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El cant dels ocells

La tradizione popolare di molti paesi europei ha tramandato fino ad oggi canti risalenti quantomeno al Medioevo con particolare riferimento ai canti natalizi. Di alcuni si sono perse completamente le tracce scritte (se mai vi furono) come per questo “Canto degli Uccelli”.

La notte di Natale è piena di prodigi, anche gli animali e in particolare gli uccelli, si danno convegno nella grotta in cui Gesù è nato.
Così l’anedottica popolare crea  storielle fantasiose: la cicogna si toglie le soffici piume del petto per rendere più comoda la culla e per questo diventa la protettrice dei bambini; il pettirosso per tutta la notte ravviva con le sue ali il fuoco del braciere e il suo petto rosso bruciacchiato dalle fiamme, diventa il segno della sua generosità; l’usignolo prima muto trova la voce per la sua prima volta, ispirato dai cori degli angeli e il suo canto resterà per sempre ad allietare gli uomini come un’eco della gloria divina.
La civetta che non si sveglia viene condannata per l’eternità a nascondersi di giorno e a trascorrere le notti a lamentarsi.

LA VERSIONE CATALANA

El cant dels ocells ( o aucells) ha ricevuto la sua melodia definitiva dal violoncellista Pau Casals che, schieratosi contro i militari franchisti e la dittatura, preferì vivere in esilio fino al 1950: il canto degli uccelli è un inno alla pace e alla gioia.
Casals era solito dire:”L’amore per il proprio Paese è una cosa splendida. Ma perché l’amore dovrebbe fermarsi al confine? Tutti siamo foglioline del medesimo albero e l’albero è l’umanità“.

ASCOLTA Pau Casals

ASCOLTA Hespèrion XXI & Jordi Savall – Mare Nostrum, 2011

ASCOLTA Fernando Ortega ancora una bellissima versione strumentale per piano

Gli uccelli nelle 15 strofe originali della versione catalana sono ben 32 ma oggi si cantano  le prime tre o quattro strofe.
Il canto viene eseguito per lo più in versione strumentale con canto lirico oppure voci bianche.

ASCOLTA Escolania de Montserrat (strofe I, VI, VII)


I
En veure despuntar
El major illuminar (1)
En la nit mes joiosa;
Els ocellettes cantant
a festejarlo van,
Amb sa veu melindrosa.
II
L’àliga imperial
Va pels aires volant
Cantant amb melodia,
Dient: “Jesus es nat
Per treure’ns del pecat
I darnos alegria”.
III
Respont-il el pardal:
“Esta nit es Nadal
I es nit de gran contento”
El verdum i el lluer
Diuen, cantant tambe:
“O, quina alegria sento”.
IV
Cantava el passarell:
‘Oh, que formós i que bell
és l’Infant de Maria!’.
I lo alegre tord:
‘Vençuda n’és la mort,
ja neix la Vida mia’.
V
Cantava el rossinyol:
‘Formós és com un sol,
brillant com una estrella’.
La cotxa i lo bitxac
festegen el manyac
i sa Mare donzella.
VI (2)
Cantava la perdiu:
“Me’n vaig a fer el niu
Dins d’aguella establia,
per a veure l’Infant
com està tremolant
als braços de Maria.”
VII
La garsa, griva i gaig
diuen: “Ara ve el maig! (3)”
Respon la cadernera:
“Tot arbre reverdeix,
tota branca floreix
com si fos primavera”.
Traduzione italiano*
I
Vedendo sorgere
l’astro più luminoso
nella notte più gioiosa;
gli uccellini gli fanno festa
mettendosi a cantare
con le loro voci ostinate.
II
L’aquila imperiale
vola alta nel cielo
e canta melodiosa
dicendo “Gesù è nato,
per liberarci dal peccato
e darci gioia”
II
Risponde il passerotto:
“Oggi, notte di Natale,
è una notte di grande felicità”
Il verdone e il lucherino,
anche loro cantando dicono :
“Oh che gioia sento”
IV
Cantava il fanello
“Ma come paffuto e bello
è il figlio di Maria”
e risponde il tordo
“Vinta è la morte
ora nasce la vita mia”
V
Cantava l’usignolo
“E’ bello come il sole
e luminoso come una stella”
Il codirosso e il saltimpalo
fanno festa al bimbo
e alla vergine madre.
VI
Cantava la pernice:
“Vado a farmi il nido
dentro a quella stalla
per ben vedere il bimbo
che sta tremando
tra le braccia di Maria”
VII
La gazza, il tordo e la ghiandaia
dicono “Ora arriva maggio!”
Risponde il cardellino:
“Ogni albero rinverdisce,
ogni pianta fiorisce
come se fosse primavera”

NOTE
* tratto da qui
1) è il Natale del Sole luminoso che diventa un più generico Astro tradotto poi con stella (la stella cometa).  Gesù si appropria della festa romana riservata al Sol Invitto
2) in realtà è la XII strofa
3) nei primi tempi del Cristianesimo il Natale si festeggiava nei mesi primaverili  e fu probabilmente per contrastare la diffusione del culto solare promosso nel III secolo dall’Imperatore Aureliano che la Chiesa romana stabilè che il 25 dicembre era nato Gesù.

continua Versione inglese e francese

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carol_of_the_birds.htm
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=3178&lang=it

La Danza Macabra: ad mortem festinamus

Dal Manoscritto “Llibre Vermell” (ossia il Libro Rosso) nel monastero di Montserrat (nella montagna catalana a Nord di Barcellona) in cui sono raccolti i più popolari canti del pellegrinaggio medievale, “Ad Mortem festinamus” è l’unica danza macabra pervenutaci in forma integrale dal Medioevo.

Il manoscritto è stato compilato nel 1396-99 dai monaci e conteneva principalmente i racconti dei miracoli della Madonna Nera di Montserrat nonché svariati canti dei pellegrini; di questi solo dieci sono giunti sino a noi con tanto di notazione musicale (notazione mensurale). Bisogna dire che l’intento del monaco che trascrisse i brani era quello di “contenere” l’esuberanza popolare in modo che canti e danze non fossero men che rispettosi e sobri. Così si legge in calce al foglio 21v: .. poiché i pellegrini .. sono pervasi dal desiderio di cantare e danzare, e siccome in questi luoghi essi non devono cantare altro che cantilene oneste e devote, alcune di esse sono annotate di seguito. Queste pertanto dovranno essere eseguite in modo onesto e sobrio, affinchè non siano disturbati i fedeli intenti alla preghiere e alle devote contemplazioni.”

Escolanía de la Santa Cruz del Valle de los Caídos & Atrium Musicae la eseguono con un incedere solenne versione che più si avvicina alle esortazioni del monaco di cantare” in modo onesto e sobrio..”

madonna-montserrat
Miniatura da Llibre Vermell

Ascoltiamo il brano nell’esecuzione di Jordi Savall una figura di tutto rispetto nell’ambito della musica storica
ASCOLTA Jordi Savall & Hespèrion XXI: Savall suona una sorta di viola da gamba che chiama lira d’Esperia ovvero la viella da gamba medievale

ASCOLTA Micrologus in Llibre Vermell de Montserrat S. XIV 2005
C’è da osservare che il monastero di Montserrat era un luogo di cura oltre che di preghiera nel senso che era l’ultima spiaggia dei malati di lebbra, tifo petecchiale, il “fuoco di Sant’Antonio” etc: il malato trascorreva la notte in veglia nel recinto sacro ovvero per lo più all’addiaccio fuori dal Monastero, per poter in ultimo genuflettersi davanti alla statua della Madonna, invocando la guarigione. “Ad mortem festinamus” era perciò il canto come dire più “azzeccato” essendo un inno in cui gli uomini sono invitati a riconoscere la sovranità della morte affinchè smettano di peccare e soprattutto si pentano dei propri peccati in vista del suo inevitabile (e prossimo) sopraggiungere.

Gli studiosi ritengono che il testo riprenda il soggetto di un canto latino più antico “Scribere proposui” strutturandolo secondo i modi propri del virelai, una forma musicale da danza tipicamente duecentesca, è infatti uno dei tre virelais monodici superstiti del Codice. Si ritiene si tratti di un contraffactum ovvero che l’anonimo monaco compositore abbia sostituito il testo originale con quello di propria invenzione mantenendo però la musica originaria di ambito popolare.

 IL VIRELAI
Il virelai è un tipico componimento dei trovieri (scritto in lingua d’oil ovvero in francese antico) ma è anche la struttura tipica delle laudi italiane del Due-Trecento nonché delle Cantigas de Sancta Maria in lingua gallega (e più in generale di alcuni canti di pellegrinaggio), sicchè possiamo affermare che la danza era diffusa in terra francese, italiana e spagnola sebbene le sue origini siano remote e ignote.

Dal punto di vista musicale “Ad mortem festinamus” è formato da nove stanze con schema Abba con ritornello e volta che portano lo stesso tempo. Ci sono quindi solo due idee musicali, ritornello e volta (idea A), strofa (idea B) ma il ritornello è affidato al coro mentre strofa e volta sono cantate dalla voce solista, così la voce solista anticipa nella volta (a) il tema musicale del ritornello ripetuto dal coro (A).
In coda è eseguita una specie di litania. A questa tessitura musicale vocale si aggiungono gli strumenti musicali, non solo in accompagnamento al canto come per le monodie dell’anno mille, bensì come terzo elemento a cui affidare preludi e variazioni e anche il giro del ritornello. Una stupefacente varietà melodica rispetto al secolo precedente!!


VIDEO
Vento del Tempo” una ipotesi di ricostruzione della danza che inizia in cerchio e con gesti che mimano il mietere della falce e prosegue come farandola

E se proprio vogliamo spaziare nelle versioni contemporanee del medioevo rivisitato dai gruppi rock e metal
ASCOLTA Qntal un medioevo tecno

I stanza A (ritornello – tornada)
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
bb (strofa)
Scribere proposui
de contemptu mundano,
ut degentes seculi
non mulcentur in vano.
a (volta)
Iam est hora surgere
a sompno mortis pravo,
a sompno mortis pravo
II stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Vita brevis breviter
in brevis finietur,
mors venit velociter
que neminem veretur,
omnia mors perimit
et nulli miseretur,
et nulli miseretur.
III stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Ni conversus fueris
et sicut puer factus
et vitam mutaveris
in meliores actus,
intrare non poteris
regnum Dei beatus
regnum Dei beatus.
IV stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Tuba cum sonuerit,
dies erit extrema,
et iudex advenerit,
vocavit sempiterna
electos in patria,
prescitos ad inferna
prescitos ad inferna.
V stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Quam felices fuerint,
qui cum Christo regnabunt.
Facie ad faciem
sic eum adspectabunt,
Sanctus, Sanctus, Dominus
Sabaoth conclamabunt
Sabaoth conclamabunt.

VI stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Et quam tristes fuerint,
qui eterne peribunt,
pene non deficient,
non propter has obibunt,
heu, heu, heu, miserrimi,
nunquam inde exibunt
nunquam inde exibunt.
VII stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Cuncti reges seculi
et in mundo magnates
adventant et clerici
omnesque potestates,
fiant velut parvuli,
dimitant vanitates
dimitant vanitates.
VIII stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Heu, fratres karissimi,
si digne contemplemus
passionem Domini
amare et si flemus,
ut pupillam occuli
servabit, ne peccemus
servabit, ne peccemus.
IX stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Alma Virgo Virginum,
in celis coronata,
apud tuum filium
sis nobis advocata
et post hoc exilium
ocurrens mediata
ocurrens mediata.

Ad mortem festinamus,
peccare desistamus, peccare desistamus
Vile cadaver eris: cur non peccare vereris?
Vile cadaver eris: cur intumescere quaeris?
Vile cadaver eris: ut quid pecuniam quaeris?
Vile cadaver eris: quid veges pomposas geris?
Vile cadaver eris: ut quid honores quaeris?
Vile cadaver eris: cur non paenitens confiteris?
Vile cadaver eris: contra proximum non laeteris?

TRADUZIONE ITALIANO (avevo questa trascrizione tra le mie carte, ma non so più chi sia il traduttore)
La morte in fretta si avvicina smettiamo di peccare, smettiamo di peccare Mi sono proposto di scrivere sul disprezzo mondano, perchè chi si affligge in terra non si strugga invano. E ormai ora di sorgere dal maligno sonno della morte. La vita breve in breve finisce e la morte che veloce giunge nessuno deve temere. Tutto la morte distrugge e di nessuno ha compassione.
Se non ti convertirai e non ritornerai come bambino e la vita non muterai in azioni migliori non potrai entrare da beato nel regno di Dio. Quando la tromba suonerà, sarà il giorno estremo e il giudice verrà a decidere le sorti eterne: gli eletti alla casa del padre e i condannati all’inferno. Quanto saranno felici coloro che con Cristo regneranno e volto contro volto lo potranno contemplare “Santo, Santo, il Signore Sabaoth” insieme cantando.
E quanto tristi saranno coloro che moriranno per sempre e a loro pur non mancheranno le pene. Ahi miseri, mai di lì usciranno. Tutti i re del mondo e chi nel mondo è potente facciano attenzione, ed anche i chierici, e tutte le potestà: diventino come bambini, lascino ciò che è vano. Oh fratelli carissimi, se soltanto contemplassimo in giusta maniera l’amara passione di Dio e piangessimo tanto da non serbare pupilla nell’occhio e così non peccare. Nutrice Vergine tra le vergini, assunta in cielo presso tuo figlio, tu sei nostra avvocata, e dopo questo esilio lassù ci aiuterai ad entrare.
Sarai un vile cadavere: perchè non hai paura di peccare? perchè aspiri alla gloria? perchè cerchi la ricchezza? perchè porti vesti sfarzose? perchè agogni gli onori? perchè non confidi nella penitenza? della tua sorte prossima non ti rallegri?

 

continua prima parte: la danza Macabra

FONTI
http://www.latelanera.com/abisso/articolo.asp?id=183 http://www.8notes.com/scores/6264.asp http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/shakingofthesheets.html http://thesession.org/tunes/7110 http://www.mondimedievali.net/sire/fratello2.htm http://ballifolk.altervista.org/farandoulo.html
http://www.ilsorrisodellabagiua.com/dblog/articolo.asp?articolo=73