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THE TURKISH LADY

Prendendo le mosse da “Lord Bateman” in una ballata settecentesca intitolata “Turkish Lady” si narra dell’amore sbocciato tra una ricca dama “turca” e un gentiluomo inglese.
Steve Roud commenta nelle note per The Bonny Labouring Boy:
“Only collected a few times in England, but several times in Canada, The Turkish Lady is often presumed to be a cut-down version of the very common Young Beichan or Lord Bateman (Roud 40; Child 53), which also has a hero who gets captured by infidels and is set free by a lady. In fact, however, Young Beichan cannot be shown to be earlier than The Turkish Lady, as the latter was certainly known in 1768, when it was transcribed into the journal of the whaling ship Two Brothers (see Gale Huntington, Songs the Whalemen Sang (1964)” (tratto da qui)

LA DAMA TURCA

Con il termine turco si indica più precisamente un impero multinazionale e plurilingue che durò dal 1299 al 1922 (vedi).
Gli Arabi invece erano chiamati più genericamente e specialmente nel Medioevo, Saraceni. E tuttavia turco, saraceno o moro diventano termini sinonimi  per indicare sempre la stessa popolazione, quella araba d’Oltremare (Nord Africa o Penisola Araba).
Immaginiamoci questa Lady come la donna nel dipinto, bella e aggraziata, tutta ingioiellata e riccamente vestita (con un vistoso copricapo di foggia ottomana), mentre prende caffè e biscotti servita da una solerte ancella. Una dama bella e fragile quanto una porcellana, ma in fondo una donna debole e delicata.

donna-turca
Scuola Francese – Enjoying Coffee (1700)

LA CONDIZIONE DELLA DONNA NELL’ISLAM

Qual’è infatti la condizione della donna nell’Islam? La donna finché rimane in famiglia, è sottoposta all’autorità del padre e dopo, quando si sposa, passa sotto l’autorità del marito. Anche nel Mondo Occidentale in epoca medievale la donna era considerata dalla Chiesa come un essere inferiore, il cui compito primario era quello di partorire figli legittimi e il secondo compito era quello di badare al marito e alla casa.
Su entrambi i fronti la donna era sottomessa all’uomo anche se non mancarono illustri eccezioni (poetesse, mistiche, sultane o regine), poi mentre la donna occidentale si è in epoca moderna emancipata, quella orientale ha ottenuto solo dei parziali riconoscimenti sia in campo politico che lavorativo, ma è ancora oggi soggetta a troppi condizionamenti.

(ASCOLTA su Spotify)  Peter Bellamy in The Fox Jumps Over The Parson’s Gate 1970 (che imparò la canzone da Harry Cox ) così commenta:
Around the middle of the seventeenth century the pirates of the Barbary coast were much in the news, and bristling encounters between British and Arab ships were not uncommon. Many English seamen were captured and lay in chains in the prisons of North Africa, and their plight inspired a number of songs, tragic, adventurous, romantic. The songmakers didn’t distinguish between Moors and Turks, so in the ballads the Ottomans often get blamed for the misdeeds of Arabs, as in Lord Bateman, a close relative to the present piece. The Turkish Lady was first printed in a garland date 1782, and fifty years later it appeared, copied verbatim, on a broadside by Catnach. The present version, from Harry Cox, is slightly condensed but in the main follows the broadside word for word, a remarkable evidence of the constancy of some folk song texts and the regulating effect of print upon them. The tune will be recognised as a close variant of the old wedding ceremonial song Come Write Me Down, Ye Powers Above.


I
You virgins all I pray draw near
For a pretty story you shall hear:
It is of some Turkish lady brave
Who fell in love with an English slave.
II
There was a ship out of London she came./As she was sailing on the main,
By a Turkish pirate took were they
And they were made all slaves to be.
III
They bound us down in irons strong,
then they whipped and they lashed us all day long.
And no tongue may tell that I am sure
What we poor slaves had to endure.
IV
And one of them seaman that were there,/An English man both fresh and fair,/Well, it happened for his lot to be/A slave all to some rich lady.
V
And she dressed herself up in rich array/Then she went for to view her slaves one day./And hearing the moan this young man made,
She went to him and thus she said.
VI
“Oh, I pray what countryman are you?”
“I am an English man ‘tis true.”
“Well I wish you had been a Turk,” said she,
“I would ease you of your slavery.”
V
“And if that you had been a Turk,
Then I would ease you of all your slavery work.
And I myself might have been your wife
For I do love you as I love my life.”
VI
“Oh no, oh no, oh no,” said he,
“For a slave I am and a slave I will be.
I would sooner die all at the stake
Before I would my God forsake.”
VII
So this lady up all to her chamber she went,/There she spent that night in discontent.
For Cupied with his piercing dart
Had deeply wounded the lady’s heart.
VIII
And she rose up so early the very next day,/And with her slave she sailed away./To whips and chains they bid adieu/And this will show what love will do.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Tutte voi vergini, vi prego di avvicinarvi
che una bella storia sentirete:
parla di una coraggiosa dama turca
che si innamorò di uno schiavo inglese.
II
C’era una nave che veniva da Londra(1):
mentre navigava in alto mare
da un pirata turco fummo catturati
per essere fatti tutti schiavi.
III
Ci misero le catene di forte acciaio
e poi ci picchiavano e frustavano tutto il giorno. E nessuna lingua può dire sono certo, cosa noi poveri schiavi ci toccava sopportare.
IV
Uno di quei marinai che erano là
un inglese, buono e bello
beh, questa fu la sua sorte
di essere lo schiavo di ricca signora.
V
E lei si era vestita in pompa magna
e un giorno andò a controllare i suoi schiavi e sentendo questo giovane lamentarsi,
andò da lui e così gli disse.
VI
«Oh, ditemi per piacere, di che nazionalità siete?
Io sono un vero uomo inglese.”
Avrei preferito che foste stato un turco- disse –
vi avrei liberato dalla vostra schiavitù.
V
Se foste stato un turco, allora avrei potuto liberarvi da tutto il vostro lavoro di schiavo.
e io stessa avrei potuto essere vostra moglie(2),
perchè io vi amo come foste la mia vita
VI
Oh no, oh no, oh no –disse -perchè uno schiavo sono e uno schiavo sarò.
Possa morire sul rogo
prima di abbandonare il mio dio(3) ».
VII
Così questa dama se ne andò nelle sue stanze e passò la notte nel dispiacere.
Perchè Cupido con il suo dardo sottile
Profondamente aveva ferito il cuore della signora.
VIII
E si alzò così presto il giorno successivo,
e con il suo schiavo partì per mare.
A fruste e catene dissero addio
e questo mostrerà che cosa può fare Amore.

NOTE
1) in altre versioni diventa Bristol
2)  l’uomo musulmano, a differenza della donna, può sposare una donna cristiana o ebrea. La donna può farlo, ma a condizione che l’uomo prometta di convertirsi all’islam.
3) l’uomo non rinnega la sua fede, mentre ad alcuni verrebbe da pensare che sia la debolezza della donna a spingere la sua conversione al Cristianesimo -per potersi sposarsi con il gentiluomo inglese: eppure a mio avviso, questa è una donna forte che così facendo, in nome dell’Amore, mette a rischio la propria vita; perchè qualunque uomo della sua cerchia famigliare o fervente dell’islam avrebbe il diritto di ucciderla (o anche le autorità dello Stato, qualora questo avesse come legge fondamentale la Sharia). Ma a me piace immaginare che i due, con la loro nave, approdino in una nuova terra, una qualche isola sperduta, nemmeno segnata sulle mappe o fuori da ogni rotta commerciale, dove entrambi possano prendersi cura uno dell’altra e amarsi liberamente onorando il dio che preferiscono.

FONTI
http://www.storiamedievale.net/pre-testi/donnaislam.htm
http://free.it.storia.medioevo.narkive.com/cFAEV0bo/libri-donne-e-potere-nell-islam-medievale
http://geostoria.weebly.com/lislam-ieri-e-oggi.html
http://www.bartleby.com/270/11/150.html
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/theturkishlady.html

DARK EYED SAILOR

La canzone nota anche con il titolo di “Fair Phoebe and her Dark-Eyed Sailor” proveniente originariamente dall’Inghilterra, ed è databile con buona approssimazione alla fine dell’Ottocento. Viene classificata come reily ballad o broken token ballad (per via del pegno d’amore scambiato tra i due innamorati) sul modello di una “return song” che andava per la maggiore già ai tempi dei Classici: il protagonista (sotto mentite spoglie) Willie (ma in genere chiamato John o George,  o Thomas Riley -Rally, Reilly-) pone delle domande per indagare sulla fedeltà della donna (in alcune versioni chiamata Phoebe), mentre il suo promesso è da anni assente, andato per mare a causa di una guerra.

sailor-returnNella maggior parte di queste storie l’uomo ritorna dopo molto tempo e, non riconosciuto dalla donna, mette alla prova la sua fedeltà corteggiandola. Ma la fanciulla rifiuta dicendo di non potergli dare il suo cuore perchè è in attesa del ritorno del suo vero amore. L’uomo così rassicurato, si rivela alla donna e i due coronano il loro amore con il matrimonio.
La storia richiama le figure archetipe di Ulisse e Penelope, quando Ulisse, che ritorna dopo vent’anni dalla guerra (e dalle sue peripezie nei mari) alla sua Itaca sotto mentite spoglie, non è riconosciuto dalla moglie, e la interroga per mettere alla prova la sua fedeltà. E’ anche un tipico tema da romanzo sugli uomini che ritornano dalla guerra cambiati nel fisico e nella psiche o che sono palesemente un’altra persona, accettata nonostante tutto dalla moglie per lo più per motivi pratici; la moglie finisce poi per preferire questa nuova o diversa persona al precedente marito!

Raccolta in Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda e Nord America secondo A.L. Lloyd tutte le versioni hanno una matrice comune nella ballata pubblicata su un broadside stampato da James Catnach (Londra 1813-1838) Flanders in “The New Green Mountain Songster”, pp. 36-38, osserva “The air to which it is almost universally sung, both in the old-country and American tradition, belongs to another ballad, “The Female Smuggler“.

ASCOLTA Steeleye Span in “Hark! The Village Wait” (1970) (strofe da I a VII)

ASCOLTA Christy Moore Prosperus 1972 (strofe da I a VII)

ASCOLTA Quilty (strofe I, II, IV, VI, VII)

ASCOLTA Karen Mal in una versione più lenta e sognante (anche se solo come “assaggio”)

I
As I went a walking (roved out ) one evening fair,
it being the summer to take the air
I spied a female (maiden) with a sailor boy
and I stood to listen, I stood to listen
to hear what they might say.
II
He said “Young maiden (fair lady)
now why do you roam
all along by yonder Lee?”
She heaved a sigh and the tears they did roll, / “For my dark eyed sailor,
he ploughs the stormy seas.”
III
“‘Tis seven long years(1) since he left this land,
A ring he took from off his lily-white hand.(2)
One half of the ring is still here with me,
But the other’s rollin’
at the bottom of the sea.”
IV
He said “You can drive him from your mind for another young man you surely will find.
Love turns a sight and it soon grows cold/ Like a winter’s morning
the hills are white with snow.”
V
She said “I’ll never forsake my dear
Although we’re parted this many a year/ Genteel(3) he was and a rake(4) like you/ To induce a maiden
to slight the jacket blue(5).”
VI
One half of the ring did young William show
She ran distracted in grief and woe
Sayin’ “William, William, I have gold in store(6)/ For my dark-eyed sailor
has proved his honour long”
VII
There is a cottage by yonder Lee,
the couple live there and do agree.
So maids be true when your lover’s at sea,
For a stormy morning
brings on a sunny day.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre camminavo una bella sera d’estate,
per prendere una boccata d’aria
intravidi una femmina con un marinaio
e mi fermai per sentire
quello che si dicevano.
II
“Giovane fanciulla
perchè te ne vai
tutta sola tra le rocce?”
Lei sospirò e fece cadere una lacrima
“Per il mio marinaio dagli occhi scuri
che solca i mari in tempesta.
III
Sono sette anni (1) da quanto ha lasciato questo paese
e un anello lui si è sfilato dalla bianca mano (2).
Una metà dell’anello lo porto ancora con me,
ma l’altra metà
è finita in fondo al mare”
IV
“Levatelo dalla testa
e di certo un altro giovane uomo troverai.
L’amore è un colpo di fulmine e presto si raffredda
come un mattino d’inverno
le colline diventano bianche di neve.”
V
“Non dimenticherò mai il mio amore
sebbene ci siamo separati da molti anni
era gentile (3) e affascinante (4) come voi
tanto ad indurre una fanciulla
a prendere il mare (5)”
VI
Una metà dell’anello il giovane William mostrò.
Lei corse tra le sue braccia in lacrime
dicendo “William ho i soldi da parte (6)
per il mio marinaio dagli occhi neri
che ha dimostrato il suo onore”
VII
C’è una casetta lontana
lì la coppia vive sposata.
Così fanciulle siate certe che quando il vostro amore è in mare,
per una mattina tempestosa
ci sarà un giorno di sole!

NOTE
1) sono sempre sette gli anni della separazione e dell’attesa. Sette è un numero ricorrente nelle ballate per indicare la durata di una separazione. Il riferimento al numero sette non è casuale: è un numero magico o simbolico legato alla morte o al cambiamento. Un tempo la ferma del servizio militare durava sette anni, se un marito partiva per la guerra e non tornava entro i sette anni, la moglie poteva risposarsi.
2) nelle ballate di questo genere compare spesso un oggetto mediante il quale i due innamorati si riconoscono, sia un dono scambiato o un anello spezzato a metà come in questo caso
3) for gentle
4) La parola “Rake” si traduce in italiano con libertino forse un diminutivo di ‘rakehell’ (dissoluto), che, a sua volta, deriva dall’Islandese antico “reikall,” dal significato di “wandering” (nomade) o “unsettled” (instabile). Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, ma anche uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi nel corso del 17° secolo. E tuttavia è anche un termine utilizzato in senso positivo
5) “slight the jacket blue” letteralmente significa indossare la giacca blu della divisa del marinaio inglese. In altre versioni il verso dice”he shall come home again
6) in altre versioni “I’ve lands and gold For my dark-eyed sailor so manly, true and bold

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/fair-young-maid-garden/
http://www.traditionalmusic.co.uk/maine-lumberjacks/songs-ballads%20-%200208.htm
http://history.wiltshire.gov.uk/community/getfolk.php?id=926 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=80849 http://www.itma.ie/inishowen/song/dark_eyed_sailor_kate_doherty http://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/thedarkeyedsailor.html http://www.christymoore.com/lyrics/dark-eyed-sailor/
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/13/sailor.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=149660 https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/LN35.html

A FAIR YOUNG MAID ALL IN HER GARDEN

ALTRI TITOLI: There Was A Maid In Her Father’s Garden, Pretty, Fair Maid in the Garden, John Riley, Johnny Riley, The Broken Token, The Young and Single Sailor

La ballata è stata resa popolare con il titolo di John Reily da Joan Baez negli anni 60 (un bel po’ di gruppi la proposero in quel decennio tra cui Simon&Garfunkel, Judi Collins ): è una classica storia d’amore di probabili origini seicentesche, in cui la donna resta fedele al suo amante o promesso sposo partito per la guerra o imbarcato su un vascello. La canzone viene classificata come reily ballad  perchè è strutturata in forma di dialogo tra il protagonista (sotto mentite spoglie) in genere chiamato John o George, Willie o Thomas Riley (Rally, Reilly) e la donna, specchiato esempio di fedeltà, e spesso compare un segno di riconoscimento ad esempio un dono scambiato o un oggetto spezzato a metà (altri esempi: “Her mantle so green“, “The Banks of Claudy“).

When-All-the-World-was-Young-PyleNella maggior parte di queste storie l’uomo ritorna dopo molto tempo e, non riconosciuto dalla donna, mette alla prova la sua fedeltà corteggiandola. Ma la fanciulla rifiuta dicendo di non potergli dare il suo cuore perchè è in attesa del ritorno del suo vero amore. L’uomo così rassicurato, si rivela alla donna e i due coronano il loro amore con il matrimonio.
La storia richiama le figure archetipe di Ulisse e Penelope, quando Ulisse, che ritorna dopo vent’anni dalla guerra (e dalle sue peripezie nei mari) alla sua Itaca sotto mentite spoglie, non è riconosciuto dalla moglie, e la interroga per mettere alla prova la sua fedeltà. E’ anche un tipico tema da romanzo sugli uomini che ritornano dalla guerra cambiati nel fisico e nella psiche o che sono palesemente un’altra persona, accettata nonostante tutto dalla moglie per lo più per motivi pratici; la moglie finisce poi per preferire questa nuova o diversa persona al precedente marito!

L’origine del tema nella balladry inglese e americana è stata identificata nella ballata seicentesca dal titolo “The constant maids resolution: or The damsels loyal love to a seaman” ritrovata sotto il titolo di “The Constant Damsel” nel “The Vocal Enchantress” (Dublino 1791) e in varie pubblicazioni americane ottocentesche sotto vari titoli. Molte sono le versioni testuali con piccole variazioni abbinate a diverse melodie

PRIMA MELODIA: JOHN RILEY

Pur essendo un brano tradizionale è stato accreditato a Rick Neff e Bob Gibson (dei Byrds, la versione americana dei Beatles), nell’album Fifth Dimension del 1966 (vedi): in realtà la canzone era già stata registrata da Joan Baez nel secondo album della folk singer americana pubblicato nel 1960 con il titolo di “John Riley“: le note riportano brano tradizionale, arrangiamento di Joan Baez. La melodia è delicata e sognante  e la sua versione è diventata uno standard.

ASCOLTA Broceliande

ASCOLTA Iernis

VERSIONE IERNIS
I
Fair young maid all in her garden,
strange young man passer-by, he said:
«Fair maid, will you marry me?».
This answer then was her reply:
II
‒ Οh, no, kind   sir, I cannot marry thee,
for I’ve a love and he sails the sea.
Though he’s been gone for seven years,
still no man shall marry me.
III
‒ What if he’s in some battle slain
or if he’s drowned in the deep salt sea?
What if he’s found another love
and he and his love both married be?
IV
‒ Well, if he’s in some battle slain
I will die when the moon doth wane.
And if he’s drowned in the deep salt sea,
then I’ll be true to his memory.
V
And if he’s found another love
and he and his love both married be,
I wish them health and happiness,
where they dwell across the sea.
VI
He pickes her up in his arms so strong
and kisses gave her: One, two, three. ‒ Say weep no more, my own true love, for I’m your long-lost John Riley!
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Una bella giovane fanciulla era nel giardino e un giovane forestiero le venne vicino
“Bella fanciulla, vuoi sposarmi?”
e con questa risposta replicò
II
“Oh no, gentile signore, non posso sposarvi
Poiché io ho un amore per mare,
anche se è via ormai da
sette anni, (1)
non sposerò nessun altro uomo”

III
“E se lui fosse stato ucciso in qualche battaglia o annegato nell’oceano,
o magari avesse trovato
un altro amore e si fossero sposati? ”
IV
“Se è deceduto in qualche battaglia
io morirò al calar della luna
e se lui è annegato negli abissi salati dell’oceano,
sarò fedele alla sua memoria.
V
E se ha trovato un nuovo amore
e si è sposato con un’altra,
auguro loro salute e felicità
ovunque vivano aldilà del mare ”
VI
Lui la prese tra le sue forti
braccia
e le diede uno, due e tre baci
“Non piangere
più, amore mio
perchè io sono il tuo a lungo perduto John Riley”

NOTE
1) ) sette è un numero ricorrente nelle ballate per indicare la durata di una separazione. Il riferimento al numero sette non è casuale: è un numero magico o simbolico legato alla morte o al cambiamento. Un tempo la ferma del servizio militare durava sette anni, se un marito partiva per la guerra e non tornava entro i sette anni, la moglie poteva risposarsi.

seconda parte continua

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15555
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=67277