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The Holly and the Ivy Girl

Nelle isole britanniche la tradizione ottocentesca del Natale voleva che le case fossero decorate con sempreverdi e in genere erano i bambini e le donne ad occuparsi di raccogliere e vendere cespi e rametti di agrifoglio, vischio ed edera.

Durante il periodo natalizio le città erano affollate di venditori ambulanti con carretti e grossi cesti di sempreverdi, perlo più di giovane età ed estremamente poveri.
Il canto di Natale ‘The Holly and Ivy Girl‘ è una piccola fiaba sul modello della povera fiammiferaia: una bambina vende i sempreverdi intirizzita dal freddo, e come quella muore sotto l’indifferenza dei passanti.

Selling Christmas Trees ~ David Jacobsen ~ (1821-1871)

The Holly and Ivy Girl‘ più comunemente  intitolato “(Come Buy) My Nice Fresh Ivy” è un canto di Natale scritto da John Keegan (1809-49) sulla melodia O’Carolan’s Lament dell’arpista irlandese Turlough O’Carolan (1670-1738) –Lament for Roe Owen O’Neill (Uaill Cuma Eogan Ruaid Ua Niall)
Versione per chitarra di John Renbourn
Un lament perfetto per la cornamusa:  in Celtic Mystique, Howard Baer

E ancora una versione di John Doan

Molte delle poesie e scritti di John Keegan riflettono sugli orrori della Grande Carestia, e lui stesso morì di colera in giovane età. La poesia fu pubblicata nella prima edizione del The Irishman (1849) e Keegan la scrisse probabilmente suggestionato dalla fiaba della Piccola Fiammiferaia di Andersen pubblicata proprio l’anno precedente. Una versione estesa di 8 strofe è riportata ne “The Ballads of Ireland” di Edward Hayes, 1855,
Maureen Hegarty strofe I, II, I

Il Cór Na Nog Rté Choir la canta nel film  ‘Evelyn,’ 2002 strofe I, II


I
Come buy my nice fresh ivy
And my holly sprigs so green
I have the finest branches
That ever yet were seen
Come buy from me good Christians
And let me home I pray
And I’ll wish you a Merry Christmas times
And a happy New Year’s Day.
II
Ah! Won’t you take my ivy
The loveliest ever seen
Ah! Won’t you have my holly boughs
All you who love the green
Do take a bunch of each
And on my knees I’ll pray
That God may bless you Christmas
And be with you on New Year’s Day.
III
The cold wind whistled mournfully
O’er Dublin’s dreary town
And this a dying maiden (1) sang
While the cold hail rattled down
One stiff hand clutched her ivy sprigs
And holly boughs so fair
With the other she kept brushing
The haildrops from her hair
traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Venite a comprare la mia bella e fresca edera e i miei rametti di agrifoglio così verdi, ho i rami più belli
che abbiate mai visto.
Venite a comprare da me, bravi cristiani e fatemi ritornare a casa, ve ne prego,
vi auguro un Buon Natale
e un felice Anno Nuovo”
II
“Ah! Non volete prendere la mia edera
La più bella mai vista.
Ah! Non volete avere il mio cespo d’agrifoglio
voi che amate i sempreverdi
prendetene un ramo di entrambi
e inginocchiata pregherò
che Dio benedica il vostro Natale
e che sia con voi a Capodanno”
III
Il vento freddo soffiava mesto
sulla tetra citta di Dublino
e così una fanciulla esangue cantava
mentre il freddo nevischio cadeva,
con una mano intirizzita lei stringeva i rami d’edera e i rametti d’agrifoglio così belli, con l’altra si ripuliva
il ghiaccio dai capelli

NOTE
1) nelle verioni attuali sono cantate solo le prime due strofe quelle in cui la fanciulla invita con il canto la gente a comprare la sua merce, dietro al tono mesto si cela la drammaticità del racconto, la povera bambina tutta intirizzita e denutrita è in procinto di morire, sopraffatta dagli stenti e dalla sua misera vita.
Così prosegue la poesia

So grim and statue-like she seemed, ‘twas evident the Death
Was lurking in her footsteps – while her hot impeded breath
Too plainly told her early doom – though the burden of her lay
Was still of life and Christmas joys, and a Happy New Year’s Day.


‘Twas in that broad, bleak Thomas Street, I heard the wanderer sing,
I stood a moment in the mire, beyond the ragged ring-
My heart felt cold and lonely, and my thoughts were far away,
Where I was many a Christmas-tide and Happy New Year’s Day.


I dreamed of wonderings in the woods among the Holly Green;
I dreamed of my own native cot and porch with Ivey Screen:
I dreamed of lights forever dimm’d – of Hopes that can’t return –
And dropped a tear on Christmas fires that never more can burn.


The ghost-like singer still sung on, but no one came to buy;
The hurrying crowd passed to and fro, but did not heed her cry;
She uttered on low, piercing moan-then cast her boughs away-
And smiling, cried-“I’ll rest with God before the New Year’s Day!”


On New Year’s Day I said my prayers above a new-made grave,
Dug recently in sacred soi, by Liffey’s murmuring wave;
The Minstrel maid from Earth to Heaven has winged her happy way,
And now enjoys, with sister saints, and endless New Year’s Day.

La melodia suonata al piano da Howard J Foster

e da J.J. Sheridan

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28256
http://iltemporitrovatodiantonella.blogspot.it/2014/12/storie-di-natale-la-piccola_10.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/come_buy_my_nice_fresh_ivy.htm
https://www.joeheaney.org/en/holly-and-ivy-girl-the/

Celtic Wexford Carol a lullaby

Antichissimo canto natalizio di origine irlandese risalente al XII secolo, popolare nella contea del Wexford (Irlanda del Sud) è conosciuto anche come The Enniscorthy Carol.

Interpretato da moltissimi artisti irlandesi “Wexford Carol” è un canto di Natale onnipresente nelle compilation delle Celtic Christmas songs.  Esistono tuttavia diverse versioni testuali quella in gaelico irlandese (vedi) è posteriore al testo inglese più antico; d’altra parte se è più popolare la trascrizione ottocentesca di William Grattan Flood  (vedi), una versione più “celtica” ci viene da John Renbourn che riscrisse il testo trasformando l’inno natalizio in una ninna-nanna cantata da Maria per far addormentare Gesù neonato. L’andamento del primo movimento richiama l’altrettanto famosa Coventry Carol
ASCOLTA The Voice Squad, in “Traveller’s Prayer” di John Renbourn, 1998


I
Lulay lulay, my tiny child
Too soon you’ll know the world so wild
Yes all too soon you will be grown
And I’ll bide here alone, alone.
The rushing bellows you shall ride
And the light of the North Star will be your guide
But yet awhile, I’ll have you stay
Lulay my tiny child, lulay.
II
For you shall run in meadows green
And sport with otters all in the stream
And you shall chase the dapple deer
And swim with salmon in the waters clear.
To pluck the small birds from the sky
On the tail of the South wind, you shall fly
And take the high hills for your home
Blood of my blood, bone of my bone.
III
The moon must sleep beyond the tree
So weep sweet maid of Galilee
The sun must rise before the cross
To dry your tears and share your loss.
The darkest hour of the starless night
Must bow to the power of the Eastern light
That heals the earth and makes us whole
Heart of my heart, soul of my soul.
IV
And when at last your course is run
Joy of my joy, my little son
Beneath the sky you’ll stand alone
Flesh of my flesh, bone of my bone.
Yes you shall stand on the coal-black sands
To cross o’er the waters of the Western lands
But now I have you at my breast
Lulay my sweet one, gently rest
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Ninna nanna mio bambino, troppo presto conoscerai l’aspro mondo
si, crescerai troppo presto
e io resterò qui, da sola, da sola.
Dovrai cavalcare i venti impetuosi
e la luce della stella polare sarà la tua guida
ma per ora ti terrò ancora un poco
Ninna nanna mio bambino
II
Perchè correrai tra i verdi prati
e giocherai con la lontra nel torrente
e rincorrerai il cervo maculato
e nuoterai con il salmone nelle fresche acque, (1)
prenderai gli uccellini dal cielo
sulle ali del vento del Sud volerai
e prenderai le alture come tua casa,
sangue del mo sangue, ossa delle mie ossa (2)
III
La luna deve dormire tra gli alberi
così piangi dolce fanciulla di Galilea
il sole deve sorgere prima della croce, per asciugare le tue lacrime e condividere la tua perdita.
L’ora più buia della notte senza stelle
deve inchinarsi al potere della Luce d’Oriente che risanerà la terra e ci renderà integri, cuore del mio cuore, anima dell’anima mia
IV
E quando sarai alla fine della tua strada
gioia della mia gioia, mio piccolino
sotto il cielo starai solo
carne della mia care, ossa delle mie ossa- Si tu starai sulla sabbia nera come il carbone per attraversare le acque delle terre occidentali,
ma ora ti tengo al mio seno
ninna nanna mio caro, riposa quieto

NOTE
1) le immagini si rifanno alle descrizioni della natura secondo la tradizione bardica
2) tipico patto di sangue secondo la tradizione celtica vedasi handfasting

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11332
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11778

CHÌ MI NA MÒRBHEANNA

“Chi, chi mi na mor-bheannaibh” è una canzone in gaelico scozzese scritta da John Cameron di Ballachulish (Iain Camshroin) nel 1856.
Il titolo iniziale della canzone era” Duil ri Baile Chaolais Fhaicinn” (Hoping to see Ballachulish), la sua pubblicazione nella raccolta “The Gaelic Songster” (An t-Oranaiche) di Archibald Sinclair, -Glasgow 1879 (il formato digitale qui) ci permette di cogliere le differenze testuali con la versione “O, chì, chì mi na mòrbheanna” diventata poi standard. Ballachulish (Highlands Scozia nord-occidentale) è un paesino alla foce del Loch Leven con le montagne che offrono delle viste spettacolari.

Vista da Sgorr na Ciche verso Loch Leven

DUIL RI BAILE CHAOLAIS FHAICINN
Chi, chi mi na mor-bheannaibh ;
Chi, chi mi na cor-bheannaibh ;
Chi, chi mi na coireachan(5) 

Chi mi na sgoraibh fo cheò.
I*
Chi mi gun dàil an t-àit’ ‘s d’ rugadh mi,
Cuirear orm fàilt’ ‘s a’ chainnt a thuigeas mi ;
Gheibh mi ann aoidh a’s gràdh ‘n uair ruigeam
Nach reicinn air tunnachan òir.
II
Chi mi a’ ghrian an liath nam flaitheanas,
Chi mi ‘s an iar a ciar ‘n uair luidheas i ;
Cha ‘n ionnan ‘s mar tha i ghnàth ‘s a’ bhaile so
N deatach a’ falach a glòir.
III
Gheibh mi ann ceòl bho eòin na Duthaige,
Ged a tha ‘n t-àm thar àm na cuthaige,
Tha smeoraichean ann is annsa guth leam
Na plob, no fiodhal mar cheòL
IV
Gheibh mi le lìontan iasgach sgadain ann,
Gheibh mi le iarraidh bric a’s bradain ann ;
Na’m faighinn mo mhiann ‘s ann ann a stadainn.
S ann ann is fhaid’ bhithinn beò.
V*
Chi mi ann coilltean, rhi ini ann doireachan,
Clii nii ann màghan bàn’ is torraiche.
Chi mi na fèidh air làr nan coireachan,
Falaicht’ an trusgan do cheò.

NOTE
* coro e strofe presenti nella versione standard

TRADUZIONE INGLESE J. Mark Sugars 1998
I
I shall see without delay the place where I was born,
I shall receive a welcome in the language that I understand;
I shall get there a smile and love when I arrive
That I would not trade for tons of gold(1).
II
I shall see the sun grow pale in the sky
I shall see the dusk in the west when it sets;
It won’t be like it always is in this town(2),
The smoke hiding its glory.
III
There I shall get music from the birds of my Homeland,
Although the time is after the time of the cuckoo,(3)
Mavises are there and their sound is dearer to me
Than pipe or fiddle for music.
IV
I shall get herring with fishing-nets there,
I shall get trout and salmon by asking there;
If I were to get my desire it’s there I would stay,
And it’s there I would live the longest.
V
There I shall see woods, there I shall see oak groves(4),
There I shall see fair and fertile fields,
I shall see the deer on the floor of the corries,
Veiled by a shroud of mist.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Vedrò presto il luogo in cui sono nato
e sarò accolto nella lingua che capisco
riceverò al mio arrivo cortesie e affetto
che non cambierei per quintali d’oro(1)
II
Vedrò il sole diventare pallido nel cielo
e vedrò il tramonto ad ovest quando cala
non sarà sempre come in questa città(2)
con l’inquinamento che nasconde il suo splendore
III
Là sentirò la musica degli uccelli della mia terra
anche se è passata la stagione del cuculo(3)
ci sono i tordi e il loro canto mi è più caro
del suono del flauto o del violino
IV
Pescherò le aringhe con le reti là
prenderò trote e salmoni a volontà là
se dipendesse da me e là dove vorrei stare
e dove vorrei vivere a lungo
V
Vedrò i boschi, i boschi di querce(4)
vedrò la più fertile e bella terra
vedrò il cervo ai piedi delle conche
nascoste da una coltre di nebbia

NOTE
1) l’espressione idiomatica in italiano preferisce “quintali d’oro” anche se letteralmente in inglese si dice “una tonnellata”
2) Glasgow
3) la poesia è stata scritta agli inizi dell’autunno (del 1856), quando il cuculo è già emigrato verso le terre più calde
4) i boschetti di querce sono il greennwood, ovvero il  nemeton, il bosco sacro; doireachan è tradotto altrove come thickets
5) corrie (coire) è un anfiteatro morenico nel dizionario inglese si legge “is a circular dip or bowl-shaped geographical feature in a Scottish or Irish highland mountain or hillside formed by glaciation.” Le montagne vengono descritte non genericamente ma con preciso riferimento alla morfologia del territorio intorno a Ballachulish

Glen-coe Taken near Ballachulish null William Daniell 1769-1837 Presented by Tate Gallery Publications 1979 http://www.tate.org.uk/art/work/T02823
Glen-coe vista da Ballachulish (Tate Gallery Publications 1979)

Nel settimanale  della contea di Argyll “The Oban Times”  (8 Aprile 1882) vennero pubblicate anche le altre strofe della canzone intitolata questa volta “Chi, chi mi na mor-bheannaibh” 

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE

Il testo è stato scritto in gaelico scozzese ed è incentrato sulla nostalgia per le amate montagne, la melodia è lenta con l’andamento di una ninna-nanna.

ASCOLTA The Rankin Family 1989

ASCOLTA Solas

ASCOLTA Quadriga Consort live

CHÌ MI NA MÒRBHEANNA (versione standard)
O, chì, chì mi na mòrbheanna;
O, chì, chì mi na còrrbheanna;
O, chì, chì mi na coireachan,
Chì mi na sgoran fo cheò.
I
Chì mi gun dàil an t-àite ‘san d’ rugadh mi;
Cuirear orm fàilte ‘sa chànan a thuigeas mi;
Gheibh mi ann aoidh agus gràdh nuair ruigeam,
Nach reicinn air thunnachan òir.
II
Chì mi ann coilltean; chi mi ann doireachan;
Chì mi ann màghan bàna is toraiche;
Chì mi na fèidh air làr nan coireachan,
Falaicht’ an trusgan de cheò.
III
Beanntaichean àrda is àillidh leacainnean
Sluagh ann an còmhnuidh is còire cleachdainnean
‘S aotrom mo cheum a’ leum g’am faicinn
Is fanaidh mi tacan le deòin
IV
Fàilt’ air na gorm-mheallaibh, tholmach, thulachnach;
Fàilt air na còrr-bheannaibh mòra, mulanach;
Fàilt’ air na coilltean, is fàilt’ air na h-uile –
O! ‘s sona bhith fuireach ‘nan còir.

TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
O, I will see, I will see the great mountains,
O, I will see, I will see the lofty mountains,
O, I will see, I will see the corries(5),
I’ll see the mist covered peaks.
I
I will soon see the place of my birth.
They’ll welcome me in a language I’ll understand.
I’ll receive attention and love when I get there,
which I wouldn’t sell for tons of gold(1).
II
There I’ll see forests, there I’ll see groves.
There I’ll see fair, fruitful meadows.
I’ll see deer at the foot of the corries,
hidden in the mantles of mist.
III
High mountains and beautiful ledges,
folk there always kind by custom,
light is my step as I go bounding to see them,
and I’ll willingly stay a long while.
IV
Hail to the blue-green, grassy, hilly,
hail to the hummocky, high-peaked mountains.
Hail to the forests, hail to all there;
o, contentedly would I live there forever.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Vedrò le grandi montagne
Oh vedrò le alte montagne
vedrò le conche (5)
vedrò le cime coperte dalla nebbia
I
Vedrò presto il luogo in cui sono nato
e sarò accolto nella lingua che capisco
riceverò al mio arrivo cortesie e affetto
che non cambierei per quintali d’oro(1)
II
Vedrò le foreste, vedrò il bosco antico (4)
vedrò la più fertile e bella terra
vedrò il cervo ai piedi delle conche
nascoste da una coltre di nebbia.
III
Alte montagne e splendidi pendii
genti che sono sempre di modi gentili
leggero il passo quando vado a trovarli
e volentieri resterei là per molto tempo.
IV
Salve alle colline d’erba verde scuro
salve ai monti corrugati in alti picchi
salve alle foreste, salve a tutto,
contento vorrei vivere là per sempre.

VERSIONE IN INGLESE:The Mist Covered Mountains

Il testo è stato adattato anche in inglese da Malcolm MacFarlane (secondo il gusto romantico di fine ottocento) e pubblicato in “The ministrelsy of the scottish highlands ” di Alfred Moffat, 1907 (vedi). Così è con questo titolo che il brano viene chiamato anche solo nella sua versione strumentale. Molti gli artisti di fama che lo hanno riprodotto.

ASCOLTA Ryan’s fancy 1979


CHORUS
Oh ho soon shall I see them,
Oh he ho see them, oh see them;
Oh ho ro soon shall I see them,
The mist covered mountains of home.
I
There I shall visit the place of my birth,
And they’ll give me a welcome
to the warmest on earth;
All so loving and kind, full of music and mirth,
In the sweet sounding language of home.
II
There I shall gaze on the mountains again,
On the fields and the woods
and the burns and the glens;
And away ‘mong the corries beyond human ken,
In the haunts of the deer I shall roam.
III
Hail to the mountains with summits of blue,
To the glens with their meadows
of sunshine and dew;
To the women and men ever constant and true,
Ever ready to welcome one home.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Oh presto le rivedrò
le rivedrò, le rivedrò
Oh presto le rivedrò
le montagne natie coperte dalla nebbia
I
Là visiterò i posti in cui sono nato
che mi daranno il benvenuto
il più caloroso della terra,
tutto è così amorevole e gentile, pieno di musica e allegria
nel dolce suono della lingua di casa.
II
Là guarderò di nuovo i monti
i campi e i boschi
i ruscelli e le valli
e lontano tra le conche al di sopra delle case degli uomini, dove si trovano i cervi andrò
III
Salve alle montagne dalle cime blu
alle valli con i loro prati
di sole e rugiada
alle donne e agli uomini sempre fedeli e sinceri
sempre pronti ad accogliere uno in casa.

LA MELODIA

Per gli scozzesi SAW YE JOHNNY COMIN, per gli inglesi JOHNNY BYDES LANG AT THE FAIR
La filastrocca “What Can the Matter Be?”(anche “Johnny’s So Long at the Fair.”) che a sua volta deriva dalla ballata Johnny bydes lang at the fair.. (qui)  nel The Oxford Dictionary of Nursery Rhymes  viene datata tra il 1770 e il 1780.
In America ne venne fatta una parodia con il titolo  “Seven Old Ladies Locked in the Lavatory”,
“The Society for Creative Anachronism doesn’t feel it’s a valid Medieval song because the rendition we all know today comes from a collection of sheet music in the 1770’s or so. But truth is it dates farther back from that, coming from a really old ditty entitled “Saw Ye Johnny Comin’”. It’s English in origin, although there is at least one recorded Anglo-Scot rendition.” (tratto da qui)

In Mudcat Malcom Douglas scrive ” The tunes are fundamentally the same, though they have grown apart with the years.  According to  The Fiddler’s Companion, Oh Dear What Can the Matter Be (a.k.a. Johnny’s So Long at the Fair) was first published in the British Lyre for 1792, and “was sung as a famous duet between Samuel Harrison and his wife, the soprano Miss Cantelo, at Harrison’s Concerts, periodic events which he began in 1776”.  It became, as a consequence, widely-known, and turns up in England, Scotland and Ireland in various forms, and, as was mentioned above, the Scottish variant under discussion was used by Junior Crehan as the basis for his jig Misty Mountain.”(qui)

ASCOLTA Fuzzy Felt Folk 2006 la versione come poteva essere cantata all’epoca

Nell’adattamento di John Cameron diventa una melodia dolce ma malinconica a metà tra il lament e una slow march, e da allora che viene eseguita spesso nelle commemorazioni funebri.

ASCOLTA John Renbourn in The Black Ballon, 1979 con il titolo di The Mist Covered Mountains of Home (seguono The Orphan, Tarboulton)

ASCOLTA con le cornamuse

Qui suonata quasi come un walzer lento

e qui suonata come jig
ASCOLTA De Dannan 1980

FONTI
http://www.tate.org.uk/art/work/T02823
http://digital.nls.uk/early-gaelic-book-collections/pageturner.cfm?id=76643345&mode=transcription
http://ingeb.org/songs/mistcovd.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_mist.htm
http://www.celticlyricscorner.net/mouthmusic/chi.htm
http://apocalypsewriters.com/blog/tag/saw-ye-him-coming/
http://www.omniglot.com/songs/gaelic/chimi.php
https://thesession.org/tunes/3411
https://thesession.org/tunes/470
https://thesession.org/tunes/256
http://ericdentinger.com/themistcoveredmountains_en.html
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/ohdearwhatcanthematterbe.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1393

AN GAOTH ANDHEAS/SOUTH WIND

The South Wind / Southwind / The Southern Breeze / The Wind from the South (in italiano “Il Vento del Sud”) è un brano tradizionale irlandese molto antico: Edward Bunting nel suo “Collection of Irish Folk Music” pubblicato nel 1809 lo attribuisce ad un arpista tale Donald Macnamara “il lentigginoso” (Domnhall “Meirgeach” Mac ConMara). Non è chiaro se egli ne sia stato l’autore o solo un interprete; in The Ancient Music of Ireland (1840) Bunting ripubblica la melodia con il titolo “Why Should not Poor Folk” dicendo che la melodia fu trascritta nel 1792 da un vecchio uomo well known by the sobriquet of “Poor Folk”, who formerly perambulated the northern counties, playing on a tin fiddle”.

Il brano è più popolare nella sua forma strumentale, con l’andamento di un valzer, e viene spesso suonato in set con le melodie di Turlough O’Carolan (1670-1738), per questo è spesso erroneamente attribuito al bardo!

The Chieftains in Chieftains 3, 1973 e anche in Water from the well, 2000

ASCOLTA Joanie Madden al flauto irlandese in “Song of the Irish Whistle“, 1996
E due versioni per chitarra.
ASCOLTA Pat Kirtley la prima melodia è Moran’s return; South Wind inizia a 3:11

ASCOLTA John Renbourn

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AN GAOTH ANDHEAS

Nel testo in gaelico irlandese “A(n) Ghaoth AneasA Ghaoith ó nDeas (Oh Wind from the South) il poeta parla al vento e declama la sua nostalgia verso la terra amata, la contea di Mayo, egli ora vive più a sud, nel Munster e si trova bene ma ricorda con rimpianto la sua terra natia dove tornerebbe volentieri. Non è chiaro il motivo della sua lontananza, probabilmente è stato esiliato  per qualche suo comportamento sedizioso.
Occorre osservare che gli arpisti itineranti in Irlanda erano noti per essere gli ispiratori di ribellioni! La vita dei bardi si era fatta grama, non più musicisti di corte ambiti e venerati, ma musicisti itineranti sempre più snobbati dalla nuove famiglie terriere inglesi: nel 1695 sono state approvate le Penal Laws e lingua e usanze irlandesi erano messe al bando. continua
Bunting ci dice che Donald Freckled (in italiano il lentigginoso) -che doveva avere i capelli color carota- era stato costretto a sposare una ragazza ricca ma che non amava, così scrisse il canto perchè il vento del sud portasse un bacio alla donna che aveva lasciato a Caheredmund

ASCOLTA Mick Moloney in The Green Fields of America 1988 in versione integrale su Spotify

I (File)
A Ghaoth Aneas na mbraon mbog glas
A ní gach faiche féarmhar
Bheir iasc ar eas is grian i dteas
Is líon is meas ar ghéagaibh.
Más síos ar fad mar mbínn féin seal
Is mianach leat-sa séide
Cuirim Rí na bhFeart dhod chaomhaint ar neart
Is tabhair don tír seo blas do bhéilse!
II (Gaoth)
Sínim aneas ag díonamh cleas
Nach ndíonann neach san saol so
Mar íslím gaimh is scaoilim leac
Is díbrim sneachta as sléibhte.
Ó taoi tú ar lear go bhfuí tú mo neart
‘S gur mian liom do leas a dhéanamh
Go bhfúigfe mé mo bheannacht ins gach
aon tslí ar mhaith leat
Is choíche i gCathair Éamoinn(1)!
III (File)
A Chonnachta an tseoid, an tsuilt ‘s an spóirt
I n-imirt ‘s i n-ól an fhíona
Sin chugaibh mo phóg ar rith ins an ród
Leigim le seol gaoithe í
Tá mise beo i mboige na seod
Mar a mbrúitear gach sórt bídh dhom
Ach is mian liom fós tarraing d’bhur gcomhair
Muna gcluine mé ach ceól píopa!


Traduzione inglese
I (The Poet)
O South Wind with the soft clear drops
You that make every sword grassy
Bring the fish to the waterfall, give heat to the sun/And abundance of fruit to the branches
If it is far to the north where I once lived
That you are minded to blow
May the King of Power preserve your strength
And give the taste of my mouth to that country!
II (The wind)
I blow from the south, performing feats
Which no one else on earth can do
For I lay winter low and scatter the ice/And banish the snow from the mountains
Since you are in need you shall have my strength/And I want nothing more than to help you/I shall leave my blessing in every place you choose/And always in Caher Edmund!
III (The Poet)
O blissful, joyous, sporting Connacht
Home of gaming and of wine-drinking
Here goes my kiss to you rushing along the road
I send it on the wings of the wind
I am living in splendid luxury
Where every kind of food is dressed for me
But yet I am fain to draw towards you
If I should hear but the music of the pipes!

tradotto da Cattia Salto
I (Il poeta)
O vento del Sud con la pioggerellina gentile, tu che fai diventare verde ogni stelo d’erba ,
tu riporti il salmone nella cascata,
tu riporti il calore del sole
e lasci ogni ramo carico di frutti.
Se è molto più a Nord, dove vivevo un tempo,
che tu intendi soffiare,
voglia il Signore conservare la tua forza
per portare a quella terra il bacio della mia bocca.
II (Il vento)
“Io soffio da Sud, potendo fare cose che nessun altro sulla terra riesce a fare
perchè io depongo Inverno e bandisco il ghiaccio ed esilio la neve dalle montagne.
Finchè ne avrai bisogno avrai la mia forza
e io non voglio altro che aiutarti!
Porterò la mia benedizione in ogni luogo che deciderai e sempre a Caher Edmund!”
III Il poeta
Oh felice, gioioso, diletto Connacht dimora del gioco e delle bevute di vino
Qui va il mio bacio a te che corre lungo la via, sospinto dalle ali del vento, Vivo in uno splendido benessere dove ogni genere di cibo è apparecchiato per me
tuttavia sarei lieto di venirti incontro se dovessi sentire la musica delle cornamuse!

NOTE
1) Cathair Éamoinn ovvero Caheredmund una località di Ballinrobe