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HO RO, NUT BROWN MAIDEN

Canto d’amore in gaelico scozzese conosciuto come “Ho ro, mo nigh’n donn bhoidheach” in tutte le Highlands della Scozia, diffuso anche in molte regioni di Cape Breton – Nuova Scozia (Canada) (vedi prima parte)

L’uomo assicura il suo eterno amore ad una giovane donzella. Il giovanotto, che vive nelle Terre Basse scozzesi, promette alla sua bella di ritornare nelle Highlands per sposarla e portarla via. A volte la donna si chiama Mary oppure Peggy. Egli ne magnifica la bellezza e le qualità morali secondo dei canoni abbastanza convenzionali.
La versione in inglese è stata pubblicata dall’editore George Thomson nel ‘Collection of Original Scottish Airs,’ (1802)che commissionò il compositore viennese F. J. Haydn per un arrangiamento classico di circa 200 melodie tradizionali scozzesi, così come fece versificare in inglese i testi in gaelico scozzese.

ASCOLTA
Alex Campbell

ASCOLTA Bob Lynch


CHORUS
Ho ro my nut-brown maiden,
Hi ri my nut-brown maiden,
Ho ro, ro, maiden!
Oh she’s the maid for me.
I
Her eyes so mildly beaming,
Her look so frank and free,
In waking and in dreaming
Is evermore with me.
II
O Mary, mild-eyed Mary,
By land, or on the sea,
Though time and tide may vary,
My heart beats true to thee.
III
In Glasgow or Dunedin
Were maidens fair to see;
But ne’er a Lowland maiden
Could lure mine eyes from thee.
IV
And when with blossom laden,
Bright summer comes again,
I’ll fetch my nut-brown maiden
Down frae the bonnie glen.

tradotto da Cattia Salto
CORO
Salve mia fanciulla
dai capelli nocciola

salve fanciulla
lei è la donna fatta per me
I
I suoi occhi così dolci e radiosi
il suo aspetto così schietto e tranquillo, da sveglio o in sogno
è per sempre sempre con me
II
O Mary dagli occhi dolci
per terra o per mare
anche se tempo e maree possono variare il mio cuore batte solo per te
III
A Glasdow o Dunedin c’erano belle fanciulle da vedere; ma mai una donna delle Terre Basse potrebbe distogliermi da te
IV
E quando carica di fiori
l’estate luminosa arriva di nuovo
andrò a prendere la fanciulla dai capelli nocciola, giù nella bella valle.

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Nut_Brown_Maiden.htm
http://ingeb.org/songs/bluebell.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=903

THE LEA RIG (The Meadow-ridge)

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

The lea-rig (in inglese The Meadow-ridge) è una canzone tradizionale scozzese riscritta da Robert Burns nel 1792 con il titolo di “I’ll Meet Thee On The Lea Rig”.
Il termine Rigs si traduce in italiano con una desueta parola “porche”, una tecnica colturale che prevede la lavorazione del terreno in lunghe e strette strisce di terra rialzate ovvero il sistema di drenaggio tradizionale di un tempo: i campi si suddividevano in argini di terra rialzati, in modo che l’acqua in eccesso defluisse più in basso nei profondi solchi laterali. Queste cunette potevano arrivare fino al ginocchio  e il lavoro di semina a mano era notevolmente facilitato. Se la lavorazione del terreno era fatta con l’aratro esisteva uno strumento particolare il Mugellese che permetteva di lavorare i solchi tracciati con l’aratro  uno sì uno no, in modo da ricoprire i solchi non rilavorati e formare così porche e solchi di irrigazione. Le porche venivano poi sarchiate quando le piantine avevano raggiunto la dimensione opportuna. Si formavano con questo tipo di lavorazione i corn rigs e i lea rigs ossia le porche di grano e gli argini d’incolto dove cresceva l’erba.

LA MELODIA

Troviamo la bella melodia in molti manoscritti setteceneschi, conosciuta con vari nomi quali An Oidhche A Bha Bhainis Ann, The Caledonian Laddy, I’ll Meet Thee On The Lea-rig, The Lea Rigg, The Lea Rigges, My Ain Kind Dearie, My Ain Kind Deary O

ASCOLTA John Carnie alla chitarra  (pregievole anche la versione di Tony McManus e di Alasdair Fraser & Jody Stecher in Driven Bow 1988)

ASCOLTA Julian Lloyd Webber al violoncello

LE VERSIONI TESTUALI

rigsUn incontro “romantico” nei campi estivi declinato in molte versioni testuali con un’unica melodia (sebbene con molti diversi arrangiamenti) che ha conosciuto, come tante altre canzoni scozzesi settecentesche, una notevole fama tra i musicisti del romanticismo tedesco e nei salotti bene  d’Inghilterra, Francia e Germania.

Il testo più antico si trova nel manoscritto di Thomas D’Urfey, “Wit and Mirth, or Pills to Purge Melancholy” 1698, di autore anonimo che inizia così:
I’ll lay(rowe) thee o’er the lea rig,
My ain kind dearie O.
Although the night were ne’er sae wat,
And I were ne’er sae weary, O,
I’ll rowe thee o’er the lea-rig,
My ain kind dearie, O;

Con il titolo “My Ain Kind Dearie O” è pubblicata successivamente nello Scots Musical Museum vol I (1787) (vedi qui) su invio di Robert Burns a James Johnson con la nota che si trattava della versione scritta originariamente dal poeta edimburghese Robert Fergusson (1750-74).
‘Will ye gang o’er the leerigg, my ain kind deary-o! And cuddle there sae kindly wi’ me, my kind deary-o!
220px-Alexander_Runciman_-_Robert_Fergusson,_1750_-_1774__Poet_-_Google_Art_ProjectRobert Fergusson morì a soli 24 anni in preda alla pazzia mentre era ricoverato nel Manicomio di Edimburgo perchè soggetto a una forte depressione esistenziale (c’è chi parla di sifilide); fece in tempo a scrivere appena un’ottantina di poesie (pubblicate tra il 1771 e il 1773) e fu il primo poeta a usate il dialetto scozzese come lingua poetica; visse per lo più una vita da bohemien, condividendo il  fermento intellettuale di Edimburgo nel periodo conosciuto come l’Illuminismo scozzese, sempre a contatto con musicisti, attori ed editori; nel 1772 aderì alla loggia ” Edinburgh Cape Club”, non proprio una loggia massonica ma un club per soli uomini per scopi conviviali (in cui si imbandivano tavolate con gustose pietanze e soprattutto grandi bevute); per Robert Burns fu ‘my elder brother in Misfortune, By far my elder brother in the muse’.

Burn riscrisse la poesia nell’ottobre del 1792 per l’editore George Thomson, affinchè fosse pubblicata nel “Selected Collection of Original Scottish Air” (in quella che sarà la versione più comunemente detta The Lea Rig) pubblicata con l’arrangiamento musicale di Joseph Haydn (il quale arrangiò anche la versione tradizionale My Ain Kind Deary); e scrisse anche una versione più bawdy pubblicata nel “The Merry Muses of Caledonia“(1799) con il titolo My Ain Kind Deary (pag 98) (testo qui)
I’ll lay thee o’er the lea rig, Lovely Mary, deary O

ASCOLTA Andy M. Stewart 1991

ASCOLTA Roddy Woomble

ASCOLTA Paul McKenna Band quanto mai romantica

e nella versione classica su arrangiamento di Joseph Haydn
ASCOLTA Jamie MacDougall & Haydn Eisenstadt Trio JHW. XXXII/5 no. 372, Hob. XXXIa no. 31ter

VERSIONE DI ROBERT BURNS
I
When o’er the hill the eastern star(1)
Tells bughtin time(2) is near, my jo,
And owsen frae the furrow’d field
Return sae dowf and weary, O,
Down by the burn, where scented birks(3)
Wi’ dew are hangin clear, my jo,
I’ll meet thee on the lea-rig,
My ain kind dearie, O.
II
At midnight hour in mirkest glen
I’d rove, and ne’er be eerie(4), O,
If thro’ that glen I gaed to thee,
My ain kind dearie, O!
Altho’ the night were ne’er sae wild(5),
And I were ne’er sae weary, O,
I’ll(6) meet thee on the lea-rig,
My ain kind dearie, O.
III
The hunter lo’es the morning sun
To rouse the mountain deer, my jo;
At noon the fisher takes the glen
Adown the burn to steer, my jo:
Gie me the hour o’ gloamin grey –
It maks my heart sae cheery, O,
To meet thee on the lea-rig,
My ain kind dearie, O.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Quando sulla collina la stella dell’est(1)
dice che l’ora (2) di mungere le pecore è vicina, mia cara
e i buoi dal campo arato
ritornano così svogliati e stanchi;
giù al ruscello dove le betulle (3)
profumate di rugiada pendono bianche, mia cara,
ti incontrerò sulla dorsale a prato
mia cara amata
II
A mezzanotte, nella valle più tenebrosa
vagavo senza mai avere paura (4)
perchè per quella valle andavo da te
mia cara amata;
anche se la notte fosse sì tempestosa (5) e io sì tanto stanco
t’incontrerò sulla dorsale a prato
mia cara amata
III
Il cacciatore ama il sole del mattino
che risveglia il cervo della montagna, mia cara;
a mezzogiorno il pescatore cerca la valle e verso ruscello si dirige, mia cara
dammi l’ora del grigio crepuscolo
che fa diventare il mio cuore così allegro, per incontrarti sulla dorsale a prato, mia cara amata

NOTE
1) è la stella del mattino
2) bughtin-time = the time of milking the ewes; il tempo della mungitura è di prima mattina (una bella descrizione qui)
3) in altre versioni “birken buds” in effetti la frase ha più senso essendo Down by the burn, where birken buds
Wi’ dew are hangin clear = giù al ruscello dove le gemme rugiadose delle betulle pendono bianche

4) scritto anche come irie
5) nella copia mandata a Thomson Robert scrisse “wet” poi corretta con wild: una notte estiva  dall’aria grave con lampi in lontananza
6) ma anche “I’d”

TRADUZIONE INGLESE (qui)

Si confronti con la versione attribuita al poeta Robert Fergusson

VERSIONE SCOZZESE DI ANONIMO  pubblicata nel SMM 1787
I
‘Will ye gang o’er the leerigg(1),
my ain kind deary-o!
And cuddle there sae kindly
wi’ me, my kind deary-o!
At thornie dike(2), and birken tree,
we’ll daff(3), and ne’er be weary-o;
They’ll scug(4) ill een(5) frae you and me,
mine ain kind deary o!’
II
Nae herds, wi’ kent(6) or colly(7) there,
shall ever come to fear ye, O!
But lav’rocks(8), whistling in the air,
shall woo, like me, their deary, O!
While others herd their lambs and ewes,
and toil for warld’s gear(9), my jo(10),
Upon the lee my pleasure grows,
wi’ you, my kind deary, O!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Verrai sulla dorsale a prato (1)
mia cara amata
per stare abbracciati là con tenerezza
con me, mia cara amata.
Accanto alla siepe (2) e alla betulla
saremo felici (3) e non ci stancheremo mai;
ci schermeranno (4)dagli sguardi malevoli (5)
mia cara amata
II
Nessun gregge con bastone da pastore o cani lì,
mai verrà a spaventarti
ma le allodole (8) che cantano nel cielo
e corteggiano come me , il loro amore.
Mentre gli altri conducono gli agnelli e le pecore
e si affaticano per le ricchezze (9) terrene mia cara (10),
nei campi cresce il mio divertimento
con te, mia cara amata

NOTE
1) lea rigg = grassy ridge
2) thornie-dike= a thorn-fenced dike along the stream below the ridge
3) Daff = Make merry
4) ‘Scug’ is to shelter or take refuge. It can also refer to crouching or stooping to avoid being seen. (come si dice in italiano “infrattarsi”)
5) Een = evil eyes
6) Kent = sheperd’s crook
7) Colly = Schottisch sheep-dog
8) Lav’rocks =larks
9) Gear = riches, goods of any kind
10) Jo = sweetheart

TRADUZIONE INGLESE della VERSIONE TRADIZIONALE
I
Will you go the over the lea rigg,
My own kind dear, O
And cuddle there so kindly
with me, my kind deary-o!
At thorn dry-stone wall and birche tree,
we will make merry, and never be weary-o;
They’ll screen unfriendly eyes from you and me,
My own kind dear, O!
II
No herds, with sheep-dogs there,
shall ever come to fear ye, O!
But larks whistling in the air,
shall woo, like me, their deary, O!
While others herd their lambs and ewes,
and toil for world’s riches, my sweetheart,
Upon the lee my pleasure grows,
with you, my kind deary, O!

LA DANZA: “My own kind deary”

La Scottish Country dance dal titolo “My own kind deary”con tanto di musica e istruzioni per la danza compare in Caledonian Country Dances di John Walsh (vol I 1735)
VIDEO la danza aggiungendo un tempo da valzer la melodia è diventata anche una danza scozzese.
Le istruzioni qui

FONTI
The Forest Minstrel, James Hogg (1810) http://www.tunearch.org/wiki/Annotation:Lea_Rig_(The) http://www.tunearch.org/wiki/Lea_Rig_(The) http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/497.htm http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-049,-page-50-my-ain-kind-deary-o.aspx http://www.electricscotland.com/burns/songs/14MyAinKindDearieO.jpg http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/my_ain_kind_dearie/ http://www.forgottenbooks.com/readbook_text/ The_Poetical_Works_of_Robert_Fergusson_With_Biographical_1000304352/187 https://thesession.org/tunes/13977 http://www.recmusic.org/lieder/get_text.html?TextId=3380 http://www.recmusic.org/lieder/get_text.html?TextId=90757
http://www.prestoclassical.co.uk/w/103940/Franz-Joseph-Haydn-The-lea-rig

SCOTS WHA HAE

(c) Glasgow Museums; Supplied by The Public Catalogue FoundationScots Wha Hae” è una canzone patriottica scozzese, scritta nel 1793 da Robert Burns su di un ipotetico discorso tenuto da Robert Bruce (Robert I re di Scozia dal 1306 al 1329) prima della battaglia di Bannockburn; è stato per anni uno degli inni non ufficiali della Scozia, al pari di “Flower of Scotland” e recentemente ha avuto una ripresa con il risorgere del sentimento indipendentista scozzese.
Oggigiorno è praticamente l’inno dello Scottish National Party.

TUTTI TATTI

Secondo la tradizione la marcia che nel 1314 guidò gli Scozzesi nella battaglia di Bannockburn era ‘Hey Tuttie Taitie’ – secondo i francesi di Château de Blois, il brano venne suonato dalle truppe scozzesi quando Giovanna d’Arco entrò nella città di Orleans il 29 aprile 1429 (conosciuto come ‘Marche des Soldats de Robert Bruce‘).
Il bisticcio di parole significa “everyone toot on your horn” perchè un tempo i soldati erano soliti fare molto strepito prima della battaglia per incutere spavento nel nemico.
Nella lettera di accompagnamento indirizzata a George Thomson nel 1793 Robert Burns scrive “You know that my pretensions to musical taste, are merely a few of Nature’s instincts, untaught and untutored by Art. For this reason, many musical compositions, particularly where much of the merit lies in Counterpoint, however they may transport and ravish the ears of you Connoisseurs, affect my simple lug no otherwise than merely as melodious Din. On the other hand, by way of amends I am delighted with many little melodies which the learned Musician despises as silly and insipid. I do not know whether the old air, ‘Hey tutti tatie’, may rank among its number; but well I know that with Fraser’s Hautboy, it has often filled my eyes with tears. There is a tradition, which I have met with in many places of Scotland, that it was Robert Bruce’s March at the battle of Bannockburn. This thought, in my yesternight’s evening walk warmed me to a pitch of enthusiasm on the theme of Liberty and Independence which I threw into a kind of Scots Ode, fitted to the Air, that one might suppose to be the gallant ROYAL SCOT’S address to his heroic followers on that eventful morning.”

La melodia viene interpretata da Burns come slow air, ma Thomson la volle cambiare e chiese a Burns di modificare il testo di conseguenza. Alla fine però il tempo ha dato ragione alla prima stesura voluta dal poeta.
Il testo non ha bisogno di commenti e riflette lo spirito dei tempi in cui i troni venivano usurpati e riconquistati con le armi in pungo “per ogni nemico che cade, muore un tiranno“, ma anche un monito sulla scia della Rivoluzione francese ai soprusi dell’Ancien Régime.

ASCOLTA Dougie MacLean, credo sia una delle versioni migliori, niente di marziale o roboante, più un lamento, un anelito alla autodeterminazione di un popolo

ASCOLTADick Gaughan, quasi un parlato che non ha bisogno di esserle urlato per arrivare dritto alle coscienze,

ASCOLTAHighlanders of Canada

VERSIONE ROBERT BURNS 1793
I
Scots, wha hae wi’ Wallace bled,
Scots, wham Bruce has aften led,
Welcome to your gory bed (1),
Or to Victorie!
II
Now’s the day, and now’s the hour;
See the front o’ battle lour;
See approach proud Edward’s power(1)-Chains and Slaverie!
III
Wha will be a traitor knave?
Wha can fill a coward’s grave?
Wha sae base as be a Slave?
Let him turn and flee!
IV
Wha, for Scotland’s King and Law,
Freedom’s sword will strongly draw,
Free-man stand, or Free-man fa’,
Let him on wi’ me!
V
By Oppression’s woes and pains!
By your Sons in servile chains!
We will drain our dearest veins,
But they shall be free!
VI
Lay the proud Usurpers(3) low!
Tyrants fall in every foe!
Liberty’s in every blow!-
Let us Do or Die!
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Scozzesi che avete sparso il sangue con Wallace, Scozzesi che Bruce ha spesso guidato, benvenuti al vostro bagno di sangue (1) o alla vittoria!
II
Questo è il giorno, questa è l’ora;
guardate il fronte dello schieramento;
guardate avanzare la potenza dell’arrogante Edoardo (2)- catene e schiavitù!
III
Chi servirà un ribaldo traditore?
Chi occuperà la tomba di un vigliacco? Chi sarà tanto abbietto da essere uno schiavo? Fategli girare i tacchi e fuggire!
IV
Chi per il Re e la Legge di Scozia
brandirà forte la spada della libertà
e da uomo libero starà all’erta o da uomo libero perirà? Fate che mi segua!
V
Fra lacrime di sofferenza ed oppressione
per i vostri figli asserviti dalle catene
prosciugheremo le nostre preziose vene, ma saranno liberi!
VI
Abbattete i fieri usurpatori (3)
per ogni nemico che cade, cade un tiranno!
La libertà in ogni fendente!
O così o la morte.

Traduzione in inglese (qui)
Traduzione in francese (qui)
NOTE
1) letteralmente “letto insanguinato”, ho preferito tradurre con “bagno di sangue” per mantenere il rafforzamento della prima immagine,
2) re Edoardo II che fu sconfitto nella battaglia di Bannockburn (giugno 1314)
3) usurpatore è chiaramente un termine da giacobita, innestato sul tema dell’indipendenza e della sovranità dall’Inghilterra

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/scotswha.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/424.htm
http://www.robertburns.org/encyclopedia/ScotsWhaHae.21.shtl
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4555675.asp

THE FAIREST MAID WAS BONIE JEAN

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La  vita sentimentale di Robert Burns fu molto movimentata, era un uomo avvenente e affascinante, e i biografi si sono dilettati a rintracciare tutte le sue avventure galanti, spesso immortalate da una canzone.

La canzone “Bonny Jean” è stata dedicata a Jean McMurdo (1777-1839), la figlia di un amico di Robbie, John McMurdo di Drumlanrig, ciambellano del Duca di Queensberry.
Robert la inviò alla fanciulla appena quindicenne nel 1793 con la lettera “In the inclosed ballad, I have, I think, hit off a few outlines of your portrait. The personal charms, the purity of mind, the ingenous naivete of heart and manners, in my heroine, are, I flatter myself, a pretty just likeness of Miss McMurdo in a Cottage.
Robert Burns inviò la canzone anche a  George Thomson per la sua pubblicazione, e l’editore sostituì la melodia scelta da Burns con “Willie was a wantong wag“. Un’altra melodia utilizzata con il testo fu anche “Bonny Jean of Aberdeen” un motivo già comparso nell’Orpheus Caledonius (1725), sebbene sembra non si tratti dell’aria originariamente abbinata da Burns.

Bonny Jean la melodia con il penny whistle

UN AMORE DA FAVOLA

Il tema della canzone è bucolico, di una campagna quale idealizzato scenario di bellezza e innocenza, ma anche di una vita semplice e contemplativa. Si narra in forma di favola, della storia d’amore tra Robbie e Jean; così gli uccellini cinguettano, l’aria profuma di gigli e gli sposi vivono per sempre felici e contenti!

John William North. A field of Barley (1866)
John William North. A field of Barley (1866)

ASCOLTA Karen Matheson in “Time to Fall” 2002

I
There was a lass an she was fair at kirk an’ market tae be seen
When aw oor fairest maids were met, the flower o’ them, bonnie Jean
Aye, she wrought her country work an she sang sae joyfully
The bonniest bird upon the bush hae ne’er a lighter heart than she
II
But hawks will rob the tender joys that bless the lint white nest
Frost will blight the fairest flower, love will break the soundest rest
For she met a braw young lad, the pride o’aw his glen
And he had owsen, sheep and kye, an bonnie horses nine or ten
III
The lad took Jeanie tae the tryst, danced the lassie on the down
Lang ere witless, Jeannie wist her heart wis tint, her peace was stown
As in the bosom o’ the stream the moon dwells at dewy een
So trembling pure was tender love within the breast o’ bonnie Jean
IV
Monies a bird sang sweet o’love, flowers bloom ower the dale
An close tae her he aft did lay and whispered this, his tender tale
Oh Jeannie fair, I love thee dear an will ye gang wi me
Aye, an leave your parent’s hame, and nothing else will trouble thee
V
So what could helpless Jeannie do?
She had nae will tae say him naw
At length she blushed a sweet consent
And love was aye between them twa

VERSIONE ROBERT BURNS 1793
I
There was a lass, and she was fair,
At kirk or market to be seen;
When a’ our fairest maids were met,
The fairest maid was bonie Jean.
II
And aye she wrought her mammie’s wark,
And aye she sang sae merrilie;
The blythest bird upon the bush
Had ne’er a lighter heart than she.
III
But hawks will rob the tender joys
That bless the little lintwhite’s nest;
And frost will blight the fairest flowers,
And love will break the soundest rest.
IV
Young Robie was the brawest lad,
The flower and pride of a’ the glen;
And he had owsen, sheep, and kye,
And wanton naigies nine or ten.
V
He gaed wi’ Jeanie to the tryste,
He danc’d wi’ Jeanie on the down;
And, lang ere witless Jeanie wist,
Her heart was tint, her peace was stown!
VI
As in the bosom of the stream,
The moon-beam dwells at dewy e’en;
So trembling, pure, was tender love
Within the breast of bonie Jean.
VII
And now she works her mammie’s wark,
And aye she sighs wi’ care and pain;
Yet wist na what her ail might be,
Or what wad make her weel again.
VIII
But did na Jeanie’s heart loup light,
And didna joy blink in her e’e,
As Robie tauld a tale o’ love
Ae e’ening on the lily lea?
IX
The sun was sinking in the west,
The birds sang sweet in ilka grove;
His cheek to hers he fondly laid,
And whisper’d thus his tale o’ love:
X
“O Jeanie fair, I lo’e thee dear;
O canst thou think to fancy me,
Or wilt thou leave thy mammie’s cot,
And learn to tent the farms wi’ me?
XI
“At barn or byre thou shalt na drudge,
Or naething else to trouble thee;
But stray amang the heather-bells,
And tent the waving corn wi’ me.”
XII
Now what could artless Jeanie do?
She had nae will to say him na:
At length she blush’d a sweet consent,
And love was aye between them twa.
TRADUZIONE ITALIANO ( da qui)
I
C’era una ragazza, ed era bella;
la si vedeva in chiesa e al mercato;
quando le fanciulle più belle tutte si radunavano, la più bella era la bella Jean.
II
E sbrigava sempre le faccende della mamma,
e cantava sempre allegramente;
l’uccello più giulivo della siepe
non ebbe mai cuore più gaio.
III
Ma i falchi portan via le tenere gioie
che benedicono il nido del piccolo fanello;
e il gelo consuma i fiori più belli
e l’amore interrompe il sonno più profondo.
IV
Il giovane Robie era il ragazzo più bello,
il fiore e l’orgoglio della valle;
e aveva buoi, pecore e mucche
e cavalli sfrenati, nove o dieci.
V
Andò con Jeanie alla fiera,
ballò con Jeanie nella brughiera;
e, assai pria che l’ingenua Jeanie lo sapesse,
il cuore, l’avea perduto; la pace le era stata rubata.
VI
Come in grembo all’onda
indugia il raggio della luna nella sera rugiadosa,
così trepido, puro era il tenero amore
nel cuore della bella Jean.
VII
Ed ora sbriga le faccende della mamma,
e sospira sempre con ansiosa pena,
ma non sa quale sia il suo male,
né sa quale rimedio ci sarebbe.
VIII
E non sobbalzò il cuore a Jeanie
e non le brillarono gli occhi di gioia,
quando una sera nel campo dei gigli
le narrò Robie una storia d’amore?
IX
Il sole tramontava ad occidente,
dolcemente cantavan gli augelli nei boschetti; teneramente sulla di lei guancia posò la sua
e una storia d’amore le bisbigliò:
X
O bella Jeanie io t’amo caramente;
non credi tu di volermi bene?
Vuoi lasciar la casetta di tua madre
e venir con me a lavorare i campi?
XI
Non ti dovrai stancare nel granaio e nella stalla,
né altra cosa fastidio t’arrecherà;
ma vagherai fra l’erica
e il grano ondeggiante guarderai con me.
XII
Ed ora che potea far la semplice Jeanie?
Non avea voglia di dir di no:
alla fine, arrossendo, acconsentì dolcemente;
e sempre si amaron quei due.

AULD LANG SYNE: UN TESTO PER DUE MELODIE

A Capodanno il canto più diffuso nelle case scozzesi è Auld Lagn Syne, una canzone cantata in tutto il mondo nelle più svariate occasioni.
La canzone è accompagnata da un rituale collettivo: in cerchio ci si tiene per mano durante il primo verso. Poi le braccia vanno incrociate afferrando le mani del vicino durante l’ultimo verso (continua).

auldIl titolo è composto da tre termini in scozzese che significano old, long, since tre parole per indicare il tempo passato, e che si traducono in inglese come “the good old days“, in italiano “i bei tempi andati” (Addio bei tempi passati..). Si tratta di una vecchia canzone che Robert Burns dice di aver ascoltato da un anziano cantore, Burns dichiara inoltre che la canzone era stata tramandata solo oralmente in ambito popolare.

Ecco il carteggio tra Burns e l’editore George Thomson (1793 ): “The following song, an old song, of the olden times, and which has never been in print, nor even in manuscript until I took it down from an old man’s singing, is enough to recommend any air”
[in italiano: la canzone che segue, una vecchia canzone, dei vecchi tempi, e che non è mai stata stampata e nemmeno manoscritta finchè la presi da un vecchio cantore, è sufficiente da raccomandare ogni melodia.]

In realtà rime e melodie simili si fanno risalire al 1500: in particolare due, la ballata Auld Kyndnes Foryett -nel Bannatyne Manuscript 1568- e la ballata attribuita al poeta di corte Sir Robert Ayton (1570-1638) pubblicata nel 1711 da James Watson nella raccolta “Choice Collection of Scots Poems“; per quest’ultima alcuni versi sono gli stessi che si ritrovano nella stesura di Burns.
Should auld Acquaintance be forgot,
a
nd never thought upon,
The Flames of Love extinguished,
And freely past and gone?
I
s thy kind Heart now grown so cold
I
n that Loving Breast of thine,
That thou canst never once reflect
On Old-long-syne?
Nel 1724 Allan Ramsay ha scritto nel suo “A Collection of Songs” il brano dal titolo “Should auld acquaintance be forgot” (forse tratto dalla ballata cinquecentesca Auld Kyndnes Foryett) e la canzone venne poi pubblicata nel Vol 1 dello “Scots Musical Museum” 1787, con il titolo “Auld Lang Syne” ma i versi sono lontani anni luce da quelli di Burns!

LE MELODIE
Prima Melodia: "O Can Ye Labor Lea"
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Seconda Melodia: "For old long Gine my jo" trascritta da Playford in "Original Scotch Tunes" 1700
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Johnson pubblica “Auld Lang Syne” dalla prima versione di Burns nel Scots Musical Museum, vol 5, 1796; ma Robert Burns inviò i suoi scritti in merito a questa canzone anche all’editore George Thomson e in particolare la sua terza versione. Più tardi Thomson viene a sapere da Stephen Clarke che Johnson aveva già una copia della canzone di Burns e che la melodia era trascritta sempre da Johnson nella versione di Ramsay. Burns, così gli risponde: ‘The two songs you saw in Clarke’s are neither of them worth your attention. The words of ‘Auld lang syne are good, but the music is an old air, the rudiments of the modern tune of that name. The other tune you may hear as a common Scots country dance.’ Burns 1794.
Quindi la prima melodia che Robbie definisce “an old air” è quella pubblicata da Johnson “O Can Ye Labor Lea”, mentre la seconda melodia è “For old long Gine my jo” è quella in Playford.

L’IMPRONTA DEL GENIO

Il merito di Burns fu quello di scrivere un paio di strofe e di modificare e arrangiare le altre, se non proprio di aver riscritto il testo in modo integrale. Un frammento scritto da Robert Burns nel 1793 è conservato presso il Robert Burns Birthplace Museum (vedi)

IL MERITO DELL’EDITORE

George Thomson quando pubblicò “Auld Lang Syne” nel “Select Collection of Original Scottish Airs”, 1799 sostituì la prima melodia con quella molto più popolare nel Settecento chiamata “The Miller’s Wedding” (già in “Scots Reels”, Bremner 1759) e comunemente chiamata ‘Sir Alexander Don’s Strathspey’ perchè interpretata anche dal famoso violinista Niel Gow: una melodia da danza tipicamente scozzese la strathspey!
LA MELODIA DELL’EDITORE CON I VERSI DEL BARDO: ASCOLTA
George Thomson ripubblicò “Auld Lang Syne” nel 1817 con un nuovo arrangiamento a cura del compositore ceco Leopold Kozeluch
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Burns del resto aveva già riutilizzato la stessa melodia in due canzoni: “O can ye labour lea” (la versione ripulita è diventata “I fee’d a man at Martinmas”) e “Coming thro’ the rye.

LA LEGGENDA SU DAVID RICCIO

Ultimamente in rete (ovviamente solo nei siti italiani) sulla scia del romanzo di Jesse Blackadder “The Raven’s Heart” , 2011 si è diffusa l’attribuzione della melodia “Il valzer delle candele” a Davide Rizzo (o David Riccio come lo chiamavano in Scozia). Il giornalista e scrittore Renzo Rossotti (in “Assassinio in Scozia” da “Piemonte magico e misterioso”, Newton Compton Editori, 1994 vedi) nel suo “Assassinio in Scozia” riportata una leggenda torinese secondo cui Davide Rizzio sarebbe l’autore del Valzer delle candele, ma si tratta appunto di una leggenda. Come già evidenziato ci sono almeno tre melodie associate al brano “Auld Lang Syne” e quella più antica cinquecentesca, non è quella finale del Valzer delle Candele! Ben altre paternità possono essere più documentatamente attribuite al compositore Davide Rizzio, vedi lo studio del suo già citato omonimo continua

Due vecchi amici incontrandosi dopo molti anni di separazione, ricordano la gioventù e brindano ai tempi andati! Per l'ascolto una selezione dei migliori artisti scozzesi.

MELODIA AULD LANG SYNE seconda versione di Robert Burns 1799 (George Thomson editore)

Dougie MacLean dal Cd Tribute– 1996 Voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, sottofondo di chitarra, un delicato arrangiamento

MELODIA AULD LANG SYNE prima versione di Robert Burns in SMM vol 5 1796 (James Johnson editore)

 Jim Malcolm  dal Cd Acquaintance dedicato a Robert Burns. Voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, una spruzzata di note al piano, sottofondo con chitarra e violino. La melodia è leggermente diversa come la sequenza delle strofe I, IV, II, III, V e il tema del Valzer è ripreso nel finale suonato dalla sola chitarra

ASCOLTA Paolo Nutini: live una versione intima e raccolta sulle note di una chitarra

ASCOLTA Eddi Reader una melodia tutta alla Eddi Reader


I
Should auld acquaintance be forgot,
And never brought to mind?
Should auld acquaintance be forgot,
And days auld lang syne?
CHORUS:
For auld lang syne, my dear(1),
For days auld lang syne,
We’ll tak a cup of kindness yet,
For days auld lang syne!
II
We twa hae run about the braes(3)
And pou’d the gowans(4) fine,
But we’ve wander’d monie a weary fit(5),
Sin days auld lang syne.
III
We twa hae paidl’d in the burn
Frae morning sun till dine,
But seas between us braid(6) hae roar’d,
Sin days auld lang syne.
IV
And surely ye’ll be your pint-stowp(2)
And surely I’ll be mine,
And we’ll tak a cup o kindness(8) yet,
For days auld lang syne!
V
And there’s a hand my trusty fiere(7),
And gie’s a hand o thine,
And we’ll tak a right guid-willie waught(8),
For days auld lang syne
TRADUZIONE ITALIANO (tratta da vedi)
I
Credi davvero che i vecchi amici
si debbano dimenticare e mai ricordare?
Credi davvero che i giorni trascorsi insieme
si debbano dimenticare?
Ritornello:
Perchè i giorni sono ormai trascorsi,
amico mio, perchè i giorni sono andati,
faremo un brindisi per ricordare con affetto
i giorni ormai trascorsi!
II
Noi due abbiamo corso per le colline
e strappato margherite selvatiche
ma ora siamo lontani l’uno dall’altro
perchè i giorni sono ormai trascorsi
III
Noi due abbiamo navigato nel fiume
da mattina a sera
ma ora vasti oceani si frappongono tra noi,
perchè i giorni sono ormai trascorsi
IV
Tu puoi pagare il tuo boccale di birra
e io pagherò il mio,
faremo un brindisi per ricordare con affetto
i giorni ormai trascorsi
V
Perciò prendi la mia mano, amico mio fidato,
e dammi la tua
faremo un brindisi pieno d’affetto insieme,
in ricordo di quei giorni trascorsi

NOTE
1) nella seconda versione di Burns era “jo” (=amico)
2) stowp= vessel, boccale
3) braes= hills, colline
4) gowans= daisies, margherite
5) monie a weary fit= many a weary foot, molti passi stanchi
6) braid= ampio, vasto
7) fiere= friend, amico
8) right guid-willie waught= “cup of kindness” good toast, friendly draught, brindisi

Questa traduzione poetica, raccolta da un programma di Raiuno da Bartolomeo Di Monaco, tratta da http://www.la-poesia.it/stranieri/inglesi/inglesi-index.htm, rende omaggio alla commovente espressività del testo scozzese! La sequenza delle strofe è quella riportata da George Thomson

VECCHI TEMPI ANDATI
  I
 Si dovrebbero dimenticare le vecchie
 amicizie e non ricordarle più?
 Si dovrebbero dimenticare le vecchie
 amicizie e i giorni lontani e passati?
 Per i vecchi tempi, amico mio,
 per i vecchi tempi
 berremo una coppa di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi.
  II
 Noi due abbiamo corso sui sereni
 pendii e raccolto bei fiori,
 ma abbiamo camminato stancamente
 molte volte da quei tempi lontani.
  V
 Abbiamo camminato a piedi nudi sulle
 rive dal sole del mattino fino alla sera,
 ma ora gli oceani hanno ruggito
 da quei vecchi giorni lontani.
  IV
 Eccoti la mano, mio fedele amico
 e tu dammi la tua
 e faremo un'abbondante bevuta
 ancora per i vecchi tempi.
  III
 E sarò per te come un sorso
 di birra, e tu lo sarai per me.
 E berremo una tazza di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi andati.
 Per i vecchi tempi, amico mio,
 per i vecchi tempi
 berremo una coppa di tenerezza,
 ancora per i vecchi tempi.
 brindisi

LA POPOLARITA’ NEL MONDO

La canzone è stata tradotta in tutto il mondo (in almeno una quarantina di lingue). La popolarità di “Auld Lang Syne” deriva molto probabilmente dal suo inserimento nel film “Waterloo bridge” (in italiano “Il ponte di Waterloo”) del 1940 diretto da Mervyn LeRoy, con Vivien Leigh e Robert Taylor con il titolo di Farewell Waltz Il film è stato il prototipo del tipico melodramma hollywoodiano con la famosa scena del valzer.

La versione Farewell Waltz è stata arrangiata da Cedric Dumont (1916-2007) compositore -autore svizzero e direttore d’orchestra e tradotta/arrangiata in italiano dagli autori Larici&Mauri nel 1943 (che riprendono il tema della scena del film con la separazione dei due amanti) come ballabile. All’epoca
Una curiosità, le melodie anglo-sassoni erano vietate dalla censura di guerra ma bastava cambiare titolo e arrangiamento ed ecco che nasce “Il valzer delle candele”!

ASCOLTA Tati Casoni IL VALZER DELLE CANDELE

I
Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te.
II
La fiamma del tuo amor
che sol per me sognai invan
è luce di candela che
già si spegne piano pian.
III
Una parola ancor
e dopo svanirà
un breve istante di
felicità.

IV
Ma come è triste il cuor
se nel pensare a te
ricorda i baci tuoi
che non son più per me.
V
Domani tu mi lascerai
e più non tornerai,
domani tutti i sogni miei
li porterai con te.
VI
La fiamma del tuo amor
che sol per me sognai invan
è luce di candela che
già si spegne piano pian.

ASCOLTA Nini Rosso alla sua mitica tromba.

La melodia infine è diventata una nuova canzone con il testo “Il Canto dell’Addio” che ben conoscono tutti coloro che sono stati scout, o hanno trascorso la loro estate nelle colonie, o presso i rifugi gestiti da sacerdoti e affini (sob!).

I
È l’ora dell’addio, fratelli,
è l’ora di partir;
e il canto si fa triste; è ver:
partire è un po’ morir.
RITORNELLO
Ma noi ci rivedremo ancor
ci rivedremo un dì
arrivederci allor, fratelli,
arrivederci sì.
II
Formiamo una catena
con le mani nelle man,
stringiamoci l’un l’altro
prima di tornar lontan.
III
Perché lasciarci e non sperar
di rivederci ancor?
Perché lasciarci e non serbar
questa speranza in cuor?

IV
Se attorno a questo fuoco qui,
l’addio ci dobbiam dar;
attorno ad un sol fuoco un dì
sapremo ritornar.
V
Iddio che tutto vede e sa
la speme di ogni cuor;
se un giorno ci ha riuniti qui,
saprà riunirci ancor.
VI
Ma non addio diciamo allor
che ancor ci rivedrem:
arrivederci allor, fratelli,
arrivederci insiem!
VII
Fratello non dolerti se
la fiamma langue già:
doman la stessa fiamma ancor
fra noi risplenderà.

FONTI
http://sarahannelawless.com/2009/12/31/happy-hogmanay/ http://www.electricscotland.com/HISTORY/articles/langsyne.htm http://www.electricscotland.com/history/articles/langsyne.htm http://www.robertburns.org/encyclopedia/AuldLangSyne.5.shtml http://www.themorgan.org/exhibitions/ online/AuldLangSyne/default.asp?id=4 http://burnsc21.glasgow.ac.uk/online-exhibitions/auld-lang-syne/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16346 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=29124 http://www.kultunderground.org/art/305 http://www.kultunderground.org/art/395 http://www.renzorossotti.it/notetorinesi.htm#menestrello http://www.eddireader.net/tracks/erALS.htm