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GO NO MORE A ROVING

Il 2016 è stato un anno da “bollettino di guerra”, per parafrasare Carlo Muscatello,  “per il mondo del pop e del rock”,  -per citare appena la metà dei musicisti deceduti – David Bowie, Glenn Frey, Paul Kantner, Keith Emerson, Leonard Cohen  (vedi) così sulla suggestione di una “appalachian mountain song” e la poesia di Lord Byron ecco la mia proposta musicale del giorno.
La prima “A-rovin’ on a winter’s night” di stampo più popolare racconta le pene d’amore di un innamorato respinto, la seconda “So we’ll go no more a-roving” è  una poesia scritta da Lord Byron nel 1817 una sorta di congedo dall’amante per lo spegnersi della passione: così il primo è potenzialmente aperto all’avventura (anche se afflitto, promette eterno amore a colei che lo ha respinto) mentre il secondo è sazio dell’amore e stanco di avventure.

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A-ROVING ON A WINTER’S NIGHT

Tra le melodie degli emigranti irlandesi e scozzesi dei Monti Appalachi questa “Cold Winter Night” è stata divulgata e resa popolare da Doc Watson negli anni 70 (nell’LP The Watson Family Tradition – Dolly Gree)
La struttura dei versi e le sue immagini riprendono la poesia di Robert Burns “My Love’s like a rose” anche se in toni meno ricercati: il protagonista vuole affogare il dispiacere nel bere perchè è stato rifiutato dalla ragazza di cui è innamorato!

ASCOLTA Doc Watson

ASCOLTA Maggie Holland in Circle Of Light 2003.
Maggie Holland sang Roving on a Winter’s Night in 2003 on her CD Circle of Light. She commented in her liner notes: I learned Roving on a Winter’s Night from the singing of Doc Watson—although the Appalachian tradition came up with a sprightly tune the words seem to be descended via various floating verses from My Love Is Like a Red Red Rose. (I don’t know what a “butter rose” is, but it sounds nice.) I think Robbie would have approved of the notion of drinking good old wine and reminiscing about some pretty little girl who’d broken his heart. (tratto da qui)

ASCOLTA James Galway, Jay Ungar, Molly Mason


I
A-rovin’ on a winter’s night
And a-drinkin’ good old wine,
Thinkin’ about that pretty little girl,
That broke this heart of mine.
II
She is just like a bud of rose (1),
That blooms in the month of June.
Or like some musical instrument,
That’s just been lately tuned. (2)
III
Perhaps it’s a trip to some foreign land,
A trip to France or Spain,
But if I should go ten thousand miles,
I’m a-comin’ back home again.
IV (3)
And it’s who’s a-gonna shoe your poor little feet,
Who’s a-gonna glove your little hands?
Who’s a-gonna kiss your sweet little lips,
Honey, who’s a-gonna be your man?
V
I love you till the sea runs dry,
And the rocks all melt in the sun.
I love you till the day I die,
Though you will never be my own.
Traduzione di Cattia Salto
I
In cerca d’avventure in una notte d’Inverno
bevendo del buon vecchio vino
penso a quella ragazzina graziosa
che mi ha spezzato il cuore
II
Proprio come un bocciolo di rosa (1)
che fiorisce nel mese di Giugno
o come uno strumento musicale
che è stato appena accordato. (2)
III
Se fossi in viaggio per terre straniere
un viaggio in Francia o Spagna,
anche se dovessi andare lontano 10 mila miglia, ritornerei a casa di nuovo.
IV (3)
E chi metterà le scarpe ai tuoi poveri piedini
chi metterà i guanti alle tue
manine?
Chi bacerà le piccole dolci
labbra,
zuccherino, chi sarà il tuo uomo?
V
Ti amerò finchè gli oceani si prosciugheranno,
ti amerò fino al giorno della mia morte
anche se non sarai mai mia (moglie)

NOTE
1) in effetti Doc sembra dire “butter” rose
2) la strofa richiama più direttamente la poesia di Robert Burns  che dice
O my Luve’s like a red, red rose
That’s newly sprung in June;
O my Luve’s like the melodie
That’s sweetly play’d in tune.
3) questo blocco di versi invece richiama la ballata Lord Gregory qui il poeta si chiede: chi si prenderà cura di te?

GO NO MORE A ROVING

Il testo è di Lord Byron (1788-1824), tratto dalla poesia “So, we’ll go no more a roving” scritta in una lettera inviata aThomas Moore il 28 Febbraio 1817.
Byron aveva 29 anni e così scrive all’amico “At present, I am on the invalid regimen myself. The Carnival–that is, the latter part of it, and sitting up late o’ nights–had knocked me up a little. But it is over–and it is now Lent, with all its abstinence and sacred music… Though I did not dissipate much upon the whole, yet I find “the sword wearing out the scabbard,” though I have but just turned the corner of twenty nine.”

Dopo alcuni intensi anni di dissolutezze nemmeno trentenne (Byron muore a 36 anni) il poeta si sentiva vecchio, “consumato”, incapace di rigenerarsi, mentre la luna continua a brillare indifferente e con lei tutte le avventure non vissute!
Il tema, come si evince dal testo, riguarda il raggiungimento dell’età adulta  e della pace dei sensi dopo una gioventù sfrenata (Byron era infatti un noto dongiovanni). L’immagine della luna rappresenta quindi tutte le donne che il poeta non è riuscito a raggiungere e che continuano a brillare in tutta la loro bellezza, incuranti del fatto che il suo desiderio si stia poco a poco spegnendo. (tratto da qui)

Eppure la poesia si presta a molteplici letture: il poeta rimpiange l’amore e con esso la vita che gli sfugge e così la canzone è un fare-well, un canto dell’addio!

ASCOLTA Leonard Cohen 2004


ASCOLTA Joan Baez 1964 (altro arrangiamento musicale)


So we’ll go no more a-roving (1)
So late into the night,
Though the heart be still as loving,
And the moon be still as bright.
For the sword outwears its sheath (2),
And the soul outwears the breast,
And the heart must pause to breathe,
And love itself have rest.
Though the night was made for loving,
And the day returns too soon,
Yet we’ll go no more a-roving
By the light of the moon.
TRADUZIONE ITALIANO (da qui)
E così non andremo più in cerca di avventure (1) nella notte più tarda
sebbene il cuore continui ad amare come prima e la luna brilli con la stessa intensità.
Perchè la spada dura più a lungo del fodero, (2) e l’anima consuma il petto
e il cuore deve fermarsi per riprendere fiato
e l’amore stesso deve trovare la sua quiete. (3)
Sebbene la notte sia stata fatta per amare, e il giorno ritorni sempre troppo presto,
non andremo più in cerca di avventure
alla luce della luna.

NOTE
1) roving  significa “aver voglia di avventure amorose” ma anche“ vagabondare”.
2) “Sheath”  significa anche guaina così la spada e il fodero alludono agli organi sessuali; spada e fodero sono in una prima lettura anima e corpo, l’anima e con essa il sentimento sono più duraturi mentre il corpo è cosa fragile e contingente
3) può voler dire: ecco mettiamoci l’anima in pace, l’amore tra di noi è finito – perchè non c’è più passione tra di noi, perchè ci è venuto a noia; ma  anche il contrario: l’amore come sentimento fatto anche di spiritualità oltrechè di passione, è potenzialmente eterno, ma deve arrendersi davanti alla fragilità della materia, ovvero alla stanchezza fisica dovuta al declino della vecchiaia.

FONTI
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/arovingonawintersnight.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=49071
http://www.lyra.net/canzoni-e-accordi/leonard-cohen/dear-heather/go-no-more-a-roving#traduzione
http://mural.uv.es/neferi/Firstpaper.htm

BONNY LASS OF FYVIE

soldierTre titoli per una ballata: Bonny Lass of Fyvie in Scozia, Pretty Peggy of Derby in Inghilterra e Pretty Peggy-o in America.  Francis James Child ritiene tutte le “ballate di Peggy” (e le sue varianti “Fen(n)ario”) come facenti parte del ramo di Trooper and Maid: un genere che risale quantomeno al 1600 e ha come tema l’incontro di una notte tra un soldato e una fanciulla prima che lui parta per la guerra; di solito è la ragazza a prendere l’iniziativa, mentre è il bel soldatino a essere evasivo sul dopo, e specialmente davanti alla parola matrimonio; in questo contesto invece, un giovane capitano dei dragoni si innamora perdutamente di una bellezza locale, la quale lo respinge perchè la madre non lo ritiene un buon partito.

LA VERSIONE SCOZZESE: THE MAID OF FIFE or FYVIE?

Il capitano è un dragone della Guardia Reale Irlandese, un reggimento di cavalleria istituito nella British Army nel 1685. La collocazione della vicenda è riconducibile all’Aberdeenshire (la punta del naso della sagoma a testa di cane con la quale per semplicità si identifica il territorio della Scozia), con precisi riferimenti a località nei pressi di Inverurie. In altre versioni la ragazze è del Fife una contea che si trova invece più sotto lungo la costa nel fiordo di Tay e di Forth.
La prima versione in stampa della ballata risale al 1794 e la ragazza respinge il corteggiatore perchè è solo un giovane cadetto senza terra e eredità; in altre versioni diventa invece una “soldier maid” (o per dirla alla scozzese una sodger lass) e lo segue con la retroguardia.

Per coloro che avessero nostalgia delle parate militari con contorno di cornamuse e tamburi da ascoltare la versione marcetta

Curiosamente sono stati gli arrangiamenti irlandesi  dei Clancy Brother e dei Dubliners a diventare uno standard e a divulgare la canzone presso i circuiti della musica folk.

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem (strofe I, VII, II, VIA, VIII,  XI, XII, VII) che la cantano come una pantomima con la voce narrante e le due voci della bella e del capitano

ASCOLTA The Dubliners (strofe I, II, VIA, VIII, XI, XII)

Per passare però all’ascolto della pronuncia più squisitamente “scottish” ecco una serie di gruppi scozzesi

ASCOLTA Gaberlunzie (strofe I, VII, II, VII, VIA, VII, VIII, VII, XI, XII, VII)

ASCOLTA Amurnaidh (il duo di Glasgow composto da Jim Graham & Kevin Robertson) (strofe I,  II, VIA, VIII, X, XI)

per finire con un finale diverso in cui  la ragazza decide di seguire il bel capitano
ASCOLTA Old Blind Dogs  nel 1992 (strofe I, II, VIB, VIII, XI, VII, XII)

Le molte strofe della ballata sono per lo più ridotte a sette nelle versioni standard.


I
There once was a  troop
of Irish dragoons
Come mairchin’ doon
through Fyvie(1) O
The captain’s fa’en in love
wi’ a very bonnie quine(2)
Her name that she had
was pretty Peggy O
II
“Ah come runnin’ doon the stairs, pretty Peggy, my dear (x2)
Come runnin’ doon the stairs
an’ tie back yer yellow hair
Tak’ a last fareweel tae yer daddie O (3)
III
For it’s I’ll buy ye ribbons (love)
an’ I’ll buy ye rings
I’ll buy ye necklaces o’ lammer(4) O
I’ll buy ye silken goon(5)
for tae clead  ye up an’ doon (6)
If ye’d just come doon
intae ma chamber O (6 bis)”
IV
What would your mother think
if she heard the guineas clink
And saw the haut-boys marching all before you o
O little would she think gin she heard the guineas clink
If I followed a soldier laddie-o
V
“Well, I’ll hae nane o’ yer ribbons,
I’ll hae nane o’ yer rings
An’ nane o’ yer necklaces o’ lammerO
An’ as for silken goon,
I will never put it on
An’ I never will enter yer chamber O”
VIA
I never did intend a soldier’s wife for to be,
I never will marry a soldier-O,
I never did intend to go to a foreign land.
A soldier will never enjoy me, O
VIB
Well, it’s braw, it’s braw
a captain’s lady for tae be
It’s braw tae be a captain’s lady O
Braw tae rine and rant (7),
aye tae follow wi’ the camp
Oh an’ march when yer captain, he is ready O
VII (8)
There’s mony a bonnie lass
in the howe (9) o’ Auchterless (10)
An’ mony a bonnie lassie
in the Gearie(11) O
There’s mony a bonnie Jean
in the toon o’ Aberdeen
But the flo’er o’ them a’
bides in Fyvie O
VIII
Well, the colonel, he cries, “Mount, boys, mount, boys, mount”
And the captain, he cries, “Tarry O
Tarry for a while,
just anither day or twa
For tae see if the bonnie lass
will marry O”
IX
“I’ll drink nae mair
o’ yer guid claret wine
I’ll drink nae mair
o’ yer glasses O
For the morn is the day
that I maun  ride away
Wi’ adieu tae ye, Fyvie lassies O”
X
Twas in the early morning,
when we marched awa
And O but the captain he was sorry-o
The drums they did beat
a merry brasselgeicht (12)
And the band played
the bonnie lass of Fyvie, O
XI
An’ it’s syne e’er we got (cam’ up) tae Old Meldrum toon (13)
Oor captain we had for tae carry O
An’ syne e’er we got (cam’ up) intae bonnie Aberdeen (14)
Oor captain we had for tae bury O
XII
It’s green grow the birks
on Bonnie Ythan side (15)
And low lie the Lowlands o’ Fyvie O
Oor captain’s name was Ned,
an’ he’s died for a maid
He’s died for the sodger lass(16) o’ Fyvie O
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era una volta una truppa
di Dragoni Irlandesi
che marciava
verso Fyvie o.
Il capitano si innamorò
di una ragazza molto graziosa
che si chiamava
la bella Peggy -o.
II
“Scendi di corsa le scale
bella Peggy mia cara
scendi di corsa le scale
e tirati indietro i capelli biondi
e dai l’ultimo addio a tuo padre o
(3).
III
Perchè ti comprerò nastri
e ti comprerò anelli
e ti comprerò  collane d’ambra o,
ti comprerò abiti d’argento
per andare a spasso
se tu solo verrai
nella mia camera”
IV
“Che potrebbe pensare tua madre
se sentisse tintinnare le ghinee
e vedesse tutti i soldati
marciare dietro di te”
“Non troverebbe da ridire se sentisse
tintinnare le ghinee
e io seguissi un soldato o”
V
“Non voglio i tuoi nastri,
e non voglio i tuoi anelli,
e nemmeno le collane d’ambra,
e per quanto riguarda il vestito d’argento non lo metterò mai,
e mai entrerò nella tua camera”
VIA
Non ho intenzione di essere la moglie di un soldato
non sposerò mai un soldato o
non ho nessuna intenzione di andare in una terra straniera
un soldato non mi piacerà mai o
VIB
E’ bello oh si è proprio bello
essere la signora del capitano,
E’ bello essere la signora del capitano o
bello urlare e strepitare,
al seguito delle salmerie
oh e marciare quando il capitano è pronto o .
VII
Ci sono molte belle ragazze
nella valle di Auchterless
e più di una bella ragazza
nel Garioch o
ci sono molte belle Jean
nella città di Aberdeen
ma il fiore di tutte loro
cresce a Fyvie o.
VIII
Il colonnello grida “In sella ragazzi, in sella”
e il capitano grida ” Rimandate
rimandate per un momento solo un altro giorno o due,
per vedere se sposerò
la bella ragazza”
IX
“Non berrò più
del tuo vino rosso,
non berrò più
dai tuoi bicchieri o
perchè domani è il giorno
che devo andare via,
e dirti addio, ragazza del Fyvie. o”
X
Era mattino  presto
quando marciammo via
e oh il capitano era triste o
i tamburi suonavano
un allegro motivetto
e la banda suonava
the bonnie lass of Fyvie, O
XI
E quando arrivammo alla vecchia città di Meldrum
il nostro capitano dovemmo trasportare e quando arrivammo nella bella Aberdeen
il nostro capitano dovemmo seppellire,
XII
Rigogliose crescevano le betulle
sulle rive del bel Ythan
vicino alle Lowlands del Fyvie O.
Il nostro capitano si chiamava Ned
ed è morto per una fanciulla
è morto per la ragazza-soldato del Fyvie O

NOTE
1) Fyvie è un paese nell’Aberdeenshire ed era una tappa obbligatoria sulla strada militare da Aberdeen a Fort George sul Moray Firth.
2) oppure lass; quine=quean è un termine scozzese per una giovane fanciulla non sposata, una ragazza. Come termine arcaio nella lingua inglese assume un carattere dispregiativo per riferirsi a una bisbetica o una donna poco raccomandabile
3) oppure “Bid a long farewell to your Mammy-O”
4) amber
5) oppure petticoat; gown
6) oppure “with flounces to the knee”
6 bis) oppure ” If you’ll convey me doon to your chamber-o”
7) oppure”  to ride around”;  rant and rave= tipica espressione scozzese
8) la strofa diventa spesso un ritornello
9) oppure glen;  howe= termine scozzese che indica un bacino o una valle (da buco= hole)
10) Auchterless è un villaggio nell’ Aberdeenshire
11) scritto anche come “Garioch” (Gearie) è la terra a ovest di Inverurie tra Benachie e Oldmeldrum
12) qualcuno traduce brasselgeicht=noisy road; il verso compare anche scritto con molto più senso: “The drums they did beat o’er the bonnie braes o’ Gight”
13) Oldmeldrum è un villaggio nel Formartine non lontano da Inverurie; nella versione teatuale dei Old Blind Dogs il paese diventa Bethelnie; oppure la frase diventa “Long ere we came to the glen of Auchterlass”
14) oppure And long ere we won into the streets of Aberdeen
15) scritto anche Ethanside
16) sodger lass= ragazza-soldato: i Malinky hanno lasciato l’appellativo anche se la ragazza non ha seguito il bel capitano. In altre versioni è una “chamber maid” oppure “the bonny lass”

LA VERSIONE AMERICANA

Diffusa negli anni 60-70 del folk revival americano (da Joan Baez a Bob Dylan), è ben lontana melodicamente dalla parente scozzese. Joan Baez le mette il titolo di Fennario: è evidente il passaggio da Fyvie O a Fyvio che richiama la parola fen “palude, acquitrino, pantano”, di origine scandinava.

ASCOLTA Joan Baez, 1962

Nella ballata è un soldato del reggimento a raccontare la storia, peraltro poco chiara perchè mancante di un paio di strofe, quelle in cui  la fanciulla respinge il capitano che le chiede di sposarlo perchè non è abbastanza ricco (secondo le aspettative della di lei madre)
Il giovane capitano muore (in battaglia o per il dispiacere) e il soldato vorrebbe vendicarsi mettendo a ferro e fuoco il paese.

I
As we marched down to Fennario
As we marched down to Fennario,
Our captain fell in love with a lady like a dove.
They call her by name pretty Peggy-o
II
What will your mother think pretty Peggy-o? (x2)
What will your mother think when she hears the guineas clink,
The soldiers all marchin’ before you-o?
III
In a carriage you will ride, pretty Peggy-o. (x2)
In a carriage you will ride with your true love by your side,
As fair as any maiden in the are-o.
IV
Come skippin’ down the stair, pretty Peggy-o. (x2)
Come skippin’ down the stair combin’ back your yellow hair,
And bid farewell to sweet William-o.
V
Sweet William is dead, pretty Peggy-o. (x2)
Sweet William is dead, and he died for a maid,
The fairest maid in the are-o.
VI
If ever I return, pretty Peggy-o (x2)
If ever I return all your cities I will burn,
Destroying all the ladies in the are-o.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Mentre marciavamo verso Fennario,
mentre marciavamo verso Fennario,
il capitano si innamorò di una signora dolce come una colomba
e tutti la chiamavano graziosa Peggy-o.
II
Che penserà vostra madre, graziosa Peggy-o
che penserà vostra madre quando sentirà tintinnare le mie ghinee
e (vedrà) tutti i soldati marciare davanti a te?
III
Viaggerai in carrozza graziosa Peggy-o
Viaggerai in carrozza
con il tuo vero amore accanto
più  bella di ogno altra  fanciulla nella contea.
IV
Corri giù per le scale, graziosa
Peggy-o,
Corri giù per le scale
pettina all’indietro i tuoi capelli biondi, dai un ultimo saluto al dolce William-o.
V
Il dolce William è morto,
graziosa Peggy-o
il dolce William è morto ed è morto per una fanciulla,
la più bella fanciulla nella contea.
VI
Se mai ritornerò graziosa Peggy-o
se mai ritornerò
tutte le vostre città brucerò,
e ucciderò tutte le signore della contea.

ASCOLTA Grateful Dead live 1977

I
As we rode out to Fennario (x2)
Our captain fell in love
with a lady like a dove
And called her by a name,
pretty Peggy-O.
II
Will you marry me pretty Peggy-O, (x2)
If you will marry me,
I’ll set your cities free And free all the ladies in the area-O.
III
I would marry you sweet William-O, (x2)
I would marry you
but your guineas are too few
And I fear my mama would be angry-O.
IV
What would your mama think pretty Peggy-O, (x2)
What would your mama think if she heard my guineas clink
Saw me marching at the head of my soldiers.
V
If ever I return pretty Peggy-O,(x2)
If ever I return your cities I will burn Destroy all the ladies in the area-O.
VI
Come steppin’ down the stairs pretty Peggy-O, (x2)
Come steppin’ down the stairs combin’ back your yellow hair
Bid a last farewell
to your William-O.
VI
Sweet William he is dead pretty Peggy-O, (x2)
Sweet William he is dead
and he died for a maid
And he’s buried in the Louisiana country-O.
TRADUZIONE di Michele Murino
I
Mentre marciavamo verso Fennario,
il capitano si innamorò di una signora che sembrava una colomba
e tutti la chiamavano
graziosa Peggy-o.
II
Volete sposarmi, Graziosa Peggy-o?
(x2)
Volete sposarmi?
Libererò le vostre città
e tutte le donne della contea-o
III
Vi sposerei, dolce William-o
Vi sposerei
Ma le vostre ghinee
sono poche
Temo che mia mamma si arrabbierebbe
IV
Che penserebbe vostra madre, Graziosa Peggy-o?
Che penserebbe vostra madre
se potesse sentire tintinnare le mie ghineee, vedermi marciare alla testa dei miei soldati?
V
Se mai ritornerò, Graziosa Peggy-o
Se mai ritornerò
brucerò le vostre città
ed ucciderò tutte le donne della contea
VI
Corri giù per le scale,
Graziosa Peggy-o
Corri giù per le scale
pettina all’indietro i tuoi capelli biondi
dai un ultimo saluto
al dolce William-o
VI
Dolce William è morto, Graziosa Peggy-o
dolce William è morto
ed è morto per una fanciulla
lo hanno seppellito nella contea della Louisiana

FONTI
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/handsomepolly.html http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-PrettyPeggy.html https://thesession.org/tunes/10943 http://www.maggiesfarm.it/ttt954.htm
http://www.maggiesfarm.eu/testiP/prettypeggy-o.htm
http://www.celticlyricscorner.net/malinky/bonnie.htm http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/bonnielass.htm http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_fyvie.htm

THE WIFE OF USHER’S WELL (2)

“La moglie del pozzo di Usher” è una ballata che parla di revenants ed è stata collezionata dal professor Child al #79: tre fratelli sono stati mandati dalla madre per mare e muoiono in un naufragio. (la prima parte qui)

278

SECONDA VERSIONE: LADY GAY

E’ quella diffusa in America e in particolare sui Monti Appalachi con il titolo di “Lady Gay” o “Three little Baby” una versione all'”americana” senza troppi particolari soprannaturali o magici. Qui la donna non è più un’anziana signora ma una “Lady Gay” o “una signora dalla rara bellezza” e i figli sono tre bambini (o tre bambine), non ci sono maledizioni o spell al mare ma solo preghiere a Dio perchè riporti indietro i suoi figli che ricompaiono come fantasmi nella notte di Natale, sono però una fugace apparizione eterea e immateriale che svanisce al mattino, quasi un sogno che Dio ha mandato alla donna per farla smettere di piangere e disperarsi per la morte dei figli.

ASCOLTA Joan BaezI
There was a lady and a lady gay, Of children she had three, She sent them away to the North Countree(1) To learn their grammaree(2)II
They’d not been gone but a very short time, Scarcely three weeks and a day, When death, cruel death, came hasting along And stole those babes away.III
“There is a King in Heaven,” she cried “A King of third degree Send back, send back my three little pages, This night send them back to me.”

VII(*)
She made a bed in the uppermost room, On it she put a white sheet, And over the top a golden spread That they much better might sleep.

VIII “Take it off, take it off,” cried the older one, “Take it off, take it off,” cried he, “For what’s to become of this wide wicked world Since sin has first begun.”

V(*)
She set a table of linen fine, On it she placed bread and wine, “Come eat, come drink of mine.”

VI
“We want none of your bread, mother, Neither do we want your wine, For yonder stands our Savior deer, To Him we must resign.”

IX “Green grass is over our heads, mother, Cold clay is over our feet, And every tear you shed for us, It wets our winding-sheet.”

ASCOLTA Joanna NewsomI
There was a lady of beauty rare, And children she had three; She sent them away to the north country To learn their Grammaree.II
They’d not been there so very long, Scarcely three months and a day, When there came a sickness all over the land And took those babes away.III
“Ain’t there a king in heaven,” she cried, Who used to wear a crown? I pray the Lord would me reward, And send my three babes down.”

IV
It was along about Christmas time, The nights being clear and cold; Those three little babes came running down To their dear mammy’s home.

..

VII(*)
She fixed them a bed in the backmost room, All covered with clean white sheets; And over the stuff, a golden one, That they might soundly sleep.

VIII
“Take it off, take it off,” said the oldest one; “Take it off, we say again. Oh woe, oh woe, to the wicked world, So long since pride began.”

V(*)
She fixed a table for them there, All covered with bread and wine; “Come eat, come drink, my dear little ones, Come eat and drink of mine.”

VI
“We do not want your bread, Mammy; Neither do we want your wine; For in the morning at the break of day, With the Savior we must dine.”

NOTE
(*) ho numerato le strofe secondo la sequenza standard in cui la madre prima prepara la tavola per dar da mangiare ai figli e poi il letto
1) è su al nord che succedono sempre le cose brutte
2) letteralmente dal medio-inglese significa “grammatica“, è vero che nel Medioevo la parola aveva il significato di studio delle arti magiche (detto “fisica” nel piemontese dei nostri vecchi) ma il termine nell’Ottocento era caduto in disuso e nel contesto è sicuramente riferito a studi più innocui e di carattere generale. A mio avviso l’interpretazione che suppone lo studio delle arti magiche per questo contesto è un po’ azzardata e contraria alla più realistica visione americana

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (anche per questa seconda versione riporto una traduzione sincretica dalla strofa I alla IX)

C’era una signora una signora allegra (di rara bellezza, che viveva da sola) che aveva tre figli e li mandò via nel Nord del Paese per imparare la grammatica. Non trascorse che poco tempo appena tre settimane (mesi) e un giorno che la morte, la morte crudele passò di corsa e rapì quei bambini (quando una malattia passò sulla terra e portò via quei bambini). “C’è un Re dei Cieli” lei gridò “Un Re di alto lignaggio che rimandi indietro i miei tre piccoli paggi e questa notte li riporti a me” (Non c’è un dio in cielo che porti la corona? Prego il Signore che mi ripaghi e mandi i miei tre bambini indietro, stanotte o al mattino presto) Era Natale le notti erano serene (lunghe) e fredde, quei tre bambini ritornarono correndo a casa dalla loro amata mammina. Lei mise sulla tavola del bel lino(lei apparecchio un tavolo nella stanza al piano di sopra) e sopra ci mise pane e vino “Venite a mangiare e a bere del mio” “Non vogliamo il tuo pane, madre, e nemmeno il tuo vino, perchè laggiù sta il nostro amato Salvatore e a Lui dobbiamo rimetterci” (perchè al mattino allo spuntare del giorno con il Salvatore dobbiamo cenare, riunirci) Lei preparò il letto nella stanza al piano di sopra (sul retro) e sopra ci mise una coperta bianca e in cima ci mise un copriletto dorato affinchè essi potessero dormire meglio. “Toglilo -gridò il più grande- toglilo per ciò che sarà di tutto questo mondo malvagio da quando ebbe inizio il peccato” “Sveglia, svegliai – disse il più grande- perchè domani mattina allo spuntar del giorno il nostro Salvatore dobbiamo vedere” “Abbiamo l’erba verde sulle nostre teste e la terra ai nostri piedi (la fretta terra avvolge le nostre teste e l’erba verde cresce ai nostri piedi) e ogni lacrima versata per noi bagnerà il nostro sudario”

ASCOLTA Alasdair Roberts in The Crook of My Arm (2001) (I, II, IV, V, VI, IX)

ASCOLTA Andreas Scholl + Karl-Ernst Schröder (liuto)

I
There was a woman and she lived alone And babies she had three. She sent them away to the north country To learn their grammarie.

II
They’d not been gone but a very short time, Scarcely six weeks to the day, When death, cold death spread through the land And swept them babes away.

III
She prayed to the Lord in Heaven above, Wearing a starry crown: “Oh, send to me my three little babes, Tonight, or in the morning soon.”

IV
It was very close to Christmas time; The nights was long and cold. And the very next morning at the break of day Them babes come a-running home.

V
She set the table for them to eat, Upon it spread bread and wine. “Come eat, come drink, my three little babes; Come eat, come drink of mine.”

VI
“Oh, mother, we cannot eat your bread, Neither can we drink your wine, For tomorrow morning, at the break of day, Our Saviour we must join.”

VII
She made the bed in the back-most room, Upon it she spread a sheet, Upon the top a golden spread For to help them babes asleep.

VIII
“Rise up, rise up,” said the eldest one, “Rise up, rise up,” said she, “For tomorrow morning, at the break of day, Our Saviour must we see.

IX
“Cold clods of clay roll o’er our heads, Green grass grows on our feet, And thy sweet tears, my mother dear, Will wet our winding sheet.”

ASCOLTA Hedy West
I
O’h there was a woman, and she lived alone, babies she had three She sent them away to the north country, to learn their grammerieII
They had not been gone but a very short time, scarcely six weeks to the day Till death cold death blew over the land, and bore them babes away.III
She prayed to the Lord in the heavens above, wearing the starry crown Send to me my three little babes, tonight or in the morning soonIV
And as it grew near to old Christmas time, the night it was long and cold That very morning at the break of the day, them babes came a runnin’ home.

V
She laid a table in the uppermost room, on it put bread and wine Come eat come drink my three little babes, come eat come drink of mine

VI
They said Mother we cannot, we cannot eat your bread, neither can we drink your wine For tomorrow morning at the break of the day, our saviour must rejoin.

..

IX
Cold clouds of clay, roll ower our heads, green grass grows on our feet And all our tears sweet mother dear, they wed a winding sheet.

FONTI
http://alungkama.blogspot.it/2011/04/paraphare-of-wife-of-ushers-wife.html
http://freepages.genealogy.rootsweb.ancestry.com/ ~usher/ushersct/html/ushers_well.htm http://walterscott.eu/education/files/2013/02/Interpretative-Notes-to-The-Wife-of-Ushers-Well.pdf http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thewifeofusherswell.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=20497 http://www.barbelith.com/topic/11088

http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Corr_e07905 http://spiritoftheages.com/The%20Wife%20of%20Usher’s%20Well.htm http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/jameslady1233.html http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/194.html http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-ThreeBabes.html

CRUEL MOTHER parte seconda

Cruel Mother” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che il professor Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche nelle Americhe in una grande varietà di testi e melodie. continua prima parte

Altra variante della versione ci viene da A.L. Lloyd (1964) che commenta: “The ballad seems to be old, for it is full of primitive folklore notions such as the knife from which blood can never be washed (the instance of Lady Macbeth comes to mind). Also primitive is the idea that the dead who have not undergone the ceremony that initiates them fully into the world of the living (in this case, christening) can never be properly received and incorporated into the world of the dead, but must return to plague the living. Some scholars think The Cruel Mother may have been brought to England by invading Norsemen, since practically the same story occurs in Danish balladry (…). Verse by verse, the Danish sets of the ballad so closely resemble the English that it seems unlikely that the importation took place so long ago. More probably, it is a case of an ancient folk tale being turned into a lyrical ballad, perhaps within the last four hundred years, and spreading in various parts of Europe, possibly with the help of printed versions all deriving from a single original (whether that original was English or Danish or in some other language, our present researchers do not tell us).

Così il finale che rimaneva sospeso in ‘Fine Flowers In The Valley’ con l’apparizione dello spirito- fantasma del bambino e quasi tronco, qui si conclude con una serie di maledizioni o punizioni rivolte alla madre, mutuate dalla ballata “The Maid and the Palmer” che Child colleziona al numero 21 (“The Well Below the Walley“). (vedi)
Si introduce anche il dettaglio del pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire, simbolo della macchia indelebile che resterà impressa sulla coscienza della donna, un indice puntato che l’accusa!

ASCOLTA M.J. Harris & Martyn Bates in “Passages (Murder ballads)” 1998, la versione testuale è quella di A.L. Lloyd, e la melodia è un sussurro inquietante. La ridondanza delle ripetizioni appesantiscono la storia e fanno apparire il testo, a mio avviso, meno “bello” della precedente versione, una sorta di mixer tra la versione B (“Scots Musical Museum” vol IV, 1792) e la C (“Minstrelsy, Ancient and Modern” William Motherwell 1797)


She leaned herself against a thorn(5)
All alone and so lonely,

And there she had two pretty babies born,
– And it’s down by the greenwood side-o(6).
And she took off her ribbon belt,
And there she bound them hand and leg.
“Smile not so sweet, by bonny babes,
If you smile so sweet, you’ll smile me dead.”
She had a pen-knife long and sharp,
And she pressed it through their tender hearts.
She digged a grave beyond the sun,
And there she’s buried the sweet babes in.
She stuck her pen-knife on the green,
And the more she rubbed, more blood was seen.
She threw the pen-knife far away,
And the further the threw the nearer it came.
As she was going by the church,
She seen two pretty babies in the porch.
As she came to her father’s hall,
She seen two pretty babes playing at ball.
“Oh babes, oh babes, if you were mine,
I’d dress you up in the scarlet fine.”
“Oh mother, oh mother, we once were thine,
You didn’t dress us in scarlet fine.
You took a pen-knife long and sharp,
And pressed it through our tender heart.”
“You dug a grave beyond the sun,
And buried us under a marble stone.”
“Oh babes, oh babes, what have I to do,
For the cruel thing that I did to you?”
“Seven long years(7) a bird in the wood,
And seven long years a fish in the flood.”
“Seven long years a warning bell(8),
And seven long years in the deeps of hell.”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Lei appoggiò la schiena ad uno spino(5)
tutta sola e così solitaria
e lì fece nascere due bei bambini
ed era dentro al bosco più verde(6)
E si levò la sua cintura di seta
e li legò mani e piedi.
“Non sorridete così dolcemente piccolini,
o il vostro dolce sorriso mi farà morire”
Lei aveva un pugnale lungo e appuntito
e lo premette nei loro teneri cuori.
Scavò una fossa sotto il sole
e ci seppellì dentro i piccoli bambini.
Pulì il pugnale nell’erba
e più lo puliva più sangue si vedeva.
Gettò il pugnale lontano
e più lontano lo gettava più vicino ritornava.
Mentre camminava verso la chiesa
vide due bei bambini nell’androne
Mentre camminava verso il palazzo del padre
vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta scarlatta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai vestiti di bella seta scarlatta!
Hai preso un pugnale lungo e appuntito
e lo hai premuto nel nostro tenero cuore.
Hai scavato una fossa sotto il sole
e ci hai seppellito sotto una lastra di marmo”.
“Bambini cosa devo passare
a causa della crudeltà che vi ho fatto?”
“Sette lunghi anni(7) come uccello nel bosco
e sette lunghi anni come pesce nel fiume
sette anni come batacchio della campana(8)
e sette lunghi anni nelle oscurità dell’inferno.”

DOWN BY THE GREENWOOD SIDE

motherForse la versione più conosciuta della ballata. Alla storia si aggiunge una specie di introduzione per contestualizzarla: la fanciulla (a volte figlia di re o comunque di nobili origini) che vive nel nebbioso Nord è stata sedotta da un cortigiano o un servitore del padre (un false-lover che voleva solo divertirsi sessualmente con lei senza serie intenzioni matrimoniali).

ASCOLTA Joan Baez, 1967.
La melodia riprende quella registrata da Shirley Collins (1960) che scrive nelle note di copertina dell’album: ” This cautionary ballad has everything, including one of the greatest of tunes. Ewan MacColl taught it to me when I was twenty. A flat, documentary opening, reporting a private act by conscience-torn young girl. Then the confrontation of the young mother by the ghosts of her murdered twin babies, and her damnation. The refrain has the quality of an incantation, raising one wretched human being to an archetype of remorse.”


There was a fair maid lived in the north(9)
O the rose and the lindsey(10)
O
She fell in love with her father’s serf
Down by the Greenwood sidey(6) O
He courted her for a year and a day(11)
Till he, the young girl, did betray (12)
She leaned her back up against the thorn(5)
And there she had two little babes born
She took her pen knife clean and sharp
And pierced those two babes to the heart
As she was walking her father’s hall
She spied two boys a-playin’ ball
She said, “O babes if thou were’t mine
I’d dress you up in silk so fine”
“Ah, mother dear, when we were thine
You did not treat us then so fine”
She said, “Ah babes ‘tis you can tell
What kind of death I’ll have to die”
“Seven years(7) a fish in the flood
Seven years a bird in the wood
Seven years a tongue in the mourning bell
Seven years in the flames of hell”
“Welcome, welcome, fish in the flood
Welcome, welcome, bird in the wood
Welcome tongue in the mourning bell
God, save me from the flames in hell”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
C’era un bella fanciulla che viveva nel Nord(9)
evviva la rosa e il giglio(10)
che si innamorò di un servo di suo padre
laggiù nel bosco più verde(6)
Lui la corteggiò per un anno e un giorno(11)
finchè lui tradì la giovane ragazza(12)
Lei appoggiò la schiena ad uno spino(5)
e lì fece nascere due bambini
e prese il suo stiletto ben affilato
e trafisse quei due bimbi al cuore.
Mentre camminava verso il palazzo del padre
vide due ragazzi che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai trattato così bene!”
“Bambini allora ditemi
di che morte devo morire”
“Sette anni(7) come pesce nel fiume
sette anni come uccello nel bosco
sette anni come batacchio nella campana del mattino,
sette anni nelle fiamme dell’inferno.”
“Benvenuto pesce nel fiume
benvenuto uccello nel bosco
benvenuto batacchio nella campana del mattino,
ma Dio mi salvi dalle fiamme dell’inferno”

NOTE
5) probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.
6) il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti
7) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, un numero utilizzato spesso nelle ballate per indicare un lungo periodo di apprendistato. Il concetto di punizione e penitenza è proprio della religione cattolica che ha istituito il sacramento della confessione.
8) in ogni villaggio c’era una campana preposta per essere suonata vigorosamente in caso di allerta (un attacco nemico, un incendio) o per chiamare la gente a raccolta
9) il Nord è più di un luogo geografico è una parola in codice che avvisa gli ascoltatori che sta per essere narrato qualcosa di triste e oscuro
10) Lindsay scritto in vari modi potrebbe stare per “linseed” cioè il seme del lino che in inglese si dice “flax”. O più precisamente una contrazione o storpiatura della parola Linsey-Woolsey (che però in scozzese si dice Wincey) lin è la parola arcaica per lino + lana ossia un tessuto grossolano misto lino indossato dai contadini. Su Mudcat (qui) qualcuno fa notare che il clan scozzese degli Ó Loinn (O’Lynn, Lynn, Lind, Linn, Lynd, Lindsay), ha come emblema la ruta e il tiglio, peccato però che il Crest del Clan sia un cigno che spunta da una corona; tuttavia leggendo nelle pagine del sito ufficiale del “Clan Lindsay Society” si legge che il Tiglio è un albero che simboleggia il clan come pure la Ruta, definita come plant badge del Clan. Ma se chi canta vuole dire al suo pubblico che l’amore libero porta a gravidanze indesiderate (e al rimpianto) avrebbe utilizzato tranquillamente il simbolismo della ruta. E del resto “linden” è il nome del tiglio (senza scomodare nessun emblema di clan) e molti sono propensi a seguire questa traduzione. Malcom Douglas così riporta “Annie G Gilchrist (Journal of the Folk-Song Society VII (22) 1919, 82) conjectured that the ballad might have been ‘brought to Britain by the Northmen’ and continued, ‘the “rose and the lindie” suggests a corruption of a Norse refrain in which the word “rosenlund” occurs – “rosenlund” (literally rose wood) according to Dr Prior (Ancient Danish Ballads, Introduction, p xxxvi) being the exact equivalent of our “greenwood,” and, like it, the scene of many ballad adventures.’ Of course, that pre-supposes that Danish forms of the story are older than British“.
Un ulteriore significato del verso vede il temine lino come metafora per indicare i capelli biondi: “flaxen hair” o lint-white (in scozzese) è una sfumatura di giallo chiaro che tende al dorato, quindi il verso è come se descrivesse la fanciulla dal pallido incarnato e dai capelli biondi.
11) un anno e un giorno è la durata dei matrimoni di “prova” presso i Celti e per scioglierli bastava che i due si dividessero andando in direzioni opposte nella notte di Beltane
12) qui si accenna ad un vago tradimento, in altre versioni si parla più esplicitamente della gravidanza in stato avanzato che ha fatto scappare il “corteggiatore”

THE ROSE AND THE LINDSEY O

cruel-motherNegli archivi di Tobar an Dualchais sono registrate almeno 5 versioni della ballata raccolte nell’Aberdeenshire tra cui quella di Lucy Stewart (1952) e come questa versione ripresa dal trio scozzese di musica tradizionale “The Gaugers” in auge negli anni settanta ad Aberdeen. Stesso ritornello e testo quasi identico di “Down by the Greenwood side”, ma diversa melodia

ASCOLTA Old Blind Dogs in “Legacy” (1995). Nelle note di copertina si legge “Based on the version found in the Child collection of Ballads”, it may well be a collation of several of the Child versions, but it’s really quite close to, for example, the version that Gordeanna MacCulloch learned from Norman Buchan, which in turn (according to Ailie Munroe, “The Folk Music Revival in Scotland”, 1984) is very much like the version in “Last Leaves of the Traditional Ballads and Ballad Airs” (Alexander Keith, 1925); I do wish that people would be a bit less mysterious in their sleeve-notes: we might then have some sort of idea where they got their material, and how much of it they made up themselves…”


There was a woman lived in the north(9)
Hey with the rose and the lindsey(10)
O
She fell in love with her father’s serf
Down by the Greenwood sidey(6) O
She’s coorted him for a year and a day(11)
‘Til it’s her great belly did her betray
She’s leaned her back against a tree
Thinkin’ that she micht lichter be
she’s leaned her back against a thorn(5)
bonnie’s the boys that she’ born
She’s ta’en oot her wee penknife
And she’s pit an end tae their sweet lives
She’s buried them ‘neath a marble stane
Thinkin’ tae gang a maiden hame
She’s lookit ower her faither’s wa’
She spied twa bonnie boys playin’ at the ba’
“Oh bonnie bairns gin ye were mine
I dress ye up in the silk sae fine
“Oh mither dear when we were thine
We nivver saw ocht o’ the silk sae fine”
“Oh bonnie bairns come tell tae me
Fit kind o’ a death I’ll hae tae dee”
“Seven years(7) a bird in the wood
an’ seven years a fish in the flood
Seven years a turn tae the warnin’ bell(8)
Aye but seven years in the caves o’ hell”
“Welcome welcome bird in the wood
Aye and welcome welcome fish in the flood
an’ welcome turn tae the warnin bell
God keep me oot o’ the flames o’ hell
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
C’era un donna che viveva nel Nord(9)
evviva la rosa e il giglio(10)
che si innamorò di un servo di suo padre
laggiù nel bosco più verde(6)
Lei fu corteggiata da lui per un anno e un giorno(11)
finchè la grande pancia di lei la tradì
Lei appoggiò la schiena ad un albero
pensando di alleggerirsi un po’
Lei appoggiò la schiena ad uno spino(5)
belli erano i bambini che fece nascere
e tirò fuori il suo stiletto
e trafisse e mise fine alla loro piccole vite.
Li seppellì sotto a una pietra di marmo
pensando di ritornare a casa fanciulla
Mentre guardava oltre alle mura del palazzo del padre, vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
“O bei bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai trattato così bene!”
“Bambini allora ditemi
di che morte devo morire”
“Sette anni(7) uccello nel bosco
sette anni come pesce nel fiume
sette anni come batacchio della campana(8),
sette anni nelle fiamme dell’inferno.”
“Benvenuto uccello nel bosco
benvenuto pesce nel fiume
benvenuto batacchio della campana,
ma Dio mi salvi dalle fiamme dell’inferno”


terza parte continua

A FAIR YOUNG MAID ALL IN HER GARDEN

ALTRI TITOLI: There Was A Maid In Her Father’s Garden, Pretty, Fair Maid in the Garden, John Riley, Johnny Riley, The Broken Token, The Young and Single Sailor

La ballata è stata resa popolare con il titolo di John Reily da Joan Baez negli anni 60 (un bel po’ di gruppi la proposero in quel decennio tra cui Simon&Garfunkel, Judi Collins ): è una classica storia d’amore di probabili origini seicentesche, in cui la donna resta fedele al suo amante o promesso sposo partito per la guerra o imbarcato su un vascello. La canzone viene classificata come reily ballad o broken token ballad perchè è strutturata in forma di dialogo tra il protagonista (sotto mentite spoglie) in genere chiamato John o George, Willie o Thomas Riley (Rally, Reilly) e la donna, specchiato esempio di fedeltà, e spesso compare un segno di riconoscimento ad esempio un dono scambiato o un oggetto spezzato a metà (altri esempi: “Her mantle so green“, “The Banks of Claudy“).
Tuttavia il modello precedente arriva da una ballata dalle oscure origini medievali,”Hind Horn“, a sua volta tratta dal romanzo cavalleresco King Horn (vedi).

When-All-the-World-was-Young-PyleNella maggior parte di queste storie l’uomo ritorna dopo molto tempo e, non riconosciuto dalla donna, mette alla prova la sua fedeltà corteggiandola. Ma la fanciulla rifiuta dicendo di non potergli dare il suo cuore perchè è in attesa del ritorno del suo vero amore. L’uomo così rassicurato, si rivela alla donna e i due coronano il loro amore con il matrimonio.
La storia richiama le figure archetipe di Ulisse e Penelope, quando Ulisse, che ritorna dopo vent’anni dalla guerra (e dalle sue peripezie nei mari) alla sua Itaca sotto mentite spoglie, non è riconosciuto dalla moglie, e la interroga per mettere alla prova la sua fedeltà. E’ anche un tipico tema da romanzo sugli uomini che ritornano dalla guerra cambiati nel fisico e nella psiche o che sono palesemente un’altra persona, accettata nonostante tutto dalla moglie per lo più per motivi pratici; la moglie finisce poi per preferire questa nuova o diversa persona al precedente marito!

L’origine del tema nella balladry inglese e americana è stata identificata nella ballata seicentesca dal titolo “The constant maids resolution: or The damsels loyal love to a seaman” ritrovata sotto il titolo di “The Constant Damsel” nel “The Vocal Enchantress” (Dublino 1791) e in varie pubblicazioni americane ottocentesche sotto vari titoli. Molte sono le versioni testuali con piccole variazioni abbinate a diverse melodie

PRIMA MELODIA: JOHN RILEY

Pur essendo un brano tradizionale è stato accreditato a Rick Neff e Bob Gibson (dei Byrds, la versione americana dei Beatles),  nell’album Fifth Dimension del 1966 (vedi): in realtà la canzone era già stata registrata da Joan Baez nel secondo album della folk singer americana pubblicato nel 1960 con il titolo di “Joan Baez”: le note riportano brano tradizionale, arrangiamento di Joan Baez. La melodia è delicata e sognante  e la sua versione è diventata uno standard.

ASCOLTA Broceliande

ASCOLTA Iernis

VERSIONE IERNIS
I
Fair young maid all in her garden,
strange young man passer-by, he said:
«Fair maid, will you marry me?».
This answer then was her reply:
II
‒ Οh, no, kind   sir, I cannot marry thee,
for I’ve a love and he sails the sea.
Though he’s been gone for seven years(1),
still no man shall marry me.
III
‒ What if he’s in some battle slain
or if he’s drowned in the deep salt sea?
What if he’s found another love
and he and his love both married be?
IV
‒ Well, if he’s in some battle slain
I will die when the moon doth wane.
And if he’s drowned in the deep salt sea,
then I’ll be true to his memory.
V
And if he’s found another love
and he and his love both married be,
I wish them health and happiness,
where they dwell across the sea.
VI
He pickes her up in his arms so strong
and kisses gave her: One, two, three.
‒ Say weep no more, my own true love,
for I’m your long-lost John Riley!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Una bella giovane fanciulla era nel giardino
e un giovane forestiero le venne vicino
“Bella fanciulla, vuoi sposarmi?”
e lei rispose
II
“Oh no, gentile signore, non posso sposarvi Poiché io ho un amore per mare,
anche se è via da sette anni,
non sposerò nessun altro uomo”

III
“Ma lui potrebbe essere ucciso in qualche battaglia o annegato nell’oceano,
o magari ha trovato un altro amore
e si è sposato? ”
IV
“Se è deceduto in qualche battaglia
io morirò al calar della luna
e se lui è annegato nell’oceano,
sarò fedele alla sua memoria.
V
E se ha trovato un altro amore
e si è sposato,
auguro loro salute e felicità
ove vivono aldilà del mare ”
VI
Lui la prese tra le sue forti braccia
e le diede uno, due e tre baci
“Non piangere
più, amore mio
perchè io sono il tuo a lungo perduto John Riley”

NOTE
1) ) sette è un numero ricorrente nelle ballate per indicare la durata di una separazione. Il riferimento al numero sette non è casuale: è un numero magico o simbolico legato alla morte o al cambiamento. Un tempo la ferma del servizio militare durava sette anni, se un marito partiva per la guerra e non tornava entro i sette anni, la moglie poteva risposarsi.

seconda parte continua

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15555
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=67277

MARY HAMILTON

“Mary Hamilton” o “The four Maries” è una ballata scozzese del 1500 riportata anche in Child # 173 (in ben 27 versioni)

maria stuarda
La regina, il pretendente, l’ancella e il musico

La melodia è stata attribuita a David Riccio (o Rizzio) musicista e compositore piemontese alla corte di Maria Stuarda, diventato segretario personale della Regina. (vedi) Il tema della ballata, l’infanticidio per mano di Mary del figlio illegittimo, richiama un fattaccio realmente accaduto durante il regno di Maria Stuarda nel 1563: una damigella francese arrivata ad Edimburgo al seguito della Regina ebbe una tresca con il farmacista reale e venne impiccata per aver annegato il bambino appena nato. Lo scandalo dietro al fatto è che il figlio poteva essere in realtà di Lord Darnley, pretendente e futuro marito di Mary Stuart. “La leggenda narra che David Rizzio, intimo amico di Darney, conoscesse bene esistenza e retroscena della tresca, perciò ne scrisse la musica e ne compose i versi. Lord Darnley se l’ebbe a male o, come si suol dire, se la legò al dito. Si dice che l’averne scritto una ballata presto molto popolare, contribuì al deterioramento della loro amicizia che porterà poi a ben più gravi intrighi di palazzo e all’omicidio di Rizzio.” (Davide Riccio tratto da vedi)
Ma un fatto di cronaca altrettanto scandaloso avvenne qualche secolo più tardi: Mary Hamilton di origini scozzesi era diventata la dama di compagnia di Caterina I di Russia e per la sua bellezza ebbe alcuni amanti tra cui anche lo Zar. Mary fu uccisa per decapitazione nel 1719 per aver annegato il bambino partorito in segreto. E’ probabile che i due fatti di cronaca si siano mescolati in un mash-up letterario.
La ricerca della Mary Hamilton storica si è rivelata appassionante, ma non ha portato ad alcun risultato concreto.
Esisteva in effetti un gruppo di ancelle di Maria Stuarda, chiamato popolarmente “Le quattro Marie”, ma non ne faceva parte alcuna Mary Hamilton. Il suo delitto ed il suo castigo, tuttavia, sembrano ricalcare uno scandalo avvenuto durante il regno di Maria Stuarda, che coinvolse una servitrice francese giustiziata per aver ucciso suo figlio appena nato. Non fu Darnley, il principe consorte (ovvero “il più nobile di tutti gli Stuart”), bensì il farmacista di corte (ovvero il capo della servitù) ad essere complice della francese, sia nell’amore che nel crimine. Il fatto accadde nel 1563. Nel 1719 una bella damigella d’onore alla corte di Pietro il Grande, scozzese di nascita e chiamata appunto Mary Hamilton, fu decapitata per infanticidio. Altre circostanze di questo fatto, oltre al nome, si rispecchiano nella ballata: ad esempio, la ragazza si rifiutò di salire sul patibolo vestita in modo sobrio. Il suo amante, poi, era anch’egli un nobile cortigiano. Saremmo tentati di considerare la ballata nient’altro che una rielaborazione degli avvenimenti russi del 1719, se non fosse per il non trascurabile fatto che essa era già stata udita in Scozia ben prima di quell’anno. Tale versione attribuiva probabilmente il delitto alla servitrice francese ad una delle “quattro Marie”; forse qui può aver giocato anche il fatto che, in Scozia, il termine mary indica genericamente una servitrice o una dama di compagnia. In effetti, esiste una versione di Mary Hamilton (Child, IV, 509) in cui la ragazza è chiamata semplicemente Marie ed il suo amante è un “erborista”, ovvero il farmacista di corte degli annali criminali. Verosimilmente, le notizie provenienti da San Pietroburgo e l’intrepido comportamento dell’autentica Mary Hamilton sul patibolo della lontana Russia “catturarono” talmente l’immaginazione degli scozzesi, che l’antica ballata fu rimessa in auge ed adattata alla nuova eroina.
Una versione più tarda della ballata, consistente nel solo “ultimo discorso” sul patibolo, è una delle più note “Last Goodnight Ballads”. L’aria autentica è stata conservata da Greig, p. 109, ed è stata naturalmente utilizzata da Joan Baez per la sua versione (in The Joan Baez Ballad Book, II) nonché ripresa da Angelo Branduardi per il suo adattamento italiano (intitolato “Ninna Nanna”), nella quale però il nome della protagonista non è menzionato. (Riccardo Venturi)

LA MELODIA
Si ipotizza per la melodia una slow air di origine cinquecentesca, ma la sua trascrizione risale al 1884 in The Thistle di Colin Brown il quale riferisce che l’antica melodia era stata associata tradizionalmente nel Pertshire. (vedi)

ASCOLTA Christopher Rude arrangiamento alla chitarra classica

LAST GOODNIGHT BALLADS

Trattandosi di una ballata molto antica inevitabilmente si riscontrano numerose varianti testuali. La versione più diffusa oggigiorno è quella più tarda dell’ultimo discorso sul patibolo in cui Mary chiede il perdono e la grazia: il testo è più inglesizzato rispetto alle stesure più antiche in scozzese.
ASCOLTA Dave Gunning


CHORUS
Last night there were four Marys(1),
this night there’ll be but three;
there was Mary Seaton and Mary Beaton,
and Mary Carmichael and me.
I
O, little did my mother think,
when first she cradled me,
that I wad dee sae far frae hame,
or hing on a gallows tree.
II
They’ll tie a kerchief around my eyes,
That I may not see to dee(2),
And never let on to my father and mother,
That’s far awa’ over the sea.
III
O, I wish I could lie in our ane kirkyard(3),
Beneath yon willow tree,
Where we pulled the rowans and the gowans(4),
My brothers, my sisters and me.
IV
But little care I for a nameless grave,
For I’ve hopes for eternity,
But I pray that the faith o’ the dying thief(5)
May be granted through grace unto me.
TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
CORO
Ieri sera c’erano quattro Marie,
stasera non ce ne saranno che tre;
c’era Mary Seton e Mary Beton,
e Mary Carmichael, ed io
I
Certo non pensava mia madre
quando mi dondolava nella culla
a cosa avrei visto così lontano da casa
e che sarei finita sulla forca.
II
Mi legheranno un fazzoletto sugli occhi
che non veda la morte
che non poserò mai più su mia madre e mio padre
lontani oltre il mare.
III
Vorrei stare nel nostro cimitero
sotto quel salice
dove abbiamo raccolto le bacche e le margherite,
i miei fratelli, le mie sorelle ed io
IV
Non mi importa di una tomba senza nome
perchè spero nell’eternità
e prego per la fede del ladrone morente
che mi sia concessa la grazia.

NOTE
1) il versetto lascia intendere che Maria sia una delle quattro dame di compagnia di Maria Stuarda scelte direttamente dalla madre Maria di Guisa. In realtà furono Mary Beaton , Mary Seton , Mary Fleming e Mary Livingston .
2) to dee= to dye
3) kirkyard – churchyard (cemetery)
4) gowans – daisies
5) il ladrone crocefisso accanto a Gesù che si pentì dei suoi peccati e venne accolto nel Regno di Dio.

Tra le versioni testuali più estese quella riportata da Cecil Sharpe: qui Mary è una delle dame di compagnia della Regina e amante di Lord Darnley. La donna processata e condannata a morte non rinuncia alla vanità, e per non sminuire la sua bellezza indossa l’abito più bello e soprattutto bianco a indicare la sua innocenza: si insinua che il vero colpevole sia l’uomo che, dall’alto della sua posizione sociale l’ha sedotta o più probabilmente violentata; lei però ha abbandonato il neonato al destino lasciandolo in balia del mare e pagherà per tutti e due!

ASCOLTA  la versione resa popolare da Joan Baez nel 1960

Word is to the kitchen gone, and word is to the hall
And word is up to madam the queen, and that’s the worst of all
That Mary Hamilton has borne a babe
To the highest stuart of all

Oh rise, arise Mary Hamilton
Arise and tell to me
What thou hast done with thy wee babe
I saw and heard weep by thee

I put him in a tiny boat
And cast him out to sea
That he might sink or he might swim
But he’d never come back to me

Oh rise arise Mary Hamilton
Arise and come with me
There is a wedding in Glasgow town
This night we’ll go and see

She put not on her robes of black
Nor her robes of brown
But she put on her robes of white
To ride into Glasgow town

And as she rode into Glasgow town
The city for to see
The bailiff’s wife and the provost’s wife
Cried alack and alas for thee

Oh you need not weep for me she cried
You need not week for me
For had I not slain my own wee babe
This death I would not dee

Oh little did my mother think
When first she cradled me
The lands I was to travel in
And the death I was to dee

Last night I washed the queen’s feet
Put the gold in her hair
And the only reward I find for this
The gallows to be my share

Cast off, cast off my gown, she cried
But let my petticoat be
And tie a napkin round my face
The gallows, I would not see

Then by them come the king himself
Looked up with a pitiful eye
Come down, come down Mary Hamilton
Tonight you will dine with me

Oh hold your tongue, my sovereign liege
And let your folly be
For if you’d a mind to save my life
You’d never have shamed me here

Last night there were four Marys
Tonight there’ll be but three
It was Mary Beaton and Mary Seton
And Mary Carmichael and me


“Ballad Book” di Cecil K. Sharpe (1823)
I
Word’s gane to the   kitchen,
And word’s gane to the ha’
That Mary Hamilton gangs wi bairn
To the hichest Stewart of a’.
II
He’s courted her in the kitchen,
He’s courted her in the ha’,
He’s courted her in the laigh cellar
And that was warst of a’!
III
She’s tyed it in her apron
And she’s thrown it in the sea;
Says, “Sink ye, swim ye, bonny wee babe!
You’l ne’er get mair o’ me.”
IV
Down then cam the auld queen,
Goud tassels tying her hair:
“O Marie, where’s the bonny wee babe
That I heard greet sae sair?”
V
“There was never a babe intill my room,
As little designs to be;
It was but a touch o my sair side
Come o’er my fair bodie.”
V
“O Marie, put on your robes o’ black,
Or else your robes o’ brown,
For ye maun gang wi’ me the night
To see fair Edinbro’ town.”
VI
“I winna put on my robes o’ black,
Nor yet my robes o’ brown,
But I’ll put on my robes o’ white
To shine through Edinbro’ town.”
VII
When she gaed up the Cannogate,
She laugh’d loud laughters three;
But whan she cam down the Cannogate
The tear blinded her ee.
VIII
When she gaed up the Parliament stair,
The heel cam aff her shee;
And lang or she cam down again
She was condemned to dee.
IX
Whan she cam down the Cannogate,
The Cannogate sae free,
Many a ladie look’d o’er her window
Weeping for this ladie.
X
“Ye need nae weep for me”, she says,
“Ye need nae weep for me;
For had I not slain mine own sweet babe,
This death I wadna dee.
XI
“Bring me a bottle of wine”, she says,
“The best that e’er ye hae,
That I may drink to my weil-wishers,
An they may drink to me.
XII
“Here’s a health to the jolly sailors,
That sail upon the main;
Let them never let on to my father and mother,
But what I’m coming hame.
XIII
“Here’s a health to the jolly sailors,
That sail upon the sea;
Let them never let on to my father an mother
That I cam here to dee.
XIV
“O little did my mother think
The day she cradled me,
What lans I was to travel through,
What death I was to dee.
XV
“O little did my father think,
The day he held up me,
What lands I was to travel through,
What death I was to dee.
XVI
“Last night I wash’d the queen’s feet,
An gently laid her down;
And a’ the thanks I’ve gotten the night,
To be hang’d in Edinbro’ town.
XVII
“Last nicht there was four Maries,
The nicht there’l bee bit three;
There was Marie Seton, an Marie Beton, And Marie Carmichael, and me.”

TRADUZIONE ITALIANO RICCARDO VENTURI
I
La voce è passata in cucina,
La voce è passata in sala
Che Mary Hamilton aspetta un figlio
Dal più nobile degli Stuart.
II
L’ha corteggiata in cucina,
L’ha corteggiata in sala;
Ma poi l’ha corteggiata in cantina
Ed è la peggior cosa di tutte!
III
L’ha avvolto nel suo grembiule
E poi l’ha gettato in mare
Dicendo, “Nuota o annega, bel bambino!
Di me non saprai più niente.”
IV
Allora scese la Regina Madre
Con l’oro intrecciato nei capelli:
“Mary, dov’è il bel bambino
Che ho udito pianger così forte?”
V
“Non c’era nessun bimbo nella stanza,
E non ce ne saranno mai;
Era solo un dolore al fianco
Che ha colpito il mio bel corpo.”
VI
“Mary, mettiti il vestito nero
Oppure il vestito marrone;
Stasera dobbiamo andare
A visitar la bella Edimburgo.”
VII
“Non mi metterò il vestito nero
E neanche quello marrone;
Mi metterò il vestito bianco
Per esser splendida a Edimburgo.”
VIII
Quando salì sul Cannogate
Rise forte tre volte,
Ma quando scese dal Cannogate
Le si empiron gli occhi di pianto.
IX
Quando salì lo scalone del Parlamento
La scarpa le uscì dal calcagno;
E quando ne ridiscese
Fu condannata a morte.
X
Quando scese del Cannogate,
Il Cannogate così vivace,
Molte dame guardavano alla sua finestra
In lacrime per quella signora.
XI
“Non piangete per me”, disse,
“Non dovete piangere per me;
Se non avessi ucciso il mio bel bambino
Non sarei dovuta morire così.
XII
“Portatemi una bottiglia di vino”, disse,
“La migliore bottiglia che avete,
Per bere alla salute dei miei carnefici
E perché loro possan bere alla mia.
XIII
“Un brindisi per i bravi marinai
Che navigano per l’oceano;
Non dite a mio padre e a mia madre
Che a casa io non tornerò.
XIV
“Un brindisi per i bravi marinai
Che navigano per l’oceano;
Non dite a mio padre e a mia madre
Che qua son venuta a morire.
XV
“Certo non pensava mia madre
Quando mi dondolava nella culla
Alle terre che avrei attraversato
Ed alla morte che mi sarebbe toccata.
XVI
“E certo non pensava mio padre
Quando mi prendeva in collo
Alle terre che avrei attraversato
Ed alla morte che mi sarebbe toccata.
XVII
“Ieri sera lavavo i piedi alla Regina,
E dolcemente la mettevo a letto;
E la ricompensa che ne ho avuto stasera
È d’essere impiccata a Edimburgo!
XVIII
“Ieri sera c’erano quattro Mary,
Stasera non ce ne saranno che tre;
C’era Mary Seton e Mary Beton,
E Mary Carmichael, ed io.”

NINNA NANNA (la versione in italiano di MARY HAMILTON)

Il testo tradotto e riscritto dalla moglie Luisa Zappa riprende poeticamente in parte la versione ottocentesca riportata da Cecil Sharpe: la storia è concentrata sul momento dell’abbandono in cui il neonato addormentato con una ninnananna viene affidato  alla benevolenza delle acque. In un secondo tempo Branduardi riprende la ballata e ne fa una versione più estesa per il Cd Il Rovo e la Rosa

ASCOLTA Angelo Branduardi in “Coglia la prima mela” 1979


“L’ho addormentato nella culla
e l’ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me”.

L’hanno detto giù nelle cucine;
la voce ha risalito le scale
e tutta la casa ora lo sa:
ieri notte piangeva un bambino.

L’hanno detto giù nelle cucine
e tutta la casa lo sa
che ieri lei aveva un bambino
e che oggi lei non l’ha più.

“Adesso alzati e dillo a me,
lo so che avevi un bambino,
tutta la notte ha pianto e perché
ora tu non l’hai più con te”.

“L’ho addormentato nella culla
e l’ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me”.

“Adesso alzati, vieni con me
questa sera andremo in città,
lava le mani, lavati il viso,
metti l’abito grigio che hai”.

L’abito grigio non indossò
quella sera per andare in città,
vestita di bianco(1) la gente la vide
davanti a se passare

“La scorsa notte dalla mia padrona(2)
le ho pettinato i capelli
poi mio figlio ho addormentato e
l’ho affidato al mare”…

Non lo sapeva certo mia madre
quando a sè lei mi stringeva
delle terre che avrei viaggiato,
della sorte che avrei avuta.

“L’ho addormentato nella culla
e l’ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me”

NOTE
1) la donna proclama la sua innocenza, si insinua che il vero colpevole sia l’uomo che, dall’alto della sua posizione sociale l’ha sedotta o più probabilmente violentata;
2) la regina

Angelo Branduardi in  “Il Rovo e la Rosa” (2013)


“L’ho addormentato nella culla
e l’ho affidato al mare,
Che lui si salvi o vada perduto
e mai più lui ritorni da me.

L’hanno detto giù nelle cucine,
la voce ha risalito le scale
e tutta la casa ora lo sa,
ieri notte piangeva un bambino.

L’hanno detto giù nelle cucine
e la Regina ora lo sa
Mary Hamilton ha avuto un bambino
dal più nobile di tutti gli Stuart.

Adesso alzati e dillo a me,
lo so che avevi un bambino,
tutta la notte ha pianto e perché
ora tu non l’hai più con te ?

Adesso alzati, vieni con me,
questa sera andremo in città.
Lava le mani, lavati il viso,
metti l’abito più scuro che hai.

Abiti a lutto non indossò
per cavalcare fino in città.
Vestita di bianco la gente la vide
per le strade di Glasgow passare.

La scorsa notte dalla mia Regina
le ho intrecciato con oro i capelli,
in ginocchio ho lavato i suoi piedi
ad in cambio ho avuto la forca.

Non lo sapeva certo mia madre
quando a sé lei mi stringeva,
delle terre che avrei viaggiato,
della sorte che avrei avuto.

“Povera Mary, povera te!”
“Non piangete – rispose – per me.
Datemi un velo per coprire il mio viso,
ma sappiate che io non ho colpe.”

Vieni Mary, vieni con me!”
Disse il re scendendo le scale,
la guardò con occhi pietosi:
“Questa sera siedi a cena con me!”

Erano in quattro a chiamarsi Mary,
questa notte non saranno che tre…
C’era Mary Beaton e Mary Seton
e Mary Carmichael e me.

FONTI
http://sangstories.webs.com/fourmaries.htm
http://www.kultunderground.org/art/305
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=2571&lang=it
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/26/mary.htm
http://mnheritagesongbook.net/the-songs/addition-song-with-recordings/mary-hamilton-the-four-maries/
http://www.mustrad.org.uk/articles/prob_bal.htm
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/411.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=9556
http://www.executedtoday.com/2012/03/14/1719-mary-hamilton-lady-in-waiting/

 

BARBARA ALLEN: A DARK LADY

Anonimo XVII secolo
Child Ballad #84

IL SUBSTRATO MEDIEVALE: IL MAL D’AMORE
La ballata di Barba Allen ricorda una delle novelle del Decamerone.

09-519305IV GIORNATA
Girolamo abitava a Firenze ed era il figlio di un grandissimo mercante. Crescendo insieme a Salvestra, la figlia di un sarto, questo a poco a poco si innamorò di lei. La madre di Girolamo si accorse di questo amore e subito non fu d’accordo così decise di far allontanare il figlio da quella ragazza, dicendo ai tutori di convincere il ragazzo a partire per Parigi…e insistettero così tanto che alla fine il ragazzo acconsentì. Lo fecero stare a Parigi molti anni e alla fine, ritornato più innamorato di prima, trovò Salvestra già sposata. Girolamo decise di parlarle, ed entrato di notte in casa di nascosto, dopo essersi assicurato che il marito dormisse, andò da lei. Spaventata, la donna stava per gridare ma non appena si accorse che era Girolamo, lo pregò di andarsene ma lui non volle e cominciò a dormire vicino a lei. Ma l’uomo, quella notte, morì per il gran dolore. La donna, accortasi dopo poco tempo che il giovane era morto, andò dal marito e gli confessò tutto. Preso dal panico, l’uomo pensò che sarebbe stato meglio riportare il corpo a casa e così fecero. Il giorno del funerale, i due decisero di andarci, coperti in modo che nessuno li avrebbe riconosciuti, per capire se qualcuno sospettava di loro. Ma la donna non appena vide il corpo morto, a viso scoperto si gettò su di lui per piangere e morì di crepa cuore. Le donne che andarono a prenderla per consolarla, la riconobbero e la trovarono morta. La notizia arrivò anche al marito di Salvestra che pianse molto e raccontò la verità, così tutti capirono il motivo della morte dei due ragazzi e furono seppelliti insieme. (tratto da vedi)

Nella novella di Girolamo e Salvestra (IV, 8) il tema della malattia d’amore costituisce il tessuto connettivo della intera vicenda. La novella ci presenta sin dall’inizio una situazione fatale che deve precipitare nella morte del protagonista: l’amore disperato di Girolamo è socialmente inaccettabile, e la mancata corrispondenza deve inevitabilmente causare la sua morte. Nell’istante in cui Girolamo si rende conto che il suo amore è senza più speranza, egli sente che anche la sua vita non ha più ragione d’essere, in quanto tutto il suo essere è in funzione di quell’amore; perciò alle parole di Salvestra,”.. il giovane … sentì noioso dolore; e ricordatole il passato tempo e ‘l suo amore mai per distanzia non menomato, e molti prieghi e promesse grandissime mescolate, niuna cosa ottenne. Per che, disideroso di morire, ultimamente la pregà che in merito di tanto amore ella sofferisse che egli allato a lei si coricasse… Coricossi adunque il giovane allato a lei senza toccarla: e raccolto in un pensiere il lungo amor portatole e la presente durezza di lei e la perduta speranza, diliberò di più non vivere; e ristretti in sé gli spiriti, senza alcun motto fare, chiuse le pugna, allato a lei si morì (Dec. IV, 8, 21-23).
Morte eccentrica in rapporto a una tradizione di realismo narrativo, ma esemplare se considerata in funzione del topos. A questo punto dobbiamo considerare una duplice catena di eventi necessariamente collegati che determinano il comportamento del protagonista. Da una parte abbiamo una catena di eventi narrativi: l’esistenza del personaggio Salvestra è condizionato dall’esistenza del personaggio Girolamo, e deve in qualche modo seguirne le sorti; dall’altra parte abbiamo una fatale legge d’amore (alias, scientifica, secondo la tradizione medica medievale), che fa sì che Salvestra, che aveva dimenticato il giovane in vita, senta alla vista del “viso morto” risvegliarsi “le antiche fiamme” d’amore, e “…mandato fuori un altissimo strido, sopra il morto giovane si gittò col suo viso, il quale non bagnò di molte lagrime, per ciò che prima nol toccò che, come al giovane il dolore la vita aveva tolta, così a costei tolse” (Dec. IV, 8, 32). (tratto da vedi)

Per la ballata Barbara Allen, o Allan (Barbry Allen o Bonny Barbara Allan) si ipotizza un’antica origine scozzese; nelle notizie storiche è sempre citato il riferimento a Samuel Pepys che riporta nel suo diario ai primi di gennaio 1666, di aver sentito cantare dall’amica Mrs Knipps a Londra nella “soiree” di Lord Brouncker, “la canzoncina scozzese di Barbary Allen”: come già commentato da William Chappell con l’aggettivo scozzese più che una provenienza si intendeva uno stile di canzoni genericamente dette “del Nord” o “rustiche”.
…and after dinner up and made an end of my fair writing it, and that being done, set two entering while to my Lord Bruncker’s, and there find Sir J. Minnes and all his company, and Mr. Boreman and Mrs. Turner, but, above all, my dear Mrs. Knipp, with whom I sang, and in perfect pleasure I was to hear her sing, and especially her little Scotch song of “Barbary Allen”.
Se la canzone è stata da allora cantata in Inghilterra e America e ampiamente collezionata nel 700 e 800 (si sono contate quasi duecento versioni!!), fu Joan Baez a renderla famosa in tutto il mondo a cavallo tra gli anni 1960 e 1970.

Le versioni di Barbara Allen si possono raggruppare indicativamente in 2 varianti che si distinguono per il primo verso: "It fell about a Martinmas time" - oppure Lammas- (che si presume sia la forma più antica proveniente dalla Scozia - Child # 84 versione A) e "In Scarlet Town where I was born" (in cui la stagione individuata è invece la Primavera - Child # 84 versione B). La versione B è poi ulteriormente articolata in "All in the Merry Month of May" e "So early, early in the Spring".
 Similmente si trovano tre melodie seppure  non legate univocamente alle versioni base del testo. Per i cultori delle registrazioni sul campo (dal 1937 al 1967) una panoramica qui

GUIDA ALL’ASCOLTO
Comincio con una versione strumentale di un compositore americano e polistrumentista molto talentuoso di nome Keith Keniff, che mette in risalto appieno la bellezza della melodia più diffusa.
ASCOLTA Keith Keniff in Goldmund

ASCOLTA dal film “A Christmas Carol” (1951), un cameo che sottolinea la popolarità della melodia

 VERSIONE A: CUORE NERO

Il testo più completo della ballata arriva dalla Scozia (da Tea-Table Miscellany di Allan Ramsay, ed. 1740, Child # 84 Versione A- vedi) e ha come protagonista Sir John Graeme (Gray) innamorato di Barbara Allen.

Con un andamento tipico della narrazione delle ballate si salta dalla prima strofa, in cui in un caldo giorno d’autunno il bel John si innamora della bella Barbara, alla seconda strofa, in cui lui si ritrova a letto e in punto di morte (i maligni insinuano che sia stato contagiato da qualche malattia venerea o dal vaiolo).
Manda a chiamare dunque Barbara e lei, controvoglia, giunge al suo capezzale: John vorrebbe addossare la colpa della sua malattia, alla consunzione d’amore nei confronti di lei (il mal d’amore), che invece lo respinge, ma Barbara più prosaicamente gli ricorda i vizi e stravizi a cui lui si lasciava andare nelle taverne delle quali era cliente abituale. Un uomo così non è degno di essere amato e men che meno sposato, e tuttavia Barbara non è così indifferente come vorrebbe credere (o far credere) perchè al rintocco della campana a morto, anche lei desidera morire per il rimorso (sempre i maligni osservano che evidentemente anche lei è stata contagiata e prossima a fare la stessa fine del suo amante!). In alcune versioni il bel giovanotto è invece, più prosaicamente, accoltellato ..

Barbara_Allen_illustration_by_Henry_Brock_1934

Secondo alcuni la ballata era indirizzata a Barbara Villiers, contessa di Castlemaine, una delle tanti amanti di Carlo II d’Inghilterra. Altri vedono un’allegoria tra Scozia (Barbara Allen) e l’Inghilterra (Sir John Grey)

Il carattere di Barbara  muta con il passare del tempo: nelle versioni più antiche è una donna crudele, cuore-nero o cuore di pietra, poi diventa una donna che nutre un amaro risentimento, e alla fine è una donna visibilmente sofferente. Bertrand Bronson nel suo “Traditional Tunes of the Child Ballads” commenta: “It is pertinent to observe, as it seems not to have been observed, that tradition has gradually but surely transformed the character of the heroine. In the earliest of our texts (on broadsides), unexplained obduracy was her characterizing trait, as reflected in the song-title “Barbara Allen’s Cruelty”. It has been a main effect of transmission to rationalize and minimize this quality. The popular sensibility has been unable to stomach her stony-heartedness, and has gone to work on motivation. In the blackletter broadside of Pepys’s day, she had stopped the funeral procession to look at her victim:
With scornful eye she looked downe,
Her cheeks with laughter swellin.
Only later is she suddenly struck with remorse. But the popular mind has recoiled from such coldness. Fifty years later, in the earliest Scottish text, that of Ramsay’s Tea Table Miscellany, she is not cold but filled with vindictive sentiment. She leaves the death-bed with a sigh of reluctance, and goes home to forecast her imminent death. Thereafter, in many American copies, occur verses like the following:
T
he more she looked, the more she grieved,
She busted out to crying.
“I might have saved this young man’s life
And kept him from his dying”.
Sometimes self-reproach changes to self-exculpation:
“O mother dear, yuo caused all this;
You would not let me have him”
Little by little, and partly through simple abridgement and condensation – as by omission of her anticipative refusal to soften, before she leaves the dwelling – a kindlier, more sympathetic image has replaced the cruel one that gave the original point to the object lesson. If, as Phillips Barry, believed Barbara was once a “real person”, a historic character, she has unquestionably mellowed with age.”

Robert Graves (sempre alla ricerca nelle antiche ballate di atavici rituali) ipotizza invece che Barbara Allen fosse alle origini la storia di una strega che aveva lanciato un incantesimo di morte sul bel Sir John Graeme o William Grove, (che voleva scaricare la sua amante dalle più umili origini per poter sposare una nobildonna): lui chiede pietà e le offre dei doni per dissuaderla, ma lei è un cuore-nero e alla fine muore per la sua stessa malvagità
It is clear enough that Sir John Graeme did not die merely of a broken heart. Like Clerk Colvill, he seems to have been a landowner who had an affair with a country girl, but later decided to marry a woman of his own class. When this marriage was announced, the girl avenged herself by bewitching him; the procedure being to model a wax image of the victim, make it more real by adding his own (stolen) hair-trimmings and nail-pairings, and then gradually waste it over a candle, sticking pins into parts that the witch wanted to injure most”.

Una versione molto “in stile antico” con tanto di arpeggi è quella dello scozzese-canadese John Charles McDermott che segue quasi integralmente la Versione A di Child.

ASCOLTA John McDermott

I
It was in and about a Martinmas time(1),
When the green leaves were a-fallin,
That Sir John Graeme from the West country
Fell in love wi Bawbie Allan.
II
He sent his men down through the town
To the place where she was dwallin,
“O haste an’ come to my master dear,
Gin ye be Bawbie Allan.”
III
O hooly, hooly rase she up
to the place where he was lyin,
An’ when she drew the curtains by
“Young man, I think ye’re dyin.”
IV
“Oh it’s I am sick an’ very very sick,
An it’s a’ for Bawbie Allan.”
“But the better for me ye se never be
Though your heart’s blood were a-spillin.
V
Remember ye not in the tavern sir
When ye the cups were fillin’
How ye made the healths gae roun an’ roun,
and slighted Bawbie Allan.”
VI
He’s turned his face untae the wa’,
For death was wi him dealin,
“Adieu adieu, my dear friends a’,
Be kind to Bawbie Allan”.
VII
Then hooly hooly rase she up
An slowly, slowly, left him,
An’ sighin said she could not stay
Since death o life had reft him.
VIII
She hadna gane a mile but twa,
When she heard the deid bell knellin,
An’ every jow tha the deid bell gied
Cried, “Woe tae Bawbie Allan”.
IX
“O mother mother, mak my bed,
O mak it fast an’ narrow;
Since my love died for me to-day,
I’ll die for him to-morrow.

TRADUZIONE ITALIANO
I
Accadde nell’Estate di San Martino,
Quando cadevan le verdi foglie,
Che Sir John Graeme delle terre dell’ovest
S’innamorò di Barbara Allen.
II
Mandò i suoi uomini in città
Nel luogo dove lei abitava,
Sbrigati e vieni dal mio caro padrone,
Se tu sei Barbara Allen.
III
E piano piano lei s’alzò
E giunse al letto dove lui giaceva,
E quando tirò le tende, disse:
Giovane, secondo me stai morendo.
IV
Sono malato, tanto malato,
E lo devo a Barbara Allen.
Fosse per me, non staresti meglio
Neanche se il sangue ti sgorgasse dal cuore.
V
Non ti ricordi della taverna, giovanotto
Quando riempivi i tuoi boccali,
Come te la spassavi
E non ti curavi di Barbara Allen?
VI
Voltò la testa verso la parete
Perché la morte lo stava prendendo,
Disse, “Addio, miei amici cari,
Siate gentili con Barbara Allen.
VII
E piano piano lei s’alzò
E lentamente lo lasciò,
Piangendo disse di non poter stare,
Ché la morte gli aveva carpito la vita.
VIII
Non aveva camminato che un miglio o due,
quando sentì la campana a morto
Ed ogni rintocco della campana diceva,
“Sventurata Barbara Allen”.
IX
Oh, cara madre, fammi   il letto,
Fammelo morbido e stretto;
Il mio amore oggi è morto per me,
Io per lui morirò domani.”

NOTE
1) il giorno di San Martino è l’11 novembre

VERSIONE B
E’ quella più diffusa nei Broadsides (Roxburghe Ballads) e vi propongo l’ascolto più rock in una versione testuale leggermente rielaborata.

ASCOLTA Bluehorses DVD live a Saul. Il brano è registrato in “Dragons Milk and Coal” (1999) Dal Galles la Celtic Rock e folk rock band di Cardiff nata nel 1994 dalla polistrumentista (voce, tastiere, violino, arpa e mandolino elettronici) Lizzie Prendergast e il batterista Nic Waulker. Dal vivo la band è integrata con basso e chitarre elettroniche e sintetizzatori e ci regala appassionanti performance ricche di virtuosismo prog!

CHORUS
In Scarlet Town, Scarlet Town
There was a fair maid dwelling
In Scarlet Town, the boys all cry
Blackheart Barbara Allen
In Scarlet town, Scarlet town
Young Jimmy Grove lay dyin’
In Scarlet Town the boys all die
For the love of Barbara Allen
I
He sent his man to find her
In the town where she was dwellin’
Haste away to comfort him
Oh lovely Barbara Allen
Slowly slowly she came up
So slowly came beside him
And all she said when she got there
“Young man I think you’re dying”
II
He turned his face to where she stood
With deadly sorrow sighin’
“Lovely maid come pity me
I’m on me death bed lyin'”
As she was walking o’r the hill
She saw the corpse a coming
With scornful eyes she looked on him
Her cheeks with laughter swelling
III (spoken)
Now he is dead and in his grave
Her heart is filled with sorrow
“Oh mother, mother, make my bed
For I shall die tomorrow”
Farewell she said, you virgins all
And shun the fault I fell in
And here take warning of the fall
Of cruel Barbara Allen

TRADUZIONE ITALIANO
RITORNELLO
A Scarlet Town,
abitava una bella fanciulla
A Scarlet Town a tutti i giovani gridavano “Cuorenero Barbara  Allen”
A Scarlet Town il giovane Jimmy Grove giaceva morente
A Scarlet Town a tutti i giovani morivano per l’amore di Barbara Allen
I
Egli inviò un suo uomo per cercarla, nella città in cui abitava
perchè si affrettasse a confortarlo
l’amata Barbara Allen.
Così lentamente, lentamente lei salì e lentamente gli si avvicinò
e disse quando gli fu vicino
“Ragazzo mio penso che morirai”
II
Lui volse il viso verso di lei
singhiozzando nel dolore della morte
“O bella fanciulla, vieni a piangermi,
sono sul mio letto di morte”
Mentre lei camminava verso la collina
vide il corteo funebre arrivare
levò gli occhi sdegnosi su di lui
le guance gonfie dal riso.
III (parlato)
Ora che è morto e sepolto
il cuore di lei fu trafitto dal dolore
“O madre, madre, prepara il mio letto perchè domani morirò.
Addio -disse – o voi fanciulle
e non commettete il mio sbaglio,
d’ora innanzi imparate dall’errore
della crudele Barbara Allen

VERSIONE IN ITALIANO
Una versione tradotta sapientemente dalla moglie Luisa Zappa e interpretata da Angelo Branduardi da sempre menestrello delle antiche ballate anglofile.

Il testo racchiude tutti gli sviluppi in cui si è articolata nel tempo la storia: il motivo dell’indifferenza di Barbara all’amore di Sir John che un tempo aveva preferito sollazzarsi in taverna (con vino e donnine) piuttosto che ricambiare l’amore di lei; così Barbara ha indurito il suo cuore e non intende ricambiare l’amore di cui sir John si sente afflitto, ovvero non lo vuole più sposare; l’iniziale ostilità della famigliari di lei alle nozze, e l’implicito rimprovero della ragazza nell’essersi decisi solo allora a dare il consenso, quando era troppo tardi; e infine il finale Rose-briar ovvero il nodo d’amore (in inglese true-lovers’ knot) in cui la rosa avvolge il rovo tra i due sepolcri tumulati affiancati. La rosa cresciuta sulla tomba del “buono” e il rovo cresciuto sulla tomba del “cattivo” simboleggiano l’amore che prevale sempre, anche se nella morte!! Così per Rosaspina conosciuta anche con il nome di La Bella Addormentata, l’amore trionfa e dai rovi nascono le rose, ma il finale è un happy-end come si addice ad una fiaba, con la bella addormentata che si risveglia grazie al bacio del vero amore.

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Edward Robert Hughes (1851 – 1914) Amor Mundi, 1895

ASCOLTA Angelo Branduardi – Barbriallen in Così è se vi pare 2011
(Angelo Branduardi – Luisa Zappa Branduardi)

Già cadevano le foglie…
presagio dell’autunno,
colpito al cuore, Sir John comprese
di amare Barbriallen.
Mandò il suo servo giù in città
a bussare alla sua porta:
“È il mio signore che ora ti invoca
se tu sei Barbriallen “.
Lei lentamente lo segui
sino al suo capezzale,
ma quando lo vide, così pallido in volto, disse : “Tu stai morendo”.
“Sono malato, molto malato
ed è per te che soffro”.
“Non farò nulla per curare il tuo cuore,
che ora pianga sangue.
Ma non ricordi, non ti ricordi
quand’ero io a cercarti
ed ebbro di vino di me tu ridevi,   sprezzando Barbriallen”.
Se tu mi baci io sarò salvo
mia dolce Barbriallen
“Non provo pena per questo tuo cuore, che ora piange sangue”.
Lui volse il capo contro il muro,
la morte alle sue spalle :
“Addio amici, addio per sempre,
mia cara Barbriallen.
Nascondo un panno sotto il mio capo,
un pegno del mio amore,
intriso del sangue del mio povero cuore, datelo a Barbriallen “.

Lei lentamente si girò,
lo sguardo oltre la porta:
“Sarò crudele ma devo lasciarti,
vedo la morte entrare”.
Ma camminò appena un miglio,
suonava la campana, ad ogni rintocco: “Sventura-diceva-   povera Barbriallen!”
Suo padre allora la chiamò:
“Puoi prenderlo se l’ami”
“È tardi, padre, ormai troppo tardi,
lui giace in una bara”.
Sua madre allora la chiamò:
“Puoi prenderlo se l’ami”
“È tardi, madre, ormai troppo tardi,
il mio cuore si è spezzato”.
“O madre, madre preparami il letto,
che sia soffice e stretto,
se oggi il mio amore è morto per me,
io morirò domani.
O padre, padre preparami il letto,
che sia soffice e stretto,
se oggi il mio amore è morto per me,
io morirò domani”.
Barbara Allen ora riposa,
Sir John giace al suo fianco…
dal cuore di John è nata una rosa, Barbara Allen è un rovo.
Sono cresciuti, cresciuti alti,
nel vecchio cimitero,
per sempre avvinti in un nodo d’amore, la rosa avvolge il rovo.

E infine una versione ambientata nel contesto di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen riscritta da Jim Moray (per i pochi che non conoscono il film o per rivedere le scene clou della dichiarazione d’amore di Mr Darcy) da ” Orgoglio e pregiudizio” di Joe Wright del 2005 con Keira Knightley nel ruolo di Elisabeth Bennet e Mattew Macfadyen nel ruolo di Mr. Darcy
VIDEO il rifiuto di Lizzie alla prima dichiarazione d’amore di Mr Darcy
VIEDO la seconda dichiarazione d’amore

ASCOLTA Barbara Allen – Jim Moray

I
In Scarletstown, where I was born,
There was a young girl living,
Who made all youth cry “Well-a-day!”
Her name was Barbara Allen.
II
It happened back in ’89,
When autumn leaves were falling,
Sweet William’s heart was falling too, For love of Barbara Allen.
III
He was so sick with love,
He called her name whilst she was sleeping,
And in his silent way,
He waited for her but she never came.
CHORUS
Its the pride that keeps us in,
And the life inside that twists,
Pride and prejudice.
IV
She came up to Sir William’s house,
To tell him of a secret,
Oh, when she came into the room,
There was no life inside him.
V
And in the candle light,
She’s falling on the floor weeping,
For all the time she dreamed,
And never found to tell him of her love.
VI
In Scarletstown where I was born,
Cathedral bells are ringing,
For a foolish man who died for love,
Of cruel Barbara Allen.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
A Scarletstown dove sono nato, viveva una giovane ragazza, che faceva gridate tutti i giovanotti “Che bel giorno”, il suo nome era Barbara Allen
Accadde nel ’89, mentre le foglie dell’autunno cadevano, anche il cuore del bel William era perduto per l’amore di Barbara Allen.

Era cos’ malato d’amore, che chiamava il nome di lei mentre dormiva e con   silenzio, l’attendeva ma lei non venne mai.

CORO
E’ l’orgoglio che ci trattiene, e la vita dentro che si distorce
Orgoglio e Pregiudizio

Andò alla casa di Sir William
per dirli di un segreto
e quando entrò nella stanza
non c’era vita dentro di lui.
E alla luce delle candele, cadde sul pavimento piangendo, per tutti il tempo che aveva sognato e mai trovato il modo di dire a lui del suo amore

CORO

A Scarletstown dove sono nato, le campane della Cattedrale stanno suonando, per un uomo pazzo che morì per amore della crudele Barbara Allen

Parte seconda vedi

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_84
http://www.britannica.com/EBchecked/topic/52710/Barbara-Allen
http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/barbaraallen.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17738
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=87026

GEORDIE BALLAD

La ballata di Geordie (anche in Child ballad # 209) ha avuto grande diffusione in tutte le isole britanniche dando luogo a numerosissime varianti. E’ stata tradotta anche in molte altre lingue.

Le note nel “Penguin Book Of English Folk Songs” riportano: “This ballad…is well-known both in England and Scotland.  The Scottish sets differ considerably from the English ones, for in them the hero is not a thief but a nobleman, thought by some scholars to be George Gordon, Earl of Huntly, who suffered royal displeasure when he showed clemency towards a Highland robber in 1554.  In the English versions, which may be re-makes of the Scottish, the main character is always an outlaw.  An old black-letter ballad names him as George Stoole of Northumberland, who was executed in 1610; but even in its “robber” form (if that is the more recent) the song probably pre-dates the 17th. century.  Mr. Neville’s tune is related to the well-known air of  Searching for Lambs. Geordie has been found in oral tradition also in Sussex (FSJ vol.I [issue 4] p.164 and vol.II [issue 8] p.208), Cambridgeshire (FSJ vol.II [issue 6?] pp.47-9), Somerset (FSJ vol.II [issue 6] pp.27-8 and vol.IV [issue 17] p.333), Norfolk (FSJ vol.IV [issue 15] pp.89-90), Suffolk, Surrey and Dorset (FSJ vol.IV [issue 17] pp.332-3) and Yorkshire (Traditional Tunes, Frank Kidson, 1891).”  -R.V.W./A.L.L.
This version was collected by Cecil Sharp from Charles Neville of East Coker in Somerset, in 1908, and was first published in the Folk Song Journal, vol.IV [issue 17] p.333.

ASCOLTA curioso medley delle varie melodie e testi con immagini d’epoca

celtic music: “geordie” di de-anima-mundi

Le varianti inglesi fanno di Geordie un bracconiere. Nell’Inghilterra medievale la caccia di frodo nelle tenute e nelle riserve reali era punita con la pubblica impiccagione, ma al giovane Geordie viene riservato il privilegio di essere impiccato con una corda d’oro (o d’argento) a causa delle sue origini aristocratiche (probabilmente un figlio cadetto)

Si riporta in stralcio l’articolo di Riccardo Venturi (Bracconieri, foreste, opposizione)
De Andre’ traduce (molto bene) da una ballata da “broadside” (foglio volante) settecentesca, ballata nella quale vicende piu’ antiche della guerra al bracconaggio si incrociano con un’altra guerra, quella sullo “Scottish Border” che vide protagonisti i clan giacobiti e le truppe inglesi tra il XVI e il XVII secolo (e che diede ovviamente origine a tutta un’altra tradizione di “outlaws”, ed alle relative ballate).

La “Geordie” originale racconta una vicenda completamente diversa (e con un happy end); su di essa si dev’essere innestata quest’ultima testimonianza della guerra al bracconaggio, una sua eco assai tarda, dato che nell’Inghilterra del XVIII secolo le leggi sulla caccia di frodo erano state attenuate, e non di poco. Ma qualcosa doveva essere rimasta nella coscienza dei fruitori di tali canzoni popolari.
La “Geordie” settecentesca, secondo quanto scrive Francis James Child, veniva venduta agli angoli delle vie di Londra per un penny. La triste vicenda del giovane bracconiere che viene condannato all’impiccagione con la “golden chain” (un’assurdità: nessuno veniva mai impiccato ad una catena, né d’oro né d’altro metallo meno nobile) con la giovane sposa (già madre di un paio di “pretty babies” ed incinta del terzo) che si reca ad implorare a corte per la sua vita, sembra che abbia avuto un successo clamoroso: “The broadside was sold out in three days and had to be continuously reprinted”, scrive il Child.

Nella ballata si vedono tutte le stratificazioni dei secoli, nelle quali però la memoria di quel che era stata davvero la guerra al bracconaggio “lingers on”. Il bracconiere (che ruba non sei, ma addirittura sedici “King’s royal deer”) non viene piu’ abbattuto sul posto, ma viene trascinato in galera e davanti a un tribunale, dove l’inflessibile giudice lo condanna al capestro nonostante le suppliche della fanciulla innamorata.
Il Geordie settecentesco, però, non va piu’ a caccia per mangiare direttamente la preda, ma per venderla al mercato di un paesino (“Bohenny” del testo originale è forse il paese di Bohenie, nella contea di Pitlochry); qui De Andre’ si dev’essere trovato un po’ a malpartito nella traduzione, con quel “vendendoli per denaro” un po’ buttato la’. Sfogliando i codici settecenteschi inglesi sul bracconaggio, ci si accorge che un bracconiere poteva allora, al massimo, essere condannato a qualche mese di galera o a qualche frustata; ma, sempre secondo il Child, gli acquirenti in massa della ballata non ci stettero sopra a ragionare. Poiché le “broadside ballads” trattavano usualmente di avvenimenti di cronaca (nera, e nei modi piu’ splatter possibili; una vera e propria “Cronaca Vera” dell’epoca), più d’un londinese cominciò ad inveire contro chi condannava a morte un ragazzo per avere rubato dei cervi e, il 17 agosto 1748, si rischio’ una mezza rissa quando un assembramento “pro-Geordie” venne sciolto con la forza vicino al Blackfriars Bridge (proprio quello dove fu ritrovato il cadavere del banchiere Calvi). Insomma, tutti ancora trovavano del tutto normale che un bracconiere potesse essere messo a morte; e questo la dice lunga su quel che dev’essere stata la guerra al bracconaggio.

amazzone

GEORDIE VERSIONE INGLESE

in Pills to Purge Melancholy di Thomas D’Urfey, 1719-1720

ASCOLTA Joan Baez
ASCOLTA Alice Castle live


VERSIONE JOAN BAEZ
As I walk’d o’er London Bridge
One misty morning early
I overheard a fair pretty maid,
Was lamenting for her Geordie.
“O, my Geordie will be hang’d in a golden chain,
‘tis not the chain of many,
He was born from King’s royal breed
And lost to a virtuous lady.
Go bridle me my milk-white steed,
Go bridle me my pony,
I will ride to London’s Court
To plead for the life of Geordie.
O Geordie never stole nor cow, nor calf,
He never hurted any,
Stole sixteen of the King’s royal deer
And he sold them in Bohenny.
Two pretty babes have I born,
The third lies in my body,
I’d freely part to them ev’ry one
If you’d spare the life of Geordie.”
The judge look’d over his left shoulder,
He said, “Fair maid, I’m sorry,
So, fair maid, you must be gone,
For I cannot pardon Geordie.”
O my Geordie will be hang’d in a golden chain,
‘tis not the chain of many,
Stole sixteen of the King’s royal deer
And he sold them in Bohenny.(1)

TRADUZIONE ITALIANO di Riccardo Venturi
Mentre attraversavo il Ponte di Londra
Una nebbiosa mattina, presto
Sentii per caso una bella fanciulla
Che si lamentava per il suo Geordie.
“Impiccheranno Geordie con una corda d’oro.
Non è una catena per molti;
È nato da stirpe reale
E fu affidato a una dama virtuosa.
Mettete le redini al mio bianco cavallo,
Mettete le redini al mio pony;
Cavalcherò fino alla Corte di Londra
A implorare per la vita di Geordie.
Geordie mai rubò una mucca o un agnello,
Non ha mai fatto del male a nessuno;
Ha rubato sedici cervi del Re
E li ha venduti a Bohenny.
Ho partorito due bei bambini,
Il terzo lo porto in grembo;
Darei volentieri tutti e tre
Se salvaste la vita di Geordie.”
Il giudice si guardò la spalla sinistra,
Disse, “Mi dispiace, bella fanciulla;
Bella fanciulla, te ne devi andare
Perché non posso perdonare Geordie.”
Impiccheranno Geordie con una catena d’oro,
Non è una catena per molti;
Ha rubato sedici cervi del Re
E li ha venduti a Bohenny.

NOTE
1) Bohenny: Nessuna città o paese con tale nome è mai stata trovata in Gran Bretagna; una versione inglese ha però Newcastle, il che potrebbe far supporre qualche collegamento con la vicenda dell’impiccagione del bracconiere George Stools, avvenuta nella città scozzese nel 1610. Da notare che Geordie è il nome con cui vengono chiamati gli abitanti di Newcastle-upon-Tyne (contea di Tyne e Wear – Northumbria): Geordie male, è il “maschio tipico di Newcastle” fannullone e dedito alla birra, rappresentato da Reg Smythe nella figura di Andy Capp. Esiste però, in Scozia, una Bohenie vicino a Pitlochrie.

ASCOLTA Anais Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013


As I walked out over London bridge
On a misty morning early
I overheard a fair pretty maid
Crying for the life of her Geordie
“Saddle me a milk white steed
Bridle me a pony
I’ll ride down to London town
And I’ll beg for the life of my Geordie”
And when she came to the courthouse steps
The poor folks numbered many
A hundred crowns she passed around
Saying, “Pray for the life of my Geordie
He never stole a mule or a mare
He never murdered any
If he shot one of the king’s wild deer
It was only to feed his family”
And then she strode through the marble hall
Before the judge and the jury
Down on her bended knee she falls Crying for the life of her Geordie
“He never stole, he never slew
He never murdered any
He never injured any of you
Spare me the life of my Geordie”
The judge looked over his left shoulder
He says, “I’m sorry for thee
My pretty fair maid, you’ve come to late
He’s been condemned already”
“But six pretty babes I had by him
The seventh one lies in my body
And I would bear them all over again
If you give me the life of my Geordie”
“Your Geordie will hang in a silver chain
Such as we don’t hang many
And he’ll be laid in a coffin brave
For your six fine sons to carry”
“I wish I had you in a public square
The whole town gathered around me
With my broad sword and a pistol too
I’d fight you for the life of my Geordie”
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Mentre attraversavo il Ponte di Londra
Una nebbiosa mattina, presto
Sentii per caso una bella fanciulla
Che si lamentava per la vita di Geordie.
“Sellatemi un cavallo bianco-latte,
Mettete le redini al pony;
Cavalcherò fino a Londra
A implorare per la vita di Geordie.”
E quando arrivò ai piedi del tribunale
c’era molta gente
passò davanti a un centinaio di teste coronate
dicendo “Vi supplico per la vita di Georgie
Mai rubò un mulo o un cavallo,
non ha mai ucciso nessuno;
se ha ucciso uno dei cervi del Re
è stato solo per sfamare la famiglia”
Poi attraversò il salone di marmo
davanti al giudice e alla giuria
si gettò in ginocchio
lamentandosi per la vita di Geordie
“Non ha mai rubato, né ucciso,
e nemmeno ha mai assassinato
nè offeso nessuno di voi
risparmiate la vita di Geordie”
Il giudice  guardò oltre la spalla sinistra,
Disse, “Mi dispiace per voi;
Bella fanciulla, siete arrivata troppo tardi
è già stato condannato.”
“Ho partorito sei bei bambini,
il settimo lo porto in grembo;
darei volentieri tutti e tre
se salvaste la vita di Geordie.”
“Il vostro Geordie sarà impiccato con una catena d’argento, non è una  catena per molti
e sarà deposto in una bella bara
da portare ai vostri cari sei figli.”
“Vorrei vedervi in una pubblica piazza
con tutta la città riunita introno a noi
con la mia larga spada e anche la mia pistola
a lottare con voi per la vita di Geordie”

GEORDIE VERSIONE ITALIANA DI FABRIZIO DE ANDRE’

ASCOLTA Fabrizio De Andrè

Mentre attraversavo London Bridge
un giorno senza sole
vidi una donna pianger d’amore,
piangeva per il suo Geordie.

Impiccheranno Geordie con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera
sellatele il suo pony
cavalcherà fino a Londra stasera
ad implorare per Geordie

Geordie non rubò mai neppure per me
un frutto o un fiore raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

Salvate le sue labbra, salvate il suo sorriso,
non ha vent’anni ancora
cadrà l’inverno anche sopra il suo viso,
potrete impiccarlo allora

Nè il cuore degli inglesi nè lo scettro del re
Geordie potran salvare,
anche se piangeran con te
la legge non può cambiare.

Così lo impiccheranno con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.

GEORDIE VERSIONE SCOZZESE DI ROBERT BURNS

Qui non si parla di bracconaggio, ma di una battaglia nel Nord (se riferito all’Inghilterra si individua una regione del Border): la versione raccolta e rielaborata parzialmente da Robert Burns sembra riferirsi a una vicenda precedente alla storia settecentesca riportata da Thomas D’Urfey continua

BRACCONIERI, FORESTE, OPPOSIZIONE di Riccardo Venturi

Nel poemetto “Piers Plowman” (“Pietro l’Aratore”) di William Langland, scritto in medio inglese nel XIV secolo, vi e’ un famoso passo in cui un contadino si domanda come mai tutti i nomi di animali vivi siano inglesi, mentre quando vengono cucinati diventano francesi. Così l’inglese “pig”, cucinato, diventa “pork”; il “calf” (vitello) diventa “veal” (francese antico “vel”, moderno “veau”); il “deer” (cervo) diventa “cerf” (non più in uso nell’inglese moderno); e così via.
La risposta e’ semplicissima: l’allevamento e la caccia servivano alle tavole dei re e dei ricchi; i quali re e ricchi, nell’Inghilterra di allora, parlavano francese. Per tre secoli, dalla conquista normanna di Guglielmo con la battaglia di Hastings fino al 1362, data meno nota ma che segna il ristabilimento ufficiale della lingua inglese (nel frattempo modificatasi enormemente in seguito all’influsso francese) come lingua di corte ed amministrativa, il francese e’ la lingua delle classi dominanti, mentre il disprezzato inglese e’ la lingua del popolo, delle classi piu’ umili, dello “strato basso”.
Quelli, insomma, che gli animali li devono allevare per farli mangiare agli altri. E di quelli che non possono piu’ andare a cacciare liberamente nelle foreste, per sfamarsi e sfamare le loro famiglie, perche’ nel frattempo una classe dominante ha importato la “nobile arte” della caccia come “sport” di élite, chiudendo le foreste ai poveracci e organizzando il proprio divertimento (che e’ anche forma di addestramento militare) con battitori, cani, cavalli e servi.

Nasce cosi’ la “caccia di frodo“, il bracconaggio; una cosa che nell’Inghilterra anglosassone prenormanna non esisteva assolutamente. E viene, da subito, sottoposta a leggi severissime. Le foreste, mezzo di sostentamento delle classi popolari non soltanto con la caccia, diventano luoghi di esclusiva proprieta’ del re e delle classi aristocratiche. Ancora in epoca elisabettiana, la maggior parte del territorio inglese e’ ricoperta da fitte boscaglie; logico, quindi, che in quella che, con tutti le cautele del caso, puo’ essere definita “coscienza popolare”, le foreste diventino un luogo di opposizione. E di durissima opposizione.
Non e’ un caso che, sin dal XIV secolo, si parli di “guerra al bracconaggio”. E non e’ un caso che nasca, forse su basi reali, la leggenda di Robin Hood (che nelle molte ballate tradizionali che lo riguardano, spesso viene definito con l’appellativo di “free hunter”).
Le leggi che riguardavano l’esercizio della caccia divengono via via sempre piu’ draconiane: vengono istituiti i guardacaccia armati al servizio del re o del signore locale, ai quali viene data la facolta’ di poter abbattere sul posto chi viene sorpreso a cacciare di frodo. Chi si recava a cacciare in una foresta per mangiare qualcosa rischiava quindi la vita. Si organizzano bande di cacciatori abusivi i quali, a volte, riescono a sopraffare i guardacaccia e ad ucciderli nei modi piu’ atroci (anche, naturalmente, per vendicarsi di trattamenti del tutto analoghi da parte dei guardacaccia).

Nasce così, nella foresta, come luogo di opposizione, la figura dell’ “outlaw“. Con un termine popolare antico, inglesizzato sì, ma di antica derivazione danese (“udlav”). E i signori si trovano a malpartito, ad esprimere tale termine in francese. Rimane in inglese. Gli outlaws parlano soltano la lingua bassa e hanno nomi da bovari, da porcari, da servi.
In un manoscritto del 1450 circa viene tramandata una ballata che e’ tra le piu’ antiche testimonianze scritte della guerra al bracconaggio. Riporta, sia per argomento che per linguaggio (un inglese medio arcaicissimo e di difficilissima comprensione), avvenimenti anteriori almeno di un secolo e mezzo alla sua trascrizione in manoscritto.
Vi compare un “Robyn“, ma non e’ Robin Hood; e’ un giovane che si reca a cacciare di frodo, con arco e frecce, nella foresta in compagnia dell’amico, o servitore, Gandeleyn. Nomi anglosassoni (“Robyn”, come viene dichiarato espressamente nel testo della ballata, è il diminutivo di “Robert”). Avvistano un branco di cervi e Robyn ne stende uno, finendo pero’ immediatamente abbattuto da un guardacaccia, tale Wrennock of Donne. Anche Wrennock è un nome anglosassone; il che fa vedere bene che molta gente del popolo si poneva al servizio del potere, sempre per mangiare, e sempre rischiando la pelle. Niente di nuovo sotto il sole. Tra i poveri c’è chi si mette contro la legge del potente, e chi si mette al servizio di essa. Il bandito e il carabiniere.
Wrennock of Donne finisce poi a sua volta abbattuto da Gandeleyn, che vendica così l’amico schernendo il cadavere del guardaccia. E’ una ballata assolutamente terribile e lugubre, che non ha assolutamente niente dell’atmosfera “romantica” che poi e’ stata attribuita ad alcuni di questi componimenti (ma anche nelle ballate di Robin Hood ritenute piu “giocose” fanno capolino episodi che del giocoso non hanno niente, testimoniando cosi’ della loro vera ed antica origine). Nel ritornello, che nel testo originale suona: “Robyn lyth in grene wode bowndyn” (in inglese moderno: “Robin lies bound in the green wood”), si intravede forse il costume di legare il cadavere del bracconiere abbattuto ad un albero, in modo che le bestie potessero divorarselo.

FONTI
http:[email protected]?SongID=2206
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18312
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/geordie.html
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch209.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=6782
http://it.wikipedia.org/wiki/Geordie
http://it.wikipedia.org/wiki/Clan_Gordon
http://quattrostracci.altervista.org/cantautori/testi/geordieb.htm
http://www.bielle.org/fabriziodeandre/pages/tradpop.htm#scheda

THE GREAT SELKIE OF SULE SKERRY

5494853578_b8a653b169Selkie / silkie / Selchie sono i termini dialettali con cui in Scozia e Irlanda sono chiamate le creature del mare mutaforma; derivano da selich, vocabolo arcaico scozzese per la foca grigia degli oceani e i mari atlantici: sono i guardiani del mare, foca nel mare e uomo sulla terra.

LA SCHEDA continua

Di sesso sia maschile che femminile sono descritti nella loro forma umana come creature bellissime (capelli e occhi scuri, agili membra), docili ma al contempo dotate di potere seduttivo. La leggenda dice che per riprodursi il selkie-maschio deve essere in forma umana e trasmetterà alla sua discendenza il suo potere: solo dopo che il bambino sarà svezzato sulla terra ferma, il selkie tornerà dal mare per portarlo con sé. Un tempo quando la mortalità infantile era molto alta, solo i bambini che superavano il settimo anno di età potevano essere considerati fuori pericolo ed è proprio allo scadere del settimo anno che il selkie ritorna a prendere il figlio.
Selkie maschi erano invocati dalle fanciulle in cerca di amanti versando sette lacrime nella marea e i marinai erano attratti dalle selkie femmina che cercavano di prendere come spose.

THE GREAT SELKIE OF SULE SKERRY

La più nota delle ballate delle isole Orcadi, anche come The Grey Silkie of Sule Skerry, narra di un selkie che vive sulla scogliera rocciosa di Sule. Skerry deriva dal norreno sker che significa roccia nel mare e in italiano si traduce con scoglio.
La ballata è stata collezionata anche dal professor Child nella sua opera ( # 113).

tumblr_loialeB04U1r04h5zo1_500Una giovane fanciulla ha un figlio da un uomo sconosciuto che si rivela essere un selkie: uomo sulla terra, foca nel mare la cui dimora sono gli scogli di Sule. Dopo sette anni la creatura del mare ritorna per reclamare a sè il figlio, donandogli una catena d’oro, e la madre lo lascia andare.
La donna dopo qualche tempo si sposa con un cacciatore che commercia con le pelli di foca. Un giorno ritorna a casa con le pelli di due foche che aveva ucciso per donarle alla moglie: una era di una foca vecchia e grigia, l’altra di una giovane foca con al collo una catena d’oro!

LA PROFEZIA DEL SELKIE

L’incanto della vicenda però risiede nella scelta narrativa: la storia è spesso descritta come in un sogno notturno in cui un uomo che si dichiara essere silkie e padre del bambino, appare quasi magicamente e, accanto alla culla del neonato come nelle fate madrine delle fiabe, ne traccia il destino.
La donna sopraffatta dal dolore di tale visione muore: le si spezza il cuore oppure decide di gettarsi in mare con il bambino per vivere come silkie.

LE MELODIE

La melodia abbinata e che è stata ripresa nel folk revival degli anni 70 è stata scritta da James Waters nel 1954 (la versione di Joan Baez per intenderci); un’altra melodia è invece tradizionale ed è stata raccolta nel 1938 da Otto Anderson dalla voce di John Sinclair dell’isola di Flotta e trascritta in notazione (vedi)

LA VERSIONE DI JOAN BAEZ

La melodia è stata composta da James Waters negli anni 1950 e resa popolare da Joan Baez, quasi un lamento funebre in forma di ninnananna.

ASCOLTA Castelbar che hanno realizzato anche un mini-filmato,   molto evocativo. La sequenza delle strofe è: I, II, IV, V, III, VI, VII, I

oppure la versione più pop di Cécile Corbel (strofe I, II, IV usata come ritornello, III, V, VI)

ed ecco la versione live dei Seriouskitchen (Nick Hennessey, Vicki Swan and Jonny Dyer )  magia degli strumenti, belle voci, intensità espressiva


I
An earthly nurse(1) sits and sings,
And aye, she sings by lily wean,
“And little ken(2) I my bairn(3)’s father,
Far less the land where he dwells in.”
II
For he came one night to her bed feet(4),
And a grumbly(5) guest, I’m sure was he,
Saying, “Here am I, thy bairn’s father,
Although I be not comely.”
III
And he had ta’en a purse of gold
And he had placed it upon her knee,
Saying, “Give to me my little young son,
And take thee up thy nurse’s fee.”
IV
“I am a man upon the land,
I am a silkie on the sea,
And when I’m far and far frae(6) land,
My home it is in Sule Skerrie.”
V
“And it shall come to pass on a summer’s day,
When the sun shines bright on every stane(7),
I’ll come and fetch my little young son,
And teach him how to swim the faem(8).”
VI
“And ye shall marry a gunner good,
And a right fine gunner I’m sure he’ll be,
And the very first shot that e’er he shoots
Will kill both my young son and me.”
VII
“Alas! Alas! this woeful fate!
This weary fate that’s been laid for me!”
And once or twice she sobbed and sighed
and she joint to a sun and grey silkie(9)
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Una madre terrestre seduta, canta
e si, canta accanto ad un bambino pallido “E ben poco so (2) del padre di mio figlio (3)
tanto meno della terra dove vive.”
II
Perchè venne una notte ai piedi del letto (4)
ed era un ospite strano (5) di sicuro,
e disse “eccomi qua, il padre di tuo figlio
anche se non ho un aspetto bello da vedersi”.
III
Ed aveva preso una borsa d’oro
e gliela aveva posata sulle ginocchia
dicendo “Dà a me il mio figlioletto,
e prendi la ricompensa per averlo allevato”
IV
Io sono un uomo sulla terra,
sono un silkie in mare
e quando sono lontano dalla (6)  terra
la mia dimora è lo scoglio di Sule.
V
Ed avverrà in un giorno
d’estate
quando il sole splenderà lucente su ogni pietra (7)
che io verrò a prendere il mio
figlioletto
e gli insegnerò a nuotare
nelle onde (8).
VI
E tu sposerai un buon cacciatore,
e un cacciatore dalla buona mira sarà di sicuro,
e al primo colpo che mai
sparerà
ucciderà sia mio figlio che me”
VII
“Ahime! Ahime! Che destino doloroso
che tristo destino è stato predisposto per me!”
Una o due volte si lamenta
e piange
poi si unisce al figlio e alla foca grigia (9).

NOTE
1) nourris = nurse qui tradotto nel senso della maternità
2) ken = know
3) bairn = child termine scozzese per bambino
4) bed fit = foot of the bed
5) grumly = strange significa strano, spaventoso ma anche triste
6) frae = from
7) stane= stone
8) faem =foam
9) il verso più comunemente adottatto è invece: And her tender heart did break in three

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sule-skerry.htm
http://www.orkneyjar.com/folklore/selkiefolk/sulesk.htm
http://thawinedarksea.blogspot.it/2010/04/selkie-pallawah-skin.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31375
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch113.htm
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-113-great-silkie-of-sule-skerry.aspx
http://bestoflegends.org/fairy/selchies.html
http://fiabesca.blogspot.it/2013/06/acque-settentrionali-le-storie-della.html