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THE ASH GROVE

Dal gaelico “Llwyn Onn”, diventato nella versione in inglese “The Ash Grove” è un brano tradizionale gallese dalla popolarissima melodia. (prima parte)

VERSIONI IN GALLESE: LLWYN ONN

La versione tradizionale è attribuita a John Ceiriog Hughes (1832-1887) poeta gallese e collezionista di melodie gallesi talvolta citato come il Robert Burns del Galles. La storia in due strofe descrive la tragica sorte di una nobile fanciulla e del suo meno nobile corteggiatore, sorpresi dal padre ad amoreggiare: cadono entrambi sotto la furia paterna, anche se la figlia viene apparentemente colpita per sbaglio. La fanciulla morente esclama di preferire la morte piuttosto che vivere senza l’amore!

ASCOLTA Katherine Jenkins 2004

ASCOLTA David Keith Jones in ‘British and Irish Bouquet’ 2011.

I
Ym Mhalas Llwyn Onn gynt
Fe drigai pendefig,
Efe oedd ysgwier
Ac arglwydd y wlad.
Ac iddo un eneth
A anwyd yn unig,
A hi ‘n ôl yr hanes
Oedd aeres ei thad.
Aeth cariad i’w gweled,
Yn lân yn phur lencyn,
Ond codai’r ysgwier
Yn afar ac erch
I saethu’r bachgennyn,
Ond gwyrodd ei linyn
A’i ergyd yn wyrgam
I fynwes ei ferch.
II
Rhy hwyr ydoedd galw
I saeth at y llinyn,
A’r llances yn marw
Yn welw a gwan.
Bygythiodd ei gleddyf,
Trwy galon y llencyn,
Ond ni redai cariad
Un fodfedd o’r fan.
Roedd Golud, ei “darpar,”
Yn hên ac anynad,
A geiriau diweddaf
Yr aeres hardd hon
Oedd “Gwell gennyf farw
Trwy ergyd fy nghariad
Na byw gyda Golud
Ym Mhalas Llwyn Onn.”
Tradotto dai Richard B Gillion 2008
I
In Ash Grove Palace
there once lived a nobleman,
He was Squire
and Lord of the land;
And he had
an only daughter dear,
And she, according to the story,
was her father’s heiress.
A lover went to see her,
a pure and upright youth,
But the squire arose
slowly and frightfully,
To shoot the lad,
but the string twisted,
And his shot went awry
into his daughter’s breast.
II
It was too late to recall
the shot to the string
With the lass dying
in bed and weak;
His sword threatened
through the lad’s heart,
But the lad would not run
an inch from the spot.
Wealth, her ‘intended’,
was old and petulant,
And the last words
of this beautiful heiress,
Were, ‘Better that I die
through the blow of my love
That to live with wealth
in Ash Grove Palace.’
TRADUZIONE ITALIANO
I
Nel Palazzo di Ash Grove
viveva un gentiluomo
con il titolo di capo
e signore della terra
e aveva
una sola cara figlia
che secondo la storia
era l’erede del padre.
Un innamorato la corteggiava
un serio giovane puro di cuore
ma il cavaliere si presentò
facendo piano e spietatamente
per uccidere il ragazzo,
ma la corda deviò
il colpo verso
il seno della fanciulla.
II
Era troppo tardi per riportare
indietro la freccia
e con la ragazza morente
e debole nel letto,
la sua spada affondò
nel cuore del ragazzo
che non ebbe scampo.
La ricchezza è
un padrone vecchio e petulante
e le ultime parole
di quella bella ereditiera
furono ” Meglio morire
per il colpo del mio amore
che vivere ricca
nel palazzo di Ash Grove”

CERDD DANT

Qui c’è un’interessante interpretazione di un Cerdd Dant una ipotesi di come poteva essere il canto bardico galleseCerdd Dant singing is one of Wales’ most unique musical traditions. it is basically the singing of poetry to the accompaniment of the Harp, traditionally the Harpist plays a set tune and the singer joins in half way through making up the melody as he goes whilst making sure to end the verse the same time as the Harp tune ends. This is a classic Cerdd Dant Harp tune – Llwyn Onn (The Ash Grove). The words are those of the 18th Century poet and playwright Twm o’r Nant” (tratto da qui) Probabilmente il testo è tratto da Gwaith Twm o’r Nant (The Works of Twm o’r Nant) pubblicato in due volumi (peccato che sia stato solo digitalizzato il secondo qui)

ASCOLTA Parti Cut Lloi (qui)

Forse ciò che resta della grande tradizione bardica gallese quando il bardo era poeta- arpista (arpa tripla) e componeva melodie adattandole alle poesie o adattava le poesie alle melodie della tradizione. Ben lungi dall’essere una forma elitaria il canto con l’arpa in Galles era diffuso tra la gente del popolo e si svolgevano spesso delle gare canore basate sulla capacità di improvvisazione poetica e armonica su una melodia data. Nasce così quella che oggi è diventata una precisa tecnica consistente nel “cantare” la poesia su una melodia suonata da un arpista. Chi canta attende alcune battute per poi accordare i suoi versi sulla melodia. Nell’Ottocento ci fu una sorta di codificazione di questa tecnica che sfociò in una guida alla cerdd dant pubblicata nel 1911 da Telynor Mawddwy (Dafydd Roberts 1879 -1958 , l’arpista cieco): Y Tant Aur. L’interesse su tale tecnica fu tale e i pareri discordanti che si finì con l’istituire una Cerdd Dant Society nel 1934. L’ultima imponente evoluzione della tecnica si è impressa nel manuale di Aled Lloyd Davies dal titolo Llawlyfr Gosod pubblicato nel 1983. Così facendo con l’intento di arricchire l’espressività musicale si è finito per perdere l’aspetto più estemporaneo e improvvisato dell’esibizione! (vedi)

La seconda versione sempre scritta da Talhaiarn è quella in cui un uomo probabilmente emigrato in America rimpiange la sua terra natia

Talhaiarn (John Jones, 1810-1870)
I
T’wyned yr haul ar
Aneddle fy mebyd,
Llawon a disglair fo
Bwthyn “Llwyn Onn”;
Anwyl i nghalon
Yw ty fy rhieni,
Nythle dedwyddyd
A haulwen fy mron;
Pell y trafeilinis
Dros donau yr eigion,
Gan adail fy rhiaint,
Fy ngheraint, a’m gwlad;
O na fai genyf
Chwim edyn y wennol,
Ehedwn yn ol at
Fy mam a fy nhad.
II
Blin yw fy yspryd
Pan fyddo yn huno,
Hiraeth a’m leinw
Fel tôn ar al tôn —
Llais hen gyfeillion
A glywaf mewn breuddwyd,
Gwelaf hwy’n chwareu
Wrth fwthyn “Llwyn Onn”;
Gwlyb yw fy ngruddiau
Wrth ddeffro bob boreu,
O Trwm yw fy nghalon,
A mawr yw fy nghlwyf:
Gofid a galar sy’n
Ysu fy nwyfron,
A dychwel i’m cartref
Nis gallaf byth mwy.
TRADUZIONE INGLESE
I
Shine, blessed sun,
On the home of my boyhood,
Bright be thy rays
On the ancient “Ash Grove”;
Dear to my heart is
The home of my parents,
Home of my infancy,
Home of my love;
Far, far away I have
Sailed o’er the ocean,
Still guided by fate
On the wings of unrest;
Oh! that I had the swift
Wings of the swallow,
To fly to my home,
To return to my nest.
II
Here in the night when
I’m sleeping and dreaming,
Far, far away in
The Land of the West;
Innocent friends of
My childhood surround me,
Visions of happiness
Lull me to rest:
Ah! when I wake with
A start in the morning,
Bedewed are my cheeks
As I silently mourn;
Longing for home and my
Youthful companions, —
How hopeless the wish!
I shall never return.

LE VERSIONI IN INGLESE

Una versione abbastanza nota è quella di Thomas Oliphant sempre pubblicata in “Welsh Melodies, With Welsh And English Poetry”: Oliphant era un musicista scozzese dalle versatili doti di paroliere noto per le sue “traduzioni” da altre lingue tra le quali il tedesco, il francese e l’italiano. Sulla scia della moda vittoriana di tradurre testi stranieri in inglese Oliphant mascherò le sue lacune interpretando liberamente i testi originali.
In questa versione un innamorato sconsolato piange la morte della sua cara seppellita in un bosco. Solo nelle ultime battute apprendiamo la morte della fanciulla amata.

ASCOLTA Steve Davislim (voce)+ Simone Young (piano) arrangiamento Benjamin Britten (1913-1976)

THOMAS OLIPHANT
I
Down yonder green valley
Where streamlets meander
When twilight is fading
I pensively rove;
Or at the bright noontide
In solitude wander
Amid the dark shades of
The lonely Ash Grove.
‘Twas there while the blackbird
Was joyfully singing
I first met my dear one,
The joy of my heart.
Around us for gladness
The bluebells were ringing.
Ah! Little thought I then
How soon we should part.
II
Still glows the bright sunshine
O’er valley and mountain,
Still warbles the blackbird
Its note from the tree;
Still trembles the moonbeam
On streamlet and fountain,
But what are the beauties
Of Nature to me?
With sorrow, deep sorrow,
My bosom is laden,
All day I go mourning
In search of my love;
Ye echoes, o tell me,
Where is the sweet maiden?
“She sleeps ‘neath the green turf
Down by the Ash Grove.”
TRADUZIONE ITALIANO
I
Per quella valle verde
dove serpeggiano i ruscelli,
mentre il crepuscolo svanisce,
vago pensieroso
oppure nel mezzogiorno luminoso in solitudine vago
tra le scure ombre
del solitario boschetto di frassini.
Fu lì mentre il merlo
cantava allegramente
che conobbi colei la cara,
la gioia del mio cuore;
intorno a noi per la gioia tintinnavano le campanule.
Ah! Non pensavo che allora
in breve ci saremmo separati.
II
Ancora brilla il sole luminoso
sulla valle e la montagna,
ancora gorgheggia il merlo
la sua melodia sull’albero,
ancora trema il raggio della luna
sul ruscello e la fontana,
ma quali sono le bellezze
della Natura per me?
Di dolore, grande dolore
il mio cuore è carico,
tutto il giorno vado lamentandomi in cerca del mio amore;
“tu eco, oh dimmi, dov’è la dolce fanciulla? ”
“Dorme sotto la verde zolla giù nel boschetto dei frassini”

Ma la versione più famosa divenne quella di John Oxenford (pubblicata in “Songs of Wales 1873) che si ispirò ai versi di Thomas Oliphant: qui il boschetto di frassini sembra diventare un cimitero dove giacciono tutte le persone care al protagonista forse ritornato in patria dopo tanti anni.

Per l’ascolto propongo tre versioni con tre diverse interpretazioni

ASCOLTA Nana Mouskouri in “Songs of the British Isles” 2008

ASCOLTA Laura Wright 2011 dalla voce d’angelo

ASCOLTA Blackmore’s Night in Dancer and the Moon 2013

JOHN OXENFORD
I
The ash grove how graceful,
how plainly ‘tis speaking
The harp through its playing has language for me.
Whenever the light through
its branches is breaking,
A host of kind faces
is gazing on me.
The friends from my childhood
again are before me
Each step wakes a memory
as freely I roam.
With soft whispers
laden the leaves rustle o’er me
The ash grove, the ash grove
again is my home.
II
Down yonder green valley
where stream lets meander
When twilight is fading
I pensively rove
Or at the bright noon tide
in solitude wander
Amid the dark shades
of the lonely ash grove.
‘Twas there while the black bird
was cheerfully singing
I first met that dear one
the joy of my heart
Around us for gladness
the blue bells were springing
The ash grove, the ash grove again is my home.
III
My lips smile no more,
my heart loses its lightness;
No dream of the future
my spirit can cheer.
I only can brood on the past
and its brightness
The dear ones I long for
again gather here.
From ev’ry dark nook
they press forward to meet me;
I lift up my eyes
to the broad leafy dome,
And others are there,
looking downward to greet me
The ash grove, the ash grove, again is my home.
With soft whispers laden its leaves rustle o’er me
The ash grove, the ash grove alone is my home
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Il boschetto di frassini mi parla
in modo poetico e franco
con una lingua
arpeggiata del vento;
ogni volta che filtra la luce
attraverso i suoi rami
una moltitudine di volti gentili
mi guardano,
gli amici della mia fanciullezza
mi sono di nuovo innanzi,
ogni passo risveglia il ricordo
mentre vago a caso,
con leggiadri sussurri,
dolenti le foglie frusciano
il boschetto di frassino, il boschetto di frassino è di nuovo la mia casa.
II
Per quella valle verde
dove il ruscello serpeggia,
mentre il crepuscolo svanisce,
vago pensieroso
oppure nel mezzogiorno luminoso
in solitudine vago
tra le scure ombre
del solitario boschetto di frassini.
Fu lì mentre il merlo
cantava allegramente
che conobbi lei la cara,
la gioia del mio cuore;
intorno a noi per la gioia
spuntarono le campanule,
il boschetto di frassino, il boschetto di frassino è di nuovo la mia casa.
III
Le mie labbra non sorridono più,
il mio cuore ha perso la sua leggerezza, nessun sogno del futuro
il mio spirito può rallegrare.
Posso solo rimuginare sul passato
e la sua luminosità,
i miei cari vorrei
di nuovo incontrare qui,
da ogni angolo buio
essi avanzano per incontrarmi;
alzo gli occhi
all’ampia cupola delle fronde
e gli altri sono qui,
che guardano verso il basso per salutarmi,
il boschetto dei frassini è di nuovo la mia casa.
con leggiadri sussurri,
dolenti le foglie frusciano
il boschetto di frassino, il boschetto di frassino è di nuovo la mia casa.

FONTI
https://archive.org/details/welshpoetryoldne00graviala http://tunearch.org/wiki/Annotation:Cease_Your_Funning_(1) http://tunearch.org/wiki/Constant_Billy
https://thesession.org/tunes/997 http://cerdd-dant.org/eng-y-dechreuadau.html http://www.musicanet.org/robokopp/welsh/theashgr.htm http://secondhandsongs.com/work/130560/all http://ingeb.org/songs/allhailt.html http://www.poemhunter.com/poem/the-ash-grove/

LAST ROSE OF SUMMER

Il brano è stato scritto dal poeta irlandese Thomas Moore e ha conosciuto una vasta notorietà sia nazionale che internazionale nel 1800.

ANALISI DEL TESTO

Thomas Moore scrisse la poesia “The Last Rose of Summer” nel 1805, dedicandola ad una rosa, l’ultima rimasta sullo stelo: sola e abbandonata, illanguidisce al calore morente dell’estate e la mano del poeta la sboccia, di modo che anche i suoi petali cadano, accanto a quelli delle sue compagne già sfiorite.

lastroseCosì il poeta raffronta l’anima del fiore con l’anima umana: anche l’uomo, solo, alla fine del suo cammino, senza più amore e amicizie, non ha più desiderio di continuare a vivere e vorrebbe che una mano pietosa lo ricongiungesse ai suoi affetti.

La poesia è stata messa in musica qualche anno più tardi da Sir John Stevenson, amico e collaboratore di Moore, adattando la melodia di un vecchio brano tradizionale irlandese “The Young Man’s Dream“, ripreso agli inizi dell’ottocento anche in “The Groves of Blarney“. Da un’altra fonte (vedi) si asserisce che la melodia è stata composta da Stevenson, ma a ben vedere, “The Young Man’s Dream” ha origini seicentesche o quantomeno risale a prima del 1789. Il brano compare quindi nella raccolta Irish Melodies (1815)

ASCOLTA  al pianoforte  Roy Neumann

La canzone ebbe all’epoca un enorme successo: “To our great-grandparents the Irish Melodies of Thomas Moore were as familiar as the songs of John Lennon, Bob Dylan or Bruce Springsteen today. During the nineteenth century a million and a half copies of the sheet music for ‘Tis the Last Rose of Summer were sold in the United States alone, making it one of the most popular songs ever written.” (James Flannery)

MARTHA

opera-marthaIl brano è stato reso famoso anche sul continente e in America dall’opera lirica “Martha” del compositore tedesco Friedrich von Flotow (Der Markt zu Richmond) rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1847 e nel 49 a Londra (e poi New York, Parigi).

The last rose of Summer” (in inglese nelle premier dell’opera e poi sempre in tedesco con il titolo Letzte Rose) è cantata nel II atto: all’epoca era consuetudine inserire arie popolari nelle opere come pezzi di bravura per soprano. Così grazie alla popolarità di “Martha” anche “The last rose of Summer” fu popolare fino alla seconda metà del 1900. Nel 1906 l’opera venne rappresentata a New York al Metropolitan Opera in italiano con il famoso tenore Enrico Caruso da cui la versione in italiano “Qui Sola Vergin Rosa“. Una copia cantata da Bessie Abott nel 1907 si trova anche nell’archivio del “Library of Congress
Nel contesto dell’opera “Martha” sono riportati solo le prime due strofe della poesia che diventa una poesia d’amore in cui l’amante coglie la rosa per portarla al suo petto. Quindi l’omaggio è alla donna più bella del giardino (verginea fanciulla che per la verità sta in po’ appassendo e rischiando di diventare zittella!) rimasta intatta per il poeta, che la coglie come primo e unico, appassionato, amante!

ASCOLTA Erna Berger soprano, direttore d’orchestra: Leo Blech, Orchester der Staatsoper Berlin

ASCOLTA Mafalda Favero “Te sola, vergin rosa”


LETZTE ROSE
I
Letzte Rose, wie magst du
So einsam hier blühn?
Deine freundlichen Schwestern
Sind längst, schon längst dahin.
Keine Blüte haucht Balsam
Mit labendem, labendem Duft,
Keine Blätter mehr flattern
In stürmischer Luft.
II
Warum blühst du so traurig
Im Garten allein?
Sollst im Tod mit den Schwestern,
Mit den Schwestern vereinigt sein.
Drum pflück ich, o Rose,
Vom Stamme, vom Stamme dich ab,
Sollst ruhen mir am Herzen
Und mit mir, ja mit mir im Grab.
Sollst ruhen mir am Herzen
Und mit mir, ja mit mir im Grab.

QUI SOLA VERGIN ROSA
I
Qui sola vergin Rosa,
come puoi tu fiorir?
Ancora mezzo ascosa,
e presso già a morir!
Non ha per te rugiade,
già colta sei dal gel!
Il capo tuo già cade,
chino sul verde stel.
II
Perche sola ignorata
languir nel tuo giardin?
Dal vento tormentata
in preda a un rio destin?
Sul cespite tremante
ti colgo giovin fior!
Su questo core amante,
cosi, morrai d’amor.
Su questo core amante,
cosi, morrai d’amor.

Le versioni in stile tradizionale sono però relativamente poche
ASCOLTA Clannad in Crann Ull 1980

Interessante la versione di Anuna con un’arpa angelica (c’è da dire che tutto il Cd è bellissimo, un pezzo di paradiso)
ASCOLTA Anuna in Invocation, 2002 (in versione integrale su Spotify qui) anche il testo è stato parzialmente riscritto su arrangiamento musicale di Michael McGlynn (vedi)

In genere il brano viene arrangiato in stile classico e operistico con voci soprano e più raramente cantato da tenori
ASCOLTA la versione inglese di Rita Streich, ha qualcosa di celestiale

ASCOLTA Andre Rieu e la sua orchestra, con uno strepitoso tin whistle a riaffermare le origini irlandesi del brano (la linea melodica del flauto richiama Danny Boy)
leggermente diversa nell’esecuzione live

e infine, per un over-dose di dolcezza, due voci da usignolo a confronto
ASCOLTA Méav in A Celtic Journey 2005,

ASCOLTA Laura Wright


POESIA DI THOMAS MOORE
I
‘Tis the last rose of Summer,
Left blooming alone;
All her lovely companions
Are faded and gone;
No flower of her kindred,
No rosebud is nigh,
To reflect back her blushes,
Or give sigh for sigh!
II
I’ll not leave thee, thou lone one,
To pine on the stem;
Since the lovely are sleeping,
Go sleep thou with them.
Thus kindly I scatter
Thy leaves o’er the bed
Where thy mates of the garden
Lie scentless and dead.
III
So soon may I follow,
When friendships decay,
And from Love’s shining circle
The gems drop away!
When true hearts lie withered,
And fond ones are flown,
Oh! who would inhabit
This bleak world alone?

Traduzione Italiano Tabitha Maggiotto
I
E’ l’ultima rosa d’estate,
lasciata fiorire da sola,
tutte le sue compagne
sono ormai appassite e andate,
nessun fiore della sua specie,
nessun bocciolo le si avvicina
per riflettere i suoi rossori
o per ricambiare i suoi sguardi.
II
Non ti lascerò sola
a languire sul tuo stelo,
ora le belle stanno dormendo,
vai a dormire con loro.
Quindi gentilmente spargo
le tue foglie sul letto
dove le tue compagne di giardino
giacciono senza profumo, morte.
III
Velocemente possa io seguire
quando le amicizie appassiranno
e dal luccicante cerchio d’amore
le gemme cadranno.
Quando i cuori puri giacciono avvizziti
e non ci saranno più cuori appassionati,
allora chi vorrebbe mai abitare,
solo, questo arido mondo?
L’ultima rosa dell’estate (traduzione di Mario Rapisardi)
I
Che fai, rosa deserta in su lo stelo,
Mandando effluvi al cielo?
Più il prato non s’infiora
Di tue compagne, che l’età scolora:
Nè fiore alcuno, ovunque il guardo giri,
Giunge a’ tuoi le sue tinte e i miei sospiri!
II
Ti lascerò da tutti abbandonata
Sul gambo relegata?
Oh, no. Pietoso invece io ti disfioro…
Raggiungi gli altri fior, dormi con loro!
Là, dove sparsi il prato
Morti li accoglie, t’è il dormir più grato.
III
Deh, ma potrò pur io morir repente,
Quando le gioie spente
D’ogni affetto gentil tutte saranno?
Quando dal luminoso
Astro i raggi d’amor s’oscureranno,
Potrò aver come te pronto riposo?
IV
Oh, allor che a’ sogni dell’april degli anni
Sieguono i disinganni…
Quando, d’amor ogni legame infranto,
Sol ci rimane il pianto…
Chi vuol, chi può restar deserto in questa
Tomba del nostro cor, landa funesta?

 

Ecco invece come un poeta contemporaneo reinterpreta testo ed atmosfera: il brano fa parte della commedia musicale ,”The Black Rider”, di Robert Wilson (1989), con libretto scritto da William Burroughs. La storia è basata su un racconto popolare tedesco/boemo, musicato già nel 1821 da Carl Maria von Weber col titolo “Der Freischütz”.
ASCOLTA Tom Waits


I love the way
The tattered clouds
Go wind across the sky
And summer goes
And leave me
With a tear in my eye
I’m taking out my winter clothes
My garden knows what’s wrong
The petals of my favorite rose
Be in the shadows dark and long
Though every year
It’s very clear
I should be used
To carrying on
But I can be found in the garden
Singing this song
When the last
Rose of summer is gone
traduzione italiano da qui
Mi piace il modo in cui
il vento soffia le nuvole sfilacciate attraverso il cielo
L’estate se ne va
e lascia
nel mio occhio una lacrima
Sto tirando fuori i vestiti invernali
il mio giardino sa cosa non va
I petali della mia rosa preferita
stan nelle ombre lunghe e scure
Sebbene ogni anno
sia ben chiaro
che dovrei
darmi da fare
Mi trovate qua nel giardino,
a cantar questa canzone
quando l’ultima
rosa dell’estate è andata

FONTI
http://voices.yahoo.com/the-history-last-rose-summer-7171510.html
http://www.aria-database.com/cgi-bin/aria-search.pl?composer=Friedrich+von+Flotow&a
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/OCon033.html
http://sniff.numachi.com/pages/tiYNGMNDR.html
http://www.folkworld.de/37/e/moore.html
http://retedue.rsi.ch/note/welcome.cfm?idg=0&ids=1298&idc=5770
http://wbyeats.files.wordpress.com/2010/04/or-t-moore-150410.pdf

ILLUSTRAZIONI
John William Waterhouse – My sweet rose

Martha
http://www.curtissvintageprints.com/antique-opera-print-martha-by-flotow/