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CAILLEACH AN AIRGID

Una sean-nós song in gaelico irlandese proveniente dal Connemara dal titolo “Cailleach An Airgid” (in inglese “the hag with the money”-in italiano la strega con i soldi) diffusa anche con il titolo di “Sí Do Mhaimeó Í” (in inglese “She’s your granny!”)

E’ una canzone umoristica che dice alle arzille vecchiette di fare attenzione ai bei giovanotti interessati al matrimonio più per i loro soldi che per il sentimento. Nella canzone ci si riferisce a un personaggio reale Máire Ní Chathasaigh (Mary Casey) che fece fortuna in America e ritornò in Irlanda per avviare un traffico di autobus lungo le strade di Connemara.

cailleachmarriage
by Cartoon Saloon

Una vasta playlist qui tra cui segnalo in particolare:

ASCOLTA Niamh Ní Charra in Súgach Sámh / Happy Out”, 2010.

ASCOLTA Altan
ASCOLTA Celtic woman voce Meav Ni Mhaolchatha

ASCOLTA Anuna

Nell’esilarante VIDEO Sónta & Cartoon Saloon si aggiungono ulteriori tre strofe, credo provengano dalla versione di Dara Bán Mac Donnchadha e che riguardano la pesca, ma al momento non ho ancora trovato il testo


Curfá
‘Sí do mhaimeo í, ‘sí do mhaimeo í
‘Sí do mhaimeo í, ‘sí cailleach an airgid
‘Sí do mhaimeo í, ó Bhaile Iorrais Mhóir í
‘S chuirfeadh sí cóistí
Ar bhóithre Cois Fharraige
I
Dá bhfeicfeá’ an “steam”
‘Ghabhail siar Tóin Uí Loin’
‘S na rothaí ‘ghabhail timpeall siar ó na ceathrúnaí
Chaithfeadh sí ‘n stiúir naoi n-uair’ ar a cúl
‘S ní choinneodh sí siúl
Le cailleach an airgid
II
Measann tú, ‘bpósfa’, measann tú ‘bpósfa’
Measann tú, ‘bpósfa’, cailleach an airgid?
Tá’s a’m nach ‘bpósfa’, tá’s a’m nach ‘bpósfa’
Mar tá sé ró-óg ‘gus d’ólfadh sé’n t-airgead
III
‘S gairid go ‘bpósfaidh, ‘s gairid go ‘bpósfaidh
‘S gairid go ‘bpósfaidh, beirt ar a’ mbaile seo
‘S gairid go ‘bpósfaidh, ‘s gairid go ‘bpósfaidh
Séan Shéamais Mhóir is Máire Ní Chathasaigh


Chorus
She is your granny(x3)
the hag with the money
She’s your granny, from Iorras Mhór(1) she’d ride in coaches on the roads of Cois Fharraige (2)
I
If you saw the steam going west to Flynn’s Point
And the wheels churning around her hindquarters,
You could turn the steering wheel nine times at her stern
And she wouldn’t keep up(3) with the hag with the money
II
Do you think you’ll marry?  (x3)
the hag with the money?
I know you won’t marry (x2)
‘Cause he’s too young and he’ll squander the money
III
We’ll soon have a wedding (x3)
by two in the village
We’ll soon have a wedding (x2)
Between Sean Seamais Mhoir and Maire Ni Chathasaigh
tradotto da Cattia Salto
CORO
E’ tua nonna,
la strega con il grano
è tua nonna da Errismore (1)
che corre in autobus
per le strade di Cois Fharraige(2)
I
Se vedevi il fumo (del battello) andare verso Ovest a Flynn’s Point
e le ruote che sbattevano sul suo deretano
potresti girare il timone nove volte a poppa
e non avrebbe tenuto il passo(3)
alla strega con i soldi
II
Credi che ti sposerai
la strega con i soldi?
Credo che non si sposerà
perché è troppo giovane e sperpererà il danaro
III
Presto ci sarà un matrimonio
con due del villaggio
presto ci sarà un matrimonio
tra Sean Seamais Mhoir e Maire Ni Chathasaigh

NOTE
1) Iorruis Mhóir (Errismore)
2) Cois Fharraige= “beside the sea”. è quella parte ragionevolmente dritto della costa del Connemara “is that reasonably straight part of the Connemara coastline that stretches from Salthill on the east to Ros a’ Mhíl on the west. Beyond Ros a’Mhíl it’s nothing but inlets and islands and huge rocks.”
3) la frase è un po’ contorta ma si descrive una gara di abilità tra un battello a vapore (in inglese è di genere femminile) e la “nonnina” la quale secondo Joe Heaney “she was reputed to be so strong, that even at that time – that’s when the first boats came out with the…steamboats – they reckoned that if she went into a rowing-boat and started rowing against the steamboat she’d have beaten the steamboat, she was that strong” (tratto da qui).

IL CONNEMARA

Non una contea ma un’area peninsulare geograficamente delimitata nella contea di Galway (Irlanda Ovest)
Il Connemara rappresenta per l’ Irlanda un po’ quello che la Toscana e’ per l’Italia o la Valle della Loira o la Borgogna sono per la Francia: la regione che in un certo senso ne riassume lo spirito, dove si trovano concentrati gli aspetti del paesaggio e della cultura che piu’ di frequente vengono associati all’ intera nazione: qui si trova una delle piu’ vaste aree dove ancora sopravvive la lingua celtica, qui si possono ammirare le verdissime vallate e le colline spazzate dal vento rese famose da film come The Quiet Man di John Ford, e piu’ di recente, The Field, entrambi girati da queste parti.” (tratto da qui)

FONTI
http://www.verdeirlanda.info/index.php/i-luoghi/97-il-connemara
http://www.guide-europe.info/connemara-guida-turistica/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/SiDoMhamoI.html
http://ronanbrowne.com/dally-and-stray-sleeve-notes/20-2/
http://www.celticlyricscorner.net/cliar/cailleach.htm
http://www.celticlyricscorner.net/altan/sido.htm
http://www.celticlyricscorner.net/soundtracks/sido.htm
http://www.celticlyricscorner.net/meav/sido.htm
http://songsinirish.com/p/cailleach-an-airgid-lyrics.html
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=734
http://saturdaychorale.com/2011/07/16/saturday-chorale-the-hag-with-the-money-anuna/
https://thesession.org/tunes/351

CAROLINE AND HER YOUNG SAILOR BOLD

ALTRI TITOLI: Groline and Her Young Sailor Bold, The Young Sailor Bold, The Nobleman ‘s Daughter, Caroline and Her Young Sailor Boy, A Rich Nobleman’s Daughter’, Young Caroline and The Sailor
sailor-pic
La storia è una storia d’amore tra una giovane fanciulla che rinnega la sua nobile e ricca famiglia e la sua vita agiata per amore di un giovane e bel marinaio. Per paura che lui la dimentichi, lei si imbarca sulla nave travestendosi da marinaio. Quando la loro nave ritorna nel porto di Londra la fanciulla si reca dai genitori per chiedere il consenso al matrimonio.
Il tema era molto popolare tra i broadside ottocenteschi e la ballata venne diffusa dalla tradizione popolare di Inghilterra, Irlanda, Scozia e Nord America. La melodia abbinata al testo non è univoca, qui ne sono riportate solo due quella di Joe Heaney (Rosin The Beau) e quella di Sara Makem registrata da Bill Leader a casa di Sara, Keady, Contea di Armagh nel 1967.

Le cross-dressing ballads declinano il tema del travestimento spesso abbinate al farewell del marinaio (a volte soldato) con la donna che lo supplica di prenderla con sé disposta a travestirsi da uomo pur di stargli al fianco; l’immagine di una donna-guerriera e forte, sostenuta dalla forza dell’amore e perciò disposta ad andare contro alla sua famiglia e alle convenzioni sociali è più un racconto da romanzo d’appendice che di cronaca vera, le donna in quei tempi sottostavano al padre prima e al marito dopo, e ben poche potevano conquistare l’indipendenza economica (c’erano poi quelle povere di cui non importava niente a nessuno e che finivano malamente in mezzo ad una strada o si ammazzavano di lavoro per riuscire a malapena a dare da mangiare ai figli). Erano i tempi dei matrimoni combinati dalle famiglie e si basavano su opportune alleanze e convenienti unioni e alle giovani donne non era consentito di innamorarsi di un bel marinaio dagli occhi neri!

ASCOLTA Sarah Makem in Sea Song and Shanties 1994
ASCOLTA Andrea Corr in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.

ASCOLTA Joe Heaney 1964


I
There lived a rich Nobleman’s daughter/Caroline is her name we are told/One day from her drawing room window
She admired a young sailor bold
II
She cried – “I’m a Nobleman’s daughter
My income’s five thousand in gold
I forsake both my father and mother
And I’ll marry young sailor bold”
III
Says William- “Fair lady remember
Your parents you are bound to mind
In sailors there is no dependence
For they leave their true lovers behind”
IV
And she says – “There’s no one could prevent me/One moment to alter my mind/ In the ships I’ll be off with my true love/
He never will leave me behind”
V
Three years and a half on the ocean
And she always proved loyal and true
Her duty she did like a sailor
Dressed up in her jacket of blue
VI
When at last they arrived back in England
Straightway to her father she went
“Oh father dear father forgive me
Deprive me forever of gold
Just grant me one favor I ask you
To marry a young sailor bold”
VII
Her father looked upon young William
And love and in sweet unity
“If I be spared till Tomorrow(1)
It’s married this couple shall be”.
tradotto da Cattia Salto
I
Laggiù viveva la figlia di un ricco nobiluomo, dicono si chiamasse Carolina ; un giorno dalla finestra della sua camera si mise ad ammirare un giovane audace marinaio
II
Si lamentò “Sono figlia di un nobiluomo, le mie entrate sono di 5 mila pezzi d’oro, lascerò mio padre e mia madre e sposerò il giovane audace marinaio.”
II
Dice William ” Bella madama, ricorda quello che i tuoi genitori ti hanno raccomandato, di non fare affidamento sui marinai perchè si lasciano le loro innamorate alle spalle
IV
Dice lei “Nessuno riuscirà a ostacolarmi, a  farmi cambiare idea per un momento, sulla nave me ne andrò con il mio innamorato
così non mi lascerà mai indietro”

III
Tre anni e mezzo sull’oceano e sempre lei si mostrò leale e fidata, faceva il suo dovere come un marinaio vestita con la giacchetta blu.
IV
Quando alla fine ritornarono in Inghilterra
ditta da suo padre lei andò
O padre caro padre perdonami, diseredami pure, e piuttosto concedimi il favore che ti chiedo, di sposare un giovane audace marinaio
VII
Il padre prese in considerazione il giovane William e l’amore e la (loro) dolce unione “Se arriverò a domani(1) questa coppia si dovrà sposare

NOTE
1) equivalente in italiano all’espressione idiomatica “Se non mi viene un colpo oggi”

FONTI
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/carolineandheryoungsailorbold.html
http://www.thecopperfamily.com/songs/collected/caroline.html
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=742
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/caroline_young_sailor_bold_pegmcmahon.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/15/caroline.htm
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LN17.html
http://www.johnmorrish.com/folkhandbook/sailors.html

THE ROCKS OF BAWN FROM CONNACH OR ULSTER?

imagesM1A0JIDC“The Rocks of Bawn” è un brano tradizionale irlandese che parla delle precarie condizioni lavorative di un bracciante agricolo il signor Sweeney. Prima di tutto cerchiamo di stabilirne le origini; la questione sempre aperta quando si tratta di tradizione orale è che tendenzialmente si vuole attribuire una patina di “antichità” alle canzoni popolari, per farle risalire al 1700 o dal 1600, e tuttavia molte di esse sono state composte nel 1800 o anche nei primi decenni del 1900.

Dalle note di Joe Heaney [1919-1984] in “Come All Ye Gallant Irishmen” (Philo 2004, 1963) leggiamo Joe learned this plaintive ballad from his father “40 or 50 years ago”. The “rocks of bawn” may refer to the white rocks of western Ireland [bawn=ban (Gaelic for white)] where Catholic landowners and farmers, dispossessed of their fertile farm lands in Meath by Oliver Cromwell in the seventeenth century, were forced to settle and where they have since managed, at best, a bleak existence from the rocks and the sea of the scraggy west coastal lands. To the hard-pressed, tired and bitter hired farm servant of the ballad, the British army presents itself as a reasonable escape from the near impossibility to “plough the rocks of bawn.”
A questo proposito è doverosa una precisazione: il trasferimento forzoso degli irlandesi ribelli dopo la confisca delle loro terre riguardava essenzialmente la gentry, alla quale venne assegnata un terra “improduttiva” nel Connacht dopo la “colonizzazione” di Cromwell (ovviamente accompagnata dai loro “domestici” e dai fittavoli che avessero voluto seguirli). La grande massa degli Irlandesi rimase semplicemente dove  stava, ma sotto un nuovo padrone.

CHI ERA SWEENEY?

Un aiuto per la comprensione della ballata ci può venire dall’individuazione storica del personaggio citato, il signor Sweeney, forse l’autore del testo.

CONNACHT?

Come spesso accade le vecchie ballate si rivitalizzano alla luce di eventi più attuali come può essere accaduto per “The Rocks of Bawn” così Sweeney  potrebbe essere stato Peter (Peadar) Sweeney (1873 – 1922), Loughrea, contea di Galway.Peter was very good friends with Arthur Griffith, and was one of the original founders of the Sinn Fein Movement.  He spent the early part of the 19th century extremely active in the Loughrea area, in his cause for Home Rule.  He had transformed his home into a meeting place, as well as, a distribution place for movement literature.  Consequently, he was often harassed and repeatedly jailed.  He was one of the first men in the Loughrea area to be arrested after the Easter Rising in 1916, and was sent to Reading Gaol with many others, not to be released until Christmas Eve that year.  He later became director of propaganda for South Galway Executive in the campaign for the Republican candidate, Captain Fahy.” (Mary Hamley tratto da qui)

ULSTER?

Dominic Behan riteneva invece che l’autore fosse tale Martin Swiney di Cavan (nel suo “Ireland Sings” 1997).
Su Mudcat Cafè si avanza un’altra ipotesi in merito a John Sweeney di Mullahoran (Contea di Cavan) vissuto alla metà dell’Ottocento (vedi) in quest’ottica la canzone è semplicemente il lamento di un povero e molto giovane bracciante agricolo vessato dal suo padrone, (forse un contadino con più terra e più probabilmente in affitto che non un grosso proprietario terriero) che dopo un violento litigio con lui si ritrova di nuovo in mezzo alla strada nell’incertezza del futuro, al punto che preferirebbe la paga dell’esercito e la morte in guerra piuttosto che quella per fame.
A visitor described county Cavan in the 1600s, as “consisting altogether of hills, very steep and high, valleys between them being most commonly loughs and bogs”. Many of the lakes and bogs were later drained and are now dry land; but central Cavan remains a land of little hills and lakes. The western part of County Cavan is especially harsh with high elevation and poor land for farming. For that reason, much of the population lived in the more fertile central and eastern part of the county.(tratto da qui)
Le condizioni dell’agricoltura nella contea di Cavan erano così arretrate che l’aratro in ferro vi fece la sua comparsa sono nel 1810!

Sebbene non ci siano grosse varianti testuali è la sequenza delle strofe a variare a secondo degli interpreti; il tema riprende il filone tardo seicentesco già iniziato con “The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer” o “The Roving Worker“) che ugualmente vira di significato nelle sue molte versioni andando dal lamento per una misera vita fatta di fatica e stenti, alla canzone comica condita con caustico irish-humour. Così anche in questa canzone c’è di che riflettere sul significato metaforico di poter arare “the rocks of bawn

ASCOLTA Arcady (strofe I, III, IV, V)

ASCOLTA John Jones in ‘Rising Road’ (strofe I, IV, II, III, V)

ASCOLTA Paul Brady & Liam O’Flynn (strofe I, II, III, V)

ASCOLTA Ryan’s Fancy 1974 (strofe I, IV, III, II, V) che propongono una melodia allegra, cogliendo più il lato di canzone comica condita con caustico irish-humour

Testo in “Songs of the People” Sam Henry 1923-39
I(1)
Come all ye loyal heroes wherever that you be,
Don’t hire with any master till y’ know what your work will be;
For you must rise up early from the clear daylight till the dawn(2),
And you never will be able to plough the rocks of bawn(3).
II
Rise up, rise up, young Sweeney, and give your horse its hay,
And give him as a feed of oats before you start away;
Don’t feed him on soft turnips and go on to your green lawn,
And then ye might be able to plough the rocks of bawn.
III
My curse upon you, Sweeney, you nearly have me robbed(4),
You’re sitting by the fireside with your feet upon the hob;
You’re sitting by the fireside from the clear daylight till the dawn,
And you never will be able to plough the rocks of bawn.
IV(5)
My shoes they are well worn now, my stockings they are thin,
My heart is always trembling a-feared that I’d give in;
My heart is nearly broken from the clear daylight till dawn,
And I never will be able to plough the rocks of bawn.
V
I wish the queen of England(6) would write to me in time(7),
And place me in some regiment all in my youth and prime;
I’d fight for Ireland’s glory from clear daylight till the dawn,
And I never would return again to plough the rocks of bawn(8)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Venite voi tutti compagni leali ovunque voi siate, non fatevi assumere da un qualsiasi padrone fino a quando non saprete il tipo di lavoro che vi verrà assegnato; perchè vi toccherà alzarvi presto alle prime luci del giorno e fino al sorgere del sole e non riuscirete mai a dissodare le terre rocciose di Bawn.
II
“Alzati giovane Sweeney e dai il fieno al tuo cavallo
e dagli anche da mangiare l’avena prima di iniziare (il lavoro);
non dargli le rape molli e l’erba del prato
e allora sarai in grado di arare le terre rocciose di Bawn”.
III
“La mia maledizione su di te Sweeney, che mi hai quasi derubato,
te ne stai seduto accanto al focolare con i piedi al caldo,
stai seduto al focolare dalle prime luci del giorno e fino al sorgere del sole e non riuscirai mai dissodare le terre rocciose di Bawn”
IV
Ho calzato bene le scarpe oggi e le mie calze sono sottili,
il mio cuore trema per quello che sarà il futuro,
il mio cuore è quasi spezzato alle prime luci del giorno e fino al sorgere del sole e non riuscirò mai dissodare le terre rocciose di Bawn.
V
Vorrei che la regina d’Inghilterra mi mandasse la cartolina(7) e mi assegnasse a qualche reggimento nel pieno della mia giovinezza, lotterei per la gloria d’Irlanda dalle prime luci del giorno e fino al sorgere del sole e non ritornerò mai più dissodare le terre rocciose di Bawn.

NOTE
1) strofa alternativa in Christy Moore
Come all you loyal heroes wherever you may be
Don’t hire with any master till you know what your work may be
Don’t hire with any master from the clear daylight till the dawn
For he’ll want you rising early to plough the rocks of Bawn
2) dawn è l’alba e anche se il primo chiarore del giorno e l’alba sembrano essere due momenti coincidenti passano in realtà circa due ore
3) Bawn è in Irlanda un nome di località presente un po’ ovunque nella toponomastica. Bawn is a townland in Mullahoran parish, which lies just south of Scrabby parish. Farming conditions in Scrabby would have been the same as in Mullahoran. The name “Bawn” refers to a square shaped fort, constructed in the 1620’s – a fortified farmstead of wealthy protestant settlers during the plantation of Ulster (1610). (tratto da qui)
Il termine ‘Bán’ visto genericamente ha però significati diversi e anche contrastanti: a parte il significato di “bianco” può voler dire “a grass field” nel senso di ‘untilled’,’wild’ ma anche di “waste land”, quindi una terra buona per il pascolo non necessariamente rocciosa ma di certo brulla e desolata
4) Tra le maldicenze che descrivevano i braccianti come degli “sfaticati” o “perdigiorno” c’era anche l’accusa di ruberie perciò la strofa potrebbe essere un botta e risposta tra il bracciante e il datore di lavoro, Sweeney accusa il padrone per cui lavora di essere un tipo pigro, mentre il padrone accusa il bracciante di averlo derubato; più semplicemente è il padrone che accusa Sweeney di derubarlo perchè resta a sonnecchiare o a fumarsi la pipa accanto al fuoco, quando invece dovrebbe andare nei campi ad arare. Altri commentatori ritengono che la frase sia un’allusione al fatto che “Sweeney” sia un proprietario terriero ovviamente protestante inglese o scozzese, entrato in possesso delle terre della gentry irlandese (la prassi era consolidata dopo ogni ribellione alla Corona, ma anche per ogni violazione delle leggi inglesi) e perciò “maledetto” dal giovane bracciante . Ma la seconda strofa ci dice invece chiaramente che il giovane “Sweeney” è un cavallante.
5) questa strofa è spesso omessa o collocata al secondo posto nella sequenza delle strofe superstiti cantate oggigiorno. Eppure è in questa strofa che si evince la condizione precaria e malandata del giovane ragazzo, uno spalpeen costretto a vagabondare per la strada, sempre in cerca di un lavoro e angosciato dell’incertezza di non trovarlo. Quando la strofa si trova in IV posizione è chiaramente un riferimento al fatto che il ragazzo è  stato appena licenziato dal padrone dopo il litigio. La strofa alternativa in Christy Moore dice:
My shoes (boots) they are well worn and my stockings they are thin
My auld coat sure it’s threadbare now and I’m leaking to the skin
But I’ll rise us in the morning from the clear daylight till dawn
Then I will be able to plough up the rocks of Bawn
6) la regina diventa il “Sergeant-Major” oppure “Patrick Sarsfield” secondo la versione più antica: “Sarsfied (Earl of Lucan) was the Jacobite soldier who led the second flight of the Wild Geese. After the Treaty of Limerick (October 1691) he joined the army of Louis XIV in the Spanish Netherlands and was killed fighting the English at Neerwinden, near Landen, on 19 August, 1693.” (tratto da qui)
7) la tentazione di tradurre la frase secondo le consuetudini moderne è troppo forte, anche se oramai in Italia il servizio di leva è solo un lontano ricordo
8) una strofa aggiuntiva (qui) dice:
And if I’m not enlisted I’ll sail across the sea
To the broad fields of Americay or some far country
Where I’ll learn to rise up early from the clear daylight of the dawn
And I never would return again to plough the Rocks of Bawn
Tom Lenihan canta invece un’ulteriore strofa:
It is true that I must ramble, it is true that I must go.
It is true that I must ramble from my dear old Irish home.
My poor ould heart is breaking for the clear daylight of dawn,
For I know I won’t return no more to plough the rocks of Bawn.

SECONDA VERSIONE

La versione raccolta da Patrick Kelly è invece una canzone d’amore, ma anche una canzone di protesta da leggersi in codice.

Pubblicato nel 1922 in “Ballads” di Patrick Kelly (1879-1940) di Cashel-in-Connemara (tratto da qui)”From a Street Ballad”

“Oh, rise up, gallant Sweeney”
The woman’s voice was sweet;
The piper took his pipes and stick
And follow’d thro’ the street.
As he was first so he was last
From clear daylight till dawn
He said: “We won’t be able
To plough the Rocks o’ Bawn.”
All weary walk’d young Sweeney:
The woman went before.
At high-noon sun he stopp’d to play
Before her father’s door.
Her father came the youth to curse
And drive him from his lawn.
She said: “I go with Sweeney
To plough the Rocks o’ Bawn.”
“Now rest you, loyal comrade,
Beside this clear spring well;
And look you there and what you see
To me I bid you tell.”
Young Sweeney look’d thro’ Life and Death
And saw a golden dawn
He said: “I know we’re able
To plough the Rocks o’ Bawn.”

“Why sit you, Piper Sweeney,
So idle thro’ the day,
And where is she you follow’d far
As cuckoo follows May?”
Young Sweeney said: “She weeps alone
Beside her father’s lawn,
And so I sit me idle
All on the Rocks o’ Bawn.”
“Oh, rouse you, handsome Sweeney
And rouse the woman too;
Why sigh you here, why weeps she there
While work is still to do?”
But Sweeney said: “Tho’ we may toil
From clear daylight till dawn,
I fear we won’t be able
To plough the Rocks o’ Bawn.”
“Where go you now, Boy Sweeney,
Or roving in the May?”
“I go to her I’d follow still
Thro’ dark and stormy day.
I look’d into the well she knew,
A Queen she walk’d her lawn–
And so I know we’re able
To plough the Rocks o’ Bawn.”

Pubblicato in “THE SALLEY RING” 1941

“Oh, rise up, Piper Sweeney–”
The woman’s voice was sweet;
The piper took his pipes and stick
And followed thro’ the street.
As he was first so he was last
From clear daylight till dawn–
He said: “We won’t be able
To plough the rocks of Bawn.”
All weary walked young Sweeney,
The woman went before:
At high-noon sun he stopped to play
Beside her father’s door.
Her father came in anger loud
And drove him from his lawn–
Said she: “I go with Sweeney
To plough the rocks of Bawn.”

She stayed her steps when day was nigh,
She loosed her golden hair–
“I bid you look in yonder well
And say what dream is there.”
Young Sweeney looked and he was pale:
He saw a splendid dawn–
“Oh, lady, are we able
To plough the rocks of Bawn?”

She bound her hair, she took his hand–
“Now turn you home,” said she,
“And rest and wait – ‘tis my command–
For Ireland will be free.”
She kissed his hand, she drew her cloak
Against the chilling dawn–
“I’ll meet you, boy, and by and by,
All on the rocks of Bawn.”
“What seek you, Piper Sweeney?
King William rides this way.”
“I seek a woman fair and young
That I to her may play.
I looked at noon into a well,
A Queen she walked her lawn:
And I shall meet her by and by,
All on the rocks of Bawn.”

FONTI
http://www.rocksofbawn.com/
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=1690542 http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/11/bawn.htm http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/31/bawn.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6479 http://dowdfamilysite.com/dowd_html4.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=1013 http://www.veteran.co.uk/VT149CD%20words.htm http://members.iinet.net.au/~dwomen/files/nlSept1407.html#anchor1183426

RED IS THE ROSE

Di rose rosse sono piene le canzoni celtiche più sentimentali e molte sono già state inserite in questo database.

Red is the Rose” è la variante irlandese della ballata scozzese Loch Lomond. Non è insolito che le belle melodie si somiglino al di là e al di qua del North Channel (e tra gli appassionati fiocca la querelle su quale sia l’originale e chi ha copiato da chi), di questa non si conosce bene la provenienza, è stato Tommy Makem insieme ai Clancy Brothers a farla conoscere al grande pubblico a partire dagli anni ’60: Tommy, ricordato affettuosamente con il nome di Bardo di Armagh (vedi) aveva imparato la canzone dalla madre Sarah, cantante e grande collezionista di Armagh, Irlanda del Nord. Sempre tra le canzoni di Sarah Makem e per restare in tema floreale, vi rimando a “I wish my love was a red, red rose” .

La prima registrazione della canzone tuttavia  risale al 1934 con il titolo di My Bonnie Irish Lass; solo più recentemente è ritornata in auge dopo la versione dei The High Kings ..

RED IS THE ROSE: VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Josephine Beirne & George Sweetman 1934
ASCOLTA Tommy Makem & Liam Clancy live
The Ennis Sisters (Terranova) + The Chieftains in “Fire in the kitchen” 1997

ASCOLTA Nanci Griffin & The Chieftains in An Irish Evening, 1992 (che rendono sempre omaggio alla versione dei Clancy Brothers)

The High Kings in Memory Lane 2010

I versi sono molto semplici: due innamorati si dichiarano amore eterno, e si scambiano le promesse di matrimonio, ma la canzone è permeata dall’amarezza dell’abbandono, lui partirà (probabilmente per l’America) in cerca di lavoro.

I
Come over the hills, my bonny Irish lass(1)
Comer over the hills to your darling;
You choose the rose, love, and I’ll make the vow(2)
And I’ll be your true love forever.
Refrain:
Red is the rose that in yonder garden grows,
And fair is the lily of the valley(3);
Clear is the water that flows from the Boyne(4)
But my love is fairer than any.
II
Down by Killarney’s green woods(5) that we strayed
And the moon and the stars they were shining;
The moon shone its rays on her locks of golden hair
And she swore she’d be my love forever.
III
It’s not for the parting that my sister pains
It’s not for the grief of my mother,
“Tis all for the loss of my bonny Irish lass
That my heart is breaking forever(6).
TRADUZIONE ITALIANO
I
Vieni sulle colline mia bella irlandese
vieni sulle colline dal tuo amore;
tu scegli la rosa, amore, e io farò le promesse
e sarò il tuo amore per sempre.
Ritornello:
Rossa è la rosa che cresce in quel giardino laggiù, e bello è il mughetto;
chiara è l’acqua che scorre dal Boyne
ma il mio amore è il più bello di tutti.
II
Giù dai boschi di Killarney che ci siamo allontanati
e la luna e le stelle brillavano;
la luna risplendeva con i raggi sulle ciocche dei suoi capelli d’oro,
e lei mi ha giurato che sarà il mio amore per sempre.
III
Non soffro per la separazione da mia sorella
non è per la perdita di mia madre,
è per la perdita della mia bella irlandese
che il mio cuore è spezzato per sempre

NOTE
1) oppure a secondo di chi canta “my handsome Irish lad”
2) a leggere tra le righe il protagonista sta chiedendo una notte d’amore alla sua fidanzata e vuole convincerla a cedere la sua virtù (la rosa) con una promessa di matrimonio. Secondo la tradizione il matrimonio tra due persone che, anche senza testimoni, si fossero scambiati le promesse e avessero consumato il rapporto era socialmente valido.
3) il mughetto è un fiore delicato e profumatissimo che fiorisce in tutto maggio-giugno; nelle notti di luna piena il suo profumo diventa particolarmente intenso e inebriante
4) il fiume Boyne che scorre nel Leinster (Irlanda Orientale) è spesso richiamato nella mitologia irlandese: Brú na Bóinne (in italiano “la dimora del Boyne”) è uno dei più importanti siti archeologici del mondo con i grandi tumuli di Newgrange, Knowth e Dowth. La citazione allude a una specie di cuore dell’Irlanda, il santuario degli Antenati dell’Irlanda tribale.
5) Killarney si trova nel Kerry, all’estremità sud dell’isola e mi piace pensare che il bosco della canzone sia stato preservato nel Parco Nazionale (Killarney National Park) ricco di odorosi alberi secolari. In questa strofa veniamo a sapere che l’incontro d’amore notturno c’è effettivamente stato!!
6) nella versione americana diventa “That is leaving old Ireland forever” in cui si rende più esplicito l’abbandono degli affetti a causa dell’emigrazione. Come possibile “trait d’union” con le versioni scozzesi la somiglianza con la ballata Flora’s Lament For Her Charlie 1841 (qui)
It’s not for the hardships that I must endure,
Nor the leaving of Benlomond;
But it’s for the leaving of my comrades all,
And the bonny lad that I love so dearly.

RED IS THE ROSE: VERSIONE AMERICANA

Questa versione iniziò a circolare negli anni 70 e Joe Heaney ci dice di averla imparata dal nonno. Originario di Carna (Connemara, Irlanda) egli fu un moderno bardo, un cantore del popolo custode dei canti tradizionali (la maggior parte in gaelico); negli anni 50 e 60 è in viaggio tra Dublino e Londra per concerti, registrazioni e competizioni canore.
The folk music revival proved both a blessing and a curse to Joe.  He began to be féted by the ‘stars’ of this revival.  Some, like MacColl and Seeger, Lloyd and Hamish Henderson were earnestly trying to gain a knowledge and appreciation of his art.  And at a more popular level, groups like the Clancy Brothers and the Dubliners were genuinely attracted to him and respected him for what he stood for.  However, well-meant attempts by such groups to introduce him to popular audiences often came to grief.  It has to be remembered that such audiences were there only because the current fad was ‘the ballads’.  Their comprehension of sean-nós, or any other form of traditional singing, was zilch“.(tratto da qui)
Poco dopo Joe decide di trasferirsi definitivamente in America dove accanto al lavoro “per vivere” partecipò a festival diede concerti nei folk club e così via, fino a diventare insegnante (nel dipartimento di Etnomucologia) in alcune università..

ASCOLTA Joe Heaney 1996 nel sean nós di Connamara

51IzeFlH0lL__SL500_AA500_Questa versione è pressochè identica a quella irlandese privata però da più precise connotazioni geografiche, qui però manca la strofa in cui l’uomo chiede alla propria innamorata di trascorrere una notte d’amore nel bosco (l’ultima prima della partenza); alcuni perciò cantano una versione “sincretica” aggiungendo le strofe I e II della versione irlandese come strofe finali a questa. (vedi)

CHORUS
Red is the rose that in yonder garden grows,
Fair is the lily of the valley(3);
Clear are the waters that flow in yonder stream(4),
But my love is fairer than any
I
Over the mountains and down in the glen,
To a little thatched cot(7) in the valley;
Where the thrush and the linnet sing their ditty and their song,
And my love’s leaning over the half-door(8).
II
Down by the seashore on a cool summer’s eve(5),
With the moon rising over the heather;
The moon it shown fair on her head of golden hair,
And she vowed she’d be my love forever.
III
It is not for the loss of my own sister Kate,
It is not for the loss of my mother;
It is all for the loss of my bonnie blue-eyed lass,
That I’m leaving my homeland forever.

NOTE
4) il Boyne che scorre nel Leinster (Irlanda Orientale) della versione irlandese è diventato un generico “yonder stream
5) anche in questo verso il riferimento geografico “Down by Killarney’s green Woods that we strayed” diventa una “riva del mare” in una notte d’estate
7) il “thatched cottage” è la tipica “casetta di campagna” delle fiabe in pietra intonacata di bianco e con il tetto spiovente in paglia
8) “the half-door” in genere il cottage aveva un’unica porta d’accesso a sud una caratteristica “mezza-porta” divisa cioè in due pannelli, che si aprivano in modo indipendente: quello superiore poteva essere anche a vetro e veniva lasciato quasi sempre aperto per fare entrare la luce e far circolare l’aria; quello inferiore era in un unico battente di legno che rimaneva sempre chiuso, in modo che bambini e animali non potessero entrare (o uscire!). Al mezzo battente della porta si stava appoggiati restando in casa per spettegolare con i vicini o per fumare un po’ di tabacco!

TRADUZIONE ITALIANO PRIMA STROFA
Su per le montagne e giù per la valletta alla casina nella valle, dove il merlo e tordo cantano le loro canzoncine e il mio amore sta accanto alla porta.

FONTI
http://www.irishmusicdaily.com/red-is-the-rose
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/06/rose.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/20/red.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=1009
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7171 http://www.mustrad.org.uk/reviews/j_heaney.htm
http://www.irlandando.it/cosa-vedere/sud/contea-di-kerry/killarney-national-park/ http://cottageology.com/information/irishcottagehistory/

 

THE KERRY RECRUIT

Un giovane e sempliciotto ragazzo del Kerry (Irlanda sud-occidentale) che non aveva visto altro che il suo campo, decide di partire per l’avventura e si arruola nell’esercito britannico: siamo nella metà dell’Ottocento e il giovanotto è subito spedito, come carne da cannone, nella guerra di Crimea, all’epoca chiamata Guerra d’Oriente, la guerra russo-turca del 1853-1856.

La canzone si inserisce nel filone dei canti di protesta (anti-war songs) della tradizione popolare irlandese, che più spesso sono cantati dalle madri e dalle mogli, le quali si vedono ritornare a casa i loro uomini, straziati nel fisico e nello spirito dagli orrori della guerra. In questa canzone invece è il ragazzo che si descrive, tra il serio e il faceto, in prima persona, rilasciandoci l’immagine di “idiota patentato“, un soldato “da barzelletta”, un Paddy tronfio di irlandesità: eppure nel suo fervore di servitore “armato” (anche se non ha nemmeno ben chiaro come si faccia a sparare) denuncia l’inadeguatezza del “sistema britannico” di arruolamento e addestramento dei suoi soldati!

Ovviamente il ragazzo (poco più che ventenne) ritorna a casa cieco da un occhio e senza una gamba, eppure è contento di avere una “fine elegant leg made of wood“, la medaglia e un piccolo sussidio d’invalidità che gli permette di sistemarsi con Sheila, evidentemente più soldi di quanto riuscisse a ricavare dal suo lavoro nei campi!

assedio-sebastopoli

La versione attuale deriva da una serie di stampe in Inghilterra alla fine del 1700, inizi 1800 dal titolo The Frolicsome (or Frolicksome) Irishman, The Irish Recruit e The Kerry Recruit, per diffondersi anche in Irlanda in epoca più tarda e in riferimento alla guerra in Crimea (Roly Brown in “Glimpses into the 19th Century Broadside Ballad Trade No. 5: The Kerry Recruit” qui)
“So that we have two distinct outline forms of text at hand – The Frolic(k)some Irishman and The Irish Recruit – and the distribution of printings looks to be particularly circumscribed. ..  From this collection of dates it would appear that texts of The Irish Recruit came later than The Frolic(k)some Irishman.  It is worth noting that, despite such close connections amongst printers, so many small changes in layout and expression occurred – they surely parallel the changes made as oral versions were disseminated and indicate that print, therefore, did not necessarily confer an unchallengeable format. Nor, so far, has the title The Kerry Recruit surfaced and it is only when we encounter Irish broadside printings that it does emerge … It is hardly possible to be absolute in terms of printing dates but the internal evidence as discussed below suggests that Irish printings emerged after The Froli(ck)some Irishman and The Irish Recruit. ”

ASCOLTA The Dubliners
I
One morning in March I was digging the land(1),
with me brogues(2) on me feet and me spade in me hand
And says I to myself, such a pity to see,
such a fine strappin’ lad footin’ turf round Tralee
CHORUS (nonsense)
Wid me too ra na nya and me too ra na nya,
wid me too ra na noo ra na noo ra na nya
II
So I buttered(3) me brogues, shook hands with me spade,
then went off to the fair like a dashing young blade(4)
When up comes a sergeant he asks me to list,
‘Arra, sergeant a gra(5), stick a bob(6) in me fist
III
Well the first thing they gave me it was a red coat(7),
with a wide strap of leather to tie round me throat(8)
They gave me a quare thing, I asked what was that,
and they told me it was a cockade for me hat
IV
The next thing they gave me they called it a gun,
with powder and shot and a place for me thumb
Well first she spat fire and then she spat smoke,
she gave a great leap and me shoulder near broke
V
Well the first place they sent me was down by the quay,
on board of a warship bound for the Crimea
Three sticks in the middle all rowled round with sheets,
faith, she walked on the water without any feet
VI
When at Balaclava(9) we landed quite soon,
both cold, wet and hungry we lay on the ground.
Next morning for action the bugle did call,
and we had a hot breakfast of powder and ball
VII
Well we fought at the Alma, likewise Inkermann,
and the Russians they whaled us at the Redan(10)
In scalin’ the walls there meself lost an eye,
and a big Russian bullet ran away with me thigh
VIII(11)
‘Twas there we lay bleeding stretched on the cold ground,
both heads, legs and arms were all scattered around
I thought of me mam and me cleaveens were nigh,
sure they’d bury me decent and raise a loud cry
IX
Well a doctor was called and he soon staunched me blood,
and he gave me a fine elegant leg made of wood
They gave me a medal and ten pence a day,
contented with Sheelagh(12), I’ll live on half pay.

NOTE
1) Richard Dyer-Bennett dice: “At the age of nineteen, I was ploughin’ the land”
2) brogues: un tipo di scarpe robuste e grossolane un tempo usate in Irlanda ed nelle Highlands scozzesi.
3) letteralmente “imburrai”
4) letteralmente “lama” ma blade= man
5) in gaelico irlandese Gra’ mo chroi’ = love (of) my heart
6) il famigerato “schellino del Re
12th_Foot_uniform7) le giubbe rosse sono i soldati dell’esercito britannico dal XVII al XX secolo per via della giacca rossa delle divise
8) letteralmente: to tie= legare: sono una o due fasce di cuoio bianche da incrociare sul petto che fungono da cinturoni, in effetti la divisa all’epoca era diventata anacronistica con quel rosso sgargiante perfetto per il tiro a segno
9) la battaglia a Balaklava si svolse nel 1854
10) guerra di trincea quella dell’assedio a Sebastopoli, punto nevralgico per il controllo marittimo del Mar Nero, dove i Russi si erano asserragliati in grande numero e intenti non solo a cannonare gli avversari, ma anche a costruire e ricostruire una serie poderosa di fortificazioni, terrapieni difensivi, bastioni e torri. Lo scontro decisivo venne mosso alla Torre Malakov nel pressi del fiume Redan nei primi di settembre del 1855. Le perdite nello scontro furono pesanti per entrambi gli schieramenti, ma alla fine i Russi furono costretti ad abbandonare Sebastopoli. La parola “whale” è riferita alle balene e come verbo rende bene l’idea di una mattanza.
 11) la strofa cantata invece da Joe Heaney dice:
And it’s often I thought of me mother at home,
And while I was with her I was maith go leor;
When the bullets did fly, lads, I did let them pass
I lay down in the ditch, awful feared to be shot.
12) Altre versioni riportano Chela o Shela. Sembrerebbero nomi di donna (Sheelagh = Sheila)
Richard Dyer-Bennett ha aggiunto una strofa finale nella sua registrazione del 1957:
Now that was the story my grandfather told,
As he sat by the fire all withered and old.
“Remember,” said he,”that the Irish fight well,
But the Russian artillery’s hotter than Hell.”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (riveduta da qui)
I
Una mattina di marzo ero a scavare la terra
con le mie scarpacce(2) ai piedi e la mia vanga in mano
e mi dissi: “che peccato vedere
un bel ragazzo robusto, calpestare le zolle nei dintorni di Tralee
II
Così ingrassai (3) le scarpe, salutai la mia vanga
e mentre me ne andavo alla fiera sentendomi un giovanotto(4) affascinante
ti salta fuori un sergente che mi chiede di arruolarmi,
“Urra’, sergente bello mio(5), sbatti uno scellino(6) nel mio pugno”
III
Bene, la prima cosa che mi dettero fu una giubba rossa(7)
con un largo cinturone di cuoio da incrociare intorno alla gola(8);
mi dettero una cosa strana che chiesi cos’era
e mi dissero che era una coccarda per il mio cappello
IV
La cosa successiva che mi dettero la chiamarono un fucile
con polvere e pallottole e un posto per il mio pollice
Bene, prima sputò fuoco, poi sputò fumo,
dette un gran rinculo e la mia spalla quasi si ruppe
V
Bene, il primo posto dove mi mandarono fu per il molo,
a bordo di una nave da guerra diretta in Crimea
Tre pali nel mezzo tutti coperti di lenzuola
incredibile! Camminava sull’acqua senza (bisogno) dei piedi!
VI
Quando arrivammo a Balaklava(9) sbarcammo piuttosto alla svelta
freddi, zuppi e affamati ci buttammo per terra.
Il mattino dopo la tromba ci chiamò in azione
ed avemmo una calda colazione con polvere e proiettili
VII
Beh, combattemmo all’Alma, e così a Inkerman
e i russi ce ne diedero di brutto sul Redan(10).
Là mentre scalavo le mura persi un occhio,
e una grossa palla russa si portò via la mia coscia
VIII(11)
Eravamo là sanguinanti nelle barelle sulla fredda terra
teste, gambe e braccia erano sparpagliate tutte intorno;
pensai che se la mia mamma e i miei parenti erano vicini
sicuramente mi avrebbero dato una sepoltura decente e avrebbero pianto forte.
IX
Beh fu chiamato un dottore che presto arrestò il sangue,
e mi dette una gamba bella ed elegante fatta di legno;
mi dettero una medaglia e 10 pence al giorno
sistemato con Sheelagh(12), vivrò con la mezza paga.

FONTI
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=918 http://www.folkways.si.edu/richard-dyer-bennet/the-kerry-recruit/american-folk-celtic/music/track/smithsonian
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=673&lang=it http://www.irishmusicdaily.com/kerry-recruit http://www.chivalry.com/cantaria/lyrics/kerry-recruit.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44753
http://www.mustrad.org.uk/articles/bbals_05.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=86979

HUNTING THE WREN: THE KING

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.(prima parte continua)

Proseguiamo il viaggio per la campagna britannica per andare in Galles.

Flag_of_WalesGALLES : Pembrokeshire

PLEASE TO SEE THE KING

wildlwood-tarot Ancora controversa la questione se i Druidi praticassero sacrifici umani rituali; il dibattito in verità è più orientato sulla questione temporale (i reperti archeologici hanno dimostrato la diffusa presenza di roghi votivi celtici risalenti all’età del bronzo-ferro) ovvero se la prassi fosse ancora praticata dai Galli ai tempi di Giulio Cesare oppure dai druidi irlandesi alle soglie del Medioevo. Un eccezionale reperto archeologico risalente al I-II secolo a. C. è la mummia chiamata l’uomo di Lindow (detto Pete Marsh da qualche giornalista burlone – gioco di parole derivato da “peat marsh”, in italiano “torbiera”) trovato nella torbiera di Lindow Moss, Wilmslow, Contea di Cheshire (Inghilterra).

IL SACRIFICIO RITUALE – MARTIRIO

In occasione delle due principali festività rituali dell’anno (Samahin o Beltane) i Druidi sacrificavano una vittima umana agli dei. La vittima era nutrita con una focaccia d’orzo, denudata e dipinta di rosso, gli veniva legata una striscia di pelo di volpe sul braccio sinistro. Quindi al sorgere del sole gli veniva data la triplice morte, una per la terra, una per l’aria e una per il cielo. La morte era però “pietosa” perchè la vittima veniva tramortita con un colpo di mazza, poi era garrotata e quindi gli si squarciava la gola con un coltello ricurvo. Il sangue era raccolto in una coppa d’argento e infine veniva sparso sui campi per garantire un raccolto migliore. Anticamente era il re ad essere sacrificato, per ottenere i favori degli dei offesi da qualche “scortesia” (ovvero un venir meno nella sua funzione regale): le annate di carestia che si susseguivano, erano un pessimo segnale!

E’ inevitabile il collegamento tra sacrificio dello scricciolo e il martirio del santo, essendo Santo Stefano il primo martire del cristianesimo (protomartire) ucciso per aver testimoniato la sua fede in Cristo. Secondo il folklore irlandese il Santo si era nascosto in un cespuglio di agrifoglio per nascondersi dalla folla che voleva lapidarlo e il suo nascondiglio venne rivelato dallo strepito di uno scricciolo che aveva deciso di svernare proprio lì!

PLEASE TO SEE THE KING

wren-irelandAnche intitolato semplicemente “The King”) proviene da Pembrokeshire in Galles, ed è tradizionalmente cantato nel giorno di Santo Stefano. A.L. Lloyd commenta nelle note dell’album dei Watersons in “Sound, Sound Your Instruments of Joy”1977: “A wren-boys carol, sung by groups of boys and young men, masked and disguised, who on St Stephen’s Day (December 26) went from door to door carrying a holly bush on which was a dead wren, “the king of the birds”, or something to represent it. This rare song came to the Watersons from Andy Nisbet, who got it from “two old ladies in Pembrokeshire.”
ASCOLTA Steeleye Span in ‘Please to see the King‘ – 1971

ASCOLTA Loreena McKennitt in “Drive Cold Winter Away” 1987

ASCOLTA Nadia Birkenstock


I
Health, love and peace
Be all here in this place
By your leave we will sing
Concerning our king(1).
II
Our king is well dressed
In silks of the best
In ribbons so rare
No king can compare.(2)
III
We have traveled many miles
Over hedges and stiles
In search of our king
Unto you [him] we bring.
IV
We have powder and shot
To conquer the lot
We have cannon and ball
To conquer them all.(3)
V
Old Christmas is past
Twelfth tide is the last
And we bid you adieu
Great joy to the new.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Salute, amore e pace
siano su questa casa,
con il vostro permesso
canteremo del nostro Re (1).
II
Il nostro Re è ben vestito
con la migliore seta,
con preziosi nastri
nessun re si paragona. (2)
III
Abbiamo viaggiato per molte miglia
per siepi e passaggi
alla ricerca del nostro Re
e a voi lo portiamo.
IV
Abbiamo polvere e proiettili
per conquistarne molti
abbiamo cannoni e palle
per conquistarli tutti.(3)
V
Il vecchio Natale è passato
e la dodicesima notte (4) è l’ultima
e noi vi diamo l’addio,
grande gioia per il nuovo anno!

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo e quindi vincere la gara. (raccontata da Joe Heaney qui)
2) manca una strofa allusiva alla gabbietta in cui viene portato lo scricciolo dai wren-boys per mostrarlo alla gente del villaggio: “In his coach he does ride with a great deal of pride, and with four footmen to wait upon him”. (in italiano: Nella sua carrozza è scarrozzato con grande orgoglio da quattro valletti che vegliano su di lui.)
3) la strofa ha un che di rivoluzionario e senza dubbio è stata cantata anche come canzone di protesta, ma tutto sommato è un po’ una spacconata per dire che il gruppo di wren boys aveva fatto incetta di tutti gli scriccioli del bosco!
4) un tempo i giorni del Natale erano solo 12 e si cominciava a contare dal 21 dicembre di modo che il primo dell’anno era anche l’ultimo delle festività. Successivamente il conto è partito dal giorno del Natale di Gesù e così la 12 notte è quella della Befana (6 dicembre).  In questo canto è invece il giorno di Santo Stefano.

THE CUTTY WREN continua

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.htmlhttp://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/thewren.html

HUNTING THE WREN: WREN IN THE FURZE

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: l’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.
(prima parte continua)

Seguitemi quindi in questo viaggio per la campagna irlandese!

irish_flagIRLANDA

La tradizione è ancora diffusa nelle contee di Sligo, Leitrim, Clare, Kerry (in particolare Dingle), Tipperary, Kildare..

VIDEO The West Clare Wrenboys

SECONDA MELODIA IRLANDESE:WREN IN THE FURZE

La versione proviene dalla trasmissione orale e si annovera nella tradizione delle questue rituali dell’a-souling (vedi) e del wassailing (vedi).  Nella canzone si descrive molto chiaramente il clima festoso della questua con condivisione di libagioni, raccolta di soldi “per il funerale dello scricciolo”, danze tradizionali e colossali bevute.

ASCOLTA The Chieftains in The Bells of Dublin 1991


I
Oh the wren, oh the wren
is the king of all birds(1)
On St. Stephen’s Day he got caught in the furze
It’s up with the kettle and down with the pan
Won’t you give us a penny (2) for to bury the wren?
II
Oh, it’s Christmas time; that’s why we’re here.
Please be good enough to give us an ear.
For we’ll sing and we’ll dance if you give us a chance,
And we won’t be comin’ back for another whole year.
III
We’ll play Kerry polkas; they’re real hot stuff.
We’ll play The Mason’s Apron and The Pinch of Snuff,
Jon Maroney’s Jig and The Donegal Reel,/Music made to put a spring in your heel(3).
IV
If there’s a drink in the house, may it make itself known,
Before I sing a song called The Banks of the Lowne,
And I’ll drink with you with occasion in it,
For my poor dry throat and I’ll sing like a linnet.
V
Oh, please give us something for the little bird’s wake,
A big lump of pudding or some Christmas cake(4),
A fist full o’ goose and a hot cup o’ tay(5)
And then we’ll soon be going on our way.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo, lo scricciolo
è il re di tutti gli uccelli (1)
nel giorno di Santo Stefano si cattura tra i cespugli,
mettete su il bollitore e sotto con la padella!
Ci date un penny (2) per seppellire lo scricciolo?
II
E’ Natale, per questo
siamo qui.
Vi preghiamo di essere benevoli e porgerci un orecchio
perchè canteremo e danzeremo se ce ne darete la possibilità
e non ritorneremo che tra un altro anno.
III
Suoneremo polche del Kerry, è roba veramente forte.
Suoneremo “The Mason’s Apron” e “The Pinch of Snuff”,
“Jon Maroney’s Jig” e “The Donegal Reel” tutta musica che vi farà saltare (3).
IV
Se c’è da bere in casa
che si presenti
prima di cantare una canzone dal titolo ” The Banks of the Lowne”
e berrò con voi per l’occasione,
per la mia povera gola secca
e canterò come un fringuello.
V
Prego dateci qualcosa per il funerale del piccolo uccello,
una bella fetta di budino o un dolce di Natale (4)
un bel pezzo di oca e una tazza di tè caldo (5)
e poi ce ne andremo subito per la nostra strada

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo e quindi vincere la gara. (raccontata da Joe Heaney qui)
2) scopo della questua era quello di raccogliere un po’ di soldi per la veglia funebre allo scricciolo (notoriamente passata nel pub a bere alla salute del defunto, a cantare e a danzare)
3) “to put a spring in your heel” letteralmente “mettere una molla ai vostri piedi”
4) il barm brack cake un dolce tradizionale all’uvetta e canditi associato con Halloween e che si abbina anche al Natale, una specie di panettone irlandese più speziato e asciutto rispetto a quello italiano!
5) tay =tea

Ed ecco le musiche citate nella canzone che erano eseguite tradizionalmente dai questuanti
ASCOLTA Medley ‘The Wren! The Wren!’: The Dingle Set
ASCOLTA The Mason’s Apron
ASCOLTA The Pinch of Snuff
ASCOLTA The Donegal Reel

ASCOLTA Heather Dale in The Green Knight 2006 intitola il brano “Hunting the Wren” essendo il primo verso tradizionale e gli altri scritti e arrangiati da Heather M. Dale & Ben Deschamp da ascoltare nella compilation di Top Celtic Christmas Music di Marc Gun al 4:21 minuto

I
Oh the wren, oh the wren is the king of all birds(1)
On St. Stephen’s Day he got caught in the furze
It’s up with the kettle and down with the pan
Give us a penny for to bury the wren
II
Oh the wren, oh the wren is a terrible rake
Won’t you give us a penny for the little bird’s wake?
It’s up with the bottle and it’s down with the can
Give us a penny for to bury the wren
III
Oh the wren, oh the wren has the tiniest quill
Won’t you give us a penny for the little bird’s will?
It’s up with the paper and it’s down with the pen
Give us a penny for to bury the wren
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo è il re di tutti gli uccelli(1) nel giorno di Santo Stefano si cattura tra i cespugli,
mettete su il bollitore e sotto con la padella!
Dateci un penny per seppellire lo scricciolo.
II
Lo scricciolo è un terribile setacciatore,
non volte darci un penny per la veglia dell’uccellino?
Su la bottiglia e giù il bicchiere, dateci un penny per seppellire lo scricciolo.
III
Lo scricciolo ha le più piccole piume, non volte darci un penny per il testamento dell’uccellino?
Mettete su il foglio e giù la penna, dateci un penny per seppellire lo scricciolo.

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Wren.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3289
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15132

continua

THE WREN SONG AND WREN HUNTING

518px-Book_Illustration_of_a_Robin_and_WrenLa canzone dello scricciolo rievoca un rito dalle oscure origini che affondano nella tradizione celtica. Il più piccolo dei passeri, lo scricciolo, (termine che si usa anche per vezzeggiare un bambino molto piccolo) era chiamato in latino reguluspiccolo re” e con questo appellativo era conosciuto in tutta Europa (re di macchie, re di siepi, re di tutti gli uccelli o anche piccolo zar). Un uccello tanto piccolo ma dal canto potente, il più squillante e armonioso. Il nome gaelico “Druidh dhubh” si traduce come “druido degli uccelli” detto anche “passero di Bran” (il dio della profezia). Animale sacro la cui uccisione era considerata tabù e portatrice di sventura, ma non durante il tempo di Yule.

Nel suo libro “La dea bianca”, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate. (continua) Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita.

LA VERA MORTE DI COCK ROBIN

Nei secoli si sono mescolate molte varianti di questa lotta-litigio diventate anche oggetto di racconti per bambini e nursery rhymes, in quella più conosciuta Cock Robin (il pettirosso) si innamora di Jenny Wren (lo scricciolo). Viene celebrato il loro matrimonio (ampia descrizione del banchetto). Tutti sono felici, bevono e mangiano cose deliziose, ma a rovinare la festa entra in scena il cuculo, che vuole portarsi via Jenny Wren, ma nel tafferuglio viene ucciso Cock Robin. In altre varianti una lite tra i due uccellini innamorati precede il matrimonio continua
jennywren-waltercrane

Nell’Inghilterra vittoriana è il pettirosso a rispuntare nelle cartoline degli auguri a simboleggiare la morte-resurrezione di Gesù (e l’uccelino viene raffigurato tra le mani di Gesù bambino tra le braccia di Maria).
Nella fiaba/filastrocca per bambini è lo scricciolo Jenny Wren ad essere la parte femminile della coppia  ed è il Frazer nel suo “Il ramo d’oro” a dirci che gli scozzesi lo chiamano anche “gallina della regina del cielo”. La regina del cielo è evidentemente il sole che nell’antichità era femmina.

LA CACCIA DELLO SCRICCIOLO IN IRLANDA

In Irlanda il giorno di S. Stefano, conosciuto anche con il nome gaelico La An Droilin, il giorno dello scricciolo, i giovani del villaggio con i visi sporchi di fuliggine e armati di bastoni, andavano nei boschi alle prime luci dell’alba per cercare tra i cespugli la tana dello scricciolo: il primo di loro che riusciva a colpirlo diventava il re per un giorno. Il corpicino dello scricciolo legato ad un ramo di agrifoglio veniva portato in processione di casa in casa e cantando una filastrocca i ragazzi dello scricciolo ricevevano piccoli doni lasciando in cambio una piuma strappata dal petto del piccolo uccellino. Compiuto il giro presso tutte le case del villaggio i ragazzi intonavano una nenia funebre e andavano a seppellire lo scricciolo nel cimitero. Scrive James Frazer nel “Ramo d’oro” “Uno scrittore del secolo XVIII dice che in Irlanda lo scricciolo “viene ancora acchiappato e ucciso dai contadini il giorno di Natale e quello successivo (il giorno di Santo Stefano); e viene portato in processione attaccato ad una zampetta… e in ogni villaggio si fa una processione di uomini, donne e bambini che cantano una ballata irlandese in cui si dice che questo è il re di tutti gli uccelli”. Fino ai nostri giorno (l’inizio del secolo XX) la caccia dello scricciolo si fa ancor in alcune parte del Leinster e del Connaught” In effetti la caccia dello scricciolo era un rituale pan-celtico sopravvissuto nell’Irlanda sud-occidentale: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio. wren-boys

Parade of Wren Bush & Boys, 1850

Ancora oggi gli Wren Boys indossano vestiti stracciati e si coprono o dipingono i visi e vanno di casa in casa cantando la Canzone dello Scricciolo accompagnandosi con vari strumenti tradizionali, oggi non si permette più l’uccisione dell’uccellino, e appeso al ramo di agrifoglio c’è un simulacro che tutti i bambini del villaggio devono colpire con bastoni o sassi, fino a farlo cadere. Una volta “ucciso” lo scricciolo, i bambini dovranno bussare alle porte del paese con un rametto di agrifoglio in mano, chiedendo soldi per seppellirlo. Ancora alla fine della seconda guerra mondiale c’era l’usanza di catturare (nottetempo) lo scricciolo per tenerlo prigioniero per tutto il giorno del 26 dicembre in una gabbietta e mostrarlo di casa in casa chiedendo dei soldi per il suo funerale. I giovani del paese la sera sarebbero poi andati al pub a fare una bella veglia funebre all’irlandese (bevendo, cantando e ballando!!) (testimonianza di Joe Heaney qui)
A Dingle (contea di Kerry, Irlanda) il Giorno dello Scricciolo è celebrato con una festa: il fantoccio dell’uccellino è legato su un alto palo (decorato con nastri e rami di agrifoglio e edera) e portato in parata per le strade con tanto di musicisti: il danaro ricavato dalla questua è donato in beneficenza o dedicato alla danza serale che si svolge attorno al palo decorato. Le persone offrono birra e dolci (ma anche qualche monetina) e i più giovani di ogni casa visitata si uniscono alla combriccola finché non si da vita a un gruppo numeroso di ragazzini. Alcuni Wren boys indossano abiti di paglia e buffi copri capi sempre in paglia che nei secoli XVIII e XIX erano i travestimenti dei Whiteboys, i sovversivi al tempo delle guerre contadine. pommer-wrenboys L’usanza oltre che in alcune parti d’Irlanda è diffusa nell’Isola di Man e in alcune parti del Galles, nel Suffolk, ma anche in Canada presso le comunità irlandesi.

THE WREN SONG

Le strofe cantate nella questua variano a seconda delle località e non si può non rilevare una certa somiglianza con le questue dell’a-souling (vedi). Nel raccolta “Song of Uladh” (1904) di Herbert Hughes si riporta una strofa e la testimonianza di Gerald Griffin (1803-1840) “The Wran! the Wran! the king of all birds,St Stephen’s day was caught in the furze; Although he’s little, his family’s great. Get up, fair ladies! and give us a trate! And if your trate be of the best, In heaven we hope your soul will rest!”’ ‘The Wren-boys of Sean-ghualann [Griffin has Shanagolden] … were all assembled pursuant to custom on the green before the chapel-door on a fine frosty morning, being the twenty-sixth of December, or Saint Stephen’s Day – a festival yet held in much reverence in Mumha [Griffin has Munster], although the Catholic Church has for many years ceased to look upon it as a holiday of “obligation”. ‘Seven or eight handsome young fellows, tricked out in ribbons of the gayest colours, white waistcoats and stockings, and furnished with musical instruments of various kinds – a fife, a piccolo, an old drum, a cracked fidil [Griffin has fiddle], and a set of bagpipes – assumed their place in the rear [Griffin has rere] of the procession, and startled the yet slumbering inhabitants of the neighbouring houses by a fearfully discordant prelude. ‘Behind those came the Wren-boy par excellence – a lad who bore in his hands a holly-bush, the leaves of which were interwoven with long streamers of red, yellow, blue and white ribbon; all which finery, nevertheless, in no way contributed to reconcile the little mottled tenant of the bower (a wren which was tied by the leg to one of the boughs) to his state of durance. After the Wren-boy came a promiscuous crowd of youngsters, of all ages under fifteen, composing just such a little ragged rabble as one observes attending the band of a marching regiment on its entrance into a country town, shouting, hallooing, laughing, and joining in apt chorus with the droning, shrilling, squeaking, and rattling of the musicians of the morn.’ Di solito le canzoni dello scricciolo si compongono di tre, quattro strofe abbastanza simili da regione a regione (è ovvio che se si doveva girare di casa in casa per tutto il paese la canzone era piuttosto breve!!)


I
The Wren, the Wren the king of all birds(1),
St. Stephenses day, he was caught in the furze.
Although he is little, his honor(2) is great,
Rise up, kind sir, and give us a trate(3).
II
We followed this Wren ten miles or more
Through hedges and ditches and heaps of snow,
We up with our wattles and gave him a fall
And brought him here to show you all.
III
For we are the boys that came your way
To bury the Wren on Saint Stephenses Day,
So up with the kettle(4) and down with the pan!
Give us some help for to bury the Wren!
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo, il re di tutti
gli uccelli(1)
nel giorno di S. Stefano è catturato tra i cespugli
sebbene sia piccolo, il suo spirito(2) è grande,
alzatevi, gentile signore, e dateci un dolcetto(3).
II
Abbiamo inseguito questo scricciolo per 10 e più miglia
tra siepi e fossati e cumuli
di neve,
abbiamo fatto rumore con i nostri bastoni e lo abbiamo intrappolato
e lo portiamo qui per mostrarlo a tutti.
III
Perchè noi siamo i ragazzi che vengono sulla vostra strada
a portare lo Scricciolo nel giorno di S. Stefano,
su la lattina(4) e giù la monetina
Dateci un aiuto per seppellire lo Scricciolo.

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò, si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo all’ultimo momento e quindi vincere la gara. (raccontata da Joe Heaney qui )
2) letteralmente onore, ma qui è da intendersi più in termini “mistici”
3) in altre versioni è espressamente richiesto un penny, ma più spesso ai questuanti si dava un dolce (barm brack un dolce tradizionale all’uvetta e canditi associato con Halloween e anche con il Natale, una specie di panettone irlandese più speziato e asciutto rispetto a quello italiano!) vedi
4) la parola si traduce come bollitore, teiera ma nel contesto credo voglia dire lattina. La traduzione letterale è: mettete su il bollitore e sotto con la padella!

Seguitemi allora in questo viaggio per la campagna britannica e per l’Irlanda!

LE WREN SONGS suddivise per territorio continua
Musiche e danze per il giorno dello scricciolo qui

APPROFONDIMENTO
SOLSTIZIO D’INVERNO qui
COCK ROBIN, DEATH AND BURIAL OF COCK ROBIN vedi

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html http://paulbommer.blogspot.it/2010/12/advent-calendar-23rd-dec-wren-boys.html http://www.gippeswic.demon.co.uk/wren.html

SNOWY BREASTED PEARL

501c1a56c3261cb2a69548bbf68ca75cAnche come Pearl Of The White Breast (in gaelico Pearla na m-Brollac Baine o Péarla an Bhrollaigh Bháin) è una poesia irlandese del 18° secolo, tradotta in inglese da George Petrie nel 1855. La melodia è stata stampata in “A General Collection of the Ancient Irish Music” di Edward Bunting (1796) che l’ha accreditata a Turlough O’Carolan. “The tune was recorded (as “Pearla an Vroley Vaun”) by the Belfast Northern Star of July 15, 1792, as having been played in competition by one of ten Irish harp masters at the last great convocation of ancient Irish harpers, the Belfast Harp Festival, held that week. O’Neill (Music of Ireland: 1850 Melodies), 1903/1979; No. 511, pg. 89. Stanford/Petrie (Complete Collection), 1905; No. 623, pg. 156.”( The Fiddler’s Companion)

LA MELODIA

ASCOLTA Cáit Ní Chonchúir all’arpa

VERSIONE IN GAELICO

ASCOLTA Pádraig Mac Niocaill
ASCOLTA Joe Heaney

Tá cailín deas ‘mo chrádh le bliain agus le lá Is geallta a bheith a’m le pósadh Ach mo chreach agus mo chrádh ní dhom a bhí sí i ndán Ach an té údan nár labhair mé go fóill air Don Fhrainc nó don Spáinn dhá dtéadh mo ghrá Ó rachainn gach lá dhá féachaint Mara dhomsa a bhí tú i ndán, a phéarla an bhrollaigh bháin Mac Muire go brách ar fónamh(1).

TRADUZIONE INGLESE
A lovely girl has been tormenting me for a year and a day, and was promised to be mine in marriage; but alas and alack, she was not destined for me, but for the one over there whom I’ve not yet told of. If my love went to France or Spain I would go there every day to see her. If you were not to be mine, oh pearl of the white breast, Son of Mary, fit (1) for ever.

NOTE
1) Donal O’Sullivan in “Songs of the Irish” (Dublino, 1960, p. 46) ‘Mac Muire na ngrás Dar Saora!’ – May the Son of Mary of the graces save us! La melodia è come quella riportata da O’Sullivan

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Una bella ragazza mi ha tormentato per un anno e un giorno e le avevo promesso di diventare mia in matrimonio; ma ahimè e purtroppo lei non era destinata a me, ma per colui laggiù di cui non ho ancora detto. Se il mio amore andasse in Francia o in Spagna andrei là ogni giorno per vederla. Se tu non dovessi essere mia perla dal candido seno, possa il Figlio di Maria misericordiosa salvarci

PRIMA VERSIONE

ASCOLTA Wolfe Tones in Let the people sing 1972 che la suonano più velocemente come un valzer

ASCOLTA Landor (strofe I e III) in una versione più moderna e dal ritmo sincopato la musica è di Katharina Schwärzer e sfuma nella jig dal titolo Muiñeira de Bargaz (melodia tradizionale delle Asturie)

I
There’s a colleen fair as May For a year and for a day I have sought by every way her heart to gain There’s no art of tongue or eye Fond youths with maidens try Yet I’ve tried with ceasless sigh, yet tried in vain
CHORUS
If to France or far off Spain She crossed the watery main To see her face again the seas I’d brave But if this is Heaven’s decree That mine she may not be May the Son of Mary me in mercy save
II
Oh, thou blooming milk white dove To whom I’ve given true love Do not ever thus reprove my constancy. There are maidens would be mine With wealth in land and kine(1) If my heart would but incline to turn from thee
III
But a kiss with welcome bland And touch of thy fair hand Are all that I demand would’st thou not spurn But if not mine dear girl Oh, Snowy Breasted Pearl May I never from the fair, with life, return(2)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’è una ragazza bella come il Maggio per un anno e un giorno ho cercato in tutti i modi di conquistare il suo cuore. Non c’è arte nel dire o nello sguardo con cui i giovani appassionati tentano le ragazze eppure ho provato con incessanti sospiri ma ho provato invano.
CORO
Se per la Francia o la lontana Spagna lei attraversasse il mare, per vedere il suo viso ancora gli oceani affronterei, ma se questo è il decreto celeste che ella non possa essere mia, che il figlio di Maria abbia misericordia di me.
II
O tu bianca colomba in fiore alla quale ho dato il vero amore così dunque non rimproverare la mia costanza ci sono fanciulle che vorrebbero essere mie in ricchezza e in povertà e tuttavia il mio cuore è incline a ritornare da te
III
Ma un bacio di benvenuto lieve e un tocco della tua bella mano sono tutto ciò che chiedo invece del disprezzo, e se altrimenti, mia cara ragazza, perla dal niveo seno, possa io dalla fiera mai ritornare vivo.

NOTE
1) la traduzione letterale è “in ricchezza di terra o vacche”
2) cosa ci sia di così pericoloso dall’andare ad una fiera da rischiare di non ritornare a casa vivo, non sono ancora riuscita a capirlo!

SECONDA VERSIONE

Stessa melodia ma testo diverso la canzone nota anche con il titolo “Oh! She Is Not Like The Rose“, venne scritta da Sir Stephen Edward De Vere (1812-1904) uomo politico e poeta della contea di Limerick.
Il tipo di donna descritto, dolce, modesta e remissiva era evidentemente il modello della perfetta moglie e madre di figli che un uomo vittoriano e vecchio stile potesse desiderare.. una donna decisamente anacronistica alla luce di tutte le battaglie femministe (all’epoca le chiamavano suffragette!!) che fervevano nella fine dell’Ottocento!

ASCOLTA John McCormack 1910 La canzone venne cantata al “Dublino Feis Ceol” del 1903 dall’allora diciannovenne e sconosciuto tenore e la sua interpretazione gli valse il primo premio nella sua categoria.

I
Oh she is not like the rose that proud in beauty glows And boasteth that she’s so wondrous fair But she’s like the violet blue, ever modest, ever true From her leafy bower perfuming the still night air Oh, she’s gentle, loving, mild, she’s artless as a child Her clustering tresses softly flowing down I’ll love thee ever more, sweet colleen Oge as-thore(1) My true love, My Snowy Breasted Pearl.
II
If I sigh, a sudden fear comes o’er her and a tear Stands quivering within her downcast eye When I smile those orbs of azure gleam forth with love and pleasure Like sudden glory bursting through a clouded sky If I claim her for my bride she trembles at my side And gently lifts her eyes with looks so tender I love the, only thee, my colleen Oge Machree My true love, my snowy breasted pearl.
III
Such was she, but oh! A change, how mournful and how strange On my loved one, my own beloved one came Paler still her cheer grew and her eyes azure hue Seemed lighted with a flame, a fatal, wasting flame Oh! We laid her in the grave, where the willows sadly wave And the hollow winds are sighing a plaintive wail I’m alone, alone, alone; so wearily I moan For my lost love, my snowy breasted pearl

NOTE
1) colleen Oge as-thore = Young girl, my treasure
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Lei non è come la rosa che fiera risplende di bellezza e si vanta di essere così mirabilmente bella, piuttosto lei è come la viola del pensiero sempre modesta, sempre sincera, dal pergolato frondoso profumando l’aria della notte immota o lei è gentile, amabile, docile è senza finzione come un bambino, le sue ciocche intrecciate con grazia cadono ti amo sempre più, dolce fanciulla, mio tesoro. Mio vero amore, mia perla dal seno niveo.
II
Se sospiro un’improvvisa paura cade su di lei e una lacrima sta fremente sul suo occhio rivolto in basso quando sorrido quelle sfere di azzurro brillano con amore e piacere come una gloria improvvisa squarcia un cielo rannuvolato se lei rivendico come mia sposa, lei trema al mio fianco e gentilmente alza gli occhi con sguardi così teneri io amo lei, la sola la mia dolce fanciulla, mio tesoro, giovane ragazza, mio amore Mio vero amore, mia perla dal seno niveo.
III
Così era lei ma oh un cambiamento qual triste e strano sulla mia amata, proprio la mia amata venne. Il pallore sulle sue guance crebbe ,i suoi occhi d’azzurro sembravano illuminarsi di fiamma, una fatale, fiamma malata. O la deponemmo nel sepolcro dove i salici tristemente mormorano e i venti cupi sospirano un lamentoso ululato sono solo, solo, solo; così spossato piango per il mio amore perduto, la mia perla dal niveo seno

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12541 http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=987 http://martindardis.com/id653.html http://www.contemplator.com/ireland/pearl.html http://www.bartleby.com/250/16.html http://spikesmusic.spike-jamie.com/irish/13/OH-SHE-IS-NOT-LIKE-THE-ROSE.pdf http://www.musicnotes.com/sheetmusic/mtdFPE.asp?ppn=MN0100008

 

AN CHÚILFHIONN – THE COOLIN’

Cúilfhionn‘ (coolun) è una parola irlandese composta (Cuil-Fhionn) che si traduce come lunghi capelli fluenti -con il significato di biondi – così con la parola Colleen, Cailin si intende in senso lato una bella ragazza.

BELLEZZA DI FATA

Edward Bunting trascrisse melodia e testo dall’arpista Dennis Hempson nel 1796, ma i primi versi in gaelico risalgono al 1641 attribuiti a Maurice O’Dugan (Muiris Ua Duagain) bardo di Tyrone, non mancano però speculazioni più o meno fantasiose riguardo alle capigliature a “boccoli” portate un tempo dai giovani irlandesi:
“The original song, told from a young maiden’s point of view, berates those Anglo-Irish who conformed to the edit by cutting their hair, and praises the proud Irishman who remained true to ancestral custom (the Gaelic title “An Chuilfhionn,” means ‘the fair-haired one’). The Irish Parliament passed another law in 1539 forbidding any male, Irish or Anglo-Irish, from wearing long or flowing locks of hair–this enactment, relates Flood, is the supposed impetus for the claim that Thomas Moore wrote the song and tune of “The Coolin,” which was printed by Walker in 1786.” (da Fiddler Companion)

LA MELODIA: THE COOLIN

Probabilmente la più popolare “slow air” irlandese, in origine una melodia per arpa, eseguita oggi da quasi tutti gli strumenti della tradizione irlandese (in particolare il violino). Secondo alcuni studiosi il brano potrebbe risalire a metà-fine XIII secolo, ma la versione standard è decisamente arrangiata con il gusto barocco: possiamo considerare il brano un felice esempio di adattamento di una melodia tradizionale popolare in chiave classica, una “slow air” crepuscolare talmente bella che si dice sia stata rubata agli elfi ed è praticamente immancabile come wedding song!!!
ASCOLTA Jim McKillop & Zoe Conway (violino)

ASCOLTA Liam O’Connor organetto

ASCOLTA Michael Flatley al flauto irlandese (con il titolo di Whispering Wind)

Una melodia interpretata da tutti gli strumenti della tradizione irlandese
ASCOLTA
Seamus Tansey & John Blake al flauto irlandese
ASCOLTA Matt Dean al tin whistle
ASCOLTA Leo Rowsome uilleann pipes
ASCOLTA Crimson Ensemble ancora uilleann pipes
ASCOLTA Clive Murray alla chitarra
ASCOLTA Brendan Doc Savage al mandolino
ASCOLTA J.J. Sheridan al pianoforte
ASCOLTA Katy Graham all’arpa
ASCOLTA Star Edwards arpa con corde di metallo

LA VERSIONE IN GAELICO: AN CHÚILFHIONN

elfoCome si diceva all’inizio, della presunta versione al femminile non resta traccia, quanto piuttosto il testo più antico attribuito al bardo di Tyrone Maurice O’Dugan è un canto d’amore indirizzato a una soave creatura bionda dalla bellezza di fata.
Ma a partire dal Settecento si trovano le trascrizioni di una serie di testi provenienti da più parti d’Irlanda, vuoi dal Clare e dal Munster a testimonianza della grande popolarità del brano.

ASCOLTA Joe Heaney
ASCOLTA Folkstone (strofa I e III)

I
An bhfaca tú an chúilfhionn ‘s í ag siúl ar na bóithre
Maidin gheal drúchta, ní raibh smúit ar a bróga
Is iomadh ógánach súlghlas ag tnúth lena pósadh
Ach ní bhfaighidh siad mo rún-sa ar an gcúntar is dóigh leo.
II
An bhfaca tú mo bhábán lá breá is í ina haonar
A cúl dualach drisleánach go slinneán síos léi?
Mil ar an ógmhnaoi is rós breá ina héadan
Gur dóigh le gach spreasán gur leannán leis féin í.
III
An bhfaca tú mo spéirbhean ‘s í taobh leis an toinn
Fáinní óir ar a méara ‘s í ag réiteach a cinn?
‘Sé dúirt an Paorach a bhí ina mhaor ar an loing
Go mb’fhearr leis aige féin í ná Éire gan roinn.

TRADUZIONE IN INGLESE
I
Have you seen the faired-haired girl
walking down the road on a bright dewy morning,
not a drop on her shoes?(1)
Many’s the grey-eyed youth thinking to marry her,
but they’ll not get my treasure for the bargain they have in mind
II
Did you see my baby on a fine day on her own,
her twining tresses tumbling down to her shoulders?
Sweet young woman of rosy countenance,
whom every worthless youth imagines will be his sweetheart.
III
Did you see the goddess by the side of the sea,
gold rings on her fingers, dressing her hair?
Power, steward on the boat, said that
he’d rather have her than the whole of Ireland.
Tradotto da Cattia Salto
I
Avete visto la mia ragazza dai lunghi capelli biondi camminare per la strada in un mattino umido di rugiada, senza una goccia sulle sue scarpe? (1)
Ci sono molti giovani invidiosi che vorrebbero sposarla, ma essi non prenderanno il mio tesoro, non importa quello che pensano.
II
Avete visto la mia bella in un bel giorno tutta sola, i suoi capelli arricciati in boccoli ricadenti sulle spalle? Amata giovinetta dal roseo colorito di cui ogni giovane indegno spera di essere l’amante!
III
Avete visto la dea in riva al mare, anelli d’oro alle dita che si acconcia i capelli?
Power, che è il comandante della nave disse che avrebbe preferito lei piuttosto che l’intera Irlanda.

NOTE
1) nella versione di Edward Bunting leggiamo che la fanciulla è appena uscita dal bosco più profondo (un modo per dire che è una creatura fatata) con le scarpe ancora umide di rugiada (una sorta di Venere nata dai boschi invece che dalle acque).

ASCOLTA Brendan Behan

Il testo pubblicato da Edward Bunting è però diverso (“Bunting’s Ancient Music of Ireland” Cork: Cork University Press, 1963, Donal O’Sullivan & Mícheál Ó Súilleabháin, ed): è un elegia alla bellezza della fanciulla.


Da bh[f]aicfeá-sa an chúilfionn,
Is í siúl ar na bóithribh
Dul bealach na cúl-choill’
‘S an drúcht lena brógaibh.
Mo bhrón ‘sí mó brún í,
Is níl [tnúth?] aici le óige
‘S go dtug sí barr múinte
Ar chúigibh na Fódla.
Is lonrach ‘s is péarlach
An mhaighdean chiúin tséimh í,
Is ró-dheise len fhéachaint
‘Na sceimh an ghréinéirí (?).
Samhail de Dheirdre
A méin is a breáthacht
Mar shoilse lae ag éirí
Nó réalta oíche Márta.


TRADUZIONE INGLESE
If you were to see the fair lady,
As she walked the roads
Going by the way of the back woods
And the dew on her shoes
Alas, she is my loved one
And she pities not my youth
She excels the five provinces of Erin
In high accomplishments.
She is radiant and beautiful.
This mild gentle maiden .
It is a great loveliness to see
In her beauty, the rising sun.
She is an image of Venus
In her disposition and splendour
As the morning light arising
Or as the stars on a March sky.

tradotto da Cattia Salto
Se vedeste la mia bella ragazza camminare per le strade proveniente dai boschi con la rugiada sulle scarpe.
Ahimè è colei che amo e non ha pietà della mia gioventù.
Ella eccelle nelle cinque province d’Irlanda per gli alti conseguimenti. E’ radiosa e bella questa fanciulla mite e gentile.
E’ una grande bellezza vedere nella sua beltà il sorgere del sole.
E’ l’immagine di Venere nella sua indole e splendore, come il sorgere della luce mattutina o come le stelle in un cielo di Marzo.

I versi furono tradotti (più o meno liberamente) da Thomas Furlong come segue:
Had you seen my sweet Coulin at the days early dawn,
When she moves through the Wildwood or wide dewy lawn?
There is joy, there is bliss in her soul-cheering smile,
She’s the fairest of flowers in our green bosomed isle.
In Balanagar dwells the bright blooming maid,
Retired, like the primrose that blows in the shade;
Still dear to the eye that fair primrose may be,
But dearer and sweeter is my Coulin to me.
Oh, Dearest! thy love from thy childhood, was mine,
Oh, Sweetest! this heart from life’s op’ning was thine
And though coldness by kindred or friends may be shown,
Still, still my sweet Coulin, that heart is thine own.
Thou light of all beauty, be true still to me,
Forsake not thy swain, love though poor he may be;
For rich in affection, in constancy tried,
We may look down on wealth in its pomp and its pride.

La traduzione che ne fa Samuel Ferguson (Sparling, Irish Minstrelsy, 1888) è invece:
O had you see the Coolun,
Walking down the cuckoo’s street,
With the dew of the meadow shining
On her milk-white twinkling feet!
My love she is, and my coleen oge,
And she dwells in Bal’nagar;
And she bears the palm of beauty bright,
From the fairest that in Erin are.
In Bal’nagar is the Coolun
Like the berry on the bough her cheek;
Bright beauty dwells for ever
On her fair neck and ringlets sleek;
Oh, sweeter is her mouth’s soft music
Than the lark or thrush at dawn,
Or the blackbird in the greenwood singing
Farewell to the setting sun.
Rise up, my boy! make ready
My horse, for I forth would ride,
To follow the modest damsel,
Where since our youth were we plighted,
In faith, troth, and wedlock true –
She is sweeter to me nine times over,
Than organ or cuckoo!
For, ever since my childhood
I loved the fair and darling child;
But our people came between us,
And with lucre out pure love defiled;
Ah, my woe is is, and my bitter pain,
And I weep it night and day,
That the coleen bawn of my early love,
Is torn from my heart away.
Sweetheart and faithful treasure,
Be constant still and true;
Now for want of hers and houses
Leave one who would ne’er leave you,
I’ll plege you the blessed Bible,
Without and eke within,
That the faithful God will provide for us,
Without thanks to kith or kin.
Oh, love, do you remember
When we lay all night alone,
Beneath the ash in the winter storm
When the oak wood round did groan?
No shelter then from the blast had we,
The bitter blast or sleet,
But your gown to wrap about our heads,
And my coat around our feet.

continua

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/Coolin.htm
http://thesession.org/tunes/1815 http://www.ibiblio.org/fiddlers/COO_CORI.htm#COOLUN/COOLN
http://www.cranfordpub.com/langan/Coolin.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45138
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=58793
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20475#243322 http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=757