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WALY WALY LOVE BE BONY

La ballata “Jamie Douglas” (riportata in Child #204) sembrerebbe narrare l’infelice matrimonio tra il Marchese e Lady Barbara Erskine, figlia del IX conte di Mar, i due si sposarono nel 1670 ma la donna venne ripudiata nel 1681 con l’accusa di adulterio: nella ballata Lady Erskine accusa James Lockhart di Blackwood (ovvero William Lawrie, detto Blackwood) di aver manovrato il marito contro di lei.


Ma alcuni studiosi ritengono che la ballata sia più antica, risalente ai tempi della Regina Maria Stuarda e in origine si trattasse del lamento di una fanciulla abbandonata piuttosto che di una moglie ripudiata.
“The ballad’s dramatic first-person style deserves comment, but of greater interest is the curious connection between ‘Jamie Douglas’ and the lyric complaint, ‘Waly, Waly, But Love Be Bonny’. As many as four stanzas of the lyric have infiltrated certain versions of the ballad. Since the lyric is so much more smoothly integrated than the ballad, one deduces that this moving lament of an abandoned girl about to become a mother is the older song. Seemingly the girl’s situation was so much like that of the discarded marchioness that borrowing was inevitable.” (tratto da qui)

Parte delle strofe sono migrate nel Folk Songs From Somerset di Cecil Sharp e Charles Marson (Londra, 1906) con il titolo di “Waly, Waly” Sharp però non aveva raccolto la canzone da un’unica fonte bensì aveva messo insieme a tavolino strofe prese da vari frammenti. vedi
ASCOLTA June Tabor


I
Oh, waly (1), waly up the bank
and waly, waly down the brae,
And waly, waly up burnside
where I and my love used to go.
I was a lady of high renown
that lived in the North country;
I was a lady of high renown
when Jamie Douglas courted me.
II
And when we came to Glasgow town, it was a comely sight to see,
My lord was clad in the velvet green and I myself in cramasie.
And when my eldest son
was born and set upon
his nurse’s knee,
I was the happiest woman born
and my good lord, he loved me.
III
There came a man into our house
and Jamie Lockhart was his name
And it was told unto my lord
that I did lie in bed with him.
There came another to our house
and he was no good friend to me;
He put Jamie’s shoes beneath my bed and bade my good lord
come and see.
IV
Oh woe be unto thee, Blackwood,
and an ill death may you die,
You were the first and the foremost man that parted my good lord and I.
And when my lord came to my room this great falsehood for to see,
He turned him round all with a scowl and not one word would he speak to me.
V
“Come up, come up, now Jamie Douglas, come up the stair and dine with me, I’ll set you on a chair of gold and court you kindly on my knee.”
“When cockleshells turn silver bells and fishes fly from tree to tree,
When frost and snow turn fire to burn it’s I’ll come up and dine with thee.”
VI
Oh woe be unto thee, Blackwood,
and an ill death may you die,
You were the first and the foremost man that parted my good lord and I.
And when my father he had word
my good lord had forsaken me,
He sent fifty of his brisk dragoons
to fetch me home to my own country.
VII
O had I wist when first I kissed
that love should been so ill to win,
I’d locked my heart in a cage of gold and pinned it with a silver pin.
You think that I am like yourself and lie with each one that I see,
But I do swear by Heavens high, I never loved a man but thee.
VIII
‘Tis not the frost that freezes fell, nor blowing snow’s inclemency,
‘Tis not such cold that makes me cry, but my love’s heart grown cold to me.
O waly, waly, love is bonnie a little while when first it’s new,
But love grows old and waxes cold and fades away like morning dew.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ahimè ahimè  riva
e ahimè ahimè pendio
Ahimè riva del ruscello dove io e il mio amore eravamo soliti andare!
Ero una dama illustre
che viveva nel Nord
ero una dama illustre
quando James Douglas mi corteggiò.
II
Quando andammo a Glasgow,
eravamo una bella coppia da vedere,
il mio Signore indossava del velluto verde e io ero in cremisi,
e quando il mio figlio più grande
nacque, sistemato
sulle ginocchia della sua tata,
ero la donna più felice al mondo
e il mio buon Signore mi amava
III
Poi venne un uomo in casa nostra
e si chiamava Jamie Lockhart
e fu detto al mio Signore
che io andai a letto con lui.
Poi ne venne un altro in casa nostra
e non era un buon amico per me;
mise le scarpe di Jamie sotto al mio letto e avvertì il mio buon Signore perché venisse a vedere
IV
Oh disgrazia su di te Blackwood
che tu possa morire di mala morte
tu fosti il primo e il più illustre uomo a separare il mio buon Signore e me.
E quando il mio Signore venne nella mia camera per occuparsi di questa grande menzogna, si voltò dall’altra parte sdegnato
e non mi disse una sola parola
V
“Vieni, ora Jamie Douglas, sali le scale e cena con me, ti farò sedere su una sedia d’oro e ti vezzeggerò sorridente sulle mie ginocchia”
“Quando le conchiglie diventeranno campanelle d’argento e i pesci voleranno tra gli alberi, quando gelo e neve bruceranno come fuoco allora salirò a cenare con te”
VI
Oh disgrazia su di te Blackwood
che tu possa morire di mala morte
tu che fosti il primo e il più illustre uomo a separare il mio buon Signore e me. E quando mio padre venne a conoscenza che il mio buon Signore mi aveva abbandonato
mandò 50 dei suoi valenti dragoni
per riportarmi a casa nel mio paese.
VII
Se avessi saputo quando baciai la prima volta che l’amore sarebbe stato così pericoloso da conquistare,
avrei chiuso il mio cuore in una gabba d’oro e appuntato con una spilla d’argento. Tu credi che io sia come te che sta con chiunque altro incontra, ma io giuro sull’Altissimo che non amai mai nessun altro uomo tranne te.
VIII
Non è la brina che congela cadendo, nemmeno l’inclemenza della neve
non è tale freddo che mi fa piangere, ma il cuore del mio amore che si raffredda nei miei confronti.
Ahimè ahimè amore è bello quando dapprima è nuovo, ma amore invecchia e si raffredda e svanisce come la rugiada del mattino.

NOTE
1) sinonimo di alas, esclamazione di dolore
FONTI
http://www.justanothertune.com/html/wateriswide.html
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-158,-page-166-waly,-waly.aspx
http://www.bartleby.com/243/87.html
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/walywaly.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_waly.htm
http://www.mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=2288552

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Una canzone tradizionale scozzese (da “Bothy Songs and Ballads”  di John Ord, 1930) dal titolo “I Drew My Ship” sul fecondo tema delle night visiting songs, inizia con una nave che salpa per dirigersi verso un porto tranquillo. Il modello a cui si fa riferimento è la ballata ‘The Drowsy Sleeper‘ e le melodie che si accompagnano al testo sono diverse (Allan Moore ne ha contate otto).

ASCOLTA dagli archivi di Tobar an Dualchais una registrazione sul campo del 1952 dalla voce di Willie Mathieson (1879- 1958). Nato a Ellon, Aberdeenshire, fu un bracciante agricolo in diverse fattorie del Banffshire. Raccolse e trascrisse un grande numero di canti popolari scozzesi che si trovano ora depositati presso “the School of Scottish Studies”.

Così Shirley Collins la registrò nel 1958 e Alan Lomax scrisse nelle note “I Drew My Ship was collected by John Stokoe in Songs and Ballads of Northern England [1899] with no source mentioned. Though it is similar in form and content to many other aubades or dawn serenades, we have not been able to find another song to which this is precisely akin. The listener who cares to compare the recorded version with that published by Stokoe will see how Miss Collins has breathed life back into the print and made something lovely and alive out of an unimpressive folk fragment.” (tratto da qui)

Per l’ascolto ho però scelto la versione dell’irlandese  Fiona Kelleher (con bellissime scene portuali crepuscolari e notturne come la melodia della canzone)

Il testo è ripreso da June Tabor in I Will Put My Ship in Order dal  CD A Quiet Eye 1999, fermandosi però alla V strofa. In questa versione la ragazza indugia troppo ad aprire e il ragazzo credendosi rifiutato, ritorna alla sua nave.


I
Oh, I will set my ship in order,
And I will set it to the sea;
And I will sail to yonder harbour
To see if my love minds on me.
II
I drew my ship into the harbour,
I drew her up where my true love lay.
And I did listen all at the window
To hear what my true love did say.
III
“Who’s there, all on my window?
Who raps so loud and would be in?”
“Oh, it is I, your own true lover,
I pray you rise, love, and let me in.”
IV
Slowly, slowly rose she up
And slowly, slowly came she down,
But when she had the door unlocked
Her true love had both been and gone.
V
“Come back, come back, my own true lover,
Come back, come back, all to my side.
I never left you nor yet deceived you
And I will surely be your bride.”
(repeat first verse)
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca
e la porterò in mare
navigherò fino a quel porto
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
Guidai la mia nave nel porto,
la guidai fin dove il mio amore stava.
E mi misi in ascolto alla finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
III
“Chi è alla finestra della mia finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore
ti prego alzati, cara e fammi entrare”
IV
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma quando aveva la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato
V
“Ritorna, ritorna amore mio
ritorna, ritorna da me.
Non ti lascerò e nè t’ingannerò mai
e di certo sarò tua moglie”

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Un’altra melodia però accompagna la canzone ed è quella scritta da Tony Cuffe per il gruppo di musica folk scozzese Ossian. In questa versione testuale l’indifferenza della ragazza è dovuta al rifiuto dei genitori di accogliere il ragazzo come corteggiatore. Il finale è tragico, la ragazza si getta in mare per essere stata abbandonata.

ASCOLTA Ossian –in Borders 1984

ASCOLTA Capercaillie in Choice Language 2003

ASCOLTA Catriona Evans


I
Oh, I will set my ship in order,
I will sail her on the sea;
I’ll go far over yonder border
To see if my love minds on me.
II
And he sailed East, and he sailed West,
He sailed far, far, seeking land,
Until he cam’ to his true love’s window
And he knocked loud and would be in.
III
“Oh, who is that at my bedroom window
Who knocks so loud and would be in?”
“‘Tis I, ‘Tis I, your ain true lover
and I am drenched untae my skin.”
IV
“So go and go, and ask your faither
See if he’ll let you marry me;
And if he says no, come back and tell me
And it’s the last time I’ll trouble thee.”
V
“My father’s in his chamber writing,
Setting down his merchandise;
And in his hand he holds a letter
And it speaks much in your dispraise.
VI
“My mother’s in her chamber sleeping
And words of love she will not hear;
So you may go and court another
And whisper softly in her ear.”
VII
Then she arose put on her clothing,
It was to let her true love in;
But e’er she had the door unlockit
His ship was sailing on the main.
VIII
“Come back, come back, my ain dear Johnnie,
Come back, come back, and marry me.”
“How can I come back and marry you, love?
Oor ship is sailing on the sea.”
IX
“The fish may fly, and the seas run dry,
The rocks may melt doon wi’ the sun,
And the working man may forget his labour
Before that my love returns again.”
X
She’s turned herself right roun’ about
She’s flung herself intae the sea;
“Farweel for aye, my ain dear Johnnie
Ye’ll ne’er hae tae come back to me.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca (1)
e la porterò in mare
andrò lontano verso l’orizzonte
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
E navigò a Est e navigò a Ovest
Navigò alla ricerca di terre lontane
finchè ritornò alla finestra del suo vero amore
e bussò forte per poter entrare
III
“Oh chi è alla finestra della mia camera
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, sono io il tuo vero amore
e sono inzuppato fino alle ossa (2).
IV
Allora vai, vai e chiedi a tuo padre
vedi se ti lascerà sposare con me;
e se dice no, ritorna da me a dirmelo
e sarà l’ultima volta che ti disturberò”
V
“Mio padre è nella sua stanza a scrivere
seduto accanto alla sua mercanzia
e in mano tiene una lettera
che è più di calunnie verso di te.
VI
Mia madre è nella sua stanza a dormire
e parole d’amore non sentirà;
così puoi andare e corteggiare un’altra
e sussurrare dolcemente nel suo orecchio”
VII
Allora lei si alzò e si vestì
e stava per far entrare il suo vero amore,
ma non aveva la porta sbloccato,
che la nave salpò per il mare!
VIII
“Ritorna, ritorna mia caro Johnny
ritorna ritorna e sposami”
“Come posso tornare indietro e sposarti amore?
La nostra nave è salpata in mare”
IX
“I pesci voleranno e i mari si prosciugheranno
Le rocce si fonderanno al sole
e l’uomo che lavora dimenticherà il suo lavoro
prima che il mio amore ritorni di nuovo”
X
Senza tanti indugi prese la decisione
e si gettò nel mare
“Addio per sempre, mio caro Johnny
non dovrai più ritornare da me”

NOTE
1) la frase è una metafora
2) un classico del genere: lo spasimante è infreddolito sotto la neve, il gelo o zuppo di pioggia!

FONTI
http://allanfmoore.org.uk/approcelt.pdf
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/idrewmyshipintotheharbour.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120478

THE RIGS O RYE

Una lieve e romantica canzone tradizionale scozzese, risalente quantomeno al Settecento (da un chapbook dal titolo “Ridges of Rye” stampato a Glasgow da J. & M. Robertson nel 1799). Si inserisce nel filone delle prove d’amore a cui una volta i fidanzati sottoponevano le innamorate per saggiarne la determinazione e la forza d’animo (o la loro fedeltà)

ASCOLTA June Tabor su Spotify
ASCOLTA Niamh Parsons & Graham Dunne

ASCOLTA The Tannahill Weavers in “Leaving S Kilda” 2006 su Spotify (manca la strofa finale)

ASCOLTA Dick Gaughan in “Kist O’ Gold”


I
‘Twas in the month of sweet July,
Before the sun had pierced the sky;
Down between two rigs of rye
I heard two lovers talking.
II
Said he, “Lassie, I must gang away,
Along with you I cannot stay (1),
But I’ve a word or two to say
If you’ve the time to listen.”
III
“Of your father he takes great care,
Your mother combs your yellow hair;
But your sisters say you’ll get no share
If you follow me, a stranger.”
III
“My father may fret and my mother may frown,
My sisters too I do disown;
If they were all dead and below the ground
I would follow you, a stranger.”
IV
“Oh lassie, lassie, your portion’s small,
Perhaps it may be none at all.
You’re not a match for me at all
So go and wed with some other.”
V
The lassie’s courage began to fail,
Her rosy cheeks grew wan and pale;
And the tears come trickling down like hail,
Or a heavy shower in the summer.
VI -VII
This lad he being of courage fine,
He’s dried her tears and he’s kissed her eyes,
Saying, “Weep no more lass, you shall be mine,
I said it all to try you.”
VIII
This couple they are married now,
And they have bairnies one and two;
And they live in Brechin the winter through,
Aye, and in Montrose in summer.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Era nel mese del bel Giugno
prima che il sole splendesse in cielo
tra due file di fieno
ascoltai le chiacchiere di due innamorati
II
Disse lui “Ragazza devo andare via
non posso più restare con te (1)
ma devo dirti due parole
se hai il tempo d’ascoltare.
III
Tuo padre si prende tanta cura di te,
tua madreti  pettina i capelli biondi
ma le tue sorelle dicono che non avrai di che spartire (2)
se mi seguirai, uno straniero”
III
“Che mio padre si agiti e mia madre si arrabbi (3)
e le mie due sorelle io rinnego
anche se fossero morte e sepolte
io verrò con te, uno straniero”
IV
“Oh fanciulla, la tua parte (di dote) è poca
e forse non ce l’hai proprio!
Non sei affatto la mia scelta,
così vai a sposare qualcun altro”
V
Il coraggio della ragazza iniziò a vacillare
le sue guance rosa divennero smunte e pallide
e le lacrimecaddero come grandine
o un acquazzone improvviso d’estate.
VI – VII (4)
Questo ragazzo si armò di coraggio
e le asciugò le lacrime e le baciò gli occhi
dicendo “Non piangere più ragazza, tu sarai mia,
l’ho detto solo per metterti alla prova”
VIII
Questa coppia si è sposata ora
e hanno due bambini
e vivono a Brechin d’inverno
e a Montrose d’estate

NOTE
1) oppure “No longer can I bide wi’ ye”
2) si riferisce alla dote
3) to frown= aggrottare le sopracciglia per il dispiacere
4) la versione più estesa prevede due strofe


VI
He’s ta’en his kerchief o’ the linen fine
He’s dried her tears and he’s kissed her syne
Sayin’, “Weep nae mair, lass, ye will be mine
I said it all for tae try you”
VII
This lad, he bein’ o’ the courage bold
A gallant chiel but nineteen years old
He’s made the hills and the valleys roar
And the bonnie lassie’s gone wi’ him

TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
VI
Lui prese il suo fazzoletto di lino fine
e le asciugò le lacrime e le baciò allora
dicendo “Non piangere più ragazza, tu sarai mia,
l’ho detto solo per metterti alla prova”
VII
Questo ragazzo pieno di coraggio
un bel ragazzo di soli diciannove anni
ha fatto risuonare di lamenti le colline e le valli
e la bella fanciulla andò con lui

FONTI
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/therigsofrye.html
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/15016/9
http://www.celticlyricscorner.net/tannahill/rigs.htm
https://afolksongaweek.wordpress.com/2012/07/27/week-49-the-rigs-of-rye/
http://www.dickgaughan.co.uk/songs/texts/rigsorye.html

WHEN I WAS NOO BUT SWEET SIXTEEN / THE BOTHY LADS

donna-culla-WILLIAM-ADOLPHE-BOUGUEREAUAncora una canzone sui cavallanti (vedi bothy ballads), proveniente dal Nord-Est della Scozia, ma questa storia finisce con una gravidanza e senza matrimonio riparatore. L’altro titolo con cui è conosciuta è “Hishie Ba” una variante in versione ninna –nanna che ci viene dal canto di Jean Redpath. La stessa storia è narrata con una melodia simile anche nella ballata “Peggy on the Banks of Spey” (che Hamish Henderson raccolse nel 1956 dalla signora Elsie Morrison di Spey Bay)

La melodia è intitolata “Jockey’s gray Breeches” già in “Caledonian Pocket Companion” di James Oswald (1745) (vedi)

WHEN I WAS NOO BUT SWEET SIXTEEN

ASCOLTA June Tabor & Oysterband (testo qui)

ASCOLTA Colcannon

E infine due personalissimi arrangiamenti melodici da due talentuose interpreti emergenti
ASCOLTA Claire Hastings in ‘Between River and Railway‘ 2016
ASCOLTA Lindsay Straw


I
Ah well I was no’ but sweet sixteen
With beauty chance a blooming oh
It’s little little did I think
At nineteen I’d be grieving (greeting) (1) oh
Chorus
Well the ploughboy lads they’re all braw (gey braw) (2) lads
But they’re false and they’re deceiving oh
They’ll take your all and they’ll gang away
And leave the lassies grievin’ oh
II
Ah well I was fond of company
And I gave the ploughboys freedom oh
To kiss and cla(s)p (3) me in the dark
When all me friends were sleeping oh
III
Well if I did know what I know (ken) now
And I took me mothers biddin’ oh
I wouldn’t be sittin’ by our fireside
Crying hush a ba my baby (bairnie
) oh
IV
Well it’s hush a ba (4) for I’m your ma
But the Lord knows who’s your daddy (5) oh
And I’ll take care and I’ll beware (6)
Of the ploughboys in the gloaming (7) oh
Traduzione Cattia Slto
I
Non avevo che 16 anni
con la giovinezza in fiore
e mai avrei pensato
che a 19 sarei stata inguaiata (1)
CORO
I Cavallanti sono tutti bei (2) ragazzi
ma sono insinceri e traditori
ti prendono e poi vanno via
e lasciano le ragazze nei guai
II
Amavo la compagnia
e ha permesso delle libertà ai cavallanti,
di baciarmi e afferrarmi (3) nel buio
mentre i miei amici dormivano
III
Se avessi saputo quello che so ora,
avrei prestato attenzione agli avvertimenti di mia madre,
non starei seduta accanto al focolare
a piangere “Dormi bambino mio
IV
Fai la ninna (4) per la tua mamma,
ma sa il Signore chi è tuo padre (5)
farò attenzione e starò alla larga (6)
dai cavallanti nel crepuscolo (7).”

NOTE
1) Greetin: weeping
2) gey braw: very fine, handsome
3) clap: touch
4) Hishie ba: soothing sound to a baby, lullaby
5) la donna ha concesso i suoi favori a diversi giovanotti (all’epoca non c’era ancora il test del dna)
6) June Tabor dice “so it’s girls take care and you beware” come l’avvertimento della madre alla neonata “sono le ragazze a dover fare attenzione e stare alla larga” dai cavallanti.
7) Gloamin: twilight, dusk

HISHIE BA

Nella tradizione scozzese non sono insolite le ninne-nanne dai contenuti amari e dolorosi (vedi).

ASCOLTA Lucy Stewart
ASCOLTA Jean Redpath (strofe I e III)

ASCOLTA Arthur Argo (strofe I, II, III)


I
When I was noo but sweet sixteen (1)
and beauty aye an bloomin’ o
it’s little, little did I think
that at seventeen I’d be greetin’ o
CHORUS
Hishie ba, noo I’m yer ma
Oh, hishie ba, ma bairnie o
Hishie ba, noo I’m yer ma
but the guid kens fa’s yer faither o
II
If I had been a guilte lass
An taen ma mither’s biddin o
I widna be sittin at your fireside
singing hush a ba my baby oh
III (2)
It’s keep it me frae lowpin’(3) dykes
Frae balls and frae waddin’s (4) o
It’s gi’en me balance tae my stays (5)
and that’s in the latest fashion o
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Non avevo che 16 anni (1)
con la mia bellezza in fiore
e mai avrei pensato
che a 17 sarei stata inguaiata
CORO
Fai la ninna per la tua mamma
dormi bambino mio
Fai la ninna per la tua mamma,
ma sa il Signore chi è tuo padre
II
Se fossi stata una ragazza saggia
avrei prestato attenzione agli avvertimenti di mia madre,
non starei seduta accanto al focolare
a piangere “dormi bambino mio”
III(2)
Mi tengo lontana dai saltafossi (3),
dai balli e dai matrimoni(4)
e mi strizzo nel corsetto (5)
che è all’ultima moda

NOTE
1) Argo dice When I was a maid but sweet sixteen
2) strofa riportata dalla testimonianza di Lucy Stewart
3) leaping, jumping over stone walls. Ma louppar (lowpar), looper  (louper) nel Dizionario Scozzese è sinonimo di vagabondo. dyke-louper, -leaper, (a) an animal that leaps the dyke surrounding its pasture (b)fig.: a person of immoral habits, also in n.Eng. dial.; hence dyke-loupin’, ppl.adj. and vbl.n., used lit. and fig. (qui)
4) weddings
5) Stays: (a pair of) C17th and c18th term for the boned underbodice previously known as a “pair of bodies.” The term persisted into the c19th but was more usually replaced by its French equivalent, the “corset.” The term was also applied to the stiff inserts of whalebone or steel which shaped this garment. A corset made of two pieces laced together and stiffened by strips of whalebone. Il verso è da intendersi come “darsi una regolata” ovvero comportarsi da ragazza perbene oppure vuole nascondere il suoi stato di partoriente ?

FONTI
http://www.tunearch.org/wiki/Jocky%27s_Gray_Breeches
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/85072/6
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/98115/1
http://www.black-brothers.com/songs/8.htm
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/wheniwasnoobutsweetsixteen.html
http://www.oysterband.co.uk/lyrics/songs/(When_I_was_no_but)_sweet_sixteen.html
http://mysongbook.de/mtb/r_clarke/songs/nobut16.htm
http://sangstories.webs.com/hishieba.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=88570
http://sangstories.webs.com/hishieba.htm
http://tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/16915/2
http://www.springthyme.co.uk/ah03/ah03_02.htm

THE PLAINS OF WATERLOO

Una ballata tradizionale che viene dall’Ottocento e si riferisce alla disfatta di Walterloo dove è crollato il mito di Napoleone (e il nome Waterloo si è stampato nelle memoria collettiva come sinonimo di batosta da cui non ci si risolleva più). La canzone “The Plains of Waterloo” era cantata negli anni 70 in tutti i Folk clubs in America e nelle Isole Britanniche spesso con la sola voce (e June Tabor la registra così nel suo album d’esordio).

APSLEY HOUSE "The Battle of Waterloo, 1815" painted in 1843 by Sir William ALLAN (1782-1850). WM 1539-1948
APSLEY HOUSE “The Battle of Waterloo, 1815” dipinta nel 1843 da Sir William ALLAN (1782-1850). WM 1539-1948

Le note di Frank Harte (in “..and Listen to my song”, 1975):
This is a song that lay dormant for years, I heard it first sung at a flead in Ballyfarnon, the singer had heard it in England. I have since discovered that it was found by a collector in Ottawa where it was sung by Mr. O.J. Abbott who is eighty five years of age, he in turn many years ago learned it from a Mrs. O’Malley. The song must be Irish in origin, the air is a version of the older song ‘The Blackbird’ which was the allegorical name for the Young Pretender Prince Charles Edward Stuart and the story is very similar to the song sung by Margaret Barry ‘The Mantle So Green’ where the woman says to her hero (Willie O Reilly and not Willie Smith as in the Canadian version)
‘To the woods I will wander to shun all men’s view,
For the lad that I love fell in famed Waterloo.’
or when he reveals that he is indeed her true love
‘Now Peace is proclaimed and the truth I declare,
Here is your love token the gold ring I wear.’
Later on I came across a reference to it in Sam Henry’s collection Volume Two, where underneath song number 619 The Lakes of Pontchartrain he asks ‘Can any reader supply the complete words of the song beginning’ and he gives only the first verse of this song, for myself I can only be grateful that somebody has at last come up with the rest of the words.” (tratto da qui)

E ancora su Mudcat si citano le note dal ‘The Penguin Book of Canadian Folk Songs’ (a cura di E. Fowke):
“This fine version of the broken ring story seems to be best known in Canada. Dr. Mackenzie, the first to report it (183). suggests that it is a modified version of ‘The Mantle So Green’ (N 38), which in its turn is a modified version of the eighteenth century ‘George Reilly’ (N 36). Creighton found three more versions in Nova Scotia(MFS 56 and Folkways FEE 4307); Greenleaf (172) and Peacock (1014) found it in Newfoundland; Leach in Labrador (172); Creighton in New Brunswick (FSNB 76); and I have two other versions from Ontario.” (tratto da qui)

WILLIE E ANNIE

di Riccardo Venturi
Le ballate popolari autentiche si dividono fondamentalmente in due categorie: quelle che finiscono bene e quelle che finiscono male. Le seconde, va detto, sono in nettissima maggioranza: poiché le composizioni popolari raccontano drammi e catastrofi, l’unhappy end è praticamente ovvio. The Plains of Waterloo, invece, finisce bene; non possiamo che rallegrarcene, anche perché Waterloo fu una carneficina immane, e tornarvi non dev’essere stato per nulla semplice per i poveri soldati che vi combatterono.

The Plains of Waterloo ha, come è logico attendersi, una struttura musicale da marcia militare. Comincia ad essere nota non molto dopo la battaglia (circa dieci anni dopo), segno che il processo di composizione popolare fu parecchio rapido dopo quell’avvenimento che segnò per sempre la storia d’Europa (e del mondo). La storia riprende tutti gli stilemi classici delle ballads: il soldato superstite (dal solito nome convenzionale di Willie) torna, incontra la sua fidanzata (dall’altrettanto convenzionale nome di Annie) che -naturalmente- non lo riconosce e lei gli chiede notizie.
Credete forse che il giovane si butti immediatamente tra le braccia dell’amata? Nelle ballate tradizionali non funziona così. Le ballate sono storie narrate, e le storie hanno bisogno di suspence. Comincia quindi una “tiritera” presente letteralmente in decine di ballate del genere “soldato-che-torna-dalla-guerra”: il giovane, piuttosto crudelmente, finge di essere un altro, le dice che aveva conosciuto bene il suo Willie e le racconta le sue eroiche gesta. Chiaro che alla ragazza non gliene può importare di meno, delle gesta eroiche; quello che vuole è il suo Willie vivo, e questo ci ricorda da vicino certe parole di Fabrizio de André (“ma lei che lo amava aspettava il ritorno di un soldato vivo, di un eroe morto che ne farà?”). E il tizio dice alla ragazza, appunto, che Willie è morto.
Immaginatevi la scena, anche se la cosa ha una sua precisa valenza: il giovane vuole, con questo, anche “controllare” se la ragazza lo ama ancora, osservando la sua reazione alla triste notizia. Per quanto sia difficile da credere, esistono ballate in cui la ragazza, che nel frattempo si è messa con un altro, è tutta contenta di apprendere che il fidanzato è stato fatto a fette in battaglia. Non è il caso della nostra Annie: le sue rosy cheeks impallidiscono e, sicuramente, sta per pigliarle un coccolone, una di quelle morti subitanee tipiche delle ballate.
Verificato l’amore di Annie e temendo che schiànti lì sul posto, Willie finalmente si rivela; appena in tempo. Si fa riconoscere facendo vedere a Annie la metà dell’anello, e tutti vissero -si spera- felici e contenti sotto la Restaurazione. La ballata si chiude infatti con un preciso intento antiwar: mai più Willie combatterà nella piana di Waterloo. Magari da qualche altra parte, ma a Waterloo no.

Sto trattando un po’ a pesci in faccia questa bellissima e venerabile ballata? Ma no; gli è che con le ballads britanniche ho una frequentazione e una consuetudine antiche quasi quanto la battaglia di Waterloo. So come funzionano, e mi permetto a volte di prenderle un po’ in giro perché l’ironia su qualcosa che si ama profondamente è un supremo segno di affetto. Resta il fatto che, quando parlano di guerra e di battaglie, le composizioni popolari sono quanto di meno patriottico e guerrafondaio possa esistere; importa tornare vivi e fare la propria povera vita accanto a chi si ama. Il resto non conta niente; e, in fondo, il ballad commonplace di Willie che non si rivela e che enuncia le gesta eroiche è fatto apposta per istigare in chi ascolta la più assoluta indifferenza verso di esse. Quello che contava, e che conterà sempre, è tornare a casa. E’ questo che la gente voleva sentire, magari anche coloro che un fidanzato, un marito, un padre o un fratello non lo avevano visto tornare affatto.

ASCOLTA June Tabor  in  Airs and Graces 1976
Nelle note scrive “From Ontario; learned from Martin Clarke of Leeds. The broken token ballad seems to me to have been a necessary piece of wishful thinking, an act of faith on the part of both the faraway soldier and the girl he left behind him. Reality, more often than not, was cruelly otherwise.”

ASCOLTA John Renbourn Group in The Enchanted Garden 1977 (con il tema portato da una marcetta di pifferi e tamburi quanto mai appropriata)

ASCOLTA Kate Rusby and Kathryn Roberts (1995)


I
One fine summer’s morning
as I went a-walking
All down by the banks
of some clear-flowing stream
There I spied a fair maiden
making sad lamentation
And I drew myself in ambush
for to hear her sad complaint
Through the woods she marched along, made the valleys to ring oh
While the small feathered songsters
around her head they flew
Saying, The war it is all over
and peace is returning
But my Willie’s not returning
from the plains of Waterloo
II
I approached this young maiden
and I said, My fond creature
May I make enquiry as to
what’s your true love’s name?
For I have been in battle
where the loud cannons rattle
And by his description well
I think I know the same
Willie Reilly’s my love’s name,
he’s a hero of great fame
Although he’s gone and left me
in sorrow now ‘tis true
And no man will me enjoy
but my own darling boy
Although he’s not returning
from the plains of Waterloo
III
If Willie Reilly’s your love’s name
then he’s a hero of great fame
He and I have been in battle
through many a long campaign
Through Italy and Russia,
through Germany and Prussia
He was my loyal comrade
in France and in Spain
But alas there at length
by the French we were surrounded
And like heroes of old
we did them subdue
We fought for three days
till at last we defeated him
That bold Napoleon Boney
on the plains of Waterloo
IV
On the fourteenth of June
it be an end in the battle
Leaving many a gallant hero
in sorrow to complain
Where the drums they do beat
and the loud cannons rattle
‘Twas by a Frenchman’s bullet
your young Willie he was slain
And as I drew near to the spot
where he lay bleeding
Scarcely had I time
for to bid him adieu
And as he lay dying these words
he kept repeating
Farewell my lovely Annie
you are far from Waterloo
V
When this maiden she heard
all this sad declaration
Her red rosy cheeks they grew
pale and woeful wan
And when he heard the sound
of her sad lamentations
He drew her in his arms
and said, I am your loving one
Oh see here is the ring
that between us was broken
In the midst of all danger
it reminded me of you
And now this young couple
well they are reunited
No more will Willie battle
on the plains of Waterloo
TRADUZIONE Riccardo Venturi
I
Una bella mattina d’estate,
mentre passeggiavo
giù sulle rive di un fiume
che scorreva limpido
Vidi una bella fanciulla
che si lamentava tristemente
E allora mi nascosi
per ascoltare i suoi tristi lamenti.
Camminava per i boschi,
faceva risuonar le valli
Con la testa attorniata da uccelletti che cantavano;
E diceva: “La guerra è finita
e la pace sta tornando,
Ma il mio Willie non ritorna dalla piana di Waterloo.”
II
Andai verso la fanciulla
e le dissi: “Mia dolce creatura,
Posso chiederti per caso come si chiama il tuo amore?
Ché son stato alla battaglia
dove i cannoni rombavan forte
E dalla sua descrizione, beh,
penso di conoscerti.”
“Willie Reilly è il suo nome,
è un eroe di grande fama
Però è partito e mi ha lasciata
in gran pena, questo è vero;
E nessun uomo mi avrà
tranne il mio adorato ragazzo
Anche se lui non ritorna
dalla piana di Waterloo.”
III
“Se il tuo amore è Willie Reilly,
è un eroe di grande fama,
Sono stato assieme a lui in battaglia
in molte lunghe campagne
Per l’Italia e per la Russia,
la Germania e poi la Prussia,
Mio compagno fu fedele
anche in Francia ed in Spagna.
Ma, ohimè! A lungo andare
i francesi ci han circondati
E come eroi consumati
noi li abbiamo soggiogati
Combattemmo per tre giorni finché non lo abbiam battuto,
Quel prode Napoleone il Bòna,
sulla piana di Waterloo.”
IV
Il quattordici di giugno (*)
la battaglia terminò
Lasciando molti bravi eroi
a lamentarsi dal dolore;
Là dove i tamburi rullano
e i cannoni romban forte
Una pallottola francese
ha ucciso il tuo giovane Willie.
E io andai là verso dove
lui giaceva insanguinato
E poi ebbi appena il tempo di dargli l’estremo addio;
E giacendo là morente
ripeteva queste parole:
Addio mia amata Annie,
sei lontana da Waterloo.”
V
Quando la fanciulla udì
questa triste narrazione
Le sue guance impallidirono diventando esangui a morte;
E quando lui sentì il suono
dei suoi tristi lamenti
La prese tra le braccia
e disse: “Ma sono io il tuo amore!
Guarda, ecco l’anello
che ce lo siamo spezzato in due,
In mezzo a ogni pericolo
mi faceva pensare a te!”
E ora questa giovane coppia,
beh, è di nuovo insieme
E Willie non combatterà più
sulla piana di Waterloo.

NOTE
(*)La battaglia si svolse in realtà il 18 giugno 1815

FONTI
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/plainsofwaterloo.html
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/theeighteenthdayofjune.html

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1263
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=39528

BRIGG FAIR TO MEET LOVE

Le Lammas Fairs (come si dice nelle isole britanniche o le country fairs come sono più comunemente chiamate in America) si svolgono dopo il raccolto del grano: sono un mercato del bestiame (in particolare cavalli) dove gli agricoltori si ritrovano per vendere e comprare i prodotti dell’estate, ma anche un importante evento di socializzazione per le fattorie isolate.
Nella stagione dell’abbondanza si ringrazia la terra per i suoi frutti, e si condivide la gioia con musica, danze, giochi. Nella tradizione celtica era Lughnasad, una festa dedicata al corteggiamento e a combinare i matrimoni (sotto i buoni uffici del dio Lugh).
Così nelle ballate quando è tempo di fiera gli innamorati si incontrano per scambiarsi le promesse matrimoniali

Donnybrook Fair 1859 by Erskine Nicol 1825-1904

BRIGG FAIR

Questa canzone appartiene alla tradizione folk inglese ed è stata riportata su cilindro di cera agli inizi del 900 da Percy Grainger che la raccolse da Joseph Taylor (primi due versi ascolta); lo stesso Grainger ne fece un arrangiamento per coro a 5 voci aggiungendo ulteriori versi. Il brano vanta anche un arrangiamento classico essendo stato d’ispirazione alla “English raphsody” composta sempre in quegli anni da Frederick Delius (ASCOLTA)
ASCOLTA The Queen’s six l’arrangiamento per corale di Percy Grainger


VERSIONE TESTUALE PERCY GRAINGER
I
It was on the fifth of August-
er’ the weather fine and fair,
Unto Brigg Fair(1) I did repair,
for love I was inclined.
II
I rose up with the lark in the morning,
with my heart so full of glee(2),
Of thinking there to meet my dear,
long time I’d wished to see.
III
I took hold of her lily-white hand, O
and merrily was her heart:
“And now we’re met together,
I hope we ne’er shall part”.
IV
For it’s meeting is a pleasure,
and parting is a grief,
But an unconstant lover is worse
than any thief.
V
The green leaves they shall wither
and the branches they shall die
If ever I prove false to her,
to the girl that loves me.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Era il 5 di agosto
il tempo bello e mite
alla fiera di Brigg(1) mi recavo
perchè dall’amore ero attratto
II
Mi alzai con l’allodola al mattino
e il mio cuore era pieno di allegria(2)
al pensiero di incontrare là il mio amore
che da tanto tempo desideravo vedere
III
Le presi in mano la sua mano bianco giglio e allegro era il suo cuore
“Adesso che ci siamo incontrati
spero che non ci separeremo più”
IV
Perchè incontrarsi è un piacere
e separarsi è un dolore
ma un amore insincero è peggiore
di un ladro
V
Le foglie verdi appassiranno
e le radici marciranno
se mai io mi dimostrassi falso con lei
la ragazza che mi ama.

NOTE
1)  Glanford Brigg nel Lincolnshire al guado del fiume Ancholme : già il nome è sintomatico di un posto per tradizione luogo di raduni dove si tengono fiere di bestiame e competizioni sportive
2)”mirth, joy, rejoicing; a lively feeling of delight caused by special circumstances and finding expression in appropriate gestures and looks”. In Old and Middle English it’s chiefly a poetic word, meaning primarily ‘entertainment, pleasure, sport’, and especially ‘musical entertainment, music, melody’ (this is how we get musical glees and glee clubs and a current popular television series). Anglo-Saxon poets sang ‘glees’ (gleow) with their harps, and a common Middle English word for ‘minstrel’ isgleeman.

LA VERSIONE FOLK

Le versioni che conservano un carattere più folk come dalla melodia di Joseph Taylor sono con interpreti per lo più al femminile.
Martin Carthy  definisce la melodia “un po’ meditabonda ma molto allegra“: ” When Percy Grainger first went up to Lincolnshire in the early days of field recording (he was one of the first in England to use recording techniques in the collection of folksong) one of the men he recorded was a beautiful singer by the name of Joseph Taylor. Among the many songs taken down on the wax cylinders was Brigg Fair, slightly pensive but very happy. Mr Taylor subsequently became one of the first of the traditional (or “field”) singers to have recordings issued by a commercial recording company; he has great subtlety, beautiful timing, and, despite of his old age, a fine clear voice. (tratto da qui)

ASCOLTA Martin Carthy in Byker Hill; 1967

ASCOLTA Jackie Oates 2011

ASCOLTA Shirley Collins 1964

ASCOLTA June Tabor “Quercus” (2013)


I
It was on the fifth of August
The weather fair(hot) and mild
Unto Brigg Fair I did repair
For love I was inclined
II
I got(rose) up with the lark in the morning
with my heart full of glee(1)
Expecting there to meet(see) my dear(love)
Long time I’d wished to see
III
I looked over my left shoulder
To see what I might see
And there I spied(saw) my own true love
Come a-tripping down to me
IV
I took hold of his(her) lily-white hand
And I merrily sang my heart
For now we are together
We never more shall part
V
For the green leaves, they will wither
And the roots, they’ll all decay
Before that I prove false to him(her)
The man(lass) that loves me well(true)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Era il 5 di agosto
il tempo bello e mite
alla fiera di Brigg mi recavo
perchè dall’amore ero attratta
II
Mi alzai con l’allodola al mattino
con il cuore pieno di allegrezza
nell’attesa di incontrare il mio amore
che da tanto tempo desideravo vedere
III
Guardai oltre la mia spalla sinistra
per vedere quello che riuscivo vedere
e là vidi il mio vero amore
che veniva verso di me
IV
Gli presi la mano bianco giglio
e allegramente cantava il mio cure, perchè adesso eravamo insieme
e non ci saremmo più separati
V
Perchè le foglie verdi appassiranno
e le radici marciranno
prima che io mi mostri falsa con lui
l’uomo che mi ama veramente (sinceramente)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/lugnasad.html
https://mainlynorfolk.info/joseph.taylor/
http://mainlynorfolk.info/joseph.taylor/songs/briggfair.html
http://aclerkofoxford.blogspot.it/2012/05/brigg-fair-and-history-of-glee.html
https://www.youtube.com/watch?v=VpM_JQNBVYs
https://thesession.org/tunes/6799

THE GABERLUNZIE MAN WITH HAPPY END

Dal professor Child la ballata viene classificata come una variante di “The Jolly Beggar” e riportata al numero 279 in “English and Scottish Popular Ballads“, con il titolo “Hi for the beggarman” “A beggarman cam ower the lea“, “A Beggar, A Beggar“, “The Auld Beggarman“, “The Beggarman”  oppure “The Gaberlunzie Man“. La storia è sempre la stessa: il mendicante trova asilo per la notte in una fattoria, la bella figlia del fattore si lascia sedurre, i due spesso fuggono insieme. (continua prima parte)

111

La fanciulla si mette d’accordo con il mendicante per fuggire di casa e così facendo trova la sua fortuna perchè il mendicante è in realtà un gentiluomo travestito che voleva mettere alla prova i sentimenti della fanciulla.

ASCOLTA June Tabor


I
As I was a-linking(1) o’er the lea,
The finest weel(2) that I ever did see
Looking for his charity,
“Would you lodge a lame poor man?”
II
For the night being wet and it being cold
She took pity on the poor old soul,
She took pity on the poor old soul
And she bade him to sit down.
Chorus:
With his tooran nooran nan tan nee
Right ton nooran fol the doo-a-dee
Toraan nooran noraan nee
With his tooran nooran-i-do

III
He sat himself in the chimbley neuk(3)
And the bonny young daughter gave him the look.
With all his bags behind the crook(4)
Right merrily he did sing(5).
IV
Now he grew canty and she was fain,
But little did her mother ken
Just what the two of them were saying
As they sat sae thrag(6).
V
“O if I was black as I am white
Like the snow on yon fell-dyke(7),
I’d dress myself so beggar-like
And away with you I’d gang.”
VI
“O lassie, lassie, you’re far too young,
And you haven’t got the lilt of the begging tongue,
You haven’t got the lilt of the begging tongue,
So with you cannot gang.”
VII
“I’ll burden my back and I’ll bend my knee,
I’ll draw a black patch o’er my e’e,
And for a beggar they’ll take me,
And away with you I’ll gang.”
VIII
For all that the doors were locked quite tight,
The old woman rose in the middle of the night,
The old woman rose in the middle of the night
For to find the old man gone.
IX
She’s run to the cupboard, likewise to the chest,
All things there and nothing missed.
Clapping her hands and the dear be blessed,
Wasn’t he an honest old man?
X
When the breakfast was ready and the table laid
The old woman went for to waken the maid:
The bed was there but the maid was gone,
Away with the lame poor man.
XI
Now seven years were passed and gone,
And this old beggar came back again
Looking for his charity,
“Will you lodge a lame poor man?”
XII
“I never lodged any but the one,
And with him my one daughter did gang,
And I chose you to be the very one
And I’ll have you to be gone.”
XIII
“If it’s your daughter you want to see,
She has two bairnies on her knee,
She has two bairnies on her knee
And a third one coming round.
XIV
“For yonder she sits, yonder she stands,
The fairest lady in all Scotland.
She has servants at her command
Since she went with the lame poor man.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Mentre stavo camminando a passo svelto per i campi, (incontrai) il più bel benestante che avessi mai visto
che chiedeva la carità“Volete dare un riparo ad un pover’uomo zoppo?”
II
Poichè la notte era umida e fredda
lei provò pietà per quella povera vecchia anima
e lo invitò a sedersi.
CORO
With his tooran nooran nan tan nee
Right ton nooran fol the doo-a-dee
Toraan nooran noraan nee
With his tooran nooran-i-do
III
Egli si sedette in un angolo del camino
e la bella giovane figlia (del fattore)
gli diede un’occhiata
con tutte le sue borse dietro, l’impostore tosto lietamente si mise a cantare.
IV
Lui divenne allegro, lei era contenta
ma poco la madre poteva capire,
solo quello che i due si dicevano
e loro stavano così vicini
V
“Oh se potessi essere scura invece di essere pallida
come il cigno su quell’argine,
mi vestirei come una mendicante
e potrei venire con te.”
VI
“O ragazza, sei troppo giovane
e non conosci le abitudini di un mendicante,
non conosci le abitudini di un mendicante,
così con te non posso andare”
VII
“Mi ingobbirò la schiena e piegherò le ginocchia
e metterò una benda nera sull’occhio
così da sembrare un mendicante
e in giro con te andrò”.
VIII
Per serrare per bene tutte le porte
la vecchia si alzò nel cuore della notte
la vecchia si alzò nel cuore della notte
e scoprì che il vecchio se n’era andato.
IX
Corse alla dispensa come pure alla cassapanca
ma c’era tutto e non mancava niente,
battendo le mani disse “che sia benedetto il signore
se non era un uomo onesto!?”
X
Quando la colazione fu pronta e la tavola apparecchiata la vecchia andò a svegliare la figlia:
il letto era fatto ma la fanciulla era andata
via con il povero uomo zoppo.
XI
Sette anni passarono e se ne andarono
e quel vecchio mendicante ritornò
a chiedere la carità
“Volete dare un riparo ad un pover’uomo zoppo?”
XII
” Non ho dato riparo che ad uno
e con lui la mia sola figlia se ne andò,
e preferirei che fossi proprio tu  quello,
che tu sia il benvenuto”
XIII
“Se è tua figlia che vuoi vedere
ha due figli alle sue ginocchia
ha due figli alle sue ginocchia
e il terzo in arrivo.
XIV
Che lontano lei siede e lontano lei sta,
la più bella fanciulla di tutta la Scozia,
ha servitori al suo comando
da quando se ne andò con il pover’uomo zoppo.”

NOTE
1) to link= to move smartly or agilely with short quick steps, to trip along, to walk at a brisk pace
2) weel= dall’inglese weal, welfare, well-being. Qui l’inganno è subito manifesto il vecchio mendicante zoppo è in realtà un gentiluomo travestito
3) chimney nook
4) anche qui si avverte che il mendicante è sotto mentite spoglie
5) i mendicanti in cambio dell’ospitalità si esibivano per la famigliola con canzoni e racconti portando le novità o i fatti di cronaca anche nelle più remote campagne, spesso suonavano uno strumento o insegnavano passi di danza, erano quindi una sorta di menestrelli, giullari ambulanti
6) thrag= To pack full, fill, cram; to load. Also intr. for pass (da qui) non riesco a tradurre il termine forse si tratta di un refuso. A senso mi viene da tradurre come vicini, uniti, ma potrebbe anche voler dire che si trovavano in sintonia
7) espressione del gergo contadino scozzese che si potrebbe tradurre con “zolle” ma anche un argine erboso fatto con le zolle o pietre

ASCOLTA Assasin’s Creed Rogue (Sea Shanty Edition) HI FOR THE BEGGARMAN

Che cosa ci faccia la ballata in una compilation di Sea Shanties non è ben chiaro, a parte per il coro nonsense, probabilmente era una canzone così popolare da essere finita sulle navi! La variante è più succinta della precedente versione (con le strofe numerate seguendo la versione più completa per la comparazione)

II
The night being dark and very cold,
A woman took pity on a poor soul.
She took pity on a poor old soul
And asked him to come in.
CHORUS
With a too-roo roo-roo rantin hi, A too-roo roo-roo rantin hi
Too-roo roo-roo rantin hi, And hi for the beggarman
III
He sat him down in a chimney nook;
He hung his coat up on a hook.
He hung his coat up on a hook,
And merrily he did sing.
VIII e IX
In the middle of the night the old woman rose;
She missed the beggarman and all his clothes.
She clapped and clapped and clapped again,
Says, He has my daughter gone!
XI
Three long years have passed and gone,
When this old man came back again,
Asking for a charity:
Would you lodge a beggarman?
XII
I never lodged any but the one,
And with that one me daughter’s gone,
With that one me daughter’s gone
So merrily you may gang.
XIII
Would you like to see your daughter now,
With two babies on her knee,
With two babies on her knee
And another coming on?
XIV
For yonder she sits and yonder she stands,
The finest lady in all the land;
Servants there at her command
Since she went with the beggarman.

In questa versione testuale la ragazza ritorna a casa come una gran signora dopo essere diventata la moglie del finto mendicante. Si riporta questa versione perchè presenta alcune interessanti contaminazioni con una ballata molto famosa “Raggle Taggle Gypsy”

ASCOLTA Andy M. Stewart in Man in the Moon 1993 THE GABERLUNZIE MAN
(Testo: attribuito a Re Giacomo V di Scozia (1512-1542); Musica: Trad./Arr. da Andy M. Stewart) – al momento non ci sono registrazioni in rete da poter ascoltare


I
Oh the pawky auld carle(1) cam o’er the lea
Wi’ mony guild-e’ens and guid-days tae me
Sayin’, “Guid wife for your charity
Would you lodge a leal poor man?”
Laddie wi my tow-ro-ae
II
Well the nicht being cauld, the carle being wat
It’s doon ayant the ingle he sat
My dochters shouthers he began tae clap
And cadgily ranted and sang
III
Between the twa was made a plot
They’d rise a wee afore the cock
And wilily they shot the lock
And fast to the bent they are gane
IV
The aul wife gaed whaur the beggar lay
The strae was cauld, he was away
She clappit her hands cryin
“Waladay! For some of our gear will be gane”
V(2)
The servant gaed whaur the dochtor lay
The sheets were cauld, she was away
And fast to the guid wife she gan say
“Shes awa wi the Gaberlunzieman”
VI
“O fy gar ride and fy gar rin
And haste ye find these traitors again!
For she’s be burnt and he’s be slain(3)
The wearyful beggarman”
VII
Meanwhile farhind oot o’er the lea
Fu-snug in a glen where nane could see
The twa wi’ kindly sport and glee
Would lo’e the hale day lang
VIII
Oh the lady cam riding o’er the lea,
efter mony years her guidwife tae see
She had wedded a lord, nae begger he,
That had gaed as the beggarman
IX
Well the lady came riding(4) o’er the strand
Wi’ fower and twenty at her command
She was the brawest in the land
And she went wi’ the beggarman
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Un vecchio astuto venne dai campi con molte notti e giorni da vagabondo (venne) da me
e mi disse “Signora vorreste alloggiare un onesto pover’uomo per carità?”
Verrai in giro con me ragazza?
II
La notte essendo fredda e il vecchio bagnato
si sedette davanti al fuoco,
alle spalle di mia figlia egli cominciò a battere le mani e a gran voce e a cantare.
III
Tra i due ci fu un accordo, si alzarono prima del canto del gallo,
chiusero la serratura e di corsa per i campi andarono.
IV
La vecchia moglie andò dove giaceva il mendicante, ma il posto era freddo, lui era via,
lei battè le mani dicendo
“Ahimè! Qualcosa di nostro se n’è andato”
V
La serva andò dove dormiva la figlia,
le lenzuola erano fredde lei era fuggita e di corsa dalla padrona andò dicendo “E’ fuggita con il mendicante”.
VI
“Cavalca in lungo e in largo e in fretta per ritrovare quei due traditori. Perchè lei sarà bruciata e lui ucciso,
il mendicante miserabile”.
VII
Nel frattempo lontano oltre i prati capitarono in una valletta dove nessuna poteva trovarli, i due con gioia e delizia poterono amarsi per tutto il giorno.
VIII
La Lady venne cavalcando dalla campagna, dopo molti anni per vedere sua madre, lei aveva sposato un Lord, lui non era un mendicante, quello che sembrava un mendicante.
IX
La Lady venne cavalcando dalla strada con ventiquattro (servi) al suo comando era la più bella del paese
ed andò con il mendicante

NOTE
1) auld carle: old peasant, common man.
2) la struttura di questa strofa e della successiva, richiama la ballata Raggle taggle Gypsy
3) una punizione piuttosto drastica per una fuitina! Si descriva in pratica una della varie forme di matrimonio del tempo: quello con il rapimento e la notte d’amore vedi
4)la strofa inizia con la stessa veduta dai campi ma la persona che arriva non è più a piedi, anzi a guardare bene ha anche tanto di servitori al seguito!

FONTI
http://ingeb.org/songs/oabeggar.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_279
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_280
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C279.html
http://www.contemplator.com/child/gaberlunz.html
http://www.contemplator.com/scotland/beggar.html
http://www.waterbug.com/calhoun/lyrics/beggarman.html
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thebeggarman.html
http://www.darachweb.net/SongLyrics/JollyBeggarman.html
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4554493.asp
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1954
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=118078
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54744
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/thebeggarladdie.html
http:[email protected]?SongID=5884
http://www.bluegrassmessengers.com/280-the-beggar-laddie.aspx

SHALLOW BROWN

In questo canto marinaresco (sea shanty) il marinaio dice addio alla moglie perchè l’indomani la sua nave salperà. Brano raccolto in molte collezioni e registrazioni sul campo (ad esempio Cecil Sharp, Stan Hugill, Percy Grainger), da non confondersi con l’altro shanty Sally Brown (vedi) !

Le parole shallow brown che sono cantate dal coro in risposta allo shantyman non sono di semplice comprensione. Stan Hugill ritiene che shallow sia una storpiatura di “challo” un termine usato nelle Piccole Antille (o Indie Occidentali) per indicare un mezzo-sangue (gli spagnoli sono stati molto cavillosi nel definire i gradi di “imbastardimento” del puro sangue hidalgo e hanno coniato una lunga nomenclatura per ogni possibile incrocio tra gruppi etnici ); curiosamente in hindi è una parola che significa “ragazza”.
Per altri “shallow brown” è il grido di avvistamento gergale sulle navi mercantili per indicare l’arrivo nel porto, unendo i termini “fondale basso o acque basse” (shallow) e “marrone” (brown) ossia il tipico colore fangoso del mare meno profondo in prossimità di una foce e di un porto nelle aree subtropicali.

Stan Hugill ci dice che il canto era utilizzato durante il noioso lavoro alle pompe, ma anche per gli alaggi.

PRIMA VERSIONE
E’ un canto triste in cui il marinaio in procinto di imbarcarsi su un mercantile, saluta la moglie dicendole Addio.

shallow-brawn-shore

ASCOLTA Sting in Rogues Gallery, Pirate   Ballads, Sea Songs, and Chanteys 2006

ASCOLTA Brasy live


Fare thee well, me Juliana
Shallow, o shallow brown
Fare thee well, me Juliana
And it’s shallow in the morning
Just as the day was dawning
Yes, our packet(1) leaves tomorrow
And it fills me heart with sorrow
O my wife and baby grieve me
just breaks me heart to leave ye
Fare the well me Juliana
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Addio mia Juliana
ragazza mora
è bassa marea di mattina
mentre il giorno sorge
si, il nostro postale parte domani
e il mio cuore si riempie di dolore.
Moglie mia e bambino mio, sono addolorato, il mio cuore si spezza solo a lasciarvi, addio mia Jiuliana

NOTE
1) packet è il termine generico con cui venivano identificate tutte le navi mercantili e non solo quelle che trasportavano la posta

SECONDA VERSIONE
Il secondo tema testuale identifica il protagonista in uno schiavo nero venduto dal suo padrone per lavorare su una baleniera.

ASCOLTA The Crooked Jades in World’s on Fire (in versione integrale su spotify)
ASCOLTA June Tabor (interpretato con una tristezza infinita)


Bound away for St. George’s (1)
Shallow, Shallow Brown
Bound away for to leave you
Julianne, I truly love you (x2)
I have signed on as a sailor
Signed on board a Yankee (2) whaler
My master’s gonna sell me
For that great big Yankee dollar(3)
My packet (4) leaves tomorrow
And my heart is full of sorrow
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
In partenza per S. George(1)
ragazza mora
per partire ti lascio
Juliana, ti amo veramente
ho firmato come marinaio
assunto a bordo di una baleniera americana(2)
il mio padrone mi ha venduto
venduto per un grande dollaro americano(3)
il mio postale(4) parte domani
e il mio cuore è pieno di dolore

NOTE
1) scritto a volte anche solo come “Bound away to leave you“. Saint George’s (o Saint George) è la Città capitale di Grenada (Piccole Antille). L’importazione di schiavi africani, avviata alla fine del Seicento (dopo lo sterminio degli indigeni) e proseguita fino al 1807, accompagnò l’espansione della coltura della canna da zucchero. L’abolizione della schiavitù (1834) fu seguita dallo sviluppo, accanto alle grandi piantagioni, della piccola proprietà contadina e il cacao, la noce moscata e, dalla metà del Novecento, la banana si affermarono come principali prodotti di esportazione. (treccani.it)
2) la Terra Yankee corrisponde alla Nuova Inghilterra, e yankees sono detti i suoi abitanti. Sembra che il termine sia la corruzione indiana del francese anglais.
3) nella versione di June Tabor la strofa diventa:
Master’s going to sell me
Sell me to a Yankee
Sell me for a dollar
Great big Yankee dollar
4) packet è il termine generico con cui venivano identificate tutte le navi mercantili e non solo quelle che trasportavano la posta

Ed ecco l’arrangiamento melodico di Ed Gerhard (le immagini del video sono spettacolari!)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7955
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/shallowbrown.html
http://andrewsviewoftheweek.com/2013/01/06/shallow-brown-my-favorite-sea-shanty/

EDWARD BALLAD

Ancora un’oscura ballata che si riconduce al testamento dell’avvelenato (vedi), in questo contesto però il protagonista, dopo essersi macchiato di un assassinio, ha intenzione di uccidersi o di scomparire per sempre e quindi lascia la sua confessione e il suo testamento alla madre. L’origine della ballata è sicuramente scandinava e il professor Child la riporta al numero 13 in due sole versioni (e un frammento), ma la popolarità della ballata fu tale che nella tradizione orale si contano più di duecento testi, la maggior parte provenienti dall’America (quasi 150).

edward

IL TEMA

La ballata si dipana in forma di dialogo tra la madre e il figlio seguendo l’espediente della ripetizione progressiva (vedi) che accresce la tensione drammatica, tenendo in sospeso il pubblico fino alle battute finali: la madre vede il sangue sulla spada (o sui vestiti del figlio) e gliene chiede la ragione; il figlio tergiversa dicendo che si tratta del sangue di qualche animale, ma messo alle strette confessa di aver ucciso il fratello (o in altre versioni il padre o un altro parente, ma anche la sorella). La maggior parte degli accademici partono però dal presupposto che la versione originaria si riferisca al litigio tra due fratelli.

Sul perchè abbiano litigato sono fiorite le più ampie ipotesi! Le ballate raramente ci dicono i perchè, c’è spesso una sorta di indeterminatezza nella storia che contribuisce ad accrescerne il fascino (e nello stesso tempo ci esorta a scavare nei meandri della psiche). C’è da dire inoltre che anche se all’origine di una ballata c’è per lo più un fatto di cronaca “scandalistica” esso diventa stereotipo (o meglio archetipo come  Caino e Abele): così fratelli e sorelle si uccidono fra di loro per gelosia o per rivalità a causa di una ragazza o di un bel giovanotto e il tema dell’incesto fa spesso capolino mascherato da un eufemismo. La ballata viene quindi considerata da alcuni come una parte della storia narrata in “The Bonny Hind“, “The Twa brothers” e “Lucy Wan”.

LA VERSIONE SCOZZESE: SON DAVID

Child ballad#13A

In Motherwell il protagonista si chiama David il quale confessa alla madre di aver ucciso il fratello e che quindi  intende prendere il largo su di una “barca senza fondo“, (tale era la punizione per il fratricidio secondo le consuetudini vichinghe).

ASCOLTA June Tabor &The Oyserband in “Ragged Kingdom” 2011

ASCOLTA Jeannie Robertson 1950

Child ballad#13A
What’s the blood on the point of your sword,
O Son David, my Son David?
What’s the blood on the point of your sword,
Promise, tell me true?
That’s the blood of my grey mare
O Lady Mother, my Lady Mother;
That’s the blood of my grey mare –
She would not rule by me.
Your grey mare’s blood was never so red,
O Son David, my Son David;
Your grey mare’s blood was never so red,
Promise, tell me true.
That’s the blood of my hawking hound,
O Lady Mother, my Lady Mother;
That’s the blood of my hawking hound,
She would not rule by me.
Your hawking hound’s blood was never so clear,
O Son David, my Son David;
Your hawking hound’s blood was never so clear, Promise, tell me true.
That’s the blood of my brother John,
O Lady Mother, my Lady Mother;
That’s the blood of my brother John,
He drew his sword to me.
What did you fall out about,
O Son David, my Son David?
It’s all for a little holly bush(1)
That’ll never grow to a tree?
I’ll set my foot on a bottomless boat(2),
O Lady Mother, my Lady Mother;
Set my foot on a bottomless boat,
Sail upon the sea.
When will you come back again,
O Son David, my Son David?
When will you come back again?
Promise, tell me true?
When the Sun and Moon meet in yonder glen, O Lady Mother, my Lady Mother;
When the Sun and Moon meet in yonder glen,
And that will never be.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Qual’è il sangue sulla punta della tua spada,
David, figlio mio?
Qual’è il sangue sulla punta della tua spada,
prometti di dirmi la verità
E’ il sangue del mia giumenta bianca
signora Madre,
è il sangue della mia giumenta bianca
non voleva lasciarsi comandare da me
Il sangue della tua giumenta bianca non fu mai tanto rosso, David, figlio mio
Il sangue della tua giumenta bianca non fu mai tanto rosso, prometti di dirmi la verità
E’ il sangue del mio falco valente,
signora Madre;
è il sangue del mio falco valente,
non voleva lasciarsi comandare da me.
Il sangue d’un falco non fu mai tanto pallido,
David, figlio mio:
Il sangue d’un falco non fu mai tanto pallido,
prometti di dirmi la verità
E’ il sangue di mio fratello John,
signora Madre;
E’ il sangue di mio fratello John,
che ha sfoderato la sua spada su di me.
E quale pena ne vuoi portare,
David, figlio mio?
Tutto per un piccolo cespuglio di agrifoglio(1)
che non diventerà mai un albero?
Salirò su una barca sfondata(2),
signora Madre;
salirò su una barca sfondata,
e me ne andrò per il mare.
Quando ritornerai
David figlio mio?
Quando ritornerai
prometti di dirmi la verità?
Quando il sole e la luna s’incontreranno in quella valle, signora Madre;
quando il sole e la luna si incontreranno in quella valle,
e che non accadrà mai

NOTE
1) Alcuni studiosi ritengono che la questione tra i due fratelli sia celata dietro al significato del cespuglio nel bosco: per Cecil Sharp “breaking of a little bush that should have been a tree” vuole indicare la deflorazione di una fanciulla e quindi deduce che la lite sia nata per gelosia, essendo entrambi i fratelli innamorati della stessa ragazza (più probabilmente la sorella). La ballata per certi aspetti richiama “The Bonny Hind” (vedi) la ballata in cui fratello e sorella hanno un rapporto incestuoso, lei muore in alcune versioni perchè si uccide, in altre perchè è il fratello a ucciderla, e il corpo viene sepolto sotto un albero di agrifoglio.
Così si aprono due interpretazioni: Edward-David uccide il fratello che ha violentato e ucciso la loro sorella e l’ha sepolta sotto l’agrifoglio; oppure è Edward-David ad aver prima violentato la sorella e poi ad averla uccisa quando scopre che è rimasta incinta (come nella ballata “Sheath and Knife” qui), così facendo uccide anche il figlio nel suo grembo (di cui però non è ancora noto il sesso), a meno che la sorella avesse appena partorito…
A mio avviso, il cespuglio che non diventerà mai un albero potrebbe semplicemente stare a indicare la giovane età del fratello il quale non diventerà mai un adulto! E tuttavia l’Agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità e quindi c’è da pensare più ad una gravidanza conseguente all’incesto: il protagonista ha ucciso la sorella che era rimasta incita del loro fratello (e perciò dice alla madre di aver ucciso il fratello; l’omicidio non è quindi il risultato – più o meno accidentale – di una lite, ma un deliberato atto per impedire di disonorare il nome della famiglia)
morte-norreni2) Giordano Dall’Armellina così scrive “Lo aspetta la morte che avverrà, secondo l’usanza scandinava che si applicava agli omicidi, con l’abbandono del colpevole su una barca al largo, senza timone né remi. Si possono ipotizzare due interpretazioni riguardo alla dipartita di Edoardo in barca. La prima ci suggerisce l’idea che Edoardo ha deciso di morire. La sua scelta di andare per mare potrebbe simbolicamente rappresentare il suo ultimo viaggio verso l’altro mondo. Era credenza comune, non solo in Europa, che l’anima dovesse attraversare un fiume o un mare per arrivare al mondo dei morti. Già gli Egizi, nel libro dei morti, rappresentavano l’ultimo viaggio su una grande nave. Ma prove di questa credenza sono evidenti nell’undicesimo capitolo dell’Odissea quando Ulisse arriva ai confini dell’oceano per entrare nell’Ade dove incontrerà sua madre e gli eroi deceduti nella guerra di Troia. Questo episodio darà ispirazione a Virgilio per scrivere il sesto libro dell’Eneide nel quale Enea scende agli inferi dopo aver attraversato il fiume Acheronte. E’ qui che incontriamo il mostruoso traghettatore delle anime Caronte di cui si servirà anche da Dante, nel terzo canto dell’Inferno, per l’attraversamento del fiume che porta lo stesso nome utilizzato nell’Eneide e che in greco significa “Fiume del dolore”: «Figliuol mio», disse ’l maestro cortese, «quelli che muoion ne l’ira di Dio tutti convegnon qui d’ogne paese: e pronti sono a trapassar lo rio (v.121-124). L’ipotesi che Edoardo si stia preparando al viaggio verso l’oltretomba è rinforzata dalla presenza del testamento alla fine della ballata. La seconda ipotesi, che non esclude la prima, riguarda l’usanza dei Vichinghi di condannare gli assassini abbandonando il colpevole su una barca al largo senza remi e timone. E’ in pratica una condanna a morte secondo la quale la barca dovrebbe dirigersi verso l’inferno.

LA VERSIONE INGLESE: EDWARD

Child ballad#13B

Il testo più famoso di Edward è quello pubblicato nelle Reliques of Ancient English Poetry di Thomas Percy (1765, I, 53) per mezzo di Sir David Dalrymple, e fu probabilmente lo stesso Percy ad introdurre le grafie anticheggianti quhy (per why), ze, zour (per ye, your) per aggiungere una patina di antichità “a tavolino”. La lingua della ballata è l’inglese di Scozia (Lallans). Qui è la madre che istiga il figlio a uccidere il marito e tuttavia la versione si presenta più come un’anomalia rispetto alla storia originaria e più antica che parla della discordia tra due fratelli.

ASCOLTA Old Blind Dogs

Child ballad#13B
Why does your brand sae drap wi’ bluid
Young Edward, oh young Edward?
Why does your brand sae drap wi’ bluid
And why sae sad gang ye O?
I hae killed my hawk sae guid
My dear mither, my dear mither
I hae killed my hawk sae guid
And I had nae mair but he
O
Your hawkis bluid was nevir sae reid
Young Edward, oh young Edward
Your hawkis bluid was nevir sae reid
Sum other dule ye drie
OI hae killed my reid-roan steed
My dear mither, my dear mither
I hae killed my reid-roan steed
That was erst sae fair and free
O
Your steed was auld, and ye hae gat mair
Young Edward, oh young Edward
Your steed was auld, and ye hae gat mair
Sum other dule ye drie
OI hae killed my faither dear
My dear mither, my dear mither
I hae killed my faither dear
Alas and wae is me
O
So whatten penance wul ye drie for that
Young Edward, oh young Edward?
So whatten penance wul ye drie for that?
My dear son, now tell to me O
I will sail in yonder boat
My dear mither, my dear mither
I will sail in yonder boat
And awa and over the sea O(3)
And what wul ye dee wi’ your towers and ha’,
Young Edward, oh young Edward?
And what wul ye dee wi’ your towers and ha’
That were sae fair to see O?
Let them stand until they fa’ doon
My dear mither, my dear mither
Let them stand until they fa’ doon
For tham nevir mair wul I see O
And what wul ye leave your wife and bairns
Young Edward, oh young Edward?
And what wul ye leave your wife and bairns
When ye gang over the sea O?
The warldis room, let them beg
My dear mither, my dear mither
The warldis room, let them beg
For tham nevir mair wul I see O
And what wul ye leave your mither dear
Young Edward, oh young Edward?
And what wul ye leave your mither dear
When ye gang over the sea O?
The curse of hell shall ye bear
My dear mither, my dear mither
The curse of hell shall ye bear
For the counsel ye gave to me O (4)
TRADUZIONE ITALIANO (qui)
Perché la tua spada gocciola così di sangue,
Edward, Edward?
Perché la tua spada gocciola così di sangue
e perché te ne vai tanto triste?
Oh, ho ucciso il mio falco valente,
Madre, madre:
Oh, ho ucciso il mio falco valente,
Ed io non avevo che quello.
Il sangue d’un falco non fu mai tanto rosso,
Edward, Edward:
Il sangue d’un falco non fu mai tanto rosso,
questo ti dico, figlio mio;
Oh, ho ucciso il mio cavallo roano,
Madre, madre,
Oh, ho ucciso il mio cavallo roano
Prima così libero e felice.
Il tuo cavallo era vecchio, ne hai altri,
Edward, Edward;
Il tuo cavallo era vecchio, ne hai altri,
Qualche altra pena t’affligge.
Oh, ho ucciso il mio amato padre,
Madre, madre;
Oh, ho ucciso il mio amato padre,
Ahimè, ed il male mi colga!
E quale pena ne vuoi portare,
Edward, Edward?
Quale pena ne vuoi portare,
Dimmelo adesso, caro figliolo;
Salirò su quella barca,
Madre, madre;
Salirò su quella barca
E me ne andrò per il mare.(3)
E che ne farai delle tue torri e castelli,
Edward, Edward?
E che ne farai delle tue torri e castelli,
Un tempo, alla vista, così tanto belli?
Li lascerò stare in piedi finché giù non cadranno,
Madre, madre;
Li lascerò stare in piedi finché giù non cadranno,
Ché, tanto, mai più vi potrò ritornare.
E che lascerai ai tuoi figli e a tua moglie,
Edward, Edward?
Che lascerai ai tuoi figli e a tua moglie
Quando tu te ne andrai per il mare?
Il vasto mondo per mendicarsi la vita,
Madre, madre;
Il vasto mondo per mendicarsi la vita,
Ché, tanto, non li rivedrò mai più.
E che lascerai alla tua cara madre,
Edward, Edward?
Che lascerai alla tua cara madre
quanto te ne andrai per mare?
Per me porterai la maledizione infernale,
Madre, madre;
Per me porterai la maledizione infernale,
Tu, che m’hai dato siffatti consigli.(4)

NOTE
3) in questa versione i propositi di morte sono più mitigati, il protagonista preferisce l’esilio
4) C’è da chiedersi perchè la madre interroghi il figlio quando è già a conoscenza dell’assassinio avendolo ordito lei stessa. La frase è considerata dai più come una specie di “coupe de theatre” alla Shakespeare!

FONTI
http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_(ballata) http://mbmonday.blogspot.it/2012/04/edward-what-put-blood-blood-on-his.html http://mbmonday.blogspot.it/2012/04/its-all-about-little-holly-bush.html http://mbmonday.blogspot.it/2012/04/why-dois-your-brand-sae-drap-wi-bluid.html http://www.contemplator.com/child/sharp13.html http://www.christymoore.com/lyrics/what-put-the-blood/ http://betterknowachildballad.wordpress.com/2013/02/02/child-13-edward/ http://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/edward.html http://www.nspeak.com/allende/comenius/bamepec/multimedia/saggio3.htm http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_13 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48691 http://wesleystace.com/album/trad-arr-jones/

continua seconda parte (qui)

HEAVEN OR OTHER WORLD?

Per restare in tema con la stagione mi è venuta in mente la ballata di Dives and Lazarus (Child ballad #56)

LA PARABOLA

Vangelo secondo Luca 16,19-31. (in Inglese qui)

«C’era un uomo ricco, che era vestito di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe(1). Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo(2). Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali(3); ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti(4). Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro(5), si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi(6).»

par29

(Non sono riuscita a risalire alla fonte di questa illustrazione che è chiaramente una miniatura o un affresco del periodo romanico e a giudicare dai colori e dallo stile direi di scuola spagnola. La ricerca iconografica si è rivelata interessantissima e meriterebbe una dissertazione a parte)

NOTE
1) Lazzaro è sinonimo di lebbroso ma più in generale è un termine che indica il povero e il misero (paradossalmente con il termine lazzarone si vuole stigmatizzare il misero come miserabile: egli è responsabile della sua miseria perchè è un fannullone); anche i cani concorrono ad aggravare la sua sofferenza
2) letteralmente si intende “il seno di Abramo” ovvero tra le braccia di o sulle ginocchia di Abramo, in senso figurato è il luogo del riposo dei giusti per gli ebrei. Secondo Tertulliano, il seno di Abramo è quella regione non celeste, ma più alta degli inferi, in cui le anime dei giusti godono una consolazione provvisoria fino alla resurrezione della carne. Così alcuni vedono confermata nella Bibbia l’esistenza di un luogo intermedio tra Inferno e Paradiso che anche se non chiamato Purgatorio è il luogo in cui “gli spiriti dei giusti” saranno portati alla perfezione
3) su argomentazioni di questo tipo la Chiesa ha legittimato schiavitù e la diseguaglianza sociale: il povero è rassegnato alla sua povertà e non si aspetta o rivendica altro che le briciole che cadono dal piatto del ricco!!
4) ai poveri verrà la ricompensa nei cieli, in terra posso avere solo la consolazione nella Giustizia divina (o nella Provvidenza divina)
5) ecco qua i morti che a Samahin vanno a trovare i vivi! Ovviamente Luca non dice che i morti vadano ogni tanto a visitare i vivi, anzi ne nega l’utilità (e tuttavia negare l’utilità non significa negare che il fatto possa accadere.. tanto per voler andare per sottigliezze linguistiche)
6) in realtà sovviene niente meno che un miracolo, quello di Gesù a resuscitare Lazzaro (che i più ritengono un altro Lazzaro, quello di Betania distinto da questo), raccontato nel Vangelo secondo Giovanni. E’ l’ultimo dei miracoli di Gesù che precorre la sua stessa resurrezione.

IL PURGATORIO

Dal punto di vista della teologia cristiana paradiso e inferno sono i luoghi in cui l’umanità trascorrerà il resto della sua esistenza (in eterno) dopo il Giudizio Universale che verrà in un momento non precisato nella storia dell’uomo con la Fine del Mondo: solo allora Dio giudicherà le singole persone resuscitate con la loro carne e condannate alle pene dell’Inferno o alle gioie del Paradiso. Per rispondere alla domanda: “Cosa succede ai morti nel frattempo?” la Chiesa cattolica afferma che praticamente le anime degli uomini vengono giudicate subito dopo la separazione dal corpo nel giudizio particolare (in attesa della Fine del Mondo e della ricongiunzione tra anima e corpo). Ora a prescindere del paradosso tra i due giudizi, ma nei meandri della teologia non è bene addentrarsi per non stare a disquisire di sottigliezze come il sesso degli Angeli, possiamo dire che una grande trovata della dottrina della Chiesa cattolica romana è stata quella del Purgatorio: è implicito che quasi tutte le anime finiscono in Purgatorio dove ci resteranno a meno che i vivi non intercedano per i defunti. “La dottrina afferma che coloro che muoiono nella Grazia di Dio, senza però aver soddisfatto con adeguate penitenze la pena temporale, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gloria del Cielo (cioè il Paradiso). Tale purificazione consiste nelle medesime, dolorose pene infernali, con la differenza che le pene del Purgatorio hanno un termine (al contrario di quelle infernali, che sono eterne), e inoltre sono stemperate dalla luce della Speranza Divina che scende dal Paradiso. Per questo, le anime del Purgatorio sono in perenne e continua preghiera, che li aiuta a sostenere la pena della purificazione. La Chiesa chiama Purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che, dunque, è tutt’altra cosa dalla pena eterna dei dannati (che ha luogo all’Inferno), dannati che morirono da peccatori (come le anime del Purgatorio) ma inoltre furono, al momento del trapasso, fuori della Grazia divina. (tratto da qui)

Il purgatorio nasce nel Medioevo, nel XII secolo per legare i vivi con i morti in buona misura per intenti utilitaristici. Così Jacques Le Goff nel suo “La nascita del purgatorio” (Einaudi, Torino 2006) scrive «Potere spirituale, ma anche semplicemente, come vedremo, profitto finanziario, del quale beneficeranno più di ogni altro i frati degli ordini mendicanti, ardenti propagandisti della nuova credenza. L’infernale sistema delle indulgenze finirà col trovarvi robusto alimento».

La parabola con il suo messaggio di speranza nella resurrezione (la vita dopo la morte) e il conforto di una giustizia sociale assicurata dal giudizio finale sull’umanità, non mancò di colpire l’immaginario popolare e si trova fin dall’alto medioevo scolpita sui capitelli o i muri delle chiese, miniata nei codici o affrescata, proseguendo la sua fortuna anche nei secoli successivi (in particolare per la scena del banchetto riprodotta in un infinità di quadri e illustrazioni). Tra il Quattrocento e il Cinquecento la parabola conobbe poi un grande successo con la diffusione nelle predicazioni, nelle sacre rappresentazioni o nelle ballate, e nell’iconografia (vedasi Lazzaro e il ricco Epulone di Pietro Delcorno, Società Editrice Il Mulino2014)

LA BALLATA: DIVES AND LAZARUS

La ballata tradizionale a tema religioso riportata dal professor Child come #56 deriva dalla parabola nel Vangelo secondo Luca. La ballata è finita nel repertorio dei carollers per il Natale (con il suo invito ad essere caritatevoli verso i bisognosi) e si conclude con la strofa
And now my carol’s ended, No longer can I stay. God bless you all, both great and small, And God send you a happy New Year”

Apro una parentesi sulla MELODIA prima di passare al testo.
Conosciuta come “Star of the County Down” (vedi) la melodia irlandese ha origini ben più antiche e gli studiosi sono incerti nell’attribuirla al versante irlandese, inglese oppure a quello scozzese: Frank Sidgwick in “Ballads of Mystery and Miracle and Fyttes of Mirth popular Ballads of the Olden Times” scrive “A ‘ballet of the Ryche man and poor Lazarus’ was licensed to be printed in 1558; ‘a ballett, Dyves and Lazarus,’ in 1570-1. In Fletcher’s Monsieur Thomas (1639), a fiddler says he can sing the merry ballad of Diverus and Lazarus. A correspondent in Notes and Queries (ser. IV. iii. 76) says he had heard only Diverus, never Dives, and contributes from memory a version as sung by carol-singers at Christmas in Worcestershire

ASCOLTA arrangiamento per flauto
ASCOLTA Willy Fly arrangiamento per chitarra tratto da “English Coubtry Song” 1893 di Lucy E. Broadwood e J.A. Fuller Maitland. La melodia richiama Greensleeves

ASCOLTA Andrew King in “John Barleycorn Reborn”
ASCOLTA June Tabor & the Oyster Band in “Freedom and Rain” 1990 CHILD #56A
I
As it fell out upon one day
Rich Dives(1) made a feast
And he invited all his friends
And gentry of the best
III
Then Lazarus laid him down and down
And down at Dives’ door
“Some meat, some drink, brother Dives
Bestow upon the poor.”
IV
“Thou are none of mine, brother Lazarus,
That lies begging at my door
No meat nor drink I’ll give to thee,
Nor none I’ll bestow on the poor(2).”
V
Then Lazarus laid him down and down
And down at Dives’ wall
“Some meat, some drink, brother Dives
Or with hunger starve I shall.”
VI
“Thou are none of mine, brother Lazarus,
That lies begging at my wall
No meat nor drink I’ll give to thee,
But with hunger starve you shall.”
VII
Then Lazarus laid him down and down
And down at Dives’ gate
“Some meat, some drink, brother Dives
For Jesus Christ his sake.”
VIII
“Thou are none of mine, brother Lazarus,
That lies begging at my gate
No meat nor drink I’ll give to thee,
For Jesus Christ his sake.”
IX
Then Dives sent out his merry men
To whip poor Lazarus away(2),
But they had no power to strike one stroke,
And threw their whips away.
X
Then Dives sent his hungry dogs
To worry poor Lazarus away,
But the had no power to bite one bite
So they licked his sores away(3).
XI
As it fell out upon one day
Poor Lazarus he sickened and died.
There came two angels out of heaven,
His soul there to guide.
XII
“Rise up, rise up, brother Lazarus,
And come along with me;
For there’s a place in heaven provided,
To sit upon an angel’s knee(4).”
XIII
As it fell out upon one day
That Dives sickened and died.
There came two serpents out of hell,
His soul there to guide.
XIV
“Rise up, rise up, brother Dives,
And come along with me;
For there’s a place in hell provided,
To sit upon a serpent’s knee(4).”
XV
Then Dives lifted up his eyes
And saw poor Lazarus blest:
“A drop of water, brother Lazarus,
For to quench my flaming thirst.”
XVI
“If I had as many years to live
As there is blades of grass
I would make it in my will secure
That the devil should have no power.
XVII
Oh, hell(5) is dark, oh, hell is deep;
Oh hell is full of mice,
It is a pity that any poor sinful soul
Should depart from our saviour, Christ.”
ASCOLTA Young Tradition (Royston Wood) 1965 CHILD #56B
I
As it fell out upon one day,
Rich Divers(1) he gave a feast;
And invited all his neighbours in,
And gentry of the best.
II
And it fell out upon that day,
Poor Lazarus he was so poor,
He came and laid him down and down,
Even down by Diverus’ door.
III
Then Lazarus laid him down and down,
Even down by Diverus’ door,
“Some meat, some drink, brother Diverus,
Do bestow upon the poor.”
IV
“Thou are none of mine, brother Lazarus,
Lying begging at my door,
No meat, no drink, will I give thee,
Nor bestow upon the poor(2).”
V
Then Lazarus he laid him down and down,
Even down by Diverus’ wall,
“Some meat, some drink, brother Diverus,
Or surely starve I shall.”
VI
“Thou are none of mine, brother Lazarus,
Lying begging at my wall,
No meat, no drink, will I give thee,
And surely starve you shall.”
VII
Then Lazarus he laid him down and down,
Even down by Diverus’ gate,
“Some meat, some drink, brother Diverus,
For Jesus Christ His sake.”
VIII
“Thou are none of mine, brother Lazarus,
Lying begging at my gate,
No meat, no drink, will I give thee,
For Jesus Christ His sake.”
IX
Then Diverus sent his merry men all
For to whip poor Lazarus away(2).
They had no will to whip one whip
But threw their whips away.
X
Then Diverus sent his hungry dogs
For to bite poor Lazarus away;
They had not will to bite one bite
But licked his wounds away(3).
XI
Then it fell out upon one day,
Poor Lazarus he sickened and died.
There came two angels out of Heaven,
His soul thereto to guide.
XII
“Rise up, rise up, brother Lazarus
And come you along with me.
There is a place prepared in Heaven,
For to sit upon an angel’s knee(4).”
XIII
Then it fell out upon one day,
Rich Diverus he sickened and died.
There came two serpents out of hell,
His soul thereto to guide.
XIV
“Rise up, rise up, brother Diverus
And come you along with me.
There is a place prepared in hell
For to sit upon a serpent’s knee(4).”

NOTE
1) Dives o Diveres. Nel Vangelo di Luca non è indicato il nome del ricco ma in Italia è chimato Epulone e in Inghilterra Dives trasformando il termine generico latino “dives=il ricco” in sostantivo (per le discussioni sulla pronuncia qui)
2) nella parabola si dice solo che il ricco banchetta nell’abbondanza, mentre il povero si accontenta delle briciole che cadono dalla tavola del ricco; così si può pensare che il ricco nemmeno si accorga della presenza del povero o che in ogni caso non si curi della sua sorte; nella ballata invece il ricco è un avaro, che rifiuta l’elemosina al povero e manda i suoi servitori per scacciarlo
3) nella ballata si travisa il significato del comportamento dei cani secondo la parabola: essi provano compassione per il povero e la sua sofferenza e cercano di dargli sollievo leccandogli le piaghe
4) riprendendo la metafora del “seno di Abramo” l’anonimo compilatore manda Lazzaro in “seno agli angeli” e Dives in “seno ai serpenti”
5) la parabola dava l’estro alle raffigurazioni più cupe dell’Inferno che i predicatori utilizzavano per spaventare i fedeli e convincerli a confessarsi (e a fare laute elargizioni alla Chiesa in vista del trapasso) e ad abbandonarsi a Dio: fiamme, diavoli con i forconi e calderoni bollenti; nella ballata emergono dall’oscurità migliaia di topi a tormentare con i loro famelici morsi ed in eterno, i dannati (il grasso Dives che in vita banchetta sullo sfruttamento del povero all’inferno diventa cibo dei ratti). Qui per fare rima con Christ vengono evocati i “mice” in altre versioni è “ice”, Dante vede il Diavolo « Lo ‘mperador del doloroso regno da mezzo ‘l petto uscia fuor de la ghiaccia. » piantato nel ghiaccio fino al petto. Egli colloca i traditori degli ospiti a testa in giù nel ghiaccio nel Nono cerchio della sua Divina Commedia

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Accadde un giorno che il ricco Dives diede un banchetto e invitò tutti i suoi amici e e la migliore nobiltà, mentre Lazzaro si accasciò alla porta di Dives “Della carne, da bere fratello Dives, elargiscili a un povero “Tu non sei mio fratello Lazzaro che stai a mendicare alla mia porta, non ti darò né da mangiare né da bere e nessuna elargizione ai poveri” Allora Lazzaro si accasciò alla porta di Dives “Della carne, da bere fratello Dives, o morirò di fame “Tu non sei mio fratello Lazzaro che stai a mendicare alla mia porta, non ti darò né da mangiare né da bere e tu morirai di fame” Allora Lazzaro si accasciò alla porta di Dives “Della carne, da bere fratello Dives, per amore di Gesù Cristo “Tu non sei mio fratello Lazzaro che stai a mendicare alla mia porta, non ti darò né da mangiare né da bere per amore di Gesù Cristo” Allora Dives mandò i suoi uomini per scacciare il povero Lazzaro ed essi non ebbero la forza di colpire e gettarono via le loro fuste. Allora Dives mandò i suoi cani affamati per azzannare il povero Lazzaro, ma essi non riuscirono dare nemmeno un morso e leccarono le sue piaghe. Poi un giorno accadde che il povero Lazzaro si ammalò e morì e vennero due angeli dal cielo per per guidare la sua anima “Alzati fratello Lazzaro e vieni con me, c’è un luogo pronto in cielo per sedersi sulle ginocchia di un angelo”. Poi un giorno accadde che il Dives si ammalò e morì e vennero due serpenti dall’inferno per guidare la sua anima “Alzati fratello Dives e vieni con me, c’è un luogo pronto all’inferno per sedersi sulle ginocchia di un serpente” Allora Dives alzò gli occhi e vide il povero Lazzaro benedetto “Un goccio d’acqua fratello Lazzaro per placare la mia arsura. Se avessi ancora tanti anni da vivere quanti sono i fili d’erba farei di certo in modo che il diavolo non possa avere alcun potere”. L’inferno è oscuro e abissale, pieno di topi, è un peccato che ogni povera anima peccatrice si debba separare dal nostro salvatore, Cristo.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/pagina-.html
http://www.centrostudilaruna.it/oiw.html http://www.ramshornstudio.com/dives___lazarus.htm http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/divesandlazarus.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=45051 http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_56
http://www.beyond-the-pale.co.uk/Lazarus.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/dives_and_lazarus.htm