaborazioni con musicisti di fama e ha all’attivo una trentina di album la maggior parte come solista: Dougie McLean ha interpretato e riarrangiato moltissime canzoni del conterraneo Robert Burns, ma è stato soprattutto autore di brani memorabili che lo hanno reso una popolarità a livello internazionale: basti citare Caledonia (il mio post qui) e The Gael.

LA GENESI DI THE GAEL

Nel 1990 Dougie McLean pubblica “The Search” una serie di brani strumentali commissionati qualche anno prima per la mostra sul mostro di Loch Ness (dal The Official Loch Monster Exhibition, Drumnadrochit, Scozia).

Luc Hermans © (tratta da qui)

The inspiration for this music began in 1988 when Dougie MacLean was invited to create a textural music background for a planned audio-visual exhibition… What followed was a fascination with the ancient celtic myths, the sightings, the earlier and more recent scientific exploration and the loch itself––indeed with the whole idea of ‘The Search’….”

ASCOLTA Dougie McLean in The Search, 1990. Il Cd è da collezionare.

Inserito nel film “L’ultimo dei Moicani” del regista  Michael Mann da Trevor Johns con il titolo di “Promentory”  la melodia fa il giro del mondo!

ASCOLTA la versione nel film “Last of the Mohicans” (1992) è il secondo tema musicale ricorrente in tutto il film.

Siccome la musica del film ha ottenuto un bel po’ di riconoscimenti e premiazioni facendo balzare alle cronache la paternità di Dougie McLean come autore della musica, qualcuno è andato ad indagare da quale fonte fosse mai scaturito un tale capolavoro!!

Il film tra parentesi è stato girato in buona parte sui Monti Blue Ridge
Altre info sulla guerra franco-indiana in Nord-America qui)

IL TEMA MUSICALE LA FOLLIA

Dal punto di vista musicale la melodia è un reel lento, ma il tema è definito dai musicologi  follia (o folia): una progressione con un tema semplice e ben distinto sul quale l’esecutore abbellisce le sue variazioni e improvvisazioni. Si ritiene abbia origine portoghese e le sue tracce si perdono nel Rinascimento spagnolo anche se la melodia più primitiva e antica affonda nel Medioevo (danza rurale).

La melodia è costruita su un tempo ternario ed è divisa in due parti di quattro battute ciascuna. Molti autori, ispirandosi a questo tema, hanno utilizzato lo schema musicale della Folia già noto in tutta la penisola iberica nei primi decenni del XVI secolo. Una linea di basso ripetuto sulla quale potevano essere costruiti vari contrappunti standard, mentre l’esecutore era libero di improvvisare serie di variazioni, le diferencias. Una tecnica compositiva che ha trasformato la Folia in un genere affine alla passacaglia e alla ciaccona. (tratto da qui)

folia
tema de la follia

Anche se la Follia è in 3/4 mentre The Gael in 4/4 la variazioni ritmiche della follia sono anche in 4/4, e il carattere ripetitivo della melodia è identico. Ma a me più che agli sviluppi del tema nella musica colta del Barocco (che potete leggere e ascoltare qui e qui) interessano le connessioni con la musica tradizionale scozzese ed ecco trovato
Cumh Easpuic Earra-ghaeidheal, (in inglese Lament for the Bishop of Argyll) anonimo XVI o XVII secolo
Jack Campin wrote about this tune: This tune is from the Macfarlan Manuscript of Scottish fiddle and flute tunes (National Library of Scotland MS.2084/5), compiled by David Young in Scotland around 1740 for the antiquarian Walter Macfarlan (book III #34 p20). It’s obviously much older, but there is no earlier source for it. The structure is like a piobaireachd (bagpipe variation set) but the range is too wide for the pipes. Some people think it was originally for the harp. The tune might just possibly be indigenous Gaelic, but the basic rhythm is so Folia-like that a foreign influence seems more likely. (tratto da qui)

ASCOLTA Luce Brera / Extrait de l’album Scotland’s Fiddle Piobaireach

Sempre sul tema de La Follia
ASCOLTA Faronell’s Division on a Ground ~ La Folia | John Playford

FONTI
http://dougiemaclean.com/
http://www.dailyrecord.co.uk/incoming/dougie-maclean-celebrates-40-successful-4887494#5OeBHg35E1LoOAeP.97
http://www.perthshireamber.com/index.php/test/general/artists/42-dougie-maclean
http://www.mohicanpress.com/mo11103.html
http://associazionecamoes.blogspot.it/2011/04/la-follia-un-antico-tema-musicale.html
http://www.baroque.it/arte-barocca/musica-barocca/il-tema-de-la-folia-un-armonia-lunga-cinque-secoli.html
http://www.folias.nl/htmlsimilar.html

BIRKS OF ABERFELDY

Falls of Moness Aberfeldy PerthshireLe Betulle di Aberfeldy sono una amena e rinomata località del Loch Tay nel Perthshire, visitata da Robert Burns durante il suo tour per la Scozia con l’amico William Nicol.
La località a quei tempi era conosciuta come “The Den of Moness” essendo den una vecchia parola per indicare la tana o il rifugio, ma anche la grotta o gola e il Moness un fiume che in quel punto ha scavato una spettacolare cascata tra le rocce. Robbie è rimasto così colpito dal torrente e dalle sue cascate, da descriverlo nella sua poesia che intitolò “Birks di Aberfeldy”.
La passeggiata di allora è ripercorribile anche oggi ed è un sentiero ad anello di circa 4 km denominato guarda caso “Birks di Aberfeldy”, lungo la gola del fiume con tre attraversamenti mediante ponticelli per passare da una sponda all’altra e ammirare le cascate (vedi).
Il paesaggio è molto suggestivo e in rete si trovano numerose descrizioni e fotografie riprese un po’ in tutte le stagioni e dalle più varie angolazioni.

La canzone è stata scritta interamente da Robert Burns nel 1787 (tranne il ritornello) adattandola ad una vecchia aria scozzese da danza.

SCOTCH AYRE

La melodia compare per la prima volta nel Dancing Master di J. Playford con il titolo di “Scotch Ayre (A)” e anche in varie raccolte da danza settecentesche.
La ritroviamo successivamente in varie pubblicazioni sotto i più svariati titoli: in Favourite Country Dances, vol. 2 (1765) di Charles & Samuel Thompson come ” The De’els Dead” e nella Compleat Collection of Celebrated Country Dances (1740) di Wright sia come “Berks of Abergelde” che “Cast a Bell” infine nel Scots Musical Museum, vol. 2 (1788) come “Bonnie Lassie Will You Go”.

ASCOLTA arrangiamento strumentale dal manoscritto di Robert Louis Stevenson (Huntington Library) vedi anche per partitura

Per la selezione dei brani da ascoltare su YouTube non c’è molto, ma si può ricorrere a Spotify specialmente per i due brani indicati:
ASCOLTA Ronnie Browne in Robert Burn The Complete Songs 2009
ASCOLTA Shira Kammen in A celebration of Robert Burns 2005 con un interessante accompagnamento al clavicembalo

ASCOLTA Caprice in Girdenwodan Part I 2012: il gruppo russo di atmosfera fantasy assolutamente surreale e teatrale su musica composta da Anton Brejestovski, Il ritmo dell’arpa evoca le cascatelle del torrente e l’uso di più voci in canone nel ritornello è assolutamente da malia incantata-richiamo per catturare le belle fanciulle e coinvolgerle nella danza delle fate. L’uso dei fiati e del violino è magistrale! (devo dire che occorre ascoltarlo un po’ di volte per farsi prendere dal brano).  Per un ascolto integrale del cd vedi


Chorus:
Bonnie lassie, will ye go,
Will ye go, will ye go?
Bonnie lassie, will ye go
Tae the birks(1) of Aberfeldy?
I
Now Simmer blinks(2) on flow’ry braes(3),
And o’er the crystal stream lets plays;
Come, let us spend the lightsome(4) days
In the birks of Aberfeldy.
II
The little birdies blythely sing,
While o’er their heads the hazels hing(5),
Or lightly flit on wanton wing
In the birks of Aberfeldy.
III
The braes ascend like lofty wa’s,
The foaming stream, deep-roaring, fa’s
O’erhung wi’ fragrant-spreading shaws(6)
The birks of Aberfeldy.
IV
The hoary cliffs are crown’d wi flowers,
White o’er the linns(7) the burnie(8) pours,
And, rising, weets(9) wi’ misty showers
The birks of Aberfeldy.
V
Let Fortune’s gifts at random flee,
They ne’er shall draw a wish frae me;
Supremely blest wi’ love and thee
In the birks of Aberfeldy
Traduzione di Cattia Salto
Ritornello
Bella ragazza vuoi venire
vuoi venire, dai vieni?
Bella ragazza vuoi venire
alle Betulle di Aberfeldy?
I
Ora l’estate risplende sui pendii fioriti
e gioca con il ruscello di cristallo;
vieni passiamo i giorni in allegria
alle Betulle di Aberfeldy
II
Gli uccellini spensierati cantano
mentre sopra le loro teste pendono i noccioli,
o con leggerezza volteggiano sull’ala ribelle,
alle Betulle di Aberfeldy
III
Le rive salgono come alte mura,
il torrente spumeggiante, in un boato, cade, sovrastato dai boschi che spandono le fragranze delle Betulle di Aberfeldy
IV
Le balze nude sono coronate di fiori,
bianco nella cascata il torrente si riversa,
e, salendo, bagna con gocce di nebbia
le Betulle di Aberfeldy
V
I doni del Fato a caso cadono,
non hanno mai esaudito un mio desiderio,
così sarò sommamente benedetto dal tuo amore,
nelle betulle di Aberfeldy

NOTE
1) birks: birches. Il ritornello è per la verità un frammeno di una vecchia canzone
2) blinks: shines
3) braes: hillsides
4) lightsome: merry
5) hing: hang
6) shaws: woods
7) linns: waterfalls
8) burnie: stream
9) weets: wets

FONTI
http://wikilivres.ca/wiki/Songs_of_Robert_Burns/Now_simmer_blinks_on_flowry_braes
http://www.fourjandals.com/europe/walking-the-birks-of-aberfeldy-the-falls-of-moness-exploring-scotland/
http://www.walkhighlands.co.uk/perthshire/birks-of-aberfeldy.shtml
http://www.robroyway.com/birks.html
https://sites.google.com/a/music-of-robert-louis-stevenson.org/birks-of-aberfeldy/
http://tunearch.org/wiki/Birks_of_Abergeldie_(The)

ILLUSTRAZIONI:
Il dipinto della cascata: http://perthshire.blogspot.it/2007/09/falls-of-moness-aberfeldy-perthshire.html

LOCH TAY BOAT SONG

Iorram Loch Tatha è una slow air tradizionale arrangiata da Anne Campbell MacLeod mentre il testo è di Harold Boulton.

SIR HAROLD BOULTON

Sir Harold Boulton (1859 – 1935), inglese, eclettico personaggio dell’Ottocento, ricco imprenditore, filantropo, traduttore di canzoni in lingua gaelica ha curato “Songs of The North : Gathered Together from the Highlands and Lowlands of Scotland “, in 4 volumi (1885-1926), ma anche Songs of the Four Nations: A Collection of Old Songs of the People of England, Scotland, Ireland and Wales (1892) e Our National Songs (3 volumi, 1923-31). Ha scritto Songs Sung and Unsung (1894) oltre a vari libretti sempre sui canti della Scozia, ha scritto anche un poemetto in versi dal titolo The Huntress Hag of Blackwater: A Mediaeval Romance (Londra: Philip Allan, 1926).

Uomo del suo tempo era innamorato della Scozia e delle sue tradizioni popolari e ha scritto molte canzoni ambientate in quella terra, ricche di spunti propri della poesia romantica. Con un vezzo tipico degli scrittori del tempo (e dei pre-romantici con James MacPerson in testa) gioca sull’ambiguità della “traduzione del gaelico” di antichi canti popolari e la loro riscrittura o composizione ex-novo.

LA CANZONE DEL BARCAIOLO

Loch Tay Boat Song nel libro Songs of the North Vol III è definita con il sottotitolo in gaelico una Iorram del Lago Tay ossia una canzone ai remi. Non proprio una shanty song,  un “iorram” (pronuncia ir-ram) aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre. Il tempo è in 3/4 o 6/8: la prima battuta è molto accentuata e corrisponde alla fase in cui il remo è sollevato e portato in avanti, 2 e 3 sono il colpo all’indietro. Alcune di queste arie sono ancora suonate nelle isole Ebridi come valzer. La melodia è stata raccolta sul campo dalla voce della signora Cameron a Inverailort, nel distretto di Moidart, nel 1870

Qui però siamo nel Perthshire nel “cuore della Scozia” come è definita la sua più affascinante regione, nel placido lago Tay e nel tramonto della sera, un barcaiolo canta per la sua nighean ruadh, la ragazza dai capelli rossi che l’ha lasciato.

ASCOLTA Silly Wizard

ASCOLTA Paul McKenna

ASCOLTA Jeff Snow versione strumentale per chitarra


TESTO DI SIR HAROLD BOULTON
I
When I’ve done my work of day,
And I row my boat away,
Doon the waters o’ Loch Tay,
As the evening light is fading,
And I look upon Ben Lawers(1),
where the after glory glows,
And I think on two bright eyes,
And the melting mouth below.
II
She’s my beauteous nighean ruadh,
She’s my joy and sorrow too.
And although she is untrue,
Well I cannot live without her,
For my heart’s a boat in tow,
And I’d give the world to know
Why she means to let me to,
As I sing horee, horo.
III
Nighean ruadh your lovely hair,
Has more glamour I declare
Than all the tresses rare,
`Tween Killin and Aberfeldy(2).
Be they lint white, brown or gold,
Be they blacker than the sloe,
They are worth no more to me,
Than the melting flake o’ snow.
IV
Her eyes are like the gleam,
O’ the sunlight on the stream,
And the song the fairies sing,
Seems like songs she sings at milking(3)
But my heart is full of woe,
For last night she bade me go
and the tears begin to flow,
As I sing ho-ree, ho-ro.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Quando il mio giorno di lavoro è finito, remo con la mia barca lontano
sulle acque del Loch Tay
mentre la luce della sera svanisce,
e mi rivolgo verso Ben Lawers(1)
dove risplende l’ultimo chiarore
e sogno due occhi luminosi
e una bocca allegra sotto
II
Lei è la mia bella Ragazza dai capelli rossi, la mia gioia e anche il mio dolore
e sebbene insincera
non posso vivere senza di lei,
ma il mio cuore è una barca a traino
e darei il mondo per conoscere
perchè lei mi vuole lasciare,
mentre canto horee horo
III
Ragazza dai capelli rossi, i tuoi bei capelli sono i più seducenti, io proclamo,
di tutte le trecce belle
da Killin a Aberfeldy(2).
Siano argento, castano o oro
o che siano più nere del prugnolo,
valgono meno per me
di un fiocco di neve disciolto.
IV
Oh i suoi occhi sono come il bagliore
della luce del sole sul torrente,
e come le canzoni delle fate
sono le canzoni che lei canta alla mungitura(3), ma il mio cuore è pieno di dolore, perchè ieri sera lei mi ha lasciato e le lacrime cadono
mentre canto horee horo

NOTE
1) Ben Lowers: la più alta montagna del Perthshire
2) località intorno al lago Tay
3) la tradizione scozzese vanta una buon numero di canti in gaelico cantati durante la mungitura per tenere mansuete le mucche (vedi)

UNA VISITA AL LAGO TAY

Il Loch Tay è un lago che si estende tra i paesini di Killin e Kenmore, e la sua lunghezza è di 23 km. Con i suoi 150 metri di profondità è il sesto lago più profondo della Scozia e del Regno Unito. Il panorama migliore si gode dai due paesini citati in precedenza, dato che entrambe le rive sono fiancheggiate da catene montuose, tra cui spiccano le cime di Ben Lawers. A Killin, la vista è mozzafiato, infatti lì il lago si fonde con le rapide di Dochart, mentre Kenmore offre uno spettacolo più tranquillo e bellissimi tramonti. È un lago che nella regione del Perthshire offre una prospettiva e itinerari differenti da quelli più turistici attraverso le Highlands. (tratto da qui)

BICICLETTA.IT: Il Pertshire è una delle regioni più affascinati della Scozia. La faglia delle Highlands, formatasi durante l’era glaciale, la taglia in diagonale da ovest a est. A nord si trova la zona delle montagne e degli innumerevoli Lochs (laghi); a sud si trova invece una pianeggiante zona agricola. Questo significa che il paesaggio è sempre verdeggiante e ondulato, con molti punti panoramici. ‘Il cuore della Scozia’, ‘Il paese degli alberi giganteschi’ … se volete sapere perché la Scozia gode di tanta popolarità, dovete ritagliarvi un po’ di tempo per visitare queste regioni. I fiumi e i laghi tranquilli del Perthshire sono un’avventura indimenticabile. Caratteristiche di questo viaggio sono le piccole e attraenti cittadine, dove pace e relax regnano incontrastati, con colline ammantate di eriche, boschi aperti, ampie vallate, magnifiche spiagge sabbiose, pittoreschi villaggi di pescatori e numerose testimonianze del passato celtico e del presente innovatore. continua

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FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10153
http://thesession.org/tunes/9319/recordings