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LE DECORAZIONI NATALIZIE

Le decorazioni natalizie, oggi fortunatamente più eco-friendly, hanno origine dall’usanza medievale di addobbare la casa con rami sempreverdi. L’usanza era però molto più antica, risalente ai riti solstiziali per sostenere il sole morente dell’Inverno. Il sempreverde era la speranza  della vittoria del Sole e del rinnovarsi della vita contro le forze del male e dell’oscurità.
Chiese e case erano decorati con rami d’alloro, rosmarino, pungitopo, agrifoglio, edera e bacche.

DECK THE HALLS

Fu l’Ottocento vittoriano a dettare le regole della casa elegante durante il Natale: al motto di “uniformità e ordine con stile” le istruzioni fioccarono nei Magazine per signore, e pensare che agli inizi dell’Ottocento il Natale era una festa a mala pena celebrata in Inghilterra! La trasformazione è stata rapida e capillare.

L’ALBERO DI NATALE

victorian_treeA cominciare con l’albero di Natale, un’usanza tipicamente germanica introdotta in Inghilterra nel 1840 dalla regina Vittoria, innamorata del suo bel principe Alberto e celebrata dall’Illustrated London News; qualche anno più tardi è riprodotto il disegno di tutta la famiglia reale riunita intorno all’abete, decorato con candele accese, dolcetti, frutta, decorazioni fatte in casa e piccoli doni; il messaggio espresso chiaramente nell’illustrazione era quello del calore e della condivisione di una festa che riuniva tutta la famiglia, dalla preparazione del cibo e della tavola, alle decorazioni e poi i regali, i giochi di società e i balli. Il secondo fautore del nostro Natale fu Charles Dickens con il libro “A Christmas Carol” (pubblicato nel 1843) che divenne portatore di valori quali la famiglia, la carità, la buona volontà e la pace.

Già i romani per i Saturnalia e le Calendae decoravano la casa con rami di abete, spiriti della fertilità che rimanevano carichi di foglie anche in pieno Inverno. E tuttavia non si riesce a rintracciare il passaggio da questi ramoscelli all’albero natalizio. Una leggenda narra di Wilfred di Credition un sacerdote cristiano dell’VIII secolo missionario in Germania: per dissuadere i “pagani” nelle pratiche rituali in onore ai vecchi dei fece abbattere una quercia, la pianta sacra di Odino. Ma lì vicino nacque un abete così Wilfred la proclamò emblema della nuova fede.
Un’altra leggenda racconta nientemeno che Martin Lutero, suggestionato da una notte stellata, alla vigilia di Natale decorò un abete con tante candele accese per catturare la luce delle stelle e lo regalò ai figli. Una cinquantina d’anni dopo Lutero l’usanza di decorare l’abete con candele, decorazioni, dolcetti e frutta era una moda a Strasburgo, moda che si diffuse nei secoli seguenti un po’ per tutto il continente europeo.

E per restare sempre in tema di gesti benaugurali: non bisogna rimuovere l’albero di Natale e altre decorazioni di Natale prima della dodicesima notte (6 gennaio).

LE PIANTE MAGICHE D’INVERNO

Le antiche credenze sulle piante magiche dell’Inverno vennero rivestite dalla Chiesa cristiana di nuovi simboli, tranne il vischio la pianta sacra dei Druidi di cui i sacerdoti cristiani proibirono l’uso nelle chiese.

AGRIFOGLIO
Oltre all’abete tutte le piante sempreverdi a bacca erano le benvenute in casa. Le popolazioni celtiche (come gli antichi romani) attribuivano all’agrifoglio poteri magici, e ne appendevano dei ramoscelli alle porte, come amuleti contro gli spiriti maligni. L’agrifoglio era considerata una pianta benaugurante, la controparte invernale della Quercia. L’equivalente femminile del Re Agrifoglio è l’Edera (in inglese Ivy) entrambi sono simboli di fertilità e sono intrecciati insieme nelle ghirlande per rendere manifesta la doppia natura maschile e femminile del principio creativo. continua

EDERA
Con l’edera anticamente si intrecciavano corone, simbolo di unione e fedeltà tra i futuri sposi, era anche la pianta sacra di Dioniso e perciò nel mondo greco e latino saldamente legata al vino . I Celti l’associavano alla dea gallese Arianrhod. E’ una pianta che fiorisce al contrario , in autunni infatti spuntano le infiorescenze che diventano nere bacche in primavera.

VISCHIO
Pianta sacra per eccellenza il vischio nella tradizione celtica era considerato un efficace rimedio ovvero una “pianta che guarisce tutto“. Come l’idromele era inoltre utilizzato nei rituali matrimoniali in quanto si riteneva che il vischio potesse rendere fertile la coppia. Per i Celti il vischio era il simbolo della resurrezione, della sopravvivenza della vita alla morte, affascinati dalla sua vita completamente aerea, credevano fosse l’emanazione della divinità sulla Terra.
Oggi il vischio è una pianta benaugurale utilizzata per decorare le porte e i vani di passaggio, è prassi scambiarsi un bacio se una coppia si trova sotto i suoi rami; l’usanza inglese vuole che per ogni bacca ci sia un solo bacio così ogni volta che una coppia si bacia sotto il vischio, una bacca deve essere tolta dal rametto. Un tempo bruciare il vischio dell’anno vecchio significava propiziare i raccolti e tenere lontano la malasorte. continua

CHRISTMAS BOUGH

Si tratta di una tipica decorazione natalizia d’epoca medievale, un globo sempreverde, una struttura composta da vari rami di edera e agrifoglio (ma anche rosmarino, alloro e ogni altra ramaglia verde disponibile in giardino) intrecciati in modo da ottenere un grosso globo: i rami curvati a seguire gli spicchi della sfera erano legati tra di loro (e per rinforzare la struttura a seconda della dimensione era talvolta disposto anche un cerchio di sempreverdi lungo l’equatore). All’interno del globo si appendeva un frutto di stagione, in genere una mela o una pera.
Il globo dei sempreverdi era agganciato in alto sul soffitto e nella parte inferiore si appendeva un rametto (o più rametti) di vischio tenuti insieme da un bel fiocco di raso. Ammiriamo questa bellissima decorazione d’epoca Regency, una rielaborazione del globo natalizio medievale impreziosita da candele.

Così a seconda delle dimensioni e della disposizione più fitta dei rami, la composizione poteva diventare più simile a una palla detta anche Christmas kissing ball. Questa decorazione è ancora molto popolare nei paesi anglosassoni.
Usare il vischio nelle decorazioni natalizie era invece un tempo una questione più controversa, bandito dalle Chiese cattoliche per tutto l’Ottocento, anche nelle case signorili più conservatrici e di rigidi principi, era relegato nelle cucine e nelle fattorie.

Alcuni tutorial molto interessanti a cui ispirarsi per le decorazioni
http://blog.english-heritage.org.uk/how-to-make-traditional-tudor-christmas-decorations/
http://www.theherbariumproject.com/on-the-make-a-victorian-kissing-ball/

http://www.thepaintedhinge.com/2013/12/17/diy-yule-log-tutorial/

Canti natalizi con le piante del Natale

DECK THE HALLS
GET IVY AND HULL
GREEN GROWTH THE HOLLY
HOLLY AND THE IVY
HOLLY AND IVY GIRL
MISTLETOE BOUGH
MISTLETOE BOUGH (Ken Nicol)
NAY IVY NAY
SANS DAY CAROL

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/solstizio-inverno.htm
https://austenonly.com/2009/12/14/jane-austen-and-christmas-decorating-the-georgian-home/

GET IVY AND HULL

Prendi l’edera e l’agrifoglio” perchè è arrivato il Natale e le tradizioni da onorare sono tante, tra il sacro e il profano. Fu però l’epoca vittoriana a rivitalizzare il Natale e Charles Dickens in particolare con il libro “A Christmas Carol” (pubblicato nel 1843) divenne portavoce dei valori “del buon cristiano” quali la famiglia, la carità, la buona volontà e la pace.

IL NATALE NEL MEDIOEVO INGLESE

In questo video sono riassunte le tradizioni del Natale secondo i Tudors:
le decorazioni con le piante magiche dell’Inverno (vedi)
la candela di Natale (continua)
il wassail e la coppa del brindisi (JOLLY WASSAIL BOWL)
il ceppo di Natale (YULE LOG)
la testa del cinghiale (BOAR’S HEAD CAROL)

GET IVY AND HULL

D’origine rinascimentale (all’epoca di Elisabetta I) è un carol scritto daThomas Tusser nel 1558 sulla melodia “Bannocks o’ barley meal”, stampata ne “Ancient English Christmas Carols: 1400-1700” (Edith Rickert, 1914) con l’arrangiamento di Charles Wood.
ASCOLTA Tom Roush


I
Get ivy and hull(1), woman,
deck up thine house,
And take this same brawn(2) for to seethe and to souse;
Provide us good cheer,
for thou knowest the old guise,
Old customs that good be,
let no man despise.
CHORUS
At Christmas be merry
and thank God of all,

And feast thy poor neighbours,
the great and the small.

Yea, all the year long have
an eye to the poor,

And God shall send luck
to keep open thy door.

II
Good fruit and good plenty
do well in thy loft (3),
Then lay for an orchard
and cherish it oft.
The profit is mickle(4),
the pleasure is much;
At pleasure with profit
few men will grutch(5).
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Prendi l’edera e l’agrifoglio, donna,
e decora la tua casa
e prendi della birra scura
da bollire e macerare;
ci danno buon umore,
perchè conosci le vecchie tradizioni,
che le vecchie e buone abitudine
l’uomo non disprezzi!
CORO
A Natale siate allegri
e ringraziate Dio di tutto,

e festeggiate con i vicini sfortunati,
grandi e piccini.

Si, per tutto l’anno abbiate
riguardo dei poveri,

e Dio manderà la fortuna
se terrete aperta la porta.

II
La buona frutta e l’abbondanza
fanno bene al tuo solaio
allora prepara un frutteto
e curalo spesso.
tanto profitto,
massima soddisfazione;
alla soddisfazione per il profitto
pochi uomini mugugneranno.

NOTE
1) hull= Holly
2) per la  preparazione del wassail: nel Medioevo il liquido principale della grolla (o la coppa del wassail) era birra calda aromatizzata con mele e spezie. Le ricette d’epoca prevedono la cottura in forno delle mele ridotte successivamente in purea e l’aggiunta di noce moscata, zenzero e zucchero. Ricette d’epoca qui qui
3) un tempo sul solaio venivano messe certe derrate alimentari a stoccare o a seccare (ad esempio le mele): gli auguri di prosperità e abbondanza per il Nuovo Anno erano impetrati con i canti di questua rituali (wassail song) in particolare con la benedizione del frutteto (apple wassail)
4) mickle = great
5) grutch = begrudge

Tra le musiche da danza per il Natale nel Galles

ASCOLTA Calan The Holly (Rhif Wyth)
La country dance Rhif Wyth con i danzatori che indossano i costumi tradizionali gallesi

continua

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/
get_ivy_and_hull.htm

L’AGRIFOGLIO E LE TRADIZIONI DI NATALE

Usato in tutto il mondo come la decorazione natalizia per eccellenza, l’agrifoglio è una pianta ricca di credenze popolari, considerato amuleto contro le streghe, scaccia-malattie, scaccia-fulmine e portatore di fertilità e di buoni sogni.

Le popolazioni celtiche (come gli antichi romani) attribuivano all’agrifoglio poteri magici, e ne appendevano dei ramoscelli alle porte, come amuleti contro gli spiriti maligni.

La fata dell'agrifoglioUna vecchia credenza attribuiva ai folletti delle case e del Natale una particolare predilezione a fare brutti scherzi durante le festività. Per difendersi da tali scherzi si appendevano ramoscelli di Agrifoglio sulle porte, sui camini e alle travi delle case. La pianta, sul piano simbolico, rappresentava perciò la difesa, la precauzione, la previdenza e la resistenza. Ancora oggi, alla vigilia di Natale, viene regalato e appeso alle porte (insieme al Vischio), come augurio di bene, per propiziarsi la sorte e attirare la fortuna.

Qui da noi siamo abituati a vedere l’agrifoglio come arbusto, ma lasciato crescere  si sviluppa (lentamente) in un albero forte e rigoglioso. Si ritrova nei boschi in associazione con la quercia e il suo legno è di altissima qualità, duro, pesante e resistente, può vivere fino a 300 anni. continua

L’agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità, la controparte invernale della Quercia. Sir James George Frazer, nel suo libro “Il Ramo d’Oro” e Robert Graves, in “La Dea Bianca” e “I Miti Greci”, hanno descritto una cerimonia rituale che veniva, secondo loro, praticata nell’Antica Roma e in altre culture europee più antiche: la lotta rituale tra il Re Agrifoglio e il Re Quercia, lotta che garantiva l’alternarsi delle stagioni invernale e estiva. L’equivalente femminile del Re Agrifoglio è Edera (in inglese Ivy) entrambi sono simboli di fertilità.

L’Agrifoglio, insieme all’Edera e al Vischio, era considerato un potente simbolo di vita, per le sue foglie annuali e i suoi frutti invernali ed è il soggetto di alcuni carols natalizi
continua seconda parte: Le piante magiche del Natale