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LA PESCA DELL’ANELLO

Classificata nel genere dell’iniziazione all’amore abbinato in accoppiata con le “Imprese impossibili” una barcarola popolare dall’Italia (vi sono centinaia di versioni in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia) dal titolo “La pesca dell’anello
Costantino Nigra (n. 66) distingue la serie lieta delle barcarole italiane dalla serie dolente delle barcarole francesi. Nella prima l’anello viene ripescato dal marinaio (o pescatore) che chiederà in cambio un bacio alla donna; nella seconda il pescatore annega nel mare. Quest’ultima forma presenta un’analogia tematica con la leggenda dell’uomo-pesce, diffusa nell’Italia meridionale anche con il nome di Nicola-Pesce detto Cola-Pesce. La leggenda narra infatti la morte in mare dell’uomo-pesce dopo essersi tuffato per riportare al re Federico II di Sicilia una coppa d’oro, o in altri casi una palla di cannone.  [Nigra 1888]. (tratto da qui)

Secondo M. Dazzi, l’origine di questo canto va ricercata in “Le son tre fantinelle, tutte tre da maridar” e in “E mi levai d’una bella mattina” risalenti al ‘500. Il motivo delle tre sorelle in attesa di scoprire l’amore sulla riva del mare è coevo alla poesia provenzale del XII o XIII secolo dal titolo “Trois sereurs seur rive mer | chantent cler” (“Tre sorelle sulla riva del mare | cantano con voci chiare”) [cfr. A. Roncaglia, Poesia dell’età cortese, Milano 1961, p. 422]  (e anche qui)
Nella maggior parte dei casi le varianti della canzone si presentano con un ritornello caratteristico dopo il primo verso della strofa come ad esempio nella versione romagnola “Rama di rosa e campo di fior”

Per una disamina puntuale  della ballata nelle sue versioni diffuse per tutt’Italia nelle sue implicazioni e significati
ASCOLTA RaiTeche qui

ASCOLTA Fabrizio Poggi e Turututela

In questa versione Poggi vuole recuperare il finale triste della lezione francese, ma invece di far morire il pescatore fa morire la fanciulla, contaminando il finale con versi altrettanto popolari sulla scia del Fiore di Tomba.

LA VERSIONE CABARETTISTICA

Più comunemente nota come “La Bella la va al fosso” la versione lombarda viene dal gruppo dei Gufi e dal mondo del varietà: nel ritornello si evidenziano le verdure a foglia verde primaverili: rapanelli, rafani (remolazz= remolacci dallo spagnolo “remolacha” radici bianche a forma di carota, simili alle rape) , barbabietole e spinaci. Nelle ballate antiche (e non solo di quelle in lingua inglese)  non sono insoliti ritornelli su fiori,  erbe e piante, forse il più famoso è quel “prezzemolo, salvia, rosmarino e timo” (in inglese Parsley, sage, rosemary and thyme) che nella versione di Simon & Garfunkel divenne il tormentone musicale sul finire degli anni sessanta. (vedi) L’aggiunta di erbe, verdure, fiori nel ritornello annunciava al pubblico l’ascolto di una storia “piccante” ovvero a sfondo erotico con significati più o meno nascosti. Il pubblico così era avvisato che le parole e le frasi avevano dei doppi sensi.
La versione dei Gufi ritrae una procace lavandaia che sebbene abbia un anello al dito (presumibilmente di fidanzamento o un pegno d’amore) non ci pensa due volte a promettere al pescatore galante un incontro in camporella in cambio del ripescaggio dell’anello perduto mentre lavava.

ASCOLTA I Gufi

ASCOLTA I Girasoli un po’ swing

Struttura
La bella la va al fosso
ravanej remolazz
barbabietol e spinazz
trii palanch al mazz
la bella la va a l fosso
al fosso a resentar
e al fosso a resentar.

La bella la va al fosso
al fosso a resentar
Intant che la resenta
la gh’e cascaa 1’anell
La svalza gli occhi al cielo
la vede il ciel seren
La sbassa gli occhi all’onda
la vede un pescator
“Oh pescator dell’onda
pescatemi 1’anell
E quand 1’avrai pescato
un regalo ti farò
Andrem lassù sui monti
sui monti a far 1’amor
La bella va al ruscello
per sciacquare (i panni)
e intanto che lava
le cade l’anello.
Alza gli occhi al cielo
e vede sereno
abbassa gli occhi all’onda
e vede un pescatore
“Oh pescatore dell’onda
pescami l’anello
e quando l’avrai pescato
ti darò un regalo
andremo sui monti
sui monti a fare all’amore”

Per le ramificazioni della ballata in Sicilia vedasi Sergio Bonanzinga, “La “ballata” e la “storia”: canti narrativi tra Piemonte e Sicilia, in Costantino Nigra etnologo. Le opere e i giorni”, Torino : Omega Edizioni qui

ASCOLTA La Macina e la versione marchigiana, con un bell’arrangiamento a valzer lento


C’erano tre sorelle
e tutte e tre d’amor.
Ninetta è la più bella
si mise a navigar.
Dal navigar che fece
l’anello gli cascò.
Alzando gli occhi al cielo
lei vide un pescator.
Bel pescator dell’onde
venitemi a pescà
Cosa t’ho da pescare,
l’anello mi cascò
Se io te lo ritrovo,
che cosa mi darè
Vi darò cento scudi,
e borsa di lamè (ricamà)
Non voglio 100 scudi
né borsa di lamè
Solo un bacin d’amore
se tu me lo vuoi dar
Ci bacerem di notte
la luna le stelle la spia non la fa’
Traduzione inglese (da qui)
There were three sisters,
and all three made for love
Ninette is the most beautiful,
she began to sail
For the long sailing she did,
her ring fell down
Looking up to heaven,
She saw a fisherman
Handsome fisherman of the waves,
come to fish for me
What shall I catch for you,
The ring that fell from me
If I find it,
what will you give me?
I’ll give you a hundred crowns,
and bag of lame
I do not want a hundred crowns,
nor bag of lame
Only a kiss of love
if you want to give it to me
We’ll kiss at night,
the moon, the stars will not betray us

continua

FONTI
http://www.italyheritage.com/italian-songs/regional/toscana/la-pesca-dell-anello.htm
http://www.labissa.com/ciciarade-insubri/item/12180-una-celebre-canzone-popolare-lombarda-la-bella-la-va-al-fosso
http://www.museosanmichele.it/apto/schede/la-pesca-dellanello-4/
http://www.teche.rai.it/1959/01/antiche-canzoni-epico-liriche-italiane-la-pesca-dellanello/

LA RAGAZZA GUERRIERA

“Jackaroe ” è un’appalachian ballad dalle origini sconosciute arrivata in America con gli emigranti irlandesi e scozzesi e rimasta intatta in un’enclave culturale racchiusa come quella dei coloni montanari (vedi). Appare in stampa in epoca più recente nella raccolta English Folk Songs From the Southern Appalachians (1917)  di Olive Dame Campbell e Cecil Sharp.

Tratta un tema non proprio insolito nelle ballate popolari d’Europa: quello della donna che si traveste da uomo per affrontare le avversità della vita o per inseguire l’innamorato partito per la guerra (vedi cross-dressing ballad) o per mare, come pure tante ballate sulla donna guerriero che al momento della separazione dal fidanzato in procinto di partire per la guerra, proclama di volersi travestire da soldato per stare al suo fianco. Un modello riportato anche nella tradizione popolare italiana con il titolo di “La ragazza guerriera”.

TITOLI: Jack Monroe”, “Jack Munro,” “Jackie Monroe,” “Jack-A-Roe,” “Jackaroe,” “Jackaro,” “Jackie Frazier,” “Jack the Sailor,” “Jack Went A-Sailing,” “The Love of Polly and Jack Monroe,”

ASCOLTA Bob Dylan (live 1993)

ASCOLTA Grateful Dead

ASCOLTA Wendy Lewis & Steve Gilbert


There was a wealthy merchant,
in London he did dwell
He had a lovely daughter,
the truth to you I’ll tell.
She had sweethearts a-plenty,
and men of high degree
If none but Jack the Sailor,
her true lover could be.
(“Daughter, oh daughter,
your body I will confine
If none but Jack the Sailor,
would ever suit your mind”
“This body you imprison,
my heart you can’t confine
If none but Jack the Sailor,
would have this heart of mine”)**
Jackie’s gone a-sailing,
with trouble on his mind
To leave his native country,
his darling girl behind.
She went into the tailor,
and dressed in man’s array
And step on board a vessel,
convey herself away
“Before you step on board Sir,
your name I’d like to know”
She smiled all her countenance,
“They call me Jack-A-Row,”
“Your waist is light and slender,
your fingers neat and small
Your cheeks too red and rosy,
to face the cannonball”
“I know my waist is slender,
my fingers they are small
It would not make me tremble,
to see ten thousand fall”
The war soon being over,
she went and looked around
Among the dead and wounded,
her darling boy she found.
She picked him up on her arms,
and carried him to town
And sent for her physician,
to quickly heal his wounds.
This couple they got married,
so well did they agree
This couple they got married,
so why not you and me?
Tradotto da Alberto Tiraferri*
C’era un ricco mercante
che abitava a Londra,
aveva un amore di figlia,
vi dirò la verità.
Aveva un sacco di spasimanti,
uomini di alto rango
ma non c’era che Jack il marinaio
che poteva essere il suo solo amore.
(“Figlia, o figlia
ti terrò confinata
se nessuna altro che Jack il marinaio
sarà nei tuoi pensieri

Hai imprigionato il mio corpo,
ma non puoi confinare il mio cuore
e nessun altro che Jack il marinaio
potrà avere il mio cuore)**
Ora Jackie se n’è andato per mare
con l’animo tormentato,
a lasciare il paese natio
e la ragazza che ama.
Lei andò da un sarto
ad acconciarsi con abiti maschili,
e salì a bordo di un vascello
per mettersi in viaggio
Prima che saliate a bordo, signore,
vorrei sapere il vostro nome.”
Lei sorrise con tutto il viso,
Mi chiamano Jackaroe“.
La vostra vita è fragile e snella,
le vostre dita son piccole e delicate,
le vostre gote troppo rosse e colorite
per affrontare le palle di cannone.
Lo so che la mia vita è snella,
che le mie dita sono piccole e delicate,
ma non tremerei a veder cadere diecimila uomini.
Presto finita la guerra,
cercò dappertutto,
e tra i morti ed i morenti
trovò il suo amato ragazzo
Lo tirò su con le sue braccia
e lo portò in città,
e fece chiamare un medico
che gli guarì presto le ferite
Questa coppia si sposò,
stavano così bene insieme,
questa coppia si sposò,
perché no dunque tu e io?

*dal volume “Joan Baez, Ballate e folksongs”Newton Compton Editori, Roma 1977
** strofa aggiuntiva

LE VERSIONI PIEMONTESI: LA RAGAZZA GUERRIERA

La versione è nota anche come ‘E l’han taglià i suoi biondi capelli’,  ed è ambientata nella I guerra mondiale: la ragazza si traveste da soldato e supera le prove del tenente sospettoso. E’ certamente una rielaborazione di una antica ballata diffusa in tutta l’Italia settentrionale (dal Piemonte alla Lombardia) che Costantino Nigra classifica al numero 48. Varie versioni della ballata si ritrova anche nella tradizione popolare dell’Italia centrale

E l’ha tagliaa i suoi biondi capelli
la si veste da militar
lee la monta sul cavallo
verso il Piave la se ne va.
Quand fu giunta in riva al Piave
d’on tenente si l’ha incontraa
rassomigli a una donzella
fidanzata di un mio soldà.
‘Na donzella io non sono
nè l’amante di un suo soldà
sono un povero coscritto
dal governo son staa richiamaa.
Il tenente la prese per mano
la condusse in mezzo ai fior
e se lei sarà una donna
la mi coglierà i miglior.
I soldati che vanno alla guerra
non raccolgono mai dei fior
ma han soltanto la baionetta
per combatter l’imperator.
Il tenente la prese per mano
la condusse in riva al mar
e se lei sarà una donna
la si laverà le man.
I soldati che vanno alla guerra
non si lavano mai le man
ma soltanto una qualche volta
con il sangue dei cristian.
Il tenente la prese per mano
e poi la condusse a dormir
ma se lei sarà una donna
la dirà che non può venir.
I soldati che vanno alla guerra
lor non vanno mai a dormir
ma stan sempre su l’attenti
se l’attacco lor vedon venir.
Suo papà l’era alla porta
e sua mamma l’era al balcon
per vedere la sua figlia
che ritorna dal battaglion.
L’è tre anni che faccio il soldato
sempre a fianco del mio primo amor
verginella ero prima
verginella io sono ancor.

LA VERGINE GUERRIERA

BritomartLa ragazza si offre al posto del padre/fratello per andare in guerra, un ribaltamento dei ruoli che non si spiega facilmente all’interno di una mentalità conservatrice come quella popolare in cui è l’uomo a fare la guerra perchè più forte.
La figura della donna-guerriera  appartiene però all’immaginario archetipo corrispondente alla femmina adolescente forte e coraggiosa che non perde la sua femminilità, anzi la preserva per l’uomo che riuscirà a sposarla (in genere dopo aver superato alcune prove). Non a caso in alcune versioni piemontesi della ballata si sottolinea la verginità della ragazza che resta tale pur a stretto contatto con il mondo maschile.

ASCOLTA Dòna Bèla, formazione piemontese/provenzale fondata da Maurizio Martinotti  e Renat Sette. “Canti dal piemonte ala Provenza”

TESTO IN DIALETTO PIEMONTESE
“Perchè piansi vui pari
perchè piansi mai vui?
Piansi pr’andà la guera
e g’andaro mi per vui
Prunteme d’in caval
c’am posa ben purtè
e demi in servitur
c’am posa ben fidè”
Soi pari a la finestra,
so mari a lu balcun
i uardu la so fia vestita da dragun(1)
Quand l’è stacia a la guera
cun la spada al so fianc
“se vi dig siur capitani
son chi ai vost cumand”
A j’era d’ina vegia an cap al batajun
l’a dicc “l’è ‘n mur na dona e nenta da dragun
Si la vurei cunos minela ant al giardin
se la sarà ina fija la farà in bel mazulin”
TESTO IN PROVENZALE
“Digatz me, lo sordat, vos agradan li flors?”
“Per anar a la guerra, me fau de bona odor”
Se la voletz conoisser, menatz-la au mercat
s’aquo es una filha, se comprarà de gants
“Digatz-me, lo sordat, perquè compratz des gants?”
“Per portar a ma frema, qu’aquo es elegant”
Se la voletz conoisser, fetz-la dormir ‘mbe vos
veiretz se se despuelha quand serà davant vos
“Digatz-me, lo sordat, vos desabilhatz pas?”
“Per dormir amb’un jove, vau mielhs qu’o fagui pas”
La bela fiha forta , n’a mostrat sa valor
es anada a la guerra, a sauvat son onor.
Tradotto da Cattia Salto
Perchè piangete padre,
perchè mai piangete voi?
Piangete per andare alla guerra,
andrò io per voi,
preparatemi un cavallo
che mi possa portare bene
e datemi un servitore
di cui mi possa ben fidare.
Suo padre alla finestra
e la madre al balcone
guardano la loro figlia vestita da cavaliere .
Quando è stata alla guerra
con la spada al fianco
se vi dico signor capitano
sono qui ai vostri comandi“.
C’era una vecchia in cima al battaglione ha detto “E’ una donna e non un cavaliere. Se la volete riconoscere portatela nel giardino se è una ragazza farà un bel mazzolino (di fiori)”
“Ditemi soldato vi piacciono i fiori?” “Per andare a fare la guerra ci vuole un buon odore.”
Se la volete riconoscere portatela al mercato ,
se è una ragazza si comprerà dei guanti.
“Ditemi soldato, perchè comprate i guanti?”
“Per portarli alla mia signora che le piace essere elegante”.
Se la volete riconoscere fatela dormire con voi
e vedrete se si spoglia quando sarà davanti a voi
“Ditemi soldato non vi spogliate?”
“”Per dormire un bravo ragazzo è meglio che non fatichi”
La bella figlia forte ha mostrato il suo valore
è andata alla guerra a salvare il suo onore.

NOTE
1) (dragone= soldato a cavallo)

Dall’area piemontese-provenzale la ballata scende verso il centro italia

ASCOLTA La Macina – La guerriera

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/maidens-the-sea/
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=2253
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=2252

http://sniff.numachi.com/pages/tiJCKSAIL2;ttJCKSAIL2.html
http://www.latramontanaperugia.it/public/documents/LA%20RAGAZZA%20GUERRIERA.pdf

DA BROOMFIELD HILL A BELLA CIAO

Un gentiluomo sfida una fanciulla da marito: egli è certo che lei perderà la sua virtù se si recherà nel bosco o nella brughiera! La scommessa che l’uomo è sicuro di vincere, si basa sul presupposto che quando una donna indugia per la brughiera o nel bosco, è perchè sta cercando qualcuno con cui fare sesso; forse persiste tutt’ora nella mentalità di certi maschi, il concetto che una donna seppur stuprata sia comunque responsabile della violenza subita (chiamiamolo “concorso di colpa”?) Ma la fanciulla fa ricorso alla magia e fa cadere l’uomo in un sonno innaturale; in molte versioni è espressamente citato l’uso della ginestra come pianta magica. (continua prima parte)

Così nella versione delle Isole Britanniche (Broomfield hill Child ballad #43), nella penisola italiana i titoli diventano La bevanda sonnifera, La mia mama l’è vechierela, La bella Brunetta.

 The Girl at the Well (Peasant Girl) (ca. 1831) George W. Simson Un cavaliere offre dei soldi in cambio di una notte d’amore a una procace fanciulla del popolo che si reca alla fontana per prendere l’acqua. La ragazza risponde che prima deve sentire il consiglio della madre, la quale le dice di accettare, e le prepara un sonnifero da far bere al focoso cavaliere. Quando il cavaliere le richiede di dormire ancora una notte con lui, la madre suggerisce alla figlia di rifiutare perchè se la prima volta è stata lei che è riuscita ad ingannarlo, alla seconda potrebbe essere invece il cavaliere ad ingannare lei!

ASCOLTA (su Spotify) La Ciapa Rusa in ” Ten Da Chent L’Archet Che La Sunada L’e Longa” 1982, gruppo di musica e canto tradizionale del Monferrato (Piemonte Sud-orientale)


“Dandu c’avni o lali là là
bela brunetta là li la là
solin soletta per la città o la li la là”
“E mi a vengo dalla fontana”
a prender l’acqua da far disnà”
E da là i pasa o lali là là
sgnur cavaliere là li la là
na preia ‘n t l’acqua ià ben tirà o la li la là
“che stia fermo, sgnur cavaliere
che l’acqua ciara m’la spurcherà”
“E ‘ntant l che ‘acqua o lali là là
che si rischiara là li la là
noi parleremo ‘n pochin d’amor o la li la là:
vi donaria 100 scudori
d’una notina a dormir con me !”
“Lo ‘ndaru dilu o lali là là
la mia mama là li la là
se sto consiglio me lo darà o la li la là”
“o sent’ an po’ la me cara mama
snur cavaliere cosa m’ha dì
me donaria 100 scudori
d’una notina dormir con me”
“o vatne pura, cara la me fia
100 scudoni i’en bon per ti
noi i daromma una bevanda
tutta la notte lui dormirà”
Tutta la notte c’al dorme e ronfa
e dell’amor s’a mai ricordà
E si s’nu ven-na e la mattina
Sur cavaliere sügava i’öcc!
“Cosa ‘l piura sgnur cavaliere
piura forse i suoi denà”
“mi piur pa i miei denari
piur la notte che i’è pasà
vi donaria un altro tanto
‘naltra notina dormir con me”
“L’andaru dijlu la mia mama
se l’è contenta me venerò”
“o senta ‘n po’ la mia cara mama
sgnur cavaliere cosa m’à dì
me donaria un altro tanto
‘n altra notina dormir con me”(17)
“e quan che ‘l pum (18), l’è tacà a la pianta
da tüti quanti l’è rimirà
e quan che ‘l pum a l’è cascà ‘n tera
da tüti quanti l’è rifüdà”
Tradotto da Cattia Salto
“Da dove vieni,
bella brunetta,

sola soletta per la città?”
Vengo alla fontana
a prendere l’acqua 
per far da mangiare
E da là passa
il signor cavaliere
e ha tirato una pietre nell’acqua prendendo la mira
Stia fermo signor cavaliere
che mi sporcherà l’acqua ora limpida
E intanto che l’acqua
ritorna limpida,
noi due parleremo un poco d’amore,

vi donerò 100 scudi
per dormir con me una notte

Andrò a dirlo
alla mia mamma

per chiederle consiglio
Senti un po’ cara mamma,
cosa che il signor cavaliere mi ha detto:
mi donerebbe 100 scudi
per dormir con me una notte

Vai pure cara la mia figlia,
100 scudi sono buoni per te,
gli daremo una bevanda
e tutta la notte lui dormirà
E tutta la notte lui dorme e russa
e dell’amore si è scordato ormai.
Venuto il mattino il signor cavaliere
si asciugava gli occhi (dal pianto)
Perchè piangete signor cavaliere
piangete forse per i vostri soldi?
Non piango mica per i miei soldi,
piango per la notte che è passata.
Vi donerei un’altra volta tanto
se un’altra notte dormite con me” ”
Andrò a dirlo alla mia mamma
se è contenta io verrò
Sentite un po’ cara mamma,
cosa mi ha detto il signor cavaliere,
mi donerebbe un’altra volta tanto
se un’altra notte dormirò con lui“(17)
Quando la mela(18)
è appesa all’albero da tutti quanti è ammirata,
ma quando la mela casca in terra
da tutti quanti è scartata”

NOTE
17) qui manca la risposta della madre
18) la mela attaccata alla pianta simboleggia la verginità della ragazza. La strofa è un commento moraleggiante che potrebbe essere o della madre o del narratore: anche se la ragazza non ha perso la propria virtù, si comprometterebbe però agli occhi dei propri compaesani e nessuno la vorrebbe più (la calunnia è un venticello..)

ASCOLTA La Macina versione anconetana

Una versione veneto-trentina (La mia nona l’è vecchierella) è diventata filastrocca per bambini, ovviamente privata di ogni riferimento sessuale, per cui è la nonna ad offrire alla ragazza dei soldi per andare alla fontana a prendere l’acqua per la cena.
La ballata inizia così: La mia nona l’è vecchierella, la me dis ciao, la me fa ciao, la me dis ciao, ciao, ciao per tor l’acqua per far disnà.
I bambini, cantando il ritornello, si battevano le mani gli uni contro gli altri, prima mano destra su destra, poi sinistra su sinistra e poi entrambe le mani su quelle opposte del bambino di fronte.

ASCOLTA Patrizia Ercole, Angela Zecca, Ivan Siri

ASCOLTA anche questo arrangiamento dall’appennino bolognese rilegge la ballata come antesignana del notissimo canto sociale “O Bella Ciao” (e per districarsi nel magma del “chi ha scritto prima cosa” leggere l’articolo di Franco Fabbri qui)
“Ecco, la storia della Bella ciao delle mondine inizia da qui. Quando Giovanna Daffini, mondina e cantastorie, cantò davanti al microfono di Gianni Bosio e Roberto Leydi una Bella ciao nella quale ai noti versi del partigiano che ha “trovato l’invasor” era sostituita la descrizione di una giornata di lavoro delle mondine, non parve vero di aver rintracciato l’anello mancante fra un inno di lotta, espressione della più alta coscienza antifascista, e un precedente canto di lavoro proveniente dal mondo contadino. Nonostante qualche incongruenza e qualche sospetto, la versione venne accettata. E il Nuovo Canzoniere Italiano nel 1964 partecipò al Festival di Spoleto con lo spettacolo dal titolo Bella ciao. In quegli anni dei primi governi di centro-sinistra si compie quella che Bermani, riprendendo il concetto da Hobsbawm, chiama “l’invenzione di una tradizione”. Bella ciao, una canzone cantata durante la Resistenza da sparse formazioni emiliane, e da membri delle truppe regolari durante l’avanzata finale nell’ltalia centrale viene sempre più frequentemente preferita nelle manifestazioni unitarie a Fischia il vento, canto di larghissima diffusione fra tutte le formazioni partigiane, riconosciuto nell’immediato dopoguerra come l’inno della Resistenza. Fischia il vento ha il “difetto” di essere basata su una melodia russa, di contenere espliciti riferimenti socialcomunisti (“il sol dell’avvenir”), di essere stata cantata soprattutto dai garibaldini. Bella ciao è più “corretta”, politicamente e perfino culturalmente, anche se molti partigiani del Nord non la conoscevano nemmeno. Era poi un canto delle mondine, no?
No. Nel maggio del 1965 arriva una lettera all’Unità. La scrive Vasco Scansani, da Gualtieri, lo stesso paese della Daffini. Dice di essere lui l’autore della Bella ciao delle mondine, e di averla scritta nel 1951, basandosi sulla versione partigiana. Dice che la Daffini gli ha chiesto le parole, nel 1963. Allarmatissimi i ricercatori del Nuovo Canzoniere Italiano interrogano Scansani e la Daffini: si rendono conto, nella confusione delle testimonianze, che il mondo dei cantori popolari è più complesso e contaminato di quanto non credessero, che ci sono esigenze di repertorio, desiderio di compiacere il pubblico, e di compiacere gli stessi ricercatori. Parte un nuovo studio, si individuano tracce di Bella ciao in vari canti popolari, non si esclude che fossero parte anche del repertorio delle mondine: ma no, quella versione della Daffini è posteriore alla Bella ciao dei partigiani. La storia, come ho anticipato, non è finita: nel 1974 salta fuori un altro preteso autore di Bella ciao, ma di una versione del 1934: è Rinaldo Salvadori, ex carabiniere, che avrebbe scritto una canzone, La risaia, per amore di una ragazza marsigliese che andava anche a fare la mondina. Il testo, con versi come “e tante genti che passeranno” e “bella ciao”, glielo avrebbe messo a posto Giuseppe Rastelli (futuro autore di Papaveri e papere, politicamente “più nero che rosso”), e la Siae dell’epoca fascista ne avrebbe rifiutato il deposito.  (Franco Fabbri)

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/b/broomfie.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thebroomfieldhill.html http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_43 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/32542/ 8;jsessionid=812324A683FEF6C1CE8605902FA08E7B http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=37413 http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=17084http://womenarepersons.blogspot.it/2011/11/broomfield-hill-historical-analysis.html http://www.corostelutis.it/content/la-bella-brunetta-1 http://consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/ files/docs/17/32/39/DOCUMENT_FILE_173239.pdf http://www.erbatisana.it/laboratorio-di-erboristeria/la-cenere-in-laboratorio/rimedio-con-la-cenere-della-ginestra
http://www.daltramontoallalba.it/civilta/ginestra.htm http://www.lavocedelserchio.it/vediarticolo.php?id=9831&page=0&t_a=la-ginestra-e-le-sanzioni
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=722&lang=it