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IL CUCULO ARALDO DELLA PRIMAVERA

Cuculo canta gagliardo e robusto:
«Benvenuta o bella Estate:
diminuisce la forza del vento
che spezzava i boschi frondosi».
(ANTICA LIRICA IRLANDESE tratto da qui)

Nelle canzoni degli antichi bardi dedicate alla Stagione chiara dell’anno ci sono sempre molte immagini riferite agli uccelli e al loro canto: merli, allodole, fanelli, usignoli e cuculi sono quelli più citati e nella stagione invernale non mancano mai pettirossi e scriccioli.

Il cuculo arriva dall’Africa tra la fine di marzo e i primi d’Aprile e inizia subito il corteggiamento innalzando il suo caratteristico canto . Nell’Europa Settentrionale arriva un po’ più tardi, all’incirca a metà aprile. In ogni caso il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più. La femmina emette una nota molto lunga e gorgheggiante simile a un «puhuhhuhuhu». Il verso del cuculo maschio è stato reso famoso dagli orologi a pendolo in legno (gli orologi a cucù di teutonica memoria)

ASCOLTA

IL CUCULO INDOVINO

La sua presunta longevità (nei proverbi si dice “”Vecchio come il cucco”) lo ha trasformato in veggente. E’ un uccello che predice il futuro in particolare lo interrogano le ragazze da marito per chiedere entro quanti anni si sposeranno: c’è pure una filastrocca che recita
O cucco, cucco dal becco fiorito
dimmi quanti anni sto a prender marito
dopo di chè si conteranno i versi in risposta, un anno per ogni cucù. Una volta sposata la donna potrà ancora interrogare il cuculo per sapere quanti figli avrà. Ma al cuculo si possono chiedere anche quanti anni restano ancora da vivere.. o quanti anni si dovranno passare in purgatorio per redimere i propri peccati prima di poter andare in paradiso.

Il suo simbolismo è spesso negativo: partendo dall’osservazione che la femmina depone il suo uovo nei nidi altrui, il cuculo è diventato sinonimo di cornuto (in francese cornuto si  dice cocu mentre in inglese cuckold). La tradizione vuole che quando si sente per la prima volta nella nuova stagione il canto del cuculo, bisogna subito controllare se in tasca avanza qualche monetina: l’anno in arrivo sarà privo di problemi economici. Non averne è l’annuncio della miseria in arrivo. Vedere un cuculo da vicino è in genere sinonimo di fortuna.

L’arrivo del cuculo dalla migrazione invernale era una data importante, sulla quale, nelle campagne, ci si basava per programmare molte operazioni agricole. A Bologna si diceva che “Quando canta il cuculo, c’è da fare per tutti”, cioè iniziano i lavori agricoli. L’arrivo di questo uccello era previsto per i primi giorni d’aprile, e quando tardava ci si preoccupava: “Il due o il tre d’aprile, il cuculo ha da venire. L’otto, se non è venuto, o che è morto, o che è cotto”. Nel Bolognese, a chi è ardito con le parole, ma non lo è poi nei fatti, si dice “Come il cuculo, tutta voce e penne”. Questo volatile è infatti un gran chiacchierone: il maschio, una volta stabilitosi in un certo territorio, trascorre, ad esempio, ore e ore a ripetere incessantemente il suo cu-cù (da cui anche il nome). (tratto da qui)

Cuculus_canorus

SUMER IS ICUMEN IN

Il canto in canone è conosciuto con il titolo “La rota di Reading” dal nome dell’abbazia inglese in cui è stato rinvenuto (il manoscritto è ora conservato al British Museum di Londra vedi qui) e vuole imitare il verso del cuculo. Rota è il termine antico per ruota nel senso di circolo (round), così è l’andamento del canto in canone circolare o perpetuo (canon perpetuus): la melodia viene ripetuta a più voci che iniziano il canto ad intervalli successivi e proseguono di modo da fondersi in un’armonia. Quando ogni voce del canone arriva al termine, ricomincia dall’inizio. La Rota è una composizione tipica della tradizione inglese del XIII-XIV secolo, e “Sumer is icumen in”, scritto in inglese medio (Middle English) da un autore anonimo, risale probabilmente al XIII secolo.

Il manoscritto oltre alla notazione musicale contiene specifiche indicazioni per l’esecuzione del canone (scritte in inchiostro nero): le voci devono essere almeno 2 e il manoscritto prevede l’esecuzione del canone fino a 4 persone alle quali si aggiungono 2 voci di basso pure loro in canone che cantano un’ulteriore melodia detta “pes” (le indicazioni per il canto del  pedale -secondo canone- sono scritte con l’inchiostro rosso)

 

ROTA
Hanc rotam cantare possunt quatuor socii. A paucioribus autem quam a tribus aut saltem duobus non debet dici, preter eos qui dicunt pedem. Canitur autem sic. Tacentibus ceteris, unus inchoat cum hiis qui tenent pedem. Et cum venerit ad primam notam post crucem, inchoat alius, et sic de ceteris. Singuli vero repausent ad pausaciones scriptas, et non alibi, spacio unius longe note.

PES
1a voce: Hoc repetit unus quociens opus est, faciens pausacionem in fine.
2a voce: Hoc dicit alius, pausans in medio, et non in fine, sed immediate repetens principium.

TRADUZIONE ITALIANO
CANONE
Possono cantare questa rota quattro persone. Non può essere eseguita da meno di tre o al minimo due, oltre a quelli che cantano. Per cantare si procede in questo modo. Mentre gli altri stanno zitti, uno inizia la rota insieme con i due che cantano. Ma quando il primo arriva alla prima nota dopo la croce, un secondo cantore inizia da capo. Gli altri seguono allo stesso modo. Ogni cantore deve rimanere in silenzio, per la durata di una longa, dov’è indicata la pausa, ma non altrove.
PEDALE
Una voce ripete questa parte tante volte quante sono necessarie, facendo una pausa alla fine.
Un’altra voce canta questa parte facendo una pausa a metà, ma non alla fine, e poi ricominciando immediatamente.

ASCOLTA Richard Thompson che sviluppa il canto con due voci per la rota + 2 voci per il pes

ASCOLTA Hilliard Ensemble

WESSEX DIALECT
I
Svmer is icumen in,
Lhude sing, cuccu!
Groweþ sed and bloweþ med
And springþ the wude nu.
Sing, cuccu!
II
Awe bleteþ after lomb,
Lhouþ after calve cu
Bulluc sterteþ, bucke uerteþ(1).
Murie sing, cuccu!
Cuccu, cuccu,
Wel singes þu, cuccu.
Ne swik þu naver nu!
Pes:
Sing cuccu nu, sing cuccu!
Sing cuccu nu, sing cuccu!
INGLESE MODERNO
I
Summer has come
Loudly sing, cuckoo!
Grows the seed and blossoms the meadow
And the wood springs anew
Sing, cuckoo!
II
The ewe bleats after the lamb
The cow  lows after the calf.
The bullock stirs(1), the buck leaps forth(2).
Merrily sing, cuckoo!
Cuckoo, cuckoo,
Well sing you, cuckoo!
Don’t ever you stop now
Pes:
Sing cuckoo now, sing cuckoo!
Sing cuckoo now, sing cuckoo!

NOTE
1) tradotto anche “il toro s’impenna
2) bucke uerteþ lascia adito a due diverse interpretazioni
the buck leaps forth= corre saltando la capra; secondo un’altra interpretazione fertheth deriverebbe dal verbo *feortan = fart (“emettere gas intestinale o aria”), opzione supportata dal fatto che non sarebbe un canto a contenuto serio o religioso. La traduzione diventa the buck fartsla capra emette peti; buck viene anche tradotto a volte come stag= cervo

TRADUZIONE ITALIANO
I
È arrivata l’estate
Canta a squarciagola, cuculo!
germoglia il seme e fiorisce il prato,
il bosco si risveglia:
canta, cuculo!
II
La pecora bela al suo agnellino,
la mucca muggisce al suo vitellino,
salta il toro(1), corre saltando la capra(2),
canta allegramente, cuculo!
Cucù, cucù,
Tu canti bene, cucù!
Ora non smettere più.
PES
Canta ora, cucù, canta, cucù!
Canta ora, cucù, canta, cucù!

FONTI
Volario, Alfredo Cattabiani
mia madre classe 41

http://www.naturamediterraneo.com/cuculo/
https://it.wikipedia.org/wiki/Sumer_is_icumen_in
http://alamire.altervista.org/testi/SumerIsIcumenIn.pdf
http://www.imperialbulldog.com/2011/04/29/il-cuculo-non-fa-primavera/
https://clamarcap.wordpress.com/2013/05/05/sumer-is-icumen-in-2/

 

TWA CORBIES

Nella ballata tradizionale di autore anonimo, anche in Child ballad #26, tre o due corvi osservano il cadavere di un cavaliere e decidono che potrebbe essere la loro colazione: nella versione scozzese il corpo giace nell’erba incustodito, mentre nella versione inglese è vegliato dai suoi fedeli cani e falchi da caccia, finchè si avvicina una donna-cerva che lo seppellisce.

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VERSIONE SCOZZESE: TWA CORBIES

Nel dialetto delle Lowland, la versione è fatta risalire al XIII o al XIV secolo, e si ritrova stampata per la parte testuale in “Minstrelsy Ancient and Modern di William Motherwell (1827)

MEMENTO MORI

Tema iconografico onnipresente nel Medioevo, declinato però con la vanitas che porta a riflettere sulla caducità della vita umana.
La locuzione latina ha origine nella Roma antica quando prima del corteo detto “Trionfo” al festeggiato era ricordata la limitatezza della vita umana per evitare che, ubriacato dall’acclamazione popolare, il generale di turno ardisse farsi imperatore. Per placare i deliri di onnipotenza il memento mori ricordava di non prevaricare gli altri cittadini.
La tradizione poi proseguì durante l’impero con il più umile degli schiavi che osava apostrofare il più potente degli uomini con tale frase prima della sfilata. L’emozione della gloria si venava così di tristezza e della consapevolezza della transitorietà di ogni vittoria.

Il nostro morto è un cavaliere e il motivo della sua morte non è dato: potrebbe trattarsi di un incidente durante la caccia, più che la morte in battaglia, o un assalto a tradimento o un duello; forse era un cavaliere errante che si è perduto nel suo vagabondare o è perito per difendere i deboli o è stato vittima di un incantesimo; nessun altro, tranne i due corvi, è a conoscenza o si cura della sua morte. Il suo corpo giace abbandonato e dimenticato dalla sua dama (una dame sans merci) che ha già rivolto le sue attenzioni ad un altro cavaliere. L’ultima strofa ci lascia una descrizione quasi pre-romantica e gotica delle ossa del cavaliere che imbiancano al sole e con le quali il vento suona la sua lugubre melodia.

MELODIE
La musica attualmente abbinata deriva da “Al Alar’ch” (il cigno) una melodia tradizionale bretone che è stata accoppiata dal poeta scozzese Morris Blythman (1919-1981), noto con lo pseudonimo di Thurso Berwick (vedi), negli anni del 1950: fu quindi Ray Fisher a rendere popolare questa versione nel 1962.

ASCOLTA Bedlam ovvero Gregor Harvey and Grant Foster interessante lavoro con le due voci e una vibrante chitarra
ASCOLTA Damh the Bard
Oppure in versione “barbarian”
ASCOLTA Schelmish
ASCOLTA Omnia

ALTRE MELODIE
ASCOLTA Stephen Moncrieff e Carolyn Forbes con una melodia leggermente diversa, più lenta e malinconica
Altra melodia riportata dai cantori della tradizione in Tobar Dualchais (ASCOLTA anche con un testo diverso)

VERSIONE ORIGINALE
I
As I was walking all alane,
I heard twa corbies makin a mane;
The tane unto the ither say,
“Whar sall we gang and dine the-day?”
II
“In ahint yon auld fail dyke,
I wot there lies a new slain knight;
And nane do ken that he lies there,
But his hawk, his hound an his lady fair.”
III
“His hound is tae the huntin gane,
His hawk tae fetch the wild-fowl hame,
His lady’s tain anither mate,
So we may mak oor dinner swate.”
IV
“Ye’ll sit on his white hause-bane,
And I’ll pike oot his bonny blue een;
Wi ae lock o his gowden hair
We’ll theek oor nest whan it grows bare.”
V
“Mony a one for him makes mane,
But nane sall ken whar he is gane;
Oer his white banes, whan they are bare,
The wind sall blaw for evermair.”

STANDARD ENGLISH
I
As I was walking all alone,
I heard two crows (or ravens) making a moan; One said to the other,
“Where shall we go and dine today?”
II
“In behind that old turf wall,
I sense there lies a newly slain knight;
And nobody knows that he lies there,
But his hawk, his hound and his lady fair.”
III
“His hound is to the hunting gone,
His hawk to fetch the wild-fowl home,
His lady’s has taken another mate,
So we may make our dinner sweet.”
IV
“You will sit on his white neck-bone,
And I’ll peck out his pretty blue eyes;
With one lock of his golden hair
We’ll thatch our nest when it grows bare.”
V
“Many a one for him is moaning,
But nobody will know where he is gone;
Over his white bones, when they are bare, The wind will blow for   evermore.”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Mentre camminavo tutto solo
ho sentito due corvi lamentarsi
uno diceva all’altro:
“Dove andremo a desinare oggi?”
II
“Dietro a quel vecchio muro ricoperto di erba
sento che giace un cavaliere appena ucciso
e nessun sa che sta lì
tranne che il suo falco, il suo cane e la sua bella signora”
III
“Il suo cane è andato a caccia,
il suo falco sfreccia verso il suo rifugio
la sua signora si è presa un altro amante,
così possiamo desinare indisturbati”
IV
“Tu ti poserai sul suo bianco osso del collo,
e io beccherò i suoi begli occhi azzurri;
con una ciocca dei suoi capelli biondi
noi ripareremo il nostro nido quando diventerà rado”
V
“Molti per lui piangono,
ma nessuno sa dove sia andato
tra le sue bianche ossa quando saranno denudate
il vento soffierà per sempre.

LA VERSIONE INGLESE: THREE RAVENS

Qui i corvi sono tre e il testo è in inglese, accanto al cadavere del cavaliere giacciono i suoi fedeli cani e falchi, e una donna-cerva lo seppellisce. Vernon Chatman in “The three ravens explicated“, 1963 ipotizza che la donna-cervo sia una sorta di donna-centauro e che l’origine della ballata sia irlandese (o quanto meno che la ballata sia derivata da una versione irlandese) (vedi anche in htm): egli ipotizza che il cavaliere appartenga al Clan del Cervo Rosso e che la donna-cervo sia lo spirito-guardiano in forma animale ma anche di fanciulla. Il riferimento però va anche alla corrigan del folklore bretone, la fata-cerva del Greenwood ovvero il bosco sacro che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti simile alle sirene) continua
Così i tre corvi sono il simbolo della dea Morrigan la triplice dea della morte che aleggia sui campi di battaglia. continua

Versione A – Child #26

in “Melismata Mvsicall Phansies. Fitting the Covrt, Citie, and Covntrey Hvmovrs. To 3, 4, and 5 Voyces” musica di Thomas Ravenscroft (1611).
Nella sua probabile esecuzione originale in epoca Tudor (splendide esecuzioni anche dai contro-tenori Henry de Rouville ASCOLTA, Andreas Scholl ASCOLTA, purtroppo non ho trovato su YouTube Alfred Deller – ma si può ascoltare su Spotify)
ASCOLTA Hilliard Ensemble


I

There were three ravens sat on a tree,
downe a downe, hay downe, a downe(1),
They were as black as they might be.
with a downe, downe, downe(1)
Then one of them said to his mate,
Where shall we now our breakfast take?
With a downe, derrie, derrie, downe, downe(1).
II
Down in yonder dear green field,
There lies a Knight slain under his shield,
His hounds they lie down at his feet,
So well do they their Master keep,
III
His hawks they fly so eagerly,
There’s no fowl dare him come nie(2)
Down there comes a fallow doe(3),
As great with young as she might go (4),
IV
She lifted up his bloody head,
And kissed his wounds that were so red,
She got him up upon her back,
And carried him to earthen lake(5),
V
She buried him before the prime(6),
She was dead herself ere even-song time.
God send every gentleman,
Such hawks, such hounds, and such a Leman(7)

(Traduzione italiano   Cattia Salto)
I
C’erano tre corvi appollaiati sull’albero
sconsolato, tutto sconsolato, sei depresso
erano neri come devono essere
assolutamente sconsolato
allora uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”

II
Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso
i cani giacciono ai suoi piedi
Per vegliare bene il loro padrone
III
I suoi falchi volano con ardore
nessun alto uccello osa volargli vicino
si avvicina là una cerva gravida così avanti con il piccolo come dovrebbe   essere
IV
Lei alzò la sua testa insanguinata
e baciò le sue ferite che erano così rosse
lei lo prese sulla sua schiena
e lo portò sul lago di creta
V
Lo seppellì avanti l’ora prima,
ed era morta anche lei all’ora di compieta
che Dio mandi a ogni gentiluomo
tali falchi, cani e amante

NOTE
1) refrein apparentemente nonsense, ma Vernon Chatman (nella sua opera già citata) propende come traduzione per una frase in senso compiuto: We find in the Oxford Universal Dictionary (1955) that ‘down’ can be used as an adverb either attributively or by ellipsis of some participial word in the sense of “dejected.”” Also, we find that ‘a’ can be used as a preposition as in ‘a live’ or as an adjective in the sense of “all.” Further, we find that ‘hay’ can be used as an interjection in the sense of “thou hast (it)” and that it occurs in the phrase ‘to make hay’ this phrase meaning “to make confusion.” Thus, the sense of line two is something like the following: 1) Dejected all dejected, thou hast dejection [thou art dejected?], thou hast dejection; or 2) Dejected all dejected, confused and dejected, confused and dejected.
Relative to line four we find in the Oxford Universal Dictionary that ‘with’ can be used to form adverb phrases denoting “to the fullest extent.” Thus, the sense of the fourth line is something like the following: Utterly (completely) dejected. Line seven presents the gravest difficulty; however, it can be surmounted. The problem here centers upon ‘derrie.’ Checking this time with Encyclopaedia Britannica (1956) we find that Londonderry was once named ‘Derry.’ Derry is an appropriate locale for the scene depicted in “The Three Ravens:” the Scandinavians plundered the city, and it is said to have been burned down at least seven times before 1200; it thus is a site of many battles. Line seven now “means” something like the following: Utterly dejected in Derry, in Derry, dejected, dejected.
2) nigh
3) letteralmente cerbiatta a maggese ma anche daino dal manto maculato. Una metafora per indicare una donna incinta? Come sia la donna-animale muore stremata dopo aver seppellito il corpo o affranta dal dolore per la morte del suo cavaliere
4) significa che si trova in uno stato avanzato della gravidanza?
5) lago di creta o lago asciutto o terra molle ossia un corpo d’acqua alimentato solo dalla pioggia, richiama la pozzanghera ed è una metafora per indicare la tomba o fossa
6) prime: suddivisione del tempo secondo le ore canoniche stabilite dalla chiesa cristiana per la preghiera comune (liturgia delle ore)
Mattutino: prima dell’alba
Lodi: all’alba
Prima: ore 6:00
Terza: ore 9:00
Sesta: ore 12:00
Nona: ore 15:00
Vespri: tramonto
Compieta: prima di coricarsi
7) termine arcaico per amante

32

ASCOLTA Loreena McKennitt live arpa e voce nei suoi primi concerti (con il testo standard)
ASCOLTA Cecile Corbel in Songbook Volume 1 che ha invece modificato la struttura della ballata introducendo un ritornello

chorus
Down-a-down, hey! down
They were as black as they might be
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
There were three ravens sat on a tree,
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down

The one of them said to his mate,
“Where shall we our breakefast take?”
“Down in a yonder green field,
There lies a knight slain under his shield.”

“His hounds they lie down at his feet,
So well they can their master keep.
“His hawks they fly so eagerly,
There’s no fowl dare him to come nigh.”

Down there comes a fallow doe
As great with young as she might goe.
She buried him before the prime,
She was dead herself ere even-song time.

TRADUZIONE ITALIANO
Ritornello
Down-a-down, hey! down
Erano neri come devono essere
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry
Down-a-down, hey!   down
c’erano tre corvi appollaiati sull’albero
Down-a-down, hey! down
With a down derry derry down

Uno di loro disse ai compagni,
“Dove andremo per colazione?”
“Laggiù in quel bel campo verde
sotto allo scudo giace un cavaliere ucciso

I cani giacciono ai suoi piedi
Per vegliare bene il loro padrone
I suoi falchi volano con ardore
nessun alto uccello osa volargli vicino

Si avvicina là una cerva gravida
così avanti con il piccolo come dovrebbe
Lo seppellì avanti l’ora prima
ed era morta anche lei nel tempo di una canzone