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EDWARD BALLAD

Ancora un’oscura ballata che si riconduce al testamento dell’avvelenato (vedi), in questo contesto però il protagonista, dopo essersi macchiato di un assassinio, ha intenzione di uccidersi o di scomparire per sempre e quindi lascia la sua confessione e il suo testamento alla madre. L’origine della ballata è sicuramente scandinava e il professor Child la riporta al numero 13 in due sole versioni (e un frammento), ma la popolarità della ballata fu tale che nella tradizione orale si contano più di duecento testi, la maggior parte provenienti dall’America (quasi 150).

edward

IL TEMA

La ballata si dipana in forma di dialogo tra la madre e il figlio seguendo l’espediente della ripetizione progressiva (vedi) che accresce la tensione drammatica, tenendo in sospeso il pubblico fino alle battute finali: la madre vede il sangue sulla spada (o sui vestiti del figlio) e gliene chiede la ragione; il figlio tergiversa dicendo che si tratta del sangue di qualche animale, ma messo alle strette confessa di aver ucciso il fratello (o in altre versioni il padre o un altro parente, ma anche la sorella). La maggior parte degli accademici partono però dal presupposto che la versione originaria si riferisca al litigio tra due fratelli.

Sul perchè abbiano litigato sono fiorite le più ampie ipotesi! Le ballate raramente ci dicono i perchè, c’è spesso una sorta di indeterminatezza nella storia che contribuisce ad accrescerne il fascino (e nello stesso tempo ci esorta a scavare nei meandri della psiche). C’è da dire inoltre che anche se all’origine di una ballata c’è per lo più un fatto di cronaca “scandalistica” esso diventa stereotipo (o meglio archetipo come  Caino e Abele): così fratelli e sorelle si uccidono fra di loro per gelosia o per rivalità a causa di una ragazza o di un bel giovanotto e il tema dell’incesto fa spesso capolino mascherato da un eufemismo. La ballata viene quindi considerata da alcuni come una parte della storia narrata in “The Bonny Hind“, “The Twa brothers” e “Lucy Wan“.

LA VERSIONE SCOZZESE: SON DAVID

Child ballad#13A

In Motherwell il protagonista si chiama David il quale confessa alla madre di aver ucciso il fratello e che quindi  intende prendere il largo su di una “barca senza fondo“, (tale era la punizione per il fratricidio secondo le consuetudini vichinghe).

ASCOLTA June Tabor &The Oyserband in “Ragged Kingdom” 2011

ASCOLTA Jeannie Robertson 1950

Child ballad#13A
“What’s the blood on the point of your sword,
O Son David, my Son David?
What’s the blood on the point of your sword,
Promise, tell me true?”
“That’s the blood of my grey mare
O Lady Mother, my Lady Mother;
That’s the blood of my grey mare –
She would not rule by me.”
“Your grey mare’s blood was never so red,
O Son David, my Son David;
Your grey mare’s blood was never so red,
Promise, tell me true.”
“That’s the blood of my hawking hound,
O Lady Mother, my Lady Mother;
That’s the blood of my hawking hound,
She would not rule by me.”
“Your hawking hound’s blood was never so clear,
O Son David, my Son David;
Your hawking hound’s blood was never so clear, Promise, tell me true.”
“That’s the blood of my brother John,
O Lady Mother, my Lady Mother;
That’s the blood of my brother John,
He drew his sword to me.”
“What did you fall out about,
O Son David, my Son David?
It’s all for a little holly bush(1)
That’ll never grow to a tree?”
“I’ll set my foot on a bottomless boat(2),
O Lady Mother, my Lady Mother;
Set my foot on a bottomless boat,
Sail upon the sea.”
“When will you come back again,
O Son David, my Son David?
When will you come back again?
Promise, tell me true?”
“When the Sun and Moon meet in yonder glen, O Lady Mother, my Lady Mother;
When the Sun and Moon meet in yonder glen,
And that will never be.”
Tradotto da Cattia Salto
“Che sangue c’è sulla punta della tua spada,
David, figlio mio?
Che sangue c’è sulla punta della tua spada,
prometti di dirmi la verità?”
“E’ il sangue del mia giumenta bianca
signora Madre,
è il sangue della mia giumenta bianca
non voleva lasciarsi comandare da me”
“Il sangue della tua giumenta bianca non fu mai tanto rosso,
oh David, figlio mio
Il sangue della tua giumenta bianca non fu mai tanto rosso,
prometti di dirmi la verità”
“E’ il sangue del mio falco valente,
signora Madre;
è il sangue del mio falco valente,
non voleva lasciarsi comandare da me.”
“Il sangue del falco non fu mai tanto pallido,
David, figlio mio:
Il sangue del falco non fu mai tanto pallido, prometti di dirmi la verità”
“E’ il sangue di mio fratello John,
signora Madre;
E’ il sangue di mio fratello John,
che cavò la sua spada su di me.”
“E quale pena ne vuoi portare,
David, figlio mio?
Tutto per un piccolo cespuglio di agrifoglio(1)
che non diventerà mai un albero?””
“Salirò su una barca sfondata(2),
signora Madre;
salirò su una barca sfondata,
e me ne andrò per mare.”
“Quando ritornerai
David figlio mio?
Quando ritornerai
prometti di dirmi la verità?”
“Quando il sole e la luna s’incontreranno in quella valle, signora Madre;
quando il sole e la luna si incontreranno in quella valle,
e che non accadrà mai”

NOTE
1) Alcuni studiosi ritengono che la questione tra i due fratelli sia celata dietro al significato del cespuglio nel bosco: per Cecil Sharp “breaking of a little bush that should have been a tree” vuole indicare la deflorazione di una fanciulla e quindi deduce che la lite sia nata per gelosia, essendo entrambi i fratelli innamorati della stessa ragazza (più probabilmente la sorella). La ballata per certi aspetti richiama “The Bonny Hind” (vedi) la ballata in cui fratello e sorella hanno un rapporto incestuoso, lei muore in alcune versioni perchè si uccide, in altre perchè è il fratello a ucciderla, e il corpo viene sepolto sotto un albero di agrifoglio.
E così sorge la domanda: quale dei due fratelli ha ucciso la sorella? (è Edward-David ad aver prima  violentato la sorella e poi ad averla uccisa quando scopre che è rimasta incinta? Un prequel di nuovo tipico come nella ballata “Sheath and Knife” qui)
A mio avviso, il cespuglio che non diventerà mai un albero potrebbe semplicemente stare a indicare la giovane età del fratello ucciso in duello il quale non diventerà mai un adulto! E tuttavia l’Agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità e quindi c’è da pensare più ad una gravidanza conseguente all’incesto: il protagonista ha ucciso la sorella che era rimasta incita del loro figlio-fratello. L’omicidio non è quindi il risultato – più o meno accidentale – di una lite, ma un deliberato atto per salvaguardare il buon  nome della famiglia.
morte-norreni2) Giordano Dall’Armellina così scrive “Lo aspetta la morte che avverrà, secondo l’usanza scandinava che si applicava agli omicidi, con l’abbandono del colpevole su una barca al largo, senza timone né remi. Si possono ipotizzare due interpretazioni riguardo alla dipartita di Edoardo in barca. La prima ci suggerisce l’idea che Edoardo ha deciso di morire. La sua scelta di andare per mare potrebbe simbolicamente rappresentare il suo ultimo viaggio verso l’altro mondo. Era credenza comune, non solo in Europa, che l’anima dovesse attraversare un fiume o un mare per arrivare al mondo dei morti. Già gli Egizi, nel libro dei morti, rappresentavano l’ultimo viaggio su una grande nave. .. L’ipotesi che Edoardo si stia preparando al viaggio verso l’oltretomba è rinforzata dalla presenza del testamento alla fine della ballata. La seconda ipotesi, che non esclude la prima, riguarda l’usanza dei Vichinghi di condannare gli assassini abbandonando il colpevole su una barca al largo senza remi e timone. E’ in pratica una condanna a morte secondo la quale la barca dovrebbe dirigersi verso l’inferno.

LA VERSIONE INGLESE: EDWARD

Child ballad#13B

Il testo più famoso di Edward è quello pubblicato nelle Reliques of Ancient English Poetry di Thomas Percy (1765, I, 53) per mezzo di Sir David Dalrymple, e fu probabilmente lo stesso Percy ad introdurre le grafie anticheggianti quhy (per why), ze, zour (per ye, your) per aggiungere una patina di antichità “a tavolino”. La lingua della ballata è l’inglese di Scozia (Lallans). Qui è la madre che istiga il figlio a uccidere il marito e tuttavia la versione si presenta più come un’anomalia rispetto alla storia originaria e più antica che parla della discordia tra due fratelli.

ASCOLTA Old Blind Dogs

Child ballad#13B
Why does your brand sae drap wi’ bluid
Young Edward, oh young Edward?
Why does your brand sae drap wi’ bluid
And why sae sad gang ye O?
I hae killed my hawk sae guid
My dear mither, my dear mither
I hae killed my hawk sae guid
And I had nae mair but he
O
Your hawkis bluid was nevir sae reid
Young Edward, oh young Edward
Your hawkis bluid was nevir sae reid
Sum other dule ye drie
OI hae killed my reid-roan steed
My dear mither, my dear mither
I hae killed my reid-roan steed
That was erst sae fair and free
O
Your steed was auld, and ye hae gat mair
Young Edward, oh young Edward
Your steed was auld, and ye hae gat mair
Sum other dule ye drie
OI hae killed my faither dear
My dear mither, my dear mither
I hae killed my faither dear
Alas and wae is me
O
So whatten penance wul ye drie for that
Young Edward, oh young Edward?
So whatten penance wul ye drie for that?
My dear son, now tell to me O
I will sail in yonder boat
My dear mither, my dear mither
I will sail in yonder boat
And awa and over the sea O(3)
And what wul ye dee wi’ your towers and ha’,
Young Edward, oh young Edward?
And what wul ye dee wi’ your towers and ha’
That were sae fair to see O?
Let them stand until they fa’ doon
My dear mither, my dear mither
Let them stand until they fa’ doon
For tham nevir mair wul I see O
And what wul ye leave your wife and bairns
Young Edward, oh young Edward?
And what wul ye leave your wife and bairns
When ye gang over the sea O?
The warldis room, let them beg
My dear mither, my dear mither
The warldis room, let them beg
For tham nevir mair wul I see O
And what wul ye leave your mither dear
Young Edward, oh young Edward?
And what wul ye leave your mither dear
When ye gang over the sea O?
The curse of hell shall ye bear
My dear mither, my dear mither
The curse of hell shall ye bear
For the counsel ye gave to me O (4)
(tradotto in wikipedia qui)
“Perché la tua spada gocciola così di sangue,
Edward, oh giovane Edward?
Perché la tua spada gocciola così di sangue
e perché te ne vai tanto triste?”
“Oh, ho ucciso il mio falco valente,
Madre, madre:
Oh, ho ucciso il mio falco valente,
Ed io non avevo che quello.”
“Il sangue d’un falco non fu mai tanto rosso, Edward, Edward:
Il sangue d’un falco non fu mai tanto rosso, questo ti dico, figlio mio”
“Oh, ho ucciso il mio cavallo roano,
Madre, madre,
Oh, ho ucciso il mio cavallo roano
Prima così libero e felice.”
“Il tuo cavallo era vecchio,
ne hai altri,
Edward, Edward;
Il tuo cavallo era vecchio,
ne hai altri,
Qualche altra pena t’affligge?”
“Oh, ho ucciso il mio amato padre,
Madre, madre;
Oh, ho ucciso il mio amato padre,
Ahimè, ed il male mi colga!”
“E quale pena
ne vuoi portare,
Edward, Edward?
Quale pena
ne vuoi portare,
Dimmelo adesso, caro figliolo”
“Salirò su quella barca,
Madre, madre;
Salirò su quella barca
E me ne andrò per il mare.(3)”
“E che ne farai delle tue torri
e castelli,
Edward, Edward?
E che ne farai delle tue torri e castelli,
Un tempo, alla vista, così tanto belli?”
“Li lascerò stare in piedi finché giù non cadranno, Madre, madre;
Li lascerò stare in piedi finché giù non cadranno,
Ché, tanto, mai più vi potrò ritornare.”
“E che lascerai ai tuoi figli e a tua moglie,
Edward, Edward?
Che lascerai ai tuoi figli
e a tua moglie
Quando tu te ne andrai per il mare?”
“Il vasto mondo per mendicarsi la vita,
Madre, madre;
Il vasto mondo per mendicarsi la vita,
Ché, tanto, non li rivedrò mai più.”
“E che lascerai alla tua
cara madre,
Edward, Edward?
Che lascerai alla tua
cara madre
quanto te ne andrai per mare?”
“Per me porterai la maledizione infernale,
Madre, madre;
Per me porterai la maledizione infernale,
Tu, che m’hai dato siffatti consigli.(4)

NOTE
3) in questa versione i propositi di morte sono più mitigati, il protagonista preferisce l’esilio, la barca infatti è una normale nave
4) C’è da chiedersi perchè la madre interroghi il figlio quando è già a conoscenza dell’assassinio avendolo ordito lei stessa. La frase è considerata dai più come una specie di “coupe de theatre” alla Shakespeare!

FONTI
http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_(ballata) http://mbmonday.blogspot.it/2012/04/edward-what-put-blood-blood-on-his.html http://mbmonday.blogspot.it/2012/04/its-all-about-little-holly-bush.html http://mbmonday.blogspot.it/2012/04/why-dois-your-brand-sae-drap-wi-bluid.html http://www.contemplator.com/child/sharp13.html http://www.christymoore.com/lyrics/what-put-the-blood/ http://betterknowachildballad.wordpress.com/2013/02/02/child-13-edward/ http://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/edward.html http://www.nspeak.com/allende/comenius/bamepec/multimedia/saggio3.htm http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_13 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48691 http://wesleystace.com/album/trad-arr-jones/

continua seconda parte (qui)

LADY DIAMOND AND HER CRUEL FATHER

L’amore contrastato dalle famiglie con tanto di finale tragico era uno dei temi favoriti nei racconti medievali e rinascimentali, così la storia di Gismonda (come la chiama il Boccaccio) era cantata da trovatori e menestrelli di tutta l’Europa: la vicenda prende le premesse dall’amore tra la figlia di un re e un servitore. Il re disapprova e fa uccidere il servo, così anche la figlia del re si suicida, il padre si pente ma è troppo tardi. Il particolare macabro che non poteva che far rabbrividire il pubblico del tempo è quello del cuore strappato dal petto del ragazzo e servito in una coppa alla ragazza (in alcune versioni come pietanza).

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LA NOVELLA DI BOCCACIO (XIV sec)

Nella quarta giornata del Decamerone si narra la storia di Tancredi e Ghismunda
Tancredi prenze di Salerno uccide l’amante della figliuola e mandale il cuore in una coppa d’oro; la quale, messa sopr’esso acqua avvelenata, quella si bee, e così muore.

Così è riassunta da Giordano Dall’Armellina
Tancredi, principe di Salerno, aveva una sola figlia di nome Ghismonda. La amava in maniera possessiva e sebbene Ghismonda fosse in età da matrimonio, non voleva prendere in considerazione per lei le proposte dei giovani nobili. Un giorno, tuttavia, dovette cedere al duca di Capua e la fece sposare a suo figlio. Sfortunatamente il matrimonio durò solo pochi mesi a causa della prematura morte del figlio del duca. Ghismonda dovette ritornare dal padre sperando che le avrebbe trovato un altro marito. Il vecchio padre, invece, era ben felice di avere la figlia tutta per sé. Ma Ghismonda era molto giovane e bella e non voleva rinunciare ai piaceri del sesso. Pensò bene di trovarsi un amante valoroso e segreto. Preferiva fra tutti il paggio del principe, un uomo di umili origini ma distinto e di nobile portamento. Si innamorò di lui e il paggio ricambiò, tanto che cominciarono a bruciare di desiderio l’uno per l’altra. Per mezzo di un passaggio segreto i due amanti cominciarono ad incontrarsi, senza essere visti, nella stanza di Ghismonda quasi ogni giorno. Come scrisse Boccaccio: “Ma la fortuna, invidiosa di così lungo e di così gran diletto, con doloroso avvenimento la letizia dei due amanti rivolse in tristo pianto.”

Era usanza di Tancredi soffermarsi di tanto in tanto nella stanza della figlia per parlare con lei. Accadde che un giorno, mentre Ghismonda era in giardino, nessuno lo vide entrare nella stanza. Attendendola si sedette su un divano che era presso la finestra nascosto da una tenda e si addormentò. Mentre dormiva i due amanti entrarono e, con le loro effusioni amorose, svegliarono Tancredi il quale li vide ma ritenne di non intervenire. Passato un lungo tempo, Guiscardo ritenne fosse l’ora di andare e anche Ghismonda uscì dalla camera. Tancredi, per non farsi vedere, si calò dalla finestra e tornò corrucciato alla sue stanze. Ad un suo comando, la stessa notte, due uomini presero Guiscardo e lo portarono al cospetto di Tancredi il quale gli disse: “Guiscardo, la mia benignità verso te non avea meritato l’oltraggio e la vergogna la quale nelle mie cose fatta m’hai, sì come io oggi vidi con gli occhi miei.
A
l quale Guiscardo niuna altra cosa disse se non questo:  “Amor può troppo più che né voi né io possiamo.”(1)

Tancredi diede poi ordine che Guiscardo fosse tenuto sotto sorveglianza in una stanza del palazzo. Il giorno seguente Tancredi incontrò Ghismonda e le disse che li aveva visti nella sua stanza, che Guiscardo era stato arrestato e che sarebbe morto il giorno seguente. Non poteva sopportare che la figlia avesse fatto l’amore senza essere sposata e per di più con un giovane di vilissima condizione. Ghismonda fu colta da un dolore incommensurabile ma si contenne e trattenne le lacrime e il suo spirito fiero trionfò sulla sua debolezza femminea. Dato ormai per scontato che per il suo Guiscardo non c’era più speranza, rivolse a se stessa pensieri di morte. Tancredi non credette alle parole della figlia che diceva di volersi suicidare e continuò a pianificare la sua vendetta su Guiscardo. Diede disposizione che fosse strangolato, che gli si cavasse il cuore e che gli fosse portato. Il giorno seguente il cuore di Guiscardo stava in una splendida coppa d’oro e Tancredi lo inviò a sua figlia pregando il famigliare preposto alla consegna di riferire queste parole: “Il tuo padre ti manda questo, per consolarti di quella cosa che tu più ami, come tu hai lui consolato di ciò che egli più amava”.
Nel frattempo Ghismonda si era fatta mandare erbe e radici velenose per averle pronte alla bisogna.(2)
Quando scoperchiò la coppa e vide il cuore disse: “Non si conveniva sepoltura men degna che d’oro a così fatto cuore chente questo è; discretamente in ciò ha il mio padre adoperato. E così detto, appressatoselo alla bocca, il baciò, e poi disse: “In ogni cosa sempre e infino a questo estremo della vita mia ho verso me trovato tenerissimo del mio padre l’amore, ma ora più che giammai; e per ciò l’ultime grazie, le quali render gli debbo giammai, di così gran presente da mia parte gli renderai”.

Dopodiché versò il distillato di veleno nella coppa e, dopo aver versato molte lacrime, ne bevve il contenuto(2). Si mise sul letto ed aspettò la morte. Tancredi, avvisato dalle damigelle dell’accaduto irruppe nella camera. La figlia morente gli chiese un ultimo desiderio: di essere seppellita con Guiscardo. Così Boccaccio conclude la novella: Così doloroso fine ebbe l’amor di Guiscardo e di Ghismonda, come udito avete; li quali Tancredi dopo molto pianto, e tardi pentuto della sua crudeltà, con general dolore di tutti i salernetani, onorevolmente amenduni in un medesimo sepolcro gli fe’ sepellire.
In quest’ultima parte della novella Boccaccio riprende il classico tema popolare europeo, presente in numerose ballate, degli innamorati seppelliti nella stessa tomba. Di solito dalla tomba nascono piante e fiori che si intrecciano per simboleggiare l’amore eterno.

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Joseph Edward Southall:Sigismonda Drinking the Poison 1897

NOTE DI CATTIA SALTO
1) non si può non commentare il verso (le uniche parole messe in bocca a Guiscardo, che è chiaramente una riduzione in prosa del famosissimo verso dantesco “Amor, ch’a nullo amato amar perdona” (Inferno, V, 103) il quale dice semplicemente che chi è amato non può fare a meno di amare ricambiando. Il detto non è propriamente veritiero ossia quando non scoppia la scintilla in tutt’è due gli sguardi colui che ama può si cercare di fa nascere l’amore anche nell’altro, ma spesso viene ricambiato solo con una forma di affetto diciamo “riconoscente” o empatico più che dall’amore ardente. E tuttavia Guiscardo si giustifica dicendo di essere stato travolto dall’amore passionale e di non aver potuto se non ricambiare l’amore sincero di Ghismonda. Insomma il colpevole di tutta la storia non è altri che Amore, il putto con tanto di ali e arco che tira le frecce sui mortali malcapitati secondo il suo capriccio.. Come Dante non possiamo che essere mossi a compassione verso i due innamorati
2) c’è un che di stregonesco nel rituale che richiama nella mente dei convenuti (o perlomeno nella mia) il filtro d’amore bevuto da Tristano e Isotta

LA VERSIONE SCOZZESE: LADY DIAMOND

La ballata si ritrova in molte tradizioni popolari sia in forma di canto che di racconto, in Scozia la principessa innamorata si chiama Diamond (Daisy, Dysmal, Dysie) e il suo Principe Azzurro è solo uno sguattero delle cucine, perciò il loro amore non può che concludersi tragicamente. Per la verità anche un’altra ballata di Child, Willy of the Winsbury, racconta della storia d’amore tra una principessa e un servitore, ma il protagonista potrebbe essere nientemeno che Giacomo V di Scozia sotto mentite spoglie che si innamora di una delle figlie del re di Francia (vedi).

Diciamo che nell’Alto Medioevo non era insolito per un guerriero audace conquistare terre e regni con la spada e il cuore, ma man mano che le dinastie si assestavano dopo le ondate di genti barbare che si spartirono quello che restava dell’Impero Romano, non era più così semplice per un figlio di nessuno “fare carriera” nelle file della Nobiltà (anche se c’erano sempre le prebende alle cortigiane di letto del re con tanto di titoli nobiliari assegnati anche ai loro compiacenti mariti e famigliari..) In questa storia il personaggio cardine è piuttosto il Re che ama la figlia in modo quasi morboso e vendica il suo onore con l’uccisione del rivale. Poi in alcune versioni si pente per aver causato indirettamente la morte anche della figlia, morta di crepacuore più che di veleno!

GUIDA ALL’ASCOLTO
La ballata è riportata al numero 269 da Child e trascritta in cinque versioni. Le versioni testuali selezionate per l’ascolto si rifanno per lo più alla VERSIONE C e come spesso accade per le ballate le melodie abbinate ai testi non sono univoche.

ASCOLTA The Tannahill Weavers in Passage 1984: Riporto il commento molto “scottish humor” nelle note di copertina:”It is a little difficult to categorize this song.  Probably the easiest way out is to call it a song of medieval Scottish birth control. There were two methods of this – the first, very safe, was abstention; the second, not safe at all due to it’s occurance after the deed was done, was to kill the man involved.  This ensured he didn’t do it again. Strangely enough, this song comes from a region of Scotland where the population has remained the same for 200 years. Every time a child isborn, a man leaves town.”

LADY DYSIE

I
There once was a King(1), a very great King
And a King o’ muckle fame
He had a lovely dochter fair
Lady Dysie was her name
And word’s gane up, and word’s gane doon
And word’s gane tae the King
Lady Dysie she gans richt round about
And tae whom they dinnae ken
II
When bells were rung and mass was sung
And they’ve a’ gan tae their rest
The King’s gan tae Lady Dysie’s bower
And he wasnae a welcome guest
He’s pu’d the curtains round about
And there he sat him doon
Gae tell me Lady Dysie he said
What gars ye gan sae roon?
III(6)
Is it tae a Lord or tae a Laird
Or a Baron o’ high degree?
Gae tell me Lady Dysie he said
And I pray thee dinnae lee
Oh it’s no’ tae a Lord and it’s no’ tae a Laird
Nor tae onie Barony
But it’s tae Roger the kitchen boy
Wha ca’s sae aye tae me
IV
He’s ca’d his merry men oot by one
By one, by twa, by three
And last came Roger the kitchen boy
And he’s dashed him tae a tree
And he’s ta’en oot that bonnie boy’s heart(9)
Pit it in a cup of gold(11)
And he’s sent it tae Lady Dysie’s bower
Because she’s been sae bold
V
Fareweel Faither, Fareweel Mither
Fareweel tae comfort and joy
He died for me, I’ll die for him(12)
Though he was but a kitchen boy
Fareweel Mither, Fareweel Faither
Fareweel my brithers three
Ye thocht ye had taken the life o’ yin
But ye’ve taken the lives o’ three
TRADUZIONE INGLESE
I
O there was a king(1), and a very great king,
A king of unco’ fame.
He had a lovely daughter fair,
Lady Dysie was her name.
Now word’s gone up and word’s gone down,
And word’s gone to the King
That Lady Dysie she’s grown right full around,
And no one knows by whom.
II
When the bells were rung and mass was sung,
And all were gone to their rest,
The King went to Lady Dysie’s bower,
And he was not a welcome guest.
He’s pulled the curtains round and round,
And then he sat him down.
“O, tell to me Lady Dysie,” he said,
“Who’s made you grow so round?”
III(6)
“O was it a lord, or was it a laird,
Or a baron of high degree?
O tell me now, Lady Dysie,” he said,
“And I pray you, do not lie.”
“O it was not a lord, nor was it a laird,
Nor a baron of high degree,
But it was Roger, the kitchen boy.
What cause have I to lie?”
IV
He’s called his merry men out by one,
By one, by two, by three.
‘Til at last came Roger the kitchen boy,
And they bound him to a tree.
Then the King cut out this bonny boy’s heart(9),
And put it in a cup of gold(11),
And he’s sent it round to Lady Dysie’s bower
Because she’d been so bold.
V
“O it’s farewell Father and farewell Mother.
Farewell to all pleasure and joy.
He died for me, and I’ll die for him(12),
Though he was but a kitchen boy.
O it’s farewell Father and farewell Mother,
Farewell, dear family.
For you thought you had ta’en the life of one,
But you’ve ta’en the lives of three.”

NOTE
1) la prima strofa è incentrata sulla parola King e la ripetizione di parole che iniziano con la K
4) la strofa richiama la ballata Willie of Winsbury
9) Nella società feudale, nella quale la ballata è ambientata, se un servitore avesse osato anche solo toccare la figlia del re, avrebbe commesso il reato di lesa maestà, avrebbe cioè offeso il re. Tale “crimine” era punito con la morte (decapitazione impiccagione, squartamento erano tra le possibili sentenze). ). Il dettaglio del cuore cavato e portato come prova è il leitmotiv della fiaba di Biancaneve
11) nelle versioni italiane e svedesi della ballata il cuore le viene servito come pietanza
12) la fanciulla sembra morire di crepacuore, nella novella del Boccaccio invece si aggiungono dettagli più macabri: la fanciulla riempie la coppa con le sue lacrime poi vi scioglie un veleno e lo beve

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’era un re(1) ed era un grande re,
un re di grande fama
aveva una sola figlia a lui cara,
Lady Dysie si chiamava.
La voce corre su e giù
fino al Re che lady Dysie era incinta
ma nessuno sapeva di chi.
II
Quando le campane suonarono e la messa cantata e tutti erano andati in pace
il Re andò nella stanza di Lady Dysie
e non era un ospite benvenuto..
Tirò tutte le tende e si mise a sedere
“O dimmi Lady Dysie, chi ti ha messo incinta?”
III(6)
E’ stato un Lord o un Laird
o un barone d’alto rango?
Dimmi adesso Lady Dysie
e ti prego di non mentire”
“Non è stato un Lord o un Laird
o un barone d’alto rango,
ma è stato Roger, il servo delle cucine
che motivo avrei di mentire?”
IV
Mandò a chiamare tutti i suoi uomini fedeli
Ad uno ad uno
finchè alla fine venne Roger il cuciniere,
ed essi lo legarono ad un albero:
allora il re cavò il cuore del ragazzo(9)
e lo mise in una ciotola d’oro(11)
e la mandò nella stanza di Lady Dysie
che era stata così audace
V
“Addio Padre, addio Madre.
Addio a tutto il piacere e alla gioia
lui è morto per me e io morirò per lui(12)
anche se era solo un cuciniere.
Addio Padre, addio Madre.
addio cara famiglia
perchè voi credevate di aver preso la vita di uno ma avete preso la vita di tre”

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina live lesson
Testo e musica tratti dall’album Blood and Roses, vol. 2 di Ewan Mc Call e Peggy SeegerI
There was a king(1) and a noble king,
A king of muckle fame
And he had an only daughter dear,
Lady Diamond was her name.
II
He had a servant, a kitchen boy
A lad of muckle scorn(2),
And she loved him long and she loved him aye (3),
Till the grass overgrew the corn(4)
III
When twenty weeks were gone and past
Then she began to greet
For her petticoat grew short before And her stays they would not meet
IV
Then it fell out on a winter’s night(5),
The king could get no rest;
And he has gone by his daughter’s bower
Just like a wandering ghost.
V
He’s led her by the lily white hand
To the bed-chamber within:
«What ails ye lass, that you look so wan
And your apron winna pin?»(6)
VI
«Oh father dear, upbraid me not,
Don’t take from me my joy;
For I have forsaken your high-born lords,
To marry your kitchen boy.»(7)
VII
«Go call to me my merry men all,
By thirty and by three;
Go fetch to me yon kitchen boy,
We’ll kill him secretly.»
VIII
There wasn’t any sound to be heard,
Not another word was said,
Till they have got him fast and sure,
Between two feather beds(8).
IX
They’ve cut the hear(9)t out of his white breast(10),
Put it in a golden bowl(11);
And they’ve given it to his lady dear,
That she might her love behold.
X
«Oh come to me, my honey, my heart,
Oh come to me, my joy
Oh come to me, my honey, my heart,
My ain dear kitchen boy.»
XI
She’s taken the heart of her ain true love,
And she grat both long and sore,
Till the blood was washed by her ain saut tears
And at last she breathed no more(12).
XII
«Oh where were ye, my good men all,
That took both meat and fee
That you didn’t hold my cruel hand
And keep his blood from me?
XIII
For gone is my heart’s delight,
And gone from me my joy,
For my bonnie Diamond she is dead
For the love of a kitchen boy.”
ASCOLTA Rachel Newton in Shadow Side 2012

I There was a king, a glorious king,
a king of noble fame,
And he had daughters only one,
Lady Diamond was her name.
II
He had a boy, a kitchen boy,
a boy of muckle scorn.
She loved him long, she loved him aye,
til the grass o’ergrew the corn.
IV
It fell upon a winter’s night,
the king could get no rest.
He came onto his daughter dear,
just like a wandering ghost.
V
He came unto his daughter dear,
pulled back the curtains long.
“What aileth thee, my Diamond dear,
I fear you’ve gotten wrong.”VI
“Oh, if I have, despise me not,
for he is all my joy.
I will forsake both dukes and earls
and marry your kitchen boy.”
VII
“Oh, bring to me my merry men all,
by thirty and by three.
And bring to me my kitchen boy,
we’ll murder him secretly.”
VIII
Not a sound into the hall
and ne’er a word was said
Until they had him safe
and sure between two feather beds.
IX
“Now cut the heart from out of his breast,
put it in a cup of gold,
And present it to my Diamond dear,
for she was both stout and bold.”
X
“Oh, come to me, my hinny, my heart,
oh, come to me my joy.
Oh, come to me, my hinny, my heart,
my father’s kitchen boy.”
XI
She took the cup from out of their hands,
set it at her bed head,
Washed it with tears that fell from her eyes;
next morning she was dead.
XII
“Oh, where were you, my merry men all,
when I gave meat and wage,
That you didn’t stay my cruel hand
when I was in a rage?
XIII
“For gone is all my heart’s delight,
oh, gone is all my joy,
For my dear Diamond, she is dead,
likewise my kitchen boy.”

NOTE
1) la prima strofa è incentrata sulla parola King e la ripetizione di parole che iniziano con la K
2) voluto contrasto tra la grande nobiltà del re e la pochezza di rango del ragazzo 3) nel verso si esprime molto sinteticamente un concetto tipico delle teorizzazioni medievali in ambiente cavalleresco sull’amor cortese: è amore (il fin amor, l’amore perfetto) che nobilita l’uomo rendendolo virtuoso, così la nobiltà d’animo travalica quella di sangue; tuttavia l’amore di Lady Diamond e di Ghismonda è più un fol amor, un desiderio carnale devastante (sulla scorta di Tristano e Isotta, Romeo e Giulietta) un amore passione che porta inevitabilmente alla sofferenza.
4) che il grano sia mietuto non è solo una informazione temporale, il passaggio dall’estate all’autunno, ma soprattutto un presagio di morte. Come osserva Giordano Dall’Armellina “..allegoricamente, il grano (l’amore) è stato tagliato per impedirgli di crescere oltre e rimane solo l’erba (la morte). Inoltre il menestrello, informandoci che il ragazzo è di infima condizione ci prepara all’ineluttabilità dei fatti. Aggiunge poi che, a differenza di ciò che è narrato nel Decamerone e nelle versioni italiane, la giovane è incinta, un fatto che fa infuriare ancora di più il re. E’ probabile che i due amanti si incontrassero segretamente nella stanza privata della ragazza, come nella novella del Boccaccio
5) anche qui il gelo dell’inverno sta a simboleggiare il gelo che scende nel cuore del Re. Ancora dalle parole di Giordano Dall’Armellina ” Nella quarta strofa il cantore ci fa capire che siamo in inverno, che secondo il calendario celtico comincia nella notte di Halloween. Il frutto dell’amore dei due giovani è stato concepito all’inizio dell’estate celtica, ovvero nel mese di maggio, il mese dell’amore. Ora siamo però in inverno, il re è posseduto dagli spiriti maligni dei morti propri della notte di Halloween e si aggira come un fantasma. E’ accecato dall’odio e non può vedere la bellezza dei frutti estivi. Conduce la figlia nella di lei stanza “prendendola per la mano bianca come un giglio”. E’ questa una frase che troviamo in diverse lingue europee (in francese “Il l’a prit par sa main blanche”). Le mani delle principesse e delle nobili donne sono sempre bianche come un giglio ma, spesso, tale definizione è un codice per avvertirci che qualcosa di negativo sta per succedere. Nel nostro caso la frase ci porta a diverse interpretazioni. La ragazza è innocente (colore bianco) ma nello stesso tempo il padre, prendendola per la mano e conducendola nella stanza del “misfatto”, le fa rivivere la sua colpa e la rende consapevole che solo lui può dare quella mano a un uomo di sua scelta.
6) la strofa richiama la ballata Willie of Winsbury
7) qui si usa un eufemismo per non dichiarare esplicitamente che la fanciulla non è più vergine
8) il ragazzo viene preso nel sonno di modo che sia impedito ogni tentativo di fuga
9) Nella società feudale, nella quale la ballata è ambientata, se un servitore avesse osato anche solo toccare la figlia del re, avrebbe commesso il reato di lesa maestà, avrebbe cioè offeso il re. Tale “crimine” era punito con la morte (decapitazione impiccagione, squartamento erano tra le possibili sentenze). Il dettaglio del cuore cavato e portato come prova è il leitmotiv della fiaba di Biancaneve
10) il petto viene definito bianco per il suo simbolismo di purezza e innocenza
11) nelle versioni italiane e svedesi della ballata il cuore le viene servito come pietanza
12) la fanciulla nella ballata sembra morire di crepacuore, nella novella del Boccaccio invece si aggiungono dettagli più macabri: la fanciulla riempie la coppa con le sue lacrime poi vi scioglie un veleno e lo beve. Nel dipinto del senese Bernardino Mei, “Ghismonda con il cuore di Guiscardo” si intravede la pazzia insinuatasi negli occhi della fanciulla per lo shock e il dolore!


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TRADUZIONE ITALIANO DI GIORDANO DALL’ARMELLINA
I
C’era un re ed era un nobile re,
un re(1) di grande fama
e aveva una sola figlia a lui cara,
Lady Diamond era il suo nome.
II
Aveva un servo, un cuciniere
un ragazzo di poco conto(2).
E lei lo amava da lungo tempo e lo amava davvero(3),
finché l’erba sostituì il grano(4).
III
Quando venti settimane passarono,
allora cominciò a piangere
poiché il suo corsetto divenne piccolo davanti a lei
e i suoi vestiti non si chiudevano più.
IV
Poi accadde in una notte d’inverno(5)
che il re non potesse riposare
ed è andato nell’appartamento privato di sua figlia
come un fantasma deambulante.
V
L’ha presa per la mano bianca come un giglio
per condurla nella camera da letto.
«Cosa ti affligge ragazza, che sembri così pallida
e il tuo grembiale non si allaccia?»(6)
VI
«Oh caro padre non mi rimproverate,
non portatemi via la mia gioia;
poiché ho snobbato i vostri lords di alto lignaggio
per sposare il vostro cuciniere.»(7)
VII
«Andate a chiamare tutti i miei uomini fedeli
a trenta e a tre per volta.
Andate a prendermi quel cuciniere,
lo uccideremo in segreto.»
VIII
Non si udivano dei rumori,
nessun’altra parola fu detta
finché lo presero rapidamente e
in modo sicuro tra due letti di piume.(8)
IX
Gli hanno tagliato il cuore(9) dal suo petto bianco(10)
e lo hanno messo in una ciotola d’oro(11)
e l’hanno data alla sua cara lady
così che potesse vedere il suo amore.
X
«Oh vieni da me amore mio e cuore mio,
vieni da me gioia mia,
vieni da me, amore mio, cuore mio,
il mio unico, caro ragazzo di cucina.»
XI
Lei prese il cuore del suo proprio amore,
e pianse a lungo e con gran dolore,
fino a quando il sangue fu lavato via dalle sue lacrime salate
e alla fine non respirò più(12).
XII
«Oh dove eravate, miei buoni uomini tutti
che prendeste sia carne che paga?
Voi che non avete fermato la mia mano crudele
per tenere il suo sangue lontano da me?
XIII
Morta è la delizia del mio cuore
e morta è la gioia dentro di me
poiché la mia bella Diamond è morta
a causa dell’amore per un cuciniere.»

FONTI
Giordano Dall’Armellina “”Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.

http://decameron.weebly.com/1-tancredi-e-ghismunda.html http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/ladydiamond.html http://www.nspeak.com/allende/comenius/ bamepec/multimedia/saggio5.htm http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_269 http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/ladydysi.htm

BELLE DAME SANS MERCI

9Nel 1819 il poeta inglese John Keats rielaborando la figura della “Queen of Faerie” delle ballate scozzesi (a partire da Tam Lin e True Thomas) scrive a sua volta la ballata “La Belle Dame sans Merci”, dando origine a un tema diventato molto popolare tra i pittori Pre-Raffaelliti, quello della vamp.
Lennan-shee – Shide Leannan (lett fata bambino) leman shee  è la fata che cerca l’amore tra gli umani. La fata, che è un essere sia di genere maschile che femminile, dopo aver sedotto un mortale lo abbandona per ritornare nel suo mondo. L’amante si tormenta per l’amore perduto fino alla morte.
Gli amanti delle fate hanno una vita breve, ma intensa. La fata che prende come amante un umano è anche la musa ispiratrice dell’artista che offre il talento in cambio di un amore devoto, portando l’amante alla follia o a una morte prematura.
Il titolo è stato parafrasato da un poemetto del XV secolo scritto da Alain Chartier (in forma di dialogo tra un amante respinto e la dama sdegnosa) ed è diventato la cifra di una donna seduttrice, una dark lady incapace di sentimenti verso l’uomo il quale cade preda del suo incantesimo. Siamo all’inverso del tema ben più antico di “Lady Isabel and the Elf Knight” (vedi)

LE STAGIONI DEL CUORE

Nella ballata ci sono due stagioni la primavera e l’inverno: in primavera tra i prati in fiore, il cavaliere incontra una dama bellissima, creatura del bosco, figlia di una fata, che lo incanta con una dolce nenia; il cavaliere, già perdutamente innamorato, la mette in sella al proprio destriero e si lascia condurre docilmente nella Grotta degli elfi; qui viene cullato dalla fanciulla, che sospira tristemente, e sogna di principi e re diafani i quali gridano la loro schiavitù verso la bella dama.
Al risveglio siamo nel tardo autunno o nell’inverno e il cavaliere si ritrova prostrato presso la riva di un lago, pallido e malato, certamente morente o senza altro pensiero che il canto della fata.

BELLE DAME SANS MERCI: CHIAVI DI LETTURA

Le chiavi di lettura della ballata sono moltissime e ogni prospettiva accresce il fascino inquietante dei versi. Ad esempio il cavaliere nell’abbandonarsi all’amore, che è passione totalizzante, è come se sfuggisse ai sacri doveri imposti dal suo rango o ruolo; quando si riscuote dall’appagamento dei sensi e del cuore per riprendersi la libertà e ritornale alla battaglia (e comportarsi come ci si aspetta che si comporti un guerriero), ecco che viene punito con la morte perchè ha spezzato il cuore di lei.
Oppure su un piano simbolico: la dama rappresenta l’immaginazione, il flusso profondo della nostra natura istintuale. Il cavaliere è rapito dall’esperienza visionaria, ma sa che non potrà vivere nel regno sotterraneo, eppure si rifiuta di ritornare alla realtà e così distrugge la sua vita sul piano reale.

Due sono le immagini pittoriche che evocano le due stagioni del cuore e della ballata, la prima – forse il dipinto più famoso- è di Sir Frank Dicksee, (datato 1902): la primavera prende i colori della campagna inglese con le immancabili rose in primo piano; la dama è stata appena issata sul focoso destriero del cavaliere e con la mano destra tiene saldamente le redini, con l’altra mano si appoggia alla sella per potersi chinare verso il bel viso del cavaliere e sussurrare un incantesimo; il cavaliere, in precario equilibrio, è totalmente concentrato sul volto della dama e come rapito.

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Il secondo è di Henry Meynell Rheam (dipinto nel 1901) tutto nei toni dell’autunno, il quale ricrea un paesaggio desolato avvolto nella bruma, come se fosse una barriera che tiene prigioniero il cavaliere prostrato a terra; mentre egli sogna di pallidi e evanescenti guerrieri (l’azzurro è un colore tipico per evocare le immagini dei sogni) che lo mettono in guardia, la dama lascia la grotta forse in cerca di altri amanti.

Curiosamente le armature dei due cavalieri sono molto simili, ma entrambe non propriamente medievali e più adatte ad essere sfoggiate nei tornei che non indossate nei campi di battaglia. Modelli elaborati e finemente decorati risalgono alla fine del XV secolo.

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BELLE DAME SANS MERCI: IL FILMATO

La ballata non poteva non ispirare anche gli artisti di oggi, ecco un racconto cinematografico un “live action short” diretto dal giapponese Hidetoshi Oneda. Lo short inizia con il dare corpo all’interlocutore immaginario che domanda al cavaliere ” O what can ail thee, knight-at-arms..” cosi ci troviamo nel 1819 su un isola dopo il naufragio di una nave e assistiamo all’incontro tra il naufrago e un vecchio decrepito tenuto in vita dal rimpianto..

LA STORIA (tratto da qui) 1819. The Navigator and the Doctor survive a shipwreck only to find themselves lost in a strange forest. The Navigator is challenged by the gravely ill Doctor into pursuing his true passion – art. While he protests, the ailing Doctor dies. Later, the Navigator is beside a lake, where he finds an Old Knight who tells him his story: once, he encountered a mysterious Lady, and fell in love with her. But horrified by her true form – an immortal spirit and the ghosts of her mortal lovers – the Young Knight begged for release. Awoken and alone, he realized his failure. Thus he has waited, kept alive for centuries by his regret. The Navigator considers his own crossroads. What will he be when he returns to the world?

VIDEO La Belle Dame Sans Merci di Hidetoshi Oneda – 2005

BELLE DAME SANS MERCI IN MUSICA

Il primo a musicare la ballata fu Charlse Villiers Stanford nell’Ottocento con un arrangiamento per piano molto drammatico ma un po’ datato oggi, anche se popolare ai suoi tempi.
La ballata è stata messa in musica da diversi artisti nel XXI secolo.

ASCOLTA Susan Craig Winsberg in La Belle Dame 2008

ASCOLTA Jesse Ferguson

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina in “Old Time Ballads From The British Isles” 2007
ASCOLTA Penda’s Fen

LA LETTURA POETICA
ASCOLTA dalla voce di Ben Whishaw

versi in italiano


I
O what can ail thee, knight-at-arms,
Alone and palely loitering?
The sedge is wither’d from the lake(1),
And no birds sing.
II
O what can ail thee, knight-at-arms,
So haggard and so woe-begone?
The squirrel’s granary is full,
And the harvest ‘s done.
III
I see a lily(2) on thy brow thy
With anguish moist and fever dew;
And on thy cheeks a fading rose
Fast withereth too.’
IV
I met a lady in the meads,
Full beautiful — a faery’s child,
Her hair was long, her foot was light,
And her eyes were wild(3).
V
I made a garland for her head,
And bracelets too, and fragrant zone;
She look’d at me as she did love,
And made sweet moan.
VI
I set her on my pacing steed
And nothing else saw all day long,
For sideways would she lean, and sing
A faery’s song(4).
VII
She found me roots of relish sweet
And honey wild and manna(5) dew,
And sure in language strange she said,
“I love thee true (6)
VIII
She took me to her elfin grot(7),
And there she wept and sigh’d fill sore(8);
And there I shut her wild, wild eyes
With kisses four.
IX
And there she lullèd me asleep,
And there I dream’d — Ah! woe betide!
The latest dream I ever dream’d
On the cold hill’s side.
X
I saw pale kings and princes too,
Pale warriors, death-pale were they all;
They cried – “La Belle Dame Sans Merci”
Hath thee in thrall!”
XI
I saw their starved lips in the gloam
With horrid warning gapèd wide,
And I awoke and found me here,
On the cold hill’s side.
XII
And this is why I sojourn here
Alone and palely loitering,
Though the sedge is wither’d from the lake,
And no birds sing.’
TRADUZIONE ITALIANO DI M ROFFI
I
Che mai ti cruccia, o cavaliere armato,
solo e pallido errante?
Giace prostrato il giunco in riva al lago(1),
né uccello canta.
II
Che mai ti cruccia, o cavaliere armato,
così smunto e abbattuto?
Lo scoiattolo ha colmo il suo granaio,
e fu colto ogni frutto.
III
Un giglio(2) hai sulla fronte
rugiadosa di febbre e di tormento,
e sulla guancia una rosa appassita
rapidamente muore.
IV
Una dama incontrai
bella nei prati, figlia delle fate;
lunghi i capelli e il passo suo leggero,
e gli occhi folli.(3)
V
Composi una ghirlanda pel suo capo,
e braccialetti e un cinto
fragrante, mi guardava innamorata,
con un dolce lamento.
VI
Sul mio corsiero al passo la posai,
né altro vidi quel giorno,
ché reclina da un lato ella cantava
canzoni d’incantesimo.(4)
VII
Cercò per me dolci radici e miele
e rugiada di manna(5);
nel suo ignoto linguaggio ella mi disse:
«Amo te solo»(6)
VIII
Nella magica grotta(7) mi condusse,
là pianse disperata e sospirò(8)
là io le chiusi i folli folli occhi
con quattro baci.
IX
Mi cullò fino al sonno,
là misero sognai l’ultimo sogno
da me sognato mai lungo il pendio
della fredda collina.
X
Vidi pallidi re, guerrieri e principi
dal mortale pallore che gridavano:
«La belle Dame sans merci
ti ha preso nella rete».
XI
Nel crepuscolo vidi le arse labbra
in orrida minaccia spalancate,
e quivi mi svegliai lungo il pendio
della fredda collina.
XII
Per questo io qui soggiorno
solo e pallido errante,
benché il giunco è prostrato in riva al lago,
né uccello canta.

NOTE
1) non a caso il paesaggio è lacustre, le acque del lago sono belle ma infide, si tratta però di un paesaggio desolato e più simile alla palude
2) il giglio è un simbolo di morte. La fronte del cavaliere di un pallore mortale è bagnata dal sudore della febbre e il colorito del viso è smorto come una rosa appassita. I sintomi sono quelli della tisi: la febbre sempre lieve, ma che non accenna a diminuire, accende due “rose” sulle guance dei malati. Si dice anche che Keats fosse un tossico dedito all’uso della Belladonna che nell’analisi di Giampaolo Sasso (Il segreto di Keats: Il fantasma della “Belle Dame sans Merci”) è rappresentata nella Dama Senza pietà
Robert_Anning_Bell_-_La_belle_dame_sans_merci3) tutta la descrizione della pericolosità della dama è concentrata negli occhi, definiti selvaggi ma anche folli. Il cavaliere ignora i ripetuti segnali di pericolo : non solo gli occhi ma anche la lingua strana (Language strange), il cibo (honey wild)
4) il canto elfico conduce il cavaliere alla schiavitù 5) la manna è una sostanza bianca e dolce. E’ risaputo che coloro che mangiano il cibo delle fate sono condannati a restare nell’Altro Mondo
6) la fata si esprime in un linguaggio incomprensibile al cavaliere e quindi in realtà avrebbe potuto dirgli tutt’altro che “ti amo”; eppure il linguaggio del corpo è inequivocabile, almeno per quanto riguarda il desiderio sessuale
7) la grotta dell’elfo è l’altromondo celtico (vedi)
8) perchè la fata è dispiaciuta? Non vorrebbe annientare il cavaliere ma non può fare altrimenti? Sa che l’amore di un uomo non è eterno e che prima o poi il suo cavaliere la lascerà spezzandole il cuore? E’ l’amore inevitabilmente distruttivo?

Un’altra bella traduzione in italiano ( tratta da qui)
Qual è la tua pena, o Cavaliere in armi,
Che qui – pallido – indugi in solitudine?
Sfiorita è la carice del lago,
Tacciono gli uccelli.

Qual è la tua pena, o Cavaliere in armi,
Che appari affranto e desolato?
Ricolmo è il granaio dello scoiattolo,
Mietuto ormai il raccolto.

Un giglio sulla tua fronte
Ròrida d’angoscia e febbre,
Rose morenti sulle guance
Anch’esse troppo presto sfiorite.

Una Dama incontrai sui prati,
Bella oltre ogni dire – Figlia di Fate,
Lunghi i capelli, leggero il piede,
Selvaggi gli occhi.

Una ghirlanda per la sua fronte intrecciai,
E braccialetti, e una fragrante cintura.
Mi guardò come Amore guarda,
Dolce emise un gemito.

La issai sul mio destriero al passo,
E altro se non lei per tutto il giorno vidi.
Verso me protesa,
Cantava una melodia delle Fate.

Per me cercò radici dolci al gusto,
E miele selvatico e stille di manna.
E – certo – in una lingua ignota, ripeteva,
“Il mio amore è sincero”.

Alla sua grotta fatata mi condusse,
E là sospirò e pianse con grande tristezza,
E là quei suoi occhi selvaggi chiusi,
Baciandoli quattro volte.

E là mi addormentò cantando,
E là – oh, sventurato!- sognai l’ultimo sogno
Che avrei mai sognato
Sul gelido pendìo del colle.

Pallidi Re e pallidi prìncipi vidi;
E pallidi guerrieri – oh, di quale pallore mortale!
La Belle Dame sans Merci – gridavano –
Ti ha ormai in suo potere.

Vidi le loro labbra livide nell’oscurità
Orribilmente spalancate nel grido.
Mi svegliai, e mi ritrovai qui,
Sul gelido pendìo del colle.

Ed ecco perché ivi mi trattengo,
Pallido – indugiando in solitudine,
Benchè avvizzita sia la carice del lago,
E tacciano gli uccelli.

VERSIONE IN ITALIANO: LA BELLA DAMA SENZA PIETA’

Al fascino inquietante della ballata non poteva sfuggire il nostrano Bardo che si avvale delle sonorità lamentose del sitar per esaltarne il fascino soprannaturale. La parte finale della melodia di ogni strofa riprende il brano tradizionale inglese Once I had a sweetheart.

ASCOLTA Angelo Branduardi in La Pulce d’acqua 1977


Guarda com’è pallido
il volto che hai,
sembra tu sia fuggito dall’aldilà…
Vedo nei tuoi occhi
profondo terrore,
che bianche e gelide dita tu hai…
Guarda come stan ferme
le acque del lago
nemmeno un uccello che osi cantare…
“è stato in mezzo ai prati
che io la incontrai
e come se mi amasse lei mi guardò”.
Guarda come l’angoscia
ti arde le labbra,
sembra tu sia fuggito dall’aldilà…
“E`stato in mezzo ai prati
che io la incontrai…”
che bianche e gelide dita tu hai…

“Quando al mio fianco
lei poi si appoggiò
io l’anima le diedi ed il tempo scordai.
Quando al mio fianco
lei poi si appoggiò…”.
Che bianche e gelide dita tu hai…”
Al limite del monte
mi addormentai
fu l’ultimo mio sogno
che io allora sognai;
erano in mille e mille di più…”
Che bianche e gelide dita tu hai…”
Erano in mille
e mille di più,
con pallide labbra dicevano a me:
– Quella che anche a te
la vita rubò, è lei,
la bella dama senza pietà”.

BELLE DAME SANS MERCI: VERSIONE IN TEDESCO

Interessante anche questa versione di un gruppo tedesco medieval-folk che ho avuto modo di ascoltare dal vivo nel 2005 alla Festa celtica di Beltane organizzata dall’Associazione Antica Quercia a Masserano (Biella – Piemonte): intrigante mix di strumenti tradizionali ed elettronici.

ASCOLTA Faun in “Buch Der Balladen” 2009.


“Was ist dein Schmerz, du armer Mann,
so bleich zu sein und so gering,
wo im verdorrten Schilf am See
kein Vogel singt?”
“Ich traf ein’ edle Frau am Rhein,
die war so so schön – ein feenhaft Bild,
ihr Haar war lang, ihr Gang war leicht,
und ihr Blick wild.Ich hob sie auf mein weißes Ross
und was ich sah, das war nur sie,
die mir zur Seit’ sich lehnt und sang
ein Feenlied.Sie führt mich in ihr Grottenhaus,
dort weinte sie und klagte sehr;
drum schloss ich ihr wild-wildes Auf’
mit Küssen vier.
Da hat sie mich in Schlaf gewiegt,
da träumte ich – die Nacht voll Leid!-,
und Schatten folgen mir seitdem
zu jeder Zeit.Sah König bleich und Königskind
todbleiche Ritter, Mann an Mann;
die schrien: “La Belle Dame Sans Merci
hält dich in Bann!”Drum muss ich hier sein und allein
und wandeln bleich und so gering,
wo im verdorrten Schilf am See
kein Vogel singt.”
TRADUZIONE INGLESE (tratto da qui)
“What ails you, my poor man,
that makes you pale and humbled so,
among the withered seashore reeds
where the song of no bird is heard (1)?”
“I met a noble lady on the Rhine,
so very fair was she – a fairy vision,
her hair was long, her gait was light,
and wild her stare.I lifted her on my white steed
and nothing but her could I see,
as she leant by my side and sang
a song of the fairies.She led me to her cave house
where she cried and wailed much;
so I closed her wild deer eyes (2)
with four kisses of mine.
She lulled me to sleep then,
and I dreamt a nightlong song!
and shadows follow me since
be it day or night (3).I saw a pale king and his son
knights pale as death, face to face;
who cried out: “The fair lady without mercy
has you in her spell!”Thus shall I remain here alone
to wander, pale and humbled so,
among the withered seashore reeds
where the song of no bird is heard”


NOTE
1) lit “(where) no bird sings”
2) I assume it’s “Aug(en)” instead of “Auf'”
3) the original says “all the time” but I opted for (hopefully) more colorful English

FONTI
http://academic.brooklyn.cuny.edu/english/melani/cs6/belle.html http://ebooks.adelaide.edu.au/k/keats/john/la-belle-dame-sans-merci/
http://noirinrosa.wordpress.com/tag/la-belle-dame-sans-merci/ http://zerkalomitomania.blogspot.it/search/label/Belle%20Dame%20sans%20Merci
http://www.celophaine.com/lbdsm/lbdsm_top.html
http://www.craigrecords.com/recordings/la-belle-dame/

LORD RANDAL

Un filo rosso collega i vari paesi di quel territorio che possiamo chiamare Europa che un tempo antico fu unito se non politicamente almeno culturalmente dalle storie cantate dai giullari e menestrelli girovaghi. Questo filo racconta la storia di un figlio morente, perchè è stato avvelenato, che ritorna dalla madre per morire nel suo letto e fare testamento; con tutta probabilità la ballata parte dall’Italia, passa per la Germania per arrivare in Svezia e poi diffondersi nelle isole britanniche fino a sbarcare in America. Com’è noto ai più, Bob Dylan ha trasformato la ballata tradizionale scozzese “Lord Randal” nella folksong americana d’autore “A Hard Rain’s a-gonna Fall” durante il “Folk Revival” degli anni 60-70, mantenendovi la metrica e il messaggio, pur sviluppando un argomento diverso (l’ha trasformata in una canzone contro la guerra in cui sarà tutta l’umanità ad essere avvelenata dalle radiazioni atomiche e dalle piogge acide)

Così c’insegna Riccardo VenturiAl pari di ‘Sir Patrick Spens’ e ‘Bessy Bell and Mary Gray’, è di solito difficile aprire un’antologia della letteratura inglese alla sezione “Ballate” senza trovarvi il ‘Lord Randal’. Questa ballata può avere avuto origine molto lontano dalle brughiere e dai lochs, e molto vicino a casa nostra. Il veleno, infatti, è un’arma assai strana nelle fiere ballate britanniche, dove ci si ammazza a colpi di spada; è un mezzo subdolo, ‘femminile’ di uccidere, e non a caso è stato sempre considerato, a livello popolare, proprio degli italiani. ” (Parte prima: la versione in italiano continua)

“La vittima ha comunque molti nomi differenti: ‘Laird (= Lord) Rowland’ (Scozia), ‘Reynolds’, ‘Tyranty’ (New England), ‘Diranty’, ‘Duranty’, per arrivare ad un ‘Durango’ dell’Oklahoma, che ci ricorda certo più il Messico che le montagne scozzesi. In Virginia diventa ‘Johnny Randolph’ (con un cognome abbastanza simile all’originale; ma la sequenza ‘r-n’ o ‘-ran-‘ è presente in tutte le varianti del nome), mentre nella Carolina del Sud, persosi il nome, è rimasta comunque una sorta di coscienza dell’origine ed il protagonista diventa ‘McDonald’. Come è ovvio, in America il titolo nobiliare è di solito omesso.”
‘Lord Randal’, essendo tra le ballate più note, seguì nel Nuovo Mondo i primi colonizzatori scozzesi che vi si stabilirono (verrebbe voglia di dire: dagli Appennini agli Appalachi…): qui, alla perfida avvelenatrice spettano di solito il ‘fuoco infernale’ e lo ‘zolfo… per bruciar le sue ossa fino a carbonizzarle’ (Cox, p. 26), ma si ha anche il caso di un Lord Randal della Carolina del Sud (Smith, p. 102) che sbotta appassionatamente (in modo tipicamente yankee, diremmo):
Le lascio un barile di polvere Per farla saltare in aria!

E prosegue “Esiste comunque un’altra ipotesi sull’origine della ballata, che la vorrebbe far risalire alle vicende di Ranulf, conte di Chester (menzionate dal contadino Sloth nel ‘Piers Plowmanì di William Langland assieme alle ‘Rhymes of Robin Hood’). Alcune versioni mancano del testamento del cacciatore moribondo, ma i lasciti sono dei più svariati.” Randal (Ranulph) III, sesto conte di Chester morì nel 1232 forse avvelenato dalla moglie si sposò poco dopo con il suo amante.

LA VERSIONE SCOZZESE (Child # 12)

Francis Child nel suo “English and Scottish Popular Ballads”, propone diverse varianti della versione britannica con il titolo di Lord Randal. Il nome infatti cambia a seconda della versione, come in quelle italiane.
In ultima analisi la ballata si può considerare strettamente connessa con il tema della Morte occultata ovvero dell’eroe morente che torna dalla caccia (vedi Lord Olaf).

Proseguendo nell’interpretazione già avanzata per la versione italiana della ballata Giordano Dall’Armellina prosegue: “In questa versione scozzese, al posto della morte, si può ragionevolmente dedurre che vi sia una fata nelle vesti della dama (true love). È molto probabile che sia la lezione italiana, sia quella bretone o scandinava della morte occultata, si siano in qualche modo intrecciate fondendo insieme la tematica dell’eroe morente che torna dalla caccia con quella del testamento. La contaminazione di una ballata con un’altra era molto comune e per questa specifica versione di Lord Randal si potrebbe propendere per codesta ipotesi. In effetti tutta la seconda strofa con la frase “Mamma fammi il letto presto” sembra derivare da varianti della Morte occultata.
La ballata, come sempre, è adattata alla cultura locale; in questa versione di Lord Randal si possono ravvisare chiari elementi di folclore celtico. Nella prima strofa compare la parola greenwood che è stata tradotta come “bosco sacro””

Culturalmente per i Celti (o più in generale per i popoli antichi) esiste una parte del bosco sacra e inviolabile, che tuttavia può diventare luogo di iniziazione, così nelle fiabe tradizionali, (le cosiddette fiabe di magia) un giovane o una giovane vengono allontanati da casa e si inoltrano nel bosco dove devono affrontare una creatura mostruosa, il lupo cattivo, la strega di turno o l’orco, che li sottopongono a delle prove spaventose o impossibili. Le prove sono superate, spesso con il supporto di un aiutante magico e di doni magici e l’eroe (o l’eroina) ritorna a casa con un tesoro, o con una forza maggiore o con facoltà magiche, oppure per sposarsi con una sposa/sposo d’alto rango.

Così Giordano Dall’Armellina continua “il nostro eroe, per dimostrare di essere degno di passare nel mondo degli adulti e di diventare un “vero uomo”, sfida il tabù e va a cacciare proprio nel greenwood. Tuttavia non riesce a prendere niente e, o perché affamato o più probabilmente perché sotto incantesimo, accetterà le anguille fritte che lui crede gli siano date dalla sua innamorata. Da un punto di vista razionale sarebbe stata una storia assurda. Che ci fa l’innamorata di Lord Randal nel greenwood con una padella e delle anguille? È presumibile che la donna che l’eroe incontra sia la morte nei panni di una fata. Tradotto in termini psicanalitici la fata, prendendo le sembianze della sua innamorata, diventa una proiezione dell’inconscio dell’eroe. Lei lo punisce, nello stesso modo che abbiamo visto per Il testamento dell’avvelenato, non solo per non aver superato la prova, ma anche per aver infranto il tabù. Nello stesso tempo anche la sua dama lo punisce poiché ha dimostrato di non essere in grado di prendersi cura di lei. Anzi, è lei che lo nutre e lo umilia offrendogli il simbolo della sua mancata virilità. Prima di lui moriranno i falchi e i cani, gli stessi animali che accompagnavano Oluf in alcune versioni scandinave della morte occultata, ugualmente colpevoli per non essere stati in grado di aiutarlo.

12 Lord Randal

L’illustrazione ritrae Lord Randal mentre è a tavola a mangiare le anguille con al fianco i suoi cani (che aspettano per gli avanzi o che hanno appena mangiato il boccone avvelenato); accanto una dama dallo sguardo perfido, che si presume sia la moglie, lo osserva furtivamente. L’illustratore così risolve l’incongruenza di un bacchetto con anguille fritte in padella nel folto del bosco che il figlio dice di aver mangiato poco prima di arrivare a casa della madre. Nei tipici salti temporali delle ballate infatti il figlio potrebbe benissimo essere andato a caccia nel bosco poi essere tornato alla sua dimora e aver mangiato con la moglie, poi essere andato alla casa della madre per fare testamento. Razionalizzando così la ballata la si riduce ovviamente ad una semplice storia di avvelenamento per vendetta coniugale.

La ballata è ampiamente diffusa presso la tradizione popolare e si conoscono numerosissime varianti testuali abbinate ad altrettante numerose melodie (proprio come nella versione italiana)

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina

I
“O where ha you been, Lord Randal, my son?
And where ha you been, my handsome young man?”
“I ha been at the greenwood(1); mother, mak my bed soon,
For I’m wearied wi hunting, and fain wad lie doon. (2)
II
“An wha met ye there,?
And wha met ye there?”
“O I met wi my true-love;”
III
“And what did she give you?
And wha did she give you?”
“Eels fried in a pan; mother”
IV
“And what gat your leavins?
And wha gat your leavins?”
“My hawks and my hounds”
V
“And what becam of them?
And what becam of them?”
“They stretched their legs out and died”
VI
“O I fear you are poisoned(3)!
I fear you are poisoned!”
“O yes, I am poisoned
For I’m sick at the heart, and fain wad lie down.”(4)
VII
“What d’ye leave to your mother?
What d’ye leave to your mother?”
“Four and twenty milk kye”
VIII
“What d’ye leave to your sister?
What d’ye leave to your sister?”
“My gold and my silver”
IX
“What d’ye leave to your brother?
What d’ye leave to your brother?”
“My houses and my lands”
X
“What d’ye leave to your true-love?
What d’ye leave to your true-love?”
“I leave her hell and fire”

NOTE
1) il greenwood non è solo la foresta oscura, ma è il bosco sacro, la parte più nascosta che cela l’ingresso all’Altromondo celtico. Così racconta Dall’Armellina “Il greenwood era la parte più nascosta e fitta del bosco dove i celti credevano vi fosse l’ingresso del mondo dei morti e della terra delle fate e degli elfi (Fairyland). Tale ingresso, che poteva essere identificato in un tronco d’albero cavo, in una buca nel terreno, in un pozzo, era difeso e protetto dalle fate e dagli elfi. Nella notte di Halloween gli spiriti dei morti uscivano da questi antri naturali con le fate e gli elfi per far visita ai vivi. La gente temeva queste creature soprannaturali e se poteva evitava di inoltrarsi nel greenwood. Ricordo che anche Robin Hood si nascondeva nel greenwood e che i soldati dello sceriffo di Nottingham non osavano entrarci per paura delle fate e degli spiriti dei morti. I racconti riguardanti Robin Hood, tutti derivanti da ballate, non a caso si chiamano The greenwood stories.
In ogni caso, se vi si fossero avventurati, sapevano che non avrebbero potuto parlare ad alta voce, danneggiare il bosco, né tanto meno cacciare. Secondo le credenze locali erano dei tabù che, se infranti, avrebbero potuto causare la morte.”
3) Nella tradizione celtica il cibo delle fate è magico con poteri spesso allucinogeni; coloro che lo assaggiano non potranno mangiare altro cibo terrestre e finiscono per morire di fame (gli anoressici hanno mangiato  cibo fatato?)
2) Questa frase compare in quasi tutte le lingue europee e significa che l’eroe morirà alla fine della storia.
4) variazione del ritornello

TRADUZIONE IN ITALIANO DI GIORDANO DALL’ARMELLINA
I
“O dove sei stato, Lord Randal, figlio mio?
O dove sei stato, mio bel giovanotto?”
“Sono stato nel bosco sacro(1); madre mia, presto fammi il letto,
che sono stanco di cacciare e volentieri mi stenderei(2).”
II
“E chi hai incontrato?
E chi hai incontrato?”
“Ho incontrato la mia innamorata”
III
“E che cosa ti ha dato?
E che cosa ti ha dato?”
“Anguille fritte in padella; ..”
IV
“E chi si è preso gli avanzi?
E chi si è preso gli avanzi?”
“I miei cani e i miei falchi”
V
“E cosa ne è stato di loro?
E cosa ne è stato di loro?”
“Hanno tirato le cuoia e sono morti”
VI
“Temo tu sia avvelenato (3)!
Temo tu sia avvelenato!”
“Sì, sono avvelenato,
sento male al cuore e vorrei coricarmi.(4)”
VII
“Cosa lasci a tua madre?
Cosa lasci a tua madre?”
“Ventiquattro mucche da latte”
VIII
“Cosa lasci a tua sorella?
Cosa lasci a tua sorella?”
“Il mio oro e l’argento”
IX
“Cosa lasci a tuo fratello?
Cosa lasci a tuo fratello?”
“Le mie case e le mie terre”
X
“Cosa lasci alla tua dama?
Cosa lasci alla tua dama?”
“Le lascio l’inferno e le fiamme”

ASCOLTA The Dublin Ramblers
ASCOLTA Ewan MacColl
Su Spotify la versione di Isla Cameron, Steeleye Span, The Witches of Elswick..

LA VERSIONE IRLANDESE: HENRY MY SON

Versione tratta dal libretto “100 Irish Songs” con spartito musicale, Soodlum, vol. 2 cantata come una nursery rhyme

ASCOLTA Sons of Erin
ASCOLTA T49
ASCOLTA in versione “music hall”
ASCOLTA Pete Seeger che compara le due versioni

Where have you been all day, Henry my son? Where have you been all day, my beloved one?
Away in the meadow, away in the meadow
Make my head I’ve a pain in my head and I want to lie down.

And what did you have to eat,
What did you have to eat?
Poison beans, poison beans

And what colour were them beans,
What colour were them beans,?
Green and yellow, green and yellow (1)

And what will you leave your mother,
What will you leave your mother?
A woollen blanket, a woollen blanket

And what will you leave your children,
What will you leave your children?
The keys of heaven, the keys of heaven

And waht will you leave your sweetheart,
What will you leave your sweetheart?
A rope to hang her, a rope to hang her..(2)

NOTE
1) È probabile che le anguille non fossero molto conosciute in Irlanda. Così sono i fagioli ad essere velenosi (Dall’Armellina traduce beans come “palline”). Significativa è la scelta della colorazione di questi strani fagioli: il verde e il giallo sono i colori del tradimento e questa credenza arriva dai dipinti del Medioevo. L’oro nel XIII secolo era il colore della luminosità trascendente, cornice ideale delle figure sacre, il giallo invece ne era la brutta imitazione, privo delle qualità materiali e morali dell’oro. Così il giallo era percepito come colore negativo e la coppia cromatica giallo/verde indicava la follia. Di giallo sono dipinti i traditori come Giuda o più in generale gli ebrei e i musulmani (in molte città italiane durante il rinascimento le prostitute erano obbligate a vestirsi di giallo e a Venezia gli ebrei dovevano cucire un cerchio giallo sul vestito)
2) il lascito di Enrico è ben misero forse a rispecchiare una diffusa povertà all’epoca in cui la ballata era cantata. Anche nelle versioni regionali italiane alla dama viene lasciata la corda perchè venisse impiccata.

TRADUZIONE IN ITALIANO DI GIORDANO DALL’ARMELLINA
“Dove sei stato tutto il giorno, Enrico figlio mio?
Dove sei stato tutto il giorno, mio amato?» «Via nei prati, via nei prati.
Fammi il letto, ho mal di testa e voglio stendermi.»

«E che cosa avesti da mangiare?»
«Fagioli avvelenati.»
«E di che colore erano quelli fagioli?»
«Verdi e gialli (1).»
«Che cosa lascerai a tua madre?»
«Una coperta di lana.»
«Che cosa lascerai ai tuoi figli?»
«Le chiavi del paradiso.»
«Che cosa lascerai al tuo amore?»
«Una corda per impiccarla (2).»

FONTI
Giordano Dall’Armellina: “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_12
http://www.nspeak.com/allende/comenius/
bamepec/multimedia/saggio2.htm

http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/37.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/107.html
http://www.as-it-was.co.uk/SupaNames/Ballads/henry.htm
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/lordrandall.html

ILLUSTRAZIONE
Arthur Rackham

HIND HORN

La ballata è stata collezionata dal professor Child con il numero 17; ha origini che si perdono nell’Alto Medioevo a partire dalle saghe vichinghe (VIII o IX secolo): la storia ha fatto il giro un po’ di tutta l’Europa e lo stesso Boccaccio ne fece una riscrittura nel Decamerone. Già nel IX secolo i Vichinghi misero piede in Inghilterra e Irlanda ma solo con l’invasione dei Normanni (“gli uomini del Nord” ovvero i vichinghi, per lo più danesi, insediatisi nel nord della Francia) iniziò a circolare in forma scritta l’antica saga vichinga in lingua francese che diventerà il romance (romanzo cavalleresco in rima) King Horn, scritto alla fine del XIII secolo in proto-inglese (Old English): nella trasposizione molti dettagli vennero scartati anche se il racconto finì per contenere diversi elementi di cultura vichinga, ma inevitabilmente fu plasmato secondo la cultura feudale del tempo. Quando un secolo più tardi si affermò il genere ballata i menestrelli fecero un adattamento dei precedenti versi in rima baciata, cogliendo solo le parti ritenute più interessanti e quindi per le corti e le strade iniziarono a circolare una miriade di versioni.

KING HORN: IL ROMANZO CAVALLERESCO

Si narra dell’eroico re Horn, originariamente un feroce e sanguinario incursore vichingo trasformato in tipico cavaliere medievale, imbevuto di virtù cavalleresche; il romanzo ha chiari intenti propagandistici per favorire l’arruolamento alle crociate (vedi)

LA TRAMA (a cura di Giordano Dall’Armellina)
Horn e’ figlio di Murry, re di Suddenne (1) E’ un giovane di straordinaria bellezza e ha dodici amici (2) dei quali Athulf (3) e Fikenhild sono i suoi favoriti. Un giorno, mentre Murry stava cavalcando, si imbatté in 15 navi di Saraceni (4) che erano appena approdate. I pagani uccisero il re e per evitare una possibile vendetta in un futuro da parte di Horn, lo misero insieme ai suoi 12 compagni su una barca senza remi e senza timone e lo lasciarono al largo (5). Tuttavia le correnti portarono la barca sulle coste del regno di Westerness (6) ad ovest di Suddenne. Il re Ailmar diede loro il benvenuto e li affidò ad Athelbrus, il suo consigliere perché provvedesse alla loro educazione. Rymenhild, la figlia del re, s’innamorò di Horn e dopo aver convinto non senza difficoltà Athelbrus a condurlo nel suo appartamento privato, si offrì a lui come moglie. Horn le rispose che sarebbe stato un matrimonio sconveniente essendo egli solo un servo (7) e lei figlia di re. Questa risposta ferì Rymenhild grandemente e Horn fu così commosso dal suo dolore che le promise che avrebbe fatto tutto quello che lei avesse richiesto se lei avesse indotto suo padre a farlo diventare cavaliere. Il giorno seguente Horn divenne cavaliere e investì lui stesso i suoi dodici amici che divennero anch’essi cavalieri. Rhymenhild mandò a chiamare Horn per indurlo a sposarla ma Horn voleva prima dimostrare di essere degno del titolo di cavaliere per fregiarsi di qualche nobile impresa. Se fosse tornato vivo, allora l’avrebbe sposata. Data questa risposta Rymenhild gli diede un anello impreziosito di pietre di tale potere che mai sarebbe stato ucciso se lui l’avesse guardato pensando a lei (8).
Il giovane cavaliere ebbe la fortuna di imbattersi immediatamente con una nave piena di Saraceni e con l’aiuto dell’anello fu in grado di ucciderne un centinaio (9) dei loro migliori. Il giorno seguente andò a far visita a Rymenhild e la trovò affranta a causa di un brutto sogno. Aveva buttato una rete in mare e un grosso pesce l’aveva rotta. Horn tentò di confortarla ma non riuscì a nascondere la sua apprensione che i guai sarebbero arrivati. Il pesce non era altri che Fikenhild, l’amico del cuore di Horn. Parlò al re Ailmar dell’intimità che si era venuta creando tra Horn e sua figlia e aggiunse che Horn aveva l’intenzione di uccidere il re e di sposare la principessa. Ailmar si arrabbiò molto e fu nello stesso tempo addolorato. Trovò il giovane nell’appartamento privato della figlia e gli ordinò di lasciare il suo reame immediatamente. Horn sellò il cavallo e si armò, poi tornò da Rymenhild e le disse che sarebbe andato per terre straniere per sette anni (10). Se non fosse tornato o non avesse inviato sue notizie lei avrebbe potuto scegliersi un altro marito.
Salpò verso ovest fino a giungere in Irlanda. Appena arrivato incontrò due principi che lo invitarono a prendere servizio presso il loro padre. Il re Thorston (11) lo accolse benevolmente ed ebbe immediatamente l’occasione di servirsi di lui. A Natale venne alla corte un gigante con un messaggio da parte dei pagani appena giunti. Proposero che uno di loro combattesse contro tre cristiani e aggiunsero che se i cristiani avessero ucciso il loro campione avrebbero lasciato quella terra, ma se al contrario il loro campione avesse ucciso i tre cristiani si sarebbero impossessati del regno. Horn rifiutò con scherno di combattere a quelle condizioni: lui solo avrebbe combattuto contro tre pagani. Così fece e nel corso del combattimento venne a sapere che quelli erano i saraceni che avevano ucciso suo padre. Horn guardò il suo anello e pensò a Rymenhild e si buttò sui suoi nemici. Questa volta tutto l’esercito prese parte alla battaglia (12). Nessuno scappò ma il re Thurston perse molti uomini fra i quali i suoi stessi figli. Non avendo eredi offerse a Horn la mano di sua figlia Reynild e la successione al trono. Horn rispose che non aveva ancora meritato una tale ricompensa e che avrebbe servito il re per altro tempo. Sperava poi che qualora lui richiedesse in sposa sua figlia in un futuro il re non rifiutasse la proposta.
Sette anni stette Horn con il re Thorston e da Rymenhild non andò mai nè scrisse mai. Fu un periodo molto triste per Rymenhild e come se non bastasse il re Modi di Reynis la chiesa in sposa e suo padre acconsentì. Il matrimonio si sarebbe celebrato da lì a pochi giorni. Rymenhild mandò messaggeri in ogni dove ma Horn non ne seppe nulla fino a quando un giorno mentre stava andando a caccia, incontrò uno di loro e venne a sapere come stavano le cose. Mandò un messaggio al suo amore dicendogli di non preoccuparsi: lui sarebbe arrivato prima del matrimonio. Ma sfortunatamente il messaggero affogò mentre tornava e Rhymenhild, mentre cercava a fatica con gli occhi un raggio di speranza fuori della porta, vide il suo corpo trascinato via dalle onde. Ora Horn fece ampia confessione a re Thorston e gli chiese aiuto. Questo fu generosamente accordato e Horn salpò in direzione di Westerness. Arrivò non troppo presto nel giorno del matrimonio, lasciò i suoi uomini nel bosco e si diresse solo verso la corte di re Ailmar. Incontrò un pellegrino e gli chiese notizie. Il pellegrino era appena venuto dal matrimonio di Rymenhild e riferì che piangeva e non voleva sposarsi poiché aveva un marito che era lontano in altre terre.
Horn cambiò vestiti con il pellegrino, scurì la pelle e contorse le labbra. Così si presentò ai cancelli del re. L’uomo di guardia non ne voleva sapere di farlo entrare: Horn aprì il portone a calci, buttò il guardiano giù dal ponte e si diresse verso la sala dei ricevimenti; li si sedette nel settore riservato ai mendicanti. Rymenhild stava piangendo ma dopo aver mangiato carne, si alzò per dare da bere, per mezzo di un corno a tutti i cavalieri e nobili. Così era l’usanza (13). Horn la chiamò, lei pose il corno e gli riempì una ciotola ma Horn non volle bere da quella (14). Poi disse misteriosamente: “Tu pensi che io sia un mendicante ma in realtà sono un pescatore venuto dal lontano oriente (15) per pescare alla tua festa. La mia rete e’ qui a portata di mano ed ha sette anni. Sono venuto a vedere se ha preso qualche pesce.” .”Rymenhild lo guardò, le si gelò il cuore. Che cosa volesse dire con il suo pescare non lo riusciva a comprendere. Riempì il suo corno e bevve alla sua salute, lo porse al pellegrino e disse: “Bevi quello che ti spetta e dimmi se per caso hai visto Horn” Horn bevve e gettò l’anello dentro il corno. Quando la principessa andò nella sua stanza privata, trovò l’anello che aveva dato a Horn. Temeva che fosse morto e mandò a chiamare il pellegrino. Il pellegrino le disse che Horn era morto durante il suo viaggio verso Westerness e lo aveva pregato di andare da Rymenhild con l’anello. Rhymenhild non poté sopportare quello che aveva udito. Si gettò sul letto, dove aveva nascosto un coltello che voleva utilizzare per uccidere il re Modi e se stessa se Horn non fosse tornato, e puntò il coltello verso il suo cuore. A quel punto Horn la fermò e gridò: “Io sono Horn” Grande fu la sua gioia ma non era tempo di indulgere troppo. Horn andò a radunare i suoi uomini. Uccisero tutti quelli che erano nel castello (16) eccetto il re Ailmar e i suoi vecchi amici tra i quali il suo il suo fedele amico Athulf. Horn risparmiò anche Fikenhild in cambio di un giuramento di fedeltà da lui e dal resto dei suoi amici. Poi si fece riconoscere da Ailmar, negò le accuse che gli erano state mosse e disse che non avrebbe sposato Rymenhild nemmeno adesso, almeno fino a quando non avesse riconquistato Sudenne. Si mise subito ad organizzarlo; ma mentre era impegnato a cacciare i Saraceni dalla sua terra e a ricostruire chiese (17) , lo spergiuro Fikenhild comprò sia giovani sia vecchi per farli stare dalla sua parte. Costruì una fortezza, sposò Rymenhild e ve la portò e cominciò una festa.
Horn avvisato da un sogno, fece rotta di nuovo verso Westerness e s’imbatté nel nuovo castello di Fikenhild. Il cugino Athulf era sulla spiaggia per informarlo di cosa era successo.
Gli disse di come Fikenhild avesse sposato Rymenhild proprio quel giorno. Aveva ingannato Horn due volte. Horn si travestì e fece travestire i suoi cavalieri da arpisti e violinisti (18) e grazie alla loro musica ebbero accesso al castello. Appena entrato guardò il suo anello e pensò a Rhymenhild. Fikenhild e i suoi uomini furono presto uccisi. Fece sposare Athulf con la figlia di re Thurston e fece diventare Rymenhild regina di Sudenne.
NOTE di Giordano Dall’Armellina
1) Non esiste storicamente nessun luogo con tale nome, ma l’iniziale Sud di Suddenne fa propendere per un sito nel sud Europa conquistato dagli Arabi. o forse si voleva indicare l’attuale Surrey e Sussex a Sud dell’Inghilterra
2) Fin dall’inizio si utilizza un numero simbolico, proprio della tradizione babilonese ed ebraica, che in questo caso evoca nell’ascoltatore altre storie quali quelle di Gesù e i suoi dodici apostoli (anche Horn sarà tradito da uno dei suoi amici) e, soprattutto, i dodici cavalieri della tavola rotonda e i dodici paladini di Carlo Magno eroi delle chansons de geste.
3) Il nome ricorda Beowulf, l’eroe del primo manoscritto in lingua anglo-sassone probabilmente dell’ottavo secolo
4) Così venivano chiamati in Europa gli arabi in genere e i pirati in particolare. In realtà i veri Saraceni erano una tribù nomade che avevano come territorio parte dell’attuale Giordania e che nemmeno i Romani riuscirono a sconfiggere. Da qui la loro nomea di combattenti temibili. Per estensione anche gli altri popoli limitrofi vennero chiamati Saraceni.
Le scorrerie saracene non raggiunsero mai le isole britanniche, quindi ci si riferisce ad un regno di fantasia situato forse nel sud della Francia dove in effetti i Saraceni, fra il nono e il decimo secolo ebbero dei feudi, come per esempio l’odierna Saint-Tropez, che durarono anche più di ottant’anni. [l’incursione in realtà ricorda i saccheggi vichinghi lungo le coste d’Europa prontamente ribattezzati come Saraceni per far convergere il risentimento verso i cattivi di turno!]
5) quella di lasciare i condannati a morte su una barca senza remi nè timone al largo, era in realtà un’usanza vichinga. Per i Saraceni sarebbe stato più sbrigativo e meno rischioso ucciderli subito, ma il racconto poi non avrebbe avuto un seguito.
6) Il fatto che l’altro regno si chiami Westerness (luogo posto a occidente) rinforza la tesi che Suddenne fosse a sud.
7) Horn, avendo perso il suo regno, non era più principe, ma un semplice servo.
8) L’atto di dare un anello magico appartiene sia alla favolistica europea che a quella asiatica. Era una credenza comune nell’Europa medievale che le pietre preziose avessero dei poteri magici.
9) L’esagerazione è tipica dei racconti con contenuti magici legati alla favolistica. Qui l’eroe viene esaltato come sterminatore di Saraceni, quindi come fulgido esempio da imitare in una eventuale crociata.
10) Il riferimento al numero sette non è casuale: è un altro numero magico o simbolico proprio della cultura popolare giudaico-europea. È spesso legato alla morte o al cambiamento. Inoltre c’è da sottolineare che nel Medioevo se un uomo decideva di prestare servizio presso un esercito doveva in genere firmare per sette anni. Se un marito partiva per la guerra e non tornava entro i sette anni, la moglie poteva risposarsi. Ecco perché Horn poi dirà a Rymenhild che potrà sposarsi se lui non dovesse tornare dopo sette anni. La stessa cosa disse Hertik Henrik nella versione svedese.
11) E’ improbabile che un re irlandese si chiami Thorston che significa figlio di Thor, divinità germano-scandinava corrispondente al Giove romano.
12) Il racconto si rifà a ciò che effettivamente accadeva in Spagna prima di una battaglia fra cristiani e mori. Tre cavalieri arabi sfidavano tre cavalieri cristiani all’ultimo sangue. Il risultato del confronto era percepito come di buono o cattivo auspicio per la battaglia che si sarebbe svolta successivamente fra i due eserciti. Ecco perché subito dopo le sfide fra Horn e i tre Saraceni si scatena la battaglia. È evidente che, sebbene il racconto sia ambientato in Irlanda, dove mai arrivarono i Saraceni, si parli in realtà di gesta eroiche di paladini del cristianesimo in lotta contro gli Arabi in Spagna. In ciò l’influenza delle chansons de geste è ancora molto forte e si trasportano in Irlanda avvenimenti accaduti altrove.
13) L’usanza era in realtà vichinga ed è ben rappresentata nel celebre arazzo di Bayeux nel quale si vedono nobili Vichinghi alzare i corni usati come bicchieri.
14) Solo i nobili potevano bere dal corno. Horn è un nobile e rifiuta di bere dalla ciotola che è riservata alla gente comune.
15) Il racconto ci dice che è stato in Irlanda, quindi a Occidente, ma questa contraddizione rivela la verità. Horn in realtà è stato in oriente alle Crociate dove, con più logica, avrebbe sconfitto i Saraceni.
16) Stragi, massacri e delizie del genere erano all’ordine del giorno nelle guerre medioevali, Anche nella Chanson de Roland e nel Cantar del Mio Cid gli eroi si macchiano di fatti orrendi che alle orecchie degli auditori apparivano del tutto normali. Non si capisce la ragione di questo massacro. Forse voleva far capire a re Ailmar che lui era più forte e che la figlia doveva concederla a lui.
17) Chiaro qui il riferimento alle crociate per cacciare gli Arabi dalla Spagna e da Gerusalemme. I Saraceni erano i nemici della cristianità e potevano assolvere quel ruolo in qualsiasi tipo di racconto, soprattutto se inducevano gli uomini ad arruolarsi per combatterli.
18) Per i Normanni, ovvero per i Vichinghi, la musica dell’arpa o altri strumenti a corda era essenziale per ogni festa. Persino nelle spedizioni guerresche non potevano mancare i musici che invogliavano al canto, percepito come unificatore di intenti.
15 Hind Horn
Arthur Rackham: Hind Horn travestito da mendicante, il riconoscimento dopo il brindisi

HIND HORN: LA BALLATA

Il romance secondo lo schema della chanson de geste è ovviamente un racconto di avventure guerresche, nella ballata invece prevale il tema amoroso, il quale inaugurerà uno specifico filone detto “broken token ballad“: l’uomo andato in guerra, ritorna dopo molti anni e incontra (sotto mentite spoglie) la fidanzata o la moglie, e la sottopone ad un test per avere la prova della sua fedeltà. Il modello archetipo è probabilmente quello di Ulisse e Penelope. Nel passaggio alla ballata il nome del protagonista King Horn è trasformato in Hind Horn e la principessa è chiamata Jean.

LA TRAMA
Un giovane uomo, spesso uno scozzese, Hind Horn, ha servito il re andando per mare per sette anni, nel frattempo si innamora di Jean, la figlia del re. Il re ad un certo punto e per motivi non chiariti, allontana da corte Hind Horn mandandolo a combattere oltremare per altri sette anni. Prima della separazione l’innamorata gli dona un anello che contiene una pietra magica, la quale diventa opaca in caso d’infedeltà. Quando la pietra perde la sua brillantezza il giovane corre a corte e scopre che Jane si è sposata con un altro; travestendosi e camuffandosi da mendicante con la scusa di brindare per la sposa getta nel bicchiere l’anello avuto in dono. Subito Jean lo riconosce e presumibilmente scappa via con Hind Horn.
La ballata, nota anche sotto i titoli di “The Pale Ring” o “The Jeweled Ring”, è stata preservata nelle versioni più complete in Scozia e Irlanda ma, grazie agli emigranti irlandesi, è approdata anche nel New Brunswick (Canada).
Le versioni sono molte come pure le melodie associate, non si trovano tuttavia molte registrazioni in merito, si citano quelle di Ewan MacColl (1956), Peggy Seeger, Bandoggs (1978), Maddy Prior (1997), Brian Peters (2001), Giordano Dall’Armellina, Joe Estey e Chris & Pete Coe (2001).

LA VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina. La versione è stata raccolta in Canada agli inizi del XX secolo

I
“Young man fair, young man free,
Where were you born, and in what country?”
“In Ireland I was bred and born,
Back to Ireland I will return(19).”
II
When they were parting she gave to him,
Her heart’s true love and a guinea gold ring(8)
“When you look at the ring and it’s bright and true,
You know your lover is true to you.
III
If the ring be bright and clear,
You know I’m constant to my dear,
But if the ring be pale and wan,
Your lover’s gone with another man.”
IV
He took ship and away went he,
Till he come to that strange country
When he looked at the ring, it was pale and wan,
He knows she’s gone with another man.
V
So he took ship and back sailed he,
Till he come to his own country;
He was a-riding over the plain,
The first he met was the begging man.
VI
“What news, what news, what news?” cried he,
“Sad and sorry I’ve to tell to thee;
Sad and sorry I’ve to tell to thee,
Today is your true lover’s wedding day.”
VII
“You’ll lend me your begging rig,
You’ll put on my riding stage;”
“No, the begging rig’s too poor for thee,
The riding stage too good for me.”
VIII
“Be it right, be it wrong,
The begging rig it will go on.
Now tell me as fast as you can,
What is the work of the begging man?”
IX
“You may walk as fast as you will,
Till you come to yonders hill,
But when you come to yonders gate,
Lean on your staff with a trembling step.
X
Beg from Pitt, beg from Paul,
Beg from the highest to the lowest of all,
But from them all you need take none,
Till you come to the bride’s own hand.”
XI
He stepped on with a fine good will,
Till he come to yonders hill;
When he came to yonders gate,
Leaned on his staff with a trembling step.
XII
The bride come trembling down the stair,
Gold rings on her fingers, gold bobs in her hair;
A glass of wine all in her hand,
All for to give to the begging man.
XIII
Out of the glass he drank up the wine,
Into the glass goes a guinea gold ring;
“Did you get it by sea? Did you get it by land?
Or did you get it from a drowned man’s hand?”
XIV
“Neither did I get it by sea or land,
Neither did I get it from a drowned man’s hand.
I got it from my love in a courting way,
I give it to my love on her wedding day.”
XV
Gold rings from her fingers she did let fall,
Gold bobs from her hair she threw against the wall,
“I’ll follow you forever more,
Though I’m begging from door to door.”
XVI
He that was the blackest(20) among them all,
Now shines the fairest in the hall.
He that was single at the break of day,
Stole the bride from the groom away.

TRADUZIONE ITALIANO DI GIORDANO DALL’ARMELLINA
I
«Bel giovine, giovane libero,
dove sei nato e in quale paese?»
«Nacqui e fui cresciuto in Irlanda,
in Irlanda io tornerò(19).»
II
Quando stavano per separarsi lei gli diede il vero amore del suo cuore e un prezioso anello d’oro (8). «Quando guardi l’anello e lo vedi brillante e sincero,
tu sai che la tua amante ti è fedele.
III
Se l’anello è brillante e chiaro,
tu sai che io sono fedele al mio caro,
ma se l’anello è pallido e opaco,
la tua amante se n’è andata con un altro.»
IV
Salpò e andò via,
finché arrivò in quel paese straniero.
Quando guardò l’anello, esso era pallido e opaco.
Sa che lei è andata con un altro uomo.
V
Così salpò e ritornò,
fino a quando arrivò al suo paese.
Stava cavalcando lungo la pianura,
il primo che incontrò fu il mendicante.
VI
«Che notizie, che notizie, che notizie?» gridò lui,
«Tristi e spiacevoli ti devo dire;
tristi e spiacevoli ti devo dire:
oggi è il matrimonio della tua amata.»
VII
«Mi presterai il tuo vestito da mendicante
indosserai il mio vestito da cavaliere.»
«No, il vestito da mendicante è troppo povero per te,
il vestito da cavaliere troppo bello per me.»
VIII
«Giusto o sbagliato,
il vestito da mendicante sarà indossato.
Ora dimmi il più presto possibile,
come lavora un mendicante?»
IX
«Puoi camminare veloce come ti pare
finché arrivi a quelle colline laggiù,
ma quando arrivi a quel cancello laggiù,
appoggiati al bastone con un passo tremante.
X
Chiedi la carità nel nome di Pietro e Paolo.
Chiedi la carità dai più alti ai più bassi di lignaggio,
ma da loro non prendere nulla
finché arrivi alla mano della sposa.»
XI
Proseguì di buona lena
finché arrivò alla collina indicata.
Quando arrivò al cancello
si appoggiò al bastone con passo tremante.
XII
La sposa scese le scale tremante.
Anelli d’oro alle sue dita, oggettini d’oro nei capelli, solo un bicchiere di vino in mano
e lo teneva per darlo al mendicante.
XIII
Dal bicchiere lui bevve il vino.
Dentro il bicchiere cade un anello di gran valore.
«Lo hai trovato navigando o viaggiando per terre?
O lo hai preso dalla mano di un uomo affogato?»
XIV
«Non lo presi né per mare né per terra
e nemmeno dalla mano di un uomo affogato.
L’ho avuto dal mio amore in un momento d’amore,
lo do al mio amore nel giorno del suo matrimonio.»

XV
Dalle sue dita fece cadere gli anelli d’oro,
gli oggetti d’oro dai capelli li gettò contro il muro.
«Ti seguirò per sempre
anche se dovessi mendicare di porta in porta.»
XVI
Lui che era il più nero fra tutti(20)
ora splende come il più bello fra tutti nella sala.
Lui che era celibe all’alba,
rubò la sposa allo sposo.

 

NOTE di Giordano Dall’Armellina
8) L’atto di dare un anello magico appartiene sia alla favolistica europea che a quella asiatica. Era una credenza comune nell’Europa medievale che le pietre preziose avessero dei poteri magici. [Nella versione del romanzo l’anello è un talismano che dona a Horn il potere dell’invincibilità, nella ballata è più invece un test di fedeltà]
19) Il fatto che questa versione sia stata raccolta in Canada presso emigranti irlandesi ha sicuramente influenzato il formarsi della prima strofa che non sembra essere attinente con la storia ma, piuttosto, con la nostalgia dell’emigrante che vorrebbe tornare in patria. Tutta la storia in realtà è incentrata sull’idea del viaggio per mare e del ritorno dall’amata che, per trasposizione, può essere l’Irlanda stessa. In questo caso la ballata ha ragioni sentimentali forti che sono una grande spinta per la preservazione del canto, proprio perché il loro significato travalica la storia narrata. Alcune versioni raccolte in Scozia riportano più o meno questa strofa iniziale:«In Scotland there was a baby born and its name was young Hind Horn» (“In Scozia ci fu un neonato e il suo nome era Hind Horn”). Gli emigranti dell’Irlanda stabilitisi in Canada hanno volutamente cambiato la prima parte mantenendo solo qualche elemento dell’originale ricreando, come era consuetudine dei cantori, una nuova storia.
20) Era il piu’ nero perche’ si era scurito per sembrare sporco come i mendicanti.

LA VERSIONE SCOZZESE

In Dan Milner and Paul Kaplan Songs of England, Ireland and Scotland, 1983 Oak, New York è così riportato: “Source: Text collated from various sources; tune from G. Greig and and A. Keith, Last Leaves of the Traditional Ballad and Ballad Airs.

Questa versione ambientata in Scozia è contraddistinta dall’intercalare delle frasi nonsense e dal ritornello And the birk and the broom blooms bonnie-O

ASCOLTA Rosaleen Gregory
ASCOLTA
Ewan MacColl 1956


Near Edinburgh town was a young child born
(With a high loo low and a high loo  land)
His name was called young Hind Horn
(And the birk and the broom(1) blooms bonnie-O)
Seven years he served the King,
All for the sake of his daughter Jean.
The King an angry man was he
And he sent young Hind Horn to the sea,
She’s given to him a golden ring
With seven diamonds set therein.
“When this ring grows pale and wan
You may know that my love is gone”.
One day he looked his ring upon
And he knew she loved another man.
He’s left the sea and come to land
And there he’s met an old beggar man.
“What’s news, what news doth thee betide?”
“No news but the Princess Jean’s a bride.”
“Will you give me thy begging tweed
And I’ll give you my riding steed?”
The beggar he was bound for to ride
And Hind Horn he was bound for the bride.
When he came to the King’s own gate
He sought a drink for Hind Horn’s sake(2).
He drank the wine and dropped the ring
And bade them take it to the Lady Jean.
“Got you this ring by sea or land
Or got you this from a dead man’s hand?”
“Not from sea and not from land
But I got it from thy milk-white hand.”
“I’ll cast off my gown of brown
And I’ll follow you from town to town.”
“You needn’t cast off your gowns of brown,
For I’ll make you the lady of many a town.”
“I’ll cast off my dress of red(3)
And I’ll follow you and beg my bread.”
“You needn’t cast off your dress of red,
For I’ll maintain you with wine and bread.”
The bridgegroom had the bride first wed
But young Hind Horn took her first to bed.(4)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Vicino a Edimburgo nacque un bambino
(With a high loo low and a high loo  land)
che venne chiamato giovane Hind Horn.
(e la betulla e la ginestra fioriscono belle)
Servì il Re per sette anni
per amore verso la figlia Jean.
Il re si arrabbiò
e mandò il giovane Hind Horn per mare,
lei gli diede un anello d’oro
con sette diamanti incastonati.
“Quando l’anello è pallido e opaco,
tu saprai che il mio amore è svanito.»
Un giorno egli guardò l’anello
e seppe che lei amava un altro uomo.
Riprese il mare e approdò a terra
dove incontrò un vecchio mendicante.
«Che notizie, quali sono le notizie di oggi?»
«Solo che la Principessa Jean si è sposata.»
«Mi presterai il tuo vestito da mendicante
e io ti darò il mio destriero?.»
Il mendicante era pronto per cavalcare
e Hind Horn era pronto per la sposa.
Quando arrivò al cancello del Re
cercò da bere alla salute di Hind Horn,
bevve il vino e lasciò cadere l’anello
e ordinò che venisse portato a Lady Jean
«Lo hai trovato navigando o viaggiando per terre?
O lo hai preso dalla mano di un uomo morto?»
«Non lo presi né per mare né per terra,
ma lo ottenni dalla tua bianca mano»
«Metterò l’abito marrone
e ti seguirò di porta in porta.»
«Non c’è bisogno che ti metta l’abito marrone
perchè ti renderò la signora di molte città.»
«Metterò l’abito rosso
e ti seguirò a mendicare il pane.»
«Non c’è bisogno che tu ti metta l’abito rosso
perchè ti manterrò con pane e vino.»
Lo sposo sposò per primo la sposa,
ma il giovane Hind Horn se la portò per primo a letto.

NOTE
1) la ginestra con la sua rigogliosa fioritura dorata ha spesso una precisa allusione sessuale nelle ballate. Forse per la forma del fiore che richiama la vulva femminile. Con la ginestra si facevano le scope nel Medioevo così con il termine inglese “broom” si indica entrambi: sulle scope volavano le streghe e la ginestra allude a una sessualità diabolica o quantomeno selvaggia, libera da regole. In genere nelle ballate quanto l’argomento è di natura sessuale vengono utilizzati nomi di erbe e fiori nel ritornello, proprio per avvertire l’ascoltatore. La brughiera è come il “greenwood” è un luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, ma vissuti con una primitiva o primordiale innocenza. Una leggenda, di origine scozzese racconta di un uomo che richiese la “prova d’amore” prima di sposarsi. La ragazza su consiglio di una vecchia saggia, accettò la prova, ma solo se avesse avuto luogo tra i cespugli di ginestra. Accadde che il ragazzo stordito dal profumo dei fiori, cadde ben presto in un sogno profondo. Al risveglio, convinto di aver posseduto la ragazza come voleva, acconsentì alle nozze.
2) in altre versioni (come quella dei Bandoggs) più coerentemente è scritto: He’s sought there a drink for the bridegroom’s sake: al mendicante veniva offerto da bere per brindare alla salute della sposa
3) Nei tempi antichi, il rosso era il colore nunziale degli sposi, indossato per evocare la fertilità, poi il Cristianesimo ha voluto che la donna si vestisse di blu, colore che simboleggia la verità e la purezza, e solo a partire dalle nozze della Regina Vittoria nel 1840 iniziò a consolidarsi la tradizione dell’abito bianco per la sposa.
4) Hind Horne è arrivato durante il banchetto nunziale i due si erano già sposati ma non avevano ancora consumato..

Un’ulteriore variante testuale sempre della versione scozzese riporta ancora meno strofe
ASCOLTA Bandoggs in Bandoggs 1978
ASCOLTA Maddy Prior in Flesh an Blood 1998 (per il testo qui)
ASCOLTA The Furrow Collective in At Our Next Meeting 2014 (i quali modificano ulteriormente il testo)

Young Hind Horn to the King is gone,
Hey lililo and a ho lo la,
And he’s fell in love with his daughter Jean,
Hey down and a hey diddle downy.

She gave to him a golden ring
With three bright diamonds set therein.
“When this ring grows pale and wan
It’s then that you’ll know my love is gone.”
Now the king has sent him o’er the sea
For seven long years in a far country.
One day his ring grew pale and wan
And he knew that she’d loved another man.
So he’s left the sea for his own land
And it’s there that he’s met with a beggar man.
“What news, what news old man doth befall?”
“It’s none save the wedding in the king’s own hall.”
“Cast off, cast off your beggar’s weeds
And I’ll give you my good grey steed.”
Oh it’s when he came to the king’s own gate
He’s sought there a drink for the bridegroom’s sake.
And the bride gave him a glass of wine
And when he’s drunk he’s dropped in the ring.
“Oh got ye this by the sea or the land
Or took ye this from a dead man’s hand?”
“I got it neither by sea nor land
For you gave it to me with your own hand.”
“Oh, I’ll cast off my gown of red
And along with thee I’ll beg my bread.”
“Oh, you need not leave your bridal gown
For I’ll make you the lady of many’s the town.”
Her own bridegroom had her first wed
But young Hind Horn had her first to bed.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Il giovane Hind Horn è andato dal Re e si è innamorato della figlia Jean. Lei gli diede un anello d’oro con tre diamanti incastonati. “Quando l’anello è pallido e opaco,
tu saprai che il mio amore è svanito.” Il re lo mandò per mare per sette lunghi anni in un paese lontano. Un giorno il suo anello divenne pallido e opaco e lui seppe che lei amava un altro uomo. Riprese il mare e approdò a terra dove incontrò un vecchio mendicante. «Che notizie, quali sono le notizie di oggi?» «Solo il matrimonio nel castello del re.» «Togliti il vestito da mendicante e io ti darò il mio valente destriero grigio»Quando arrivò al cancello del Re cercò da bere alla salute della sposa, e la sposa gli diede una coppa di vino e mentre bevve lui lasciò cadere l’anello. «Lo hai trovato navigando o viaggiando per terre? O lo hai preso dalla mano di un uomo morto?»«Non lo presi né per mare né per terra ma lo ottenni dalla tua bianca mano»«Mi leverò l’abito rosso e ti seguirò a mendicare il pane.» «Non c’è bisogno che ti levi l’abito da sposa perchè ti farò signora di molte città»Lo sposo la sposò per primo, ma il giovane Hind Horn se la portò per primo a letto.

FONTI
Giordano Dall’Armellina: “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.
John Jacob Niles: “The Ballad Book”
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/hml/hml18.htm
https://machias.edu/faculty/necastro/story/horn.html
http://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/hindhorn.html
http://www.nspeak.com/allende/
comenius/bamepec/multimedia/saggio4.htm

http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/301.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_17
http://www.bluegrassmessengers.com/17-hind-horn.aspx
http://chivalry.com/cantaria/lyrics/pending/hindhorn.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=58972
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20082

TAM LIN

a sidheLa ballata del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo , ci sono molte varianti del nome Tom Line, Tom Linn, Tamlin, Tomaline Tam-line e Tam Lane come moltissime sono le varianti testuali. Una melodia dal nome “Young Thomlin” è del 1600, ma gli storici riallacciano l’origine della ballata al XIII secolo. La ballata è stata trascritta da Robert Burns nel 1792 (in Johnson’sMuseum) e costituisce una delle varianti collezionate da Francis James Child in “The English and Scottish Popular Ballads

La storia è narrata anche come fiaba e ha mantenuto molti riferimenti alle leggende celtiche più antiche, la versione attualmente accreditata è quella per bambini, ma la storia di Tam Lin è molto più complessa e oscura.

janetI protagonisti della storia sono due: la giovane nobildonna di nome Janet o Margaret, che all’arrivo della Primavera decide di andare nel bosco a raccogliere i fiori e resta incinta dell’elfo; Tam Lin il giovane cavaliere prigioniero delle fate che desidera fuggire per ritornare al mondo degli uomini.
A leggere tra le righe sembra che l’uomo sia stato sottoposto a una specie di apprendistato magico e che si trovi a vivere come dire “in prova” nel bosco sacro: solo dopo sette anni apparterrà definitivamente al mondo delle fate e perderà la sua umanità (storicamente Tamlane è stato identificato come figlio di Randolph conte di Moray o Murray)

C’è anche un terzo personaggio della storia, la Regina delle Fate, che compare nella seconda parte: per lo più considerata in modo neutro e in alcune versione vista in chiave negativa.

Nella tradizione popolare celtica le fate vivono raggruppate per regni ognuno con il suo tumulo o collina fatata come “castello” in cui vivono allegramente tra feste, musica e balli. La loro dimensione spaziale e temporale è diversa dalla nostra e possono camminare tra di noi senza essere visti. Si muovono velocemente nell’aria e mutano forma a piacimento, non è chiaro però se siano immortali. E’ importante non offendere queste creature fatate con comportamenti azzardati o sciocchi perché possono essere molto vendicative.
A volte sono considerati spiriti della natura e guardiani di alcuni luoghi, alberi o sorgenti e laghetti incontaminati. (continua)

I LUOGHI
La storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow

borders

1 bosco di Carterhaugh
2 pozzo di Tam Lin (oggi contrassegnato da una targhetta): le sorgenti spontanee sono delle entrate nel mondo delle fate e principalmente un dono della madre terra. Oltre alle proprietà curative si riteneva che queste acque magiche portassero fertilità alle donne sterili. Anticamente si gettavano monete, amuleti ed oggetti vari in questi pozzi sacri (il pozzo dei desideri delle fiabe). Tam Lin vive proprio nel pozzo e compare solo quando si colgono le rose che presumibilmente vi crescono accanto (l’elfo delle Rose).
Attualmente la sorgente naturale è incanalata in un tubo ed è raccolta da una piccola vasca di pietra, ma è documentata dalla Commissione Reale sui monumenti storici e antichi della Scozia che un tempo qui doveva esserci un avvallamento con il pozzo (vedi). La leggenda locale narra che il giovane Tamlane era a caccia, ma cadde da cavallo e venne rapito dalla Regina delle Fate per essere trasformato in elfo custode del pozzo.
3 ponte dove la donna si apposta per vedere il passaggio della schiera fatata. E’ noto che solo in periodi particolari dell’anno è possibile vedere le fate e solo in posti particolari che sono una via di mezzo o un confine come ad esempio i ponti
4 Vecchio Mulino (altro alternativo luogo dell’incontro)
5 Newark Castle: secondo Sir Walter Scott il castello di Janet è quello di Newark già all’epoca un “rudere romantico” che sovrasta il fiume Yarrow.
6 Aikwood (altra possibile alternativa del castello di Janet)

PRIMA VERSIONE
Anche se non è espressamente citato il mese di Maggio è del tutto evidente che il periodo in cui si incontrano la bella Janet e l’elfo è quello primaverile, essendo fiorite le rose: per la verità è un po’ insolito che in un bosco selvatico crescano dei cespugli di rose, ma qui siamo nel regno delle fate -che amano le rose- e quindi le fanno crescere dove vogliono (ce la possiamo però immaginare nella varietà di rosa canina).
Tutta la prima parte della ballata è una chiara allusione alla prima esperienza sessuale, volontariamente ricercata dalla fanciulla che si addentra nel bosco sacro: la rosa è anche “la rosa delle rose” femminile e il mantello che copre il pudore della donna (e rappresenta la protezione paterna) deve essere lasciato in pegno e quindi perso, non concordo perciò con le interpretazioni che vedono il rapporto tra i due come una violenza da parte maschile, anzi ci sono tutti i segni di un antico rituale di iniziazione sessuale.
Il rapporto sessuale tra i due qui non è esplicitato, ma il padre dopo un po’ si accorge della gravidanza della figlia ed ella rivendica con orgoglio la paternità all’elfo non accettando nessun altro matrimonio riparatore.
Nella seconda parte è arrivata la stagione dell’Inverno, durante la festa celtica di Samain, e ci sono le prove che Janet deve superare per liberare l’elfo, le illusioni della regina delle fate che le faranno credere di assistere alla trasformazione di Tam Lin in drago (o serpente) e in orso; ma lei dovrà dare prova di coraggio e di grande amore e tenere stretto a sè il cavaliere finchè comparirà nudo tra le sue braccia; allora lo dovrà avvolgere nel suo mantello. In altre versioni lo dovrà gettare nelle acque del pozzo, che qui però non è mai citato.
Un tema simile di trasmutazione in animali è presente nella favola cretese di Thetis e Peleus ovvero i genitori di Achille, e in effetti i due racconti sono simili ma nel mito greco è la donna ad essere una nereide e a trasformarsi prima di poter diventare umana.

StephanieLawTamLin-TheFaeryHostLarge

Nella illustrazione (fiabesca, sognante) di Stephanie Law vediamo il passaggio della schiera fatata sul ponte, ove si distingue il cavallo bianco di Tam Lin. La luna è calante, ma il dettaglio è errato perché la notte di Samain coincide con la luna nuova (la data una volta non era fissa, ma era regolata sul calendario lunare)

La ballata non ha un lieto fine perché la regina delle fate lancia una maledizione mortale sulla donna.

ASCOLTA Fairport Convention in “Fairport’s Sense of Occasion” album (2007) ma la prima versione con Sandy Denny è in “Liege and Lief” del 1969.
Non ci sono parole, semplicemente mitici!

“I forbid you maidens all
that wear gold in your hair (1)
To travel to Carter Hall (2)
for young Tam Lin is there
None that go by Carter Hall
but they leave him a pledge
Either their mantles of green
or else their maidenhead”.
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she.
She’d not pulled a double rose,
a rose but only two
When up there came young Tam Lin
says “Lady, pull no more”.
“And why come you to Carter Hall
without command from me?” (3)
“I’ll come and go”, young Janet said,
“and ask no leave of thee”.
Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to her father
as fast as go can she
Well, up then spoke her father dear
and he spoke meek and mild
“Oh, and alas, Janet,” he said,
“I think you go with child”
“Well, if that be so,” Janet said,
“myself shall bear the blame
There’s not a knight in all your hall
shall get the baby’s nameFor if my love were an earthly knight
as he is an elfin grey
I’d not change my own true love
for any knight you have”Janet tied her kirtle green
a bit above her knee
And she’s gone to Carter Hall
as fast as go can she

“Oh, tell to me, Tam Lin,” she said,
“why came you here to dwell?”
“The Queen of Faeries caught me
when from my horse I fell

And at the end of seven years (4)
she pays a tithe to hell
I so fair and full of flesh
and feared it be myself

But tonight is Hallowe’en
and the faery folk ride
Those that would their true love win
at Miles Cross they must buy.
So first let past the horses black
and then let past the brown
Quickly run to the white steed (5)
and pull the rider down
For I’ll ride on the white steed,
the nearest to the town
For I was an earthly knight,
they give me that renown
Oh, they will turn me
in your arms to a newt or a snake
But hold me tight and fear not,
I am your baby’s father.
And they will turn me
in your arms into a lion bold
But hold me tight and fear not
and you will love your child.
And they will turn me
in your arms into a naked knight
But cloak me in your mantle
and keep me out of sight.”
In the middle of the night
she heard the bridle ring
She heeded what he did say
and young Tam Lin did win
Then up spoke the Faery Queen,
an angry queen was she
“Woe betide her ill-farred face,
an ill death may she die”Oh, had I known, Tam Lin,” she said,
“what this knight I did see
I have looked him in the eyes (6)
and turned him to a tree” 

TRADUZIONE ITALIANO IN RIMA tratto da vedi

Attente voi tutte fanciulle
che avete il capello dorato (1)
all’Argine dei Biancospini (2)
che da Tamlino è abitato
!Chi passa per i Biancospini
un pegno lasciare dovrà:
Il verde mantello che porta
o la sua verginità.
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
all’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può.
Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
Ed ecco, le appare Tamlino:
“Donna, non me le toccare!
Perché vieni qui ai Biancospini
se non hai l’invito da me? (3)”
“Io vado dovunque mi pare,
non devo chiederlo a te!”
Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
a casa dai suoi genitori
corre più svelta che può.
Il padre la guarda e le parla,
la voce è un sommesso bisbiglio
“Ahimè mia Giovanna” le dice
“Credo che tu aspetti un figlio.”
“Se è vero” risponde Giovanna
“Io sola e soltanto so come,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.
Se solo il mio amore
non fosse un elfo verdastro e fatato!
Perché non lo voglio cambiare
con chi è del nostro casato.”Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
All’Argine dei Biancospini
corre più svelta che può”Tamlino, raccontami” dice
“Perché vivi qui in questo stallo?”
“La Fata Regina mi prese
quando cascai dal cavallo.

Al settimo anno (4) lei deve
pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte:
temo che io sarò quello.

Ma questa è la notte dei Santi
e tu mi puoi ancora salvare,
ché passa il corteo delle fate:
devi a un incrocio aspettare.
Tu lascia passare i cavalli
che han pelo nero o marrone,
Ma quando vedrai quello bianco (5)
tira giù chi è sull’arcione,
perché io sarò il cavaliere
che ti troverai fra le mani:
Il bianco destriero è un onore
solo per gli esseri umani.
Allora sarò trasformato
in drago o serpente fischiante
ma stringimi senza temere,
pensa che sono il tuo amante.
Allora sarò trasformato
in orso o leone ferino
ma stringimi senza temere,
son il padre del tuo bambino.
Infine sarò trasformato
in un cavaliere spogliato
avvolgimi nel tuo mantello,
tienimi bene celato.”
Giovanna nella notte fonda
ascolta il corteo scalpitare
fa come Tamlino le ha detto
e lo riesce a salvare.
La Fata Regina si volta
le parla con voce furiosa:
“Tu sia maledetta,
tu muoia di morte assai dolorosa.
Se avessi saputo, Tamlino,
di avere da te questo sdegno
ti avrei trasformato con gli occhi
in un bel pezzo di legno!” (6)

NOTE
1) wear gold in your hair: il traduttore italiano scrive “capello dorato”. In effetti è un po’ strano che il cantastorie si voglia rivolgere solo alle fanciulle dai capelli biondi (anche se nel Medioevo erano “di moda”) ma ricordando quanto già espresso da Giordano Dall’Armellina in merito, sappiamo che era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!) infatti nella strofa successiva si annuncia proprio il rischio di perdere la verginità a causa dell’elfo.
2) Carterhaugh: è una località della Scozia e il pozzo dell’elfo è ancora esistente, qui tuttavia non è mai citato, forse nel tentativo di cristianizzare la storia
3) prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano, Lady Janet essendo la proprietaria del bosco si comporta in modo incauto.
4) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, una volta era anche la durata di un apprendistato per imparare un mestiere, ma anche la durata giuridica per poter dichiarare legalmente morta una persona scomparsa. Viene così a delinearsi una posizione transitoria di Tam lin: un prigioniero, un apprendista mago o un uomo in attesa di passare definitivamente nel Mondo delle Fate?
Il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: ossia la festa dell’Inverno (detta Samhain). In effetti il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, un allusione ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive!
5) il cavallo bianco riservato a Tam Lin indica la particolare bellezza dell’elfo, della sua purezza in quanto umano non ancora trasformato completamente in elfo (e quindi visto in modo non ancora demoniaco come invece sono considerate le altre fate – sempre chiaramente dal punto di vista cristiano)
6) l’uomo con gli occhi intatti ha mantenuto la conoscenza appresa nel mondo fatato o quantomeno la capacità di vedere ancora le fate (che notoriamente hanno il dono dell’invisibilità).

SECONDA VERSIONE
Questa lunghissima versione è eseguita con l’ausilio della sola voce, proprio come probabilmente la ballata era eseguita nell’antichità. Rispetto alla prima versione si aggiungono ulteriori dettagli in merito alle origini aristocratiche di Janet: lei è la proprietaria del Bosco, donatogli dal padre, e vive nei pressi in dolci svaghi, attorniata dalla corte e dalle sue dame di compagnia.

newark
I ruderi di Newark Castle

Quando la gravidanza risulta evidente dal gonfiore sotto alle vesti la donna non vuole dire il nome del padre e rifiuta di essere data in sposa a qualcuno della corte.
In questa versione ritorna nel bosco per cercare piante abortive, perché di certo non può sposarsi con un elfo, ma quando coglie le rose Tam Lin riappare e le rivela di essere stato un uomo anche di un certo rango. Anche in questa versione non viene menzionato il pozzo ma è il mantello verde di Janet a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga (ma anche un po’ di realismo ci vuole dopotutto siamo a novembre!)

ASCOLTA Ewan MacColl VERSIONE CHILD#39. Ascoltiamo la ballata così come doveva essere eseguita in epoca medievale, con la sola voce (forse accompagnata dall’arpa bardica) qui in un seducente accento scozzese! Nella sua lunghezza diventa quasi ipnotica, oggi non siamo abituati ad ascoltare narrare le storie mediante il canto, ma un tempo era consuetudine dei bardi.

I forbid ye, maidens a
That wear gold in your hair
Tae come or gae by Carterhaugh
For young Tam Lin is there.
There’s  nane that gaes tae Carterhaugh
But pays to him their fee,
Either their rings or green Mantlel
Or else their maidenheid.
Janet has kilted her green kirtle
A little abune her knee,
and she has gane to Carterhaugh
as fast as she could hie
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Lady, ye’ll pu’ nae mair.”
‘Why pu’   ye the rose, lady,
And why break ye the wand?
And why come ye tae Carterhaugh
Withooten my command?”
“Carterhaugh is mine,” she said,
My daddy gie tae me,
And I will come tae Caterhaugh
Withoot the lief o’ thee.
He’s taen her by the milk-white haund (8)
And by the grass-green sleeve,
and laid her doon upon a bank,
and didnae ask her leave.
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she has gane tae her daddy’s hoose
As fast as she could hie.
There were fowre-and-twenty ladies fair
A-playing’ at the ba’,
And Janet gaed like ony queen,
A flowr amang them a’.There were fowre-and-twenty ladies fair
A-playing’ at the chess,
And Janet gaed amang them a’
As green as ony grass.Oot spak then an auld grey knicht,
Stood owre the castle wa’,
And said, “Alas, dear Janet
But I fear ye’ve gotten a fa’,
Your petticoat is gey shorter
and we’ll be blamed a’.”

O Haud   yer tongue, ye old grey knicht
And an ill deith may ye dee
Faither my bairn on wha I will
I’ll faither nane on thee.

Then oot spak her auld faither,
Says, “Janet, you’re beguiled.
Your petticoat is gey shorter
I fear ye gang wi’ child.”

“O if I gang wi’ bairn, faither,
It’s I will tak’ the blame.
There’s no’ a knicht aboot your ha’
Sha’ bear my bairnie’s name.

Janet as kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she’s has gane tae Carterhaugh
as fast as she could hie

She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Janet, ye’ll pu’ nae mair.”

“Why pu’ ye the rose, Janet,
Amang the leaves sae green?
A’ for to kill the bonnie babe
That we gat us between.”

“Tell me, noo, Tam Lin,” she said,
“For’s His sake wha died on tree,
Gin ever ye were in holy kirk
or else in Christendee.(9)

“Roxburgh was my grandfaither
And wi’ him I did ride,
And it fell oot upon a day
That wae did me betide.

Ay, it fell oot upon a day,
A cauld day and a snell,
When we were fae the hunting come
That fae my horse I fell.

The Queen o’ Elfinland passed by,
Took me wi’ her to dwell,
E’en whaur there is a pleasant place
For them that in it dwell,
Though at the end o’ seiven year
They pay their soul to Hell.

The nicht it is auld Hallow E’en
When elfin folk do ride,
And them that would their true-loves win
At Miles Cross they maun bide.”
But tell me noo, Tam Lin,” she said,
“When ye’re amang the thrang,
Hoo should I ken my ain true-love
amang that unco band? (10)”
“Some will ride the black, the black,
And some will ride the broon,
But I’ll be on the milk-white horse
Shod wi’ the siller shoon.”
The ae hand will be gloved, Janet
the other will be bare,
And by these tokens’ I’ll gie ye,
Ye’ll ken that I am there.”
The first company that passes by,
say “na” and let them gae,
The second company that passes by,
Then let them gang their way,
But the third company that passes by
Then I’ll be yin o’ they.
Ye’ll hie ye tae my milk-white steed
and pu’ me quickly doon,
Throw your green kirtle owre me
To keep me fae the rain
They’ll turn me in your airms, lady
Tae an adder and a snake,
But haud me fast unto yer breist
Tae be your worldy mate.
They’ll turn me in your airms, lady
A spotted toad (11) to be,
But haud me fast unto your breist
T’enjoy your fair body.
They’ll turn me in your airms, lady
Tae a mither-naked man,
Cast your green kirtle owre me
To keep me frae the rain.First put me in a stand o’ milk (12)
Syne in a stand o’ water,
and haud me fast unto your breist
I am your bairn’s father.Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee
and she has gane tae Miles Cross
as fast as she could hie.

The first company that passed her by
She said “na” and let them gae,
The second company that passed her by
She let them gang their way
But the third company that passed her by
Then he was yin o’ they.

She’s heid her to his milk-white steed
And pu’d him quickly doon,
Cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.

They’ve turned him in his lady’s airms
Tae an adder and a snake,
She held him fast unto heir breist
He was her worldy mate.

They’ve turned him in his lady’s airms
A spotted toad to be,
She held him fast unto heir breist
T’enjoy her fair body.

They’ve turned him in his lady’s airms
Tae a mither-naked man,
She’s cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.

She’s put him in a stand o’ milk,
Syne in a stand o’ water,
She’s held him fast unto her breist,
He was her bairn’s faither.

Oot spak the Queen O’ Elfinland
Oot o’ a bush o broom,
“O, wha’ has gotten young Tam Lin
Has gotten a stately groom

Oot spak the Queen o’ Elfinland
Oot o’ a thorny tree,
O’, wha has gotten young Tam Lin
Has taen my love fae me. (13)

“Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“A lady would borrow thee,
I would hae torn oot thy twa grey e’en
Put in twa e’en o’ a tree.

“Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“When first we came tae home,
I would hae torn oot that hairt o’ flesh,
Put in a hairt o’ stane.”

TRADUZIONE ITALIANO parzialmente presa da vedi

Attente voi tutte fanciulle
che portate l’oro nei capelli
di venire o andare a Carterhaugh
che il giovane Tam Lin vi dimora!Tutte coloro che vanno a Carterhaugh
un pegno devono lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la loro verginità.

Vanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
fino a Carterhaugh procede,
corre più svelta che può.

Aveva già colto una rosa
un’altra voleva staccare
ed ecco, le appare Tam Lin:
“Donna, non me le toccare!

Perché raccogli la rosa, signora,
e perché spezzi i rami?
e perché vieni a Carterhaugh,
senza il mio permesso?”

Carterhaugh è mia”- disse lei
“mio padre a me la diede
e verrò a Carterhaugh
senza la tua volontà”

La prese per la mano bianca come giglio (8)
e per la manica verde-erba
e la appoggiò a terra
senza chiederle il permesso

Vanna rimbocca la veste verde
un po’ sopra il ginocchio,
va al palazzo del padre
più veloce che può.
C’erano ventiquattro belle dame
che giocano a palla
e Vanna procedeva come regina
un fiore tra le belle

Ventiquattro belle dame
giocano agli scacchi;
ecco che viene la bella Vanna
più verde dell’erba.

Parlò un vecchio cavaliere grigio
appoggiato al muro del castello:
“Ahimè, cara Vanna,
ma temo che hai commesso uno sbaglio,
la tua gonna è troppo corta
e il biasimo ricadrà su tutti noi!”.

“Sta’ zitto, cavaliere grinzoso,
che tu muoia di morte tremenda!
accetta come padre chi voglio,
ché nessuno di voi lo e’ di mio figlio.”

Parlò allora il vecchio padre amato
e disse:” Vanna, sei stata sedotta
la tua gonna è troppo corta
temo che dovrai andare via con il tuo bambino.”

“Se con lui devo andarmene, padre,
io sola ne porto il biasimo:
non c’e’ signore nel tuo palazzo
che possa dargli il nome.

Vanna rimbocca la veste verde
che scopre le gambe di un po’,
e corre a Carterhaugh
più veloce che può.

Aveva colto due rose,
una sola rosa o due,
che comparve il giovane Tam Lin
dicendo di non coglierne più.

“Perché cogli le rose, Vanna,
nei boschi d’alberi verdi,
per uccidere il bimbo grazioso,
forse, che e’ nato fra noi?”

“Dimmi, dolce Tam Lin, – lei disse-
per amore di chi e’ morto in croce,
sei mai stato in una cappella,
o hai mai visto i cristiani?” (9)

“Mio nonno era di Roxbrugh
e cavalcavo con lui;
ma giunse un giorno l’ora
in cui male mi colse:

Si, giunse un giorno l’ora
un giorno freddo e pungente.
tornavamo da caccia
e caddi dal mio cavallo;

La regina delle Fate stava passando,
e mi prese a vivere con lei
bella è la terra delle fate
per coloro che vi dimorano
ma quando scadono i sette anni
si paga un tributo all’Inferno.

Nella notte della vigilia d’Ognissanti,
cavalcherà il popolo delle Fate
e se vuoi conquistare l’amore
devi attendere alla croce.””Come riconoscerti, Tam Lin, – lei disse-
come trovare il mio vero amore
in mezzo a tanti cavalieri
fantastici e senza simili?” (10)

“Lascia passare il cavallo nero,
poi lascia passare il morello,
corri al destriero biancolatte
e trascina in terra il cavaliere.

Nella destra avrò un guanto, Vanna,
e la sinistra sarà nuda,
questi sono i segni che ti do
e non temere non mancherò.

La prima schiera che passa
di “no” e lasciala andare
la seconda schiera che passa
lasciala andare per la sua strada
ma la terza schiera che passa
allora io sarò tra loro.

Allora ferma il mio cavallo bianco-latte
e tirami giù veloce,
getta il tuo mantello verde su di me
e nascondimi alla vista.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
in una vipera e un serpente, (11)
ma tienimi stretto, non temere,
sono il padre del tuo bambino.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma tienimi stretto, non temere,
per godere del tuo bel corpo.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
diventerò un nudo cavaliere
coprimi con il tuo manto verde
e nascondimi alla vista.”

Prima mettimi in una tinozza di latte (12)
poi in una d’acqua
e tienimi stretto tra le braccia
sono il padre del tuo bambino

La bella Vanna col manto verde
un po’ alzato sulle ginocchia
va in cerca della croce
più veloce che può

La prima schiera che le passa vicino
dice “no” e la lascia andare
la seconda schiera che passa
la lascia andare per la sua strada
ma la terza schiera che le passa vicino,
allora egli sarà tra di loro.

Corre lesta verso il cavallo biancolatte
e trascina a terra il cavaliere
getta il suo mantello verde su di lui
e lo nasconde alla vista.

Lo mutarono nel suo abbraccio (11)
in una vipera e un serpente,
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
era il padre del suo bambino.

Lo mutarono nel suo abbraccio
in un rospo pieno di macchie
ma ella lo tenne stretto tra le braccia
per godere del suo bel corpo

Lo mutarono nel suo abbraccio
in un nudo cavaliere
lei lo coprì con il tuo manto verde
e lo nascose alla vista.

Lo mise in una tinozza di latte (12)
poi in una tinozza di acqua
e lo tenne stretto tra le braccia
egli era il padre del suo bambino

Parlò allora la Regina delle Fate
da un cespuglio di erica assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
si e’ preso un amante nobilissimo.”

Parlò ancora la Regina delle Fate
da un cespuglio spinoso assai fitto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
ha preso il mio amore. (13)

Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che una dama ti avrebbe liberato
ti avrei strappato i begli occhi grigi
e messo al posto due occhi di legno.

Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che alla fine saresti ritornato a casa
ti avrei strappato il tuo cuore di carne
e messo al posto un cuore di pietra”

NOTE
8) prendere per la mano bianca come il giglio: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
9) lungo giro di parole per sapere se Tam Lin appartenesse al mondo degli uomini
10) il corteo delle fate è descritto in termini di ammirazione.
11) gli animali in cui viene trasformato l’elfo hanno una connotazione negativa e stregonesca sia il serpente che il rospo sono considerati nel Medioevo animali magici da utilizzare nelle pozioni e per gli incantesimi (soprattutto quelli d’amore o di malocchio). Questi animali sono evidenti riferimenti al culto della dea madre soprattutto per i loro poteri di “trasformazione” e di fecondità.
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12) sempre senza citare il pozzo e la sua acqua questa strofa però lo richiama con quel “stand” che ho tradotto come tinozza (o vasca) e che comunque doveva essere un contenitore abbastanza grande da poter contenere un uomo. Un po’ elaborata come procedura (trascinare delle grosse tinozze piene di liquido per un bosco!) ma in alcune versioni più estese (e ancora più diffusamente nella versione fiabesca della storia) sappiamo che l’elfo oltre a subire delle trasformazioni in animali diventa alla fine una barra incandescente (o anche spada fiammeggiante), così bruciante da sfidare la capacità di sopportazione del dolore da parte della coraggiosa Janet. (così lo “stand” potrebbe essere un semplice, anche se più prosaico, secchio).
049
Come atto finale Janet deve gettare la barra nel pozzo sacro, dal quale riemergerà Tam Lin completamente nudo (e rinato). Alcune interpretazioni vogliono vedere una sorta di antica condivisione rituale del mistero della nascita: la fanciulla viene iniziata alla conoscenza sessuale a Beltane e successivamente al parto.
In effetti durante la sua prova iniziatica lei è non solo incinta, ma prossima a partorire!
E’ curioso come le versioni delle ballate non menzionino il pozzo (contrariamente a quelle della fiaba). Comunque c’è una leggenda nella località in cui si è svolta la storia che vuole vedere due o tre anelli nel bosco di Carterhaugh dove non cresce più l’erba e che stanno a indicare la posizione dei contenitori posti dalla nobildonna. A mio avviso una allusione al cerchio delle fate ovvero ai funghetti che crescono nei prati e nel sottobosco delimitando un cerchio
13) la fata attribuisce alla bellezza del giovane il motivo del suo rapimento, tuttavia Tam Lin non era uno schiavo ai voleri della fata, che gli aveva lasciato il suo cuore umano.

TERZA VERSIONE
margaretQuesto testo è stato raccolto nel 1956 dal ricercatore scozzese Hamish Henderson quando incontrò persone nelle Highlands che cantavano questa ballata perché credevano ancora nell’esistenza di fate ed elfi.
In questa versione non ci sono aggiunte significative, ma tutte le strofe acquistano il loro significato compiuto alla luce delle considerazioni già analizzate in precedenza. E’ evidente che si tratta di una versione molto ridotta, rispetto alle settecentesche, che sottolinea gli aspetti più magici.
Margaret è intenta a ricamare (tipica occupazione femminile medievale anche tra le nobildonne ), ma vede i boschi diventare sempre più verdi (she saw those merry green woods growing green), ecco il richiamo sessuale che si risveglia con il risveglio della natura e l’arrivo della primavera; per la donna il richiamo è irresistibile ma solo dopo aver colto le rose delle fate compare l’elfo e l’incontro amoroso sembra alludere ai riti della fertilità che si svolgevano a Maggio per la festa di Beltan.
L’elfo è al comando della regina delle fate rapito molto tempo prima e messo a guardia di un pozzo fatato. Solo ad Halloween, la notte che segna il passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, notte in cui umani e spiriti si incontrano, Margaret riuscirà a resistere agli incantesimi della regina e a liberare l’elfo, perché lui è il padre del bambino che lei porta in grembo e solo il coraggio di lei e il suo amore potranno vincere la magia delle fate.

Lady Margaret, Lady Margaret
Been sewing at a seam,
She looked East, she looked West
And she saw those merry
green woods growing green,
She saw those merry green woods.For she kilted up her petticoats
It’s up to them she ran;
And when she came to those
merry green woods
She pulled those branches down, my dear,
She pulled those branches down.

For it’s there she spied a gentleman
Coming through the wood to her side.
‘O it’s who gave you oh leave my dear
To pull those branches down, my dear,
It’s who gave you oh leave?’

For it’s onst I could pull those trees,
those trees,
It’s onst I could pull those trees.
It’s onst I could pull those trees,
those trees,
All without the leave of you, my dear,
All without the leave of you.

For he catched her by the middle small
He gently laid her down (8);
‘It’s since you’ve got your will of me
Come tell to me your name, kind sir,
Come tell to me your name.’

‘For tomorrow it is new Halloween,
And the quality’s going to ride;
you’ll pass them by at the old millbridge
as they go riding by, my dear,
as they go riding by.’For the first will be is a white-milk steed
And it’s then there’ll be a black;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.

‘For the next will be
Is into a snake so large;
You’ll hold his head, you’ll fear no ill
He’s the father of your child, my dear,
He’s the father of your child.

‘For the next will be
Is into a naked man;
You’ll throw your mantle all around
And cry, you’re won, my dear, you’re won,
You’re the father of my child.’

TRADUZIONE ITALIANO di Giordano Dall’Armellina

Lady Margaret era intenta a cucire guardò a est guardò a ovest e vide quei bei boschi verdi diventare più verdi e vide quei bei boschi verdi.

E allora allacciò il suo corpetto e corse verso di loro e quando arrivò a quei bei boschi verdi strappò quei rami, mio caro strappò quei rami.

Ed è là che vide un gentiluomo che veniva per il bosco verso di lei “Chi ti ha dato il permesso, mia cara di strappare quei rami, mia cara chi ti ha dato il permesso?”

“Una volta io potevo strappare da quegli alberi una volta io potevo strappare una volta io potevo strappare da quegli alberi e tutto senza il tuo permesso, mio caro e tutto senza il tuo permesso.”

E allora lui la prese per i fianchi (8) e si stesero a terra. “Dal momento che hai disposto di me allora dimmi il tuo nome, gentile signore dimmi il tuo nome”

“Domani è il nuovo anno e le fate cavalcheranno; passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino mentre loro cavalcano, mia cara mentre loro cavalcano”

“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero, lo terrai per la testa, non dovrai avere paura è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.

Poi si trasformerà  in un grande serpente; lo terrai per la testa, non aver paura, è il padre di tuo figlio, mia cara è il padre di tuo figlio.

La successiva sarà in un uomo nudo, gli getterai intorno il tuo mantello e griderai ti ho vinto, mio caro, ti ho vinto tu sei il padre di mio figlio”.

NOTE:
8) lui la prese per i fianchi e si stesero a terra : l’accoppiamento sessuale è decisamente più esplicito rispetto al “prendere per la mano bianco latte”, ma sempre in codice
ASCOLTA Alice Castle versione live 2003. Gruppo italiano di musica celtica vedi sito e anche in questa versione live del 2007 ASCOLTA

VERSIONE DI ALICE CASTLE (melodia di Sal Russo)
Lady Margaret, Lady Margaret was sewing at a seam
she saw those marry green woods it’s up to them she ran
For it’s there she spied a gentleman coming to her side
for he catched her by the middle small he gently laid her down. (8)

“It’s since you’ve got your will of me
come out tell to me your name”
Tomorrow it’s new Halloween and the quality’s going to ride
you’ll pass them by at the old millbridge”

chorus: She was those marry green Woods it’s up to them she ran
she pulled those branches down, my dear
“Oh it’s who gave you leave, it’s who gave you leave
to pull those branches down my dear”

“At first will be white milk-steed and then there’ll be a black
one you’ll hold his head, the next will be is a snake so large
you’ll fear no ill you’ll hold his head.
And next will be is into a naked man you’ll throw your mantle all around
and cry, you’re won, my dear, and cry you’re won you’ll be the father of my child”

chorus
For it’s once I could I could pull those trees.
All without the leave of you, my dear

TRADUZIONE ITALIANO
Lady Margareth era intenta a ricamare e vide quei bei boschi verdi e corse verso di loro. Laggiù vide un gentiluomo che veniva verso di lei e la prese per i fianchi e si stesero a terra. “Poiché è stata fatta la tua volontà allora dimmi il tuo nome” Domani è il nuovo anno e le fate sfileranno in corteo passerai loro accanto al vecchio ponte del mulino”.E lei corse per quei boschi verdi e corse verso di loro strappò quei rami, mio caro “Chi ti ha dato il permesso di strappare quelle rose mia cara?”“Il primo sarà un cavallo bianco latte e poi ce ne sarà uno nero, lo terrai per la testa poi si trasformerà in un grande serpente, non aver paura, lo terrai per la testa. La successiva sarà in un uomo nudo, gli getterai intorno il tuo mantello e griderai ti ho vinto, mio caro tu sarai il padre del mio bambino”

ASCOLTA Anne Briggs in Young Tambling – 1971 con la sola melodia della voce, così come era tramandata dai traveller. Qui il testo è assemblato con una tecnica tipicamente applicata nelle lunghe ballate per memorizzarle più facilmente: l’ultima frase della strofa è ripetuta due volte.

Anne Briggs – Young Tambling

1.
Lady Margaret, Lady Margaret,was sewing at her seam
And she’s all dressed in black.
And the thought come in her head to run in the wood
to pull flowers to flower her hat, me boys,
to pull flowers to flower her hat.
2.
So she hoisted up her petticoats a bit above the knee
And so nimbly she’d run o’er the ground.
And when she come in the merry greenwood,
Well, she pulled them branches down, me boys,
Well, she pulled them branches down.
3.
Suddenly she spied a fine young man,
He’s standing by a tree.
He says, “How dare you pull them branches down
Without the leave of me, my dear,
Without the leave of me?”
4.
Well, she says, “This little wood, oh, it is me very own,
Me father gave it to me.
I can pull these branches down
Without the leave of thee, young man,
Oh, without the leave of thee.”
5.
And he took her by the milk-white hand
And by the grass-green sleeve,
He pulled her down at the foot of a bush,
And he never once asked her leave, me boys,
No, he never once asked her leave.
6.
And when it was done she twist about
To ask her true-love’s name.
But she nothing heard and she nothing saw
And all the woods grew dim, grew dim,
And all the woods grew dim.
7.
There’s four and twenty ladies all in the land
and they’re all playing at chess.
Except it was the Lady Margaret
And she’s green as any glass, me boys,
Oh, she’s green as any glass.
8.
And there’s four and twenty ladies all in the land
Grow as red as any rose.
Except it was the Lady Margaret,
She’s pale and wan, me boys,
Oh, pale and wan she goes.
9.
Up then spoke the little servant girl,
She lift her hand and smiled,
Says, “I think my lady has loved too long
And now she goes with child, me dears,
Oh, and now she goes with child.”
10.
Up then spoke the second serving girl
“Oh, ever and alas,” said she,
“But I think I know a herb in the merry greenwood,
It’ll twine thy baby from thee, madam,
It’ll twine thy baby from thee.”
11.
So Lady Margaret she got her silver comb,
Made haste to comb her hair,
And then she’s away to the merry greenwood
As fast as she can tear, me boys,
Oh, as fast as she can tear.
12.
And she hadn’t pulled in the merry greenwood
A herb but barely one
When by her stood the young Tambling,
He says, “Margaret, leave it alone,
Oh Margaret, leave it alone.”
13.
“Why d’you pull that bitter little herb,
The herb that grows so grey,
For to destroy that fine young babe
That we got in our play, my dear,
That we got in our play?”
14.
“Well, come tell me now, young Tambling,” she says,
“If an earthly man you be.”
“I’ll tell you no lies,” says young Tambling,
“I was christened as good as thee, me dear,
I was christened as good as thee.”
15.
“But as I rode a-hunting on a bitter, bitter night,
It was from my horse I fell,
And the Queen of Elfland she caught me
In yonder green hill to dwell, to dwell,
Oh, in yonder green hill to dwell.”

16.
“But tonight is Halloween, lady,
The Elven Court will ride.
And if you would your true love win,
By the mill bridge you must hide, me dear,
By the mill bridge you must hide.”
17.
“And first will run the black horse and then will run the brown,
And then race by the white.
You hold him fast and you fear him not,
For he’s the father of your child, my love,
Oh, he’s the father of your child.”
18.
“They’ll turn me all in your arms, lady,
Into many’s the beasts so wild.
But you’ll hold on fast and you fear no ill,
For it’s the father of your child, my love,
It’s the father of your child.”
19.
So Lady Margaret she got her silver comb,
She made haste to comb her hair.
Then she’s away to the old mill-bridge
As fast as she could tear, me boys,
Oh, as fast as she could tear.
20.
And about the dead hour of the night
She heard the bridles ring.
And oh, me boys, it chilled her heart
More than any earthly thing it did,
More than any earthly thing.
21.
And first run the black horse and then run the brown
And then race by the white.
Well, she hold it fast and feared it not,
For it’s the father of her child,
Oh, it’s the father of her child.
22.
The thunder rolled across the sky,
The stars blazed bright as day.
The Queen of Elven gave a thrilling cry,
“Young Tambling’s away, brave boys,
Young Tambling’s away.”
23.
And the very first thing they turned him into
Was a lion that runs so wild.
But she held him fast, she feared him not,
For he’s the father of her child, me boys,
Oh, he’s father of her child.
24.
And the very next thing they turned him into,
It was a loathsome snake.
He says, “Hold me fast and fear me not,
For I’m one of God’s own make, my love,
Oh, I’m one of God’s own make.”
25.
And again they changed him all in her arms
To a red hot bar of iron.
But she held it fast, she feared it not,
And it did to her no harm, no harm,
And it did to her no harm.
26.
And the very last thing they changed him into
Was like any naked man.
She flung her mantle over him,
She cried, “Me love I’ve won, I’ve won,”
Oh, she cried, “Me love I’ve won.”
27.
And the Queen of Elven she called from a bush,
She’s red as any blood.
“I should have tore out your eyes, Tambling,
And put in two eyes of wood, of wood,
And put in two eyes of wood.”

TRADUZIONE ITALIANO

Lady Margaret era intenta a cucire
tutta vestita di nero
e le venne il pensiero di correre nel bosco
di raccogliere i fiori e di decorare il cappello, miei cari,
di raccogliere i fiori e di decorare il cappelloE allora sollevò le sottane un po’ sopra il ginocchio
e corse più agilmente sul terreno
e quando arrivò a quei bei boschi verdi
strappò quei rami, miei cari
strappò quei rami

Ed è là che vide un gentiluomo
che stava in piedi accanto ad un albero
“Chi ti ha dato il permesso, mia cara
di strappare quei rami, mia cara
chi ti ha dato il permesso?”

Beh, dice “Questo piccolo bosco mi appartiene
mio padre me lo ha lasciato.
Io posso strappare i rami
e tutto senza il tuo permesso, mio caro
e tutto senza il tuo permesso.

E allora lui la prese per la mano bianco-latte
e per la manica verde-erba
e si stesero ai piedi di un cespuglio
e lui nemmeno una volta chiese il suo permesso, miei cari
no, nemmeno una volta chiese il suo permesso

Una volta finito lei cercò
di chiedere il nome del suo amante
ma nulla sentì e nulla vide
e tutto il bosco si offuscò
e tutto il bosco si offuscò

Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
e giocavano a scacchi
tranne Lady Margaret
e lei è verde come il vetro, miei cari
verde come il vetro.

Ci sono ventiquattro dame sedute per terra
arrossate come una rosa rossa tranne Lady Margaret
e lei è pallida e patita, miei cari
pallida e patita.

Allora parlò la servetta
lei alzò la mano e sorrise
“Credo che la mia signora abbia amato troppo
e adesso aspetta un bambino, miei cari
adesso aspetta un bambino”

Allora parlò la seconda serva
“Ahimè – disse
credo di conoscere un erba nel bosco
per perdere il bambino, signora
per perdere il bambino”

Così Lady Margaret prese il suo pettine d’argento
e si affrettò a pettinarsi i capelli,
e poi andò per il bosco
più veloce che poteva, miei cari

E lei aveva appena preso nel bosco
un erba ma proprio una
che accanto a lai stava il giovane Tambling
“Margaret, lascia stare
oh Margaret lascia stare”

“Perché cogli quella piantina amara
l’erba che cresce così grigia
per uccidere quel bel bimbo
che abbiamo fatto insieme, mia cara
che abbiamo fatto insieme

“Allora dimmi, giovane Tambling
se sei un uomo terreno”
“non ti mentirò” – dice il giovane Tambling
“Sono stato battezzato come te, mia cara
Sono stato battezzato come te”

“Ma mentre correvo per la caccia, o notte triste
caddi da cavallo
e la regina delle fate mi catturò
per farmi dimorare nella collina verde laggiù
per farmi dimorare nella collina verde laggiù”

“Stanotte è il nuovo anno, signora
e le fate cavalcheranno; e se vuoi che l’amore trionfi ti devi nascondere al ponte del Mulino, mia cara ti devi nascondere al ponte del Mulino

“Il primo sarà un cavallo nero e poi ci sarà quello marrone
e poi ce ne sarà uno bianco latte,
lo terrai per la testa, non dovrai avere paura
è il padre di tuo figlio, mia cara
è il padre di tuo figlio.

Il tuono rimbombò nel cielo
le stelle lucevano come se fosse giorno
la regina delle fate gridò forte
“Il Giovane Tambling c’è, cari,
Il Giovane Tambling c’è”

La prima trasformazione
fu in leone che corre selvaggio
ma lei lo tesse forte, senza temerlo
è il padre di suo figlio, miei cari
è il padre di suo figlio.

Poi si trasformò
in un serpente disgustoso;
“Afferrami forte e non temere
che io sono stato fatto dal volere di Dio, mio amore
io sono stato fatto dal volere di Dio.

E ancora si trasformò tra le sue braccia
in una barra di ferro incandescente
ma lei lo tenne forte, senza temerlo,
e non le ha fatto del male
e non le ha fatto del male.

E l’ultima trasformazione
fu in un uomo nudo,
lei gettò il mantello su di lui
e gridò:” Il mio amore ha vinto, mio caro,
e gridò:” Il mio amore ha vinto”

E la regina delle fate gridò da un cespuglio,
rossa come il sangue
“Avrei dovuto strapparti gli occhi, Tambling,
e metterci due pezzi di legno
e metterci due pezzi di legno”

VARIANTI

4PP_DVF_1POCKET_STRAIGHTEDGE3Sono queste combinazioni tra le varianti di Child#39 e parziali riscritture moderne.

Incomincio con l’interpretazione che mi piace di più, la trovo strepitosa, dolce e triste nello stesso tempo, un atmosfera fuori dal tempo ma così attuale. Un folk elegante!

ASCOLTA Anaïs Mitchell & Jefferson Hamer in Child Ballad 2013 sodalizio recente tra i due cantautori americani e speriamo duraturo per la fecondità creativa: cosa possono fare solo due chitarre e due voci, quella maschile appena più scura in secondo piano e quella femminile dal timbro fanciullesco, ma particolare, vibrante da superba narratrice (anche live qui)

I
Janet sits in her lonely room
Sewing a silken seam
And looking out on Carterhaugh
Among the roses green
II
And Janet sits in her lonely bower/
Sewing a silken thread
And longed to be in Carterhaugh /
Among the roses red
III
She’s let  the seam fall at her heel /
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh/
As fast as she can go
IV
She hadn’t pulled a rose, a rose
A rose, but only one
When then appeared him, young Tamlin
Says, “Lady, let alone”
V
“What makes you pull the rose, the rose?
What makes you break the tree?
What makes you come to Carterhaugh
Without the leave of me?”
VI
“But Carterhaugh is not your own
Roses there are many
I’ll come and go all as I please
And not ask leave of any”
VII
And he has took her by the hand
Took her by the sleeve
And he has laid this lady down
Among the roses green
VIII
And he has took her by the arm/
Took her by the hem
And he has laid this lady down
Among the roses red
IX
There’s four and twenty ladies fair /
Sewing at the silk
And Janet goes among them all /
Her face as pale as milk
X
And four and twenty gentlemen /
Playing at the chess /
And Janet goes among them all /
As green as any glass
XII
Then up and spoke her father
He’s spoken meek and mild
“Oh, alas, my daughter
I fear you go with child”
XIII
“And is it to a man of might
Or to a man of means
Or who among my gentlemen
Shall give the babe his name?”
XIV
“Oh, father, if I go with child
This much to you I’ll tell
There’s none among your gentlemen
That I would treat so well”
XV
“And, father, if I go with child
I must bear the blame
There’s none among   your gentlemen
Shall give the babe his name”
XIV
She’s let the seam fall at her hell
The needle to her toe
And she has gone to Carterhaugh
As fast as she could go
XV
And she is down among the weeds
Down among the thorn
When then appeared Tamlin again
Says, “Lady, pull no more”
XVI
“What makes you pull the poison rose?
What makes you break the tree?
What makes you harm the little babe
That I have got with thee?”
XVII
“Oh I will pull the rose, Tamlin
I will break the tree
But I’ll not bear the little babe
That you have got with me”
XVIII
“If he were to a gentleman
And not a wild shade
I’d rock him all  the winter’s night
And all the summer’s day”
XIX
“Then take me back into your arms
If you my love would win
And hold me tight and fear me not
I’ll be a gentleman”
XX
“But first I’ll change all in your arms
Into a wild wolf
But hold me tight and fear me not
I am your own true love”
XXI
“And then I’ll change all in your arms
Into a wild bear
But hold me tight and fear me not
I am your husband dear”
XXII
“And then I’ll change all in your arms
Into a lion bold
But hold me tight and fear me not
And you will love your child”
XXIII
At first he changed all in her arms
Into a wild wolf
She held him tight and feared him not
He was her own true love
XXIV
And then he changed all in her arms
Into a wild bear
She held him tight and feared him not
He was her husband dear
XXV
And then he changed all in her arms/
Into a lion bold
She held him tight and feared him not
The father of her child
XXVI
And then he changed all in her arms
Into a naked man
She’s wrapped him in her coat so warm
And she has brought him home

Una variante più mistica quella delle Mediaeval Baebes che si avvalgono di una struttura musicale appoggiata al solo pizzicare sul violino (lo stesso ritmo come gocce d’acqua che cadono) e di qualche effetto “creepy” ma le voci tessono tutta la bellezza della malia

ASCOLTA Mediaeval Baebes in Mirabilis (2005)

What gar’s ye pu’ the rose Janet
What gars ye break the tree
I’ll come and go by Carterhaugh
And ask me leave of thee.

He’s ta’en her by the milk white hand
And by the grass green sleeve
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave

He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave
He’s led her to the fairy ground
And spierd at her nae leave

A word I winna lie Janet
The truth to thee I’ll tell
My father was a noble knight
And loved hunting well

And on a cold and frosty day
Down from my horse I fell
The queen of fairies she caught me
In yon green hill to dwell

And at the end of seven years
We pay a tiend to hell
I am sae fair and fu’of flesh
I’m feared it be myself

This night is Hallwe’en Janet
When fairy folk moun ride
And they that would their truelove win
At miles cross they must bide

So gloomy gloomy was the night (14)
And eiry was the way
As Janet in her mantle green
To miles Cross she did gae

And then upspke the Fairy Queen
Tam Lin if I had know
I would have pulled out both your eyes
To give you eyes of stone

TRADUZIONE ITALIANO
“Perché raccogli le rose Janet Perché spezzi i rami?”
“Io vengo e vado da Carterhaugh senza chiederti il permesso!”
La prese per la mano bianca come giglio e per la manica verde-erba
e la appoggiò sulla terra delle fate senza chiederle il permesso

Non ti voglio mentire Janet ti dirò la verità
mio padre era un nobil cavaliere ed amava la caccia.
E in un giorno freddo e gelato giù da cavallo caddi
la regina delle fate mi catturò per abitare nella collina verde
ma quando scadono sette anni si paga un tributo all’inferno
sono un uomo così piacevole e forte temo che io sarò quello.

Questa è la notte dei santi(14), Janet quando le fate cavalcano
e se vuoi che il vero amore vinca devi aspettare alla croce.
Così cupa era la notte e lugubre il cammino
mentre Janet nel suo mantello verde andava in cerca della croce.
E allora la Fata Regina si volta “Se avessi saputo Tam Lin
ti avrei strappato i begli occhi grigi e messo al posto due occhi di legno.”

NOTE
14) la notte di Samain coincide con la luna nuova quindi non c’è la luna a rischiarare il cammino

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina

NB al momento non riesco a trovare la versione testuale, ho solo dei frammenti ricostruiti dalla versione più antica di Child, ma alcune strofe sono sostanzialmente diverse, e qui finalmente si parla del pozzo fatato.

ASCOLTA Tricky Pixie in Mythcreant, 2009 interessante arrangiamento di questi tre stravaganti folletti burloni e molto stilosi steampunk di Washington (US) nati nel 2006. Devo dire che io ho una particolare predilezione per il violoncello e quindi non faccio testo! Belle anche le voci (dalle timbriche molto adatte al genere) e l’interpretazione.

refrain:
I forbid ye maidens all
who let fly your lovely hair
to go down to Carterhaugh
for young Tam Lin is thereJanet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s gone to carterhaugh
just as fast as she can go

She’s come to the roses growing
wild she’s pulled a single one
when a wild young man appears
and cries ‘O, lady, let alone!

‘How dare you pull my roses out,
How dare you break my tree
How dare you run in these green woods
Without asking leave of me?’

Says Janet fair ‘this wood’s my own
My father gave it me
And I can pluck myself a rose
Without asking leave of thee.’

Bold as brass, he takes her hand
and color rises to her skin
She looks the young man in the eye
and knows him now for young Tam Lin.

Janet holds her petticoats
well above her dirty knee
and she’s gone to her father’s hall
just as fast as she can hie.

All the ladies of the court
at their play turn red as rose
except for Janet, fainting fast,
green as growing grass she goes

Out then speaks her father dear,
doting, caring, meek and mild.
‘Janet, darling daughter mine,
I fear you go with child.’

‘Father, if I be with child,
be sure myself shall bear the blame.
There’s not a knight within your hall
shall get the baby’s name.

Father, if I be with child,
‘twill prove a wondrous birth
for well I swear it’s not the get
of any mortal man on earth.’

Janet’s tied her kirtle green
When near nine months are gone
And she’s away to Carterhaugh,
To speak with young Tam Lin.

But young Tam Lin will not be found
and Janet’s in despair
to the forest floor she falls
and swift her lover catches her

Janet asks ‘Tam Lin, my love,
why is it in these woods you hide?’
‘The queen of faeries stole me hence,
alas, when I was but a child.

‘My lordly sire was a skillful man
and hunting he loved well
but I was prey for the faerie Queen
when from my horse I fell.

‘Ever since, in yon green hill,
with the Queen I’m bound to dwell
I’d never tire of living there
for Faerie does me well

‘But at the end of seven years,
the queen doth pay a tithe to hell
I am so fair and full of flesh,
I fear ‘twill be myself.’

Tonight’s the night of Halloween,
and the fairy court will ride;
And she that would her true love win
at Miles Cross must bide.”But how shall I thee ken, Tam-lin?
Or how shall I thee know?
Amang a troupe of faerie knights,
The like I never saw?”

First let pass the horses black
then let pass the brown
Run ye to the milk white steed
and pull that rider down.

‘They will change me in your arms
into a deadly adder
but hold me fast and fear me not
I am the baby’s father

‘They will change me in your arms
into a bear or lion bold
but hold me fast and fear me not
I am the father of your child

‘At last they’ll change me in your arms
into a naked knight.
Then cast your mantle over me
and keep me out of sight.’

Gloomy, gloomy, was the night,
And eery was the way,
As Janet in her mantle green
To Miles Cross did hie.

The heavens dressed in baleful black
and all was silent as the grave,
But Janet waited in the dark
Her own true love to save.

Betwixt the hour of twelve and one,
the north wind blew and tore and rent
she heard the elfin bridles ring
upon the wind where e’er it went

Janet stood, with mind unmoved,
The gloomy heath upon,
And louder, louder rang the bells,
As the fairy court came riding on.

And first rode by the night black steeds
and then went by the brown;
then up she ran to the charger pale
and pulled her lover down.

They changed him in her arms to all
the beasts and flames and hateful things,
but she did all that her lover bade
and young Tam Lin she won.

Up then spoke the Faery Queen
An angry queen was she.
‘Woe betide the wretch who’s ta’en
the best knight of Our company.

‘Had I but known, Tam-Lin, she said
What defeat this night I’d see
I’d’ve stolen both thine eyes
and changed thee fast into a tree.

‘Had I but known, Tam-lin, she said
before we left this night to roam,
I’d’ve et thy heart of flesh
and left thee with a heart of stone!’

Janet tied her kirtle green
above her knee and not below
and she’s off to Carterhaugh
as fast as love can go.

TRADUZIONE ITALIANO

ritornello
Attente voi tutte fanciulle che lasciate sciolti i vostri bei capelli di andare a Carterhaug che dal giovane Tam Lin è abitato!

Giovanna con la veste verde che scopre le gambe un po’ al bosco di Carterhaug corre più svelta che può.

Venne alle rose che crescevano e colse una rosa ed ecco, un giovane appare e grida: “Donna, lascia stare!”

Come osi cogliere le mie rose, come osi spezzare i miei rami. Come osi correre nel bosco senza chiedermi il permesso?”

Giovanna risponde” Questo bosco mi appartiene, mio padre me lo diede e posso cogliere una rosa senza chiederti il permesso”

Scuro come l’ottone lui le prende la mano e il colore arrossa la pelle di lei ella guarda il giovanotto negli occhi e ora sa che lui è il giovane Tam Lin.

Giovanna con la veste verde
che scopre le gambe di un po’
a casa dai suoi genitori corre più svelta che può.

Tutte le dame della corte giocano tra loro arrossate come rose, ma non Giovanna che subito sviene verde come l’erba che cresce

Il padre le parla, la voce bassa,
vecchio, amorevole, mite e dolce
” Giovanna mia cara figlia,
credo che tu aspetti un figlio.”

“Padre se aspetto un bambino
io sola e soltanto so come,
nessuno dei tuoi cavalieri
può dare al bimbo il suo nome.

Padre se aspetto un bambino si mostrerà come una nascita meravigliosa perché ti giuro che non è il risultato di un uomo mortale sulla terra.”

Giovanna indossò il suo verde mantello quando era prossima al nono mese e andò a Carterhaug a parlare con il giovane Tam Lin.

Giovanna chiede “Tam Lin, amor mio perché ti nascondi in questi boschi?” “La Fata Regina mi prese, ahimè, quando ero ancora bambino”

Il mio nobile padre era un uomo esperto e a caccia amava andare,
ma io fui la preda della Fata Regina quando caddi da cavallo”

“Da allora in quella verde collina laggiù con la Regina devo abitare
non mi stanco mai di viverci perché le Fate mi trattano bene

Ma alla fine dei sette anni la regina deve pagare all’inferno un balzello,
un uomo piacevole e forte: temo che io sarò quello.

Questa è la notte dei Santi e la corte fatata cavalcherà,
e se vuoi che il vero amore trionfi all’incrocio devi aspettare.

Ma come ti riconoscerò, Tam Lin? Come potrò riconoscerti?
Tra la schiera dei cavalieri fatati che non ho mai visto?”

“Tu lascia passare i cavalli che han pelo nero o poi quelli marrone,
corri verso quello bianco e tira giù chi è sull’arcione.

Allora sarò trasformato tra le tue braccia in una vipera mortale
ma stringimi senza temere, pensa che sono il padre del tuo bambino.

Allora sarò trasformato tra le tue braccia in orso o leone ferino
ma stringimi senza temere, son padre del tuo bambino.

Infine sarò trasformato tra le tue braccia in un cavaliere spogliato
avvolgimi nel tuo mantello e tienimi bene celato.”

Così cupa era la notte e lugubre il cammino mentre Janet nel suo mantello verde andava in cerca della croce.

I cieli vestiti in un funereo velo e tutto era silenzioso come un cimitero, ma Giovanna attese nell’oscurità per salvare il suo amante.

Tra la mezzanotte e l’una il vento del nord soffiò e strappò e se ne andò.
Lei sentì tintinnare le briglie delle fate tra il vento che se n’era andato

Giovanna stette, con la mente fissa, nella fosca brughiera e più forte suonarono le campane mentre la corte fatata a cavallo arrivava

E prima passò il cavallo nero e poi quello marrone poi lei corse verso quello chiaro e tirò giù il suo amante.

Lo trasformarono tra le sue braccia in ogni cosa, le bestie e le fiamme e cose paurose, ma lei fece tutto ciò che era in suo potere e vinse il giovane Tam Lin

Forte allora parlò la Fata Regina e arrabbiata come può esserlo una regina. “Dolore sulla testa di chi a preso il miglior cavaliere della nostra schiera”

Ma se avessi saputo, Tam Lin, che sconfitta questa notte avrei visto
ti avrei strappato entrambi gli occhi e messo al posto due legni.

Ma se avessi saputo, Tam Lin, prima che questa notte finisse
ti avrei strappato il tuo cuore di carne e messo al posto un cuore di pietra”

Giovanna con la veste verde che scopre le gambe un po’ via dal bosco di Carterhaug corre più svelta che può.

GLASGOW REEL

E’ un brano strumentale chiamato anche Tam Lin, decisamente veloce e ossessivo: c’è chi ipotizza (con Sir Walter Scott in testa) che la storia di Tam Lin si sviluppasse in modo monocorde come ballata cantata dalla sola voce e si concludesse con la danza strumentale. Superpopolare per la sua vivacità che ogni violinista prima o poi impara a suonare, nonché pezzo immancabile nell’irish dance, rielaborato in tutte le salse

ASCOLTA Rising Gaael (sublime) un giovane gruppo del Wisconsin (US) nato nel 2004
ASCOLTA Fiddler Green (in una versione rock)
VIDEO

FONTI E APPROFONDIMENTO
Giordano Dell’Armellina:  “Ballate Europee da Boccaccio a Bob Dylan”.

http://tam-lin.org/intro.html

http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-39-tam-lin.aspx
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/meft/meft33.htm
http://celticanamcara.blogspot.it/2010/03/aos-si-kings-and-queens-of-fairies.html
http://www.howarddavidjohnson.com/fairies.htm
http://faeryfolklorist.blogspot.it/2011/06/tam-lin-carterhaugh.html
http://thesession.org/tunes/248