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WASSAILING FOR THE MUMPING DAY

WAES HAEL

Wassail_BowlPer Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva l’usanza del Wassailing, il brindisi per festeggiare l’anno nuovo!
Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro (per la ricetta qui), o anche un vin brulè (per la ricetta qui) , ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra calda o idromele.
In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute”ed è il nome dato sia al brindisi che alla coppa che contiene la bevanda del brindisi. In origine si ritiene che i brindisi si svolgessero nei frutteti dove si brindava per la salute e la prosperità degli alberi (vedi, poi si passò alle visite benaugurali di porta in porta nei villaggi, che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano, alla salute dei padroni di casa e alla loro prosperità.
Dal wassailing porta a porta, la wassailing bowl (= grolla della salute) entra nelle case sulla tavola di Natale come bevanda per i commensali!

LA QUESTUA

Wassail BowlNel Medioevo gruppi di giovani questuanti cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro oppure portavano la grolla della salute (wassail bowl) di casa in casa, cantando per reclamizzarne la bontà e per augurare una buona festa di Natale e un felice Anno Nuovo, in attesa di una piccola ricompensa.
Inizialmente quindi erano i questuanti a portare la grolla di casa in casa per la condivisione comunitaria della bevanda e delle provviste, ma più comunemente, specialmente in epoca vittoriana, erano i mendicanti o i bambini più poveri e le donne a girare con la tazza del wassail vuota perché fosse riempita con bevande calde per accompagnarci pane e formaggio!
Dal “wassailing” (canti rituali di natura non religiosa) si passa infine al “caroling” ossia ai canti di Natale di natura religiosa, una questua premiata con cioccolata calda e biscotti e praticata soprattutto dai bambini. (continua)

 

THE MUMPING DAY: 21 DICEMBRE

children-wasselingDa mump= mendicare il Mumping Day (oppure ‘Doleing Day’) cadeva il 21 dicembre e un tempo era il giorno in cui i poveri andavano a chiedere l’elemosina in vista del Natale per potersi procurare tante cose buone per natale (good things).

Nello Staffordshire il termine utilizzato era semplicemente “a-gooding.” “In some parts of the country the day is marked by a custom, among poor persons, of going a gooding, as it is termed—that is to say, making the round of the parish in calling at the houses of their richer neighbours, and begging a supply either of money or provisions to procure good things, or the means of enjoying themselves at the approaching festival of Christmas. …By a correspondent of Notes and Queries, in 1857, we are informed that the custom of ‘Gooding’ exists in full force in Staffordshire, where not only the old women and widows, but representatives from every poor family in the parish, make their rounds in quest of alms. The clergyman is expected to give a shilling to each person, and at all houses a subsidy is looked for either in money or kind. In some parts of the same county a sum of money is collected from the wealthier inhabitants of the parish, and placed in the hands of the clergyman and churchwardens, who on the Sunday nearest to St. Thomas’s Day, distribute it in the vestry under the name of ‘ St. Thomas’s Dole.’ We learn also from an-other communication of the writer just quoted, that at Harrington, in Worcestershire, it is customary for children on St. Thomas’s Day to go round the village begging for apples” (tratto da qui).

I questuanti lasciavano in cambio dell’offerta, un rametto di agrifoglio o di vischio, oppure offrivano un sorso della bevanda preparata per il brindisi perpetuando così l’antica tradizione del wassailing cioè delle bevute benaugurali durante le festività natalizie (ovvero il solstizio d’Inverno). Questo wassailing di casa in casa era accompagnato da canti per reclamizzare la bontà della bevanda, per augurare una buona festa di Natale e un felice Anno Nuovo, per chiedere cibo o offerte in danaro.

THE WASSAIL SONGS

La struttura di questi canti di questua è tipica: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti. (c’erano ovviamente anche le strofe delle maledizioni nel caso l’offerta non fosse abbastanza generosa!)

Nelle Midland occidentali dell’Inghilterra è ancora diffusa la “Jolly wassel-bowl” con un testo risalente probabilmente al 1600.

ASCOLTA Leafy Greens & Mutton.

Si riportano solo le strofe cantate invece delle 12 del testo integrale (qui); il testo è antico e si trova in diverse raccolte riportato anche in Christmas Carols Ancient and Modern (1833) con la nota di William Sandys: Printed in Ritson’s Ancient Songs, pp. 304-6. From a collection intitled “New Christmas Carols: Being fit also to be sung at Easter, Whitsontide, and other Festival Days of the year.” No date, 12 mo. black letter; “in the curious study of that ever-to-be-respected antiquary Mr. Anthony á Wood [1632-1695], in the Ashmoleian Museum.”

I
A jolly wassel-bowl,
A wassel of good ale,
Well fare the butler’s soul,
That setteth this to sale;
Our jolly wassel (1).
II
Good dame, here at your door
Our wassel we begin,
We are all maidens poor,
We pray now let us in,
With our wassel.
III
Our wassel we do fill
With apples and with spice,
Then grant us your good will
To taste here once or twice
Of our good wassel.
IV
Much joy into this hall
With us is entered in;
Our master, first of all,
We hope will now begin
Of our wassel.
V
Some bounty from your hands,
Our wassel to maintain:
We’l buy no house nor lands
With that which we do gain
With our wassel.
VI
Much joy betide them all,
Our prayers shall be still,
hope and ever shall,
For this your great good will
To our wassel.
Traduzione di Cattia Salto
I
La grolla della salute,
una coppa di buona birra
farà bene all’anima del maggiordomo
che prepariamo per vendere
il nostro allegro wassel
II
Buona madama, qui alla vostra porta inizia la nostra questua
siamo tutte povere fanciulle
e vi preghiamo di farci entrare
con la nostra coppa
III
La nostra coppia facciamo riempire
con mele e spezie
perciò assicurateci la vostra buona volontà di assaggiare uno o due sorsi del nostro buon wassel
IV
Tanta gioia in questa casa
con noi è entrata;
il nostro padrone, per primo
speriamo inizierà ora
il nostro wassel
V
Dei doni dalle vostre mani
per provvedere al nostro wassel
non compreremo case o terre
con quello che guadagneremo
con il nostro wassel
VI
Tanta gioia per tutti
le nostre preghiere saranno di pace,
speranza e ogni bene
per la vostra grande generosità
al nostro wassel

NOTE
1) wassel è modernizzato in wassail

The Wassail Bowl
1860 – The Wassail Bowl – John Gilbert

WASSAIL SONGS

Facciamo perciò un giro per la campagna britannica e in particolare nel Glouchestershire, nello Yorkshire e nel Somerset, nel Galles e in Cornovaglia

THE GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL vedi
THE GOWER WASSAIL vedi
THE CORNISH WASSAIL SONGS qui
THE YORKSHIRE WASSAIL SONGS qui
THE SOMERSET WASSAIL vedi

FONTI
http://www.cbladey.com/wassail.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=97570
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/a_jolly_wassel_bowl.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carroll_for_a_wassell_bowl.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/wassailing.htm

THE WREN SONGS: HUNTING THE WREN

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: l’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.
(prima parte continua)

Passando a una sommaria classificazione del materiale registrato, seguitemi quindi in questo viaggio per la campagna britannica e irlandese!

irish_flagIRLANDA

La tradizione è ancora diffusa nelle contee di Sligo, Leitrim, Clare, Kerry (in particolare Dingle), Tipperary, Kildare..

PRIMA MELODIA IRLANDESE: THE WREN SONG

Forse la melodia più diffusa ha l’andamento cantilenante di un girotondo e si conclude con una sarabanda, tutte le versioni testuali iniziano sempre con The wren, the wren, the king of all birds. Una delle tanti versioni è riporta anche in ‘Music of Ireland’ (Londra 1844) e come nota al testo F.W. Horncastle scrive: “On the anniversary od St Stephen’s Day groups of young villagers carry about a holly bush adorned with ribbons and with several wrens depending from it. This is conveyed from house to house with much ceremony, the wren-boys chanting several verses, the burthen of which may be collected from the lines of the song. Contributions are, of course, levied and the evening spent in merriment.”
The wren, the wren, the king of all birds(1),
St. Stephen’s Day was caught in a furze,
although he is little, his family’s great,
I pray you, good landlady, give us a treat(2).
Sing hey, sing ho! Sing holly, sing holly(6)!
A drop just to drink, it would cure melancholy

ASCOLTA The Clancy Brothers in Christams Album 1969 (strofe da I a VI) (con un bridge da The Boys from the Country Cork) La versione testuale risale al 1876 (in The Golden Bough, James Frazier)

ASCOLTA Baltimore Consort in Brigh Day Star: Music for the Yuletide Seasons 2009 (strofa I, IV, III, IIa, Va) anche se riprendono la melodia non cantano il ritornello

ASCOLTA Richie Kavanagh in The Mobile Phone 2009 con tanto di coretto di bambini e suono di campane


I
The wren, the wren,
the king of all birds(1),
St. Stephen’s Day was caught in the furze,
although he was little his honour (2) was great,
Jump up me lads and give him a treat(2).
II(4)
As I was gone to Killenaule (5)
I met the wren upon the wall,
Up with me wattle and knocked him down
And brought him into Carrick town(6).
III
Droolin (7), droolin,
where’s your nest?
‘Tis in the bush that I love best
In the tree (bush), the holly tree(8)
Where all the boys do follow me.
CHORUS
Up with the kettle(9) and down with the pan, and you give us a penny to bury the wren
IV
We followed the wren three miles or more
Three miles or more, three miles or more,
Followed the wren three miles or more
At six o’clock in the morning.
V (10)
I have a little box(11) under me arm
Under me arm, under me arm,
I have a little box under me arm,
A penny a tuppence will do it no harm.
VI
Missus Clancy(12)’s a very good woman
A very good woman, a very good woman
Missus Clancy’s a very good woman
She gave us a penny to bury the wren.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo, lo scricciolo
il re di tutti gli uccelli(1)
nel giorno di S. Stefano fu catturato tra i cespugli
sebbene fosse piccolo, il suo spirito (2) era grande
alzatevi, ragazzi e fategli
un’offerta (3).
II (4)
Mentre andavo a Killenaule (5)
ho incontrato uno scricciolo sul muro
ho alzato il mio bastone e l’ho buttato giù
e l’ho portato a Carrick(6)
III
“Scricciolo, scricciolo
dov’è il tuo nido?”
“E” nei cespugli che preferisco
nell’agrifoglio (8)
dove mi inseguono tutti i ragazzi”
CORO
su la lattina (9) e giù la monetina,
dateci un penny per seppellire lo scricciolo.

IV
Abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia,
abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia,
abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia
dalle sei della mattina
V (10)
Ho una piccola scatola(11) sotto il braccio, sotto il braccio
Ho una piccola scatola sotto il braccio
e un penny e tre pence andranno bene
VI
La signora Clancy (12) è proprio una brava donna,
una brava donna
e ci ha dato
La signora Clancy è una brava donna ci ha dato un penny per seppellire lo scricciolo.

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: essendo due uccelli avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo e quindi vincere la gara. raccontata da Joe Heaney qui
2) letteralmente onore, ma qui è da intendersi più in termini “mistici”
3) in altre versioni è espressamente richiesto un penny, ma più spesso ai questuanti si dava un dolce (barm brack un dolce tradizionale all’uvetta e canditi associato con Halloween e anche con il Natale, una specie di panettone irlandese più speziato e asciutto rispetto a quello italiano!) vedi
4) Strofa alternativa: As I went out to hunt and all, I met a wren upon the wall, Up with me wattle and gave him a fall, And brought him here to show you all
5) Killenaule è un piccolo paese nella Contea di Tipperary in un area prevalentemente agricola.
6) Carrick-on-Suir è un paese un po’ più grande nella contea South Tipperary
7) droolin, Droilin in gaelico irlandese per wren (a Dingo dicono rolley)
8) sull’agrifoglio vedi
9) letteralmente: mettete su il bollitore e sotto con la padella!
10) strofa alternativa: I have a little box under me arm, A tuppence or penny will do it no harm, For we are the boys who came your way, To bring in the wren on St. Stephen’s Day
11) la scatola delle offerte, di solito una lattina. Il 26 dicembre era infatti nelle isole britanniche il Boxing day.
12) il nome della generosa signora non può che variare a seconda delle circostanze! Credo che i primi ad aver registrato la canzone siano stati proprio i Clancy bross.

wren-boys-ireland

THE WREN BOYS’ SONG

Un altro canto di questua dei wren boys sempre proveniente dall’Irlanda tratto da  “Ballads from the Pubs of Ireland”, 1968 di James Healy.
ASCOLTA Magpie Lane in “Knock at the knocker and ring at the bell” 2006 (su Spotify)


I
The wren, the wren,
the king of all birds
Saint Stephen’s day was caught in the furze,
We got him there as you can see,
And pasted him up on a holly tree.
CHORUS
Hurrah, my boys, hurrah,
Hurrah, my boys, hurrah.

Knock at the knocker and ring at the bell,
What will you give us for singing so well? 
Singing so well, singing so well,
What will you give us for singing so well?.

II
I get a little box under my arm,
a copper or two will do it no harm,
Knock at the knocker and ring at the bell,
And give us a copper for singing so well.
III
On Christmas day I turned the spit,
I burned my finger, I feel it yet,
Between my finger and my thumb
There’s a blister as big as a plum.
IV
God bless the mistress and the man,
Unto your house we bring the wren,
Though he’s little his family’s great,
Come out, come out, and give us a treat.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo,
il re di tutti gli uccelli (1)
nel giorno di S. Stefano fu catturato nel cespuglio,
lo abbiamo preso come potete vedere e legato su un agrifoglio (8).
CORO
Evviva miei ragazzi,
Evviva miei ragazzi,
scrollate il battente e suonate il campanello,
cosa ci date per cantare così bene?
Per cantare così bene, cantare così bene, cosa ci date per cantare così bene?
II
Ho una piccola scatola (11) sotto il braccio
e una monetina o due andranno bene
scrollate il battente e suonate il campanello,
dateci una monetina per cantare così bene
III
Il giorno di Natale ho girato lo spiedo
e mi sono bruciato il dito, lo sento ancora, tra l’indice e il pollice
c’è una bolla grande come una prugna.
IV
Dio benedica la signora e il signore,
nella vostra casa portiamo lo scricciolo, anche se piccolo, il suo spirito è grande, venite fuori e dateci un dolcetto

(seconda parte segue)

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html http://www.dingle-peninsula.ie/wren.html http://www.sligoheritage.com/archwrenboys.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=805 https://thesession.org/tunes/2828 http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/thewren.htm http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Wren_Song.htm http:[email protected]?SongID=7195 http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/WRENBOY2.html

LO, HOW A ROSE E’ER BLOOMING

 Es ist ein’ Ros’ entsprungen (in italiano È spuntata una rosa) è un canto natalizio pubblicato in “Gebetbuchlein des Frater Conradus” (1582 o 1588) e rielaborato musicalmente da Michael Pretorius un decennio più tardi: Pretorius virò il significato del canto traslando la virtù della rosa in Gesù; il canto venne tradotto e adattato anche in inglese con il titolo di “Lo, How a Rose E’er Blooming” o “A spotless rose is growing” e in francese come “Dans une étable obscure” (= “In una stalla buia”).
Il canto è palesemente una rielaborazione protestante di una lauda mariana, risalente ad un epoca in cui una parte del pensiero cristiano andò a rivalutare la figura femminile (o quantomeno la sua versione mistica) sulla scia del culto della donna dilagato nelle corti feudali. L’argomento è complesso e vede discordi pareri, ma è certamente nel corso del XII secolo che si afferma nella poetica dei trobadori occitani il nuovo concetto di “amor cortese” caratterizzato dal potere mistico dell’amore (la perfettibilità dell’anima del “cavaliere” votato al servizio della sua dama).

mysticroseFu il teologo Bernardo di Chiaravalle a battezzare la Madonna come ‘rosa mistica’, messo non a caso da Dante proprio in Paradiso di fronte ai Beati.
In forma dunque di candida rosa Mi si mostrava la milizia santa Che nel suo sangue Cristo fece sposa. (Paradiso XXXI 1-3)
I petali della rosa ruotano intorno al centro (e lo nascondono), così la rosa custodisce il segreto, la rosa è utero spirituale, la coppa-utero della Salvezza (e rigenerazione). E’ la manifestazione del Divino Femmineo così ricorrente nella mitologia celtica.
Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio Tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che il tuo fattore non disdegnò di farsi fattura. Nel ventre tuo si riaccese l’amore per lo cui caldo ne l’etterna pace cos’ è germinato questo fiore Qui se’ a noi meridïana face di caritate, e giuso, intra ’ mortali, se’ di speranza fontana vivace. (Dante Paradiso canto XXXIII)
Il culto mariano fiorì nel Medioevo attraverso i canti devozionali e di pellegrinaggio, ma il protestantesimo con la sua generalizzata disapprovazione del culto dei Santi, finì per sminuire anche la figura di Maria e il suo culto.

LA MELODIA

ASCOLTA Eva Beneke arrangiamento per chitarra (perfetto)

VERSIONE ORIGINALE IN TEDESCO

ASCOLTA sound track dal film “The Time Travelers Wife” (in italiano “Un amore all’improvviso”) 2009 della colonna sonora firmata da Mychael Danna (il cd è uscito nel 2010) con il brano Lo’ How A Rose E’er Blooming come tema ricorrente.
ASCOLTA Jennifer Graf in “Tidings of Christmas” 2006
Testo in tedesco (qui) la versione testuale è quella protestante in cui è Gesù a essere il fiore
I
Es ist ein Ros’ entsprungen, aus einer Wurzel zart,
Wie uns die Alten sungen, von Jesse kalten Art,
Und hat ein Blumlein bracht mitten im kalten Winter
Wohl zu der halben Nacht.
II
Das Röslein das ich meine, davon Isaias sagt,
Hat uns gebracht alleine Marie, die reine Magd.
Aus Gottes ew’gem Rat Hat sie ein Kind geboren
Wohl zu der halben Nacht.
III
Das Blümelein so kleine, das duftet uns so süß;
mit seinem hellen Scheine vertreibt’s die Finsternis.
Wahr’ Mensch und wahrer Gott, hilft uns aus allem Leide,
rettet von Sünd und Tod.

TRADUZIONE INGLESE
A Rose has sprung up, from a tender root. As the old ones sang to us, its lineage was from Jesse. And it has brought forth a flower in the middle of the cold winter, right upon midnight. The Rosebud that I mean, of which Isaiah told, Mary alone, the pure Maid, has brought us; Out from God’s eternal Council, she has borne a child half-way through the night. The Flower, so small, that smells so sweet to us, with its clear light dispels the darkness. True man and true God! He helps us from all trouble, saves us from sin and death.

VERSIONE INGLESE

Come sempre evito le corali e devo dire che ci sono delle versioni interessanti sulla scia del successo riportato dal film “The Time Travelers Wife

ASCOLTA Sufian Stevens in Songs for Christmas 2006 (strofe I e II)

Sting in “If On A Winter’s Night…” 2009 (strofe I e II)
ASCOLTA Feist in Sweet Tracks 2005

TRADUZIONE INGLESE Thedore Baker 1894*
I
Lo, how a rose e’er blooming
From tender stem hath sprung!
Of Jesse’s lineage coming(1),
As men of old have sung.
It came, a flow’ret bright(2),
Amid the cold of winter
When half-spent was the night(3).
II
Isaiah ‘twas foretold it,
“This Rose(4) I have in mind.
With Mary we behold it,
The Virgin Mother (so sweet and so) kind.”
To show God’s love aright,
She bore to men a Saviour,
When half-spent was the night.
III
This rose whose fragrance tender
With sweetness fills the air
Dispels with nature’s splendor
The darkness everywhere
True love, so pure and good
From sin and death He saves us,
And lightens every load
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Ecco, come una rosa giammai fiorita
è spuntato dal tenero stelo
venuto dal lignaggio di Jesse(1)
come hanno cantato i saggi
E’ venuto la rosa splendente(2)
tra il freddo dell’inverno
nel mezzo della notte(3)
II
Isaia lo aveva preannunciato
“questa rosa(4) vedo..
con Maria contempliamo,
la vergine madre, così dolce e bella”
Proprio per mostrare l’amore di Dio
ella portò agli uomini il Salvatore
nel mezzo della notte
III
La rosa la cui tenera fragranza
riempie di soavità l’aria
disperde con lo splendore della natura
l’oscurità ovunque sia;
Vero amore, così puro e giusto
dal peccato e dalla morte Egli ci salverà
e alleggerirà ogni peso

NOTE
* la traduzione di Catherine Winkworth risalente al 1869 a mio avviso è molto più poetica

A spotless Rose is blowing
Sprung from a tender root,
Of ancient seers’ foreshowing,
Of Jesse promised fruit;
Its fairest bud unfolds to light
Amid the cold, cold winter
And in the dark midnight.The Rose which I am singing,
Whereof Isaiah said,
Is from its sweet root springing
In Mary, purest Maid;
For through our God’s great love and might
The blessed babe she bare us
In a cold, cold winter’s night.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Una rosa immacolata fiorisce
sbocciando da una tenera radica
da antichi veggenti preannunciato
il frutto promesso di Jesse:
la gemma più bella si svela alla luce
nel mezzo del freddo, freddo inverno
e nell’oscura mezzanotte.”La rosa di cui canto
-così disse Isaia-
spunterà dalle sue dolci radici,
da Maria, vergine fanciulla”;
che per il grande amore di nostro Signore e la sua volontà
il bambino beato per noi partorì
in una fredda, fredda notte d’inverno

rose-snow1) l’albero di Jesse è l’albero genealogico di Gesù a partire da Jesse il padre del re Davide; tradotto come Rod of Jesse non è chiaro se Isaia si voglia riferire a Ros (rosa) o Reis (radice) così nell’iconografia medievale l’albero è raffigurato come una pianta di rose. (vedi anche O Come Emmanuel qui)
2) una rosa bianca dunque, ma anche il divino (la luce ultraterrena) diventata materia. La rosa che fiorisce in Inverno ha un che di eccezionale, così la nascita di Gesù
3) letteralmente “quando a metà era trascorsa la notte”, a mezzanotte
4) Maria paragonata alla rosa nella versione cattolica “Das Röslein, das ich meine, davon Jesaia sagt: ist Maria die Reine” cioè “The rose that I mean, of which Isaiah speaks, is Mary the pure.” diventa nella versione protestante “Isaiah ’twas foretold it, the rose I have in mind; With Mary we behold it . . .”

ASCOLTA Tori Amos intitola la canzone “Holly, Ivy and Rose”, in “Midwinter graces” 2009 prende la I e la III strofa di Lo, How a Rose E’er Blooming con annessa melodia (ancorchè arrangiata) e li innesta nella tradizione dei carols sull’agrifoglio e l’edera. (vedi). Il ritornello è cantato con la figlioletta Tash (Natashya)

Lo, how a rose e’er blooming From tender stem hath sprung Of Jesse’s lineage coming By ancient sibyls sung A rose doth bear a flower All in the cold midwinter And at the midnight hour
BRIDGE
And he waits for who to find The heart she left behind He prays she’ll find her way To be his bride someday
CHORUS
Ivy of all the trees in the wood, holly wants the rose Holly and the ivy when they are both full grown Of all the trees in the wood holly bears the crown Holly and the ivy, the running of the deer For his rose to bloom holly waits every year
Lo, how a rose e’er blooming From tender stem hath sprung The frozen air perfuming that tiny bloom doth swell Its rays the night illuming, the darkness quite dispel Oh, flower beyond compare Bloom in our heart’s midwinter Restore the springtime here

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Ecco, come una rosa giammai fiorita, è spuntato dal tenero stelo, venuto dalla discendenza di Jesse da antiche sibille preannunciato, una rosa porta un fiore, tra il freddo dell’inverno, nel mezzo della notte. Ed egli attende che lei trovi il cuore che ha lasciato indietro e prega che lei troverà la sua via per diventare un giorno sua moglie. Edera, di tutti gli alberi del bosco l’agrifoglio vuole la rosa. L’agrifoglio e l’edera quando sono entrambi cresciuti di tutti gli alberi del bosco l’agrifoglio porta la corona. L’agrifoglio e l’edera, la corsa del cervo, per lo sbocciare della sua rosa l’agrifoglio attende ogni anno. Ecco, come una rosa giammai fiorita, è spuntato dal tenero stelo profumando l’aria gelida quel piccolo boccio si apre, i suoi raggi illuminano la notte e disperdono l’oscurità; oh fiore senza paragoni, fiorisci nell’inverno del nostro cuore e riporta la primavera.

ILLUSTRAZIONE
Mystic Rose di Willow Arlenea: From deep within the Celtic tradition come the teachings of the Mystic Rose. The Rose as a being holds the vibration of the highest love. She is a manifestation of the Divine Feminine, the great mother, known as Mary, Brigit, Isis, or thousands of other names.
In this image we see a Celtic knot woven into a heart. This represents all the forms of polarity coming together in unity in the mystic center, the heart. Take time to draw in the beauty and fragrance of the rose. Let it open your heart.

(tratto da qui)

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com /
Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/lo_how_a_rose_eer_blooming.htm
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/NonEnglish/Es_ist_ein_Ros_entsprungen.htm http://www.hymnary.org/text/lo_how_a_rose_eer_blooming http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_commissions/pcchc/ documents/rc_com_pcchc_20051202_rosa-mystica_it.html http://www.larosenoire.it/index.php?page=Il_simbolismo_della_Rosa http://lamisticadellanima.blogspot.it/2014/01/ il-segreto-di-dante-e-le-quattro-chiavi.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=116873

http://religiousaffections.org/articles/ hymnody/incarnation-hymnody-%E2%80%9C/ http://www.abbruscatonotaio.com/letteratura/641-canto-xxxiii-del-paradiso-di-dante http://www.oilproject.org/lezione/dante-alighieri-commedia-paradiso-canto-33-testo-parafrasi-san-bernardo-preghiera-vergine-9243.html

LE DECORAZIONI NATALIZIE

Le decorazioni natalizie, oggi fortunatamente più eco-friendly, hanno origine dall’usanza medievale di addobbare la casa con rami sempreverdi. Fu l’Ottocento vittoriano a dettare le regole della casa elegante durante il Natale: al motto di “uniformità e ordine con stile” le istruzioni fioccarono nei Magazine per signore, e pensare che agli inizi dell’Ottocento il Natale era una festa a mala pena celebrata in Inghilterra! La trasformazione è stata rapida e capillare.

L’ALBERO DI NATALE

victorian_treeA cominciare con l’albero di Natale, un’usanza tipicamente germanica introdotta in Inghilterra nel 1840 dalla regina Vittoria, innamorata del suo bel principe Alberto e celebrata dall’Illustrated London News; qualche anno più tardi è riprodotto il disegno di tutta la famiglia reale riunita intorno all’abete, decorato con candele accese, dolcetti, frutta, decorazioni fatte in casa e piccoli doni; il messaggio espresso chiaramente nell’illustrazione era quello del calore e della condivisione di una festa che riuniva tutta la famiglia, dalla preparazione del cibo e della tavola, alle decorazioni e poi i regali, i giochi di società e i balli. Il secondo fautore del nostro Natale fu Charles Dickens con il libro “A Christmas Carol” (pubblicato nel 1843) che divenne portatore di valori quali la famiglia, la carità, la buona volontà e la pace.

Già i romani per i Saturnalia e le Calendae decoravano la casa con rami di abete, spiriti della fertilità che rimanevano carichi di foglie anche in pieno Inverno. E tuttavia non si riesce a rintracciare il passaggio da questi ramoscelli all’albero natalizio. Una leggenda narra di Wilfred di Credition un sacerdote cristiano dell’VIII secolo missionario in Germania: per dissuadere i “pagani” nelle pratiche rituali in onore ai vecchi dei fece abbattere una quercia, la pianta sacra di Odino. Ma lì vicino nacque un abete così Wilfred la proclamò emblema della nuova fede. Un’altra leggenda racconta nientemeno che Maritn Lutero, suggestionato da una notte stellata, alla vigilia di Natale decorò un abete per catturare la luce delle stelle e lo regalò ai figli. Una cinquantina d’anni dopo Lutero l’usanza di decorare l’abete con candele illuminate, decorazioni, dolcetti e frutta era una moda a Strasburgo, moda che si diffuse nei secoli seguenti un po’ per tutto il continente europeo.

E per restare sempre in tema di gesti benaugurali: non bisogna rimuovere l’albero di Natale e altre decorazioni di Natale prima della dodicesima notte (6 gennaio).

LE PIANTE MAGICHE

hollykingAGRIFOGLIO
Oltre all’abete tutte le piante sempreverdi a bacca erano le benvenute in casa. Le popolazioni celtiche (come gli antichi romani) attribuivano all’agrifoglio poteri magici, e ne appendevano dei ramoscelli alle porte, come amuleti contro gli spiriti maligni. L’agrifoglio era considerata una pianta benaugurante, la controparte invernale della Quercia. L’equivalente femminile del Re Agrifoglio è l’Edera (in inglese Ivy) entrambi sono simboli di fertilità e sono intrecciati insieme nelle ghirlande per rendere manifesta la doppia natura maschile e femminile del principio creativo.
continua

VISCHIO
Anche il vischio era pianta sacra per i Celti, il simbolo della resurrezione, della sopravvivenza della vita alla morte; affascinati dalla sua vita completamente aerea, i Celti credevano fosse l’emanazione della divinità sulla Terra, panacea che cura tutti i mali. I sacerdoti cristiani per il suo simbolismo antico addirittura lo proibirono nelle chiese. Oggi il vischio è una pianta benaugurale utilizzata per decorare le porte e i vani di passaggio, è prassi scambiarsi un bacio se una coppia si trova sotto i suoi rami; l’usanza inglese vuole che per ogni bacca ci sia un solo bacio così ogni volta che una coppia si bacia sotto il vischio, una bacca deve essere tolta dal rametto. Un tempo bruciare il vischio dell’anno vecchio significava propiziare i raccolti e tenere lontano la malasorte. continua

Elenco canti natalizi con l’AGRIFOGLIO
GET IVY AND HULL
GREEN GROWTH THE HOLLY
HOLLY AND THE IVY
NAY IVY NAY
SANS DAY CAROL

GET IVY AND HULL

Una carol di origine rinascimentale
Testo: Thomas Tusser, 1558
Melodia: Bannochs o’ barley meal, arrangiata da Charles Wood
In “Ancient English Christmas Carols: 1400-1700” (Edith Rickert, 1914)


I
Get ivy and hull(1), woman, deck up thine house,
And take this same brawn(2) for to seethe and to souse;
Provide us good cheer, for thou knowest the old guise,
Old customs that good be, let no man despise.
CHORUS
At Christmas be merry and thank God of all,
And feast thy poor neighbours, the great and the small.
Yea, all the year long have an eye to the poor,
And God shall send luck to keep open thy door.
II
Good fruit and good plenty do well in thy loft,
Then lay for an orchard and cherish it oft(3).
The profit is mickle(4), the pleasure is much;
At pleasure with profit few men will grutch(5).
NOTE
1) hull= Holly
2) inizialemnte pensavo si riferisse al cibo e quindi ho tradotto come “soppressata”, ma potrebbe anche riferirsi alla birra scura e quindi alla preparazione della bevanda del wassail
3) often
4) mickle = great
5) grutch = begrudge

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Prendi l’edera e l’agrifoglio, donna, e decora la tua casa
e prendi una bella birra scura da bollire e macerare;
ci danno buon umore, perchè conosci le vecchie tradizioni,
le vecchie abitudini che sono buone, l’uomo non disprezzi.
CORO
A Natale siate allegri e ringraziate Dio di tutto,
e festeggiate con i vicini sfortunati, grandi e piccini.
Si, per tutto l’anno abbiate riguardo dei poveri,
e Dio manderà la fortuna alla vostra porta.
II
La buona frutta e l’abbondanza stanno bene nel tuo solaio
allora prepara un frutteto e curalo spesso.
il profitto è grande, la soddisfazione è tanta;
al ricco profitto alcuni uomini mugugneranno.

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/
get_ivy_and_hull.htm

THE BONNY HIND: WHEN MAN WAS A HUNTER

La ballata nota come “The Bonny Hind” (in Child ballad #50) tratta il tema edipico dell’incesto, per altro sviluppato anche in altre ballate anglo-scozzesi. Già il genere affronta temi tragici e dolorosi, solo apparentemente addolciti da aspetti favolistici, in particolare per quanto riguarda il filone cavalleresco/cortese. La ballata cavalleresca riflette la vita contemporanea della piccola e grande nobiltà e tratta per lo più di storie d’amore anche se spesso infelice: sono affrontati temi “scottanti” come il rapimento, lo stupro, l’incesto, l’adulterio e l’omicidio per gelosia o per vendicare un tradimento, riflessi di un’antica civiltà in cui i deboli (di forza, di carattere o di cuore, di livello sociale basso) avevano ben poche aspettative di vita.

LA TRAMA
Un nobiluomo di giovane età ritorna al castello del padre e giace nei boschi con una bella fanciulla; solo dopo, scopre che la fanciulla è sua sorella. La ragazza si uccide per il disonore e lui la seppellisce sotto un albero di agrifoglio. Possiamo presumere che l’atto sessuale sia stato consensuale, è più probabile però che la fanciulla sia stata stuprata dal nobiluomo, e già questo sarebbe bastato per la morale
del tempo, a far sentire la giovane responsabile e indegna, ma l’aggravante dell’incesto compiuto, seppure inconsapevolmente, atto abominevole e tabù supremo, non può che portarla alla morte.
Ma ecco che il tema soprannaturale si inserisce nel finale e dà il nome alla ballata: Lord Randall la compiange come bonny hind, (in italiano bella cerva).

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Ma come avviene, nel mito, il passaggio da vittima sacrificale a cerva bianca?
Prima di tutto occorre osservare che il corpo viene seppellito, non a caso, sotto la pianta dell’agrifoglio: albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità, considerato un potente simbolo di vita, o più precisamente dell’immortalità, la sopravvivenza oltre la morte apparente. Inoltre possiamo notare che la cerva bianca è l’animale sacro di Diana cacciatrice ovvero l’Artemide greca, protettrice delle fanciulle (vergini) equivalente nelle Gallie a Arduinna e Sirona o più in generale alla dea celtica Adnoba: tutte dee associate ai boschi, alle acque e alla luna. (continua)
Poi che la credenza nella reincarnazione ha un suo substrato anche in Occidente nella filosofia greca da Pitagora a Platone, (e per alcuni storici anche nel druidismo) o in ambito cristiano nello gnosticismo e nel catarismo. Perciò lo stupro perpetrato nei confronti di una vergine e per di più in un bosco è un offesa alla dea, e la necessità dell’anima di purificarsi dall’incesto (anche se involontario) si associa con la metempsicosi nel corpo di una cerva bianca.

Ci sono poche registrazioni della ballata, forse a causa del tema trattato e la melodia usata è quella di “Duke of Marlborough”

ASCOLTA (su SpotifyJune Tabor in Abyssinias 1983

ASCOLTA (su SpotifyMartyn Bates & Mick Harris in Murder Ballads 1998

ASCOLTA (su Spotify)  Wendy Weatherby in A Shirt of Silk or Snow 2010

Versione A; Child 50 Herd’s Manuscripts II, fol. 65. “Copied from the mouth of a milkmaid, by   W.L., in 1771.”


VERSIONE di June Tabor imparata da Peta Webb nei primi anni 70
I
It’s May(1) she comes
and May she goes
down by the garden green
It’s there she spied a good young squire(2) as good as e’er be seen
II
It’s May she comes and May she goes
down by the Holland(3) green
And it’s there she spied a brisk young squire as brisk as e’er be seen
III
“Come give to me your green mantle(4),
give to me your maidenhead
If you won’t give me your green mantle,
give me your maidenhead”
IV
He’s ta’en her by the milk-white hand(5)
and gently laid her down
And it’s when he raised her up again
giving her a silver comb(6)
V
“Perhaps there may be bends
or perhaps there may be none
But if you be a courtier
pray tell to me your name”
VI
“Oh I am no courtier” he said
“but new come from the sea
Oh I am no courtier” he said
“but when I courted thee
VII
They call me Jack when I’m abroad,
sometimes they call me John
But when I’m in my father’s bower, oh,
Jock Randal is my name”
VIII
“You lie, you lie, you bonny lad,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s only daughter,
he has no more than me”
IX
“You lie, you lie, you bonny lass,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s very own son
that new come from the sea”
X
She’s puttin’ down by her side
and out she’s taken a knife
And she’s put in in her own heart’s blood and taken away her life
XI
And he’s taken his only sister
with a big tear in his eye
And he’s buried his only sister
beneath the Holland tree(3)
XII
It’s soon he’s hied him o’er the dales
his father due to see
“It’s oh and woe for my bonny hind(7)
beneath the Holland tree”
XIII
“What care you for a bonny hind,
for it you need not care
There’s eight score hinds in yon green park
and five score is to spare”
XIV
“Oh score at them a silver shot
and these you may get three
But oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XV
“What care you for your bonny hind,
for it you need not care
Take you the best and leave me
the worst since plenty is to spare”
XVI
“I care not for your hinds, kind sir,
I care not for your fee
But it’s oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XVII
“Oh were you up your sister’s bower,
your sister fair to see
Oh you’ll think no more on your bonny hind
beneath the Holland tree”

TRADUZIONE ITALIANO RICCARDO VENTURI
I
Maggio viene,
maggio va via
Nel verde dei giardini,
Là ella vide un bel cavaliere
Se mai cavaliere ci fosse;
II
E maggio viene, maggio va via
Per i cespi d’agrifoglio,
Là ella vide un giovane cavaliere
Forte come nessuno, e bello.
III
“Dammi il tuo verde
mantello,
Dammelo, bella fanciulla;
Dammi il tuo verde
mantello
E la tua verginità.”
IV
L’ha presa per la bianca
mano
E piano l’ha distesa giù;
Quando l’ha fatta rialzare
Le ha dato una spilla d’argento.
V
“Signore, potrei essere incinta,
Come potrei non esserlo affatto;
Se siete un uomo di Corte
Ditemi come vi chiamate.”
VI
“Non sono un cortigiano,
Ho appena traversato il mare;
Non sono un uomo di Corte,
Tranne quando corteggio te.
VII
“Mi chiaman Jack in terre straniere,
Talvolta mi chiamano John;
Ma al castello di mio padre
Jock Randal è il mio nome:”
VIII
“Tu menti, tu menti, bel ragazzo,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unica figlia di Lord Randal,
Non ha altri figli che me.”
IX
“Tu menti, tu menti, bella ragazza,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unico figlio di Lord Randal
Appena arrivato dal mare!”
X
Ha portato la mano alla gonna
E ha tirato fuori un coltello,
Se l’è immerso nel cuore
Privandosi della vita.
XI
Lui ha preso la bella sorella
Gli occhi pieni di lacrime;
La bella sorella ha sepolto
Tra gli agrifogli verdi.
XII
Poi se n’è andato su nella valle
Per vedere il suo caro padre:
“Piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”
XIII
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciar tanto!
Quasi duecento ne abbiamo nel parco
E cento te ne puoi prendere.
XIV
“Ottanta di loro son ferrati d’argento,
Te ne puoi prender sessanta;”
“Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XV
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciare tanto!
Prendi la meglio, io mi tengo la peggio,
Ché ne abbiamo in abbondanza!”
XVI
“Tenetevi i vostri cervi, signore,
Tenetevi i vostri averi;
Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XVII
“Se tu vedessi tua sorella,
La tua bellissima sorella,
Non penseresti più alla tua bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”

NOTE
1) maggio è notoriamente il mese delle ballate in cui il risveglio della natura accende i sensi e fa illanguidire le belle fanciulle vergini
2) in epoca medievale uno scudiero era un giovane nobile che portava lo scudo e l’armatura al cavaliere. Si trattava per lo più di un adolescente durante il suo praticantato per diventare cavaliere. La voce scudiero passò successivamente per ragioni araldiche ad indicare la carica di un gentiluomo di corte il quale aveva anche cura delle scuderie reali. Tradotto impropriamente con “cavaliere”. Il ragazzo all’età di 7 anni veniva mandato a servire come paggio presso un altro clan, imparentato con la famiglia e a 14 anni passava al seguito di un cavaliere in qualità di scudiero. I due protagonisti potrebbero essere adolescenti.
3) holland è una corruzione di hollin ossia l’agrifoglio. L’Agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità. Era considerato un potente simbolo di vita, per le sue foglie annuali e i suoi frutti invernali. continua
4) il mantello rappresenta la protezione paterna
5) prendere per la bianca mano: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
6) nella tradizione scozzese è consuetudine da parte  dell’uomo regalare alla sposa una spilla d’argento che in Scozia prende il  nome di “luckenbooth“:  è in argento e con incisi due cuori intrecciati, variamente lavorata anche  con pietre incastonate; è un regalo di fidanzamento che viene indossato  durante il matrimonio e che passerà al primogenito, la spilla stessa è un amuleto che protegge la nuova coppia  dall’invidia delle fate o più in generale dal male, favorendo la nascita di un  bambino.
7) non si tratta solo di un vezzeggiativo, il fratello crede che l’anima della sorella è trasmigrata in quella di una cerva, ovvero il corpo della fanciulla si è mutato in cerva bianca. Nelle leggende e nelle fiabe la cerva bianca è una fanciulla stregata che si trasforma in animale durante la notte, e attende il bacio del cacciatore invece della freccia che la ucciderà; ed è anche la fata-cerva del Greenwood, il bosco sacro, che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti, è simile alle sirene). continua

COMPLAINTE DE LA BLANCHE BICHE seconda parte

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9008&lang=it
http://ontanomagico.altervista.org/blanchebiche.htm
http://terreceltiche.altervista.org/lo-spirito-del-cervo/

http://www.bluegrassmessengers.com/the-bonny-heyn–herd-1771-child-a.aspx
http://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebonnyhind.html
http://www.airesis.net/giardinomagi_cervo.html

L’AGRIFOGLIO E LE TRADIZIONI DI NATALE: THE HOLLY AND THE IVY

Usato in tutto il mondo come la decorazione natalizia per eccellenza, l’agrifoglio è una pianta ricca di credenze popolari, considerato amuleto contro le streghe, scaccia-malattie, scaccia-fulmine e portatore di fertilità e di buoni sogni.

Le popolazioni celtiche (come gli antichi romani) attribuivano all’agrifoglio poteri magici, e ne appendevano dei ramoscelli alle porte, come amuleti contro gli spiriti maligni.

Una vecchia credenza attribuiva ai folletti delle case e del Natale una particolare predilezione a fare brutti scherzi durante le festività. Per difendersi da tali scherzi si appendevano ramoscelli di Agrifoglio sulle porte, sui camini e alle travi delle case. La pianta, sul piano simbolico, rappresentava perciò la difesa, la precauzione, la previdenza e la resistenza. Ancora oggi, alla vigilia di Natale, viene regalato e appeso alle porte (insieme al Vischio), come augurio di bene, per propiziarsi la sorte e attirare la fortuna.

Qui da noi siamo abituati a vedere l’agrifoglio come arbusto, ma lasciato crescere (lentamente) si sviluppa in un albero forte e rigoglioso dal colore sempreverde. Si ritrova nei boschi in associazione con la quercia e il suo legno è di altissima qualità, duro, pesante e resistente, può vivere fino a 300 anni.

L’agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità, la controparte invernale della Quercia. Sir James George Frazer, nel suo libro “Il Ramo d’Oro” e Robert Graves, in “La Dea Bianca” e “I Miti Greci”, hanno descritto una cerimonia rituale che veniva, secondo loro, praticata nell’Antica Roma e in altre culture europee più antiche: la lotta rituale tra il Re Agrifoglio e il Re Quercia, lotta che garantiva l’alternarsi delle stagioni invernale e estiva. L’equivalente femminile del Re Agrifoglio è Edera (in inglese Ivy) entrambi sono simboli di fertilità.

L’Agrifoglio, insieme all’Edera e al Vischio, era considerato un potente simbolo di vita, per le sue foglie annuali e i suoi frutti invernali ed è il soggetto di alcuni carols natalizi

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