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JOHNNY LAD BY ROBERT BURNS

Johnny Lad” è una canzone tradizionale scozzese, già nursery rhyme e bothy ballad (vedi prima parte)

LE VERSIONI IN ROBERT BURNS

Una canzone così popolare non poteva non essere rielaborata anche da Robert Burns ; si conoscono infatti ben due sue versioni, una di sole due strofe con il titolo  di  “Cock Up Your Beaver” e l’altra  dal titolo  di “Hey how Johnie Lad“.

LA MELODIA: JOHNNY COCK THY BEAVER

Già un’ampia serie di variazioni sull’antica melodia scozzese erano state riportate da John Playford nel suo”The Division Violin”  e”The Division Flute” (1684-1685) e lo stesso Tourlough O’Carolan fece un suo arrangiamento per arpa in stile barocco .

Johnny cock thy beaver è una melodia da danza riportata sempre da Playford nel suo “The English Dancing Master (1686); ancora oggi è una melodia in repertorio tra i gruppi di musica antica. (altri titoli: “Horse and Away to Newmarket Races”, “Fenwick of Bywell”, “Gary Owen”, “Galloping over the Cow Hill”)

ASCOLTA Baltimore Consort (in versione integrale su Spotify)
ASCOLTA Javier Sáinz
ASCOLTA la melodia per flauto e liuto

UN BEAVER ALLA MODA

Beaver è un termine generico che indica il cappello di feltro realizzato con la pelliccia del castoro, ma il modello cambia a seconda delle mode.
Nel XVI secolo trionfa il cappello di feltro ad ampie e morbide falde (come quello dei Tre Moschettieri per intenderci) con abbondanza di piume, fibbie e nastri .
Lo vediamo in testa a Giacomo Stuart (incoronato re d’Inghilterra  nel 1603 e già re di Scozia con il nome di Giacomo VI) guarnito da un vistoso piumaggio e riccamente ingioiellato.
Fu invece Luigi XIV a lanciare la moda del tricorno (in inglese “tricorne” o “three cornered hat”) sul finire del Seicento, che sarà di moda per tutto il Settecento,  quello che nel nostro immaginario è il cappello del pirata per antonomasia! Era detto anche “Cocked” hat, perchè i lati erano piegati (cocked up) per dargli la forma.
Nell’Ottocento invece la moda cambia radicalmente e beaver diventa sinonimo di cappello a cilindro!

COCK UP YOUR BEAVER BY ROBERT BURNS

La canzoncina di sole due strofe riprende nella prima strofa il testo già riportato in forma di frammento da Herd (in Scots Songs, 1769) mentre la seconda strofa è stata scritta interamente da Burns: sembra mettere in ridicolo i gentiluomini scozzesi  che seguirono a Londra il loro re  Giacomo VI, diventato nel 1603  Giacomo I d’Inghilterra -alla morte della regina Elisabetta I (l’ultima dei Tudor).

Pure James Hogg riportò la sua versione (in Jacobite Songs and Ballads of Scotland from 1688 to 1746) e ne riscrisse buona parte anche se la annotò come una “clever old song

ASCOLTA Wendy Weatherby


I
When first my brave Johnie lad
came to this town(1),
He had a blue bonnet(2)
that wanted the crown;
But now he has gotten
a hat and a feather,
Hey, brave Johnie lad,
cock up your beaver(3)!
II
Cock up your beaver,
and cock it fu’ sprush(4),
We’ll over the Border (%),
and gie them a brush;
There’s somebody there
we’ll teach better behaviour,
Hey, brave Johnie lad,
cock up your beaver!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Quando per la prima volta  il mio audace Johnny arrivò in questa città (1)
aveva un berretto blu (2)
e voleva la corona;
ora indossa
un cappello con la piuma
Ehi bel Johnny
raddrizza  il tuo cappello (3)
II
Raddrizza  il tuo cappello,
e ornalo con un rametto (4)
passeremo il Border (5)
e daremo una ripassata (agli Inglesi);
c’è qualcuno là
a cui insegneremo le buone maniere
Ehi bel Johnny
raddrizza il tuo cappello!

NOTE
1) Londra. Si tratta evidentemente della delegazioni di nobili, dignitari e soldati al seguito del nuovo re che da Edimburgo si trasferisce a Londra
Il frammento di David Herd  riporta:
“Cock up your Beaver”
When first my dear Johny came to this town,
he had a blue bonnet, it wanted the crown;
but now he has gotten a hat and a feather,
Hey, my Johny lad, cock up your beaver.
Cock up your beaver, cock up your beaver,
Hey, my Johny lad, cock up your beaver;
cock up your beaver, and cock it nae wrong,
we’ll a’ to England ere it be lang.
[traduzione italiano: raddrizza il tuo cappello e mettilo bene, saremo in Inghilterra in men che non si dica]
2) il blue bonnet è il rustico berretto delle Highlands privo di fronzoli, si tratta più precisamente del Balmoral Bonnet o Scottish Balmoral (così chiamato però solo a fine Ottocento in omaggio al Balmoral Castle la residenza in Scozia della Regina Vittoria) La foggia del blu bonnet risale al 1500 e l’usanza di portarlo ha dato il soprannome di ‘Bluebonnets’ agli Highlanders. Il bordo inferiore è un nastro rigido  a quadretti oppure in tinta unita e le estremità sono lasciate pendere liberamente oppure sono annodate in un fiocco stretto (un linguaggio in codice per le ragazze: nel primo caso il giovanotto era libero e disponibile, nel secondo caso era fidanzato) . Si abbellisce con una piuma e la coccarda (sul lato sinistro) La variante irlandese prende il nome di Irish Caubeen
3) beaver è un cappello di feltro la cui foggia varia al mutare delle Mode. Cock up your beaver potrebbe anche voler essere un esortazione a indossare il cappello nel modo corretto e sottolineare la mancanza di gusto dei nuovi arrivati.
4) “Sprush” =”spruce” ogni clan ha un rametto distintivo. Nel 1700  lo Scottish Bonnet è abbellito da coccarda bianca, l’emblema del clan e una piuma
5) dicesi Border il territorio di confine tra la Scozia e l’Inghilterra

Le ulteriori strofe in Hogg proseguono:
III
Cock it up right, and fauld it nae down,
And cock the white rose on the band o’ the crown;
Cock it o’ the right side, no on the wrang,
And yese be at Carlisle  or it be lang.
IV
There’s somebody there that likes slinking and slav’ry,
Somebody there that likes knapping and knav’ry;
But somebody’s coming will make them to waver.
Hey, brave Johnnie lad, cock up your beaver!
V
Sawney was bred wi’ a broker o’ wigs,
But now he’s gaun southward to lather the Whigs,
And he’s to set up as their shopman and shaver.
Hey, brave Johnnie lad, cock up your beaver!
VI
Jockie was bred for a tanner, ye ken,
But now he’s gaun southward to curry goodmen,
With Andrew Ferrara  for barker and cleaver.
Hey, brave Johnnie lad, cock up your beaver!
VII
Donald was bred for a lifter o’ kye,
A stealer o’ deer, and a drover forbye,
But now he’s gaun over the border a blink,
And he’s to get red gowd to bundle and clink.
VIII
There’s Donald the drover, and Duncan the caird,
And Sawney the shaver, and Logic the laird;
These are the lads that will flinch frae you never.
Hey, brave Johnnie lad , cock up your beaver!

per la traduzione in francese qui

HEY HOW JOHNNIE LAD

La seconda versione invece si inserisce nel filone delle Bothy ballads già viste nella prima parte (qui) sui “problemi ” di coppia! Johnnie Lad è così  il tipico ragazzo delle Highlands

ASCOLTA Andy M. Stewart

ASCOLTA Rebecca Pidgeon

VERSIONE ROBERT BURNS
Chorus:
Hey how my Johnny lad
Ye’re no’ sae kind’s ye should have been;
Gin yer voice I hadna kent,
I couldna either trow ma een(2).
Sae weel’s ye micht hae tousled me(3)
And sweetly prie’d my mou bedeen (4): Hey how my Johnny lad..
I
My faither he was at the pleugh,
My mither she was at the mill,
My Billie he was at the moss,
an’ no ane near our sport tae spill.
The feint a body(5) was therein,
There was nae fear o’ bein’ seen:
Hey how my Johnny lad..
II
Wad ony lad wha lo’ed her weel
Hae left his bonny lass her lane
Tae sigh an’ greet(6) ilk(7) langsome hour
And think her sweetest minutes gane?
O had ye been a wooer leal.
We would hae met wi’ hearts mair keen: Hey how my Johnny lad…
III
But I maun(8) get anither jo,
Wha’s love gangs never oot o’ sight
And never lets the moments pass
When to a lass he can be kind.
So gang yer wa’s tae blinkin’ Bess,
Nae mair for Johnny shall she green(9): Hey how my Johnny lad...
TRADUZIONE di Cattia Salto
CORO
Hei Johnny, ragazzo mio
non sei stato così bravo(1) come avresti dovuto;
se non avessi riconosciuto la tua voce
non avrei creduto ai miei occhi!
Così bene avresti potuto spettinarmi
e dolcemente baciare la mia bocca, un tempo: Hei Johnny, ragazzo mio..
I
Mio padre era all’aratro
mia madre al mulino
il mio Billy era nella palude
non c’era nessuno nelle vicinanze a spiarci, non c’era un’anima nei paraggi
e proprio nessun pericolo d’essere visti: Hei Johnny, ragazzo mio
II
Potrebbe  un ragazzo che ami veramente
trascurare la sua bella ragazza  e da sola
lasciarla sospirare e lamentare per ore
al pensiero che i suoi momenti più felici siano finiti?
O se tu fossi stato un amante fedele!
Ci saremmo incontrati con cuori più appassionati: Hei Johnny, ragazzo mio
III
Ma io posso trovarne un altro
meno dimentico dell’amore,
che quando è il momento giusto
corre a dare piacere a una ragazza.
Così vai dunque da Bess che ti ammira,
non più  per Johnny sospirerà

NOTE
1) la ragazza si lamenta perchè il bel Johnny manca ai suoi doveri ossia non è tanto solerte nel fare l’amore
2) trow my een = “believe my eyes”
3) sae weel ye micht hae tousled me= so well you might have tousled me
4) prie’d my mou bedeen = to taste my mouth at once
5) feint a body = not a soul
6) greet: arcaico per to weep
7) ilk, ilka vecchio   termine scozzese per each-every
8) maun – must, will
9) green=long for

FONTI
http://www.scottish-wedding-dreams.com/scottish-bonnets.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=24649
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7570
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=29962
http://sangstories.webs.com/johnnielad.htm http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87798832
http://www.mandolincafe.com/forum/showthread.php?96753-Johnny-Cock-Thy-Beaver-(Baroque-variations-1684)
http://bookkake.com/2009/12/07/cock-up-yer-beaver/
http://www.ibiblio.org/fiddlers/CO_COLL.htm
http://www.janeausten.co.uk/beaver-hats-build-a-nation/
http://chrsouchon.free.fr/johnlad.htm

THE DEIL’S AWA WI’ THE EXCISEMAN

“The devil is away with the Exciseman” (in italiano “Il diavolo si porta via il gabelliere!”) è una canzone composta da Robert Burns nel 1792. L’occasione fu quella di una cena conviviale tra colleghi a Dumfries, avendo Robbie nella sua sfortunata vita esercitato – dal 1789 –  tale professione , un incarico che lo salvò dal fallimento.

Exciseman era il gabelliere della Corona inglese che riscuoteva le tasse sugli alcolici e le merci d’importazione, sempre alla ricerca di navi e traffici di contrabbandieri, ed in particolare di produttori di birra “senza licenza” e di “moonshiners“. Un “posto statale” ma impopolare quello del finanziere, allora come ora: la lunga mano dello stato che schiaccia il popolo con le tasse, (sono sempre i redditi medio-bassi ad essere spremuti come limoni) per cui erano in molti ad augurarsi che all’exciseman venisse un colpo, ovvero che il diavolo se lo portasse via, sorte toccata proprio a Burns morto pochi anni dopo la stesura della canzone (era il 1767 ed aveva solo 37 anni); in Scozia il mestiere di contrabbandiere non era considerato completamente disonorevole, se esercitato per mantenere la propria famiglia o clan e “onestamente” ovvero da galantuomini; ovviamente c’erano nel mezzo anche i più infidi tagliagole, che per pochi soldi, erano disposti ad ammazzare la propria madre; erano tanti poi gli “spiriti liberi” che non ritenevano disonesto rifiutarsi di pagare il dazio su un bene primario tanto caro agli scozzesi, “il succo d’orzo”.

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Divisa della Royal Company of Archers

Una canzone composta per un’occasione conviviale siglata dall’ironia propria di Robbie, ma non priva di contraddizioni: proprio nel 1792 Robert Burns era avanzato di grado nella sua carriera di gabelliere, nonchè accolto nella cerchia esclusiva ed elitaria della Royal Company of Archers (la guardia cerimoniale del re di Scozia); non per questo rinunciò alla satira nei confronti del potere, sempre però con levità, uno spirito sovversivo stemperato nel detto popolare “quando il gatto non c’è i topi ballano

La canzone ha ispirato Robert Bryden (1865-1939) che illustrò la scena: un diavolo  con tanto di corna impugna nella mano alzata il suo violino, e con l’altra regge sulle spalle un disperato gabelliere. La gente di Dumfries lo addita e dileggia il malcapitato.

devil fiddleUn aneddoto attribuisce la composizione del testo ad un’occasione ben più avventurosa così scrive John Loesberg in “The Scottish Songs of Robert Burns”: “..Burns, the exciseman, finds himself awaiting reinforcements from Dumfries before boarding a French brig to impound her cargo. After several hours waiting in the wet salt marshes Burns was getting increasingly impatient and was heard to abuse his colleague Lewars, who had galloped off with the message. One of the waiting men suggested that the devil should take Lewars for his pains and that Burns should write a song about his fellow exciseman while they waited.  After walking along the shore a while, Burns returned and recited these verses. Later the group was successful in boarding and taking the smuggling ship. The Canongate Burns editors regard the story as myth but give the name of the smuggling ship as the Rosamund and its location as the Solway Firth.” L’aneddoto mette in luce una carenza cronica di organico che rendeva problematico ogni arresto, soprattutto relativamente ai grossi traffici di contrabbando.

La melodia non poteva che essere una country dance  per l’esattezza”The Hempdresse ” (The London Gentlewoman) pubblicata da John Playford nell’English Dancing Master con relativa annotazione dei passi di danza (1650)
ASCOLTA Ewan MacColl
ASCOLTA
ASCOLTA
The Tannahill Weavers in The Old Woman’s dance 1978. Nelle note al testo (qui) scrivono “It is said that Robert Burns rattled this up in ten minutes.  Any Scot will know this to be true as Burns is known to have rattled up more than songs in less than ten minutes. A happy lament for the devil who, seeing the world in a sad state of oppression, musically seduces the taxman to dance all the way back to hell by playing an irresistible tune on his violin.Hence began a tradition which, to this day, is religiously practiced as the inland revenue, never sleeping, is constantly searching for the fiddler. The pipe tune here is the Old Womans Dance.

I
The deil cam fiddlin'(1) thro’ the town,
And danc’d awa wi’ th’ Exciseman,
And ilka wife cries, “Auld Mahoun(2),
I wish you luck o’ the prize, man.”
Chorus.
The deil’s awa, the deil’s awa,
The deil’s awa wi’ the Exciseman,
He’s danc’d awa, he’s danc’d awa,
He’s danc’d awa wi’ the Exciseman.
II
We’ll mak our maut, and we’ll brew our drink,
We’ll laugh, sing, and rejoice, man,
And mony braw thanks to the meikle black deil,
That danc’d awa wi’ th’ Exciseman.
III
There’s threesome reels, there’s foursome reels,
There’s hornpipes and strathspeys, man,
But the ae best dance ere came to the land
Was-the deil’s awa wi’ the Exciseman.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Il diavolo è venuto a suonare il violino in città
e si allontana danzando con il gabelliere
e ogni donna grida ” Vecchio Satanasso
ti auguro di avere successo”
Ritornello
il diavolo si porti via, il diavolo si porti via
il diavolo si porti via il gabelliere (all’inferno)
e si allontana danzando con il gabelliere,
e si allontana  danzando con il gabelliere.
II
Faremo il nostro malto e faremo fermentare la nostra bevanda,
rideremo, canteremo e ci allieteremo amico
e tante belle grazie al grande diavolo nero
che si allontana danzando con il gabelliere.
III
Ci sono reels a tre e a quattro,
ci sono hornpipes e strathspeys amico,
ma la prima migliore danza venuta al mondo fu
“Il diavolo si porti via il Gabelliere ”

NOTE
1) è consuetudine ritenere il diavolo sia quale abile violinista, il grande incantatore che seduce il popolo con sfrenate e lascive danze
2) Mahoun: Maometto, il termine viene dalla letteratura medievale quando si riteneva che i musulmani adorassero una falsa divinità, assimilata al demonio. L’immagine del diavolo che suona e danza rievoca nello stesso tempo l’immagine della morte sotto forma di scheletro in una sorta di danza macabra livellatrice

TRADUZIONE INGLESE (tratta da qui)
I
The devil came fiddling through the town,
And danced away with the Exciseman,
And every woman cries, “Old Mahoun,
I wish you luck of the prize, man.”
Chorus.
The devil is away devil is away,
devil is away with the Exciseman,
He’s danced away, he’s danced away,
He’s danced away with the Exciseman.
II
We’ll make our malt, and we’ll brew our drink,
We’ll laugh, sing, and rejoice, man,
And many good thanks to the great black devil,
That danced away with the Exciseman.
III
There’s threesome reels, there’s foursome reels,
There’s hornpipes and strathspeys, man,
But the one best dance before came to the land
Was the devil is away devil is away.

FONTI
http://sangstories.webs.com/deilsawawiexciseman.htm
http://www.burnsscotland.com/items/d/diploma-admitting-robert-burns-to-membership-of-the-royal-company-of-archers.aspx http://rgoldman.org/pryanksters/dances/londong.htm http://www.burnsscotland.com/items/e/etching-of-the-deils-awa-wi-th-excieman.aspx
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/genericcontent_tcm4555489.asp http://mbmonday.blogspot.it/2012/07/deils-awa-wi-exciseman-look-at.html http://historyhoydens.blogspot.it/2012/04/deils-awa-wi-exciseman.html

“HEROD AND THE COCK” CAROL

“King Herod and the cock” (in italiano Re Erode e il gallo) è un canto natalizio tradizionale (carol) sulla Natività che narra di un curioso miracolo: Erode il Grande ha ricevuto, nella sala del trono, i Magi, i tre sapienti provenienti dall’Oriente, ma la fantasia popolare li immagina a tavola davanti a un sontuoso banchetto in loro onore. Per farsi una risata un incredulo Erode sfida il Bambino neonato a dare un segno del suo potere: che il gallo arrostito e portato proprio in quell’istante in tavola in “bella vista”, cioè tutto intero e con tutte le sue piume, ritorni in vita. Così il gallo si anima e canta per tre volte.

herod-francken

IL CANTO DEL GALLO

gallo-nosferatuIl Gallo servito a tavola è la prefigurazione della morte di Gesù che risorgerà dalla morte nel terzo giorno. Una variante della storia tira in ballo anche Santo Stefano nelle vesti di presunto servitore alla corte di Erode che esorta il solito gallo arrosto a cantare “Christus natus est”. Si ritiene che la tradizione provenga dalla chiesa ortodossa russa e sia giunta in Europa attraverso i paesi scandinavi. (vedi)
Il canto del gallo annuncia il nuovo giorno, in senso metaforico è il canto della rinascita ovvero di una guarigione fisica ma anche spirituale (il trapasso dell’anima alla vita celeste), il gallo di Asclepio (o Esculapio per i Romani) il dio greco della medicina, era sacrificato per l’ottenuta guarigione: era infatti Asclepio un taumaturgo come Gesù.
Ma il gallo arrosto che ritorna in vita per cantare è un topos dell’immaginario medievale. Già per i Greci il gallo era simbolo solare sacro ad Apollo, e per parte loro i Britanni (chiamati Galli da Cesare) non mangiavano la carne di gallo, animale totemico, simbolo del Sole e lo raffigurarono su monete e emblemi; parimenti  nella mitologia norrena il gallo Vidopnir vive sull’albero cosmico Yggdrasill e con il suo canto annuncerà la fine del mondo così come altri galli sempre luminosi cantano per svegliare i guerrieri del Walhalla o nel regno dei morti.
LA FORZA DEL GUERRIERO
Per la sua combattività, strenuo difensore del pollaio, il gallo è, in molte tradizioni, il simbolo del coraggio guerriero. Dedicato a Ares (il Marte dei Romani) era diffusa la credenza che nel suo petto fosse custodita la pietra alectoriana, prezioso talismano in grado di conferire forza e coraggio, ma anche virilità. Il gallo è infatti instancabile fecondatore del pollaio

IL GALLO NELLA CRISTIANITA’

Per i Cristiani il Gallo è Gesù quale prefigurazione della sua resurrezione futura ma anche del suo ergersi a Giudice che alla fine dei tempi darà il segnale della resurrezione dei morti. Così nel Vangelo di Matteo l’apostolo Pietro disconosce Gesù appena “preso in custodia” dal Sommo Sacerdote Caifa: il tradimento era stato preannunciato dallo stesso Gesù poco prima “in verità ti dico: prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte” Così l’evangelista “rammenta ai fedeli la loro condizione di peccatori esortandoli alla vigilanza e al “risveglio spirituale” (Alfredo Cattabiani, Volario, 2000). Nelle Memorie – o Vangelo (apocrifo)- di Nicodemo, scritto in greco forse all’inizio del II secolo, Giuda tormentato dall’aver tradito Gesù è a casa con la moglie e medita il suicidio. La donna sta arrostendo un gallo per il pranzo e scommette con il marito:  “Nello stesso modo in cui questo gallo arrostito può cantare, così Gesù potrà risorgere”. Ma, proprio mentre stava parlando, quel gallo allargò le ali e cantò tre volte. Giuda, allora, del tutto convinto, con la corda fece un capestro e andò a impiccarsi”. È evidente che il Gallo è la testimonianza dell’imminente resurrezione di Gesù.

KING HEROD AND THE COCK

Il brano è stato raccolto sul campo da Cecil Sharp come cantato dalla signora Ellen Plumb a Armscote, Worcestershire (1911) e lo stesso Sharp ritiene che sia una forma frammentaria di una più lunga ballata dal titolo “The Carnal and the Crane” (vedi)

ASCOLTA  Trond Bengtson & Ernst Stolz (liuto e chitarra)

Del brano esistono molti arrangiamenti per coro, ma poche versioni tradizionali al momento si trovano solo su Spotify
ASCOLTA Mary Rhoads
ASCOLTA Magpie Lane in “Wassail! A Country Christmas” 1995

ASCOLTA Belshazzar’s Feast la melodia è mescolata con Parson’s Farewell una country dance riportata da John Playford nel suo “English Dancing  master” (1651)

(VIDEO Sante Pede dimostrazione danza)


I
There was a star in David’s land,
In David’s land appeared;
And in King Herod’s chamber
So bright it did shine there.
II
The Wise Men they soon spi-ed it,
And told the King a-nigh
That a Princely Babe was born that(this) night,
No King shall e’er destroy.
III
“If this be the truth, -King Herod said,-
That thou hast told to me,
The roasted cock that lies in the disk
Shall crow full senses(1) three.”
IV
O the cock soon thrusted and feathered well,
By the work of God’s own hand,
And he did crow full senses three
In the disk (table) where he did stand.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
C’era una stella nella terra di David
apparve nella terra di David
e nella camera del re Erode
così brillante che la illuminò
II
Gli uomini saggi la seguirono subito
e dissero al re una sera
che un Principe Bambino era nato quella notte
e nessun re lo potrà mai distruggere.
III
“Se questa è la verità -disse Re Erode-,
quella che mi avete detto
il gallo arrosto che si trova nel piatto
che canti tre volte”
IV
E il gallo arrostito e rivestito di penne
per il lavoro delle mani di Dio
cantò per tre volte
nel piatto in cui era

NOTE
1) probabilmente un refuso da “fences”

FONTI
http://marianoalbrembo.altervista.org/2012/11/il-gallo-simbolo-cristiano/
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/king_herod_and_the_cock.htm http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/herodandthecock.html http://www.pbm.com/~lindahl/lod/vol1/daniparson.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-HerodCock.html

STINGO UNA MELODIA PER DUE DANZE

La melodia è  riportata da John Playford in “The English dancing master” con il titolo di “Stingo & Oyle of Barley” (varie edizioni dal 1651 al 1686). Stingo è un termine colloquiale (una parola di moda nel 1700) per indicare una birra forte (=strong ale) e il “succo d’orzo”  (= juice of the barley) è un eufemismo per dire la stessa cosa.

LA MELODIA
Ascoltiamo l’arrangiamento per chitarra barocca

A CUP OF OLD STINGO

Una drinking song “for the maltworm in your life.” essendo maltworm un termine elisabettiano per indicare un bevitore di birra forte!

ASCOLTA


There’s a lusty liquor which good fellows use to take-o;
It is distilled with Nard(1) most rich, and water of the lake-o,
Of hop a little quantity, and barm to it they bring too;
Being barrell’d up, they call’t “a cup of good old dainty stingo”.
Traduzione di Cattia Salto
C’è un liquore vigoroso che i bravi ragazzi sono soliti prendere;
si distilla con il Nardo (1) più ricco e l’acqua del lago,
ci mettono una piccola quantità di luppolo e anche il lievito di birra;
lo mettono in botte e lo chiamano “una coppa di buona vecchia squisita birra”

NOTE
1) Nard ( Nardo) sta ad indicare il malto paragonato a un profumo inebriante!

Una seconda versione testuale è intitolata “The Little Barley-Corne” (in Roxburghe Collection con il sottotitolo “ballad from the reign of Charles I”) e qualcuna delle sue tante strofe deve essere finita ovviamente nella ben più nota ballata di John Barleycorn (vedi)

ASCOLTA The Toronto Consort in “Winter Revels from the Renaissance“: il video inizia con una scena tratta dalla serie “The Tudors” per partire con il brano dei Toronto Consort da 2:25: strofe I, II e III; IV, V e VI

ASCOLTA The Rose Ensemble (il video dovrebbe partire dal 1:25): strofe I, IV, VII, VIII


I
Come, and doe not musing stand if thou the truth discerne
But take a full cup in thy hand, and thus begin to learne-
Not of the earth, nor of the ayre, at evening or at morne-
But joviall boyes your Christmas keep, with the little Barly-Corne.
II
It is the cunningst alchhymist that ere was in the land;
‘Twill change your mettle, when it list, in turning of a hand–
Your blushing gold to silver wan, your silver into brasse–
‘Twill turne a taylor to a man, and a man into an asse.
III
If sickness come, this physick take it from your heart will set it
If feare encroach take more of it,
your heart will soon forget it
Apollo and the muses nine do take it in no scorne
So joviall boyes your Christmas keep with the little Barly-Corne.
IV
“Twill make a weeping widow laugh, and soon incline to pleasure;
“Twill make an old man leave his staffe, and dance a youthfull measure:
And though your clothes be ne’er so bad, and ragged, rent and torne,
Against the cold you may be clad with the little Barly-Corne.
V
‘Twill make a coward not to shrinke but be as stout as maybe;
‘Twill make a man that he shall thinke that Joan’s as good as my Lady (1)
It will inrich the palest face and with rubies it adorne
Yet you shall think it no disgrace, this little Barley-Corne.
VI
Thus the Barley-Corne hath power e’en for to change our nature
And make a miser in an hour prove a kind-hearted creature;
And therefore here I say again , let man take ‘t in scorne
But joviall boyes your Christmas keep, with the little Barly-Corne.
VII
“Twill make a miser prodigall, and shew himself kind hearted;
“Twill make him never grieve at all, that from his coyne hath parted;
“Twill make a shepard to mistakevhis sheepe before a storme;
“Twill make the poet to excel; this little Barley-Corne.
VIII
It is the neatest serving man to entertain a friend;
It will doe more than money can all jarring suits to end;
There’s life in it, and it is here, ‘tis here within this cup,
Then take your liquor, doe not spare, but cleare carouse it up.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite e non state in meditazione se volete ravvisare la verità.
ma prendete una coppa piena in mano e iniziate a imparare
non della Terra, né del Cielo, di sera o di mattino
così ragazzi gioviali passate il vostro Natale con il piccolo Chicco D’Orzo
II
E’ il più scaltro alchimista che ci sia mai stato sulla terra
cambierà il vostro coraggio quando in vendita, con un sol cenno della mano
cambierà il vostro oro lucente in smorto argento; l’argento in ottone, trasformerà un sarto in un uomo e un uomo in un asino.
III
Se diventate malati, prendete questa medicina e il vostro cuore andrà a posto, se la paura vi invade, prendetene di più, presto il vostro cuore la dimenticherà, Apollo e le nove muse lo prendono senza tema,
così ragazzi gioviali passate il vostro Natale con il piccolo Chicco D’Orzo
IV
Farà ridere una vedova che piange e dopo la predispone al piacere;
farà lasciare le stampelle ad un vecchio per ballare una danza allegra;
e anche se i vostri vestiti non sono mai stati così brutti e cenciosi, strappati e laceri, contro il freddo potete farvi rivestire dal piccolo Chicco D’Orzo.
V
Non farà indietreggiare un codardo, ma lo farà essere più saldo che mai;
indurrà un uomo a credere che Giovanna non ha nulla da invidiare a una Signora (1),
farà abbellire il viso più pallido e con rubini lo adornerà
tuttavia non lo crederai disdicevole, questo piccolo Chicco D’Orzo.
VI
Così Chicco D’Orzo ha il potere di cambiare la nostra natura
e fare si che l’avaro in un ora, si riveli una creatura di buon cuore;
e quindi lo dico ancora una volta: che l’uomo lo prenda senza tema,
così ragazzi gioviali passate il vostro Natale con il piccolo Chicco D’Orzo.
VII
Farà un avaro prodigo e mostrerà il suo buon cuore;
non lo farà mai sentire triste nel separarsi dal suo denaro;
farà trovare al pastore la pecora smarrita prima di una tempesta;
farà eccellere il poeta, questo piccolo Chicco D’Orzo.
VIII
E’ il servitore più adatto per intrattenere un amico;
farà più di quanto il denaro possa per porre fine ai litigi;
c’è vita in lui, ed è qui, è qui con la sua coppa,
allora prendete il vostro liquore, non lesinate, e brindate!

NOTE
1) In epoca elisabettiana il nome Joan (= Giovanna) è un nome da popolana; così il detto che la pone all’opposto della scala sociale rispetto ad una nobildonna. In Shakespeare “Some men must love my Lady and some Ione” o anche “Now can I make any Ione a Lady” Antony Munday (1599) “Joan as good as my Lady”

La melodia doveva essere molto di moda se, sempre nel Seicento viene abbinata ad un nuovo testo con il titolo di “Cold and Raw (vedi)

ENGLISH COUNTRY DANCE

John Playford la classifica come “scotch song” e i critici per lo più la intendono come riferita allo stile  che non come indicazione di provenienza. Questa danza è particolarmente interessante per la sua evoluzione da danza di corte dal titolo “Stingo” – anche “Oil of Barley”, o “A Cup of Old Stingo” (classificata come danza d’epoca Tudor), verso una danza del secolo successivo e semplificata dal titolo “Juice of Barley“. continua
country-dance-hogarth

FONTI
http://www.musicanet.org/robokopp/english/littlbar.htm
http://www.lukehistory.com/ballads/stingo.html
http://shaysrebellion.stcc.edu/shaysapp/music.do?shortName=barley
http://ontanomagico.altervista.org/stingo.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=93815

FROM BONNY MAY TO THE BROOM OF COWDENKNOWES

Una ballata che leggiamo dai quaderni di Bishop Percy (1768) con il titolo di “The Northerne Lasse”, con la nota di “Motivo scozzese noto come “The broom of Cowden knowes”, riportata anche nella raccolta del professor Francis J. Child, al numero 217 (vedi archivio ballate), in 14 varianti: “The Maid o the Cowdenknows”, “Laird o Lochnie”, “The Laird of Lochinvar”, “The Laird of Knotington”, “Bony May”, “Laird o Ochiltree”. La melodia secondo lo studioso William Chappell sarebbe la scottish dance “Brume, Brume on Hill” (“Complaynt Of Scotland” 1549) che è stata anche attribuita al piemontese Davide Rizzo  (o David Riccio come lo chiamavano in Scozia) “favorite suitor” della regina Maria Stuarda, peraltro senza precisi riscontri; la sua popolarità si diffuse in tutta la Gran Bretagna e venne utilizzata per molti altri testi; pubblicata da John Playford nel suo “English dancing master” del 1651 (con il titolo di “The Bonny Bonny Broome“) compare altresì nelle principali collezioni di musica scozzese del settecento (Orpheus Caledonius e The Scots Musical Museum). Sembra però che le melodie siano quanto meno due.

LA PASTORELLA E IL CAVALIERE

Pur nelle sue varianti la trama della storia è la stessa: una pastorella e uno straniero si amano (tuttavia il confine tra amore consensuale e stupro è molto labile, in alcune versioni lei “acconsente” con la forza!) lei rimane incinta ed è allontanata dalla famiglia, allora va in cerca del suo amante (oppure è lui che ritorna nove mesi dopo) e scopre che è un signore benestante, i due si sposano ma lei soffre per la lontananza dal suo paesello e per i bei cespugli di ginestra delle sue colline. Nelle versioni collezionate da Child il nostro laird è il signore di diverse località: Auchentrone (Achentrioch, una tenuta a Stirling) Oakland (di cui si è ipotizzato una versione corrotta di Ochil Hills sempre a Stirling), Ochilberry, Knottington, Athole, Rochna Hills, Lochinvar, Rock-Rock lays e Rock-rivers

LAIRD DI OAKLAND HILLS

Secondo Sir Walter Scott la sua pubblicazione nel “Border Ministrelsy” è quella più antica e di fonte popolare “The beautiful air of Cowdenknows is well known and popular. In Ettrick Forest, the following words are uniformly adopted to the tune, and seem to be the original ballad.”: la storia in 26 versi racconta della bella ragazza di Cowdenknows che è sedotta dal Laird di Oakland hills. In alcune versioni più tarde, per mitigare la differenza sociale tra i due protagonisti e l’indifferenza con cui probabilmente la ragazza poteva essere stuprata impunemente da un signorotto del Border, (non dimentichiamoci che poteva benissimo essere un border reiver in una delle sue escursioni in cerca di bottino) la ragazza diventa “di Cowdenknows”, cioè non proprio una servetta o una povera lavorante, quanto la figlia del proprietario, se non proprio ricco, di una casa-torre o di una fattoria. (Child#217 G)

LA VERSIONE PIU’ ANTICA: BONNY MAY

Anche intitolata come “Bony May” o “Bonnie Mae” potrebbe essere la prima versione della ballata (versioni A e B in Child #217); anche la melodia è diversa e più simile a “Brume, Brume on Hill”. E’ probabile che, nel suo diffondersi per tutta la Scozia, la ballata finì per essere maggiormente caratterizzata da più precisi riferimenti sul territorio. La trama della storia è la stessa, seppure più realistica: la pastorella viene violentata da un signorotto del Border che è di passaggio mentre sta andando con i suoi sodali a saccheggiare e a rubare il bestiame sul confine inglese. La storia sul finale viene come dire “sfumata”, stemperata dalla sua brutalità, il “reiver” forse innamorato ritorna con l’intenzione di sposare la fanciulla perchè è rimasto profondamente colpito dalla sua bellezza.

BorderReivers

ASCOLTA June Tabor in Airs and Graces 1976

ASCOLTA Brian Buller, interessante l’arrangiamento melodico di Brian Buller & Ryan Eston Paul, che traducono la ballata con sonorità moderne pur mantenendo un testo “antico” probabilmente ormai lontano dai nostri orizzonti


I
Bonny May, a shepherding has gone
To call the sheep to the fold
And as she sang, her bonny voice it rang
Right over the tops of the downs (x2)
II
There came a troop of gentlemen
As they were riding by
And one of them has lighted down
And he’s asked of her the way (x2)
III
”Ride on, ride on, you rank riders (1),
Your steeds are stout and strong,
For it’s out of the fold I will not go
For fear you do me wrong, (x2)
IV
Now he’s taken her by the middle jimp
And by the green gown sleeve(2),
And there he’s had his will of her
And he’s asked of her no leave (x2)
V
Now he’s mounted on his berry brown steed,
He soon o’erta’en his men
And one and all cried out to him,
”Oh, master, you tarried long (x2)
VI
”Oh, I’ve ridden East and I’ve ridden West,
And I’ve ridden o’er the downs,
But the bonniest lass that ever I saw
She was calling her sheep to the fold (x2)
VII
She’s taken the milk pail on her head
And she’s gone lingering home.
And all her father said to her
Was; ”Daughter, you tarried long” (x2)
VIII
”Oh, woe be to your shepherd, father,
He takes no care of the sheep,
For he’s builded the fold at the back of the down
And the fox has frightened me” (x2)
IX
”Oh, there came a fox to the fold door
With twinkling eye so bold,
And ere he’d taken the lamb that he did
I’d rather he’d taken them all” (x2)
X
Now twenty weeks were gone and past,
Twenty weeks and three (3),
The lassie began to fret and to frown
And to long for the twinkling eye. (x2)
XI
Now it fell on a day, on a bonny summer’s day
That she walked out alone.
That self-same troop of gentlemen
Come a-riding over the down (x2)
XII
”Who got the babe with thee, bonny May,
Who got the babe in thy arms?”
For shame, she blushed, and ay, she said,
Was ”I’ve a good man of my own”(x2)
XIII
”You lie, you lie, you bonny, bonny May,
So loud I hear you lie.
Remember the misty murky night
I lay in the fold with thee” (x2)
XIV
Now he’s mounted off his berry brown steed,
he’s sat the fair May on.
”Go call out your kye, father, yourself,
She’ll ne’er call them again. (x2)
XV
Oh, he’s Lord of twenty plough of land(4),
Twenty plough and three,
And he’s taken away the bonniest lass
In all the South country (x2)
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
La Bella May è andata ai pascoli
per riportare le pecore all’ovile
e mentre cantava la sua bella voce risuonava
proprio sulla cima delle valli
II
Poi arrivò un drappello di gentiluomini
a cavallo si avvicinavano
e uno di loro si è chinato
e le ha chiesto la strada
III
“Cavalcate oltre capitano dei cavalieri (1)
i vostri destrieri sono veloci e forti
che io fuori dal recinto non andrò
per paura che voi mi facciate male
IV
Allora lui la prese per l’orlo
e per la manica verde dell’abito (2)
e fece i suoi comodi su di lei
e lo fece senza chiederle il permesso
V
Poi è montato sul suo destriero molto bruno
e ha superato presto i suoi uomini
e uno e tutti gli gridarono
“O padrone, vi siete trattenuto a lungo”
VI
“Oh ho cavalcato a Est e ho cavalcato a Ovest
ho cavalcato su e giù,
ma la ragazza più bella che abbia mai visto
stava chiamando le pecore al recinto
VII
Lei prese il secchio del latte sulla testa
ed è andata dritto a casa.
E tutto ciò che il padre le disse
fu: “Figlia, vi siete trattenuta a lungo
VIII
“Oh maledetto sia il vostro pastore, padre che non si prende cura delle pecore, che ha costruito il recinto sul fondo della valletta
e la volpe mi ha spaventata
IX
“Venne una volpe alla porta del recinto
con occhi scintillanti così audaci
e si è presa l’agnello che ha voluto
avrei preferito che se li fosse presi tutti!
X
Venti settimane sono trascorse
23 settimane (3),
la ragazza incominciò a preoccuparsi e ad accigliarsi,
e a desiderare gli occhi scintillanti, 
XI
Accadde un giorno, un bel giorno d’estate
che lei camminava sola
che quella stessa truppa di gentiluomini
venne a cavallo per la valletta
XII
“Di chi è il bambino con te, bella May
di chi è il bambino tra le tue braccia?”
Per la vergogna, lei arrossì e ahimè disse:
“Ho un brav’uomo come compagno”
XIII
“Tu menti, bella May
così chiara sento la tua menzogna.
Ricordi la notte oscura e nebbiosa
che giacqui nel recinto con te”
XIV
Egli smontò dal destriero molto bruno
e la bella May vi fece sedere
“Vai a badare alle bestie da te, padre
lei non le richiamerà mai più”
XV
Oh egli è il signore di 20 giri d’aratro
23 giri d’aratro (4)
e ha portato via la più bella ragazza
di tutto il sud del Paese

NOTE
1) Il BORDER è il territorio di frontiera tra Scozia e Inghilterra e BORDER REIVER  erano detti i guerrieri dei Clan scozzesi e le famiglie inglesi  che si davano alle reciproche razzie, (furti di bestiame e saccheggi) ai danni dei loro nemici (ovvero i loro vicini di confine – gli Inglesi/scozzesi) ma anche dei clan rivali della stessa nazionalità; facevano anche incursioni a scopo bellico, in una eterna guerriglia di confine con contorno di  saccheggi e ruberie sulla strada del ritorno.
2) chi canta sta avvertendo il pubblico che i due hanno un incontro sessuale, da intendersi decisamente come uno stupro non avendo lei dato il suo consenso
3) espressione tipica nelle ballate per indicare una grande quantità
4) il terreno è suddiviso in strisce in base alla lavorazione con l’aratro

continua
FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_217
https://sapientia.ualg.pt/bitstream/10400.1/1462/1/7_8_Rieuwerts.pdf
http://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/bonnymay.html

BESSY BELL AND MARY GRAY

La ballata “Bessie Bell and Mary Gray” risale quantomeno al 1600 ed è stata stampata per la prima volta da Charles Kirkpatrick Sharpe con il titolo “The Twa Lasses“, riportata anche nelle Child Ballads al # 201. Si trova tuttavia solo in forma frammentaria per cui la storia e i suoi significati ci sfuggono o si sono stratificati nel tempo.

LA LEGGENDA SCOZZESE

Secondo la leggenda scozzese diffusa localmente nei dintorni di Perth, Betsy Belle e Mary Gray erano due amiche  molto belle, figlie di due signori (rispettivamente il Laird di Kinvaid e il Laird di Lednock), che, per sfuggire alla peste, si costruirono un rifugio isolato nella campagna. Purtroppo morirono ugualmente, contagiate dal ragazzo che portava loro i viveri. Il luogo di sepoltura, meta di molte escursioni, sarebbe il Dranoch-haugh vicino alle rive del fiume Almond, in cui sono stati ritrovati i resti di due sepolture.
Pensando di sfuggire alla pestilenza che aveva colpito la regione di Perth nel 1645, Bessy Bell e Mary Gray, due giovani donne ammirate per la loro bellezza, si costruirono una capanna in un luogo appartato a circa otto miglia dalla città. Tutto fu inutile: la peste arrivò anche lì e ghermì le due povere ragazze. Nella sua inusuale e folgorante brevità, Bessy Bell and Mary Gray è comunque un capolavoro, una delle “pietre miliari” della balladry britannica: gioventù, bellezza, nobiltà non possono niente davanti alla Nera Signora che colpisce indiscriminatamente poveri e ricchi, brutti e belli. Alle nobildonne non è risparmiato neanche l’ultimo oltraggio: invece di riposare con tutti gli onori in un cimitero, accanto ai membri delle loro famiglie, i due cadaveri restano abbandonati a disfarsi sulle rive di un fiume. Il senso della ballata sembra dunque essere quello di un ammonimento. Anche una ninna-nanna inglese menziona le due gentildonne scozzesi, ma senza alcuna traccia della pestilenza. (Riccardo Venturi)

Le due fanciulle, una bionda come il grano, l’altra nera come l’ala del corvo, sono rappresentate secondo il dualismo tipico della narrativa fiabesca, in cui in genere la bionda è quella buona (servizievole, rispettosa della tradizione, piena di buoni sentimenti) mentre quella bruna è la cattiva: come ci ricorda Giordano Dall’Armellina, il corpus più antiche delle ballate medievali provengono dai paesi scandinavi  (i vichinghi invasori), “dove la maggior parte delle genti era bionda o rossa e quelli che avevano i capelli neri erano i diversi, talvolta i nemici di altre tribù lontane. Non a caso nella loro mitologia, che è diventata comune anche nel resto d’Europa, la fata buona è bionda mentre la strega ha sempre i capelli neri.

Qui entrambe sono buone e belle (ma a volte quando viene rivelata la loro origine, la bionda è una nobile, la bruna è una popolana) anzi, la bellezza delle due fanciulle era leggendaria e dovevano aver spezzato molti cuori tra i laird della contea, se la loro morte fu così celebrata. Alcuni insinuano che il loro rapporto fosse più che amicale e sebbene l’episodio sia riferito alla pestilenza che si abbattè sulla Scozia nel 1645 il brano potrebbe essere più antico, se nella sua versione di nursery-rhyme (trovata sia in Scozia che in America) alcuni hanno intravisto il tormentato rapporto tra Elisabetta I e la sorellastra Maria
Bessy kept the garden gate,
And Mary kept the pantry;
Bessy always had to wait,
While Mary lived in plenty

two-sisters
Elisabetta I e Maria Tudor

LA LEGGENDA IRLANDESE

La leggenda deve aver colpito l’immaginario scozzese al punto da dare il nome di Betsy Belle e Mary Gray a due colline molto simili, situate nei pressi di Omagh, Newtownstewart, nella contea di Tyrone (Irlanda del Nord) e non nel Donegal come a volte erroneamente collocate, segno che la ballata si era diffusa anche tra gli scozzesi trapiantati nell’Ulster irlandese in seguito alla politica di “colonizzazione” iniziata nel 1500 dall’Inghilterra. La leggenda ha raggiunto anche l’America e in Virginia le colline gemelle di Staunton, sono state ribattezzate col nome delle due ragazze.

Nella città di Omagh (contea di Tyrone) il racconto ricostruita nell’Ottocento vuole che le due ragazze fossero amiche, ma Bessy di nobile discendenza mentre Mary di più umili origini. La prima capricciosa e impulsiva, la seconda calma e introspettiva. Anche in questa versione è presente un ragazzo innamorato, ma non c’è la peste.

PRIMA VERSIONE: CHARLES KIRKPATRICK SHARPE


Questo frammento è quello riportato anche nella ballata numero 201 di Child: le due fanciulle si costruirono una capanna rudimentale su un colle (ovvero riadattarono un capanno di caccia detto Burn Braes nei dintorni di Lednock), ma furono comunque raggiunte dalla peste (forse perchè già infette). I loro corpi invece di essere sepolti al cimitero stanno a disfarsi sotto il sole… immagine cruda e crudele eppure così realistica rispetto ai cupi tempi della pestilenza!

Ballad Book di Cecil Kirstensen Sharpe (1823), p. 62
They war twa   bonnie lasses;
They bigge(1)t a bower on yon burn brae
An’ theekit(2) it o’er wi’ rashes.
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit(3) it o’er wi’ heather;
But the pest cam frae(4) the burrows-town(5)
And slew them baith(6) thegither(7).
They thought(8) to lye in Methven kirk yard(9)
Amang their noble kin;
But they maun(10) lye in Stronach haugh(11),
To biek(12) forenent(13) the sin(14).
And Bessy Bell and Mary Gray,
They war twa bonnie lasses;
They bigget a bower on yon burn brae,
An’ theekit it o’er wi’ rashes.

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.
Pensavan di riposare al cimitero (9) di Methuen
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.
Bessy Bell e Mary Gray
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche

NOTE
1) biggit = built;
2) theekit = thatched, covered;
3) a volte scritto come happit = wrapped;
4) frae = from;
5) baith = both;
6) burrows-town = borough
7) thegither = together
8) thocht = thought;
9) non è ben chiaro perchè le due ragazze non potessero essere seppellite nel cimitero, all’epoca della pestilenza i corpi venivano bruciati per evitare il contagio oppure seppelliti in fosse comuni lontani dall’abitato, oppure non c’erano abbastanza vivi da riuscire a seppellire tutti i morti soprattutto quelli che vivevano in posti isolati. Secondo la testimonianza di Don John Dowe parroco di Methuen le due ragazze sono state seppellite nei dintorni della tenuta di Lednock.
10) maun = must;
11) haugh = level ground on the banks of a river;
12) beik = bask;
13) forenent = opposite, facing, over against, in opposition to; beneath;
14) sin = sun con buona pace di coloro che lo traducono con “peccato”

Il trionfo della Morte, dettaglio affresco ca. 1448, Palazzo Abatellis, Palermo

SECONDA VERSIONE IN JOHN COX (Folk Songs of the South, 1925)

In questa versione collezionata in America è aggiunta una strofa (la terza) piuttosto oscura. Alcuni ritengono che sia migrata da un’altra ballata (senza tuttavia trovare un effettivo riscontro) ma il significato dei versi, un codice ben comprensibile ai contemporanei, a noi sfugge.
Posso solo incidentalmente osservare come il verde sia considerato nelle ballate il colore dell’innocenza.

III
They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green (14)
To ride through the streets of yarrow(15)

[In italiano:
III
Non avranno le loro scarpe rosse
e nemmeno quelle gialle
ma avranno le loro scarpe verdi (14)
per calcare i sentieri di achillea (15)]

ASCOLTA Steeleye Span (strofe I, II, III, IV)


ASCOLTA Jyll Skinner (strofe I, II, I) questa versione è una inquietante nenia..

I
Betsy Bell and Mary Gray,
They were bonny lasses.
They bigget a bower on yon burnside,
And theekit it o’er wi’ rashes.
II
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit it o’er wi’ heather.
But the plague came from the burrows-town,
And it slew them baith thegither.
III
They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green(14)
To ride through the streets of yarrow(15)
IV
They thought to lye in Methren Kirk yard,
Among their noble kin.
But they maun lye in Stronach haugh,
All art beneath the sun.

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
I
Betsy Bell and Mary Gray,
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
II
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.
[III
Non avranno le loro scarpe rosse
e nemmeno quelle gialle
ma avranno le loro scarpe verdi (14)
per calcare i sentieri di achillea (15)]
IV
Pensavan di riposare al cimitero (9) di Methuen
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.

NOTE
14) Il termine “So green as the leaves” sta a significare l’innocenza della creatura, un modo di dire risalente all’epoca elisabettiana; anche nell’Amleto Polonio dice di Ofelia “She is a green girl“. Se oggi essere al verde significa non avere soldi un tempo era sinonimo di ignoranza sulle cose del mondo! (vedi)
IL VERDE E I SUOI SIGNIFICATI (vedi)
15) scritto anche come “to walk the street of Yarrow” Yarrow è il termine inglese per indicare comunemente l’achillea una pianta erbacea perenne (vedi). Le foglie sono caratteristiche e frastagliate e i fiori piccoli composti da tanti fiorellini bianchi o rosa (come dei gigli in miniatura) a cinque petali raggruppati nel centro e coronati da cinque petali a tre lobi. E’ anche il nome di un fiume del Lancashire e potrebbe essere inteso come il nome di un villaggio, ma in questo contesto è un modo poetico per indicare dei sentieri erbosi. Sicchè i versi stanno a dire: le due fanciulle non indosseranno scarpine elaborate e costose, ma delle più comuni scarpe verdi per camminare per i sentieri solitari tra prati e boschetti, lungo le rive del fiume

TERZA VERSIONE DI ALLAN RAMSAY 1720

Una versione, con intento umoristico, pubblicata nello “Scots Musical Museum” Vol II è attribuita a Allan Ramsay il quale ha mantenuto la prima strofa del frammento già in Charles Kirkpatrick Sharpe e poi ci ha ricamato su..
La leggenda locale racconta in effetti di un innamorato che qui si “tormenta” perchè, inizialmente orientato verso la bionda Betsy, resta folgorato dalla bellezza della bruna Mary; così prosegue le strofe nel decantare e soppesare le peculiarità di entrambe, sempre più indeciso. Alla fine mentre sembra rassegnato ad accontentarsi di una sola, la peste gli leva il problema uccidendole entrambe! Chissà cosa avrebbe scritto Robert Burns se si fosse soffermato (nel suo tour per la Scozia) anche lui nei pressi della presunta sepoltura delle due belle!

La melodia è stata pubblicata da John Playford nella prima edizione de “The English Dancing Master” (1651) con il titolo “A Health to Betty” e in “Original Scotch Tunes” (1700) con il titolo “Bess Bell

ASCOLTA Cherish the Lady ,2005


I
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lasses
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
Fair Betsy Belle I loved so well and thought I ne’er could alter
But Mary Gray’s two cheeky eyes caused all my fancy falter
Chorus
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lasses
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
II
Betsy’s hair’s like flaxen gold, she smiles like a May morning
When Phoebus starts from Thoetus(16) lap the hills with rays adorning
White is her neck, soft is her hand, her waist and feet flow gently
With every grace she can command, her lips I vow are dainty
III
Mary’s locks are like the crow, her eyes like diamond’s glances
She’s aye so clean red up and raw, she kills whene’er she dances
Blithe as a kid with wit and will, she’s blooming, tight and tall is
And guides her airs so graceful still, oh Jove, she’s like thy palace
IV
Young Betsy Belle and Mary Gray, ye unco saer oppress us
Our fancies fee between ye two, ye are such bonnie lassies
Woe’s me for both I cannot get, to one by law we’re stinted
Then I’ll draw straws and take my fate and be with one contented
V
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lassies
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
But Betsy Belle nor Mary Gray could quell my fancy ever
The plague came from the burrows town, it slew them both together
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
Era la bella Betsy Belle che io amavo tanto, pensando di non cambiare mai, ma i due occhi impertinenti di Mary Gray fecero vacillare la mia inclinazione.
CORO
Oh Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
II
I capelli di Betsy sono come grano dorato, lei sorride come una mattina di primavera, quando Febo parte dal grembo di Teti e adorna le colline con i raggi; bianco è il collo, morbida la mano, vita e piedi si muovono con delicatezza e con tutta la grazia che è in suo potere, le sue labbra, lo giuro, sono squisite
III
Le trecce di Mary sono (nere) come corvo e gli occhi brillano come diamanti, è così semplice ordinata e naturale, ella uccide ogni volta che danza, allegra come un bambino, di spirito e volenterosa, sta sbocciando dritta e alta e modula i canti anche in modo così grazioso, oh Giove, è (maestosa) come il tuo palazzo
IV
Giovani Betsy Belle e Mary Gray voi così sorprendenti, ci soggiogate,
i nostri desideri si spartiscono tra voi due, voi siete cosi belle fanciulle,
mal per me che non posso avervi entrambe secondo la legge del passato,
allora tirerò dritto per il mio destino e di stare con una (di voi) mi accontenterò!
V
Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
Ma né Betsy Belle e nemmeno Mary Gray potranno più soddisfare il mio desiderio venne la peste dalla città e le uccise tutte e due.

NOTE
16) Febo ossia Apollo incarnazione del Sole sorge da Teti, dea del Mare figlia di Nereo nota per essere la madre di Achille. Come dio solare percorreva il cielo con il suo cocchio d’oro trainato da quattro cavalli.

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/song-midis/Bessy_Bell_and_Mary_Gray_2.htm
https://archive.org/details/folksongsofsouth00coxj
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/
songs/betsybellandmarygray.html

http://www.contemplator.com/scotland/bessie.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?ThreadID=30105
http://mysongbook.de/msb/songs/b/twalasse.html
http://www.celticlyricscorner.net/cherish/betsy.htm
http://mamalisa.com/?t=hes&p=1813&c=116
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-128,-page-134-bessy-bell,-and-mary-gray.aspx
http://bestparksandrecreationblog.com/2012/07/24/the-legend-of-betsy-bell-and-mary-gray-part-1-of-3/
http://bestparksandrecreationblog.com/2012/07/26/the-legend-of-betsy-bell-and-mary-gray-part-ii/
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87812398&mode=transcription
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-201-bessy-bell-and-mary-gray.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/22-bessie-bell-and-mary-gray.aspx

THE MAID WHO SOLD HER BARLEY

“The Maid who sold her barley” è un po’ canto d’amore e un po’ canto di protesta (rebel song) tratto dalla poesia omonima pubblicata in “Ballads, Romances and Song” da Robert Dwyer Joyce nel 1861. Tra le tante melodie con cui è stata abbinata la canzone (reel, slow air, jig) in effetti c’è anche la melodia di “The Maid who sold her barley” continua
Il brano viene accolto in alcune collezioni del XVII secolo sulla scia della moda che bandiva le canzoni malinconiche (Pills to Purge Melancholy, Thomas D’Urfey 1699).
Così riporta A.L. Lloyd in merito “An old song and a widespread favourite. Tom D’Urfey included a version of it in the drollery collection: Pills to Purge Melancholy, first published in 1699. Some think he wrote it himself, but that seems doubtful. It has survived in many variants and with several tunes in England, Scotland and Ireland, and turns up in the repertory of semi-nomadic non-Romany travelling folk improperly called “tinkers”, in the relatively modern form heard here.”
The Maid who sold her barley” è conosciuta anche con il titolo di “Cold and Row” o “The Farmer”s Daughter,” ma anche come “The Northern Ditty,” o “The Scotchman Outwitted by the Country Damsel” ma non è da confondere con un titolo simile “The Wind That Shakes The Barley” 

BAWDY SONG

368px-Millais_farmers-daughterOltre alle belle lattaie, le strade di un tempo erano percorse da molte fanciulle che, con piccoli carretti o carriole portavano, prima dello spuntar del giorno, i prodotti della terra al mercato cittadino anche nel pieno dell’inverno. E altrettanti dovevano essere i signorotti oziosi pronti a ghermire le loro grazie; nel Medioevo non ci mettevano niente a violentarle, in epoche più civilizzate invece provano a corteggiarle con belle parole o promesse di matrimonio, disposti anche a pagare in cambio della verginità. Ma la contadinella della canzone non si lascia incantare da soldi e vane promesse!
Scarse sono le registrazioni in merito anche se la ballata doveva essere molto popolare nel seicento-settecento, ricca di doppi sensi se non proprio “bawdy”; a volte interpretata come slow air, è anche cantata come una jig più o meno veloce.

COLD AND RAW

Sulla melodia detta “Stingo” riportata nell'”English dancing master” di John Playford (1652) ecco la prima versione testuale.

ASCOLTA The Baltimore Consorte


I
Cold and raw the North did blow, bleak in a morning early;
All the trees were hid with snow, cover’d with winter fearly:
As I came riding o’er the slough, I met with a Farmer’s Daughter;
Rosie cheeks, and bonny brow, geud(1) faith, made my mouth to water(2).
II
Down I vail’d my bonnet low, meaning to show my breeding,
She return’d a graceful bow, her visage far exceeding(3):
I ask’d her where she went so soon, and long’d to begin a parley:
She told me to the next market town, a purpose to sell her Barley.
III
“In this purse, sweet soul!” said I, “twenty pound lies fairly,
Seek no farther one to buy, for I’se take all thy Barley:
Twenty more shall purchase delight, thy person I love so dearly,
If thou wilt lig by me all night, and gang home in the morning early.”
IV
“If forty pound would buy the Globe, this thing I’s not do, Sir;
Or were my friends as poor as Job, I’d never raise’em so, Sir: For shou’d you prove to-night my friend, we’se get a young kid together,
And you’d be gone e’r nine months end, & where shall I find the father?
V
“Pray what would my parents say, if I should be so silly,
To give my maidenhead away, and lose my true love Billy!
Oh this would bring me to disgrace, and therefore I say you nay, Sir;
And if that you would me embrace, first marry, & then you may, Sir!”
VI
I told her I had wedded been, fourteen years and longer,
Else I’d chuse her for my Queen, and tye the knot yet stronger.
She bid me then no farther roame, but manage my wedlock fairly,
And keep my purse for poor Spouse at home, for some other should have her barley.
VII
Then as swift as any roe, she rode away and left me;
After her I could not go, of joy she quite bereft me:
Thus I my self did disappoint, for she did leave me fairly,
My words knock’d all things out of joint, I lost both the maid & the barley.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Freddo e rude soffia il vento del Nord, tetro di mattina presto,
tutti gli alberi sono nascosti dalla neve, ricoperti dal temuto inverno.
Mentre andavo cavalcando per la palude, incontrai la figlia di un contadino: guance rosa e fronte bella, risoluta, mi ha fatto venire sete.
II
Mi levai il cappello per mostrare il mio lignaggio, lei mi rispose con un grazioso e profondo inchino: le domandai dove stesse andando così presto, e le dissi che desideravo fare conversazione, mi rispose che andava al mercato della prossima città per vendere il suo orzo.
III
“In questo borsello, anima mia – dissi- ci sono venti belle monete, non cercare altri per vendere, perchè prendo io tutto il tuo orzo, altre venti per acquistare la delizia della tua persona che amo così tanto, se tu giacerai con me tutta la notte e andrai a casa al mattino presto”
IV
“Se quaranta monete potrebbero comprare il Globe, questo affare non si farà, signore; se i miei amici fossero poveri come Giobbe, non li nutrirei mai così, signore; perchè se voi mi darete prova della vostra amicizia e facessimo un bambino insieme , e voi ve ne sarete andato alla fine dei nove mesi, dove potrei trovare il padre?
V
“Cosa penserebbero i miei genitori se fossi così sciocca da gettar via la mia verginità e perdere il mio amore vero, Billy! Ciò mi porterebbe in disgrazia e perciò vi dico di no signore; e se ciò che volete è abbracciarmi, prima sposatemi e poi lo potrete fare, signore”
VI
Le dissi che mi ero sposato più di quattordici anni fa, altrimenti l’avrei eletta a mia regina e legato il nodo ancora più stretto.
Lei mi disse di non girovagare ulteriormente, ma di occuparmi piuttosto del mio matrimonio
e di tenere il mio borsellino per la povera sposa a casa, perchè qualcun altro avrebbe avuto il suo orzo!
VII
Poi veloce come ogni capriolo, lei scappò via e mi lasciò;
dietro di lei non potevo andare che mi aveva privato della gioia;
così restai deluso per avermi lasciato così presto, le mie parole respinte,
persi sia la fanciulla che l’orzo

NOTE
1) good
2) espressione che sta per “far venire l’acquolina in bocca”?

THE MAID WHO SOLD HER BARLEY

Le seconda melodia con una versione testuale più moderna e con un bell’arrangiamento strumentale (in Irish  Street Ballads, Colm O’Lochlainn 1960)

ASCOLTA Deanta in “Ready for the Storm” 1994.


I
It’s cold and raw,
the north winds blow
black in the morning early.
When all the hills were
covered with snow
and it was winter fairly.
II
As I was riding
over the moor
I met a farmer’s daughter.
Her cherry cheeks
and sloe black eyes
they caused my heart to falter.
III
I bowed my bonnet very low
to let her know my meaning.
She answered with a courteous smile
her looks they were engaging.
“Where are you bound my pretty maid
It’s now in the morning early?”
The answer that she gave to me
“Kind sir, to sell my barley.”
IV
“Now twenty guineas I’ve in my purse
and twenty more that’s yearly.
You need not go to the market town
For I’ll buy all your barley.
If twenty guineas would gain the heart
of the maid I love so dearly
all for to tarry with me one night
and go home in the morning early.”
V
As I was riding over the moor
the very evening after
it was my fortune for to meet
The farmer’s only daughter.
Although the weather
be cold and raw
with her I thought to parlay.
The answer that she made to me:
“Kind sir, I’ve sold my barley.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Freddo e rude
soffia il vento del Nord,
tetro di mattina presto,
quando tutte le colline erano
ricoperte di neve
ed era il temuto inverno.
II
Mentre andavo cavalcando
per la brughiera,
ho incontrato la figlia di un contadino: guance come ciliegia
e occhi neri come prugnoli,
mi hanno fatto vacillare il cuore.
III
Mi sono levato il cappello in un profondo inchino per mostrare il mio lignaggio, lei mi rispose con un cortese sorriso, con le sue grazie tutte in mostra: “Dove siete diretta, mia bella fanciulla, così di mattina presto?”
La risposta che mi diede “Signore ben gentile, a vendere il mio orzo”.
IV
“In questo borsello ci sono adesso venti ghinee, altre venti ce ne  saranno più tardi, non devi andare al mercato cittadino perchè prenderò io tutto il tuo orzo. Se venti ghinee potessero acquistare il cuore della fanciulla  che amo così tanto, il tutto per rimanere con me una notte e ritornare a casa al mattino presto”
V
Mentre andavo cavalcando per la brughiera, la sera più tardi,
ho avuto la fortuna di incontrare
l’unica figlia del contadino,
sebbene il tempo fosse freddo e rude,
con lei ho iniziato a discutere.
La risposta che mi ha dato “Gentile signore, ho venduto il mio orzo”

continua

FONTI
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/16719/transcript/1
http://books.google.it/books?id=-K0QAAAAYAAJ&pg=RA1-PA167&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
http://books.google.it/books?id=8fzWAAAAMAAJ&pg=PA211&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/coldandraw.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=8867
http:[email protected]?SongID=6664
http://www.folktunefinder.com/tune/49310/

BIRKS OF ABERFELDY

Falls of Moness Aberfeldy PerthshireLe Betulle di Aberfeldy sono una amena e rinomata località del Loch Tay nel Perthshire, visitata da Robert Burns durante il suo tour per la Scozia con l’amico William Nicol.
La località a quei tempi era conosciuta come “The Den of Moness” essendo den una vecchia parola per indicare la tana o il rifugio, ma anche la grotta o gola e il Moness un fiume che in quel punto ha scavato una spettacolare cascata tra le rocce. Robbie è rimasto così colpito dal torrente e dalle sue cascate, da descriverlo nella sua poesia che intitolò “Birks di Aberfeldy”.
La passeggiata di allora è ripercorribile anche oggi ed è un sentiero ad anello di circa 4 km denominato guarda caso “Birks di Aberfeldy”, lungo la gola del fiume con tre attraversamenti mediante ponticelli per passare da una sponda all’altra e ammirare le cascate (vedi).
Il paesaggio è molto suggestivo e in rete si trovano numerose descrizioni e fotografie riprese un po’ in tutte le stagioni e dalle più varie angolazioni.

La canzone è stata scritta interamente da Robert Burns nel 1787 (tranne il ritornello) adattandola ad una vecchia aria scozzese da danza.

SCOTCH AYRE

La melodia compare per la prima volta nel Dancing Master di J. Playford con il titolo di “Scotch Ayre (A)” e anche in varie raccolte da danza settecentesche.
La ritroviamo successivamente in varie pubblicazioni sotto i più svariati titoli: in Favourite Country Dances, vol. 2 (1765) di Charles & Samuel Thompson come ” The De’els Dead” e nella Compleat Collection of Celebrated Country Dances (1740) di Wright sia come “Berks of Abergelde” che “Cast a Bell” infine nel Scots Musical Museum, vol. 2 (1788) come “Bonnie Lassie Will You Go”.

ASCOLTA arrangiamento strumentale dal manoscritto di Robert Louis Stevenson (Huntington Library) vedi anche per partitura

Per la selezione dei brani da ascoltare su YouTube non c’è molto, ma si può ricorrere a Spotify specialmente per i due brani indicati:
ASCOLTA Ronnie Browne in Robert Burn The Complete Songs 2009
ASCOLTA Shira Kammen in A celebration of Robert Burns 2005 con un interessante accompagnamento al clavicembalo

ASCOLTA Caprice in Girdenwodan Part I 2012: il gruppo russo di atmosfera fantasy assolutamente surreale e teatrale su musica composta da Anton Brejestovski, Il ritmo dell’arpa evoca le cascatelle del torrente e l’uso di più voci in canone nel ritornello è assolutamente da malia incantata-richiamo per catturare le belle fanciulle e coinvolgerle nella danza delle fate. L’uso dei fiati e del violino è magistrale! (devo dire che occorre ascoltarlo un po’ di volte per farsi prendere dal brano).  Per un ascolto integrale del cd vedi


Chorus:
Bonnie lassie, will ye go,
Will ye go, will ye go?
Bonnie lassie, will ye go
Tae the birks(1) of Aberfeldy?
I
Now Simmer blinks(2) on flow’ry braes(3),
And o’er the crystal stream lets plays;
Come, let us spend the lightsome(4) days
In the birks of Aberfeldy.
II
The little birdies blythely sing,
While o’er their heads the hazels hing(5),
Or lightly flit on wanton wing
In the birks of Aberfeldy.
III
The braes ascend like lofty wa’s,
The foaming stream, deep-roaring, fa’s
O’erhung wi’ fragrant-spreading shaws(6)
The birks of Aberfeldy.
IV
The hoary cliffs are crown’d wi flowers,
White o’er the linns(7) the burnie(8) pours,
And, rising, weets(9) wi’ misty showers
The birks of Aberfeldy.
V
Let Fortune’s gifts at random flee,
They ne’er shall draw a wish frae me;
Supremely blest wi’ love and thee
In the birks of Aberfeldy
Traduzione di Cattia Salto
Ritornello
Bella ragazza vuoi venire
vuoi venire, dai vieni?
Bella ragazza vuoi venire
alle Betulle di Aberfeldy?
I
Ora l’estate risplende sui pendii fioriti
e gioca con il ruscello di cristallo;
vieni passiamo i giorni in allegria
alle Betulle di Aberfeldy
II
Gli uccellini spensierati cantano
mentre sopra le loro teste pendono i noccioli,
o con leggerezza volteggiano sull’ala ribelle,
alle Betulle di Aberfeldy
III
Le rive salgono come alte mura,
il torrente spumeggiante, in un boato, cade, sovrastato dai boschi che spandono le fragranze delle Betulle di Aberfeldy
IV
Le balze nude sono coronate di fiori,
bianco nella cascata il torrente si riversa,
e, salendo, bagna con gocce di nebbia
le Betulle di Aberfeldy
V
I doni del Fato a caso cadono,
non hanno mai esaudito un mio desiderio,
così sarò sommamente benedetto dal tuo amore,
nelle betulle di Aberfeldy

NOTE
1) birks: birches. Il ritornello è per la verità un frammeno di una vecchia canzone
2) blinks: shines
3) braes: hillsides
4) lightsome: merry
5) hing: hang
6) shaws: woods
7) linns: waterfalls
8) burnie: stream
9) weets: wets

FONTI
http://wikilivres.ca/wiki/Songs_of_Robert_Burns/Now_simmer_blinks_on_flowry_braes
http://www.fourjandals.com/europe/walking-the-birks-of-aberfeldy-the-falls-of-moness-exploring-scotland/
http://www.walkhighlands.co.uk/perthshire/birks-of-aberfeldy.shtml
http://www.robroyway.com/birks.html
https://sites.google.com/a/music-of-robert-louis-stevenson.org/birks-of-aberfeldy/
http://tunearch.org/wiki/Birks_of_Abergeldie_(The)

ILLUSTRAZIONI:
Il dipinto della cascata: http://perthshire.blogspot.it/2007/09/falls-of-moness-aberfeldy-perthshire.html

DAINTY DAVY

Controversa la sua origine (se inglese o scozzese), di certo sappiamo che una delle melodie risale al XVII secolo essendo pubblicata nel “The English Dancing Master” di John Playford (per la precisione nella sua decima edizione risalente al 1698). la versione testuale più diffusa è quella di Robert Burns .

Della canzone si conoscono diverse versioni testuali e almeno due diverse melodie (vedi ), ma la melodia più accreditata dagli interpreti attuali è “The Gardener’s March“, la stessa utilizzata anche per “Rantin ‘Rovin’ Robin”, data alle stampe daJames Aird in ‘Selection of Scotch, English, Irish, and Foreign Airs’ (1782).

WILLIAMSON DavidCollezionata (o scritta) anche da Robert Burns (e pubblicata postuma in “The Merry Muses of Caledonia“) questa versione testuale è accompagnata da un aneddoto storico o pseudostorico avvenuto alla fine del 1600 (1692).

Il reverendo presbiteriano David Williamson ovvero il nostro Davie “dalla delicata bellezza”, stava soggiornando nella tenuta dei Kerrs, Cherrytrees vicino a Yetholm (Scottish Border), quando sopraggiunse un drappello di dragoni mandati sulle sue tracce per catturarlo.
Il giovane, dalla delicate fattezze, venne nascosto da Lady Kerrs camuffato da donna, nel letto della figlia diciottenne. Però mentre la madre distraeva i soldati offrendo whisky nel salotto, Davie si dava da fare nel letto con la figlia! Per nascondere lo scandalo, e per amore della causa, la donna acconsentì poi al matrimonio riparatore tra i due.
Un’altra versione della storia (riportata da Burns) narra che il bel giovane inseguito nottetempo dai soldati a cavallo, si rifugiò in casa dei Kerrs di Cherrytrees entrando nella camera della figlia, passando per la finestra.

Carlo II quando venne a conoscenza dell’episodio sembra abbia esclamato “Trovatemi quell’uomo che lo farò vescovo!” Il reverendo David Williamson (1630-1706) fu un amante infaticabile, morì all’età di circa 70 anni dopo aver sposato ben sette mogli (Jane Kerrs fu solo la terza della serie)

VERSIONE BAWDY

Dopo l’epoca dei fatti circolarono dalla parte scozzese molte versioni “piccanti” e ironiche della vicenda.

ASCOLTA Ian Campbell
tratta da Scots Songs di David Herd   -1776: questa versione è la più infarcita di vecchi termini scozzesi (bawdy ballads)


I
Being pursued by the dragoons,
Within my bed he was laid down,
And weel I wat he was worth his room,
My ain dear dainty Davie.
Chorus
O leeze me on(3) his curly pow(4),
Bonie Davie, dainty Davie;
Leeze me on his curly pow,
He was my dainty Davie.
II
My minnie laid him at my back,
I trow he lay na lang at that,
But turn’d, and in a verra crack
Produc’d a dainty Davie(7).
III
Then in the field amang the pease,
Behin’ the house o’ Cherrytrees,
Again he wan atweesh my thies(8),
my dear dainty Davie(9).
IV
But had I goud(10), or had I land,
I should be a’ at his command;
I’ll ne’er forget what he pat i’ my hand,
It was sic a dainty Davie.

TRADUZIONE ITALIANA DI CATTIA SALTO
I
Essendo inseguito dai cavalleggeri,
nel mio letto lui si coricò,
credevo fosse un degno compagno di stanza,
proprio il mio caro bel Davie.
Coro
Così cara per me la testa riccia del
bello e tenero Davie,
Così cara per me la testa riccia
lui era il mio tenero Davie.
II
Mia madre ci fece stendere schiena contro schiena,
credevo non rimanesse a lungo in quella posizione,
ma si girò, e di colpo,
produsse un “grazioso Davie”.
III
Allora nei campi tra i piselli,
dietro alla casa di Cherrytrees,
di nuovo si insinuò tra le mie cosce,
il mio caro e delicato Davie
IV
Se avessi oro o terreni,
sarebbero tutti a sua disposizione;
non dimenticherò mai quello che mi mise in mano,
è stato un così tenero Davie

 

VERSIONE ROBERT BURNS: The Merry Muses

VERSIONE DI ROBERT BURNS tratta da The Merry Muses of Caledonia   – 1799, una versione testuale piuttosto casta  rispetto al tono più bawdy degli   altri canti

La versione dei Dubliners ha fatto scuola per le interpretazioni successive
ASCOLTA The Dubliners


VERSIONE ROBERT BURNS 1799
I
It was in and through the window broads(1)
And a’ the tirliewirlies(2) o’d
The sweetest kiss that e’er I got
Was from my Dainty Davie.
Chorus:
Oh, leeze me(3) on your curly pow(4)
Dainty Davie, Dainty Davie
Leeze me on your curly pow
You are my own dear Dainty Davie.
II
It was doon(5) amang my Daddy’s pease
And underneath the cherrytrees(6)
Oh, there he kissed me as he pleased
For he was my own dear Davie.
III
When he was chased by a dragoon
Into my bed he was laid doon
I thought him worthy o’ his room
For he’s my Dainty Davie.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Aprì le persiane ed entrò
e tutti i soprammobili scavalcò,
il bacio più dolce che mi hanno dato
fu del mio bel Davie.
Coro:
Benedetta le testolina riccia
del bel Davie,
Benedetta le testolina riccia
del mio caro bel Davie.
II
Fu giù tra i piselli di mio padre
e nella tenuta dei Cherrytrees
oh là lui mi baciò come voleva
perchè lui era proprio il mio caro Davie.
III
Quando era inseguito dai cavalleggeri
nel mio letto si distese
credevo fosse un degno compagno di stanza,
perchè lui è il mio bel Davie.

NOTE
1) broads= boads
2) tirliewirlies= Knick-knacks
3) leeze me on = termine arcaico e contrazione di mio caro, nel significato   di grande piacere o amore per una persona o cosa.
4) pow= head nel senso di capelli ricci ma anche nel doppio senso di tutto   ciò che di peloso può esserci in un corpo maschile! Fiumi d’inchiostro sono   stati scritti per interpretare il senso della frase!
5) doon= down
6) Cherrytrees è la tenuta dei Kerrs vicino a Yetholm quindi la frase si può   tradurre come “nella tenuta dei Cherrytrees” oppure “sotto gli alberi di ciliegio”
7) doppio senso
8) thies = thighs   o knees
9) nelle versioni più   licenziose la frase diventa “And creesh’d them weel wi’ gravy” oppure   anche “And, splash! gaed out his gravy” nel senso del sopraggiunto   godimento maschile e in effetti la frase da un senso compiuto al verso   contenuto nella strofa successiva (I’ll never forget what he put in my hand)
10) gould= gold

VERSIONE ROBERT BURNS: da SMM

loversQuesta versione è molto bucolica e romantica, scritta da Robert Burns nel 1793 e contenuta in “The Scots musical museum” (editore James Johnson).

In effetti la poesia è stata composta nel 1789 da Burns con il titolo di “The Gardener wi’ his paidle” dall’ultima frase di ogni strofa. (vedi)
Paidle è un termine scozzese per pagaia, ma qui ha più senso come pala (il giardiniere con la sua pala)

ASCOLTA The Gardener wi’ his paidle come doveva essere eseguita all’epoca
ASCOLTA Karine Polwart

Con il titolo di “Dainty Davie” Burns apporta lievi modifiche a “The Gardener wi’ his paidle” aggiungendo inoltre il coro: anche in questa versione i due si rotolano nottetempo nel prato! La melodia è indicata chiaramente come quella di “The Gardener’s March”.

ASCOLTA Eddi Reader


I
Now rosy May comes on wi’ flowers
to deck her gay green spreading bowers
now comes in the happy hours
wandering wi’ my Davie
CHORUS
o leeze me (meet me) on the Warlock   knowe(1)
dainty Davie, dainty Davie
there I’ll spend the day wi’ you
my ain(2) dear dainty Davie
II
the crystal waters round us flow
and merry birds are lovers a’
the scented breezes round us blaw(3)
wandering wi’ my Davie
III
when purple morning starts the hare
to steal upon his earthly fare
then through the dews I will repair
to meet my ain dear Davie
IV
when day expirin’ in the west
the curtain draws o’er nature’s rest
I’ll flee to arms I love the best
that’s my ain dear Davie

TRADUZIONE ITALIANO
I
Ora il roseo Maggio arriva con i fiori
e decora i pergolati con profusione di foglie vivaci
ora arriva l’ora felice
di passeggiare con il mio Davy
CHORUS
Incontriamoci sul tumulo di Warlock
leggiadro Davie
là passerò il giorno con te
mio caro bel Davie
II
Le acque cristalline intorno a noi scorrono
e tutti gli uccelli felici si amano,
la brezza profumata intorno a noi soffia
per passeggiare con il mio Davy
III
Quando sorge l’alba la lepre si muove furtivamente per il suo cibo terreno,  allora nella rugiada mi sistemerò per incontrare il mio caro bel Davie
IV
Quando il giorno svanisce a ovest
il sipario cala sul riposo della natura
fuggirò nelle braccia di colui che amo
che è proprio il mio caro Davie

NOTE
1) knowe= mound
2) ain = own
3) blaw= blow

FONTI
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/meetmeon.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9055
http://www.eddireader.net/tracks/erDD.htm

LA GHIRLANDA DELLE LATTAIE: MERRY MERRY MILKMAIDS

Prima della distribuzione meccanizzata del latte per mezzo della figura del “lattaio” che portava di porta in porta il latte in bottiglia a seconda delle necessità famigliari (quando il latte era quello “fresco” e quando non c’erano i frigoriferi in tutte le case, o meglio le ghiacciaie), era compito della donna distribuire il latte nelle case.Worcester-Milkmaids-tbs-d

In Inghilterra il 1° Maggio si diffuse l’usanza di una festa delle lattaie (testimoniata tra il XVII e il XIX secolo) che portavano per le vie della città una mucca da latte inghirlandata di fiori e ballavano al suono del violino. Una di esse o un uomo portava un curioso “copricapo” conico guarnito di bricchi e piatti d’argento e fiori detto “milkmaid garland“.
La festa si riassume in una specie di campagna-promozionale o vetrina delle lattaie sulla genuinità del proprio prodotto con la mucca da latte inghirlandata e infiocchettata portata in processione.
Le donne erano vestite nei loro abiti migliori e si fermavano davanti alle case dei loro clienti gridando ” milk below!” e quindi ballavano accompagnate dalla musica.

The Milkmaid's Garland, o Humours of May Day, Francis Hayman 1741-42
The Milkmaid’s Garland, o Humours of May Day, Francis Hayman 1741-42

Si suppone che all’inizio, il “copricapo” (detto ghirlanda) fosse semplicemente il secchio del latte usualmente utilizzato dalle lattaie per portare il latte presso i clienti più abbienti, decorato con i rami e i fiori del Maggio, così Samuel Pepys nel suo diario per il 1 maggio del 1667 scrive: ‘Thence to Westminster in the way meeting many milk-maids with their garlands upon their pails, dancing with a fiddler before them
La decorazione in un secondo momento diventa sempre più elaborata e formata da utensili tutti luccicanti come specchi con alla sommità una coppa a forma di urna, sempre d’argento, spesso riempita di fiori e abbellita da nastri colorati . Molti di questi utensili preziosi erano presi in prestito dal monte dei pegni.

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Alcune di queste strutture piramidali divennero talmente elaborate e pesanti da dover essere portate da un uomo o addirittura con una portantina, a volte l’uomo con la ghirlanda si univa alle danze benchè appesantito e traballante nell’ilarità generale. Sembra che la tradizione sia stata ripresa recentemente a Londra dal gruppo femminile New Esperance

Così il giorno del Maggio diventava anche per le lattaie l’occasione di far festa e danzare; i clienti e i passanti davano delle monete (probabilmente anche in cambio di latte) come si evince da questa illustrazione del 1784: sulla destra vediamo una donna affacciata alla finestra che da delle monete a una delle lattaie, sempre in secondo piano è raffigurata la donna che porta la ghirlanda sulla testa, non mancano il violinista e le lattaie che danzano in primo piano. Sulla sinistra in secondo piano vediamo anche la ghirlanda più grande ed elaborata e i due uomini che la portano, visibilmente affaticati che si riposano e bevono durante la sosta. Un codazzo di nani burloni segue il corteo a sottolineare la popolarità della festa, seguita con interesse dai passanti.

Samuel Collings May Day in London, 1784
Samuel Collings May Day in London, 1784

Un’altra usanza tipica del 1°Maggio riportata nel W&R Chamber “Book of Days” – 1869 è quella del Maggio a Londra. Una festa organizzata dagli spazzacamini che vanno per le strade mascherati: due o tre uomini, uno aitante vestito in modo caratteristico con un cappello a tre punte ornato con di piume gialle e rosse e con una mazza affusolata in mano, uno vestito con uno scintillante abito femminile e con in mano un mestolo, l’altro nascosto dentro un “albero” (Jack-in-the-Green). Il corteo si ferma nelle piazze e negli slarghi delle strade per ballare e per ricevere in cambio delle monete. Nell’immagine vediamo che si è aggiunto ai personaggi principali anche un clown. Spesso le due feste erano concomitanti. continua

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Ma quali erano le danze delle lattaie? Ovviamente le English country dances, curiosamente in Playford “The English Dancing Master” (prima edizione del 1650) è illustrata una danza dal nome “Le allegre lattaie” che potrebbe essere proprio la danza più ricorrente praticata dalle lattaie in occasione del Maggio. vedi danza

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APPROFONDIMENTO La danza antica

FONTI
http://www.honearchive.org/etexts/edb/day-pages/121-may01.html