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CAMBRIC SHIRT

Il “contrasto” tra innamorati, basato sui “compiti o enigmi impossibili” ha come modello la ballata “The Elfin Knight“, passa per il titolo “Cambric shirt” e diventa nel giro di qualche secolo la popolarissima “Scarborough fair”:  la ritroviamo con il titolo “Humours of Love” pubblicata nella collezione delle Madden Ballads (Cambridge Biblioteca Universitaria) databile al 1780
If you will bring me one Cambrick Shirt,
Sweet savory grows, rosemary and thyme,
Without any Needle, or Needle-work,
And you shall be a true Lover of mine.
Una ulteriore variante è contenuta nel libro di canti e filastrocche Gammer Gurton’s Garland compilato da Joseph Ritson (1752-1803) e pubblicato nel 1783 o 1784 (vedi) e poi ancora in numerose altre ristampe a testimoniarne la popolarità.
Can you make me a cambrick shirt,
Parsley, sage, rosemary and thyme,
Without any seam or needle work?
And you shall be a true lover of mine.

Jürgen Kloss sempre in “Tell Her To Make Me A Cambric Shirt” From The “Elfin Knight” to “Scarborough Fair” (al quale si rimanda per l’analisi più approfondita vedi) identifica una terza variante della ballata pubblicata in Scots Magazine nel luglio del 1807 che potrebbe essere l’anello di congiunzione tra la ballata “The Elfin Knight” e le versioni inglesi. E’ interessante in particolare la prima strofa che non inizia più con la richiesta di fare una camicia (senza cucirla) ma con il luogo d’incontro dei due innamorati in questo caso ancora una “yonder hill”
I
[He:]
As I gaed up to yonder hill,
(Saffron, sage, rue, myrrh,and thyme,)
I met my mistress her name it was Nell,
” And lass gin ye be a true lover o’ mine.
II
“Ye’ll mak’ to me a camric sark,
“(Saffron, sage, rue, myrrh,and thyme,)
“Without either seam or needlewark,
“And that an’ ye be a true lover o’ mine.

L’AMORE IMPOSSIBILE

L’uomo chiede alla donna di dargli delle prove d’amore, e anche lei a lui, sono “compiti impossibili”, in cui il contrasto si trasforma in una ripicca fra innamorati; un’altra lettura però è quella dell’amore impossibile così come lo sono le prove da superare, ovvero paradossali, quasi un ossimoro: così il loro amore è finito (o non può continuare per un impedimento sopraggiunto o scoperto) e i due si sono lasciati, ma il congedo è poetico.

LA VERSIONE INGLESE: WHITTINGHAM FAIR

Il testo che invece è quasi identico alla Scarborough ottocentesca è quello di “Whittingham Fair” pubblicato in “Northumbrian Minstrelsy” di J. Stokoe  -1882. Whittingham è un paesello del Northumberland, ma per il resto si tratta dello stesso fraseggio di Scarborough e quindi delle versione della ballata così com’era diffusa nello Yorkshire.

ASCOLTA Joel Frederiksen in “The Elfin Knight – Ballads and Dances” 2007 Il canto si interrompe a metà della storia


I
Are you going to Whittingham Fair
Parsley, sage, rosemary, and thyme
Remember me to one who lives there
For once she was a true love of mine
II
Tell her to make me a cambric shirt,
Without any seam or needlework
III
Tell her to wash it in yonder well,
Where never spring-water nor rain ever fell
IV
Tell her to dry it on yonder thorn,
Which never bore blossom since Adam was born
V
Now he has asked me questions three,
I hope he will answer as many for me;
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Andate alla fiera di Whittingham ?”
Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo
Salutatemi una di quelle parti
che un tempo era la mia innamorata
II
Ditele di farmi una camicia di batista
senza lavoro d’ago e filo
III
Ditele di lavarla in quel pozzo,
dove l’acqua mai sgorga e la pioggia mai cade
IV
Ditele di stenderla su quello spino
che non è mai fiorito dai tempi di Adamo
V
Lui mi ha affidato tre compiti
e spero che risponderà ad altrettanti per me

LA VERSIONE AMERICANA

Questa melodia allegra è più vicina allo spirito reale del contrasto tra innamorati proviene dagli Stati Uniti, dove la ballata e le sue varianti sono documentate da trascrizioni e testimonianze per tutto l’Ottocento, in particolare la versione cantata da Peggy Seeger è quasi identica a quella registrata nel 1931 dalla signora Helen Hartness Flanders (1890-1972) dalla famiglia Perkins del Vermont (la famiglia era di origine scozzese e si stabilì nel New Hampshire nella seconda metà del Settecento).

ASCOLTA Peggy Seeger in “Matching Songs Of The British Isles And America” 1957

Nella descrizione dei “compiti impossibili” c’è un che di allucinato, un residuo di visioni medievali alla Bosch o fantasie alla John Anster Fitzgerald

I
“Oh, where are you   going?”
“I’m going to Lynn(1)”
“Remember me to a lady whitin
Parsley, sage, rosemary and thyme(2)
for one she was a true love of mine
II
Tell her to make me a cambric shirt
Without any seam or yet needle work
Tell her to wash it in yonder dry well
Where water ne’er stood nor rain ne’er fell
III
Tell her to hang it on yonder thorn
One that had stood since Adam was born
And if the young lady did well her work
Tell her to bring me my cambric shirt.”
IV
“Oh where are you going?”
“I’m going to Cape Ann(3)”
“Take my love to this same young man.
Tell him to buy me an acre of land
Between the salt sea and the sea sand.
V
Tell him to plow it with with an old horse’s horn
Sow it all over with one peppercorn.
Tell him to reap it with a sickle of leather,
Bind it up with a peacock’s feather
VI
Thresh it with his wooden leg,
and fan it up in the skin of an egg,
tell him to cart it on a cake of ice,
cart it in with a yoke of mice
VII
And when this young man had finished his work,
tell him to come for his cambric shirt.”
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Oh, dove andate?”
“Vado a Lynn” (1)
” Salutatemi una di quelle parti
Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo  (2) che un tempo era la mia innamorata
II
Ditele di farmi una camicia di batista
senza lavoro d’ago e filo
ditele di lavarla in quel pozzo asciutto, dove l’acqua mai sgorga e la pioggia mai cade
III
Ditele di stenderla su quello spino
che è rimasto dai tempi di Adamo
e se la fanciulla farà bene il suo lavoro
ditele di portarmi la mia camicia di batista.”
IV
“Oh, dove andate?”
“Vado a Cape Ann (3)”
“Portate il mio amore a questo stesso giovanotto.
Ditegli di comprarmi un acro di terra, tra l’acqua del mare e la spiaggia sabbiosa.
V
Ditegli di ararlo con il corno di un vecchio cavallo
e di seminarlo con un  grano di pepe. Ditegli di mietere con  un falcetto di cuoio, e di legare i covoni con una piuma di pavone
VI
Di trebbiare con la sua gamba di   legno, e di stendere i chicchi sul guscio di un uovo, ditegli  di trasportarli su una torta di  ghiaccio, e con un giogo di topi
VII
E quando questo giovanotto avrà finito il suo lavoro, ditegli di venire per la sua camicia di batista.”

NOTE
1) Lynn o Linn deriva da Lyne in Scozia, nel primo verso è il ragazzo a chiedere a un passante di andare a salutare la sua ex fidanzata che vive a Lynn
2) nella versione della signora Flanders il verso dice “Every globe goes merry in time“, mentre in Child 2F dice “So sav’ry was said, come marry in time”
3) Cape Ann località aggiunta per contestualizzare la ballata nel Nord America. In Helen Hartness Flanders è scritto come Japan: è la volta ora della ragazza a chiedere al passante di andare a salutare l’ex-fidanzato che vive a Cape Ann

terza parte: Scarborough fair

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/captain-wedderburn.html
http://www.justanothertune.com/html/cambricshirt.html

http://www.bluegrassmessengers.com/us–canada-versions-2-the-elfin-knight.aspx

BRENNAN ON THE MOOR

William Brennan, il protagonista della ballata, era un eroico fuorilegge irlandese, novello Robin Hood: egli visse tra la fine del Settecento (1770 circa) e il primo decennio dell’Ottocento e di certo fu un popolare bandito anche se le sue notizie biografiche sono avvolte nella leggenda. Forse nato a Kilworth, nella contea di Cork si diede alla macchia dopo aver visto cacciare la sua famiglia dalle terre che lavorava. In altre versioni si trattava di un soldato disertore, di certo il suo terreno di caccia era la contea di Cork. Neanche in merito alla sua morte ci sono fonti sicure, anche se possiamo essere relativamente certi che fu giustiziato mediante impiccagione. Sulla cattura ed esecuzione continua qui

Attack-By-Highway-Men

Come sempre quando l'argomento è stato trattato da Jürgen Kloss c'è ben poco da aggiungere e perciò rimando alla sua ricerca (in Just Another Tune qui) 
Ecco la conclusione a cui perviene Kloss circa l'esistenza del personaggio: The "Brennan On The Moor" of the ballad looks like a composite character based on more than one real person who then served as a focal point for floating motives and stories known from other "heroic outlaws". The "real" William Brennan - whoever that was - is indeed very elusive.  The only thing we know for sure is that outlaws by the name of Brennan were busy in Southern Ireland at that time: one was executed in 1809 and another one in 1812. (Jürgen Kloss)

LA BALLATA OTTOCENTESCA

Tutte le versioni moderne della ballata risalgono ad un testo variamente pubblicato nei broadsides d’Inghilterra e Irlanda durante la seconda metà dell’Ottocento e quindi una trentina d’anni dopo la morte del fuorilegge. L’autore anonimo secondo la comparazione effettuata da Jürgen Kloss ha fatto una specie di frullato di frasi e attribuzioni di molte altre ballate sui banditi eroici, mescolandovi per buona misura anche alcuni riferimenti ai settecenteschi ribelli irlandesi (ad es The Croppy Boy). Alcune analogie sono riscontrabili anche con la ballata scozzese “Bold Brannan On The Moor” (1820-1840) che è però più il lament di un criminale in attesa di essere mandato a morte. Così Kloss ipotizza che la ballata potrebbe aver avuto origine in Scozia.

La ballata è stata associata con melodie diverse forse quella originaria o più antica è quella riportata da PW Joyce nel suo Old Irish Folk Music ( pp. 186-7 ) sempre stralciando dall’articolo di Jürgen Kloss “This is typical for a song dissipated by broadsides. For example Baring-Gould wrote down three more or less different tunes on one manuscript page (SBG/1/2/822). The version collected by Vaughn Williams had a “tune more usually associated with ‘The Tailor In The Tea Chest'” (Palmer, No. 15, p. 25, 187) while Gardiner’s (GG/1/14/890, at The Full English) was “variant of ‘The Wearing Of The Green’“.  But it seems that most common in England was a tune that “belongs to the ‘Villikins and his Dinah’ type of melody, so beloved by the village singer” (Sharp 1904, p. 70).  Kloss cita infine il riferimento di Grattan Flood (nel suo History Of Irish Music, 1906, Chapter XXIII) a una melodia per cornamuse popolare nel 1770 dal nome ‘Brennan on the Moor’ che per l’appunto era suonata nel cantare la storia del noto “rapparee” di cui però non si riesce a trovare riscontro documentato. La versione che è diventata “standard” è quella dai Clancy Brothers che la diffusero mediante registrazioni ed esibizioni live a partire dal 1961; a loro volta ispirarono Bob Dylan nello scrivere la sua “Rambling, Gamblien Willie” (1962) in cui il protagonista diventa un giocatore dì’azzardo

Clancy Brothers &Tommy MakemPat learned this song from his father’s mother, a tall woman who wore a big, black cloak and hood and was known throughout the neighborhood for her fine singing. Brennan, the bold highwayman, was executed in Clonmel, which is twelve miles from where the Clancys lived […] Paddy has shortened and adapted the song from the way he learned it, but the heart of this tale of a ‘brave and undaunted’ highwayman who was ”betrayed by a false-hearted woman’ remains intact” (TLP 1042).


ASCOLTA 97th Regimental String Band in “97th Regimental String Band, Vol. 3″, 2007

Declan Nerney in The One & Only 2013 con tanto di video-animazione (un godibilissimo corto sullo stile delle comiche del muto)


I
‘Tis of a brave young highwayman(1)
This story I will tell
His name was Willie Brennan
And in Ireland he did dwell
It was on the Kilwood Mountain
He commenced his wild career
And many a wealthy nobleman
Before him shook with fear
CHORUS
It was Brennan on the moor,
Brennan on the moor
Bold, brave and undaunted
Was young Brennan on the moor
II
One day upon the highway
As young Willie he went down
He met the mayor of Cashiell(2)
A mile outside of town
The mayor he knew his features
And he said, “Young man, said he
Your name is Willie Brennan
You must come along with me”
III
Now Brennan’s wife
had gone to town
Provisions for to buy
And when she saw her Willie
She commenced to weep and cry
Said, “Hand to me that tenpenny”
As soon as Willie spoke
She handed him a blunderbuss
From underneath her cloak
IV
Now with this loaded blunderbuss
The truth I will unfold
He made the mayor to tremble
And he robbed him of his gold
One hundred pounds was offered
For his apprehension there
So he, with horse and saddle
To the mountains did repair
V
Now Brennan is an outlaw
All on some mountain hight.
With infantry and cavalry
To take him they did try,
But he laughed at them
and he scorned at them
Until it was said
By a false-hearted woman(3)
He was cruelly betrayed.
VI
They hung Brennan at the crossroads;
In chains he swung and dried.
But still they say that in the night
Some do see him ride.
They see him with his blunderbuss
In the midnight chill;
Along, along the King’s highway
Rides Willy Brennan still.
TRADUZIONE DI MARCO ZAMPETTI
I
La storia di un giovane bandito coraggioso (1) vi voglio raccontare,
il suo nome era William Brennan
e viveva in Irlanda,
sui monti di Kilwood
comincio’ la sua carriera
e piu’ di un ricco nobiluomo
fece tremare di terrore.
CORO
E’ stato Brennan della brughiera,
si Brennan della brughiera
spavaldo, coraggioso e temerario,
e’ il giovane Brennan della brughiera
II
Un giorno che il giovane Willie
se ne andava per la strada
incontro’ il sindaco di Cashiell (2),
un miglio fuori dalla città,,
il sindaco conosceva il suo uomo
e disse: “Giovanotto
il tuo nome e’ Willie Brennan
e devi venire con me”
III
Ora, la moglie di Brennan
era andata in citta
per fare provviste
e quando vide il suo Willie
iniziò a piangere e lamentarsi
lui le disse: “passami il coltello”
e, appena ebbe parlato,
lei le passo una pistola
che aveva sotto il mantello.
IV
Ah, con la sua pistola carica,
diro’ la verita’,
fece tremare il sindaco
e lo derubo’ del suo oro.
Furono offerte cento sterline
di taglia sulla sua testa
e cosi’ prese armi e bagagli
e si rifugio sulle montagne.
V
Brennan divenne un latitante
sulle alte montagne
con fanti e cavalieri
provarono a catturarlo
ma lui li beffo’
e derise
finche’, come raccontano,
da una donna falsa e crudele (3)
fu tradito.
VI
Impiccarono Brennan al crocevia,
e così appeso morì in catene,
Ma, ancora oggi, alcuni
raccontano di averlo visto
la notte armato di pistola,
nell’inverno gelato,
lungo la strada del re,
Williy Brennan imperversa ancora

NOTE
1) Highwaymen irlandesi ma dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!! continua
2) Caledonian Mercury 18Marzo 1809: “Thursday, Lord Cahir, with an armed force, apprehended the notorious Brennan, near Templemore, in the county of Tipperary, together with one of his comrads, a pedlar, who always accompanied him; the pedlar fired several shots, none of which took effect – Brennan made no resistance“.
3) nei broadsides ottocenteschi il traditore è un uomo; la versione al femminile è quella preferita dalle versioni nord-americane della ballata

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/brennanonthemoor.html http://tunearch.org/wiki/Brennan_on_the_Moor http://www.bobdylanroots.com/brennan.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38446&lang=it http://thewildpeak.wordpress.com/2011/12/31/128/
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/02/brennan.htm

THE WATER IS WIDE: RELICS FROM THE PAST

Si tratta di una canzone popolare diffusa in Gran Bretagna e in America, talvolta reputata di origine irlandese, dai molteplici testi riferibili ad una melodia univoca. In merito c’è un po’ di confusione essendo la versione cantata attualmente quella degli anni 60 di Pete Seeger, per cui molti ritengono che “The water is wide” appartenga alla balladry americana.

Come sempre Jürgen Kloss nel suo articolo “The Water Is Wide” The History Of A “Folksong” effettua un analisi accurata ed esaustiva dei testi e della melodia, pertanto mi limiterò a riassumere i punti salienti. Quando Pete Seeger registrò la canzone non era poi così popolare in America come voleva far credere ( in American Favorite Ballads, Vol. 2 1958). La versione originale del brano si trova nel Folk Songs From Somerset di Cecil Sharp e Charles Marson pubblicata a Londra nel 1906 con il titolo di “Waly, Waly” Sharp però non aveva raccolto la canzone da un’unica fonte bensì aveva messo insieme a tavolino strofe prese da vari frammenti. Come scrive Kloss “this is a very fascinating story that shows how mutilated relics of ancient popular songs were reinterpreted as remainders of “old folk songs” and then – restored to honor and patched together to a new “old” song – started a second, even more successful life”

Alcuni versi di “Waly, Waly” si trovano inglobati nella ballata “Jamie Douglas” (riportata in Child #204) che narra dell’infelice matrimonio tra il Marchese e Lady Barbara Erskine (vedi) e Allan Ramsay pubblica il brano con il titolo di “O Waly, Waly” nel suo Tea-Table Miscellany. Di certo la melodia fu molto popolare nel Settecento e nell’Ottocento e compare nelle maggiori raccolte scozzesi di allora come pure il testo “Waly, Waly” classificato come “vecchia ballata scozzese” venne regolarmente stampato.

Henry John Yeend King - Gathering Flowers

LA VERSIONE DI PETE SEEGER

Pete Seeger prende il testo di Cecil Sharp e gli mette un nuovo titolo, leva qualche verso, modifica la melodia e lo fa diventare il modello della versione “standard” dei nostri giorni. Jürgen Kloss riporta le tre fonti diverse delle registrazioni sul campo di Sharp, notando che già nel 1750 una ballata dal titolo “A new love song” pubblicata come broadside, era una raccolta di versi da ballate più antiche ribattezzata poi come “The Unfortunate Swain“. Anche Sharp nel restituire il testo “Waly, Waly” compie un frullato fra le varie fonti
E così conclude Kloss:“It seems that the original “Oh Waly, Waly” was literally broken into pieces by the writers of all those broadsides. They systematically plundered Ramsay’s text as well as those of other related songs. These verses were then disseminated by songs like “The Unfortunate Swain”, “I’m Often Drunk”, “The Wheel Of Fortune”, “Forsaken Lover”, “The Effects Of Love” and therefore the people kept them in their memory. In case of “The Water Is Wide” the route of transmission is easy to follow. At first there were the texts of “Oh Waly, Waly, Gin Love Be Bonny” as published by Allan Ramsay and William Thomson in the 1720s as well as some other songs printed on broadsides in the 17th century like “The Seaman’s Leave…”, “Arthur’s Seat Shall Be My Bed” and Martin Parker’s “Distressed Virgin”. Some verses from these texts were then borrowed and included in “new” songs like “The Unfortunate Swain” and “I’m Often Drunk And Seldom Sober” that were published on popular broadside sheets during the second half of the 18th century and in the early 19th century. Fragments of these songs were recalled by Mrs. Cox, Mr. Thomas and Mrs. Mogg during the years 1904 and 1906 for song collector Cecil Sharp. He then compiled his own new “old” song from those fragments and published it as “Oh Waly, Waly” in 1906 in Folk Songs From Somerset and in 1916 in One Hundred Folk Songs.
Cecil Sharp’s “Oh Waly, Waly” is the starting-point for the development of the modern “The Water Is Wide”. It was in effect a new song constructed from relics of two popular songs. He tried to put together a “Folk”-version of “Oh Waly, Waly” but the only connection to that old Scottish ballad was that the creators of the two broadside texts themselves had cribbed one respectively two verses from that song. Interestingly Sharp’s methods were strikingly similar to those of the writers of “The Unfortunate Swain” and other broadsides. They had compiled their songs from verses borrowed from different sources and claimed it was “new” while Sharp did exactly the same thing but preferred to regard his work as an “old” song. In fact both were only half right. In some way he had unwittingly followed the rules of the genre. A modern Folklorist will not regard his song as “authentic” but a professional author of broadside songs from the 18th or 19th century and also the singing “Folk” surely would not have been bothered by his methods.”

La ballata interpretata da Joan Baez e Bob Dylan è spesso accreditata erroneamente come american folk song:  è il lamento di un innamorato non più corrisposto, il mare che lo separa dall’altro può essere sia fisico (un emigrante che va a cercare fortuna in America) che spirituale (il mare dell’incomprensione) o la metafora di un ostacolo insormontabile (i marosi della vita). Ma si può trattare più semplicemente del raffreddarsi della passione da parte di uno dei due. Testo e melodia ricordano una canzone altrettanto enigmatica “Carrickfergus

LA MELODIA
ASCOLTA Mark Knopfler

ASCOLTA Rowena Taheny, Laurel MacDonald & Eleanor McCain in “Irish Roses: Women of Celtic Song” (strofe I, III, V, I)

ASCOLTA Holly Near, Arlo Guthrie, Ronnie Gilbert & Pete Seeger live

Una canzone entrata nel repertorio della musica classica
ASCOLTA Andreas Scholl in “English Folksongs & Lute Songs” 1996
(strofe I, II, III, V, VI)

VERSIONE STANDARD
I
The water is wide and I can’t cross over, and neither have I wings to fly,
Build me a boat that can carry two,
and both shall row my love and I.
II(1)
O, down in the meadows the other day
A-gath’ring flow’rs both fine and gay,
A-gathering flowers, both red and blue,
I little thought what love can do.
III
I leaned my back up against an oak,
Thinkin’ it was a trusty tree,
But first it bent and then it broke,
just like my own false love to me.
IV
I put my hand into some soft bush,
Thinking the sweetest flower to find.
I pricked my finger to the bone,
And left the sweetest flower alone.
V
There is a ship and it sails on the sea,
loaded deep as deep can be,
But not as deep as the love I’m in,
I know not if I sink or swim.
VI
Oh love is gentle and love is kind,
Gay as a jewel when first it’s new,
But love grows old and waxes cold,
And fades away like the morning dew.
VII
The seagulls wheel, they turn and dive,
The mountain stands beside the sea.
This world we know turns round and round,
And all for them – and you and me.
Traduzione di Cattia Salto
I
L’oceano è vasto e non lo posso attraversare e nemmeno ho ali per volare, costruiscimi una barca che possa portarci in due, ed entrambi remeremo, io e il mio amore
II(1)
O per i prati l’altro giorno
a raccogliere fiori sia belli che gai,
a raccogliere fiori sia rossi
che blu, pensai poco a ciò che amore può fare
III
Appoggiai la schiena contro una quercia, credendo che fosse un albero fidato, ma prima si piegò e poi si ruppe
proprio come il mio falso amore con me
IV
Misi la mano in un soffice cespuglio
pensando di trovare il fiore più bello, punsi il dito con una spina e lascia il fiore più bello solo.
V
C’è una barca che naviga sul mare
a piano carico affonda quanto possibile, ma non così profondamente come l’amore che ho, così non so se affondare o nuotare
V
Oh amore è gentile e amore è bello,
gaio come un gioiello quando dapprima è nuovo, ma amore invecchia e si raffredda e svanisce come la rugiada del mattino.
VI
I gabbiani volteggiano, virano e si tuffano,
la montagna si erge sul mare
il mondo che conosciamo gira in torndo per loro – e per te e me

NOTE
1) i versi eXtra sono in  Folk Songs   From Somerset. Third Series e in One   Hundred English Folk Songs, Cecil Sharp; un’altra versione in One Hundred English Folk Songs Cecil Sharp diventa:
Where love is planted, O there it grows,
It buds and blossoms like some rose;
It has a sweet and a pleasant smell,
No flow’r on earth can it excel.
(in italiano: Dove l’amore è piantato, là cresce, spunta e sboccia come delle rose, ha un dolce profumo piacevole, nessun fiore sulla terra lo può superare.)

Con il titolo “When Cockle Shells Turn Silver Bells” parte del testo è abbinato però a una diversa melodia sebbene la canzone sia sottotitolata anche come Waly, Waly.

ASCOLTA Eva Cassidy in “American tune” 2003

I
When cockleshells turn to silvery bells
Then will my love return to me
When roses bloom in the wintry snow
Then will my love return to me
II
Oh waly waly love be Bonnie
And bright as a jewel when it’s first new
But love grows old and waxes cold
And fades away like morning dew
III
There is a ship it’s sailing the sea
It’s loaded high and deep can be
But not so deep as my love for you
I know not if I’ll sink or swim
Traduzione di Cattia Salto
I
Quando le conchiglie diventeranno campanelle d’argento,
quando le rose fioriranno nella neve d’inverno, allora il il mio amore tornerà da me
II
Ahimè, ahimè amore è bello
e brilla come un gioiello quando dapprima è nuovo,
ma amore invecchia e si raffredda e svanisce come la rugiada del mattino.
III
C’è una barca che naviga sul mare
a piano carico affonda quanto possibile, ma non così profondamente come il mio more per te, così non so se affondare o nuotare

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/wateriswide.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6823

(Cattia Salto febbraio 2014)

THE FALSE BRIDE: LA VERSIONE SCOZZESE

La ballata della “Falsa Sposa” ovvero il tema dell’amore non corrisposto, risale sicuramente al 1600 ed è stata cantata un po’ per tutte le Isole Britanniche per secoli seguendo i canali della tradizione orale, la stampa nelle broadside ballads e nelle collezioni di arie tradizionali, sfaccettandosi in diverse versioni e anche arrangiamenti melodici. Solo all’inizio del XX secolo la ballata sembra essere passata di moda e relegata nelle “old Folk songs”, tuttavia in alcune sue varianti è stata recuperata durante il folk revival degli anni 60-70 e anche in più recenti registrazioni.
Si rimanda alla dettagliata ricerca di Jürgen Kloss sui testi e le melodie (vedi) limitando l’analisi alle versioni selezionate per l’ascolto.

LA MELODIA

I primi testi risalgono alla metà del 1600 in una ballata dal titolo “The Forlorn Lover” (Douce Ballads 1(83a) Bodleian Library), in italiano “l’amante disperato o abbandonato”. La melodia riprende “Love Is The Cause Of My Mourning” dall’Atkinson Manuscript (1694/95 ) molto diffusa come aria per violino nel Nothumberland (vedi)
Tra il 1700 e il 1800 si ritrovano diverse canzoni sia in Inghilterra che Scozia che riprendono e sviluppano sempre lo stesso tema approdato alla fine anche in Irlanda (The Forlorn Lovers in Patrick Kennedy Banks Of Boro. A Chronicle Of The County Of Wexford 1867).

ASCOLTA dall’Orpheus Caledonius di William Thomson (1725) forse il modello originario dai quali sono derivate le altre ballate.

VERSIONE SCOZZESE: I ONCE LOVED A LASS

Come commentato da Ewan McColl nelle note allegate all’album (vedi) le canzoni degli amanti abbandonati sono abbastanza comuni in Scozia, e per lo più sono soffuse di ironia, piuttosto che di tragedia. Non questa però in cui l’amante, dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex-fidanzata, si sdraia nella tomba per cercare la morte. Jürgen Kloss colloca la versione tra il 1850 e il 1885 in area scozzese: la prima strofa è un po’ un frullato testuale di diverse versioni comparse in stampa dai primi broadside seicenteschi alle collezioni ottocentesche; la seconda strofa è quella più antica che è presente un po’ in tutte le varianti del tema, anche con titoli diversi; mentre la terza strofa sembra essere un’aggiunta più recente, come pure anche la ripetizione in terza persona dell’ultimo verso che è proprio delle versioni scozzesi. Le strofe sono senza ritornello, ma nelle prime tre strofe l’ultimo verso “she’s gaun to be wed till anither” svolge tale funzione.

Notevoli  e numerose le registrazioni sia da parte di formazioni scozzesi che inglesi.

ASCOLTA Ewan McColl in Classic Scots Ballads, 1956

ASCOLTA Pentangle con la voce di Bert Jansch in Sweet Child, 1968 (strofe da I a III e V)

ASCOLTA Tannahill Weavers (strofe I, II, III e VI) in Best Of The Tannahill Weavers, 1989, con un arrangiamento fiabesco fuori dal tempo

ASCOLTA Karan Casey in “Ships in the Forest” 2008 in questa versione live canta tutte le sette strofe, da tener presente che la cantante è irlandese (contea di Waterford) e il testo è in standard english (vedi)

VERSIONE di Ewan McColl (tranne IV strofa)
I
I once loved a lass,
and I loved her sae  weel
I hated all others that spoke of her ill;
But noo she’s rewarded me
wee for my love,
(For) she’s gaun to be wed
till anither.
II
(When) I saw my love
to the church go,
Wi’ bride(groom) and bride-maidens, they made a fine show;
An’ l followed them on wi’ a heart fu’ o’ woe,
(For) she’s gaun to be wed till anither.
III
(When) I saw my love sit down to dine,
I sat down beside her and poured out the wine,
An’ I drank to the lass that should ha’e been mine,
An’ now she is wed till anither.
IV
“Well, stop,”
says the groomsman,
“If you take my word
Would you venture your life
on the point of a sword?
For courting too slowly
you have lost this fair maiden
Begone, you will never enjoy her”
V
The men o’ yon forest they askit o’ me,
Hou many strawberries grew in the saut sea?
But I askit them back wi’ a tear in my ee,
How many ships sail in the forest?
VI
O dig me a grave
and dig it sae deep,
An’ cover it over with flow’rets säe sweet,
An’ I’ll turn in for to tak’ a lang sleep,
An’ may be in time I’ll forget her.
VII
They dug him a grave
an’ they dug it sae deep,/ An’ covered it over with flow’rets säe sweet,
An’ he’s turned in for to tak’ a lang sleep,
An’ maybe by this time he’s forgot her.

Tradotto da Cattia Salto
I
Un tempo amavo una ragazza
e tanto l’amai, che odiavo tutti coloro che parlavano male di lei;
ma ora mi ha fatto pagare
per il mio amore(1)
perchè è andata  in sposa
ad un altro!
II
Vidi il mio amore
andare in chiesa
con lo sposo e le damigelle,
facevano una bella figura,
e li seguii con il cuore pieno di dolore perchè è andata  in sposa
ad un altro!
III
Vidi il mio amore sedersi per cenare
e mi sono seduto accanto a lei per versare del vino,
e bevvi alla ragazza che avrebbe potuto essere mia
ma ora è sposata ad un altro
IV
Fermo – dice il testimone dello sposo-
in fede mia
vuoi giocarti la vita
sulla punta di una spada?
Per aver corteggiato con poco ardore (2),
hai perso questa bella fanciulla
vattene, non ti divertirai mai più con lei
V
Tutti gli uomini nella foresta lontana mi chiedono”Quante fragole crescono nel mare salato?”
e io ho risposto con le lacrime agli occhi “Quante navi navigano nella foresta? (3)
VI
Oh scavatemi una tomba
e scavatela profonda
e copritela con i fiori più profumati
e andrò a dormire per fare un lungo sonno
e forse col tempo, dimenticarla.”
VII
Così scavarono una tomba
e la scavarono profonda
e la coprirono con i fiori più profumati
ed egli andrò a dormire per fare un lungo sonno
e forse col tempo dimenticarla.

NOTE
1) letteralmente “ora lei mi sta bene ricompensando per il mio amore”, il senso è ironico e vuole dire esattamente il contrario
2) ho inteso slowly come un atteggiamento poco eccitante o indeciso, senza vivacità
3) la strofa è una aggiunta del XVIII secolo riportata anche come stanza a sé nelle filastrocche per bambini: il significato è abbastanza chiaro, il protagonista ha più probabilità di trovare fragole nel mare e navi nella foresta che di ritrovare il suo amore. Non so se il paragone vuole parafrasare (con significato opposto) il noto detto scozzese “ci sono molti pesci nel mare” come frase consolatoria che in genere si dice a chi resta solo alla fine di una storia d’amore. Comunque la risposta alle domande retoriche è “Non c’è nessuna possibilità“.

VERSIONE INGLESE: A Week Before Easter – The False Bride

Nel 1971 The Copper Family del Sussex pubblicò l’album dal titolo “A song for every season” che include “The Week Before Easter” quale rielaborazione della versione popolare in Inghilterra (qui).
In una sequenza dal taglio cinematografico il protagonista narra dei tre momenti in cui la sposa si appressa al matrimonio: la vestizione, la processione verso la chiesa e il fatidico “si”.
Dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex-fidanzata, egli, come nella versione scozzese, si sdraia nella tomba per cercare la morte.

John Henry Frederick Bacon, ‘The Wedding Morning’ 1892

Shirley Collins ha anche registrato il brano con il più comune titolo ‘The Bride False’,  ho trovato però per l’ascolto questa versione dall’arrangiamento folk-pop, che mescola il folk all’elettronica.

ASCOLTA Jim Moray in Sweet England 2003


I
A week before Easter
the morn(1) bright and clear,
and the sun it shone brightly,
and keen blew the air.
I went down to the forest
to gather some flowers,
But the forest won’t yield me no roses.
II
Well the first time I saw my love,
she was dressed all in white,
Made my eyes run with water,
for it dazzled my sight,
now she is gone and she’s left me,
and cruelly done by me(2)
She’s gone and got tied to another.
III
And the next time I saw my love
she did in the church stand
With a ring on her finger
and a glove on her hand.
Well I thought to myself
I could have been that man (3)
She’s gone and got wed to another.
IV
Well the parson that married them,
he loudly did cry,
All of you that forbid it,
how dare thee stand by
Well I thought to myself,
I’ve a good reason why,
But I hadn’t the heart to forbid it.
V
So dig me a grave my love,
dig it long wide and deep,
Aye and cover it over,
with flowers so sweet
Aye and lay me down
to take a long sleep,
And maybe in time I’ll forget her.
Tradotto da Cattia Salto
I
Una settimana prima di Pasqua
dal mattino luminoso e chiaro
e il sole splendeva
e riscaldava l’aria,
sono andato nel bosco
a raccogliere fiori
ma il bosco non mi diede le rose
II
La prima volta che vidi il mio amore
era vestita tutta in bianco
e mi fece piangere
e mi abbagliava la vista
ora se n’è andata e mi ha lasciato
e l’ha fatto in modo crudele
se n’è andata e si è legata ad un altro
III
E la volta dopo che vidi il mio amore,
andava verso la chiesa
con l’anello al dito
e il guanto nella mano.
Pensai tra me
che avrei voluto essere quell’uomo,
lei se n’è andata a sposarsi ad un altro
IV
Il prete che li ha sposati
ha gridato ad alta voce
“Chi è a conoscenza di qualche impedimento,
parli ora o taccia per sempre”
ho pensato tra me
che sebbene avessi una buona ragione
non avevo il coraggio di impedirlo.
V
Scavatemi una fossa, amore mio
e scavatela larga e profonda
e copritela bene
con i fiori profumati.
e deponetemi
perchè possa fare un lungo sonno
e forse col tempo dimenticarla.

NOTE
1) Jim dice moon ma è una probabile corruzione di morn
2) verso alternativo: When I thought to myself that I might have been that man
3) verso alternativo: So now she’s gone from me and showed me false play.

continua: LE VERSIONI IRLANDESI 

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/ilal.html http://www.asaplive.com/archive/detail.asp?id=R0114701
http://clancybrothersandtommymakem.com/trad_1015_scots.htm
http://www.thecopperfamily.com/songs/coppersongs/week.html

http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thefalsebride.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=296

FAREWELL TO TARWATHIE

L’autore del testo è George Scroggie un poeta-contadino scozzese dell’Ottocento (non era insolito all’epoca che alcuni contadini fossero anche dei letterati autodidatti e scrivessero e pubblicassero poesie) che visse, a quanto pare dalla poesia, nella fattoria di Tarwathie nei dintorni di Crimond (piccolo paese nell’Aberdeenshire, Scozia Nord Est proprio sulla punta del “naso” di quella sagoma a forma di cane alla quale è riconducibile la terra di Scozia), a circa 3 km dalla costa.

Autore di “The peasant’s lyre” (vedi in archivio di “The Library of Congress” come depositato da Dwight Faw Rettie di Arlington, Virginia) pubblicato nel 1857 in Aberdeen, in cui troviamo la poesia “Farewell to Tarwathie” di ben 16 strofe, rimaneggiata e adattata a cinque nella forma-canzone attuale.

Che Scroggie sia stato un contadino e terricolo nulla toglie alla schiettezza della poesia; qualche ricercatore zelante ha rilevato vari gradi di parentela tra la famiglia Scroggie e i Cardno avendo quest’ultimi più affinità con il mare e il lavoro di “Arctic Whalerman“. Come sia in merito alla veridicità dell’Addio, la poesia è il saluto del protagonista alla sua amata terra natia, poco prima della partenza alla volta della Groenlandia su di una nave baleniera.

Il periodo in cui la poesia è stata scritta corrisponde proprio al nuovo impulso dato alla caccia delle balene con l’introduzione dei battelli a vapore, ma siccome la baleniera Tay fu la prima al mondo a montare un motore a vapore nel 1857 (porto di Dundee) è lecito presumere che la baleniera su cui si imbarcherà il protagonista sia ancora un tradizionale battello a vela. pescatori_balene1947_albertarelli All’epoca della canzone il lavoro di baleniere era molto pericoloso e praticato da uomini duri e incuranti del pericolo, che dovevano spingersi nel Mare Artico dove il ghiaccio ricopre terra e oceano, perchè le balene erano diventate sempre più rare negli altri mari; uomini che dovevano sentire un forte legame con il mare poichè stavano fuori per almeno quattro o cinque mesi prima di rientrare a casa; il nostro protagonista invece ha radici contadine e vorrebbe rimanere nel suo paese ma è spinto dal desiderio di arricchirsi: probabilmente è un giovane ragazzo che non fa o farà il baleniere di mestiere.

Nella IV strofa il poeta ci lascia una toccante immagine, nel rievocare il dolce canto degli uccelli nella sua terra, si rammarica che non ci saranno uccelli a cantare per le balene!
"The cold coast of Greenland is barren and bare
No seed-time nor harvest is ever known there
And the birds here sing sweetly in mountain and dale
But there's no bird in Greenland to sing to the whale"

ORIGINI DELLA MELODIA

Per quanto riguarda la melodia nell’articolo di Jürgen Kloss (vedi) vediamo svelata la sua origine: Kloss dubita che nell’Ottocento la poesia di Scrooggie fosse una canzone e ritiene che sia stata pubblicata per la prima volta nel 1950 da A.L. Lloyd & Ewan MacColl in “Thar she blows!”. Il testo è stato riveduto e modificato rispetto alla versione comparsa nel primo decennio del 1900 in “Folk-Song of the North East” a cura del collezionista scozzese Gavin Greig.
La melodia è stata molto probabilmente aggiunta da Lloyd ispirandosi a una vecchia melodia scozzese.
La somiglianza più antica è in “Earl Douglas’s Lament” composta da James Oswald (1710-1769) e che ha dato il via a una serie di Lamenti o Addii abbastanza simili in particolare per “Armstrong’s Farewell” (in Caledonian Pocket Companion, 12 volumi pubblicati tra il 1745 e il 1765). Sempre dalla ricerca di Kloss apprendiamo che Oswald a sua volta aveva ripreso un vecchio brano scozzese “Daft Robin” o “Robbi donna gòrach“, anch’esso pubblicato in quegli anni in varie collezioni. Anche sul versante irlandese si riscontra un brano simile dal titolo “The Bockagh” Collection of the most Celebrated Irish Tunes pubblicato a Dublino da William e John Neal nel 1724.

Di fatto la melodia era molto popolare in Scozia e in Irlanda e venne utilizzata diffusamente per numerose nuove canzoni  per tutto l’Ottocento. Anche in America la ritroviamo in numerosi brani per arrivare in particolare alla raccolta di John LomaxCowboy Songs” pubblicata nel 1938 e alle versioni di “The Railroad Corral” e di “Rye Whiskey” che richiamano parti della melodia somiglianza riscontrabile anche in “Pretty Saro” e “My Horses Ain’t Hungry”: collezionata da Lloyd o composta ex-novo ispirandosi ad una lunga tradizione scozzese e irlandese: la bellezza della melodia è indiscutibile, così meditativa e nostalgica!

ASCOLTA Judy Collins in “Whales and Nightingales” 1970: con la sola voce umana unita al canto delle balene, sebbene il fine utilitaristico del testo prevalga su ogni istanza pro-balena l’aver dato voce alle prede le umanizza e fa riflettere. Da ascoltare anche in versione più tradizionale e infine rock

ASCOLTA Noel McLoughlin in “20 Best Of Scotland” di questa versione mi piace il rincorrersi dei fraseggi flauto come se fossero i richiami degli uccelli (della già citata strofa)
ASCOLTA Liam Clancy la versione di Liam è un “classico” della tradizione
ASCOLTA Eurythmics (a sottolineare, se ce ne fosse bisogno, la modernità di una melodia risalente perlomeno al 1700)


I
Farewell to Tarwathie,
adieu Mormond Hill
And the dear land of Crimond,
I bid you farewell
I’m bound out for Greenland
and ready to sail
In hopes to find riches
in hunting the whale
II
Farewell to my comrades,
for a while we must part
And likewise the dear lass
who first won my heart
The cold coast of Greenland
my love will not chill
And the longer my absence,
more loving she’ll feel
III
Our ship is well rigged
and she’s ready to sail
The crew they are anxious
to follow the whale
Where the icebergs do fall
and the stormy winds blow
Where the land and the ocean
is covered with snow
IV
The cold coast of Greenland
is barren and bare
No seed-time nor harvest
is ever known there(1)
And the birds here sing
sweetly in mountain and dale
But there’s no bird in Greenland
to sing to the whale
V
There is no habitation
for a man to live there
And the king of that country
is the fierce Greenland bear
And there’ll be no temptation
to tarry long there
With our ship bumper full(2)
we will homeward repair
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Addio Tarwathie,
addio Mormond Hill

e terra amata di Crimond,
vi saluto

sono diretto in Groenlandia
pronto per partire

con la speranza di trovare la ricchezza
nella caccia alla balena

II
Addio compagni,
tra poco dobbiamo separarci

e così anche l’amata ragazza
che per prima ha conquistato il mio cuore-

La fredda costa della Groenlandia
non raffredderà il mio amore

e più a lungo starò lontano,
più amore lei proverà.

III
La nostra nave è ben attrezzata
e pronta a partire

la ciurma è ansiosa
di inseguire la balena

dove gli iceberg cadono
e il vento impetuoso soffia

dove terra e oceano
sono ricoperti dalla neve

IV
La costa fredda della Groenlandia
è sterile e nuda,

nessuna semina e nemmeno raccolto
là si conosce(1)

e gli uccelli qui cantano
dolcemente nelle montagne e valli,

ma non ci sono uccelli in Groenlandia
a cantare per le balene.

V
Non c’è dimora
per un uomo che vive là

e il re della terra
è il feroce orso polare,

non ci sarà la tentazione
di trattenersi a lungo là

con la stiva carica(2)
ci recheremo a casa!

NOTE
1) l’osservazione è propria di chi appartiene ad una generazione di contadini
2) nel contesto del racconto la caccia alla balena è vista come un atto predatorio, di sussistenza. Oggi la caccia alle balene è vietata, anche se legalmente praticata per la sussistenza di limitate popolazioni indigene e illegalmente praticata in Giappone, Norvegia, Islanda, Russia e Corea.
FONTI
http://www.clis.com/tarwathie/scroggie.html http://mysongbook.de/msb/songs/f/faweltar.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/farewelltotarwathie.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=40025 http://justanothertune.com/html/tarwathie.html
https://lenathehyena.wordpress.com/tag/dundee/

LORD FRANKLIN

Nell’Ottocento ancora una buona parte del pianeta era “terra incognita” e a maggior ragione il mare, vasti tratti delle mappe erano segnati come Mare In Cognito, ma l’epoca fu anche quella delle grandi esplorazioni, in particolare del Polo Nord alla ricerca del Passaggio di Nord-Ovest (ovvero la rotta che va dall’oceano Atlantico all’oceano Pacifico, attraversando l’arcipelago artico del Canada).
Fondamentale fu il contributo dato da John Franklin (1786-1847) a questa impresa, che diventò per lui quasi un’ossessione.

E con lui tanti altri esploratori cercarono pervicacemente la strada non solo per mare, ma anche percorrendo fiumi e sentieri via terra; ecco il resoconto di Sergio Borroni che con Erico Vigano ha ripercorso  (libro alla mano – Voyages from Montreal, on the River St. Laurence, Through the Continent of North America, to the Frozen and Pacific Oceans; In the Years 1789 and 1793) la spedizione di Alexander Mackenzie nelle regioni artiche canadesi ..

Ma il personaggio a cui è dedicata la canzone di oggi è un ufficiale, esploratore e scrittore inglese, Sir John Franklin. Già governatore della Tasmania, e tra i fondatori della Royal Geographical Society, guidò come comandante della Royal Navy numerose esplorazioni nell’Oceano Artico

LE SPEDIZIONI DI SIR FRANKLIN AL POLO NORD

franklinNel 1819 Franklin si imbarcò sulla “Prince of Wales” con il compito di mappare e compiere ricerche di oceanografia, meteorologia e magnetismo terrestre nelle regioni dell’America settentrionale.

Il viaggio terminò nel 1822, dopo aver percorso quasi 6000 miglia di navigazione e alcuni attraversamenti via terra, e venne descritto da John Franklin nel libro “Narrative of a journey to the shores of the Polar Sea in the years 1819-22” (London 1823).

Nella seconda spedizione del 1825-27 Sir Franklin, già nominato baronetto, esplorò e completò i rilievi dei fiumi che sfociano nell’arcipelago canadese (Great Bear River, Mackenzie River, Coppermine River). Nel 1845, Lord Franklin ebbe nuovamente l’incarico di ricercare il passaggio di Nord Ovest con le navi “Erebus” e “Terror“, ma la spedizione scomparve nei ghiacci.

LE SPEDIZIONI DI RICERCA DELLE NAVI DISPERSE

Nel 1848 – sia per disposizione dell’Ammiragliato, sia per la tenacia di Lady Jane Franklin – partì la prima di numerose spedizioni di ricerca, che videro impegnati tutti gli esploratori polari del tempo. Della spedizione sono state ritrovate poche tracce, sembrerebbe che le navi vennero bloccate dal ghiaccio all’Isola di Re William, a circa metà strada del passaggio, e non riuscirono a liberarsi dalla morsa nel disgelo dell’estate successiva.
Oggi con il ritrovamento di un cadavere ben conservato nei ghiacci di un componente dell’esplorazione è stata avanzata l’ipotesi che gli uomini fossero tutti morti a causa dell’avvelenamento da piombo rilasciato dai contenitori metallici contenenti le scorte alimentari della spedizione.

Si stralcia dall’articolo “La ricerca dei passaggi di Nord-Ovest e di Nord-Est” nel sito web sullacrestadellonda.it

Nel 1852 l’Ammiragliato decise di mettere in campo un grande sforzo congiunto, alla ricerca della spedizione di Franklin predisponendo una squadra di cinque navi, al comando dell’ammiraglio Edward Belcher. L’operazione fu un pesante insuccesso perché – pur producendosi il rilievo di 16000 km di coste polari canadesi – non solo non venne trovato alcun indizio della spedizione Franklin, ma quattro delle navi andarono addirittura perdute.
L’Ammiragliato, dopo quella clamorosa disfatta, decise di sospendere definitivamente le ricerche, ma Lady Franklin non si arrese – venendo successivamente citata in giudizio dalla figliastra per aver dilapidato il patrimonio familiare in inutili tentativi – e acquistò lo yacht “Fox” con cui allestì una spedizione parzialmente finanziata da una sottoscrizione pubblica, affidandone il comando a Leopold McClintock.
Questi, partito nel 1857 da Aberdeen, seguì le tracce già scoperte da Rae nell’attraversare il golfo di Boothia e poi perlustrò l’isola di Re Guglielmo e la penisola Adelaide, dove trovò ulteriori resti, finché – alla Victory Point della penisola di Graham Gore – scoprì una sorta di diario nascosto in un tumulo di pietre, che descriveva le ultime vicende di Franklin, morto l’11 agosto 1847, e di alcuni suoi compagni, mentre resti sparsi dei “superstiti” vennero rinvenuti nei dintorni.

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L’EROE

Sembra perciò che Lord Franklin avesse trovato il passaggio (per quella che sarà la rotta percorsa nel 1850 da Robert McClure) e per la sua dedizione e il suo sacrificio fu acclamato in patria come un eroe perchè a lui fu riconosciuta la palma della scoperta, così sta scritto sul monumento eretto a Londra nel 1860:
“Franklin / to the great navigator / and his brave companions / who sacrificed their lives / completing the discovery of / the North-West passage / A. D. 1847-48 / erected by the unanimous vote / of Parliament”

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Nella mappa la rotta delle navi: da Baffin Bay per Devon Island e intorno a Cornwallis Island proseguirono lungo la costa di Somerset Island lasciando la Boothia Peninsula, finchè le tracce si persero vicino a King William Island.

LADY FRANKLIN

LadyJaneFranklinL’interesse pubblico per l’impresa di Lord Franklin e ancor di più la dedizione della moglie e la sua ostinazione, furono lo stimolo per la pubblicazione di una serie di ballate negli anni del 1850, nonché il tema di alcuni romanzi.
L’area di provenienza dei broadside ballads era la Scozia, ma la canzone nelle sue numerose varianti si è sparsa anche nel nord dell’Inghilterra ed è approdata in America (Nord-Est).
Grazie alla ricerca compiuta da Jürgen Kloss è stata ricostruita l’evoluzione storica testuale e melodica della ballata. (per l’analisi dettagliata delle fonti in vedi)

I FRAMMENTI

La versione testuale della ballata così come la conosciamo oggi si trova in Ballads And Sea-Songs Of Newfoundland (1933) a cura delle due collezioniste americane Elisabeth Greenleaf e Grace Mansfield che ritrovarono la canzone a Terranova nel 1929: si tratta di una serie di frammenti riportati da vari cantori locali messi insieme e combinati con la prima versione stampata della melodia sotto il titolo “The Franklin Expedition”, sole 3 strofe rimpolpate dalla versione Franklin’s Crew riportata nel 1938 nel libro Songs Of The American Sailormen di Joanna C. Colcord.
La canzone però non compare nelle grandi collezioni di canzoni popolari e la sua diffusione è rimasta limitata nell’ambito marinaresco.
Possiamo ascoltare una registrazione sul campo negli anni 1950 sempre a Terranova ASCOLTA dalla Canada’s Digital Collection, “MacEdward Leach and the Songs of Atlantic Canada”

Quindi fino al folk revival degli anni 60 il brano si ritrova in varie versioni frammentarie e con melodie diverse.

A.L. LLOYD E MARTIN CARTHY

E veniamo a A.L. Lloyd e al  suo Lord Franklin del 1956, versione che è alla base della ballata registrata  nel 1966 da Martin Carthy, diventata la versione standard di 5 strofe con l’arrangiamento alla melodia “The Croppy Boy“: in Lloyd le strofe erano 6 tutte riprese da Carthy tranne che per la II
I dreamed we neared the English shore,
I heard a lady weep and deplore,
She wept aloud and she seemed to say:
Alas, that my husband is so long away.
In cui si fa riferimento al dolore della moglie di Franklin.

In Martin Carthy perciò il protagonista della canzone potrebbe essere sia un marinaio (non necessariamente di quelli mandati alla ricerca dei resti della spedizione) sia lady Franklin (e in effetti il brano con lievi modifiche è stato anche intitolato come Lady Franklin’s Lament), essendoci un’incongruenza tra la II strofa che si riferisce al marinaio che solca il mare per lavoro e la V strofa che potrebbe essere pronunciata da Lady Franklin. Indubbiamente questa incongruenza è il risultato delle molte ricomposizioni di taglia e cuci operate sui frammenti disponibili (un’altra versione testuale della storia si intitola The Franklin Expedition, in cui è inserita quasi una cronaca della spedizione).

Perciò non posso che condividere la conclusione di Jürgen Kloss il quale afferma:
The tune and in most cases also the lyrics of all modern versions of “Lady Franklin” can be traced back to Greenleaf and Mansfield. Hemsworth, Mills and Lloyd all have created their own fragments from the fragments available in that particular collection and in turn Lloyd’s version has been the source for most later recordings.
Interestingly all the other field-recorded versions both from Britain – Sharp, Vaughan Williams, Greig & Duncan – and North America – MacLeach and Creighton – had no influence on the further development of this song, not at least because they weren’t as easily available as the variants published by Greenleaf and Mansfield and later Doerflinger.

(TRADUZIONE ITALIANO: La melodia e in molti casi anche il testo di tutte le moderne versioni di Lord Franklin possono essere ricondotte a Greenleaf e Mansfield. Hemsworth, Mills e Lloyd [cantanti che hanno registrato il brano] hanno creato il loro arrangiamento dalle versioni disponibile in quella particolare collezione e la versione di Lloyd, a sua volta, è stata la fonte della maggior parte delle successive registrazioni.
E’ interessante notare che tutte le versioni delle registrazioni sul campo sia dalla Gran Bretagna – Sharp, Vaughan Williams, Greig & Duncan – e dal Nord-America – MacLeach e Creighton – non hanno avuto influenza sullo sviluppo ulteriore di questa canzone, perché non erano così disponibili come la variante pubblicata da Greenleaf e Mansfield e poi da Doerflinger.)

Come già accennato per “The Croppy boy” la melodia di riferimento è stata quella di “The Robber – Charley Reilly” in Ancient Music of Ireland (Edward Bunting, 1840) (vedi) riscontrabile poi in molte varianti. La melodia era molto diffusa infatti nella Gran Bretagna e utilizzata per molte ballate del genere “rambling boy” che trattavano temi di furti e rapine. Era anche diffusa tra le canzoni dei mare che parlavano di disastri e di morte.

Tutte le parole però non servono a descrivere la bellezza fuori dal tempo di questo lament che è insieme una dichiarazione d’amore, così come rima Angelo Branduardi dando voce al dolore di Lady Franklin
“Ora ogni notte è una lunga pena
ma per Lord Franklin alzerò le vele.
Tentando ancora di ritrovarlo,
seguirò Lord Franklin,
ovunque lui sia.”

Numerosissime sono le registrazioni ma ecco i miei “The Best of”:

ASCOLTA Pentangle in Cruel Sister 1970 (la voce è di John Renbourn)

ASCOLTA Micheál O’Domhnaill

Che dire di questo gruppo italiano? Magico anche il video
ASCOLTA Acustica Medievale, in “Acustica Medievale” 1982, un gruppo romano “storico” fondato nel 1976 dedito al recupero ed alla rielaborazione di musica medievale, rinascimentale e celtica: gli effetti che sentite sono di Massimo Santantonio con il guitar synth

 

I
We were homeward bound
one night on the deep
Swinging in my hammock
I fell asleep
I dreamed a dream
and I thought it true
Concerning Franklin
and his gallant crew.
II
With one hundred seamen
he sailed away
To the frozen ocean
in the month of May
To seek a passage
around the pole
Where we poor sailors
do sometimes go.
III
Through cruel hardships
they vainly strove
Their ships on mountains of ice
was drove
Only the Eskimo with
his skin canoe
Was the only one
that ever came through.
IV
In Baffin’s Bay
where the whale fish blow
The fate of Franklin
no man may know
The fate of Franklin
no tongue can tell
Lord Franklin among
his seamen do dwell.
V
So now my burden
it gives me pain
For my long lost Franklin
I would cross the main.
Ten thousand pounds
would I freely give,
To say on earth that
my Franklin do live.
OR:
And now my burden it gives me pain
For my Lord Franklin
I’d sail the main
Ten thousand pounds
I would freely give
To know Lord Franklin, and where he is

TRADUZIONE ITALIANO di Alberto Truffi
I
Eravamo diretti verso casa
una notte in mare aperto
cullato dalla mia amaca
mi addormentai
e sognai un sogno
che sembrava vero
su Franklin
e la sua coraggiosa ciurma
II
Con cento uomini di mare
egli prese il largo
verso l’Oceano ghiacciato
nel mese di maggio,
per cercare un passaggio
attraverso il Polo Nord,
dove noi poveri marinai
a volte andiamo.
III
Lottarono inutilmente
contro crudeli difficoltà,
la loro nave fu sospinta
contro montagne di ghiaccio,
solo l’eschimese con
la sua canoa di pelle
era l’unico
che poteva venirne fuori.
IV
Nella Baia di Baffin
dove la balena soffia
nessun uomo è in grado
di conoscere il destino di Franklin,
Il destino di Franklin
nessuna lingua lo può raccontare
Lord Franklin dimora
tra i suoi marinai
V
Così ora il mio peso
mi fa soffrire
per il mio Franklin disperso da lungo tempo io avrei attraversato il mare(1)
avrei regalato
diecimila sterline
per tornare a terra e dire
che Franklin era ancora vivo
Oppure:
Ora il mio peso mi fa soffrire,
per il mio Lord Franklin
ho preso il mare
diecimila sterline
avrei regalato
per sapere dove si trova Lord Franklin

NOTE
1) Alberto Truffi traduce main con “distesa marina”

LA VERSIONE IN ITALIANO

Angelo Branduardi ha rivisitato la versione inglese della ballata di Lord Franklin versificandola in italiano con garbo e perizia, impeccabile l’arrangiamento strumentale.
ASCOLTA Angelo Branduardi  in “Il rovo e la rosa – Ballate d’amore e morte” 2013

I
Navigavamo tornando a casa,
nella mia amaca mi colse il sonno…
e feci un sogno che sembrava vero,
rividi Franklin
coi suoi cari compagni.
II
Con cento fidi era salpato,
col primo vento di Primavera ,
verso il passaggio che taglia il Polo,
dove chi naviga
ha in sorte di andare.
III
Troppo crudele quel freddo mare,
bianche montagne da valicare,
là solo l’eskimo con la sua canoa,
quegli aspri ghiacci
riesce ad attraversare.
IV
In Baffin Bay soffia la balena,
la fede di Franklin non vacillò,
il cuore di Franklin lo spinse ad andare,
ma alle sue spalle
si chiuse il mare.
V
Ora ogni notte è una lunga pena
ma per Lord Franklin alzerò le vele.
Tentando ancora di ritrovarlo,
seguirò Lord Franklin,
ovunque lui sia.

FONTI
http://www.ric.edu/faculty/rpotter/SJFranklin.html
http://www.sullacrestadellonda.it/spedizioni_polari/polarindex.htm
http://www.justanothertune.com/html/ladyfranklin.html
http://musicaememoria.altervista.org/LordFranklin.htm
http://www.angelobranduardi.it/rovoerosa/testi.html

IMPOSSIBLE RIDDLE: THE ELFIN KNIGHT

Il “contrasto” tra innamorati, basato sui “compiti o enigmi impossibili” ha come modello la ballata “The Elfin Knight“: collezionata dal professor Francis James Child (1825-1896) al numero 2.

william_morris1In questa ballata una fanciulla  sente suonare il corno (o la tromba) dall’elfo e cade in preda al desiderio, siamo in primavera e il richiamo della natura è forte. L’elfo però le chiede di superare delle prove impossibili (ad esempio cucire una camicia senza ago né filo) e anche lei a sua volta richiede delle prove d’amore, con chiari riferimenti al compimento del rapporto sessuale.
Per certi aspetti richiama la ballata di Tam Lin (vedi) in cui una fanciulla è alla ricerca della prima esperienza sessuale e in cui tutte le allusioni sono narrate come in una fiaba.

Il rapporto tra i due è ambiguo, nelle versioni più antiche è la ragazza che chiama l’elfo nella sua camera, perché diventi il suo amante, e l’elfo la sottopone ai compiti impossibili per dissuaderla, perché troppo giovane; in altre versioni invece, l’elfo sottopone la ragazza alle imprese impossibili, minacciandola di rapirla per farla diventare la sua amante (e lei invece difende la propria verginità).  Come sia questi “enigmi” fanno parte di una consuetudine delle canzoni popolari nel rapportarsi con il soprannaturale, sia esso un essere magico o diabolico.  Eppure la carica sessuale è appena sotto la pelle!

THE ELFIN KNIGHT

Riccardo Venturi nella sua poderosa ricerca sulle Ballate di Child commenta
“The Elfin Knight, la ballata alla base di Scarborough Fair e di cui rappresenta la forma più antica, è una delle più vivaci ballate del corpus childiano, certo non troppo adatta ai bambini e alle fanciulle. Il Cavaliere Elfo propone alla ragazza una serie di compiti impossibili; lei gli ribatte con un’altra serie, ugualmente impossibile, con cui smaschera il Cavaliere, potenziale fedifrago (le sequele di compiti impossibili sono uno dei τόποι più usuali delle ballate angloscozzesi.
Il ritornello (My plaid awa ecc.) rappresenta, come già Child sottolineò, un “unicum” nell’intera raccolta, dato che si tratta dell’unica ballata in cui esso è più lungo della strofa che esso accompagna. Dalle numerose versioni scozzesi che presentano il motivo della “coperta che vola via” si può dedurre che tali versi si riferiscono più o meno velatamente alla perdita della verginità, e del resto, almeno una parte dei compiti impossibili sottintendono chiaramente delle allusioni sessuali (il “corno in grembo”, il “campo da arare e da seminare” ecc.).

Gli Elfi delle ballate, inutile dire, sono degli uomini adulti e pieni di “voglie”, non le creaturine asessuate delle filastrocche per bambini. Sebbene conservata in un foglio volante scozzese del 1670 (in caratteri gotici), il nostro testo (da William Motherwell, Minstrelsy, appendice) è indubbiamente una ballata popolare dal punto di vista stilistico.”

Della ballata esistono peraltro diverse versioni (vedi)

ASCOLTA Ewan McColl & Peggy Seeger


I
There stands three trumpeters on yon hill
Blaw, blaw, blaw winds, blaw
And they blaw their trumpets(1) sae loud and shrill
And the wind it blaws my plaid awa’(2)
II
Gin I’d his trumpet in my kist (3)
And was in the lad’s arms that I like best
III
Gin ye would be wed wi’ me
There’s ae thing ye maun dae for me
IV
Ye maun mak’ me a linen sark
Without a stitch o’ needlewark
V
Ye maun wash it in yon draw-well
Where water never sprang or fell
VI
Ye maun drt’t on yon hawthorn
That hasna seen blossom since man was born
VII
And gin I mak’a sark for thee
There’s ae thing ye maun dae for me
VIII
My faither has an acre o’ land
Ye maun plough it wi’ you ae hand
IX
Ye maun sow it wantin’ corn
And roll it wi’ a sheep’s shank-bone
X
Ye maun shear it wi’ a scythe o’ leather
And bind it wi’ a peacock’s feather
XI
Ye maun stook it in the sea
And bring the whaetsheaf dry to me
XII
And gin ye wark noo all this wark
Come to me and you’ll get your sark
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
C’erano tre trombettieri su quella collina
Soffiate, soffiate, soffiate venti, soffiate
Ed essi soffiano nelle loro trombe (1) in modo così forte e stridulo
E il vento soffia via la mia coperta (2)
II
“Vorrei avere la sua tromba in grembo,  e stare tra le sue braccia sarebbe ciò che preferisco.
III
Vorrei che fosse sposato con me”
“C’è qualcosa che tu puoi fare per me
IV
Devi fare per me una camicia di lino
Senza lavoro d’ago
V
Devi lavarla in quel pozzo, sempre vuoto d’acqua di fonte o piovana;
VI
Devi asciugarla su quello spino
Che mai è fiorito da quando l’uomo è nato.”
VII
“E se io farò per te una camicia, c’è però qualcosa che tu puoi fare per me
VIII
Mio padre ha un acro di terra
devi ararlo con le tue mani
IX
Devi seminarlo con il chicco dei desideri e rivoltarlo con la tibia di pecora
X
Devi mieterlo con un falcetto di cuoio
e legarlo con una penna di pavone
XI
Devi immagazzinarlo nel mare
e portarmi il covone asciutto
XII
Quando avrai fatto tutto, e fatto bene,
vieni a prendere la tua camicia”

NOTE
1) in altre versioni la tromba diventa un corno, strumento per lo più ad uso “bellico” e come richiamo, essendo il suo suono udibile sulle lunghe distanze. Ma è anche un corno magico che suscita il desiderio in chi lo sente.
2) come per il mantello in Tam Lin anche qui la coperta copre il pudore della donna e viene soffiata o gettata via = deflorazione
3) kist dall’inglese antico kiste -kista nel senso di contenitore sia scatola, baule che bara o sarcofago (in senso archeologico cista) ma anche petto, qui tradotto come grembo, la tromba o il corno dell’elfo nel grembo della fanciulla, più esplicito di così..

ASCOLTA Jean-Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordic Ballads“, un libro-Cd, con le illustrazioni di Arthur Rackham, 2012. La voce è di Joanne McIver.


I
The Elfin Knight stands on yon hill
Blaw, blaw, blaw winds, blaw
blowing his horn(1)
and loud and shrill
And the wind has blawing my plaid awa’(2)
II
If I’d yon horn in my kist (3)
And the bonnie laddie
here that I love best
III
Ye maun make me
a fine holland sark
Without any stitching
or needle wark
IV
Ye maun wash it in yonder well
Where the dew never wat
and the rain never fell
V
Now sin ye’ve asked
some things o’ me
it’s right I ask as mony o’ thee
VI
My father he asked me
an acre of land
between the sault sea and the strand
VII
Ye maun plow’t i with blawing corn
And ye maun sew’t wi pepper corn
VIII
When you have done
and finished your wark
ye’ll come to me, love
and get your sark
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Il Cavaliere Elfo è sulla collina
Soffiate, soffiate, soffiate venti, soffiate
e soffia il suo corno (1)
forte e penetrante
E il vento ha soffiato via la mia coperta (2)
II
“Se avessi il suo corno in grembo (3),
e il bel ragazzo
che amo tanto”
III
“Devi fare per me
una bella camicia di lino
senza lavoro d’ago
e filo
IV
Devi lavarla in quel pozzo
dove la rugiada mai bagna
e la pioggia mai cade”
V
“Poichè mi hai chiesto queste cose
è giusto che te ne chieda anch’io altrettante
VI
Mio padre mi ha chiesto
un acro di terra
tra il mare salato e la sabbia
VII
Devi ararlo con tibia di pecora
e seminarlo con  chicco di pepe
VIII
Quando avrai fatto tutto,
e finito il tuo lavoro,
vieni da me, amore
a prendere la tua camicia”

ASCOLTA Kate Rusby in The Girl Who Couldn’t Fly 2005
oppure in duo Kate Rusby w/ Dave Burland: The Elfin Knight [2012]


I
The elfin knight stands on yon hill
He blows his horn both loud and shrill
He stands so proud and he stands so still
CHORUS
Blow winds blow my bonnie o
Blow winds blow my bonnie
Blow winds blow my bonnie o
Blow winds blow my bonnie
II
If I had the knight that stands on yon mound
My true love then surely I have found
Down to the church then soon we will be bound
III
He’ll make me a dress with seams of fine thread
Make me a garland of flowers for my head
Down to the church then away we’ll go to bed
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
L’elfo cavaliere è sulla collina
e soffia il suo corno forte e penetrante,
è così magnifico
e fiero
CORO
soffiate venti, miei cari
soffiate venti, miei cari
soffiate venti, miei cari
soffiate venti, miei cari ..
II
Se avessi il cavaliere che è su quella collina,
allora di certo avrei trovato il vero amore,
e presto andremo a sposarci.
III
Mi farà un abito cucito con filo di seta,
mi farà una ghirlanda di fiori per il capo,
e dopo la chiesa andremo di corsa nel letto!

Per le versioni americane di The Elfin Knight vedi

seconda parte: Cambric shirt

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/captain-wedderburn.html
http://www.justanothertune.com/html/cambricshirt.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_2

EILEEN AROON

Con il titolo Eileen Aroon si indica di solito un gruppo di canzoni dalla matrice comune di cui il dibattito sulle origini è ancora acceso. Ritengo però che Jùrgen Kloss abbia fatto luce sulla questione nella sua ottima dissertazione (Vedi)

trisleghLA LEGGENDA
Intorno al titolo della canzone è nata una leggenda, che ne fa risalire la matrice originale al XIV o XV secolo in terra Irlandese: Carol (o Carrol) O’Daly ovvero il bardo Cearbhall O Dálaigh era segretamente innamorato di Eileen la figlia di Sir Morgan e Lady Kavanagh di Castello Clonmullen, Contea di Wexford (ma anche in altre versioni Castello Polmonty, Contea di Carlow). Costretta ad un matrimonio combinato Eileen preferì fuggire con il bardo travestito da arpista itinerante, giunto a palazzo in occasione della festa e che cantò per lei questa canzone dalla dolente melodia: “Ellen mio amore segreto” durante il banchetto della vigilia.

Altri però collocano la storia nel XVII secolo. Una versione della storia è raccontata con dovizia di particolari in Stories of Famous Songs Vol. 1’ di S. J. Adair Fitz Gerald (circa 1901).

LA TOMBA DI AILEEN AROON

Nel cimitero rurale di Kilmyshall si trova una lapide sulla quale sta scritto”Qui giace il corpo di Elenor Boote Kavanagh che morì il 14 giugno 1717 all’età di 63 anni”. La leggenda locale traspone alla fine del secolo XVII l’intera vicenda d’amore tra Eleanor e il giovane bardo, i due fuggono insieme ma poco dopo il giovane muore e lei ritorna a vivere al castello di Clonmullen sposandosi con William Booth. A Bunclody si svolge in estate l’Eileen Aroon Festival.

UNA VISITA ALLA CONTEA DI WEXFORD
È stata terra di invasori e predatori, terra di vichinghi. I fiumi navigabili e la terra fertile li hanno, nel tempo, attirati da sempre. Le prime città importanti d’Irlanda vennero fondate dai vichinghi sul River Slaney, che attraversa la contea. continua

http://www.discoverireland.com/it/ireland-places-to-go/counties/wexford/
http://www.irlandando.it/cosa-vedere/est/contea-di-wexford/

EILEEN AROON & ROBIN ADAIR

Tracce di Eileen Aroon ci arrivano dall’epoca di Shakespeare, ma la prima documentazione scritta si trova nel “The Beggar Wedding” di Charles Coffey del 1729 messa in scena sia a Dublino che a Londra, in cui si riprendevano vecchie melodie tradizionali (in questo caso irlandesi).

C’è una canzone scozzese dal titolo Robin Adair che riprende la melodia di Eileen Aroon. Pare che Lady Caroline Keppel (1735-1769) nel 1758 scrivesse una canzone dedicata a colui che diventerà poi suo marito. Ma anche questa è una leggenda. La melodia è stata arrangiata anche da Ludwig van Beethoven con il titolo di Robin Adair ASCOLTA

P1460865133LA LEGGENDA
Sempre il nostro S. J. Adair Fitz Gerald ci delizia nel narrarci sulla storia di un giovane irlandese di nome Robert Adair studioso di medicina che si trova appiedato sulla strada per Londra e incontra una carrozza uscita fuori strada. Il giovane soccorre la giovane signora in preda ad un malore per lo spavento e ottiene un passaggio fino a Londra.

Successivamente invitato ai balli di società scopre che la sua protettrice è Lady Caroline Kepper, seconda figlia del conte di Albemarle, ma i genitori non approvano la loro storia, lei viene mandata in viaggio e si ammala; mentre si trova a Bath per le cure, scrive i versi sulla melodia di “Eileen Aroon” che doveva essere la loro canzone del cuore. Alla fine i genitori acconsentono al matrimonio in ansia per la salute della figlia. La storia ricorda la figura del figlio della coppia sir Robert Adair (1763-1855) diplomatico inglese

Per tutto il Settecento e Ottocento si susseguono stampe, versioni e melodie di entrambi i titoli a conferma del dilagante successo delle due canzoni (Jùrgen Kloss: elenco cronologico dal 1729 al 1900 con partiture e registrazioni vedi)

Dopo il revival folk degli anni sessanta solo Eileen Aroon è stata ripresa dai gruppi e cantanti contemporanei

VERSIONE STRUMENTALE
ASCOLTA all’arpa Derek Bell in “Musical Ireland” – 1982. Non ci sono parole!
ASCOLTA al pianoforte J.J. Sheridan arrangiamento di Burk Thumoth 1742

VERSIONE IN GAELICO
ASCOLTA McPeake Family 1962
ASCOLTA Seamus Begley & Oisin Mac Diarmada
ASCOLTA Maureen Hegarty
ASCOLTA Edain. Il gruppo ungherese nato nel 1999 ha realizzato una versione tra il classico e il popolare

VERSIONE GAELICO

I
Do shiúlfainn féin i gcónáí leat(1)
Eibhlín a rún,
Do shiúlfainn féin i gcónáí leat,
Eibhlín a rún,
Do shiúlfainn féin i gcónáí leat,
síos go Tír Amhlghaidh leat,
Mar shúil go mbéinn i gcleamhnas leat,
Eibhlín a rún.

II
Sheolfainn fein gamhna leat,
Eibhlin a run
Sheolfainn fein gamhna leat,
Eibhlin a run
Sheolfainn fein gamhna leat,
sios go Tir Amhlai leat
Mar shuil go mbeinn i gcleamhnas leat,
Eibhlin a run

III
An dtiocfaidh tú nó an bhfanfaidh tú,
Eibhlín a rún?
An dtiocfaidh tú nó an bhfanfaidh tú,
Eibhlín a rún?
Tiocfaidh mé is ní fhanfaidh mé,
tiocfaidh mé is ní fhanfaidh mé,
Tiocfaidh mé is ní fhanfaidh mé,
is éalóidh mé le mo stór.

IV
Céad míle fáílte rómhat,
Eibhlín a rún
Céad míle fáílte rómhat,
Eibhlín a rún
Céad míle fáílte rómhat,
fáílte ’gus fiche rómhat
Naoi gcéad míle fáílte rómhat,
Eibhlín a rún.

TRADUZIONE INGLESE

I
I would always walk with you,(1)
Eileen my love.
I would always walk with you,
Eileen my love.
I would always walk with you,
down to Tír Amhlaí(2) with you,
Hoping to be wedding with you,
Eileen my love.

II
I would herd calves with you,
Eileen my love
I would herd calves with you,
Eileen my love
I would heard calves with you,
down to Tír Amhlaí with you
Hoping to be wedding with you,
Eileen my love

III
Will you come or will you stay,
Eileen my love?
Will you come or will you stay,
Eileen my love?
I will come and not stay,
I will come and not stay
I will come and not stay,
and I’ll escape with my love

IV
One hundred thousand welcomes to you,
Eileen my love
One hundred thousand welcomes to you,
Eileen my love
One hundred thousand welcomes to you,
twenty-one welcomes
Nine hundred thousand welcomes to you,
Eileen my love

NOTE
1) vorrei camminare sempre con te significa vorrei essere il tuo compagno per sempre
2) nome di località
TRADUZIONE ITALIANO
Vorrei essere il tuo compagno per sempre, Eileen amore mio. Vorrei camminare con te,
fino a Tír Amhlaí(2) con te, nella speranza di spostarti Eileen amore mio.
Vorrei (avere) vitelli di mandria per te, fino a Tír Amhlaí(2) con te, nella speranza di spostarti, Eileen amore mio. Verrai o preferisci restare? Io vorrei andare e non restare per fuggire con il mio amore.  Benvenuta centomila volte Eileen Benvenuta centomila volte,
e ventuno volte benvenuta, Benvenuta novecentomila volte, amore mio
VERSIONE IN INGLESE
Oggi la versione testuale più accreditata è quella scritta dal poeta irlandese Gerald Griffin (1803-1840)
ASCOLTA the Unwanted (la voce è di Cathy Jordan ) in ‘Music From The Atlantic Fringe’ (Strofe 1-2-3-5-6-7)
ASCOLTA Clancy Brothers (strofe 4-5-6-7). La prima registrazione del brano risale al 1961 con Clancy Brothers e Tommy Makem ripresa nel 1988 da Bob Dylan

Versione di Gerald Griffin (anni 1830)

Versione di Gerald Griffin (anni 1830)

I
When, like the early rose,
Eileen aroon!
Beauty in childhood blows;
Eileen aroon!
When, like a diadem,
Buds blush around the stem,
Which is the fairest gem?
Eileen aroon!
II
Is it the laughing eye?
Eileen aroon!
Is it the timid sigh?
Eileen aroon!
Is it the tender tone,
Soft as the string’d harp’s moan?
Oh, it is the truth alone.
Eileen aroon!
III
When, like the rising day,
Eileen aroon!
Love sends his early ray,
Eileen aroon!
What makes his dawning glow
Changeless through joy or woe?
Only the constant know –
Eileen aroon!
IV
I knew a valley fair,
Eileen aroon!
I knew a cottage there,
Eileen aroon!
Far in that valley’s shade
I knew a gentle maid,
Flower of the hazel glade,
Eileen aroon!
V
Who in the song so sweet,
Eileen aroon!
Who in the dance so sweet,
Eileen aroon!
Dear were her charms to me,
Dearer her laughter free,
Dearest her constancy,
Eileen aroon!
VI
Were she no longer true,
Eileen aroon!
What would her lover do?
Eileen aroon!
Fly with his broken chain,
Far o’er the bounding main
Never to love again,
Eileen aroon!
VII
Youth must with time decay
Eileen aroon!
Beauty must fade away,
Eileen aroon!
Castles are sacked in war,
Chieftains are scattered far,
Truth is a fixèd star,
Eileen aroon!

TRADUZIONE ITALIANO
I
Quando, come il giorno che sorge
Eileen Aroon
l’amore manda i suoi primi raggi
Eileen Aroon
Cosa creerà il suo chiarore nascente
inalterabile nella gioia e nel dolore
solo la persona costante lo sa
Eileen AroonII
Sono gli occhi sorridenti?
Eileen aroon!
E’ il timido sospiro?
Eileen aroon!
E’ il tono dolce,
delicato come il gemito dell’arpa?
Oh, è solo la verità.
Eileen aroon!
III
Quando, come il giorno che sorge,
Eileen aroon!
Amore manda i primi raggi,
Eileen aroon!
Che cosa risplendere l’alba
immutabile tra la gioia e il dolore?
Solo la costanza del conoscere –
Eileen aroon!
IV
Conoscevo una bella valle,
Eileen amore mio,
conoscevo un villino là,
Eileen amore mio,
lontano, nell’ombrosa valle,
conoscevo una gentile ragazza,
fiore della radura color nocciola,
Eileen amore mio.
V
Chi così dolce nel canto,
Eileen Aroon
Chi così veloce nella danza,
Eileen Aroon
Caro il suo fascino per me
ancor più caro il suo aggraziato sorriso
carissima la sua fedeltà,
Eileen Aroon
VI
Lei non è stata più sincera,
Eileen Aroon
Cosa avrebbe dovuto fare colui che la amava?
Eileen Aroon
Volare con una catena spezzata lontano,
al di là dell’oceano risonante
“Non amare mai più,
Eileen Aroon”
VII
Con il tempo la giovinezza sfiorirà,
Eileen Aroon
la bellezza è destinata a svanire,
Eileen Aroon
in guerra i castelli son saccheggiati, i comandanti son messi in fuga
la verità è una stella immutabile,
Eileen Aroon

FONTI
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic101544.html http://www.justanothertune.com/html/ea-list.html http://www.justanothertune.com/html/eileenaroon.html http://www.mudcat.org/olson/SONGTXT1.html#AILNRON http://becomingjane.blogspot.it/2007/08/robin-adair-part-2-history-of-song.html http://revpatrickcomerford.blogspot.it/2010/06/cead-mile-failte-romantic-myths-in-old.html