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MY BOATMAN

“Fear a’ bhàta” è una canzone in gaelico scozzese probabilmente di fine ‘700 e la leggenda (un’aggiunta aneddotica alle versioni ottocentesche andate in stampa) dice che sia stata scritta da Sine NicFhionnlaigh (Jean Finlayson) di Tong piccolo villaggio sull’Isola di Lewis (Ebridi) per un giovane pescatore di Uig, Domhnall MacRath (Donald MacRae) che ha alla fine sposato.
Versificata anche in inglese con il titolo O Boatman (My Boatman) mantendendo il coro in gaelico.
Tra tutte le versioni in inglese (vedi), la più preziosa anche dal punto di vista della scrittura è senz’altro quella del 1849 con le parole tradotte dal gaelico da Thomas Pattison e l’arrangiamento melodico di Malcolm Lawson (pubblicata in “Songs of the North”, MacLeod e Harold Boulton, 1895)

ASCOLTA Silly Wizard in Caledonia’s Hardy Sons 1978, Andy Stewart – voce, Bob Thomas – chitarra; Johnny Cunningham – mandola, Phil Cunningham – tastiera elettronica

ASCOLTA Sandy Denny 

ASCOLTA North Sea Gas in The Fire and the Passion of Scotland 2013


VERSIONE DI THOMAS PATTISON
I
How often haunting the highest hilltop
I scan the ocean I sail tae sea/wilt come tonight love wilt come tomorrow?
Wilt ever come, love, to comfort me?
CHORUS
Fhir a bhata no horo eil’e(1)
Fhir a bhata no horo eil’e
Fhir a bhata no horo eil’e
o fare ye well, love, where e’er ye be
II
They call thee fickle, they call thee false one,
and seek tae change me, but all in vain;
no, thou art my dream yet throughout the dark night
and every morn yet I watch the main
III
There’s not a hamlet -too well I know it-
where you go wandering or stay(2) awhile
but all its old folks you win wi’ talking
and charm its maidens with song and smile
IV
Dost thou remember the promise made me
the tartan plaidie, the silken gown,
the ring of gold with thy hair and portrait(3)?
That gown and ring I will never own<

tradotto da Cattia Salto
I
Spesso salgo sulla collina più alta
e scruto il mare per vedere la tua vela
verrai stanotte amore o verrai domani?
verrai presto a confortarmi?
RITORNELLO
Uomo della barca la, la la (1)
Uomo della barca la, la la
Uomo della barca la, la la
e che ti vada bene ovunque tu sia
II
Ti chiamano il volubile ti chiamano il bugiardo
e cercano di farmi cambiare idea, ma invano perchè tu sei il mio sogno nell’oscurità per tutta la notte
e ogni mattino io guardo il mare
III
Non c’è borgo -lo so troppo bene
dove tu non vada  o ti fermi (2) un poco,
ma superi tutta la vecchia gente nelle chiacchiere
e incanti le fanciulle con la voce e il sorriso
IV
Ti ricordi la promessa che mi hai fatto
il plaid di tartan e la gonna di seta
il gioiello d’oro con i tuoi capelli e il ritratto (3)?
Quella gonna e gioiello non avrò mai

NOTA
1) sostanzialmente una frase non-sense che alcuni vogliono tradurre “and no one else” cioè come “mio e di nessun altra”
2) a volte come “sits”
3) in realtà si tratta di un piccolo medaglione con il coperchio all’interno del quale si celava una miniatura e una ciocca di capelli dell’innamorato
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45602

GRUAGACH-MHARA: A GRUAGACH OR A SELKIE?

Sebbene il termine gaelico Gruagach si traduca con “fanciulla“, il Gruagach del folklore scozzese è diventato più simile ad un folletto tipo Brownie che una fanciulla del Mare.

SPIRITO TUTELARE

Khatarine Briggs nel suo “Dizionario di fate, gnomi e folletti” parla dei Gruagach maschi delle Highlands scozzesi paragonandoli ai Brownie, belli e slanciati, elegantemente vestiti di rosso e dotati di capelli biondi, dediti alla sorveglianza del bestiame. La maggior parte però sono brutti e trasandati e come i Brownie aiutano gli uomini nei lavori domestici e agricoli.

Sorta di spirito tutelare della casa e del bestiame la gruagach è considerata un folletto da rabbonire con offerte di latte lasciate nelle coppelle dei massi erratici. Stuart McHardy ritiene tuttavia che la gruagach sia stata una divinità più potente e antica decaduta nel tempo al rango di guardiano. J.A. McCulloch (The religion of the ancient Celts, 1911) had this to say: “Until recently milk was poured on ‘Gruagach stones’ in the Hebrides, as an offering to the Gruagach, a brownie who watched over herds, and who had taken the place of a god”. Evans-Wentz in The Fairy Faith in Celtic Countries (1911) also describes the Gruagach, again stressing the link with cattle: “The fairy queen who watches over cows is called Gruagach in the islands, and she is often seen. In pouring libations to her and her fairies, various kinds of stones, usually with hollows in them, are used. In many parts of the Highlands, where the same deity is known, the stone into which women poured the libation is called Leac na Gruagaich, ‘Flag-stone of the Gruagach’. If the libation was omitted in the evening, the best cow in the fold would be found dead in the morning”. (tratto da qui)

LA FANCIULLA DEL MARE

John Gregorson Campbell nel suo “Superstitions of the Highlands and Islands of Scotland”, 1900 descrive il Gruagach come una fanciulla del mare dai capelli biondi: “A Gruagach haunted the ‘Island House’ (Tigh an Eilein, so called from being at first surrounded with water), the principal residence in the island, from time immemorial till within the present century. She was never called Glaistig, but Gruagach and Gruagach mhara (sea-maid) by the islanders. Tradition represents her as a little woman with long yellow hair, but a sight of her was rarely obtained. She staid in the attics, and the doors of the rooms in which she was heard working were locked at the time. She was heard putting the house in order when strangers were to come, however unexpected otherwise their arrival might be. She pounded the servants when they neglected their work.”

LA DEA DEL MARE

Così nella tradizione la gruagach è associata ad una vacca sacra giunta dal mare e ad una pietra coppellata per le offerte di libagioni (ovvero latte), una creatura soprannaturale in origine sicuramente di genere femminile  guardiana del bestiame di un determinato territorio. Potrebbe essere il ricordo di antichissimi rituali celebrati da sacerdotesse della Dea Madre e in seguito trasformate in creature fatate.

Stuart McHardy prosegue nel suo saggio: ‘Gruagach’ may mean “the long-haired one” and be derived from gruag = a wig, and is a common Gaelic name for a maiden, or a young woman. In A Midsummer Eve’s Dream (1971) Alexander Hope analyses16thC Scots poems by Dunbar. In the poem the Golden Targe Dunbar’s goddesses wear green kirtles under their green mantles and with their long hair hanging loose they are also presented as fairies in their appearance. The belief in a “fairy-cult” which Hope discerns in these and other works is quite clearly a remnant of an earlier pagan religion. .. Gruagach may be related to the Breton words Groac’h or Grac’h, a name given to the Druidesses or Priestesses, who had colleges on the Isle de Sein, off the NW coast of Brittany. These Groac’h were known for being involved in divination, healing and shape-shifting, and P.F.Anson (Fisher Folk Lore, 1965) says of them: “On the intensely Catholic Isle de Sein there used to be the conviction that certain women had what was known as ‘le don de vouer’, i.e. the power of communicating with the Devil or his emissaries, in other words that they were witches. Fishermen alleged that they had seen these women on dark nights launching mysterious boats (bag-sorcérs) to enable them to take part in a witches’ Sabbath or coven known as groach’hed”. (sempre tratto da qui)

Quindi la Gruagach è un altro nome della Cailleach, la dea primigenia della creazione come viene chiamata in Scozia, il cui ricordo ha lasciato una traccia nel folklore celtico e ci parla di un culto primordiale conservatosi pressoché immutato anche durante l’affermarsi del Cristianesimo e praticato soprattutto dalle donne con poteri sciamanici, ben presto demonizzate e declassate al rango di streghe.

Una creatura che si può associare alla Gruagach è il folletto-capra presente sia nel folklore irlandese con il nome di bocánach sia in quello delle Highlands scozzesi con il nome di Glaistig (metà donna e metà capra):  dai lunghi capelli biondi e bellissima nasconde la sua parte inferiore animale sotto una lunga veste verde. Nella sua versione  maligna la fanciulla è una sorta di sirena che attira l’uomo con un canto o una danza e poi si nutre del suo sangue. Al contrario nella sua versione benigna è considerata una protettrici del bestiame e dei pastori, oltre che dei bambini lasciati soli dalle madri per sorvegliare gli animali al pascolo.

continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/poor-horse.htm
https://listserv.heanet.ie/cgi-bin/wa?A2=ind9311&L=celtic-l&D=0&P=13250
http://www.goddessalive.co.uk/index.php/issues-21-25/issue-21/gruagach

AIGNISH ON THE MACHAIR

Una canzone dalle Isole Ebridi per commemorare la fine di una vita, colta dalla vecchiaia, così come dovrebbe essere una morte serena. La canzone esprime la nostalgia per la propria terra e il desiderio di giacere anche in morte, nel grembo della comunità di appartenenza.

aignish-cimitero
Il testo è stato composto da Agnes Mure Mackenzie di Stornoway, isola di Lewis (Ebridi esterne) su di una vecchia melodia scozzese. Nel canto si cita il cimitero di Aignish, un borgo poco distante da Stornoway già luogo di insediamenti monastici medievali. I ruderi di una piccola chiesa dedicata a S Columba sono il fulcro di un cimitero (per il clan dei Macleod) proprio a ridosso del mare. (vedi)

ASCOLTA Capercaillie in The blood is strong 1988 e ristampa 1995
Nell’album il brano è accreditato sia a John Archie Morrison che a Marjory Kennedy Fraser, che con il suo lavoro ha più arrangiato il materiale tradizionale delle isole Ebridi, che composto qualcosa di suo.

I
An ciaradh m”fheasgairs mo b`heath `air claiodh
Mo rosg air dunad`s a`bhas gun chli
Stuir curs` an lar leam gu Eilean ciatach
Gu Aignish sgiamhach far an d`araich mi
II
An sin gun cairich sibh mi` san fhod
A mheasg mo chairdean `smo shinnsrean coir
Ri toonan barr-gheal a` bualadh traghad
`Sri machair(2) Aignish nan laoighs nam bo.
III(3)
Bi eoin an aite gach la ri seinn
‘S an iarmailt ghorm sin gu h-ard os cionn
Is machair Aignis ri taobh na traghad
Gu tosdach samhach ‘s mi sint’ ‘s a’ chill
TRADUZIONE INGLESE*
I
When day is over and life is done
My eyes have closed and my strength has gone
Steer my course westwards(1) to the beautiful island
To lovely Aignish where I was raised
II
There please leave me by kith and kin
By parents kindly and all my friends
By white waves pounding on beaches sounding/And the plains of Aignish of the calves and cattle.
III
The birds of the place will sing every day
In those blue skies high above me
And the plains of Aignish beside the beach
Peaceful and still as I rest in the grave
tradotto da Cattia Salto
I
Quando il tempo è finito e la vita trascorsa, ho chiuso gli occhi e  le forze sono andate,
accoglimi allora nella Terra dell’Ovest(1) nella splendida isola
della bella Aignish dove sono cresciuta.
II
Là lasciatemi tra antenati e parenti con i genitori amati e tutti i miei amici,
tra il suono delle onde chiare che si frangono sulla spiaggia,
sulla piana (2) di Aignish delle mandrie
III
Gli uccelli del luogo canteranno tutto il dì
in quei cieli azzurri stesi su di me
sulla piana di di Aignish accanto al mare in pace e quiete così riposerò nella tomba

NOTE
* una traduzione più letterale qui
1) è l’Avalon, la terra delle fate, l’altromondo celtico
2) machair è una fertile pianura d’erba, come se ne trovano sulle isole Ebridi proprio a ridosso della spiaggia

La traduzione di Agnes Mure Mackenzie (in Lyra Celtica)

When day and night are over,
And the world is done with me,
Oh carry me west and lay me
In Aignish by the sea.

And never heed me lying
Among the ancient dead,
Beside the white sea breakers
And sand-drift overhead

The grey gulls are wheeling ever,
And the wide arch of sky,
Oh Aignish on the Machair(2),
And quiet, quiet there to lie.

FONTI
http://www.visitouterhebrides.co.uk/see-and-do/st-columbus-church-eaglais-na-h-aoidhe-p524161 http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/aignish.htm http://www.celticlyricscorner.net/macaskill/aignis.htm http://www.elvendale.de/songs/aignish.html
http://www.albumtrad.com/en/ishbel-macaskill/00392-sioda.xhtml http://www.alansim.com/scohtml/sco262.html http://www.cdandlp.com/kennedy-fraser-traditional/land-of-heart-s-desire-lisa-milne-sioned-williams/cd/r116587407/

JOY OF MY HEART

cottage-mullL’isola di Mull in gaelico scozzese si dice “Eillean Muilleach” è la seconda isola per grandezza delle Ebridi interne e si trova proprio di fronte alla penisola del Morven (vedi), la canzone è una dichiarazione d’amore ..  verso l’isola stessa, nel testo traspare lo spirito celtico, un profondo sentimento di comunione con la natura (mare e terra, uomo e dei nati da un primordiale incantesimo senza fine).

L’isola è nota per una canzone dei Tannahill Weavers i quali si sono ispirati al brano di Archie Fischer che l’accredita a H. Roberton (nel libro “Song of the Isles” 1950) dicendo che il testo è stato tradotta da una precedente versione in gaelico scozzese. Vero è invece il contrario: è stato John R. Bannerman a tradurre il testo di Roberton in gaelico. La melodia è un tradizionale dal titolo Leannan Mo Ghaoil.

Nelle note di commento i Tannahill Weavers  (che per chi non li conoscesse sono dei grandi mattacchioni) scrivono “We find on our travels that people who live hundreds of miles from the ocean (beachcombers do not tend to inhabit cities such as Omaha, Nebraska, or Stuttgart) find it hard to relate to the fact that it is possible to fall in love with an island.  Some have even gone so far as to say they find the whole idea perverse. We are happy to say that in Scotland we do not find it perverted in the slightest.  Falling in love with an island is an everyday occurrence here and perfectly acceptable to society in general. A Scottish pervert is something completely different… a man who prefers women to whiskey.” (tratto da qui)

IN VIAGGIO
http://www.unpontepercaledonia.it/isola-di-mull-giro-dellisola/ http://www.laphroaig.it/it/news/news_473.html http://hartofmull.co.uk/blog/
http://hartofmull.co.uk/blog/

ASCOLTA The Tannahill Weavers


Sing ye o’ the Cuillins o’ Skye
Harris, Dunvegan, fair Iona
Joy of my heart, Eilean Mulligh
Whether I wander east or west
waking or dreaming, you are near me
Joy of my heart, Eilean Mulligh
Peat and heather, how they call me
Little wee bothan by the hillside
Friendly hearts are waiting to greet me
Welcoming arms are there to hold me
Tradotto da Cattia Salto
Cantami di Cuillins di Skye,
Harris, Dunvegan, della bella Iona,
Gioia del mio cuore, isola di Mull, ovunque vada a est o a ovest
da sveglio o nel sonno tu mi sei vicina, gioia del mio cuore, isola di Mull.
Torba ed erica che mi attirano,
un piccolo cottage sulla collina.
Cuori amici mi aspettano per salutarmi e braccia accoglienti sono là per sostenermi.

FONTI
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1108lyr3.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43242

THA SEATHAN AN-DIUGH NA MHARBHAN

‘Seathan Mac Rìgh Eireann’ (John il figlio del Re d’Irlanda) è un canto molto antico, in origine un lamento funebre (Cumha Sheathain = Lament For Shehan) poi diventato una waulking song (vedi), largamente diffuso per le Highlands e le Isole della Scozia è ancora cantato anche se solo parzialmente nelle Isole Ebridi. Sebbene nel titolo ci si riferisca ad un figlio del re d’Irlanda il gaelico utilizzato è quello scozzese e non irlandese, gran parte del testo è stato trascritto nell’imponente opera di Alexander Carmicheal e occupa alcune pagine richiedendo un’ora intera  per arrivare fino alla fine.

GAELIC LAMENT

compiantoUna slow air particolarmente triste e malinconica  è la melodia di una commemorazione funebre, officiata nella tradizione celtica dalle donne, e cantata da dalle “prefiche” professioniste durante i riti di sepoltura. Tale ruolo era svolto in epoca Alto-Medievale dal bardo celtico ovvero  l’erede delle tecniche del canto proprie della tradizione sciamanica paleo-mesolitica, che secondo alcuni studiosi di antropologia era ampiamente praticata dalle popolazioni “europee”.
Tali lamenti sono spesso attribuiti alla moglie del guerriero morto eroicamente in battaglia e seguono un andamento tutto sommato già codificato e tradizionale, ad esempio nel mondo classico greco la donna esprime la preoccupazione per sé e soprattutto per il figlio unitamente al desiderio di morire, i ricordi del passato ma anche visioni del futuro.
Nella tradizione irlandese del caoineadh, la lamentazione funebre ritualizzata, rimasta praticamente immutata fino alla prima metà del secolo scorso, domina ” l’amarezza per la perdita, la celebrazione del valore del defunto, il desiderio di rivincita se la morte è ritenuta ingiusta o peggio causata ingiustamente. Ed è anche per questo che la Chiesa vedeva nel caoineadh una pericolosa forma di allontanamento dai precetti cristiani, tanto che, nel corso del XIX sec. la ricusa della Chiesa cattolica si avvicina a quella della Chiesa protestante.
La prefica è tanto il simbolo che l’agente attivo della transizione del defunto nell’Aldilà e della sua integrazione fra gli antenati. Lo fa attraverso la recitazione ritualizzata  della lamentazione. Si tratta di un rito di riconciliazione tra il defunto e la sua famiglia, ma anche tra il defunto e la comunità. Questa riconciliazione avviene attraverso l’espressione, in forma poetica, delle lodi per il defunto e del dolore per la sua perdita, ma anche del riconoscimento delle ingiustizie da lui subite e, quando le circostanze lo richiedono, della sua genealogia. Egli è in grado di sentirla e questo è un aspetto di non poca importanza poiché, nella tradizione irlandese, il defunto possiede la capacità di sentire fino al momento in cui il sacerdote non abbia gettato tre palate di terra sulla sua bara…
Il caoineadh, recitato come s’è detto da prefiche professionali, è spesso improvvisato nell’atto di recitarlo, ma l’improvvisazione avviene secondo una complessa tecnica codificata. Questa modalità non è dissimile dall’improvvisazione codificata nella musica classica indiana. In genere la lamentazione viene dedicata a un membro maschio della famiglia. Tuttavia, accanto alla parte improvvisata, v’è una consistente parte che viene memorizzata e tramandata oralmente. Questo richiede alla prefica, che molto spesso è illetterata e in genere appartiene ai ceti più bassi, eccezionali doti di improvvisazione poetica, ma anche di eccezionale memoria.
In occasioni più solenni, o di personaggi particolarmente importanti, le prefiche possono essere più d’una, ma una sola conduce e controlla l’esperienza della lamentazione, mentre le altre fanno da coro alla fine di ogni strofa, emettendo un suono gutturale: och, ochòn o ul-lu-lu, simile quindi al greco eleleu. Il metro rosc usato nel caoineadh è, come s’è detto, antichissimo ed è certo da ricollegarsi alla tradizione dell’eulogia propria dei filìd, i druidi poeti, o bardi, poiché, nella sua forma più nobile ed elevata, la poesia bardica e l’esercizio della parola erano strettamente interconnessi nel tipo di metro usato, al contenuto e alla circostanza. In antico infatti, era compito dei bardi di corte levare il compianto per il nobile capo, mentre successivamente a questa pratica si unisce e poi si sostituisce la figura della prefica. (tratto da qui)

Il canto, accompagnato dall’oscillazione ritmica del busto, ha un andamento quasi ipnotico che porta il cantore in uno stato di trance. Come già detto all’inizio del brano si conoscono molte versioni, più che altro sono frammenti tramandati tradizionalmente di un più ampio lamento funebre (di cui anticamente si contavano un centinaio di strofe o più).
Lo schema è quello tipico delle waulking song con il primo coro ripetuto seguito da un verso chiuso dal secondo coro. Il verso è ripreso nella seconda strofa in cui si introduce il secondo verso sempre intercalato ai due cori.

Molte sono le registrazioni sul campo raccolte nelle Isole Ebridi
Tha Seathan An-diugh na Mharbhan: http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/25880/1
Cumha Sheathain:
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/94370/1
Seathan Mac Rìgh Èireann:
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/21240/1
come pure le registrazioni da parte di musicisti professionisti o semi-professionisti

ASCOLTA su Spotify Catherine-Ann MacPhee: Seathan


Seisd 1: Hù rù o na hi òro
Tha Seathan an-diugh na mharbhan
Seisd 2: Na hi hò hùg òro
Sgeul as olc le luchd a leanmhainn
Sgeul is ait le luchd a shealga
Naidheachd a bha dhomhsa searbh dhe
‘S mairg thuirt riamh rium gum b’e bhean dhubhach mi
Bean bhochd chianail chràiteach dhubhach mi
Bean bhochd a thug spèis dha buidheann mi
Piuthar do Fhionn ‘s do Niall Buidhe mi
‘S minig a chuala ‘s nach do dh’innis e
Gu robh mo leannan-sa am Minginis
Nam bitheadh e sin, ‘s fhad o thigeadh e


ASCOLTA
su Spotify Maggie MacInnes
ASCOLTA Flora Mac Neil
in “Orain Floraidh”: Seathan Mac Rìgh Eireann
In her sleeve note Floraidh states that she acquired this song from the singing of a cousin of her mother’s, Mary Johnstone, and that Mary sang this as a lament. Floraidh also informs us that in Carmichael’s “Carmina Gadelica”, this song is listed as a waulking song. Floraidh sings it as a lament. Tender, intimate, it is a giant of a song that recollects the life joys of one who now mourns. (tratto da  qui)

Hu ru o na hi ho ro
Tha Seathan an diugh na mharabhan
Na hi ho, ho ro hug o ro o
Sgeul ’s olc le fearaibh Alba
Sgeul ’s aite le luchd an t-sealga
Bannsa Seathan a falbh Slèibhte
Mise lag ’s easan treubhach
Cota ruadh mu leth mo shlèisne
’S iomadh beinn is gleann a shuibhal sinn
Bha mi ’n Ile, bha mi ’n Uibhist leat
Bha mi ’n i na cailleacha dubha leat
Bha mi’n Sleibhte nam ban buidhe leat
Bha mi ’n Eirinn an Coig Mhumha leat
Dh’èist mi n’ Aifrionn ’s a Chill Chumha leat
Mac mo righ o Thir Chonaill thu
Seathan, Seathan mo ghille grèine,
Och dham dheòin gun do ghlachd an t-eug thu
Dh’fhàg siud mise dubhach deurach
Cha toirinn do lagh na Rìgh thu
Cha toirinn dhan chro naoimh thu
Cha gheitinn do Mhoire Mhìnn thu
Air eagal ’s an cailinn fhìnn thu

TRADUZIONE INGLESE
Seathan(1) today is dead
A sad tale to the men of Scotland
A sad tale to his followers
A joyous tale to his pursuer
I and Seathan crossing  mountain
I was weak but Seathan was strong
A russet coat around my thigh
Many a glen and ben we travelled
I was in Islay and in Uist with you
I was in Iona of the nuns(2) with you
I was in Sleat (3)of the yellow haired women with you
I was in Ireland in the Province of Munster with you
I heard Mass in Cill Chumha with you/You were son of the King of Tir Chonail(4)
Seathan my brightness of the sun
Woe is me that death has caught you
And that has left me sad and tearful
I would not give you to law or king
I would not give you to the Holy Rood (5)
I would not give you to the gentle Mary
For fear that I would lose you myself.
tradotto da Cattia Salto
John stanotte è morto
una triste notizia per gli scozzesi
una triste notizia per i suoi compagni, un’allegra notizia per il suo inseguitore. Io e John attraverso le montagne, ero stanca ma John era forte, una giubba rossa fino alla coscia, superammo più di una valle,
ero a Islay e Uist con te,
ero a Iona delle monache con te;
ero a Sleat delle donne bionde
con te
ero in Irlanda nella provincia del Munster con te,
ho sentito la messa a Cill Chumha con te;
eri il figlio del re di Tir Chonail,
John mio sole luminoso,
mio è il dolore da quanto la morte ti ha catturato, e mi ha lasciato triste e piangente, non vorrei darti al giudice o al re,
non vorrei darti alla Santa Croce
non vorrei darti alla dolce Maria,
perché temo di perderti

NOTE
1) Seathan (Eòin, Iain, Seon) nome proprio maschile equivalente a John, Ian
2) nell’isola di Iona si stabilì nel 1200 non solo un monastero maschile ma anche una comunità di suore agostiniane, le suore indossavano abiti neri che vennero chiamate in gaelico “cailleach Dhubh
3) isola di Skye
4) Tír Ċonaill = la Terra di Conall inglesizzato in Tyrconnell era un regno d’Irlanda (Nord-Ovest) rimasto indipendente fino al 1601 equivalente grosso modo alla contea del Donegal (anche se ben più vasto); il regno venne istituito nel V secolo da un figlio di Nial dei Nove Ostaggi (in inglese Niall of the Nine Hostages) e governato dal clan O’Donnell fino alla Fuga dei Conti
5) Holyrood Palace, fondato come monastero da Davide I nel 1128, è stato adibito a residenza principale dei sovrani di Scozia a far data dal XVI secolo. Il palazzo è ubicato ad Edimburgo alla fine del Royal Mile. (da Wikipedia)

 

Chuir M’athair Mise Dhan Taigh Charraideach (Skye Waulking Song)

Questo secondo titolo, una waulking song dell’Isola di Skye, si può considerare una parte del Cumha Sheathain, anche se il testo parla di una fuga d’amore..

ASCOLTA Joan Mackenzie

ASCOLTA ben tre versioni con Karen Matheson

Capercaillie in Nàdurra, 2000


Seisd 1 Hi ri huraibhi o ho
Chuir m’athair mise dha’n taigh charraideach
Seisd 2: O hi a bho ro hu o ho
‘N oidhche sin a rinn e bhanais dhomh
Gur truagh a Righ nach b’e m’fhalairidh
M’an do bhrist mo lamh an t-aran dhomh
M’an d’rinn mo sgian biadh a ghearradh dhomh
Sheathain chridhe nan sul socair
Tha do bhata nochd ‘s na portaibh
Och, ma tha, chaneil i socair
O nach roch(2) thu, ghaoil, na toiseach.


TRADUZIONE INGLESE
My father sent me to the house of sorrow(1)
that night he held my wedding for me
what a pity, O king, that it wasn’t my funeral party,
before my hand broke the bread for me
before the knife cut my food for me
beloved Seathen of my calm eyes
your boat tonight is in port
oh if it is it won’t be calm
Oh that you weren’t, my love, in her bow.

tradotto da Cattia Salto
Mio padre mi ha dato un grande dolore
quella notte che ha combinato il mio matrimonio per me. Che peccato o Re che non fosse la festa del mio funerale, prima che la mia mano spezzi il pane
e il coltello tagli il cibo per me,
amato John dagli occhi dolci,
la tua barca stanotte è nel porto,
se così è, non ci sarà requie,
se non ci sarai tu amore mio a prora

NOTE
1) house of sorrow è a volte l’eufemismo per indicare un bordello, in questo contesto il significato è: My father caused me great distress
2) Should be ‘robh’ not ‘roch’= Oh, weren’t you, love, the first and foremost

FONTI
Journal of the Folk-Song Society, 16 (1911) [The Frances Tolmie Collection], 207-208.
Songs of the Hebrides pubblicato da Marjory Kennedy-Fraser e Kenneth MacLeod.  Vol. 2.  London: Boosey and Co., 1917, pp. 73-79.
Carmina Gadelica.  Vol. 5.  pubblicato da Angus Matheson.  Edinburgh: Oliver and Boyd, 1954, pp. 60-83.
http://ontanomagico.altervista.org/sciamani.html#
http://www.continuitas.org/texts/benozzo_lachrymae.pdf http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/chuirmathairmisedhantaighcharraideach.asp http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/seathan.asp http://www.celticlyricscorner.net/macneil/seathan.htm http://carmichaelwatson.blogspot.it/2011/08/song-narrative-of-seathan-mac-righ.html http://www.folkmusic.net/htmfiles/inart592.htm http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/anon6.htm
http://www.parametermagazine.org/seathan.htm

AODANN SRATH BHAIN

Il nome gaelico Srath Bhlàthain si traduce  come “la valle del Blane” e la ballata ‘The Braes of Strathblane’ , cantata anche in gaelico scozzese, potrebbe essersi originata nello Stirlingshire; è tuttavia diffusa anche nelle isole Ebridi con il titolo di Stra’ Ban equivalente  in Irlanda a “Banks of Strathdon”
‘The Braes of Strathblane’ is a song which is firmly based in the oral tradition. As a result it is difficult to pinpoint its origins and author. It is, however, one of many folksongs which feature the braes of a village and young love. This song, indeed, an identical match to the lyrics of ‘The Braes of Strathdon’, which lies in Aberdeenshire. On other broadsides the suggested to tune to these lyrics is often ‘As I stood at my cottage door’. (tratto da qui)

LA VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE

lavandaiaDiffusa nelle isole Ebridi e cantata in gaelico scozzese la storia è un po’ anomala rispetto al filone delle “courting songs”: una giovane lavandaia rifiuta la proposta di matrimonio del suo spasimante (a quanto pare sfaccendato e non gradito ai genitori) e lui invece di aggirarsi disperato e sconsolato per qualche valle lontana (come accadrebbe in una canzone irlandese) se ne va a corteggiare qualche altra ragazza più disponibile. Nell’ultima strofa la fanciulla si lamenta per essersi lasciata scappare l’occasione di sposarsi (con il timore di restare per sempre zitella)!

ASCOLTA Capercaillie in “Delirium”, 1991. Grazie a loro così tanti canti in gaelico sono stati divulgati al grande pubblico, un gruppo che ha riscosso consensi e successi a livello internazionale

Aodann Srath Bhain  (The Slopes of Strath Ban)
‘S mi ri imeachd nam aonar anns an og-mhadaim Mhaigh
Feadh leantaichean uaine mar fhear-fuadain gun stath,
Nuair a chunnaich mi a’ ghruagach an taobh shuas dhiom a’ tamh
‘S i ri nigh’ a cuid aodaich mach air aodann Srath Bhain.
An sin dhirich mi suas far ‘n robh gruagach mo ghraidh
Is labhair mi rithe gu siobhalta tlath:
“Tha bliadhn’ agus corr bhon a thoisich an gradh,
Is ma bhitheas tu deonach ni sinn posadh gun dail.’
“Gu posadh, gu posadh ro og tha mi ‘n drasd’ –
Gu bheil teang’ aig do sheorsa dheanadh fogradh ‘s gach ait;
Gum biodh m’athair ‘s mo mhathair gam chaineadh gu brath
Nam posainn do leithid, O fhleasgaich gun stath.’
Ach a nionagan oga tha gun phosadh ‘s gach ait’,
Na diultaibh fir oga le morchuis no tair.
Nach muladach dhomhsa bhith gun phosadh gu brath –
‘S fheudar fuireach nam aonar mach air aodann Srath Bhain.
The Slopes Of Strath Ban
Walking out early alone
on a morning in May
Among green fields,
an outcast and purposeless,
I saw a maiden who
lived some way above me
As she washed her clothes
out on the slopes of Strath Ban.
I then climbed upwards
to the maiden I loved
And courteously and mildly
I spoke to her:“It’s over a year
since our love began,
And if you are willing
we shall marry at once.”
“Marry? I’m too young
to marry just now –
Your sort has tongue
that could cause trouble anywhere;
My father and mother
would scold me forever more
If I were to marry the likes of you,
you feckless young man.’
But you young girls everywhere
who are still unmarried,
Don’t go turning young men down through pride or contempt.
How sad for me
to be unmarried forever more-
I’ll have to live alone,
out on the slopes of Strath Ban.
Traduzione di Cattia Salto
Passeggiando da solo
in un chiaro mattino di Maggio
tra i campi verdi,
come un vagabondo (1)
vidi una fanciulla che
stava poco più sopra,
mentre lavava i suoi vestiti
sulle rive dello Strath Ban (2).
Allora salii il pendio
verso la fanciulla che amavo
e con cortesia e pacatamente
le parlai: “E’ da più di un anno
che è iniziato il nostro amore,
e se sei intenzionata
potremmo finalmente sposarci ” “Sposare? Sono troppo giovane
per sposarmi proprio adesso;
tu poi sei il tipo che con la lingua
crea problemi ovunque,
mio padre e mia madre non mi perdonerebbero mai,
se dovessi sposare uno come te,
un giovanotto inconcludente.”
Ma voi giovani ragazze d’ogni dove
che siete ancora da maritare,
non respingete i giovani ragazzi
con orgoglio e disprezzo.
Com’è triste per me
restare nubile per sempre,
dovrò vivere sola (3)
sulle rive dello Strath Ban

NOTE
(1) il ragazzo è chiaramente uno senza un mestiere, forse un traveller
(2) probabile riferimento al Blane Water un fiume chiamato in gaelico  Beul-abhainn  (= fiume chiacchierino) per l’abbondanza di cascatelle e cascate. Un suo affluente il Ballagan Burn è particolarmente suggestivo per le vasche d’alabastro scavate dal ruscello.
(3) la ragazza si pente di aver respinto il corteggiatore (a quei tempi si rischiava di restar zitelle) mancano le strofe in cui il ragazzo la lascia per andare a cercare “qualche altro pesce nel mare”

foto di Gary Ellis “Balloch”

ASCOLTA Christine Primrose  in “Aite Mo Ghaoil”
ASCOLTA Ruth Sutherland in “Rantin’ and rovin'”, 1997 che la canta come una ninna-nanna

VERSIONE SCOZZESE e IRLANDESE continua

FONTI
http://glasgowpictures.blogspot.it/2010/02/high-ballagan-waterfall.html
https://www.visitscotland.com/info/towns-villages/strathblane-p240461
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/20794
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/aodann.htm

BIDH CLANN ULAIDH

donna-culla-WILLIAM-ADOLPHE-BOUGUEREAUBidh clann Ulaidh (in inglese “The Clan of Ulster”) è una ninnananna dalla isole Ebridi , in cui la mamma addormenta la bambina (immagino che il neonato sia di sesso femminile), raccontandole del grandioso matrimonio che la sua famiglia le organizzerà quando arriverà in età da marito. Vengono citati così i nomi di Clan importanti e anche dei parenti irlandesi illustri che andranno al matrimonio per festeggiare gli sposi e onorare la famiglia.
I matrimoni tra famiglie d’alto ceto erano eventi famosi di cui la gente parlava e che ricordava per anni,   sui quali si scrivevano canzoni (qui), in cui i capi clan sfoggiavano la loro liberalità e magnificenza. I matrimoni permettevano di stringere delle alleanze (anche se non sempre durevoli) tra i clan ed erano dei contratti che comportavano lo scambio di bestiame, denaro e proprietà, chiamati tocher per la sposa e dowry per lo sposo.

LA MELODIA

La melodia è qualcosa di magico, c’è una versione che surclassa – a mio avviso- tutte le altre, quella del virtuoso (nonché scozzese) Tony McManus il “Celtic fingerstyle guitar legend”..

ASCOLTA Tony McManus live chitarra

(immagino che la melodia vi faccia venire in mente qualcosa.. chi non ha visto King Arthur?)
Insomma il brano è così bello già così ma se ci aggiungiamo anche il violino?
ASCOLTA Alasdair Fraser & Tony McManus (e restiamo persi nel cielo)

Tra le versioni con la voce ho selezionato queste due:
ASCOLTA Catherine-Ann MacPhee 2014
ASCOLTA Can Cala 2014 in tempo di walzer

GAELICO SCOZZESE
I
Bidh clann(1) Ulaidh luaidh ‘s a lurain
Bidh clann Ulaidh air do bhanais
Bidh clann Ulaidh luaidh ‘s a lurain
Dèanamh an danns air do bhanais
Sèist:
Bidh clann a’ rìgh, bidh clann a’ rìgh
Bidh clann a’ rìgh air do bhanais
Bidh clann a’ rìgh seinn air a’ phìob
Òlar am fìon air do bhanais
II
Bidh Clann Amhlaidh nam feachd greannmhor
Bidh Clann Amhlaidh air do bhanais
Bidh Clann Amhlaidh nam feachd greannmhor
Dèanamh an danns air do bhanais
III
Bidh Clann Dhòmhnaill tha cho neònach(5)
Bidh Clann Dhòmhnaill air do bhanais
Bidh Clann Dhòmhnaill tha cho neònach
Dèanamh an danns air do bhanais
IV
Bidh Clann Choinnich nam feachd soilleir(7)
Bidh Clann Choinnich air do bhanais
Bidh Clann Choinnich nam feachd soilleir
Dèanamh an danns air do bhanais

I
My love, my darling child
The Clan of Ulster(2) will be at your wedding
My love, my darling child
The Clan of Ulster will dance at your wedding
Chorus:
The king’s clans, the king’s clans
The king’s clans will be at your wedding
The king’s clans playing the pipes
Wine will be drunk at your wedding
II
Clan MacAulay(3), a lively crowd
Clan MacAulay will be at your wedding
Clan MacAulay, a lively crowd
Will dance at your wedding
III
Clan Donald(4), who are so special(5)
Clan Donald will be at your wedding
Clan Donald, who are so special
Will dance at your wedding
IV
Clan MacKenzie(6) of the shining armor(7)
Clan MacKenzie will be at your wedding
Clan MacKenzie of the shining armor
Will dance at your wedding
tradotto da Cattia Salto
I
Amore mio, mia cara bambina,
il Clan dell’Ulster andrà al tuo matrimonio,
Amore mio, mia cara bambina,
il Clan dell’Ulster  ballerà al tuo matrimonio.
Coro
Il Clan dei Re
il Clan dei Re andrà al tuo matrimonio
mentre suoneranno le cornamuse
e il vino sarà bevuto al tuo matrimonio.
II
Il Clan MacAulay, un gruppo esuberante, il Clan MacAulay andrà al tuo matrimonio,
il Clan MacAulay, un gruppo esuberante, ballerà al tuo matrimonio.
III
Il Clan Donald, non c’è da stupirsi,
il Clan Donald andrà al tuo matrimonio,
il Clan Donald, non c’è da stupirsi,
ballerà al tuo matrimonio.
IV
Il Clan MacKenzie dall’armatura splendente
il Clan MacKenzie andrà al tuo matrimonio.
il Clan MacKenzie dall’armatura splendente
ballerà al tuo matrimonio.

NOTE
1) la parola “clan” deriva dal gaelico scozzese “clann“= “bambino” per sottolinea il forte legame di sangue tra il capo e le famiglie (discendenza). I clan sono estensioni territoriali controllate dal chief (il capo) che vive in un antico castello o casa fortificata. Occorre sottolineare che non tutti gli appartenenti al clan sono anche discendenti di sangue del capo, perchè potevano anche essersi “affiliati” al clan che prestavano giuramento in cambio di protezione. Ad Hogmany o al momento dell’elezione del nuovo capo tutti i rispettivi capi famiglia giuravano fedeltà al capo-clan. Il capo  è un Laird, guida del clan e legale rappresentante della comunità
2 )in Irlanda l’Ard Ri, il re dei re proviene dal Nord, dall’Ulaidh, la terra dei guerrieri e il Clan degli O’Neil rimase sempre un clan prestigioso anche dopo la conquista inglese.
3) Clan MacAulay è un clan scozzese di Argyll, tra i più antichi della Scozia che vantava la propria discendenza dal re dei Pitti: si colloca territorialmente a cavallo tra Lowland e Highland
4) il Clan Donald è uno dei clan scozzesi più numeroso ed articolato in numerose suddivisioni. Il Signore delle Isole è per tradizione un MacDonald (isole Ebridi)
5) scritto anche “tha cha neonach”= “it’s no wonder” che ha molto più senso per me
6) il Clan MacKenzie è un clan delle Highland il cui stemma riproduce una montagna in fiamma e il motto dice ” Luceo non uro” (in italiano: brillo, non brucio)
7) tradotto anche come “bright clothing”

Il brano mi ha richiamato alla mente la “Song of Exil” del film King Arthur di Antoine Fuqua (2004) (non voglio dire che i due brani siano uguali ma simili nella linea melodica)

VANORA – WE WILL GO HOME (ACROSS THE MOUNTAINS)

Il brano è cantato da Vanora (moglie di Bors) agli uomini di Artù – del popolo dei Sàrmati, (ma in realtà si rivolge al bambino che ha in braccio e quindi è a lui, ma anche al guerriero-marito, che canta una ninna-nanna)  nell’imminenza della partenza per una missione “suicida”; gli uomini vogliono ritornare a casa, hanno il salvacondotto che li libera dalla servitù a Roma, ma scelgono di restare al fianco del loro comandante, il romano-britanno Artorius:  “ognuno è artefice del proprio destino” (la trama qui).

Così scrive Caitlin Matthews “I am the arranger/translator of “Song of the Exile” which appeared in the film and wasn’t recorded on the CD. Disney won’t allow me to sing or record it as they now own the copyright

Queste sono le parole cantate nel film:
Land of bear and land of eagle
Land that gave us birth and blessing
Land that called us ever homewards
We will go home across the mountains
We will go home, we will go home…

When the land is there before us
We have gone home across the mountains
We have gone home, we have gone home
We have gone home singing our songs

ASCOLTA Caitlin Matthews (voce) & Lisa Gerrard (vocalizzi e synth)

Una ninnananna sussurrata, dolce-triste insieme, breve ma dalla intensa carica emotiva , nemmeno inserita nel cd della colonna sonora “King Artur. Come autore c’è chi ha pensato di accreditare (erroneamente) Hans Zimmer (musicista e compositore tedesco e capo dello studio cinematografico DreamWorks) che in effetti ha siglato la colonna sonora del film e si è visto arrivare un mare di lamentele dai fans per l’esclusione del brano. Hans Zimmer (qui) scrive “Song of the Exile” is composed and performed by Caitlin Matthews” e che sarà rilasciato un nuovo cd con una bonus track o qualcosa di simile che comprenderà anche il brano incautamente “dimenticato” (eravamo nel 2008)! La stessa Caitlin Matthews scrive sul post dicendo di avere una difficile posizione sul copyright con la Disney e che lei ha registrato la versione originale in gaelico per il suo nuovo cd “Earth’s Own Heart” che uscirà (uscito?) nel 2009. (qui)

Quindi c’è un brano (tradizionale?) in gaelico scozzese alla base (Caitlin Matthews dice chiaramente di aver arrangiato/tradotto “Song of the Exile”).

Nel frattempo sono uscite su YouTube una valanga di versioni supercliccate!! (il brano è stato tradotto anche in norreno qui)

ASCOLTA Leah (il testo qui)

Maria van Selm

ASCOLTA Karliene

Land of freedom land of heroes
Land that gave us hope and memories
Hear our singing hear our longing
We will go home across the mountains
Land of sun and land of moonlight
Land that gave us joy and sorrow
Land that gave us love and laughter
We will go home across the mountains
FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/macaskill/bidh.htm
http://www.omniglot.com/songs/gaelic/clannulaidh.php http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/gaelicsongs/bidhclannulaidh.asp
http://www.hallowquest.org.uk/
http://www.terrediconfine.eu/king-arthur/

WAULKING THE TWEED: MILE MARBHAISG AIR A GHAOL

waulk1“Mile marbhaisg” (in inglese: A thousand curses on love) è una “waulking song” delle Isole Ebridi, esempio della forma più antica di questi canti di lavoro con il coro che riprende ogni verso con dei “vocables suddivisi in due gruppi di suoni sillabici ripetuti in sequenza. Un’altra particolarità tipica di questi canti più antichi è la ripetizione degli ultimi due versi di una strofa nei primi due della strofa successiva.

ASCOLTA Capercaillie in Choice Language 2003 con il loro inconfondibile sound: Karen Matheson, l’ha conosciuta nella versione dell’isola di Barra, isola della nonna materna, da Flora MacNeill, una delle più grandi cantanti gaeliche.

GAELICO SCOZZESE
Mile marbhaisg air a ghaol
O hi ri, ri ri ri u
Asam fhin a thug e chlaoidh
O hi u a, o hug o
Mile marbhaisg air a ghaol
O hi ri, ri ri ri u
Asam fhin a thug e chlaoidh
O hi u a, o hug o
O hi u a, o hi u
Haoiri u ha, ho hug o
Asam fhin a thug e chlaoidh
O hi ri, ri ri ri u
Sgoilt’ mo chridhe ‘nam chom
O hi u a, o hug o ..
Sgoilt’ mo chridhe ‘nam chom
O hi ri, ri ri ri u
Dh’ fhuasgail e falt far mo chinn
O hi u a, o hug o …
Dh’ fhuasgail e falt far mo chinn
O hi ri, ri ri ri u
Cha teid mi le fear ‘san tir
O hi u a, o hug o …
Cha teid mi le fear ‘san tir
O hi ri, ri ri ri u
Cha teid mi le Mac a Mhaoir
O hi u a, o hug o ..


TRADUZIONE INGLESE
A thousand curses on love
Which has wearied me
Which broke my heart within my body
Which caused my hair to fall away
I will not go to any man in the land
I will not go to the factor’s son

TRADUZIONE ITALIANO
Mille maledizioni all’amore
che mi ha prosciugato tutte le forze
che mi ha spezzato il cuore
in petto
che mi ha fatto perdere i capelli
non andrò in giro con nessun altro
non andrò dal figlio del fattore

ASCOLTA Eilean Mòr . La versione testuale è leggermente diversa pur mantenendo ovviamente la stessa struttura: l’andamento è sempre ipnotico e ricorda vagamente le sonorità della musica cinese tradizionale

GAELICO SCOZZESE
Mile marbhaisg air a’ ghaol
Ho hi ri ri ri ri u
Asam fhìn a thug e chlaoidh
Ho hi u a ho hug o
Ho i u a ho i u
Hao ri u a ho hu go
Sgoilt e mo chridhe ‘nam chom
Dh’fhuasgail e falt far mo chinn
Cha téid mi le Mac a’ Mhaoir
Na idir le Mac an t-Saoir
Cha téid mise cha téid mi
Cha téid mi do ghin ‘san tìr
Gus an till mo leannan fhìn.

TRADUZIONE INGLESE
A thousand curses now on love
That from me sapped all strength away
Within my body broke my heart
Loosed the hair from off my head
With the factor’s son I will not go
Nor will I with the joiner’s son
I will not go, I will not
Until my love returns.
TRADUZIONE ITALIANO
Mille maledizioni all’amore
che mi ha prosciugato tutte le forze
che mi ha spezzato il cuore
che mi ha fatto perdere i capelli
non andrò con il figlio del fattore
nè con il figlio del falegname
non andrò, non lo farò
finchè il mio amore non ritorna

FONTI
https://groups.google.com/forum/#!msg/soc.culture.celtic/ 4R1ibzXcXHw/qy4eI1yiF3wJ
Mile Marbhaisg” Capercaillie album Choice Language
Mile Marphaisg Air A Ghaol” Mairi MacInnes album This Feeling Inside
Mile Marbh-phaig Air A’ Ghaol” Flora MacNeil album Craobh Nan Ubhal

GRIOGAL CRIDHE: A HIGHLAND AFFAIR

05185-dante_gabriel_rossetti_lady_anne_bothwells_lamentNel saggio “‘Griogal Cridhe’ Aspects of Transmission in the Lament for Griogair Ruadh Mac Griogair of Glen StraeVirginia Blankenhorn esplora in modo esaustivo la storia del brano. Si tramanda che la melodia fosse inizialmente un lament (canto funebre) scritto da Marion Campbell (in gaelico Mór Chaimbeul), figlia di Colin “Grey” Campbell di Glenorchy, vedova di Gregor MacGregor, Griogair Ruadh –Gregor il rosso di Glen Strae decapitato nel 1570; così la ricerca di Martin MacGregor (The Lament for Griogair Ruadh MacGregor of Glen Strae and its Historical Background’ 1999) approfondisce il contesto storico: per un secolo i due clan erano stati alleati ma nel 1563 al momento dell’ascesa come capo clan di Griogair Ruadh, lo strapotere dei Campbell di Glenorchy con le loro pretese di vassallaggio incondizionato, lo portarono alla ribellione e al conflitto, vivendo per lo più nascosto in alta valle per compiere razzie di bestiame nelle terre dei rivali.

La canzone è un poemetto di diciassette strofe pubblicato nel 1813 in “Comhchruinneacha do dh’ Orain Taghta, Ghaidhealach” dal collezionista Patrick Turner (Padruig Mac an Tuairneir), ma è anche tramandata oralmente nelle Isole Ebridi seppure in modo parziale a volte con sole tre o quattro strofe; al di là del dato storico quello che prevale è l’immagine della vedova che probabilmente assiste alla decapitazione del marito (per mano del suo stesso padre), Marion è sicuramente una donna di carattere, innamorata di Griogar al punto da andare contro al suo stesso clan per condividere la vita da “bandito” del marito; alla fine comunque fu costretta nel suo ruolo di moglie e madre così come si addiceva a una figlia di un capo clan: venne subito risposata al rispettabile e aristocratico Raibeart Menzies di Comrie. Così il suo dolore per l’amore perduto e la nostalgia per la precedente vita da “ribelle”, trovavano il solo sbocco nella ninna-nanna cantata ai due figli Alastair Ruadh (Alastair il rosso) e Iain Dubh (Iain il moro) in realtà  il lamento funebre composto per il loro padre. Del resto non erano insolite nelle ninne-nanne del Border scozzese descrizioni di morti violente, maledizioni e richieste di vendetta: l’ultima strofa in Patrick Turner recita: Ba hu, ba hu, àsrain bhig, Chan eil thu fhathast ach tlath; ’S eagal leam nach tig an latha Gu ’n diol thu t-athair gu brath
traduzione inglese (Ba hu, ba hu, little orphan, you are only  young yet;  But I fear the day will never come that  you will avenge your father).

Virginia Blankenhorn conclude nel suo saggio “While we have been at pains here to point out the differences between the various versions of Griogal Cridhe – text and music, published and unpublished, northern Hebridean variants and southern ones – the clearest impression overall must remain one not of difference, but of similarity.  None of the versions we have encountered here truly stands at odds with the others. Even Finlay Dun’s romantic inflation of the melody does not wholly obscure its traditional origins; even the severe truncation of the text over the course of four centuries – only a few of our twentieth-century informants recorded more than four stanzas – does not disguise the fact that Cumha Ghriogair  Ruaidh continued to hold an important place in the Gaelic repertoire some four centuries after its composition“.

LE TRE VERSIONI

Si riprende la schematizzazione proposta da Virginia Blankenhorn per un confronto tra le varie versioni riconducibili per lo più a due tradizioni, la prima proveniente dall’isola di Skye e l’altra dall’isola di Uist: sono così classificate le strofe con le seguenti sigle
T per Patrick Turner 1813 con la melodia intitolata Moch air maduinn latha Lunaisd (‘Early on Lammas day morning’).
G per Gesto (Frances Tolmie -Skye) 1895 e
M per MacDonald collection 1911

Così osserva Virginia Blankenhorn “Judging from the published evidence of Miss Tolmie’s version (Skye) and that collected by the MacDonalds (Uist), it is clear that over 70 percent of the stanzas – or important elements of them –  published by Turner in 1813 were still preserved in oral memory at the end of the nineteenth century, more than three hundred years after their composition… Variants included in Group 2 clearly support the notion that a distinct version of Griogal Cridhe predominated in the Uists, Eriskay and Barra, while those in Group 1 suggest that the versions collected in Skye, Harris and Lewis have features in common with Frances Tolmie’s Skye version as given in Gesto. Tolmie learned Griogal Cridhe as a child growing up near Dunvegan, home of the MacLeods, whose clan alliances in Harris and Lewis were manifold and of long standing. Granted the fact that by Tolmie’s time the MacLeods of Skye/Harris and the MacLeods of Lewis were politically independent of each other, it nonetheless stands to reason that such relationships could account for the similarity between the version sung in the northernmost Outer Hebrides and the one Tolmie learned in childhood.

PRIMA VERSIONE (isole Skye, Harris, e Lewis)

La versione di Frances Tolmie contiene tre strofe (G2, G3 e G5) che non compaiono nella versione MacDonald

ASCOLTA Mac-Talla in Mairidh Gaol Is Ceol 1994 il super-gruppo composto da Arthur Cormack, Eilidh Mackenzie, Christine Primrose, Alison Kinnaird and Blair Douglas


I (T1)
Moch maduinn air La(tha) Lunasd’
bha mi sugradh mar ri m’ghradh
Ach mu’n d’ tainig meadhon latha
Bha mo chridhe air a chradh
Sèist (T2, G2) (2)
Obhan, obhan, obhan iri
Obhan iri o
Obhan, obhan, obhan iri
‘S mòr mo mhulad, ‘s mòr
II (T16, G1, M2) (3)
‘S iomadh oidhche fhliuch is thioram
Sìde nan seachd sian
Gheibheadh Griogal dhòmhsa creagan
Ris an gabhainn dian
III (T12, G8, M3)(4)
Nuair bhios mnathan òg a’ bhaile
Nochd ‘nan cadal sèimh
‘S ann bhios mise air bruaich do lice(5)
Bualadh mo dhà làimh
IV (T11, G7, M4) (6)
Chan eil ùbhlan idir agam
‘S ùbhlan uil’ aig càch
‘S ann tha m’ubhal cùbhraidh caineal
‘Cùl a’ chinn ri làr


TRADUZIONE INGLESE
I
Early morning on the first of August(1)
I was sporting with my love
But before midday had come
My heart was left in ruins
Chorus (after each verse):
Obhan, obhan, obhan iri
Obhan iri o
Obhan, obhan, obhan iri
Great is my sorrow, great
II
Many a night both wet and dry
Weather of the seven elements
Gregor would find for me a rocky shelter
Where I would take refuge
III
While the young wives of the town
Serenely sleep tonight
I will be at the edge of your gravestone
Beating my two hands
IV
I do not have any apples at all
While others have all the apples
But my apple is fragrant, spicy
The back of his head to the floor

Tradotto da Cattia Salto
I
Un mattino presto del primo di agosto
mi stavo allietando con il mio amore,
ma prima che arrivasse mezzogiorno
il mio cuore è stato fatto a pezzi.
CORO
Ahimè, ahimè
Ahimè
Ahimè, ahimè
grande è il mio dolore
II
Per molte notti, sotto l’acqua e all’asciutto
anche con il tempo peggiore
Gregor mi troverebbe un riparo sotto la roccia
dove potrei trovare rifugio.
III
Mentre le mogli degli altri
dormono tranquille stanotte,
io sarò accanto alla tua tomba
a torcermi le mani.
IV
Così non ho mele
e gli altri le hanno tutte:
la mia mela fragrante e bella
è la sua testa spiccata per terra

NOTE
1) Gregor fu catturato il 1° agosto 1569 e fu processato e condannato a morte il 7 aprile 1570, giustiziato per mano dello stesso Gray Colin nella sua tenuta di Balloch, Perthshire all’estremità orientale del Loch Tay (l’attuale Taymouth Castle)
2) il ritornello riportato da Turner (T2) Ochain, ochain, ochain uiridh, S goirt mo chridhe laoigh, Ochain, ochain, ochain uiridh, Cha chluinn t-athair ar caoidh (solo l’ultimo verso ha un significato in inglese: your  father won’t hear our cries)
3) la strofa riportata da Turner (T16) Ged bhiodh cur a’s cathadh ann,  A’s latha nan seachd sion; Gheibheadh Griogair domh-sa cnagan ’Sa ’n caidlimid fo dhìon (traduzione inglese Although there would be storm and snow-drift, a day of seven gales, Gregor would find me a little nook where we would sleep in shelter.)
4) la strofa riportata da Turner (T12)” Ged tha mnaithibh chaich aig baile,  Na ’n luidhe ’s na ’n cadal seimh ’S ann bhios mis’ aig bruaich mo leapa,  A’ bualadh mo dha laimh. (traduzione inglese Though other men’s wives are at home, sleeping sweetly, Here am I at the edge of my bed, beating my hands in grief.)
5) un’altra differenza di questa versione rispetto a quella di Uist è che nel verso la donna piange accanto alla tomba del marito, invece che nel suo letto. L’immagine è molto più “esagerata” dal gusto melodrammatico vittoriano che predilige tombe e sepolcri 6) la strofa riportata da Turner (T11) ’S ged tha mi gun ubhlan agam, ’S ubhlan uil’ aig cach; ’S ann tha m’ ubhal cùraidh grinn,  A’s cul a chinn ri lar. (traduzione inglese Though now I have no apples, and others have them all: My own apple, fragrant, handsome – and the  back of his head on the ground.)


ASCOLTA Glen Lyon (Margaret e Martyn Bennett)

La versione testuale è più simile a quella riportata da Frances Tolmie (isola di Skye) nella Gesto Collection of Highland Music (Keith Norman MacDonald, 1895) comprensiva di 8 strofe


I (G1, T16, M2)
´Sioma hoidhche fhliuch is thioram
Side na seachd sian
Gheibheadh Griogal dhomhsa creagan
Risan gabhainn dion
Chorus: (G2, T2)
Obhan obhan obhan iri
Obhan iri, o!
Obhan obhan obhan iri
Smor mo mhulad smor
II (G4, T5, M5)
Eudail mhóir, a shlaugh an Domhain,
Dhòirt iad t´ fhuil o ´n dé (7)
´S chuir iad do cheann air stob daraich
Tacan beag bho d´ chré.
III (G6, T14/15, M8)
B ´annsa bhi le Griogal cridhe
Teàrnadh chruidh le gleann,
Na le Baran mór na Dalach,
Sìoda geal(8)mu m´ cheann.
IV (G8, T12, M3)
´Nuair a bhois mnàthan òg a´ bhaile,
´Nochd nan cadal sèimh,
´S ann bhios mis´ air bruaich do lice(5),
´Bualadh mo dhà làimh.
V (G3) (9)
Dhìrich mi dh ´an t-seòmar mhullaich,
´S theirinn mi ´n tigh-làir,
´S cha d ´fhuair mise Griogal cridhe
´Na shuidhe mu ´n chlàr.


TRADUZIONE INGLESE
I
Many a night both wet and dry
Weather of the seven elements
Gregor would find for me a rocky shelter
Where I would take refuge.
Chorus:
Obhan, Obhan, Obhan iri
Obhan iri O!
Obhan Obhan Obhan iri,
Great is my sorrow, great.
II
Great darling from all the world’s people
They split your blood yesterday
And they put your head on an oaken stake,
Near where your body lay.
III
I would be glad to be with dear Gregor
Guarding cattle in the glen
Instead of with the big Baron of Dall
White silk around my head.
IV
While the young wives of the town
Serenely sleep tonight
I will be at the edge of your gravestone
Beating my two hands.
V
I ascended to the uppermost room
and descended to the lowest,
But I did not find dear Gregor
seated at the table

tradotto da Cattia Salto
I
Per molte notti, sotto l’acqua e all’asciutto
anche con il tempo peggiore
Gregor mi troverebbe un riparo sotto la roccia
dove potrei trovare rifugio.
CORO
Ahimè, ahimè
Ahimè
Ahimè, ahimè
grande è il mio dolore
II
Grande tesoro di tutti gli abitanti della terra,
hanno versato il tuo sangue ieri
e hanno messo la tua testa su un palo di quercia
poco distante dal resto del tuo corpo.
III
Avrei preferito stare con il caro Gregor
a condurre il bestiame per la valle
che essere con il grande Barone di Dall
con un copricapo bianco in testa.
IV
Mentre le mogli degli altri
dormono tranquille stanotte,
io sarò accanto alla tua tomba
a torcermi le mani.
V
Salii alle stanza superiore
e scesi dabbasso,
ma non trovai il caro Gregor
seduto a tavola

NOTE
7) qui si accenna ad un antico rituale celtico consistente nel bere il sangue di un amico in segno di affetto (il patto di sangue), usanza citata anche da Shakespeare; non è insolito nei lamenti funebri trovare la descrizione delle vedove intente a leccare il sangue dalle ferite del morto o a bere il suo sangue da una coppa. La versione in T5 dice: Chuir iad a cheann air ploc daraich, ’S dhoirt iad fhuil mu lar  Na ’m biodh agam-sa ’n sin cupan,  Dh’ olainn d’i mo shadh. (in inglese They put his head on an oaken block and spilled his blood on the ground, If I had had a cup there, I’d have drunk my fill of it)
8) un’altra differenza con la versione di Uist è che in questa il copricapo è bianco (invece di nero)
9) la strofa viene definita come una rann fuadain (migratory stanza) strofe tipiche nei canti in gaelico, una specie di versi improvvisati e “riempitivi” ricorrenti in varie ballate

SECONDA VERSIONE (Uists e Barra)

La versione testuale è più simile a quella di The MacDonald Collection of Gaelic Poetry A. and A. MacDonald (1911), ‘taken down in Uist’ riportata con il titolo generico di “Taladh” (lullaby): comprensiva di 8 strofe.

ASCOLTA William Jackson & Mackenzie in From A Hebridean Island 2001

Il testo presenta alcune variazioni rispetto alla versione MacDonald


Sèist(M1, T17):
O ba ba mo leanabh
Ba mo leanabh, ba
O ba ba mo leanabh
Nì mo leanabhs’ an ba ba(10)
I (M4, T11, G1) (11)
Ged tha mi gun chaoraich agam
‘S caoraich uil’ aig càch
Ged tha mi gun chaoraich agam
Dèan a leanabh an ba ba
II (M5, T5, G4) (12)
Eudail mhòir a shluaigh an dòmhain
Dhòirt iad d’fhuil an dé (7)
‘S chuir iad do cheann air stob daraich
Tacan beag bho do chré
III (M6, T8) (13)
Dhìrich mi bheinn mhòr gun anal
Dhìrich agus thearn
Chuirinn falt mo chinn fo d’ chasan
Agus craicionn mo dhà làimh


TRADUZIONE INGLESE:
Chorus:
Oh hush-a-bye, my little baby
Hush, my little baby, hush
Oh hush-a-bye, my little baby
My own little baby will go to sleep
I
Though I am without a flock of sheep
And the others all have sheep
Though I am without a flock of sheep
You, little baby, can go to sleep
II
Darling, of the people of the great world
They spilt your blood yesterday
They put your head on an oaken post
A little way from your corpse
III
I breathlessly climbed the great mountain
I climbed and I descended
I would put the hair of my head under your feet,
And the skin of my two hands

tradotto da Cattia Salto
CORO
Zitto, piccolino
zitto mio piccolo bambino, zitto
Zitto, piccolino
proprio il mio piccolo bambino si metterà a dormire
I
Anche se sono senza gregge
e tutti gli altri invece hanno le pecore,
anche se sono senza gregge
tu piccolo mio ti puoi addormentare.
II
Amato grandemente da tutte le persone del mondo, hanno versato il tuo sangue ieri
e hanno messo la tua testa su un palo di quercia
poco distante dal resto del corpo.
III
Ho scalato la grande montagna senza fiato
salita e discesa
avrei lasciato i capelli della mia testa ai tuoi piedi
con la pelle delle mie due mani

NOTE
10) la versione MacDonald dice Cha ’n ’eil thu ach bà (You are only bà) la versione T17 dice Ba hu, ba hu, àsrain bhig, Chan eil thu fhathast ach tlath; ’S eagal leam nach tig an latha Gu ’n diol thu t-athair gu brath (traduzione inglese Ba hu, ba hu, little orphan, you are only  young yet;  But I fear the day will never come that  you will avenge your father.
11) la versione MacDonald dice Ged tha mi gun ùbhlan agam, ’S m’ ùbhlan uil’ aig càch, ’S ann tha m’ ulaidh, cùbhraidh, caineal, ’S cùl a chinn ri làr (Although I have no apples – my apples gone to others, My treasure, fragrant and cinnamon-scented, lies with his head on the ground)
12) la versione MacDonald dice Fheudail a dh’ fhearaibh an domhain,  Dhòirt iad t’ fhuil an de; Chuir iad do cheann air stob daraich, Tacan beag uam fein. 13) la versione MacDonald dice Dhìrich mi ’bheinn mhòr gun anail,  Mu ’n do ghlas an là, Chuir mi gruag mo chinn ri talamh ’S craicionn mo dha làmh. (traduzione I climbed the big mountain  breathlessly before the sun arose; The hair of my head I left on the ground, along with the skin of my two hands)


BA BA MO LEANABH

La stessa melodia viene abbinata a metà ottocento con un altro testo, una triste ninna-nanna, tramandata tradizionalmente nell’isola di South Uist; che i più collegano alla carestia di patate del 1848 la quale anche in Scozia portò molta sofferenza tra i piccoli contadini che si nutrivano quasi esclusivamente di patate

ASCOLTA Christina Stewart & Jo Baird

Bà bà mo leanabh beag
Bidh thu mòr ged tha thu beag
Bà bà mo leanabh beag
Chan urrainn mi gad thàladh.Gur dè a ghaoil a nì mi dhut
Gun bhainne cìoch agam dhut
An t-eagal orm gun gabh thu ‘n chrup
le buige a’ bhuntàta.


TRADUZIONE INGLESE
Bà Bà my little baby
You will grow big
although you’re small
Bà Bà my little baby
I cannot settle you
What can I with you my darling
I haven’t enough milk for you
I’m worried you will become ill
Because of the potato famine

tradotto da Cattia Salto
ninna nanna bimbo mio
crescerai forte
anche se sei piccolo
ninna nanna bimbo mio
non posso sostenerti
cosa devo fare di te mio caro?
Non ho abbastanza latte per tee temo che ti ammalerai
a causa della carestia

FONTI
http://www.academia.edu/6713649/ Griogal_Cridhe_Aspects_of_transmission_ in_the_Lament_for_Griogair_Ruadh_Mac_Griogair_of_Glen_Strae http://www.ed.ac.uk/schools-departments/divinity/ research/resources/breadalbane/historical-background/ clan-campbell/macgregor-feud
http://www.ed.ac.uk/schools-departments/divinity/research/resources/breadalbane/historical-background/clan-campbell/macgregor-feud http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/ primary/babamoleanabh.asp
http://www.bletherskite.net/2013/12/06/griogal-cridhe-beloved-gregor/http://www.darachweb.net/SongLyrics/GriogalCridhe.html http://www.celticlyricscorner.net/mactalla/griogal.htm http://www.celticlyricscorner.net/lamond/baba.htm http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/54954/2 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/43639/2 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/42291/2 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46062
http://www.findagrave.com/cgi-bin/fg.cgi?page=gr&GRid=40322785

THE SKYE WATER KELPIE’S LULLABY

“Cronan na Eich-mhara”, ‘Oran-tàlaidh an eich-uisge’ oppure ‘Oran each-uisge’ è una canzone che viene dalle Isole Ebiridi: la “Ninna nanna del kelpie” è una triste e dolce melodia per far addormentare il bambino concepito con una donna mortale e per far ritornare indietro la donna che ha abbandonato kelpie e figlio.

Mary Mackellar nel suo saggio ‘The Shieling: Its Traditions and Songs’ (Gaelic Society of Inverness 1889 qui) scrive che il compagno della donna è un “leannan-sith” ovvero una “fata-amante” ma per la maggioranza delle versioni è un “each-uisge” (in inglese water-horse), un “eich-mhara” (in inglese sea horse) un cavallo d’acqua o un cavallo marino (da cui deriva il titolo della canzone).
Così scrive Mary Mackellar nel riportare il testo in gaelico scozzese della canzone “One of the romantic incidents of the sheiling was the fairy lover, and some of the songs concerning those are still to be heard among the old people.  This “leannan-sith,” or fairy lover, was able at times to win the love of the maid of the sheiling in no ordinary manner; and fairy women, in the guise of milkmaids, have been known to win the affection of the herdsman who on the mountain side attended his flocks.  There is a fairy lullaby of which I only know a fragment.  It was composed by the “leannan-sith” when the maid of the sheiling, who was the mother of his child, had become cruel and laid his little baby-boy to cry himself to death on the hill-side near the father’s uncanny home.  The poor unhappy man came to the relief of his child, and in his song he is promising every thing good to his “Morag” if she obeys nature’s call and comes to her son.  Morag it seems went to look after her herds, and turned a deaf ear to his weird singing and his deep distress.  The melody of this song is very sweet and plaintive, as are all those known as “Fonn-sìth,” fairy melody”

A Mhór, a Mhór,
A Mhór, a Mhór,
A Mhór, a Mhór,
Taobh ri d’ mhacan;
A hùbh a hó!
‘S gheibh thu goidean
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
Laogh do chuim,
An cois an tuim,
Gun teine, gun dion, gun fhasgadh.
A Mhór, a ghaoil,
Till ri d’ mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó!
Gheibheadh tu fion,
‘S gach ni b’ait leat,
Ach nach eirinn
Leat ‘s a’ mhaduinn,
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
Ged nach eirinn leat ‘s a’ mhaduinn.
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
Bha ‘n ceò ‘s a’ bheinn,
‘S uisge frasach.
‘S thachair ormsa,
A ghruagach thlachdmhor.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
A nighean nan gamhna,
Bba mi ma’ riut,
Anns a’ chrò
Is cach na’n cadal
An daoith gheal donn,
An daoith gheal donn,
An daoith gheal donn,
Rug i mac dhomh.
A hùbh a hó!
Ged is fuar
A rinn i altrum,
A hùbh a hó!
A Mhór, a Mhór,
Till ri d’mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A nighean nan gamhna,
Bha mi ma ‘riut,
A nighean nan gamhna,
A nighean nan gamhna
Bha mi ma’ riut,
Anns a chrò
‘Us cach nan cadal,
A hùbh a hó!
A nighean nan gamhna,
Bha mi ma’ riut,
Anns a’ chrò
‘Us cach nan cadal.
A Mhór, bheag dhonn,
Nach till thu rium,
A Mhór, bheag dhonn,
Nach till thu rium,
A hùbh a hó!
Mi caoidh do mhicein
Air an t-sliabh.
A hùbh a hó,
A hùbh a hó!
‘S a bhialan min
Ri m’ fheusag liath.
‘S tu direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann,
A’ direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann.
A hùbh a hó!
‘S na laoigh air chall
A’ direadh bheann,
‘S a’ teirneadh bheann.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
Gu sgith, fliuch, fuar,
‘S na laoigh air chall.
A Mhór, a Mhór,
‘Pill ri d’ mhacan,
‘S gheibh thu goidean,
Boidheach bhreac uam.
A hùbh a hó!
Laogh do chuim
Ri taobh cnocain,
Gun teine, gun tuar,
Gun fhasgadh.
A hùbh o hó,
A hùbh o hó!
‘S gheibh thu fion uam
‘S gach ni ‘s ait leat,
Ach nach eirinn leat ‘sa a mhaduinn.

Anche Frances Tolmie (1840–1926), nata a Skye, fu una prolifica collezionista di canzoni delle Isole Ebridi, così un centinaio delle melodie vennero pubblicate dal Folk-Song Society (Journal of the Folk-Song Society, 16), materiale confluito nel libro di Ethel Bassin “The Old Songs of Skye :Frances Tolmie and her Circle”. 1997 che così scrive “In the Journal Miss Tolmie remarks that her pleasure in these old wive’s songs was considered very odd by her contemporaries, ‘for they were not deemed “poetry” or worthy of notice by song-collectors of that period’. Some of her elders, fortunately, were of her own way of thinking, notably her aunt, Mrs Hector Mackenzie (Annabella Tolmie), whose only son, John Tolmie Mackenzie was harbour- master at Dunvegan as well as being factor to MacLeod of MacLeod.

IL KELPIE: MUTAFORMA DELLE ACQUE

Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestEra convinzione che esistesse una certa simmetria tra le creature terrestri e quelle delle acque, così uomini e donne erano i tritoni e le sirene mentre tra gli animali marini non mancava la figura del cavallo con la coda di pesce che nella tradizione di Scozia e Irlanda prende il nome di Kelpie (cavallo d’acqua). Si mostra sulle rive dei fiumi, dei laghi, degli stagni solitari o del mare e benchè il suo regno sia quello acquatico, il kelpie può assumere le sembianze di un bellissimo cavallo bianco (anche se viene raffigurato in alcune illustrazioni come un cavallo oscuro dal manto nero) o di bel ragazzo o d’amabile fanciulla, ed essendo una creatura solitaria spesso è in cerca di un compagno/compagna.

Nel libro “La Straniera” di Diana Gabaldon troviamo questa versione della leggenda del Kelpie. Pag.317.. “A quanto potei capire, questi esseri abitavano in qualunque tipo di massa acquatica, ed erano particolarmente frequenti nei fiordi e nei canali, benché molti vivessero dentro agli abissi dei lochs. «C’è un punto, nell’estremità orientale di Loch Garve», disse, spostando lo sguardo tra i vari membri del gruppo per accertarsi che tutti lo stessero ascoltando, «che non gela mai. L’acqua lì è sempre nera, anche quando il resto del loch è tutto ghiacciato: si tratta infatti del comignolo del cavallo d’acqua.» Quello di Loch Garve, come molti altri della sua razza, aveva rapito una fanciulla che era venuta al loch ad attingere acqua, e se l’era portata con sé in fondo agli abissi perché gli facesse da moglie. Qualunque donna, o uomo se è per questo, provi il desiderio, dopo aver trovato un bel cavallo in riva al lago, di salirgli in groppa, andrà incontro a parecchi guai, perché una volta montato il cavaliere non potrà più scendere; a quel punto il cavallo si tufferà in acqua, si trasformerà in un pesce e nuoterà fino alla sua dimora con lo sventurato cavaliere saldamente attaccato al dorso. «Orbene, una volta sott’acqua il cavallo avrà solo denti da pesce», disse Rupert, ondulando il palmo per imitare il movimento delle pinne, «e si nutre di lumache, di alghe e di altri cibi freddi e bagnati. Ha il sangue gelido come l’acqua, e non gli serve nessun fuoco, mentre una donna umana ha bisogno di calore.» …«Dunque la moglie del cavallo d’acqua era triste e soffriva il freddo e la fame, nella sua nuova dimora subacquea, non piacendole granché le lumache e le alghe che lui le serviva per cena. Così il cavallo, essendo di buon cuore, si recò sulla riva del loch vicino alla casa di un uomo che aveva fama di essere un bravo capomastro. E, quando l’uomo scese giù al fiume e vide il bell’animale dorato con le briglie d’argento che risplendevano al sole, non poté resistere alla voglia di montargli in sella. «Naturalmente il cavallo si tuffa in acqua e lo porta fino alla sua dimora fredda e viscida negli abissi. A quel punto dice al capomastro che se vuol tornare in libertà dovrà costruire un bel caminetto, con tanto di comignolo, in modo che sua moglie possa avere un fuoco dove scaldarsi le mani e friggere il pesce.» «Così il capomastro, non avendo altra scelta, fece come gli era stato chiesto. E il cavallo mantenne la promessa: lo riportò sulla riva vicino a casa sua. Fu così che la moglie del cavallo d’acqua poté starsene al calduccio, tutta contenta, con grande abbondanza di pesce fritto per cena. Dunque l’acqua non gela mai, all’estremità orientale di Loch Garve, perché il calore del comignolo del cavallo d’acqua scioglie il ghiaccio. »”

Tuttavia più spesso il Kelpie è considerata una creatura malvagia una sorta di demone che va a caccia di vittime da sedurre e far annegare (e divorare) negli abissi (un ricordo di antichi sacrifici agli spiriti delle acque?)

416px-Stromkarlen_1884Il corrispettivo nel folklore germanico e norreno è il nix o nixie (a secondo se di sesso maschile o femminile) di cui il kelpie è una delle possibili incarnazioni: il nix si mostra nella forma di rana o rospo o di piccolo pesce o di uno strano pesce a forma umana. Volendo fare un distinguo fra Kelpie e Nix possiamo affermare che il primo preferisce attirare la vittima sotto forma di cavallo per farla salire in groppa e trasportarla negli abissi il secondo invece l’attira con dolci melodie.

Con il passar del tempo in Scozia il kelpie è diventato un mostro delle acque come il famigerato Nessie del Loch Ness. Per alcuni tuttavia il Kelpie vive esclusivamente nei pressi delle rapide dei fiumi, dei guadi e delle cascate.
Così scrive Ethel Bassin “The each-uisge (water-horse) is a familiar figure in Gaelic folklore. In the guise of a man he might lay his head in the lap of a girl and invite her to ‘dress’ his hair. The tales vary between the girl who does, or does not, discover in time from the sand in his hair and on his breast what he really is. Mòrag in this instance, does not make the discovery until after she has borne him a child. In terror she flees, leaving the baby with him. This song – a lullaby still current in oral tradition – is the each-uisge’s entreaty to Mòrag to return, alternating with his affectionate lulling of the child. “

ASCOLTA Caera in Suantraighe, A Collection of Celtic Lullabies 2006. La melodia è tratta dal libro di Marjory Kennedy-Fraser and Kenneth MacLeod “Songs of the Hebrides” 1909 (pag 94) per la canzone “The Skye Water Kelpie’s lullaby che è riportata come una Cronan na Eich-mhara

GAELICO SCOZZESE
A Mhórag dhonn! A Mhórag dhonn!
Till gud’ mhacan;
‘S gheibh thu ‘m bradan breac o’n loch.
chorus:
A-hó hi. A-hó hi.
A-hó hó-an, A-hó hó-an, A A-hó hó-an,
hó hi. A-hó hi.A-hó hó-an! A-hó hó-anTha ‘n oidhch’ an nochd
Gu fliuch frasach,
Aig mo mhac-sa ri sgàth cnocain(2).
A-hó hó-an A-hó hó-an
Gun teine, gun tuar,
Gun fhasgadh
‘S tu sìor chonràn.A-hó hó-an! A-hó hó-an
Mo shean-a chab liath.
Ri d’ bheul beag baoth.
‘S mi seinn phort duit am Beinn Frochdai.

TRADUZIONE INGLESE
O brown haired Morag,
come back to thy little son,
and thou shalt get
a speckled salmon from the loch.
The night is wet
and showery for my son
in the shelter of the knoll
without fire, pale, forlorn,
and wailing without cease.
My unsightly old grey mouth,
against thy silly little mouth,
while I sing dandling songs
to thee in Ben Frochkie.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mór dai neri capelli,
ritorna dal tuo piccolo bambino
e avrai un salmone dal lago!
Questa notte è umida
e piovosa per mio figlio
al riparo sulla collinetta,
senza fuoco, cibo, abbandonato
a lamentarsi senza sosta.
La mia bocca da vecchio
contro le tue dolci labbra
mentre canto ninnananne
per te sul Bel Frochkie

Versione cantata in inglese e arrangiata da Marjory Kennedy-Fraser
Avore, my love, my joy
To thy baby come
And troutlings you’ll get out of the loch

Avore, my heart, the night is dark, wet and dreary.
Here’s your bairnie neath the rock
Avore, my love, my joy, wanting fire here,
wanting shelter, wanting comfort
our babe is crying by the loch
Avore, my bride? Avore, my heart
My gray old mouth touching thy sweet lips,
and me singing Old songs to thee, by Ben Frochkie

NOTE
1) Mhórag o Mór è il nome della fanciulla amata dal kelpie è anche scritto A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh (Mhor mia, amore, mia gioia)
2) La canzone mette in evidenza una pratica di “controllo delle nascite” diffusa tra i Celti il bambino veniva “esposto” cioè abbandonato nel bosco (senza cibo e al freddo) affinchè se ne prendessero cura le fate; la pratica era diffusa un tempo sia nei confronti degli illegittimi che dei neonati con evidenti deformazioni fisiche o dall’aspetto malato. L’usanza era connessa con la convinzione che il bambino fosse stato “scambiato” ovvero rapito dalle fate e sostituito con un changeling, un mutaforma il quale per un po’ assomiglia al bambino umano, ma alla fine riprende sempre il suo vero aspetto. La madre o il padre sfortunati lasciavano il neonato nel bosco o nei pressi di una pozza d’acqua o di una pietra antica di modo che il changeling se ne ritornasse nel suo regno e il vero bambino fosse restituito ai suoi legittimi genitori; ritornando sul posto il giorno dopo più semplicemente lo trovavano morto o scomparso perchè divorato da qualche animale selvatico. C’erano anche altri metodi meno cruenti per smascherare il changeling, come quello di mettere a bollire dei gusci d’uova! Si ritiene che il changeling sia un tentativo di “spiegare” l’autismo, il quale ha proprio nelle fiabe e leggende la sua eziologia prima del riconoscimento ufficiale (solo nel 1943 l’autismo ha avuto un nome e una documentazione clinica). La dottoressa Julie Leask del National Centre for Immunisation Research and Surveillance of Vaccine Preventable Diseases di Sydney, insieme ai suoi colleghi ha esaminato le fiabe inglesi, tedesche e scandinave. La Leask si è incuriosita, quando un giorno ha sentito una madre dire, durante un programma ministeriale sull’autismo, “è come se la bambina che ho messo al mondo mi fosse stata rubata“. E continua: “I bambini scambiati vengono descritti come apatici, impenetrabili ai gesti d’affetto, non esprimono le proprie emozioni, urlano o addirittura non parlano“. Ovviamente non sempre i changelings erano esposti, anche se si riteneva che portassero solo disgrazie alla famiglia, l’unico aspetto positivo è la predisposizione per la musica. Come inizia a crescere, il Changeling richiede ai genitori “adottivi” uno strumento, spesso un violino, che inizia a suonare con tale abilità, che chiunque si fermi ad ascoltarlo, non può non rimanere affascinato. “Ho visto un Changeling una volta. Viveva con due vecchi fratelli, poco distante da Dog’s Well, e aveva l’aspetto di una scimmia avvizzita. Aveva circa dieci o undici anni, ma non riusciva a camminare davvero, solo ciondolare. Sapeva però suonare il flauto talmente bene che nessuno era capace di uguagliarlo. Conosceva antiche melodie, talmente vecchie che il popolo le aveva dimenticate da tanto tempo. Un giorno poi, se ne è andato, non so nulla di quello che gli è capitato…” (da un villaggio vicino a Boho, nella contea di Fermanagh)

ASCOLTA Margaret Stewart & Allan MacDonald in Colla Mo Rùn 2001 scritto anche e impropriamente come “Ã’ran Tàlaidh An Eich-Uisge”

VERSIONE IN GAELICO SCOZZESE
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao i hà
Chorus:
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
‘S luath dha d’ chois thu, hó bha hó
‘S mór nad each thu, hao i hà
I
O hó m’eudail a mac hó
O hó m’eachan sgèimheach hà
‘S fhad ‘n ‘n bhail’ thu, hò bha hò
Nìtear d’iarraidh, hao i hà
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao ihà

TRADUZIONE INGLESE
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
CHORUS
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
Fast of foot you are
Great as a horse you are
I
My darling son
Oh my lovely little horse
You are far from the township
You will be sought after
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
 TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Dormi, bambino mio
Dormi, bambino mio
CORO
Hì hó..
dal piè veloce tu sarai
grande come un cavallo.
I
Figlio mio caro,
mio bel cavallino,
sei lontano dal paese
e ti verranno a cercare tra un po’,
dormi bambino mio,
dormi bambino mio, 

Le melodie girano intorno ad una vecchia aria scozzese dal titolo “Crodh Chailein” (in inglese “Colin’s cattle) evidentemente considerata una melodia delle fate (qui)

FONTI
http://www.fantasymagazine.it/notizie/2521/changeling-fiabe-per-capire-l-autismo/ http://mcglenmysteries.blogspot.it/2010/10/changelings.html http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://www.romanticamentefantasy.it/emozioni-in-tartan-leggenda-kelpie/ http://fairyroom.com/2013/03/bad-fairy-nixie/ http://www.lochiel.net/archives/arch116.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4374 http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48242 http://www.kidssongsmp3.twinkletrax.com/kids-song.php?c=C02T12&kids-song=O,%20Can%20Ye%20Sew%20Cushions http://www.celticlyricscorner.net/stewart/orantalaidh.htm
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stromkarlen_1884.jpg