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THERE’LL NEVER BE PEACE TILL JAMIE COMES HAME

“There’ll Never Be Peace Till Jamie Comes Hame” è una vecchia canzone giacobita pubblicata nello “Scots Musical Museum”,  (vol IV, 1791) con il testo riscritto da Robert Burns, che conosceva la melodia con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa”. Giacomo è il figlio del deposto re Giacomo VII di Scozia che i Giacobiti riconoscevano come unico legittimo successore al trono e soprannominarono The Old Pretender per distinguerlo dal figlio il Principe Carlo Stuart.

Così scrive Robert Burns in una lettera ad Alexander Cunningham (1791) “You must know a beautiful Jacobite air “There’ll never be peace till Jamie comes hame”. When political combustion ceases to be the object of princes and patriots, it then, you know, becomes the lawful prey of historians and poets.”

LA MELODIA

La melodia è una slow air dolce e malinconica pubblicata da James Oswald in due raccolte “Curious Scots Tunes”, 1740, 22, e in “Caledonian Pocket Companion”, 1743, I. 20, conosciuta anche con il titolo di “There are few good fellows when Jamie’s awa” oppure di “By yon Castle wa’”
ASCOLTA Alessandro Tampieri, Alessandro Palmeri, Giorgio Dellarole (viol. e v.cello barocco e fisarm. 415)

ASCOLTA Sophie Ramsay in ‘The Seas Between Us‘ (vedi)

ASCOLTA Dougie Mathieson & Mags Macfarlane  in “A Tribute to Rabbie Burns”, 2015

ASCOLTA The Whistlebinkies


I
By yon Castle wa’ (1), at the close of the day,
I heard a man sing, tho’ his head it was grey:
And as he was singing, the tears doon came, –
There’ll never be peace till Jamie  (2) comes hame.
II
The Church is in ruins, the State is in jars,
Delusions, oppressions, and murderous wars,
We dare na weel say’t, but we ken wha’s to blame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
III
My seven braw sons for Jamie drew sword,
But now I greet (3) round their green beds in the yerd (4);
It brak the sweet heart o’ my faithful and dame, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
IV
Now life is a burden that bows me down,
Sin’ I tint (5) my bairns (6), and he tint his crown;
But till my last moments my words are the same, –
There’ll never be peace till Jamie comes hame.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ai piedi del castello all’imbrunire
udii un uomo cantare, sebbene con il capo canuto
e mentre cantava le lacrime scendevano –
“Non ci sarà mai pace finchè Giacomo (2) ritornerà sul trono”
II
La Chiesa è in rovina e lo Stato in discordia,
delusione, oppressione
e guerre feroci
e noi sappiamo bene
chi è da biasimare
– Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
III
I miei sette bravi figli per Giacomo cinsero la spada,
ma ora io li piango nei loro verdi giacigli al camposanto
e il povero cuore della mia leale dama si spezzò –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono
IV
Ora la vita è un fardello che mi piega in due
dacchè persi i miei figli ed egli perse la corona;
ma fino all’ultimo respiro le mie parole saranno le stesse –
Non ci sarà mai pace finchè Giacomo ritornerà sul trono

NOTE
1) wa’=wall
2) La discendenza maschile del ramo Stuart  (la parte cattolica della famiglia) cercò periodicamente e fino al 1746 di riprendersi il trono con l’aiuto di Francia e Spagna: Giacomo Francesco Edoardo Stuart tentò di riprendersi il trono per due volte nel 1708 e nel 1715 sbarcando in Scozia e mettendosi alla testa dei suoi seguaci con l’appoggio di John Erskine, conte di Mar: il 6 settembre 1715 Lord Mar si incontrò con un gruppo di Highlander e nominò ufficialmente il Principe Giacomo Edoardo re di Scozia, Inghilterra e Francia con il nome di Giacomo VIII di Scozia (e Giacomo III d’Inghilterra e d’Irlanda). Anche questo secondo tentativo fallì e Giacomo passò il resto della sua vita dorata in esilio prima in Francia e poi dal 1717 in Italia. (vedi scheda dei personaggi principali qui)
3) greet=weep
4) yerd=kirkyard
5) sin I tint=as I lost
6) bairns=children

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/therellb.htm
https://www.flutetunes.com/tunes.php?id=2322
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-326,-pages-336-and-337-as-i-cam-down-by-yon-castle-wa.aspx

ORAN EILE DON PHRIONNSA

Il Bonny Prince (Carlo Edoardo Stuart) ritratto da Allan Ramsay subito dopo la marcia su Edimburgo

Una “Canzone per il Principe” (= Song to the Prince) venne scritta nel 1745 da Alexander McDonald  bardo delle Highlands e fervente giacobita, perché fosse indirizzata come missiva al Principe Charles Edward Louis John Casimir Sylvester Severino Maria Stuart, noto più semplicemente come il Bonnie Prince Charlie o The Young Pretender. All’epoca il Principe si trovava in Francia nella vana attesa di un cenno di favore da parte del Re Luigi XV affinchè lo aiutasse a riprendersi il trono d’Inghilterra e Scozia. Ma la questione si trascinava per le lunghe Luigi non ricevette mai a Corte il suo parente povero, così il ragazzo venne snobbato anche dalla Nobiltà parigina e di certo le parole d’incoraggiamento dei sostenitori in Scozia non potevano che dargli conforto. continua
Il testo originale di Oran Eile Don Phrionnsa ( anche “Moch Sa Mhadainn”, “Hùg Ò Laithill Ò” “Hùg Ò Laithill O Horo”), è scritto in gaelico scozzese, lingua che il principe non capiva (essendo nato e cresciuto a Roma).

Ne “The Elizabeth Ross Manuscript Original Highland Airs Collected at Raasay in 1812 By Elizabeth Jane Ross” (qui) sono riportati testo e melodia (#113) così nelle note dell’edizione pubblicata per the School of Scottish Studies Archives, Edimburgo 2011 leggiamo “This stirring Jacobite song has been attributed to Alasdair mac Mhaighstir Alasdair (Alexander MacDonald, c.1698–c.1770). The text and translation here are adapted from JLC, which has 17 couplets plus refrain. That text is derived from the 1839 edition (p.85) of Mac Mhaighstir Alasdair’s collection (ASE); the 1839 edition is identical with the 1834 edition, but the fact that the song does not appear in the first edition (1751) raises doubts as to the ascription (see JLC 42, n.1): in fact the text was almost certainly lifted into the 1834 edition from PT, where it is headed simply ‘LUINNEAG’ and is not ascribed. The 1834 or 1839 text of the Ais-Eiridh is doubtless the source of that in AO 102, which ascribes the song to Mac Mhaighstir Alasdair. Campbell prints the tune in 3/4 time (JLC 301).
JLC = CAMPBELL, John Lorne, ed.(1933, Rev.1984) Highland Songs of the Forty-Five … [With thirteen melodies] (Edinburgh: John Grant, 2nd ed. Edinburgh: Scottish Academic Press for the Scottish Gaelic Texts Society).

ASCOLTA Capercaillie in Glenfinnan (Songs Of The ’45) (1998)
Il gruppo scozzese fondatosi agli inizi degli anni 80 ha diffuso con le sue registrazioni moltissimi canti in gaelico delle Isole Ebridi e delle Highlands arrangiandoli a metà tra tradizione e modernità, aggiungendo sintetizzatori e basso elettrico accanto ai più tipici strumenti acustici della tradizione musicale scozzese.

In questa versione il brano è quasi una waulking song

ASCOLTA Dàimh in Moidart to Mabou 2000, un gruppo di nuova generazione dalla West Coast della Scozia formato da musicisti  dall’Irlanda, Scozia, Capo Bretone e California.
I
Och ‘sa mhaduinn’s mi dusgadh
‘S mor mo shunnd’s mo cheol-gaire
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
II
O’n a chuala mi ‘m Prionnsa
Thighinn do dhuthaich Chlann Ra’ill
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
III
Grainne mullaich gach righ thu
Slan gum pill thusa, Thearlaich
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
IV
‘S ann th ‘n fhior-fhuil gun truailleadh
Anns a ghruadh is mor-naire
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
V
Mar ri barrachd na h-uaisle
‘G eirigh suas le deagh-nadur
Us nan tigeadh tu rithist
Bhiodh gach tighearn’ ‘n aite

The Elizabeth Ross Manuscript
Early as I awaken
Great my joy, loud my laughter
Since I heard that the Prince comes
To the land of Clanranald
Thou art the choicest of all rulers
Here’s a health to thy returning
His the royal blood unmingled
Great the modesty in his visage
With nobility overflowing
And endowed with all good nature
And shouldst thou return ever
At his post would be each laird
Traduzione di Cattia Salto
Appena mi sveglio
grande la mia gioia, forte il mio riso
da quando udii che il Principe verrà
nella terra del Clanranald (1)
Voi che siete il migliore di tutti i sovrani
un augurio per il vostro ritorno!
Suo il sangue reale puro
grande la modestia nel suo viso
colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.

NOTE
1) il Clanranald Clan RanaldClan Ronald dei Macdonald di Clanranald è uno dei rami più grandi dei clan scozzesi in cui si eleggeva il Re delle Isole e di Argyll. All’epoca delle ribellione del 1745 il vecchio capo clan non era favorevole agli Stuard, ma non impedì al figlio di allearsi con il Giovane Pretendente. I due si conobbero a Parigi. Ranald il giovane fu tra i primi ad aderire alla causa giacobita facendo proseliti presso gli altri clan.

Il brano è stato riportato alla popolarità con l’inserimento nella seconda stagione della serie televisiva Outlander (sulle orme del grandissimo successo editoriale dell’omonima serie scritta da Diana Gabaldon), come sottolinea lo stesso direttore artistico Bear McCreary questo è uno dei pochi canti scritti proprio nel farsi della ribellione scozzese.
When Jamie opens the letter in “The Fox’s Lair” and learns he has been roped into the revolution, this song was actually being composed somewhere in Scotland at that very moment.” (qui).

ASCOLTA Griogair Labhruidh in Outlander II stagione 2016 il brano ha un andamento marziale  e Griogair racconta
“It is always difficult negotiating the gap between tradition and innovation but it is something I am becoming increasingly used to, “I performed the song at a much slower tempo than it would normally be performed traditionally but I think it worked to great effect with the rich string voicings and the percussive elements of the piece. I was also very pleased to work with my friend John Purser who helped direct my performance of the song to suit the arrangement.’

Hùg hó ill a ill ó
Hùg hó o ró nàill i
Hùg hó ill a ill ó
Seinn oho ró nàill i.
Moch sa mhadainn is mi dùsgadh,
Is mòr mo shunnd is mo cheòl-gáire;
On a chuala mi am Prionnsa,
Thighinn do dhùthaich Chloinn Ràghnaill.
Gràinne-mullach gach rìgh thu,
Slàn gum pill thusa Theàrlaich;
Is ann tha an fhìor-fhuil gun truailleadh,
Anns a’ ghruaidh is mòr nàire.
Mar ri barrachd na h-uaisle,
Dh’ èireadh suas le deagh nàdar;
Is nan tigeadh tu rithist,
Bhiodh gach tighearna nan àite.
Is nan càraicht an crùn ort
Bu mhùirneach do chàirdean;
Bhiodh Loch Iall mar bu chòir dha,
Cur an òrdugh nan Gàidheal.


Early in the morning as I awaken
Great is my joy and hearty laughter
Since I’ve heard of the Prince’s coming
To the land of Clanranald (1)
You are the choicest of rulers
May you return unhurt, Charles.
In that most modest cheek
Runs blood that is pure and undefiled.
Along with overflowing nobility
That ever rises up along with good nature
And if you came again
Each laird would be at his post.
And if the crown were placed upon you
Joyful would your friends be
And Lochiel (2), as he ought,
Would be drawing up the Gaels for battle.
Traduzione di Cattia Salto
Appena mi sveglio al mattino
grande la mia gioia, forte il mio riso
da quando ho sentito che il Principe è in arrivo
nella terra del Clanranald (1)
Voi che siete il migliore di tutti i sovrani
che possiate ritornare illeso, Carlo
In quel viso di grande modestia
scorre un sangue puro e immacolato
colmo di nobiltà
e dotato di natura gentile!
Se voi ritornerete
ogni laird sarà al vostro servizio.
e se la corona vi sarà posta sul capo
i vostri amici saranno pieni di gioia
e Lochiel (2), come si conviene,
farà arrivare i Gaeli per la battaglia

NOTE
2) Donald Cameron di Lochiel (c.1700 – Ottobre 1748) tra i più influenti capoclan e tradizionalmente fedele alla Casa Stuart

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.ed.ac.uk/files/imports/fileManager/RossMS.pdf
http://chrsouchon.free.fr/bonnie2.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/oraneile.htm
http://www.bearmccreary.com/#blog/blog/outlander-return-to-scotland/
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/63749/3
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/94215/5;jsessionid=40262AAD448EC6A5BD09862C091AD047

CULLODEN’S HARVEST

Non un brano tradizionale, ma d’autore con tanto di copyright registrato nel 1978 o 1986 (Coban Records) da Alastair McDonald, scozzese doc. La melodia è stata completamente riscritta sempre da Alastair McDonald da una fonte tradizionale.

CANNONI CONTRO SPADE

Un lament contemporaneo che commemora la sconfitta degli Highlanders nella loro ultima battaglia nei pressi di Inverness.
Ecco com’è andata: era una piovosa mattina del 16 aprile 1746..  continua
Per una versione “in diretta” dal libro-saga di Diana Gabaldon “La straniera” (in Italia nei volumi “Il ritorno” e “Il cerchio di pietre”) e prossimamente nella seri tv “The Outlander”.
battle-cockade

ASCOLTA  Deánta in “Ready for the Storm” 1995, in cui scrivono che la melodia è un”old Gealic sea song”. Le immagini del video sono per lo più le riprese del film documentario di Peter Watkins (1964) Sicuramente la versione più straziante e commovente.

ASCOLTA Richard Morrison


Chorus
Cold the winds on the moors blow.
Warm the enemy’s fires glow.
Black (1) the harvest of Culloden,
Pain and fear and death grow.
I
‘Twas love of our prince drove us to Drumossie,
But in scarcely the time that it takes me to tell
The flower of our country lay scorched by an army
As ruthless and red as the embers of hell.
II
The Campbell and McFall (7) did the work of the English.
McDonald in anger did no work at all.
‘Twas musket and cannon against honour (9) and courage.
Invaders men stood while our clansmen did fall.
III
None other than children are left to the women (10),
With only the memory of father and son
Turned out of their homes to make shelter for strangers.
The blackest of hours on this land has begun.
Traduzione Riccardo Venturi
CORO
Soffiano venti freddi sulle brughiere,
ardono caldi i fuochi del nemico.
[nera] (1) la
 Messe  di Culloden,
crescon la pena, la paura e la morte.
I
Fu l’amore per il nostro principe (2) a portarci a Drumossie, (3)
Ma nel tempo appena che mi ci vuole a narrare (4)
il fiore del nostro paese giacque straziato (5) da un’armata
spietata e rosso sangue (6) come i tizzoni infernali.
II
I Campbell e i McFall fecero il gioco degli inglesi
I McDonald, in preda all’ira, non fecero nessun gioco. (8)
Furon moschetti e cannoni contro onore e coraggio,
gli invasori rimasero in piedi mentre i nostri uomini dei clan caddero.
III
Nessuno altro che i bambini restano ormai alle donne,
con soltanto il ricordo di un padre e di un figlio.
Scacciati dalle loro case (11) per alloggiare gli stranieri.
L’ora più nera del nostro paese è cominciata. (12)

NOTE
1) in alcune versioni like. Il verso è ripreso nell’ultima strofa con la chiusura “The blackest of hours”
2) Il Bonny Prince Charlie. Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! vedi
3) Drumossie ovvero Inverness
4) un ora tanto durò la battaglia
5) il generale Cumberland, comandante dell’esercito inglese [e figlio del re], ordinò che tutti i prigionieri e i feriti giacobiti fossero messi a morte, ma i capi clan e pochi altri vennero fatti prigionieri.
6) le giubbe rosse
7) Mary Dillon e Alastair  dicono “Red Campbell the fox” Il rosso Campbell la volpe trovato anche scritto come “Red Campbell, the false” inserire citazione di Gabaldon
8) nota di Riccardo: Nella canzone si accusano alcuni tra i principali clan scozzesi (e i due principali: i Campbell e i McDonald) di aver fatto poco o punto per la causa giacobita, e addirittura il gioco degli inglesi. La realtà storica è differente. Anche i Campbell e i McDonald condivisero il tragico destino di tutti i clan dopo la disfatta di Culloden.
9) Alastair dice “claymores” ovvero gli spadoni degli highlanders
10) Mary Dillon e Alastair dicono “Now mothers and children are left to their weeping” (Madri e figli sono lasciati nel pianto)
11) Nei mesi e anni successivi a Culloden fu caccia all’uomo per coloro che erano riusciti a fuggire dal campo della battaglia e per i loro sostenitori, anche le famiglie e i simpatizzanti vennero incarcerati e coloro che offrivano ospitalità ai fuggiaschi erano espropriati e processati per alto tradimento. Ancora Riccardo scrive  “I prigionieri incarcerati furono portati in Inghilterra per essere processati con accuse di alto tradimento; i processi si svolsero a Berwich, a York e a Londra. Fu stabilita una “percentuale fissa” di condanne a morte: un prigioniero su venti veniva messo al patibolo. In totale, 3470 scozzesi giacobiti vennero processati. 120 furono impiccati; 88 morirono in prigione; 936 furono deportati nelle colonie e 222 furono esiliati. Alcuni furono assolti e liberati, ma di altri 700 non si sa assolutamente niente” (tratto da qui)
12) Le Highlands furono militarizzate e tenute sotto stretto controllo inglese, senza parlare delle leggi volte a spezzare “l’highlander pride”

L’inquadramento storico della questione giacobita in http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4518&lang=it
http://chrsouchon.free.fr/twaslove.htm
https://nelcuoredellascozia.com/2015/10/30/cullodens-harvest/
https://nelcuoredellascozia.com/category/storia/
http://www.celticlyricscorner.net/deanta/cullodens.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9007
http://outlanderworld.blogspot.it/2016/10/jamie-fraser-e-la-battaglia-di-culloden.html
http://soldatiniestoria.blog.tiscali.it/2015/01/15/culloden-l%E2%80%99ultima-battaglia-di-liberta-del-clan-scozzesi/?doing_wp_cron

E LA BARCA VA: IL PRINCIPE E LA BALLERINA, THE SKYE BOAT SONG

Flora MacDonald (1722 – 1790), aveva 24 anni quando incontrò Charles Stuart. Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.. Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod.
La canzone è stato un successo: fin da subito circolarono voci che spacciavano il testo come traduzione di una antico canto in gaelico e presto divenne un brano classico della musica celtica e in particolare della musica tradizionale scozzese

charlie e flora

E LA BARCA VA

La barca con quattro (o sei) marinai ai remi lasciò Benbecula il 27 giugno 1746 alla volta dell’isola di Skye nelle Ebridi Interne. I due arrivarono fino a Portée in varie tappe e il 1° luglio si lasciarono, il principe  donò a Flora un medaglione con il suo ritratto e la promessa che si sarebbero rivisti un giorno. Secondo la leggenda Flora lo salutò danzando sulla spiaggia  (vedi prima parte: Flora MacDonald’s Fancy)

LA TRAVERSATA IN MARE: LA FUGA DI CHARLES STUART

Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod dopo averla sentita cantare nel 1870 da un gruppo di marinai, mentre stava facendo un’escursione sul Loch Coruisk, guarda caso proprio sull’isola di Skye. La canzone era “Cuchag nan Craobh” (in inglese “The Cuckoo in the Grove”) comparsa in stampa nel 1907 in Minstrelsy of the Scottish Highlands, di Alfred Moffat, testo attribuito a William Ross (1762 – 1790).

LO IORRAM
Il brano è comparso nel libro Songs of the North pubblicato da Sir Harold Boulton e Anne Campbell MacLeod a Londra nel 1884. Nelle ristampe ed edizioni successive nel commento si fa riferimento alla melodia come a un "iorram" ossia a una canzone ai remi. Non proprio una shanty song un "iorram" (pronuncia ir-ram) aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre. Il tempo è in 3/4 o 6/8: la prima battuta è molto accentuata e corrisponde alla fase in cui il remo è sollevato e portato in avanti, 2 e 3 sono il colpo all'indietro. Alcune di queste arie sono ancora suonate nelle Ebridi come valzer.

La canzone è stato un successo già nell’Ottocento ed è da considerarsi un brano classico della musica celtica, e in particolare della musica tradizionale scozzese, inserito immancabilmente nelle compilation anche per matrimoni, fatto e rifatto in tutte le salse (dal beat al liscio, jazz, pop, country, rock, dance), innumerevoli le versioni strumentali (da un solo strumento – arpa, cornamusa, chitarra, flauto – o due fino all’orchestra) con arrangiamenti classici, tradizionali, new age, per bande anche militari e corali. Su Spotify è possibile trovare moltissime versioni del brano e proprio per tutti i gusti! Tra quelle strumentali le mie preferite sono quelle con la chitarra di Greg Joy, Pete Lashley, Tom Rennie, ma anche una versione con arpa e flauto di Anne-Elise Keefer e una versione “insolita” (con tanto di basso-tuba o oboe) dei Leaf!

Tra tutte vi propongo questa interpretazione nella compilation Irish Roses

ASCOLTA Carlyle Fraser

CHORUS
Speed bonnie boat,
like a bird on the wing,

Onward, the sailors cry
Carry the lad that’s born to be king(1)
Over the sea to Skye(2)
I
Loud the winds howl, loud the waves roar,
Thunder clouds rend the air;
Baffled our foe’s stand on the shore
Follow they will not dare
II
Though the waves leap,
soft shall ye sleep
Ocean’s a royal bed
Rocked(3) in the deep,
Flora will keep
Watch by your weary head
III
Many’s the lad fought on that day
Well the claymore could wield
When the night came, silently lay
Dead on Culloden’s field(4)
IV
Burned are our homes, exile and death
Scatter the loyal men(5)
Yet, e’er the sword cool in the sheath,
Charlie will come again(6).

TRADUZIONE ITALIANO (dal WEB)
RITORNELLO
Veloce, barchetta,
come un uccello sulle ali

Avanti! Gridano i marinai!
Porta l’uomo destinato a essere re (1)
sul mare a Skye(2)
I
Forte ruggisce il vento, forte urlano le onde, satura di nuvoli di tuono è  l’aria, sbalorditi i nostri nemici si fermano sulla riva e non osano seguirci
II
Benchè le onde si accavallino,
il tuo sonno sarà dolce
e l’oceano il letto del re
cullata dal mare (3),
Flora vigilerà
vegliando sulla tua testa stanca
III
Molti furono gli uomini che combatterono quel giorno,
bene le  spade duellarono,
quando la notte venne in silenzio,
la morte aleggiava sul campo di Culloden (4).
IV
Bruciate le nostre case, esilio e morte,
dispersi gli uomini leali (5),
ma prima che la spada riposi nel fodero,
Carlo verrà di nuovo (6)

NOTE
Lost_Portrait_of_Charles_Edward_Stuart1) Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! Cresciuto in pratica a Roma sotto l’ala del Papa, in un primo tempo venne spedito dal padre Giacomo a Parigi “per farsi una posizione” a Corte, sfruttando la parentela con il re di Francia. Eppure Luigi non ne voleva proprio sapere del suo parente povero e si rifiutò di riceverlo a Corte; così Charlie visse a Parigi snobbato dalla nobiltà e in perenne ricerca di finanziatori disposti a rischiare i quattrini per il suo tentativo di restaurazione sul trono (per la verità era anche un assiduo frequentatore di taverne). Tra le lamentele del conte di Mar (esule in Francia dopo la figuraccia di Sheriffmuir) sul carattere del principe, oltre alla sua eccessiva predilezione per il bere, c’erano anche i modi sgarbati verso i suoi seguaci e il suo chiacchierare a vanvera; ma evidentemente il “Bel Carletto” non doveva essere poi così inconcludente, se alla fine produsse una Dichiarazione di Accordocon la quale rivendicava i propri diritti al trono della Gran Bretagna, sotto firmata daicapi clan scozzesi leali alla causa giacobita: Clanranald e Glengarry, Stewart diAppin, Alexander MacDonald di Keppoch, Angus MacDonald di Scotus. Indubbiamente ci furono in ballo questioni d’onore e giuramenti di fedeltà al padre e al nonno, più che un’affezione particolare per il Giovane Pretendete; inoltre non era insolito per molti clan tenere i piedi in due scarpe ed avere così qualche parente stretto a combattere nello schieramento opposto.
Il venticinquenne Charles sbarcò insieme a sette compagni sull’isola di Eriskay e una manciata di spade, poi si spostò verso Glenfinnan e restò in attesa che i clan arrivassero! La sua campagna militare fu piuttosto caotica e inizialmente baciata dalla fortuna che gli regalò una serie di facili vittorie continua
2) L’isola di Skye nelle Ebridi Interne, ma suona come “cielo” e quindi una metafora, l’autore lo impalma come eroe nel firmamento
3) non concordo con la traduzione trovata nel web “ballando sul mare” a mio avviso “rocked” è da intendersi, come in molte sea song e sea shanty (e in qualche lullaby), nel senso di dondolio (della culla in particolare) e quindi “cullata dal mare”
4) per l’approfondimento ho dedicato un’intera pagina ai Giacobiti vedi
5) la repressione inglese contro i giacobiti e i simpatizzanti fu brutale
6) nel 1884 Charles Stewart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi

CHARLES STUART ULTIMO ATTO

Charles_Edward_Stuart_(1775)Nel 1896 lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) scrisse una variante con nuove parole, evidentemente non soddisfatto di quanto scritto da un baronetto inglese.

Stevenson mette il canto in bocca allo stesso Charles, vecchio e disfatto nel suo esilio “dorato” tra Roma e Firenze. L’Alfieri ce lo descrive come irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito (ma doveva avere il dente avvelenato essendo stato per anni l’amante della molto più giovane e bella moglie Luisa di Stolberg-Gedern contessa d’Albany). Il Principe sempre più amareggiato e dedito all’alcol, morì a Roma il 31 gennaio 1788 (abbandonato anche dalla moglie quattro anni prima).

OVER THE SEA TO SKYE di Robert Louis Stevenson
I
Sing me a song of a lad that is gone,
Say, could that lad be I?
Merry of soul, he sailed on a day
Over the sea to Skye
II
Mull was astern, Rum was on port,
Eigg on the starboard bow.
Glory of youth glowed in his soul,
Where is that glory now?(6)
III
Give me again all that was there,
Give me the sun that shone.
Give me the eyes, give me the soul,
Give me the lad that’s gone.
IV
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
“Cantami del ragazzo del passato
dici, “Potrei essere io quello?”
D’animo gentile, salpò un giorno
sul mare per Skye.
II
Mull era a poppa, Rum era a babordo, Eigg sulla prua a dritta.
Gloria di gioventù brillava nel suo spirito, dov’è quella gloria ora?(6)
III
Dammi ancora tutto ciò che fu,
dammi il sole che risplendeva
dammi gli occhi (7), l’anima
dammi il ragazzo del passato
IV
Nuvole e brezza, isole e mari
montagne di pioggia e di sole;
tutto ciò di buono e giusto
che era in me, è morto

NOTE
7) nel senso di visione

LA VERSIONE OUTLANDER

Più recentemente la canzone “Over the Sea to Skye” è stata ripresa nella serie “The Outlander” dalla saga di Diana Gabaldon ed è subito skyemania.. e tutti volevano sapere il testo della canzone..

ASCOLTA Raya Yarbroug

ll testo è stato modificato opportunamente per la serie eliminando i riferimenti al Bel Carletto e traslandoli alla bella Claire Randall che in un  viaggio nel tempo attraverso un cerchio di pietre si trova proiettata nel passato (dal 1945 nel 1743) e s’innamora di James Fraser ovvero James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser Lord di Broch Tuarach

CHORUS
Say, could that lass be I?

Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye(2).
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun…
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.
Sing me a song of a lass that is gone…
Say, would that lass be I?
Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye.
TRADUZIONE IN ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dimmi quella ragazza potrei essere io? D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.
Nuvole e brezza, isole e mari,
montagne di pioggia e di sole..
Tutto ciò  di bello e buono
che era in me, è morto.
Cantami di una ragazza del passato,
dici, “Potrei essere io quella?”
D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.

NOTE
2) anche qui si gioca sul doppio senso e Skye è decisamente il cielo

Versione ulteriormente riarrangiata da Bear McCreary in seguito al successo della serie e completata con le strofe di Robert Louis Stevenson

RUSTY NAIL: IL COCKTAIL DEL CLAN MACKINNON

Rusty-NailPer sdebitarsi dell’aiuto prestato dal Clan MacKinnon durante i mesi in cui dovette nascondersi dagli Inglesi, il principe Stuart rivelò a John MacKinnon la ricetta del suo elisir segreto, una bevanda speciale creata dal suo farmacista personale. Il clan MacKinnon accettò la custodia della ricetta, finchè agli inizi del ‘900, un discendente della famiglia decise che era giunto il momento di sfruttare commercialmente la ricetta chiamandola “Drambuie”

4.5 cl Scotch whisky
2.5 cl Drambuie
Procedimento: si prepara direttamente un bicchiere tipo old fashioned con ghiaccio. Agitare delicatamente e guarnire con un twist di limone.

Un cocktali doppiamente scozzese: lo Scotch Whisky e il Drambuie che è un liquore la cui ricetta è un mix di whisky, miele… segreti e leggende. Ancora oggi l’azienda è gestita dalla stessa famiglia e mantiene segreto il contenuto della ricetta. (Tratto da qui)

 FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.electricscotland.com/history/women/wih9.htm
http://www.windsorscottish.com/pl-others-fmacdonald.php
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31609
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94755

LA BATTAGLIA DI SHERRA-MOOR

180px-John-Erskine-11th
John-Erskine Lord Mar


Robert Burns scrive nel 1789 la sua versione della Battaglia (la prima parte qui) sulla melodia “The Cameronian Rant”: due pastori si incontrano su una collina e discutono su chi abbia vinto la battaglia di Sherra-moor (Sheriffmuir).

Le rivendicazioni al trono di Giacomo Stuart “Il vecchio Pretendente” si infransero nella Battaglia di Sheriffmuir il 13 novembre 1715, che si concluse in sostanza con un nulla di fatto (a parte tanti morti) – battaglia comandata da Lord Mar senza nemmeno la presenza in campo del “Pretendente”..
Giacomo Francesco Edoardo Stuart arrivò a bordo di una nave francese in dicembre, trovò la sua causa disperata e fuggì in Francia: l’esercito di Mar si disperse e la rivolta finì. Nel 1717 venne concesso, con l’”Act of Grace” un generale perdono a tutti gli Highlanders che parteciparono all’insurrezione.

ASCOLTA The Corries ; Sherramuir Fight

ASCOLTA Jamie McMenemy

I.
‘O, cam ye here the fight to shun,
Or herd the sheep wi’ me, man?
Or were ye at the Sherra-moor,
Or did the battle see, man?’
‘I saw the battle, sair and teugh,
And reekin-red ran monie a sheugh;
My heart for fear gae sough for sough,
To hear the thuds, and see the cluds
O’ clans frae woods in tartan duds,
Wha glaum’d at kingdoms three, man.”CHORUS
Huh! Hey dum dirrum hey dum dan
Huh! Hey dum dirrum dey dan.
Huh! Hey dum dirrum hey dum dandy
Hey dum dirrum dey dan.
II.
‘The red-coat lads wi’ black cockauds
To meet them were na slaw, man:
They rush’d and push’d and bluid outgush’d,
And monie a bouk did fa’, man!
The great Argyle led on his files,
I wat they glanc’d for twenty miles;
They hough’d the clans like nine-pin kyles,
They hack’d and hash’d, while braid-swords clash’d,
And thro’ they dash’d, and hew’d and smash’d,
Till fey men died awa, man.
III.
‘But had ye seen the philibegs
And skyrin tartan trews, man,
When in the teeth they daur’d our Whigs
And Covenant trueblues, man!
In lines extended lang and large,
When baig’nets o’erpower’d the targe,
And thousands hasten’d to the charge,
Wi’ Highland wrath they frae the sheath
Drew blades o’ death, till out o’ breath
They fled like frighted dows, man!’
IV.
‘They’ve lost some gallant gentlemen,
Amang the Highland clans, man!
I fear my Lord Panmure is slain,
Or in his en’mies’ hands, man.
Now wad ye sing this double fight
Some fell for wrang, and some for right,
But monie bade the world guid-night:
Say, pell and mell, wi’ muskets’ knell
How Tories fell, and Whigs to Hell
Flew off in frighted bands, man!’
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
“Sei venuto qui per sfuggire alla battaglia
o per custodire le pecore con me, amico?
Oppure eri a Sheriffmuir
e hai visto la battaglia, amico?”
“Ho visto la battaglia, amara e dura
e il puzzo del sangue spargersi nei fossi;
il mio cuore tremava di paura
nell’ascoltare i colpi e nel vedere l’annuvolarsi
dai boschi dei clan in tartan
a sfidare i Tre Regni(1), amico ”

II
Le giubbe rosse e coccarde nere(2)
ad incontrarli non erano riluttanti, amico:
essi si precipitavano e spingevano e il sangue scorreva copioso e molti corpi caddero, amico!
Il grande Argyle conduceva le sue file
(avranno attraversato più di venti miglia)
essi colpirono i clan come birilli,
li fecero a pezzi e sbudellarono mentre le grandi spade si scontravano,
ed essi si dibattevano, tagliavano e fracassavano finchè gli uomini predestinati morirono, amico.”

III
“Ma avevi visto i kilt
e i pantaloni in tartan dagli sgargianti colori,amico,
quando mostravano i denti ai Whigs (3)
ai Covenanter(4) e ai Lealisti, amico!
Allineati su un ampio fronte
quando le baionette e gli scudi abbandonarono
e a migliaia si affrettarono alla carica (5)
con l’ira degli Highlands, essi dal fodero
sguainavano le lame mortali, a perdifiato
e (i Whigs) scappavano come piccioni timorosi, amico”

IV
“Hanno perduto dei galantuomini valorosi
tra i clan delle Highlands.
Temo che il mio Lord Panmure sia morto
o in mano ai suoi nemici.
E’ tempo di cantare questo duplice scontro,
alcuni caddero a torto e altri a ragione,
ma molti diedero la buonanotte al mondo:
alla rinfusa, con il rintocco dei moschetti
dicci come i Conservatori (3) caddero e i Whigs volarono dritti all’inferno in bande spaventate”

NOTE
La versione originaria ha due ulteriori strofe prima del finale, che però non essendo più cantate al giorno d’oggi, non mi sono data la pena di tradurre.

1) per tutta la questione giacobita vedere la pagina dedicata qui
2) La coccarda appuntata sul cappello è una moda del Settecento ed era indossata come simbolo della fedeltà a una certa ideologia, o anche come indicazione di status sociale (e più spesso parte della divisa di un servitore). In Gran Bretagna la coccarda bianca indicava i giacobiti mentre i governativi indossavano la coccarda nera o blu.
3) una distinzione sommaria tra i due partiti classifica i tories, come proprietarî di terre (landed men), mentre i whigs, come rappresentanti della ricchezza mobiliare (moneyed men). Whigs, è una parola di probabile origine scozzese, forse col significato di predone, o forse viene da “whig”, latte acido, di certo era un insulto che nel 1600 si rivolgeva a questa corrente politica ma rimase appiccicato come un etichetta nei secoli successivi. Non mi sembra il caso di andare a distinguere tra le sottili o più sostanziali divergenze tra i due partiti, quanto sottolineare che furono i Whigs ad appoggiare incondizionatamente la nuova dinastia inaugurata con l’elezione di Re Giorgio I di Hannover.
4) Covenanter era il nome dato agli scozzesi presbiteriani che si ricollegavano direttamente al patto di alleanza biblico (tra Dio e il popolo d’Israele). Le riunioni in aperta campagna vennero denominate “conventicles” e considerate illegali passibili di pena capitale.
5) gli scozzesi andavano così in battaglia: la famosa carica degli highlanders consisteva nel correre verso la schiera dei nemici slacciandosi il cinturone, liberandosi del plaid,precipitandosi a grandi balzi , urlando come ossessi e brandendo minacciosamente la grande spada (con i lembi della camicia che svolazzano sul culo nudo). Il kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia. vedi

TRADUZIONE IN INGLESE (tratta da qui; per la traduzione in francese invece qui)
I
O, came you here the fight to shun,
Or herd the sheep with me, man?
Or were you at the Sheriffmuir,
Or did the battle see, man?’
‘I saw the battle, sore and tough,
And reeking red ran many a ditch;
My heart for fear gave sigh for sigh,
To hear the thuds, and see the clouds
Of clans from woods in tartan clothes,
Who grasped at kingdoms three, man.

II
The red-coat lads with black cockades
To meet them were not slow, man:
They rushed and pushed and blood outgushed,
And many a body did fall, man!
The great Argyle led on his files,
I know they shown for twenty miles;
They knocked the clans like nine-pin skittles,
They hacked and hashed, while broad-swords clashed,
And through they dashed, and hewed and smashed,
Till fated men died away, man.

III
‘But had you seen the kilts
And flaring tartan trousers, man,
When in the teeth they dared our Whigs
And Covenant, Trueblues, man!
In lines extended long and large,
When bayonets over powered the targe,
And thousands hastened to the charge,
With Highland wrath they from the sheath
Drew blades of death, till out of breath
They fled like frightened pigeons, man!’

IV
‘They have lost some gallant gentlemen,
Among the Highland clans, man!
I fear my Lord Panmure is slain,
Or in his enemies’ hands, man.
Now would you sing this double fight,
Some fell for wrong, and some for right,
But many bade the world good night:
Say, pell and mell, with muskets’ knell
How Tories fell, and Whigs to Hell
Flew off in frighted bands, man!’

LA TERZA VERSIONE: Sheriffmuir
Cantata dai McCalmans in ‘Side By Side By Side’ 1977: ho solo trovato il testo (qui)

FONTI
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2027C.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/454.htm
http://digital.nls.uk/1715-rising/songs/will-ye-go-tae-sheriffmuir/index.html
http://www.contemplator.com/scotland/sheriffmur.html
http:[email protected]?SongID=7898

http://data.historic-scotland.gov.uk/pls/htmldb/f?p=2500:15:0::::BATTLEFIELD:17
https://thesession.org/tunes/284
http://chrsouchon.free.fr/sheramui.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sheriffm.html
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sherramu.html
http://www.readbookonline.net/readOnLine/29309/

WILL YE GO TO SHERIFFMUIR?

Ancora un tassello da aggiungere alla questione giacobita già analizzata in vari post su questo BLOG e che si è meritata una sua pagina fissa (vedi)

180px-John-Erskine-11th
Lord Mar

Alla morte della regina Anna (1 agosto 1714) senza eredi diretti, il risentimento scozzese per l’unione del Regno di Scozia con l’Inghilterra era vivo più che mai. Moltii nobili e lairds erano giacobiti, gli Highlanders cattolici e giacobiti odiavano gli scozzesi delle Lowlands presbiteriani e i Campbells di Argyll, la grande famiglia dei whigs. L’anno prima John Erskine ovvero Lord Mar fu eletto Ministro di Stato britannico dal partito dei Conservatori (i Tory) così quando al trono salì re Giorgio, sebbene avesse giurato lealtà al sovrano, venne privato della sua carica. Non che tutti i Tories fossero giacobiti, ma erano in odore di giacobitismo, quel tanto che bastava per impedir loro di diventare degli amministratori politici sotto gli Hannover. C’è un immagine molto calzante citata da A. I. Morton (in Storia del popolo inglese, Roma,1973):” Il Giacobitismo era politicamente morto in Inghilterra dopo il 1715, ma ne rimase a lungo lo scheletro nell’armadio dei Tories“. Incontratosi con un gruppo di Highlanders il 6 settembre 1715, Lord Mar innalzò lo stendardo Stuart presso Braemar. Con questa chiamata alle armi iniziò l’insurrezione giacobita che si concretizzò con la mobilitazione dei clan delle Highlands.

LA BATTAGLIA DI SHERIFFMUIR

Le rivendicazioni al trono si infransero nella Battaglia di Sheriffmuir del 13 novembre 1715, che si concluse in sostanza con un nulla di fatto (a parte tanti morti).
Al cadere dell’oscurità entrambi gli eserciti tornarono ai rispettivi accampamenti, e il giorno seguente gli Highlanders si ritirarono verso Perth e i governativi, comandati dal Duca di Argyle, tornarono a Stirling. Giacomo (Giacomo Francesco Edoardo Stuart detto “The Old Pretender”) arrivò a bordo di una nave francese in dicembre, trovò la sua causa disperata e fuggì in Francia: l’esercito di Mar si disperse e la rivolta finì. Nel 1717 venne concesso, con l'”Act of Grace” un generale perdono a tutti gli Highlanders che parteciparono all’insurrezione.

I clan delle Highlands erano accorsi in grande numero ma non sempre le battaglie vengono vinte con la forza bruta e l’abbondanza di uomini: mentre c’erano quelli che avevano uomini tra entrambi gli schieramenti, c’erano anche quelli che restarono a guardare senza prendere parte alla battaglia (come fece il celebre Rob Roy); gli Scozzesi non vogliono ammetterlo, ma la battaglia fu una sconfitta (della serie quando un comandante non conosce terreno, tattiche e nemico).

Sono state scritte diverse ballate sulla battaglia, ma due sono le versioni principali.

VERSIONE DI ROBERT TANNAHILL: WILL YE GO TO SHERIFFMUIR?

Solo le prime due strofe sono attribuite a Robert Tannahill, mentre le seconde due strofe sono riportate da James Hogg nel suo “Jacobite Relics” è probabilmente farina del suo sacco (vedi)

ASCOLTA Ewan MacColl

ASCOLTA Max Dunbar


I
Will ye go to Sheriffmuir,
Bauld John o Innisture(1)?
There to see the noble Mar,
And his Heiland laddies.
A’ the true men o the north,
Angus, Huntly and Seaforth,(2)
Scouring on tae cross the Forth,
Wi their white cock-a-dies(3).
II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare(4),
And the trumpets deadly blare,
Wi the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s raws,
A’ the clans wi loud huzzas,
Rushing tae the battle(5).
III
There you’ll see the noble Whigs(6),
A’ the heroes o the brigs(7),
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Rien hose and raggit hools,
Sour milk(6) and girnin’ gools,
Psalm-books and cutty stools(8),
We’ll see never mair, man.
IV
Will ye go to Sheriffmuir,
Bold John o’ Innisture?
Sic a day and sic an hour,
Neir was in the north man.
Siccan sichts will there be seen;
And gin some be nae mistaen,
Fragrant gales will come bedeen,
Frae the water o Forth, man.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture(1)?
Là vedrai Lord Mar
e i suoi ragazzi delle Highlands,
tutti i veri uomini del Nord,
Angus, Huntly e Seaforth,
in perlustrazione per varcare il Forth
con le loro coccarde bianche.
II
Là vedrai gli stendardi garrire,
là sentirai le cornamuse ruggire
e le trombe squillare a morte
con le raffiche dei cannoni,
là vedrai il prode McCraws
e le schiere dei Cameron e del Clanronald,
tutti i clan con i loro forti Hurrà
affrettarsi alla battaglia.
III
Là vedrai i nobili Whigs,
tutti ceffi da galera,
pelli raggrinzite e parrucche imbiancate
muoversi a ventaglio, amico.
Calze strappate e vestiti laceri,
latte acido e gole ringhianti,
libri dei salmi e sgabelli delle penitenze
non si vedranno mai più, amico.
IV
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture?
Un tale giorno e un tale momento
non ci sono mai stati nel Nord,
tali cose là saranno viste amico
e se non ci sbagliamo
brezze fragranti verranno presto
dalle acque del Forth, amico

NOTE
1) l’identità di John o’ Innisture è rimasta sconosciuta
2) Huntly, Seaforth: capi clan rispettivamente dei Gordon e dei McKenzie.
3) La coccarda appuntata sul cappello (berretto scozzese) è una moda del Settecento ed era indossata come simbolo della fedeltà a una certa ideologia, o anche come indicazione di status sociale (e più spesso parte della divisa di un servitore). In Gran Bretagna la coccarda bianca indicava i giacobiti mentre i governativi indossavano la coccarda nera o blu.
4) sono le cornamuse grandi del nord usate in ambiente aperto per la sveglia, per richiamare i clan all’ordine e per spronare gli uomini in battaglia.

Highland Charge ©2002 Charles Keegan
Highland Charge ©2002 Charles Keegan
5) gli scozzesi andavano così in battaglia: La famosa carica degli highlanders consisteva nel correre verso la schiera dei nemici slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid, ossia il kilt; si procedeva con impeto, a grandi balzi urlando come ossessi e brandendo minacciosamente la grande spada (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo). Il kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia. vedi

6)  una distinzione sommaria tra i due partiti classifica i tories, come proprietarî di terre (landed men), mentre i whigs, come rappresentanti della ricchezza mobiliare (moneyed men). Whigs, è una parola di probabile origine scozzese, forse col significato di predone, o forse viene da “whig”, latte acido (Sour milk), di certo era un insulto che nel 1600 si rivolgeva a questa corrente politica, ma rimase appiccicato come un etichetta nei secoli successivi. Non mi sembra il caso di andare a distinguere tra le sottili o più sostanziali divergenze tra i due partiti, quanto sottolineare che furono i Whigs ad appoggiare incondizionatamente la nuova dinastia inaugurata con l’elezione di Re Giorgio I di Hannover. Di fatto sotto gli Hannover i furono i Whighs a detenere il controllo del potere e a fare i loro affari o a litigare tra di loro.
7) letteralmente “eroi delle prigioni”
8) cutty stool: una sorta di sgabello delle penitenze dove chi aveva peccato veniva messo in castigo (tipo dietro la lavagna per i bambini indisciplinati a scuola) e subire una punizione simbolica e umiliante sotto gli occhi di tutta la congregazione. The custom of performing penance in public by humiliation in church either through significant action, position or confession has often been held to be peculiar to the Presbyterian and Puritan churches. In Scotland the ordeals of sitting on the repentance-stool or cutty-stool were most frequent. In economic and social histories of Scotland, and especially in Edgar’s Old Church Life in Scotland, many instances are enumerated. Sometimes [Pg 107]the offender wore a repentance-gown of sackcloth; more frequently he stood or sat barefoot and barelegged. (tratto da qui)

LA TRADUZIONE IN INGLESE

I
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture(1)?
There to see the noble Mar,
And his Highland laddies.
All the true men of the north,
Angus, Huntly and Seaforth(2),
Scouring on to cross the Forth,
With their white cockadies(3).

II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare(4),
And the trumpets deadly blare,
With the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s rows,
All the clans with loud huzzas,
Rushing to the battle(5).

III
There you’ll see the noble Whigs(6),
All the heroes of the brigs,(7)
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Riven hose and ragged coats
Sour milk(6) and snarling. throats;
Psalm-books and cutty stools(8),
We’ll see never more, man.

IV
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture?
Such a day and such an hour,
Never was in the north man.
Such sights will there be seen;
And if some be not mistaken,
Fragrant gales will come soon,
From the water of Forth, man.

seconda parte qui

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2027C.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/454.htm
http://digital.nls.uk/1715-rising/songs/will-ye-go-tae-sheriffmuir/index.html
http://www.contemplator.com/scotland/sheriffmur.html
http:[email protected]?SongID=7898
http://data.historic-scotland.gov.uk/pls/htmldb/f?p=2500:15:0::::BATTLEFIELD:17
https://thesession.org/tunes/284
http://chrsouchon.free.fr/sheramui.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sheriffm.html
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sherramu.html
http://www.readbookonline.net/readOnLine/29309/

HIELAND LADDIE: DONKEY RIDING OR JACOBITE SONG?

parte prima qui

stowing-hugillUna variante dello stesso shanty (ma con titolo diverso in base al diverso testo del ritornello) prende il nome di DONKEY RIDING SHANTY (in italiano si potrebbe tradurre “in sella all’asino“). E’ diventata anche una filastrocca per bambini

Stan Hugill nel suo Shanties from the Seven Seas, scrive: “A shanty with words similar to [Hieland Laddie] and the same or almost identical tune is Donkey Riding. This was also very popular among the timber droghers both in Liverpool and Canadian ports, and was used as both a capstan and runaway song when working cargo. I had my version from an old shipmate called Spike Sennit, who said it was just as popular at sea as in port. The compiler of the Oxford Song Book (II), who gives a version very similar to mine, states that it was “not a shanty … but … a song which helped the ship’s company stow deck cargo.” I’m afraid this is tying the meaning of the word shanty down a bit too tightly! Many work-songs used by seamen and dockers to stow cargo (in particular lumber and cotton) were the same as those used for capstan and other jobs at sea. And vice versa. Both Bullen and Doerflinger tend to show this, as well as do shanty books in Scandinavian languages. Many Scandinavian shanties used at capstan and pumps were sung when stowing timber aboard Baltic barques and timber droghers. Much improvisation was given to this song and many indecent lines found in the regulation verses.”

ASCOLTA Great Big Sea


[Chorus:]
Way hey and away we go
Donkey riding, donkey riding(1)
Way hey and away we go
Ridin’ on a donkey.

Was you ever in Quebec
Launchin’ timber on the deck?
Where ya break yer bleedin’ neck
Ridin’ on a donkey!
Was you ever ‘round Cape Horn
Where the weather’s never warm?
Wished to God you’d never been born
Was you ever in Miramichi(2)
Where ye tie up to a tree,(3)
An’ the girls sit on yer knee?
Was you ever in Fortune Bay(4)
See the girls all shout, “Hooray!”?
“Here comes dad with ten weeks pay”
Was you ever in London-town
See the King he does come down?
See the King in his golden crown
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Coro
In alto saliamo
in sella all’asino(1)
In alto saliamo
in sella all’asino
Sei mai stato in Quebec
a stivare il legname sul ponte?
Dovi ti rompi il collo
in sella all’asino
Sei mai stato a doppiare Capo Horn dove il tempo non è mai calmo, desiderando di non essere mai nato? Sei mai stato a Merashee(2)
dove ti leghi alla crocetta(3)
e le ragazze si siedono sulle tue ginocchia?
Sei mai stato a Fortune Bay(4)
a vedere le ragazze che gridano “Hurra, ecco che viene papino con dieci giorni di paga”
Sei mai stato a Londra e vedere il Re con la sua corona d’oro che discende?

NOTE
1)  yard donkey – a winch (or system of winches) powered by an engine and used to haul logs from a stumpto a landing or to a skid road (https://en.wikipedia.org/wiki/Steam_donkey )
Si può supporre dal contesto che ci sia stata inizialmente una sorta di rivalità tra i marinai che utilizzavano “la forza umana” per i lavori di carico e quelli che invece si avvalevano del motore a vapore detto “il mulo”
2) anche scritto come Merrimashee c’è un isola di Merasheen a Terranova (Canada), ma più probabilmente è Miramichi, una cittadina del Canada, situata nella provincia del Nuovo Brunswick, ma anche un grande fiume che da il nome alla baia in cui sfocia, nel Golfo di San Lorenzo. Spesso i marinai ripetevano le canzoni ad orecchio ed era più probabile che i nomi delle località che non si conoscevano venissero storpiate

La ricerca di Italo Ottonello ha trovato questa nota: Merasheen, located on the southwestern tip of Merasheen Island in Placentia Bay, was one of the larger and more prosperous communities resettled. Settled by English, Irish and Scottish in the late 18th century, the community eventually became predominantly Roman Catholic with families of Irish descent. In an ideal location to prosecute the inshore cod fishery along with the herring and lobster fisheries in the ice-free harbour during winter and spring, it appeared that Merasheen would not succumb to the same fate as other small resettled communities.
Così osserva Ottonello: “sembra accennare ad un generico luogo tempestoso, piuttosto che ad un sito in particolare“.

3) TREE, n. In ship-building, pieces of timber are called chess-trees, cross-trees, roof-trees, tressel-trees, &c. (da DANA Seaman’s friend – Dictionary of sea terms) =quasi tutte parti della crocetta, che è la piattaforma al di sopra della coffa
4) Fortune Bay si trova sull’isola di Terranova, sulla costa Sud

WHALING SONG
Altra nave, altro testo questa volta si tratta della canzone marinaresca preferita sulle baleniere. “In his ‘Voyage of the Aurora’ in 1804, Dr David Moore Lindsay described how, when the Aurora was moving up Lancaster Sound, an Eskimo was spotted on the ice singing the song. It was thought that he had heard it from his parents in the old sailing ship days.” (tratto da qui) C’è un discreto numero di canzoni provenienti dalla Scozia sulla vita a bordo delle baleniere, vedasi ad esempio Farewell to Tarwathie

ASCOLTA Archie Fisher 1964


Whaur hae ye been a’ the day,
bonnie laddie, Hieland laddie
Whaur hae ye been sae lang away,
my bonnie Hieland laddie
I’ve been seeking fortune’s road, bonnie lassie, Hieland lassie
An’ there’s money at the whalin’ so I’ve been told,
my bonnie Hieland lassie
I sailed for the north in a Dundee(1) whaler, bonnie lassie, Hieland lassie
I sailed for the north as a whalin’ sailor, my bonnie Hieland lassie
But Greenland shores are grey and cold, bonnie laddie, Hieland laddie
There’s plenty o’ ice but not much gold, my bonnie Hieland laddie
When will you come back again, bonnie laddie, Hieland laddie
You an’ a’ the whaling men,
my bonnie Hieland laddie
Well, I’ll be glad when I get hame, bonnie lassie, Hieland lassie
And I’ll gie up this whalin’ game,
my bonnie Hieland lassie
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dove sei stato tutto il giorno,
mio bel ragazzo delle Highland
dove sei stato via così tanto?
mio bel ragazzo delle Highland
Sono stato a cercare la strada della fortuna
bella ragazza delle Highland
e ci sono i soldi nella caccia alle balene, così mi hanno detto.
bella ragazza delle Highland.
Ho navigato verso Nord su una baleniera di Dundee, bella ragazza delle Highland
ho navigato verso Nord come marinaio di una baleniera mia bella ragazza delle Highland
ma le spiagge della Groenlandia sono grigie e fredde c’è abbondanza di ghiaccio ma non di molto oro.
Quando ritornerai, tu e tutti i balenieri? Sarò felice di ritornare a casa e di abbandonare la caccia alle balene

NOTE
1) cittadina della Scozia sull’estuario del fiume Tay

IL CANTO GIACOBITA: The Highland Laddie, I Hae Been At(In) Crookieden

Sulla rivolta giacobita si è già scritto diffusamente qui
Il testo è un frammento di una ballata giacobita pubblicata in “Jacobite Relics”, 1810, così Hogg scrive”Is highly popular, and sung in many different ways. It appears, from the numberless copies I have got, that the song had been very short at first, and that parts had been added, now and then, by different hands, until some of the most common editions appear rather like a medley than a regular ballad. This set may be received as the most perfect, all the good verses being in it, and a kind of uniformity throughout. I have been told the song was originally composed by an itinerant ballad-singer, a man of great renown in that profession, ycleped ” mussel-mou’ed Charlie;”* and that while in his possession, it consisted only of four full stanzas, the two first, the first halves of the third and sixth, and the last verse, was made up of the last four lines of the sixth, and the following four:
2 bis. But a’ the whigs maun gang to hell,
Bonnie laddie, Highland laddie ;
That sang Charlie made himsel’,
Bonnie laddie, Highland laddie.
[*Si tratta di Charles Lesly (1687-1792), soprannominato “Mussel mou’d Charlie”]

Un paio di versi sono stati scritti da Robert Burns con intento satirico e pubblicati nello “Scots Musical Museum” Volume IV, 1792

ASCOLTA Tannahil Weavers – Greenwood Side/Highland Laddie/Pattie in Mermaid’s song (c’è un disturbo audio nella parte centrale, ma dura pochissimo)

ASCOLTA Susan Rode Morris (nella versione salottiera)


Where have you been all the day,
bonnie laddie, highland laddie
Saw ye him(1) that’s far away,
bonnie laddie, highland laddie
On his head a bonnet blue,
Tartan plaid and highland trews.
I ha’e been at Crookieden(2),
Watching Wullie(3) and his men,
There our foes that burnt and slew,
There at last they got their due,
Satan sits in yon black neuk,
Breaking sticks tae roast the duke,
The bluidie monster gied a yell,
Loud the lach gaed roon’ a’ Hell(4),
Geordie sits in Cherlie’s chair,
Had I my wish he’d no’ sit there(5),
Ne’er reflect on sorrows past,
Cherlie will be king at last,
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dove sei stato tutto il giorno
bel ragazzo delle Highland
A vederlo, lui che è così lontano
bel ragazzo delle Highland
Sulla sua testa un berretto blu
e indosso il tartan e i calzettoni delle Highlands?
Sono stato all’Inferno(2)
a vedere Guglielmo(3) e la sua armata,
dove i nostri nemici che incendiarono e uccisero,
finalmente hanno quello che si meritano.
Satana siede in un angolo oscuro
a rompere i pali per arrostire il Duca,
il mostro sanguinario gridò
e l’Inferno scoppiò a ridere(4).
Giorgio siede sul trono di Charly,
e se dipendesse da me egli ora starebbe là(5),
mai crogiolarsi nel dolore del passato,
Charly diventerà Re alla fine

NOTE
1) il “Bel Carletto” il pretendente al trono di Scozia che, giovane e prestante nel suo abito tradizionale scozzese, riuscì ad esercitare un grande fascino sugli Highlanders!
2) “Crooked den”= Hell
3) Guglielmo Duca di Cumberland (1721-1765) il macellaio di Culloden è descritto come un mostro sanguinario che subisce la giusta punizione all’inferno
4) letteralmente”forte il riso correva per l’Inferno”
5) non mi è ben chiara la frase: credo voglia dire che Giorgio dovrebbe stare all’inferno 

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS
I
I hae been at Crookieden(2) – 
My bonie laddie, Highland laddie!(1)
Viewing Willie(3)  and his men- 
There our foes that burnt and slew – 
There at last they gat their due – 
II
Satan sits in his black neuk – 
Breaking sticks to roast the Duke – 
The bloody monster gae a yell – 
And loud the laugh gaed round a’ Hell(4)- 
TRADUZIONE INGLESE (tratta da qui)
I
I have been at Crookieden –
My handsome lad, Highland lad!
Viewing Willie and his men – 
There our foes that burnt and slew –
There at last they got their due –
II
Satan sits in his black corner –
Breaking sticks to roast the Duke –
The bloody monster gave a yell –
And loud the laugh went round all Hell –

per la traduzione in francese qui

FONTI
http://cornemusique.free.fr/ukhighlandladdie.php
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/donkey-riding.html
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/donkeyriding.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=41062
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54643
http://mysongbook.de/msb/songs/h/hielandl.html
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/i_hae_been_at_crookieden.htm
http://chrsouchon.free.fr/crookie.htm
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-332,-page-342-bonie-laddie-highland-laddie.aspx

THE BARD OF ARMAGH

“The Bard of Armagh” è il titolo di una canzone tradizionale irlandese (Irlanda del Nord) di cui non si conosce ancora l’origine. Di padri ne ha ben quattro: due irlandesi e due scozzesi.
Incominciamo con Patrick Donnelly (1649–1716), la storia, diffusa nella contea di Armagh, più sicuramente a livello aneddotico, è curiosa: nel 1697 l’appena nominato vescovo di Dromore viene subito deposto con il promulgamento del “Bishops Banishment Act”; si dice così che Patrick nei panni di arpista itinerante con il nome di Phelim Brady girasse per la contea di Armagh continuando a offrire i suoi servizi di sacerdote cattolico.
Alcuni citano come autore l’irlandese Thomas Campbell (1733-1795) più per omonimia con il poeta scozzese che per altro, essendo questi un predicatore protestante filo-inglese; lo scozzese Thomas Campbell (1777–1844) invece era un poeta e drammaturgo che scrisse alcune canzoni patriottiche di guerra e in particolare compose nel 1801 il canto “The Exile of Erin”, la cui melodia compare in stampa nella raccolta dell’editore David Robertson “Whistle-Binkie: or, the Piper of the Party” (1878): nella raccolta la paternità del testo però è attribuita al poeta scozzese Alexander Ritchie (1816-1850).

BardMUSICA BARDICA

Nel nostro immaginario, influenzato dalle visioni romantiche ottocentesche, il bardo è un poeta cantore delle tradizioni del popolo celtico, colui che mette per iscritto l’identità di una nazione, strenuo difensore delle peculiarità di un popolo. E lo visualizziamo mentre accarezza la sua arpa, lunghi capelli fluenti e abiti svolazzanti nel vento. Ma nell’età del Ferro il Bardo era partecipe del sacro all’interno dell’ordine sacerdotale, un druido-poeta, ponte tra l’umano e il divino, teso alla conoscenza e sul sentiero della comprensione profonda dell’esistenza. Il bardo sapeva vedere dentro alle cose, coglierne gli aspetti più profondi in termini spirituali, in armonia con gli elementi, la natura e nell’equilibrio di anima, spirito e corpo.
Nel Medioevo con il diffondersi del Cristianesimo anche in Irlanda l’ordine druidico scomparve, e i Bardi diventarono poeti di professione alle dipendenze dell’aristocrazia; tenuti in grande onore e ancora ricchi di privilegi, andarono incontro alla decadenza di pari passo con la perdita del potere da parte dei loro mecenati di stirpe celtica. Diventato musicista errante il Bardo si avvicina al popolo che esorta alla rivolta, difendendo i costumi e le tradizioni celtiche, nonostante le persecuzioni perpetrate dai conquistatori. E così la poesia e la musica bardica crebbero insieme alle modalità e ai suoni della gente comunecontinua

UNA CLASSICA IRISH SONG

Questa è una canzone sentimentale, da cantarsi nel pub mentre si beve una stout, è una party song per i suoi sussulti di indipendenza, anche se i palpiti sono quelli di un cuore vecchio e stanco in attesa della morte. La melodia è condivisa da molte altre canzoni tradizionali di area celtica perchè era di quelle che andavano per la maggiore in Irlanda nell’Ottocento e ancora agli inizi del Novecento.  La canzone ha varcato l’oceano ed è diventata “Streets of Laredo” ovvero il tormentone del Cow Boy..(vedi)

ASCOLTA Mike Magatagan nell’arrangiamento per arpa classica. La melodia ha indubbiamente un andamento “barocco”.
ASCOLTA Celia 2007 la canzone è dedicata a Tommy Makem conosciuto come “Bard of Armagh” non solo perchè nato e cresciuto a Keady nella Contea di Armagh ma soprattutto per la sua carriera musicale.
ASCOLTA Robbie McMahon live nel Duggan’s Pub di Spancilhill, 2009. In questo live dalla voce di un cantore locale depositario della tradizione, ascoltiamo la variante B della II strofa come nel testo scozzese
ASCOLTA Vince Gill


I
Oh list to the lay of a poor Irish harper
And scorn not the strains from his poor withered hand
But remember his fingers could once move more sharper
To raise up the strains of his poor native land
IIA(1)
When I was a young lad, King Jamie did flourish
And I followed the wars in my brogues bound with straw
And all the fair colleens from Wexford to Durrish
Called me bold Phelim Brady(2) , the Bard of Armagh
III
How I love for to muse on the days of my childhood
Tho’ four score and three years have flitted since then
Still it gives sweet reflection as every young boy(3) should
For lighthearted boys make the best of old men(4)
IV
At pattern(5) or fair I could twist my shillelagh(6)
Or trip through the jig with my brogues bound with straw
Whilst all the fair maidens around me assembled
Loved bold Phelim Brady the Bard of Armagh
V
Although I have travelled this wide world all over
Yet Erin’s my home and a mother(7) to me
Then, oh, let the ground that my old bones shall cover
Be cut from the soil that is trod by the free
VI
And when Sergeant Death(8) in his cold arms shall embrace me
Oh, lull me to sleep with sweet “Erin Go Bragh”(9)
By the side of my wife(10), my sweet Kathleen oh place me
Then forget Phelim Brady , the Bard of Armagh
TRADUZIONE  CATTIA SALTO
I
Ascolta i versi di un vecchio arpista irlandese e non disprezzare le melodie della sua vecchia mano stanca,
ma ricorda che le dita un tempo potevano muoversi più agilmente,
per innalzare i canti della sua povera terra natia
II(1)
Quando ero ragazzo Re Giacomo regnava
e seguii le guerre con gli scarponi legati con lo spago
e tutte le belle ragazze da Wexford a Durrish
mi chiamavano Phelim Brady(2), il temerario, bardo d’Armagh.
III
Mi piace ripensare ai giorni della mia infanzia
sebbene siano passati 83 anni
da allora
ancora mi riporta i ricordi felici (3) della giovinezza
che i ragazzi dal cuore gioioso saranno i migliori vecchi uomini (4)
IV
Alla festa patronale(5) o alla fiera ho potuto agitare il mio bastone(6)
e ballare la giga con gli scarponi legati con lo spago
mentre tutte le belle fanciulle erano radunate introno a me
e amavano  Phelim Brady, il temerario, bardo d’Armagh.
V
Sebbene abbia viaggiato in lungo e in largo per il vasto mondo
l’Irlanda è la mia casa e una madre(7) per me
allora che la terra ricopra le mie vecchie ossa,
nella fossa sarò calato da libero
VI
E quando Signor Morte(8) mi stringerà nelle sue fredde braccia
e cullerà il mio sonno con la dolce “Erin Go Bragh”(9)
a fianco di mia moglie(10), la mia bella Kathleen mettetemi
e poi dimenticate Phelim Brady, il bardo d’Armagh

NOTE
1) strofa alternativa IIB
Long before the shamrock, our green isle’s loved emblem,
Was crushed in it’s beauty ‘neath the Saxon Lion’s Paw
I was called by the colleens around me assembled
with the bold Phelim Brady the Bard Of Armagh.
traduzione italiano “molto prima che il trifoglio, il nostro amato emblema verde, fosse schiacciato nella sua bellezza sotto la zampa del leone sassone” la frase colloca la vita del Bardo all’epoca delle invasioni sassoni tra il V e il VI secolo così il bardo rivendica la libertà irlandese dal dominio “inglese”; nella strofa della versione A invece è citato il regno di Giacomo. Fu lo scozzese Giacomo Stuart a nominarsi Giacomo I d’Inghilterra nel 1603 dopo che subentrò al regno di Elisabetta I, unificando di fatto le corone d’Inghilterra, Scozia e Irlanda inaugurando l’Età Giacobita. Ma molto più probabilmente ci si riferisce al figlio Giacomo II d’Inghilterra, l’ultimo monarca cattolico e regnare sulle tre corone britanniche. Il suo trono andò dal 1685 al 1688 quando venne deposto dal parlamento e esiliato. Così iniziarono le guerre giacobite. Molto probabilmente il protagonista ci vuole far sapere che anche lui fu un giacobita leale alla casa Stuart come lo furono molti irlandesi cattolici. vedi
2) Phelim Brady personaggio non ancora identificato storicamente
3) anche scritto come “young joy”
4) merry-hearted o free-hearted. La frase è un proverbio irlandese che dice “It’s the merry-hearted boys thath make the best men”
5) festa in onore del santo protettore di un “pattern” deriva da “patron”
6) i musicisti itineranti erano a volte anche abili maestri di danza; shillelagh è un tipico bastone irlandese da passeggio un po’ corto e usato occasionalmente come arma, ma anche brandito dai maestri di danza per impartire le lezioni
7) anche scritto come “parent”
8) letteralmente “Sergente”. Nella tradizione tedesca e inglese la Morte è considerata al maschile, così il temine Sergente richiama l’immagine di un forte guerriero energico e implacabile.
9) la frase si traduce come “Irlanda per sempre” Ci sono diverse canzoni con questo titolo ma di provenienza diversa, alcune dall’Irlanda e una in particolare, dalla Scozia, qui più che una canzone specifica però si intende il suono stesso della parola come una nenia o un mantra della libertà. Così si rinforza l’immagine del Guerriero Morte che sussurra anche ai suoi soldati morti e sepolti l’anelito alla libertà dall’oppressore.
10) e qui cade ogni leggendaria identificazione del bardo con il deposto vescovo in incognito!

Confronta con THE BARD OF ARMAGH. Alex. A. Ritchie, Melodia” The Exile of Erin.”
I
Oh! list to the lay of a poor Irish Harper,
Though wayward and fitful his old withered hand;
Remember his touch once was bolder and sharper,
When raising the strains of his dear native land.
IIB
Long before the shamrock, our isle’s lovely emblem,
Was crush’d in its bloom ‘neath the Saxon lion’s paw,
I was called by the coleens around me assembling,
Their bold Phelim Brady, the bard of Armagh!
III
Oh! how I love to muse on the days of my boyhood,
Tho’ fourscore and three years have flitted since then!
Still it gives sweet reflection, as ev’ry first joy should,
For free-hearted boys make the best of ould men.
IV
At the fair or the wake I could twirl my shillelah,
Or trip through the jig in my brogues bound wi’ straw;
Faith, all the pretty girls in the village and the valley
Loved bould Phelim Brady, the Bard of Armagh!
V
Now tho’ I have wander’d this wide world over,
Still Ireland’s my home and a parent to me;
Then O! let the turf that my bosom shall cover,
Be cut from the ground that is trod by the free!
VI
And when in his cold arms Death shall embrace me,
Och! lull me asleep wid sweet Erin go Bragh!
By the side of my Kathlin, my first love, O! place me;
She loved Phelim Brady, the Bard of Armagh.
da “Whistle-Binkie: or, the Piper of the Party” Volume 2 (Glasgow: David Robertson & Co., 1878), pag 285

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/bardi.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=11606 http://www.derryjournal.com/news/the-bard-of-armagh-and-other-notables-1-2119422
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=700 http://special.lib.gla.ac.uk/manuscripts/search/detail_c.cfm?ID=8204 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/ 75525/4;jsessionid=D6F895CCDE1C76AABFBBB5E910E8831B http://thesession.org/tunes/1293

WILL YE NO’ COME BACK AGAIN?

attesa- Edmund-Blair-LeightonLa poesia, originariamente scritta dalla irriducibilmente filo-giacobita Carolina Oliphant (Lady Nairne 1766-1845), ma a volte erroneamente attribuita a Robert Burns, è una nostalgica evocazione di un tempo che non sarà più e, spogliata dalle sue aspirazioni politiche, è spesso utilizzata come canto dell’addio (come l’altrettanto famosa Auld Lang Shine vedi).

Il “Bonnie Charlie” della canzone è il Bel Carletto ovvero il “giovane” e ultimo pretendente Stuart al trono di Scozia, così in chiave politica la canzone è diventata sinonimo di desiderio d’indipendenza e “inno” del movimento nazionalista scozzese. Tutte queste versioni sono state scritte quando Charles Stuart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi.
La canzone è molto più tarda rispetto agli avvenimenti descritti, e di solito oggi vengono cantate solo tre strofe rispetto alle sette originarie.

GUIDA ALL’ASCOLTO: WILL YE NO’ COME BACK AGAIN

Su di un’aria tradizionale (attribuita a Niel Gow junior -1795-1823), la melodia è famosa come marcia suonata ovviamente dalle cornamuse scozzesi. E’ anche una scottish country dance (vedi)
ASCOLTA cornamuse e tamburi
ma può essere un lament

ASCOLTA Ewan MacColl & Peggy Seeger (strofe I, IIA, IIIA )
ASCOLTA North Sea Gas in un delicato arrangiamento (strofe I, IIB, IIIB )

ASCOLTA Gaberlunzie (strofe I, IIB, IV, IIIB )
ASCOLTA Real McKenzies in una versione rock alla Pouges (strofe I, IV) – non proprio nelle mie corde
I
Bonnie Charlie’s now awa’(1),
Safely o’er the friendly main,
Mony a heart will brak in twa’
Should he no’ cam back again.
Refrain:
Will ye no’ cam back again?(2)
Will ye no cam back again?
Better lov’d ye canna be,
Will ye no cam back again?

IIA
Mony a traitor ‘mang the isles
Brak the band o’ nature’s laws; Mony a traitor wi’ his wiles
Sought to gi’ his life awa’
IIIA
Mony a gallant sodger faught,
Mony a gallant chief did fa’,
Death itself was dearly bought
A’ for scotland’s king and law.
IIB
English bribes were a’ in vain
An’ e’en tho puirer we may be
Siller canna buy the heart
That beats aye for thine and thee.
IIIB
Sweet’s the laverock’s note and lang,
Liltin’ wildly up the glen,
But aye to me he sings ane sang,
Will ye no come back again?

IV
Ye trusted in your Hielan men,
They trusted you dear Charlie!
They kent your hiding in the glen,
Death and exile braving.

NOTE
1) dopo la sconfitta di Culloden (1746) il Bonnie Prince, allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa. Il bel Carletto fuggì dalla Scozia in modo rocambolesco e si rifugiò in Francia continua
2) il Bonny Prince è diventato nell’immaginario giacobita un re dormiente novello Artù pronto a ritornare al momento del bisogno per combattere nella battaglia a fianco degli Scozzesi contro i “Nemici”..

TRADUZIONE ITALIANO a cura di Cattia Salto
I
Il Bel Carlo se n’è andato, (1)
al sicuro, al di là dello Stretto amico;
molti cuori si infrangeranno
se tu non dovessi tornare mai più.
RITORNELLO
Tornerai o non tornerai?(2)
Più amato non potresti essere,
un giorno tornerai ancora?

IIA
Molti traditori fra le isole,
infransero la legge della natura,
molti traditori con l’inganno,
cercarono di vendere la sua vita.
IIIA
Molti soldati coraggiosi si sono battuti, molti prìncipi valenti sono caduti,
anche la morte è stata comprata a caro prezzo, tutto per il re e la giustizia della Scozia.
IIB
La corruzione degli inglesi fu del tutto inutile e noi possiamo essere più puri,
i più sciocchi non possono comprare
il cuore che batte forte per i tuoi e te
IIIB
Dolce è il canto dell’allodola
che si innalza libero sulla valle
e canta per me una canzone:
un giorno tornerai ancora?”

IV
Contavi sui tuoi uomini delle Highland,
loro si fidavano di te caro Carlo,
essi conoscevano il tuo nascondiglio nella valle,
morte e esilio ai coraggiosi

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/willyeno.htm
http://ontanomagico.altervista.org/charlie.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/bio/nairnela.html http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ primary/genericcontent_tcm4554478.asp
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/175.html http://bardbook.flame.org/songs/739

THE BRAES O’ KILLIECRANKIE

Ennesima canzone di origine scozzese che si innesta nel filone delle  canzoni giacobite
[Ho dedicato un paio di pagine per inquadrare storicamente la questione giacobita, (Jacobite Rising) QUESTIONE GIACOBITA: ANTEFATTO E ATTO I dalla deposizione  di Re Giacomo II e i tentativi del figlio Giacomo Stuart (Old Pretender) di riprendersi il trono vedi]

IL RE DEPOSTO

Qui siamo agli inizi della ribellione, passata alla storia come Gloriosa Rivoluzione, il re venne dichiarato decaduto sia dal parlamento inglese che sa quello scozzese e nel 1689 “rimpiazzato” di fatto da Guglielmo III. Giacomo II cercò di riprendersi il trono sbarcando nell’Irlanda cattolica con un esercito francese e la speranza (rivelatasi ben presto vana) di raggiungere Londra a capo dei suoi sostenitori.

John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee
Bonnie Dundee

Nel frattempo John Graham di Claverhouse, visconte di Dundee (1648–1689), noto nell’Ottocento come “Bonnie Dundee” (vedi ) si era rifiutato di giurare fedeltà a Guglielmo anzi aveva complottato con altri “giacobiti” ovvero sostenitori di Giacomo in favore della ribellione armata: corse in lungo e in largo per le Highlands allo scopo di radunare un piccolo esercito (da sottolineare la parola piccolo). Lo scontro avvenne in data  27 luglio 1689 contro le truppe guidate dal generale Huge Mackay in un attacco a sorpresa al passo di Killiecrankie.

Killiecrankie è una parola che in gaelico significa “bosco tremulo” ovvero “il bosco degli alberi di pioppo” e sta a indicare un passo di montagna tra Blair Atholl e Pitlochry nel Perthshire: la valle percorsa e dal fiume Garry nel suo punto più stretto è attraversata dalla strada principale che unisce le Highlands e le Lowlands, quella che si dice una tipica “glen” scozzese, in autunno la valle si accende di giallo ed è un vero spettacolo.

IL TEATRO DELLE OMBRE DOLENTI

Intorno alla battaglia sono sorte numerose leggende di fantasmi, la più citata è quella di una signora inglese in vacanza nelle Highlands che un giorno decise di andare in bicicletta lungo la vallata del fiume Garry. Aveva appena superato il castello di Blair (dalle imponenti mura) e poco dopo la vallata si stringeva, era arrivata al passo di Killiecrankie, tutt’intorno i boschi di betulla. La nostra signora intenzionata a fare un pic-nic, cercò un posto panoramico tra le rocce verdi di muschio. E lì si addormentò complice il tiepido sole, il cinguettio degli uccelli, e il mormorio dell’acqua sottostante.
Ore dopo, nel cuore della notte, la donna si svegliò destata da un cupo rimbombo e vide.. sotto i raggi della luna piena, una massa confusa di uomini nelle loro uniformi rosse, raggruppata all’imboccatura della valle, e su di loro un’orda di Highlanders che caricavano urlando: i fucili degli inglesi mietevano le vittime tra le fila scozzesi, ma la carica fu inarrestabile, gli spadoni degli Highlanders colpivano senza tregua e l’aria era piena di lamenti. I corpi cadevano nel fiume tingendolo di rosso, gli inglesi erano nel panico e finivano sotto gli zoccoli dei loro stessi cavalli. Alla fine della battaglia l’odore di morte era ovunque e nel cielo volteggiavano le aquile pregustando il banchetto: tra i cadaveri e i corpi morenti si aggirava una fanciulla che spogliava i soldati di gradi, cinture e scarpe e di tutti gli oggetti di valore, finendoli con un colpo di pugnale!

VERSIONE DI ROBERT BURNS (1789)

Chi canta è un soldato che chiede ad un altro soldato se abbia combattuto nella battaglia di Killiecrankil (Killiecrankie); la domanda è ironica perchè il primo soldatino è tutto elegante e spensierato, mentre colui che canta probabilmente è un veterano, che ha combattuto nelle truppe di MacKay, e ammonisce chi ascolta di aver incontrato Dundee (e le sue truppe indiavolate) a Killiecrankil. Le frasi possono sembrare oscure, condite dal tipico sarcasmo scozzese, così nel giustificare la sconfitta filo-governativa si esalta il valore degli Highlanders!

La melodia proposta da Robert Burns è la stessa di “The Rig Lea” che suonata lenta è un vero e proprio lamento, tuttavia la maggior parte delle interpretazioni più moderne propendono per una marcia. Una melodia con il titolo “Keel Cranke” è stata pubblicata da Henry Playford nel suo “Original Scots Tunes” (1700)  una melodia già riportata nel “Leyden Tablature Manuscript” (1692) spartito musicale sul quale Robert Burns scrisse la sua poesia. John Glen (Early Scottish Melodies, 1891) fa ancora un passo indietro e suggerisce che il ritornello di questa melodia derivi da “My Mistres blush is bonny” trascritta nello “Skene Manuscripts” (c. 1615 – 1635).

I versi dalla I alla III strofa sono stati composti da Robbie riprendendo il brano tradizionale che circolava dal secolo precedente, mentre il ritornello è rimasto quello originario (come riferito da William Stenhouse:   “The chorus is old. The rest of it, beginning “Whare hae ye been sae braw, lad”, was written in 1789 by Burns on purpose for the Museum”) . Gli ultimi due versi sono un’aggiunta del poeta James Hogg nella ristampa della canzone nella sua raccolta “Jacobite Reliques ” del 1819. La IV strofa potrebbe essere la risposta del ragazzo al veterano con l’immediata replica.

ASCOLTA The Irish Rovers (sarà perchè sono canadesi, con un repertorio perlopiù irish, ma la versione che cantano è leggermente diversa da quella standard)

ASCOLTA The Picts  in ‘Chiefly in the Scottish Dialect’ definiti Scottish folk rockers, che ci danno di brutto con cornamuse e tamburi. Si fermano alla III strofa


I
Where hae ye been sae braw, lad?
Whare hae ye been sae brankie(1),
Whare hae ye been sae braw, lad?
Cam ye by Killiecrankie, O?
Chorus.
An(2) ye had been whare I hae been,
Ye wad na been sae cantie(3), O;
An ye had seen what I hae seen,
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
II
I faught at land, I faught at sea,
At hame I faught my Auntie(4), O;
But I met the devil an’ Dundee(5),
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
III
The bauld Pitcur(6) fell in a furr(7),
An’ Clavers(8) gat a clankie(9), O;
Or I had fed an Athole gled(10),
On the Braes o’ Killiecrankie, O.
IV
O fie, Mackay(11), what gart(12) ye lie
I’ the bush ayont the brankie(1)-O?
Ye’s better kiss’d King Willie’s loof(14)
Than come to Killicrankie-O
V
It’s nae shame, it’s nae shame
It’s nae shame to shank(15) ye-O
There’s sour slaes(16) on Athol Braes
And de’ils at Killicrankie-O.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
Dove sei stato ragazzo così elegante? Dove sei stato così spensierato(1)?
Dove sei stato ragazzo così elegante?
Vieni da Killiecrankie?
RITORNELLO
Se fossi stato dove io sono stato
non saresti così allegro
se avessi visto quello che io ho visto
al passo di Killiecrankie
II
Ho combattuto per terra e per mare,
a casa ho combattuto mia zia(4),
ma ho incontrato il diavolo e Dundee(5) al passo di Killiecrankie
III
Il coraggioso Pictur(5) è caduto in un fosso, e Claverhouse (7) ha preso un  brutto colpo
e anch’io avrei nutrito un falco di Atholl(9) al passo di Killiecrankie
IV
O vergogna Mackay(11) cosa ti ha fatto nascondere nei cespugli tra gli argini?
Hai baciato la mano di Re Guglielmo
e poi sei andato a Killiecrankie
V
Non è vergogna, non è vergogna
non è vergogna scappare
c’è un acido prugnolo sulla collina di Atholl e il diavolo a Killiecrankie

NOTE
1) Brankie= brank è una parola dai molti significati ma poco usata; alcuni la traducono come “gaudy, spruce“, “finely or showily dressed” Nel secondo verso della IV strofa il significato è invece “behave violently or without restraint“( XV sec), “violent strife” per cui la traduzione più probabile è “beyond the battle“. Altri propendono per un errore di battitura al posto di “bankie” (inteso come riva di un fiume)
2) An=if
3) Cantie= jolly
4) il verso è un po’ oscuro: un goccio di ironia per dire che il protagonista quando non ha un nemico contro cui combattere, se la prende anche con i suoi parenti o con una indomabile zia contro la quale è vana ogni battaglia? Potrebbe alludere alla lotta tra i clan scozzesi divisi dal giuramento di fedeltà per l’uno o l’altro re ma anche ai frequenti litigi  (e faide) per questioni d’onore tra i clan
5) anche se i due personaggi sono distinti si potrebbe tradurre anche come “quel diavolo di Dundee”
6) Bauld (bold) Pitcur= “Haliburton of Pitcur” combattè dalla parte dei giacobiti
7) Furr= furrow canale di drenaggio, fossato
8) Clavers= abbrevviazione di Claverhouse. John Graham fu Lord di Claverhouse prima di essere nominato conte di Dundee (e soprannominato Bonnie Dundee). “Bluidy Clavers” era il nome che gli veniva dato dai filo-governativi. I clan giacobiti furono principalmente i Cameron, Donald, Stuart e McLean, complessivamente se ne sono contati una cinquantina di cui solo una parte di religione cattolica, ma nessuno di fede presbiteriana. Durante la battaglia Dundee soccorre il clan MacDonald ed è ferito gravemente da un colpo di moschetto (secondo la leggenda è stato colpito da un proiettile d’argento,(l’unico metallo che poteva ferirlo, perchè era creduto un alleato del diavolo). Dundee vinse la battaglia (al prezzo di forti perdite) ma morì la notte stessa
9) Clankie= knocked
10) Athole è l’antico nome per l’area del Perthshire, ma anche un riferimento a Blair Atholl il paese dove è costruito Balir Castle, un punto strategico sulla strada principale per le Highlands, casa del clan Murray. Il Duca di Atholl John Murray giurò fedeltà al nuovo governo (anche se due dei suoi figli passarono alla causa giacobita) ma il castello finì nelle mani dei giacobiti. Lord Murray era intenzionato a riprendersi il suo castello e il generale Hugh Mackay era andato in suo soccorso. Dundee con l’intenzione di intercettare MacKay radunò i clan delle Highlands fedeli alla causa giacobita a Blair Atholl (ne arrivarono piuttosto pochi). La frase potrebbe voler dire che anche il nostro veterano avrebbe potuto essere pasto par i rapaci
Gled= hawk, ma anche “greedy person” una persona avida, rapace
11) il generale Hugh Mackay di Scourie, scozzese delle Lowland andò in soccorso delle truppe di John Murray: così nelle truppe che combatterono a Killiecrankil si trovavano scozzesi delle Lowlands ma anche delle Highlands dei clan che avevano giurato fedeltà al nuovo re e veterani delle guerre olandesi. Vennero chiamati “Williamites“. Erano in 4.000 ovvero il doppio dei Ribelli, ma combattevano con le tattiche standard dell’esercito inglese: un colpo di moschetto e poi la carica con le baionette. Così l’assalto con la tecnica dell'”Highland charge” (l’assalto all’arma bianca con tanto di urlo selvaggio) li colse ancora nel tentativo di innestare le loro baionette.
12) Gart = make
14) King Willie’s loof = palm of the hand.  Re Guglielmo III regnò sulla Gran Bretagna dal 1689 al 1702 in qualità di marito della Regina Maria II
15) Shank = leg e to shank-= to run away (to flee)
16) Slaes = sloes, blackthorns. Il frutto molto amaro era usato per fare il gin

La traduzione in francese qui

 UNA PASSEGGIATA NEI BOSCHI

Nel Pertshire la canzone commemorativa della battaglia è di rigore, e il luogo merita una visita (da evitare però le ore notturne, per non incontrare qualche fantasma). Nel percorso proposto (qui) si parte dal “Salto del soldato” per arrivare fino al borgo di Pitlochry. Si dice che in questo punto (the Soldier’s Leap) un soldato delle truppe di MacKay, tale Donald MacBean, abbia saltato da sponda a sponda il fiume Garry per sfuggire alle truppe giacobite e alla morte certa.

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Sebbene sia il tratto più stretto della gola la distanza è della bellezza di 5,5 metri così è tramandata la testimonianza del prodigioso salto: “I went above the Pass, where I met with another water very deep; it was about 18 foot over betwixt two rocks. I resolved to jump it, so I laid down my gun and bat and jumped, and lost one of my shoes in the jump. Many of our men were lost in that water.”

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/killie.htm
http://www.scotsmag.com/articles/killiecrankie.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28904
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=16531
https://wizzley.com/battlefield-killiecrankie-hauntings/

http://smalltownoilwife.blogspot.it/2013/04/pitlochry-part-2-killiecrankie-trail.html
http://www.undiscoveredscotland.co.uk/blairatholl/killiecrankie/