Archivi tag: John Renbourn Group

THE PLAINS OF WATERLOO

Una ballata tradizionale che viene dall’Ottocento e si riferisce alla disfatta di Walterloo dove è crollato il mito di Napoleone (e il nome Waterloo si è stampato nelle memoria collettiva come sinonimo di batosta da cui non ci si risolleva più). La canzone “The Plains of Waterloo” era cantata negli anni 70 in tutti i Folk clubs in America e nelle Isole Britanniche spesso con la sola voce (e June Tabor la registra così nel suo album d’esordio).

APSLEY HOUSE "The Battle of Waterloo, 1815" painted in 1843 by Sir William ALLAN (1782-1850). WM 1539-1948
APSLEY HOUSE “The Battle of Waterloo, 1815” dipinta nel 1843 da Sir William ALLAN (1782-1850). WM 1539-1948

Le note di Frank Harte (in “..and Listen to my song”, 1975):
This is a song that lay dormant for years, I heard it first sung at a flead in Ballyfarnon, the singer had heard it in England. I have since discovered that it was found by a collector in Ottawa where it was sung by Mr. O.J. Abbott who is eighty five years of age, he in turn many years ago learned it from a Mrs. O’Malley. The song must be Irish in origin, the air is a version of the older song ‘The Blackbird’ which was the allegorical name for the Young Pretender Prince Charles Edward Stuart and the story is very similar to the song sung by Margaret Barry ‘The Mantle So Green’ where the woman says to her hero (Willie O Reilly and not Willie Smith as in the Canadian version)
‘To the woods I will wander to shun all men’s view,
For the lad that I love fell in famed Waterloo.’
or when he reveals that he is indeed her true love
‘Now Peace is proclaimed and the truth I declare,
Here is your love token the gold ring I wear.’
Later on I came across a reference to it in Sam Henry’s collection Volume Two, where underneath song number 619 The Lakes of Pontchartrain he asks ‘Can any reader supply the complete words of the song beginning’ and he gives only the first verse of this song, for myself I can only be grateful that somebody has at last come up with the rest of the words.” (tratto da qui)

E ancora su Mudcat si citano le note dal ‘The Penguin Book of Canadian Folk Songs’ (a cura di E. Fowke):
“This fine version of the broken ring story seems to be best known in Canada. Dr. Mackenzie, the first to report it (183). suggests that it is a modified version of ‘The Mantle So Green’ (N 38), which in its turn is a modified version of the eighteenth century ‘George Reilly’ (N 36). Creighton found three more versions in Nova Scotia(MFS 56 and Folkways FEE 4307); Greenleaf (172) and Peacock (1014) found it in Newfoundland; Leach in Labrador (172); Creighton in New Brunswick (FSNB 76); and I have two other versions from Ontario.” (tratto da qui)

WILLIE E ANNIE

di Riccardo Venturi
Le ballate popolari autentiche si dividono fondamentalmente in due categorie: quelle che finiscono bene e quelle che finiscono male. Le seconde, va detto, sono in nettissima maggioranza: poiché le composizioni popolari raccontano drammi e catastrofi, l’unhappy end è praticamente ovvio. The Plains of Waterloo, invece, finisce bene; non possiamo che rallegrarcene, anche perché Waterloo fu una carneficina immane, e tornarvi non dev’essere stato per nulla semplice per i poveri soldati che vi combatterono.

The Plains of Waterloo ha, come è logico attendersi, una struttura musicale da marcia militare. Comincia ad essere nota non molto dopo la battaglia (circa dieci anni dopo), segno che il processo di composizione popolare fu parecchio rapido dopo quell’avvenimento che segnò per sempre la storia d’Europa (e del mondo). La storia riprende tutti gli stilemi classici delle ballads: il soldato superstite (dal solito nome convenzionale di Willie) torna, incontra la sua fidanzata (dall’altrettanto convenzionale nome di Annie) che -naturalmente- non lo riconosce e lei gli chiede notizie.
Credete forse che il giovane si butti immediatamente tra le braccia dell’amata? Nelle ballate tradizionali non funziona così. Le ballate sono storie narrate, e le storie hanno bisogno di suspence. Comincia quindi una “tiritera” presente letteralmente in decine di ballate del genere “soldato-che-torna-dalla-guerra”: il giovane, piuttosto crudelmente, finge di essere un altro, le dice che aveva conosciuto bene il suo Willie e le racconta le sue eroiche gesta. Chiaro che alla ragazza non gliene può importare di meno, delle gesta eroiche; quello che vuole è il suo Willie vivo, e questo ci ricorda da vicino certe parole di Fabrizio de André (“ma lei che lo amava aspettava il ritorno di un soldato vivo, di un eroe morto che ne farà?”). E il tizio dice alla ragazza, appunto, che Willie è morto.
Immaginatevi la scena, anche se la cosa ha una sua precisa valenza: il giovane vuole, con questo, anche “controllare” se la ragazza lo ama ancora, osservando la sua reazione alla triste notizia. Per quanto sia difficile da credere, esistono ballate in cui la ragazza, che nel frattempo si è messa con un altro, è tutta contenta di apprendere che il fidanzato è stato fatto a fette in battaglia. Non è il caso della nostra Annie: le sue rosy cheeks impallidiscono e, sicuramente, sta per pigliarle un coccolone, una di quelle morti subitanee tipiche delle ballate.
Verificato l’amore di Annie e temendo che schiànti lì sul posto, Willie finalmente si rivela; appena in tempo. Si fa riconoscere facendo vedere a Annie la metà dell’anello, e tutti vissero -si spera- felici e contenti sotto la Restaurazione. La ballata si chiude infatti con un preciso intento antiwar: mai più Willie combatterà nella piana di Waterloo. Magari da qualche altra parte, ma a Waterloo no.

Sto trattando un po’ a pesci in faccia questa bellissima e venerabile ballata? Ma no; gli è che con le ballads britanniche ho una frequentazione e una consuetudine antiche quasi quanto la battaglia di Waterloo. So come funzionano, e mi permetto a volte di prenderle un po’ in giro perché l’ironia su qualcosa che si ama profondamente è un supremo segno di affetto. Resta il fatto che, quando parlano di guerra e di battaglie, le composizioni popolari sono quanto di meno patriottico e guerrafondaio possa esistere; importa tornare vivi e fare la propria povera vita accanto a chi si ama. Il resto non conta niente; e, in fondo, il ballad commonplace di Willie che non si rivela e che enuncia le gesta eroiche è fatto apposta per istigare in chi ascolta la più assoluta indifferenza verso di esse. Quello che contava, e che conterà sempre, è tornare a casa. E’ questo che la gente voleva sentire, magari anche coloro che un fidanzato, un marito, un padre o un fratello non lo avevano visto tornare affatto.

ASCOLTA June Tabor  in  Airs and Graces 1976
Nelle note scrive “From Ontario; learned from Martin Clarke of Leeds. The broken token ballad seems to me to have been a necessary piece of wishful thinking, an act of faith on the part of both the faraway soldier and the girl he left behind him. Reality, more often than not, was cruelly otherwise.”

ASCOLTA John Renbourn Group in The Enchanted Garden 1977 (con il tema portato da una marcetta di pifferi e tamburi quanto mai appropriata)

ASCOLTA Kate Rusby and Kathryn Roberts (1995)


I
One fine summer’s morning
as I went a-walking
All down by the banks
of some clear-flowing stream
There I spied a fair maiden
making sad lamentation
And I drew myself in ambush
for to hear her sad complaint
Through the woods she marched along, made the valleys to ring oh
While the small feathered songsters
around her head they flew
Saying, The war it is all over
and peace is returning
But my Willie’s not returning
from the plains of Waterloo
II
I approached this young maiden
and I said, My fond creature
May I make enquiry as to
what’s your true love’s name?
For I have been in battle
where the loud cannons rattle
And by his description well
I think I know the same
Willie Reilly’s my love’s name,
he’s a hero of great fame
Although he’s gone and left me
in sorrow now ‘tis true
And no man will me enjoy
but my own darling boy
Although he’s not returning
from the plains of Waterloo
III
If Willie Reilly’s your love’s name
then he’s a hero of great fame
He and I have been in battle
through many a long campaign
Through Italy and Russia,
through Germany and Prussia
He was my loyal comrade
in France and in Spain
But alas there at length
by the French we were surrounded
And like heroes of old
we did them subdue
We fought for three days
till at last we defeated him
That bold Napoleon Boney
on the plains of Waterloo
IV
On the fourteenth of June
it be an end in the battle
Leaving many a gallant hero
in sorrow to complain
Where the drums they do beat
and the loud cannons rattle
‘Twas by a Frenchman’s bullet
your young Willie he was slain
And as I drew near to the spot
where he lay bleeding
Scarcely had I time
for to bid him adieu
And as he lay dying these words
he kept repeating
Farewell my lovely Annie
you are far from Waterloo
V
When this maiden she heard
all this sad declaration
Her red rosy cheeks they grew
pale and woeful wan
And when he heard the sound
of her sad lamentations
He drew her in his arms
and said, I am your loving one
Oh see here is the ring
that between us was broken
In the midst of all danger
it reminded me of you
And now this young couple
well they are reunited
No more will Willie battle
on the plains of Waterloo
TRADUZIONE Riccardo Venturi
I
Una bella mattina d’estate,
mentre passeggiavo
giù sulle rive di un fiume
che scorreva limpido
Vidi una bella fanciulla
che si lamentava tristemente
E allora mi nascosi
per ascoltare i suoi tristi lamenti.
Camminava per i boschi,
faceva risuonar le valli
Con la testa attorniata da uccelletti che cantavano;
E diceva: “La guerra è finita
e la pace sta tornando,
Ma il mio Willie non ritorna dalla piana di Waterloo.”
II
Andai verso la fanciulla
e le dissi: “Mia dolce creatura,
Posso chiederti per caso come si chiama il tuo amore?
Ché son stato alla battaglia
dove i cannoni rombavan forte
E dalla sua descrizione, beh,
penso di conoscerti.”
“Willie Reilly è il suo nome,
è un eroe di grande fama
Però è partito e mi ha lasciata
in gran pena, questo è vero;
E nessun uomo mi avrà
tranne il mio adorato ragazzo
Anche se lui non ritorna
dalla piana di Waterloo.”
III
“Se il tuo amore è Willie Reilly,
è un eroe di grande fama,
Sono stato assieme a lui in battaglia
in molte lunghe campagne
Per l’Italia e per la Russia,
la Germania e poi la Prussia,
Mio compagno fu fedele
anche in Francia ed in Spagna.
Ma, ohimè! A lungo andare
i francesi ci han circondati
E come eroi consumati
noi li abbiamo soggiogati
Combattemmo per tre giorni finché non lo abbiam battuto,
Quel prode Napoleone il Bòna,
sulla piana di Waterloo.”
IV
Il quattordici di giugno (*)
la battaglia terminò
Lasciando molti bravi eroi
a lamentarsi dal dolore;
Là dove i tamburi rullano
e i cannoni romban forte
Una pallottola francese
ha ucciso il tuo giovane Willie.
E io andai là verso dove
lui giaceva insanguinato
E poi ebbi appena il tempo di dargli l’estremo addio;
E giacendo là morente
ripeteva queste parole:
Addio mia amata Annie,
sei lontana da Waterloo.”
V
Quando la fanciulla udì
questa triste narrazione
Le sue guance impallidirono diventando esangui a morte;
E quando lui sentì il suono
dei suoi tristi lamenti
La prese tra le braccia
e disse: “Ma sono io il tuo amore!
Guarda, ecco l’anello
che ce lo siamo spezzato in due,
In mezzo a ogni pericolo
mi faceva pensare a te!”
E ora questa giovane coppia,
beh, è di nuovo insieme
E Willie non combatterà più
sulla piana di Waterloo.

NOTE
(*)La battaglia si svolse in realtà il 18 giugno 1815

FONTI
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/plainsofwaterloo.html
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/theeighteenthdayofjune.html

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1263
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=39528

THE MAID ON THE SHORE IS IT A MERMAID?

Bertrand Bronson nel suo “Tunes of the Child Ballads” classifica “Fair Maid on the Shore” come una variante di Broomfield Hill (Child #43) e in effetti la ballata è collocabile tra le “warning ballads” in cui una fanciulla riesce a trionfare con l’astuzia sulle prepotenti voglie maschili.

sirena-naveLa fanciulla potrebbe essere addirittura una sirena, che il capitano ha visto in una notte di luna camminare lungo la spiaggia e di cui si è invaghito. Manda una scialuppa a prenderla per portarla sulla nave, e lei si mette a cantare gettando un incantesimo sugli uomini della nave. E qui finisce il tema fantastico e magico: la fanciulla si prende tutti gli oggetti di valore e l’oro e l’argento e ritorna alla sua spiaggia. Così la fanciulla invece di essere una creatura fragile e indifesa si rivela essere una sorta di pirata del mare! Ma a ben vedere anche il suo depredare i tesori richiama il topos della sirena che raccoglie le cose luccicose dalle navi (dopo averne causato il  naufragio) per “arredare” la sua grotta!

La ballata è stata trovata più raramente in Irlanda (dove si presume sia originaria) e più diffusamente in America (e in particolare in Canada). Così riporta Ewan MacCall (The Long Harvest, Volume 3): “More commonly found in the North-eastern United States, Nova Scotia and Newfoundland is a curious marine adaptation of the story in which the knight of the Broomfield Hill is transformed into an amorous sea-captain. The young woman on whom he has designs succeeds in preserving her chastity by singing her would-be lover to sleep: a magic just as potent as that employed by the maid in the land-locked versions of the ballad.”

GUIDA ALL’ASCOLTO

Il brano ha molti interpreti per lo più di ambito folk o folk-rock

ASCOLTA Stan Rogers in Fogarty’s Cove (1976)

There is a young maiden, she lives all a-lone
She lived all a-lone on the shore-o
There’s nothing she can find to comfort her mind
But to roam all a-lone on the shore, shore, shore
But to roam all a-lone on the shore
‘Twas of the young Captain who sailed the salt sea
Let the wind blow high, blow low
I will die, I will die, the young Captain did cry
If I don’t have that maid on the shore, shore, shore…
I have lots of silver, I have lots of gold
I have lots of costly ware-o
I’ll divide, I’ll divide, with my jolly ship’s cres
If they row me that maid on the shore, shore, shore…
After much persuasion, they got her aboard
Let the wind blow high, blow low
They replaced her away in his cabin below
Here’s adieu to all sorrow and care, care, care…
They replaced her away in his cabin below
Let the wind blow high, blow low
She’s so pretty and neat, she’s so sweet and complete
She’s sung Captain and sailors to sleep, sleep, sleep…
Then she robbed him of silver, she robbed him of gold
She robbed him of costly ware-o
Then took his broadsword instead of an oar
And paddled her way to the shore, shore, shore…
Me men must be crazy, me men must be mad
Me men must be deep in despair-o
For to let you away from my cabin so gay
And to paddle your way to the shore, shore, shore…
Your men was not crazy, your men was not mad
Your men was not deep in despair-o
I deluded your sailors as well as yourself
I’m a maiden again on the shore, shore, shore

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
C’era una bella fanciulla che viveva tutta sola sulla spiaggia e non trovava niente con cui confortare il suo animo, così vagava sola sulla spiaggia. C’era un giovane capitano che salpò sull’oceano, (che il vento soffi su e giù) “Vorrei morire – gridava qil giovane capitano – se non posso avere quella fanciulla sulla spiaggia. Ho tante cose preziose che dividerò con la mia ciurma se mi portano quella fanciulla sulla spiaggia”. Dopo molte chiacchere la portano a bordo fin nella sua cabina, per dimenticare tutto il dolore e le preoccupazioni. Era così bella e pura, dolce e ben fatta e cantò per far addormentare il capitano e i marinai. Lo derubò delle cose preziose, usò lo spadone come un remo e vogò per ritornare alla spiaggia. “Oh i miei uomini sono furiosi e arrabbiati e sprofondati nella disperazione più cupa perchè sei fuggita da una cabina così gaia e hai vogato per ritornare alla spiaggia”. “I tuoi uomini han poco da essere furiosi e arrabbiati e disperati, ho beffato i tuoi marinai e te adesso sono di nuovo una fanciulla sulla spiaggia”

ASCOLTA John Renbourn group in The Enchanted Garden, 1980

There was a young maiden, who lives by the shore
Let the wind blow high, blow low
no one could she find to comfort her mind
and she set all a-lone on the shore,
she set all a-lone on the shore
There was a sea Captain who sailed on the sea
Let the wind blow high, blow low
I will die, I just die, the Captain did cry
If I can’t have that maid on the shore,
If I can’t have that maid on the shore
The captain had silver, the captain had gold
And captain had costly ware-o
All these he’ll give to his jolly ship crew
to bring him that maid on the shore,
to bring him that maid on the shore.
And slowly slowly she came upon board
the captain gave her a chair-o
he sited her down in the cabin below
adieu to all sorrow and care,
adieu to all sorrow and care.
She sited herself in the bow of the ship
she sang so loud and sweet-o
She sang so sweet, gentle and complete
She sang all the seamen to sleep,
She sang all the seamen to sleep.
She part took of his silver, part took of his gold
part took of his costly ware-o
she took his broadsword to make an oar
to paddle her back to the shore,
to paddle her back to the shore
Your men must be crazy, your men must be mad
your men must be deep in despair-o
I deluded at them all as has yourself
again I’m a maiden on the shore,
again I’m a maiden on the shore.

(non traduco questa versione – con il testo ricostruito “ad orecchio”, essendo simile alle due già presenti)

ASCOLTA Solas in “Sunny Spells And Scattered Showers” (1997) (la recensione dell’album qui)

There was a fair maid and she lived all alone
She lived all alone on the shore
No one could she find for to calm her sweet mind(1)
But to wander alone on the shore, shore, shore
To wander alond on the shore
There was a brave captain who sailed a fine ship
And the weather being steady and fair(2)
“I shall die, I shall die,” this dear captain did cry
“If I can’t have that maid on the shore, shore, shore
If I can’t have that maid on the shore”
After many persuasions they brought her on board
He seated her down on his chair
He invited her down to his cabin below
Farewell to all sorrow and care(3)
Farewell to all sorrow and care
“I’ll sing you a song,” this fair maid did cry
This captain was weeping for joy
She sang it so sweetly, so soft and completely
She sang the captain and sailors to sleep
Captain and sailors to sleep
She robbed them of jewels, she robbed them of wealth
She robbed them of costly fine fare(4)
The captain’s broadsword she used as an oar
She rowed her way back to the shore, shore, shore
She rowed her way back to the shore
Oh the men, they were mad and the men, they were sad
They were deeply sunk down in despair
To see her go away with her booty so gay
The rings and her things and her fine fare
The rings and her things and her fine fare
“Well, don’t be so sad and sunk down in despair
And you should have known me before
I sang you to sleep and I robbed you of wealth
Well, again I’m a maid on the shore, shore, shore
Again I’m a maid on the shore”
NOTE
1) la frase avrebbe più senso se fosse invece “per placare il suo animo inquieto”
2) il riferimento al bel tempo non è casuale, infatti l’avvistamento di una sirena era sinonimo dell’avvicinarsi di una tempesta
3) ovvero per sollazzarsi con la fanciulla (presumibilmente vergine)

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
C’era una bella fanciulla che viveva tutta sola sulla spiaggia e non trovava nessuno con cui placare il suo animo sereno, così vagava sola sulla spiaggia. C’era un coraggioso capitano che salpò su una bella nave, con il tempo stabile e bello “Vorrei morire – gridava questo egregio capitano – se non posso avere quella fanciulla sulla spiaggia”. Dopo molte chiacchere la portano a bordo ed egli la fece sedere accanto alla propria sedia e la invitò nella sua cabina, per dimenticare tutto il dolore e le preoccupazioni. “Ti canterò una canzone “- gridò questa bella fanciulla”. Il capitano stava piangendo per la gioia, lei cantò così amabilmente, così dolcemente, cantò per addormentare il capitano e i marinai.
Li derubò dei gioielli, della salute, li derubò del cibo raffinato e costoso, usò lo spadone del capitano come un remo e vogò per ritornare alla spiaggia. Oh gli uomini divennero pazzi e tristi, sprofondarono nella disperazione più cupa nel vederla andarsene tutta contenta con la refurtiva, gli anelli le sue cose il cibo raffinato. “Non siate così tristi e disperati, avreste dovuto riconoscermi prima, cantai per farvi addormentare e vi rubai la salute e adesso sono di nuovo una fanciulla sulla spiaggia”

FONTI
Folk Songs of the Catskills (Norman Cazden,Herbert Haufrecht,Norman Studer) http://www.lyricsmode.com/lyrics/s/stan_rogers/the_maid_on_the_shore.html https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/themaidontheshore.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=51828 http://www.celticlyricscorner.net/solas/maid.htm http://www.8notes.com/scores/5463.asp http://home.olemiss.edu/~mudws/reviews/catskill.html
https://phillipkay.wordpress.com/2013/01/09/explorations-in-irish-music/

LADY MARY ANN: THE TREES THEY DO GROW HIGH

daily-growingNella sua versione standard la ballata ha come protagonista Lady Mary Ann la quale è stata data in sposa ad un ragazzino essendo la pratica del matrimonio tra fanciulli e adulti già diffusa fin dai tempi medievali. Più diffusa la casistica di uomini maturi, per non dire vecchi, con spose-bambine, ma non insoliti anche gli abbinamenti all’inverso (con donne comunque ancora in età fertile)
La ballata risale quantomeno al 1600 ed è conosciuta con vari titoli come “Lady Mary Ann“, “The College Boy” oppure “Long-A-Growing“, “Daily Growing” e anche “Bonny Boy is Young (But Growing)“. Forse di origine scozzese potrebbe riferirsi ad una storia vera quella del matrimonio tra il figlio (o il nipote) di Lord John Urquhart di Craighton, Craigston o Craiginstray (morto pochi anni dopo il matrimonio nel novembre del 1634) e Elizabeth Innes.

La bellezza e la complessità della storia narrata risiede nei continui “flesh-back” tra una strofa e l’altra in cui la protagonista davanti alla tomba del marito, mentre anno dopo anno osserva crescere gli alberi, ricorda di come un tempo si fosse opposta al loro matrimonio spaventata dalla troppo giovane età di lui: eppure si era innamorata del suo sposo fanciullo (forse presa da un colpo di fulmine) troppo prematuramente strappato alla vita. L’amarezza del ricordo e la solitudine della donna si stemperano nella visione del nuovo bambino che sta crescendo al posto del padre!

Così scrive A.L. Lloyd: "A ballad common all over the British Isles. Scottish, Irish and English versions resemble each other in text but not always in tune. In Irish sets, the young lovers are of more respectable age. There is a story that the ballad was made after the death in 1634 of the juvenile laird of Craigton who married a girl some years older than himself, and died within a short time. In fact, the song is probably older, and may have originated in the Middle Ages when the joining of two family fortunes by child-marriage was not ununsual. Our tune was notated by Bertha Bidder from a woman in Stoke Fleming, Devon, some time before 1905."

LA VERSIONE SCOZZESE: LADY MARY ANN

Robert Burns prese dalla collezione di ballate scozzesi di David Herd le prime due strofe e ci scrisse una canzone intitolandola “Lady Mary Ann” (SMM 1792). Per l’ascolto ho selezionato la melodia abbinata da Robert Burns nello “Scots Music Museum” e quella dalla tradizione orale raccolta sul campo

ASCOLTA Billy Ross
ASCOLTA Lizzie Ann Higgins. Lizzie spiega nella registrazione che ha imparato il testo dalla zia di suo padre, ma la melodia è stata abbinata su suggerimento del padre Donald Higgins suonatore di cornamusa, con un brano dal titolo ‘Mrs MacDonald of Dunacht’ composto un centinaio d’anni prima da J.R. McColl di Oban


I
O, Lady Mary Ann looks o’er the Castle wa’(1),
She saw three bonie boys playing at the ba’,
The youngest he was the flower amang them a’
My bonie laddie’s young, but he’s growin yet!
II
‘ O father, O father, an ye(2) think it fit,
We’ll send him a year to the college(3) yet;
We’ll sew a green ribbon round about his hat(4),
And that will let them ken he’s to marry yet!’
III
Lady Mary Ann was a flower in the dew,
Sweet was its smell and bonie was its hue,
And the longer it blossom’d the sweeter it grew,
For the lily in the bud will be bonier yet.
IV
Young Charlie Cochran was the sprout of an aik(5);
Bonie and bloomin and straucht(6) was its make;
The sun took delight to shine for its sake,
And it will be the brag(7) o’ the forest yet.
V
The simmer is gane when the leaves they were green,
And the days are awa that we hae seen(8);
But far better days I trust will come again.
For my bonie laddie’s young, but he’s growin yet.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Lady Mary Ann guarda dalle mura del castello
e vede tre bei fanciulli giocare a palla
il più giovane era il fiore tra tutti
il mio bel ragazzo è giovane, ma crescerà
II
O padre, padre, se credi che vada bene
lo manderemo un anno all’Università(2)
cuciremo un nastro verde sul suo cappello(3)
per far sapere a tutti che sta per sposarsi
III
Lady Mary Ann era un fiore nella rugiada
dolce il suo profumo e bello era il suo colorito
e più sbocciava più dolce cresceva
come un giglio in boccio sarà più bello in fiore.
IV
Il giovane Charlie Cochran era il germoglio di una quercia, b
ello, florido e dritto si faceva
il sole si compiaceva di brillare per il suo bene
e sarebbe stato il vanto di tutta la foresta
V
L’estate è passata da quando le foglie erano verdi
e i giorni che sono stati sono lontani(8)
ma giorni di gran lunga migliori sono certa verranno
perchè il mio bel ragazzo è giovane, ma crescerà

NOTE
1) La tenuta di Craystoun o Craigston è stata acquisita da John Urquhart di Craigston Castle, Turriff, Aberdeenshire che lo costruì nel 1604-1607
2) An ye: if
3) il college poteva essere il King’s College di Aberdeen, università fondata nel 1495 (la terza di Scozia dopo Glasgow e St Andrews, Fife)
4) un’usanza prematrimoniale tipica in Gran Bretagna: il colori dei nastri variano a seconda delle versioni in blu, verdi e bianchi
5) Aik: oak
6) Straught: straight
7) Brag: boast
8) in questa versione di Burns non è esplicitamente menzionata la morte del giovane marito. Lady Mary Ann potrà vedere il marito diventare l’uomo atteso e sognato nel figlio che cresce giorno dopo giorno.

LA VERSIONE INGLESE: THE TREES THEY DO GROW HIGH

La versione è stata ripresa nel folk revival degli anni 60 da molti artisti tra cui Joan Baez che ha fatto scuola per le versioni successive. Per l’ascolto ho selezionato interpretazioni che girano sostanzialmente sulla stessa melodia. Ma le versioni melodiche e testuali della ballata sono molteplici.

ASCOLTA Pentangle in Sweet Child, 1968 altra versione diventata standard
ASCOLTA Donovan live “Young but growing” la stessa melodia cantata con un pizzico di swing: la trovo una interpretazione molto intensa per nella sua essenzialità
ASCOLTA Alan Stivell in “A L’Olympia” 1971
ASCOLTA John Renbourn Group in ‘The John Renbourn Group Live In America‘ 2005
ASCOLTA Altan Daily Growing in “The Blue Idol” 2002

ASCOLTA Shannon 2013 interessante arrangiamento vocale che riprende in qualche modo la versione di Donovan più rappata!

ASCOLTA Simon Fowler in Merrymouth 2012 con una seconda melodia più “moderna” (strofe I, II, VII con lievi variazioni nei versi)

I
The trees they grow high,and the leaves they do grow green
Many is the time my true love I’ve seen
Many an hour I have watched him all alone(1)
He’s young, but he’s daily growing
II
Father, dear father, you’ve done me great wrong
You have married me to a boy who is too young
I’m twice twelve(2) and he is but fourteen
III
Daughter, dear daughter, I’ve done you no wrong
I have married you to a great lord’s son
He’ll be a man for you when I am dead and gone
IV
Father, dear father, if you see fit
We’ll send my love to college for another year yet
I’ll tie blue ribbons all around his head
To let the ladies know that he’s married(3)
V
One day I was looking o’er my father’s castle wall
I spied all the boys playing at the ball(4)
My own true love was the flower of them all
VI (Strofa solo in Altan)
And so early in the morning at the dawning of the day
They went into a hayfield for to have some sport and play
And what they did there she never would declare
But she never more complained of his growing
VII
At the age of fourteen, he was a married man
At the age of fifteen, the father of a son
At the age of sixteen, on his grave the grass was green
Cruel death had put an end to his growing
VIII
I’ll make my love a shroud of holland so fine(7
Every stitch I put in it the tears come trickling down
Once I had a true love but now I’ve ne’er one
But I’ll watch o’er his son while he’s growing..
NOTE
1) Letteralmente “ho guardato lui da solo
giovane-16002) Letteralmente “due volte dodici“, il numero dodici è alla base del sistema numerico inglese tradizionale. L’età da marito del ragazzo in alcune versioni è di 13 anni, in altre (quelle irlandesi) di 17.
3) In altre versioni invece di “ladies”, è scritto “maiden”, termine che sta a indicare le ragazze da sposa.
4) probabilmente si riferisce al gioco del calcio che fin dal medioevo veniva genericamente detto “ball play” o “playing at ball”; importato dai Romani nella loro conquista della Gran Bretagna (che a loro volta lo avevano appreso dai Greci) il gioco si radica a tal punto sull’isola da diventare estremamente popolare nel Medioevo. Già nel 1400 si utilizzava la parala fote-ball (o fute-ball in Scozia) per indicare il gioco della palla praticato con i piedi distinto dalla pallamano; i numerosi divieti della pratica di questo sport (a causa della sua violenza) in tutte le epoche ne attestano il successo e la diffusione! Per tutto il Seicento fu il gioco più diffuso nelle università d’Inghilterra e Scozia.
Altro gioco con la palla molto praticato e diffuso tra la nobiltà era quello del tennis all’epoca più antica detto della pallacorda (prediletto da Enrico VIII) ma era praticato anche l’hokey e l’antenato del baseball
5) Quest’ultima strofa, omessa nella versione della Baez, è quella che varia maggiormente nelle varie trascrizioni. Qui è riportata come cantata da Jacqui McShee. la versione di Altan dice “I’ll buy my love some flannel, I’ll make my love a shroud”

TRADUZIONE ITALIANO in vedi
I
Gli alberi sono alti e le foglie crescono verdi
molto tempo da quando ho visto il mio vero amore
molte le ore da quando sono stata da sola con lui (1)
è giovane, ma sta crescendo giorno dopo giorno
II
Padre, caro padre mi hai fatto un grande torto
mi hai fatto sposare un ragazzo troppo giovane
io ho ventiquattro anni e lui ne ha appena quattordici (2)
III
Figlia, mia cara figlia non ti ho fatto alcun torto
ti ho fatto sposare il figlio di un gran signore
lui sarà per te è un uomo quando io sarò morto e sepolto
IV
Padre, caro padre, se lo ritieni giusto
manderemo il mio amore a scuola un altro anno ancora
Io legherò nastri blu attorno al suo capo
Per far sapere alle signore che lui è sposato (3)
V
Un giorno stavo guardando oltre
il muro di cinta del castello di mio padre
Spiavo i ragazzi che giocavano alla palla(4)
Il mio vero amore era un fiore (che spiccava) tra tutti
VI
E da mattina a sera
andavano in un campo di fieno per divertirsi
e ciò che facevano là lei non volle mai dirlo
ma non si lamentò più della sua crescita
VII
All’età di quattordici anni, era un uomo sposato
all’età di quindici anni, il padre di un bambino
all’età di sedici anni, l’erba era verde sulla sua tomba
Una morte crudele aveva posto fine alla sua vita
VIII
Farò per il mio amore un velo di tessuto di fiandra così bello (5)
Ad ogni punto che cucio mi scendono le lacrime
Un tempo avevo un vero amore, ma ora non ne ho nessuno
Ma io guarderò (lui) in suo figlio, mentre crescerà ..

ASCOLTA Steeleye Span in “Now we are six” 1974. La medodia è sempre di tradizione popolare
I
As I was walking by yonder church wall.
I saw four and twenty young men a-playing at the ball.
I asked for my own true love but they wouldn’t let him come.
for they said the boy was young but a-growing.
II
Father dear father you’ve done me much wrong.
you’ve tied me to a boy when you know he is too young.
but he will make a lord for you to wait upon.
and a lady you will be while he’s growing.
III
We’ll send him to college for one year or two.
and maybe in time the boy will do for you.
I’ll buy you white ribbons to tie around his waist.
for to let the ladies know that he’s married.
IV
The trees they do grow high and the leaves they do grow green.
the day is passed and gone my love that you and I have seen.
it’s on a cold winter’s night that I must lie alone.
for the bonny boy is young but a-growing.
V
At the age of sixteen he was a married man.
and at the age of seventeen the father to a son.
and at the age of eighteen his grave it did grow green.
cruel dead had put an end to his growing.

LA VERSIONE ITALIANA: GLI ALBERI SONO ALTI

La versione di Angelo Branduardi parte dal 1975 con il suo album d’esordio dal titolo “La luna“, ben presto andato esaurito e “rifatto” con un’altra etichetta cinque anni più tardi: egli riprende l’arrangiamento di Joan Baez, ampliandolo con interessanti abbellimenti sia con la chitarra che con l’armonica; anche in questa versione la canzone gioca sul ricordo evocativo della donna che nel giovane figlio che cresce rivede il giovane sposo morto prematuramente: Branduardi ci dice che la donna rivede il suo amore in estate, ma non ci dice il motivo dell’allontanamento (IV strofa), così nella II strofa inizia il primo flash back della donna che ricorda il dialogo avuto con il padre l’anno prima, quando si era dovuta sposare per un tipico matrimonio d’interesse, eppure in lei era sbocciato l’amore per quel giovane ragazzo (in vero in pochissimo tempo, forse un colpo di fulmine) con il quel in una brevissima notte d’amore concepisce un bambino. Ma come apprendiamo appunto nella IV strofa il marito quindicenne (mentre lei era ventenne) viene allontanato per un anno. Nell’ultima strofa è sempre evocato il marito quindicenne diventato padre e morto poco dopo.

Il testo nella sua vaghezza si presta ad una interpretazione ambigua, di un tempo circolare e ciclico in cui il figlio ricalca le orme del padre; nel ricordo della madre-moglie le due figure si fondono così il ragazzo della I strofa potrebbe benissimo essere sia il figlio che il marito della donna.

ASCOLTA Angelo Branduardi in Gulliver la luna e altri disegni 1980

I
Gli alberi sono alti, le foglie crescon verdi
Da quanto tempo non vedevi il tuo amore,
da tanto, ed oggi è tornato tutto solo:
è giovane ma crescerà.
II
Padre, o padre, mi hai fatto un grave torto
mi hai dato in moglie a chi è poco più di un bimbo,
ha quindici anni ed io già quasi venti:
è giovane ma crescerà.
III
Figlia, o figlia, non ti ho mai fatto torto,
ti ho dato in moglie al figlio di un signore,
il tuo bambino sarà ricco e rispettato:
è giovane ma crescerà.
IV
Padre, o padre, domani sarò sola,
lo manderanno lontano un anno ancora,
e al suo ritorno avrà un figlio a lui straniero:
è giovane ma crescerà.
V
Ieri al mattino seduta al tuo balcone
spiavi i ragazzi giocare per la strada,
il tuo vero amore di loro era il più bello:
è giovane ma crescerà.
VI
Un anno dopo aveva preso moglie,
il tempo passa ed è padre di un bambino,
il tempo corre ed il tuo fior sulla sua tomba:
è giovane ma crescerà.

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thetreestheygrowsohigh.html
http://www.musicaememoria.com/pentangle_sweet_child.htm
http://www.folksongsyouneversang.com/essays/170-2/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/lady_mary_ann.htm
http://sangstories.webs.com/ladymaryann.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/66005/1
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LO35.html
http://www.golftoday.co.uk/history/golf_the_true_history_1.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/92.html