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JOY OF MY HEART

cottage-mullL’isola di Mull in gaelico scozzese si dice “Eillean Muilleach” è la seconda isola per grandezza delle Ebridi interne e si trova proprio di fronte alla penisola del Morven (vedi), la canzone è una dichiarazione d’amore ..  verso l’isola stessa, nel testo traspare lo spirito celtico, un profondo sentimento di comunione con la natura (mare e terra, uomo e dei nati da un primordiale incantesimo senza fine).

L’isola è nota per una canzone dei Tannahill Weavers i quali si sono ispirati al brano di Archie Fischer che l’accredita a H. Roberton (nel libro “Song of the Isles” 1950) dicendo che il testo è stato tradotta da una precedente versione in gaelico scozzese. Vero è invece il contrario: è stato John R. Bannerman a tradurre il testo di Roberton in gaelico. La melodia è un tradizionale dal titolo Leannan Mo Ghaoil.

Nelle note di commento i Tannahill Weavers  (che per chi non li conoscesse sono dei grandi mattacchioni) scrivono “We find on our travels that people who live hundreds of miles from the ocean (beachcombers do not tend to inhabit cities such as Omaha, Nebraska, or Stuttgart) find it hard to relate to the fact that it is possible to fall in love with an island.  Some have even gone so far as to say they find the whole idea perverse. We are happy to say that in Scotland we do not find it perverted in the slightest.  Falling in love with an island is an everyday occurrence here and perfectly acceptable to society in general. A Scottish pervert is something completely different… a man who prefers women to whiskey.” (tratto da qui)

IN VIAGGIO
http://www.unpontepercaledonia.it/isola-di-mull-giro-dellisola/ http://www.laphroaig.it/it/news/news_473.html http://hartofmull.co.uk/blog/
http://hartofmull.co.uk/blog/

ASCOLTA The Tannahill Weavers


Sing ye o’ the Cuillins o’ Skye
Harris, Dunvegan, fair Iona
Joy of my heart, Eilean Mulligh
Whether I wander east or west
waking or dreaming, you are near me
Joy of my heart, Eilean Mulligh
Peat and heather, how they call me
Little wee bothan by the hillside
Friendly hearts are waiting to greet me
Welcoming arms are there to hold me
Tradotto da Cattia Salto
Cantami di Cuillins di Skye,
Harris, Dunvegan, della bella Iona,
Gioia del mio cuore, isola di Mull, ovunque vada a est o a ovest
da sveglio o nel sonno tu mi sei vicina, gioia del mio cuore, isola di Mull.
Torba ed erica che mi attirano,
un piccolo cottage sulla collina.
Cuori amici mi aspettano per salutarmi e braccia accoglienti sono là per sostenermi.

FONTI
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1108lyr3.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43242

THE MERMAID’S CROON

Crònan an Maighdinn-Mhara è un brano tradizionale delle Isole Ebridi proveniente in particolare dall’isola Eigg, una delle piccole isole delle “Inner Hebrides”.

mermaid-duncanThe Mermaid’s croon appare già nel Vol I delle “Songs of the Hebrides” (pag 150) pubblicato da Marjory (Marjorie) Kennedy-Fraser (1857-1930) ed è classificata tra le Uncanny songs ossia i Canti del Mistero. Nelle note a margine dello spartito è segnalata anche la registrazione fonografica dalla voce di Penny O’Henley, S. Uist, l’arrangiamento per voce e pianoforte è di Marjory Kennedy-Fraser.
Il tema è quello di un funerale del mare ripreso anche nella waulking song Ailein Duinn

ASCOLTA Joanne McIver in Old Celtic & Nordic  Ballads (Jean-Luc Lenoir 2012)

GAELICO SCOZZESE
Sèist
Ho! mo nigh’n dubh
He! mo nigh’n dubh
mo nighean dubh
‘S tu mo chuachag
He! mo nigh’n dubh
Ho! mo nigh’n dubh
Mo nighean dubh
‘S tu mo chuachag
I
Caidil a luaidh
Fo chobhair nan stuadh
Air bodha na suaih
‘S do bhruadar ‘s a’ cheòban
Caidil a luaidh
Fo chobnair nan stuadh
Air bodha na suain
‘S do bhruad -ar ‘sa’ cheò ban.
II
Caidil a ghraidh
O caidil mu thràth
Is t’athair air bhàigh
Is fadal mo phòig air
Caidil a ghraidh
O caidil mu thràth
Is t’athair air bhàigh
Is fadal mo phòig air
III
Eala rid’ thaobh
Is roin os do chionn
Lacha Mhoire ‘sa’ chaol
‘S cha’n fhaobar mo bhrònag
Eala rid’ thaobh
Is roin os do chionn
Lacha Mhoire ‘sa’ chaol
‘S chan fhaobar mo bhrònag

ASCOLTA Surabhi  in Dreams of Sea & Sky, 1998  in che canta invece la versione in inglese di Marjory Kennedy-Fraser. (su Spotify)

 VERSIONE INGLESE di Marjory Kennedy-Fraser
CHORUS (non sense)
Ho mo nian du
He mo nian du mo nian du
Stu mo chuach -ak
I
Sleep beneath
The foam o’ the waves
On reefs of sleep
Dreaming in dew mist.
Sleep beneath
the foam o’ the weaves
On reefs of sleep
Dreaming in dew mist.
II
Thy sea bed
The seals(1) o’er head
From reivers dread
Securely guarding
Seals o’er head
thy deep sea bed.
From reivers dread
Securely guarding
III
While I croon
White swan(2) of the moon
Wild duck of the sound
By thee are resting
Moon swan
White swan of the moon
Wild duck of the sound
a near thee resting.
tradotto da Cattia Salto
CORO
vocalizzi
Ho mo nian du
He mo nian du mo nian du
Stu mo chuach -ak
I
Dormire sotto
la schiuma delle onde
su scogli di sonno
sognando nella rugiada della nebbia. Dormire sotto
la schiuma delle onde
su scogli di sonno, sognando nella rugiada della nebbia.
II
I fondali del mare
con le foche sulla testa
dal terrore dei ladri
sicuri guardiani
Foche sulla testa
il letto degli abissi
dal terrore dei ladri
sicuri guardiani.
III
Mentre canto,
bianco cigno della luna
anatra selvatica del suono
accanto a te riposano
cigno della luna
candido cigno della luna
anatra selvatica del suono
accanto a te riposano.

NOTE
1) La Scozia ha molte colonie di foche sparse per le sue coste frastagliate. Queste bellissime creature hanno un ruolo molto importante nel folklore locale. Nei secoli le leggende sul Popolo delle Foche (Seal People) si sono fuse con quelle riguardanti Sirene e Tritoni. Una delle credenze più comuni è quella che le foche siano in realtà l’anima delle persone annegate. Durante la notte potrebbero riacquistare la forma umana e visitare la terraferma, ma al sorgere del Sole devono tornare al Mare. Per altre leggende il Popolo delle Foche non sarebbe tendenzialmente benevolo nei confronti degli esseri umani, anche se si ha notizia di numerosi matrimoni con uomini e donne della nostra specie. (tratto da http://mcglenmysteries.blogspot.it/2012_02_01_archive.html)
Le donne foche erano chiamate selkie o silkie (con lo stesso nome si includevano anche gli uomini-foca) sia in Irlanda che in Scozia esse abbandonavano la pelle di foca per trasformarsi in fanciulle nella notte di luna piena
2) per il cigno e la sua simbologia vedi
Sirena è figlia di Afrodite, la dea dell’amore nata dalla spuma del mare, ovvero figlia della Dea Bianca, Signora della Fecondità e Rinascita, spodestata dal suo trono primigenio. Seduttrice che con il canto celestiale intrappola l’anima degli uomini e la porta nel fondo degli abissi!
continua