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BARBARA ALLEN IN SCARLET TOWN

Le versioni della ballata Barbara Allen si possono raggruppare indicativamente in 2 varianti che si distinguono per il primo verso: “It fell about a Martinmas time” – oppure Lammas- (che si presume sia la forma più antica proveniente dalla Scozia – Child # 84 versione A) e “In Scarlet Town where I was born” (in cui la stagione individuata è invece la Primavera – Child # 84 versione B). La versione B è poi ulteriormente articolata in “All in the Merry Month of May” e “So early, early in the Spring.
Similmente si trovano tre melodie seppure  non legate univocamente alle versioni base del testo. Per i cultori delle registrazioni sul campo (dal 1937 al 1967) una panoramica qui

La ballata di Barba Allen ricorda una delle novelle del Decamerone in cui si affronta il tema del “mal d’amore” ossia dell’amore fatale che porta inevitabilmente i due amanti alla morte. (vedi prima parte)
Per la seconda parte con la melodia standard e la VERSIONE A “It fell about a Martinmas time” (qui)

VERSIONE B: IN SCARLET TOWN

E’ la versione più diffusa nei Broadsides (Roxburghe Ballads) da ascoltare con una minima rielaborazione testuale rispetto alla versione childiana .
Bluehorses DVD live a Saul. Il brano è registrato in “Dragons Milk and Coal” (1999) Dal Galles la Celtic Rock e folk rock band di Cardiff nata nel 1994 dalla polistrumentista (voce, tastiere, violino, arpa e mandolino elettronici) Lizzie Prendergast e il batterista Nic Waulker. Dal vivo la band è integrata con basso e chitarre elettroniche e sintetizzatori e ci regala appassionanti performance ricche di virtuosismo prog!


CHORUS
In Scarlet Town, Scarlet Town
There was a fair maid dwelling
In Scarlet Town, the boys all cry
Blackheart Barbara Allen
In Scarlet town, Scarlet town
Young Jimmy Grove lay dyin’
In Scarlet Town the boys all die
For the love of Barbara Allen
I
He sent his man to find her
In the town where she was dwellin’
Haste away to comfort him
Oh lovely Barbara Allen
Slowly slowly she came up
So slowly came beside him
And all she said when she got there
“Young man I think you’re dying”
II
He turned his face to where she stood
With deadly sorrow sighin’
“Lovely maid come pity me
I’m on me death bed lyin'”
As she was walking o’r the hill
She saw the corpse a coming
With scornful eyes she looked on him
Her cheeks with laughter swelling
III (spoken)
Now he is dead and in his grave
Her heart is filled with sorrow
“Oh mother, mother, make my bed
For I shall die tomorrow”
Farewell she said, you virgins all
And shun the fault I fell in
And here take warning of the fall
Of cruel Barbara Allen
(Traduzione di Cattia Salto)
RITORNELLO
A Scarlet Town, Scarlet Town
abitava una bella fanciulla
A Scarlet Town tutti i giovani gridavano “Cuorenero Barbara  Allen”
A Scarlet Town, Scarlet Town
il giovane Jimmy Grove giaceva morente

A Scarlet Town i giovani morivano tutti per l’amore di Barbara Allen
I
Egli inviò un suo servo per cercarla, nella città in cui abitava
perchè andasse di corsa a confortarlo
Oh l’amata Barbara Allen.
Così lentamente, lentamente lo seguì
e lentamente gli si avvicinò
e disse quando gli fu vicino
Giovanotto, secondo me stai morendo.
II
Lui volse il capo verso di lei
singhiozzando nel dolore della morte
O cara fanciulla, abbi pietà di me,
che sono in punto di morte
Mentre lei camminava verso la collina
vide il corteo funebre arrivare
levò gli occhi sdegnosi su di lui
con le gote gonfie dal riso.
III (parlato)
Ora che è morto e sepolto
il cuore di lei è trafitto dal dolore
O madre, madre, preparami il letto perchè domani morirò.
Addio -disse – a voi fanciulle
e non commettete il mio sbaglio,
d’ora innanzi imparate dall’errore
della crudele Barbara Allen”

A sottolineare la vitalità della tematica, una rielaborazione contemporanea che richiama il romanzo Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen riscritta da Jim Moray

Jim Moray – Barbara Allen 


I
In Scarletstown, where I was born,
There was a young girl living,
Who made all youth cry “Well-a-day!”
Her name was Barbara Allen.
II
It happened back in ’89,
When autumn leaves were falling,
Sweet William’s heart was falling too, For love of Barbara Allen.
III
He was so sick with love,
He called her name whilst she was sleeping,
And in his silent way,
He waited for her but she never came.
CHORUS
Its the pride that keeps us in,
And the life inside that twists,
Pride and prejudice.
IV
She came up to Sir William’s house,
To tell him of a secret,
Oh, when she came into the room,
There was no life inside him.
V
And in the candle light,
She’s falling on the floor weeping,
For all the time she dreamed,
And never found to tell him of her love.
VI
In Scarletstown where I was born,
Cathedral bells are ringing,
For a foolish man who died for love,
Of cruel Barbara Allen.
(Traduzione di Cattia Salto)
I
A Scarletstown dove sono nato,
viveva una giovane ragazza,
che faceva gridate ai giovanotti “Buon Giorno”, si chiamava Barbara Allen
II
Accadde nel ’89, mentre le foglie dell’autunno cadevano,
anche il cuore del bel William era perduto per l’amore di Barbara Allen.
III
Era così malato d’amore, che chiamava il nome di lei mentre dormiva
e in modo nascosto
l’attendeva, ma lei non venne mai.
CORO
E’ l’orgoglio che ci trattiene,
lo scherzo del destino

Orgoglio e Pregiudizio
IV
Andò a casa di Sir William
per raccontargli un segreto
e quando entrò nella stanza
non c’era vita dentro di lui.
V
E alla luce delle candele, cadde sul pavimento piangendo, per tutte le volte che si era illusa senza trovare il modo di dire a lui del suo amore
VI
A Scarletstown dove sono nato, le campane della Cattedrale stanno suonando, per un uomo pazzo che morì per amore della crudele Barbara Allen

Quarta Parte continua

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17738
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=87026

BAY OF BISCAY

swg“Willie the Waterboy” ma anche “The bay of Biscay” è considerata una variante irlandese della ballata “Sweet William and Lady Margaret” (Child Ballad # 77) diffusa in particolare nell’Irlanda del Nord (Donegal): in sintesi è una night visiting song con un amante più in ossa che in carne!
Poco altro c’è da dire essendo una versione tramandata più oralmente che nelle raccolte in stampa o nei broadsides.

ASCOLTA Sean Cannon, una versione ispirata, vibrante e intensa

ASCOLTA Karan Casey & John Doyle in Exiles Return 2010

ASCOLTA Jim Moray – Seven Long Years, in Skulk 2012


I
My William sails
on board the Tender
And where he is I do not know
For seven long years
I’ve been constantly waiting
Since he crossed
the bay of Biscay-O (1).
II
One night as Mary
lay a sleeping
A knock came
to her bedroom door
Crying “Arise, arise,
oh my dearest Mary,
For to earn one glance
of your William-O.”
III
Young Mary rose,
put on her clothing
And to the bedroom door did go
And there she saw
her William standing
His two pale cheeks
as white as snow.
IV
“Oh William dear,
where are those blushes?
Those blushes I knew
long years ago.”
“Oh Mary dear,
the cold clay has them.
I am only the ghost
of your William-O.”
V
“Oh Mary dear,
the dawn is breaking,
Don’t you think
it’s time for me to go?
I’m leaving you quite broken-hearted
For to cross the Bay of Biscay-O.”
VI
“Had I the gold and all the silver,
And all the money in Mexico,
I would grant it all to the king of Erin
Just to bring me back my William-O.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Il mio William salpò
a bordo del Tender
e dove sia non lo so
per sette lunghi anni
l’ho atteso continuamente
da quando attraversò
la baia di Biscaglia -oh (1)
II
Una notte che Mary
giaceva addormentata,
venne a bussare
alla porta della camera dicendo “Svegliati, svegliati,
mia carissima Mary,
per dare un’occhiata
al tuo William- oh”
III
La giovane Mary si alzò,
si mise le vesti
e alla porta della camera andò
e là vide il suo
William in piedi
con le guance pallide
bianche come la neve
IV
“Oh caro William,
dove sono le tue guance rosa?
Quelle guance che conoscevo
tanti anni fa?”
“Oh cara Mary,
la fredda terra le ha prese,
sono solo il fantasma
del tuo William – oh”
V
“Oh cara Mary,
l’alba si avvicina
non credi che
sia ora per me di andare?
Ti lascerò con il cuore a pezzi
per attraversare la Baia di Biscaglia”
VI
“Ho oro e argento
e tutto l’oro del Messico
lo darei per intero al Re d’Irlanda (2)
solo per avere indietro il mio William”

NOTE
1) il luogo in cui si presume sia affogato il bel William
2) credo si riferisca a una fiaba irlandese “
The Thirteenth Son of the King of Erin

FONTI
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/bayofbiscay.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=13440

SEVEN GYPSIES

Una ballata originaria della Scozia sugli zingari e il fascino dell'”esotico”: una bella lady è rapita da uno zingaro o abbandona il marito di sua spontanea volontà, e sebbene inseguita e richiamata alle sue responsabilità, si rifiuta di tornare a casa. .
Come sempre nel caso di ballate molto popolari ampiamente diffuse dalla tradizione orale, si hanno molte varianti del testo anche con diversi finali.

LE VERSIONI INGLESI: SEVEN GYPSIES

Le varianti di questa versione sono moltissime, man mano che la ballata si sposta in Irlanda e Inghilterra, così dopo averle raggruppate a seconda delle melodie, ne evidenzio solo alcune per l’ascolto. (prima parte qui)
Gli zingari sono più spesso tre ma in alcune versioni diventano sette essendo un numero simbolico che preannuncia agli ascoltatori l’approssimarsi della sventura e della morte.

ASCOLTA Dolores Keane in “There was a Maid” 1978


I
There was seven yellow gypsies all in a gang
There was none of them lame or lazy-O
Sure the fairest one is among them all
She is going with the dark-eye gypsy-O
II
Oh will you come with me, me pretty fair maid?
Will you come with me, me honey-O?
Sure I wouldn’t give a kiss of the gypsy laddie’s lips
Not for all of Cashill’s money-O
III
Oh saddle for me me pretty white steed
Saddle him up so bonny-O
So that I may go and find me own wedded wife
That she’s going with the dark-eye gypsy-O
IV
Oh she rode west but he rode best
Until he came to Strathberry
When who shall he find but his own wedded wife
She is going with the dark-eye gypsy-O
V
Oh will you come with me, me pretty fair maid?
Will you come with me, me honey-O?
Sure I wouldn’t give a kiss of the gypsy laddie’s lips
Not for all of Cashill’s money-O
VI
Oh what will you do to your house and your land?
What will you do to money-O?
Oh what will you do with your two fine beds
Now you’re going with the dark eye gyspsy-O?
VII
Oh what will you do to your fine feather bed
With the sheets turned down so bonny-O?
Oh what will you do with your own wedded lord
Now you’re going with the dark eye gyspsy-O?
VIII
Oh what do I care for me house and me land?
What do I care for me money-O?
And what do I care for me to fine beds
Now I’m going with the dark eye gyspsy-O?
IX
Last night I lay on a fine feather bed
With the sheets turned down so bonny-O
But tonight I lay on a cold barn floor
With seven yellow gypsies to annoy me-O
X
Oh will you come with me, me pretty fair maid?
Will you come with me, me honey-O?
Sure I want to get a kiss of the gypsy laddie’s lips
Than you and all your money-O
TRADUZIONE Cattia Salto
I
C’erano sette zingari dalla pelle olivastra (1) in comitiva
e nessuno di loro era zoppo o pigro
e di certo il più bello è tra tutti loro,
lei sta scappando con lo zingaro dagli occhi neri
II
“Verrai con me, mia bella fanciulla?
Verrai con me mia cara?”
“Preferisco dare un bacio alle labbra del ragazzo zingaro
piuttosto di tutto il denaro di Cashill
III
Sellatemi il mio destriero bianco
sellatelo così grazioso
così che possa andare a cercare mia moglie appena sposata
che è scappata con lo zingaro dagli occhi neri
IV
Lei cavalcò a Ovest ma lui cavalcò meglio
finche arrivò allo Strathberry
e chi ti trova se non la sua mogliettina appena sposata
che se n’è andata con lo zingaro dagli occhi neri?
V
“Verrai con me, mia bella fanciulla?
Verrai con me mia cara?”
“Preferisco dare un bacio alle labbra del ragazzo zingaro
piuttosto di tutto il denaro di Cashill”
VI
“Cosa intendi fare della tua casa
e della terra,
cosa intendi fare dei soldi?
Cosa intendi fare dei tuoi due bei letti
ora che stai andando con lo zingaro dagli occhi neri?
VII
Cosa intendi fare del tuo bel letto di piume
con le coperte ben rimboccate?
Cosa intendi fare con il tuo Lord appena sposato
ora che stai andando con lo zingaro dagli occhi neri?”
VIII
“Che cosa mi interessa della casa e
della terra
cosa m’interessa del denaro?
E cosa m’importa dei letti ben fatti
ora che sto andando con lo zingaro dagli occhi neri?
IX
L’altra notte dormivo in un letto di piume,
con le lenzuola rimboccate così bene
e stanotte dormirò in un fienile freddo
insieme con sette zingari dalla pelle olivasta che mi infastidiscono”
X
“Verrai con me, mia bella fanciulla?
Verrai con me mia cara?”
“Preferisco avere un bacio dalle labbra del ragazzo zingaro
piuttosto di te e di tutto il tuo denaro”

ASCOLTA Martin Carthy

[prima parte]
I
There were seven yellow (1) gypsies and all in a row
And none of them lame nor lazy-O,
And they sang so sweet and so complete
That they stole the heart of the lady-O.
II
And they sang sweet and they sang shrill
That fast her tears began to flow,
And she lay down her silken gown,
Her golden rings and all her show.
III
She plucked off all her highheeled shoen,
All made of the Spanish leather-O,
And she would in the street in her bare bare feet
To run away with the seven yellow gypsies-O.
[seconda parte]
IV
They rode north and they rode south,
And they rode it late and early-O
Until they come to the river side
And oh but she was weary-O.
V
Says, Last night I rode by the river side
With me servants all around me-O,
And tonight I must go with me bare bare feet
All along with the seven yellow gypsies-O.
[terza parte]
VI
It was late last night when the lord come home
And his servants they stood ready-O.
And the one took his boots and the other took his horse,
But away was his own dear lady-O.
VII
And when he come to the servants’ door
Enquiring for his lady-O,
The one she sighed and the other one cried,
She’s away with the seven yellow gypsies-O.
VIII
For I met with a boy and a bonny, bonny boy,
And they were strange stories he told me-O,
Of the moon that rose by the river side
For pack with the seven yellow gypsies-O.
IX
Go saddle to me my bonny, bonny mare,
For the brown’s not so speedy-O.
And I will ride for to seek my bride
Who’s run away with the seven yellow gypsies-O.
X
Oh he rode north and he rode south,
And he rode it late and early-O
Until he come to the river side
And it was there that he spied his lady-O.
[quarta parte]
XI
What makes you leave all your house and your land,
All your gold and your treasure for to go?
And what makes you leave your new-wedded lord
To run away with the seven yellow gypsies-O?
XII
What care I for me house and me land?
What care I for me treasure-O?
And what care I for me new-wedded lord,
For I’m away with the seven yellow gypsies-O.
XIII
Last night you slept in a goose feather bed
With the sheet turned down so bravely-O.
And tonight you will sleep in the cold barren shed
All along with the seven yellow gypsies-O.
XIV
What care I for me goose feather bed
With the sheet turned down so bravely-O?
For tonight I will sleep in the cold barren shed
All along with the seven yellow gypsies-O.
XV
There were seven yellow gypsies and all in a row,
None of them lame nor lazy-O.
And I wouldn’t give a kiss from the gypsies’ lips
For all of your land or your money-O.
TRADUZIONE Cattia Salto
[prima parte]
I
C’erano sette zingari dalla pelle olivastra tutti in fila
e nessuno di loro era zoppo o pigro
e cantavano in modo così armonioso
da rubare il cuore della Lady
II
Cantavano alto e cantavano basso
che presto le sue lacrime iniziarono a sgorgare
e lei si tolse gli abiti di seta,
gli anelli d’oro e tutti i suoi orpelli.
III
Si tolse le sue scarpette
con il tacco alto,
fatte di cuoio spagnolo (2)
e lei fu in strada
a piedi nudi
per scappare con sette zingari dalla pelle olivastra
[seconda parte]
IV
Cavalcarono verso Nord
e cavalcarono verso Sud
andarono  in fretta
finchè arrivarono
sulla sponda del fiume e lei era tanto stanca.
V
“L’ultima notte che attraversai il fiume avevo i servitori mi assistevano,
ma questa notte
devo andare a piedi nudi
per seguire i sette
zingari dalla pelle olivastra”.
[terza parte]
VI
Era notte fonda
la scorsa notte
quando il Lord ritornò a casa
e i servitori erano tutti pronti
uno preso gli stivali
e l’altro il cavallo
ma via era la sua cara signora.
VII
E quando venne
alla porta della servitù
in cerca della sua Lady
uno sospirava e l’altro singhiozzava
“E’ scappata
con sette zingari dalla pelle olivastra”
VIII
“Ho incontrato un ragazzo, un bel ragazzo
e lui mi raccontò
delle strane storie
della luna che sorge dalla sponda del fiume
del carico con i sette zingari dalla pelle olivastra
IX
Sellate la mia bella giumenta
perchè il baio non è altrettanto veloce
e io cavalcherò
in cerca della mia sposa
che è scappata via
con sette zingari dalla pelle olivastra
X
Cavalcò a nord e cavalcò a sud
andò  in fretta
finchè arrivò
sulla sponda del fiume
e fu là che vide la sua Lady
[quarta parte]
XI
“Come hai potuto lasciare la tua casa
e la tua terra,
tutto l’oro e il tesoro,
per andare via?
Come hai potuto lasciare il tuo novello sposo,
per scappare via con sette zingari dalla pelle olivastra?”

XII
“Che cosa mi interessa della casa e
della terra
cosa m’interessa del denaro?
E cosa m’importa del mio sposo novello
perchè sono scappata con sette zingari dalla pelle olivastra”
XIII
L’altra notte dormivi in un letto di piume,
con le lenzuola rimboccate così bene
e stanotte dormirai in un fienile freddo
insieme con sette zingari dalla pelle olivastra”
XIV
“Che cosa mi interessa del letto di piume
con le lenzuola rimboccate così bene?
Perchè stanotte dormirò in un fienile freddo
insieme con sette zingari dalla pelle olivastra”
XV
C’erano sette zingari olivastri tutti in fila
e nessuno di loro era zoppo o pigro
“preferirei baciare le labbra degli zingari
piuttosto che avere tutta la tua terra e i tuoi soldi”

NOTE
1) il termine yellow è usato più in senso dispregiativo che per definire il colore della pelle: fina dal medioevo il giallo è stato il colore dei giullari ad indicare infamia e sentimenti malevoli
2) il cuoio spagnolo era molto apprezzato, decorato con rilievi su fondi d’oro, cesellato e dipinto

ASCOLTA  Nic Jones

I
There were seven gypsies all of a row
And they sang neat and bonny-O;
Sang so neat and they’re so complete,
They stole the heart of a lady.
II
She’s kicked off her high heel shoes
Made of the Spanish leather,
And she’s put on an old pair of brogues
To follow the gypsy laddie.
III
Late at night her lord come home
And he’s enquiring for his lady.
And his servant’s down on his knees and said,
“She’s away with the seven gypsies.”
IV
He’s ridden o’er the high, high hills
Till he come to the morning,
And there he’s found his own dear wife
And she’s in the arms of the seven gypsies.
V
“Well, last night I slept in a feather bed
And the sheets and the blankets around me;
Tonight I slept in the cold open fields
In the arms of my seven gypsies.”
VI(2)
Seven gypsies all of a row
And they sang neat and bonny-O;
Sang so neat that they all were hanged
For the stealing of a famous lady.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
C’erano sette zingari tutti in fila
e cantavano
così bene
cantavano così
armoniosamente
che rubarono il cuore di una Signora
II
Lei si tolse le sue scarpe d
ai tacchi alti
fatte con cuoio spagnolo
e si mise un paio di vecchi
zoccoli
per seguire il giovane zingaro.
IV
La sera tardi il Signore ritornò a casa,
cercando la sua Lady
e la cameriera si gettò sulle ginocchia e disse
“Se n’è andata con sette
zingari”.
IV
Così lui cavalcò per le alte colline
finchè venne il mattino
e là lui trovò la sua propria amata moglie
tra le braccia di sette zingari..
V
“La notte scorsa ho dormito in un letto di piume
con lenzuola e coperte introno
Stanotte ho dormito al freddo in un campo aperto
tra le braccia dei miei sette zingari.”
VI
Sette zingari tutti in fila
e cantavano così armoniosamente
cantavano così armoniosamente e furono impiccati
perchè rapirono una famosa Signora

VERSIONE Jim Moray

I
Three gypsies stood at the castle gates,
They sang so high and they sang so low,
And the lady sits in her chamber late
and her heart it melted away like snow.
II
Well they sang so high and they sang so clear,
Fast her tears began to flow.
So she’s laid aside her silken gown
to follow the raggle taggle gypsies.
III
Well she’s kicked off her high heeled shoes,
made of Spanish leather
And over her shoulders a blanket she’s threw,
to follow the raggle taggle gypsies.
IV
Well it’s late at night her lord comes home
inquiring for his lady.
Well the servant girl gave this reply,
“Oh, She’s gone with the raggle taggle gypsies.”
V
“So saddle to me my milk white steed.
Bridle me my pony,
that I may ride to seek my bride
who’s gone with the raggle taggle gypsies.”
VI
So he’s ridden o’er yon high high hill.
He’s rode through woods and copses,
Until he’s came to the broad open stream,
and there he spied his lady.
VII
He says “What makes you leave your houses and land?
What makes you leave your money?
And what makes you leave your unwedded lord?
To go with the raggle taggle gypsies.”
VIII
She says “What care I for my goose-feather bed,
with the sheets turned down so bravely?
For tonight I will sleep in the cold open field,
with the love of me raggle taggle gypsies.”
TRADUZIONE Cattia Salto
I
Tre zingari stavano ai cancelli del castello
cantavano sia forte
sia piano
e la Signora sedeva nella sua camera privata e il suo cuore si scioglieva come neve.
II
Cantarono così armoniosamente
che rapide le lacrime iniziarono a sgorgare
così lei si tolse l’abito di seta per seguire gli zingari (1)
III
Lei si tolse le sue scarpe dai tacchi alti
fatte con cuoio spagnolo
e si gettò sulle spalle una coperta
per seguire gli zingari.
IV
Era sera tardi che il Signore
ritornò a casa,
cercando la sua Lady
e la cameriera diede questa risposta
“Se n’è andata con dei volgari
zingari”.
V
“Sellatemi il destriero bianco
mettete le briglie al mio cavallino
e cavalcherò per cercare la mia sposa, che se n’è andata con dei volgari
zingari”.
VI
Così lui cavalcò per le alte colline
e cavalcò per foreste e boschi,
finchè venne a un ampio torrente
dove vide la sua signora.
VII
“Come hai potuto lasciare la tua casa e la tua terra,
come hai potuto lasciare il tuo denaro, come hai potuto lasciare il tuo Lord in procinto delle nozze, per andare con dei rozzi e volgari zingari?”
VIII
“Che cosa mi interessa del letto di piume
con le lenzuola bel rimboccate?
Stanotte dormirò al freddo in un campo aperto
con l’amore dei miei zingari.”

NOTE
1)raggle-taggle: arruffato, scarmigliato, rude o rozzo

continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/sevenyellowgipsies.html

THE CRUEL SHIP’S CAPTAIN

Una ballata del mare dal titolo “The Captain’s Apprentice”, “Capitain James” o “The cruel ship’s captain” risalente alla seconda metà del 1700, si inserisce nel filone dei farewell dei condannati a morte che, in attesa della loro esecuzione, scrivono una sorta di confessione o ultime volontà (gallow confession): un giovane mozzo viene sottoposto a punizione dal capitano della nave, che abusa però del suo potere e lo uccide.
Three-small-drawings-illustrating-a-cautionary-tale-about-Three-Sailors-from-Bristol.-Sailor-hanged-from-the-yard-arm-sailor-being-flogged-and-humble-sailor-with-an-admiralAnche se le punizioni corporali erano considerate necessarie a mantenere la disciplina e ampiamente praticate nell’esercito, nelle istituzioni carcerarie e in generale sulle navi in cui il capitano era considerato il capo supremo, c’erano dei limiti che non si potevano superare, tra questi il sadismo tra i vertici del comando. Bisogna prima specificare che anche su di una nave mercantile la struttura del comando era altrettanto rigida come nella Royal Navy, i capi dovevano farsi ubbidire con ogni mezzo e una ciurma indisciplinata poteva ammutinarsi (era vero anche il contrario ossia che un capitano pazzo o sadico o entrambi le cose poteva spingere la ciurma all’ammutinamento)..

Qui si unisce un ulteriore dramma o scandalo sociale: quello degli orfani affidati all’assistenza pubblica che vengono venduti per pochi soldi come mozzi nei battelli di pesca, e trattati con estrema brutalità dai loro padroni fino a causarne la morte. Nella società del tempo erano i gentiluomini a detenere i posti del comando, nobili di sangue o di denaro che avevano ricevuto un’istruzione e un’educazione basata su rigide regole morali o se vogliamo su alti principi morali: quella di proteggere i deboli (donne e bambini) e gli infermi era un imperativo categorico.
Il nostro capitano quindi confessa due gravi colpe: la prima verso Dio, la seconda verso la classe sociale a cui appartiene.

Tratto da “Dal quadrato ufficiali al trono” Henry Kirke 1904
È difficile per noi oggi renderci conto della vita a bordo delle nostre navi da guerra durante la maggior parte del diciottesimo secolo. Abituati come siamo alla disciplina, pulizia e buon carattere delle nostre giacche blu, all’elevata educazione, competenza e maniere cortesi dei loro ufficiali, esitiamo a credere alle descrizioni che sono arrivate fino a noi. Gli ufficiali navali erano raramente gentiluomini, e se lo erano all’inizio, venivano presto brutalizzati dai loro associati e circostanti. Gli ufficiali inferiori erano tenuti in uno stato di vassallaggio, tiranneggiati e maltrattati dai loro capitani. Alcuni  di loro erano bravi marinai e valentuomini, ma rudi e rozzi, altri erano reprobi ubriaconi pieni di ignoranza e di impertinenza.. i capitani erano intrepidi marinai, ma molti di loro erano brutali, tirannici e capricciosi. Le ciurme erano la feccia della terra, la spazzatura raccolta dalle galere. L’ammutinamento era prevenuto soltanto mediante la più rigida  disciplina e crudeli punizioni. Il giro di chiglia, le frustate da tutta la flotta e altri orrori erano inflitti con frequenza.”

Da apprezzare la condensazione dei versi che dicono tutto quello che c’è da dire senza fronzoli!!

LA VERSIONE DI A.L. LOYD

La ballata si rinveridìsce a metà Ottocento diffondendosi nella contea di Norfolk a seguito di un fatto di cronaca locale.

Nelle note di ‘Leviathan!’ A. L. Lloyd scrive: “Nearly two centuries ago, a whaling skipper of King’s Lynn on the Norfolk coast was hanged for the brutal murder of an apprentice. Street singers had a long-winded ballad purporting to be his dying confession. In the foc’sles of the Greenland ships, the whalermen whittled away all the inessentials, and what remained was one of the briefest and most ferocious of all sea-songs. Early in the nineteenth century, a whale skipper was charged in King’s Lynn with the murder of an apprentice. A broadside ballad, in the form of a wordy gallows confession and good night, appeared, and in course of circulating round the East Anglian countryside it got pared down to the bone. The poet George Crabbe was interested in the case, and took it as a model for his verse-narrative of ‘Peter Grimes’, which subsequently formed the base of Britten’s opera. The opera is in three acts. The same ground is covered in three verses by a song as bleak and keen as a harpoon head.

ASCOLTA Bryan Ferry

 

A boy to me was bound apprenticed
Because his parents they were poor.
So I took him from St. James’ workhouse(1)
All for to sail on the Greenland shore(2).
II
One day this poor boy he did annoy me
Nothing to him then did I say
But I rushed him to my frozen yardarm(3)
And I kept him there ‘til the very next day.
III
When his eyes and his teeth did hang toward me(4)
With his hands and his feet bowed down likewise
And with a tarry gasket(5) there I killed him
Because I wouldn’t hear his cries.
IV
Now all you sea captains that go out a-navyin'(6)
Take a warning example by me
And don’t misuse your young apprentice boys
Or else its hanged you’ll surely be.

 

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Un ragazzo si imbarcò come apprendista
perchè i suoi genitori erano poveri
così lo presi dall’orfanatrofio di St James(1)
per salpare verso le terre della Groenlandia(2)
II
Un giono questo povero ragazzo mi infastidì,
allora non gli dissi niente
ma lo spedìì sul pennone congelato(3)
e ce lo tenni fino al giorno successivo
III
Quando i suoi occhi e i denti schizzarono fuori(4)
e anche le mani e i piedi si contrassero
allora lo uccisi con una cima impermeabilizzata(5)
perchè non volevo sentire i suoi lamenti
IV
Voi capitani che siete in Marina(6)
prendete esempio da me
e non abusate dei vostri giovani novellini
oppure sarete di certo impiccati

NOTE
1) Le workhouse erano istituzioni concepite per fornire lavoro e assistenza ai poveri e agli infermi, che furono attive in Inghilterra, ma anche in Olanda e nelle colonie inglesi d’America, dal XVII al XIX secolo. Fondate dalle parrocchie, alle quali la Poor Law del 1601 assegnò il compito di occuparsi dei poveri, scomparvero nel XX secolo.
Nel 1834, solo 3 anni prima che Vittoria divenne Regina, passò un atto parlamentare chiamato “Poor Law Amendment Act”. Come risultato di ciò, molte workhouses furono costruite per sistemare persone povere. Erano state progettate per essere così rigide e oppressive che solo i veri bisognosi avrebbero cercato un rifugio in esse.
Si sperava che le case di lavoro avrebbero risolto il problema della povertà poichè molte persone ricche credevano che le persone erano povere perchè erano pigre, e li chiamavano “undeserving poor” (=poveri indegni)
Molte famiglie erano così povere da venir classificate come “paupers”. “Pauperism” era un termine usato per descrivere persone che non avevano modo di mantenersi. Ma la povertà non era causata da pigrizia, come credevano i benestanti, ma dalla disoccupazione, dall’incremento della popolazione e dai prezzi alti del cibo.
Per molte persone le workhouses erano l’ultima risorsa. I “pazienti” venivano generalmente classificati in due diversi gruppi:
i “impotent poor” erano coloro che non erano in grado di badare a se stessi, come gli anziani, i bambini piccoli, i malati, i menomati, le madri non sposate, i ciechi e i pazzi.
Gli “able bodied poor” erano coloro che non avevano lavoro e quindi niente denaro per vivere.
Appena i “paupers” arrivavano alle workhouses venivano lavati e i loro capelli tagliati corti. Tutti i loro effetti personali venivano portati via e gli venivano date delle uniformi da indossare. Solitamente per le donne questa era una informe tunica senza giro vita che raggiungeva le caviglie, mentre gli uomini dovevano indossare camicie e pantaloni che calzavano male.
Nessun “paziente” poteva lasciare la workhouse se non permanentemente. Sfortunatamente, molti di loro morivano nelle workhouse a causa delle terribili condizioni.
Ancora peggio, alcuni bambini che nascevano nelle workhouse non vedevano mai il mondo esterno.
Il lavoro era disegnato per essere duro e tedioso ed era parte essenziale del regime delle workhouses.
La colazione era alle 5.00 am da Marzo a Settembre e alle 7.00 am negli altri mesi e si iniziava a lavorare dopo le preghiere. Con solo due pause per pranzare, cenare e altre preghiere, si andava a letto alle 8.
Si pensava che la religione avrebbe aiutato i poveri a superare la loro “pigrizia, incoscienza e ubriachezza”. (tratto da qui)
2) il battello è presumibilmente una baleniera diretta verso i mari del Nord
3) si presume che l’apprendista sia stato legato come un salame e appeso al pennone, questa era una delle punizioni che veniva inferte ai marinai, l’altra preferita erano i colpi di frusta
4) versi di difficie traduzione letteralmente in italiano: “Quando i suoi occhi e i denti penzolarono verso di me” che non ha molto senso
anche scritto
“And when his hands and his feet did hang towards me
And with his head bowed down likewise”
(in italiano quando mani e piedi penzolarono verso di me e anche la testa cadde in avanti)
oppure
“When his arms and his legs did bow down low,
And his hands and his feet likewise”
(in italiano quando braccia e gambe si piegarono verso il basso e anche mani e piedi)
5) gasket= a piece of rope, used to secure a sail; a rope covered in waterproof tar and used to lash furled sails.  Talvolta il capitano usa un oggetto contuntende come un’aspa in altre versioni è scritto infatti “iron gasket” oppure “bloody iron bar” cioè una sbarra di ferro. In questa versione il ragazzo viene ucciso per soffocamento legandogli la bocca con una cima
6) Navy è la marina militare in senso più specifico si tratterebbe di un avviso ricolto ai capitani della Marina Militare Britannica ma più in generale “andare per mare”

LA VERSIONE DI VAUGHAN WILLIAMS

Anch’egli ha raccolto una versione della ballata nel 1905 a King’s Lynn. Il commento di Roy Palmer (in Bushes and Briars: Folk Songs Collected By Ralph Vaughan Williams, Roy Palmer, 1983 & 1988)
The plight of pauper children farmed out as apprentices by the poor law guardians caused widespread concern in the late eighteenth and early nineteenth centuries. One thinks of the famous Memoirs of Robert Blincoe, which describes the fourteen-year apprenticeship to a Nottinghamshire mill-owner of a boy sent out from St Pancras Workhouse in London at the age of seven, in 1799. At about the same time the death of another pauper apprentice was being chronicled in a fine but bitter song which was sung for another hundred years and more, and still lingers in oral tradition. Vaughan Williams collected it from a septuagenarian fisherman, Mr James Carter, at King’s Lynn, and assumed that it was a local production, mainly because of the mention of St James’s Work house in the town, so called because St James’s Chapel had been converted to the use of the poor as early as 1682. However, two verses (5 and 6 here) in Vaughan Williams’s scrapbook additional to those sung by Mr Carter (perhaps remembered later by him, and sent on) move the scene to Bristol. This squares with a broadside recently turned up by Mike Yates in the St Bride Institute. It is without imprint, though probably dating from about 1800, and entitled ‘A New Copy of Verses, Made on Captain MILLS, now under Confinement in Newgate, at Bristol, for the murder of THOMAS BROWN, his Apprentice Boy’. The account may have been fictional, though there is a record that in 1798 the captain of the Loyal Briton, off Minorca, ‘killed his Cabin-boy by striking him on the head with a handspike’ and ‘was ordered back to England for trial’ (‘The Adventures of Serjeant Benjamin Miller’, in Journal of Army Historical Research, vol. VII, p.16). A discrepancy in the broadside is its mention of St James’s Workhouse, though Bristol Workhouse was called St Peter’s Hospital. (However, there is a St James district in Bristol.) Whatever the doubts as to its precise origin, the song held the imagination of singers. It travelled to America, was jotted down in the backs of the logbooks of several whaling ships (see Gale Huntington, Songs the Whalemen Sang, New York, 1970), and continued to circulate in England until this century, mainly in Norfolk, but also in Dorset. Vaughan Williams was deeply impressed by Mr Carter’s version (though he collected others), and he used the melody or reminiscences of it in several of his orchestral works, including the Norfolk Rhapsody, Sea Symphony and Pastoral Symphony.

ASCOLTA Jim Moray in Skulk 2012

 

I
One day this poor boy and to me was bound apprentice
Because of being so fatherless
I took him out of St. James Workhouse(1)
His mother being in deep distress
II
One day this poor boy unto me offended
But nothing (un)to him I did say
Up to the mainmast shroud(3) I sent him
And kept him there all that long day
III
Oh with my marling-spike(5), I misused him
So shamefully I won’t deny
And with the garling-spike (5) rope I gagged him
Because I could not bear his cries
IV
His legs and hands on to me expanded
His pretty face(7) to me likewise
And by my barbarous cruel entreatment
The very next day this young (poor) boy died
V
So come here captains, all throughout this nation
Hear voice in warning take by me
Take special care of your apprentice
while you are on the raging sea.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Un ragazzo si imbarcò come apprendista
perchè era senza padre
così lo presi dall’orfanatrofio di St James(1)
essendo sua madre in povertà
II
Un giono questo povero ragazzo mi infastidì,
allora non dissi niente
e lo spedìì sulle sartie dell’albero maestro (3)
e ce lo tenni fino al giorno successivo
III
E con la mia aspa(5) lo maltrattai
così vergognosamente, non lo nego,
e con la cima(5) lo imbavagliai
perchè non volevo sentire i suoi lamenti
IV
Le sue gambe e le mani si distesero verso di me
come pure il suo volto grazioso(7)
e a causa del mio barbarico e crudele trattamento
il giorno dopo questo ragazzo morì
V
Venite qui voi capitani ovunque siate in questa nazione
ascoltate l’avviso e prendete esempio da me
prendetevi cura del vostro apprendista
quando siete sul mare in tempesta.

NOTE
5) Nome specifico delle aste, o barre, con le quali si facevano girare i cabestani e poi, per estensione, passato ad ogni leva o manovella usata a bordo.
7) il sospetto che il ragazzino fosse l’oggetto sessuale del capitano sorge più che spontaneo!

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=77777
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thecruelshipscaptain.html
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/2/
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/3/
http://singout.org/2016/02/29/the-cruel-ships-captain-the-captains-apprentice/4/
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/433.html

L’AMORE NON CORRISPOSTO: EARLY ONE MORNING

“Early one morning” è una canzone della tradizione inglese dalle antiche origini che riprende il filone cosiddetto della “Falsa Sposa” ovvero il tema dell’amore non corrisposto, una ballata del 1600 che è stata cantata un po’ per tutta la Gran Bretagna per secoli seguendo i canali della tradizione orale e quelli delle broadside ballads prima e delle collezioni di arie tradizionali poi, sfaccettandosi in diverse versioni e anche arrangiamenti melodici. Si rimanda alla dettagliata ricerca di Jürgen Kloss sui testi e le melodie (vedi) limitandosi qui l’analisi alle versioni selezionate per la guida all’ascolto.

13 The false lover won back

EARLY ONE MORNING

In queste declinazioni è però l’uomo ad essere falso. Più che una “warning songs” è proprio il lamento dell’amore non corrisposto e tradito infatti è anche intitolata “The Maid’s lamentation”. La canzone è un classico del folk inglese. Ci sono fondamentalmente due versioni testuali per un’unica melodia.

LA VERSIONE STANDARD

La versione testuale più accreditata è quella con il ritornello ripetuto ad ogni strofa “Oh don’t deceive me, Oh never leave me, How could you use, a poor maiden so?” Il brano è stato interpretato anche da gruppi di musica celtica.

ASCOLTA Celtic Dreams

ASCOLTA Jim Moray

live 2004

ASCOLTA The King’s Singers, 1985


I
Early one morning,
just as the sun was rising
I heard a maiden call
from the valley below.
CHORUS
Oh don’t deceive me,
Oh never leave me,
How could you use
a poor maiden so?
II
Remember the vows
that you made to your Mary
Remember the bower(1)
where you vowed you’d be true.
III(2)
Cos green is the garden
and fresh are the roses(3),
Fresh from the garden
to bind(4) on your brow.
IV
Thus sang the maiden,
Her sorrows bewailing,
Thus sang the maid
In the valley below.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Al mattino presto
proprio quando il sole sorgeva
ho sentito il lamento di una fanciulla
dalla valle sottostante
CORO
Oh non m’ingannare
oh non mi lasciare!
Come puoi prenderti gioco
così di una povera fanciulla?
II
Ricorda le promesse
che hai fatto alla tua Maria
ricorda la camera da letto
dove hai giurato di essere sincero
III
Perchè verde è il giardino
e fresche sono le rose
fresche dal giardino
per cingere la tua fronte
IV
Così cantava la fanciulla
per lamentare il suo dolore
così cantava la fanciulla
nella valle sottostante

NOTE
1) la parola si traduce con pergolato ma nel medioevo con bower s’intendeva la camera privata di pertinenza della domina o del signore del castello
2)  strofa alternativa
Gay is the garland,
And fresh are the roses,
I’ve culled from the garden
To bind on thy brow.
(traduzione italiano: gaia è la ghirlanda delle fresche rose che ho raccolto in giardino per cingere la tua fronte)
3) nelle ballate la rosa non è solo “una rosa” ma è il simbolo della passione amorosa; l’allusione al fiore più intimo e segreto della donna. Sebbene un tempo le fanciulle fossero educate a preservarsi caste e pure fino al matrimonio, la loro stessa ingenuità le poteva far cadere facile preda dei mascalzoni, che con false promesse matrimoniali, le inducevano a concedere il loro “pegno d’amore”; così le rose nelle canzoni celtiche sono associate alla sfortuna e stanno a indicare una gravidanza in atto: “cogliere la rosa” è un eufemismo per l’atto sessuale che portava le sue spine, le fanciulle si pentivano amaramente di aver dato il loro fiore ad un uomo non degno della loro fiducia, il quale dopo essersi divertito, le abbandonava (spesso lasciandole con una gravidanza inopportuna perchè non ricondotta nell’alveo del matrimonio)! La rosa simboleggia quindi la perdita della verginità e con essa l’innocenza e la fiducia verso un mondo (maschile) che non è quello che sembra!
4) talvolta è scritto to wind

SECONDA VERSIONE

Si distingue dalla precedente perchè le due frasi musicali che compongono la melodia si alternano senza che ci sia un ritornello vero e proprio.

ASCOLTA Nana Mouskouri


I
Early one morning,
just as the sun was rising
I heard a maid sing
in the valley below
“Oh don’t deceive me,
Oh never leave me,
How could you use,
a poor maiden so?”
II
Remember the vows
that you made to me truly
Remember how tenderly
you nestled close to me
Gay is the garland,
fresh are the roses
I’ve culled from the garden
to bind over thee.
III
Here I now wander
alone as I wonder
Why did you leave
me to sigh and complain
I ask of the roses,
why should I be forsaken,
Why must I here in sorrow remain?
IV
Through yonder grove,
by the spring that is running
There you and I have
so merrily played,
Kissing and courting
and gently sporting
Oh, my innocent heart
you’ve betrayed
V
How could you slight so
a pretty girl who loves you
A pretty girl who loves you
so dearly and warm?
Though love’s folly
is surely but a fancy,
Still it should prove to me
sweeter than your scorn.
VI
Soon you will meet
with another pretty maiden
Some pretty maiden,
you’ll court her for a while;
Thus ever ranging,
turning and changing
Always seeking for a girl that is new.
VII
Thus sang the maiden,
her sorrows bewailing
Thus sang the poor maid
in the valley below
“Oh don’t deceive me,
Oh never leave me,
How could you use,
a poor maiden so?”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Al mattino presto
proprio quando il sole sorgeva
ho sentito il lamento di una fanciulla
dalla valle sottostante
“Oh non m’ingannare
oh non mi lasciare!
Come puoi prenderti gioco
così di una povera fanciulla?”
II
Ricorda le promesse
che mi hai fatto sinceramente
ricorda come con tenerezza
tu ti stringevi vicino a me
gaia è la ghirlanda
delle fresche rose
che ho raccolto in giardino
per legarti a me
III
Qui cammino ora da sola,
mentre mi domando
perchè mi hai lasciato
a piangere e lamentarmi,
chiedo alle rose
“Perchè dovrei essere abbandonata
e rimanere qui afflitta dal dolore?”
IV
Per quel boschetto
accanto al ruscello che scende
tu ed io ci siamo
con gioia divertiti
baciandoci e corteggiandoci
e teneramente amati
Oh tu hai tradito
il mio cuore innocente
V
Come hai potuto mancare così di rispetto
a una giovano fanciulla che ti ama
una giovano fanciulla che ti ama
con affetto e passione?
Anche se la follia d’amore
non è altro che una fantasia
potrebbe rivelarsi per me
più dolce che il tuo rifiuto
VI
Presto conoscerai
un’altra fanciulla graziosa
una fanciulla graziosa
che corteggerai per un po’;
così a cercare
rivoltare e cambiare
sempre alla ricerca
di una nuova ragazza.
VII
Così cantava la fanciulla
per lamentare il suo dolore
così cantava la povera fanciulla
nella valle sottostante
“Oh non m’ingannare
oh non mi lasciare!
Come puoi prenderti gioco
così di una povera fanciulla?”

LA CONTRADDANZA

La melodia è anche una english country dance

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/the-false-bride/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33631
http://artists.letssingit.com/eva-cassidy-lyrics-early-one-morning-4nfwkxm#axzz42nsDMJ7u

THE SEEDS OF LOVE ONE MORE WARNING SONG

Nelle ballate antiche (e non solo di quelle in lingua inglese)  non sono insoliti ritornelli su fiori,  erbe e piante, forse il più famoso è quel “prezzemolo, salvia, rosmarino e timo” (in inglese Parsley, sage, rosemary and thyme) che nella versione di Simon & Garfunkel divenne il tormentone musicale sul finire degli anni sessanta .  L’aggiunta di erbe, verdure, fiori nel ritornello annunciava al pubblico l’ascolto di una storia “piccante” ovvero a sfondo erotico con significati più o meno nascosti. Il pubblico così era avvisato che le parole e le frasi avevano dei doppi sensi.

THE WARNING SONGS

Un filone ancora più specifico è poi quello della warning song  in cui le erbe compaiono come simboli per insegnare alla fanciulle i comportamenti più socialmente convenienti, ossia che si mantenessero pure e caste fino al matrimonio.
Nelle ballate la pianta associata al concetto di purezza fu il timo erba utilizzata nei fuochi sacri e come incenso religioso unitamente alla salvia, per l’antica credenza che  il timo fosse in grado di dare forza e chiarezza alla mente e purificasse l’aria dalle malattie.

Ancora dal filone delle “warning songs” ecco due canzoni della tradizione britannica sul timo, Sprig of Thyme e The Seeds of Love, entrambe mettono in guardia le fanciulle sui pericoli di cedere al fascino di un falso innamorato. “Sprig of Thyme” era probabilmente già conosciuta ai tempi di Shakespeare e le due ballate si confondono tra loro con pezzi di testo che vanno da un titolo all’altro rendendo ardua una classificazione.
Sul versante irlandese invece sono più diffusi titoli come “The bunch of thyme” o “Let no man steal yout thyme” (vedi)

SPRIG OF THYME

Ci sono molte versioni testuali di “The Sprig of Thyme” che giocano sul doppio-senso secondo un linguaggio vezzoso proprio dei salotti seicenteschi che metaforicamente parla di piante e fiori per indicare le questioni del sesso. Protagonista una fanciulla che si lamenta perchè un amante infedele le ha rubato il timo, ma in questa versione proposta per l’ascolto, la donna non si rammarica tanto per la verginità perduta quanto per il fatto di essere stata ingannata da un “false lover”, così il timo simboleggia la perdita dell’innocenza, lo slancio fiducioso di chi si dona all’amore e invece trova l’inganno.

ASCOLTA Telynor


I
O once I had thyme of my own,
And in my own garden it grew;
I used to know the place
where my thyme(1) it did grow,
But now it is cover’d with rue(2),
with rue, but now it is cover’d with rue.
II
The rue it is a flourishing thing,
It flourishes by night and by day;
So beware of a young man’s flattering tongue,
He will steal your thyme away.
III
I sowed my garden full of seeds;
But the small birds(3) they carried them away
In April, May, and in June likewise,
When the small birds sing all day.
IV
In June there was a red-a-rosy bud(4),
And that seem’d the flower for me;
so oftentimes I snatched at the red-a-rosy bud,
Till I gained the willow(5), willow tree.
V
O the willow, willow tree it will twist,
the willow, willow tree it will twine;
And so it was that young and false-hearted man
When he gained this heart of mine.
VI
O thyme it is a precious, precious thing
On the road that the sun shines upon;
But thyme it is a thing that will bring you to an end,
And that’s how my time has gone.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Un tempo avevo il  timo a disposizione
e cresceva nel mio giardino,
conoscevo bene il posto
dove il mio timo cresceva,
ma ora è coperto dalla ruta,
ma ora è coperto dalla ruta
II.
La ruta è un fiore che sboccia
che sboccia notte e giorno,
così state attente alla parlantina di un giovanotto,
lui vi ruberà il vostro timo.
III
Ho seminato il mio giardino con tanti semi, ma gli uccellini  li portavano via, in Aprile, Maggio e anche in Giugno
quando gli uccellini cantano tutto il giorno.
IV
In giugno c’era una rossa rosa in boccio
che credevo fosse il fiore per me
e spesso ho strappato
quel bocciolo di rosa
finchè ho preso il salice.
V
Il salice si piegherà
e il salice si torcerà
e così fu che quel giovane falso innamorato
si prese questo mio cuore.
VI
Oh il timo è una cosa preziosa,
sulla via illuminata dal sole,
ma il timo è una cosa che vi porterà a consumarvi
ed è così che il mio tempo è finito

NOTE
1) il timo è il simbolo della purezza, intesa come rettitudine, seguire la retta via (quella illuminata dal sole). Si gioca sull’assonanza tra thyme e time specialmente nell’ultima strofa, il tempo della giovinezza è breve, così il timo è cosa preziosa che non deve essere sprecata
2) la ruta è simbolo del rimpianto
3) gli uccellini sono i corteggiatori
4) la rosa rossa è la passione carnale, “passione sfrenata” è il roseo fiore della donna, ma anche un eufemismo per indicare un corteggiatore che è riuscito a ottenere la sua verginità
5) Salice= fertilità, ma anche tristezza, dolore e in questo contesto sta proprio ad indicare un amore infelice, abbandonato

LA VERSIONE MALANDRINA

Il testo proviene dalla collezione di Charles Lolley di Hemingbrough, East Yorkshire che nel 1891 venne pubblicata sul Leeds Mercury Newspaper per una rubrica tenuta da Frank Kidson dal titolo “Notes on Old Tunes”, il finale si discosta però dalle solite warning songs propendendo per una versione “consolatoria”: trovarsi un altro fidanzato ben dotato!

ASCOLTA Pete Coe & Alice Jones in “The Search For Five Finger Frank” 2014


I
Come all you pretty fair maids,
That are just in your prime,
I would have you weed your garden clear,
And let no one steal your thyme(1).
II
I once had a sprig of thyme,
It prospered both night and day,
By chance there came a false young man,
And he stole my thyme away,
III
Thyme it is the prettiest flower
That grows under the sun,
It’s time to brings all things to an end,
So now my time (1) runs on.
IV
Now my old thyme it is dead,
I’ve no room for any new,
For in that place where
my old thyme grew,
Has changed into a running rue(2).
V
I’ll put a stop to that running rue,
And plant a fair oak tree(3),
Stand you up, stand you up, you fair oak tree,
And do not wither and die.
VI
It’s very well drinking ale,
And it’s very well drinking wine,
But it’s far better sitting by a young man’s side,
That has won this heart of mine.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite tutte voi fanciulle graziose e belle che siete nell’età della giovinezza,
vorrei che teniate il vostro giardino pulito e che non permettiate a nessuno di rubare il vostro timo (tempo).
II
Un tempo avevo il mio rametto di timo,
e prosperava notte e giorno,
disgraziatamente arrivò un giovanotto falso
che mi portò via il  timo.
III
Il timo è il fiore più bello
che cresce sotto il sole,
è il tempo  che volge ogni cosa
alla fine,
così adesso il mio tempo è scaduto.
IV
Il mio vecchio timo è morto
e non ho posto per quello nuovo,
perchè  dove
il mio vecchio timo cresceva,
si è sostituita la ruta strisciante.
V
Metterò fine all’espandersi della ruta
e pianterò una forte quercia,
rizzati, rizzati  tu
forte quercia,
non avvizzire e morire.
VI
Va bene bere birra
ed è ancora meglio bere vino
ma è decisamente meglio sedersi accanto ad un giovanotto
che abbia vinto questo mio cuore.

NOTE
1) il timo è il simbolo dell’innocenza, intesa come rettitudine e coerenza. Si gioca sull’assonanza delle parole thyme -time
2) la ruta è simbolo del rimpianto
3) la V strofa era stata “censurata” dalla pubblicazione sul giornale perchè considerata probabilmente “troppo spinta“, tratta da “The New Penguin Book of English Folk Songs” Steve Roud & Julia Bishop

THE SEEDS OF LOVE

seed-2La canzone intitolata anche “I sowed the Seeds of Love”, è stata raccolta nel 1903 da Cecil Sharp come cantata dal signor Jim Squires di Holford, Somerset, Inghilterra. Per inciso il testo non ha niente a che vedere con la “Sowing the seeds of love” cantata dai Tears for Fears, il gruppo new wave britannico degli anni 80 (scritta dai fondatori del gruppo Roland Orzabal e Curt Smith).
L’argomento delle “warning songs” si articola con la presenza di una terza figura quella del giardiniere, surrogato della figura paterna ovvero il custode delle convenzioni sociali.
Così i semi dell’amore sono sbocciati nella rovente rosa rossa della passione; la donna ha sbagliato a scegliere tra i suoi corteggiatori  e lasciandosi guidare solo dalle apparenze esteriori ha preferito cogliere una rosa rossa; purtroppo il falso innamorato si stanca presto e lei si tormenta accanto ad un salice piangente, facendo voto di umiltà!

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem (Strofe I, II, III, IV, V, VI-A)

ASCOLTA Loreena McKennitt (Strofe I, III, IV, V e VI-A, I) testo tradizionale, musica di Loreena McKennitt

ASCOLTA Jim Moray in Sweet England 2003 (strofe I, III, IV, V e VI-A) arrangiamento molto particolare pieno di campionamenti elettronici. Cantata da un uomo la canzone (in particolare nella versione ridotta) assume il tono dolente di un amante abbandonato.

(Testo tratto da qui)
I(1)
I sowed the seeds of love
I sowed them in the spring
I gathered them up(2)
in the morning so soon
When the small birds so sweetly sing
When the small birds so sweetly sing
II
My garden was planted well
With flowers everywhere
But I had not the liberty
to choose for myself
The flower I loved so dear.
III
The gardener was standing by
I asked him to choose for me
He chose for me the violet(3),
the lily(4) and the pink(5),
But those I refused all three
IV
The violet I did not like
Because it bloomed so soon
The lily and the pink
I really over-think
So I thought I would wait till June
V
In June there was a red rose bud(6)
That is the flower for me
I often times have plucked
that red rose bud
Till I gained the willow tree(7)
VI-A
The willow tree will twist
The willow tree will twine
I wish I was lying in that young man’s arms
That once held this heart of mine
VI-B
The gardener he stood by
And told me to take great care
For into the middle of
the red rose bush
There grows a sharp thorn(8) there.
VII
I told him I’d take no care
Till I had felt the smart
And I oftentimes plucked
at the red rose bush
Till it pierced me to the heart.
VIII
A posy of hyssop(8) I’ll make
No other flower I’ll touch
That all the world may plainly see
I loved one flower too much.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Ho seminato i semi dell’amore
e li ho seminati in primavera,
li ho raccolti
al mattino presto
quando gli uccellini cantano si dolcemente.
II
Il mio giardino era ben piantato
con  fiori ovunque
ma non ero libera
di sceglierli da me
i fiori da amare caramente
III
Il giardiniere mi stava vicino
e gli chiesi di scegliere per me
lui prese per me la violetta,
il giglio e il cisto,
ma io li rifiuta
i tutti e tre.
IV
La viola non mi piaceva
perché fiorisce troppo presto
al giglio e al cisto
nemmeno ci badai
così pensai di attendere fino a Giugno.
V
A Giugno c’era il bocciolo di una rosa rossa, che è il mio fiore
tante volte ho colto
quel bocciolo di rosa rossa
finchè presi il salice
VI-A
Il salice si piegherà
il salice si torcerà
come vorrei essere
tra le braccia di quel  giovanotto
che un tempo aveva il mio cuore
VI-B
Il giardiniere mi stava accanto
e diceva di fare molta attenzione
perché nel mezzo
del cespuglio della rosa rossa
cresce una spina appuntita
VII
Gli ho detto che non mi importava
perché mi credevo furba
e spesso strappavo
le rose rosse del cespuglio
finchè mi trafissi il cuore
VIII
Un mazzetto di issopo farò
e nessun altro fiore toccherò
che tutti possano vedere chiaramente
che ho amato troppo un fiore.

NOTE
1) la strofa iniziale di Jim Moray dice
I sowed my seeds of love,
It was all in the Spring,
And waited until the flowers did bloom.
2) l’autore si riferisce implicitamente ai fiori
3) Viola= modestia
4) Giglio= purezza
5) il temine è un po’ generico e sta a indicare una grande varietà di fiori rosa si ritiene indichi il “pink rockrose”, ossia il cistus, arrivato nei giardini inglesi intorno al 1650. Sono fiori più propriamente appartenenti alla macchia mediterranea dette “rose di maggio” sia per il periodo della fioritura che per la somiglianza con le rose selvatiche.
6) Rosa rossa= amore romantico, lussuria o “passione sfrenata”
7) Salice= fertilità, ma anche tristezza, dolore e in questo contesto sta proprio ad indicare un amore infelice, abbandonato
8) la spina in questo contesto sta a indicare le pene dell’amore, i tormenti del cuore quando l’altro non corrisponde più. Potrebbe però anche essere una gravidanza indesiderata
9) Issopo indica l’umiltà come la ruta è un ingrediente dei liquori d’erbe per le sue proprietà digestive. La donna ci dice che è pentita di aver amato e vuole fare voto di umiltà

prima parte

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/fiori-erbe-buone-maniere-e-pruderie-nelle-antiche-ballate.html
http://fivefingerfrank.co.uk/new-notes-on-old-tunes-01-the-sprig-of-thyme/ http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/6.html http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/85.html http://www.theguardian.com/music/2010/may/23/folk-fishermans-friends http://mysongbook.de/msb/songs/r_clarke/thyme.htm http://www.musicanet.org/robokopp/english/isowed.htm http://www.recmusic.org/lieder/get_text.html?TextId=58154 http://www.contemplator.com/england/seeds.html http://folksongcollector.com/isowed.html

GILDEROY BEWARE HIGHWAYMAN!

ritratto di un capo clan delle Highland nel XVII secolo (Lord Mungo Murray – di John Michael Wright) in cui viene indossato un belted plaid

Gilleruadh (Gilderoy = il ragazzo dai capelli rossi ) fu il soprannome di un famoso brigante scozzese di nome Patrick McGregor che è stato catturato e giustiziato nei pressi di Edimburgo nel 1636 o nel 1638. Nel “The Complete Newgate Calendar” (1926) è riportato che uccise madre e sorella, impiccò un giudice e venne giustiziato nel 1658. Ma queste notizie infamanti potevano essere un effetto delle proscrizione del Clan: Giacomo VI di Scozia emanò infatti un editto nel 1603 in cui si proclamava il nome MacGregor come “altogidder abolisheed”. Nell’annosa lotta contro il Clan Campbell i MacGregor finirono per essere espropriati di tutte le loro terre (tra Argyle e Perthshire); un’altra faida con il clan MacLaren ebbe inizio nel 1558
Reduced to the status of outlaws, they rustled cattle and poached deer to survive. They became so proficient at these endeavours many other clans would pay them not to steal their cattle as they exhausted other means of stopping them.” (tratto da qui)

LA MELODIA
Le varianti più antiche della melodia vengono fatte risalire al canto gregoriano del XII secolo ‘En Gaudeat’ (in Revue du Chant Greorien, A. Gastoue) poi in “Congaudeat” (Piae Cantiones 1582)
ASCOLTA David Solomons (clarinetto e chitarra)
LA DANZA
La melodia è riportata anche nel “The Dancing Master” (1651) di John Playford con il titolo di “GoddessesASCOLTA o in una versione più veloce ASCOLTA
per i passi di danza:
VIDEO
VIDEO

LA VERSIONE SCOZZESE

Teatro delle scorribande era il Perthshire scozzese e Patrick McGregor tra razzie di bestiame e bracconaggio finì per essere una figura alla Robin Hood o per essere confuso con il personaggio di un’altra ballata altrettanto famosa, quella di Geordie (vedi). Già alla fine del Seicento circolava un broadside dal titolo “The Scotch lover’s lamentation or, Gilderoy’s last faewe” e secondo George Farquhar Graham la ballata Gilderoy era già stata pubblicata nel 1650, poi per tutto il 1700 e il 1800 comparvero numerose variazione testuali e melodiche.

TESTE ROSSE

Probabilmente la figura di Patrick il rosso si confuse con Bob il rosso il più famoso Bob Roy capo del Clan McGregor del secolo successivo anch’egli fuorilegge, e può essere che le versioni di fine settecento si riferiscano alla sua storia (egli però non morì impiccato ma di morte naturale nel suo letto).
La popolarità di Rob Roy deriva da ben due romanzi uno scritto quando era ancora in vita, uno da Daniel Defoe (Highland Rogue 1723), l’altro da Sir Walter Scott (Rob Roy 1818) e più recentemente dal film Rob Roy di Michael Caton-Jones (1995)

 

Il bel Patrick il rosso oltre che un fuorilegge (ladro di bestiame e bracconiere) era anche un rubacuori, e si suppone che la canzone sia stata scritta da una delle sue amanti affascinata dalla sua eleganza!

ASCOLTA su Spotify Toronto Consort in “All in a Garden Green” 2013
Delle XIII strofe sono riportate solo VI


I
“Gilderoy was a bonnie boy,
Had roses to his shoon;
His stockings were of silken soy,
With garters hanging down.
It was, I ween, a comely sight
To see so trim a boy;
He was my jo, and heart’s delight,
My handsome Gilderoy.
II
Wi’ meikle  joy we spent our prime,
Till we were baith sixteen;
And aft we pass’d the langsome time
Amang the leaves sae green;
Aft on the banks we’d sit us there,
And sweetly kiss and toy;
Wi’ garlands gay wad deck my hair,
My handsome Gilderoy.
III
O, that he still had been content
Wi’ me to lead his life;
But ah, his manfu’ heart was bent
To stir in feats of strife;
And he in many a venturous deed
His courage bald wad try,
And now this gars my heart to bleed
For my dear Gilderoy.
IV
My Gilderoy baith far and near
Was fear’d in ilka toun,
And bauldly bear away the gear
Of mony a lowland loun ;
Nane e’er durst meet him hand to hand,
He was say brave a boy;
At length wi’ numbers he was ta’en
My handsome Gilderoy.
V
Of Gilderoy sae fear’d they were,
They bound him meikle strong;
Till Edinburgh they led him there,
And on a gallows hung;
They hung him high abune the rest,
He was sae trim a boy;
There died the youth whom I loved best,/My handsome Gilderoy.
VI
Thus having yielded up his breath,
I bore his corpse away;
Wi’ tears that trickled for his death,
I washed his comely clay;
And siccar in a grave sae deep,
I laid the dear loved boy;
And now for ever maun I weep
For winsome Gilderoy.
Tradotto da Cattia Salto
I
Gilderoy era un bel ragazzo
aveva scarpe di broccato (1)
e le calze di seta,
sorrette dalle giarrettiere (2).
credo fosse uno affascinante spettacolo vedere un ragazzo così elegante; era il mio amato, la delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.
II
Tra tanta letizia passammo la fanciullezza fino all’età di sedici anni:
spesso trascorrevamo il tempo andato tra l’erba verde;
o ci sedevamo sulle rive ,
tra dolci baci e balocchi;
e con gaie ghirlande mi decorava i capelli, il mio bel Gilderoy
III
Oh se gli fosse bastato allora
condurre la sua vita con me ;
ma ah il suo cuore valoroso era incline
a infiammarsi in imprese di lotta;
e più di un’avventura il suo forte coraggio ebbe a mettere alla prova e ora questo, fa sanguinare il mio cuore
per il mio caro Gilderoy
IV
Il mio Gilderoy era temuto in ogni fattoria (2) sia lontana che vicina
e arditamente portò via il bestiame
a più di un contadino delle Lowland;
nessuno osava incontrarlo faccia a faccia e si diceva che era un ragazzo coraggioso;
alla fine con i compari è stato preso,
il mio bel Gilderoy
V
Erano così timorosi di Gilderoy
che lo legarono molto stretto;
fino a Edimburgo lo portarono
e su una forca lo appesero;
lo appesero in alto sopra gli altri
era un ragazzo così elegante;
là morì il giovane che amavo di più,
il mio bel Gilderoy
VI
Così dopo che ebbe esalato il respiro
portai via il suo cadavere;
piangendo lacrime per la sua morte,
lavai quel corpo avvenente
e al sicuro in una fossa profonda
distesi il caro e amato ragazzo;
e ora per sempre piangerò
per il bel Gilderoy
il dettaglio delle calzature è tratto da Portrait of a lady thought to be Vere Egerton, Mrs William Booth, attribuito a Robert Peake (1541-1619)

NOTE
1) shoon=shoes; altrove è scritto come “His breath was sweet as rose” (qui); letteralmente si traduce con “aveva le rose sulle scarpe”. Nelle versioni inglesi si riporta come “He’d knots of ribbons on his shoes“. E’ tipica della moda del Seicento la scarpa con fiocchetti e tacchi alti (unisex): le rose potrebbero essere dei ritagli in pelle ma anche il disegno di un tessuto come il broccato molto usato nell’abbigliamento barocco
2) più che un rozzo montanaro in kilt viene descritto un nobiluomo del periodo elisabettiano o più in generale d’epoca Tudor, ecco il dettaglio delle calze sorrette da una giarrettiera annodata con un fiocco, come era la moda del tempo
3) toon=town ma qui si intende le farmertoon scozzesi del Perthshire

LA VERSIONE INGLESE

La ballata viaggiando dalla Scozia verso l’Inghilterra trasforma Gilderoy in una vittima innocente, il cui unico crimine (che gli vale l’impiccagione) sembra essere stato quello di aver fatto sesso con la propria fidanzata! Più propriamente viene definito come un libertino un “rakish boy” e la ballata lo trasforma in un dandy decadente e donnaiolo.
Questa versione proviene dal signor Henry Burstow di Horsham, Sussex, che nel 1894 venne raccolta da Lucy Broadwood (qui)

ASCOLTA Ewan MacColl

ASCOLTA Shirley Collins in “For As Many As Will” 1978. Nelle note di copertina dell’album scrive ” Noted from Henry [Burstow] by Lucy Broadwood who wrote in the Folk-Song Journal: “Mr Burstow sang me one verse of Gilderoy and sent me the whole ballad a year later. I have omitted one stanza.” (This was the central part of verse 3.) I searched through the Lucy Broadwood file at Cecil Sharp House and came across the complete song, and the accompanying letter from Henry. He wrote, “Dear Madam … I give you the song the same as I have heard it sung many years ago … I dare say you can alter some of the words …”

ASCOLTA Jim Moray in “Jim Moray” 2006 riprende la versione di Shirley Collins e si ferma alla IV strofa


I
Now Gilderoy was as bonny a boy
as ever Scotland bred,
He’d knots of ribbons on his shoes
and a scarlet cloak so red (1).
He was beloved by the ladies all (so gay); he was such a rakish boy
he was my sovereign heart’s delight,
my handsome (bold young ) Gilderoy.
II
Young Gilderoy and I was born
both in one town together
And not past seven years of age
till we did love each other (3).
Our dads and mothers did agree
and crowned with mirth and joy
To think upon the bridal day (4)
‘twixt me and Gilderoy.
III
Now Gilderoy and I walked out
when we were both fifteen (5)
And gently he did lay me down
among the leaves so green (6).
When he had done what he (a boy) could do he rose and went away (7);
He was my sovereign heart’s delight,
my handsome Gilderoy.
IV
Now what a pity, a man be hanged
for stealing a woman there
For he stole neither house nor land,
nor stole neither horse nor mare (deer).
At length with numbers he was taken,
my handsome Gilderoy
Yet none dare meet him hand to hand, he was such a rakish boy (9).
V
An now we either in Edinburgh Town
it’s long ere I was there,
They hanged him high above
the rest and he wagged in the air.
His relics they were more esteemed
than Hector’s were at Troy,
I never loved to see the face
that gazed on Gilderoy.
VI
Now Gilderoy is dead and gone,
and how then should I live?
With a brace of pistols at my side,
I’ll guard his lonely grave.
They hanged him on the gallows high
for being such a rakish boy,
But he was my sovereign heart’s delight,
was my charming Gilderoy.
tradotto da Cattia Salto
I
Gilderoy era il più bel ragazzo
cresciuto in Scozia ,
aveva le scarpe con i fiocchi
e un mantello scarlatto tanto rosso;
era amato da tutte le donne
e un tale libertino (2),
lui era il mio padrone, la delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.
II
Il giovane Gilderoy ed io
eravamo dello stesso paese
e non trascorsero nemmeno sette anni
che ci innamorammo uno dell’altra;
i nostri genitori erano d’accordo
-coronato di gioia e letizia –
di pensare al giorno delle nozze
tra me e Gilderoy.
III
Gilderoy ed io, andammo a passeggiare
quando eravamo quindicenni
e con gentilezza lui mi coricò
tra l’erba verde,
dopo che ebbe fatto quello che voleva
si alzò e se ne andò;
era il mio padrone, la delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.
IV
E che peccato che un uomo sia impiccato
per aver derubato (un’altra) donna
perchè non prese né case, né terre,
e nemmeno cavalli o giumente (8)
Alla fine con i compari è stato preso
il mio bel Gilderoy,
e tuttavia nessuno osava fronteggiarlo
perchè era un tale libertino.
V
Adesso siamo entrambi a Edimburgo,
ma prima che io fossi lì
lo appesero al di sopra
degli altri a penzolare all’aria.
Le sue spoglie erano più stimate
che quelle di Ettore a Troia,
non ho mai amato vedere il viso
che si fissava su Gilderoy.
VI
Ora Gilderoy è morto e sepolto
e allora come posso sopravvivere?
Con un paio di pistole al mio fianco
veglierò sulla sua tomba solitaria.
Lo hanno impiccato sulla forca in alto
perchè era un libertino (10),
ma era il mio padrone e delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.

NOTE
1) Shirley Collins dice al contrario “and he would not soft ribbons wear./He’s pulled off his scarlet coat, he gartered below his knee.” mentre Jim Morey dice “and he would lots of ribbons wear,
He’s taken off his scarlet coat, and got a garter below his knee.”
2) rakish= rake, dissolute. Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi in quello che venne definito “the period of the rake“, nel corso del 17° secolo, alla corte di Carlo II d’Inghilterra: il libertino aristocratico era intelligente, colto, di spirito arguto e non poneva freni alle avventure amorose e all’abuso di sostanze inebrianti.
3)  Shirley Collins e Jim Morey dicono “And at the age of seventeen we courted one each other.”
4)  Shirley Collins e Jim Morey dicono “To think that I should marry me”
5) Shirley Collins e Jim Morey dicono “all in the fields together”
6) e proseguono: He took me round (by)the waist so small and down we went together.
7) Shirley Collins e Jim Morey dicono “he rose and kissed his joy
8) in altre versioni vengono invece nominati i cervi ricollegando più espicitamente la figura di Gilderoy con le attività tipiche dei fuorilegge dediti al furto di bestiame, alle aggressioni a scopo di rapina e al bracconaggio
9) Shirley Collins cambia completamente il verso e dice:  For he was beloved by the old and the young and he was such a rakish boy,
He was my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy. Chiude il canto con la V strofa che dice: Now Gilderoy they’ve hung him high and a funeral for him we shall have;
With a sword and a pistol by my side I’ll guard my true love to his grave./For he was beloved by the young and the old and he was such a rakish boy,/He was my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy.
10) in realtà i libertini che non pagavano i loro debiti erano detenuti in prigione

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
http://www.poetrynook.com/poem/gilderoy-2 http://www.darachweb.net/SongLyrics/Gilderoy.html http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15859 http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94500348&mode=transcription http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-066,-page-67-gilderoy.aspx http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/gilderoy.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2457 http://thesession.org/tunes/566 http://52folksongs.com/2012/08/31/as40-gilderoy/ http://www.gutenberg.org/files/38845/38845-h/38845-h.html#gilderoy

BEWAR OF LONG LANKIN

(Child #93)
TITOLI: (False) Lamkin, Long Lankin,

Long Lankin è la personificazione dell’uomo nero pronto a sgozzare quelli che al calare del buio restano fuori casa o non chiudono bene la porta (e le finestre). La ballata, una delle più cupe tra le murder ballads pare abbia un fondamento storico.
Un capomastro fiammingo costruisce il castello di un signorotto scozzese, ma il Lord si guarda bene dal pagarlo alla fine del lavoro. Così approfittando della sua assenza il capomastro si introduce nel castello, e aiutato dalla fantesca, uccide il bambino e la moglie del Lord. Il professor Child ambienta la storia a Balwearie Castle vicino a Kirkcaldy nel Fife (vedi) ma molti castelli diroccati del Perthshire, dello Scottish Borders e anche del Northumberland si dicono infestati dal fantasma della Lady!

IL CAPOMASTRO FIAMMINGO

Il “mason good” è sicuramente un capomastro (un master mason) colui che nel medioevo assume il ruolo di “protomagister il migliore tra gli operai specializzati, spesso il più abile tra gli scalpellini, in grado di tradurre in costruzione il progetto dell’architetto (che spesso all’epoca era lo stesso committente dell’opera) e portatore di tradizioni artistiche peculiari.
 Sotto il nome di magistri operis o operum, o operis lapidum o fabricae, lapicidae, latomi, operarii, sono designati veri e proprî artisti, che, gloriosi della tradizione tramandata da padre in figlio più che del sapere, dopo essersi esercitati ed affermati nella regione natale, vengono chiamati a portare in ogni parte del mondo l’impronta di quelle costumanze artistiche locali, che, pertanto, s’avviano a divenire universali. (tratto da treccani.it)
Nel Medioevo è uomo che viene dal basso ma sulla strada per l’acculturazione, che si eleverà in alcuni casi nella figura professionale dell’architetto. Nel Rinascimento il capomastro è invece più precisamente il capo del cantiere, l’imprenditore
E così Lambert Linkin (Lamkin, Lammikin, Long Lankin, Lonkin, Lantin, Long Longkin, Rankin, Balcanqual, Balankin) era il nome di un capomastro fiammingo essendo “Lambert” derivato dal nederlandese Lamkijn, Lambkijn, il cui vezzeggiativo in Scozia si puo’ tradurre in italiano come “Lambertuccio”. Nonostante il nomignolo richiami una certa innocuità o innocenza (lamb, lambkin in inglese significano agnello e “agnellino”) l’uomo era un bruto e non essendo stato pagato dal Lord al quale aveva appena finito di costruire un castello, si è vendicato uccidendogli moglie e figlio!

UNA FURIA CIECA

Questo tipo di vendetta non era peraltro insolita nel Medioevo (e nemmeno tra i malavitosi ben più moderni): la ritorsione sui parenti e in particolare la discendenza di colui che aveva causato il torto (o non pagava il “prestito”).
La storia mi lascia un po’ perplessa, il nostro capomastro è già elevato al rango di “artista” e non è un semplice e rozzo manovale, sicuramente avrebbe trovato protezione nella sua corporazione e sarebbe ricorso al giudice per ottenere il pagamento di quanto dovuto; all’epoca nessun “plebeo” si sarebbe permesso di sterminare la famiglia di un nobiluomo, prima cosa perchè il nobiluomo in questione era sempre difeso dai suoi bravi, e poi perchè sarebbe sicuramente finito sulla forca. Perciò tra gli studiosi c’è chi vede in questa ritorsione una sorta di ribellione “sociale” di chi è sfruttato dal potente e che ad un certo punto reagisce con furia cieca…

Il nobile è variamente denominato come Lord Wearie, Erley, Earley, Murray, Arran, Montgomery, Cassilis, e dovendo assentarsi dal castello, ma temendo la vendetta del capomastro, si raccomanda alla moglie di chiudere bene porte e finestre, senonchè l’assassino riesce ad entrare (spesso grazie all’aiuto della nutrice la quale già covava del risentimento verso la padrona). Lamkin prima si avventa sul bambino nella culla le cui grida richiamano la Lady dalle sue stanze al piano superiore. Troppo tardi la donna offre tanto oro in cambio della vita (o la mano della figlia) perchè oramai Lamkin, accecato dalla bramosia del sangue, la uccide!
Alcuni vedono addirittura nella fantesca la vera manipolatrice che per vendicarsi della padrona riesce a controllare Lamkin come se fosse una sorta di Golem vendicatore..

long-lamkin-aranda-dillIllustrazione di Aranda Dill

I CASTELLI INFESTATI

le rovine di Balwearie Castle

A mio avviso è più probabile che la storia del capomastro vendicativo sia una sorta di tentativo di razionalizzazione della ballata il quale ha dato l’estro al gusto romantico per il macabro, che ci ha regalato così tante novelle e racconti “gotici”, nella creazione di un’ambientazione “reale” presso le varie rovine avvinte dalla vegetazione così pittoresche e ricche di mistero!
E così nel Nord d’Inghilterra si perde il conto dei castelli infestati dal fantasma della sfortunata Lady (tra le ambientazioni più famose le location delle rovine di Nafferton Castle come “tana” di Long Lankin e Welton Hall come luogo del massacro (vedi) oppure il “Lambirkyns Wod” citato da Child vicino a Duppin nel Perthshire o anche Whittle Dene, nei pressi di Ovindoli; e ancora Starlight Castle oppure Bunkle Castle nel Berwickshire (vedi)

Insomma la ballata è stata rigirata in tutti i modi analizzando tutti i più piccoli riferimenti storici, sociali, e psicologici.

LA PSICOLOGIA DI UNA BALLATA: L’ABBANDONO E IL SENSO DI COLPA

Rika Ruebsaat e Jon Bartlett nel loro saggio “Lamkin, The Terror of Countless Nurseries” guardano alla ballata per quello che è, ossia una fiaba cantata (le ballate erano infatti le canzoni delle madri per calmare i bambini e farli addormentare o per istruirli intrattenendoli con il canto, erano le canzoni che si cantavano nelle stanze delle donne intente ai lavori di tessitura e ricamo), e invece di cercarne la razionalizzazione ne spiegano il fascino oscuro come metafora per il percorso di crescita interiore. (vedi)

Depurata da ogni razionalizzazione la ballata parla di un bambino, una coppia di genitori “buoni” e una coppia di genitori “cattivi” così Lamkin è l’uomo nero, che vive nella palude sempre pronto a entrare nelle case e negli incubi della gente non appena gli si lasci uno spiraglio per l’accesso (o ci si comporti male o si senta il bisogno di essere puniti per qualche nostra mancanza vera o presunta che sia).

Il professor Child riporta ben 25 varianti della ballata, la prima risalente al 1775 e l’ultima al 1892, per lo più scozzesi ma anche provenienti dall’Irlanda.
Una ballata sebbene non estremamente popolare tuttavia cantata ancora oggi in Scozia, Inghilterra, isola di Terranova, New England, Stati del Sud e Middle West per lo più a due voci (l’uomo che interpreta il narratore, Lamkin e Lord Wearie e la donna che interpreta la balia e Lady Wearie).

LO SPIRITO TUTELARE DELLA CASA

Altri studiosi leggono tra le righe e vedono in Lamkin la personificazione del “genius loci” ovvero il nume, lo spirito tutelare del luogo al quale era consuetudine sacrificare un innocente come tributo per la costruzione dell’edificio. Citando una mia nota in “The Well Below The Valley-O” (vedi) “seppellire un cadavere sotto la pietra del focolare di una nuova casa era un’antica pratica propiziatoria per la prosperità e la fertilità della nuova famiglia. I sacrifici umani e animali erano un rituale per placare gli dei che quindi si potevano ritenere soddisfatti. Il sacrificio umano era l’offerta più alta e “santa” per suggellare un confine sacro come quello di un nuovo insediamento e faceva parte dei rituali di molte civiltà all’atto della fondazione di una città con relativa sepoltura dei corpi sotto la soglia delle porte della cinta muraria, ma anche di un cippo di confine. Una casa durerà solo se sotto giace una vita distrutta.
Così il proprietario del castello che aveva stipulato un patto con il diavolo e non lo mantiene, deve comunque pagare il suo tributo con il sacrificio del sangue.

ASCOLTA dalla tradizione orale dell’Arkansas tre versioni risalenti alla fine anni 50 e 60

ASCOLTA The Wainwright Sisters in “Songs In The Dark” (2015) che saltano i versi riguardanti la figlia (VIII e IX) ne fanno una filastrocca

ASCOLTA Jim Moray in Modern History 2010. Di questa versione così fresca e attuale non ho trovato al momento il testo, pur simile ai sottostanti. Mi piace in particolare l’uso della ghironda nelle parti strumentali e la scelta del tempo ritmico (un valzer lento come una sorta di danza macabra)
Nel video live invece l’esibizione con il solo accompagnamento della chitarra

Alasdair Roberts & Friends: Long Lankin [2010]: questa versione si distingue per l’interpretazione dei personaggi e per come la musica si pieghi a sottolineare i passaggi cruciali

ASCOLTA Fire + Ice in Gilded By The Sun (1992): un andamento ipnotico sostenuto da una intonazione piatta e piena d’eco molto creepy! (strofe I, II, III, IV, V

“The Penguin Book of English Folk Songs”
I
Said the lord to the lady as he mounted his horse
‘Beware of Long Lankin who lives in the moss’
Said the lord to the lady as he rode away
‘Beware of Long Lankin who lives in the hay
II
‘Let the doors all be bolted and the windows all pinned
And leave not one hole for a mouse to crawl in (creep in)’
So the doors were all bolted and the windows all pinned
Except for one window which Lankin crawled in
III
‘Where’s the lord of this house?’ then up spoke Long Lankin
‘He’s away to fair London’, said the false nurse to him
‘Where’s the heir of this house?’ then up spoke Long Lankin
‘He’s asleep in his bedroom (cradle)’, said the false nurse to him
IV
‘Then we’ll prick him, we’ll prick him all over with a pin
And that’ll make his lady to come down to him’
So he’s pricked him, he’s pricked him all over with a pin
And the nurse held the basin for the blood to flow in
V
‘Oh nurse, how you slumber, oh nurse, how you sleep
You leave my son Johnson to cry and to weep’
‘I’ve tried him with an apple, I’ve tried him with a pear
Come down my fair lady, and rock him in your chair
VI
‘I’ve tried him with milk and I’ve tried him with pap
Come down my fair lady and rock him in your lap’
So the lady’s come down, she was thinking no harm
But Lankin was waiting to catch her in his arms
VII
‘You can have my daughter Betsy, so young and so sweet
You can have as much money as there’s stones in the street”
‘I don’t want you daughter Betsy, nor the stones in the street
I would rather have your life’s blood running down at my feet’
VIII
There was blood in the kitchen, there was blood in the hall
There was blood in the parlour where the lady did fall’
Then Betsy being up in the turret so high
She saw her father come riding by
IX
‘Oh father, oh father, don’t lay the blame on me
‘Twas the false nurse and Lankin killed your baby
‘Oh father, oh father, don’t lay the blame on me
‘Twas the false nurse and Lankin killed your lady’
X
So Lankin was hung on the gibbet so high
And the false nurse was burned in the fire close by
tradotto da Cattia Salto
I
Disse il Lord alla Lady mentre montava a cavallo
“Attenta a Long Lankin che vive nella palude”
disse il lord alla sua lady mentre cavalcava lontano
” Attenta a Long Lakin che vive
nei campi.
II
Tenete le porte serrate e le finestre ben chiuse
e non lasciate nemmeno un buco che un topo possa strisciarci dentro (1)”.
Così le porte furono tutte serrate e le finestre ben chiuse
tranne che una finestra da dove Lankin strisciò dentro
III
 “Dovè il Lord della casa?” – gridò Long Lankin
“E’ fuori nella bella Londra” – disse la falsa balia (2)
” Dov’è l’erede della casa (3)?” –
gridò Long Lankin
“Dorme nella sua stanza”
– disse la falsa balia.
IV
“Allora lo infilzeremo dappertutto con uno spillo (4)
così la sua Lady scenderà
giù da lui”
Così lo punse, lo punse dappertutto con uno spillo
e la balia teneva la bacinella (5) perchè il sangue ci colasse dentro
V
O nutrice come dormi, come puoi dormire
e lasciare mio figlio Johnson gridare e piangere?”
“Ho provato con una mela, ho provato con una pera
scendi giù mia bella Lady e cullalo sulla tua sedia.
VI
Ho provato con il latte e ho provato con la pappa,
scendi giù mia bella Lady e cullalo in grembo” (6)
Allora la Lady scese giù pensando non ci fosse pericolo
ma Lankin la stava aspettando per prenderla tra le braccia (7)
VII
“Puoi avere la mia figlia Betsy così giovane e innocente(8)
puoi avere tanto denaro quante sono le pietre in strada”.
“Non voglio tua figlia Betsy e nemmeno le pietre in strada,
piuttosto voglio avere il tuo sangue vitale che mi corre ai piedi.”
VIII
C’era sangue in cucina, sangue nella sala
c’era sangue nel salotto dove la Lady cadde
allora Betsy che stava nella torre più alta(9)
vide il padre che ritornava cavalcando.
IX
“O padre, padre (10)
non darmi la colpa
sono stati la nutrice falsa e Lankin che hanno ucciso tuo figlio.
O padre padre,
non darmi la colpa
sono stati la nutrice falsa e Lankin che hanno ucciso la tua Lady.”
X
Così Lankin è stato impiccato sulla forca più alta
e la falsa nutrice fu bruciata nel falò vicino

NOTE
1) nella versione dei Fire + Ice dicono “And make sure theres no crack for him to creep in” e nel verso successivo “through a gap in the window long lankin crept in” mentre The Wainwright Sisters inframmezzano “So he kissed his fair lady and he rode away, And he was in fair London before the break of day.”
2) la nutrice è detta falsa perchè è complice di Lambertuccio, è inoltre un surrogato di madre ma in chiave negativa. E’ lei ad aver lasciato aperta la finestra
3) nella versione dei Fire + Ice dicono
“Where’s the lady of the household? cries Long Lankin.
She’s asleep in her chamber, says the false nurse to him.”
e proseguono: Where’s the heir of the household? cries Long Lankin.
He’s asleep in his cradle, says the false nurse to him.
4) in alcune versioni Lamkin dondola la culla mentre accoltella il bambino. Lo scopo della tortura al bambino inizialmente non è l’uccisione ma l’esca per far scendere la madre
5) il catino o la bacinella in cui viene raccolto il sangue è altrove specificato d’argento. Così Riccardo Venturi mette in evidenza “La grande cura di Lambertuccio nel raccogliere il sangue di Lady Wearie in una bacinella d’argento ci ricorda Sir Hugh [qui]; qui, però, non si tratta di usare il sangue come rimedio o come filtro per riti magici, bensì di evitare che del sangue aristocratico coli per il pavimento, un’indegnità punita con l’anima trasportata all’inferno in un fiume di sangue. Il recipiente per tale sangue è tradizionalmente d’argento” Ma in Jamieson (Child #94 versione A) la balia interviene, osservando “il sangue dei ricchi è uguale a quello dei poveri”, (molto sovversivo!!)
Secondo Anne Gilchrist il nome Lamkin / Lammikin sta a indicare un incarnato biancastro come quello dei lebbrosi e descrive che una cura medievale per la malattia era quella del bagno nel sangue di un bambino raccolto in una bacinella d’argento.
6) nella versione dei Fire + Ice proseguono la strofa con
How dare I come down in the dead of the night
When no candle is burning and no fires alight?
e concludono
But, the lady came downstairs, aware of no harm
Lankin stood ready to catch her in his arm
There’s blood in the kitchen, there’s blood in the hall,
There’s blood in the parlour where mylady did fall.
There’s blood in the parlour where the lady did fall.
7) qui si accenna allo stupro. In alcune versioni Lamkin è un amante respinto (o un predatore sessuale) che si vendica sulla donna, oppure semplicemente un ladruncolo o un border reiver
8) la figlia viene offerta come moglie, non come vittima sacrificale insieme a una ricca dote
9) in alcune versioni Lamkin costringe Betsy a reggere il catino in cui cola il sangue della madre, in questa invece lei resta rinserrata nella stanza più in alto della torre,  in disperata attesa del ritorno del padre.
10) nella verione delle Wainwright Sisters è una serva che dice “O master don’t lay the blame on me” accusando la nutrice e Lankin di aver ucciso la castellana.

ASCOLTA Steeleye Span in Commoner’s Crown 1975. Un arrangiamento strumentale indubbiamente “datato”


I
Said the lord unto his lady as he rode over the moss,
“Beware of Long Lankin that lives amongst the gorse.
Beware the moss, beware the moor, beware of Long Lankin.
Be sure the doors are bolted well lest Lankin should creep in.”
II
Said the lord unto his lady as he rode away,
“Beware of Long Lankin that lives amongst the hay.
Beware the moss, beware the moor, beware of Long Lankin.
Be sure the doors are bolted well lest Lankin should creep in.”
III
“Where’s the master of the house?” says Long Lankin.
“He’s away to London,” says the nurse to him.
“Where’s the lady of the house?” says Long Lankin.
“She’s up in her chamber,” says the nurse to him.
“Where’s the baby of the house?” says Long Lankin.
“He’s asleep in the cradle,” says the nurse to him.
IV
“We will pinch him, we will prick him, we will stab him with a pin.
And the nurse shall hold the basin for the blood all to run in.”
So they pinched him, then they pricked him, then they stabbed him with a pin.
And the false nurse held the basin for the blood all to run in.
V
“Lady, come down the stairs,” says Long Lankin.
“How can I see in the dark?” she says unto him.
“You have silver mantles,” says Long Lankin,
“Lady, come down the stairs by the light of them.”
Down the stairs the lady came thinking no harm,
Lankin he stood ready to catch her in his arm.

VI
There was blood all in the kitchen, there was blood all in the hall.
There was blood all in the parlour where my lady she did fall.
Now Long Lankin shall be hanged from the gallows oh so high.
And the false nurse shall be burned in the fire close by.
Tradotto da Cattia Salto
I
Disse il lord alla sua lady mentre cavalcava per la palude
“Attenta a Long Lankin che vive  tra la ginestra
attenta alla palude e alla brughiera,
attenta a Long Lankin
attenta che le porte siano serrate bene
o Lankin potrebbe strisciare dentro”
II
Disse il lord alla sua lady mentre cavalcava lontano
” Attenta a Long Lakin che vive
nei campi di fieno
attenta alla palude e alla brughiera,
attenta a Long Lankin
attenta che le porte siano serrate bene
o Lankin potrebbe strisciare dentro”
III
“Dovè il Lord della casa?”
– dice Long Lankin
“E’ fuori a Londra” –
dice la balia
” Dov’è la signora della casa?”
– dice Long Lankin
“E’ nella sua stanza”
dice la balia
” Dov’è il bambino della casa?”
dice Long Lankin
“Dorme nella sua stanza”
dice la balia
IV
Lo infilzeremo, lo pungeremo;
lo trafiggeremo con uno spillo
e la balia deve tenere la bacinella perchè il sangue ci coli dentro”
Così lo infilzarono,
lo punsero
lo trafissero con uno spillo
e la falsa balia teneva la bacinella perchè il sangue ci colasse dentro
V
“Signora scendete le scale”
dice Long Lankin
“Come posso vedere nel buio?
dice lei
“Hai mantelli d’argento”
dice Long Lankin
“Signora scendi le scale con la loro lucentezza”
La dama scese le scale pensando di non essere in pericolo
ma Lankin la stava aspettando per prenderla tra le braccia
VI
C’era sangue in cucina,
sangue nella sala
c’era sangue nel salotto
dove la Lady cadde.
Ora Long Lanking sarà impiccato sulla forca più alta
e la falsa nutrice sarà bruciata nel falò vicino

FONTI
https://singout.org/2016/11/14/lamkin-a-most-brutal-bloody-ballad/
https://singout.org/2016/11/14/lamkin-a-most-brutal-bloody-ballad/3/

http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/longlankin.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_93
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19415
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52123
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52406
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/12/lamkin.htm
http://www.bluegrassmessengers.com/29-lamkin-.aspx
http://www.mustrad.org.uk/articles/lamkin.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9416&printpreview=1&lang=it
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9416&lang=it#agg21945
http://jonandrika.org/wp/articles/lamkin-terror-of-nurseries/
http://www.efdss.org/efdss-education/resource-bank/resources-and-teaching-tools/false-lamkin-teaching-notes-for-key-stages-2-and-3
http://www.enidporterproject.org.uk/content/villages/littleport/song-littleport-man

ILLUSTRAZIONI
http://arandadill.tumblr.com/post/83062543466/said-the-lord-unto-his-lady-as-he-rode-over-the

HOLLAND HANDKERCHIEF OR THE SUFFOLK MIRACLE

La ballata così come diffusa in Irlanda racconta in forma corrotta una storia ben più complessa di origine medievale (e forse originaria del sud-est europeo), collezionata dal professor Child al numero 272 con il titolo “The Suffolk Miracle” e della quale si trova una versione più simile in un racconto tipico della Cornovaglia.

TUTTA LA STORIA

Lenore di Johann David Schubert

La ballata pare sia stata dimenticata in Inghilterra mentre si ritrova ancora nella tradizione popolare irlandese con il titolo “Holland Hankerchief” e americana (costa Orientale degli USA e Canada). La sintesi della storia, ottenuta dalla comparazione con le sue varianti presso i popoli tedeschi e slavi, è la seguente: due innamorati si giurano amore eterno sia in vita che nella morte, la coppia viene separata e l’uomo muore all’insaputa della donna. Disperata perchè il suo innamorato è ancora lontano, la donna decide di compiere un incantesimo per imporre all’amante il ritorno. Così l’uomo arriva di notte a cavallo e la porta con sé, all’inizio lei non ha paura ma poi inizia a preoccuparsi, giunti davanti alla tomba di un cimitero l’uomo le ordina di entrarci dentro, la donna prende tempo e riesce a fuggire, oppure entra anche lei nella tomba.

Nel racconto della Cornovaglia la donna si getta da cavallo, ma l’uomo la tiene per il vestito che si strappa, nella ballata “The Suffolk Miracle” l’uomo arriva sul cavallo del padre di lei, e cavalca con lei per tutto il paese, poco prima dell’alba riporta lei a casa e il cavallo nella stalla, e quindi ritorna nel mondo dei morti. Ma si tiene il fazzoletto che lei gli aveva legato intorno alla testa; il mal di testa che non si spiega nella ballata è giustificato nel racconto cornico dall’incantesimo.

LA PIANTA DELL’AMORE

Il rito da praticarsi nella notte di Samain (o nel Solstizio d’estate) consiste nel seppellire una manciata di semi di canapa per scoprire chi sarà il proprio vero amore (colui o colei che si sposerà). Il rituale da compiersi nella mezzanotte dei “giorni magici” consiste nel seppellire i semi e recitare la formula

Hemp-seed, I sow thee,
Hemp-seed, grow thee!
And he who will my true-love be
Come after me
And shaw thee(1).
TRADUZIONE
Canapa io ti semino
canapa, io ti sarchio
e chi e più caro al mio cuore
mi venga dietro
e ti colga

NOTE
1) la formula (afrodisiaca-richiamo sessuale) diffusa in Scozia recita “and pou thee” cioè letteralmente “ti tirerà” (pulling) nel senso che raccoglierà. Oppure “shaw thee” ossia “show thyself“, “rivelarsi”.

L’incantesimo era praticato da colei o colui che voleva conoscere il volto del suo vero amore, perchè voltandosi avrebbe visto le sembianze della persona invocata nell’atto di raccogliere la canapa seminata. Nel racconto cornico si riporta un incantesimo simile come rituale per richiamare a sè l’amante lontano.

USI DELLA CANNABIS

Un tempo la canapa era una pianta seminativa utilizzata in agricoltura per la sua fibra (per i tessuti e la carta), come combustibile naturale (altro che il petrolio!) e come alimento (semi, olio e farina  vedi), oggi sono legali solo le varietà con un basso contenuto di THC.
Scrive Michael Pollan nel suo libro “Botanica del desiderio”: “l’antico ideogramma cinese per “canapa”, rappresenta una pianta maschile e una femminile sotto un tetto: la cannabis all’interno dell’edificio della cultura umana. La cannabis fu una delle prime piante a essere addomesticate (probabilmente prima per la fibra, e poi come droga); si coevolvette con il genere umano per oltre diecimila anni, al punto che la sua forma originaria potrebbe non esistere più. Adesso la cannabis è il prodotto del desiderio umano quanto una rosa Bourbon: abbiamo solo un’idea vaga di come potesse essere prima che legasse il proprio destino al nostro.”

Una pianta sacra tra le più antiche colture conosciute dall’umanità, che si coltiva a qualunque latitudine con svariate proprietà curative e molti pregi: cresce veloce ed è economica da mantenere. E’ la storia moderna (anni 20) che relega la cannabis a pianta del diavolo e la mette al bando : gli spinelli sono robaccia da afro-americani e messicani, l’erba dei suonatori di jazz (neri) degli anni Venti e Trenta, la droga del sesso.. (per gli anni 70 fino a oggi consiglio caldamente  la lettura di questo post estratto dalla “Botanica del Desiderio” di Michael Pollan qui)
Ovviamente la cannabis faceva parte dei rituali magici antichi, dell’estasi sacra e afrodisiaca, dispensatrice della gioia: più comunemente si fumavano i fiori della pianta femminile dopo averli fatti seccare e tutte le parti della pianta erano usate per preparare infusi e in cucina.

L’AMANTE VAMPIRO

La ballata è stata stampata in broadside a Londra nel 17° secolo ed è stata rinverdita da Gottfried August Bürger nel 1773 con la pubblicazione di “Lenore” una prefigurazione di un tema caro al romanticismo gotico: quello del vampiro. La tradizione folkloristica radicata nei Balcani colloca il vampiro tra i revenants, una creatura ritornata dalla morte, un non-morto. Nel Settecento il vampirismo venne analizzato dal punto di vista scientifico, ma fu la fascinazione romantica a trasformare i casi clinici in creature maledette, prefigurandole nella poesia, prima che il romanzo The Vampyr di Polidori (1819), ci consegnasse il primo vampiro letterario: un pallido, triste e perverso eroe byroniano.
Gustave Moreau, “La ballade” 1885Infatti l’uomo ritornato della ballata “Lenore” più che uno spettro era un amante demone, in Ungheria è soprannominato lidérc (un incubo) uno spirito richiamato dal dolore umano, che si nutre dell’amore e del dolore di un uomo o di una donna che piange la morte del proprio amante.
Lenore attendeva invano il ritorno del suo innamorato dalla guerra, ma lui era morto su un lontano campo di battaglia: lei passava le notti a piangere insonne a chiedere al suo amante di tornare, e invocava la morte come un sollievo! In una notte di luna piena fu un cavaliere a cavallo ad andare a prenderla con la promessa di portarla nel loro letto nunziale: l’uomo aveva le sembianze del suo innamorato tuttavia ero lo spirito di un demone che la stava portando verso la tomba, il suo tempo era limitato alla notte e sarebbe scomparso all’alba al primo canto del gallo.

LA VERSIONE BRETONE: IL RACCONTO GOTICO

Nel 1879 M Paul Sébillot ha collezionato in Bretagna un racconto che è quasi identico alla ballata inglese (‘Les Deux Fiancés,’ in Littérature orale de la Haute-Bretagne). Due giovani innamorati si promettono amore eterno anche dopo la morte, ma il giovane che è un marinaio, durante una traversata muore in mare, all’insaputa della ragazza. Una notte lui esce dalla tomba, prende un cavallo dalla scuderia del padre di lei, e va a prendere la ragazza. Mentre cavalcano lui dice “La luna è piena e la morte sta cavalcando con te, non hai paura?” E lei gli risponde “Non ho paura finchè tu starai con me
Il ragazzo si lamenta del mal di testa e lei gli lega il suo fazzoletto intorno alla testa. Arrivati alla fattoria della ragazza lei bussa, il padre chiede “Chi è” e la ragazza risponde “Sono tua figlia che hai mandato a chiamare da colui che dovrebbe essere suo marito” E prosegue raccontando che lei gli aveva prestato il suo fazzoletto e lui era appena andato nella stalla per accudire al cavallo; ma il ragazzo è scomparso, e lei muore dal dolore per aver capito che lui era già morto. Quando aprono la bara per seppellire i due insieme trovano il fazzoletto di lei legato intorno alla testa di lui.

LA VERSIONE IRLANDESE

Nella ballata irlandese il racconto gotico si stempera più nella fiaba rimanendo sospesa tra il sogno e il mistero.

ASCOLTA Connie Dover in If Ever I Return 1997: Connie Dover ha imparato la ballata da Cathal McConnell della contea di Fermanagh

ASCOLTA Jim Moray in Sweet England 2010


I
A wealthy squire lived in our town,
He was a man of high renown,
And he had a daughter of beauty bright,/ And the name he gave her was his ‘Heart’s Delight’.
II
Many young men to court her came,
But none of them could her favour gain,
Till there came one, of low degree,
And above them all, how she fancied he.
III
But when her father, he came to know,
That his lovely daughter loved this young man so,
Over fifty miles, he sent her away,
All to deprive her of her wedding day.
IV
One night as she lay in her bedroom,
Her love appeared from out the gloom,
He kissed her cheek, and this did say,
“Arise my darling and come away”.
V
It’s with this young man she got on behind,
And they rode faster than any wind,
They rode on for an hour or more,
Till he cries “my darling, my head feels sore”.
VI
A holland handkerchief she then pulled out,
And with it bound his aching head about,
She held him closer, and this did say,
“My love you’re colder than any clay”.
VII
When they came to her father’s gate,
He says “get down, love the hour is late,
Get down, get down love and go to bed,
And I’ll see this gallant horse is groomed and fed”.
VIII
And when she came to her father’s hall,
“Who’s that, who’s that”, her own father called,
“‘Tis I dear father, did you send for me,
By such a messenger, naming he.”
IX
“Oh no dear daughter, that cannot be,
Your words are false and you lie to me,
For on yon mountain your true love died,
And in the graveyard his body lies”.
X
So straight-ways there went this maiden brave,
and with her friends she exposed
the grave, and there his body,
though six weeks dead,
with a holland handkerchief around his head.
(tradotto da Cattia Salto)
I
Un ricco cavaliere viveva nella nostra città, era un uomo di grande fama
e aveva un figlia di rara
bellezza che si chiamava
“Delizia del cuore”.
II
Vennero molti giovanotti a corteggiarla, ma nessuno di loro otteneva i suoi favori
finchè ne arrivò uno, di origini inferiori,
ma superiore a tutti loro, come lei lo immaginava (1).
III
Ma quando il padre venne
a saperlo, che la sua amata figlia amava questo giovane,
oltre 50 miglia la mandò lontana,
pur di impedirle di sposarsi.
IV
Una sera mentre stava nella camera da letto, il suo amore le apparve fuori dalla finestra, le baciò la guancia e disse “Alzati mia cara e vieni via”
V
Fu a questo giovane che lei si mise dietro ed essi cavalcarono
più veloci del vento,
corsero per un’ora o più
finchè lui gridò “Mia cara, la mia testa mi duole” (2)
VI
Un fazzoletto di tela d’Olanda (3) lei allora tirò fuori,
con cui fasciare la sua testa
dolente.
Lei lo tenne vicino e disse
“Amore mio, sei più freddo della terra”
VII
Quando giunsero alle porte del padre
lui disse “Scendi amore l’ora è tarda,
scendi amore e vai a letto
e mi occuperò che questo intrepido cavallo sia accudito e nutrito”
VIII
E quando lei andò nella sala
padronale
“Che c’è, che c’è” –
gridava il padre-
“Sono io caro padre, mi hai mandato a chiamare da un messaggero”
IX
“Oh no cara figlia, non può essere
tu dici il falso e mi menti, perchè sulla montagna lontana il tuo amore è morto  e nel cimitero il suo corpo è sepolto”
X
Là andò senza meno questa fanciulla coraggiosa
e con i suoi amici disseppellì
la bara e c’era il corpo,
morto da 6 settimane
con un fazzoletto di tela d’Olanda intorno alla testa.

NOTE
1) era cioè il suo ragazzo ideale, su cui fantasticava di innamorarsi
2) il dolore alla testa è indice di un incantesimo in atto che ha richiamato il revenant, vedasi anche qui.
3) la tela di puro lino è detta tela d’Olanda una qualità superiore di lino pregiata per la sua finezza e lavorazione: dal colore particolarmente bianco e una trama fine ma compatta.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/suffolk-miracle.htm
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_272
http://www.litgothic.com/Texts/child272.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/17/suffolk.htm
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thehollandhandkerchief.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-HollandHand.html
http://chrsouchon.free.fr/chants/lenore.htm
http://www.letteraturaalfemminile.it/laballatadilenore.htm

http://www.nonsprecare.it/alla-scoperta-dei-semi-di-canapa-preziosa-risorsa-per-lalimentazione
http://www.toscanapa.com/sementi-e-semina-vademecum-coltivazioni-della-canapa-note-introduttive-per-meglio-orientarsi-alle-coltivazioni/
http://www.dolcevitaonline.it/le-10-varieta-di-cannabis-col-piu-alto-contenuto-di-thc/

ILLUSTRAZIONE
Gustave Moreau, “La ballade” 1885: ho preferito questa immagine rispetto alle altre più fosche e cupe dei pre-raffaelliti perchè mantiene un sapore più fiabesco seppure sempre inquietante. Moreau sembra voler inquadrare la raffigurazione del cavaliere nel solco della tradizione sui lidérc facendo sembrare il cimiero del cavaliere simile a una fiamma

 

THE FALSE BRIDE: LA VERSIONE SCOZZESE

La ballata della “Falsa Sposa” ovvero il tema dell’amore non corrisposto, risale sicuramente al 1600 ed è stata cantata un po’ per tutte le Isole Britanniche per secoli seguendo i canali della tradizione orale, la stampa nelle broadside ballads e nelle collezioni di arie tradizionali, sfaccettandosi in diverse versioni e anche arrangiamenti melodici. Solo all’inizio del XX secolo la ballata sembra essere passata di moda e relegata nelle “old Folk songs”, tuttavia in alcune sue varianti è stata recuperata durante il folk revival degli anni 60-70 e anche in più recenti registrazioni.
Si rimanda alla dettagliata ricerca di Jürgen Kloss sui testi e le melodie (vedi) limitando l’analisi alle versioni selezionate per l’ascolto.

LA MELODIA

I primi testi risalgono alla metà del 1600 in una ballata dal titolo “The Forlorn Lover” (Douce Ballads 1(83a) Bodleian Library), in italiano “l’amante disperato o abbandonato”. La melodia riprende “Love Is The Cause Of My Mourning” dall’Atkinson Manuscript (1694/95 ) molto diffusa come aria per violino nel Nothumberland (vedi)
Tra il 1700 e il 1800 si ritrovano diverse canzoni sia in Inghilterra che Scozia che riprendono e sviluppano sempre lo stesso tema approdato alla fine anche in Irlanda (The Forlorn Lovers in Patrick Kennedy Banks Of Boro. A Chronicle Of The County Of Wexford 1867).

ASCOLTA dall’Orpheus Caledonius di William Thomson (1725) forse il modello originario dai quali sono derivate le altre ballate.

VERSIONE SCOZZESE: I ONCE LOVED A LASS

Come commentato da Ewan McColl nelle note allegate all’album (vedi) le canzoni degli amanti abbandonati sono abbastanza comuni in Scozia, e per lo più sono soffuse di ironia, piuttosto che di tragedia. Non questa però in cui l’amante, dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex-fidanzata, si sdraia nella tomba per cercare la morte. Jürgen Kloss colloca la versione tra il 1850 e il 1885 in area scozzese: la prima strofa è un po’ un frullato testuale di diverse versioni comparse in stampa dai primi broadside seicenteschi alle collezioni ottocentesche; la seconda strofa è quella più antica che è presente un po’ in tutte le varianti del tema, anche con titoli diversi; mentre la terza strofa sembra essere un’aggiunta più recente, come pure anche la ripetizione in terza persona dell’ultimo verso che è proprio delle versioni scozzesi. Le strofe sono senza ritornello, ma nelle prime tre strofe l’ultimo verso “she’s gaun to be wed till anither” svolge tale funzione.

Notevoli  e numerose le registrazioni sia da parte di formazioni scozzesi che inglesi.

ASCOLTA Ewan McColl in Classic Scots Ballads, 1956

ASCOLTA Pentangle con la voce di Bert Jansch in Sweet Child, 1968 (strofe da I a III e V)

ASCOLTA Tannahill Weavers (strofe I, II, III e VI) in Best Of The Tannahill Weavers, 1989, con un arrangiamento fiabesco fuori dal tempo

ASCOLTA Karan Casey in “Ships in the Forest” 2008 in questa versione live canta tutte le sette strofe, da tener presente che la cantante è irlandese (contea di Waterford) e il testo è in standard english (vedi)

VERSIONE di Ewan McColl (tranne IV strofa)
I
I once loved a lass,
and I loved her sae  weel
I hated all others that spoke of her ill;
But noo she’s rewarded me
wee for my love,
(For) she’s gaun to be wed
till anither.
II
(When) I saw my love
to the church go,
Wi’ bride(groom) and bride-maidens, they made a fine show;
An’ l followed them on wi’ a heart fu’ o’ woe,
(For) she’s gaun to be wed till anither.
III
(When) I saw my love sit down to dine,
I sat down beside her and poured out the wine,
An’ I drank to the lass that should ha’e been mine,
An’ now she is wed till anither.
IV
“Well, stop,”
says the groomsman,
“If you take my word
Would you venture your life
on the point of a sword?
For courting too slowly
you have lost this fair maiden
Begone, you will never enjoy her”
V
The men o’ yon forest they askit o’ me,
Hou many strawberries grew in the saut sea?
But I askit them back wi’ a tear in my ee,
How many ships sail in the forest?
VI
O dig me a grave
and dig it sae deep,
An’ cover it over with flow’rets säe sweet,
An’ I’ll turn in for to tak’ a lang sleep,
An’ may be in time I’ll forget her.
VII
They dug him a grave
an’ they dug it sae deep,/ An’ covered it over with flow’rets säe sweet,
An’ he’s turned in for to tak’ a lang sleep,
An’ maybe by this time he’s forgot her.

Tradotto da Cattia Salto
I
Un tempo amavo una ragazza
e tanto l’amai, che odiavo tutti coloro che parlavano male di lei;
ma ora mi ha fatto pagare
per il mio amore(1)
perchè è andata  in sposa
ad un altro!
II
Vidi il mio amore
andare in chiesa
con lo sposo e le damigelle,
facevano una bella figura,
e li seguii con il cuore pieno di dolore perchè è andata  in sposa
ad un altro!
III
Vidi il mio amore sedersi per cenare
e mi sono seduto accanto a lei per versare del vino,
e bevvi alla ragazza che avrebbe potuto essere mia
ma ora è sposata ad un altro
IV
Fermo – dice il testimone dello sposo-
in fede mia
vuoi giocarti la vita
sulla punta di una spada?
Per aver corteggiato con poco ardore (2),
hai perso questa bella fanciulla
vattene, non ti divertirai mai più con lei
V
Tutti gli uomini nella foresta lontana mi chiedono”Quante fragole crescono nel mare salato?”
e io ho risposto con le lacrime agli occhi “Quante navi navigano nella foresta? (3)
VI
Oh scavatemi una tomba
e scavatela profonda
e copritela con i fiori più profumati
e andrò a dormire per fare un lungo sonno
e forse col tempo, dimenticarla.”
VII
Così scavarono una tomba
e la scavarono profonda
e la coprirono con i fiori più profumati
ed egli andrò a dormire per fare un lungo sonno
e forse col tempo dimenticarla.

NOTE
1) letteralmente “ora lei mi sta bene ricompensando per il mio amore”, il senso è ironico e vuole dire esattamente il contrario
2) ho inteso slowly come un atteggiamento poco eccitante o indeciso, senza vivacità
3) la strofa è una aggiunta del XVIII secolo riportata anche come stanza a sé nelle filastrocche per bambini: il significato è abbastanza chiaro, il protagonista ha più probabilità di trovare fragole nel mare e navi nella foresta che di ritrovare il suo amore. Non so se il paragone vuole parafrasare (con significato opposto) il noto detto scozzese “ci sono molti pesci nel mare” come frase consolatoria che in genere si dice a chi resta solo alla fine di una storia d’amore. Comunque la risposta alle domande retoriche è “Non c’è nessuna possibilità“.

VERSIONE INGLESE: A Week Before Easter – The False Bride

Nel 1971 The Copper Family del Sussex pubblicò l’album dal titolo “A song for every season” che include “The Week Before Easter” quale rielaborazione della versione popolare in Inghilterra (qui).
In una sequenza dal taglio cinematografico il protagonista narra dei tre momenti in cui la sposa si appressa al matrimonio: la vestizione, la processione verso la chiesa e il fatidico “si”.
Dopo aver partecipato al matrimonio della sua ex-fidanzata, egli, come nella versione scozzese, si sdraia nella tomba per cercare la morte.

John Henry Frederick Bacon, ‘The Wedding Morning’ 1892

Shirley Collins ha anche registrato il brano con il più comune titolo ‘The Bride False’,  ho trovato però per l’ascolto questa versione dall’arrangiamento folk-pop, che mescola il folk all’elettronica.

ASCOLTA Jim Moray in Sweet England 2003


I
A week before Easter
the morn(1) bright and clear,
and the sun it shone brightly,
and keen blew the air.
I went down to the forest
to gather some flowers,
But the forest won’t yield me no roses.
II
Well the first time I saw my love,
she was dressed all in white,
Made my eyes run with water,
for it dazzled my sight,
now she is gone and she’s left me,
and cruelly done by me(2)
She’s gone and got tied to another.
III
And the next time I saw my love
she did in the church stand
With a ring on her finger
and a glove on her hand.
Well I thought to myself
I could have been that man (3)
She’s gone and got wed to another.
IV
Well the parson that married them,
he loudly did cry,
All of you that forbid it,
how dare thee stand by
Well I thought to myself,
I’ve a good reason why,
But I hadn’t the heart to forbid it.
V
So dig me a grave my love,
dig it long wide and deep,
Aye and cover it over,
with flowers so sweet
Aye and lay me down
to take a long sleep,
And maybe in time I’ll forget her.
Tradotto da Cattia Salto
I
Una settimana prima di Pasqua
dal mattino luminoso e chiaro
e il sole splendeva
e riscaldava l’aria,
sono andato nel bosco
a raccogliere fiori
ma il bosco non mi diede le rose
II
La prima volta che vidi il mio amore
era vestita tutta in bianco
e mi fece piangere
e mi abbagliava la vista
ora se n’è andata e mi ha lasciato
e l’ha fatto in modo crudele
se n’è andata e si è legata ad un altro
III
E la volta dopo che vidi il mio amore,
andava verso la chiesa
con l’anello al dito
e il guanto nella mano.
Pensai tra me
che avrei voluto essere quell’uomo,
lei se n’è andata a sposarsi ad un altro
IV
Il prete che li ha sposati
ha gridato ad alta voce
“Chi è a conoscenza di qualche impedimento,
parli ora o taccia per sempre”
ho pensato tra me
che sebbene avessi una buona ragione
non avevo il coraggio di impedirlo.
V
Scavatemi una fossa, amore mio
e scavatela larga e profonda
e copritela bene
con i fiori profumati.
e deponetemi
perchè possa fare un lungo sonno
e forse col tempo dimenticarla.

NOTE
1) Jim dice moon ma è una probabile corruzione di morn
2) verso alternativo: When I thought to myself that I might have been that man
3) verso alternativo: So now she’s gone from me and showed me false play.

continua: LE VERSIONI IRLANDESI 

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/ilal.html http://www.asaplive.com/archive/detail.asp?id=R0114701
http://clancybrothersandtommymakem.com/trad_1015_scots.htm
http://www.thecopperfamily.com/songs/coppersongs/week.html

http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thefalsebride.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=296