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THE DAWNING OF THE DAY

Dolcissima aisling song in  gaelico irlandese dal titolo “Fáinne Geal an Lae” letteralmente “Bright Ring of the day” (in italiano “Il brillante anello del giorno”) ovvero l’anello luminoso che contorna il sole quando sorge, versificata anche in inglese con il titolo “The dawning of the day”. Una slow air antica ma così bella da essere diventata la melodia di Raglan Road

LA VERSIONE IN INGLESE

Esistono molte varianti testuali corrispondenti ad altrettante traduzioni dal gaelico più o meno “libere”. Quella più famosa (e anche quella più aderente all’originale) è stata interpretata negli anni 1930 dal tenore americano di origini irlandesi John McCormack.

ASCOLTA John McCormack

I
One morning early as I walked forth
By the margin of Lough Leane
The sunshine dressed the trees in green
And summer bloomed again
I left the town and wandered on
Through fields all green and gay
And whom should I meet but my Coolen-dhas
by the dawning of the day.
II
No cap or cloak this maiden wore
Her neck and feet were bare
Down to the grass in ringlets fell
Her glossy golden hair
A milking pail was in her hand
She was lovely, young and gay
She wore the palm from Venus bright
By the dawning of the day.
III
On a mossy bank I sat me down
With the maiden by my side
With gentle words I courted her
And asked her to be my bride
She said, “Young man don’t bring me blame”
And let me go away
for the morning light was shining bright
by the dawning of the day.
traduzione di Cattia Salto
I
Un mattino presto mi recai
sulla riva del Lago Lein(1)
i caldi raggi del sole vestivano gli alberi di verde
e l’estate rifioriva.
Lasciai la città e vagai
per pascoli verdi e gai
e chi mi trovo accanto
se non una bellissima fanciulla (2)
al sorgere dell’alba?
II
Non indossava tal fanciulla cappello o mantello, nudi il collo e i piedi
ma accarezzavano la cima dell’erba
le sue trecce di oro biondo.
In mano teneva un secchio del latte
e sembrava così bella, giovane e gaia
rubò il primato a Venere
dalle dita di rosa
al sorgere dell’alba
III
Sulla verde  riva erbosa mi sdraiai
con la fanciulla al fianco
con parole gentili la corteggiai
chiedendole di diventare la mia sposa
disse lei “Giovanotto non disonoratemi” (3)
E me ne andai
che la luce del mattino splendeva luminosa
al sorgere dell’alba.

NOTE
1) Il lago di Lein è un grande lago di Killarney. Su di una isoletta del lago sorse il monastero di Innisfallen, rinomato centro di studi dell’Alto Medioevo dove fu educato Brian Boru il primo (seppur per poco) re d’Irlanda
2) dal gaelico Coolenn-Dhas è traducibile come sweet coleen. Era tipico del tempo utilizzare parole in gaelico nelle canzoni irlandesi interpretate dai figli degli emigranti diventati americani.
3) la donna lo rifiuta fino a quando l’Irlanda non sarà ritornata ad essere una terra libera

IL CONTRASTO AMOROSO

Un’altra versione interpretata da Tommy Makem sviluppa maggiormente il tema del contrasto in chiave bucolica tra i due protagonisti e come testo richiama “Pretty girl milking her cow
Il testo è simile a quello conservato presso la Bodleian Library, come Harding B25(480), da un broadside del 1700, di cui si cantano solo le strofe iniziali, e si glissa sul momento in cui i due si stendono un poco sull’erba. La melodia richiama più direttamente The Lake of Pontchartrain
La storia è banalizzata in un tipico accoppiamento più o meno consensuale “in camporella”: nella ballata più completa i due hanno un rapporto sessuale in cui il protagonista coglie la verginità della fanciulla. Quando si rincontrano qualche mese dopo lei è già incinta e le chiede di sposarla, ma lui “improvvisamente” e “finalmente” si ricorda di essere già sposato; il classico mascalzone insomma!

ASCOLTA Tommy Makem & Liam Clancy in Two For The Early Dew 1978.


I
As I walked out one morning fair,
it being in the month of June
The dew was sparkling on the grass
and the small birds in full tune
And when returning from a walk,
by the fields I chanced to stray
It was there I met my heart’s delight
by the dawning of the day
II
Her head and beautiful neck were bare
and mantle none she wore
Her golden hair, in ringlets fair,
it hung her shoulders o’er
Her rosy cheeks and ruby lips,
they stole my heart away
And I stood to stare at that Venus fair
at the dawning of the day
III
“Where are you going my pretty fair maid, where are you going so  soon?”
“I’m going a milking my cow, kind sir,
it being in the month of June
The pasture that my cow feeds on,
it lies so far away
And I’ve got to be there each morning fair at the dawning of the day”
IV
“Come sit you down, my pretty fair maid,
supposing it was a mile
Come sit you down on this primrose bank
and we will chat a while
With the lambs all sporting on every side
and the meadows blooming gay
I’ll pledge to you my heart and hand
at the dawning of the day”
V
“Oh no, kind sir” the maid replied,
“I cannot tarry now
My parents wait for my return
from the milking of my cow
But perhaps we’ll meet some other time ,
if you chance to pass this way”
She gently glided from my sight
at the dawning of the day
traduzione di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo un bel mattino nel mese di giungo
la rugiada brillava tra l’erba e gli uccellini cantavano melodiosamente
e nel ritorno dalla passeggiata per i campi dove vagabondavo
incontrai la mia delizia del cuore
allo spuntar del giorno
II
La sua testa e il bellissimo collo erano scoperti e non indossava mantello
i suoi capelli dorati in bei boccoli
le ricadevano sulle spalle
le sue guance rosee e le labbra rosse
mi rapirono il cuore
e restai a fissare quella Venere bella
al sorgere dell’alba
III
“Dove stai andando, mia bella fanciulla? Dove stai andando di mattina presto?”
“Vado a mungere la mucca, gentil signore, essendo il mese di giugno
il pascolo che nutre le mie mucche è più lontano
e io devo raggiungerlo tutte le mattine allo spuntar dell’alba”
IV
“Vieni a riposarti, mia bella fanciulla supponendo che manchi un miglio ancora,
vieni a sederti su questa radura di primule
e converseremo un poco
con gli agnelli che pascolano da ogni parte
e i prati ridenti in fiore,
ti darò in pegno il mio cuore e la mano (1) allo spuntar del giorno”
V
“Oh no gentil signore – replicò la fanciulla- non posso indugiare ancora
i miei genitori attendono il mio ritorno dalla mungitura della mucca,
ma forse ci incontreremo ancora un’altra volta
se ripasserete da queste parte” (2)
Dolcemente si eclissò dalla mia vista
allo spuntare del giorno.

NOTE
1) prendere per mano nel linguaggio in codice medievale aveva un significato molto più intimo
2) il contrasto finisce bruscamente con il rifiuto della ragazza e un nulla di fatto

Traendo ispirazione dalla ballata irlandese ecco che la versione rivisitata da Mychael Danna e Mary Fahl diventa la commemorazione dell’attacco dell’11 settembre  2001 alle torri gemelle di New York
ASCOLTA Mary Fahl


I
This morning early I walked on
While my darling was in a dream
The last sweet days of summer bloomed
And dressed the trees in green
Then soaring high in the gleaming sky
From far across the bay
Came a fearsome roar from a distant shore
At the dawning of the day
II
Then I called my men to follow me
Knowing well that the view was dim
Though tired and worn, how they fought all morn’
As time was closing in
And my heart was sad though sore with pride
For brave lads all were they
As the angels fly, how they climbed so high
On the dawning of the day
III
But the edge is moving nearer now
Inside the fading sun
And calling, calling out to them
My brothers, one by one
But only dust silence sounds
The ashes float away
As the twilight ends and the night descends
‘til the dawning of the day
IV
Forgive me love, I’m going now
So very far away
When darkness falls, only think me near
And do not be afraid
And please don’t grieve when I am gone
Abide in what remains
‘til the shadows end and we meet again
On the dawning of the day
Traduzione di Cattia Salto
I
Questa mattina passeggiavo all’alba
mentre il mio amore sognava
gli ultimi giorni dell’estate dolcemente sfiorivano
e rivestivano gli alberi di verde
quando  altissimo nel cielo nitido
crebbe da sopra la baia
un boato tremendo che veniva da una spiaggia lontana
al sorgere dell’alba
II
Allora chiamai i miei uomini perchè mi seguissero
sapendo bene che la visuale era confusa, anche se stanchi e stremati
così lottarono tutto il giorno
mentre il tempo scadeva
e il mio cuore era triste anche se sanguinante d’orgoglio
per tutti quei bravi ragazzi
che come angeli in volo, scalarono la cima
al sorgere dell’alba
III
Ma l’abisso si avvicina di più adesso
dentro al sole che tramonta
e chiama, li chiama
i miei fratelli, uno ad uno
ma solo il silenzio della polvere risponde e le ceneri che volano via
mentre finisce il crepuscolo e scende la notte
fino al sorgere dell’alba.
IV
Perdonami amore, devo andare adesso, così lontano,
quando l’oscurità scende(rà) pensa solo che ti sono vicino
e non aver paura,
e ti prego di non addolorarti quando me ne sarò andato
vivo in ciò che resta,
dove le ombre finiscono
e ci incontreremo ancora
al sorgere dell’alba

FONTI
http://thesession.org/tunes/1441
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48816
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33376

WHEN MY LOVE AND I PARTED

Emigrants_leave_IrelandUna canzone  estremamente popolare nell’Ottocento, dal titolo “When my love and I parted”, dalle incerte origini settecentesche (forse irlandese forse inglese) sulla separazione di due innamorati.

Così su Mudcat è riportata una testimonianza (qui) “I recently came across a reference to this song in the memoirs of a fella by the name of William Grattan who served as an Anglo-Irish officer in Spain over troops from the West of Ireland (The Connaught Rangers). The year was 1812. I was moved by the following account of the mood of the Irish as they were preparing to rush into a brutal breech in the walls of a city called Badajoz near the borders of Portugal. Here’s Grattan’s words: “The band of my corps, the 88th, all Irish, played several airs which exclusively belong to their country, and it is impossible to describe the effect it had upon us all; such an air as “Savourneen Deelish” is sufficient, at any time, to inspire a feeling of melancholy, but on an occasion like the present it acted powerfully on the feelings of the men: they thought of their distant homes, of their friends, and of bygone days. It was Easter Sunday, and the contrast which their present position presented to what to what it would have been in their native land afforded ample food for the occupation of their minds…”

Ma in origine la canzone era il canto d’addio di un soldato irlandese alla fidanzata, ovvero un povero diavolo irlandese costretto dalla necessità a una lunga ferma presso “the British Army”, che una volta ritornato a casa “Peace was proclaim’d,—escaped from the slaughter” scopre che la fidanzata era morta..

Rita Gallagher scrive su Mudcat (qui): “I learned this little song from a recording made by Charlie Herron, Glenfinn, County Donegal, Ireland, an avid collector of songs, made many years ago, at some singing session or other, and I included it in a cassette “Easter Snow” which I made in 1997; cassette kindly promoted and distributed by John Moulden, Ulster Singers, at that time, song has been recorded since then by “Solas” and perhaps others.”

Nella versione ritrovata attraverso la tradizione orale del Donegal non è più il soldato a lamentarsi, ma la fidanzata rimasta in Irlanda, non sappiamo nemmeno il motivo della separazione ma è più probabilmente un lamento per la partenza del fidanzato per l’America!

ASCOLTA Rita Gallagher in The May Morning Dew 2010 originariamente registrata nel 1997 (versione integrale su Spotify)

ASCOLTA Solas & Deirdre Scanlan in “The Hour before Dawn” 2009

When my love and I parted, the wind blew cold
When my love and I parted, our love untold
Though my heart was crying, “Love, come with me”(1)
I turned my face from him and sought the sea
When my love and I parted, we shed no tears
For we knew that between us lay weary years
A bird was singing on a tree
And a gleam of sunlight lay on the sea
Parting is bitter and weeping, vain
But all true lovers will meet again
For no fate can sever my love from me
For his heart is a river and mine, the sea

NOTE
1) è l’uomo che chiede alla donna di seguirlo, ma la domanda è chiaramente senza risposta perchè era già stato difficile trovare i soldi per poter comprare un solo biglietto.. così partiva il più giovane e determinato della famiglia e gli altri ne aspettavano il ritorno o che mandasse i soldi per potersi pagare a loro volta il viaggio..

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Quando il mio amore ed io ci separammo il vento era gelido e il nostro amore era immenso, anche se il mio cuore stava gridando “Amore vieni con me” ho voltato il viso e guardato il mare. Quando il mio amore ed io ci separammo non abbiamo pianto perchè sapevamo che tra di noi ci sarebbero stati anni difficili, un uccello cantò sul ramo e un raggio di sole si posò sul mare. Lasciarci inutilmente è doloroso e straziante, ma tutti i veri innamorati si incontreranno ancora, perchè nessun destino può separarmi dal mio amore che il suo cuore è un fiume e il mio il mare…

LA STORIA DIETRO LA CANZONE

Un primo testo è stato scritto nel 1791 dal commediografo inglese George Coleman il giovane (1762-1834) direttore del  Drury Lane ( Theatre Royal Drury Lane di Londra) per la commedia “The Surrender of Calais“. La melodia è invece tratta dalla commedia “The Poor Soldier” (1783) di William Shield and John O’Keefe con il titolo “Farewell Ye Groves”: “Savournah Delish,” a tune credited to Samuel Arnold (1740-1802) that was used in John O’Keefe and William Shield’s Poor Soldier (1783) for another “farewell song” beginning “Farewell ye Groves” (Wells 502-4; Wolfe, Secular Music #272-76).
Ho trovato lo spartito di Savourna Delish, con la dicitura “attribuito a Samuel Arnold pubblicato a Dublino 1790 circa” e come sottotitolo “a suched amired song in “The Surrender of Calais”.
Lo stesso titolo lo troviamo scritto come “Savourneen Deelish, Eileen Oge”

ASCOLTA John McCormack 1907 in una versione d’epoca
SAVOURNEEN DEELISH, EILEEN OGE(1)
Oh! the moment was sad when my love and I parted;
Savourna deligh shighan ogh!
As I kiss’d off her tears, I was nigh broken hearted;
Savourna deligh shighan ogh;
Wan was her cheek, which hung on my shoulder;
Damp was her hand, no marble was colder;
I felt that I never again should behold her.
Savourna deligh shighan ogh!
Long I fought for my country, far, far from my true love;
Savourna deligh shighan ogh!
All my pay and my booty I hoarded for you, love;
Savourna deligh shighan ogh!
Peace was proclaim’d,—escaped from the slaughter,
Landed at home—my sweet girl I sought her;
But sorrow, alas! to the cold grave had brought her.
Savourna deligh shighan ogh!

NOTE
1) in inglese “Young Eileen, the faithful sweetheart” per celia George Coleman dice di aver avuto il versetto da un suo amico irlandese e che lo scrive così come l’ha sentito storpiando il gaelico ”s a mhuirnin dilis’ ( in inglese “and my own true love” ovvero amore caro)

I due George Coleman e Samuel Arnold collaborarono per la scrittura dell’opera teatrale, ma sebbene la melodia in questione sia stata attribuita a Arnold in realtà già proveniva da un’altra comic opera “The Poor Soldier” (1783) di William Shield, (1754-1829), pure egli inglese. Resta il dubbio se la melodia fosse stata scritta da Shield “in the fashionable “Stage Irish” style of the day” o se fosse una melodia tradizionale irlandese (e il sospetto ha una sua fondatezza essendo John O’Keefe, commediografo e librettista, di origini irlandesi).
Ritroviamo il testo nella raccolta “American Memory” della Biblioteca del Congresso con un’ulteriore strofa finale
She is gone now, alas! and thus left me forlorn,
Savourneen deelish Eileen oge!
I’ll take to the desart, forever I’ll mourn,
Savourneen deelish Eileen oge!
Not the warbling throng, with the notes so charming,
Never shall soothe my grief or mourning,
But in silent solitude, sighing for my Darling.

FONTI
http://www.brendanmcauleymusic.com/#!reviews/c1kam http://www.monartcollection.com/category/the-music-collection/18th-century-music/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=83225 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12700 http://www.contemplator.com/ireland/deelish.html http://memory.loc.gov/ammem/index.html http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Moyl173.html http://www.kalliope.org/en/digt.pl?longdid=moore2000082969 http://www.celticlyricscorner.net/solas/when.htm

SNOWY BREASTED PEARL

501c1a56c3261cb2a69548bbf68ca75cAnche come Pearl Of The White Breast (in gaelico Pearla na m-Brollac Baine o Péarla an Bhrollaigh Bháin) è una poesia irlandese del 18° secolo, tradotta in inglese da George Petrie nel 1855. La melodia è stata stampata in “A General Collection of the Ancient Irish Music” di Edward Bunting (1796) che l’ha accreditata a Turlough O’Carolan. “The tune was recorded (as “Pearla an Vroley Vaun”) by the Belfast Northern Star of July 15, 1792, as having been played in competition by one of ten Irish harp masters at the last great convocation of ancient Irish harpers, the Belfast Harp Festival, held that week. O’Neill (Music of Ireland: 1850 Melodies), 1903/1979; No. 511, pg. 89. Stanford/Petrie (Complete Collection), 1905; No. 623, pg. 156.”( The Fiddler’s Companion)

LA MELODIA

ASCOLTA Cáit Ní Chonchúir all’arpa

VERSIONE IN GAELICO

ASCOLTA Pádraig Mac Niocaill
ASCOLTA Joe Heaney

Tá cailín deas ‘mo chrádh le bliain agus le lá Is geallta a bheith a’m le pósadh Ach mo chreach agus mo chrádh ní dhom a bhí sí i ndán Ach an té údan nár labhair mé go fóill air Don Fhrainc nó don Spáinn dhá dtéadh mo ghrá Ó rachainn gach lá dhá féachaint Mara dhomsa a bhí tú i ndán, a phéarla an bhrollaigh bháin Mac Muire go brách ar fónamh(1).

TRADUZIONE INGLESE
A lovely girl has been tormenting me for a year and a day, and was promised to be mine in marriage; but alas and alack, she was not destined for me, but for the one over there whom I’ve not yet told of. If my love went to France or Spain I would go there every day to see her. If you were not to be mine, oh pearl of the white breast, Son of Mary, fit (1) for ever.

NOTE
1) Donal O’Sullivan in “Songs of the Irish” (Dublino, 1960, p. 46) ‘Mac Muire na ngrás Dar Saora!’ – May the Son of Mary of the graces save us! La melodia è come quella riportata da O’Sullivan

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Una bella ragazza mi ha tormentato per un anno e un giorno e le avevo promesso di diventare mia in matrimonio; ma ahimè e purtroppo lei non era destinata a me, ma per colui laggiù di cui non ho ancora detto. Se il mio amore andasse in Francia o in Spagna andrei là ogni giorno per vederla. Se tu non dovessi essere mia perla dal candido seno, possa il Figlio di Maria misericordiosa salvarci

PRIMA VERSIONE

ASCOLTA Wolfe Tones in Let the people sing 1972 che la suonano più velocemente come un valzer

ASCOLTA Landor (strofe I e III) in una versione più moderna e dal ritmo sincopato la musica è di Katharina Schwärzer e sfuma nella jig dal titolo Muiñeira de Bargaz (melodia tradizionale delle Asturie)

I
There’s a colleen fair as May For a year and for a day I have sought by every way her heart to gain There’s no art of tongue or eye Fond youths with maidens try Yet I’ve tried with ceasless sigh, yet tried in vain
CHORUS
If to France or far off Spain She crossed the watery main To see her face again the seas I’d brave But if this is Heaven’s decree That mine she may not be May the Son of Mary me in mercy save
II
Oh, thou blooming milk white dove To whom I’ve given true love Do not ever thus reprove my constancy. There are maidens would be mine With wealth in land and kine(1) If my heart would but incline to turn from thee
III
But a kiss with welcome bland And touch of thy fair hand Are all that I demand would’st thou not spurn But if not mine dear girl Oh, Snowy Breasted Pearl May I never from the fair, with life, return(2)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’è una ragazza bella come il Maggio per un anno e un giorno ho cercato in tutti i modi di conquistare il suo cuore. Non c’è arte nel dire o nello sguardo con cui i giovani appassionati tentano le ragazze eppure ho provato con incessanti sospiri ma ho provato invano.
CORO
Se per la Francia o la lontana Spagna lei attraversasse il mare, per vedere il suo viso ancora gli oceani affronterei, ma se questo è il decreto celeste che ella non possa essere mia, che il figlio di Maria abbia misericordia di me.
II
O tu bianca colomba in fiore alla quale ho dato il vero amore così dunque non rimproverare la mia costanza ci sono fanciulle che vorrebbero essere mie in ricchezza e in povertà e tuttavia il mio cuore è incline a ritornare da te
III
Ma un bacio di benvenuto lieve e un tocco della tua bella mano sono tutto ciò che chiedo invece del disprezzo, e se altrimenti, mia cara ragazza, perla dal niveo seno, possa io dalla fiera mai ritornare vivo.

NOTE
1) la traduzione letterale è “in ricchezza di terra o vacche”
2) cosa ci sia di così pericoloso dall’andare ad una fiera da rischiare di non ritornare a casa vivo, non sono ancora riuscita a capirlo!

SECONDA VERSIONE

Stessa melodia ma testo diverso la canzone nota anche con il titolo “Oh! She Is Not Like The Rose“, venne scritta da Sir Stephen Edward De Vere (1812-1904) uomo politico e poeta della contea di Limerick.
Il tipo di donna descritto, dolce, modesta e remissiva era evidentemente il modello della perfetta moglie e madre di figli che un uomo vittoriano e vecchio stile potesse desiderare.. una donna decisamente anacronistica alla luce di tutte le battaglie femministe (all’epoca le chiamavano suffragette!!) che fervevano nella fine dell’Ottocento!

ASCOLTA John McCormack 1910 La canzone venne cantata al “Dublino Feis Ceol” del 1903 dall’allora diciannovenne e sconosciuto tenore e la sua interpretazione gli valse il primo premio nella sua categoria.

I
Oh she is not like the rose that proud in beauty glows And boasteth that she’s so wondrous fair But she’s like the violet blue, ever modest, ever true From her leafy bower perfuming the still night air Oh, she’s gentle, loving, mild, she’s artless as a child Her clustering tresses softly flowing down I’ll love thee ever more, sweet colleen Oge as-thore(1) My true love, My Snowy Breasted Pearl.
II
If I sigh, a sudden fear comes o’er her and a tear Stands quivering within her downcast eye When I smile those orbs of azure gleam forth with love and pleasure Like sudden glory bursting through a clouded sky If I claim her for my bride she trembles at my side And gently lifts her eyes with looks so tender I love the, only thee, my colleen Oge Machree My true love, my snowy breasted pearl.
III
Such was she, but oh! A change, how mournful and how strange On my loved one, my own beloved one came Paler still her cheer grew and her eyes azure hue Seemed lighted with a flame, a fatal, wasting flame Oh! We laid her in the grave, where the willows sadly wave And the hollow winds are sighing a plaintive wail I’m alone, alone, alone; so wearily I moan For my lost love, my snowy breasted pearl

NOTE
1) colleen Oge as-thore = Young girl, my treasure
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Lei non è come la rosa che fiera risplende di bellezza e si vanta di essere così mirabilmente bella, piuttosto lei è come la viola del pensiero sempre modesta, sempre sincera, dal pergolato frondoso profumando l’aria della notte immota o lei è gentile, amabile, docile è senza finzione come un bambino, le sue ciocche intrecciate con grazia cadono ti amo sempre più, dolce fanciulla, mio tesoro. Mio vero amore, mia perla dal seno niveo.
II
Se sospiro un’improvvisa paura cade su di lei e una lacrima sta fremente sul suo occhio rivolto in basso quando sorrido quelle sfere di azzurro brillano con amore e piacere come una gloria improvvisa squarcia un cielo rannuvolato se lei rivendico come mia sposa, lei trema al mio fianco e gentilmente alza gli occhi con sguardi così teneri io amo lei, la sola la mia dolce fanciulla, mio tesoro, giovane ragazza, mio amore Mio vero amore, mia perla dal seno niveo.
III
Così era lei ma oh un cambiamento qual triste e strano sulla mia amata, proprio la mia amata venne. Il pallore sulle sue guance crebbe ,i suoi occhi d’azzurro sembravano illuminarsi di fiamma, una fatale, fiamma malata. O la deponemmo nel sepolcro dove i salici tristemente mormorano e i venti cupi sospirano un lamentoso ululato sono solo, solo, solo; così spossato piango per il mio amore perduto, la mia perla dal niveo seno

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12541 http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=987 http://martindardis.com/id653.html http://www.contemplator.com/ireland/pearl.html http://www.bartleby.com/250/16.html http://spikesmusic.spike-jamie.com/irish/13/OH-SHE-IS-NOT-LIKE-THE-ROSE.pdf http://www.musicnotes.com/sheetmusic/mtdFPE.asp?ppn=MN0100008

 

THE ROSE OF TRALEE

Alla più bella delle belle di Tralee è stata dedicata questa canzone, molto popolare in Irlanda; le sue origini sono però controverse: composta per un libretto dedicato alla regina Vittoria del titolo “The Book of Beauty for the Queen’s Boudoir”, stampato a Londra da Charles Jeffreys in varie edizioni dal 1845, gli autori sono due inglesi, Edward Mordaunt Spencer per il testo, e Charles William Glover per la musica . Edward Mordaunt Spencer pubblica in proprio “The Heir of Abbotsville,”  (Londra 1846) e tra le altre sue opere riporta anche il testo di  “The Rose of Tralee” attribuendo però la musica a Stephen Glover (fratello minore di Charles William) (vedi). In “The Lester S. Levy Sheet Music Collection” (1870), la raccolta della musica irlandese più popolare in America, è riportata invece una versione testuale molto diversa attribuita a John Brougham (con musica di J. G. Maeder) (vedi).

MARY O’CONNOR

Ma Tralee si trova in Irlanda (contea di Kerry cioè la punta Sud – Ovest dell’Isola) e varie leggende locali attribuiscono la canzone ad una triste storia d’amore, scritta da un irlandese “doc”, nonché poeta:  William Pembroke Mulchinock (1820-1864) di Tralee.
La bella rosa è Mary O ‘Connor, di famiglia cattolica, una giovane bellezza dai capelli neri, mandata a lavorare come cameriera presso la famiglia benestante e protestante di lui; i due erano separati oltre che dalla diversità di ceto anche dalla fede, ma il giovane William l’amò fin dal primo sguardo e riuscì a conquistarla cantandole i primi versi della canzone “The Rose of Tralee” composta proprio per lei.
Purtroppo William, coinvolto involontariamente in una rissa, dovette sfuggire alla cattura con l’accusa di omicidio, imbarcandosi su una nave in partenza per le Indie. Dopo sei anni (nel 1849) riuscì a ritornare in Irlanda, ma non rivide più la sua Rosa di Tralee: si dice che proprio mentre lui era al bar a farsi un goccio il giorno stesso del suo ritorno, vide passare per la strada il feretro di lei (morta di crepacuore o più probabilmente per le febbri che infestavano l’Irlanda nella morsa della carestia) .
William non si consolò mai, anche se si sposò ed ebbe due figlie, ma si separò ben presto dalla moglie e cercò conforto nel bere. Morì il 13 ottobre 1864 e fu sepolto accanto alla sua Mary nel cimitero della chiesa di Clogherbrien.
Per concludere allora sulla paternità del testo della canzone, mentre abbiamo l’attribuzione certa di Edward Mordaunt Spencer datata al 1846 (Biblioteca nazionale di Londra) non ci sono crediti a William Pembroke Mulchinock anzi nella raccolta delle sue poesie “The ballads and songs of William Pembroke Mulchinock” pubblicata nel 1851 a New York dove si era trasferito qualche anno prima, la poesia non solo non è riportata, ma nemmeno citata. Perciò fosse anche stata vera la storia d’amore tra i due sfortunati giovani, la canzone non è riferita a loro due o non è stata scritta dal protagonista.

MISS ROSA D’IRLANDA

La canzone diventò famosissima quando fu interpretata dal tenore irlandese John McCormack nel 1930: la popolarità della canzone ha dato inoltre lo spunto al concorso di bellezza che s’intitola “The Rose of Tralee Festival” indetto a partire dagli anni 1959 per trovare la “più bella e adorabile rosa d’estate” …   “irish of course”! All’inizio potevano partecipare al concorso solo le donne della contea ma poi la gara si è estesa a tutte le donne di nascita o di discendenza irlandese!

foto tratta da http://louiserynhart.hubpages.com/hub/Rynhart-Fine-Art-BronzeLa statua dedicata alla bellezza irlandese si trova nel Parco cittadino di Tralee presso il giardino delle rose, è una scultura in bronzo a grandezza naturale di Jeanne Rynhart inaugurata nell’agosto 2009 per commemorare il 50° anniversario del concorso di bellezza.(foto da qui)

La melodia è una slow air quasi un walzer lento; la canzone divenne molto popolare quando John McCormack la cantò nel film “Song of My Heart” del 1930. Le prime due strofe originarie ci raccontano che in una sera d’estate, nel momento più magico del tramonto nei pressi di un fiume o una fontana, il protagonista dichiarava il suo amore alla bella Mary, chiedendole di sposarla e Mary gli rispondeva di si! La canzone trasmette quindi tutta la commozione di quel momento perfetto e sospeso nel tempo.

ASCOLTA The Outlander


I
The pale moon was rising
above the green mountains,
The sun was declining
beneath the blue sea,
When I strayed with my love
by the pure crystal fountain,
That stands in the beautiful
Vale of Tralee.
Chorus
She was lovely and fair
as the rose of the summer,

But ‘twas not her beauty
alone that won me.

Oh no, ‘twas the truth in her eyes
ever dawning (1)

That made me love Mary,
the Rose of Tralee.

II
The cool shades of evening
their mantle were spreading,
And Mary all smiling
was listening to me.
The moon through the valley
her pale rays was shedding,
When I won the heart
of the Rose of Tralee.
III
In the far fields of India (2)
‘mid war’s dreadful thunders,
Her voice was solace
and comfort to me.
But the chill hand of death has now rent us asunder,
I’m lonely tonight
for the Rose of Tralee
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
La pallida luna sorgeva
dalle rigogliose montagne,
il sole declinava
nell’azzurro del mare,
quando io mi appartai col mio amore presso una fonte pura e cristallina,
che si trova nella bella
Valle di Tralee.
Ritornello
Lei era adorabile e bella
come le rose dell’estate,

ma non fu solo la sua bellezza
a conquistarmi.

Oh, no! Fu la verità nei suoi occhi,
scintillanti,

a farmi amare Maria,
la Rosa di Tralee.

II
La sera spandeva le fresche
ombre del suo manto
e Maria, tutta sorridente,
mi ascoltava;
la luna emanava i suoi pallidi raggi attraverso la valle,
quando conquistai il cuore
della Rosa di Tralee.
III
Nelle lontane terre dell’India (2)
tra i tuoni orribili della guerra
la sua voce mi dava sollievo
e conforto,
ma la fredda mano della morte
ci ha ora separati
sono solo stanotte
senza la Rosa di Tralee.

NOTE
1) scritto anche “beaming”
2) La terza strofa è il corollario della storia sull’infelice amore di William Pembroke Mulchinock, anche se per la verità occorre notare che negli anni della sua presunta permanenza in India (dal 1843 al 1849) non vi furono guerre aglo-indiane.

FONTI
http://levysheetmusic.mse.jhu.edu/
http://www.jaydax.co.uk/showcase/themes/dunguairecastle/story.html
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/theroseoftralee.html
https://jscholarship.library.jhu.edu/handle/1774.2/19308
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15280

RÓISÍN DUBH

Róisín Dubh (= little black rose) è  Rosalinda, una fanciulla dal nome di Piccola Rosa, l’allegoria dell’Irlanda, una parola in codice coniata alla fine del Cinquecento/inizi Seicento per identificare l’Irlanda con una Rosa Nera,  contrapposta idealmente alla Rosa Rossa della Casata Tudor (la rosa dei Lancaster).
Così s’intitola una canzone di protesta politica in gaelico irlandese molto popolare nell’Irlanda del Settecento anche se di origine cinquecentesca, attribuita talvolta a Hugh Roe O’Donnell (1587-1602) – Hug il Rosso ovvero Aodh Ruadh O’Domnhaill- Principe (ovvero Ri) di Tyrconnell oggi contea del Donegal, che condusse la resistenza dell’aristocrazia gaelica contro la conquista inglese dell’Irlanda.
Róisín Dubh è stata scritta forse sotto il regno di Elisabetta I, poco prima del “Volo dei Conti” (in inglese “the Flight of the Earls” ), la fuga degli ultimi capi irlandesi rimasti in Irlanda dopo il fallimento della Guerra dei Nove anni -ricordata come la Rivolta di Tyrone, combattuta dal 1594 al 1603 dal “Gran Conte” Hugh O’Neil alleato con gli O’Donnell. Nel primi di settembre del 1607 i principali capi della rivolta lasciarono l’Irlanda e il territorio del Nord dell’Isola passò in mano ai nuovi coloni inglesi e scozzesi di fede protestante.

dark-roseen

Il protagonista si lamenta di non poter vivere con la sua amata Rosa Nera anche se ha cercato di fare il possibile per stare con lei. Rosalinda è l’Irlanda ma l’allusione non è mai esplicita, per evitare la denuncia di tradimento e con essa la condanna a morte.
Il canto è un Sean Nós ossia un canto per sola voce con i tipici abbellimenti del vecchio stile, la melodia è qualcosa di meraviglioso.

ASCOLTA Matt Cunningham versione strumentale con il Tin Whistle, semplicemente sublime.

 

LA VERSIONE DEL MUNSTER

Forse originaria dal Munster questa versione è stata pubblicata dal rev. Padraig Breathnach nella raccolta Ceol Ár Sínsear del 1923, per diventare il brano insegnato nelle scuole d’Irlanda.

ASCOLTA Mike O’Laughlin by Irish Roots Cafe

VERSIONE GAELICO
I
A Róisín ná bíodh brón ort
ná cás anois
Tá do phardún ón bPápa
ón Róimh uile
Tá na bráithrí thar sáile
le cabhrú linn
Ná ceiligí fíon Spáinneach
ar mo Róisín Dubh.
II
Beidh an Éirne na tonna tréana
s beidh an spéir ina fuil
Beidh na bráithrí thar sáile
le cabhrú linn
Beidh gach gleann sliabh ar fud Éireann
is móin ar crith
Lá éigin sula n-éaga
mo Róisín Dubh.
TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Róisín, don’t be sorrowful
or worried;
your pardon is coming from the Pope
and from all of Rome,
the Brothers from overseas
to help us.
The Spanish wine won’t be hidden
from my Róisín Dubh (1).
II
Lough Erne (2) will be stormy,
the sky will be blood-red;
the White Brothers (3) will come overseas
to help us;
in every valley and hillside in Ireland
the bogs will be trembling (4)
someday before
my Róisín Dubh dies.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Piccola Rosa, non essere triste o preoccupata
dal Papa arriverà il vostro perdono e da Roma tutta,
i Fratelli sono sull’oceano
per aiutarci.
Ci sarà del vino spagnolo
per la mia piccola Rosa Nera (1)
II
Il Lago Erne (2) si farà turbolento,
il cielo si farà rosso di sangue;
i Bianchi Fratelli(3) attraverseranno l’oceano per aiutarci,
in tutte le valli e le montagne in Irlanda le paludi tremeranno (4)
un giorno, prima che,
la mia piccola Rosa Nera, muoia

NOTE
1) La rosa nera era un tempo una rosa di un colore rosso cupo, molto scuro, la rosa gotica per eccellenza associa alla morte. E tuttavia nel linguaggio dei fiori ottocentesco presenta molteplici significati: è sia la fine che l’inizio di un drastico cambiamento, una rinascita. Rose rosso cupo sono il dolore di una tragica storia d’amore. E così l’amore per la propria terra è profondo e tenace; è un amore che richiede il sacrificio
2)  L’Erne è il nome dei due Laghi – Il Lough Erne (Loch Éirne in gaelico irlandese)  situati lungo il corso del fiume Erne. Il fiume traccia in buona parte il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. E’ il territorio della “Plantation” cioè delle terre in cui si insediarono i coloni inglesi e scozzesi: le contee di Tyrone, Donegal, Derry, Armagh, Cavan e Fermanagh a discapito degli irlandesi gaelici e dei vecchi inglesi di origine cattolica. La sistematica colonizzazione dell’Ulster prese il via con il successore di Elisabetta, Giacomo I per sfociare nella spedizione di Cromwell.
3) si spera negli aiuti del Papa e del Re di Spagna
4) la chiamata alle armi è paragonata alla fine del mondo

LA VERSIONE DEL CONNEMARA

Di questa versione esistono ulteriori varianti ed è quella più diffusa a Connemara, qui le strofe sono state riportate per intero anche se nella selezione per l’ascolto vengono cantate solo parzialmente.

ASCOLTA Caitlín Maude strofe I, II, IV, VI

ASCOLTA Cherish The Ladies in Out and About
ASCOLTA  Sinead O’Connor una versione molto drammatica (strofe I, IV)

VERSIONE GAELICO
I
A Róisín ná bíodh brón ort
fé’r éirigh dhuit:
Tá na bráithre ‘teacht thar sáile
‘gus ag triall ar muir,
Tiocfaidh do phárdún ón   bPápa
is ón Róimh anoir
‘S ní spárálfar fíon Spáinneach
ar mo Róisín Dubh.
II
Is fada an réim a léig mé léi
ó inné ‘dtí inniu,
Trasna sléibhte go ndeachas léi,
fé sheolta ar muir;
Is an éirne chaith mé ‘léim í,
cé gur mór é an sruth;
‘S bhí ceol téad ar gach taobh díom
is mo Róisín Dubh.
III
Mhairbh tú mé, a bhrídeach,
is nárbh fhearrde dhuit,
Is go bhfuil m’anam istigh i ngean ort
‘s ní inné ná inniu;
D’fhág tú lag anbhfann mé i ngné
is i gcruth-
Ná feall orm is mé i gnean ort,
a Róisín Dubh.
IV
Shiúbhalfainn féin an drúcht leat
is fásaigh ghuirt,
Mar shúil go bhfaighinn rún uait
nó páirt dem thoil.
A chraoibhín chumhra, gheallais domhsa
go raibh grá agat dom
‘S gurab í fíor-scoth na Mumhan í,
mo Róisín Dubh.
V
Dá mbeadh seisreach agam
threabhfainn in aghaidh na gcnoc, is dhéanfainn soiscéal i lár an aifrinn
do mo Róisín Dubh,
bhéarfainn póg don chailín
óg a bhéarfadh a hóighe dhom,
is dhéanfainn cleas ar chúl an leasa
le mo Róisín Dubh.
VI
Beidh an Éirne ‘na tuiltibh tréana
gus réabfar cnoic,
Beidh an fharraige ‘na tonntaibh dearga
agus doirtfear fuil,
Beidh gach gleann sléibhe ar fud éireann agus móinte ar crith,
Lá éigin sul a néagfaidh
mo Róisín Dubh.

TRADUZIONE di Padraic Pearse
I
Little Rose, be not sad
for all that hath behapped thee:
The friars are coming across the sea,
they march on the main.
From the Pope shall come thy pardon,
and from Rome, from the East-
And stint not Spanish wine
to my Little Dark Rose.
II
Long the journey that I made with her
from yesterday till today,
Over mountains did I go with her,
under the sails upon the sea,
The Erne I passed by leaping,
though wide the flood,
And there was string music(1) on each side
of me and my Little Dark Rose!
III
Thou hast slain me, O my bride,
and may it serve thee no whit,
For the soul within me loveth thee,
not since yesterday nor today,
Thou has left me weak and broken
in mien and in shape,
Betray me not who love thee,
my Little Dark Rose!
IV
I would walk the dew with thee
and the meadowy wastes,
In hope of getting love from thee,
or part of my will,
Frangrant branch, thou didst promise me
that thou hadst for me love-
And sure the flower of all Munster
is Little Dark Rose!
V
Had I a yoke of horses
I would plough against the hills,
In middle-Mass I’d make a gospel
of my Little Dark Rose,
I’d give a kiss to the young girl
that would give her mouth to me,
And behind the liss would lie embracing my Little Dark Rose!
VI
The Erne shall rise in rude torrents,
hills shall be rent,
The sea shall roll in red waves,
and blood be poured out,
Every mountain glen in Ireland,
and the bogs shall quake
Some day ere shall perish
my Little Dark Rose!”

TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO*
I
Piccola Rosa, non essere triste per tutto quello che ti è accaduto
i frati sono sull’oceano, essi marciano sul mare
dal Papa arriverà il tuo
perdono,
e da Roma e dall’Oriente-
e non si risparmierà il vino spagnolo per la mia piccola Rosa Nera
II
Un lungo cammino abbiamo percorso
insieme,
dai tempi passati fino a oggi,
per i monti andai con lei,
con i vascelli sul mare
(il fiume) Erne attraversai a guado sebbene fosse in piena,
e c’era musica d’arpa (1)
da ogni parte
tra me e la mia piccola Rosa Nera.
III
Mi hai reso folle, moglie mia,
e possa io servirti con coraggio
che l’anima in me ti ama
non da ieri nè oggi
tu mi hai lasciato debole e malato nel corpo e nell’anima,
non tradire chi ti ama,
mia piccola Rosa Nera.
IV
Vorrei camminare nella rugiada con te, o nelle terre desolate
nella speranza di poter avere il tuo affetto, o una parte del tuo amore,
ramo odoroso, hai dato
la tua parola
che mi ami,
il più sublime dei fiori di Munster
è la piccola Rosa Nera
V
Se avessi un giogo di cavalli vorrei arare le colline
a metà Messa canterei un coro (2) per la mia piccola Rosa Nera,
darei un bacio alla giovane donna che mi darà la sua bocca
e con sollievo giacerei abbracciando la mia piccola Rosa Nera.
VI
L’Erne si gonfierà in un violento torrente, le colline saranno libere
il mare rotolerà con onde rossastre, e il sangue sarà versato
tutte le valli di montagna in Irlanda, e le paludi tremeranno
un giorno, prima che muoia, la mia piccola Rosa Nera.

NOTE
* traduzione dall’inglese
1) string sono le corde di metallo che si usavano un tempo sull’arpa bardica
2) due versi che alludono al lavoro dei campi e alla preghiera, la causa nazionale si sposa con la questione agraria (il possesso della terra ai contadini) e con la questione religiosa (il conflitto tra anglicani e cattolici)

LA VERSIONE INGLESE

Con il titolo “Dark Rosaleeen” è la versione tradotta (un po’ liberamente) nel 1846 da James Clarence Mangan (vediad essere messa in musica attorno al 1890 da Alicia Adélaïde Needham. Curiosamente  il traduttore poco conosce la lingua gaelica e a ben vedere il testo è più una sua composizione poetica che una traduzione in senso stretto (e pertanto molti preferiscono usare il termine pseudotraduzione e altri la classificano come una forma di scrittura minoritaria).

ASCOLTA John McCormack (strofe I, III, IV)

ASCOLTA Tommy MakeT (strofe I, II, IV)


I
O my Dark Rosaleen,
Do not sigh, do not weep!
The priests are on the ocean green,
They march along the deep.
There ‘s wine from the royal Pope,
Upon the ocean green;
And Spanish ale shall give you hope,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
Shall glad your heart, shall give you hope,
Shall give you health, and help, and hope,
My Dark Rosaleen!
II
Over hills, and thro’ dales,
Have I roam’d for your sake;
All yesterday I sail’d with sails
On river and on lake.
The Erne, at its highest flood,
I dash’d across unseen,
For there was lightning in my blood (2), My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
O, there was lightning in my blood,
Red lightning lighten’d thro’ my blood.
My Dark Rosaleen!
III
Woe and pain, pain and woe,
Are my lot, night and noon,
To see your bright face clouded so,
Like to the mournful moon.
But yet will I rear your throne
Again in golden sheen;
‘Tis you shall reign, shall reign alone,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
‘Tis you shall have the golden throne,
‘Tis you shall reign, and reign alone,
My Dark Rosaleen!
IV
O, the Erne shall run red,
With redundance of blood,
The earth shall rock beneath our tread,
And flames wrap hill and wood,
And gun-peal and slogan-cry (£)
Wake many a glen serene,
Ere you shall fade, ere you shall die,
My Dark Rosaleen!
My own Rosaleen!
The Judgement Hour must first be nigh,
Ere you can fade, ere you can die,
My Dark Rosaleen!
Traduzione di Cattia Salto
I
O mia piccola rosa nera
non singhiozzare e non piangere!
I frati sono sull’oceano profondo,
in marcia (1) sul mare
c’è il vino dal Papa
in arrivo dal mare,
la birra dalla Spagna che ti darà la speranza, mia piccola Rosa Nera!
oh la mia Rosalinda!
Ti rallegreranno il cuore e ti daranno
la speranza,
ti daranno forza e sostegno
e speranza
mia piccola Rosa Nera!
II
Per valli e colline
ho viaggiato per amor tuo,
fino a ieri sono andato per mare,
fiumi e laghi.
L’Erne in piena
ho attraversato di nascosto
perchè avevo il sangue in fiamme (2)
mia piccola rosa nera
oh la mia Rosalinda!
Un fulmine scarlatto m’infiammava il sangue
mia piccola rosa nera!
III
Disgrazia e pena, pena e disgrazia
sono il mio destino, notte e giorno
nel vedere il tuo volto bello così rattristato, come una luna funerea.
Tuttavia innalzerò il tuo trono
di nuovo nello splendore dorato
e tu regnerai, regnerai in pace,
mia piccola rosa nera!
La mia Rosalinda!
Ecco avrai il trono dorato
e regnerai, regnerai in pace,
mia piccola rosa nera!
IV
L’Erne scorrerà rosso
rigonfio di sangue,
la terra tremerà sotto i nostri passi
e le fiamme avvolgeranno colline e boschi
e i colpi di fucile e grida di guerra (3)
risveglieranno più di una valle
prima che tu debba cadere, prima che tu debba morire
mia piccola rosa nera!
La mia Rosalinda!
L’ora del giudizio si avvicina
prima che tu possa cadere; prima che tu possa morire
mia piccola rosa nera!

NOTE
1) il termine richiama un esercito in marcia
2) l’immagine ha un che di mitico, richiama divinità del passato che irraggiano un sacro fuoco, rifulgono d’intensa luce spirituale
3) la “traduzione” rispecchia il clima ottocentesco e il fervore del romanticismo

FONTI
https://goldenbridgeinmate39.wordpress.com/2012/11/12/11719/
https://thesession.org/tunes/4184
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=21343
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13339
http://www.irishpage.com/songs/roisdubh.htm
http://www.joeheaney.org/en/roisin-dubh-1/

http://www.joeheaney.org/en/roisin-dubh-2/
http://www.sacred-texts.com/neu/celt/tdp/tdp07.htm