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LAND OF THE LEAL

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La bella melodia che avevamo ascoltato in “Scots wha hae” la troviamo in questa canzone scritta da Lady Nairne (Caroline Oliphant) nel 1798: l’occasione era triste, la morte dell’unica figlia di una sua amica (Mrs. Archibald Campbell Colquhoun) e nella lettera di cordoglio Carolina include questa poesia consolatoria, “la Terra dei Beati” è il paradiso in cui adesso si trova la bimbetta circondata dagli angeli..
Si tratta di una melodia scozzese molto antica,  in “The Scottish Review,” Vol. 27 (1896) è detta “Hey Now The Day Dawes”  su di essa un autore anonimo ha scritto  le parole e così è diventata la canzone “Hey Tuttie Taitie” o “Hey Tuttie Tattie.” Robert Burns quando scrisse  “Scots Wha Hae” disse riguardo alla melodia “I have met the tradition universally over Scotland, and particularly about Stirling, in the neighbourhood of the scene, that this air was Robert the Bruce’s March at the battle of Bannockburn, which was fought in 1314.

La stesura di  Lady Nairne è stata ignorata per un bel po’ e la canzone ritenuta di anonimo o attribuita a Robert Burns finchè nel 1846  la sorella raccolse e pubblicò tutti i versi scritti  da Carolina in una raccolta dal titolo “Lays from Strathearn“. Ma naturalmente c’è chi continua a voler rivendicare la paternità a Robert Burns ritenendo la versione di Lady Nairne una “brutta copia”..

ASCOLTA Silly Wizard (voce Andy Stewart) live 1988 -con le note del violino di John Cunningham che ti cullano –

ASCOLTA Five Hand Reel

La versione è riportata in The Golden Treasury, 1875 (Francis T. Palgrave, ed. )

VERSIONE SILLY WIZARD
I’m wearin’ awa’(1), Jean(2)
Like snaw-wreaths in thaw, Jean,
I’m wearin’ awa’
To the land o’ the leal(3).
There ‘s nae sorrow there, Jean
There ‘s neither cauld nor care, Jean
The day is aye fair
In the land o’ the leal.
Ye aye were leal and true, Jean
Your task is ended noo, Jean
And I’ll welcome you
tae the Land o’ the Leal.
Our bonnie bairn(4)’s there, Jean
She was baith guid and fair, Jean
And oh, we grudged her sair,
tae the Land o’ the Leal.
So dry that tearful ee(5), Jean,
My soul longs tae be free, Jean
And angels wait on me in
the Land o’ the Leal,
So fare-thee-weel my ain Jean,
This world’s care is vain, Jean
We’ll meet and aye be fain(6),
in the Land o’ the Leal
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
Sto svanendo Jean (2)
come i cumuli di neve al disgelo, Jean
io svanisco
verso la Terra dei puri di cuore (3).
Non c’è dolore là, Jean
nè freddo nè affanni, Jean
il tempo è sempre bello
nella Terra dei puri di cuore.
Tu sempre leale e sincera, Jean
il tuo compito è finito ora, Jean
e sarai la benvenuta
nella Terra dei puri di cuore.
La nostra bella bambina è là, Jean
era così buona e bella, Jean
e oh abbiamo pianto la sua dipartita
nella Terra dei puri di cuore.
Così asciuga le lacrime, Jean
la mia anima anela di essere libera, Jean e gli angeli mi aspettano
nella Terra dei puri di cuore.
Così addio, mia Jean
gli affanni di questo mondo sono vani, Jean
ci incontreremo in nome dell’amore
nella Terra dei puri di cuore

NOTE
1) I’m fading away
2) il nome John venne sostituito con quello di Jean in un presunto riferimento autobiografico con la vita di Robert Burns. Così con il titolo “Burns’s Deathbed Song”, la canzone spunta  con una riscrittura nelle edizioni edimburghesi  dei lavori di Burns (di inizio ottocento) argomentando che il bardo l’avesse composta nel 1793, la Jean quindi non sarebbe altri che la moglie..
3) leal=loyal, faithful. Il temine loyal è propriamente giacobita. Così per un giacobita in esilio la terra descritta non è altro che la Scozia (o meglio le Highlands della Scozia) Una credenza antica, quella della Terra dei Beati, l’altro mondo celtico vedi
4) bairn=child
5) e’e=eye
6) fain= loving; si potrebbe anche tradurre come “we’ll be fine” 

Che la tradizione popolare si sia impossessata del brano è assiomatico poichè di esso esistono varie versioni testuali non completamente conformi alle stesure andate in stampa (ora sotto la firma di Lady Nairne oppure attribuite a Robert Burns)

ASCOLTA Pete & Heather Heywood 1974

VERSIONE  Lady Carolina Nairne (tratta da qui)

I
I’m wearin’ awa’, John;
Like snaw-wreaths in thaw, John
to the land o’ the leal.
There’s nae sorrow there, John;
There’s neither cauld nor care, John
The day is aye fair,
in the land o’ the leal.
II
Our bonnie bairnie’s there, John;
She was baith gude and fair, John
And oh! we grudg’d her sair
to the land o’ the leal.
But sorrow’s sel’ wears past, John;
And joys a comin’ fast, John
The joy that’s aye to last,
in the land o’ the leal
III
Sae dear ‘s the joy was bought, John,
Sae free the battle fought, John,
That sinfu’ man e’er brought
To the land o’ the leal.
O, dry your glistening e’e, John!
My saul langs to be free, John,
And angels beckon me
To the land o’ the leal.
IV
Oh! haud ye leal an’ true, John;
Your day it’s wearin thro’, John
An’ I’ll welcome you
to the land o’ the leal
Now fare ye weel, my ain John;
This warld’s care is vain, John
We’ll meet and aye be fain
in the land o’ the leal
Traduzione di Cattia Salto
Sto svanendo John
come i cumuli di neve al disgelo, John
verso la Terra dei puri di cuore.
Non c’è dolore là, John
nè freddo nè affanni, John
il tempo è sempre bello,
nella Terra dei puri di cuore.
II
La nostra bella bambina è là, John
era così buona e bella, John
e oh abbiamo pianto la sua dipartita
nella Terra dei puri di cuore.
Ma il dolore appartiene al passato, John
e la gioia è presto in arrivo, John
la gioia che è sempre eterna
nella Terra dei puri di cuore.
III
Così cara è la gioia che è stata conquistata, così libera la battaglia combattuta, che l’uomo che ha peccato mai andrà nella Terra dei puri di cuore.
Così asciuga le lacrime, John
la mia anima anela di essere libera, John
e gli angeli mi chiamano
nella Terra dei puri di cuore.
IV
Oh! Resta leale e sincero, John
i tuoi giorni stanno svanendo, Johyn
e ti saluterò
nella terra dei puri di cuore
Così addio, mio John
gli affanni di questo mondo sono vani, John
ci incontreremo e staremo bene
nella Terra dei puri di cuore

TRADUZIONE INGLESE
I’m fading away, John
Like snowdrift during thaw, John,
I’m fading away
To the land of the loyal.
There’s no sorrow there, John,
There’s neither cold nor care, John,
The weather is always fine
In the land of the loyal.
Our lovely child is there, John,
She was both good and fair, John;
And – o! – we hated to see her go
To the land of the loyal.

But sorrow itself will pass, John,
And joy will come fast, John,
The joy that will last forever
In the land of the loyal.
So dear is the joy that’s been bought, John,
So free the battle fought, John,
That sinful man ever brought
To the land of the loyal.
O, dry your glistening eyes, John!
My soul longs to be free, John,
And angels beckon me
To the land of the loyal.
O, remain loyal and honest, John!
Your days are passing by, John,
And I’ll welcome you
To the land of the loyal.
Now fare thee well, my own John,
This world’s cares are vain, John,
We’ll meet, and we’ll be fine,
In the land of the loyal.

E quando ascolto questa canzone mi sorge spontanea un’associazione con un’altra altrettanto straziante canzone (ma molto più “internazionale”):”Tears in Heaven” di Eric Clapton scritta dedicandola al figlio piccolo, morto per una disattenzione dei suoi genitori; caduto in volo dall’alto della torre dorata nel quale viveva (insieme a dei genitori per la maggior parte del tempo strafatti)


I
Would you know my name(1)
if I saw you in heaven?
Would it be the same
if I saw you in heaven?
II
I must be strong
and carry on
‘Cause I know
I don’t belong here in heaven
III
Would you hold my hand
if I saw you in heaven?
Would you help me stand
if I saw you in heaven?
IV
I’ll find my way
through night and day
‘Cause I know
I just can’t stay here in heaven
V
Time can bring you down;
time can bend your knees
Time can break your heart,
have you begging please, begging please
IV
Beyond the door
there’s peace I’m sure
And I know there’ll be
no more tears in heaven

TRADUZIONE ITALIANO (tratta da qui)
Ti ricorderesti di me
se ti vedessi in Paradiso?
Sarebbe lo stesso
se ti vedessi in Paradiso?

Devo essere forte
ed andare avanti
perché lo so,
io non appartengo qui, al Paradiso

Mi terresti la mano
se ti vedessi in Paradiso?
Mi aiuteresti a stare in piedi
se ti vedessi in Paradiso?

Troverò la mia via
tra la notte e il giorno
Perché lo so,
io non posso restare qui, in Paradiso

Il tempo può buttarti giù;
il tempo può piegarti le ginocchia
Il tempo può spezzarti il cuore,
farti implorare pietà, implorare pietà

Oltre la porta
c’è pace ne sono sicuro
e lo so, non ci saranno
più lacrime in Paradiso

NOTE
1) ho preferito tradurre così la frase “Ricorderesti il mio nome”

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/scotswha.htm
http://www.rampantscotland.com/poetry/blpoems_leal.htm
http://www.electricscotland.com/burns/ExtractedLandOLeal.pdf
http://www.darachweb.net/SongLyrics/LandOTheLeal.html
http://www.bartleby.com/106/157.html

WILL YE NO’ COME BACK AGAIN?

attesa- Edmund-Blair-LeightonLa poesia, originariamente scritta dalla irriducibilmente filo-giacobita Carolina Oliphant (Lady Nairne 1766-1845), ma a volte erroneamente attribuita a Robert Burns, è una nostalgica evocazione di un tempo che non sarà più e, spogliata dalle sue aspirazioni politiche, è spesso utilizzata come canto dell’addio (come l’altrettanto famosa Auld Lang Shine vedi).

Il “Bonnie Charlie” della canzone è il Bel Carletto ovvero il “giovane” e ultimo pretendente Stuart al trono di Scozia, così in chiave politica la canzone è diventata sinonimo di desiderio d’indipendenza e “inno” del movimento nazionalista scozzese. Tutte queste versioni sono state scritte quando Charles Stuart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi.
La canzone è molto più tarda rispetto agli avvenimenti descritti, e di solito oggi vengono cantate solo tre strofe rispetto alle sette originarie.

GUIDA ALL’ASCOLTO: WILL YE NO’ COME BACK AGAIN

Su di un’aria tradizionale (attribuita a Niel Gow junior -1795-1823), la melodia è famosa come marcia suonata ovviamente dalle cornamuse scozzesi. E’ anche una scottish country dance (vedi)
ASCOLTA cornamuse e tamburi
ma può essere un lament

ASCOLTA Ewan MacColl & Peggy Seeger (strofe I, IIA, IIIA )
ASCOLTA North Sea Gas in un delicato arrangiamento (strofe I, IIB, IIIB )

ASCOLTA Gaberlunzie (strofe I, IIB, IV, IIIB )
ASCOLTA Real McKenzies in una versione rock alla Pouges (strofe I, IV) – non proprio nelle mie corde
I
Bonnie Charlie’s now awa’(1),
Safely o’er the friendly main,
Mony a heart will brak in twa’
Should he no’ cam back again.
Refrain:
Will ye no’ cam back again?(2)
Will ye no cam back again?
Better lov’d ye canna be,
Will ye no cam back again?

IIA
Mony a traitor ‘mang the isles
Brak the band o’ nature’s laws; Mony a traitor wi’ his wiles
Sought to gi’ his life awa’
IIIA
Mony a gallant sodger faught,
Mony a gallant chief did fa’,
Death itself was dearly bought
A’ for scotland’s king and law.
IIB
English bribes were a’ in vain
An’ e’en tho puirer we may be
Siller canna buy the heart
That beats aye for thine and thee.
IIIB
Sweet’s the laverock’s note and lang,
Liltin’ wildly up the glen,
But aye to me he sings ane sang,
Will ye no come back again?

IV
Ye trusted in your Hielan men,
They trusted you dear Charlie!
They kent your hiding in the glen,
Death and exile braving.

NOTE
1) dopo la sconfitta di Culloden (1746) il Bonnie Prince, allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa. Il bel Carletto fuggì dalla Scozia in modo rocambolesco e si rifugiò in Francia continua
2) il Bonny Prince è diventato nell’immaginario giacobita un re dormiente novello Artù pronto a ritornare al momento del bisogno per combattere nella battaglia a fianco degli Scozzesi contro i “Nemici”..

TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
I
Il Bel Carlo se n’è andato, (1)
al sicuro, al di là dello Stretto amico;
molti cuori si infrangeranno
se tu non dovessi tornare mai più.
RITORNELLO
Tornerai o non tornerai?(2)
Più amato non potresti essere,
un giorno tornerai ancora?

IIA
Molti traditori fra le isole,
infransero la legge della natura,
molti traditori con l’inganno,
cercarono di vendere la sua vita.
IIIA
Molti soldati coraggiosi si sono battuti, molti prìncipi valenti sono caduti,
anche la morte è stata comprata a caro prezzo, tutto per il re e la giustizia della Scozia.
IIB
La corruzione degli inglesi fu del tutto inutile e noi possiamo essere più puri,
i più sciocchi non possono comprare
il cuore che batte forte per i tuoi e te
IIIB
Dolce è il canto dell’allodola
che si innalza libero sulla valle
e canta per me una canzone:
un giorno tornerai ancora?”

IV
Contavi sui tuoi uomini delle Highland,
loro si fidavano di te caro Carlo,
essi conoscevano il tuo nascondiglio nella valle,
morte e esilio ai coraggiosi

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/willyeno.htm
http://ontanomagico.altervista.org/charlie.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/bio/nairnela.html http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ primary/genericcontent_tcm4554478.asp
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/175.html http://bardbook.flame.org/songs/739

CHARLIE, HE’S MY DARLING

Canto ironico legato all’ultima rivolta giacobita capeggiata dall’ultimo pretendente cattolico al trono d’Inghilterra, il principe Carlo Edoardo Stewart (1729-1788) amato dagli Scozzesi come il “Bonnie Prince Charlie“. Il “Bel Carletto” fu l’ultimo della dinastia Stuart a rivendicare il tono di Scozia e Inghilterra. I sostenitori della rivolta si chiamarono giacobiti, perchè sostenitori di re Giacomo II d’Inghilterra deposto nel 1688, quando fu sostituito dalla figlia Maria II d’Inghilterra insieme al marito e primo cugino Guglielmo III d’Inghilterra (l’annosa disputa tra Cattolici e Protestanti!). continua

Lost_Portrait_of_Charles_Edward_StuartIL BEL CARLETTO

Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands!
Cresciuto in pratica a Roma sotto l’ala del Papa, in un primo tempo venne spedito dal padre Giacomo a Parigi “per farsi una posizione” a Corte, sfruttando la parentela con il re di Francia. Eppure Luigi non ne voleva proprio sapere del suo parente povero e si rifiutò di riceverlo a Corte; così Charlie visse a Parigi snobbato dalla nobiltà e in perenne ricerca di finanziatori disposti a rischiare i quattrini per il suo tentativo di restaurazione sul trono (per la verità era anche un assiduo frequentatore di taverne). A Parigi ebbe come amante Marie Louise de La Tour (già maritata con il Duca di Montbazon) dalla quale pare abbia avuto un figlio.

Tra le lamentele del conte di Mar (esule in Francia dopo la figuraccia di Sheriffmuir) sul carattere del principe, oltre alla sua eccessiva predilezione per il bere, c’erano anche i modi sgarbati verso i suoi seguaci e il suo chiacchierare a vanvera; ma evidentemente il “Bel Carletto” non doveva essere poi così inconcludente, se alla fine produsse una Dichiarazione di Accordo con la quale rivendicava i propri diritti al trono della Gran Bretagna, sotto firmata dai capi clan scozzesi leali alla causa giacobita: Clanranald e Glengarry, Stewart di Appin, Alexander MacDonald di Keppoch, Angus MacDonald di Scotus. Indubbiamente ci furono in ballo questioni d’onore e giuramenti di fedeltà al padre e al nonno, più che un’affezione particolare per il Giovane Pretendete; inoltre non era insolito per molti clan tenere i piedi in due scarpe ed avere così qualche parente stretto a combattere nello schieramento opposto.

IL GIALLO DEL RITRATTO
Ma qual'era il volto del bel Carletto?
Spesso si tende a dimenticare che Carlo aveva un fratello prete (Enrico Benedetto) e i due si assomigliavano, così il ritratto del fratello Enrico in armatura militare di quando prestava servizio nell'esercito francese, è finito tra le biografie ufficiali del Bel Principe!!

LA CAMPAGNA MILITARE

Il venticinquenne Charles sbarcò insieme a sette compagni sull’isola di Eriskay e una manciata di spade, poi si spostò verso Glenfinnan e restò in attesa che i clan arrivassero!
La sua campagna militare fu piuttosto caotica e inizialmente baciata dalla fortuna che gli regalò una serie di facili vittorie come la battaglia di Prestonpans, la quale gli aprì le porte della città di Edimburgo (ma con gli inglesi asserragliati nel Castello) dove si auto-proclamò re. E poi invece di aspettare che passasse l’inverno seguendo i consigli dei suoi generali di ritirarsi verso le Highlands, Charles ebbe la bella pensata di invadere l’Inghilterra.
Ma poi a Dicembre inoltrato quando l’esercito delle Highlands si trovava a Derby (a causa delle numerose defezioni e della scarsa adesione dei suoi “sudditi” delle Lowlands) ci fu il dietro front.

CHARLIE IS MY DARLING

75241561_3Robert Burns nel 1794 ha riportato in forma ridotta una street ballad risalente all’anno 1745,  con una melodia composta per l’occasione, o quantomeno arrangiata da Stephen Clarke, per la pubblicazione sullo Scots Musical Museum

Una versione più “patriottica” è quella riportata da James Hoggs (1812) il quale credeva che la versione di Burns fosse quella tradizionale; Hoggs riscrisse in parte il testo sottotitolando la sua versione come “Moderna”.

In Burns Charlie è un vigoroso amante, oltre che valoroso combattente, e viene descritto mentre si dedica ad un’avventura amorosa, attratto dalla bellezza di una fanciulla affacciata alla finestra (presumibilmente per acclamarlo mentre sfilava trionfante per le vie della cittadina). Tanto testosterone sprizza anche dai suoi uomini, pronti a sverginare ogni pastorella incontrata per i campi (nel rapporto è implicito il consenso femminile, così come la fanciulla “cittadina” è ben disposta ad aprire la porta al “Bonnie Prince”)

Anche Lady Nairne (Carolina Oliphant 1766-1845) riscrive le strofe della canzone, ed estende l’ammirazione per Charlie a tutti i suoi fedeli sostenitori armati, sublimando l’attrazione erotica verso il Bel Carletto in fede patriottica. O così almeno commentano i critici (e chissà perchè quando è una donna ad essere sfegatatamente patriottica la si taccia di isteria!)

Tutte queste versioni sono state scritte quando Charles Stewart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi. Una comparazione tra le tre stesure qui

Oggi prevale la versione ironica di Burns per quel suo piccante ammiccamento all’ “All in his Highland dress” che allude alle parti intime del “Bel Carletto” lasciate “all’aria” sotto il kilt scozzese. [Le recenti ricerche pubblicate sullo Scottish Medical Journal confermano che gli uomini che indossano il kilt in modo tradizionale (cioè senza mutande) sono più fertili!]

ASCOLTA Eddi Reader

VERSIONE ROBERT BURNS 1794/1796
Chorus.
An’ Charlie, he’s my darling,
My darling, my darling,
Charlie, he’s my darling,
The young Chevalier.
I
‘Twas on a Monday morning,
Right early in the year,
That Charlie came to our town,
The young Chevalier.
II
As he was walking up the street,
The city for to view,
O there he spied a bonie lass
The window looking through,
III
Sae light’s he jumped up the stair,
And tirl’d(1) at the pin(2);
And wha sae ready as hersel’
To let the laddie in.
IV
He set his Jenny on his knee,
All in his Highland dress;
For brawly weel(3) he ken’d(4) the way
To please a bonie lass.
V
It’s up yon heathery mountain,
An’ down yon scroggie(5) glen,
We daur na(6) gang a milking(7),
For Charlie and his men.

TRADUZIONE ITALIANO (dal WEB)
Chorus.
Charlie è il mio caro,
il mio caro,
Charlie è il mio caro,
il giovane Cavaliere.
I
Era un lunedì mattina ,
piuttosto presto nell’anno,
che Charlie venne nella nostra città,
il giovane Cavaliere.
II
Mentre camminava per la strada,
per visitare la città,
vide una bella ragazza
affacciata alla finestra,
III
Come un lampo saltò su per le scale,
e suonò il campanello;
e anche lei prontamente
fece entrare il ragazzo.
IV
Prese Jenny sulle ginocchia,
tutto vestito da scozzese;
lui ci sapeva fare molto bene,
per compiacere a una bella ragazza.
V
Su per le montagne d’erica,
e giù per la valle cespugliosa,
non osiamo andare a mungere,
a causa di Charlie e i suoi uomini,

NOTE
1) tirl’d = rattled
2) pin = door latch
3) brawlie weel = very well
4) kened = knew, understood
5) scroggy = hilled slopes covered in brush
6) daurna = dare not
7) nelle ballate scozzesi le ragazze mandate sole alla mungitura negli alpeggi perdevano facilmente la verginità

LA FUGA

Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.. continua

LA VECCHIAIA

Charles_Edward_Stuart_(1775)L’Alfieri ce lo descrive come “irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito” (ma doveva avere il dente avvelenato essendo stato per anni l’amante della molto più giovane e bella moglie Luisa di Stolberg-Gedern contessa d’Albany). Il Principe sempre più amareggiato e dedito all’alcol, morì a Roma il 31 gennaio 1788 (abbandonato anche dalla moglie quattro anni prima).

Così lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson mise in bocca a Charlie vecchio e disfatto nel suo esilio “dorato” tra Roma e Firenze i versi di una popolare canzone The Skye boat song

Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://ontanomagico.altervista.org/charlie.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/charlie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27601
http://chrsouchon.free.fr/ocharlie.htm
http://www.jstor.org/discover/10.2307/25517716?uid=3738296&uid=2129&uid=2&uid=70&uid=4&sid=21102306474941