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AVONDALE A SONG FOR PARNELL

La canzone è stata scritta da Dominic Behan (1928-1989), scrittore e drammaturgo irlandese e militante repubblicano, proveniente da una famiglia con forti ideali socialisti.
Sia lui che il fratello entrarono e uscirono di prigione per le loro convinzioni politiche. Dominic fu autore di molte canzoni che cantava egli stesso, mentre le melodie erano prese per lo più dalle arie tradizionali irlandesi, innestandosi così con la sua opera, nel vivo solco della trasmissione orale e conservazione di un immenso patrimonio musicale popolare

La canzone è dedicata a Charles Stewart Parnell (1846-1891), membro della nobiltà protestante anglo-irlandese e uomo politico carismatico che lottò per realizzare la Riforma Agraria in favore dei contadini poveri. Nel 1870 fu tra i fondatori dell’Home Rule Party [in italiano “il partito per l’autonomia“] che si era posto come primo obiettivo  il conseguimento dell’autonomia dell’Irlanda, anche se non era chiaro tra tutti i suoi sostenitori, se si auspicasse un completo distacco dell’Irlanda dal Regno Unito, o solo una  limitata autonomia.
La melodia è un’aria tradizionale dal titolo “The Orange Maid of Sligo

ASCOLTA The Dubliners (voce Jim McCann)

ASCOLTA Christy Moore 1969

CHORUS
Oh, have you been to Avondale
and lingered in its lovely vale
Where tall trees whisper of
the tale of Avondale’s proud eagle(1).
I
Where pride and ancient glory fade,
such was the land where he was laid
Like Christ(2), was thirty pieces paid,
for Avondale’s proud eagle.
II
Long years that green and lovely vale,
has nursed Parnell, our grandest Gael
And curse the land that has betrayed
Fair Avondale’s proud eagle.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
CORO
Sei stato ad Avondale
a passeggiare nella sua bella valle
dove alti alberi  sussurrano la leggenda dell’Aquila gloriosa di Avondale(1)?
I
Dove la fama e l’antica gloria tramontano
tale era la terra in cui egli venne deposto
come Cristo(2), furono pagati 30 denari
per l’Aquila gloriosa di Avondale
II
Per lunghi anni in quella verde e bella valle
fu nutrito Parnell il nostro grande celta, maledetta la terra che ha tradito
l’Aquila gloriosa della bella Avondale

NOTE
1) nei canti di protesta e di ribellione era consuetudine identificare il personaggio con uno pseudonimo
2) Cristo e Parnell sono accomunate nel novero delle vittime storiche anche da James Joyce (il quale paragonò Parnell a Mosè: “poiché ha portato un popolo turbolento e instabile dalla vergogna ai confini della Terra Promessa”). Ma il natale di quell‟anno, il 1889, il destino mutò definitivamente per Parnell: il capitano William O’Shea chiese il divorzio alla moglie Katharine, rea di aver commesso adulterio con Parnell. Egli aveva tollerato la faccenda per dieci anni e gli fu addirittura offerto un seggio in parlamento in cambio del silenzio. Il divorzio fu accordato il 17 novembre 1890. Inizialmente Parnell riuscì a tenere le redini del partito e il suo luogotenente Tim Healy affermò fermamente che non si poteva abbandonare il leader in vista della Terra Promessa. Ma ben presto la pressione di Davitt, di Gladstone, dei vescovi cattolici e dello stesso Healy causarono la fine della carriera politica di Parnell. Nel 1891 le sue condizioni di salute peggiorarono drasticamente e dopo alcuni mesi dopo aver sposato Kitty O‟Shea, morì di crepacuore il 6 ottobre 1891. Al funerale del re senza corona parteciparono circa 150.000 persone. (tratto da vedi). Parnell aveva solo 45 anni!

IL GIARDINO D’IRLANDA

avondaleAvondale è una tranquilla città a Wicklow, contea eletta a “giardino d’Irlanda” per i suoi paesaggi; si trova proprio a Sud di Dublino e ne costituisce il polmone verde, un incantato paradiso naturale dominato per la maggior parte dalle Wicklow Mountains, luoghi favoriti dagli amanti dell’escursionismo!!
Ad Avondale si trova la casa natale di Charles Stewart Parnell, una villa georgiana ora sede di un museo a lui dedicato.

FONTI
http://www.irlanda.cc/contea-di-wicklow.html http://ilforumdellemuse.forumfree.it/?t=57057531 http://www.irlandando.it/cultura/storia/nuove-rivolte
http://etd.adm.unipi.it/t/etd-06202011-234944
http://www.storiainpoltrona.com/la-rivoluzione-irlandese-nel-xix-secolo http://www.irlanda.cc/lhome-rule-irlandese.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=50601
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=23701 http://www.folklorist.org/song/The_Blackbird_of_Avondale_ (The_Arrest_of_Parnell) http://www.historylearningsite.co.uk/charles_stewart_parnell.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=153261 http://www.jstor.org/discover/10.2307/850011?uid=3738296&uid=2129&uid=2&uid=70&uid=4&sid=21104241628977

AVONDALE: IRISH REBEL SONGS ABOUT CHARLES PARNELL

CHARLES STEWART PARNELL

Charles-Stewart-ParnellCharles Stewart Parnell (1846-1891) fu membro della nobiltà protestante anglo-irlandese e uomo politico carismatico che lottò per realizzare la Riforma Agraria in favore dei contadini poveri (riduzione degli affitti, miglioramento delle condizioni di lavoro).
Nel 1870 fu tra i fondatori dell’Home Rule Party [in italiano “il partito per l’autonomia“] che si era posto come primo obiettivo  il conseguimento dell’autonomia dell’Irlanda, anche se non era chiaro tra tutti i suoi sostenitori, se si auspicasse un completo distacco dell’Irlanda dal Regno Unito, o solo una  limitata autonomia. Lo stesso Parnell arrivò a dire: “Nessuno di noi, sia in America che in Irlanda, non sarà mai soddisfatto fino a che non avremo distrutto l’ultimo anello che ci tiene legati all’Inghilterra.

Uomo affascinante, grande oratore, presidente della Lega Agraria (Land League) divenne così popolare da essere considerato l’“Uncrowned King of Ireland” [in italiano: re d’Irlanda senza corona] e l’avversario per eccellenza dei conservatori britannici (ma anche delle sue stesse frange più indipendentiste) che fecero di tutto per screditarlo: ci provarono una prima volta nel 1887 tentando di coinvolgerlo nell’omicidio di Lord Cavendish (appena nominato Primo Segretario per l’Irlanda) e ci riuscirono nel 1889 con lo scoppio dello scandalo della sua relazione con una donna sposata, Katharine O’Shea.

LE BATTAGLIE SUI CAMPI E IN PARLAMENTO

Entrato nel Parlamento britannico inaugurò il filibustering, ovvero l’ostruzionismo a oltranza per dilatare, fino al limite della resistenza umana, l’intervento di un parlamentare (il regolamento non permetteva l’interruzione del discorso di un oratore dopo che gli si era data facoltà di parola)!

Parnell visse in un periodo di profonda crisi e di ottundimento delle coscienze: La situazione in Irlanda era di nuovo critica, molto simile a quella che aveva caratterizzato il periodo della Grande Carestia. I raccolti furono ancora una volta scarsi e molti fittavoli, non potendo pagare, vennero sfrattati dalle loro terre. I membri della Lega Agraria allora organizzarono una serie di ribellioni in diverse zone del Paese, con l’obiettivo di ridurre gli affitti per gli agricoltori e di migliorare le loro condizioni di lavoro. Le agitazioni si moltiplicarono con violenze da entrambe le parti. Dietro suggerimento di Parnell i landligisti ricorsero all’arma del boicottaggio (boycotting) contro fittavoli e proprietari terrieri che non facevano parte della Lega. Il termine deriva da Charles Boycott, un sovrintendente terriero che amministrava le terre di un Lord inglese e che divenne noto per la sua malvagità. Boycott fu una delle prime vittime dei boicottaggi da parte degli agricoltori che si rifiutarono di lavorare le terre da lui amministrate. Per la prima volta i fittavoli ottenevano una vittoria sui loro proprietari terrieri in quella che venne definita La Guerra della Terra e che si protrasse dal 1879 al 1882. Nel 1880 salì al potere William Gladstone che di fronte al malcontento dei fittavoli rurali irlandesi, che non accennava a placarsi, nel 1881 emanò delle leggi, che miglioravano le loro condizioni di vita, riducevano gli affitti e consentivano loro di possedere delle terre. Tuttavia la resistenza non cessò, in quanto gli Irlandesi volevano ottenere dalla madrepatria quello che era stato concesso alle altre colonie d’oltremare, ossia l’autonomia. Nel 1885, il partito degli Home Rule ottenne tutti i seggi alle elezioni irlandesi (esclusi quelli l’Ulster, ancora baluardo dei lealisti), acquisendo un ruolo decisivo. Parnell divenne allora l’obiettivo dei conservatori britannici che pur di eliminarlo dalla scena politica lo screditarono di fronte all’opinione pubblica, rivelando senza scrupolo una relazione clandestina che intratteneva con la moglie di un suo compagno di partito. (tratto da qui)

Quando nel 1913 la Camera dei Comuni approvò la Home Rule, che concedeva un’indipendenza seppur ridotta all’Irlanda, tutta Dublino esultò alla notizia cantando “A nation once again“. Come diceva Davis “Una buona canzone vale più di mille arringhevedi

continua seconda parte

TAKE HER UP TO MONTO

Così scrive James Joyce nel suo Ulisse nel capitolo Cyrce “The Mabbot street entrance of nighttown, before which stretches an uncobbled transiding set with skeleton tracks, red and green will-o’-the-wisps and danger signals. Rows of flimsy houses with gaping doors.”
(= in italiano: L’entrata di Mabbot Street della città notturna di fronte a cui si dirama un binario di tram privo di selciato, attorniato da scheletri di rotaia, fuochi fatui rossi e verdi e segnali di pericolo. File di case improbabili con le porte spalancate)

Joyce la chiamava la “nighttown” e Mabbot street in suo onore venne rinominata James Joyce Street: una cittadella alla rovescia che prende vita di notte, con un traffico d’affari gestito dalle “Madames“.
“L’incipit è emblematico il binario del tram che attraversa Mabbot Street si interrompe in un tratto di carreggiata disselciato e segnalato appena da luci e cartelli di pericolo. Dall’altra parte della strada, immerse nel buio di mezzanotte, si alzano le prime costruzioni di Nighhttown, in cui sono raccolti i bordelli di Dublino: Città-di-notte, nel duplice significato di città che prende vita di notte e che è costitutivamente buia. Sono visibili fin dalle prime battute la frattura che isola il quartiere dal resto del corpo cittadino e l’artificialità delle sue luci. “Nighttown si qualifica come anti-città, prodotta dall’uomo e governata dalle prostitute.” (tratto da qui)

IL MONTO

Chiuso nel 1925, il quartiere a luci rosse nel cuore di Dublino aveva origine in Montgomery street (rinominata Foley Street), un’area relativamente piccola praticamente a Ovest della stazione di Connolly: è stato però il più grosso mercato del sesso di metà ottocento, il più grande d’Europa per quei tempi.
“Monto derived its name from Montgomery Street, now Foley Street, which runs parallel to the lower end of Talbot Street on the way to what was Amiens Street Railway Station (now Connolly Station). But the heart of Monto was Mecklenburgh Street Lower (now Railway Street) and the surrounding lanes and alleyways – many of which are gone and replaced by flat complexes such as Liberty House Flats”

I confini del Monto andavano da Gardiner St (a sinistra), Talbot St (sotto), Amiens St (a destra) and Gloucester St (in alto). La mappa è datata ca. 1840 e mostra il nome delle vecchie strade. La croce rossa segna Montgomery St.
Prostitute in Elliot Place, 1930

Come osserva ancora Terry Fagan nel suo libro ‘Monto – Madams, Murder and Black Coddle’ la vicinanza con la caserma dell’esercito britannico e le banchine del porto ne hanno determinato lo sviluppo: nel momento d’oro tra il 1860 e il 1900 circa 1600 prostitute lavoravano a pieno ritmo e si dedicavano sia ai professionisti e agli aristocratici (intrattenuti in salotti con musica e vino nelle residenze georgiane più eleganti) che al popolo (nelle viuzze del “Kips” molto ben più fatiscente).
Quest’area in centro città sul lato nord era abbastanza lontano dai quartieri residenziali dell’alta e media borghesia e di fatto una baraccopoli con casermoni fatiscenti, ma strategicamente collocata tra la stazione ferroviaria di Amiens, il porto di Dublino e  la caserma di Aldborough House. Il Monto è stato anche un quartiere caldo per l’IRA, con varie case sicure.
Serpeggiava ovviamente per il quartiere un malcontento nei confronti dei “signori” visti come sfruttatori delle “povere sfortunate ragazze” per lo più ragazze di campagna attirate in città con il miraggio di un lavoro come domestica, ma anche figlie di famiglie povere e disoccupati.
Se la polizia chiudeva un occhio sui traffici del Monto (non che si procedesse con arresti e retate, ma poi ritornava tutto come prima) non altrettanto fecero i gruppi religiosi pervasi da sacro furore!
A cominciare dalle Suore della Carità che gestivano  dal 1822 in Mecklinburgh Street “l’Asilo della Maddalena” (o Casa Magdalena). Questi istituti  conosciuti come Magdalene Laundries (Lavanderie Magdalene) erano dei tristi luoghi di sfruttamento della manodopera femminile in cui giovinette e anche bambine venivano richiuse (con il benestare dei famigliari) per espiare i loro peccati: essere madre nubile, essere troppo bella o troppo brutta, essere rimasta vittima di uno stupro (continua).
Ma fu la pressione dell’associazione Our Lady of Mercy (= la “Comunità di Nostra Signora della Misericordia” ovvero la Legione di Maria) fondata da Frank Duff nel 1921 a decretare la fine del Monto. In piena campagna moralizzatrice e sanitaria sostenuta dallo Stato, “la Legio Mariae” ha fatto piazza pulita di quello che restava del Monto facendo chiudere le ultime case delle Madams! Ovviamente la prostituzione non è scomparsa da Dublino, ma solo dai dintorni della procattedrale di Santa Maria in Marlborough street. La chiesa cattolica più importante di Dublino era stata costruita tra il 1816 e il 1825  non lungo la O’Connell Street come da progetto iniziale (proprio dove fu costruito il General Post Office) ma in un’anonima via laterale proprio al centro del Monto (così tanto potere aveva la comunità protestante locale, da relegare la Chiesa cristiana a una posizione di secondo piano) una “cattedrale non ufficiale” ovvero pro-vvisoria, ma quando fu chiaro che la chiesa lì sarebbe rimasta non era certo tollerabile che coesistesse accanto a un quartiere a luci rosse!

L’AUTORE

La canzone è stata scritta da George Desmond Hodnett (1918-1990) nel 1958 un personaggio decisamente bohemien e senza fissa dimora, ma di talento critico-letterario e musicale che ha rinnegato il mondo borghese da cui proveniva per dedicare la sua vita al teatro e alla musica.
La ballata tra il sedizioso e l’osceno è volutamente ricca di slang d’epoca vittoriana e faceva parte di un set di canzonette che Hodnett aveva scritto per le riviste di avanspettacolo che si esibivano al Teatro Pike, ma non venne mai eseguita in pubblico. Dalle note di Hodnett: “The verses were constructed to include the pre-possessions that would appeal to the Dublin proletarian taste – hence the ingredients of hurler-on-the-fence support for persons regarded as patriots (Invincibles verse); anti-police attitudes (‘the buggers in the Dee-pot ‘); anti-‘toff” attitudes (Buckshot Forster); anti-Englishness (same); local allusions, and, of course, smut. This construction probably accounts for the song’s success, if that is the word. A certain cynism is the first prerequisite for the song-writer, I think.”

Fu Ronnie Drew dei Dubliners  a metterla in scaletta nel concerto al Gate Theatre del 1966, la canzone per il pubblico contemporaneo, ha perso molti dei suoi significati storici , ma la melodia (di Johnny MacIldo) è estremamente orecchiabile, quasi una filastrocca per bambini;  l’uso di parolacce e dei doppi sensi l’hanno fatta diventare una perfetta drinking song! Un testo un po’ difficile da capire per un non-dublinese..

ASCOLTA The Dubliners con la voce di Luke Kelly: in questa versione viene saltata la IV strofa che è quella decisamente meno comprensibile

TESTO DUBLINERS
I
Well, if you’ve got a wing-o(1),
take her up to Ring-o(2)
where the waxies(3) sing-o all the day;
If you’ve had your fill of porter(4),
and you can’t go any further
give your man the order: “Back to the Quay!”
Chorus:
And take her up to Monto,
Monto, Monto
take her up to Monto,
lan-ge- roo(5), To you!
II
Well you’ve heard of Butcher Foster(6)
the dirty old impostor
Took mot(7) and lost her,
up the Furry Glen(8).
He first put on his bowler
and he buttoned up his trousers,
and he whistled for a growler(9)
and he says, “My man!”
III
You’ve heard of the Dublin Fusiliers(10),
the dirty old bamboozlers,
they went and got the childer(11),
one, two, three.
Marching from the Linen Hall(12)
there’s one for every cannonball,
and Vicky’s going to send youse all, o’er the sea. But first go up to..
IV
Carry told him, `Skin the Goat(13),’ O’Donnell put him on the boat
he never should have been afloat,
the dirty skite
It wasn’t very sensible to tell on the Invincibles
they stood up for the principals,
day and night.
V
When the Czar of Rooshia,
and the King of Prooshia
landed in the Phoenix Park
in a big balloon
they asked the Police Band to play, `The Wearin’ O’ the Green'(14)
but the buggers in the depot didn’t know the tune.
VI
The Queen(15) she came to call on us,
she wanted to see all of us
I’m glad she didn’t fall on us,
she’s eighteen stone (16)
`Mr. Neill(17), Lord Mayor,’ says she,
`Is this all you’ve got to show to me?’
`Why no, ma’am, there’s some more to see –
pog mo thoin(18)
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Beh, se hai un centesimo(1),
portala fino al Ring(2)
dove i calzolai(3) cantano tutto il giorno; se hai fatto il pieno di birra(4) e non puoi andare oltre
dai l’ordine al tuo uomo: “Ritorna in porto!”
CORO
E portala fino al Monto,
Monto, Monto
portala fino al Monto,

langeroo(5), a te!
II
Hai sentito di Foster(6) “il macellaio”,
lo sporco vecchio impostore
Si è fatto la “ragazza”(7) e l’ha persa (dimenticata) su al Furry Glen(8).
Prima si è messo la bombetta
e si è abbottonato i pantaloni,
e ha fischiato per la sua carrozza(9)
e dice: ‘Il mio uomo’
III
Hai sentito dei Fucilieri
di Dublino(10)
i vecchi sporchi impostori
andarono e presero Childers (11)
un due tre
marciando verso il Linen Hall(12)
c’e n’è uno per ogni cannone
e Vicky vi manda tutti oltre il mare.
Ma prima andiamo al Monto
IV
Carey gli disse “Pelle di Capra”(13) O’Donnell lo mise sulla barca
non avrebbe mai voluto andare per mare lo sporco ubriacone.
Non fu molto ragionevole a raccontare degli Invincibili,
sostennero i mandanti, giorno e notte
V
Quando lo Zar di Russia
e il Re di Prussia
atterrarono nel Phoenix Park
su di una mongolfiera
hanno chiesto alla Banda della Polizia di suonare `The Wearin’ O’ the Green'(14)
ma i tizi nel deposito non conoscevano il motivo
VI
La Regina(15) è venuta a trovarci
e voleva vederci tutti
sono contento che non si sia imbattuta in noi, è un pezzo da 90 (16)
“Signor Neill(17), Signor Sindaco – dice – E’ tutto quello hai da mostrare?”
“Ma no, signora, c’è molto più da vedere, “baciami il culo”(18)

NOTE
1) “Wing” è lo slang dublinese per un penny
2) il Ringsend è un sobborgo della zona a Sud di Dublino accanto alla zona portuale del Liffey
3) in slang dublinese sono i calzolai
4) porter è birra scura più economica della Guiness bevuta dagli scaricatori di porto e portuali
5) “langer” è in slang può voler dire: pene, pazzo o ubriaco.
6) William Edward Forster uomo politico nominato vice-presidente del consiglio nel 1868 e poi Governatore d’Irlanda (1888): sotto il suo governo venne approvata la legge che permetteva alla polizia di arrestare le persone con il solo “sospetto ragionevole” di criminalità e cospirazione! Soprannominato “Buckshot” dalla stampa nazionalista perchè aveva ordinato alla polizia di sparare con i fucili caricati a pallettoni sulla folla. In altre versioni diventa il Duca di Gloucester, a sottolineare la frequentazione del quartiere anche da parte della gente del bel mondo
7) mot è in slang per indicare la fidanzatina o più in generale una donna, alcuni ritengono voglia indicare la parte intima della donna; più anticamente significava “prostituta”
8) il Furry Glen è una parte del parco urbano di Dublino il Phoenix Park, caratterizzato da un laghetto circondato da romantiche passeggiate per coppiette.
9) “Growler” è un vecchio modello di carrozza da città, a quattro ruote chiusa nella parte passeggeri (2 o 4 posti) e con postiglione aperto.
10) il fucilieri di Dublino: la frase è stata sfrondata dai suoi riferimenti storici con le parole non più significative trasformate per assonanza con il testo originale. I fucilieri di Dublino hanno partecipato alla seconda guerra anglo-boera
11) ci sono varie ipotesi sul significato della parola a mio avviso quello più plausibile è il riferimento a Robert Childers Barton un membro dei Fucilieri di Dublino arrestato per i suoi discorsi sediziosi, quindi la frase originaria dice “sono andati contro Childer, un due tre”; altri traducono la parola come children con il riferimento a Bugler John Dunne un ragazzino di 14 anni ferito eroicamente nella guerra boera; De Wet fu un formidabile nemico dell’esercito britannico durante la guerra anglo-boera
12) Linen Hall si trova alla fine di Bolton street fu fondata nel settecento quando Dublino era un importante centro di commercio, come mercato e centro di smistamento del lino; poi è stata trasformata in caserma e deposito dei Dublin Fusiliers
13) James “Pelle della Capra” Fitzharris, era il vetturino della carrozza utilizzata dagli assassini di Lord Frederick Cavendish e T.H.Burke al Phoenix Park; e stato condannato ai lavori forzati perchè riconosciuto colpevole di cospirazione, ma si è sempre rifiutato di fare i nomi dei suoi passeggeri, nonostante gli sia stata offerta una grossa taglia. E ‘stato rilasciato da Maryborough (ora Portlaoise ) Prison il 23 agosto 1899 perciò e commemorato anche lui nel canto come “the Invincible”. James Carey era l’informatore che ha permesso con la sua testimonianza di arrestare 27 membri della società “Gli Invincibili” e di mandarne a morte 6. Carey è stato mandato in Sud Africa di nascosto, ma O’Donnell lo ha ucciso.
14) The Wearin’ O’ the Green’ è una canzone (“l’inno” del giorno di San Patrizio) che sottolinea il simbolo del trifoglio e del colore verde come emblema dell’Irlanda (vedi)
15) la regina Vittoria è morta nel 1901
16) letteralmente ” è un pezzo da 18″ ma in italiano si suol dire “pezzo da 90” per indicare un  ‘pezzo grosso’, riferibile colloquialmente a chiunque rivesta una posizione di rilievo o di grande potere in un ambito o attività (un tempo nel linguaggio della mafia, un ‘mafioso potente e molto temuto’)
17) è un anacronismo, perché Lawrence Neill è diventato sindaco nel 1917
18) póg mo thóin = kiss my arse”

VERSIONE ORIGINARIA HODNETT
I
Oh … if ya got a wing-o
Take her out to Ringo-o
Where the waxies sing-o all the day;
And if you’re full o’ porther
And ya can’t get any forrader
Just give yer man the ordher,
‘Back to the Quay!’
(Chorus):
Take her up to Monto,
To Monto, to Monto,
Take her up to Monto, Lang-er-oo:
(Audience: Balls to you.)
II
Did ya hear of Buckshot Forster
The dirty auld imposthor –
Got a mot and lost her
In the Furry Glen –
So he just put on his bowler
And he buttoned up his trowser
Then he whistled for a growler
And he said: ‘My man’
III
See the Dublin Fusiliers
The bloody ould bamboozeleers
De Wet’ll kill the chiselers
Wan, two, three:
Marchin’ from the Linenhall,
There’s wan for every cannonball,
And Vicky’s going to send ‘em all
Over the sea; but first,
IV
Oh .. did ya hear o’ Skin-the-Goat?
O’Donnell got him in the boat
He wished he’d never bin afloat.
The dirty skite;
He wasn’t very sensible
To tell on the Invincibles,
Who stuck up for their principles
Day and night .. , by
V
Oh .. when the Czar of Rooshia
And the King of Prooshia
Landed the Phaynix in a big ball-oon-an,
They asked the polis band to play
The Wearing o’ the Green,
But the buggers in the Dee-pot didn’t know the tyoo-an; so
VI
Queen Vic she came to call on us,
She wanted to meet all of us
‘Tis well she didn’t fall on us,
She’s eighteen sto-an!
Then, ‘Mister, my Lord Mayor,’ says she
‘Is that all yez have to show to me?’
‘Why, no Ma’am, there’s some more,’ says he,
‘Pogue-ma-hone!’ Then,

FONTI
https://wideandconvenientstreets.wordpress.com/2015/08/24/nighttown-dublins-monto/
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=36178
http://thesession.org/discussions/18914
http://dublincitypubliclibraries.com/taxonomy/term/117/all?page=10
http://www.historyireland.com/20th-century-contemporary-history/monto/
http://irishhistorypodcast.ie/2012/02/13/torture-murder-and-exclusion-irelands-first-10-years-of-independence/
http://www.boards.ie/vbulletin/showthread.php?t=2055971902

THE LASS OF AUGHRIM

“The Lass of Aughrim” è la versione irlandese della ballata Lord Gregory, un gruppo di canzoni dalla matrice comune,  riportata anche in Child #76.
La ballata è molto antica, di probabile origine scozzese, e il professor Francis James Child ne presume le origini tardo Medievali, anche se la prima pubblicazione risale ad un broadside della metà del 1700 (The Lass of Ocram). Secondo sir Walter Scott la ballata è ambientata a Lochroyan nella contea di Galloway nel Sud-ovest della Scozia.

VERSIONE H Child #76

Melodia in Blaikie Manuscript Bronson 1830 (vedi)
sulle-note-di-un-libro-4-joyce-e-la-musica-L-OT25SNLa canzone viene citata in “The Dead“, l’ultimo racconto di “Dubliners” (in italiano Gente di Dublino) di James Joyce ed è cantata nel film “Nora” (2000) diretto da Par Murphy con Ewan McGregory nel ruolo di James Joyce e Susan Lynch (la moglie Nora Barnacle) vedi; come pure nel film “The Dead” (1987) diretto da John Huston.

ACCUSED QUEEN

Una donna porta il figlio illegittimo davanti alla porta dell’uomo con cui l’ha concepito, e lui invece di accoglierla in casa la disconosce. L’indifferenza di Gregory è sottolineata dalla ripetizione del coro in cui la ragazza resta davanti alla porta al freddo e sotto la pioggia mentre nessuno le apre.

In alcune versioni testuali siamo portati a credere che la ragazza sia di più umili origini rispetto all’uomo benestante, in realtà la storia è molto più complessa e sviluppata in una ballata dal titolo “The Lass of Roch Royal” che riprende a sua volta un racconto popolare di origine medievale detto “accused queen“: una principessa è bandita dal padre dopo un tentativo incestuoso (ovvero il padre vuole sposare la propria figlia), si sposa con un re e mette alla luce un bambino, ma a causa della malevolenza della suocera viene accusata ingiustamente e esiliata (nella ballata è la madre di lui che si intromette tra i due impedendo alla fanciulla di parlare con Lord Gregory). (vedi)
Nella versione medievale della ballata Lord Gregory è anche lui vittima delle macchinazioni della madre ed è sinceramente innamorato, nelle versioni più tarde e frammentarie si trasforma invece in falso innamorato. E tuttavia la versione irlandese di “Lord Gregory” con le sue sole tre strofe standard sembra assumere una vita propria, così intenzionalmente modificata, da alludere al rapporto Irlanda-Inghilterra in cui la ragazza simboleggia l’Irlanda maltrattata da un uomo che simboleggia l’Inghilterra.

Nella supplica della ragazza si sente una sorta di rassegnazione, forse non ha altro posto in cui andare o risorse con cui vivere e preferisce lasciarsi morire per il freddo e la fame davanti alla porta chiusa del suo falso innamorato.

THE MAGDALENE SISTER

In Irlanda le donne che partorivano fuori dal matrimonio erano punite (mentre gli uomini non erano ritenuti responsabili) e letteralmente carcerate in strutture “caritatevoli” dette “Magdalene Laundries“: bastava essere troppo bella o violentata dal marito o abusata da fratelli, padri e parenti per finire nelle Case della Maddalena (la prima casa venne fondata da una donna Lady Arbella Denny a Dublino nel 1766) e si consiglia caldamente di vedere “The Magdalene Sister” (2002) diretto da Peter Mullan, il film-denuncia dei soprusi subiti dalle ragazze nelle Case della Maddalena.
Si stralcia da Wikipedia
Nella maggior parte di questi istituti femminili, le donne, per lo più ragazze adolescenti, erano trattenute spesso contro la loro volontà; questo avveniva anche grazie alla complicità dei familiari delle ragazze, preoccupati di mantenere integro l’onore e la reputazione della loro famiglia: così, per evitare un pubblico scandalo, le giovani erano condotte in questi conventi con l’intenzione di far espiare loro quelli che erano comunemente considerati gravi peccati. Essere madre nubile, essere troppo avvenente o troppo brutta, essere rimasta vittima di uno stupro, erano alcune tra le cause più frequenti per cui si decideva di affidare le donne alle Case Magdalene. Una volta accolte, le ragazze erano impegnate quotidianamente in estenuanti lavori, come lavare il bucato a mano: il duro lavoro, le privazioni e la preghiera erano la condotta che bisognava tenere e che costituiva il cammino verso la redenzione dei peccati del passato…
È stato calcolato che circa 30.000 donne furono ospitate nel corso dei 150 anni di storia di queste istituzioni. L’ultima Casa Magdalene in Irlanda è stata chiusa il 25 settembre del 1996. A tutt’oggi non esiste una statistica esatta di quante vite siano state irrimediabilmente danneggiate.

ASCOLTA John Feeley & Fran O’Rourke (voce) (strofe da I a V con la III come coro dopo ogni due strofe) Superbo l’arrangiamento di John Feeley alla chitarra classica – la chitarra di Joyce restaurata

ASCOLTA Susan McKeown (strofe da I a III)


I
If you’ll be the lass of Aughrim(1)
As I’ll take (suppose) you mean to be
Tell me that first token
That passed between you and me
II
Don’t you remember
That night on yon lean hill
When we both met together(2)
which I am sorry now to tell
III (chorus)
Oh the rain falls on my yellow locks
And the dew wets my skin;
My babe lies cold within my arms;
and none will let me in(3)
IV
Oh Gregory, don’t you remember
One night on yon lean hill,
When we swapped rings off each other’s hands,
Sorely against my will?’
V
Yours was of the beaten gold(4),
Mine was but black tin.
You supposed one give me love
I was both one’s hand(5)
Tradotto da Cattia Salto
I
Se sei la fanciulla di Aughrim (1),
come vorresti farmi credere
dimmi del primo pegno
che fu scambiato tra te e me
II
Non ti ricordi
quella notte sulla collina brulla
quando ci conoscemmo 2)
ma che ora mi vergogno dire?
III
La pioggia cade sui miei capelli biondi
e la rugiada mi bagna la pelle;
mio figlio giace al freddo tra le mie braccia e nessuno mi fa entrare.. (3)
IV
Oh Gregory non ricordi
quella notte sulla brulla collina
Quando ci siamo scambiati gli anelli l’uno dall’altra mano
decisamente contro la mia volontà?
V
Il tuo era d’oro zecchino (4)
e il mio di vile latta,
credevo mi amassi
ed mi ero messa nelle tue mani (5)”

NOTE
1) Aughrim è una città nella Contea di Galway
2) una conoscenza carnale ovviamente
3) in altre versioni Lord Gregory, let me in
4) Fran O’Rourke canta “mine”, inquadrando la ragazza come una povera irlandese e Gregory come un anglo-irlandese benestante.
La versione H (riportata anche da Joyce) è invece:
Mine was of the beaten gold
Yours but black tin
Yes mine was of the beaten gold
Yours but black tin
I pegni scambiati nella ballata più antica sono tre: il primo è una camicia di preziosa tela Olandese di lei contro quella di tela scozzese donata da lui; il secondo gli anelli (quello di lei di oro fino, quello di lui di stagno); il terzo la verginità e quindi il bambino che ora porta in braccio. Il diverso valore dato ai pegni allude alla differenza tra vero e falso amore
5) per le ultime due frasi la trascrittura del testo è a orecchio

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Child_d07608
http://it.paperblog.com/sulle-note-di-un-libro-4-joyce-e-la-musica-1283567/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=25056
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=14257
http://it.wikipedia.org/wiki/Case_Magdalene