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JOHNNY LAD BY ROBERT BURNS

Johnny Lad” è una canzone tradizionale scozzese, già nursery rhyme e bothy ballad (vedi prima parte)

LE VERSIONI IN ROBERT BURNS

Una canzone così popolare non poteva non essere rielaborata anche da Robert Burns ; si conoscono infatti ben due sue versioni, una di sole due strofe con il titolo  di  “Cock Up Your Beaver” e l’altra  dal titolo  di “Hey how Johnie Lad“.

LA MELODIA: JOHNNY COCK THY BEAVER

Già un’ampia serie di variazioni sull’antica melodia scozzese erano state riportate da John Playford nel suo”The Division Violin”  e”The Division Flute” (1684-1685) e lo stesso Tourlough O’Carolan fece un suo arrangiamento per arpa in stile barocco .

Johnny cock thy beaver è una melodia da danza riportata sempre da Playford nel suo “The English Dancing Master (1686); ancora oggi è una melodia in repertorio tra i gruppi di musica antica. (altri titoli: “Horse and Away to Newmarket Races”, “Fenwick of Bywell”, “Gary Owen”, “Galloping over the Cow Hill”)

ASCOLTA Baltimore Consort (in versione integrale su Spotify)
ASCOLTA Javier Sáinz
ASCOLTA la melodia per flauto e liuto

UN BEAVER ALLA MODA

Beaver è un termine generico che indica il cappello di feltro realizzato con la pelliccia del castoro, ma il modello cambia a seconda delle mode.
Nel XVI secolo trionfa il cappello di feltro ad ampie e morbide falde (come quello dei Tre Moschettieri per intenderci) con abbondanza di piume, fibbie e nastri .
Lo vediamo in testa a Giacomo Stuart (incoronato re d’Inghilterra  nel 1603 e già re di Scozia con il nome di Giacomo VI) guarnito da un vistoso piumaggio e riccamente ingioiellato.
Fu invece Luigi XIV a lanciare la moda del tricorno (in inglese “tricorne” o “three cornered hat”) sul finire del Seicento, che sarà di moda per tutto il Settecento,  quello che nel nostro immaginario è il cappello del pirata per antonomasia! Era detto anche “Cocked” hat, perchè i lati erano piegati (cocked up) per dargli la forma.
Nell’Ottocento invece la moda cambia radicalmente e beaver diventa sinonimo di cappello a cilindro!

COCK UP YOUR BEAVER BY ROBERT BURNS

La canzoncina di sole due strofe riprende nella prima strofa il testo già riportato in forma di frammento da Herd (in Scots Songs, 1769) mentre la seconda strofa è stata scritta interamente da Burns: sembra mettere in ridicolo i gentiluomini scozzesi  che seguirono a Londra il loro re  Giacomo VI, diventato nel 1603  Giacomo I d’Inghilterra -alla morte della regina Elisabetta I (l’ultima dei Tudor).

Pure James Hogg riportò la sua versione (in Jacobite Songs and Ballads of Scotland from 1688 to 1746) e ne riscrisse buona parte anche se la annotò come una “clever old song

ASCOLTA Wendy Weatherby


I
When first my brave Johnie lad
came to this town(1),
He had a blue bonnet(2)
that wanted the crown;
But now he has gotten
a hat and a feather,
Hey, brave Johnie lad,
cock up your beaver(3)!
II
Cock up your beaver,
and cock it fu’ sprush(4),
We’ll over the Border (%),
and gie them a brush;
There’s somebody there
we’ll teach better behaviour,
Hey, brave Johnie lad,
cock up your beaver!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Quando per la prima volta  il mio audace Johnny arrivò in questa città (1)
aveva un berretto blu (2)
e voleva la corona;
ora indossa
un cappello con la piuma
Ehi bel Johnny
raddrizza  il tuo cappello (3)
II
Raddrizza  il tuo cappello,
e ornalo con un rametto (4)
passeremo il Border (5)
e daremo una ripassata (agli Inglesi);
c’è qualcuno là
a cui insegneremo le buone maniere
Ehi bel Johnny
raddrizza il tuo cappello!

NOTE
1) Londra. Si tratta evidentemente della delegazioni di nobili, dignitari e soldati al seguito del nuovo re che da Edimburgo si trasferisce a Londra
Il frammento di David Herd  riporta:
“Cock up your Beaver”
When first my dear Johny came to this town,
he had a blue bonnet, it wanted the crown;
but now he has gotten a hat and a feather,
Hey, my Johny lad, cock up your beaver.
Cock up your beaver, cock up your beaver,
Hey, my Johny lad, cock up your beaver;
cock up your beaver, and cock it nae wrong,
we’ll a’ to England ere it be lang.
[traduzione italiano: raddrizza il tuo cappello e mettilo bene, saremo in Inghilterra in men che non si dica]
2) il blue bonnet è il rustico berretto delle Highlands privo di fronzoli, si tratta più precisamente del Balmoral Bonnet o Scottish Balmoral (così chiamato però solo a fine Ottocento in omaggio al Balmoral Castle la residenza in Scozia della Regina Vittoria) La foggia del blu bonnet risale al 1500 e l’usanza di portarlo ha dato il soprannome di ‘Bluebonnets’ agli Highlanders. Il bordo inferiore è un nastro rigido  a quadretti oppure in tinta unita e le estremità sono lasciate pendere liberamente oppure sono annodate in un fiocco stretto (un linguaggio in codice per le ragazze: nel primo caso il giovanotto era libero e disponibile, nel secondo caso era fidanzato) . Si abbellisce con una piuma e la coccarda (sul lato sinistro) La variante irlandese prende il nome di Irish Caubeen
3) beaver è un cappello di feltro la cui foggia varia al mutare delle Mode. Cock up your beaver potrebbe anche voler essere un esortazione a indossare il cappello nel modo corretto e sottolineare la mancanza di gusto dei nuovi arrivati.
4) “Sprush” =”spruce” ogni clan ha un rametto distintivo. Nel 1700  lo Scottish Bonnet è abbellito da coccarda bianca, l’emblema del clan e una piuma
5) dicesi Border il territorio di confine tra la Scozia e l’Inghilterra

Le ulteriori strofe in Hogg proseguono:
III
Cock it up right, and fauld it nae down,
And cock the white rose on the band o’ the crown;
Cock it o’ the right side, no on the wrang,
And yese be at Carlisle  or it be lang.
IV
There’s somebody there that likes slinking and slav’ry,
Somebody there that likes knapping and knav’ry;
But somebody’s coming will make them to waver.
Hey, brave Johnnie lad, cock up your beaver!
V
Sawney was bred wi’ a broker o’ wigs,
But now he’s gaun southward to lather the Whigs,
And he’s to set up as their shopman and shaver.
Hey, brave Johnnie lad, cock up your beaver!
VI
Jockie was bred for a tanner, ye ken,
But now he’s gaun southward to curry goodmen,
With Andrew Ferrara  for barker and cleaver.
Hey, brave Johnnie lad, cock up your beaver!
VII
Donald was bred for a lifter o’ kye,
A stealer o’ deer, and a drover forbye,
But now he’s gaun over the border a blink,
And he’s to get red gowd to bundle and clink.
VIII
There’s Donald the drover, and Duncan the caird,
And Sawney the shaver, and Logic the laird;
These are the lads that will flinch frae you never.
Hey, brave Johnnie lad , cock up your beaver!

per la traduzione in francese qui

HEY HOW JOHNNIE LAD

La seconda versione invece si inserisce nel filone delle Bothy ballads già viste nella prima parte (qui) sui “problemi ” di coppia! Johnnie Lad è così  il tipico ragazzo delle Highlands

ASCOLTA Andy M. Stewart

ASCOLTA Rebecca Pidgeon

VERSIONE ROBERT BURNS
Chorus:
Hey how my Johnny lad
Ye’re no’ sae kind’s ye should have been;
Gin yer voice I hadna kent,
I couldna either trow ma een(2).
Sae weel’s ye micht hae tousled me(3)
And sweetly prie’d my mou bedeen (4): Hey how my Johnny lad..
I
My faither he was at the pleugh,
My mither she was at the mill,
My Billie he was at the moss,
an’ no ane near our sport tae spill.
The feint a body(5) was therein,
There was nae fear o’ bein’ seen:
Hey how my Johnny lad..
II
Wad ony lad wha lo’ed her weel
Hae left his bonny lass her lane
Tae sigh an’ greet(6) ilk(7) langsome hour
And think her sweetest minutes gane?
O had ye been a wooer leal.
We would hae met wi’ hearts mair keen: Hey how my Johnny lad…
III
But I maun(8) get anither jo,
Wha’s love gangs never oot o’ sight
And never lets the moments pass
When to a lass he can be kind.
So gang yer wa’s tae blinkin’ Bess,
Nae mair for Johnny shall she green(9): Hey how my Johnny lad...
TRADUZIONE di Cattia Salto
CORO
Hei Johnny, ragazzo mio
non sei stato così bravo(1) come avresti dovuto;
se non avessi riconosciuto la tua voce
non avrei creduto ai miei occhi!
Così bene avresti potuto spettinarmi
e dolcemente baciare la mia bocca, un tempo: Hei Johnny, ragazzo mio..
I
Mio padre era all’aratro
mia madre al mulino
il mio Billy era nella palude
non c’era nessuno nelle vicinanze a spiarci, non c’era un’anima nei paraggi
e proprio nessun pericolo d’essere visti: Hei Johnny, ragazzo mio
II
Potrebbe  un ragazzo che ami veramente
trascurare la sua bella ragazza  e da sola
lasciarla sospirare e lamentare per ore
al pensiero che i suoi momenti più felici siano finiti?
O se tu fossi stato un amante fedele!
Ci saremmo incontrati con cuori più appassionati: Hei Johnny, ragazzo mio
III
Ma io posso trovarne un altro
meno dimentico dell’amore,
che quando è il momento giusto
corre a dare piacere a una ragazza.
Così vai dunque da Bess che ti ammira,
non più  per Johnny sospirerà

NOTE
1) la ragazza si lamenta perchè il bel Johnny manca ai suoi doveri ossia non è tanto solerte nel fare l’amore
2) trow my een = “believe my eyes”
3) sae weel ye micht hae tousled me= so well you might have tousled me
4) prie’d my mou bedeen = to taste my mouth at once
5) feint a body = not a soul
6) greet: arcaico per to weep
7) ilk, ilka vecchio   termine scozzese per each-every
8) maun – must, will
9) green=long for

FONTI
http://www.scottish-wedding-dreams.com/scottish-bonnets.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=24649
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7570
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=29962
http://sangstories.webs.com/johnnielad.htm http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87798832
http://www.mandolincafe.com/forum/showthread.php?96753-Johnny-Cock-Thy-Beaver-(Baroque-variations-1684)
http://bookkake.com/2009/12/07/cock-up-yer-beaver/
http://www.ibiblio.org/fiddlers/CO_COLL.htm
http://www.janeausten.co.uk/beaver-hats-build-a-nation/
http://chrsouchon.free.fr/johnlad.htm

WILL YE GO TO SHERIFFMUIR?

Ancora un tassello da aggiungere alla questione giacobita già analizzata in vari post su questo BLOG e che si è meritata una sua pagina fissa (vedi)

180px-John-Erskine-11th
Lord Mar

Alla morte della regina Anna (1 agosto 1714) senza eredi diretti, il risentimento scozzese per l’unione del Regno di Scozia con l’Inghilterra era vivo più che mai. Moltii nobili e lairds erano giacobiti, gli Highlanders cattolici e giacobiti odiavano gli scozzesi delle Lowlands presbiteriani e i Campbells di Argyll, la grande famiglia dei whigs. L’anno prima John Erskine ovvero Lord Mar fu eletto Ministro di Stato britannico dal partito dei Conservatori (i Tory) così quando al trono salì re Giorgio, sebbene avesse giurato lealtà al sovrano, venne privato della sua carica. Non che tutti i Tories fossero giacobiti, ma erano in odore di giacobitismo, quel tanto che bastava per impedir loro di diventare degli amministratori politici sotto gli Hannover. C’è un immagine molto calzante citata da A. I. Morton (in Storia del popolo inglese, Roma,1973):” Il Giacobitismo era politicamente morto in Inghilterra dopo il 1715, ma ne rimase a lungo lo scheletro nell’armadio dei Tories“. Incontratosi con un gruppo di Highlanders il 6 settembre 1715, Lord Mar innalzò lo stendardo Stuart presso Braemar. Con questa chiamata alle armi iniziò l’insurrezione giacobita che si concretizzò con la mobilitazione dei clan delle Highlands.

LA BATTAGLIA DI SHERIFFMUIR

Le rivendicazioni al trono si infransero nella Battaglia di Sheriffmuir del 13 novembre 1715, che si concluse in sostanza con un nulla di fatto (a parte tanti morti).
Al cadere dell’oscurità entrambi gli eserciti tornarono ai rispettivi accampamenti, e il giorno seguente gli Highlanders si ritirarono verso Perth e i governativi, comandati dal Duca di Argyle, tornarono a Stirling. Giacomo (Giacomo Francesco Edoardo Stuart detto “The Old Pretender”) arrivò a bordo di una nave francese in dicembre, trovò la sua causa disperata e fuggì in Francia: l’esercito di Mar si disperse e la rivolta finì. Nel 1717 venne concesso, con l'”Act of Grace” un generale perdono a tutti gli Highlanders che parteciparono all’insurrezione.

I clan delle Highlands erano accorsi in grande numero ma non sempre le battaglie vengono vinte con la forza bruta e l’abbondanza di uomini: mentre c’erano quelli che avevano uomini tra entrambi gli schieramenti, c’erano anche quelli che restarono a guardare senza prendere parte alla battaglia (come fece il celebre Rob Roy); gli Scozzesi non vogliono ammetterlo, ma la battaglia fu una sconfitta (della serie quando un comandante non conosce terreno, tattiche e nemico).

Sono state scritte diverse ballate sulla battaglia, ma due sono le versioni principali.

VERSIONE DI ROBERT TANNAHILL: WILL YE GO TO SHERIFFMUIR?

Solo le prime due strofe sono attribuite a Robert Tannahill, mentre le seconde due strofe sono riportate da James Hogg nel suo “Jacobite Relics” è probabilmente farina del suo sacco (vedi)

ASCOLTA Ewan MacColl

ASCOLTA Max Dunbar


I
Will ye go to Sheriffmuir,
Bauld John o Innisture(1)?
There to see the noble Mar,
And his Heiland laddies.
A’ the true men o the north,
Angus, Huntly and Seaforth,(2)
Scouring on tae cross the Forth,
Wi their white cock-a-dies(3).
II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare(4),
And the trumpets deadly blare,
Wi the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s raws,
A’ the clans wi loud huzzas,
Rushing tae the battle(5).
III
There you’ll see the noble Whigs(6),
A’ the heroes o the brigs(7),
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Rien hose and raggit hools,
Sour milk(6) and girnin’ gools,
Psalm-books and cutty stools(8),
We’ll see never mair, man.
IV
Will ye go to Sheriffmuir,
Bold John o’ Innisture?
Sic a day and sic an hour,
Neir was in the north man.
Siccan sichts will there be seen;
And gin some be nae mistaen,
Fragrant gales will come bedeen,
Frae the water o Forth, man.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture(1)?
Là vedrai Lord Mar
e i suoi ragazzi delle Highlands,
tutti i veri uomini del Nord,
Angus, Huntly e Seaforth,
in perlustrazione per varcare il Forth
con le loro coccarde bianche.
II
Là vedrai gli stendardi garrire,
là sentirai le cornamuse ruggire
e le trombe squillare a morte
con le raffiche dei cannoni,
là vedrai il prode McCraws
e le schiere dei Cameron e del Clanronald,
tutti i clan con i loro forti Hurrà
affrettarsi alla battaglia.
III
Là vedrai i nobili Whigs,
tutti ceffi da galera,
pelli raggrinzite e parrucche imbiancate
muoversi a ventaglio, amico.
Calze strappate e vestiti laceri,
latte acido e gole ringhianti,
libri dei salmi e sgabelli delle penitenze
non si vedranno mai più, amico.
IV
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture?
Un tale giorno e un tale momento
non ci sono mai stati nel Nord,
tali cose là saranno viste amico
e se non ci sbagliamo
brezze fragranti verranno presto
dalle acque del Forth, amico

NOTE
1) l’identità di John o’ Innisture è rimasta sconosciuta
2) Huntly, Seaforth: capi clan rispettivamente dei Gordon e dei McKenzie.
3) La coccarda appuntata sul cappello (berretto scozzese) è una moda del Settecento ed era indossata come simbolo della fedeltà a una certa ideologia, o anche come indicazione di status sociale (e più spesso parte della divisa di un servitore). In Gran Bretagna la coccarda bianca indicava i giacobiti mentre i governativi indossavano la coccarda nera o blu.
4) sono le cornamuse grandi del nord usate in ambiente aperto per la sveglia, per richiamare i clan all’ordine e per spronare gli uomini in battaglia.

Highland Charge ©2002 Charles Keegan
Highland Charge ©2002 Charles Keegan
5) gli scozzesi andavano così in battaglia: La famosa carica degli highlanders consisteva nel correre verso la schiera dei nemici slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid, ossia il kilt; si procedeva con impeto, a grandi balzi urlando come ossessi e brandendo minacciosamente la grande spada (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo). Il kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia. vedi

6)  una distinzione sommaria tra i due partiti classifica i tories, come proprietarî di terre (landed men), mentre i whigs, come rappresentanti della ricchezza mobiliare (moneyed men). Whigs, è una parola di probabile origine scozzese, forse col significato di predone, o forse viene da “whig”, latte acido (Sour milk), di certo era un insulto che nel 1600 si rivolgeva a questa corrente politica, ma rimase appiccicato come un etichetta nei secoli successivi. Non mi sembra il caso di andare a distinguere tra le sottili o più sostanziali divergenze tra i due partiti, quanto sottolineare che furono i Whigs ad appoggiare incondizionatamente la nuova dinastia inaugurata con l’elezione di Re Giorgio I di Hannover. Di fatto sotto gli Hannover i furono i Whighs a detenere il controllo del potere e a fare i loro affari o a litigare tra di loro.
7) letteralmente “eroi delle prigioni”
8) cutty stool: una sorta di sgabello delle penitenze dove chi aveva peccato veniva messo in castigo (tipo dietro la lavagna per i bambini indisciplinati a scuola) e subire una punizione simbolica e umiliante sotto gli occhi di tutta la congregazione. The custom of performing penance in public by humiliation in church either through significant action, position or confession has often been held to be peculiar to the Presbyterian and Puritan churches. In Scotland the ordeals of sitting on the repentance-stool or cutty-stool were most frequent. In economic and social histories of Scotland, and especially in Edgar’s Old Church Life in Scotland, many instances are enumerated. Sometimes [Pg 107]the offender wore a repentance-gown of sackcloth; more frequently he stood or sat barefoot and barelegged. (tratto da qui)

LA TRADUZIONE IN INGLESE

I
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture(1)?
There to see the noble Mar,
And his Highland laddies.
All the true men of the north,
Angus, Huntly and Seaforth(2),
Scouring on to cross the Forth,
With their white cockadies(3).

II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare(4),
And the trumpets deadly blare,
With the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s rows,
All the clans with loud huzzas,
Rushing to the battle(5).

III
There you’ll see the noble Whigs(6),
All the heroes of the brigs,(7)
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Riven hose and ragged coats
Sour milk(6) and snarling. throats;
Psalm-books and cutty stools(8),
We’ll see never more, man.

IV
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture?
Such a day and such an hour,
Never was in the north man.
Such sights will there be seen;
And if some be not mistaken,
Fragrant gales will come soon,
From the water of Forth, man.

seconda parte qui

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2027C.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/454.htm
http://digital.nls.uk/1715-rising/songs/will-ye-go-tae-sheriffmuir/index.html
http://www.contemplator.com/scotland/sheriffmur.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7898
http://data.historic-scotland.gov.uk/pls/htmldb/f?p=2500:15:0::::BATTLEFIELD:17
https://thesession.org/tunes/284
http://chrsouchon.free.fr/sheramui.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sheriffm.html
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sherramu.html
http://www.readbookonline.net/readOnLine/29309/

“BOTH SIDES THE TWEED” WITH HONOUR

IL TESTO DI JAMES HOGG

Nel 1817 James Hogg (1770 – 1835) ebbe l’incarico dalla “Highland Society of London” di raccogliere i canti giacobiti a cavallo del Settecento, uno scorcio della storia della Scozia tra il 1689 e il 1746. Hogg trascrisse quelli che si tramandavano nelle campagne, e probabilmente molti li “riscrisse” o li compose ex-novo; così  per “Both sides the tweed“: il testo è centrato sullo sdegno verso i politicanti corrotti che hanno ceduto la sovranità della Scozia al Parlamento Inglese (Act of Union più comunemente l’Union Jack del 1707) nonostante lo scontento popolare: i 45 deputati e una manciata di pari scozzesi dovettero recarsi a Londra per unirsi ai 516 deputati e 90 pari inglesi (ma del resto la popolazione inglese è di circa 5 volte quella scozzese). Gli affari scozzesi vennero affidati ad un Segretario di Stato che operava nel Gabinetto di Governo britannico. Solo la chiesa presbiteriana scozzese (la kirk) restò autonoma e distinta da quella anglicana.

The Jacobite Reliques 1819
I
What’s the spring-breathing
jess’mine and rose,
What’s the summer,
with all its gay train(1),
Or the plenty of autumn,
to those who’ve bartered
their freedom for gain?
II
Let the love of our king’s sacred right
To the love of our country succeed;
Let friendship and honour (2) unite,
And flourish on both sides the Tweed(3).
III
No sweetness the senses can cheer,
Which corruption and bribery blind;
No brightness that gloom e’er can clear,
For honour’s the sun of the mind.
IV
Let virtue distinguish the brave,
Place riches in lowest degree;
Think him poorest who can be a slave,
Him richest who dares to be free.
V
Let us think how our ancestors rose,
Let us think how our ancestors fell,
The rights they defended, and those
They bought with their blood we’ll ne’er sell.
traduzione di Cattia Salto*
I
Cos’è la primavera odorosa
di gelsomino e rosa?
Cos’è l’estate
con il suo manto fiorito?
Cos’è lo splendore dell’autunno
per coloro che hanno barattato
la propria libertà per profitto?
II
Che l’amore dei sacri diritti del nostro Re, vada insieme con l’amore per il nostro paese,
e si uniscano l’amicizia e l’onore
per fiorire sulle due sponde del Tweed.
III
Nessuna bellezza può rallegrare i sensi
che corruzione e concussione abbagliano; nessuna luminosità mai rischiarare quel buio, perchè il sole della mente è l’onore
IV
Chi ha coraggio possa distinguersi per il valore perché ha stimato nulla le ricchezze,
considerando più povero colui che diventa schiavo
e più ricco chi osa essere libero.
V
Lasciateci ricordare come i nostri antenati si siano sollevati, e siano caduti per difendere i diritti e ciò che essi comprarono con il loro sangue, noi non dovremo mai vendere!

(in parte da qui)
NOTE
1) letteralmente “allegro corteo” ma anche, riferito ad un abito: strascico, coda. In senso figurato quindi “manto di fiori”
2)  il concetto di onore si presta a molte manipolazioni e fraintendimenti. In questo contesto Hogg lo usa nel suo significato più antico dal latino honor “carica pubblica” ossia quel percorso (o se vogliamo carriera) che il politico romano poteva svolgere di carica in carica man mano più alta, quale servitore dello Stato, facendo appello alla sua capacità personale e alla stima. L’onore era quindi sinonimo di dedizione votata al sacrificio per la Patria, rispettabilità della persona e premio, cioè riconoscimento del valore. L’onore si merita e si guadagna e si costruisce sul senso di responsabilità che è nello stesso tempo personale ma anche pubblica.
3) il Tweed è il fiume che segna il confine tra Inghilterra e Scozia, che ha dato anche il nome al tessuto del tweed

UNION JACK

Già Robert Burns aveva denunciato l’Unione come un accordo commerciale e i parlamentari scozzesi “comprati e venduti in cambio dell’oro inglese” (vedi) ma la questione più spinosa fu anche la successone alla Corona affinchè fosse sempre il ramo protestante della dinastia Stuart a regnare. Alla fine l’ultimo cattolico degli Stuart a rivendicare la corona fu il “Bonnie Prince Charlie” che trovò la sconfitta a Culloden e con lui i clan Highlanders che lo sostenevano: la ritorsione fu dura e drastica con l’interdizione alla Scozia di manifestare la propria identità culturale. (vedi)

LA DEVOLUTION

Nel 1979 l‘SNP (lo Scottish National Party) riuscì ad organizzare un referendum per la formazione di un parlamento scozzese che non raggiunse il quorum. In quell’occasione Dick Gaughan riscopre il brano di Hogg, lo riscrive in minima parte e ci mette la sua melodia, per rivendicare ancora una volta il diritto all’autonomia come l’unico modo per riportare rispetto reciproco tra i popoli d’Inghilterra e della Scozia.

Finalmente nel 1997 con un secondo referendum sulla devolution viene restaurato il Parlamento Scozzese, dotato di autonomia legislativa in merito alla sanità, l’educazione e, in modo parziale, al welfare. Il referendum secessionista del settembre 2014 ha visto invece  poco più della metà degli Scozzesi votare per il “No”, e sebbene il si abbia stravinto nelle città di Dundee, Aberdeen e Glasgow e nel Border, Edimburgo e le Highland sono state “unioniste” (la media ha portato al no il 55,3% dei voti). Anche dietro a questo referendum c’erano forti interessi economici come nel 1707 (riguardanti lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio nel Mare del Nord), ma le promesse strappate al primo ministro britannico David Cameron sono state viste dai più come una parziale vittoria (ma sono veramente finiti i tempi delle promesse inglesi puntualmente disattese?): devolution, maggiore autonomia fiscale e politica sui temi di carattere nazionale stanno attendendo un’attuazione.

LA MELODIA DI DICK GAUGHAN

Andrew Kuntz nel suo Fiddler’s Companion scrive “this tune appears in nearly all old collections of British songs and ballads, beginning with Allan Ramsay’s “Gentle Shepherd” (1725) and its popularity continued through the latter part of the 18th century. As an instrumental piece, it also appears in numerous publications in England and Scotland, for instance, to name the earliest appearance, in Adam Craig’s “Collection of the Choicest Scots Tunes (1730)“.
Dick Gaughan nel suo album d’esordio “Handful of Earth” (1979) inserì questo brano e siccome non gli piaceva la melodia originale ne scrisse un’altra facendo delle lievi modifiche di alcuni versi per renderli più attuali. Così scrive nel suo sito: ‘The tune has been the subject of some speculation and argument. So far as I am aware, I actually composed it and am highly flattered by the presumption that it is traditional, with people claiming to have known it for several decades, if not centuries.
‘For one writing songs in a ‘traditional’ genre, this is the highest compliment imaginable. Like all tunes composed within any aesthetic, it is inevitable that it has similarities to and contains phrases and quotes from earlier tunes. However, if someone can provide a printed or recorded source to prove the existence of this tune prior to 1979 then I’d be delighted to acknowledge that I unconsciously used a traditional tune.’

ASCOLTA Dick Gaughan& Emmylou Harris per Transatlantic Sessions (1995/6)

Mary Black in Collected 1984

Capercaillie in Sidewaulk 1989

VERSIONE DI DICK GAUGHAN
I
What’s the spring breathing jasmin and rose
What’s the summer with all its gay train
What’s the splendour of autumn to those
Who’ve bartered their freedom for gain?
Chorus
Let the love of our land’s sacred rights(4)
To the love of our people(5) succeed
Let friendship and honour unite
And flourish on both sides the Tweed.
II
No sweetness the senses can cheer
Which corruption and bribery bind
Nor brightness that gloom(6) can e’er clear
For honour’s the sum of the mind.
III
Let virtue distinguish the brave
Place riches in lowest degree
Think them poorest who can be a slave
Them richest who dare to be free.
traduzione di Cattia Salto
I
Cos’è la primavera odorosa
di gelsomino e rosa?
Cos’è l’estate
con il suo manto fiorito?
Cos’è lo splendore dell’autunno
per coloro che hanno barattato
la propria libertà per il profitto?
(Coro)
Che l’amore dei sacri diritti della nostra terra
vada insieme con l’amore per il nostro popolo,
e si uniscano l’amicizia e l’onore
per fiorire sulle due sponde del Tweed.
II
Nessuna bellezza può rallegrare i sensi
che corruzione e concussione abbagliano;
nessuna luminosità mai rischiarare quel buio, perchè il sommo della mente è l’onore.
III
Chi ha coraggio possa distinguersi per il valore perché ha stimato nulla le ricchezze,
considerando più povero colui che diventa schiavo
e più ricco chi osa essere libero.

NOTE
4) i sacri diritti della nostra terra invece dei diritti della monarchia
5) in origine è country
6) Karen dice”No brightness the sun can e’er clear” : nessuna luminosità il sole può mai rischiarare 

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/2sidestw.htm
http://www.dickgaughan.co.uk/songs/texts/tweed.html http://sangstories.webs.com/bothsidesthetweed.htm http://redflag.org.uk/wp/?p=186 https://thesession.org/tunes/12935

MY LOVE, SHE’S BUT A LASSIE YET

Con lo stesso titolo si indicano due canzoni, la prima scritta in scozzese da Robert Burns nel 1789 su di una melodia da danza tradizionale (arrangiata da Haydn JHW XXXII/3 no. 264) e la seconda scritta in inglese da James Hogg nel secolo successivo, con l’arrangiamento musicale di Cyril Meir Scott (1879 – 1970) pubblicato nel 1908 per voce e piano.

MELODIA
Dai molteplici titoli essendo un’aria assai popolare diffusa in Gran Britannia, Irlanda e America, conosciuta anche con il nome di Tripping on the Mountain (Irlanda) e tra gli altri titoli Miss Farqharson’s Reel, Lady Bandinscoth’s Reel (Scozia).
The title was fixed on the tune because of two songs composed to it, one by Robert Burns and the other by the “Ettrick Shepherd,” James Hogg, although the tune seems to have first appeared in print in Bremner’s Scots Reels” of 1757 as “Miss Farqharson’s Reel.” It appears in James Aird’s collection (of Scottish tunes), but although Samuel Bayard (1981) for some reason said he could find neither the title nor the music therein—Sara Johnson, and others who have looked find it “plain as day” in Aird, 1782, vol. 2, page 1, No. 1. The writer of Gems of Scottish Song asserts that the original title of the tune was “Lady Bodinscoth’s Reel.” In modern times the reel is often played in a set to accompany the dance “Dashing White Sergeant.”
Although of Scottish origin it soon became a popular tune south of the Tweed, as attested to the title’s appearance in Henry Robson’s list of popular Northumbrian song and dance tunes (“The Northern Minstrel’s Budget”), which he published c. 1800. Northumbrian musician William Vickers included it in his 1770 music manuscript under the title “My Lover’s Butt a Lady Yett.” “My Love She’s But a Lassie Yet” is also the name of a Scottish country dance, though a somewhat unusual one (Flett & Flett, 1964). Imported to Ireland, the tune was converted to a polka and played under the titles “My Love is But a Lassie” and “Tripping on the Mountain.” The last title is the name it was famously recorded as in the 78 RPM era by flute player John McKenna and fiddler James Morrison.
The melody also found currency across the ocean and Bayard deems it perhaps the most widespread instrumental folk tune in Pennsylvania tradition, and that it in fact seems mostly to have been known as an instrumental air among folk musicians in general. The tune was printed under the title “Richmond Blues” in George P. Knauff’s Virginia Reels, volume II (Baltimore, 1839) and was still cited as commonly played for country dances in Orange County, New York, in the 1930’s (Lettie Osborn, New York Folklore Quarterly). In the South, old‑time musicians know the tune under the title “Sweet Sixteen” and “Too Young to Marry.” Jim Taylor (1995) says the tune in its various titles was well-known to musicians in both North and South during the American Civil War era. See also note for “Richmond Blues.” (tratto da qui)

Per l’ascolto propongo due versioni strumentali (tra le tante) e una sola cantata (molto più rara)
ASCOLTA John Doherty violino
ASCOLTA Curly MacKay organetto

ASCOLTA the Corrie folk trio 1964

Il testo è umoristico e accomuna donne e corteggiatori, bevute e sesso libero!

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Chorus
My love, she’s but a lassie yet,
My love, she’s but a lassie yet!
We’ll let her stand a year or twa,
She’ll no be half sae saucy yet!
I
I rue the day I sought her, O!
I rue the day I sought her, O!
Wha gets her need na say he’s woo’d,
But he may say he has bought her, O.
II
Come draw a drap o’ the best o’t yet,
Come draw a drap o’ the best o’t yet!
Gae seek for pleasure whare ye will,
But here I never missed it yet.
III(1)
We’re a’ dry wi’ drinkin o’t,
We’re a’ dry wi’ drinkin o’t!
The minister kiss’t the fiddler’s wife –
He could na preach for thinkin o’t!
TRADUZIONE INGLESE
Chorus
My love, she is but a girl yet,
My love, she is but a girl yet!
We will let her stand a year or two,
She will not be half so saucy yet!
I
I rue the day I sought her, O!
I rue the day I sought her, O!
Who gets her need not say he is courted,
But he may say he has bought her, O.
II
Come draw a drop of the best of it yet,
Come draw a drop of the best of it yet!
Go seek for pleasure where you will,
But here I never missed it yet.
III(1)
We are all dry with drinking of it,
We are all dry with drinking of it!
The minister kissed the fiddler’s wife –
He could not preach for thinking of it!

NOTE
1) la strofa proviene dalla nursery rhymes omonima del 1744: We’re all dry with drinking on’t, We’re all dry with drinking on’t, The piper kissed the fiddler’s wife, And I can’t sleep for thinking on’t.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Il mio amore lei è solo una ragazza ancora, lasciamola maturare un anno o due e non sarà impertinente che per solo la metà. Rimpiango il giorno che l’ho cercata! Chi ottiene i suoi favori non deve dire che l’ha corteggiata, piuttosto può dire che l’ha comprata. Vieni a farti un goccio di quello buono, ancora! Vai a cercare il piacere dove vuoi, ma qui non mi è mai mancato, ancora. Siamo tutti esauriti per il berci su! Il sacerdote baciò la moglie del violinista, non poteva predicare al pensarci su.

LA DANZA
Con lo stesso titolo è anche una scottish country dance anche se non molto diffusa (le istruzioni qui), mentre la melodia è spesso inserita nel set di reels per un’altra country dance questa volta assai più popolare Dashing White Sergeant
FONTI
http://www.nigelgatherer.com/forum/showthread.php?tid=164
https://thesession.org/tunes/564 http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iii,-song-225,-page-234-my-love-shes-but-a-lassie-et.aspx
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/my_love_shes_but_a_lassie_yet.htm http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/dance-crib/my-love-shes-but-a-lassie-yet.html
http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/video/dashing-white-sergeant.html

BIRNIEBOUZLE OR THE YESTERYEAR WEDDING VOWS

the-bride-of-lammermoor-sir-john-everett-millaisLa canzone è tratta da un poema di James Hogg (1770-1835) che probabilmente ha anche coniato il termine bizzarro del titolo, formato dalle parole birnie (‘land covered with birns, i.e. scorched stems of heather’) e bouzy (‘covered with bushes’) in italiano è traducibile come “cespugli d’erica”, ovvero “brughiera cespugliosa”!

LA MELODIA: The Braes O’ Tullymet

La poesia risale al 1810 (raccolta in “The Forest Minstrel”) composta sulla melodia di ‘The Braes O’ Tullymet’, ovvero “The Red-Haired Girl of Tulloch”, ma la tradizione orale ha cambiato notevolmente la composizione originaria. Sulla melodia, una strathspey del Pershire, è costruita anche una scottish country dance VEDI
L
a melodia è considerata una sorta di antenata del famosissimo Cooley’s reel

YE’LL BE CANTY

Birniebouzle è in pratica una promessa matrimoniale da parte del futuro marito: egli promette che terrà la moglie ben vestita e ben nutrita, che la tratterà bene  e che le darà tanti bambini. Nel matrimonio di un tempo era fondamentale che l’uomo fosse in grado di mantenere la famiglia, la donna doveva invece avere molti più requisiti fisici e morali, e non in ultimo anche una dote.

Non ci sono molte registrazioni in rete anche se la canzone è tutto sommato piuttosto popolare in Scozia, soprattutto durante i matrimoni, visto il testo!

ASCOLTA Tannahill Weavers in “Are you sleeping Maggie” 1976
ASCOLTA Drinkers Drouth in “A tribute” 2001 (vedi scheda qui)

ASCOLTA Finn Mac Cuill 1978

Il testo è scritto in Scots, il dialetto scozzese con il quale molti poeti scozzesi si sono cimentati.


CHORUS
Gin ye’ll mairry me, lassie,
at the kirk o’ Birnie Bouzle
Till the day ye dee, lassie,
ye will ne’er repent it
I
Ye will wear when ye are wed
a kirtle(1) and a Hieland plaid(2)
And sleep upon a heather bed
sae couthy and sae canty
CHORUS
Ye will gang sae braw, lassie,
tae the kirk o’ Birnie Bouzle
Little brogues(3) an’ a’, lassie,
vow, but ye’ll be canty
II
Your wee bit tocher(4) is but sma’,
but hodden grey(5) will wear for a’
And I’ll save my siller tae mak ye braw
an’ ye will ne’er repent it
III
We’ll hae bonnie bairns an’ a’,
some lassies fair an’ laddies braw
Just like their mither ane an’ a’,
an’ yer faither he’s consented
IV
We’ll hunt the otter an’ the brock,
the hart, the hare, the heather cock
An’ I’ll pu’ ye limpets frae the rock
tae mak yer dishes dainty(6)
tradotto da Cattia Salto
CORO
Se mi sposerai, ragazza
nella chiesa di Birnie Bouzle
finchè morte non ci separi
non te ne pentirai mai.
I
Indosserai da sposata una gonna (1) e un mantello di lana delle Highlands(2)
e dormirai su un letto di piume
felice e contenta.
CORO variazione
Sarai ben vestita, ragazza mentre andrai alla chiesa di Birnie Bouzle
con le scarpette (3) e tutto, ragazza
e sarai felice.
II
La tua dote (4) è misera, ma una rustica lana grigia(5) andrà bene per tutti i tuoi vestiti, e metterò da parte i soldi per vestirti meglio, non te ne pentirai mai.
III
Avremo dei bambini amabili,
delle belle ragazze e dei robusti ragazzi,
proprio come la loro madre;
e (poi) tuo padre ha acconsentito al matrimonio.
IV
Caccerò la lontra e il tasso,
il cervo, la lepre e il gallo,
prenderò le patelle dalla roccia
per prepararti pasti speciali.(6)

NOTE
1) Kirtle: è una gonna appena dopo il ginocchio munita di pettorina (un tempo la gonna era lunga)
2) Plaid: mantello di lana, indossato spesso dalle donne scozzesi come scialle nei caratteristici colori tartan
3) Brogues: scarpette tipiche delle Highland fatte con pelle non conciata e racchiuse con delle stringhe da annodare alle caviglie. Le scarpe un tempo venivano indossate dagli strati popolari solo nelle occasioni speciali, come appunto un matrimonio in chiesa.
4) Tocher: è la dote della sposa
5) Hoddin grey: panno di lana artigianale lasciato grezzo (non tinto)
6) alla novella sposa non mancheranno mai selvaggina e frutti di mare, principale compito del marito è portare a casa il mangiare per la famiglia

TRADUZIONE INGLESE
CHORUS 1
If you’ll marry me, lassie,
at the church of Birnie Bouzle
Until the day you die, lassie,
you will never regret it
I
You will wear when you are married
a gown(1) and a highland wool mantle(2)
Sleep upon a featherbed,
so comfortable and contented
CHORUS 2
You’ll be so well dressed, lassie,
going to church at Birnie Bouzle
Little shoes(3) and all, lassie,
but you’ll be merry!
II
Your little dowry(4) is but small,
but homespun grey wool fabric(5) will do for all our clothes
I’ll save my money to dress you well,
you will never regret it
III
We’ll have lovely children and all,
some pretty girls and sturdy boys
Like their mother, one and all,
and your father, he’s consented to the marriage
IV
I’ll hunt the otter and the badger,
the deer, the rabbit, and the grouse
I’ll pry the limpets from the rock
to make you special meals(6)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/matrimonio-celtico.html
http://sangstories.webs.com/birniebouzle.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52829
http://thesession.org/tunes/3084 https://www.flutetunes.com/tunes.php?id=1379
http://mysongbook.de/msb/songs/b/birniebo.html http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/BrBrBirn.html
http://www.birnie.org/kirk.html http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94521180&mode=transcription

WILL YE NO’ COME BACK AGAIN?

attesa- Edmund-Blair-LeightonLa poesia, originariamente scritta dalla irriducibilmente filo-giacobita Carolina Oliphant (Lady Nairne 1766-1845), ma a volte erroneamente attribuita a Robert Burns, è una nostalgica evocazione di un tempo che non sarà più e, spogliata dalle sue aspirazioni politiche, è spesso utilizzata come canto dell’addio (come l’altrettanto famosa Auld Lang Shine vedi).

Il “Bonnie Charlie” della canzone è il Bel Carletto ovvero il “giovane” e ultimo pretendente Stuart al trono di Scozia, così in chiave politica la canzone è diventata sinonimo di desiderio d’indipendenza e “inno” del movimento nazionalista scozzese. Tutte queste versioni sono state scritte quando Charles Stuart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi.

WILL YE NO’ COME BACK AGAIN

Su di un’aria tradizionale (attribuita a Niel Gow junior -1795-1823), la melodia è famosa come marcia (o lament) suonata ovviamente dalle cornamuse scozzesi. E’ anche una scottish country dance (vedi)


ASCOLTA Jean Redpath nel Cd “Will Ye No Come Back Again? (The Songs Of Lady Nairne)” 1986 che nella sua opera discografica dedicata alla baronessa Carolina Oliphant ne riporta la fede politica. L’accompagnamento è costituito dal violoncello di Abby Newton e dal violino di David Gusakov.

ASCOLTA North Sea Gas in un delicato arrangiamento (strofe I, II, III)
ASCOLTA Gaberlunzie (strofe I, III, II, V )

ASCOLTA Real McKenzies in una versione rock alla Pouges (strofe I, IV) – non proprio nelle mie corde

I
Bonnie Charlie’s now awa’(1),
Safely o’er the friendly main ,
He’rts will a’most break in twa 
Should he no’ cam back again.
Refrain:
Will ye no’ cam back again?(2)
Will ye no cam back again?
Better lov’d ye canna be (3),
Will ye no cam back again?
II
Ye trusted in your Hielan men,
They trusted you dear Charlie!
They kent your hiding in the glen,
Your cleadin’ was but barely (4)
III (5)
English bribes were a’ in vain;
An’ e’en though puirer we may be,
Siller canna buy the heart
That beats aye for thine and thee.
IV
We watched thee in the gloamin’ hour,
We watched thee in the mornin’ grey
Though thirty thousand pounds they gie,
There is nane that would betray.
V
Sweet’s the laverock (6) ‘s note and lang,
Liltin’ wildly up the glen,
But aye to me he sings ane sang,
Will ye no come back again?
Traduzione di Cattia Salto
I
Il Bel Carlo se n’è andato,
al sicuro, al di là dello Stretto amico;
molti cuori si spezzeranno
se tu non dovessi tornare mai più.
RITORNELLO
Tornerai o non tornerai?
Più amato non potresti essere,
un giorno tornerai ancora?
II
Contavi sui tuoi montanari,
loro si fidavano di te caro Carlo, conoscevano il tuo nascondiglio nella valle, mentre stavi a stento vestito
III
La corruzione degli inglesi fu del tutto inutile e anche se fossimo più poveri, i più sciocchi non possono comprare il cuore che batte per i tuoi e te
IV
Guardammo a te nell’ora del crepuscolo;
guardammo a te nel grigio mattino
anche se 30 mila sterline ci danno
non c’è nessuno che ti tradirà
V
Dolce è il canto dell’allodola
che si innalza libero sopra la valle
e canta per me una canzone:
un giorno tornerai ancora?”

NOTE
1) dopo la sconfitta di Culloden (1746) il Bonnie Prince, allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa. Il bel Carletto fuggì dalla Scozia in modo rocambolesco e si rifugiò in Francia continua
2) la domanda è pleonastica, il bel Carletto è morto da più di trent’anni (1788) solo e devastato dall’alcol nel suo esilio romano: il Bonny Prince è diventato però nell’immaginario giacobita un re dormiente novello Artù pronto a ritornare al momento del bisogno per combattere nella battaglia a fianco degli Scozzesi contro i “Nemici”
3) proprio come fecero il padre e il nonno di Carolina ferventi sostenitori del ramo Stuart. Essi combatterono al fianco del Principe fino alla fine, perdendo terre e fortuna, per trovare scampo in esilio. Anche la madre apparteneva ad una famiglia filo-giacobita così tutti i figli restarono nel cuore leali alla causa
“Laurence Oliphant, the laird, descendant of an old family as proud as it was ancient, a Jacobite of the Jacobites, who loved the Stuarts with all the adoration of his absurd old soul. To win his undying favour it was only necessary for a neighbour to present him with a relic of the Royal house, a garter, a brogue, or spurs worn by His Royal Highness. To look at but for heaven’s sake not to touch, the sacred memorials, a lock of Prince Charlie’s red hair, his bonnet, his cockade or crucifix, was with him almost a religious service.” (tratto da qui)
She was baptized Carolina in honour of the then exiled Prince Charles Stuart. Her parents were cousins and grandchildren of William Murray, the Lord Nairne who narrowly escaped execution after the 1715 rising, and were married at Versailles on 9 June 1755 during nineteen years of political exile following the failure of the Jacobite rising of 1745. Her mother was also descended from a famous Jacobite Clan, the Robertsons of Struan. Robertsons, Oliphants and Nairnes alike had been been attainted for high treason and lost their estates. A part of their Gask domain was bought back from the government and her parents were able to return two years before Carolina’s birth. Her father Laurence Oliphant was active in Jacobite politics throughout his life and his children were carefully reared to ‘keep them loyal’. (tratto da qui)
4) poichè il verso è un po’ oscuro viene spesso sostituito con “Death and exile braving” (in italiano: morte e esilio ai coraggiosi)
5) Jean Redpath salta questa strofa
6) per i Celti l’allodola era un animale sacro simbolo di buona fortuna e protezione, messaggero tra l’umano e il divino

Ma le versioni testuali si moltiplicarono attraverso la tradizione orale e le riscritture di altri autori filo-giacobiti si prenda ad esempio i versi riscritti (o collezionati) da James Hogg in cui si mantiene solo la prima e ultima strofa di Lady Nairne

ASCOLTA Ewan MacColl & Peggy Seeger


I

Bonnie Charlie’s now awa’,
Safely o’er the friendly main,
Mony a heart will brak in twa’
Should he no’ cam back again.
II
Mony a traitor ‘mang the isles
Brak the band o’ nature’s laws;
Mony a traitor wi’ his wiles
Sought to gi’ his life awa’
III
Whene’er I hear the blackbird sing,
Unto the evening sinking down,
Or merl (7) that makes the wood to ring,
To me they hae nae other sound.
IV
Mony a gallant sodger faught,
Mony a gallant chief did fa’,
Death itself was dearly bought
A’ for scotland’s king and law.
V
Sweet the lav’rock’s note and lang,
Lilting wildly up the glen;
and aye the o’erworld o’ he sang,
‘Will he no’ come back again?”
Traduzione di Cattia Salto
I
Il Bel Carlo se n’è andato,
al sicuro, al di là dello Stretto amico;
molti cuori si spezzeranno
se tu non dovessi tornare mai più.
II
Molti traditori fra le isole,
infransero la legge della natura,
molti traditori con l’inganno,
cercarono di vendere la sua vita.
III
Ogni volta che sento il tordo cantare
verso la sera che tramonta
o il merlo mentre fa vibrare il bosco
per me non ci sono altri suoni
IV
Molti soldati coraggiosi si sono battuti, molti principi valenti sono caduti, anche la morte è stata comprata a caro prezzo, tutto per il re e la giustizia della Scozia.
V
Dolce è il canto dell’allodola
che si innalza libero sopra la valle
e canta per me una canzone:
un giorno tornerai ancora?”

NOTE
7) merl è il nome in dialetto scozzese del merlo (Turdus merula); blackbird è anche il nome inglese dato al merlo ma qui tradotto con tordo essendo l’intento dell’autore di descrivere due diversi uccelli dal piumaggio bruno-scuro, seppure imparentati e che si assomigliano molto (le femmine). Il merlo è più rumoroso del Tordo bottaccio, il suo canto è costituito da un fischio puro e melodioso, assai vario, allegro e canta molto prima del levar del sole
FONTI
http://chrsouchon.free.fr/willyeno.htm
http://ontanomagico.altervista.org/charlie.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/bio/nairnela.html http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ primary/genericcontent_tcm4554478.asp
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/175.html http://bardbook.flame.org/songs/739

THE BRAES O’ KILLIECRANKIE

Ennesima canzone di origine scozzese che si innesta nel filone delle  canzoni giacobite
[Ho dedicato un paio di pagine per inquadrare storicamente la questione giacobita, (Jacobite Rising) QUESTIONE GIACOBITA: ANTEFATTO E ATTO I dalla deposizione  di Re Giacomo II e i tentativi del figlio Giacomo Stuart (Old Pretender) di riprendersi il trono vedi]

IL RE DEPOSTO

Qui siamo agli inizi della ribellione, passata alla storia come Gloriosa Rivoluzione, il re venne dichiarato decaduto sia dal parlamento inglese che sa quello scozzese e nel 1689 “rimpiazzato” di fatto da Guglielmo III. Giacomo II cercò di riprendersi il trono sbarcando nell’Irlanda cattolica con un esercito francese e la speranza (rivelatasi ben presto vana) di raggiungere Londra a capo dei suoi sostenitori.

John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee
Bonnie Dundee

Nel frattempo John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee (1648–1689), noto nell’Ottocento come “Bonnie Dundee” (vedi ) si era rifiutato di giurare fedeltà a Guglielmo anzi aveva complottato con altri “giacobiti” ovvero sostenitori di Giacomo in favore della ribellione armata: corse in lungo e in largo per le Highlands allo scopo di radunare un piccolo esercito (da sottolineare la parola piccolo). Lo scontro avvenne in data  27 luglio 1689 contro le truppe guidate dal generale Huge Mackay in un attacco a sorpresa al passo di Killiecrankie.

Killiecrankie è una parola che in gaelico significa “bosco tremulo” ovvero “il bosco degli alberi di pioppo” e sta a indicare un passo di montagna tra Blair Atholl e Pitlochry nel Perthshire: la valle percorsa e dal fiume Garry nel suo punto più stretto è attraversata dalla strada principale che unisce le Highlands e le Lowlands, quella che si dice una tipica “glen” scozzese, in autunno la valle si accende di giallo ed è un vero spettacolo.

IL TEATRO DELLE OMBRE DOLENTI

Intorno alla battaglia sono sorte numerose leggende di fantasmi, la più citata è quella di una signora inglese in vacanza nelle Highlands che un giorno decise di andare in bicicletta lungo la vallata del fiume Garry. Aveva appena superato il castello di Blair (dalle imponenti mura) e poco dopo la vallata si stringeva, era arrivata al passo di Killiecrankie, tutt’intorno i boschi di betulla. La nostra signora intenzionata a fare un pic-nic, cercò un posto panoramico tra le rocce verdi di muschio. E lì si addormentò complice il tiepido sole, il cinguettio degli uccelli, e il mormorio dell’acqua sottostante.
Ore dopo, nel cuore della notte, la donna si svegliò destata da un cupo rimbombo e vide.. sotto i raggi della luna piena, una massa confusa di uomini nelle loro uniformi rosse, raggruppata all’imboccatura della valle, e su di loro un’orda di Highlanders che caricavano urlando: i fucili degli inglesi mietevano le vittime tra le fila scozzesi, ma la carica fu inarrestabile, gli spadoni degli Highlanders colpivano senza tregua e l’aria era piena di lamenti. I corpi cadevano nel fiume tingendolo di rosso, gli inglesi erano nel panico e finivano sotto gli zoccoli dei loro stessi cavalli. Alla fine della battaglia l’odore di morte era ovunque e nel cielo volteggiavano le aquile pregustando il banchetto: tra i cadaveri e i corpi morenti si aggirava una fanciulla che spogliava i soldati di gradi, cinture e scarpe e di tutti gli oggetti di valore, finendoli con un colpo di pugnale!

VERSIONE DI ROBERT BURNS (1789)

Chi canta è un soldato che chiede ad un altro soldato se abbia combattuto nella battaglia di Killiecrankil (Killiecrankie); la domanda è ironica perchè il primo soldatino è tutto elegante e spensierato, mentre colui che canta probabilmente è un veterano, che ha combattuto nelle truppe di MacKay, e ammonisce chi ascolta di aver incontrato Dundee (e le sue truppe indiavolate) a Killiecrankil. Le frasi possono sembrare oscure, condite dal tipico sarcasmo scozzese, così nel giustificare la sconfitta filo-governativa si esalta il valore degli Highlanders!

La melodia proposta da Robert Burns è la stessa di “The Rig Lea” che suonata lenta è un vero e proprio lamento, tuttavia la maggior parte delle interpretazioni più moderne propendono per una marcia. Una melodia con il titolo “Keel Cranke” è stata pubblicata da Henry Playford nel suo “Original Scots Tunes” (1700)  una melodia già riportata nel “Leyden Tablature Manuscript” (1692) spartito musicale sul quale Robert Burns scrisse la sua poesia. John Glen (Early Scottish Melodies, 1891) fa ancora un passo indietro e suggerisce che il ritornello di questa melodia derivi da “My Mistres blush is bonny” trascritta nello “Skene Manuscripts” (c. 1615 – 1635).

I versi dalla I alla III strofa sono stati composti da Robbie riprendendo il brano tradizionale che circolava dal secolo precedente, mentre il ritornello è rimasto quello originario (come riferito da William Stenhouse:   “The chorus is old. The rest of it, beginning “Whare hae ye been sae braw, lad”, was written in 1789 by Burns on purpose for the Museum”) . Gli ultimi due versi sono un’aggiunta del poeta James Hogg nella ristampa della canzone nella sua raccolta “Jacobite Reliques ” del 1819.

ASCOLTA The Irish Rovers (sarà perchè sono canadesi, con un repertorio perlopiù irish, ma la versione che cantano è leggermente diversa da quella standard)

ASCOLTA The Picts  in ‘Chiefly in the Scottish Dialect’ definiti Scottish folk rockers, che ci danno di brutto con cornamuse e tamburi. Si fermano alla III strofa


I
Where hae ye been sae braw, lad?
Whare hae ye been sae brankie(1),
Whare hae ye been sae braw, lad?
Cam ye by Killiecrankie, O?
Chorus.
An(2) ye had been whare I hae been,
Ye wad na been sae cantie(3), O;
An ye had seen what I hae seen,
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
II
I faught at land, I faught at sea,
At hame I faught my Auntie(4), O;
But I met the devil an’ Dundee(5),
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
III
The bauld Pitcur(6) fell in a furr(7),
An’ Clavers(8) gat a clankie(9), O;
Or I had fed an Athole gled(10),
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
IV
O fie, Mackay(11), what gart(12) ye lie
I’ the bush ayont the brankie(1)-O?
Ye’s better kiss’d King Willie’s loof(14)
Than come to Killiecrankie-O
V
It’s nae shame, it’s nae shame
It’s nae shame to shank(15) ye-O
There’s sour slaes(16) on Athol Braes
And de’ils at Killiecrankie-O.
TRADUZIONE  ITALIANO*
I
Da dove vieni elegantone?
Da dove vieni tutto agghindato?
Da dove vieni elegantone?
Vieni da Killiecrankie?
RITORNELLO
Se fossi venuto da dove vengo io
non saresti così allegro
se avessi visto quello che ho visto io
al passo di Killiecrankie
II
Ho combattuto per terra e per mare,
a casa ho combattuto mia suocera,
ma ho incontrato quel diavolo di Dundee al passo di Killiecrankie
III
Il coraggioso Pictur è caduto in un fosso, e se Clavers non avesse preso un brutto colpo anch’io sarei finito in pasto al falco sul passo di Killiecrankie
IV
O vergogna Mackay cosa ti ha fatto nascondere tra le fratte? Era meglio per te baciare la mano di Re Guglielmo che andare a Killiecrankie!
V
Non è vergogna, non è vergogna
non è vergogna scappare, la collina di Atholl è piena di prugnoli e il diavolo è a Killiecrankie

NOTE
* tradotto da Cattia Salto in una versione un po’ meno letterale, per la traduzione in francese qui
1) Brankie= brank è una parola dai molti significati ma poco usata; alcuni la traducono come “gaudy” nel senso di “benvestito, vestito con cura” Nel secondo verso della IV strofa il significato è invece “behave violently or without restraint“( XV sec), “violent strife” per cui la traduzione più probabile è “beyond the battle“. Altri propendono per un errore di battitura al posto di “bankie” (inteso come riva di un fiume)
2) An=if
3) Cantie= jolly
4) il verso è un po’ oscuro: un goccio di ironia per dire che il protagonista quando non ha un nemico contro cui combattere, se la prende anche con i suoi parenti o con una indomabile zia contro la quale è vana ogni battaglia? Potrebbe alludere alla lotta tra i clan scozzesi divisi dal giuramento di fedeltà per l’uno o l’altro re ma anche ai frequenti litigi  (e faide) per questioni d’onore tra i clan
5) anche se i due personaggi sono distinti si potrebbe tradurre anche come “quel diavolo di Dundee”
6) Bauld (bold) Pitcur= “Haliburton of Pitcur” combattè dalla parte dei giacobiti
7) Furr= furrow canale di drenaggio, fossato
8) “Bluidy Clavers” (Clavers il sanguinario) è il soprannome dato a Dundee dai suoi nemici.  Clavers= abbrevviazione di Claverhouse. John Graham fu Lord di Claverhouse prima di essere nominato conte di Dundee (e soprannominato Bonnie Dundee).
9) Clankie= knocked; Durante la battaglia Dundee soccorre il clan MacDonald ed è ferito gravemente da un colpo di moschetto (secondo la leggenda è stato colpito da un proiettile d’argento,(l’unico metallo che poteva ferirlo, perchè era creduto un alleato del diavolo). Dundee vinse la battaglia (al prezzo di forti perdite) ma morì la notte stessa
10) letteralmente: avrei nutrito un falco di Athole. Athole è l’antico nome per l’area del Perthshire, ma anche un riferimento a Blair Atholl il paese dove è costruito Blair Castle, un punto strategico sulla strada principale per le Highlands, casa del clan Murray. Il Duca di Atholl John Murray giurò fedeltà al nuovo governo (anche se due dei suoi figli passarono alla causa giacobita) ma il castello finì nelle mani dei giacobiti. Lord Murray era intenzionato a riprendersi il suo castello e il generale Hugh Mackay era andato in suo soccorso. Dundee con l’intenzione di intercettare MacKay radunò i clan delle Highlands fedeli alla causa giacobita a Blair Atholl.
Gled= hawk, ma anche “greedy person” una persona avida, rapace
11) il generale Hugh Mackay di Scourie, scozzese delle Lowland andò in soccorso delle truppe di John Murray: così nelle truppe che combatterono a Killiecrankil si trovavano scozzesi delle Lowlands ma anche delle Highlands dei clan che avevano giurato fedeltà al nuovo re e veterani delle guerre olandesi. Vennero chiamati “Williamites“. Erano in 4.000 ovvero il doppio dei Ribelli, ma combattevano con le tattiche standard dell’esercito inglese: un colpo di moschetto e poi la carica con le baionette. Così l’assalto con la tecnica dell'”Highland charge” (l’assalto all’arma bianca con tanto di urlo selvaggio) li colse ancora nel tentativo di innestare le loro baionette.
12) Gart = make
14) King Willie’s loof = palm of the hand.  Re Guglielmo III regnò sulla Gran Bretagna dal 1689 al 1702 in qualità di marito della Regina Maria II
15) Shank = leg e to shank-= to run away (to flee)
16) Slaes = sloes, blackthorns; letteralmente acidi prugnoli con riferimento al boccone amaro da mandare oppure l’allusione è alle spine cioè le spade degli highlanders

 UNA PASSEGGIATA NEI BOSCHI

Nel Pertshire la canzone commemorativa della battaglia è di rigore, e il luogo merita una visita (da evitare però le ore notturne, per non incontrare qualche fantasma). Nel percorso proposto (qui) si parte dal “Salto del soldato” per arrivare fino al borgo di Pitlochry. Si dice che in questo punto (the Soldier’s Leap) un soldato delle truppe di MacKay, tale Donald MacBean, abbia saltato da sponda a sponda il fiume Garry per sfuggire alle truppe giacobite e alla morte certa.

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Sebbene sia il tratto più stretto della gola la distanza è della bellezza di 5,5 metri così è tramandata la testimonianza del prodigioso salto: “I went above the Pass, where I met with another water very deep; it was about 18 foot over betwixt two rocks. I resolved to jump it, so I laid down my gun and bat and jumped, and lost one of my shoes in the jump. Many of our men were lost in that water.”

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/killie.htm
http://www.scotsmag.com/articles/killiecrankie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28904
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=16531
https://wizzley.com/battlefield-killiecrankie-hauntings/

http://smalltownoilwife.blogspot.it/2013/04/pitlochry-part-2-killiecrankie-trail.html
http://www.undiscoveredscotland.co.uk/blairatholl/killiecrankie/

SUCH A PARCEL OF ROGUES IN A NATION

Robert Burns non ha mai rivendicato la paternità di questa canzone, troppo preoccupato a non esporsi pubblicamente nel suo ruolo di pubblico ufficiale (esattore delle tasse dal 1789). Tuttavia non poteva restare indifferente all’evento del secolo ossia al Trattato di Unione del 1707 che aboliva il parlamento di Scozia e Inghilterra per creare un unico Parlamento del Regno Unito. Unione osteggiata da una grande parte della popolazione scozzese che temeva di perdere la propria libertà.

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La bandiera nata dall’Unione:
la croce di Sant’Andrea e quella di San Giorgio

LA SCOZIA: UNA STORIA DI FEDE E LIBERTÀ di Paolo Gulisano
Nel 1707 la Scozia, attraverso l'Atto di Unione approvato dai Parlamenti inglese e scozzese, cessava di essere una nazione libera ed indipendente. A partire dal 1° marzo di quell'anno, definito dai patrioti scozzesi annus orrobilis, l'intera isola britannica ricadde sotto un unico governo, quello di Londra.
 Uno degli uomini che più strenuamente si era battuto contro l'Atto era Andrew Fletcher di Saltoun (1653-1716), avvocato dei diritti e delle libertà del suo popolo, parlamentare, esule.
 Nel momento più oscuro della storia della nazione, in cui essa stessa, per volontà della maggioranza dei propri rappresentanti politici e dell'aristocrazia, rinunciava alla propria libertà consegnandola agli inglesi in cambio di vantaggi economici - peraltro riservati ad una ristretta oligarchia - e della garanzia che sarebbero stati mantenuti gli assetti civili e religiosi determinati dalla Rivoluzione del diciassettesimo secolo e dalla Riforma Protestante, Fletcher lasciò una dichiarazione che all'epoca poteva sembrare un sentimentale attaccamento alla tradizione e ad un glorioso passato ormai tramontato, e che oggi, al termine del Novecento e alla luce degli avvenimenti che negli ultimi anni hanno visto il ritorno come protagoniste della storia le piccole patrie, tra le quali la stessa Scozia, assume invece una dimensione quasi profetica: "sono le ballate, e non le leggi, a costruire una nazione".
 Fletcher ebbe a scrivere ciò nel 1704, quando il destino della Scozia era ormai segnato, in un breve saggio dedicato al "corretto ordinamento dei Governi per il Bene dell'Umanita" (Account of a Conversation concerning a Right Regulation of Government for the Common Good of Man-kind).
 Le ballate: non già un'espressione intellettuale e romantica, ma la memoria tenace delle leggende, della storia mitica e di quella reale, che ha accompagnato i popoli europei nella loro storia millenaria, con particolare evidenza per quel che riguarda l'area celtica.
 A pochi anni dalla resa dell'Atto di Unione e dalla profezia di Fletcher, il grande poeta nazionale scozzese Robert Burns scriveva questi versi:
"At Wallace's name, what Scottish blood,
 But boils up in a spring-time flood!
 Oft have our fearless fathers strode
 By Wallace's side,
 Still pressing onward, red-wat-shod,
 Or glorious dy'd!"
 Da"To W.S***n, Ochiltree- 1785.
"Al nome di Wallace quale sangue scozzese non può ribollire con primaverile piena! Spesso i nostri padri intrepidi hanno marciato al fianco di Wallace, sempre avanzando, calzati di rosso sangue, o tinti di colore glorioso!".
 "La paura di restare indietro nella competizione globale è diventato il predominante della politica. Non solo le imprese, ma gli Stati si considerano intrappolati in una situazione di competizione continua, dove ogni partecipante dipende dalle decisioni degli altri giocatori. Ciò che si perde di vista in questa corsa ansiosa è la possibilità di autodeterminazione." (William Greider, "The Global Marketplace: a Closet Dictator" in The Case against Free Trade, San Francisco, 1993). Così, mentre da più parti già si proclamava la "fine della storia" e si profilano all'orizzonte gli inesorabili scenari della globalizzazione e del pensiero unico, riemergono con forza le esigenze e le ragioni delle differenze, delle specificità, delle identità.
In Scozia come altrove sembrano riecheggiare le vibranti parole di Gilbert Keith Chesterton: "We are a people, and we have not spoken yet!" 
 [trad it: "noi siamo un popolo, e non abbiamo ancora parlato!"]

Tratto da Paolo Gulisano IL CARDO E LA CROCE.

Solo nel 1997, sulla scia del processo di decentralizzazione avviato da Tony Blair, si gettano le basi per la riapertura del Parlamento Scozzese con un proprio statuto di autonomia legislativa nella sanità, educazione e alcune questioni sociali. (vedi)

VERSIONI STRUMENTALI
La melodia ha l’andamento di un inno, eppure è malinconica come un lamento

ASCOLTA Beltaine in Koncentrad (2007)

Il testo risale al 1791 o al 1752 ed è pubblicato nel 1792 nelloScots Musical Museum” di Johnson con la melodia “A Parcel of Rogues in a Nation” (vedi) senza segnalazione dell’autore, si ritrova inoltre in The Jacobite Relics of Scotland” (1819) di James Hogg. Alcuni critici ritengono che Burns abbia lavorato su del materiale originario, quello del lamento di un patriota scozzese del 1707 contrario all’Unione, ma non è ancora stata rintracciata la canzone antecedentemente alla pubblicazione di Burns, Hogs riporta solo che canzone e melodia erano molto popolari.

ASCOLTA The Dubliners
ASCOLTA Steeleye Span in “Parcel of Rogues”, 1973
ASCOLTA Alastair McDonald

ASCOLTA Pat Kane & Brian Shiels una vera chicca (per i miei gusti). Peccato che l’audio non sia di buona qualità


I
Fareweel to a’ our Scottish fame,
Fareweel our ancient glory;
Fareweel ev’n to the Scottish name,(1)
Sae fam’d in martial story.
Now Sark rins over Solway sands,
An’ Tweed rins to the ocean(2),
To mark where England’s province stands-
Such a parcel of rogues(3) in a nation!
II
What force or guile could not subdue(4),
Thro’ many warlike ages,
Is wrought now by a coward few,
For hireling traitor’s wages(5).
The English stell we could disdain,
Secure in valour’s station;
But English gold has been our bane-
Such a parcel of rogues in a nation!
III
O would, or I had seen the day(6)
That Treason thus could sell us,
My auld grey head had lien in clay,
Wi’ Bruce and loyal Wallace!(7)
But pith and power, till my last hour,
I’ll mak this declaration;
We’re bought and sold for English gold-
Such a parcel of rogues in a nation!
tradotto da Cattia Salto
I
Addio a tutta la nostra fama scozzese
addio alla nostra antica gloria
Addio anche al nome scozzese
così famoso nei racconti marziali!
Ora lo Sark scorre fino al delta di Solway e il Tweed scorre verso l’oceano, per contrassegnare dove si trova la provincia dell’Inghilterra,
che branco di canaglie in una sola nazione!
II
Quel che forza o inganno non poterono sottomettere in molti secoli bellicosi,
è concesso ora da una manica di codardi per un salario da schiavi e traditori.
Avremmo potuto resistere all’acciaio inglese, forti del nostro antico valore,
ma l’oro inglese è stato la nostra rovina
che branco di canaglie in una sola nazione!
III
Piuttosto che vedere il giorno
di quel tradimento che ci venderà tutti,
vorrei che la mia vecchia testa grigia giacesse in terra
con Bruce e il leale Wallace!
Ma fiero e indomito, fino alla mia ultima ora
farò questa dichiarazione:
“Siamo stati comprati e venduti da e per l’oro inglese – che branco di  canaglie in una sola nazione! ”

NOTE
1) Gli scozzesi rinunciarono al proprio parlamento e alla propria bandiera, ma non furono disposti a rinunciare alla propria Chiesa di Scozia Presbiteriana e al Diritto Romano.
2) Sark e Tweed sono i fiumi che segnano i confini occidentali e orientali della Scozia con l’Inghilterra
3) parcel of rogues sono i politici scozzesi corrotti con terre e denaro. Il termine sta a indicare il casellario penale dei “brutti ceffi”, ovvero i criminali
4) la Scozia non fu mai conquistata militarmente dall’Inghilterra,  fu Giacomo VI re di Scozia a ereditare il trono d’Inghilterra alla morte della zietta (Elisabetta I)
5) il tema dei traditori pagati con l’oro inglese è un ritornello tipico delle canzoni filo-giacobite
6) Hogg scrive:”I would that ere I’d seen the day”
7) vano appare l’impegno indipendentista e il sacrificio di antichi guerrieri come Robert the Bruce e William Wallace.

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-378,-page-391-such-a-parcel-of-rogues-in-a-nation.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=711
http://web.tiscalinet.it/identitaeuropea/iniziative/gulisano_cardo.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13443&lang=it
http://mysongbook.de/msb/songs/p/parcelor.html
http://www.iacopi.it/credits/art/Inghilterra%20Scozia,%20un%20matrimonio%20di%20convenienza.pdf
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4555678.asp
http://chrsouchon.free.fr/rogues.htm

CHARLIE, HE’S MY DARLING

Canto ironico legato all’ultima rivolta giacobita capeggiata dall’ultimo pretendente cattolico al trono d’Inghilterra, il principe Carlo Edoardo Stuart (1729-1788) amato dagli Scozzesi come il “Bonnie Prince Charlie“. Il “Bel Carletto” fu l’ultimo della dinastia Stuart a rivendicare il tono di Scozia e Inghilterra. I sostenitori della rivolta si chiamarono giacobiti, perchè sostenitori di re Giacomo II d’Inghilterra deposto nel 1688, quando fu sostituito dalla figlia Maria II d’Inghilterra insieme al marito e primo cugino Guglielmo III d’Inghilterra (l’annosa disputa tra Cattolici e Protestanti!). continua

Lost_Portrait_of_Charles_Edward_StuartIL BEL CARLETTO

Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands!
Cresciuto in pratica a Roma sotto l’ala del Papa, in un primo tempo venne spedito dal padre Giacomo a Parigi “per farsi una posizione” a Corte, sfruttando la parentela con il re di Francia. Eppure Luigi non ne voleva proprio sapere del suo parente povero e si rifiutò di riceverlo a Corte; così Charlie visse a Parigi snobbato dalla nobiltà e in perenne ricerca di finanziatori disposti a rischiare i quattrini per il suo tentativo di restaurazione sul trono (per la verità era anche un assiduo frequentatore di taverne). A Parigi ebbe come amante Marie Louise de La Tour (già maritata con il Duca di Montbazon) dalla quale pare abbia avuto un figlio.

Tra le lamentele del conte di Mar (esule in Francia dopo la figuraccia di Sheriffmuir) sul carattere del principe, oltre alla sua eccessiva predilezione per il bere, c’erano anche i modi sgarbati verso i suoi seguaci e il suo chiacchierare a vanvera; ma evidentemente il “Bel Carletto” non doveva essere poi così inconcludente, se alla fine produsse una Dichiarazione di Accordo con la quale rivendicava i propri diritti al trono della Gran Bretagna, sotto firmata dai capi clan scozzesi leali alla causa giacobita: Clanranald e Glengarry, Stewart di Appin, Alexander MacDonald di Keppoch, Angus MacDonald di Scotus. Indubbiamente ci furono in ballo questioni d’onore e giuramenti di fedeltà al padre e al nonno, più che un’affezione particolare per il Giovane Pretendete; inoltre non era insolito per molti clan tenere i piedi in due scarpe ed avere così qualche parente stretto a combattere nello schieramento opposto.

IL GIALLO DEL RITRATTO
Ma qual'era il volto del bel Carletto?
Spesso si tende a dimenticare che Carlo aveva un fratello prete (Enrico Benedetto) e i due si assomigliavano, così il ritratto del fratello Enrico in armatura militare di quando prestava servizio nell'esercito francese, è finito tra le biografie ufficiali del Bel Principe!!

LA CAMPAGNA MILITARE

Il venticinquenne Charles sbarcò insieme a sette compagni sull’isola di Eriskay e una manciata di spade, poi si spostò verso Glenfinnan e restò in attesa che i clan arrivassero!
La sua campagna militare fu piuttosto caotica e inizialmente baciata dalla fortuna che gli regalò una serie di facili vittorie come la battaglia di Prestonpans, la quale gli aprì le porte della città di Edimburgo (ma con gli inglesi asserragliati nel Castello) dove si auto-proclamò re. E poi invece di aspettare che passasse l’inverno seguendo i consigli dei suoi generali di ritirarsi verso le Highlands, Charles ebbe la bella pensata di invadere l’Inghilterra.
Ma poi a Dicembre inoltrato quando l’esercito delle Highlands si trovava a Derby (a causa delle numerose defezioni e della scarsa adesione dei suoi “sudditi” delle Lowlands) ci fu il dietro front.

CHARLIE IS MY DARLING

75241561_3Robert Burns nel 1794 ha riportato in forma ridotta una street ballad risalente all’anno 1745,  con una melodia composta per l’occasione, o quantomeno arrangiata da Stephen Clarke, per la pubblicazione sullo Scots Musical Museum

Una versione più “patriottica” è quella riportata da James Hogg (1812) il quale credeva che la versione di Burns fosse quella tradizionale; Hogg riscrisse in parte il testo sottotitolando la sua versione come “Moderna”.

In Burns Charlie è un vigoroso amante, oltre che valoroso combattente, e viene descritto mentre si dedica ad un’avventura amorosa, attratto dalla bellezza di una fanciulla affacciata alla finestra (presumibilmente per acclamarlo mentre sfilava trionfante per le vie della cittadina). Tanto testosterone sprizza anche dai suoi uomini, pronti a sverginare ogni pastorella incontrata per i campi (nel rapporto è implicito il consenso femminile, così come la fanciulla “cittadina” è ben disposta ad aprire la porta al “Bonnie Prince”)

Anche Lady Nairne (Carolina Oliphant 1766-1845) riscrive le strofe della canzone, ed estende l’ammirazione per Charlie a tutti i suoi fedeli sostenitori armati, sublimando l’attrazione erotica verso il Bel Carletto in fede patriottica. O così almeno commentano i critici (e chissà perchè quando è una donna ad essere sfegatatamente patriottica la si taccia di isteria!) (qui)

Tutte queste versioni sono state scritte quando il “Bonnie Prince” era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi. Una comparazione tra le tre stesure qui

Oggi prevale la versione ironica di Burns per quel suo piccante ammiccamento all’ “All in his Highland dress” che allude alle parti intime del “Bel Carletto” lasciate “all’aria” sotto il kilt scozzese. [Le recenti ricerche pubblicate sullo Scottish Medical Journal confermano che gli uomini che indossano il kilt in modo tradizionale (cioè senza mutande) sono più fertili!]

ASCOLTA Eddi Reader


ROBERT BURNS 1794/1796
Chorus.
An’ Charlie, he’s my darling,
My darling, my darling,
Charlie, he’s my darling,
The young Chevalier.
I
‘Twas on a Monday morning,
Right early in the year,
That Charlie came to our town,
The young Chevalier.
II
As he was walking up the street,
The city for to view,
O there he spied a bonie lass
The window looking through,
III
Sae light’s he jumped up the stair,
And tirl’d at the pin(1);
And wha sae ready as hersel’
To let the laddie in.
IV
He set his Jenny on his knee,
All in his Highland dress;
For brawly weel(2) he ken’d(3) the way
To please a bonie lass.
V
It’s up yon heathery mountain,
An’ down yon scroggie(4) glen,
We daur na(5) gang a milking(6),
For Charlie and his men.

traduzione revisionata da Cattia Salto
Chorus.
Charlie è il mio caro,
il mio caro,
Charlie è il mio caro,
il giovane Cavaliere.
I
Era un lunedì mattina,
all’inizio nell’anno,
che Charlie venne nella nostra città,
il giovane Cavaliere.
II
Mentre camminava per la strada,
per visitare la città,
oh vide una bella ragazza
affacciata alla finestra,
III
Come un lampo saltò su per le scale,
e tirò il campanello;
e anche lei prontamente
fece entrare il ragazzo.
IV
Prese Jenny sulle ginocchia,
tutto vestito da scozzese;
lui ci sapeva fare molto bene,
per compiacere a una bella ragazza.
V
Su per le montagne d’erica,
e giù per la valle cespugliosa,
non osiamo andare a mungere,
a causa di Charlie e i suoi uomini,

NOTE
1) tirled at the pin = “rattled at door latch”. E’ una frase consueta nelle ballate scozzese oggi si traduce come “suonare il campanello” ma un tempo il meccanismo era un po’ più complesso rispetto a un semplice bottone da pigiare. Al posto del batacchio (o delle nocche delle mani) nelle dimore scozzesi era comune una campanella collegata a un pezzo di metallo spiraliforme.
“Twirl” oppure “tirl”= to make a rattling sound. Le vecchie dimore scozzesi conservano ancora un apparato proprio all’esterno della porta di casa formato da un pezzo di metallo spiraliforme (a twisted “pin”) che sporge un poco. All’estremità libera è appeso un campanello che si muove su e giù producendo un “rattling sound”  che annuncia i visitatori.
Ecco perchè troviamo nelle vecchie ballate “twirling” o “tirling” the ring (pin). Il perchè sia così importante richiamare il fatto che i visitatori fossero annunciati da un suono della campanella è ancora da indagare!
2)  brawlie weel = very well
3) kened = knew, understood
4) scroggy = hilled slopes covered in brush
5) daurna = dare not
6) nelle ballate scozzesi le ragazze mandate sole alla mungitura negli alpeggi perdevano facilmente la verginità

LA FUGA

Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.. continua

LA VECCHIAIA

Charles_Edward_Stuart_(1775)L’Alfieri ce lo descrive come “irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito” (ma doveva avere il dente avvelenato essendo stato per anni l’amante della molto più giovane e bella moglie Luisa di Stolberg-Gedern contessa d’Albany). Il Principe sempre più amareggiato e dedito all’alcol, morì a Roma il 31 gennaio 1788 (abbandonato anche dalla moglie quattro anni prima).

Così lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson mise in bocca a Charlie vecchio e disfatto nel suo esilio “dorato” tra Roma e Firenze i versi di una popolare canzone The Skye boat song

Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://ontanomagico.altervista.org/charlie.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/charlie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27601
http://chrsouchon.free.fr/ocharlie.htm
http://www.jstor.org/discover/10.2307/25517716?uid=3738296&uid=2129&uid=2&uid=70&uid=4&sid=21102306474941