Archivi tag: irish rebel song

MNÁ NA HÉIREANN

Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

Versi del poeta nord irlandese Peadar Ó Doirnín (1704–1796), messi in musica 200 anni dopo circa da Seán Ó Riada, colui che contribuì alla rinascita della musica irlandese tradizionale proprio negli anni 60 con il gruppo Ceoltóirí Chualann (da cui si staccarono i Chieftains) -morì a soli 40 anni nel 1971.

La versione più famosa in assoluto di questo brano è proprio quella dei Chieftains del 1973, finita nella colonna sonora del film Barry Lyndon ( le cui musiche sono una più bella dell’altra) con la regia di Stanley Kubrick (1995)
Una Aislin song che è insieme canto d’amore e rebel song in cui la donna amata è la personificazione dell’Irlanda.

VERSIONE Sinead O’Connor & Chieftains
ASCOLTA Alan Stivell
ASCOLTA Kate Bush


I
Tá bean in Éirinn a phronnfadh séad domh is mo sháith le n-ól
Is tá bean in Éirinn is ba bhinne léithe mo ráfla ceoil
Ná seinm théad; atá bean in éirinn is níorbh fhearr léi beo
Mise ag léimnigh nó leagtha i gcré is mo thárr faoi fhód
II
Tá bean in Éirinn a bheadh ag éad liom mur’ bhfaighfinn ach póg
Ó bhean ar aonach, nach ait an scéala, is mo dháimh féin leo;
Tá bean ab fhearr liom nó cath is céad dhíobh nach bhfagham go deo
Is tá cailín spéiriúil ag fear gan Bhéarla, dubhghránna cróin.
III
Tá bean a déarfadh dá siulfainn léi go bhfaighinn an t-ór,
Is tá bean ‘na léine is is fearr a méin ná na táinte bó
Le bean a bhuairfeadh Baile an Mhaoir is clár Thír Eoghain,
Is ní fheicim leigheas ar mo ghalar féin ach scaird a dh’ól


VERSIONE DI KATE BUSH
I
There’s a woman in Ireland who’d give me a gem and my fill to drink,
There’s a woman in Ireland to whom my singing is sweeter than the music of strings
There’s a woman in Ireland who would much prefer me leaping
Than laid in the clay and my belly under the sod.
II
There’s a woman in Ireland who’d envy me if I got naught but a kiss
From a woman at a fair, isn’t it strange, and the love I have for them
There’s a woman I’d prefer to a battalion, and a hundred of them whom I will never get
And an ugly, swarthy man with no English has a beautiful girl
III
There’s a woman who would say that if I walked with her I’d get the gold
And there’s the woman of the shirt whose mien is better than herds of cows
With a woman who would deafen Baile an Mhaoir and the plain of Tyrone
And I see no cure for my disease but to give up the drink.

tradotto da Cattia Salto
I
C’è una donna in Irlanda che mi avrebbe dato una pietra preziosa e da bere a volontà, c’è una donna in Irlanda per la quale i miei canti sono più dolci delle corde dell’arpa
c’è una donna in Irlanda che preferirebbe vedermi vivo e vegeto
che sepolto nella terra ricoperto dalle zolle.
II
C’è una donna in Irlanda che sarebbe gelosa se ricevessi un bacio da un’altra alla festa, sono strane, ma le amo tutte
ce né una su mille (1) e un centinaio di loro che non avrò mai
ma un uomo malvagio che non parla nemmeno inglese (2) si è preso questa bella figliola
III
C’è una donna che mi disse che se fossi andato con lei avrei trovato un tesoro
C’è una donna in camiciola il cui aspetto vale più di una mandria di mucche (3)
di una donna che avrebbe assalito (4) Bllymoyer e la piana di Tyrone
e non vedo cura per le mie pene che smettere di bere. (5)

NOTE
1) Letteralmente “una che preferirei a un battaglione”
2) re d’Inghilterra Giorgio I o II che erano sassoni di Hannover
3) nel 700 doveva essere un bel complimento, ma non è semplicemente un paragone: il poeta dice è meglio essere povero nella propria terra (con la propria donna) che ricco con la regina Maeve del Connacht .
4)il riferimento è alla regina Maeve e alla razzia del bestiame di Cooley: Maeve assalì Tyrone nell’Ulster per rendersi un toro.
Bllmoyer è pure una cittadina dell’Ulster (Irlanda del Nord) Ballymoyer nella contea di Armag (Irlanda del Nord)
5) è la donna a chiedere ragioni agli uomini irlandesi del perchè non l’abbiano difesa dagli usurpatori, preferendo ubriacarsi al pub. Gli anni sono quelli dei “Troubles” quando i cattolici nordirlandesi iniziano una campagna per ottenere i diritti civili loro negati dalla maggioranza protestante (1969-1998)

LA VERSIONE STRUMENTALE

THE CHIEFTAINS soundtrack del film Barry Lindon


ASCOLTA
arrangiamento di Jeff Beck (chitarra elettrica) in duetto con il violino di Lizzie Ball

Celtic Woman (ovvero Máiréad Nesbitt)

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=46077&lang=it

ERIN GO BRAGH by Peadar Kearney

“Éirinn go Brách” si traduce come “Irlanda per sempre” o meglio “Irlanda libera” sinonimo dell’identità irlandese. In realtà, non si conosce la precisa origine della parola bragh, in quanto essa non esiste nel vocabolario irlandese: si presume che chi per primo la utilizzò abbia semplicemente sbagliato lo spelling. Bragh, infatti, si può ricondurre sia a breá, che significa “bello”, “splendido”, sia a brách, la cui traduzione è più semplicisticamente “per sempre”. È tradizionalmente una frase utilizzata come motto del movimento Repubblicano, e si ritrova infatti sulla sua bandiera.

Come precisa Riccardo Venturi “la forma anglicizzata (dalla pronuncia /ˌɛrɪn ɡə ˈbrɑː/ e scritta, a volte, persino Erin Go Braugh) è quella che ha ottenuto la maggiore diffusione e per un certo tempo si è trovata scritta persino sulla bandiera dell’Eire (tra le altre cose, nella foto riportata da Bernart Bartleby la si vede abbastanza chiaramente). Ciò non toglie, naturalmente, che la forma originale gaelica sia Éirinn go brách, laddove brách non significa tanto “per sempre”, quanto “eternità, fine dei tempi”. In gaelico, si usa anche la forma bráth, dal medesimo significato; go è una preposizione che significa “fino a”. In realtà, il gaelico standard richiederebbe la forma Éire go brách; Éirinn (da cui l’anglicizzazione Erin, divenuta anche un diffuso nome di persona femminile) è una forma di caso dativo, “all’Irlanda”, che però in un paio di dialetti si usa anche come forma storica di nominativo. L’anglicizzazione “Erin Go Bragh” si trova usata già dal 1847; prima si usavano altre forme “ibride” come Erin go brach.
Così il motto si traduce come:  “Irlanda libera”.

Con lo stesso titolo sono state chiamate canzoni diverse scritte non solo in Irlanda ma anche in Scozia. (vedi) Questa invece è la canzone scritta nel 1920 da Peadar Kearney (1883- 1942) irlandese, membro dell’irish republican army, compositore di numerose canzoni politiche che furono molto popolari tra gli Irish Volunteeres nel periodo 1913-1922, suo inoltre è l’inno nazionale della Repubblica d’Irlanda “The Soldier’s Song” (“Amhrán na bhFiann”)

LA RIVOLTA DI PASQUA 1916

La canzone si riferisce alla rivolta di pasqua del 1916 (lunedì 24 aprile) (Easter Rising) e ne commemora gli eroi.
Nella Pasqua del 1916 un manipolo di uomini decide di passare alle armi per proclamare la Repubblica d’Irlanda, l’insurrezione doveva divampare su tutta l’isola ma per una serie di contro-ordini scoppiò solo a Dublino.
Il 24 aprile lo Stato Maggiore repubblicano divide le sue forze in cinque battaglioni incaricati di neutralizzare i centri nevralgici di Dublino: Ned Daly con la prima brigata occupa le Four Courts (il tribunale). Thomas Mac Dnagh prende la fabbrica Jacob. Éamon de Valera occupa Boland’s Flour Mill per bloccare l’arrivo dei rinforzi inglesi. Éamon Ceant si installa nella South Dublin Union e altre truppe si insediano nel quartiere periferico di Fingall, al nord della città. Michael Mallin e la contessa Constance Markiewicz erigono barricate a St. Stephen Green. Lo Stato Maggiore della rivolta si insedia alla Posta centrale di Sackville Street (poi ribattezzata O’Connell Street). Vengono esposte bandiere con la scritta Irish Republic ricamata in oro su fondo verde. Patrick Pearse proclama la creazione del governo provvisorio della nuova Repubblica irlandese. Nell’ufficio postale ci sono con lui Connolly, come comandante militare, Joseph Plunkett, The O’Rahilly, Tom Clark e Sean MacDermott. Vi è anche un giovane di nome Michael Collins. (tratto da qui)

Il centro di Dublino dopo l’Easter Rising
Il centro di Dublino dopo l’Easter Rising

UNA SETTIMANA DI GUERRIGLIA

Non fu una battaglia ma una guerriglia urbana (una delle prime nella storia) con pochi irlandesi armati alla meno peggio, circondati dall’esercito inglese che inviava sempre più contingenti a Dublino; inglesi così esacerbati dalle perdite che si misero a fucilare gli uomini civili (e inermi) requisiti nelle case,  mano a mano che venivano ripulite dal rastrellamento; inglesi disposti a radere al suolo una città pur di stanare i ribelli.

sapere che essi sognarono e sono morti
e che cosa se non l’eccesso d’amore
li ha disorientai fino a farli morire?
WB Yeats “Pasqua 1916”

L’ordine di arrendersi venne da Pearse dopo una settimana dalla rivolta con il quartier generale General Post Office  (un grande edificio neoclassico) cannoneggiato e ridotto ad un ammasso di macerie con gli edifici circostanti.

tratta da qui

450 morti: 132 soldati, 63 insorti, 254 civili; oltre 500 feriti, 16 giustiziati.

ASCOLTA Wolfe Tones in Rifles of the I.R.A. 1969


I
I’ll sing you a song
of a row in the town,
When the green flag went up
and the Crown flag came down,
‘Twas the neatest
and sweetest thing ever you saw,
And they played that great game(2) they called Erin Go Bragh.
II
God bless gallant Pearse(3)
and his comrades who died
Tom Clark, MacDonagh, MacDiarmada, McBride, (4)
And here’s to James Connolly
who gave one hurrah,
And faced the machine guns
for Erin Go Bragh.
III
Now one of our leaders
was down in Ringsend,
For the honour of Ireland
to hold and defend,
He had no veteran soldiers
but volunteers raw (5),
Playing sweet Mauser(6) music
for Erin Go Bragh.
IV
Old Ceannt and his comrades
like lions at bay,
From the South Dublin Union
poured death and dismay,
But what was then often
the entaylors men saw(7)
All the dead karki soldiers
on Erin Go Bragh.
V
A great foreign captain
was raving that day,
Saying, “Give me one hour
and I’ll blow you away,” (9)
But a big Mauser bullet
got stuck in his jaw,
And he died of lead poisoning
on Erin Go Bragh.
VI
Glory to Dublin to her renown,
In the long generations
her fame will go down,
And our children will tell
how their forefathers saw,
The red blaze of freedom in Erin Go Bragh.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Ti canterò la canzone
di una lotta (1) in città,
quando la bandiera verde fu innalzata
e la bandiera della Corona tirata giù,
fu la cosa più bella
e amabile mai vista
e si giocò quel grande gioco (2)
detto Erin Go Bragh.
II
Dio benedica il valoroso Pearse(3)
ed i suoi compagni che sono morti
Tom Clark, MacDonagh,
MacDiarmada, McBryde,(4)
ed anche James Connolly
che ha gridato evviva,
e affrontato le mitragliatrici
per Erin Go Bragh.
III
Ora, uno dei nostri leader
era andato nel Ringsend,
per tenere e difendere
l’onore dell’Irlanda,
non aveva soldati veterani
ma inesperti volontari (5)
a suonare la musica del Mauser (6)
per Erin Go Bragh.
IV
Il vecchio Ceannt e i suoi compagni come leoni tenuti in cattività,
dal South Dublin Union
riversarono morte e sgomento,
così ciò che allora
videro gli invasori (7) furono
tutti i soldati kaki morti(8)
per Erin Go Bragh.
V
Un grande capitano straniero farneticava quel giorno,
dicendo: “Dammi un’ora
e ti spazzo via,”(9)
ma un grosso proiettile Mauser è
rimasto bloccato nella sua mascella,
e morì di avvelenamento da piombo per Erin Go Bragh.
VI
Gloria a Dublino e alla sua celebrità,
nelle lontane generazioni
la sua fama salirà,
e i nostri figli potranno dire
come i loro antenati videro,
la fiammata rossa di libertà
per Erin Go Bragh.

NOTE
1) la rivolta di pasqua
2) com’ebbe a dire Nora Connolly, figlia del capo della Citizen Army, «non si deve ritenere che si trattasse di un’operazione suicida, come hanno voluto far credere una certa leggenda e soprattutto la propaganda inglese. Quel giorno mio padre e i suoi compagni giocavano le loro carte per mettere in difficoltà l’impero inglese».
3) Pádraig (Patrick) Pearse nato a Dublino nel 1879, secondo di quattro fratelli, a diciassette anni si unì alla Gaelic League e nel 1913 entrò nell’Irish Republican Brotherhood per poi diventare capo dell’Irish Volunteer. Fu uno dei comandanti maggiori dell’Easter Rising, e fu lui a leggere la Poblacht na hÉireann, la proclamazione della Repubblica d’Irlanda, sulle scale del General Post Office, davanti ad una folla per la verità un po’ disorientata. Fu giustiziato il 3 maggio 1916.
Il fratello minore William venne condannato a morte pur non avendo partecipato alla rivolta, con l’unica colpa di essere il fratello di Patrick Pearse. Come anche altri familiari dei firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza -eroi loro malgrado.
4) gli uomini del Governo Provvisorio i quali firmarono il manifesto per proclamare La Repubblica d’Irlanda.
Thomas J. Clarke
Sean Mac Diarmada
Thomas Mac Donagh
P.H. Pearse
Eamonn Ceannt
James Connolly
Jospeh Plunkett
5) “I Volontari Irlandesi” creati nel 1913 sono un corpo di volontari paramilitari, si unirono all’Irish Citizen Army (esercito dei cittadini irlandesi) addestrati da James Connoly
6) mauser sono sia le pistole semiautomatiche che fucili ampiamente utilizzati nella prima guerra mondiale. Non so se abbia voluto evidenziare il coinvolgimento tedesco nella rivolta
7) invader men anche scritto come“And what was their horror when the Englishmen saw” e anche “But what was their wrath when the invaders them saw” “And what was their horror when the invader men saw”.
8) Si tratta degli uomini della “Sherwood Foresters” che avevano firmato per andare a combattere in Francia sul fronte della Somme. I primi giorni vennero presi di mira come al tiro al piccione dagli irlandesi asserragliati nelle case. Senza contare gli eroici assalti frontali contro le barricate (decisi ovviamente dagli astuti ufficiali dell’alto comando)
9) All’ondata successiva l’esercito inglese arriva con le mitragliatrici, bombe a mano e carri armati.

continua Foggy Dew

FONTI
http://www.lagrandeguerrapiu100.it/testimonianze/documenti-sulla-rivolta-di-pasqua
http://www.limesonline.com/lirlanda-e-la-rivolta-di-pasqua/23377
http://www.lagrandeguerrapiu100.it/puntate/la-rivolta-di-pasqua

JOIN THE BRITISH ARMY

Charles Green: la ragazza lasciata indietro 1880 Soldati che si imbarcano per le guerre napoleoniche
Charles Green: la ragazza lasciata indietro 1880
Soldati che si imbarcano per le guerre napoleoniche

Tra le irish rebel song di non precisata data che viene fatta risalire all’epoca vittoriana e alle barrak songs (i canti da caserma) “Join the British Army”, lungi dall’essere un’esortazione all’arruolamento, è stata riportata in auge nel canto folk di protesta degli anni 60 da Ewan McColl, il quale ne fece una popolare versione ripresa dagli interpreti successivi.
La canzone è irriverente e accosta i bravi soldatini inglesi a tante scimmie ammaestrate
Toora loora loora loo
sembrano le scimmie dello zoo…

E ognuno che la canta ci mette del suo..

La melodia è ripresa  da un titolo scozzese “The Lass O’ Killiecrankie” con la quale condivide  la prima strofa e parte del ritornello
La Lass O’ Killiecrankie inizia con:
When I was young I used to be
As fine as a lad as you could see
the Prince of Wales invited me
To come and join his army
Il ritornello però non fa menzione delle scimmie allo zoo
Too ra loo ra loo ra loo
She’s as sweet as honeydew
Too ra loo ra loo ra loo
The Lass from Killiecrankie

Il testo prosegue poi con tutte altre amenità rivolte alla bella in questione. Da ascoltare in una versione che più vintage non si può Harry Lauder – The Lass O’ Killiecrankie (1904)

Ma ritorniamo alla irish rebel song , volendo tracciare un percorso possiamo considerarla il contro altare della canzone “Over the Hills and Far Away” pubblicata da Thomas D’Urfey nella sua raccolta “Pills to Purge Melancholy” (1706) (canzone che circolava già alla fine del 1600..) e di strada ne ha fatta parecchia per finire rimaneggiata anche ai giorni nostri.. con il titolo US ARMY

THE BRITISH ARMY

ASCOLTA The Dubliners in More of the Hard Stuff 1967 (voce Ronnie Drew)


I
When I was young I used to be
As fine a man as ever you’d see
Til the Prince of Wales he said to me:
“Come and join the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo,
they’re looking for monkeys up at the zoo
And I: “If I had a face like you,
I’d join the British army”
II
Sarah Conlon baked a cake,
‘twas all for poor oul Slattery’s sake
She threw herself into the lake,
pretending she was barmy
III
Corporal Daly went away,
his wife got in the family way
And the only thing that she could say,
was: “BIP the British army”
IV
Corporal Kelly’s a terrible drought,
just give him a couple of jars of stout
And he’ll beat the enemy with his mouth and save the British army
V
Kilted soldiers wear no drawers,
won’t you kindly lend them yours
The rich must always help the poor
to save the British army
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto, come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse:
‘Vieni ed unisciti all’Esercito inglese’
CORO
Toora loora loora loo
sembrano le scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’Esercito inglese!”.

II
Sara Conlon preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
che si gettò nel lago
immaginando di essere impazzita
III
Caporale Daly (1) se ne andò
sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era “BIP l’Esercito inglese”
IV
Caporale Kelly ha una sete terribile
dategli solo un paio di bicchieri di stout
e sconfiggerà il nemico a morsi
per salvare l’Esercito inglese
V
I soldati in kilt non hanno le mutande
vorreste gentilmente prestargli le vostre?
I ricchi devono sempre aiutare i poveri
per salvare l’esercito inglese

NOTE
1) i soldati che la cantavano mettevano i nomi dei loro sottoufficiali da prendere in giro
2) espressione idiomatica

COME AND JOIN THE BRITISH ARMY

Sempre i Dubliners ne fecero un’altra versione cantata da Luis Kelly con delle strofe leggermente diverse


I
When I was young I used to be
As fine a man as ever you’d see
Til the Prince of Wales he said to me:
“Come and join the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo,
they’re looking for monkeys up at the zoo
“If I had a face like you,
I’d join the British army”

II
Sarah Comden baked a cake,
‘twas all for poor oul Slattery’s sake
She threw meself into the lake,
pretending I was barmy
CHORUS
Toora loora loora loo
What make me mind up what to do?
Now I’ll work me ticket home to you
And …. the British army

III
Sergent Heeley went away,
his wife got in the family way
And the only words that she could say,
was: “Blame the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo
Me curse upon the Labour too (blu) (3)
That took me darling boy from me
To join the British army
IV
Corporal Sheen’s a turn o’ the ‘bout,
just give him a couple of jars of stout
He’ll bake the enemy with his mouth
and save the British army
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse:
‘Vieni ed unisciti all’esercito inglese’
CORO
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’Esercito inglese!”.
II
Sara Comden preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
lei mi gettò nel lago
immaginando che ero impazzito
CHORUS
Toora loora loora loo

che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito inglese
III
Il Sergente Heeley (1) se ne andò
sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era “E’ colpa dell’esercito inglese”
CHORUS
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti (3)
hanno portato via il mio amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito inglese
IV
Caporale Sheen si fa due passi (4)
dategli solo un paio di bicchieri di stout
farà del nemico un sol boccone (5)
per salvare l’esercito inglese

NOTE
3) “Labour-broo” anche scritto come brew o blu o too nelle note di MacColl “The reference to the “Labour-broo” (the Unemployment Exchange) in the refrain of the third stanza suggests that the song continued to grow during the 1920s.”
4) potrebbe anche voler dire “si guarda intorno”
5) l’unica frase sensata per una traduzione

FUCK THE BRITISH ARMY

Mentre i Dubliners la bippano gli Irish Rovers se ne infischiano altamente
ASCOLTA Irish Rovers

la versione testuale riportata è solo una parte di quanto cantato.


I
When I was young I used to be
as fine a man as ever you’d see;
The Prince of Wales, he said to me,
“Come and join the British army.”
Too ra loo ra loo ra loo,
they’re looking for monkeys up in the zoo “
If I had a face like you,
I would join the British army.
II
Sarah Camdon baked a cake;
it was all for poor old Slattery’s sake.
I threw meself into the lake,
pretending I was balmy.
III
Corporal Duff’s got such a drought,
just give him a couple of jars of stout;
He’ll kill the enemy with his mouth
and save the British Army.
Too ra loo ra loo ra loo,
Me curse is on the Labour crew 
They took your darling boy from you
to join the British army.
……
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse
‘Vieni ed unisciti all’esercito inglese’
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’esercito inglese!”.
II
Sara Camdon preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
mi gettò nel lago
immaginando che fossi pazzo
III
Caporale Duff ha una sete terribile
dategli solo un paio di bicchieri di stout
e sconfiggerà il nemico a morsi
per salvare l’esercito inglese
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti
hanno portato via il vostro amato ragazzo
che si è aruolato nell’esercito inglese

US ARMY

I Booze Brothers ne hanno fatto una versione USA con il titolo “US Army” attualizzata, modificando ovviamente i personaggi ed ecco che il Principe del Galles diventa il presidente Bush e viene tirata in ballo Sarah Palin.

I
When I was young I used to be,
A finer man who e’er ya see,
Then President Bush came up to me,
Join the US Army
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
They’re lookin for monkeys up the zoo,
Says I if Id have a face like you,
I’d join the US Army
II
Sarah Conner baked a cake,
It’s all for poor slattery’s sake,
She threw meself into the lake,
Pretendin’ I was barmy,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’ve made me mind with what to do,
I’ll work me ticket home to you,
And f*ck The US Army,
III
When I lived on to fight away,
Her wife got in the family way,
The only thing that she could say,
Was blame the US Army,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
Me curse upon the labour blue,
That took my darlin boy from me,
To join the US Army,
IV
Sarah Palin(7) buy her way,
……………….
……………………
To save the US Army
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’d made up me mind on what to do,
I’ll work my ticket home to you,
And f*ck the US Army,
V
When I was young I had a twist,
For punchin raqi’s with me fist,
Though I thought I might enlist,
And join the US Army,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’d made up me mind on what to do,
I’ll work my ticket home to you,
And f*ck the US Army,
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il presidente Bush venne da me:
‘Unisciti all’esercito americano’
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’esercito americano!”.
II
Sara Conner preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero Slattery,
mi gettò nel lago
immaginando che fossi pazzo
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano
III
Allora continuavo a combattere
e sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era maledire l’esercito americano
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti
hanno portato via mio amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito americano
IV
Sarah Palin si comprò la salvezza
……………….
………………….
per salvare l’esercito americano
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano
V
Quando ero giovane avevo
la smania di tirare cazzotti (6)
e pensai che potevo iscrivermi
e arruolarmi nell’esercito americano
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano

NOTE
6) uno che faceva a pugni fin da ragazzino
7) Sarah Louise Heath coniugata Palin diventata governatrice dell’Alaska nel 2006 (Wiki)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=618
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=31758
http://www.irish-folk-songs.com/the-british-army-chords-and-lyrics.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/britishar.html
http://www.metrolyrics.com/join-the-british-army-lyrics-dubliners.html
https://www.musixmatch.com/it/testo/Booze-Brothers/Us-Army
http://www.traditionalmusic.co.uk/song-midis/Join_the_British_Army.htm

THE BLACKBIRD OF SWEET AVONDALE

donna11La canzone è il lamento di una donna, personificazione dell’Irlanda, che si affligge per la prigionia del merlo di Avondale ovvero Charles Stewart Parnell. L’arresto di Parnell fu un grave errore di valutazione da parte del governo inglese. “This, incidentally, was one of the Great Mistakes of Britain’s dealings with Ireland. Prior to his arrest, Parnell was in the uncomfortable position of leading a divided organization: many Land Leaguers were for fighting the British with all their might, others favored purely parliamentary means. Both were growing somewhat suspicious of Parnell (who seems to have favoured whatever was most effective at a particular time). But the radicals’ activism caused Gladstone to pass a Coersion Act, and to round up Parnell and his associates. That united all Ireland behind him; by the time he was released, he was Ireland’s dominant politician” (Robert Kee, in The Bold Fenian Men).

Così incitava Parnell nel 1880: “When a man takes a farm from which another has been evicted you must shun him on the roadside when you meet him, you must shun him in the streets of the town, you must shun him in the shop, you must shun him in the fairgreen and in the marketplace, and even in the place of worship, by leaving him alone, by putting him in a moral Coventry, by isolating him from the rest of his country as if he were the leper of old, you must show your detestation of the crime he has committed.”
[traduzione italiano: quando un uomo prende una fattoria dalla quale un altro uomo è stato sfrattato, dovete dimostrare ciò che pensate di lui quando lo incontrate per la strada.. in un negozio.. persino nella casa del Signore.. lasciandolo desolatamente solo, in uno stato di ostracismo morale, isolandolo dal resto della comunità come se fosse un lebbroso, dovete mostrare il vostro disprezzo per il crimine che ha commesso]

Il testo della canzone è ripreso in alcuni broadside ottocenteschi probabilmente contemporanei allo svolgersi dei fatti. Tuttavia si ritiene che derivi da ‘The Lady’s Lamentation’  una canzone scozzese del 1600, rielaborata chiave giacobita nel secolo successivo con il titolo The Blackbird (o The Royal Blackbird) di cui si conoscono ben tre melodie.

THE AISLING SONG

La canzone richiama lo stile di un’Aisling song, un genere letterario tipico della poesia bardica irlandese, dove il poeta incontra una donna che simboleggia l’Irlanda. L’incontro ha il carattere di una visione o di un sogno poco prima del farsi del giorno , in cui la fanciulla è di una bellezza mozzafiato ovvero sublime, paragonata alla più bella delle dee. In genere lei si lamenta delle condizioni di vita del popolo irlandese e prevede un futuro radioso, in cui sarà libera dagli oppressori, e in questa canzone l’Irlanda si lamenta della prigionia del del Merlo (“Where, where is my Blackbird of sweet Avondale”).
Le aisling song sono in genere delle slow air di una dolcezza mista a tristezza infinita
La melodia delle versioni selezionata per l’ascolto richiama a mio avviso quella di “Bhríd Óg Ní Mháille

ASCOLTA Wolfe Tones in “Till Ireland A Nation” 1974,  strofe I, II, III, VII, V

ASCOLTA Silly Wizard (voce Andy Stewart) in “A glint of Silver” 1986, strofe da I a VII

I
By the sweet bay of Dublin, while carelessly strolling
I sat myself down by a green myrtle shade(1)
Reclined on the beach, as the wild waves were rolling
In sorrowful condoling, I saw a fair maid(2)
II
Her robes(3) changed to mourning, that once were so glorious
I stood in amazement to hear her sad wail
Her heartstrings burst forth with wild accents uproarious
Saying, “Where, where is my Blackbird(4) of sweet Avondale?”
III
“In the fair counties Meath(5), Wexford, Cork, and Tipperary,
The rights of Old Ireland, my Blackbird did sing
Ah, but woe to the hour, with heart light and airy(6)
Away from my arms, to Dublin took wing”
IV
“The fowlers waylaid him in hopes to ensnare him
While I here in sorrow, his absence bewail
Oh, it grieves me to think that the walls of Kilmainham(7)
Surround my dear Blackbir of sweet Avondale”
V
“Oh, Ireland, my country, awake from your slumbers
And give back my Blackbird, so dear unto me
And let everyone know, by the strength of your numbers
That we, as a nation, would wish to be free”
VI
“The cold prison dungeons(7) is no habitation
For one, to his country, was loyal and true
Then give him his freedom, without hesitation
And remember he fought hard for freedom and you”
VII
“Oh, Heaven, give ear to my consultation
And strengthen the bold sons of Old Granuaile(8)
And God grant that my country will soon be a nation
And bring back the Blackbird to sweet Avondale”
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Nella bella baia di Dublino mentre passeggiavo distrattamente
mi sono seduto all’ombra di un verde mirto(1)
e distesa sulla spiaggia, mentre le ampie onde si frangevano,
distrutta dal dolore, vidi una bella fanciulla(2)
II
Gli abiti(3) che un tempo erano così gloriosi, mutati in lutto,
mi trovai sorpreso ad ascoltare il suo triste lamento,
i suoi sentimenti  si liberavano con toni agitati e tumultuosi
diceva ” Dovè il Merlo(4) della mite Avondale?
III
Nelle belle contee di Meath(5), Wexford, Cork e Tipperary
i diritti della povera Irlanda, il mio merlo ha cantato, ma guai all’ora, con cuore leggero e spensierato(6)
lontano dalle mie braccia, a Dublino ha preso il volo”
IV
I cacciatori lo assalirono con la speranza di intrappolarlo
mentre qui io nel dolore la sua assenza piango.
E’ doloroso per me pensare che le mura di Kilmainham(7)
circondano il  caro Merlo della mite Avondale.
V
Oh, Irlanda, paese mio , svegliati dal sonno
e ridammi il mio Merlo, a me tanto caro
e lascia che tutti sappiano, con la forza dei numeri che, come nazione, potremmo essere liberi.
VI
La cella fredda della prigione(7) non è l’abitazione per chi, al suo paese, era leale e sincero
quindi dagli la libertà , senza indugi
e ricorda che ha lottato per la libertà e per te.
VII
Oh, cielo, porgi orecchio alla mia supplica
e dai forza ai figli audaci della vecchia Granuaile (8)
e Dio fa che il mio paese sia presto una nazione e riporti il merlo alla mite Avondale”

NOTE
1) i Wolfe Tones dicono “a clear crystal Stream
2) la donna è Katherine O’Shea che impersona l’Irlanda afflitta. La chiave politica è una lettura tipicamente irlandese di un genere sviluppato in Francia con il termine Reverdie, in cui il poeta incontra una dama soprannaturale, che simboleggia la natura rigogliosa e l’amore.
3) i Wolfe Tones dicono “hopes
4) nei canti di protesta e di ribellione era consuetudine identificare il personaggio con uno pseudonimo. Con il nome di merlo tuttavia ci si riferiva più spesso al Vecchio Pretendente in esilio Giacomo Francesco Stuartvedasi The Blackbird la canzone giacobita
5) i Wolfe Tones dicono “Kerry
6) i Wolfe Tones dicono “with dark lights in Derry
7) Parnell fu arrestato a ottobre nel 1881 in forza del Coercion Act che voleva frenare le attività della Land League; fu rilasciato a maggio dell’anno seguente. Nella prigione di Kilmainham  (oggi trasformata in museo) Parnell era trattato con i guanti e viveva come se si trovasse in una suite d’albergo: si era portato i suoi arredi e riceveva regolarmente visite, oltre a condurre i suoi affari con il mondo esterno
8)  Granuaile è Grace O’Malley, eroina della storia irlandese, regina dei Pirati che si oppose con la lotta ad dominio inglese sull’Irlanda sia per mare che per terra all’epoca della regina Elisabetta I. Intelligente, affascinante e con il carisma del grande condottiero Granualile (da un nomignolo che vuol dire testa rasata) dominò i mari al largo della costa occidentale d’Irlanda per più di mezzo secolo. Imprigionata più volte dagli Inglesi non fu mai sconfitta e il suo spirito divenne il simbolo dell’Irlanda e il suo rifiuto alla sottomissione.

terza parte continua

NELL FLAHERTY’S DRAKE

anatra-germano“Il papero di Nell Flaherty” (in inglese  “Nell Flaherty’s drake”) è il titolo di una canzone irlandese di origini ottocentesche in cui ci si rammarica per l’uccisione di un anatra, ma in realtà si vuole parlare della morte di un ribelle, affiliato della Società degli Irlandesi Uniti, si tratta perciò di una irish rebel song in codice.

Robert Emmet (1778-1803) è il nostro “papero nostrano” ovvero un giovane ribelle irlandese (della chiesa anglicana),  convinto sostenitore dell’indipendenza dell’Irlanda dalla Corona Inglese, nonché seguace degli ideali di fratellanza e solidarietà sociale propugnati dalla Rivoluzione Francese! Erano gli anni in cui i giovani irlandesi non potevano esimersi dal prendere una posizione, e il fratello maggiore Thomas (caro amico di Theobald Wolfe Tone) si era già schierato con i nazionalisti. Anche il fratellino più giovane mostra le sue simpatie per gli Irlandesi Uniti e viene espulso dal Trinity College di Dublino e poi fugge a Parigi con i ribelli del 1798 sconfitti.

Rientra a Dublino alla fine del 1802 per preparare la ribellione armata da affiancare all’imminente sbarco francese (e questa simpatia per la Francia gli costerà la testa), ma l’impresa va incontro al fallimento: dei preparativi per la ribellione si conosce ben poco essendo stata condotta con grande segretezza, ma i “croppy boys” non si erano ancora ripresi dalle batoste subite e dalla dura repressione inglese  e i veterani del 1798 accolsero con apatia gli emissari di Emmet; nonostante lo scollamento con la “base” i capi degli Irlandesi Uniti (ridotti a una sparuta élite) tramavano in segreto e si armavano..
A Dublino un’esplosione accidentale in uno di questi depositi di armi portò Emmet alla decisione di anticipare la rivolta, prima che gli Inglesi del Castello con la loro trama di spie venissero a conoscenza del piano della rivolta, ma il fatidico 23 luglio 1803 solo qualche centinaio di uomini si presentò all’appello: mancavano le armi, le munizioni, i cannoni, molti ritornarono alle loro case, ma non Emmet vestito da gentleman rivoluzionario, con una giubba verde guarnita di bianco e tricorno piumato, che si mise alla testa di un manipolo d’uomini per dare l’assalto al Castello. Costretti a ripiegare e a disperdesi, gruppi di ribelli vagarono in modo casuale per la città, con Emmet che perse del tutto il controllo della rivolta; per caso in Thomas Street venne fermata e presa d’assalto una carrozza con a bordo il viceré Lord Arthur Wolfe Kilwarden, prontamente infilzato dalle picche. I disordini proseguirono per tutta la notte finchè furono sedati dai militari.

1803-rebellion
Emmet riuscì a fuggire ma il suo nascondiglio venne scoperto e il 25 agosto venne catturato. Processato per alto tradimento il 19 settembre venne impiccato (e poi decapitato) sulla pubblica piazza il giorno dopo.

Sul personaggio è subito fiorita una letteratura romantica, vuoi per la giovane età, per il bel discorso pronunciato davanti alla giuria, vuoi per la storia d’amore con Sarah Curran alla quale Robert mandò una lettera dalla prigionia.
We fight that all of us may have our country and that done each of us shall have his religion. We war not against property—We war against no religious sect—We war not against past opinions or prejudices—We war against English dominion.”

IL PROTOTIPO DEL GENTLEMAN IRLANDESE

emmet-uniformEmmet was also portrayed in the nineteenth century as the ideal of Irish masculinity, the Irish Washington with his tight-fitting trousers, fine uniform and dashing air. He is shown as a prototype of what Irish masculinity should be. His rounded leg is determinedly thrust into the foreground: his beautiful, almost sexualised body is displayed in highly elaborate uniforms. Irish masculinity was emasculated through the nineteenth century, in the political and military spheres. Irish people were literally broken-backed, pock-marked, limping: the Irish body had become perforated, shrunken, tubercular, rheumatic—paralytic, in Joyce’s famous phrase. The whole corpus of nineteenth-century Irish literature hardly contains a single strong masculine figure. Portraying Emmet in this way made him an icon for Irish masculinity. That representation was also worked into the nineteenth-century representation of his triangular relationship with Sarah Curran and Anne Devlin, which addressed the issue of appropriate role models for Irish women. Sarah Curran functioned as the model for the Protestant gentry woman: she should be etherealised, disembodied, sublimated and desexualised. Curran was permitted the flourishes of the romantic exile in Sicily and the high romantic sense of unrequited love brutally interrupted by an external force. Anne Devlin appeared as the Catholic peasant woman who is faithful, ministering to bodily needs, a servant who is endlessly loyal. She functions as the ideal of Irish maternal femininity in the nineteenth century—long-suffering, long silent, but always standing by your man. This powerful triangulation around Emmet, Curran and Devlin provided a gender- and class-based model of Irish masculinity and femininity which has very little to do with the historical figures themselves. (tratto da qui)

LA MELODIA: ASCOLTA Rex McGee

Nell maledice gli Inglesi che hanno ucciso il suo “drake” con una sequela di improperi molto coloriti,  infine conforta i ribelli esortandoli a non desistere nella lotta.

ASCOLTA una gracchiante versione di Dominic Behan

ASCOLTA Tomasina Mc Ginnity


I
My name it is Nell(1), quite candid I tell,
And I live near C’oethill(2) I will never deny;
I had a large drake, the truth for to speak,
That my grandmother left me and she going to die.
II
He was wholesome and sound, he’d weigh twenty pound,
And the universe round I’d rove for his sake.
Bad wind to the robber, be him drunk or sober,
That murdered Nell Flaherty’s beautiful Drake.
III
His neck it was green, most rare to be seen,
He was fit for a Queen of the highest degree;
His body was white, it would you delight,
He was plump, fat, and heavy and brisk as a bee.
IV
My dear little fellow, his legs they were yellow,
He’d fly like a swallow or swim like a hake;
Till some wicked savage to grease his white cabbage,
Has murdered Nell Flaherty’s Beautiful Drake.
V
May his pig never grunt, may his cat never hunt,
That a ghost may him haunt in the dead of the night,
May his hen never lay, may his ass never bray,
May his goat(4) fly away like an old paper kite.
VI
May his duck never quack, may his goose turn black,
And pull down his turf with his long yellow beak,
May the scurvy and itch never part from the breech,
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
VII
May his cock never crow—may his bellows ne’er blow,
And for bed, pot and poe may he never have none;
May his cradle not rock, may his box have no lock,
May his wife have no smock to shade her back-bone
VIII
That the flies and the fleas the wretch ever tease,
May the piercing north-breeze make him tremble and shake;
May a four-year old bug build a nest in his lug,
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
IX
May his pipe never smoke, may his tea-pot be broke,
And add to the joke, may his tea-kettle ne’er boil,
May he pooley(8) the bed til the hour he is dead,
May he always be fed on lobsconse and fish oil.
X
May he swell with the gout, may his grinders fall out,
May he roar, bawl and shout with the horrid tooth-ache,
May his temples wear horns, and all his toes corns,
The monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
XI
May his spade never dig, may his sow never pig,
May each hair in his wig be well thrashed with a flail;
May his turkey not hatch, may the rats eat his meal.
XII
May every old fairy from Cork to Dunleary
Dip him smug and airy in river or lake,
That the eel and the trout, they may dine on the snout
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
XIII
May his dog yelp and growl with both hunger and cold,
May his wife always scold till his brains go astray,
May the curse of each hag that e’er carried a bag,
May light on the vag till his head turns grey.
XIV
May monkies still bite him, mad dogs affright him,
And everyone slight him, asleep or awake,
May the wasps still gnaw him and jack-daws claw him,
The monster that murdered Nell Flaherty’s Drake.
XV
The only good news I have diffuse,
That Peter Hughes and Feter McCabe,
And big nose Bob Hanson, and buck tooth Norhamoen
Each man has a grandson of my beautiful Drake.
XVI
My bird he has dozens of both nephews and cousins,
And due I must get or my heart it will break;
To set my mind easy, or else I’ll run crazy –
This ends the whole story of Nell Flaherty’s Drake.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Mi chiamo Nell(1) e dico la verità
vengo da Cootehill(2)e mai potrò negarlo;
avevo un bel papero,
dico il vero che
me lo aveva lasciato mia nonna
prima di morire,
II
Era sano e vigoroso, sarebbe pesato venti libbre
e tutto l’universo avrei girato per il suo bene.
Mala sorte al ladro, sia ubriaco o sobrio,
che ha assassinato il bel papero di Nell Flaherty.
III
Il suo collo era verde, molto bello a vedersi,
era pronto per una Regina del più alto grado,
il suo corpo era bianco e ti avrebbe deliziato,
era paffuto, grassoccio e robusto
e vispo come un’ape (3)
IV
Mio piccolo caro compagno, dalle zampe gialle,
poteva volare come una rondine o nuotare come un nasello,
finchè uno sporco barbaro per mettere un po’ di grasso sul suo cavolo bianco, ha assassinato il bel papero di Nell Flaherty
V
Che il suo maiale mai più grugnisca e il suo gatto mai più vada a caccia,
che un fantasma lo perseguiti nel cuore della notte,
che le sue galline mai depongano (le uova) e il suo cavallo mai nitrisca
che la sua capra (4) voli via come un vecchio aquilone di carta,
VI
che la sua anatra mai dica quack e la sua oca diventi nera
e rovini l’erba con il suo lungo becco giallo
che lo scorbuto e il prurito mai lascino il culo
del mostro che ha assassinato il papero di Nell Flaherty.
VII
Che il suo gallo mai canti e il mantice (5) mai soffi
e per andare a letto non abbia mai vaso o tazza(6).
Che la sua culla mai dondoli e il suo recinto mai abbia serratura,
che sua moglie non abbia mai un grembiule da annodare alla schiena
VIII
che le mosche e le pulci possano punzecchiare il miserabile
e che la brezza pungente del nord lo faccia tremare e scuotere,
possa un insetto di 4 anni costruire un nido nell’orecchio (7)
del mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
IX
Che la sua pipa non tiri e la sua teiera si rompa
e per di più che il suo bollitore mai vada in ebollizione,
possa egli bagnare (8) il letto fino al giorno della sua morte
e che possa sempre mangiare
sbobba e olio di pesce.
X
che si gonfi per la gotta, che gli caschino i molari,
che sbraiti, urli e gridi per un orribile mal di denti,
che gli spuntino le corna e tutte le dita dei piedi si riempiano di calli
al mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
XI
Possa la sua vanga mai scavare, la sua scrofa mai figliare,
che tutti i capelli della sua parrucca siano colti dalla peste (9),
che il suo tacchino non covi e i ratti gli mangino il pasto;
XII
che ogni vecchia fata da Cork a Dunleary
lo getti, compiaciuto e borioso nel fiume e nel lago, che l’anguilla e la trota cenino sul muso
del mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty.
XIII
Che il suo cane guaisca e ringhi per la fame e il freddo
e la moglie lo rimproveri fino a fargli spappolare il cervello,
possa maledirlo ogni strega che mai porti una borsa,
possa andare vagabondo fino alla vecchiaia,
XIV
che le scimmie lo mordano e i cani pazzi lo spaventino
e tutti gli facciano un dispetto, da sveglio e mentre dorme,
possano le vespe pungerlo e le gazze ghermirlo,
il mostro che ha ucciso il papero di Nell Flaherty
XV
Ora l’unica buona notizia che ho da diffondere è che il vecchio Paddy Hughs e Feter McCabe
e Bob Hanson il nasone e Norhamoen “dente di coniglio”
hanno tutti un nipote del mio caro bellissimo papero.
XVI
Il mio uccello ha avuto dozzine di nipoti e cugini(10)
e vendetta devo avere o il mio cuore si spezzerà
per tranquillizzarmi altrimenti diventerò pazza,
così finisce l’intera canzone del papero di Nell Flaherty

NOTE
1) Sarah Curran
2) C’oethill o C’osthill, c’è una Cootehill nella contea di Cavan, ma Sarah Curran era sicuramente dublinese
3) descrivendo l’anatra si identifica la bandiera tricolore dell’irlanda.
4) per quanto l’immagine di una capra che vola via leggera come un aquilone sia un po’ alla Limerick probabilmente si trattava in origine di un coat
5) il soffietto in inglese è sempre al plurale
6) The pot (pisspot) è il vaso da notte dove fare la pipì, in mancanza di servizi igienici
7) la versione alternativa dice: May a lump of a stick raise the bumps fast and thick (in italiano: che un bastone nodoso riempiano di bozzi uno di seguito all’altro )
8) immagino si riferisca all’incontinenza della vescica
9) letteralmente ogni capello della sua parrucca sia battuto dal correggiato (un tipo di flagello)
10) i ribelli che continuano a sostenere la causa

ASCOLTA Tommy Makem (la numerazione delle strofe segue la precedente, più estesa, versione, ci sono solo delle lievi variazioni solo pochi versi sono cambiati)

I
Oh my name it is Nell(1), and the truth for to tell,
I come from Cootehill(2) which I’ll never deny;
I had a fine drake, and I’d die for his sake,
That my grandmother left me, and she going to die.
IV
The dear little fellow, his legs they were yellow;
He could fly like a swallow or swim like a hake
‘Til some dirty savage, to grease his white cabbage,
Most wantonly murdered my beautiful drake.
III
Now, his neck it was green(3) oh, most fit to be seen,
He was fit for a queen of the highest degree.
His body was white, and it would you delight;
He was plump, fat, and heavy, and brisk as a bee.
II
He was wholesome and sound, he would weight twenty pound,
And the universe ‘round I would roam for his sake.
Bad luck to the robber, be he drunk or sober,
That murdered Nell Flaherty’s beautiful drake.
XI
May his spade never dig, may his sow never pig,
May each hair in his wig be well thrashed with a flail(4);
May his turkey not hatch, may the rats eat his meal.
XII
May every old fairy from Cork to Dunleary
Dip him smug and airy in river or lake,
That the eel and the trout, they may dine on the snout
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
V
May his pig never grunt, may his cat never hunt,
May a ghost ever haunt him at dead of the night;
May his hens never lay, may his horse never neigh,
May his goat(5) fly away like an old paper kite.
VIII
That the flies and the fleas may the wretch ever tease,
May the piercing March breeze make him shiver an shake;
May a lump of a stick raise the bumps fast and thick(10)
Of the monster that murdered Nell Flaherty’s drake.
XIII
Now the only good news that I have to infuse
Is that old Paddy Hughs and young Anthony Blake,
Also Johnny Dwyer and Corney Maguire,
They each have a grandson of my darling drake.
XIV
My treasure had dozens of nephews and cousins,
And one(17) I must get or my heart it will break;
To set my mind easy or else I’ll run crazy –
So ends the whole song of Nell Flaherty’s drake

FONTI
http://www.robertemmet.org/
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2648&biografia=Robert+Emmet http://www.historyireland.com/18th-19th-century-history/robert-emmet-between-history-and-memory/ http://folksongcollector.com/nellsdrake.html http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15144 https://thesession.org/tunes/9767 http://www.theblogmocracy.com/2010/03/17/nell-flahertys-drake/

DANNY BOY THE PIPES ARE CALLING

Una delle più famose ballate irlandesi è stata scritta però da un inglese, Frederic Edward Weatherly (1848-1929): cantautore e presentatore radiofonico intrattenitore oltre che avvocato, scrisse nel 1910 una canzone dal titolo “Danny Boy”, ma la melodia non era molto convincente e così quando due anni più tardi ebbe modo di sentire la Londonderry Air revisionò il suo testo per adattarlo a questa melodia e nel 1913 pubblicò la nuova versione.

LONDONDERRY AIR

The first appearance of the tune in print occurred in 1855, in Ancient Music of Ireland, published by the early collector George Petrie (1789-1866). The untitled melody, was supplied to Petrie by Miss Jane Ross of Limavady, County Londonderry, who claimed to have taken it down from the playing of an itinerant piper. This is the origin of the Londonderry Air name. Petrie states: “For the following beautiful air I have to express my very grateful acknowledgement to Miss J. Ross, of N.-T.-Limavady, in the county of Londonderry—a lady who has made a large collection of the popular unpublished melodies of that county, which she has very kindly placed at my disposal, and which has added very considerably to the stock of tunes which I had previously acquired from that still very Irish county. I say still very Irish; for though it has been planted for more than two centuries by English and Scottish settlers, the old Irish race still forms the great majority of its peasant inhabitants; and there are few, if any, counties in which, with less foreign admixture, the ancient melodies of the country have been so extensively preserved. The name of the tune unfortunately was not ascertained by Miss Ross, who sent it to me with the simple remark that it was “very old,” in the correctness of which statement I have no hesitation in expressing my perfect concurrence.” (tratto da qui)

Ritratto di Algernon Swinburne - Dante Rossetti 1861
Ritratto di Algernon Swinburne – Dante Rossetti 1861

Ma lasciamoci trascinare dai versi di Frederick Weatherly, dal lamento di una giovane donna che vede il proprio amore partire per la guerra al richiamo delle cornamuse, anche l’estate è finita a sottolineare l’arrivo di tempi più incerti. Lei lo aspetterà, nonostante il passare delle stagioni, perchè lo ama.
Alcuni ritengono che la donna che canta sia la madre, ormai vecchia e che sente la fine vicina, così si rivolge al giovane figlio con il timore di non riuscire più a rivederlo.
Una melodia e un tema strappalacrime ne fanno un classico tra le drinking songs.

Per togliersi ogni curiosità (e sottolineo tutte) in merito a testi e melodie (dal passato alla forma attuale) un ottimo e ben documentato articolo (suddiviso in 3 parti) di Michael Robinson  qui

ASCOLTA  Sinead O’Connor con la sola voce particolare, un sussurro così vibrato da far venire la pelle d’oca (live).

Per gradire anche un’altra versione sempre di Sinead con il flauto di Davy Spillane

ASCOLTA Lorenzo Gabanizza nel suo secondo cd Celtic Bridge, 2016, con tanti complimenti per l’interpretazione (sentimento, intensità e una voce modulata con maestria!)


I
Oh Danny boy, the pipes,
the pipes are calling
from glen to glen,
and down the mountain side.
The summer’s gone,
and all the flowers are falling.
‘tis you, ‘tis you
must go and I must bide.
II
But come you back
when summer’s in the meadow
or when the valley’s hushed
and white with snow
and I’ll be here
in sunshine or in shadow
Oh Danny boy, oh Danny boy,
I love you so.
III
But if you come,
and all the flowers are falling
and I am dead,
as dead I might well be
You’ll come and find
the place where I am lying
and kneel and say
an “Ave” there for me.(1)
IV
And I will hear,
tho’ soft you tread above me
and all my grave
will warmer sweeter be.
And you will bend
and tell me that you love me.
And I shall sleep
in peace until you come to me.
V(2)
But if I live,
and should you die for Ireland,
let not your dying thoughts
be just of me.
But say a prayer to God
for our dearest Ireland.
I know He’ll hear
and help to set her free.
VI
And I will take your pike
and place my dearest,
and strike a blow,
though weak the blow may be.
T’will help the cause
to which your heart was nearest
Oh Danny Boy, Oh, Danny boy
I love you so.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Oh Danny boy, le cornamuse
le cornamusa chiamano a gran voce,
da valle a valle,
e giù per il fianco della montagna.
L’estate se n’è andata,
e tutti i fiori stanno appassendo,
così tu, così tu
devi partire e io ti aspetterò.
II
Però tornerai,
quando crescerà il prato estivo
o quando la valle sarà silenziosa
e imbiancata di neve
allora io sarò là,
che sia giorno o notte
Oh Danny boy, oh boy Danny,
così ti amo.
III
Ma se tornerai,
quando tutti i fiori saranno appassiti
e io sarò morta,
quando la morte dovrà arrivare,
tu verrai a cercare
il posto dove giacerò,
ti inginocchierai e dirai
un “Ave” lì per me.
IV
E io potrò sentire
i tuoi passi leggeri sopra di me
e tutta la mia tomba
sarà più calda e più lieve
se tu ti chinerai
per dirmi che mi ami
e dormirò
in pace finchè anche tu  arriverai da me.
V
Ma se sarò viva,
e tu dovessi morire  per l’Irlanda,
che il tuo pensiero  in punto di morte
non sia per me.
Ma dirai una  preghiera a Dio
per la nostra amata  Irlanda.
Saprò che Lui la  udirà
e la aiuterà a  diventare libera.
VI
E io prenderò la tua  picca
e la terrò come la  più cara
e darò un colpo,
per quanto debole  possa essere,
per aiutare la causa
a cui il tuo cuore  era più vicino
Oh Danny boy, oh boy Danny,
così ti amo.

NOTE
1) L’incertezza del domani è tale che la donna teme la propria morte prima del ritorno del soldato, e lo esorta ad andare a cercare la sua tomba: anche nella morte l’amore continua a produrre i suoi effetti e donare pace a chi giace sottoterra.
2) V e VI versi aggiunti dalla tradizione: si ipotizza che sia il soldato a morire in guerra e l’amore per lui, diventato vano, viene sublimato nella lotta per la libertà dell’Irlanda.

FONTI
http://www.standingstones.com/dannyboy.html