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CAILÍN NA GRUAIGE DOINNE

Popolarissima melodia (vedi) abbinata con diversi testi in gaelico irlandese che narrano di amori sfortunati (è ricorrente nei canti irlandesi il tema del sentimento non corrisposto) oscillando tra il dolce e l’amaro.

LA DONNA MORA

Cailin Na Gruaige Doinne, scritto anche come Cailin Na Gruige = Donna Mora (The Girl Of The Brown Hair) è il lamento di un uomo, forse un bracciante agricolo che a causa della sua bassa posizione sociale è stato allontanato dalla ragazza dai capelli scuri di cui si è, perdutamente, innamorato. Non è chiaro se lei l’abbia respinto o se siano stati i genitori di lei ad averli separati. Come da prassi per i canti d’amore irlandesi la manifestazione del dolore è gridata e plateale. L’uomo è avvilito, affranto dal dolore sulla soglia della pazzia.

ASCOLTA Perfect Friction

GAELICO IRLANDESE
I
Ar bhantaibh an tSróil sea d’fhagas mo stór,
‘S a maithrín ag gleo gan dabht léi.
‘D taobh grá ‘ thabhairt dom shórt sa d’fhánaí gan treoir,
Gan cairne buí óir i gcabhair dom.
‘S í an bháb mhiochair modhail [mhodúil] ‘ chuir bláth ar mo sceol,
‘S is páiste bhí óg gan dabht í
‘S nach breá deas mo shórt ag geáitseáil ar bord,
Le cailín na gruaige doinne.
II
Is ‘neosfad mo stair dom mhuintir ar fad.
Cé cloíte go lag gan mheabhair mé,
Ag smaoineamh ‘s ag brath ‘s ag tnuth len í theacht
Gach oíche ‘gus maidin Domhnaigh.
Rince go pras, aoibhneas ná cleas,
Ní smaoiním le heaspa meabhrach,
Ach mo croí istigh a shlad le dian-díograis searc,
Do chailín na gruaige doinne.
III
Is tréithlag a bhím gan éinne dem bhuíon
Ag déanamh aon suim’ sa domhan díom,
‘S is baolach dá dhroim go n-éagfad gan mhoill,
Am éigin ar dith mo mheabhrach,
Le saorghuth a cinn go léimid aníos,
Na héisc as an linn ag leabhaireach,
`S dá bhreáthacht sin mar ní, ní shásódh mo chroí,
Gan cailín na gruaige doinne.

(tratta da qui)
I
On the plains of Sroil (1)
I left my love
And her mother, no doubt,
was arguing with her
About the love she gave my kind,
an aimless wanderer,
With no stack of gold
to succour(help) me.
This modest maiden gave my life bloom
And she’s a young child,
without doubt.
Isn’t is great (nice) for me
to be showing off (2)  with
The girl with the brown hair
II
I tell my tale to my own folk all together
How defeated, weak and senseless I am
Thinking, feeling and hoping for her return
Each evening and Sunday morning.
Of lively dancing (3) , beauty nor cleverness
I can’t think for the loss of my senses.
But the heart of my heart
Has been plundered (robbed ) by an intense fervent love
For the girl with the brown hair
III
I am exhausted without anyone of my company (4)
Taking an interest in my well-being (5).
There is a danger that I might soon be lost, (6)
Being left without my reason because of her.
At the sound of her voice (7)
Fish leap lithely from their pool (8)
Her beauty is such that my heart would never be satisfied (9)
Without the girl with the brown hair
tradotto da Cattia Salto
I
Nella piana di Strule
ho lasciato il mio amore
e sua madre di certo
discuteva con lei
sul tipo di amore che potevo darle,
io, un vagabondo senza meta
senza una borsa d’oro
a sostenermi.
Quella modesta fanciulla ha fatto rifiorire la mia vita
ed era una giovane ragazza,
senza dubbio.
Non è bello per me non aver potuto continuare la relazione con la ragazza dai capelli scuri.
II
Racconto la mia storia alla gente radunata
quanto deluso, fragile
e sciocco io sia
pensando, sentendo e sperando nel suo ritorno,
ogni sera e santo giorno
non sono pronto alla danza, alla bellezza e bravura
non riesco pensare, perchè ho perso il senno, che il cuore del mio cuore
è stato rubato da un intenso e fervido amore
per la ragazza dai capelli scuri.
III
Sono esausto
privo di una compagnia
che si prenda cura del mio benessere
C’è un pericolo
che mi dannerà presto,
(quello di) perdere la ragione
per colpa sua.
Al suono della sua voce
il pesce guizza flessuoso
nella pozza
la sua bellezza è tale che il mio cuore non potrà mai essere contento
senza la ragazza dai capelli scuri

NOTE
1) [Shrule?Strule?]
2) [géaitseáil -” (Act of) posing, gesturing, play-acting” – foclóir uí Dhomhnaill): frolicking/carrying on  (to be working beside)
3) No dancing to the ready
4) to accompany me,
5) No one in the world to care for me
6) There is danger behind, death without delay
7) With the sound of her voice leap out
8) The fish from their pool will her charms
9) I  proclaim as a thing, my heart will be neversatisfied

continua

FONTI
http://www.itma.ie/digitallibrary/sound/cailin-gruaige-doinne-cox
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34917

CAILÍN NA GRUAIGE DOINNE (SLOW AIR)

CAILÍN NA GRUAIGE DOINNE

Una malinconica slow air è nota con il titolo in gaelico abbinata a due diversi testi Cailín Na Gruaige Báine, scritto anche come Cailin Na Gruige Bhana,( The Girl Of The Fair Hair) ma anche Cailin Na Gruaige Doinne, Cailin Na Gruige Donna (The Girl Of The Brown Hair)
ASCOLTA Joannie Madden & Mary Coogan (slow air + reel)

LA MELODIA: LA SLOW AIR
Suonata dai Chieftains nel loro primo album
ASCOLTA Liam O’Flynn

ASCOLTA le versione al piano di J.J. Sheridan

LA MELODIA: IL REEL
Titolo simile ma aria diversa è quella detta The Dark Haired Lass / The Black-Haired Lass / The Blackhaired Lass / The Black Haired Lass / The Dark Haired Girl / Cailín na Gruaige Duibhe / An Cailín Donn / (elenco esecuzioni qui)

ASCOLTA Altan

FONTI
https://thesession.org/tunes/6786
https://www.irishtune.info/tune/466/
https://www.irishtune.info/tune/261/
https://thesession.org/tunes/237

BRUACH NA CARRAIGE BAINE

“Bruach na Carraige Báine ” (The edge -brink ma anche shore- of the white rock)  è una canzone d’amore originaria dalle isole Blasket, una manciata di isolette al largo della penisola di Dingle, nel sud-ovest del Kerry, Irlanda.
“This beautiful love song originates from the Blasket Islands, a group of six islands which lie off the coast of Corca Dhuibhne in southwest Kerry. A great deal of music has come to us from these islands during this century, much of it is believed to be rooted in much older traditions. The Blaskets had a wonderful tradition of music as an integral part of the culture and traditions of this close knit community. The Blaskets were brought to the attention of the world by three books which gave a first hand account of island life. They include An tOileanach, the Islandman by Tomás Ó Croimthain, 1929; Fiche Blian ag Gás (Twenty years a Growing) Muiris Ó Suilleabhain Dublin 1933, and most especially Peig by Peig Sayers (Dublin 1936). )
Weddings in these small communities, whose population never exceeded 200, were a huge source of joy – in a place where nature was ruler, these people saw a wedding as the constant hope for the future and the possibility for new life to the island. It represented the most profound symbol of continuance of the island way of life.” (tratto da qui)

La selvaggia bellezza dell’arcipelago è incomparabile e così si spiega come i suoi abitanti siano rimasti tenacemente a vivere lì sospesi fuori dal tempo..

Il costante fascino esercitato dalle Blasket può essere in parte spiegato dalla genialità dei loro narratori. Durante le lunghe e buie notti invernali, un “seanchaí” (un bravo narratore di racconti) come Peig Sayers incantava i vicini raccontando storie che spesso venivano tramandate di generazione in generazione.
All’inizio del XX secolo, tuttavia, gli isolani sapevano che il loro stile di vita stava per terminare. Alcuni, come Sayers e Tomás O’Crohan, decisero di scrivere i loro ricordi per preservarli. E la straordinaria collezione di libri proveniente da questo luogo remoto e isolato, scritta nella pura forma d’irlandese unica delle Blasket, racconta le gioie e i dolori della vita sull’isola. Vennero scritti, secondo O’Crohan, “perché qui non tornerà più nessuno come noi”. (tratto da qui)

foto di Kevin Coleman l’ultimo abitante a lasciare l’isola

Gli ultimi abitanti decisero di evacuare nel 1953 (o furono evacuati dal governo)  lasciando le rocce alle colonie di uccelli marini e alle foche, i prati a pecore, lepri e cervi.. e ai turisti.

LA MELODIA

Bruac Na Carraige Baine (Brink of the White Rocks) è una melodia fuori dal tempo  la cui origine si perde nel lontano passato.
O’Sullivan (1983) remarks there are a number of versions of this tune, including five printed in Petrie’s 1855 volume, pgs. 137-143 (one appears under the title “Ar Thaoibh na Carraige Baine”), while Ó Canainn (1978) reports the music can be found in John O’Daly’s Poets and Poetry of Munster (1849). O’Daly has a story that the song was written for a wedding gift for the Blacker family of Portadown about the year 1666. The air retains some currency among traditional musicians today. This, the Munster version, is quite different from northern versions. Source for notated version: Source for notated version: The Irish collector Edward Bunting noted the melody for his 1840 collection from a blind man at Westport in 1802. O’Neill (1850), 1903/1979; No. 84, pg. 15. O’Sullivan/Bunting, 1983; No. 26, pgs. 42-43. (tratto da qui)

La melodia è romantica, una bella versione per piano è quella dei Clannad (in Fuaim 1982 qui)
ASCOLTA Clanú versione strumentale
ASCOLTA J.J. Sheridan al pianoforte nell’arrangiamento di Edward Bunting, 1840 

WEDDING SONG

irish-loversLa canzone è una sorta di dichiarazione d’amore ma anche una proposta di matrimonio, in cui l’uomo prima si dice perdutamente innamorato, poi chiede di scambiarsi le promesse d’amore: la fanciulla se acconsentirà a sposarlo vivrà come una regina, con tanto d’oro e carrozza. Quest’ultima strofa è certamente un’esagerazione, soprattutto se si confronta la vita lussuosa descritta, con la vita di sussistenza che si svolgeva sulle isole Blasket.

ASCOLTA Seamus Begley & Mary Black

VERSIONE MARY BLACK
I
Is thiar cois abhainn gan bhréag gan dabht
Tá an ainnir chiúin tais mhánla
Is gur ghile a com ná an eala ar an dtonn
Ó bhaitheas go bonn a bróige
‘Sí an stáidbhean í a chráigh mo chroí
Is d’fhág sí i m’intinn brónach
Is leigheas le fáil níl agam go brách
Ó dhiúltaigh mo ghrá gheal domsa
II
Ó b’fhearr liom fhéin ná Éire mhóir
Ná saibhres Rí na Spáinne
Go mbéinnse ‘gus tusa i lúb na finne
I gcoilltibh i bhfad ón ár gcáirde
Ó mise ‘gus tusa bheith pósta a ghrá
Le haontoil athar is máthair
A mhaighdean óig is milse póg
‘S tú grian na Carraige Báine
III
‘S a stuaire an chinn cailce, más dual dom go mbeir agam
Beidh cóir ort a thaithneodh led’ cháirde
Idir shíoda ‘gus hata ó bhonn go bathas
‘S gach ní insa chathair dá bhfeabhas
Beidh do bhólacht á gcasadh gach neoin chun baile
‘S ceol binn ag beacha do bhánta
Beidh ór(7) ar do ghlacadh is cóiste id’ tharraingt
Go bruach na Carraige Báine
TRADUZIONE INGLESE
I
To the west by a river, with no lie, with no doubt(1)
Is the quiet tender gentle girl
And her skin(2) is fairer than the swan on the wave
From the top of her head to the soles of her shoes.
She is the stately woman that broke my heart
And she left my mind sorrowful
And a cure can never be found by me
Since my fair love refused me.
II
I deem it better than great Ireland,
Than the the king of Spain’s riches
That you and I should be in a beautiful place(3)
In woods far away from our friends
Oh you and I to be wed(4), love,
With the blessing of father and mother
Oh young maiden with the sweetest kiss
You’re the sun of the White Rock(5)
III
Oh fair-haired (6) handsome woman,
if my fate is that you be mine
You will wear gear that would please your friends
between silk and hats,
from head to toe(7),
And the best of everything in the city
Your cattle will be driven home every evening
And the bees of your green fields will hum sweetly,
You will have gold(8) and a coach to bring you
To the edge of the White Rock.
Tradotto da Cattia Salto
I
A ovest accanto al fiume, vi dico il vero(1)
vive la bella, mite e gentile fanciulla
e il suo incarnato(2) è più pallido del cigno tra le onde;
dalla cima della testa alla punta delle scarpe.
Lei è la nobile donna che mi ha spezzato il cuore
e mi ha lasciato in affanno,
e nessuna cura potrà porvi rimedio,
poichè l’amore mio mi ha respinto.
II
Vorrei, più di tutta l’Irlanda
o delle ricchezze del re di Spagna
che tu ed io fossimo in un bel posto (3)
tra i boschi molto lontano dai nostri amici
per sposarci tu ed io(4), amore
con la benedizione di mamma e papà
oh giovane fanciulla dal dolcissimo bacio
tu sei il sole di White Rock(5)
III
Oh bellezza dai capelli d’argento (6),
se il destino ti farà essere mia,
indosserai abiti che piaceranno ai tuoi amici
con seta e cappellini,
da capo a piedi (7)
e avrai il meglio di tutto in città,
il tuo bestiame sarà guidato a casa ogni sera
e le api dei tuoi verdi campi canticchieranno per te soavemente,
avrai oro(8) e una carrozza che ti porterà
sul ciglio di White Rock

NOTE
1) letteralmente: senza dubbio o menzogna
2) letteralmente:”her cover”. In questa strofa viene descritta una bellezza tipicamente medievale, come quelle cantate dagli antichi bardi, dal bianco incarnato e di nobile stirpe
3) “amid fairness” -“caught up in whiteness” = “in a quiet place”
4) il matrimonio tra i boschi è un topico delle canzoni d’amore popolari, si trattava di uno scambio di promesse suggellato con la wedlock’s band, ma senza la presenza di testimoni. In genere in queste unioni mancava il consenso dei genitori, e il matrimonio nel bosco aveva le caratteristiche di una fuitina ovvero di un “matrimonio d’amore” in cui la coppia consumava il rapporto mettendo i famigliari davanti al fatto compiuto. (continua)
5) l’arcipelago delle Blasket island è formato da sette isole e da un centinaio di scogli (ognuno con il suo nome). La più grande delle isole è Blascaodaí, il Grande Blasket (Great Blasket in lingua inglese), che era abitata un tempo da circa 200 abitanti. C’è da presumere che la Roccia bianca sia un nome locale di qualche scoglio o scogliera, anche se in alcune traduzioni invece di essere sul ciglio di un punto panoramico o ai piedi di una scogliera, ci si trova piuttosto sulle rive di un fiume.
6) “of the chalky head”
7) from foot to crown of head
8) anche scritto come ól che però significa fill of drink

Una bella traduzione in inglese The Brink of the White Rock (Bruach na Carraige Ban) (tratta da qui)
I
Beside the river there dwells a maid
Of maidens she is the fairest
Her white neck throws the swans in the shade
Her form and her face are the rarest
Oh she is the maid who my love betrayed
And left my soul all shaken
For there’s no cure while life endures
My love has me forsaken
II
I would rather far than Eireann’s shore
Or the Spaniard’s golden treasure
Were you and I in the greenwoods nigh
To walk there at our leisure
Or were we wed, dear love instead
Your parents both consenting
Sweet maid your kiss would make my bliss
If you to me were relenting
III
Oh and if you would freely come with me
In fashions brave I’ll dress thee
In satins fine your form would shine
And finest silks caress thee
Your kin would come each evening home
Your bees hum in the clover
Your coach in golden style shall roll
When we ride to the white rock over

Del testo si trovano alcune varianti che tuttavia non alterano la trama della canzone, gli Altan (in Blackwater 1996 qui) riproducono il testo in inglese mantenendo solo una strofa in gaelico, mentre la versione dei Solas (in The Hour before dawn 2000 qui) riprende il testo di Mary Black.

ASCOLTA Aine Minogue (con il testo)

FONTI
http://www.independent.ie/regionals/kerryman/news/evacuation-marks-end-of-an-era-as-last-families-leave-the-blaskets-27370752.html
https://www.marinetours.ie/blasket-islands.html
http://www.ireland.com/it-it/destinazioni/republic-of-ireland/kerry/articoli/vista-blasket-waw/
http://www.europeana.eu/portal/record/2059207/data_sounds_T507_4.html
https://www.irishtune.info/tune/231/
https://thesession.org/tunes/1165
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=32097
http://www.celticlyricscorner.net/solas/bruach.htm
http://www.celticlyricscorner.net/compilations/bruach.htm
http://www.celticlyricscorner.net/domhnaill/bruach.htm
http://www.celticlyricscorner.net/altan/arbhruach.htm
http://lyricstranslate.com/it/mary-black-bruach-na-carraige-b%C3%A1ine-lyrics.html

AN CHÚILFHIONN – THE COOLIN’

Cúilfhionn‘ (coolun) è una parola irlandese composta (Cuil-Fhionn) che si traduce come lunghi capelli fluenti -con il significato di biondi – così con la parola Colleen, Cailin si intende in senso lato una bella ragazza.

BELLEZZA DI FATA

Edward Bunting trascrisse melodia e testo dall’arpista Dennis Hempson nel 1796, ma i primi versi in gaelico risalgono al 1641 attribuiti a Maurice O’Dugan (Muiris Ua Duagain) bardo di Tyrone, non mancano però speculazioni più o meno fantasiose riguardo alle capigliature a “boccoli” portate un tempo dai giovani irlandesi:
“The original song, told from a young maiden’s point of view, berates those Anglo-Irish who conformed to the edit by cutting their hair, and praises the proud Irishman who remained true to ancestral custom (the Gaelic title “An Chuilfhionn,” means ‘the fair-haired one’). The Irish Parliament passed another law in 1539 forbidding any male, Irish or Anglo-Irish, from wearing long or flowing locks of hair–this enactment, relates Flood, is the supposed impetus for the claim that Thomas Moore wrote the song and tune of “The Coolin,” which was printed by Walker in 1786.” (da Fiddler Companion)

LA MELODIA: THE COOLIN

Probabilmente la più popolare “slow air” irlandese, in origine una melodia per arpa, eseguita oggi da quasi tutti gli strumenti della tradizione irlandese (in particolare il violino). Secondo alcuni studiosi il brano potrebbe risalire a metà-fine XIII secolo, ma la versione standard è decisamente arrangiata con il gusto barocco: possiamo considerare il brano un felice esempio di adattamento di una melodia tradizionale popolare in chiave classica, una “slow air” crepuscolare talmente bella che si dice sia stata rubata agli elfi ed è praticamente immancabile come wedding song!!!
ASCOLTA Jim McKillop & Zoe Conway (violino)

ASCOLTA Liam O’Connor organetto

ASCOLTA Michael Flatley al flauto irlandese (con il titolo di Whispering Wind)

Una melodia interpretata da tutti gli strumenti della tradizione irlandese
ASCOLTA
Seamus Tansey & John Blake al flauto irlandese
ASCOLTA Matt Dean al tin whistle
ASCOLTA Leo Rowsome uilleann pipes
ASCOLTA Crimson Ensemble ancora uilleann pipes
ASCOLTA Clive Murray alla chitarra
ASCOLTA Brendan Doc Savage al mandolino
ASCOLTA J.J. Sheridan al pianoforte
ASCOLTA Katy Graham all’arpa
ASCOLTA Star Edwards arpa con corde di metallo

LA VERSIONE IN GAELICO: AN CHÚILFHIONN

elfoCome si diceva all’inizio, della presunta versione al femminile non resta traccia, quanto piuttosto il testo più antico attribuito al bardo di Tyrone Maurice O’Dugan è un canto d’amore indirizzato a una soave creatura bionda dalla bellezza di fata.
Ma a partire dal Settecento si trovano le trascrizioni di una serie di testi provenienti da più parti d’Irlanda, vuoi dal Clare e dal Munster a testimonianza della grande popolarità del brano.

ASCOLTA Joe Heaney
ASCOLTA Folkstone (strofa I e III)

I
An bhfaca tú an chúilfhionn ‘s í ag siúl ar na bóithre
Maidin gheal drúchta, ní raibh smúit ar a bróga
Is iomadh ógánach súlghlas ag tnúth lena pósadh
Ach ní bhfaighidh siad mo rún-sa ar an gcúntar is dóigh leo.
II
An bhfaca tú mo bhábán lá breá is í ina haonar
A cúl dualach drisleánach go slinneán síos léi?
Mil ar an ógmhnaoi is rós breá ina héadan
Gur dóigh le gach spreasán gur leannán leis féin í.
III
An bhfaca tú mo spéirbhean ‘s í taobh leis an toinn
Fáinní óir ar a méara ‘s í ag réiteach a cinn?
‘Sé dúirt an Paorach a bhí ina mhaor ar an loing
Go mb’fhearr leis aige féin í ná Éire gan roinn.

TRADUZIONE IN INGLESE
I
Have you seen the faired-haired girl
walking down the road on a bright dewy morning,
not a drop on her shoes?(1)
Many’s the grey-eyed youth thinking to marry her,
but they’ll not get my treasure for the bargain they have in mind
II
Did you see my baby on a fine day on her own,
her twining tresses tumbling down to her shoulders?
Sweet young woman of rosy countenance,
whom every worthless youth imagines will be his sweetheart.
III
Did you see the goddess by the side of the sea,
gold rings on her fingers, dressing her hair?
Power, steward on the boat, said that
he’d rather have her than the whole of Ireland.
Tradotto da Cattia Salto
I
Avete visto la mia ragazza dai lunghi capelli biondi camminare per la strada in un mattino umido di rugiada, senza una goccia sulle sue scarpe? (1)
Ci sono molti giovani invidiosi che vorrebbero sposarla, ma essi non prenderanno il mio tesoro, non importa quello che pensano.
II
Avete visto la mia bella in un bel giorno tutta sola, i suoi capelli arricciati in boccoli ricadenti sulle spalle? Amata giovinetta dal roseo colorito di cui ogni giovane indegno spera di essere l’amante!
III
Avete visto la dea in riva al mare, anelli d’oro alle dita che si acconcia i capelli?
Power, che è il comandante della nave disse che avrebbe preferito lei piuttosto che l’intera Irlanda.

NOTE
1) nella versione di Edward Bunting leggiamo che la fanciulla è appena uscita dal bosco più profondo (un modo per dire che è una creatura fatata) con le scarpe ancora umide di rugiada (una sorta di Venere nata dai boschi invece che dalle acque).

ASCOLTA Brendan Behan

Il testo pubblicato da Edward Bunting è però diverso (“Bunting’s Ancient Music of Ireland” Cork: Cork University Press, 1963, Donal O’Sullivan & Mícheál Ó Súilleabháin, ed): è un elegia alla bellezza della fanciulla.


Da bh[f]aicfeá-sa an chúilfionn,
Is í siúl ar na bóithribh
Dul bealach na cúl-choill’
‘S an drúcht lena brógaibh.
Mo bhrón ‘sí mó brún í,
Is níl [tnúth?] aici le óige
‘S go dtug sí barr múinte
Ar chúigibh na Fódla.
Is lonrach ‘s is péarlach
An mhaighdean chiúin tséimh í,
Is ró-dheise len fhéachaint
‘Na sceimh an ghréinéirí (?).
Samhail de Dheirdre
A méin is a breáthacht
Mar shoilse lae ag éirí
Nó réalta oíche Márta.


TRADUZIONE INGLESE
If you were to see the fair lady,
As she walked the roads
Going by the way of the back woods
And the dew on her shoes
Alas, she is my loved one
And she pities not my youth
She excels the five provinces of Erin
In high accomplishments.
She is radiant and beautiful.
This mild gentle maiden .
It is a great loveliness to see
In her beauty, the rising sun.
She is an image of Venus
In her disposition and splendour
As the morning light arising
Or as the stars on a March sky.

tradotto da Cattia Salto
Se vedeste la mia bella ragazza camminare per le strade proveniente dai boschi con la rugiada sulle scarpe.
Ahimè è colei che amo e non ha pietà della mia gioventù.
Ella eccelle nelle cinque province d’Irlanda per gli alti conseguimenti. E’ radiosa e bella questa fanciulla mite e gentile.
E’ una grande bellezza vedere nella sua beltà il sorgere del sole.
E’ l’immagine di Venere nella sua indole e splendore, come il sorgere della luce mattutina o come le stelle in un cielo di Marzo.

I versi furono tradotti (più o meno liberamente) da Thomas Furlong come segue:
Had you seen my sweet Coulin at the days early dawn,
When she moves through the Wildwood or wide dewy lawn?
There is joy, there is bliss in her soul-cheering smile,
She’s the fairest of flowers in our green bosomed isle.
In Balanagar dwells the bright blooming maid,
Retired, like the primrose that blows in the shade;
Still dear to the eye that fair primrose may be,
But dearer and sweeter is my Coulin to me.
Oh, Dearest! thy love from thy childhood, was mine,
Oh, Sweetest! this heart from life’s op’ning was thine
And though coldness by kindred or friends may be shown,
Still, still my sweet Coulin, that heart is thine own.
Thou light of all beauty, be true still to me,
Forsake not thy swain, love though poor he may be;
For rich in affection, in constancy tried,
We may look down on wealth in its pomp and its pride.

La traduzione che ne fa Samuel Ferguson (Sparling, Irish Minstrelsy, 1888) è invece:
O had you see the Coolun,
Walking down the cuckoo’s street,
With the dew of the meadow shining
On her milk-white twinkling feet!
My love she is, and my coleen oge,
And she dwells in Bal’nagar;
And she bears the palm of beauty bright,
From the fairest that in Erin are.
In Bal’nagar is the Coolun
Like the berry on the bough her cheek;
Bright beauty dwells for ever
On her fair neck and ringlets sleek;
Oh, sweeter is her mouth’s soft music
Than the lark or thrush at dawn,
Or the blackbird in the greenwood singing
Farewell to the setting sun.
Rise up, my boy! make ready
My horse, for I forth would ride,
To follow the modest damsel,
Where since our youth were we plighted,
In faith, troth, and wedlock true –
She is sweeter to me nine times over,
Than organ or cuckoo!
For, ever since my childhood
I loved the fair and darling child;
But our people came between us,
And with lucre out pure love defiled;
Ah, my woe is is, and my bitter pain,
And I weep it night and day,
That the coleen bawn of my early love,
Is torn from my heart away.
Sweetheart and faithful treasure,
Be constant still and true;
Now for want of hers and houses
Leave one who would ne’er leave you,
I’ll plege you the blessed Bible,
Without and eke within,
That the faithful God will provide for us,
Without thanks to kith or kin.
Oh, love, do you remember
When we lay all night alone,
Beneath the ash in the winter storm
When the oak wood round did groan?
No shelter then from the blast had we,
The bitter blast or sleet,
But your gown to wrap about our heads,
And my coat around our feet.

continua

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/Coolin.htm
http://thesession.org/tunes/1815 http://www.ibiblio.org/fiddlers/COO_CORI.htm#COOLUN/COOLN
http://www.cranfordpub.com/langan/Coolin.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45138
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=58793
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THE LASS OF PATIE’S MILL

Il testo originario, se mai vi è stato, è andato perduto ed è stato riscritto dal poeta scozzese Allan Ramsay, durante una sua passeggiata lungo le sponde del fiume Irvine, nei pressi del “Patrick’s Mill”, folgorato dalla bellezza di una contadinella intenta a stendere il fieno,

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William-Adolphe Bouguereau Paesant Woman 1869

Come racconta Robert Burns, quella sera stessa Ramsay scrisse i versi adattandoli ad un’antica melodia.
“The Lass o’ Patie’s Mill is one of Ramsay’s best songs. In Sir J. Sinclair’s statistical volumes are two claims, one, I think, from Aberdeenshire, and one from Ayrshire, for the honour of this song. The following anecdote, which I had from the present Sir William Cunningham of Robertland, who had it of the late John Earl of Loudon, I can, on such authorities, believe: Alan Ramsay was residing at Loudon Castle with the then earl, father to Earl John; and one afternoon, riding or walking out together, his lordship and Allan passed a sweet romantic spot on Irwine water, still called Patie’s Mill, where a bonnie lassie was tedding hay bare-headed on the green. My lord observed to Allan that it would be a fine theme for a song. Ramsay took the hint, and lingering behind he composed the first sketch for it, which he produced at dinner.” (Robert Burns)

La canzone venne pubblicata nel Tea-Table Miscellany (1724-27) e compare nelle maggiori collezioni di musica scozzese del Settecento, fu proprio William Thomson nel Orpheus Caledonius (1725) ad attribuire la melodia a Davide Rizzo (o David Riccio come lo chiamavano in Scozia) musicista e compositore piemontese alla corte di Scozia nella metà del 500. John Gay per “L’opera del Mendicante” (1728) riprese la melodia e modificò il testo col titolo “I like the fox shall grieve”.
Franz Joseph Haydn ne fece una trasposizione per violino, violoncello e pianoforte in forma di “Andante grazioso in do maggiore” opera 160 del 1800 e 160/a del 1804.
Un ulteriore rifacimento, sempre con altre parole, fu quello di J.R. Planche nel melodramma romantico “The vampyre or the bride of the isles”, adattamento del famoso Vampiro di John William Polidori.

LA MELODIA

“The lass of Patie’s Mill” o “Peggy’s Mill” è conosciuta nelle isole Shetland come una scottish country dance, tanto per abbondare l’aria è stata anche attribuita a Turlough O’Carolan (vedi) ed è nota con il titolo di Carolan‘s Cap (da non confondere con Carolan’s Cup che è un’altra melodia)

ASCOLTA Palladian Ensemble

ASCOLTA Ensemble 3 arrangiamento di Michael Langer per 4 chitarre

Mentre la melodia è ancora in repertorio nella musica folk scozzese o nella musica classica/barocca, la versione cantata è più rara, oggi il testo ci fa sorridere, ma la bellezza della melodia resta immutata.

ASCOLTA Paul Elliott versione barocca (strofe I, II e IV)

ASCOLTA Rory e Alex McEwen in “Scottish songs and Ballads“, 1958 (strofe I, III e IV) un arrangiamento più tradizionale


I
The lass of Patie’s Mill,
So bonnie, blythe, and gay,
In spite of all my skill(1)
She stole my heart away.
When tedding of the hay,
Bare-headed(2) on the green,
Love ‘midst her locks (3) did play,
And wanton’d in her e’en.
II
Her arms, white, round, and smooth.
Breasts rising in their dawn(4),
To age it would give youth,
To press them with his hand.
Thro’ all my spirits ran
An extasy of bliss,
When I such sweetness fan’
Wrapt in a balmy kiss.
III
Without the help of art,
Like flow’rs which grace the wild,
She did her sweets impart,
Whene’er she spoke or smiled.
Her looks they were so mild,
Free from affected pride,
She me to love beguiled;
I wish’d her for my bride.
IV
O! had I all the wealth
Hopetoun’s high mountains(5) fill;
Insured long life and health,
And pleasure at my will;
I’d promise and fulfil
That none but bonnie she,
The lass of Patie’s mill
Should share the same
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
La ragazza del Mulino di Pat
così bella, luminosa e gaia,
nonostante tutta la mia signorilità (1)
mi ha rubato il cuore.
Mentre rivoltava il fieno
a capo scoperto (2) nel campo
Amore tra i suoi riccioli (3) giocava e anche capricciosamente in lei.
II
Le sue braccia, bianche tonde e lisce, seni che si sollevano nella loro apparizione (4),
alla maturità darebbero la giovinezza,
nello stringerli con la mano.
Di corsa tutto il mio umore si gettava
in un estasi di beatitudine
quando io patito di tale dolcezza,
ero avvolto in un bacio balsamico
III
Senza l’aiuto dell’arte
come i fiori che abbelliscono la natura, lei impartiva le sue grazie,
ogni volta che parlava o sorrideva.
I suoi sguardi erano così miti,
liberi dall’orgoglio pretestuoso,
lei mi sedusse all’amore,
l’ho desiderata per mia sposa
IV
Oh, se avessi tutte le ricchezze
che le alte montagne di Hopetoun (5) soddisfano; lunga vita e salute assicurate, e il piacere a volontà;
prometterei di fare in modo che nessuna ma solo lei la bella,
la fanciulla del Mulino di Pat condivida lo stesso.

NOTE
1) “skill” nel senso di compostezza, padronana di sè, capacità di controllare i propri impulsi comportandosi secondo le buone maniere
2) lo spettacolo era certamente insolito perchè in genere le donne nei campi si coprivano il capo con un fazzoletto o un cappello di paglia, sia per ripararsi dai raggi del sole che dalla polvere
3) anche in Italia si collega il capello riccio con i capricci di femmina (“ogni riccio un capriccio”)
4) se non intendo male la “metafora” il poeta vuole forse dire che i seni della contadina sono acerbi, come quelli di una ragazzina?
5) si riferisce alle montagne della località in cui è nato, rinomate per le miniere (vedi)

FONTI
http://thesession.org/tunes/6731
http://www.nigelgatherer.com/tunes/tab/tab6/lassp.html
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94650504

EILEEN AROON

Con il titolo Eileen Aroon si indica di solito un gruppo di canzoni dalla matrice comune di cui il dibattito sulle origini è ancora acceso. Ritengo però che Jùrgen Kloss abbia fatto luce sulla questione nella sua ottima dissertazione (Vedi)

trisleghLA LEGGENDA
Intorno al titolo della canzone è nata una leggenda, che ne fa risalire la matrice originale al XIV o XV secolo in terra Irlandese: Carol (o Carrol) O’Daly ovvero il bardo Cearbhall O Dálaigh era segretamente innamorato di Eileen la figlia di Sir Morgan e Lady Kavanagh di Castello Clonmullen, Contea di Wexford (ma anche in altre versioni Castello Polmonty, Contea di Carlow). Costretta ad un matrimonio combinato Eileen preferì fuggire con il bardo travestito da arpista itinerante, giunto a palazzo in occasione della festa e che cantò per lei questa canzone dalla dolente melodia: “Ellen mio amore segreto” durante il banchetto della vigilia. Qualcuno dirà: ma che travestimento era quella del bardo in arpista se sono due sinonimi? Senonchè ci fu un tempo in cui il bardo era quello che cantava (e a lui andavano i plausi e la fama) mentre l’arpista quello che suonava soltanto, come un musico di corte qualsiasi o un musicante ambulante accomunato come scala sociale a quelle dei girovaghi e mendicanti.

Altri però collocano la storia nel XVII secolo. Una versione della storia è raccontata con dovizia di particolari in Stories of Famous Songs Vol. 1’ di S. J. Adair Fitz Gerald (circa 1901).

LA TOMBA DI AILEEN AROON

Nel cimitero rurale di Kilmyshall si trova una lapide sulla quale sta scritto “Qui giace il corpo di Elenor Boote Kavanagh che morì il 14 giugno 1717 all’età di 63 anni”. La leggenda locale traspone alla fine del secolo XVII l’intera vicenda d’amore tra Eleanor e il giovane bardo, i due fuggono insieme ma poco dopo il giovane muore e lei ritorna a vivere al castello di Clonmullen sposandosi con William Booth. A Bunclody si svolge in estate l’Eileen Aroon Festival.

UNA VISITA ALLA CONTEA DI WEXFORD
È stata terra di invasori e predatori, terra di vichinghi. I fiumi navigabili e la terra fertile li hanno, nel tempo, attirati da sempre. Le prime città importanti d’Irlanda vennero fondate dai vichinghi sul River Slaney, che attraversa la contea. continua

http://www.discoverireland.com/it/ireland-places-to-go/counties/wexford/
http://www.irlandando.it/cosa-vedere/est/contea-di-wexford/
http://www.oracleireland.com/Ireland/Countys/wexford/right.htm#map

EILEEN AROON & ROBIN ADAIR

Tracce di Eileen Aroon ci arrivano dall’epoca di Shakespeare, ma la prima documentazione scritta si trova nel “The Beggar Wedding” di Charles Coffey del 1729 messa in scena sia a Dublino che a Londra, in cui si riprendevano vecchie melodie tradizionali (in questo caso irlandesi).

C’è una canzone scozzese dal titolo Robin Adair che riprende la melodia di Eileen Aroon. Pare che Lady Caroline Keppel (1735-1769) nel 1758 scrivesse una canzone dedicata a colui che diventerà poi suo marito. Ma anche questa è una leggenda. La melodia è stata arrangiata anche da Ludwig van Beethoven con il titolo di Robin Adair ASCOLTA

P1460865133LA LEGGENDA
Sempre il nostro S. J. Adair Fitz Gerald ci delizia nel narrarci sulla storia di un giovane irlandese di nome Robert Adair studioso di medicina che si trova appiedato sulla strada per Londra e incontra una carrozza uscita fuori strada. Il giovane soccorre la giovane signora in preda ad un malore per lo spavento e ottiene un passaggio fino a Londra.

Successivamente invitato ai balli di società scopre che la sua protettrice è Lady Caroline Kepper, seconda figlia del conte di Albemarle, ma i genitori non approvano la loro storia, lei viene mandata in viaggio e si ammala; mentre si trova a Bath per le cure, scrive i versi sulla melodia di “Eileen Aroon” che doveva essere la loro canzone del cuore. Alla fine i genitori acconsentono al matrimonio in ansia per la salute della figlia. La storia ricorda la figura del figlio della coppia sir Robert Adair (1763-1855) diplomatico inglese.

Per tutto il Settecento e Ottocento si susseguono stampe, versioni e melodie di entrambi i titoli a conferma del dilagante successo delle due canzoni (Jùrgen Kloss: elenco cronologico dal 1729 al 1900 con partiture e registrazioni vedi)

Dopo il revival folk degli anni sessanta solo Eileen Aroon è stata ripresa dai gruppi e cantanti contemporanei

VERSIONE IN GAELICO

ASCOLTA McPeake Family 1962

ASCOLTA Seamus Begley & Oisin Mac Diarmada
ASCOLTA Maureen Hegarty, il solo canto della voce con una melodia che affascina il cuore

ASCOLTA Edain. Il gruppo ungherese nato nel 1999 ha realizzato una versione tra il classico e il popolare accentuandone il ritmo

GAELICO IRLANDESE
I
Do shiúlfainn féin i gcónáí leat(1)
Eibhlín a rún,
Do shiúlfainn féin i gcónáí leat,
Eibhlín a rún,
Do shiúlfainn féin i gcónáí leat,
síos go Tír Amhlghaidh leat,
Mar shúil go mbéinn i gcleamhnas leat,
Eibhlín a rún.
II
Sheolfainn fein gamhna leat,
Eibhlin a run
Sheolfainn fein gamhna leat,
Eibhlin a run
Sheolfainn fein gamhna leat,
sios go Tir Amhlai leat
Mar shuil go mbeinn i gcleamhnas leat,
Eibhlin a run
III
An dtiocfaidh tú nó an bhfanfaidh tú,
Eibhlín a rún?
An dtiocfaidh tú nó an bhfanfaidh tú,
Eibhlín a rún?
Tiocfaidh mé is ní fhanfaidh mé,
tiocfaidh mé is ní fhanfaidh mé,
Tiocfaidh mé is ní fhanfaidh mé,
is éalóidh mé le mo stór.
IV
Céad míle fáílte rómhat,
Eibhlín a rún
Céad míle fáílte rómhat,
Eibhlín a rún
Céad míle fáílte rómhat,
fáílte ’gus fiche rómhat
Naoi gcéad míle fáílte rómhat,
Eibhlín a rún.

Traduzione inglese
I
I would always walk with you,(1)
Eileen my love.
I would always walk with you,
down to Tír Amhlaí(2) with you,
Hoping to be wedding with you,
Eileen my love.
II
I would herd calves with you,
down to Tír Amhlaí with you
Hoping to be wedding with you,
III
Will you come or will you stay,
I will come and not stay,
and I’ll escape with my love
IV
One hundred thousand welcomes to you, twenty-one welcomes
Nine hundred thousand welcomes to you, Eileen my love
tradotto da Cattia Salto
I
Vorrei essere il tuo compagno per sempre, Eileen amore mio.
essere il tuo compagno per sempre,
fino a Tír Amhlaí(2) con te,
nella speranza di spostarti
Eileen amore mio.
II
Vorrei (avere) vitelli di mandria per te, fino a Tír Amhlaí(2) con te,
nella speranza di spostarti,
III
Verrai o preferisci restare?
Io vorrei andare e non restare
per fuggire con il mio amore.
IV
Benvenuta centomila volte
e ventuno volte benvenuta, Benvenuta novecentomila volte, Eileen amore mio

NOTE
1) letteralmente vorrei camminare sempre con te che significa vorrei essere il tuo compagno per sempre
2) nome di località

VERSIONE STRUMENTALE

ASCOLTA all’arpa Derek Bell in “Musical Ireland” – 1982. Non ci sono parole!
ASCOLTA al pianoforte J.J. Sheridan arrangiamento di Burk Thumoth 1742

continua seconda parte

FONTI
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic101544.html http://www.justanothertune.com/html/ea-list.html http://www.justanothertune.com/html/eileenaroon.html http://www.mudcat.org/olson/SONGTXT1.html#AILNRON http://becomingjane.blogspot.it/2007/08/robin-adair-part-2-history-of-song.html http://revpatrickcomerford.blogspot.it/2010/06/cead-mile-failte-romantic-myths-in-old.html