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BLOW THE CANDLES OUT

Una tipica night visit song “Blow The Candle Out” popolare in Inghilterra, Irlanda, Scozia e Nord America, compare in “Pills to Purge Melancholy” (1714) con il titolo di “The London ‘Prentice”,  è stata una canzone ampiamente diffusa nei broadside nonchè in varie raccolte ottocentesche.
Più che un contrasto amoroso si tratta di un monologo in cui il giovanotto cerca in tutti i modi di convincere la fanciulla a farlo entrare nel suo letto.

ASCOLTA Karen Mal

ASCOLTA BLACK FLAG che prosegue la sua raccolta di sea shanty con un’allegra carrellata di Tavern Music


I
When I was prenticed in Belfast (1)
I went to see my dear
The candles they were burning
The moon shone bright and clear.
I knocked upon her window
To ease her of her pain
She rose up to let me in
Then she barred the door again.
II
“I like your well behaviour
And this I often say
I cannot rest contented
When I am far away.
The winds they are so cold
That we cannot stay thereout
So roll me in your arms, love
And blow the candles out.”
III
Now father and your mother
In yonder room do lie
A-hugging one another
So why not you and I?
A-hugging one another
Without a fear or doubt
So roll me in your arms, love
And blow the candles out.
IV
I prithee speak more softly
Of what we have to do
Lest our noise of talking
Makes us our pleasure rue.
The streets they are so nigh, love
The people walk about
They may look in and spy, love
So blow the candles out.
V
And if we prove successful, love
Please name it after me.
Treat it neat and kiss it sweet
And daff it on your knee.
When my three years are over
My time it will be out
So roll me in your arms love
And blow the candles out.
Traduzione di Cattia Salto
I
Quando ero apprendista a Belfast
andai a trovare la mia bella,
le candele erano accese
la luna splendeva luminosa e chiara.
Bussai alla sua finestra
per alleviare la sua pena,
lei si alzò e mi fece entrare
e poi sbarrò di nuovo la porta.
II
“Mi piace il tuo comportamento
e questo lo dico spesso,
non riesco a dormire soddisfatto
quando sto lontano.
Il vento è così freddo
che non si può stare fuori,
così cullami nelle tue braccia amore
e soffia sulle candele.
III
Ora i tuoi genitori
dormono nella stanza laggiù 
stretti uno nell’altra,
perchè non anche tu ed io?
Stretti uno nell’altro
senza paura o riserve,
così prendimi tra le tue braccia amore
e soffia sulle candele.
IV
Ti prego di parlare più piano
di quello che vogliamo fare,
per timore che il rumore del nostro parlare
ci faccia rimpiangere il piacere (2).
Le strade sono così strette, amore
e la gente è in giro,
possono guardare dentro e spiarci amore
così soffia sulle candele
V
E se la prova avrà successo (3), amore
ti prego di dargli il mio nome.
Trattalo bene e bacialo con dolcezza
e vezzeggialo sulle tue ginocchia.
Quando i miei tre anni saranno finiti (4)
il mio tempo sarà scaduto,
così cullami nelle tue braccia amore
e soffia sulle candele

NOTE
1) oppure London, Dublin town..
2) le chiacchiere possono svegliare i genitori o richiamare l’attenzione dei passanti oppure ancora spegnere l’ardore del momento
3) la gravidanza era la prova di fertilità dell’uomo ossia della sua virilità.
4) il tempo per restare, finito l’apprendistato probabilmente il ragazzo sarebbe ritornato nel suo paese.

Stessa melodia ma variante del testo in questa versione dei Kingston Trio accreditato a “Tom Drake, Bob Shane”. Erano i tempi in cui i folksingers si attribuivano come copyright i brani tradizionali che avevano in parte modificato..
In questa versione il fortunato amante è un marinaio sbarcato a Portland e la candela un segnale di via libera!
ASCOLTA The Kingston Trio in Make way 1961 (una loro biografia qui)


I
When I sailed into Portland town,
I called upon my dear.
Her window held a candle.
It’s light shone bright and clear.
I walked up to her doorstep.
I knew she was within.
Her candle told the story, boys,
and I was home again.
II
I like her good behaviour.
I like her easy way.
I cannot sleep contented.
The night seems like the day.
To sail in muddy weather(1),
it makes me want to shout
and roll her in my arms, boys,
and blow the candle out.
III
When I got home to Portland,
‘twas as I said before.
The candle at the window
and my love at the door.
We let the candle go, boys.
We had no care or strife.
We went to see the parson
and she became my wife.
IV
And when we have a baby, boys, we’ll name him after me.
She’ll keep him neat and kiss him
and rock him on her knee,
And when this trip is over,
I’ll sail no more about.
Yes, I’ll remain in Portland, Maine,
to blow the candle out.
Traduzione di Cattia Salto
I
Quando sbarcai a Portland
andai a trovare la mia bella
alla sua finestra era appesa una candela
la cui luce splendeva luminosa e chiara.
Mi avvicinai alla soglia
perchè sapevo che c’era,
la candela diceva tutto, ragazzi
ero ritornato a casa.
II
Mi piacciono le sue buone maniere
mi piace il suo essere alla mano ,
non riesco a dormire soddisfatto,
la notte sembra giorno
navigare con il tempo umido (1),
mi fa venire voglia di gridare e
cullarla tra le braccia, ragazzi
e soffiare sulla candela.
III
Quando ritornai a Portland
era come dissi all’inizio
la candela alla finestra
e il mio amore alla porta.
Lasciammo andare la candela, ragazzi,
non avemmo discussioni,
andammo dal prete
e lei divenne mia moglie
IV
E quando avremo un bambino, ragazzi
gli daremo il mio nome.
Lei lo tratterà bene e bacerà
e cullerà sulle ginocchia.
Quando questo viaggio sarà finito
non andrò più per mare.
Si, rimarrò a Portland, Maine
a soffiare sulla candela

NOTE
1) muddy weather letteralmente “tempo fangoso”

FONTI
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/blowthecandleout.html
http://www.traditionalmusic.co.uk/kingston-trio/blow-the-candle-out.htm
http://www.traditionalmusic.co.uk/bawdy-songs/001073.HTM
http://aliverpoolfolksongaweek.blogspot.it/2012/09/54-blow-candle-out.html
http://www.folklorist.org/song/Blow_the_Candle_Out

OLD MAID IN A GARRET

Old Maid in a Garret” è una canzone tradizionale irlandese umoristica derivata probabilmente dalla ballata “The Wooing Maid” di Martin Parker, popolare scrittore di poemetti e canzoni che visse a Londra nella prima metà del 1600. [Roxb. Coll. I. 452, 453]:
The Wooing Maid Or, A faire maid neglected, Forlorne and rejected, That would be respected; Which to have effected, This general summon She sendeth in common; Come tinker, come broomman; She will refuse no man. TO THE TUNE OF If ‘be the dad on’t. (continua qui)

La tradizione popolare si impadronì subito della ballata (riducendo a quattro la ventina di strofe) e la tramandò in Inghilterra, Scozia, Irlanda e America; per molti secoli infatti la condizione della donna rimase immutata, dileggiata se non proprio disprezzata, perchè non riusciva a trovare uno “straccio” di marito a cui dedicare la propria esistenza (a lui, alla cura della casa e dei figli). Ancora oggi le donne “occidentali” fanno fatica a contestare questo ruolo di “mater familias“, l’ancella del focolare domestico, si affannano a conciliare carriera e famiglia, sovrastate da sensi di polpa, frustrazioni, traumi e insuccessi.. Dal punto di vista biologico il loro imperativo è quello della procreazione, per alcuni mettere al mondo una vita è un atto d’amore, per altri d’egoismo, più semplicemente un atto elementare e naturale e non la finalizzazione dell’esistenza di un individuo (della specie si, ovviamente). Eppure la natura non ama e non odia, è una catena di vita-morte-vita e la terra finirà primo o poi per scrollarsi di dosso l’invadente specie umana, come ha già  fatto con i dinosauri.
Chiusa la pausa di riflessione, senza addentrarsi oltre nei meandri del senso della vita, c’è da dire che ancora per tutto l’Ottocento, l’unico obiettivo di una donna “rispettabile” era quello di essere moglie (e madre), le altre erano le” isteriche” o le “racchie”, destinate a diventare delle patetiche zitelle.

Il tema si presta per una scanzonata canzone da pub, e non sempre la protagonista è al femminile, anzi spesso è il fratello malinconico e preoccupato che cerca un marito per la sorella che ha superato la soglia della “fanciullezza”. In alcune versioni c’è il lieto fine e la ragazza si sposa con uno spazzacamino!

VERSIONE IRLANDESE: OLD MAID IN A GARRET

Un giovane Andy Irvine (Sweeney’s Man) 1967
ASCOLTA The Clancy Brothers 1968

La melodia è stata rielaborata in chiave rock dagli Steeleye Span ASCOLTA)

ASCOLTA The Cormiers, canadesi ma di origini scozzesi, una famiglia di musicisti


I
I have often heard it said from my father and my mother
That going to a wedding was the making of another(1)
Well if this be so, then I’ll go on without a bidding
Oh kind providence won’t you send me to a wedding?
For it’s oh dear me, how will it be
If I die an old maid in a garret?(2)
II
Now there’s my sister Jean,
she’s not handsome or good lookin’
Scarcely sixteen(3) and a fella(4) she was courtin’
Now she’s twenty four with a son and a daughter
Here I am, forty four(5), and I’ve never had an offer.
III
I can cook and I can sew, I can keep the house right tidy
Rise up in the morning and get the breakfast ready
But there’s nothing in this wide world that makes my heart so cheery
As a wee fat man who would call me his own dearie.
IV
Oh come landsman or come townsman, come tinker or come tailor
Come fiddler or come dancer, come ploughman or come sailor
Come rich man or come poor man, come fool or come witty
Come any man at all who would marry me for pity.
V
Oh well, I’m away home(6) for there’s nobody heedin’
There’s nobody heedin’ to poor Annie’s pleadin’
And I’m away home to me own wee bit garret
If I can’t get a man, then I’ll surely get a parrot(7).
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Ho spesso sentito dire da mio padre e da mia madre
che andare a un matrimonio era la premessa per un altro (1),
beh se è così, allora continuerò senza scommessa,
o Santa Provvidenza non mi vuoi mandare a nozze?
Perchè è così, oh povera me, che sarà, se muoio zitella in una soffitta? (2)
II
Ecco Jean mia sorella,
non è bella e nemmeno pi aspetto piacente e appena 16enne (3) aveva un uomo (4) che la corteggiava,
ora ha 24 anni con un figlio
e una figlia
e io qui a 44 anni (5)
e senza pretendenti!
III
So cucinare e cucire e posso tenere la casa in ordine,
alzarmi al mattino e preparare subito la colazione,
ma non c’è niente in questo pazzo mondo che mi rallegri il cuore
più di un ometto ben messo che mi chiami il suo tesoro.
IV
Oh che venga un campagnolo o un cittadino, ambulante o sarto,
un violinista o ballerino, contadino o marinaio,
ricco o povero,
sciocco o sveglio,
che venga un uomo qualunque e mi voglia sposare per pietà
!
V
Beh sto andando via di casa (6), perchè non c’è nessuno pretendente,
nessuno che risponde alla supplica della povera Anna
e me ne andrò via di casa alla mia piccola soffitta,
se non riesco ad avere un uomo allora di certo prenderò un pappagallo (7).

NOTE
1) ho ponderato a lungo sulla frase ” the making of another” tradotto letteralmente come “la realizzazione di un altro” può voler dire che per una donna in cerca di marito partecipare a un matrimonio poteva essere propizio al suo?
2) garret è la soffitta mansardata dei vecchi edifici, resa abitabile (per modo di dire) grazie alle finestre ad abbaino aperte sul tetto. Un tempo alloggio “per i poveri” abitato da artisti e poeti o giovani studenti o per l’appunto da vecchie zitelle. Nel linguaggio comune il termine subito evoca una stanza piccola e poco accogliente nel sottotetto piena di spifferi e fredda d’inverno, bollente d’estate.
old-maid3) una donna molto bella (o con la dote) era fortunata perché facilmente combinava un buon matrimonio. Le altre speravano di trovare marito al più presto, le ventenni non ancora sposate correvano seri rischi di diventare delle acide zitelle!!
4) fella=fellow
5) l’età varia in base a chi canta
6) la casa dei genitori
7) il bisogno di compagnia e d’affetto è colmato con un animaletto domestico, ma nelle versioni più sconce l’alternativa al marito diventa una “carrot” oppure la “puddy“. E’ più probabile che parrot sia più un ironico eufemismo che un esotico animaletto domestico da compagnia

VERSIONE AMERICANA: THE OLD MAID’S SONG

La versione americana resa popolare da Pete Seeger nel 1955, fu diffusa con il titolo “Take her out of pity” dai Kingston Trio (1961), e riprende in parte il testo di “Old maid in the garret” ma su una melodia più “lamentosa”, non a caso le Womenfolk la registrarono con il titolo di “The Old Maid’s Lament” . In pratica la IV strofa della versione scozzese-irlandese diventa il coro di questa riedizione americana (un perfetto jingle!)

ASCOLTA The Wolfe Tones in Up The Rebels 1966.

ASCOLTA Clive Palmer (The Incredible String Band ) 1967 con il suo “incredibile” banjo e la musica appalacchiana


Chorus:
Come a landsman, a pinsman(8), a tinker(9) or a tailer,
Fiddler, or a dancer, ploughboy or a sailor,
Gentleman(10), a poor man, a fool or a witty,
Don’t let me die an old maid,
but take me out of pity.

I
Oh, I had a sister Sally, was younger than I am,
She had so many sweethearts, she had to deny them;
As for my own part, I never had many,
If you all knew my heart, I’d be thankful for any.
II
Oh, I had a sister Susan, was ugly and misshapen,
Before she was sixteen years old she was taken,
Before she was eighteen, a son and a daughter,
Here am I, six and forty,
and nary an offer.
III
Oh, I never will be scolding, I never will be jealous,
My husband shall have money to go to the alehouse,
While he’s there a-spending, well, I’ll be home a-saving,
And I’ll leave it to the world if I am (not) worth having.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Coro:
Oh che venga un campagnolo o un cittadino (8) , ambulante (9) o sarto,
un violinista o ballerino, contadino o marinaio, ricco (10) o povero,
sciocco o sveglio,
non farmi morire zitella,
ma prendimi per pietà
!
I
Avevo una sorella Sally più giovane di me
che aveva così tanti pretendenti da poterli rifiutare;
da parte mia non ne ho mai avuti molti, leggete pure il mio cuore, mi acconterei di uno qualsiasi.
II
Avevo una sorella Susan brutta e deforme,
prima di avere 16 anni era stata presa in moglie
e prima dei 18 era con un figlio e una figlia,
eccomi qui a 64 anni
e senza una proposta.
III
Non lo rimprovererò mai, non sarò mai gelosa,
mio marito avrà i soldi per andare nel pub
e mentre lui sarà là a spendere, io starò a casa a risparmiare
e lascerò giudicare al mondo se non ne sia valsa la pena

NOTE
8) pinsman: il termine townsman nella versione irlandese è sostituito con “pinsman” in altre versioni dicono “tinsman” (calderaio, stagnino) ma alcuni ritengono che sia una storpiatura di “pensman” quindi un uomo che sa scrivere e che lavora come scrivano in qualche azienda cittadina
9) “summer walkers” ma più comunemente “traivellers” o in senso spregiativo “tinkers” (dal gaelico lattoniere = calderai) erano probabilmente discendenti dalla popolazione autoctona di lingua gaelica che seguivano uno stile di vita nomade; vivevano come calderai, venditori ambulanti e commercianti di cavalli; erano anche lavoranti stagionali nelle aziende agricole o pescatori sempre stagionali che si spostavano a seconda della disponibilità di lavoro. Alcuni erano organizzati in gruppi o comunità ma spesso viaggiavano soli o con il proprio nucleo famigliare. Spesso musicisti ambulanti erano i depositari dei canti e delle musiche della tradizione popolare. vedi
10) in altre versioni “rich man”

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33059 http://www.contemplator.com/england/oldmaid.html http://en.wikipedia.org/wiki/The_Old_Maid’s_Song http://www.darachweb.net/SongLyrics/OldMaid.html http://www.folknetwork.com/miscellany/ marrow_bones/song_files/dont_let_me_die/wooing_maid.htm http://www.folkways.si.edu/pete-seeger/old-maids-song-2/american-folk/music/track/smithsonian http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/30/oldmaid.htm http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/04/oldmaid.htm http://thejovialcrew.com/?page_id=3089 http://compvid101.blogspot.it/2012/01/the-old-maids-songtake-her-out-of-pity.html