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WHEN SHE CAM BEN SHE BOBBED

Sulla melodia tradizionale “When she came ben she bobbed” troviamo un testo ammiccante a una illecita liaison, rivisitato da Robert Burns nello “Scots Musical Museum” del 1792.
La versione però con cui viene ancora cantata è quella di Lady Nairne che la riscrisse nel 1810 circola titolandola “The Laird o’ Cockpen

LA MELODIA

La melodia “When she came ben she bobbed” è reputata d’epoca rinascimentale, anche se la troviamo come tablatura per liuto nel Manoscritto Balcarres (1690 , accesso all’archivio digitale qui)
ASCOLTA (un troppo breve assaggio) Jakob Lindberg (liuto) oppure su Spotify la versione per arpa (qui)

Il testo si commenta da solo (dopo aver decifrato il dialetto scozzese)
ASCOLTA Ian Bruce in Alloway Tales, 1999 a seguire  O Mally’s Meek. Ian è  un cantautore, ma in questo cd ha reso omaggio alle canzoni di Robert Burns. Già coinvolto nel progetto di Fred Freeman per l’edizione discografica integrale sul poeta scozzese.


I
O, when she cam ben,
she bobbed (1) fu’ law!
O, when she cam ben,
she bobbed fu’ law!
And when she came ben,
she kiss’d Cockpen,
And syne she deny’d she did it at a’!
II
And was na Cockpen
right saucy with a’ (2)?
And was na Cockpen
right saucy with a’,
In leaving the dochter o’ a lord (3),
And kissin a collier (4) lassie an’ a’?
III
‘ O, never look down,
my lassie, at a’!
O, never look down,
my lassie, at a’!
Thy lips are as sweet,
and thy figure complete,
As the finest dame
in castle or ha’ .
IV
‘Tho’ thou hast nae silk,
and holland sae sma’,
‘Tho’ thou hast nae silk,
and holland sae sma’,
Thy coat and thy sark
are thy ain handywark,
And Lady Jean was never sae braw.’ (5)
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Quando entrò in salotto
s’inchinò con referenza,
quando entrò in salotto
s’inchinò con referenza,
e quando entrò in salotto
baciò Cockpen
e poi negò di averlo fatto
II
Oh Cockpen non allungava
sempre le mani su tutte?
Cockpen non allungava
sempre le mani su tutte?
Dimenticando la figlia di un Signore
per baciare una servetta?
III
Oh non abbassare mai lo sguardo
mia fanciulla
Oh non abbassare mai lo sguardo
mia fanciulla!
Le tue labbra sono così dolci
e la tua figura perfetta,
come la più elegante dama
di un castello o palazzo
IV
Sebbene tu non abbia seta
e fine tela olandese,
sebbene tu non abbia seta
e fine tela olandese,
la tua gonna e camicia
sono il tuo capolavoro
e Lady Jean non è mai così bella!

NOTE
La traduzione in inglese qui
1) sta per curtsy, inchinarsi, fare la riverenza
2) forse ho optato un’espressione troppo moderna
3) ovvero la moglie Lady Jean
4) collier sta per coalier che si collega a coaly il carbone (coke): compito delle servette di un tempo era occuparsi di legna e carbone per scaldare e cucinare
5) tutti bei complimenti volti solo a ottenere i favori sessuali della fresca fanciulla, scema lei a cascarci (e purtroppo un tempo la fanciulla in questione non aveva altre possibilità che sottomettersi perchè se si ribellava andando a lamentarsi dalla moglie veniva comunque licenziata, l’unica sua possibilità era riuscire a non restare mai da sola in compagnia del Signorotto o di darsi velocemente alla fuga)

continua

FONTI
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/622.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-353,-pages-364-and-365,-when-she-cam-ben-she-bobbed.aspx
http://www.tunearch.org/wiki/Annotation:When_she_cam_ben
http://www.irishpage.com/songs/carolan/shecnote.htm

LASSIE WI THE LINT WHITE LOCKS


edward-robert-hughes-day-c1880-85Una “pastoral love song” scritta da Robert Burns e ispirata dalla bella Jean Lorimer (1775 — 1831) di Moffat, nella canzone le quattro stagioni si susseguono nell’arco del giorno, simmetricamente al corteggiamento dell’innamorato pastorello: i versi iniziano con un dolce mattino di primavera a cui segue un afoso  pomeriggio estivo. Nella terza strofa è la volta  di una mite sera d’autunno (che invita ad amoreggiare nei campi appena mietuti) e nella quarta i versi si concludono con l’arrivo della notte invernale in cui ci si tiene strette al cuore le persone care.
Nella lettera che Burns scrisse all’editore Thomson (settembre 1794) leggiamo di una disputa per l’abbinamento della melodia:” I am sensible that my taste in music must be inelegant and vulgar, because people of undisputed and cultivated taste can find no merit in my favourite tunes. Still, because I am cheaply pleased, is that any reason why I should deny myself that pleasure ? Many of our strathspeys, ancient and modern, give me most exquisite enjoyment, where you and other judges would probably be showing disgust. For instance, I am just now making verses for ‘ Kothemurche’s Kant,’ an air which puts me in raptures ; and, in fact, unless I be pleased with the tune, I never can make verses to it. Here I have Clarke on my side, [Stephen Clarke, an Englishman,] who is a judge that I will pit against any of you. ‘ Rothemurche,’ * he says, ‘ is an air both original and beautiful ;’ and on his recommendation, I have taken the first part of the tune for a chorus, and the fourth, or last part, for the song. I am but two stanzas deep in the work, and possibly you may think, and justly, that the poetry is as little worth your attention as the music.”

LA MELODIA: Rothiemurchie’s Rant (Rothiemurchus Rant)

Nel Cairngorms National Park vicino a Aviemore nelle Highland scozzesi si trova un angolo di foresta, la Rothiemurchus forest, secondo Patrick Grant in the Statistical Account of 1791 il nome significa ‘the great plane of the fir’ (in italiano: la grande pianura degli abeti/pini) ma la fonetica Ràt Murchais, suggerisce un diverso nome ‘the fort of Murchas’. Si tratta di uno dei tratti più estesi della antica foresta detta Caledonian Forest (la foresta caledoniana) secondo l’antico nome con cui i Romani chiamavano questa zona a nord della provincia romana della Britannia, Caledonia, la parte più selvaggia e inesplorata dell’Isola dove vivevano i Pitti e gli Scoti.

Una foresta celtica pluviale composta da pini scozzesi, betulle, pioppi, sorbi, querce e ginepri, con una varietà di animali e piante rare e meravigliose. Entrare in queste vestigia di foreste è come vedere le highland migliaia di anni fa.
Rant si dice del discorso pronunciato dal condannato a morte davanti al patibolo, ossia il farewell o il lament di chi si congeda dalla vita.

Mark Hamblin Photography

La melodia è una strathspey già riportata da Niel Gow nel suo “Complete Repository of Original Scots Slow Strathspeys and Dances” (1799) con il titolo di “Rothemurchue’s Rant, a Strathspey” e ovviamente è anche una scottish country dance (vedi istruzioni qui).

GUIDA ALL’ASCOLTO

Un valzer lento con lo scotch snap per una tipica melodia popolare scozzese!

ASCOLTA Ian Bruce

ASCOLTA

ASCOLTA Karen Matheson in una versione più lenta

VERSIONE ORIGINALE ROBERT BURNS (1794


Chorus
Lassie wi’ the lint-white(1) locks,
Bonie lassie, artless lassie,
Wilt thou wi’ me tent the flocks –
Wilt thou be my dearie, O?
I
Now Nature cleeds(2) the flowery lea(3),
And a’ is young and sweet like thee,
O, wilt thou share its joys wi’ me,
And say thou’lt be my dearie, O?
II.
The primrose bank, the wimpling(4) burn,
The cuckoo on the milk-white thorn,
The wanton lambs at early morn
Shall welcome thee, my dearie, O.
III
And when the welcome simmer shower
Has cheer’d ilk(5) drooping little flower,
We’ll to the breathing woodbine-bower(6)
At sultry noon, my dearie, O.
IV
When Cynthia(7) lights wi’ silver ray
The weary shearer(8)’s hameward way,
Thro’ yellow waving fields we’ll stray,
And talk o’ love, my dearie, O.
V
And when the howling wintry blast
Disturbs my lassie’s midnight rest,
Enclasped to my faithfu’ breast,
I’ll comfort thee, my dearie, O.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Coro
La ragazza dai bioccoli biondi,
bella ragazza, ragazza senza fronzoli,
verrai con me ad accudire il gregge –
verrai mia cara, O?
I
Ora la Natura indossa un prato fiorito,
e tutto è giovane e fresco come te,
O, vorrai condividere le sue gioie con me,
e dire che sarai la mia amante, O?
II
La riva delle primule, il ruscello sinuoso,
il cuculo sul biancospino,
gli agnelli errabondi di mattino presto
ti daranno il benvenuto mia cara, O.
III
E quando la gradita pioggia estiva
ha rallegrato ogni piccolo fiore pendulo,
faremo una pergola con il caprifoglio profumato
all’afoso mezzogiorno, mia cara O.
IV
Quando Cinzia illumina con argenteo raggio
la via del ritorno dello stanco mietitore,
tra l’ondeggiar dei campi gialli ci smarriremo,
e parleremo d’amore mia cara, O.
V
E quando la raffica ululante dell’Inverno
disturba il riposo notturno della mia ragazza,
stretta al mio petto sincero,
ti conforterò mia cara, O.

NOTE
1) nel dizionario si legge ” As white as lint or flax; flaxe“: letteralmente bianco come la lana o il lino. Ma Flax (flaxen) è la definizione di una specifica colorazione: il biondo pallido dorato tipico dei capelli delle principesse delle fiabe, quel biondo nordico che va dal cenere al dorato… La parola suggerisce nel contempo la delicatezza e la morbidezza della lanugine
2) cleeds= clothes
3) lea= meadow
4) wimpling= meandering
5) ilk=each
6) il caprifoglio dal lieve profumo era piantato spesso nei pressi delle latrine delle case coloniche o con cortile perchè copriva gli odori indesiderati
7) si riferisce ad uno dei nomi della luna. Si stralcia da Wikipedia CINZIA: “Deriva dagli epiteti greci di Apollo e Artemide Κυνθιος (Kynthios) e Κυνθία (Kynthia), resi in latino come Cynthius e Cynthia e basati sul nome del monte Cinto (Kynthos), sull’isola di Delo, luogo dove i due dei sarebbero nati; il significato è quindi “proveniente da Cinto”, “nativa di Cinto”. Lo stesso termine veniva usato anche per indicare la Luna(di cui Artemide era la dea).
8) shearer= reaper; il significato può riferirsi sia al tosatore che al mietitore, ma nel contesto è chiaramente riferito al lavoro nei campi

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/bonie-jeane.htm
http://www.electricscotland.com/burns/songs/
http://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/dance-crib/lassie-wi-the-lint-white-locks.html
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/lassie_wi_the_lint_white_locks.htm
https://thesession.org/tunes/12058

CRAIGIEBURN WOOD

Craigieburn Wood ci riporta indietro nei  tempi in cui si corteggiava una fanciulla cantandole una canzone, e chi aveva come amico Robert Burns non poteva sperare in meglio!
La bella in questione è Jean Lorimer (1775 — 1831), la quale a quanto sembra, era più interessata al bardo che non all’amico, tale John Gilliespie (un collega di lavoro quando Burns era agente delle tasse a Ellisland). Nelle veci dell’amico Robbie scrisse per lei ben tre canzoni ‘Sweet closes the ev’ning on Craigieburn Wood’ (1791), ‘Come let me take thee to my breast’ e ‘Poortith Cauld’, ma molti altri versi vennero ispirati dalla fanciulla ovvero la musa Chloris (più di una ventina di canzoni, la più famosa “Lassie wi’ the Lintwhite Locks“.)

Her Favorite Place, Daniel F. Gerhartz

Robert Burns scrive in una lettera all’editore Thomson (ottobre 1794):‘The Lady on whom it was made, is one of the finest women in Scotland; and, in fact (entre nous), is in a manner to me what Sterne’s Eliza was to him; a Mistress or Friend, or what you will, in the guise of Platonic Love.’
Nella stessa lettera  Robbie ci spiega la sua “ricetta dell’ispirazione” ‘Do you think that the sober gin-horse routine of existence could inspire a man with life, and love, and joy — could fire him with enthusiasm, or melt him with pathos, equal to the genius of your Book? — No! No!!! — When ever I want to be more than ordinary in song; to be in some degree equal to your divine airs; do you imagine I fast and pray for the celestial emanation? Tout au contraire! I have a glorious recipe, the very one that for his own use was invented by the Divinity of Healing and Poesy when erst he piped to the flocks of Admetus. I put myself on a regimen of admiring a fine woman; and in proportion to the adorability of her charms, in proportion you are delighted with my verses.‘ (tratto da qui)

craigieburn-wood
Craigieburn Wood, Moffatdale, tavola disegnata da DG Hill, incisa da W. Forre: il nome gaelico significa torrente tra le rocce nel Dumfriesshire, Scozia

Consiglio l’ascolto della versione dei Tannahill Weavers, in Epona 1998, (su Spotify qui) una bella versione classica è quella con la voce di Meredith Hall in O Sweet Woods, 2013
ASCOLTA Ian Bruce
ASCOLTA Jean Redpath


I
Sweet closes the ev’ning on Craigieburn Wood(1),
And blythely awaukens the morrow;
But the pride o’ the spring in the Craigieburn Wood
Can yield to me nothing but sorrow.
Beyond thee, dearie, beyond thee, dearie,
And O to be lying beyond thee!
O sweetly, soundly, weel may he sleep
That’s laid in the bed beyond thee (2)!
II
I see the spreading leaves and flowers,
I hear the wild birds singing;
But pleasure they hae nane for me,
While care my heart is wringing.
III
I can na tell, I maun na tell,
I daur na for your anger;
But secret love will break my heart,
If I conceal it langer.
IV
I see thee gracefu’, straight and tall,
I see thee sweet and bonie;
But oh, what will my torment be,
If thou refuse thy Johnie!
V
To see thee in another’s arms(3),
In love to lie and languish,
‘Twad be my dead, that will be seen(4),
My heart wad burst wi’ anguish.
VI
But Jeanie, say thou wilt be mine,
Say thou lo’es nane before me;
And a’ may days o’ life to come
I’l gratefully adore thee
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Mite s’avvicina sera
sul bosco di Craigieburn
e con letizia si risveglia il giorno:
ma la gloria della primavera nel bosco di Craigieburn
non mi porta altro che dolore.
Accanto a voi cara, accanto a voi, cara
e oh, stare accanto a voi! Oh sì dolcemente e profondamente dormirebbe colui che vi sta accanto nel letto!
II
Guardo le foglie rigogliose e i fiori,
ascolto gli uccelli del bosco cantare
ma non mi danno alcun piacere, mentre d’affanno il cuore mio è stretto.
III
Dire non posso e non riesco, e nemmeno oso per non farvi arrabbiare,
ma l’amore segreto mi spezzerà il cuore, se lo nasconderò più a lungo
IV
Vi vedo leggiadra, a testa alta,
vi vedo dolce e bella,
ma oh quale sarà il mio tormento
se respingerete il vostro Johnny!
V
Vedervi tra altre braccia di un altro,
in amore stare e languire,
sarebbe la morte mia, di sicuro
il cuore si spezzerebbe dall’angoscia!
VI
Eppure Jeanie ditemi che sarete mia,
ditemi che non amate nessun altro
e tutti i giorni della vita che verranno
vi adorerò con gratitudine

NOTE
1) il nome gaelico significa “torrente tra le rocce”  il bosco si trova a 5 miglia da Stirling, nel Dumfriesshire (vedi mappa)
2) dopo averla sposata ovviamente
3) Jean Lorimer (1775 — 1831) figlia di un ricco mercante viveva a Moffat (a due passi da Dumfries) la ragazza preferì fuggire con tale Andrew Whelpdale a Gretna Green e lì fu abbandonata dal bellimbusto dopo nemmeno tre settimane di “matrimonio” (probabilmente aveva speso tutti i soldi che la fanciulla si era portata dietro). Ritornata a vivere nella casa paterna rimase in buoni rapporti con Robert Burns (e i maligni disquisiscono ancora sulla natura di tali rapporti). Diventata povera dopo il fallimento dell’attività paterna andò a servizio presso una famiglia di Newington. Sulla sua tomba è stata eretta una croce celtica con l’iscrizione “This stone marks the grave of Jean Lorimer, the “Chloris” and “Lassie wi’ the lint-white locks” of the Poet Burns. Born 1775 – Died 1831. Erected under the auspices of the Ninety Burns Club, Edinburgh, 1901″.
4) will be seen è un’espressione idiomatica

LA MELODIA: LULL ME BEYOND THEE

ALTRI TITOLI “Oil of Barley,” “Cold and Raw,” “Stingo

Già riportata nell’English Dancing Master nella prima edizione di John Playford (1650), secondo gli studiosi è una variante di “Oil of Barley” o “Cold and Raw” ed è stata ritenuta da Thomas d’Urfey di origine scozzese, ma l’inglese Chappell (Popular Music of the Olden Times, Vol. 1, 1859)  dal canto suo si convinse che quel “a new Northern tune,” con cui era ricordata la melodia si riferisse non alla Scozia bensì alle contee inglesi sul confine nord..

ASCOLTA William Coulter in The Crooked Road, 1999

Un’altra magica versione è quella con l’arpa di Anne Roos (in A Light in the Forest, 2007)-su Spotify

LA DANZA: English Country Dance

IL TUTORIAL

FONTI
http://www.ceolas.org/cgi-bin/ht2/ht2-fc2/file=/tunes/fc2/fc.html&style=&refer=&abstract=&ftpstyle=&grab=&linemode=&max=250&isindex=Craigieburn%20Wood&submit=Search
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1193lyr9.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/craigieburn_wood.htm
http://www.8notes.com/scores/4043.asp
http://www.geograph.org.uk/photo/3626872

THE SOLDIER’S RETURN

Robert Burns scrisse la canzone “The Soldier’s Return” anche detta ” When wild war’s deadly blast was blawn” nel 1793 sulla melodia “The Mill, mill, O”, melodia conosciuta anche con il titolo di “The Quaker’s Wife” (ovvero Merrily Kissed the Quacker): Burns scrive di un soldato  “loyal, light heart” che, alla fine della guerra, ritorna nella sua amata Ayrshire e ritrova la sua fidanzata ancora fedelmente innamorata di lui, pronta a sposarlo.

Ma in effetti un mulino è ancora presente nel nuovo testo ed è quello detto Millmannoch nei pressi di Coylton lungo la Mannoch Road, oggi solo un rudere. Burns viveva all’epoca a Ellisland Farm e ben conosceva il posto.
La canzone ci parla di Gloria, Sacrificio e Patria, l’accento è posto sul senso dell’onore che ancora e lega l’uomo  e lo rende responsabile per la sua terra e il suo clan, i toni però sono dimessi e prevale la commozione: il suo primo pensiero è ritrovare la sua Nancy per scoprire se ancora lei sia innamorata. Il tema qui è tipico delle ballate popolari in cui la donna attende per sette anni il ritorno del suo fidanzato partito per la guerra.  Uno specifico filone è detto reily ballad o broken token ballad  (vedi) in cui il protagonista (sotto mentite spoglie) in genere chiamato John o George, Willie o Thomas Riley (Rally, Reilly) corteggia la donna: spesso compare un segno di riconoscimento ad esempio un dono scambiato o un oggetto spezzato a metà. In questo contesto è la coccarda a far scattare il riconoscimento

In rete ci sono poche registrazioni, ASCOLTA Tannahill Weavers Live & In Session, 2007 (su Spotify (qui)

ASCOLTA Ian Bruce

ASCOLTA Henri’s Notions in John O’Dreams 2007

ASCOLTA

I
When wild war’s deadly blast was blown,
And gentle Peace returning.
Wi’ mony a sweet babe fatherless,
And mony a widow mourning,
I left the lines and tented field,
Where lang I’d been a lodger;
My humble knapsack a’ my wealth,
A poor and honest sodger.
II
A leal light(1) heart beat in my breast,
My hands unstain’d wi’ plunder;
For fair Scotia hame again,
I cheery on did wander.
I thought upon the banks o’ Coil(2),
I thought upon my Nancy;
I thought upon the witching smile,
That caught my youthful fancy.
III
At length I reach’d the bonnie glen,
Where early life I sported;
I pass’d the mill(3) and trysting thorn(4),
Where Nancy aft I courted.
Wha spied I but my ain dear maid,
Down by her mother’s dwelling?
And turn’d me round to hide the flood
That in my een was swelling!
IV
Wi’ alter’d voice, quoth I, Sweet Lass,
Sweet as yon hawthorn’s blossom,
O! happy, happy may he be,
That’s dearest to thy bosom!
My purse is light, I’ve far to gang,
And fain wad be thy lodger,
I’ve served my king and country lang:
Tak’ pity on a sodger.
V
Sae wistfully she gazed on me,
And lovelier was than ever;
Quote she, A sodger ance I lo’ed,
Forget him shall I never.
Our humble cot and hamely fare,
Ye freely shall partake o’t;
That gallant badge, the dear cockade(5),
Ye’re welcome for the sake o’t(6).
VI
She gazed – she redden’d like a rose –
Syne pale as ony lily;
She sank within my arms and cried,
Art thou my ain dear Willie?
By Him, who made yon son and sky,
By whom true love’s regarded,
I am the man! and thus may still
True lovers be rewarded.
VII
The wars are o’er, and I’m come hame,
And find thee still true-hearted;
Though poor in gear, we’re rich in love,
And mair we’se ne’er be parted.
Quoth she, My grandsire left me gowd
A mailin’ plenish’d fairly;
Then come, my faithful sodger lad,
Thou’rt welcome to it dearly!
VIII
For gold the merchant ploughs the main,
The farmer ploughs the manor;
But glory is the sodger’s prize,
The sodger’s wealth is honour.
The brave poor sodger ne’er despise,
Nor count him as a stranger:
Remember he’s his country’s stay,
In day and hour o’ danger.
tradotto da Cattia Salto
I
Quando la raffica mortale della guerra fu esplosa
e la pace ritornò mite
con più di un caro bambino senza padre
e più di una vedova in lamento
lasciai il fronte e l’accampamento
dove fui a lungo stanziato
la mia umile bisaccia come sola ricchezza
un povero e onesto soldato
II
Un leale cuore leggero era nel mio petto
le mie mani senza la macchia delle ruberie
e per la bella Scozia, a casa di nuovo,
tutto allegro mi incamminai:
pensavo alle rive del Coil
pensavo alla mia Nancy
e sempre ricordavo il sorriso da incantatrice
che catturò il mio amore fanciullo.
III
Alla fine raggiunsi l’amata valle
dove passai gli anni della gioventù
superai il mulino e il biancospino fidato
dove spesso corteggiavo Nancy.
Chi ti vidi se non proprio la mia cara fanciulla
accanto all’abitazione delle madre
e mi voltai per nascondere le lacrime
che dai miei occhi stavano per sgorgare
IV
Con voce alterata dissi “Bella fanciulla
bella come quel biancospino in fiore
oh felice deve essere
colui che è così caro al tuo cuore!
Il mio borsellino è scarso, devo andare lontano
e mi piacerebbe essere il tuo ospite;
ho servito il mio re e il mio paese a lungo
abbi pietà di un soldato”
V
Così malinconicamente mi scrutava
più bella che mai
disse “Un soldato amavo una volta
e non potrò mai dimenticarlo.
La nostra umile casetta e un modesto desco
potrai liberamente spartire;
per quel fiero distintivo – la cara coccarda, sei il benvenuto ”
VI
Mi fissò e arrossì come una rosa
poi pallida come il giglio
affondò tra le mie braccia e gridò
“Sei tu il mio amato Willy?”
“Per Colui che ha fatto il sole e il cielo lassù
da chi il vero amore è ammirato
sono io l’uomo! E così i veri innamorati possono ancora essere ricompensati”
VII
“La guerra è finita e sono ritornato a casa
per trovare te ancora innamorata.
Sebbene di poche sostanze siamo ricchi in amore
e in più non saremo mai separati”
disse lei ” Mio nonno mi ha lasciato del denaro,
una fattoria ben fornita!
Vieni mio fedele soldatino
sono tuoi di tutto cuore”
VIII
Per i soldi il mercante prende il mare
l’agricoltore ara il terreno
ma la gloria è il premio del soldato
la ricchezza del soldato è l’onore!
Il povero soldato coraggioso mai disprezzate
nè reputatelo un estraneo:
ricordate che egli è il sostegno del suo paese
nel giorno e nell’ora del pericolo

NOTE
1) light heart= in italiano l’espressione indica la superficialità, ma in questo contesto il cuore del soldato è leggero perchè non ha pesi (amarezze e dolore) o infamie da portare
2) Coil, Coila, Kyle, è l’antico nome dell’Ayrshire.
3) il mulino della canzone è quello di Monach sul Coyle (South Ayrshire)
4) “trysting trees” sono alberi che per la loro aspetto o posizione sono diventati luoghi in cui darsi un appuntamento (in inglese tryst): in particolare sono i luoghi deputati agli incontri amorosi
5) La coccarda appuntata sul cappello è una moda del Settecento ed era indossata come simbolo della fedeltà a una certa ideologia. In Gran Bretagna la coccarda bianca indicava i giacobiti mentre i governativi indossavano la coccarda nera o blu, anche i reggimenti avevano i loro colori distintivi.
6) l’espressione “for the sake of it” è analizzata qui: la ragione per cui la ragazza accoglie il soldato è la coccarda appuntata al cappello; non lo accoglie tanto per fare, ma perchè gli ricorda l’innamorato partito soldato. E infatti subito dopo si chiede “Sei tu il mio amato Willy?”
TRADUZIONE INGLESE
I
When wild war’s deadly blast was blown,
And gentle Peace returning.
With many a sweet babe fatherless,
And many a widow mourning,
I left the lines and tented field,
Where long I’d been a lodger;
My humble knapsack all my wealth,
A poor and honest soldier.
II
A loyal, light heart(1) was in my breast,
My hands unstained with plunder,
And for fair Scotia, home again,
I cheery on did wander:
I thought upon the banks of Coil(2),
I thought upon my Nancy,
And always I remembered the witching smile
That caught my youthful fancy
III
At length I reached the lovely glen,
Where early life I sported.
I passed the mill(3) and trysting thorn(4),
Where Nancy often I courted.
Who spied I but my own dear maid,
Down by her mother’s dwelling,
And turned me round to hide the flood
That in my eyes was swelling!
IV
With altered voice, said I:- ‘ Sweet girl,
Sweet as yonder hawthorn’s blossom,
O, happy, happy may he be,
That is dearest to your bosom!
My purse is light, I have far to go,
And fondly would be your lodger;
I have served my king and country long
Take pity on a soldier.’
V
So wistfully she gazed on me,
And lovelier was than ever.
Said she:- ‘ A soldier once I loved,
Forget him shall I never.
Our humble cottage, and homely fare,
You freely shall partake it;
That gallant badge – the dear cockade(5)
You are welcome for the sake of it!(6)’
VI
She gazed, she reddened like a rose,
Then, pale like any lily,
She sank within my arms, and cried:-
‘ Are you my own dear Willie?’
‘ By Him who made yonder sun and sky,
By whom true love is regarded,
I am the man! And thus may still
True lovers be rewarded!
VII
‘The wars are over and I am come home,
And find you still true-hearted.
Though poor in wealth, we are rich in love,
And more, we are never be parted.’
Said she:- ‘ My grandfather left me gold,
A farm stocked fairly!
And come my faithful soldier lad,
You are welcome to it dearly!’
VIII
For gold the merchant ploughs the main,
The farmer ploughs the manor;
But glory is the soldier’s prize,
The soldier’s wealth is honour!
The brave poor soldier never despise,
Nor count him as a stranger:
Remember he is his country’s stay
In day and hour of danger.

FONTI
http://www.electricscotland.com/burns/songs/10TheSodgersReturn.jpg
http://www.burnsmuseum.org.uk/collections/object_detail/3.2535
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/624.htm
https://thesession.org/tunes/14436
http://sangstories.webs.com/millmillo.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4844
https://thesession.org/tunes/12270
https://thesession.org/tunes/70
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/earlyyears/merrilydancedthequakerswife.asp
https://en.wikipedia.org/wiki/Millmannoch

COMIN THRO’ THE RYE

“Camminando in un campo di segale” è una nursery rhyme che nasce però come canzone a doppio senso (e della quale esistono versioni decisamente sconce).
Il testo oggi fa sorridere ma all’epoca in cui circolava (sicuramente il settecento ma potrebbe anche essere antecedente) era decisamente sconveniente: un tempo nei campi non solo si lavorava, ma ci si scambiavano effusioni più o meno spinte, e solo i due interessati potevano sapere fino a che punto si fossero fermati (o a quale conclusione fossero addivenuti).

LA MELODIA

Per i fans di Diana Gabaldon e la serie televisiva Outlander che ha debuttato negli States nel 2014 (la prima Tv in Italia risale all’estate 2015)
ASCOLTA l’arrangiamento strumentale di Bear McCreary in Outlander: Season 1, Vol. 1 (Original Television Soundtrack) ascolta su Spotify (qui)

Coming Through The Rye  è anche un Scottish country dance

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS (1796)

W. Napier scrive a proposito : “The original words of “Comin’ thro’ the rye” cannot be satisfactorily traced. There are many different versions of the song. The version which is now to be found in the Works of Burns is the one given in Johnson’s Museum, which passed through the hands of Burns; but the song itself, in some form or other, was known long before Burns” (Napier 1876 in Notes and Queries)
Nello “Scots Musical Museum” Volume V ci sono due versioni del testo, il primo (#417) è attribuito a Robert Burns il secondo (#418) non ha attribuzioni.

Se la donna non grida “al lupo” nessuno può sapere quello che accade tra la segale, ma l’autore aggiunge: il fatto non deve essere di pubblico dominio bensì è una faccenda personale; è implicita la polemica verso i pettegolezzi e i giudizi dei puritani (o bigotti) sempre pronti a condannare come immorali le pulsioni sessuali che la Natura richiama.

ASCOLTA Ian Bruce

Scots Museum vol V # 417
Robert Burns
I
O Jenny’s a’ weet, poor body,
Jenny’s seldom dry:
She draigl’t(1) a’ her petticoatie,
Comin thro’ the rye(2)!
II
Comin thro’ the rye, poor body,
Comin thro’ the rye,
She draigl’t a’ her petticoatie,
Comin thro’ the rye!
III
Gin(3) a body meet a body
Comin thro’ the rye,
Gin a body kiss a body,
Need a body cry(4)?
IV
Gin a body meet a body
Comin thro’ the glen,
Gin a body kiss a body,
Need the warld(5) ken(6)?
V (strofa aggiuntiva)
Gin a body meet a body
Comin thro’ the grain,
Gin a body kiss a body,
The thing’s a body’s ain(7).
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Oh Jenny è tutta bagnata poverina
Jenny sta raramente all’asciutto
sta inzuppando (infangando) le sue sottovesti venendo attraverso la segale
II
Venendo attraverso la segale, poverina
venendo attraverso la segale
sta infangando le sue sottovesti
venendo attraverso la segale
III
Se una persona incontra una persona
che viene attraverso la segale
se una persona bacia una persona
deve una persona piangere?
IV
Se una persona incontra una persona
che viene attraverso la valle
se una persona bacia una persona
lo debbono sapere tutti?
V (strofa aggiuntiva non in Burns)
Se una persona incontra una persona
che viene attraverso il grano
se una persona bacia una persona
sono affari suoi

NOTE
1) draigl’t – draggled: ‘covered with mud’ o ‘drenched’.
2) rye è la segale, ma un’altra interpretazione, pubblicata nel Glasgow Herald del 1867 suggerisce che il Rye è un fiume dell’Ayrshire e che la canzone si riferisce ad un guado  a nord di Drakemyre (non lontano dalla confluenza del fiume Rye con il River Garnock).
3) gin – if, should
4) cry – call out [for help] nel senso di chiedere aiuto
5) warld – world
6) ken – know
7) ain – own; tradotto letteralmente: la cosa riguarda la persona stessa

Traduzione Inglese
di Michael R. Burch
I
Oh, Jenny’s all wet, poor body,
Jenny’s seldom dry;
She’s draggin’ all her petticoats
Comin’ through the rye.
II
Comin’ through the rye, poor body,
Comin’ through the rye.
She’s draggin’ all her petticoats
Comin’ through the rye.
III
Should a body meet a body
Comin’ through the rye,
Should a body kiss a body,
Need anybody cry?
IV
Should a body meet a body
Comin’ through the glen,
Should a body kiss a body,
Need all the world know, then?
V
Should a body meet a body
Comin’ through the grain,
Should a body kiss a body,
The thing is a body’s own

Ma la canzone ha molte varianti tramandati dalla tradizione orale, come questa

ASCOLTA Blialam

I
Gin a body meet a body
Comin through the rye
Gin a body kiss a body
Need a body cry?
Chorus
Ilka lassie has her laddie
Nane, they say, hae I
Yet aa the lads they smile at me
When comin through the rye
II
Gin a body meet a body
Comin through the toon,
Gin a body greet a body
Need a body froon?
III
Amang the train there is a swain
I dearly loe masel
But what’s his name
an where’s his hame
I dinna care to tell
IV
Gin a body meet a body
Comin frae the well
Gin a body kiss a body
Need a body tell?

Nelle versioni americane Jenny diventa Sally, una melodia old-time
ASCOLTA The Ephemeral Stringband
La versione cantata dai The Real McKenzies aggiunge ulteriori variazioni

 
CHORUS
Gin a body meet a body,
Comin’ thro’ the rye,
Gin a body meet a body,
Nae a body cry!
Ilka lassie ha’e ha laddie,
Nane, they say, ha’e I,
When all the lassies smile at me,
We’re comin’ thro’ the rye!
I
Gin a body meet a body,
Comin’ thro’ the town,
Gin a body meet a body,
Nae a body frown!
traduzione italiano Cattia Salto
Coro
Se una persona incontra una persona
che viene attraverso la segale
se una persona incontra una persona
deve una persona piangere?
Ogni ragazza ha il suo ragazzo
ma io non ne ho nessuno, dicono
quando tutte le ragazze mi sorridono
arriviamo dalla segale
I
Se una persona incontra una persona
che viene per la città
se una persona incontra una persona
nessuno deve disapprovare!
E infine la versione come nursery rhymes
I
If a body meet a body,
Comin’ through the rye;
If a body kiss a body,
Need a body cry?
II
Every lassie has her laddie,
Nane, they say, ha’e I;
Yet all the lads they smile on me,
When comin’ through the rye!
III
If a body meet a body,
Comin’ through the town;
If a body greet a body,
Need a body frown?
IV
Every lassie has her laddie,
Nane, they say, ha’e I;
Yet all the lads they smile on me,
When comin’ through the rye!

FONTI
http://musicofyesterday.com/sheet-music-c/comin-thro-rye-burns/
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-v,-song-417,-page-430-comin-thro-the-rye.aspx
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-v,-song-418,-page-431-comin-thro-the-rye.aspx
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/secondary/genericcontent_tcm4555472.asp
http://www.darachweb.net/SongLyrics/CominThroughTheRye.html
http://milwburnsclub.virtualimprint.com/songs/throrye.htm
https://daeandwrite.wordpress.com/tag/catcher-in-the-rye-book-club-menu/
http://discoveryholden.blogspot.it/2010/03/catcher-in-rye-cosa-si-nasconde-dietro.html
http://stooryduster.co.uk/draiglet/

CA’ THE YOWES

“Ca’ the Yowes” è una canzone bucolica trascritta da Robert Burns nel 1794. Del brano si hanno in realtà due versioni, a quanto riferito dallo stesso Burns egli ascoltò la canzone cantata dal reverendo John Clunie a Mcrkinchde definendola semplicemente come una vecchia aria scozzese, e la trascrisse modificando alcune parti e aggiungendo delle strofe.
La versione proveniente dalla tradizione popolare è stata attribuita alla signora Isobel “Tibbie” Pagan (c. 1741-1821), un personaggio eccentrico di Muirkirk (East Ayrshire, sud-ovest Scozia) che vendeva whisky di contrabbando nel suo cottage trasformato in una birreria, un luogo frequentato dalla gente del posto, ma anche dai signorotti eleganti che andavano a caccia nella zona. Era una cantante dalla bella voce, che compose anche sue canzoni e poesie pubblicate in “A collection of Poems and Songs” – Glasgow, 1805

Questa è una di quelle melodie celtiche “toccata dalle fate” avvolgente e ipnotica, con la voce che scende goccia a goccia e poi vibra sotto la luce della luna.

LA PRIMA VERSIONE AL FEMINILE

Una prima versione della canzone fu inviata da Robert Burns all’editore James Johnson per essere inserita nello “Scots Musical Museum” (1790): chi canta è una donna, probabilmente pastorella che incontra il suo amore (anche lui pastore), e insieme portano le pecore per le colline d’erica e alle rive del fiume.

ASCOLTA Sileas nel Cd “Beating Harps” 1987: il duo scozzese di arpa e voce, con pochissimi tocchi crea un’atmosfera sognante; la melodia dell’arpa accarezza la voce e il delicato controcanto della seconda voce nella ripresa del ritornello si espande come un eco.


ROBERT BURNS 1790
Ca’
the yowes tae the knowes
Ca’ them whare the heather grows
Ca’ them whare the burnie rows
My bonie dearie
I
As I gaed doon the water-side
There I met my shepherd lad
He row’d me sweetly in his plaid
And he ca’d me his dearie
II
Will ye gae doon the water-side
And see the waves sae sweetly glide
Beneath the hazels spreading wide
The moon it shines fu’ clearly
III
I was bred up at nae sic school
My shepherd-lad, to play the fool
And a’ the day to sit in dool
and naebody to see me
IV
Ye sall get qowns and ribbons meet
Cauf-leather shoon upon your feet
And in my arms ye’se lie and sleep
And ye sall be my dearie
V
If ye’ll but stand to what ye’ve said
I’ll gyang wi’ you, my shepherd lad
And ye maun rowe me in your plaid)
And I sall be your dearie

Traduzione italiano di Cattia Salto
“Porta le pecore sulle colline
portale dove cresce l’erica
portale dove il torrente scorre
amor mio bello”
I
Appena scendevo per il rivo
lì incontravo il mio pastorello
mi avvolgeva con tenerezza nel mantello, e mi chiamava “amore mio”
II LUI
“Scenderemo per il rivo
e guarderemo l’acqua scorrere piano
tra il boschetto di noccioli,
la luna brilla così luminosa”
III LEI (1)
“Sono cresciuta senza essere andata a scuola, mio pastorello, che mi prendi in giro, e tutto il giorno me ne sto afflitta
e nessuno mi ascolta”
IV LUI
“Tu metterai le gonne e incrocerai i nastri, scarpe di vitello ai tuoi piedi
e tra le mie braccia starai a riposare
e sarai il mio amore”
V LEI
“Se manterrai la tua promessa
verrò con te mio pastorello
e tu mi avvolgerai nel tuo mantello(2)
e io sarò il tuo amore”

NOTE
1) le strofe proseguono come un contrasto amoroso tipico del genere bucolico
2) un tempo la donna stava sotto il mantello dell’uomo ovvero sotto la sua protezione, nel rituale del matrimonio medievale si appogiava il mantello dello sposo sulle spalle della sposa per testimoniare questo dominio

LA SECONDA VERSIONE AL MASCHILE

Qualche anno dopo Burns ne fece una revisione e riscrittura: solo la prima strofa rimase uguale. Adesso il protagonista è il poeta stesso perdutamente innamorato della sua bella pastorella, la descrizione del paesaggio circostante diventa predominante, notturna e soprannaturale, di modo che tutta la poesia e più in sintonia con la melodia stessa.

Illustrazione di William Strang

ASCOLTA Tannahill Weavers! in Are ye sleeping Maggie 1976: magistrale interpretazione; un’atmosfera fatata, cantilenata e le note del flauto traverso nello strumentale accentuano il carattere notturno della visione, e poi semplicemente sublime il duetto flauto e violino del finale, quasi barocco

Ma la versione che lascia il solco più profondo (se ci fossero ancora i dischi in vinile) è per me quella di Dougie McLean dal Cd Tribute– 1996: voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, altrettanto indimenticabile interpretazione; il tema strumentale è anticipato dalla chitarra e punteggiato dal pianoforte; dopo aver cantato le prime tre strofe Dougie lascia scorrere le note di pianoforte e affida il canto all’armonica, e che espressività in quel soffio!! Riprende a cantare poi, solo l’ultima strofa, con la ripetizione della prima e, a romantico suggello, ancora il duetto tra piano e armonica.

ASCOLTA Ian Bruce

ASCOLTA Andy M. Stewart

Maz O’Connor nel suo debut album ‘Upon a Stranger Shore’ 2012


I
Ca’ the yowes to the knowes,
Ca’ them where the heather grows,
Ca’ them where the burnie rowes,
My bonie dearie.
II
Hark, the mavis e’ening sang
Sounding Clouden’s woods amang
Then a-faulding let us gang.
My bonie dearie.
III
We’ll gae down by Clouden side,
Thro the hazels, spreading wide
O’er the waves that sweetly glide
To the moon sae clearly.
IV
Yonder Clouden’s silent towers
Where, at moonshine’s midnight hours,
O’er the dewy bending flowers
Fairies dance sae cheery.
V
Ghaist nor bogle shalt thou fear
Thou’rt to Love and Heav’n sae dear
Nocht of ill may come thee near,
My bonie dearie.
VI
Fair and lovely as thou art,
Thou hast stown my very heart;
I can die – but canna part,
My bonie dearie.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Porta le pecore sulle colline
portale dove cresce l’erica
portale dove il torrente scorre
amore mio bello.
II
Ascolta il verso serale dell’usignolo
tra i boschi del Clouden(1) canterino
poi portaci all’ovile
amore mio bello
III
Scenderemo alla riva del Clouden
tra il boschetto di noccioli
accanto alle acque che scorrono piano
sotto la luna così luminosa
IV
Alle torri ruinose (2) del Clouden laggiù dove, alla luna di mezzanotte
sopra i rugiadosi fiori dormienti
le fate danzano allegramente
V
Fantasmi e demoni non ti faranno paura, tu che sei all’Amore e al Cielo così cara, nessun male può venirti vicino, mio amore bello.
VI
Dolce e bella sei tu
tu che hai rubato il cuore mio
potessi morire se ti lascio,
amore mio bello.

NOTE
1) Clouden è un affluente del fiume Nith
2) le rovine di Lincluden Abbey, ancora oggi meta di visitatori, una gemma nascosta nel Border, una delle migliori architetture gotiche della Scozia

ca-yowes
William Forrest (1805-1889) per “The Land of Burns, a Series of Landscapes and Portraits” (Glasgow 1840), le rovine di Lincluden Abbey, Dumfriesshire

FONTI
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/ca_the_yowes_to_the_knowes.htm
http://thesession.org/tunes/9039
The Song of Isabel Pagan in http://tibbiepagan.blogspot.it/
Women, Poetry and Song in Eighteenth-Century Lowland Scotland di Margery Palmer McCulloch