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BONNIE DUNDEE

(c) The University of Aberdeen; Supplied by The Public Catalogue FoundationNel 1825 sir Walter Scott, promotore del revival letterario giacobita, scrisse un poemetto dedicato a John Graham Laird di Claverhouse, primo visconte di Dundee (c. 1648 – 1689) soprannominandolo “il Bel Dundee“; eppure l’appellativo con cui Claverhouse era apostrofato ai suoi tempi, non aveva nulla di lusinghiero: “Bluidy Clavers”, “Clavers il sanguinario” colui che aveva fatto un patto con il diavolo.

QUEL DIAVOLO DI DUNDEE

Militare di carriera, soldato di fortuna in Francia e Olanda, ritornò in Scozia nel 1678, dove venne nominato capitano dei dragoni e mandato nel Sud-Ovest a combattere contro i Presbiteriani che si opponevano al regime anglicano di re Carlo II (e tuttavia nel 1689 si sposò con Jean Cochrane figlia di una nota famiglia di “Covenanters*“).
Grazie all’amicizia coltivata in Inghilterra con il Duca di York – futuro re Giacomo II – Graham venne creato Visconte di Dundee il 12 novembre del 1688.
*Covenanti, (covenant è un accordo, alleanza in riferimento al rapporto diretto tra Dio e il suo popolo, tramite le parole della Bibbia) così erano chiamati presbiteriani in Scozia, le loro riunioni in aperta campagna vennero denominate “conventicles” e considerate illegali passibili di pena capitale.

I CATTOLICI ALLA RISCOSSA

210px-James_II_by_Peter_LelyQuando re Giacomo II divenne re nel 1685, la sua politica “assolutistica” e le sua intenzioni di restaurare il cattolicesimo, lo rese inviso ai più e in particolare ai capi dei due partiti del parlamento -Whigs in testa – che d’intesa per disfarsi al più presto del re papista (il quale voleva portare l’Inghilterra verso “il papismo e la schiavitù”), chiamarono il principe Guglielmo III d’Orange dall’Olanda affinchè si recasse a occupare il trono reale con la moglie Maria Suart. Un colpo di stato camuffato da un “cambio in famiglia” con tanto di esercito di mercenari ingaggiati da Guglielmo!

Qui siamo agli inizi della ribellione, passata alla storia come Gloriosa Rivoluzione, il re venne dichiarato decaduto sia dal parlamento inglese che sa quello scozzese e nel 1689 “rimpiazzato” di fatto da Guglielmo III. Giacomo II cercò di riprendersi il trono sbarcando nell’Irlanda cattolica con un esercito francese e la speranza (rivelatasi ben presto vana) di raggiungere Londra a capo dei suoi sostenitori.

L’EROE GIACOBITA

Nel frattempo “Bonnie Dundee” si era rifiutato di giurare fedeltà a Guglielmo anzi aveva complottato con altri “giacobiti” ovvero sostenitori di Giacomo in favore della ribellione armata: corse in lungo e in largo per le Highlands allo scopo di radunare un piccolo esercito. Lo scontro avvenne in data  27 luglio 1689 contro le truppe guidate dal generale Huge Mackay in un attacco a sorpresa al passo di Killiecrankie. Dundee vinse la battaglia ma cadde ferito a morte e divenne subito un eroe della ribellione giacobita.
La Gloriosa Rivoluzione del 1689 fallì miseramente, e di fatto fece dell’Inghilterra una monarchia parlamentare, la discendenza maschile del ramo Stuart cercò periodicamente e fino al 1746 di riprendersi il trono con l’aiuto di Francia e Spagna, capitolo chiuso nel sangue con la battaglia di Culloden combattuta il 16 aprile del 1746, seguita da una durissima repressione dei clan scozzesi.
[vedi la SCHEDA in http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm]

ADEW DUNDEE

La melodia “Adew Dundee” (in Skene MS 1620 circa) è stata presa come modello per altre tre canzoni che riprendono tutte il nome di Dundee.
Il Manoscritto Skene è una raccolta di musica scozzese per liuto che ha preservato un centinaio di melodie popolari scozzesi, trascritte in notazione moderna e pubblicate nell'”Ancient Melodies of Scotland” di William Dauney.
Una ricerca approfondita sulla melodia qui

Ma andiamo con ordine, prima la melodia “Adew Dundee
ASCOLTA Rob MacKillop al liuto

BONNIE DUNDEE ovvero THE BONNETS OF BONNIE DUNDEE

dundeeFu Sir Walter Scott nel dicembre del 1825 a scrivere un poemetto sull’eroe giacobita morto quarantenne nella battaglia di Killiecrankie, mentre era ossessionato dal ripetersi della melodia “Adew Dundee” che continuava a ronzargli in testa “The air of ‘Bonnie Dundee’ running in my head today I [wrote] a few verses to it before dinner, taking the key-note from the story of Claverse leaving the Scottish Convention of Estates in 1688-9.”

I versi di Sir Walter Scott sono ovviamente degni di un poemetto (pubblicato in “The Christmas Box -1828-9) ma le versioni cantate oggigiorno tendono a limitarsi alle tre o quattro strofe. La melodia che Scott aveva in testa doveva essere suonata ‘à la militaire’ quindi come una marcia o marcetta. L’arrangiamento divenne subito popolare anche se personalmente preferisco la versione più lenta di “Adew Dundee”

ASCOLTA The McCalmans in “An Audience With The McCalmans” (1973). (strofe I, II, IV)

ASCOLTA The Irish Rovers  suonata ‘à la militaire’

I
To the Lords of Convention [1] `twas Claverhouse [2] spoke.
“Ere the King`s crown goes down there are crowns to be broke;
So each Cavalier [3] who loves honour and me,
let him follow the bonnets of Bonny Dundee.”
CHORUS [4]:
Come fill up my cup, come fill up my can,
Come saddle my horses, and call up my men;
unhook the West Port and let us gae free,
for it’s up with the bonnets of Bonny Dundee!
II
Dundee he is mounted and he rides up the street,
The bells [5] they ring backward, the drums they do beat;
and the Provost [6], douce[7] man, says,
“Just let him be, for the Toon is weel rid of that De’il Dundee”.
III
There are hills beyond Pentland and there are lands beyond Forth, [8]
be there kings in the south there are chiefs in the North;
there are brave Duniewassals [9] three thousand times three,
fly high for the bonnet of Bonny Dundee.
IV
Then away to the hills, to the lea, to the rocks –
Ere I own an usurper, I`ll couch with the fox;
so tremble, false Whigs [10] , in the midst of your glee,
you have no seen the last of my bonnets and me!

TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Ai Lord della Convenzione(1) così parlò Claverhouse(2)
“Dove la corona del re è spodestata,  ci sono corone da spezzare;
così ogni Cavaliere(3) che ami l’onore e me
segua i berretti del Bel Dundee
RITORNELLO(4)
Venite a riempire le coppe e le tazze,
venite a sellare i cavalli e a richiamare gli uomini;
aprite la Porta Ovest e lasciateci passare
che è giusto essere con i berretti del Bel Dundee
II
Dundee si è ribellato e cavalca per le strade
le campane(5) risuonano al suo passaggio  e si battono i tamburi
e il primo cittadino(6), da uomo cauto dice
” Lasciate che vada, che la città si levi di torno quel diavolo di Dundee”
III
Ci sono colline oltre lo stretto di Pentland e ci sono terre oltre il Forth(8),
ci sono i re del Sud ci sono i capi del Nord,
ci sono i nobili cadetti(9), ci sono 3000 volte tre
gettate in alto il cappello del Bel Dundee
IV
Allora riconquistiamo colline, campi  e montagne
qui c’è un usurpatore, andrò a caccia alla volpe;
così tremate Whigs(10) bugiardi, nel mezzo della vostra allegria
non avete visto l’ultimo dei miei berretti e me

NOTE
[1] The Lords of Convention: Guglielmo nel marzo del 1689 fece ratificare al parlamento scozzese la sua successione al trono di Scozia (con il nome di Guglielmo II). Il visconte di Dundee si oppose ma inutilmente e temendo per la propria vita lasciò Edimburgo per ritirarsi nelle Highlands e raccogliere un esercito di ribelli.
[2] John Graham Laird di Claverhouse, primo visconte di Dundee
[3] Cavaliers (Royalists): soprannome dei sostenitori di Re Carlo I durante la guerra civile inglese (1642) contrapposti ai Roundheads, i Puritani di Oliver Cromwell, questi portavano i capelli corti con una sorta di taglio a caschetto mentre i nobili portavano lunghi capelli con i boccoli. La parola deriva dal francese “chevalier” per indicare la loro origine nobiliare.
[4] il ritornello è stato ripreso pari pari da una vecchia canzone dal titolo “Jocky’s Escape from Dundee
“Come fill up my cup, come fill up my can,
Come saddle my horse and call up my man,
Come open the gates and let me go free,
And shew me the way from bonny Dundee.”
[5] To ring bells backward: il suono delle campane era un segnale d’allarme (invasione, incendio)
[6] Provost: il sindaco di Edimburgo
[7] douce=gentle ma anche “cautious”
[8] Pentland, Forth: “Pentland Firth” è lo stretto che separa le isole Orcadi dal Nord della Scozia; “Firth of Forth” è la grande insenatura creata dall’estuario del fiume Forth
[9] Duniewassal: (dal gaelico: duine uasal; duine=man, uasal= high, dignified) il cadetto di una famiglia di rango nelle Highlands
[10] una distinzione sommaria tra i due partiti classifica i tories, come proprietarî di terre (landed men), mentre i whigs, come rappresentanti della ricchezza mobiliare (moneyed men). Whigs, è una parola di probabile origine scozzese, forse col significato di predone, o forse viene da “whig”, latte acido, di certo era un insulto che nel 1600 si rivolgeva a questa corrente politica ma rimase appiccicato come un etichetta nei secoli successivi. Non mi sembra il caso di andare a distinguere tra le sottili o più sostanziali divergenze tra i due partiti, quanto sottolineare che furono i Whigs ad appoggiare incondizionatamente la nuova dinastia.

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

In questa versione testuale Bonnie Dundee è la città Dundee, dove una ragazza attende il suo uomo partito come soldato (forse con i ribelli giacobiti). La ballata proveniente dai broadside e passata per la penna di Robert Burns, è una sorta di ninna-nanna rivolta al figlio piccolo, ma anche un lamento. continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://skyelander.orgfree.com/dundee.html
http://thesession.org/tunes/1229
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15103
http://chrsouchon.free.fr/bonndund.htm
http://chrsouchon.free.fr/adieudun.htm
http://chrsouchon.free.fr/dundee.htm

THE BRAES O’ KILLIECRANKIE

Ennesima canzone di origine scozzese che si innesta nel filone delle  canzoni giacobite
[Ho dedicato un paio di pagine per inquadrare storicamente la questione giacobita, (Jacobite Rising) QUESTIONE GIACOBITA: ANTEFATTO E ATTO I dalla deposizione  di Re Giacomo II e i tentativi del figlio Giacomo Stuart (Old Pretender) di riprendersi il trono vedi]

IL RE DEPOSTO

Qui siamo agli inizi della ribellione, passata alla storia come Gloriosa Rivoluzione, il re venne dichiarato decaduto sia dal parlamento inglese che sa quello scozzese e nel 1689 “rimpiazzato” di fatto da Guglielmo III. Giacomo II cercò di riprendersi il trono sbarcando nell’Irlanda cattolica con un esercito francese e la speranza (rivelatasi ben presto vana) di raggiungere Londra a capo dei suoi sostenitori.

John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee
Bonnie Dundee

Nel frattempo John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee (1648–1689), noto nell’Ottocento come “Bonnie Dundee” (vedi ) si era rifiutato di giurare fedeltà a Guglielmo anzi aveva complottato con altri “giacobiti” ovvero sostenitori di Giacomo in favore della ribellione armata: corse in lungo e in largo per le Highlands allo scopo di radunare un piccolo esercito (da sottolineare la parola piccolo). Lo scontro avvenne in data  27 luglio 1689 contro le truppe guidate dal generale Huge Mackay in un attacco a sorpresa al passo di Killiecrankie.

Killiecrankie è una parola che in gaelico significa “bosco tremulo” ovvero “il bosco degli alberi di pioppo” e sta a indicare un passo di montagna tra Blair Atholl e Pitlochry nel Perthshire: la valle percorsa e dal fiume Garry nel suo punto più stretto è attraversata dalla strada principale che unisce le Highlands e le Lowlands, quella che si dice una tipica “glen” scozzese, in autunno la valle si accende di giallo ed è un vero spettacolo.

IL TEATRO DELLE OMBRE DOLENTI

Intorno alla battaglia sono sorte numerose leggende di fantasmi, la più citata è quella di una signora inglese in vacanza nelle Highlands che un giorno decise di andare in bicicletta lungo la vallata del fiume Garry. Aveva appena superato il castello di Blair (dalle imponenti mura) e poco dopo la vallata si stringeva, era arrivata al passo di Killiecrankie, tutt’intorno i boschi di betulla. La nostra signora intenzionata a fare un pic-nic, cercò un posto panoramico tra le rocce verdi di muschio. E lì si addormentò complice il tiepido sole, il cinguettio degli uccelli, e il mormorio dell’acqua sottostante.
Ore dopo, nel cuore della notte, la donna si svegliò destata da un cupo rimbombo e vide.. sotto i raggi della luna piena, una massa confusa di uomini nelle loro uniformi rosse, raggruppata all’imboccatura della valle, e su di loro un’orda di Highlanders che caricavano urlando: i fucili degli inglesi mietevano le vittime tra le fila scozzesi, ma la carica fu inarrestabile, gli spadoni degli Highlanders colpivano senza tregua e l’aria era piena di lamenti. I corpi cadevano nel fiume tingendolo di rosso, gli inglesi erano nel panico e finivano sotto gli zoccoli dei loro stessi cavalli. Alla fine della battaglia l’odore di morte era ovunque e nel cielo volteggiavano le aquile pregustando il banchetto: tra i cadaveri e i corpi morenti si aggirava una fanciulla che spogliava i soldati di gradi, cinture e scarpe e di tutti gli oggetti di valore, finendoli con un colpo di pugnale!

VERSIONE DI ROBERT BURNS (1789)

Chi canta è un soldato che chiede ad un altro soldato se abbia combattuto nella battaglia di Killiecrankil (Killiecrankie); la domanda è ironica perchè il primo soldatino è tutto elegante e spensierato, mentre colui che canta probabilmente è un veterano, che ha combattuto nelle truppe di MacKay, e ammonisce chi ascolta di aver incontrato Dundee (e le sue truppe indiavolate) a Killiecrankil. Le frasi possono sembrare oscure, condite dal tipico sarcasmo scozzese, così nel giustificare la sconfitta filo-governativa si esalta il valore degli Highlanders!

La melodia proposta da Robert Burns è la stessa di “The Rig Lea” che suonata lenta è un vero e proprio lamento, tuttavia la maggior parte delle interpretazioni più moderne propendono per una marcia. Una melodia con il titolo “Keel Cranke” è stata pubblicata da Henry Playford nel suo “Original Scots Tunes” (1700)  una melodia già riportata nel “Leyden Tablature Manuscript” (1692) spartito musicale sul quale Robert Burns scrisse la sua poesia. John Glen (Early Scottish Melodies, 1891) fa ancora un passo indietro e suggerisce che il ritornello di questa melodia derivi da “My Mistres blush is bonny” trascritta nello “Skene Manuscripts” (c. 1615 – 1635).

I versi dalla I alla III strofa sono stati composti da Robbie riprendendo il brano tradizionale che circolava dal secolo precedente, mentre il ritornello è rimasto quello originario (come riferito da William Stenhouse:   “The chorus is old. The rest of it, beginning “Whare hae ye been sae braw, lad”, was written in 1789 by Burns on purpose for the Museum”) . Gli ultimi due versi sono un’aggiunta del poeta James Hogg nella ristampa della canzone nella sua raccolta “Jacobite Reliques ” del 1819. La IV strofa potrebbe essere la risposta del ragazzo al veterano con l’immediata replica.

ASCOLTA The Irish Rovers (sarà perchè sono canadesi, con un repertorio perlopiù irish, ma la versione che cantano è leggermente diversa da quella standard)

ASCOLTA The Picts  in ‘Chiefly in the Scottish Dialect’ definiti Scottish folk rockers, che ci danno di brutto con cornamuse e tamburi. Si fermano alla III strofa


I
Where hae ye been sae braw, lad?
Whare hae ye been sae brankie(1),
Whare hae ye been sae braw, lad?
Cam ye by Killiecrankie, O?
Chorus.
An(2) ye had been whare I hae been,
Ye wad na been sae cantie(3), O;
An ye had seen what I hae seen,
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
II
I faught at land, I faught at sea,
At hame I faught my Auntie(4), O;
But I met the devil an’ Dundee(5),
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
III
The bauld Pitcur(6) fell in a furr(7),
An’ Clavers(8) gat a clankie(9), O;
Or I had fed an Athole gled(10),
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
IV
O fie, Mackay(11), what gart(12) ye lie
I’ the bush ayont the brankie(1)-O?
Ye’s better kiss’d King Willie’s loof(14)
Than come to Killicrankie-O
V
It’s nae shame, it’s nae shame
It’s nae shame to shank(15) ye-O
There’s sour slaes(16) on Athol Braes
And de’ils at Killicrankie-O.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
Dove sei stato ragazzo così elegante? Dove sei stato così spensierato(1)?
Dove sei stato ragazzo così elegante?
Vieni da Killiecrankie?
RITORNELLO
Se fossi stato dove io sono stato
non saresti così allegro
se avessi visto quello che io ho visto
al passo di Killiecrankie
II
Ho combattuto per terra e per mare,
a casa ho combattuto mia zia(4),
ma ho incontrato il diavolo e Dundee(5) al passo di Killiecrankie
III
Il coraggioso Pictur(5) è caduto in un fosso, e Claverhouse (7) ha preso un  brutto colpo
e anch’io avrei nutrito un falco di Atholl(9) al passo di Killiecrankie
IV
O vergogna Mackay(11) cosa ti ha fatto nascondere nei cespugli tra gli argini?
Hai baciato la mano di Re Guglielmo
e poi sei andato a Killiecrankie
V
Non è vergogna, non è vergogna
non è vergogna scappare
c’è un acido prugnolo sulla collina di Atholl e il diavolo a Killiecrankie

NOTE
1) Brankie= brank è una parola dai molti significati ma poco usata; alcuni la traducono come “gaudy, spruce“, “finely or showily dressed” Nel secondo verso della IV strofa il significato è invece “behave violently or without restraint“( XV sec), “violent strife” per cui la traduzione più probabile è “beyond the battle“. Altri propendono per un errore di battitura al posto di “bankie” (inteso come riva di un fiume)
2) An=if
3) Cantie= jolly
4) il verso è un po’ oscuro: un goccio di ironia per dire che il protagonista quando non ha un nemico contro cui combattere, se la prende anche con i suoi parenti o con una indomabile zia contro la quale è vana ogni battaglia? Potrebbe alludere alla lotta tra i clan scozzesi divisi dal giuramento di fedeltà per l’uno o l’altro re ma anche ai frequenti litigi  (e faide) per questioni d’onore tra i clan
5) anche se i due personaggi sono distinti si potrebbe tradurre anche come “quel diavolo di Dundee”
6) Bauld (bold) Pitcur= “Haliburton of Pitcur” combattè dalla parte dei giacobiti
7) Furr= furrow canale di drenaggio, fossato
8) Clavers= abbrevviazione di Claverhouse. John Graham fu Lord di Claverhouse prima di essere nominato conte di Dundee (e soprannominato Bonnie Dundee). “Bluidy Clavers” era il nome che gli veniva dato dai filo-governativi. I clan giacobiti furono principalmente i Cameron, Donald, Stuart e McLean, complessivamente se ne sono contati una cinquantina di cui solo una parte di religione cattolica, ma nessuno di fede presbiteriana. Durante la battaglia Dundee soccorre il clan MacDonald ed è ferito gravemente da un colpo di moschetto (secondo la leggenda è stato colpito da un proiettile d’argento,(l’unico metallo che poteva ferirlo, perchè era creduto un alleato del diavolo). Dundee vinse la battaglia (al prezzo di forti perdite) ma morì la notte stessa
9) Clankie= knocked
10) Athole è l’antico nome per l’area del Perthshire, ma anche un riferimento a Blair Atholl il paese dove è costruito Balir Castle, un punto strategico sulla strada principale per le Highlands, casa del clan Murray. Il Duca di Atholl John Murray giurò fedeltà al nuovo governo (anche se due dei suoi figli passarono alla causa giacobita) ma il castello finì nelle mani dei giacobiti. Lord Murray era intenzionato a riprendersi il suo castello e il generale Hugh Mackay era andato in suo soccorso. Dundee con l’intenzione di intercettare MacKay radunò i clan delle Highlands fedeli alla causa giacobita a Blair Atholl (ne arrivarono piuttosto pochi). La frase potrebbe voler dire che anche il nostro veterano avrebbe potuto essere pasto par i rapaci
Gled= hawk, ma anche “greedy person” una persona avida, rapace
11) il generale Hugh Mackay di Scourie, scozzese delle Lowland andò in soccorso delle truppe di John Murray: così nelle truppe che combatterono a Killiecrankil si trovavano scozzesi delle Lowlands ma anche delle Highlands dei clan che avevano giurato fedeltà al nuovo re e veterani delle guerre olandesi. Vennero chiamati “Williamites“. Erano in 4.000 ovvero il doppio dei Ribelli, ma combattevano con le tattiche standard dell’esercito inglese: un colpo di moschetto e poi la carica con le baionette. Così l’assalto con la tecnica dell'”Highland charge” (l’assalto all’arma bianca con tanto di urlo selvaggio) li colse ancora nel tentativo di innestare le loro baionette.
12) Gart = make
14) King Willie’s loof = palm of the hand.  Re Guglielmo III regnò sulla Gran Bretagna dal 1689 al 1702 in qualità di marito della Regina Maria II
15) Shank = leg e to shank-= to run away (to flee)
16) Slaes = sloes, blackthorns. Il frutto molto amaro era usato per fare il gin

La traduzione in francese qui

 UNA PASSEGGIATA NEI BOSCHI

Nel Pertshire la canzone commemorativa della battaglia è di rigore, e il luogo merita una visita (da evitare però le ore notturne, per non incontrare qualche fantasma). Nel percorso proposto (qui) si parte dal “Salto del soldato” per arrivare fino al borgo di Pitlochry. Si dice che in questo punto (the Soldier’s Leap) un soldato delle truppe di MacKay, tale Donald MacBean, abbia saltato da sponda a sponda il fiume Garry per sfuggire alle truppe giacobite e alla morte certa.

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Sebbene sia il tratto più stretto della gola la distanza è della bellezza di 5,5 metri così è tramandata la testimonianza del prodigioso salto: “I went above the Pass, where I met with another water very deep; it was about 18 foot over betwixt two rocks. I resolved to jump it, so I laid down my gun and bat and jumped, and lost one of my shoes in the jump. Many of our men were lost in that water.”

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/killie.htm
http://www.scotsmag.com/articles/killiecrankie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28904
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=16531
https://wizzley.com/battlefield-killiecrankie-hauntings/

http://smalltownoilwife.blogspot.it/2013/04/pitlochry-part-2-killiecrankie-trail.html
http://www.undiscoveredscotland.co.uk/blairatholl/killiecrankie/

SUCH A PARCEL OF ROGUES IN A NATION

Robert Burns non ha mai rivendicato la paternità di questa canzone, troppo preoccupato a non esporsi pubblicamente nel suo ruolo di pubblico ufficiale (esattore delle tasse dal 1789). Tuttavia non poteva restare indifferente all’evento del secolo ossia al Trattato di Unione del 1707 che aboliva il parlamento di Scozia e Inghilterra per creare un unico Parlamento del Regno Unito. Unione osteggiata da una grande parte della popolazione scozzese che temeva di perdere la propria libertà.

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La bandiera nata dall’Unione:
la croce di Sant’Andrea e quella di San Giorgio

LA SCOZIA: UNA STORIA DI FEDE E LIBERTÀ di Paolo Gulisano
Nel 1707 la Scozia, attraverso l'Atto di Unione approvato dai Parlamenti inglese e scozzese, cessava di essere una nazione libera ed indipendente. A partire dal 1° marzo di quell'anno, definito dai patrioti scozzesi annus orrobilis, l'intera isola britannica ricadde sotto un unico governo, quello di Londra.
 Uno degli uomini che più strenuamente si era battuto contro l'Atto era Andrew Fletcher di Saltoun (1653-1716), avvocato dei diritti e delle libertà del suo popolo, parlamentare, esule.
 Nel momento più oscuro della storia della nazione, in cui essa stessa, per volontà della maggioranza dei propri rappresentanti politici e dell'aristocrazia, rinunciava alla propria libertà consegnandola agli inglesi in cambio di vantaggi economici - peraltro riservati ad una ristretta oligarchia - e della garanzia che sarebbero stati mantenuti gli assetti civili e religiosi determinati dalla Rivoluzione del diciassettesimo secolo e dalla Riforma Protestante, Fletcher lasciò una dichiarazione che all'epoca poteva sembrare un sentimentale attaccamento alla tradizione e ad un glorioso passato ormai tramontato, e che oggi, al termine del Novecento e alla luce degli avvenimenti che negli ultimi anni hanno visto il ritorno come protagoniste della storia le piccole patrie, tra le quali la stessa Scozia, assume invece una dimensione quasi profetica: "sono le ballate, e non le leggi, a costruire una nazione".
 Fletcher ebbe a scrivere ciò nel 1704, quando il destino della Scozia era ormai segnato, in un breve saggio dedicato al "corretto ordinamento dei Governi per il Bene dell'Umanita" (Account of a Conversation concerning a Right Regulation of Government for the Common Good of Man-kind).
 Le ballate: non già un'espressione intellettuale e romantica, ma la memoria tenace delle leggende, della storia mitica e di quella reale, che ha accompagnato i popoli europei nella loro storia millenaria, con particolare evidenza per quel che riguarda l'area celtica.
 A pochi anni dalla resa dell'Atto di Unione e dalla profezia di Fletcher, il grande poeta nazionale scozzese Robert Burns scriveva questi versi:
"At Wallace's name, what Scottish blood,
 But boils up in a spring-time flood!
 Oft have our fearless fathers strode
 By Wallace's side,
 Still pressing onward, red-wat-shod,
 Or glorious dy'd!"
 Da"To W.S***n, Ochiltree- 1785.
"Al nome di Wallace quale sangue scozzese non può ribollire con primaverile piena! Spesso i nostri padri intrepidi hanno marciato al fianco di Wallace, sempre avanzando, calzati di rosso sangue, o tinti di colore glorioso!".
 "La paura di restare indietro nella competizione globale è diventato il predominante della politica. Non solo le imprese, ma gli Stati si considerano intrappolati in una situazione di competizione continua, dove ogni partecipante dipende dalle decisioni degli altri giocatori. Ciò che si perde di vista in questa corsa ansiosa è la possibilità di autodeterminazione." (William Greider, "The Global Marketplace: a Closet Dictator" in The Case against Free Trade, San Francisco, 1993). Così, mentre da più parti già si proclamava la "fine della storia" e si profilano all'orizzonte gli inesorabili scenari della globalizzazione e del pensiero unico, riemergono con forza le esigenze e le ragioni delle differenze, delle specificità, delle identità.
In Scozia come altrove sembrano riecheggiare le vibranti parole di Gilbert Keith Chesterton: "We are a people, and we have not spoken yet!" 
 [trad it: "noi siamo un popolo, e non abbiamo ancora parlato!"]

Tratto da Paolo Gulisano IL CARDO E LA CROCE.

Solo nel 1997, sulla scia del processo di decentralizzazione avviato da Tony Blair, si gettano le basi per la riapertura del Parlamento Scozzese con un proprio statuto di autonomia legislativa nella sanità, educazione e alcune questioni sociali. (vedi)

VERSIONI STRUMENTALI
La melodia ha l’andamento di un inno, eppure è malinconica come un lamento

ASCOLTA Beltaine in Koncentrad (2007)

Il testo risale al 1791 o al 1752 ed è pubblicato nel 1792 nelloScots Musical Museum” di Johnson con la melodia “A Parcel of Rogues in a Nation” (vedi) senza segnalazione dell’autore, si ritrova inoltre in The Jacobite Relics of Scotland” (1819) di James Hogg. Alcuni critici ritengono che Burns abbia lavorato su del materiale originario, quello del lamento di un patriota scozzese del 1707 contrario all’Unione, ma non è ancora stata rintracciata la canzone antecedentemente alla pubblicazione di Burns, Hogs riporta solo che canzone e melodia erano molto popolari.

ASCOLTA The Dubliners
ASCOLTA Steeleye Span in “Parcel of Rogues”, 1973
ASCOLTA Alastair McDonald

ASCOLTA Pat Kane & Brian Shiels una vera chicca (per i miei gusti). Peccato che l’audio non sia di buona qualità

I
Fareweel to a’ our Scottish fame,
Fareweel our ancient glory;
Fareweel ev’n to the Scottish name,(1)
Sae fam’d in martial story.
Now Sark rins over Solway sands,
An’ Tweed rins to the ocean(2),
To mark where England’s province stands-
Such a parcel of rogues(3) in a nation!
II
What force or guile could not subdue(4),
Thro’ many warlike ages,
Is wrought now by a coward few,
For hireling traitor’s wages(5).
The English stell we could disdain,
Secure in valour’s station;
But English gold has been our bane-
Such a parcel of rogues in a nation!
III
O would, or I had seen the day(6)
That Treason thus could sell us,
My auld grey head had lien in clay,
Wi’ Bruce and loyal Wallace!(7)
But pith and power, till my last hour,
I’ll mak this declaration;
We’re bought and sold for English gold-
Such a parcel of rogues in a nation!

TRADUZIONE ITALIANO
DI CATTIA SALTO
I
Addio a tutta la nostra fama scozzese
addio alla nostra antica gloria
Addio anche al nome scozzese
così famoso nei racconti marziali!
Ora lo Sark scorre fino al delta di Solway
e il Tweed scorre verso l’oceano,
per contrassegnare dove si trova la provincia dell’Inghilterra,
che branco di canaglie in una sola nazione!
II
Quale forza o astuzia che non si poteva sottomettere per molti secoli bellicosi,
è battuta ora da una manica di codardi
per un mercenario salario di traditori?
L’acciaio inglese dovremmo disprezzare
e difendere la base del valore,
ma l’oro inglese è stato la nostra rovina
che branco di canaglie in una sola nazione!
III
Piuttosto che vedere il giorno
di quel tradimento che ci venderà tutti,
vorrei che la mia vecchia testa grigia giacesse in terra
con Bruce e il leale Wallace!
Ma fiero e indomito, fino alla mia ultima ora
farò questa dichiarazione:
“Siamo stati comprati e venduti da e per l’oro inglese – che branco di  canaglie in una sola nazione! ”

NOTE
1) Gli scozzesi rinunciarono al proprio parlamento e alla propria bandiera, ma non furono disposti a rinunciare alla propria Chiesa di Scozia Presbiteriana e al Diritto Romano.
2) Sark e Tweed sono i fiumi che segnano i confini occidentali e orientali della Scozia con l’Inghilterra
3) parcel of rogues sono i politici scozzesi corrotti con terre e denaro. Il termine sta a indicare il casellario penale dei “brutti ceffi”, ovvero i criminali
4) la Scozia non fu mai conquistata militarmente dall’Inghilterra,  fu Giacomo VI re di Scozia a ereditare il trono d’Inghilterra alla morte della zietta (Elisabetta I)
5) il tema dei traditori pagati con l’oro inglese è un ritornello tipico delle canzoni filo-giacobite
6) Hogg scrive:”I would that ere I’d seen the day”
7) vano appare l’impegno indipendentista e il sacrificio di antichi guerrieri come Robert the Bruce e William Wallace. 

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-378,-page-391-such-a-parcel-of-rogues-in-a-nation.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=711
http://web.tiscalinet.it/identitaeuropea/iniziative/gulisano_cardo.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13443&lang=it
http://mysongbook.de/msb/songs/p/parcelor.html
http://www.iacopi.it/credits/art/Inghilterra%20Scozia,%20un%20matrimonio%20di%20convenienza.pdf
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4555678.asp
http://chrsouchon.free.fr/rogues.htm

JAMIE, COME TRY ME

Una melodia con il titolo “Jamie, come try me” è stata pubblicata da James Oswald nella sua raccolta “Curious Scots tunes” (1744), la stessa melodia si trova nel III volume del “Musical Scots Museum” (1790)  al numero 238 pubblicata con il testo. Nelle note Robert Burns afferma di essere l’autore della parte testuale; in questo caso è bastato un titolo per suggerire a Burns una breve canzone: Jamie non è semplicemente un innamorato ma potrebbe essere Giacomo Francesco Edoardo Stuart, il figlio del deposto re Giacomo II d’Inghilterra, e la canzone alludere all’amore degli scozzesi cattolici per la dinastia Stuart (la questione giacobita vedi).

GUIDA ALL’ASCOLTO

La protagonista è una donna “passionaria” che chiede a James di stare con lei ovvero invita il suo amante segreto a possederla, una richiesta piuttosto intima e diretta, decisamente insolita per i tempi (ma non per un poeta come Burns)!

LA MELODIA: UNA SLOW AIR CHE DIVENTA UN VALZER LENTO
Il brano è stato interpretato per lo più in versione strumentale, essendo una melodia molto dolce e lenta, perfetta per l’arpa celtica.

ASCOLTA Kim Robertson in “Highland Heart” 2006

ASCOLTA Brian MacNeill in “N 1 Scottish” 2007

Le versioni cantate sono di stampo “classico” con voci impostate al canto lirico; ma non mancano alcuni arrangiamenti decisamente più moderni, come quello di due scozzesi DOC entrambi provenienti dall’Ayrshire, la terra del Bardo Scozzese
Eddi Reader superba interprete di Robert Burns nelle sue note al Cd “Sings The Songs Of Robert Burns” scrive: “There is a beautiful traditional tune to this song and one day I shall sing it through but this version came out through reading the words and messing about with a guitar tuning. So I only sing a hint of the trad tune. I also improvised on the order of the lyrics. It came out that way and I stuck to it. The image of a lassie calling for ‘Jamie’ to come and be with her struck me as so empowering. Robert writing from a woman’s perspective.” (tratto da qui)

Eddi Reader non ha bisogno di tante presentazioni, dalla vocalità molto emotiva, profonda e pastosa che mi ricorda il colore ambrato e il sapore graffiante di un sorso di whisky: in questo brano in modo particolare la voce passa dall'acuto al sospiro e diventa quasi jazzistica. L'effetto d'insieme è quello del richiamo di un'amante quasi ossessionata dal desiderio.

ASCOLTA Eddi Reader in “Sings The Songs Of Robert Burns“, 2003

 

Jamie, come try me
come try me
Jamie, come try   me
Jamie, come try me
if thou would be my love, Jamie
if thou would kiss me love
wha could deny thee
if thou would be my lo-o-o-ove
Jamie If thou would kiss  me, love
wha could deny thee?
if thou would be my love, Jamie
if thou would kiss me love
wha could espy thee
if thou would be my love, ah Jamie
Jamie, come try me Jamie, Jamie ah, ah
if thou would be my love
if thou would kiss me love
if thou would be my love, Jamie
come try me, Jamie
ah, if thou would give me love, Jamie— Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, yeahJamie
Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, Jam…
ah-ha, oh,
yeah, yeah
come try me
come try me
Jamie, come try me
Jamie, come try me
Jamie, come try me
wha could deny thee?
nabody
ach, Jamie


TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Jamie vieni a mettermi alla prova
vieni a mettermi alla prova
Jamie vieni a mettermi alla prova
Jamie vieni a mettermi alla prova
se tu volessi essere il mio amore, Jamie
se tu mi baciassi, amore
chi te lo proibirebbe?
Se tu volessi essere il mio amo-o-ore,
Jamie se tu mi baciassi, amore
chi te lo proibirebbe?
se tu volessi essere il mio amore, Jamie
se tu mi baciassi, amore
chi potrebbe scoprirti?
Se tu volessi essere il mio amore, Jamie
Jamie vieni a mettermi alla prova 
Jamie, Jamie ah,
se tu volessi essere il mio amore,
se tu mi baciassi, amore
se tu volessi essere il mio amore, Jamie
vieni a mettermi alla prova, Jamie
ah se tu volessi darmi amore, Jamie
Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, yeahJamie
Jamie, Jamie, Jamie, Jamie, Jam…
ah-ha, oh,
yeah, yeah
vieni a provarmi
vieni a provarmi
Jamie a mettermi alla prova.
Jamie vieni a mettermi alla prova.
Jamie vieni a mettermi alla prova
chi te lo proibirebbe?
Nessuno
ah Jamie

O come la versione di Little Fire ovvero Jamie McGeechan, cantautore scozzese emergente dell’Ayrshire (per la sua pagina web in http://littlefiremusic.com/) che ha infuso il brano di sensualità e dolce innocenza

ASCOLTA Little Fire in Little Fire: Burns,   2012

VERSIONE ROBERT BURNS (1789) Chorus.
Jamie, come try me(1),
Jamie, come try me,
If thou would win my love,
Jamie, come try me.
I
If thou should ask my love,
Could I deny thee?
If thou would win my love,
Jamie, come try me!
II
If thou should kiss me, love,
Wha could espy thee?
If thou wad be my love,
Jamie, come try me!
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTORitornello
Jamie vieni a provarmi
Jamie vieni a provarmi
Potresti vincere il mio amore,
Jamie vieni a mettermi alla prova.Se tu mi chiedessi il mio amore,
potrei io negartelo?
Potresti vincere il mio amore,
Jamie vieni a provarmi!

Se tu mi baciassi, amore,
chi potrebbe scoprirti?
Se tu volessi essere il mio amore,
Jamie vieni a mettermi alla prova.

NOTE
1) l’espressione “try me” implica una sfida, una provocazione per mettere in atto la reazione dell’altro, ma anche in modo più sfumato l’invito all’assaggio per decidere se continuare.

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iii,-song-229,-page-238-jamie-come-try-me.aspx
http://www.eddireader.net/tracks/erJCTM.htm
http://digilander.iol.it/alfstone/eddi_reader.htm

ILLUSTRAZIONI:
http://littlefire.bandcamp.com/track/jamie-come-try-me

SIUIL A RUIN

“Siuil a Ruin” scritto con la grafia inglese come “Shule Aroon“, o come “Suil a Gra” (Shule agrah), è il richiamo lanciato da una donna al suo amore andato in Francia a combattere come “Wild Geese“, perchè ritorni da lei.

shannonLa versione originale probabilmente risale al 1690 quando il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire nell’esilio in Francia, il deposto re Giacomo II, e forse era composta interamente in gaelico, rimasto solo nel ritornello come frasi non-sense nella successiva versificazione in lingua inglese. La canzone emigrò in America e divenne un canto tradizionale della Rivoluzione americana del 1776. In America cambia il titolo in  “Johnny Has Gone For A Soldier” (Buttermilk Hill) o anche come “Gone the Rainbow”.

Le prime versioni stampate risalgono al 1800, si tratta di un frammento di origine scozzese “Dick Macphalion” (1823) (vedi) e di un testo in “Irish Melodies” vol IX di Thomas Moore (1825) con la melodia “I wish I were on yonder hill” arrangiata da Joseph Robinson.

LA GUIDA ALL’ASCOLTO

The Spinning Wheel, c.1855 (oil on panel)La melodia con cui è associato il testo è quasi una ninna-nanna, malinconica o nostalgica, tutto lascia pensare che la donna stia cantando mentre lavora al filatoio.

Nel ritornello è come se la ragazza dicesse “Torna da me,  se non sei ancora morto, torna da me” e mi ricorda la lettera scritta da Ada a Inman nel film “Cold Mountain” (guerra civile americana 1861-1865) “Quel che resta del mio coraggio è riposto nella fiducia che ho in voi e nella certezza che ho di rivedervi, quindi ve lo dico più chiaro che posso: se state combattendo, smettete di combattere! Se state marciando, smettete di marciare! Tornate da me….. Tornate da me….. Questo vi chiedo. Tornate da me, tornate da me.”
Questo richiamo accorato come chiave di lettura principale è però contraddetto in alcune strofe del canto in cui la donna accetta la separazione come un fatto ineludibile.

E' difficile fare una cernita tra le varie esecuzioni essendo un brano molto popolare tra i gruppi e i solisti di musica folk, ma segnalo in particolare la versione di Sissel e della Figgy Duff Band

ASCOLTA The Chieftains & Sissel Kyrkjebø in Tears of Stone (1999) la cantante norvegese nota più comunemente come Sissel,  il canto è più lento e sospeso come in una dimensione onirica (strofe I, III, V, VII e ritornello ogni 2 strofe)

ASCOLTA Clannad in Dùlaman 1976 (strofe I, III, V, VI, VII)
ASCOLTA Reeltime 1998 (strofe I, III, V, VII) Qui la melodia è più cadenzata

ASCOLTA Figgy Duff Band 1991 (voci di Pamela Morgan e Anita Best) in The Colour of Amber, 1991 con il titolo di “Suil a Gra”: il ritornello è quello della versione americana (vedi nota 2) le strofe sono cantate anticipando la VII, I, III, V. La versione è stata collezionata dalla stessa Anita Best con Genevieve Lehr (John Joe English of Branch, St. Mary’s Bay, NL, and published as #96, in Come And I Will Sing You: A Newfoundland Songbook, pp.165-166, edited by Genevieve Lehr (University of Toronto Press © 1985/2003). Bello anche il video

Interessanti e personali le versioni di ASCOLTA Cecil Corbel che con il suo stile pop ha trasformato brano in un pezzo dance (strofe I, II, VI, VII), e di ASCOLTA Anuna con il loro stile ancestrale e mistico: aggiungono una strofa tra la I e la II della versione standard,
“I wish I sat on my true love’s knee
Many a fond story he told to me
He told me things that ne’er shall be”
(in italiano “vorrei sedermi sulle ginocchia del mio amore, tante storie affascinanti ha da raccontami, mi dice cose che non accadranno mai”)
e chiudono con la V strofa


TESTO ORIGINALE
I
I wish I was on yonder hill
‘Tis there I’d sit and cry my fill,
Till every tear would turn a mill,
Is go dte tu mo mhuirnin slán (1)
CHORUS
Siúil, siúil, siúil a ruin
Siúil go sochair agus siúil go ciúin
Siúil go(2) doras agus ealaigh líom
Is go dte tu mo mhuirnin slán
II
His hair was black and his eyes were blue
His arms were strong and his words were true,
I wish in my heart that I were with you
And a blessing walk with you, my love.
III
I’ll sell my rock(3), I’ll sell my reel(3)
I’ll even sell my spinning wheel(3)
to buy my love a sword of steel(4)
Is go dte tu mo mhuirnin slán
IV(5)
Then the king, he was forced to flee
Took my love across the sea
I wish in my heart he were here with me
And a blessing walk with you, my love
V
I’ll dye my petticoats, I’ll dye them red (6)
and it’s round the world I will beg for bread
until my parents would wish me dead.
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VI
I wish, I wish, I wish in vain
I wish I had my heart again
And vainly think I’d not complain
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VII (7)
But now my love has gone to France
To try his fortune to advance.
If he e’er come back, ‘tis but a chance
Is go dte tu mo mhuirnin slán

TRADUZIONE ITALIANA RICCARDO VENTURI
I
Vorrei essere su quella collina lassù
dove sederei a piangere a dirotto
ed ogni lacrima girerebbe un mulino,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
RITORNELLO
Vieni, vieni, vieni, amore mio,
presto, vieni da me, muoviti piano,
vieni qui da me e fuggiremo assieme,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
II
Aveva i capelli neri e gli occhi azzurri,
le braccia forti e parole sincere.
Nel mio cuore vorrei essere con te,
e una bella passeggiata con te, amore mio
III
Venderò l’aspo e la conocchia,
venderò l’unico telaio [filatoio a ruota](3) che ho
per comprare una spada d’acciaio(4) al mio amore
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
IV(5)
Allora il re dovette fuggire
e si portò via il mio amore, al di là del mare.
Nel mio cuore vorrei che fosse con me,
e una bella passeggiata con te, amore mio.
V
Mi tingerò le gonne, le tingerò di rosso(6)
e me ne andrò per il mondo a mendicar pane
finché i miei non vorranno che sia morta
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VI
Vorrei, vorrei, vorrei ma invano,
vorrei riavere qui il mio amore,
e invano penso che non avrei un lamento,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VII
Ma ora il mio amore è andato in Francia
a cercare di fare fortuna.
Se tornasse sarei ben fortunata,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà

NOTE
1) in inglese= And may you go safely, my darling il verso in gaelico è sostituito in alcune strofe come variante dalla frase in inglese ” And a blessing walk with you, my love” (che in gaelico si dice Iss go jay too mavoorneen slahn.)
2) nella frase Siúil go doras il go a volte diventa ‘go dtí an‘ oppure ‘dhan‘.

Il ritornello è scritto anche in inglese (fonetica) come
 Shule, shule, shule aroon
 Shule go succir agus, shule go kewn;
 Shule go dheen durrus oggus aylig lume
 And a blessing walk with you, my love 
(traduzione inglese Come, come, come O love,
 Quickly come to me, softly move,
 Come to the door and away we'll flee,
 And safe forever may my darling be.)
Nella versione americana diventa
 Súil, súil, súil a grá,
 Súil go socair agus súil a dhrá,
 Súil go doras agus éalaigh,
 Is go dtí a mhúirnín, slán.

3)  spinning wheel è  un filatoio (più impropriamente detto arcolaio) qui sono citate le parti del filatoio a ruota (o mulinello), talvolta scritti come flax, rack o rod al posto di rock e meal al posto di reel. (vedi dettaglio)
4) a mio avviso la donna sarebbe disposta a vendere tutto ciò che ha di prezioso per comprare una buona spada al suo uomo, non perchè voglia sostenere la sua decisione di andare a combattere, bensì perchè egli possa avere qualche chance in più di restare vivo e ritornare da lei sano e salvo
5) probabilmente in auge nel 1700 e nel 1800 questa strofa non è più cantata dagli artisti del 1900 e dai contemporanei. Come riferisce Robert Louis Stevenson nel suo romanzo “The Master of Ballantrae” (1889) era una canzone amata dai giacobiti esuli in Francia e il re ai quali alludevano e riponevano le loro speranze era il Bonny Prince Charlie continua
6) IL COLORE ROSSO: ci si aspetterebbe che la ragazza si tingesse le vesti di nero, ma questo colore solo più recentemente è diventato nella nostra cultura, il colore del lutto; per i Celti il rosso era il colore di qualcuno che proveniva dall’altro mondo, mentre per gli Antichi Romani era il colore nunziale degli sposi, indossato per evocare la fertilità. Alan Lomax indica il colore rosso come simbolo di donna fedele (senza però approfondire in merito). Di certo il codice dei colori varia di epoca in epoca e di località in località. Nel Medioevo il rosso era il colore dell’amante, e nelle leggende era il colore che proteggeva dalle streghe e dalle malattie. Era però un colore indossato dai ricchi e simboleggiava le virtù regali del valore e della vittoria in guerra. Nel Rinascimento era ancora il colore del potere e del prestigio indossato dagli uomini di comando e dai giudici (e in Italia dai medici). Nella Chiesa era collegato con il martirio ma all’opposto poteva anche simboleggiare il diavolo.
7) Una versione alternativa della strofa
I wish my love would return from France,
his fame and fortune there advanced.
If we meet again, ‘t will be by chance.
Is go dte tu mo mhuirnin slán

SIÚIL, A GHRÁ

Contrariamente a quanto si potrebbe supporre la versione in gaelico è posteriore al testo in maccheronico
ASCOLTA Na Casaidigh in 1691 del 2009
I
A bhuachaillín aoibhinn álainn ó
Ba leathan do chroí a’s ba dheas do phóg,
Mo léan gan mise leat féin go deo
A’s go dté tú , a mhuirnín, sláncurfa(chorus)-
Siúil, Siúil, Siúil, a ghrá Níl leigheas le fáil ach leigheas an bháis
Ó d’fhag tú mé, is bocht mo chás,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán
II
Is minic a bhréag tú mé ar do ghlúin,
Ag cur do scéil dom féin in iúl
Ach chaill mé thú ‘s tú mo rún,
A’s go dté tú, a mhuirn ín, slán
III
Ach cuireadh ar Rí Séamas ruaig
A’s d’imigh na géanna leis ar luas
A’s d’imigh mo bhuachaill leo, monuar,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán


TRADUZIONE INGLESE
I
O gentle beautiful youth,
Broad was your heart and sweet your kiss,
Alas that I am not with you forever,
And may you go, my love, safely.
Chorus:
walk, walk, walk, oh love’
There’s no cure to be had but the cure of death,
Since you left me, wretched is my plight,
And may you go, my love, safely.
II
Often you beguiled me on your knee
Telling me of your life (literally: story)
But I lost you and you are my love,
And may you go, my love, safely.
III
But King James was routed,
And the geese went with him at speed,
And my lad went with them, alas,
And may you go, my love, safely

TRADUZIONE ITALIANO di CATTIA SALTO
I
O giovane bello e caro
grande era il tuo cuore e dolci i tuoi baci
peccato che io non ti stia sempre vicina
ma che tu possa andare amore mio, in salvo.
Ritornello
Cammina amore, cammina, cammina
non badare ad altro che di non restare ucciso(1)
da quando mi hai lasciato, vivo miseramente
e che tu possa andare amore mio, in salvo.
II
Spesso mi hai tenuta sulle ginocchia
raccontandomi le tue storie
ma ti ho perduto, tu che sei il mio amore
e che tu possa andare amore mio, in salvo
III
Ma re Giacomo fu messo in fuga
e le oche volarono con lui
e il mio ragazzo andò con lui, ahimè,
e che tu possa andare amore mio, in salvo

NOTA
1) la traduzione è un po’libera, ma rende meglio il senso in inglese

continua VERSIONE AMERICANA Johnny has gone for a soldier

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sailing-lowlands.htm
http://ontanomagico.altervista.org/ye-jacobites.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Si%C3%BAil_A_R%C3%BAin
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic53844.html
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/SiuilARuin.html
http://thesession.org/tunes/6753
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7985
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48603
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=336&lang=it
http://stec-173395.blogspot.it/2011/05/fuso-e-telaio.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30259
http://chrsouchon.free.fr/shulegra.htm

MO GHILE MEAR

Testo di Seán Clárach MacDomhnaill ovvero John Clare McDowell (1691-1754): Poeta e cantore settecentesco irlandese di lingua gaelica
Musica: motivo tradizionale irlandese

He was surnamed "Clarach" from the place of his birth near Charleville in Co. Cork. He was a "rank" Jacobite, and on more occasions than one he saved his life by hasty retreat from his enemies, the Bard-hunters. He moreover inherited all the hatred of his race for the "Saxon Churls" who had so basely murdered at Knockanas, near Mallon in 1648 the brave Irish General, Alister Mac Colquitto of his name and race. He was the author of many Jacobite pieces and had hoped had he lived to translate Homer into his native Gaelic, but he died in 1754 aged 63 years.
(Source:Comunn Chlann Domhnaill Dun Eideann -The Clan Donald Society of Edinburgh)
With Sean O Tuama and Andrias Mac Craith, he made up the group called the "Maigue Poets"

My Darling Gallant (Mo Ghile Mear) è un Aisling song ossia un canto in cui il poeta fa un sogno o ha una visione di una bella fanciulla o di una dea che porta un messaggio di speranza, perchè presto l’Irlanda sarà libera dal dominio inglese. Ma qui la donna è invece una vedova bianca con il marito in esilio, niente meno che il principe Carlo Edward Stuart (Roma 1720-88), noto come Bonnie Prince Charles.

Charlie-Flora-William Joy
Flora MacDonald e Bonnie Prince Charlie – George William Joy

La “vedova in stracci” è l’Irlanda stessa, sposa felice un tempo, ma adesso il suo amore è lontano, in un esilio che sarà definitivo, la poesia è stata scritta infatti dopo la battaglia di Culloden (1746).
Nel tempo il canto è diventato il lamento di una donna per il suo innamorato lontano in guerra ed è tradizionalmente cantato nei pubs al momento della chiusura, quando il gestore tenta di chiudere e gli avventori, per bersi un ultimo bicchiere, la cantano con un misto di tristezza e malinconia e così facendo brindano alla salute di chi è lontano!

ASCOLTA Mary Black (bello anche il montaggio delle immagini)

ORIGINALE GAELICO IRLANDESE
Seal da rabhas im’ mhaighdean shéimh,
‘S anois im’ bhaintreach chaite thréith,
Mo chéile ag treabhadh na dtonn go tréan
De bharr na gcnoc is i n-imigcéin.

‘Sé mo laoch, mo Ghile Mear,
‘Sé mo Chaesar, Ghile Mear,
Suan ná séan ní bhfuaireas féin
Ó chuaigh i gcéin mo Ghile Mear.

Bímse buan ar buaidhirt gach ló,
Ag caoi go cruaidh ‘s ag tuar na ndeór
Mar scaoileadh uaim an buachaill beó ‘S ná ríomhtar tuairisc uaidh, mo bhrón.

Ní labhrann cuach go suairc ar nóin
Is níl guth gadhair i gcoillte cnó, Ná maidin shamhraidh i gcleanntaibh ceoigh
Ó d’imthigh uaim an buachaill beó.

Marcach uasal uaibhreach óg,
Gas gan gruaim is suairce snódh,
Glac is luaimneach, luath i ngleo Ag teascadh an tslua ‘s ag tuargain treon.

Seinntear stair ar chlairsigh cheoil
‘s líontair táinte cárt ar bord
Le hinntinn ard gan chaim, gan cheó
Chun saoghal is sláinte d’ fhagháil dom leómhan.

Ghile mear ‘sa seal faoi chumha,
‘s Eire go léir faoi chlócaibh dubha;
Suan ná séan ní bhfuaireas féin
Ó luaidh i gcéin mo Ghile Mear.

TRADUZIONE IN INGLESE di J.Mark Sugars 1997
Once I was fair as a morn of May,
Now all I do is grieve and pray,
And scan the surging ocean waves
Since my gallant laddie went away.

‘Sé mo laoch, mo Ghile Mear,
‘Sé mo Chaesar, Ghile Mear,
Suan ná séan ní bhfuaireas féin
Ó chuaigh in gcéin mo Ghile Mear.

Pain and sorrow are all I know,
My heart is sore, my tears a’ flow
Since o’er the seas we saw him go
No news has come to ease our woe.

In chestnut trees no birdsong sounds,
The glens no more echo with coursing hounds,
Winter’s gloom lasts all year ‘round,
Since my laddie left for to seek his crown.

A proud and youthful chevalier,
A highland lion of cheerful mien,
A slashing blade, a flashing shield,
Fighting foremost in the field.

Come, drain your cups as wild harps play
Let every Celt praise his noble name
As long as blood flows in your veins
Raise a toast for his health, wish him length of days.

Hero whose hopes have turned to smoke,
Erin all wrapped in mourning cloak,
I watch and wait, I dread my fate,
Since my gallant laddie went away.

TRADUZIONE ITALIANO (dal WEB)
Un tempo ero una dolce fanciulla
ora sono una vedova in stracci
il mio sposo valica le onde del mare
e cammina sulle colline dell’esilio

RIT
Lui è il mio eroe, il mio affascinante amore,
lui è il mio Cesare, il mio amore,
non ho trovato né pace nè fortuna
da quando il mio amore è partito

Ogni giorno sono sempre depressa
e verso amaramente copiose lacrime
perchè il mio amore pieno di vita se n’è andato
e ahimè nessuna sua notizia ricevo

Il cuculo non canta allegramente a mezzogiorno
e non si sente l’abbaiare dei levrieri nei boschi di nocciolo
non esiste più l’estate nelle valli nebbiose
da quando se n’è andato, il mio amore pieno di vita

Nobile, orgoglioso, giovane cavaliere
guerriero senza tristezza, dal viso piacente.
dal pugno pronto, rapido nella lotta
che sconfigge il nemico e colpisce il forte.

Che si intonino arie su arpe armoniose
e che si riempiano molti bicchieri
con animo sollevato senza colpa o tristezza
brindiamo alla vita e alla salute del mio leone

Sfolgorante amore ora attraversiamo un periodo di dolore
e tutta l’Irlanda si ricompre di un manto nero
non trovo pace nè fortuna
da quando il mio amore è partito

ASCOLTA Sting & the Chieftains

VERSIONE INGLESE
‘Se/ mo laoch, mo Ghile Mear
‘Se/ mo Chaesar Ghile Mear
Suan na/ se/an ni/ bhfuaireas fe/in
O/ chuaigh i gce/in mo Ghile Mear

Grief and pain  are all I know
My heart is sore
My tears a’flow
We saw him go.
No word we know of him, och on

A proud and gallant chevalier
A high man’s scion of gentle mean
A fiery blade engaged to reap
He’d break the bravest in the field

Come sing his praise as sweet harps play
And proudly toast his noble fame
With spirit and with mind aflame
So wish him strength and length of day

TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
Lui è il mio eroe, la mia sola luce,
lui è il mio Cesare, la mia sola luce,
non ho trovato riposo né sonno da quando è andato lontano, la mia sola luce.

Pena e dolore tutti li conosco.
Il mio cuore piange
lacrime come un fiume in piena.
Lo abbiamo visto partire
e non riceviamo sue notizie.

Un cavaliere orgoglioso e gentile,
uno di nobile nascita e di viva intelligenza,
una lama fiera impegnata a combattere,
egli ha ucciso il più coraggioso in battaglia.

Canteremo il suo elogio con dolci arpe,
e brinderemo fieri alla sua nobile fama
con animo e mente ardenti,
per augurargli una lunga e prospera vita.

VERSIONE DEI MODENA CITY RAMBLERS

In un giorno di pioggia 1994 “Dichiarazione d’amore per l’Irlanda, nostra “patria dell’anima”. E’ anche un canto d’emigrazione: da buoni Irlandesi (benchè adottivi) hanno sentito il bisogno, con questa song, di lasciare l’isola di smeraldo. Portano a casa però il ricordo della musica, della luminosità del cielo (utile per perforare le micidiali nebbie padane) e della Guinness.”

ASCOLTA

Is è mo laoch, mo ghile mear
Is è mo shaesar ghile mear
Nì fhuaras fèin aon tsuan ar seàn
o chuaigh ì gcèin mo ghile mear

Addio, addio e un bicchiere levato
al cielo d’Irlanda e alle nuvole gonfie.
Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo
alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto.

Un sorso di birra per le verdi brughiere
e un altro ai mocciosi coperti di fango,
e un brindisi anche agli gnomi a alle fate,
ai folletti che corrono sulle tue strade.

Hai i fianchi robusti di una vecchia signora
e i modi un po’ rudi della gente di mare,
ti trascini tra fango, sudore e risate
e la puzza di alcool nelle notti d’estate.

Un vecchio compagno ti segue paziente,
il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi,
ti culla leggero nelle sere d’inverno,
ti riporta le voci degli amanti di ieri.

E’ in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell’ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.

Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra,
hai il passo pesante di un vecchio ubriacone,
ti chiudi a sognare nelle notti d’inverno
e ti copri di rosso e fiorisci d’estate.

I tuoi esuli parlano lingue straniere,
si addormentano soli sognando i tuoi cieli,
si ritrovano persi in paesi lontani
a cantare una terra di profughi e santi.

E’ in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell’ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.

E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora
e potrò consolare i tuoi occhi bagnati.
In un giorno di pioggia saremo vicini,
balleremo leggeri sull’aria di un reel

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/moghile.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=3235&lang=it
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/MoGhileMear.html

ORO, SÉ DO BHEATHA ABHAILE

Interessante caso di trasposizione testuale di questa popolarissima canzone irlandese dal titolo “Oro, sé do bheatha a bhaile”, inizialmente nata come brano celebrativo dell’arrivo della novella sposa nella casa del marito, diventata “Granualile un canto politico pieno di allegorie per augurare la libertà dell’Irlanda.

YOU ARE WELCOME HOME: Hauling Home

Le testimonianze raccolte nell’Ottocento concordano nel riportare la consuetudine di scortare la sposa e lo sposo nella casa dove sarebbero andati a vivere insieme. La cerimonia si svolgeva all’incirca un mese dopo l’avvenuto matrimonio, ma a volte anche il giorno stesso o sette giorni dopo.
Anticamente il corteo si svolgeva a cavallo (e poi con il calesse): in testa cavalcavano il padre o il fratello della sposa poi la sposa e lo sposo e poi seguivano gli amici d’entrambi.
Così diceva (e cantava) il marito sulla soglia di casa per accogliere la moglie:
Oro, sé do bheatha a bhaile, is fearr liom tu ná céad bo bainne:
Oro, sé do bheatha a bhaile, thá tu maith le rátha.
[in inglese:
Oro, welcome home, I would rather have you than a hundred milch cows: Oro, welcome home, ’tis you are happy with prosperity [in store for you]
La cerimonia era una festa con musica, danze cibo e bevute offerte dallo sposo.

Così scrive P. W. Joyce
“The ‘Hauling Home’ was bringing home the bride to her husband’s house after marriage. It was usually a month or so after the wedding, and was celebrated as an occasion next only in importance to the wedding itself. The bridegroom brought back home his bride at the head of a triumphal procession- all on cars or on horseback. I well remember one where the bride rode on a pillion behind her husband. As they entered the house the bridegroom is supposed to speak or sing:
1. – Oro, sé do bheatha a bhaile,
Is fearr liom tu ná céad bo bainne:
Oro, sé do bheatha a bhaile,
Thá tu maith le rátha.
2. Oro, welcome home,
I would rather have you than a hundred milch cows:
Oro, Welcome home,
‘tis you are happy with prosperity.
Here is another collector, Mr. Hogan‘s note on this air: – “This song used to be played at the ‘Hauling Home’, or the bringing home of a wife. The piper, seated outside the house at the arrival of the party, playing HARD (i.e. with great spirit): nearly all who were at the wedding a month previous being in the procession. Oh for the good old times!” This tune is called in Stanford-Petrie an “ancient clan march“: and it is set in the Major, with many accidentals, but another setting is given in the Minor. I (Joyce) give it here as Mr. Hogan wrote it, in its proper Minor form. In several particulars this setting differs from Dr. Petrie’s two versions. It was a march tune, as he calls it: but the MARCH was home to the husband’s house. Dr. Petrie does not state where he procured his two versions.” (tratto da qui)

Ecco allora un’allegra melodia per accogliere la sposa
 ASCOLTA De Dannan “Kitty’s wedding”

LA VERSIONE GIACOBITA

Lost_Portrait_of_Charles_Edward_StuartDurante la rivolta giacobita del 1745-6 qualche guerriero irlandese deve aver composto il brano che appare in The Complete Collection of Irish Music (1855) di George Petrie contrassegnato come “antica marcia del Clan” e anche come “Welcome home Principe Charley”.
La melodia risale quantomeno al XVIII sec e il testo inneggia al Bonnie Prince Charlie perchè sollevi la rivolta.

I
A Shéarlais Óig (1) a mhic Ríogh Shéamais(2),
’Sé mo mhór-chreach do thriall as Éirinn,
Gan aon ruainne bróig’ ort, stocaí nó léine,
Acht ’do chascairt leis na Franncaighibh.
Chorus:
Óró, sé do bheatha abhaile,
Óró, sé do bheatha abhaile,
Óró, sé do bheatha abhaile,
Anois ag teacht an tSamhraidh!
II
’Sé mo léan géar nach bhfeicim,
Mur’ mbéinn beó ’na dhiaidh ach seachtmhain,
Séarlas Óg is míle gaiscidheach
Ag coscairt leis na Franncaighibh.
III
Tá Séarlas óg ag triall thar sáile,
Béidh siad leis-sean cúpla gárda,
Béidh siad leis-sean Franncaigh is Spáinnigh,
Agus bainfidh siad rinnc’ as Éir’cighibh.

TRADUZIONE INGLESE
I
Young Charles, King James’s grandson
Alas his distress of leaving Ireland
He has left without shoe, or sock or shirt
fighting alongside the Frenchmen.
Chorus:
Oh-ro, You are welcome home,

Now that summer’s coming!
II
Alas that I do not see
Even if I were only to live a week thereafter
Young Charles and one thousand warriors
Fighting with the Frenchmen
III
Young Charles is coming over the sea
They’ll be with him as a guard
They’ll be with him, French and Spanish
And they’ll make the heretics(3) dance!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Il giovane Carlo, nipote di Re Giacomo,
ahimè in lacrime ha lasciato l’Irlanda, senza  scarpe e scalzo e senza camicia,
combatti al fianco dei Francesi!
RITORNELLO
Oh, e bentornato a casa
ora che è arrivata l’estate.
II
Ahimè che cosa non darei,
anche se dovessi campare solo una settimana, per vedere
il Giovane Carlo ed un migliaio di guerrieri
combattere con i Francesi!
III
Il Giovane Carlo giunge dal mare
con una guarnigione di giovani soldati.
sono con lui Francesi
e Spagnoli,
e faranno ballare gli eretici(3)

NOTE
1) Shéarlais Óig= Giovane Carlo
2) Ríogh Shéamais = Re Giacomo
3) ossia i protestanti. Sono canzoni del tempo e inevitabilmente piene di invettive politiche e religiose

GRANUAILE

omalley6Il canto è stato riscritto nel 1916 dall’irlandese Patrick Pearse (1879-1916) per chiamare a raccolta gli Irlandesi nella ribellione della Pasqua del 1916.

Pearse rimaneggia il canto giacobita  ma elimina i riferimenti al Principe Carlo (non proprio un modello d’eroe!) per ispirarsi a una vera eroina della storia irlandese Gráinne Mhaol ossia Grace O’Malley  regina dei Pirati che si oppose con la lotta al dominio inglese sull’Irlanda sia per mare che per terra (era l’epoca della regina Elisabetta I). Ancora una volta in un canto politico l’Irlanda viene accostata a una donna fiera e indomabile.
Intelligente, affascinante e con il carisma del grande condottiero Granualile (da un nomignolo che vuol dire testa rasata perchè da ragazza pur di seguire il padre in mare si tagliò i capelli e si travestì da mozzo) dominò i mari al largo della costa occidentale d’Irlanda per più di mezzo secolo. Imprigionata più volte dagli Inglesi non fu mai sconfitta e il suo spirito divenne il simbolo dell’Irlanda che rifiuta la sottomissione.

Grace O’Malley, la regina dei pirati di Connemara

Grace O’Malley viene ricordata su tutti i libri di storia e nelle leggende del suo popolo come una comandante spietata e una combattente coraggiosa. Nei suoi settant’anni anni di vita lei e la sua famiglia videro la potenza inglese espandersi in Irlanda, ma, grazie alla loro forza e alla loro potenza, il suo clan e i suoi vicini riuscirono ad arginare come poterono gli invasori.
Si dice che dall’anno della sua morte, avvenuta nel 1603, nessun altro capoclan irlandese riuscì a preservare il vecchio stile di vita gaelico come Grace O’Malley e la sua famiglia riuscirono a fare in vita. (Camillo Bertagnolli Ravazzi) (tratto da qui)

Grace O’Malley – “La regina del Mare di Connemara”

Grace O’Malley (in gaelico irlandese Gráinne Ní Mháille), anche conosciuta come Granuaile o Gráinne Mhaol (1530 circa – Rockfleet Castle,1603) famosa anche come “La regina del Mare di Connemara” è stata una rivoluzionaria e pirata irlandese. Si tratta di un personaggio ormai leggendario, ma di fatto visse realmente e fu di notevole importanza nella storia irlandese. Nacque in Irlanda, forse a Louisburgh, nel 1530, quando Enrico VIII era sul trono d’Inghilterra. Il clan O’Malley fu una delle poche famiglie gaeliche a conservare le terre nella contea di Mayo dopo la conquista Tudor. (in Storia Viva tratto da qui)

Ellen Tanner Grace O’Malley Pirate Map 2007

Nella versione di Pearse il coro saluta il ritorno a casa di Granuaile (è lei la sposa da portare a casa con la cerimonia dell’ Hauling Home) dopo la sua reclusione, ovvero la prigionia del popolo irlandese sotto il dominio degli Inglesi, giogo dal quale il popolo stesso, senza l’aiuto di eserciti francesi o spagnoli, saprà liberarsi imbracciando le armi (beh i tempi erano quelli!).
Con questa frase Pearse vuole sottolineare che il destino di un popolo sta nelle sue mani e nella sua autodeterminazione, nello stesso tempo auspica che gli irlandesi che stavano combattendo in quel momento nella prima guerra mondiale nell’esercito inglese ritornassero a casa per fare fronte comune con i ribelli.

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA Wolfe Tones

ASCOLTA Sinead o’Connor ha registrato più volte il brano che è finito nel cd “Sean-Nós Nua”, 2002

La versione animata di Cartoon Saloon (voce Paul Brady)

e largo ai giovani! ASCOLTA Seo Linn, una via di mezzo tra marcia, grido di battaglia e una scarica di andrenalina!


VERSIONE DI PATRICK PEARSE
I
Sé do beatha! A bhean  ba leanmhar!
B’é ár gceach tú bheith I ngéibhinn,
Do dhuiche bhrea I seilbh meirleach
‘S tú diolta leis na Gallaibh.
CHORUS
Oró, sé do beatha ‘bhaíle,
Oró, sé do beatha ‘bhaíle,
Oró, sé do beatha ‘bhaíle,
Anois ar theacht an tSamhraidh.
II
Tá Gráinne Mhaol ag teach thar sáile,
Óglaigh armtha leí mar gharda;
Gaeil iad féin ‘s ni Gaill(1) ná Spainnigh
‘S cuirfid ruaig ar Ghallaibh.
III
A bhuí le Dia (2) na bhfeart go bhfeiceam,
Muna mbeam beo ‘na dhiaidh ach seachtain,
Gráinne Mhaol agus mile gaiscíoch
Ag fógairt fáin ar Ghallaibh

TRADUZIONE INGLESE
I
Welcome lady who faced such troubles
Your capture brought us to our ruin
With our fine land usurped by thieves
And you sold to the foreigners!
Chorus:
Hurrah, welcome home
now at the coming of Summer.
II
Gráinne O’Malley comes over the sea,
With armed warriors as her guard
They’re Irishmen – not French nor Spanish
And they will rout the foreigners!
III
May it please dear God that we might see,
Even if we only live for week after,
Gráinne Mhaol and a thousand warriors –
Routing all the foreigners!
TRADUZIONE di Cattia Salto*
I
Benvenuta, donna provata dalle avversità, la tua prigionia ci ha portato alla rovina,
con il nostro amato paese nelle mani dei vandali e tu stessa venduta agli Inglesi.
RITORNELLO:
Oh, e bentornata a casa
ora è arrivata l’estate.
II
Granualile giunge dal mare
con una guarnigione di giovani soldati.
Sono Irlandesi, non Francesi o Spagnoli, e sgomineranno gli Stranieri.
III
A Dio piacendo, anche se dovessi morire tra una settimana,
possa io vedere Granualile ed un migliaio di guerrieri
disperdere gli Stranieri.

NOTE
* traduzione in italiano dall’inglese
1) si trova scritto a volte Gaill a volte Frainc
2) al posto di Dio a volte scritto come Ri (re)

FONTI
http://www.signoraggio.it/grace-omalley-la-regina-dei-pirati-di-connemara/
http://lastoriaviva.it/grace-omalley-la-regina-del-mare-di-connemara/
http://chrsouchon.free.fr/orosedo.htm
http://terreceltiche.altervista.org/i-giacobiti/