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JACK FROST NIPPING ON YOUR NOSE

Jack Frost è la controparte simbolica di Jack of the Green, è l’elfo dei Ghiacci, colui che è responsabile dell’arrivo del gelo: all’inizio della tradizione anglo-americana Jack è un gagliardo vecchietto, ma presto diventa più simile a uno spiritello fiabesco, assistente di Mastro Gelo.

Alcuni vogliono far risalire la sua origine alla mitologia norrena che enumera tutta una famigliola di giganti del ghiaccio a partire dal padre Thrym re dei Jotnar (jǫtunn al singolare); questi giganti vivono nel Jǫtunheimr (in inglese antico Yotun) uno dei Nove Mondi secondo il mito, considerati acerrimi nemici degli dei asgardiani perché portatori del caos.

LA «FAMIGLIA DEL FREDDO»

Si tratta della stirpe del gigante Fornjótr, il cui nome è stato interpretato come «antico gigante» o «primo possessore [della terra]» (Isnardi 1977 | Isnardi 1991). Le tradizioni che riguardano costui e la sua stirpe, tuttavia, non ci vengono da testi mitologici ma da saghe storiche o pseudostoriche, dalle quali tuttavia è forse possibile ricostruire qualche sorta di antica genealogia di creature elementali. È evidente che Fornjótr e i suoi discendenti siano esseri mitologici, creature legate agli elementi. I tre figli di Fornjótr, cioèÆgirLogi e Kári, sono legati rispettivamente al mare, al fuoco e al vento, elementi che essi governano o con i quali sono identificati tout-court. I figli di Kári, poi, hanno nomi che li connettono alla sfera del freddo: Frosti «gelo» (detto Jǫkull«ghiacciaio»), Snær «neve», Þorri «mese del quarto vento» (cioè il mese da gennaio e febbraio, anche se l’etimologia rimane incerta), Fǫnn «nevischio», Mjǫll «neve fresca», Drífa «tormenta di neve». Si tratta di personaggi allegorici, figure di giganti primordiali che rappresentano l’inverno e i suoi elementi, in tutta la loro potenza e ostilità.  (tratto da qui)

NONNO GELO

Ma la tradizione inglese di Jack Frost deve forse molto di più al Padre o Nonno Gelo della tradizione russa: un vecchietto dalla lunga barba bianca con lungo cappottone bordato di pelliccia che presenta molte somiglianza con il nostro Babbo Natale.
L’antenato di Nonno Gelo (contrariamente a Babbo Natale) non era un Santo bensì il demone Morozko, uno spirito della natura alla cui benevolenza dipendeva la sopravvivenza dell’uomo durante il rigido inverno, protagonista di molte fiabe e leggende russe.
Perdendo la sua ambiguità finì per diventare Ded Moròz, il portatore di doni ai bambini, assimilando questa caratteristica dal vescovo di Myra San Nicola di Bari, tuttora patrono della Russia: Nonno Gelo veste di bianco o di blù (o anche di rosso) con ricami ispirati ai fiocchi di neve e ai ghicci, indossa gli stivali di feltro e impugna come uno schettro, il bastone di ghiaccio. La sua slitta non è trainata da renne ma da tre cavalli bianchi (la tradizionale troika).
Si accompagna con la figlia Sneguročka (che in russo significa fanciulla delle nevi) nata dall’unione di Ded Moròz con la giovane Vesna personificazione della primavera e dea della bellezza.

JACK BRINA

All’inizio della tradizione Jack è un gagliardo vecchietto, lo vediamo nei panni di un Generale che scatena il gelido clima invernale. “Jack Frost first appeared in artwork on October 5th, 1861. It is a cartoon by Thomas Nast, which appeared Harper’s Weekly. It has the caption – OUR NEW MAJOR-GENERAL, and refers to a speech made by Major-General Benjamin F. Butler, who stated “Our faithful old Ally of the North, GENERAL JACK FROST, shall come and clear away the Malaria of the South, and we shall march Southward from this place, and there shall be no footsteps backward until this Rebellion is crushed out of this Union.” At the time in the Civil War, there had been outbreaks of cholera, and it was hoped the coming freezing winter weather would kills of the infections hindering the war effort. ” (tratto da qui)
Si vuole probabilmente parafrasare il “Général Hiver”  con cui Nonno Gelo venne chiamato dai francesi dopo la campagna napoleonica in Russia (1812).

L’ELFO BURLONE

Nel Novecento Jack Frost diventa  definitivamente lo spiritello fiabesco assistente di Mastro Gelo. Nel cartoon disneyano Jack è l’elfo artista che dipinge le foglie nei colori autunnali e decora con bianche trine di ghiaccio i vetri delle finestre (vedi bellissime foto qui); sempre allegro e benevolo con i bambini (nel filmato un orsetto un po’ troppo disubbidiente che Jack prima mette in guardia sui rigori di Mastro Gelo: neve, vento gelido e ghiaccio e poi aiuta a ritornare a casa).

VEDI cartoon short Jack Frost, fatto da ComiColor Cartoons 1934

Paul Bommer: Jack Frost
Paul Bommer: Jack Frost

LE FILASTROCCHE OTTOCENTESCHE

E’ con la filastrocca per bambini di Charles Sangster che Jack iniziò ad assomigliare a un elfo burlone,

Little Jack Frost tripped round and round. 
Spreading white snow on the frozen ground; 
Nipping the breezes, icing the streams, 
And chilling the warmth of the sun's bright beams.

baum-babbo-natalee così in tante altre filastrocche ottocentesche (vedi) come nelle fiabe e nelle storie magiche del Natale:  lo ritroviamo nel racconto per bambini “The Life and Adventures of Santa Claus” di L. Frank Baum  (l’autore del Mago di Oz) – 1902: figlio del Re Gelo, Jack Frost è un elfo burlone che si diverte a pizzicare i nasi e le punte dei piedi. (lo storico qui)

Insomma ai nostri giorni Jack Frost è diventato un po’ quello che  gli sceneggiatori hanno voluto rappresentare, scatenando la loro fantasia, vedasi Jack Frost e le Cinque Leggende (in inglese Rise of the Guardians)

THE CHRISTMAS SONG

Per restare nell’atmosfera magica e sognante dell’Inverno ecco una canzone di Natale: “Chestnuts Roasting on an Open Fire” intitolata anche “The Christmas Song” è una canzone statunitense sul Natale scritta da Mel Tormé e da Bob Wells nel 1944, in cui si parla anche di Jack Frost! (Per la storia su come sia nata la canzone qui)

ASCOLTA Michael Bublè


I
Chestnuts roasting on an open fire,
Jack Frost nipping on your nose,(1)
Yuletide carols being sung by a choir,
And folks dressed up like Eskimos.
II
Everybody knows a turkey and some mistletoe,
Help to make the season bright.
Tiny tots with their eyes all aglow,
Will find it hard to sleep tonight.
III
They know that Santa’s on his way;
He’s loaded lots of toys and goodies on his sleigh.
And every mother’s child is going to spy,
To see if reindeer really know how to fly.
IV
And so I’m offering this simple phrase,
To kids from one to ninety-two,
Although its been said many times, many ways,
A very Merry Christmas to you
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Castagne ad arrostire nel caminetto, Jack Brina che pizzica il naso, canzoni di Natale cantate in coro e gente vestita come eschimesi.
II
Si sa che un tacchino e un po’
di vischio,
aiutano a rendere la stagione allegra.
Bimbetti con gli occhi spalancati,
a stento dormiranno stanotte.
III
Sanno che Babbo Natale è in arrivo;
ha caricato molti giocattoli e dolcetti sulla slitta.
e ogni cocco di mamma starà a spiare, per vedere se le renne sono davvero capaci di volare .
IV
Allora offro questa semplice frase,
ai bambini da uno a novantadue anni,
anche se è stata detta e ridetta
“Un Buon Natale a tutti voi”

NOTE
1) Jack Frost compare per la prima volta nel 1734 in “Round About Our Coal Fire, or Christmas Entertainments” di autore anonimo: “when Jack Frost commonly takes us by the Nose,”

continua seconda parte

FONTI
http://bifrost.it/GERMANI/Schedario/Frosti.html
http://hypnogoria.blogspot.it/2014/11/folklore-on-friday-jack-frost-nipping.html
http://gardenofhesperides.blogspot.it/2013/02/jack-frost-il-lato-leggero-dellinverno.html
http://forum.schoolofdragons.com/content/many-incarnations-jack-frost

https://www.laputa.it/nonno-gelo/#4/60.76/43.64
http://www.marinaraccar.com/nonno-gelo-vs-babbo-natale-perche-ded-moros-infinitamente-piu-cazzuto-di-babbo-natale/