I GIACOBITI NEI CANTI SCOZZESI

Giacobita è una parola sconosciuta ai più – che non siano di origini scozzesi (o Irlandesi o Inglesi) o accaniti lettori dei romanzi di Sir Walter Scott! Non è nemmeno un errore di battuta perchè i giacobiti furono i seguaci della casa scozzese degli Stuard o Stewart che sostennero il ritorno sul trono del ramo maschile della dinastia dopo la deposizione di re Giacomo II d’Inghilterra (nonchè Giacomo VII di Scozia).Le rivolte giacobite che insanguinarono l’Inghilterra dal 1688 al 1746 non furono solo una lotta per la successione al trono e nemmeno una questione religiosa. In essa confluirono le speranze di indipendenza di due paesi Irlanda e Scozia, che rivendicavano la loro autonomia, ma erano anche i colpi di coda di un sistema di vita feudale come quella dei clan scozzesi.

Le rivolte iniziarono con la deposizione al trono di Re Giacomo II in favore della figlia protestante Maria II che regnò sui Tre Regni (Inghilterra, Irlanda, Scozia) affiancata dal marito Guglielmo III d’Orange. La discendenza maschile del ramo Stuart cercò periodicamente e fino al 1746 di riprendersi il trono con l’aiuto di Francia e Spagna, ma la sconfitta totale e sanguinosa ebbe il suo tragico epilogo nella battaglia di Culloden combattuta il 16 aprile del 1746 presso Inverness in cui gli Highlanders fedeli al giuramento verso Giacomo Edoardo detto il Vecchio Pretendente (figlio del re deposto) sostennero per l’ultima volta le sorti del figlio, Carlo Edoardo Stuard principe di Galles (detto Bonnie Prince Charlie ovvero il Giovane Pretendente).

Nel 1745 quando Bonnie Charlie sbarcò nelle isole Ebridi, sul trono sedeva re Giorgio II della casa tedesca degli Hannover in virtù di una legge che faceva passare il trono d’Inghilterra solo ai discendenti protestanti più prossimi nella linea di sangue. In breve tempo Charlie riuscì ad occupare Edimburgo e a liberare quasi tutta la Scozia dalle truppe inglesi, arrivando a nominarsi re con il nome di Giacomo VIII di Scozia (il titolo che sarebbe spettato al padre); forte dei suoi successi invase l’Inghilterra, ma si trovò ben presto in difficoltà e ripiegò in Scozia lasciando a morte certa il presidio di Carlisle e i suoi 400 uomini.
Circolò in quel periodo la canzone “Ye Jacobites by name” una canzone anti-giacobita di rimprovero verso gli insorti (della serie non tutti gli scozzesi erano giacobiti)

Giacobiti - John Pettie 1874: gruppo di giacobiti scozzesi riuniti per la rivolta del 1745

Giacobiti – John Pettie 1874: gruppo di giacobiti scozzesi riuniti per la rivolta del 1745

LA BATTAGLIA DI CULLODEN 1746
Da Londra l’esercito giacobita ripiegò nelle Highlands e si stanziò a Inverness per svernare, finchè all’arrivo della primavera l’armata del Duca di Cumberland (Guglielmo Augusto di Hannover figlio del re) sferrò l’attacco presso la piana paludosa di Culloden. Per una ripetuta serie di errori tattici dei loro comandanti i soldati dei ribelli si trovarono demoralizzati, affamati e stanchi ad affrontare l’attacco dei governativi (all’alba del 16 aprile), altri errori e rivalità si aggiunsero nella conduzione della battaglia, che durò solo un ora.
I soldati inglesi obbedendo agli ordini del Duca di Cumberland uccisero sul campo tutti gli scozzesi feriti, i prigionieri di più alto rango furono portati subito a Inverness per essere processati come traditori e impiccati; molti prigionieri morirono in carcere in attesa del processo e secondo una giustizia sommaria, una buona parte dei sopravvissuti venne deportata nelle colonie, altri furono mandati in esilio e altri ancora liberati.
Bonnie Prince Charlie riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi
mesi protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la
taglia sulla sua testa. Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e
sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino… (continua)

The Order of Release 1746 dipinto di Sir John Everett Millais -1852

The Order of Release 1746 dipinto di Sir John Everett Millais -1852

Ma la repressione contro giacobiti e simpatizzanti fu rivolta anche alla volontà di sottomettere totalmente la Scozia con una serie di Leggi (Act of Proscription), che comprendevano il divieto di indossare il kilt, di portare armi e suonare la cornamusa, fino ad arrivare ad intaccare i rapporti di fedeltà che i clan portavano ai loro capi secondo le antiche consuetudini che rendevano in pratica indissoluto e indissolubile il legame di un highlander verso il proprio Lord tramite il rito del giuramento: il capoclan, aveva il possesso di tutte le terre sulle quali vivevano i membri del suo clan; questi, in cambio del diritto di coltivarle, erano tenuti a seguirlo in guerra. Truppe governative si stanziarono nelle Highlands e costruirono Fort George a pochi kilometri da Inverness, la più grande fortificazione di artiglieria leggera d’Europa. (Molti Highlander superstiti  finirono tuttavia per entrare nei reggimenti dell’esercito britannico.)

Charles morì a Roma nel 1788, e da allora i giacobiti furono bollati come reazionari nostalgici, pur vivendo un sussulto romantico nel 19° secolo: in effetti una vasta letteratura romantica (con Sir Walter Scott in testa) mantenne vive le aspirazioni giacobite, specialmente in Scozia anche con canti che si tramandavano di generazione in generazione, infiammando gli animi. Si può affermare che solo con la prima guerra mondiale il giacobitismo sia stato definitivamente sepolto.

I GIACOBITI NEL ROMANZO STORICO
Per immergersi nella storia senza le distorsioni romantiche di Sir Walter Scott consiglio di leggere i primi tre libri della serie Outlander di Diana Gabaldon.
L’avvio della storia è apparentemente un po’ “sopra le righe”, con un viaggio nel tempo della protagonista che, in viaggio di nozze ad Inverness, si ritrova proiettata nel passato, dopo aver attraversato il cerchio di pietra di Craigh na Dun: dal 1945 nel 1743.
Callanish_standing_stones_1

In realtà il cerchio di pietre descritto dalla Gabaldon nelle vicinanze di Inverness è di pura fantasia, ma nelle vicinanze si trova il Clava Cairns un “cimitero” con cerchi di pietre risalenti all’età del bronzo (e in effetti in Scozia dove ti giri trovi un cromelech o un cairn)

Tuttavia la vicenda storica è calata nella Scozia della metà del 700 dilaniata dalle lotte giacobite e dai conflitti tra i clan, accuratamente ricreata dalla Gabaldon, attraverso le tradizioni e la vita del popolo scozzese, in uno stile ricco ed evocativo, mai lento o noioso: così nel libro Il Ritorno (che però si può leggere solo dopo aver letto i primi due) facciamo la conoscenza di Charles Stuard, veniamo catapultati in mezzo alla battaglia di Prestonpans e soccombiamo anche noi nella disfatta di Culloden.

Il romanzo è anche una storia romantica dell’amore nato tra Claire Randall e James Fraser ovvero James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser Lord di Broch Tuarach e le loro peripezie per l’Europa e le Americhe.

ROMANZI STORICI
Scritti da Sir Walter Scott: Vecchia mortalità (ambientato in Scozia dal 1679 al 1689), Il Nano Nero (il Border scozzese dopo il 1707) Rob Roy (rivolta giacobita del 1715), Waverley (sulle vicende del 1745 e la battaglia di Culloden), Redgauntlet (ambientato nel Border durante il 1765)

Scritti da Diana Gabaldon: The Outlander Series. I 7 volumi dell’originale in inglese sono stati pubblicati in Italia, tranne che il primo volume, in due puntate
1. Outlander (La Straniera)
2. Dragonfly in Amber (L’Amuleto d’ambra – Il Ritorno)
3. Voyager (Il Cerchio di pietre – La Collina delle fate)
4. The Drums of Autumn (Tamburi d’autunno – Passione oltre il tempo)
5. The Fiery Cross (La Croce di fuoco – Vessilli di Guerra)
6. A Breath of Snow and Ashes (Nevi Infuocate – Cannoni per la libertà)
7. An Echo in the Bone (Destini incrociati – Il prezzo della vittoria)
L’ottavo esce in America proprio quest’anno

APPROFONDIMENTO
LA SAGA OUTLANDER Per chi ama i romanzi storici romance Diana Gabaldon con la sua serie Outlander è ormai diventata un punto di riferimento. Il suo successo è ormai planetario e in Italia e non solo non si contano più i siti e i forum dedicati a questa autrice e ai meravigliosi personaggi da lei creati. La serie Outlander, ancora in corso di pubblicazione, è composta da 7 libri; la casa editrice Corbaccio nell’edizione italiana ha scelto di dividere i 7 libri in due (escluso “La Straniera”) e fin’ora ne sono stati pubblicati 13. continua
Il primo Blog dedicato ai romanzi della serie Outlander di Diana Gabaldon. vedi
Il tour Outlander per visitare la Scozia in modo alternativo continua

YE JACOBITES BY NAME 1745 (Melodia tradizionale scozzese)
Circolò alla fine del 1745 la canzone “Ye Jacobites by name” una canzone anti-giacobita di aspro rimprovero verso gli insorti (della serie non tutti gli scozzesi erano giacobiti). Tra i versi della canzone si possono ripercorrere la fasi salienti di quella che sarà l’ultima rivolta.

VERSIONE ANTI-GIACOBITA 1745
You Jacobites by Name, now give Ear, now give Ear, You Jacobites by Name, now give Ear; You Jacobites by Name, Your Praise I will proclaim, Some says you are to blame for this Wear.
(O voi cosiddetti Giacobiti , ora state a sentire, proclamerò i vostri errori, si dice che siate da biasimare per come vi comportate)
With the Pope you covenant, as they say, as they say, With the Pope you covenant, as they say, With the Pope you covenant, And Letters there you sent, Which made your Prince present to array.1
(Si dice che vi siete alleati con il Papa e le lettere che mandavate fecero schierare il vostro attuale Principe.1)
Your Prince and Duke o’Perth2, where they go, where they go, Your Prince and Duke o’Perth, where they go, Your Prince and Duke o’Perth, They’re Cumb’rers o’ the Earth, Causing great Hunger and Dearth where they go.
(Dove vanno il vostro Principe e il Duca di Perth2 sono Flagelli della Terra e causano grande carestia e morte dovunque vadano.)
He is the King of Reef, I’ll declare, I’ll declare, He is the King of Reef, I’ll declare, He is the King of Reef, Of a Robber and o’ Thief, To rest void of Relief when he’s near.
(Io dico che egli è il Re della scogliera, di rapinatori e ladri quando lui è vicino non c’è scampo.)
They marched thro’ our Land cruelly, cruelly, They marched thro’ our Land cruelly, They marched thro’ our Land With a bloody thievish Band To Edinburgh then they wan Treachery.
(Marciarono per la nostra Terra ferocemente con una banda di ladri sanguinari fino a Edimburgo dove vinsero con il tradimento.)
To Preston then they came, in a Rout, in a Rout, To Preston then they came, in a Rout; To Preston then they came, Brave Gard’ner murd’red then.A Traitor did command, as we doubt3.
(A Preston poi sono venuti in un assalto e il coraggioso Gardiner assassinarono, un traditore li comandava senza dubbio3.)
To England then they went, as bold, as bold, To England then they went, as bold; To England then they went, And Carlisle4 they ta’en’t, The Crown they fain would ha’en’t, but behold.
(In Inghilterra essi andarono come arditi e Carlisle4 essi presero, la Corona ben volentieri avrebbero voluto, ma ecco!)
To London as they went, on the Way, on the Way, To London as they went, on the way, To London as they went, In a Trap did there present, No battle they will stent, for to die.
(Quando essi andarono per la strada di Londra in trappola furono presi ma nessuna battaglia ingaggiarono per morire.)
They turned from that Place, and they ran, and they ran, They turned from that Place, and they ran; They turned from that Place As the Fox, when Hounds do chace. They tremble at the Name, CUMBERLAN’5.
(Si voltarono da quel posto e corsero come la volpe quando i cacciatori la rincorrono, essi tremano al nome di Cumberland5.)
To Scotland then they came, when they fly, when they fly, To Scotland then they came, when they fly, To Scotland then they came, And they robb’d on every Hand, By Jacobites Command, where they ly.
(In Scozia sono ritornati volando e derubarono a piene mani dove essi stavano nel nome dei Giacobiti.)
When Duke William5 does command, you must go, you must go; When Duke William does command, you must go; When Duke William does command, Then you must leave the Land, Your Conscience in your Hand like a Crow.
(Quando il Duca William5 comanda, dovete andare, dovete lasciare la Terra e la vostra coscienza come un corvo tra le mani.)
Tho’ Carlisle ye took by the Way, by the Way; Tho’ Carlisle ye took by the Way; Tho’ Carlisle ye took, Short Space ye did it Brook, These Rebels got a Rope on a Day.
(A Carlisle siete ritornati e, tra parentesi vi rimaneva poco spazio, questi ribelli facevano una rapina al giorno.)
The Pope and Prelacy, where they came, where they came, The Pope and Prelacy, where they came; The Pope and Prelacy, They rul’d with Cruelty, They ought to hing on high for the same.
(Il Papa e i preti dove essi vennero, governavano con crudeltà, li si dovrebbe impiccare come esempio.)

NOTE
Bonnie Prince Charlie nel 17451) Bonnie Prince Charlie ossia Carlo Edoardo Stuart, nato a Roma nel 1720 passò la sua giovinezza tra Roma e Bologna, e sbarcò in Scozia nel 1745 sulle isole Ebridi per comandare la rivolta giacobita. Per questo nella prima strofa si incolpa i giacobiti ad aver complottato con il Papa per organizzare il ritorno del Giovane Pretendente.
2) James Drummond, Duca di Perth fu nominato tenente generale della Scozia da Prince Charlie e ha servito nell’esercito di Lord George Murray durante l’invasione dell’Inghilterra: ha comandato l’ala sinistra dell’esercito giacobita a Culloden ed è riuscito a sfuggire alla cattura dopo la disfatta. C’è una marcia per cornamusa con il suo nome, composta dal piper del Duca Finlay Dubh MacRae. La melodia vuole commemorare la vittoriosa battaglia di Prestonpans. Nella strofe successive i giacobiti vengono considerati una banda di razziatori, di ladri sanguinari che portano morte e distruzione nella terra di Scozia, in realtà il contingente giacobita grazie alla scarsa presenza dell’esercito inglese già il 17 settembre prese possesso di Edimburgo (con la guarnigione inglese che rimase asserragliata nel castello)
3) E arriviamo alla battaglia di Prestonpans ricordata anche con il nome di Battaglia di Gladsmuir: il contingente inglese comandato da Sir John Cope e schierato malamente, venne sbaragliato in pochi minuti dalla carica in massa degli highlanders. La figuraccia è ancora ricordata in una canzone dal titolo Johnnie Cope (vedi). Correva voce che Cope fosse stato il primo a darsela a gambe e qui viene bollato come traditore. All’opposto si riconosce il valore del colonnello James Gardiner (uno scozzese che combatteva con i governativi) che mentre cercava di radunare alcuni fanti per la difesa venne ferito a morte (nel 19° secolo per il suo atto di eroismo fu eretto un obelisco commemorativo).
4) Oramai il Giovane Pretendente si vedeva seduto sul trono: e in effetti fu in questo periodo che Charles iniziò a “spremere” i suoi sudditi per continuare a finanziare la guerra contro l’Inghilterra. Soggiorna ad Edimburgo qualche mese facendo il re e poi contrariamente al suggerimento di Murray di restare in Scozia a consolidare la posizione vuole invadere l’Inghilterra (e il suo consiglio di stato gli da ragione per un solo voto a favore). L’esercito giacobita si mise in marcia verso la capitale il 1 novembre 1745 e occupò Carlisle il 16, nell’avanzata verso Londra tuttavia smorzò il suo slancio (30 dicembre 1745): nella settima strofa della canzone si deride l’esercito giacobita che fugge la battaglia e trema davanti alle armate governative comandate dal (5) Duca di Cumberland, Guglielmo Augusto di Hannover, per ritirarsi verso la Scozia

VERSIONE DI ROBERT BURNS 1791
Quarant’anni dopo la battaglia di Culloden, Robert Burns decise di comporre la sua versione sull’argomento mantenendo il ritornello e la melodia e rimaneggiando le strofe.
Lasciamo agli storici decidere se Robert Burns fosse o meno un giacobita, così come riscritto il testo si presta a tre letture: è una canzone antigiacobita seppure su posizioni moderate, una canzone progiacobita che critica i giacobiti solo di nome ma che per paura o interesse evitavano di esporsi, è una canzone anarchico-pacifista?

Indubbiamente ai nostri giorni prevale la lettura pacifista e molti gruppi, sulla scia della riproposizione del gruppo bretone Tri Yann negli anni 70, la interpretano ancora oggi!
La musica è stata riscritta nel 1920 dal musicista inglese Sir Henry Walford Davies basandosi sulla melodia tradizionale riportata da Burnes. Tuttavia gli arrangiamenti sono stati tantissimi e sono in imbarazzo nel fare una selezione per l’ascolto. Così non può mancare quella dei Tri Yann (quasi un inno che inizia in acustico e poi si fa più marziale – ma non martellante – con il ritmo della batteria, ad un certo punto si sente la cornamusa che diventa sempre più presente fino a suggellare il brano). Pronuncia genuinamente scozzese quella di Isla St Clair su un buon riff di percussioni che ricorda il tema di una marcia militare, qui però sono i flauti a modulare gli abbellimenti. Non poteva mancare la versione dell’irlandese Noel McLoughlin: arrangiamento per chitarre, il bodhran che accentua la cadenza del ritornello, due belle voci. E come non includere anche la versione di Arany Zoltan? Il gruppo ungherese ha inserito un arrangiamento strumentale finale con violino, flauto e tamburi tra il medievale e il folk. Ma poi non potevo lasciare fuori la versione dei polacchi Beltaine che hanno fatto un ottimo mix tra rock, contemporaneo e folk (polacco e irish) con una combinazione armoniosa di un ricco set strumentale.
E qui è doverosa una parentesi perché c’è un altro gruppo che tiene lo stesso nome ma arriva dalla Repubblica Ceca: la loro musica è etichettata come pagan folk. Ora i cechi si sono formati nel 1996 mentre i polacchi nel 2002 e anche se frequentano due circuiti musicali diversi santa polenta non potevano scegliersi un altro nome?!
Il gruppo polacco: http://www.beltaine.pl
Il gruppo ceco: http://www.beltaine.net

ASCOLTA Tri Yann nell’album “Tri Yann an Naoned” (1972), la versione è però un live abbastanza recente
ASCOLTA Isla St Clair nel Cd Inheritance – 1997
ASCOLTA Noel McLoughlin nel Cd 20 Best of Scotland – 2005
ASCOLTA Arany Zoltan il brano sarà incluso nel Cd di prossima pubblicazione
ASCOLTA Beltaine nel Cd KONCENtRAD – 2008

E quando ormai avevo deciso di chiudere con i miei “the best of“, ecco che ti trovo questo arrangiamento degli Shannon gruppo fondato da Marcin Ruminski, anch’essi polacchi: dopo un po’ di ricerche in rete trovo la loro scheda, sono attivi dal 1996 con vari cambi di formazione. L’arrangiamento è magico, la voce qualcosa di paradisiaco…ASCOLTA Shannon nel cd Grenn Hypnoses – 2003
Shannon: http://www.shannonband.com

VERSIONE DI ROBERT BURNS, 1791
Chorus: Ye Jacobites by name, give an ear, give an ear,
Ye Jacobites by name, give an ear,
Ye Jacobites by name,
Your fautes I will proclaim,
Your doctrines I maun blame, you shall hear.

What is Right, and What is Wrang, by the law, by
the law? What is Right and what is Wrang by the law?
What is Right, and what is Wrang?
A short sword, and a lang,
A weak arm and a strang, for to draw.

What makes heroic strife, famed afar, famed afar?
What makes heroic strife famed afar?
What makes heroic strife?
To whet th’ assassin’s knife,
Or hunt a Parent’s life, wi’ bluidy war?

Then let your schemes alone, in the state,
Then let your schemes alone in the state.
Then let your schemes alone,
Adore the rising sun,
And leave a man undone, to his fate

Traduzione di Riccardo Venturi
O voi cosiddetti Giacobiti , state a sentire, proclamerò i vostri errori, e biasimerò le vostre dottrine, lo sentirete.
Ciò che è giusto e quello che è sbagliato per la legge? Cosa è giusto e cosa è sbagliato? Una spada corta o una lunga, un braccio debole o uno forte da sguainare
Ciò per cui una lotta eroica e rinomata, diventa aguzzare il coltello dell’assassino o dare caccia a morte a un genitore con una guerra sanguinosa?
Quindi basta coi vostri progetti, lasciateli stare, basta coi vostri progetti, adorate il sole che nasce e lasciate l’uomo libero al suo destino.

APPROFONDIMENTO
L’eredità giacobita: http://jacobite.ca/
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?qwelang=it&id=51 con scheda sui Tri Yann
I CLAN DI SCOZIA La società scozzese tradizionale era organizzata in clan. La parola clan deriva infatti dal gaelico scozzese clann, “progenie, bambino o discendenti”, che sottolinea il senso di legame familiare. I clan sono registrati presso il Lord Lyon, King of Arms, che agisce come un’autorità in questioni di araldica e di stemmi. continua

IL REGNO DI FIFE

Si trova sulla costa sud-est della Scozia e ha la conformazione di una penisola, la parte Est è caratterizzata da piccoli villaggi di pescatori costruiti intorno a porti protetti, ma oramai l’attività della pesca è marginale rispetto al turismo. Immancabili i castelli, gli edifici storici, le chiese e le antiche abbazie, le aree protette e i campi di golf…

Il porticciolo di Dysart

Il porticciolo di Dysart

puntinaIN VIAGGIO!
MERAVIGLIE DELLA SCOZIA: Il tratto tra Edimburgo e St. Andrews è ricco di stupendi villaggi di pescatori, con alcune delle spiagge più rinomate e pulite della Scozia. Ottime le specialità di mare nei ristoranti locali continua

VISIT SCOZIA: Tradizionali villaggi di pescatori con tratti incontaminati di spiagge sabbiose. Visitate Pittenweem per l’arte, Crail per l’artigianato o Anstruther per un’escursione all’Isola di May e per assaggiare il miglior fish and chips della Gran Bretagna continua

HEY, CA’ THRO’
Un’antica canzone dei pescatori del Fifeshire trascritta da Robert Burns probabilmente durante il suo viaggio nelle Highland (1787) pubblicata in “The Scots Musical Museum” vol 4 nel 1792. La canzone è conosciuta anche con il nome di “The Carls o Dysart(I vecchi lavoratori di Dysart): il grido “Ca ‘thro” preannunciava l’avvicinarsi di una barca da pesca ad una spiaggia affollata.
Un canto del mare ma anche drinking song per il suo allegro carpe diem!

Ottima la versione dei Tannahill Weavers contenuta nel Cd Capernaum – 1994, che però non ho trovato su YouTube.

ASCOLTA Andy M. Stewart nel Cd “Songs of Robert Burns” cantante scozzese e compositore
ASCOLTA Isla St Clair cantante scozzese, che interpreta il brano con la sola voce, facendolo seguire da “Tail toddle” un canto sempre della zona di Fife trascritto da Robert Burnes nel suo “The Merry Muses of Caledonia” (vedi più sotto)

Up wi’ the carls1 o’ Dysart,
And the lads o’ Buckhaven,
And the kimmers2 o’ Largo,
And the lasses o’ Leven.

Chorus.
Hey, ca’ thro’3, ca’ thro’,
For we hae muckle a do4.
Hey, ca’ thro’, ca’ thro’,
For we hae muckle a do;

We hae tales to tell,
An’ we hae sangs to sing;
We hae pennies tae spend,
An’ we hae pints to bring.

We’ll live a’ our days,
And them that comes behin’,
Let them do the like,
An’ spend the gear5 they win.

NOTE
1) carls= carles: men, common folk, vecchi lavoratori
2) kimmers: women, especially older women or gossips
3) ca’ thro’ ca’through: continue working, carry on, keep at it – work away
4) mickle a do – much to do
5) gear – earnings, wealth ricchezza money

TRADUZIONE

In piedi vecchi lavoratori di Dysart e ragazzi di Buckhaven e vecchie pettegole di Largo e ragazze di Leven.

Ritornello
“Lavoriamo, continuiamo a lavorare” perchè abbiamo tanto da fare “Lavoriamo, continuiamo a lavorare” perchè abbiamo tanto da fare

Abbiamo racconti da raccontare e canzoni da cantare; abbiamo soldi da spendere abbiamo pinte da portare.

Vivremo tutti i nostri giorni e quelli che vengono davanti lasciateci fare quello che ci piace e spendere i soldi che ci guadagniamo

TAIL TODDLE
The Merry Muses of Caledonia” (Le Muse allegre della Scozia) è una collezione di canti scozzesi preferiti, antichi e moderni, selezionati da Robert Burns per il “Crochallan Fencibles“: i canti sono per lo più tradizionali con solo alcuni testi scritti interamente da Robbie, e il loro contenuto è decisamente erotico. La prima pubblicazione della raccolta comparve postuma nel 1799.
I Fancibles erano una specie di armata di volontari per la difesa della patria dai ranghi pseudomilitari ma in particolare il Fencibles Crochallan era un club per soli uomini ubicato in un vicoletto medievale di Edimburgo (Anchor close), assiduamente frequentato da Burns durante il suo soggiorno edimburghese, una delle tipiche associazioni conviviali “very british” in cui i soci si ritrovavano per stare in compagnia e in libertà, lontano dalle mogli e le altre donne, per mangiare bene, bere parecchio, fumare in santa pace e “discutere” di cose da uomini.

Say, Puritan, can it be wrong,
To dress plain truth in witty song?
What honest Nature says, we should do;
What every lady does… or would do.

(Dimmi, Puritano, è sbagliato vestire la verità con un canto di spirito? Quello che la Natura onestamente dice, noi dovremmo fare; quello che tutte le donne fanno o dovrebbero fare)

robert_burns_the_merry_muses_01

La melodia è un reel (danza con tempo in 4/4) “The Chevalier’s Muster Roll” e il testo è spesso eseguito come un tipico Puirt à Beul (letteralmente vuol dire melodie per la bocca) ossia una forma tradizionale di canto proprio della Scozia, Irlanda e dell’Isola di Cape Breton (Nuova Scozia). In inglese si dice (Gaelic) Mouth music ed è un canto eseguito da una sola voce a tema umoristico, con doppi sensi o decisamente osceno, spesso infarcito di frasi non-sense: in effetti il ritmo e il suono hanno più importanza del significato delle parole.

Non si conosce con esattezza l’origine di questa forma di canto, poiché il ritmo delle parole è una replica del ritmo musicale alcuni studiosi ipotizzano si tratti di versi composti per aiutare violinisti e zampognari ad imparare la melodia oppure cantati quando non era disponibile (o vietato) l’uso di certi strumenti, oppure utilizzati dai cantanti per potenziare il loro respiro.

Il testo è di difficile comprensione essendo pieno di parole scozzesi obsolete e di doppi sensi e quindi cantato in molte occasioni conviviali; il senso generale della storia potrebbe essere questo: una servetta si diverte con un giovanotto di nome Tommy mentre la padrona di casa è andata al mercato; quando arriva al suo matrimonio la ragazza fa un confronto poco lusinghiero verso l’attributo del marito.

Jessie Rack she gied a plack6
Helen Wallace gied a boddle7
Quo’8 the bride, ” It’s ower kittle9
For to mend a broken doddle4.”

Jessy Rack diede una monetina
Helen Wallace diede una moneta
disse la sposa “E’ troppo piccolo
per rattoppare un buco rotto”

La strofa menziona plack e boddle ossia monete del conio scozzese con le quali si potevano comprare plack- pie cioè torte da una monetina e bottiglie di vino, quindi potrebbe riferirsi al Penny wedding: una vecchia tradizione scozzese prevedeva che il cibo e le bevande fossero pagate dagli ospiti, un versione non del tutta estinta ancora ai nostri giorni, vuole che siano gli ospiti a portare il proprio cibo e le bevande per la festa, una sorta di condivisione della collettività introno alla tavola.

ASCOLTA Tony Cuffe: interpreta il brano con voce e chitarra, accompagnato dal violino
ASCOLTA Isla St Clair, la prima parte del canto interpreta Hey, ca’ thro’ e nella seconda parte si esibisce in una velocissima versione di Tail toddle, con l’aggiunta di un’ulteriore strofa così come conosciuta nel Perthshire.

CHORUS:
Tail toddle1, tail toddle
Tammie gars2 my tail toddle
But an’ ben3 wi’ diddle doddle4,
Tammie gars my tail toddle.

When I’m deid I’m oot o’ date
When I’m seik I’m fu’ o’ trouble
When I’m weel I stap aboot5
An’ Tammie gars my tail toddle.

Jessie Rack she gied a plack6
Helen Wallace gied a boddle7
Quo’8 the bride, ” It’s ower kittle9
For to mend a broken doddle4.”

Oor guid-wife10 held ower to Fife
For to buy a coal riddle
Lang or she cam’ back again
O Tammie gart my tail toddle.

NOTE
1 tail toddle= posterior play or toy with, walk with uncertain steps quindi il movimento avanti e indietro del bacino maschile durante l’atto sessuale
2 gars= makes
3 but an’ ben= up and down
4 diddle doddle= (doddle= sesso maschile) to wag from side to side with great energy, ma anche nel senso di “broken doddle” ossia verginità perduta
5 stap aboot= stride about
6 plack= una moneta scozzese dal valore di un dodicesimo di penny inglese
7 boddle= moneta di rame del valore di un sesto di penny inglese
8 quoth= said
9 kittle= very little
10 guid-wife= Mistress of the house
11 yin= one
12 abin the tither= above the other

VERSIONE CANTATA DA ISLA ST CLAIR

CHORUS:
Tail toddle, tail toddle,
Tammy gars ma tail toddle
But and ben wi’ diddle doddle
Tammy gars ma tail toddle

Oor guidwife held ow’r tae Fife
Fur tae buy a coal riddle
Lang e’er she cam’ back again
Tammy gar ma tail toddle

Jessie Mack gied a plaque
Helen Wallace gied a boddle
Quo the bride “it’s ower little
fur tae mend a broken doddle”

Whan am deid am oot o’ date,
When am seek am fu o trouble,
When am weel a stap aboot an’
Tammy gars ma tail toddle.

Twain, twain, made the bed,
Twain, twain, lay th’gither,
When the bed began to heat,
The yin11 lay in abin the tither12

Avanti e indietro per la fica Tommy mi fa su e giù per la fica su e giù mi sbatte bene Tommy mi fa avanti e indietro per la fica

Quando sono stanca sono fuori uso, quando sono malata sono piena di dolori, quando sto bene cammino in giro e Tommy mi fa avanti e indietro per la fica

Jessy Rack diede una monetina, Helen Wallace diede una moneta disse la sposa “E’ troppo piccolo per rattoppare un buco rotto”

La nostra padrona andò fino a Fife per comprare un setaccio per il carbone molto tempo dopo ritornò indietro Tommy mi faceva avanti e indietro per la fica.

In due per fare il letto in due per giacere insieme, quando il letto incomincia a scaldarsi stiamo l’uno disteso sopra l’altro.

FONTI
The Merry Muses of Caledonia continua
Puirt-à-Beul vedi
Mudcat.org vedi