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GALLOWS POLE & SEVEN COURSES

La ballata popolare “Gallows pole“, “The Maid Freed From The Gallows”, “The Prickly Bush oppure “The Hangman”, “Highwayman” viene dalle Isole Britanniche, classificata tra le Child ballads al numero 95.
E’ una storia che ha conosciuto una grande fortuna nell’Europa medievale in particolare la ritroviamo in una tra le più note ballate italiane “Cecilia” riportata da Costantino Nigra al numero 3 (vedi)
Così la  ballata popolare ungherese “Feher Anna” narra la storia di un uomo condannato a morte per aver rubato un cavallo. La sorella nel tentativo di salvarlo passa la notte a letto con il giudice ma al mattino scopre che il fratello è stato ugualmente impiccato.
“The subject, is probably Italian in origin, and passed on into French and English collections of tales through Latin transmission. This ballad probably came to Hungary from the Italians, perhaps through Dalmatian transmission, after the middle of the 16th century” (tratto da qui)
Le versioni che la fanno circolare nei circuiti folk degli anni 60 portano il titolo di “Anathea” e di “Seven Courses”.

Fehér Anna balladája

ANATHEA

Nell’album “Judy Collins #3″ pubblicato nel marzo 1963 troviamo  il brano accreditato a Neil Roth e Lydia Wood. Così scrive nelle note “I am told that Lydia Wood was given the poem when she was in Paris a few years ago, and set the lovely melody to this story of cruel justice.”
La ballata è in tutta evidenza una trascrizione in inglese della versione ungherese “Feher Anna” (= Anna White) di cui si conserva intatto il nome del condannato “Lazlo Feher”; la ballata fu pubblicata agli inizi del 900 dal compositore ungherese Béla Bartók nella sua raccolta “Hungarian Folk Songs” pubblicata in America nel 1931. 
La stessa canzone raccolta da Béla Bartók fu tradotta in inglese da A.L. (Bert) Lloyd con il titolo di “Laszlo Thea stole a stallion” (vedi)

ASCOLTA Judy Collins 1963

ASCOLTA Dave & Toni Arthur in ‘The Folk Trailer’.

I
Lazlo Feher stole a stallion.
Stole him from the misty mountain.
And they chased (followed) him and they caught him,
And in iron chains they bound him.
II
Word was brought to Anathea (Anna Thea)
That her brother was (lay) in prison.
« Bring me gold and six fine (white) horses.
I will buy my brothers freedom.»
III
« Judge, oh, judge, please spare my brother.
I will give you gold and silver. »
“I don’t want your gold and silver.
All I want are your sweet favors. »
IV
« Anathea, oh, my sister,
Are you mad with grief and sorrow?
He will rob you of your flower,
And he’ll hang me from the gallows.»
V
Anathea did not heed him.
Straightway to the judge went running.
In his golden bed at midnight,
There she heard the gallows groaning.
VI
Cursed be that judge so cruel.
Thirteen years may he lie bleeding!
Thirteen doctors cannot cure (heal) him. Thirteen shelves of drugs can’t heal him.
VII
« Anathea, Anathea,
Don’t go out into the forest.
There among the green pines standing,
You will find your brother hanging. »
Tradotto da Cattia Salto
I
Lazlo Feher rubò un cavallo
lo rubò sulle vette nebbiose
ma lo inseguirono
e lo catturarono e lo imprigionarono con una catena di ferro.
II
Un messaggio fu consegnato a Anathea che suo fratello era in prigione “Datemi l’oro e 6 bei cavalli e comprerò la libertà a mio fratello”
III
“Giudice oh giudice ti prego di risparmiare mio fratello
e ti darò oro e argento”
“Non voglio oro e argento
ciò che voglio sono i tuoi favori”
IV
“Anathea, oh sorella mia
sei impazzita per il dolore e la pena?
Ti ruberà del tuo fiore più prezioso
e mi impiccherà sulla forca”
V
Anathea non gli prestò attenzione
e dritto di filato dal giudice andò di buona lena.
Nel suo letto dorato a mezzanotte
là sentì la forca
gemere
VI
La maledizione colga un giudice così crudele: 13 anni stia a sanguinare
13 dottori  non lo possano curare
13 scaffali di medicine non lo possano guarire
IX
“Anathea, Anathea
non andare nella foresta
là tra i verdi pini in fila
troverai tuo fratello impiccato”

NOTE
tra parentesi le variazioni di Bert Lloyd

SEVEN COURSES

Nello stesso anno a maggio 1963 Bob Dylan registra “Seven Courses” (suonata però in concerto nel mese di aprile) praticamente la stessa storia di “Laszlo Thea stole a stallion” Dylan cambia il nome nel più irlandese e tradizionale “Old Reilly” ed è la figlia a sacrificare la sua verginità per salvarlo. Aggiunge inoltre il sotto tema delle maledizioni peraltro presenti nelle versioni scandinave della ballata (continua)

I
Old Reilly stole a stallion
But they caught him
and they brought him back
And they laid him down on the jailhouse ground
With an iron chain around his neck.
II
Old Reilly’s daughter got a message
That her father was goin’ to hang.
She rode by night and came by morning
With gold and silver in her hand.
III
When the judge he saw Reilly’s daughter
His old eyes deepened in his head,
Sayin’, “Gold will never free your father,
The price, my dear, is you instead.”
IV
“Oh I’m as good as dead,” cried Reilly,
“It’s only you that he does crave
And my skin will surely crawl if he touches you at all.
Get on your horse and ride away.”
V
“Oh father you will surely die
If I don’t take the chance to try
And pay the price and not take your advice.
For that reason I will have to stay.”
VI
The gallows shadows shook the evening,
In the night a hound dog bayed,
In the night the grounds were groanin’,
In the night the price was paid.
VII
The next mornin’ she had awoken
To know that the judge had never spoken.
She saw that hangin’ branch a-bendin’,
She saw her father’s body broken.
VIII
These be seven curses on a judge so cruel:
That one doctor will not save him,
That two healers will not heal him,
That three eyes will not see him.
IX
That four ears will not hear him,
That five walls will not hide him,
That six diggers will not bury him
And that seven deaths shall never kill him.
Tradotto da Michele Murino *
I
Il vecchio Reilly rubò un cavallo
ma lo catturarono
e lo riportarono indietro
lo gettarono in una cella
con una catena di ferro intorno al collo
II
La figlia del vecchio Reilly ricevette un messaggio che suo padre sarebbe stato impiccato
Cavalcò di notte ed arrivò al mattino con oro ed argento in mano
III
Quando il giudice vide la figlia di Reilly
i suoi vecchi occhi strabuzzarono
e disse “L’oro non salverà
tuo padre
Il prezzo, cara mia, sarai tu”
IV
“Oh è come se fossi morto” gridò Reilly
“E’ solo te che egli vuole
e mi vengono i brividi al pensiero
che egli ti tocchi
Sali sul tuo cavallo e scappa”
V
“Oh padre, morirai di sicuro
se non rischierò
e pagherò il prezzo senza seguire il tuo consiglio
Per questo motivo devo rimanere”
VI
Le ombre del patibolo ondeggiavano nella sera
nella notte un cane abbaiò
nella notte il suolo
gemette
nella notte il prezzo fu pagato
VII
La mattina dopo lei apprese al risveglio
che il giudice non aveva mantenuto la promessa
Vide il ramo con il cappio piegato
Vide il corpo di suo padre spezzato
VIII
Che sette maledizioni colpiscano un giudice così crudele:
che un dottore non lo salvi
che due guaritori non lo guariscano
che tre occhi non lo vedano
IX
Che quattro orecchie non lo ascoltino
che cinque mura non lo nascondano
che sei becchini non lo seppelliscano
e che sette morti non lo uccidano.

NOTE
* da qui

FONTI
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38962&lang=it
http://mek.oszk.hu/02700/02790/html/142.html
http://folksongcollector.com/annathea.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9356
https://singout.org/2012/08/17/the-price-my-dear-is-you/

SONG OF THE WANDERING AENGUS

MARGARET MACDONALD MAKINTOSH (1865-1933) The Silver Apples of the Moon
MARGARET MACDONALD MAKINTOSH (1865-1933)
The Silver Apples of the Moon

The song of wandering Aengus (La canzone di Aengus l’errante) è stata pubblicata nel 1899, nella raccolta di poesie “The Wind among the reeds” (Il vento fra le canne) di William Butler Yeats (1865-1939).

Aengus (Oengus) è il dio dell’amore della mitologia irlandese, appartenente alle mitiche schiere dei Tuatha De Dannan, eternamente giovane regnante del Brug na Boinne vicino alle rive del fiume Boyne. Di lui si narra che si fosse innamorato di una bellissima fanciulla vista in sogno e, malato d’amore, la cercasse a lungo prima di trovarla e portarla nel suo regno.

Nella poesia però il personaggio è un giovane mortale (forse il poeta stesso) alla ricerca dell’ispirazione poetica o del lato più ancestrale della conoscenza. Egli narra della sua iniziazione al passato, poiché si è fatto vecchio, alla perenne ricerca della bellezza, ovvero dell’illuminazione poetica, incarnata dalla fanciulla con i boccioli di melo tra i capelli. L’accesso (in vita) all’Altro Mondo celtico è un onore riservato a poeti, eroi semi-divini e pochi privilegiati visitatori (a volte rapiti dalle fate per la loro bellezza), Yeats spera di potersi nutrire delle mele di Avalon e di ottenere il dono dell’immortalità (poetica).

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Il primo a mettere in musica la poesia sembra essere stato lo stesso Yeats che la compose o che vi adattò una melodia tradizionale irlandese : nel 1907 diede alle stampe il suo saggio ‘Speaking to the Psaltery’ in cui la poesia viene recitata alla maniera bardica ovvero cantata con l’accompagnamento del salterio; ma molti altri artisti furono ispirati dal testo e composero ulteriori melodie.

ASCOLTA Burt Ives con il titolo The Wandering of Old Angus‘Burl Ives: Songs of Ireland‘ Decca DL 8444 (ca. 1954) in cui nelle note di copertina si accredita la melodia a Yeats
ASCOLTA Judy Collins con il titolo ‘Golden Apples of the Sun’  – Golden Apples of the Sun 1962. La stessa Collins dice in merito: “Learned from the singing of Will Holt, this stunning song is a musical setting of a W. B. Yeats poem ‘The Song of the Wandering Angus’. It is not a folk song, it tends to be an art song. It has a traditional feeling about it; the repetitiveness gives you the impression of an incantation, which the poem does too. Of her learning it I had heard the song almost two years ago. When I heard Will Holt sing it late one night at the Gate of Horn, I was greatly impressed, and determined to learn it. Will sang it for me a number of times, and even gave me a tape of it. I lived with the Golden Apples of the Sun almost a year-and-a-half before I ever sang it, and then it burst out one day – almost of its own accord – while I was visiting friends. It took me a long time to assimilate it, but now it’s part of me. I feel that the song has something to do with what people want – what they don’t have – and sometimes the desire for these things is almost as satisfying as the getting.'”
ASCOLTA Donovan in H. M. S. 1971

ASCOLTA Richie Havens in “Mixed Bag II” 1974
ASCOLTA Christy Moore in “Ride On” 1986

ASCOLTA Paul Winter & Karen Casey in Celtic Solstice 1999

ASCOLTA Jolie Holland in Catalpa 2003 con venature country

ASCOLTA Waterboys in “An Appointment with Mr Yeats” 2011
una versione quasi parlata che chiude con la melodia del flauto, come un refolo di vento

ASCOLTA Eoin O’Brien 2013
ASCOLTA Sedrenn  in De l’autri cotè 2013 (la recensione del cd qui)
I
I went out to the hazel wood
because a fire was in my head(1)
and cut and peeled a hazel wand(2)
and hooked a berry to a thread.
II
And when white moths were on the wing
and moth-like stars were flickering out
I dropped the berry in the stream(3)
and caught a little silver trout(4).
III
When I had laid it on the floor
I went to blow the fire aflame
But something rustled on the floor
and someone called me by my name.
IV
It had become a glimmering girl
with apple blossom(5) in her hair
who called me by my name and ran
and vanished through the brightening air
V
Though I am old with wandering
through hollow lands and hills lands
I will find out where she has gone
and kiss her lips and take her hands.
VI
And walk among long dappled grass
and pluck till time and times are done
the silver apples of the moon
the golden apples of the sun(5).

NOTE
1) il ‘fuoco nella testa’ è quello che caratterizza l’esperienza visionaria propria dello sciamanesimo (vedi). Nel libro “Il fuoco nella testa (2007) Tom Cowan esamina le connessioni tra sciamanismo e immaginazione celtica, analizzando i miti, i racconti, gli antichi poeti e narratori celtici e descrivendo le tecniche usate per accedere al mondo degli sciamani. Gli sciamani sono in grado di accedere a un particolare stato di coscienza nel quale sperimentano un viaggio nei regni non-ordinari dell’esistenza dove raccolgono conoscenza e potere che usano poi per se stessi o a favore di altri membri del loro gruppo sociale. In quest’ottica e in una lettura autobiografica il protagonista si avvicina alle acque del fiume per praticare un rituale che gli permetta di viaggiare nell’Altro Mondo
2) la nocciola è frutto della scienza e cade nella sorgente sacra, dove viene mangiata dal salmone/trota (che diventa il salmone della conoscenza). Il legno di nocciolo serve, quasi sempre, per fabbricare le bacchette magiche usate dai druidi.
3) molto probabilmente si tratta del fiume Boyne. Secondo la mitologia il Brug na Boinne o «Palazzo del fiume Boyne», è l’attuale Newgrange. Dimora del Dagda e poi del figlio Aengus (Oengus) e degli dèi più importanti. Il tumulo sorge sulla riva settentrionale del fiume Boyne, a est di Slane (contea di Meath).

new-grange
ecco come doveva presentarsi un tempo il tumulo

4) Il riferimento ai boschi di nocciolo e all’apprestarsi a cucinare una trota appena pescata sembra riferirsi ad un racconto mitologico di Fionn Mac Cumhaill. All’epoca era a fare il suo apprendistato presso il maestro Finnegas che da ben sette anni dava la caccia al salmone della saggezza (o conoscenza, ispirazione poetica): infine lo cattura e lo fa cucinare dal fanciullo con la raccomandazione di non mangiare la sua carne (perchè tutta la saggezza va a colui che ne mangia il primo boccone) Fionn si scotta un pollice e si porta il dito alla bocca, così facendo inghiotte un pezzetto di pelle di salmone: ogni volta che si succhierà il dito potrà fare ricorso alla saggezza.
Anche la trota è considerata dalla tradizione celtica uno spirito-guardiano dei corsi d’acqua, e rappresenta il Mondo di Sotto, che materialmente si incarna sotto lo sguardo del poeta in una fanciulla dell’Altro Mondo, in una sorta di sogno o visione (aisling) che scompare al rischiararsi del giorno: il poeta ci dice dedicherà la sua vita a inseguire quella fanciulla ovvero a raggiungere (in vita) l’Altro Mondo 
5) Il melo e il suo frutto sono sempre presenti nell’AltroMondo e il più delle volte è una creatura femminile a offrire la mela d’oro all’eroe o al poeta, perchè è colei che offre la conoscenza e l’immortalità al fortunato prescelto. La mela è il frutto dell’immortalità ma anche della morte, del sonno eterno. Secondo Frank Browning (in ‘Apples: the story of the fruit of temptation’, 1998) ‘In the beginning there were roses. Small flowers of five white petals opened on low, thorny stems, scattered across the earth in the pastures of the dinosaurs, about eighty million years ago. …These bitter-fruited bushes, among the first flowering plants on earth, emerged as the vast Rosaceae family and from them came most of the fruits human beings eat today: apples, pears, plums, quinces, even peaches, cherries, strawberries, raspberries and blackberries. ‘The apple [paleobotanists believe]… was the unlikely child of an extra-conjugal affair between a primitive plum from the rose family and a wayward flower with white and yellow blossoms of the Spirea family, called meadowsweet.’

La canzone di Aengus il vagabondo

Angelo Branduardi in “Branduardi canta Yeats” 1986 sulla melodia di Donovan, testo-traduzione di Luisa Zappa

Fu così che al bosco andai,
chè un fuoco in capo mi sentivo,
un ramo di nocciolo io tagliai
ed una bacca appesi al filo.
Bianche falene vennero volando,
e poi le stelle luccicando,
la bacca nella corrente lanciai
e pescai una piccola trota d’argento.
Quando a terra l’ebbi posata
per ravvivare il fuoco assopito,
qualcosa si mosse all’improvviso
e col mio nome mi chiamò.
Una fanciulla era divenuta,
fiori di melo nei capelli,
per nome mi chiamò e svanì
nello splendore dell’aria.
Sono invecchiato vagabondando
per vallate e per colline,
ma saprò alla fine dove e`andata,
la bacerò e la prenderò per mano;
cammineremo tra l’erba variegata,
sino alla fine dei tempi coglieremo
le mele d’argento della luna,
le mele d’oro del sole.

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44244 http://branoalcollo.wordpress.com/2011/07/11/le-metamorfosi-di-yeats/ http://lebuoneinterferenze.blogspot.it/2010/02/le-mele-della-notte.html http://www.ilcerchiosciamanico.it/articoli/p2/123/il-regno-sotto-le-acque-il-recupero-dello-sciamanesimo-celtico-di-sharon-paice-macleod.html

FAREWELL TO TARWATHIE

L’autore del testo è George Scroggie un poeta-contadino scozzese dell’Ottocento (non era insolito all’epoca che alcuni contadini fossero anche dei letterati autodidatti e scrivessero e pubblicassero poesie) che visse, a quanto pare dalla poesia, nella fattoria di Tarwathie nei dintorni di Crimond (piccolo paese nell’Aberdeenshire, Scozia Nord Est proprio sulla punta del “naso” di quella sagoma a forma di cane alla quale è riconducibile la terra di Scozia), a circa 3 km dalla costa.

Autore di “The peasant’s lyre” (vedi in archivio di “The Library of Congress” come depositato da Dwight Faw Rettie di Arlington, Virginia) pubblicato nel 1857 in Aberdeen, in cui troviamo la poesia “Farewell to Tarwathie” di ben 16 strofe, rimaneggiata e adattata a cinque nella forma-canzone attuale.

Che Scroggie sia stato un contadino e terricolo nulla toglie alla schiettezza della poesia; qualche ricercatore zelante ha rilevato vari gradi di parentela tra la famiglia Scroggie e i Cardno avendo quest’ultimi più affinità con il mare e il lavoro di “Arctic Whalerman“. Come sia in merito alla veridicità dell’Addio, la poesia è il saluto del protagonista alla sua amata terra natia, poco prima della partenza alla volta della Groenlandia su di una nave baleniera.

Il periodo in cui la poesia è stata scritta corrisponde proprio al nuovo impulso dato alla caccia delle balene con l’introduzione dei battelli a vapore, ma siccome la baleniera Tay fu la prima al mondo a montare un motore a vapore nel 1857 (porto di Dundee) è lecito presumere che la baleniera su cui si imbarcherà il protagonista sia ancora un tradizionale battello a vela.
pescatori_balene1947_albertarelli All’epoca della canzone il lavoro di baleniere era molto pericoloso e praticato da uomini duri e temerari, che dovevano spingersi nel Mare Artico dove il ghiaccio ricopre terra e oceano, perchè le balene erano diventate sempre più rare negli altri mari; uomini che dovevano sentire un forte legame con il mare poichè stavano fuori per almeno quattro o cinque mesi prima di rientrare a casa; il nostro protagonista invece ha radici contadine e vorrebbe rimanere nel suo paese ma è spinto dal desiderio di arricchirsi: probabilmente è un giovane ragazzo che non fa o farà il baleniere di mestiere.

Nella IV strofa il poeta ci lascia una toccante immagine, nel rievocare il dolce canto degli uccelli nella sua terra, si rammarica che non ci saranno uccelli a cantare per le balene!
The cold coast of Greenland is barren and bare
No seed-time nor harvest is ever known there
And the birds here sing sweetly in mountain and dale
But there’s no bird in Greenland to sing to the whale

ORIGINI DELLA MELODIA

Per quanto riguarda la melodia nell’articolo di Jürgen Kloss (vedi) vediamo svelata la sua origine: Kloss dubita che nell’Ottocento la poesia di Scrooggie fosse una canzone e ritiene che sia stata pubblicata per la prima volta nel 1950 da A.L. Lloyd & Ewan MacColl in “Thar she blows!”. Il testo è stato riveduto e modificato rispetto alla versione comparsa nel primo decennio del 1900 in “Folk-Song of the North East” a cura del collezionista scozzese Gavin Greig.
La melodia è stata molto probabilmente aggiunta da Lloyd ispirandosi a una vecchia melodia scozzese.
La somiglianza più antica è in “Earl Douglas’s Lament” composta da James Oswald (1710-1769) e che ha dato il via a una serie di Lamenti o Addii abbastanza simili in particolare per “Armstrong’s Farewell” (in Caledonian Pocket Companion, 12 volumi pubblicati tra il 1745 e il 1765). Sempre dalla ricerca di Kloss apprendiamo che Oswald a sua volta aveva ripreso un vecchio brano scozzese “Daft Robin” o “Robbi donna gòrach“, anch’esso pubblicato in quegli anni in varie collezioni. Anche sul versante irlandese si riscontra un brano simile dal titolo “The Bockagh” Collection of the most Celebrated Irish Tunes pubblicato a Dublino da William e John Neal nel 1724.

Di fatto la melodia era molto popolare in Scozia e in Irlanda e venne utilizzata diffusamente per numerose nuove canzoni  per tutto l’Ottocento. Anche in America la ritroviamo in numerosi brani per arrivare in particolare alla raccolta di John LomaxCowboy Songs” pubblicata nel 1938 e alle versioni di “The Railroad Corral” e di “Rye Whiskey” che richiamano parti della melodia somiglianza riscontrabile anche in “Pretty Saro” e “My Horses Ain’t Hungry”: collezionata da Lloyd o composta ex-novo ispirandosi ad una lunga tradizione scozzese e irlandese: la bellezza della melodia è indiscutibile, così meditativa e nostalgica!

ASCOLTA Judy Collins in “Whales and Nightingales” 1970: con la sola voce umana unita al canto delle balene, sebbene il fine utilitaristico del testo prevalga su ogni istanza pro-balena l’aver dato voce alle prede le umanizza e fa riflettere. Da ascoltare anche in versione più tradizionale e infine rock

ASCOLTA Noel McLoughlin in “20 Best Of Scotland” di questa versione mi piace il rincorrersi dei fraseggi flauto come se fossero i richiami degli uccelli (della già citata strofa)
ASCOLTA Liam Clancy la versione di Liam è un “classico” della tradizione
ASCOLTA Eurythmics (a sottolineare, se ce ne fosse bisogno, la modernità di una melodia risalente perlomeno al 1700)


I
Farewell to Tarwathie,
adieu Mormond Hill
And the dear land of Crimond,
I bid you farewell
I’m bound out for Greenland
and ready to sail
In hopes to find riches
in hunting the whale
II
Farewell to my comrades,
for a while we must part
And likewise the dear lass
who first won my heart
The cold coast of Greenland
my love will not chill
And the longer my absence,
more loving she’ll feel
III
Our ship is well rigged
and she’s ready to sail
The crew they are anxious
to follow the whale
Where the icebergs do fall
and the stormy winds blow
Where the land and the ocean
is covered with snow
IV
The cold coast of Greenland
is barren and bare
No seed-time nor harvest
is ever known there(1)
And the birds here sing
sweetly in mountain and dale
But there’s no bird in Greenland
to sing to the whale
V
There is no habitation
for a man to live there
And the king of that country
is the fierce Greenland bear
And there’ll be no temptation
to tarry long there
With our ship bumper full(2)
we will homeward repair
tradotto da Cattia Salto
I
Addio Tarwathie,
addio Mormond Hill
e terra amata di Crimond,
vi saluto
sono diretto in Groenlandia
pronto per partire
con la speranza di trovare la ricchezza
nella caccia alla balena
II
Addio compagni, tra poco dobbiamo separarci e così anche l’amata ragazza
che per prima ha conquistato il mio cuore- La fredda costa della Groenlandia
non raffredderà il mio amore
e più a lungo starò lontano,
più amore lei proverà.
III
La nostra nave è ben attrezzata
e pronta a partire
la ciurma è ansiosa
di inseguire la balena
dove gli iceberg cadono
e il vento impetuoso soffia,
dove terra e oceano
sono ricoperti dalla neve
IV
La costa fredda della Groenlandia
è sterile e nuda,
nessuna semina e nemmeno raccolto
là si conosce(1)
e gli uccelli qui cantano
dolcemente nelle montagne e valli,
ma non ci sono uccelli in Groenlandia
a cantare per le balene.
V
Non c’è dimora
per un uomo che vive là
e il re della terra
è il feroce orso polare,
non ci sarà la tentazione
di trattenersi a lungo là
con la stiva carica(2)
ci recheremo a casa!

NOTE
1) l’osservazione è propria di chi appartiene ad una generazione di contadini
2) nel contesto del racconto la caccia alla balena è vista come un atto predatorio, di sussistenza. Oggi la caccia alle balene è vietata, anche se legalmente praticata per la sussistenza di limitate popolazioni indigene e illegalmente praticata in Giappone, Norvegia, Islanda, Russia e Corea.
FONTI
http://www.clis.com/tarwathie/scroggie.html http://mysongbook.de/msb/songs/f/faweltar.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/farewelltotarwathie.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=40025 http://justanothertune.com/html/tarwathie.html
https://lenathehyena.wordpress.com/tag/dundee/