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E LA BARCA VA: IL PRINCIPE E LA BALLERINA, THE SKYE BOAT SONG

Flora MacDonald (1722 – 1790), aveva 24 anni quando incontrò Charles Stuart. Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino.. Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod.
La canzone è stato un successo: fin da subito circolarono voci che spacciavano il testo come traduzione di una antico canto in gaelico e presto divenne un brano classico della musica celtica e in particolare della musica tradizionale scozzese

charlie e flora

E LA BARCA VA

La barca con quattro (o sei) marinai ai remi lasciò Benbecula il 27 giugno 1746 alla volta dell’isola di Skye nelle Ebridi Interne. I due arrivarono fino a Portée in varie tappe e il 1° luglio si lasciarono, il principe  donò a Flora un medaglione con il suo ritratto e la promessa che si sarebbero rivisti un giorno. Secondo la leggenda Flora lo salutò danzando sulla spiaggia  (vedi prima parte: Flora MacDonald’s Fancy)

LA TRAVERSATA IN MARE: LA FUGA DI CHARLES STUART

Il momento della fuga dalle Ebridi Esterne, per quanto “eroicomico”, è ricordato in questa canzone scritta da Sir Harold Boulton nel 1884 su di una melodia tradizionale che si dice sia stata arrangiata da Anne Campbell MacLeod dopo averla sentita cantare nel 1870 da un gruppo di marinai, mentre stava facendo un’escursione sul Loch Coruisk, guarda caso proprio sull’isola di Skye. La canzone era “Cuchag nan Craobh” (in inglese “The Cuckoo in the Grove”) comparsa in stampa nel 1907 in Minstrelsy of the Scottish Highlands, di Alfred Moffat, testo attribuito a William Ross (1762 – 1790).

LO IORRAM
Il brano è comparso nel libro Songs of the North pubblicato da Sir Harold Boulton e Anne Campbell MacLeod a Londra nel 1884. Nelle ristampe ed edizioni successive nel commento si fa riferimento alla melodia come a un "iorram" ossia a una canzone ai remi. Non proprio una shanty song un "iorram" (pronuncia ir-ram) aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre. Il tempo è in 3/4 o 6/8: la prima battuta è molto accentuata e corrisponde alla fase in cui il remo è sollevato e portato in avanti, 2 e 3 sono il colpo all'indietro. Alcune di queste arie sono ancora suonate nelle Ebridi come valzer.

La canzone è stato un successo già nell’Ottocento ed è da considerarsi un brano classico della musica celtica, e in particolare della musica tradizionale scozzese, inserito immancabilmente nelle compilation anche per matrimoni, fatto e rifatto in tutte le salse (dal beat al liscio, jazz, pop, country, rock, dance), innumerevoli le versioni strumentali (da un solo strumento – arpa, cornamusa, chitarra, flauto – o due fino all’orchestra) con arrangiamenti classici, tradizionali, new age, per bande anche militari e corali. Su Spotify è possibile trovare moltissime versioni del brano e proprio per tutti i gusti! Tra quelle strumentali le mie preferite sono quelle con la chitarra di Greg Joy, Pete Lashley, Tom Rennie, ma anche una versione con arpa e flauto di Anne-Elise Keefer e una versione “insolita” (con tanto di basso-tuba o oboe) dei Leaf!

Tra tutte vi propongo questa interpretazione nella compilation Irish Roses

ASCOLTA Carlyle Fraser

CHORUS
Speed bonnie boat,
like a bird on the wing,

Onward, the sailors cry
Carry the lad that’s born to be king(1)
Over the sea to Skye(2)
I
Loud the winds howl, loud the waves roar,
Thunder clouds rend the air;
Baffled our foe’s stand on the shore
Follow they will not dare
II
Though the waves leap,
soft shall ye sleep
Ocean’s a royal bed
Rocked(3) in the deep,
Flora will keep
Watch by your weary head
III
Many’s the lad fought on that day
Well the claymore could wield
When the night came, silently lay
Dead on Culloden’s field(4)
IV
Burned are our homes, exile and death
Scatter the loyal men(5)
Yet, e’er the sword cool in the sheath,
Charlie will come again(6).

TRADUZIONE ITALIANO (dal WEB)
RITORNELLO
Veloce, barchetta,
come un uccello sulle ali

Avanti! Gridano i marinai!
Porta l’uomo destinato a essere re (1)
sul mare a Skye(2)
I
Forte ruggisce il vento, forte urlano le onde, satura di nuvoli di tuono è  l’aria, sbalorditi i nostri nemici si fermano sulla riva e non osano seguirci
II
Benchè le onde si accavallino,
il tuo sonno sarà dolce
e l’oceano il letto del re
cullata dal mare (3),
Flora vigilerà
vegliando sulla tua testa stanca
III
Molti furono gli uomini che combatterono quel giorno,
bene le  spade duellarono,
quando la notte venne in silenzio,
la morte aleggiava sul campo di Culloden (4).
IV
Bruciate le nostre case, esilio e morte,
dispersi gli uomini leali (5),
ma prima che la spada riposi nel fodero,
Carlo verrà di nuovo (6)

NOTE
Lost_Portrait_of_Charles_Edward_Stuart1) Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! Cresciuto in pratica a Roma sotto l’ala del Papa, in un primo tempo venne spedito dal padre Giacomo a Parigi “per farsi una posizione” a Corte, sfruttando la parentela con il re di Francia. Eppure Luigi non ne voleva proprio sapere del suo parente povero e si rifiutò di riceverlo a Corte; così Charlie visse a Parigi snobbato dalla nobiltà e in perenne ricerca di finanziatori disposti a rischiare i quattrini per il suo tentativo di restaurazione sul trono (per la verità era anche un assiduo frequentatore di taverne). Tra le lamentele del conte di Mar (esule in Francia dopo la figuraccia di Sheriffmuir) sul carattere del principe, oltre alla sua eccessiva predilezione per il bere, c’erano anche i modi sgarbati verso i suoi seguaci e il suo chiacchierare a vanvera; ma evidentemente il “Bel Carletto” non doveva essere poi così inconcludente, se alla fine produsse una Dichiarazione di Accordocon la quale rivendicava i propri diritti al trono della Gran Bretagna, sotto firmata daicapi clan scozzesi leali alla causa giacobita: Clanranald e Glengarry, Stewart diAppin, Alexander MacDonald di Keppoch, Angus MacDonald di Scotus. Indubbiamente ci furono in ballo questioni d’onore e giuramenti di fedeltà al padre e al nonno, più che un’affezione particolare per il Giovane Pretendete; inoltre non era insolito per molti clan tenere i piedi in due scarpe ed avere così qualche parente stretto a combattere nello schieramento opposto.
Il venticinquenne Charles sbarcò insieme a sette compagni sull’isola di Eriskay e una manciata di spade, poi si spostò verso Glenfinnan e restò in attesa che i clan arrivassero! La sua campagna militare fu piuttosto caotica e inizialmente baciata dalla fortuna che gli regalò una serie di facili vittorie continua
2) L’isola di Skye nelle Ebridi Interne, ma suona come “cielo” e quindi una metafora, l’autore lo impalma come eroe nel firmamento
3) non concordo con la traduzione trovata nel web “ballando sul mare” a mio avviso “rocked” è da intendersi, come in molte sea song e sea shanty (e in qualche lullaby), nel senso di dondolio (della culla in particolare) e quindi “cullata dal mare”
4) per l’approfondimento ho dedicato un’intera pagina ai Giacobiti vedi
5) la repressione inglese contro i giacobiti e i simpatizzanti fu brutale
6) nel 1884 Charles Stewart era ormai polvere, ma la letteratura romantica manteneva ancora vive le aspirazioni giacobite e i canti infiammavano ancora gli animi

CHARLES STUART ULTIMO ATTO

Charles_Edward_Stuart_(1775)Nel 1896 lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) scrisse una variante con nuove parole, evidentemente non soddisfatto di quanto scritto da un baronetto inglese.

Stevenson mette il canto in bocca allo stesso Charles, vecchio e disfatto nel suo esilio “dorato” tra Roma e Firenze. L’Alfieri ce lo descrive come irragionevole e sempre ubriaco padrone, ovvero querulo, sragionevole e sempre ebro marito (ma doveva avere il dente avvelenato essendo stato per anni l’amante della molto più giovane e bella moglie Luisa di Stolberg-Gedern contessa d’Albany). Il Principe sempre più amareggiato e dedito all’alcol, morì a Roma il 31 gennaio 1788 (abbandonato anche dalla moglie quattro anni prima).

OVER THE SEA TO SKYE di Robert Louis Stevenson
I
Sing me a song of a lad that is gone,
Say, could that lad be I?
Merry of soul, he sailed on a day
Over the sea to Skye
II
Mull was astern, Rum was on port,
Eigg on the starboard bow.
Glory of youth glowed in his soul,
Where is that glory now?(6)
III
Give me again all that was there,
Give me the sun that shone.
Give me the eyes, give me the soul,
Give me the lad that’s gone.
IV
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun;
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

TRADUZIONE ITALIANO di Cattia Salto
I
“Cantami del ragazzo del passato
dici, “Potrei essere io quello?”
D’animo gentile, salpò un giorno
sul mare per Skye.
II
Mull era a poppa, Rum era a babordo, Eigg sulla prua a dritta.
Gloria di gioventù brillava nel suo spirito, dov’è quella gloria ora?(6)
III
Dammi ancora tutto ciò che fu,
dammi il sole che risplendeva
dammi gli occhi (7), l’anima
dammi il ragazzo del passato
IV
Nuvole e brezza, isole e mari
montagne di pioggia e di sole;
tutto ciò di buono e giusto
che era in me, è morto

NOTE
7) nel senso di visione

LA VERSIONE OUTLANDER

Più recentemente la canzone “Over the Sea to Skye” è stata ripresa nella serie “The Outlander” dalla saga di Diana Gabaldon ed è subito skyemania.. e tutti volevano sapere il testo della canzone..

ASCOLTA Raya Yarbroug

ll testo è stato modificato opportunamente per la serie eliminando i riferimenti al Bel Carletto e traslandoli alla bella Claire Randall che in un  viaggio nel tempo attraverso un cerchio di pietre si trova proiettata nel passato (dal 1945 nel 1743) e s’innamora di James Fraser ovvero James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser Lord di Broch Tuarach

CHORUS
Say, could that lass be I?

Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye(2).
Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun…
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.
Sing me a song of a lass that is gone…
Say, would that lass be I?
Merry of soul, she sailed on a day
Over the sea to Skye.
TRADUZIONE IN ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dimmi quella ragazza potrei essere io? D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.
Nuvole e brezza, isole e mari,
montagne di pioggia e di sole..
Tutto ciò  di bello e buono
che era in me, è morto.
Cantami di una ragazza del passato,
dici, “Potrei essere io quella?”
D’animo allegro lei salpò un giorno
sul mare per Skye.

NOTE
2) anche qui si gioca sul doppio senso e Skye è decisamente il cielo

Versione ulteriormente riarrangiata da Bear McCreary in seguito al successo della serie e completata con le strofe di Robert Louis Stevenson

RUSTY NAIL: IL COCKTAIL DEL CLAN MACKINNON

Rusty-NailPer sdebitarsi dell’aiuto prestato dal Clan MacKinnon durante i mesi in cui dovette nascondersi dagli Inglesi, il principe Stuart rivelò a John MacKinnon la ricetta del suo elisir segreto, una bevanda speciale creata dal suo farmacista personale. Il clan MacKinnon accettò la custodia della ricetta, finchè agli inizi del ‘900, un discendente della famiglia decise che era giunto il momento di sfruttare commercialmente la ricetta chiamandola “Drambuie”

4.5 cl Scotch whisky
2.5 cl Drambuie
Procedimento: si prepara direttamente un bicchiere tipo old fashioned con ghiaccio. Agitare delicatamente e guarnire con un twist di limone.

Un cocktali doppiamente scozzese: lo Scotch Whisky e il Drambuie che è un liquore la cui ricetta è un mix di whisky, miele… segreti e leggende. Ancora oggi l’azienda è gestita dalla stessa famiglia e mantiene segreto il contenuto della ricetta. (Tratto da qui)

 FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
http://www.electricscotland.com/history/women/wih9.htm
http://www.windsorscottish.com/pl-others-fmacdonald.php
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31609
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94755

FEAR A’ BHÀTA

“Fear a’ bhàta” è una canzone in gaelico scozzese probabilmente di fine ‘700 e la leggenda (un’aggiunta aneddotica alle versioni ottocentesche andate in stampa) dice che sia stata scritta da Sine NicFhionnlaigh (Jean Finlayson) di Tong piccolo villaggio sull’Isola di Lewis (Ebridi) per un giovane pescatore di Uig, Domhnall MacRath (Donald MacRae) che ha alla fine sposato.
Fear’ si traduce con “man” e ‘Bhàta’ con “boat”: l’uomo della barca, ovvero il barcaiolo. Anche scritto come Fear A Bhata, Fear Ah Bhata, Fhear A Bhata, Fhear Ni Bhata, Fhir A’ Bhata, Fir Na Fhata, O(h) My Boatman.

La canzone appare pubblicata la prima volta in The Scottish Gael di James Logan, 1831 (con relativa partitura) in cui viene classificata come un’aria lenta e uno iorram (il canto ai remi che aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori, ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre). “Fhir a bhata, or the boatmen, the music of which is annexed, is sung in the above manner, by the Highlanders with much effect. It is the song of a girl whose lover is at sea, whose safety she prays for, and whose return she anxiously expects.

La melodia è un lament, talvolta suonato come valzer (nelle versioni strumentali) che si presta ad arrangiamenti delicati e sospesi

ASCOLTA il violino di Maire Breatnach (registrata live nel portico della casa di Dougie MacLean

Homer Winslow
Homer Winslow

Si conoscono molte versioni testuali del canto composto da una decina di strofe anche se nelle registrazioni più attuali vengono cantate per lo più solo le prime tre strofe.

Per il testo completo vedi

VERSIONE GAELICO SCOZZESE

La ragazza è in attesa di una visita del bel barcaiolo che sembra invece preferire altre fanciulle! Tuttavia ella gli augura ogni bene e teme per la sua salute.

ASCOLTA Capercaillie in Get Out 1996

Superba e magistrale con la sola voce e le onde del mare:
ASCOLTA Talitha Mackenzie in “A Celtic Tapestry” vol. 2 1997

ASCOLTA Alison Helzer  in Carolan’s Welcome, 2010.


Gaelico scozzese
Séist:
Fhir a’ bhàta, sna hóro eile
Fhir a’ bhàta, sna hóro eile
Fhir a’ bhàta, sna hóro eile
Mo shoraidh slàn leat ‘s gach àit’ an tèid thu
I
‘S tric mi sealltainn on chnoc as àirde
Dh’fheuch am faic mi fear a’ bhàta
An tig thu ‘n-diugh no ‘n tig thu màireach
‘S mur tig thu idir gur truagh a tha mi
II
Tha mo chridhe-sa briste brùite
‘S tric na deòir a’ ruith o m’ shùilean
An tig thu ‘n nochd no ‘m bi mo dhùil riut
No ‘n dùin mi ‘n doras le osna thùrsaich?
III
‘S tric mi foighneachd de luchd nam bàta
Am faic iad thu no ‘m bheil   thu sàbhailt
Ach ‘s ann a tha gach aon dhiubh ‘g ràitinn
Gur gòrach mise, ma thug mi  gràdh dhut


TRADUZIONE INGLESE
Chorus:
Oh my boatman, na hóro eile
My farewell to you wherever you go
I
I often look from the highest hill
To try and see the boatman
Will you come today or tomorrow If you don’t come at all I will be downhearted
II
My heart is broken and bruised
With tears often flowing from my eyes
Will you come tonight or will I expect you/Or will I close the door with a sad sigh?
III
I often ask people on boats
Whether they see you or whether you are safe, Each of them says
That I was foolish to fall in love with you.

tradotto da Cattia Salto
Ritornello
O mio barcaiolo..(frasi non sense)
Il mio saluto a te ovunque tu vada
I
Spesso guardo dalla collina più alta
per cercare di vedere il mio barcaiolo
Verrai stasera a casa, o domani?
Sarò triste se non verrai affatto
II
Il mio cuore è spezzato, ferito
spesso le lacrime scorrono dagli occhi
Vuoi venire a casa stasera, e ti aspetterò alzata
o dovrò chiudere la porta sospirando tristemente?
III
Spesso chiedo ai barcaioli
se ti hanno visto, se stai bene,
ma ognuno di loro mi dice
di essere stupida ad essermi innamorata di te

VERSIONE GAELICO IRLANDESE

La versione irlandese compare per la prima volta in stampa nella raccolta di Sam Henry dal titolo ‘Songs of the People‘ i canti furono raccolti entro 20 miglia di Coleraine (Irlanda del Nord) dal 1929 al1939. E’ un gaelico irlandese proveniente da Rathlin Island e  più in generale nell’Ulsterquindi con molta somiglianza con il gaelico scozzese

ASCOLTA Niamh Parsons live e in Gaelic Voices 1999 (strofe I, II, IV, V)

e perchè no! Ascoltiamoci anche questa versione celtic-metal del gruppo tedesco fondato da Ben Richter nel 2001!

ASCOLTA Thanateros (strofe I, II, V)


Gaelico Irlandese (tratto da qui)
Chorus:
Fhir an bháta ‘sna hóró éile (1)
Fhir an bháta ‘sna hóró éile
Fhir an bháta ‘sna hóró éile
Ceád mile failte gach ait a te tú (2)
I
Théid mé suas ar an chnoic is airde,
Féach an bhfeic mé fear an bháta.
An dtig thú anoch nó an dtig thú amárach?
Nó muna dtig thú idir is trua atá mé.
II
Tá mo chroí-se briste brúite.
Is tric na deora a rith bho mo shúileann.
An dtig thú inniu nó am bidh mé dúil leat,
Nó an druid mé an doras le osna thuirseach?
III
Thúg mé gaol duit is chan fhéad mé ‘athrú.
Cha gaol bliana is cha gaol raithe.
Ach gaol ó thoiseacht nuair bha mé ‘mo pháiste,
Is nach seasc a choíche me ‘gus claoibh’ am bás mé.
IV
Gheall mo leanann domh gúna den tsioda
Gheall é sin, agus breacan riabhach
Fainne óir anns an bhfeicfinn íomha
Ach is eagal liom go ndearn sé dearmad
V
Tá mo croíse ag dul in airde
Chan don fidleir, chan don clairsoir
Ach do Stuirithoir an bhata
Is muna dtig tú abhaile is trua atá mé


traduzione inglese (da qui)
Chorus:
O Boatman and another “horo”! [i.e. welcome] /A hundred thousand welcomes everywhere you go
I
I went up on the highest hill
To see if I could see the boatman
Will you come tonight or will you come tomorrow?
If you do not come, I will be wretched
II
My heart is broken and crushed.
Frequent are the tears that run from my eyes. /Will you come today or when I’m longing for you, /Or shall I close the door with a tired sigh?
III
I gave you my love, and I cannot change that.
Not love for a year, and not just words of love,
But love from the beginning, when I was a child, /And I will never cease, even when my death bell tolls.
IV
My love promised me a dress of silk
He promised me that and a gray tartan
A gold ring where I’d see my reflection
But I’m afraid he has forgotten
IV
My heart is lifting
Not for the tailor or the harper
But for the navigator of the boat
If you don’t come, I’ll be very sad

tradotto da Cattia Salto
ritornello
O barcaiolo benvenuto (1)
sia tu 100mila volte benvenuto ovunque tu vada
I
Sono andata sulla collina più alta
per poter vedere il barcaiolo,
verrai stanotte
o verrai domani?
Se tu non verrai sarò infelice
II
Il mio cuore è a pezzi e ammaccato
e lacrime sgorgano dai miei occhi
verrai oggi o dovrò aspettarti?
O chiuderò la porta con uno stanco sospiro?
III
Ti diedi il mio amore e ciò non posso cambiare, niente amore per un anno e nemmeno parole d’amore
ma amore sin dall’inizio, quando era una ragazzina
e non smetterò mai anche quando suonerà la mia campana
IV
Il mio amore mi promise un vestito di seta
mi promise quello e un tartan grigio
un anello d’oro dove poter vedere il riflesso
ma temo che se lo sia scordato
V
Il mio cuore è inebriato,
non per un sarto o un arpista,
ma per il barcaiolo,
e se tu non verrai sarò molto triste

NOTE
1) 1) sostanzialmente una frase non-sense che alcuni vogliono tradurre “and no one else” cioè come “mio e di nessun altra”
2) oppure come nella versione scozzese “mo shoraidh slán leat gach áit a dté tú”

continua seconda parte

FONTI
http://www.bbc.co.uk/alba/foghlam/beag_air_bheag/songs/
song_03/index.shtml

http://www.celticartscenter.com/Songs/Scottish/FearABhata.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=121195
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2463
http://www.celticlyricscorner.net/compilations/fear.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/fear.htm
http://thesession.org/tunes/8919
http://blueloulogan.wordpress.com/2012/10/15/songs-of-logan-6-fear-a-bhata-the-boatman/

THE UNST BOAT SONG

Le Shetland ovvero l’altra Scozia, sono un piccolo arcipelago di un centinaio di isolette nell’Oceano Atlantico, l’ultima Thule del mondo antico.

Per i Romani era semplicemente la terra aldilà del mondo conosciuto, “ultima” nel senso di estrema, ma ben presto è diventata un mito nell’epoca classica e ancor più nel Medioevo ha assunto i caratteri di terrae incognitae , isola sacra dei Beati, come l’Avalon dei Bretoni; mano a mano che le scoperte geografiche finivano di riempire i vuoti cartografici il significato di “ultima” si trasforma in altra e durante il Romanticismo Thule diventa la “Terra degli Iperborei” la patria del popolo primigenio nordico che popolò l’Europa; fino al mito moderno di Thule e alla delirante visione del Paradiso Ariano del germanesimo razziale.

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Per ammirare i paesaggi ripresi nella loro selvaggia bellezza
VIDEO Edge of the world 1938 regia di Michael Powell (continua )

Il nome Shetland deriva dalla parola norrena Hjaltland che significa “Terra alta” per via delle coste alte, rocciose e frastagliate che bordano le isole: il clima è freddo anche se gli inverni non sono rigorosi; frequenti tempeste e nebbie, avvolgono l’aria in una bruma e d’estate il sole sembra non tramontare mai!

Se i primitivi insediamenti furono celtici già nell’alto medioevo le isole passarono alla corona norvegese finchè nel 1468 diventarono territorio scozzese in cambio della dote della principessa Margherita di Danimarca futura moglie di Giacomo III Stuart.

Il dialetto delle Shetland è una variante locale dello scozzese con un forte influsso di termini ed espressioni grammaticali norvegesi degli antichi vichinghi che la colonizzarono, ma ancora agli inizi nell’Ottocento si parlava il norn o norreno l’antica lingua germanica dei Norvegesi. «Il Norn di Shetland era ancora una lingua viva a metà del XVIII secolo […] Piuttosto negli ultimi avvenimenti nel XVIII secolo, canzoni e ballate Norn sopravvivevano nella bocca della gente comune. […] In molte parti delle Shetland, Foula e soprattutto le Isole del Nord, l’attuale generazione di anziani ricorda i propri nonni parlare una lingua che difficilmente si riusciva a capire, e che si chiamava Norn o Norse. […]L’ultimo uomo a Unst che si dice che aveva capacità di parlare Norn, [è stato] Walter Sutherland di Skaw, morto intorno al 1850. A Foula, d’altra parte, gli uomini che vivevano molto oltre la metà di questo secolo si dice che sono stati in grado di parlare Norn.» Jakob Jakobsen.

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CANTO  NORRENO

L’unico esempio di un canto in lingua norn sopravvissuto nel patrimonio della musica tradizionale delle isole è “The Unst Boat Song“, il brano è stato collezionato nel 1947 da Patrick Shuldham di Shaw dalla voce di John Stikle (1879-1952) sull’isola di Unst e pubblicato nel Vol II del Shetland Folk Book (1951)

Il brano è solo un piccolo frammento e probabilmente era una canzone equivalente allo “iorram” il canto ai remi che aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori, ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre. E’ stato inteso come il lamento delle donne presso il porto che guardano al mare in tempesta in attesa che gli uomini ritornino dalla pesca.

LA MELODIA
ASCOLTA
Tom Anderson (dagli archivi di Tobar an Dualchais)
Un uomo che ha dedicato la sua vita a imparare le melodie della tradizione e a trasmettere la sua passione per il violino alle nuove generazioni. Nel 1945 ha iniziato un’imponente archiviazione della musica tradizionale delle isole Shetland con la raccolta fonografica e le partiture.

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IL CANTO DELLE DONNE

ASCOLTA Village Harmony 2014
ASCOLTA Friðarey in Across the Winter
ASCOLTA Fiona MacKenzie in Arcipelago 2012 (su Myspace e Spotify)

nave-norreni
LO IORRAM

ASCOLTA  Harald&Mari Foss “Boat Song from Unst” (Båtsang fra Unst) uno iorram con l’accompagnamento dell’arpa e del tamburo, ed ecco che si staglia sul mare in burrasca l’immagine di una nave vichinga e il canto diventa una preghiera a Odino, gli uomini ai remi non sono pescatori, ma guerrieri partiti per una spedizione di guerra..

ORIGINALE NORN
I
Starka virna vestilie
Obadeea, obadeea
Starka, virna, vestilie
Obadeea, monye(1)
II
Stala, stoita, stonga raer
O, whit says du(2) da bunshka baer(3)?
O, whit says du da bunshka baer?
Litra mae vee drengie
III
Saina, papa wara(3)
Obadeea, obadeea
Saina, papa wara
Obadeea, monye.

TRADUZIONE INGLESE
I
Strong wind form the West
Curse the weather,
Strong wind from the West
Curses from all us sailors
II
Stow the shrouds, the yards and sails
The dear old ship she’ll ride the gales
The dear old ship she’ll ride the gales
So give her the best you can, boys.
III
Bless us, our Father
Curse the weather,
Bless us, our Father
Curses from all us sailors

TRADUZIONE ITALIANO
I
Un forte vento soffia da Ovest, maledetto tempo
Un forte vento soffia da Ovest,
porterà affanni e danni alla nave
II
Legate bene la sartie e le vele,
credete che la nave ce la possa fare?
Mettetecela tutta, compagni
III
Dio prenditi cura di noi
maledetto tempo
Padre prenditi cura di noi
porterà affanni e danni alla nave

NOTE
1)  trouble, hurt men
in dialetto Shetland
2) O what do you say?
3) that the boat will bear or carry her sail
2) Holy father, take care of us (Dio prenditi cura di noi), ma potrebbe anche essere inteso come Bless our Fathers (supponendo che siano i bambini a cantare la canzone dall’alto della scogliera mentre guardano il mare in tempesta). 

UNA VISITA
ISOLE SHETLAND, L’ALTRA SCOZIA DI ANDREA LESSONA
Un viaggio oltre l’orizzonte della Scozia per scoprire queste terre emerse dai flutti dell’Atlantico. Isole di una bellezza affascinante avvolte dalla simmer dim, la luce crepuscolare del Nord continua

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1870
http://www.shetland-music.com
http://www.dks-hordaland.no/media/dokument/Unst%20Boat%20Song_20080121143547.pdf
http://www.shetlink.com/forum/viewtopic.php?t=6907
http://www.saxavord.com/shetland-culture.php
http://www.dvdbeaver.com/film/dvdcompare2/edgeoftheworld.htm
http://sensesofcinema.com/2005/cteq/edge_of_the_world/
http://www.shetlandmusic.com/prominent_artists/artists_of_the_past/
dr_tom_anderson_(1910-1991)/

IMMAGINI
http://www.waysideflower.co.uk/blogs/features/9019781-shetland-pattern-gansey-sweaters

LOCH TAY BOAT SONG

Iorram Loch Tatha è una slow air tradizionale arrangiata da Anne Campbell MacLeod mentre il testo è di Harold Boulton.

SIR HAROLD BOULTON

Sir Harold Boulton (1859 – 1935), inglese, eclettico personaggio dell’Ottocento, ricco imprenditore, filantropo, traduttore di canzoni in lingua gaelica ha curato “Songs of The North : Gathered Together from the Highlands and Lowlands of Scotland “, in 4 volumi (1885-1926), ma anche Songs of the Four Nations: A Collection of Old Songs of the People of England, Scotland, Ireland and Wales (1892) e Our National Songs (3 volumi, 1923-31). Ha scritto Songs Sung and Unsung (1894) oltre a vari libretti sempre sui canti della Scozia, ha scritto anche un poemetto in versi dal titolo The Huntress Hag of Blackwater: A Mediaeval Romance (Londra: Philip Allan, 1926).

Uomo del suo tempo era innamorato della Scozia e delle sue tradizioni popolari e ha scritto molte canzoni ambientate in quella terra, ricche di spunti propri della poesia romantica. Con un vezzo tipico degli scrittori del tempo (e dei pre-romantici con James MacPerson in testa) gioca sull’ambiguità della “traduzione del gaelico” di antichi canti popolari e la loro riscrittura o composizione ex-novo.

LA CANZONE DEL BARCAIOLO

Loch Tay Boat Song nel libro Songs of the North Vol III è definita con il sottotitolo in gaelico una Iorram del Lago Tay ossia una canzone ai remi. Non proprio una shanty song,  un “iorram” (pronuncia ir-ram) aveva la funzione di dare il ritmo ai vogatori ma nello stesso tempo era anche un lamento funebre. Il tempo è in 3/4 o 6/8: la prima battuta è molto accentuata e corrisponde alla fase in cui il remo è sollevato e portato in avanti, 2 e 3 sono il colpo all’indietro. Alcune di queste arie sono ancora suonate nelle isole Ebridi come valzer. La melodia è stata raccolta sul campo dalla voce della signora Cameron a Inverailort, nel distretto di Moidart, nel 1870

Qui però siamo nel Perthshire nel “cuore della Scozia” come è definita la sua più affascinante regione, nel placido lago Tay e nel tramonto della sera, un barcaiolo canta per la sua nighean ruadh, la ragazza dai capelli rossi che l’ha lasciato.

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ASCOLTA Paul McKenna

ASCOLTA Jeff Snow versione strumentale per chitarra


TESTO DI SIR HAROLD BOULTON
I
When I’ve done my work of day,
And I row my boat away,
Doon the waters o’ Loch Tay,
As the evening light is fading,
And I look upon Ben Lawers(1),
where the after glory glows,
And I think on two bright eyes,
And the melting mouth below.
II
She’s my beauteous nighean ruadh,
She’s my joy and sorrow too.
And although she is untrue,
Well I cannot live without her,
For my heart’s a boat in tow,
And I’d give the world to know
Why she means to let me to,
As I sing horee, horo.
III
Nighean ruadh your lovely hair,
Has more glamour I declare
Than all the tresses rare,
`Tween Killin and Aberfeldy(2).
Be they lint white, brown or gold,
Be they blacker than the sloe,
They are worth no more to me,
Than the melting flake o’ snow.
IV
Her eyes are like the gleam,
O’ the sunlight on the stream,
And the song the fairies sing,
Seems like songs she sings at milking(3)
But my heart is full of woe,
For last night she bade me go
and the tears begin to flow,
As I sing ho-ree, ho-ro.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Quando il mio giorno di lavoro è finito, remo con la mia barca lontano
sulle acque del Loch Tay
mentre la luce della sera svanisce,
e mi rivolgo verso Ben Lawers(1)
dove risplende l’ultimo chiarore
e sogno due occhi luminosi
e una bocca allegra sotto
II
Lei è la mia bella Ragazza dai capelli rossi, la mia gioia e anche il mio dolore
e sebbene insincera
non posso vivere senza di lei,
ma il mio cuore è una barca a traino
e darei il mondo per conoscere
perchè lei mi vuole lasciare,
mentre canto horee horo
III
Ragazza dai capelli rossi, i tuoi bei capelli sono i più seducenti, io proclamo,
di tutte le trecce belle
da Killin a Aberfeldy(2).
Siano argento, castano o oro
o che siano più nere del prugnolo,
valgono meno per me
di un fiocco di neve disciolto.
IV
Oh i suoi occhi sono come il bagliore
della luce del sole sul torrente,
e come le canzoni delle fate
sono le canzoni che lei canta alla mungitura(3), ma il mio cuore è pieno di dolore, perchè ieri sera lei mi ha lasciato e le lacrime cadono
mentre canto horee horo

NOTE
1) Ben Lowers: la più alta montagna del Perthshire
2) località intorno al lago Tay
3) la tradizione scozzese vanta una buon numero di canti in gaelico cantati durante la mungitura per tenere mansuete le mucche (vedi)

UNA VISITA AL LAGO TAY

Il Loch Tay è un lago che si estende tra i paesini di Killin e Kenmore, e la sua lunghezza è di 23 km. Con i suoi 150 metri di profondità è il sesto lago più profondo della Scozia e del Regno Unito. Il panorama migliore si gode dai due paesini citati in precedenza, dato che entrambe le rive sono fiancheggiate da catene montuose, tra cui spiccano le cime di Ben Lawers. A Killin, la vista è mozzafiato, infatti lì il lago si fonde con le rapide di Dochart, mentre Kenmore offre uno spettacolo più tranquillo e bellissimi tramonti. È un lago che nella regione del Perthshire offre una prospettiva e itinerari differenti da quelli più turistici attraverso le Highlands. (tratto da qui)

BICICLETTA.IT: Il Pertshire è una delle regioni più affascinati della Scozia. La faglia delle Highlands, formatasi durante l’era glaciale, la taglia in diagonale da ovest a est. A nord si trova la zona delle montagne e degli innumerevoli Lochs (laghi); a sud si trova invece una pianeggiante zona agricola. Questo significa che il paesaggio è sempre verdeggiante e ondulato, con molti punti panoramici. ‘Il cuore della Scozia’, ‘Il paese degli alberi giganteschi’ … se volete sapere perché la Scozia gode di tanta popolarità, dovete ritagliarvi un po’ di tempo per visitare queste regioni. I fiumi e i laghi tranquilli del Perthshire sono un’avventura indimenticabile. Caratteristiche di questo viaggio sono le piccole e attraenti cittadine, dove pace e relax regnano incontrastati, con colline ammantate di eriche, boschi aperti, ampie vallate, magnifiche spiagge sabbiose, pittoreschi villaggi di pescatori e numerose testimonianze del passato celtico e del presente innovatore. continua

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FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10153
http://thesession.org/tunes/9319/recordings

E LA BARCA VA: IL PRINCIPE E LA BALLERINA, FLORA MACDONALD’S FANCY

Flora MacDonald (1722 – 1790), aveva 24 anni quando incontrò Charles Stuart. Dopo la rovinosa battaglia di Culloden (1746) il Bonnie Prince allora ventiseienne, riuscì a fuggire e a restare nascosto per parecchi mesi, protetto dai suoi fedelissimi, nonostante i pattugliamenti inglesi e la taglia sulla sua testa.
Charles trovò nelle isole Ebridi molti nascondigli e sostegno ma era un pericoloso gioco a rimpiattino..

IL PRINCIPE E LA BALLERINA

Il principe era riuscito ad arrivare nell’isola di Banbecula delle Ebridi Esterne, ma la sorveglianza era strettissima e non aveva modo di fuggire. Ed ecco che entra in scena la fanciulla, Flora MacDonald..
I MacDonald per quanto leali al re e di confessione presbiteriana, erano simpatizzanti della causa giacobita e così Flora che viveva a Milton (isola South Uist) nella casa paterna, ma si trovava in visita dalla sua amica, nonché moglie del capoclan Lady Margareth di Clanranald, venne presentata a Charles Stuart.

In un’altra versione della storia il principe si trovava nascosto presso il Loch Boisdale sull’Isola di South Uist, sperando di incontrare Alexander MacDonald, che però era stato arrestato da poco. Avvisato che una pattuglia avrebbe ispezionato la zona, Charles fuggì con due fedelissimi per nascondersi in una piccola fattoria vicino a Ormaclette dove era stato concordato l’incontro con Flora MacDonald. Il momento venne immortalato in molti dipinti come questo di Alexander Johnston

Flora MacDonald's Introduction to Bonnie Prince Charlie di Alexander Johnston (1815-1891)
Flora MacDonald’s Introduction to Bonnie Prince Charlie di Alexander Johnston (1815-1891)

Nella versione anedottica della storia, Flora escogitò un trucco per portare via dall’isola Charlie: con il pretesto di andare a trovare la madre (che viveva ad Armadale dopo essersi risposata), ottenne per sè e per i due suoi domestici il salvacondotto; sotto il nome e gli abiti della cameriera irlandese Betty Burke però si celava il Bonny Prince!

charlie e flora

E LA BARCA VA

La barca con quattro (o sei) marinai ai remi lasciò Benbecula il 27 giugno 1746 alla volta dell’isola di Skye nelle Ebridi Interne. I due arrivarono fino a Portée in varie tappe e il 1° luglio si lasciarono, il principe  donò a Flora un medaglione con il suo ritratto e la promessa che si sarebbero rivisti un giorno…

FLORA MACDONALD’S FANCY

E’ il nome data ad una danza delle Highland in suo onore, coreografata sui passi con i quali (presumibilmente) Flora si esibì davanti al Principe. E’ una danza molto aggraziata e leggiadra, immancabile nel programma delle esibizioni: è se vogliamo una danza di corteggiamento, in cui la ragazza mostra tutta la sua abilità mantenendo sempre portamento fiero e compostezza.
Si esegue con l’abito Aboyne ovvero il vestito prescritto per le danzatrici nei balli nazionali scozzesi, come disciplinato dalla commissione di danza nell’Aboyne Highland Gathering del 1970 (con gonna a pieghe effetto bambola in tartan o bianca molto più vaporosa del kilt).
La melodia è una strathspey, che è un reel più lenta tipica della Scozia spesso associata alle commemorazioni e ai funerali.

FLORA MACDONALD’S REEL

Alla bella Flora vennero dedicati molti omaggi tra i quali  un brano strumentale. La melodia compare con molti titoli, la prima versione stampata si trova in Robert Bremer Collection of Scots Reels or Country Dances, 1757 e anche in Repository Complete of the Dance Music of Scotland di Niel Gow (Vol I). Il reel è in due parti

ASCOLTA Tonynara in “Sham Rock” – 1994

ASCOLTA The Virginia Company

A questo punti molti si chiederanno ” Ma la canzone della barca, la Skye boat song, dovè finita?”
Ma quella è un’altra storia (qui)

FONTI
http://www.electricscotland.com/history/women/wih9.htm
http://www.windsorscottish.com/pl-others-fmacdonald.php
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31609
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94755
http://thesession.org/tunes/2629