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CAITILIN NI UALLACHAIN

Caitilín Ní Uallacháin = Katty Hualloghan è il titolo di un canto giacobita irlandese settecentesco, attribuito al maestro di scuola William Heffernan (di Lattin) e abbinato a una melodia che conobbe una grande fortuna nell’Ottocento, essendo stata associata a una poesia di Sir Samuel Ferguson, “The Lark in the clear air” .

Il canto si inserisce nel filone delle “aisling song” in cui il poeta viene abbagliato al sorgere dell’alba da una visione soprannaturale: una splendida fanciulla personificazione dell’Irlanda è in mestizia e predice un tempo in cui la terra irlandese sarà libera. Il tema conobbe una grande fioritura nel Settecento, quando i poeti irlandesi dovevano nascondere il loro nazionalismo sotto alla poesia bucolica di genere amoroso. (vedi)

UNA VECCHIA DEA

Qui però l’Irlanda non è una fanciulla ma una “povera vecchia” (the Sean-Bhean bhocht – scritto foneticamente come “the Shan Van Vocht”), la signora Katty Hualloghan -o Kathleen O’Houlihan-,  padrona di quattro campi verdi (cioè le quattro province in cui è divisa per tradizione l’Irlanda). Il nome è anche il titolo di una opera teatrale di W.B. Yeats ambientata nel 1798.

Cathleen è una dea-guardiana che appartiene alla terra, la personificazione della dea Ana (iath nAnann -la terra di Ana ) costretta all’esilio dai troppi stranieri che l’anno vilipesa e che vaga in cerca di aiuto, così è una dea decaduta, povera, invecchiata, scacciata da casa. Ma è pur sempre una dea e ancora chiede sacrifici umani, così incanta i giovani uomini e li convince a dare la vita per amor suo: la Cathleen di Yeats ringiovanisce nutrendosi del sangue degli eroi.

Caitilín Ní Uallacháin è riportato nel “Ancient Music of Ireland” di George Petrie vol II pg 8 (vedi) che così scrive
Of this song at least two versions have been already printed, and both with English metrical translations, – one by the late Mr. Edward Walsh, in his “Irish Popular Songs,” and the other by Mr. John O’Daly, in his “Poets and Poetry of Munster,” the versifications in which were made by the late James Clarence Mangan. In both these works the authorship of this song is assigned, but, as it would appear, erroneously, to one of the Irish poetic celebrities of the eighteenth century, – a blind Tipperrary poet named William O’Heffernan; for Mr. Curry has supplied me with a copy of the song which he transcribed from a manuscript now in his possession, and which was written in the year 1780 by a distinguished Clare scribe and Irish scholar, named Peter Connell, or O’Connell; and as in this MS. the name William O’Hanrahan is given as that of its author, such authority is certainly superior in weight to any that has been,m or probably could be, assigned for ascribing it to the Tipperary poet; for it can scarcely be doubted that Connell was personally acquainted with its true author.

Nella canzone il poeta spera in una sconfitta inglese in guerra con le potenze del tempo, e invoca la libertà dell’Irlanda.

LA MELODIA

Il testo fu associato a una melodia intitolata Kathleen Nowlan  scritta da Edward Bunting nelle sue notazioni, da non confondersi però con la melodia Kitty Nowlan sempre annotata da Bunting e trascritta nelle raccolte della Irish Folk Society: fu Charlotte Milligan Fox (1864-1916) a far pubblicare la vecchia melodia irlandese Kathleen Nowlan  nel volume VIII della Raccolta

Ma tutta la storia dietro la canzone viene raccontata in questo video di Eugene Dunphy

FONTI
http://www.writerscafe.org/writing/B-Medb/248036/
https://archive.org/details/petriecollection01petr
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33347

THE BANTRY GIRL’S LAMENT

Nel “Irish Songs of Wit and Humour” (1884) Alfred Percival Graves trascrive il testo preso come fonte dalla seconda edizione di H. Sparling (“Irish Ministrelsy” 1888); a sua volta Colm O’Lochlainn nella pubblicazione della sua raccolta “Irish street ballads” (1939) prende Sparling come fonte per il testo con qualche lieve modifiche. Nel libro di O’Lochlainn viene assegnata finalmente una melodia “Johnny, lovley Johnny..” trascritta da George Petrie, (vedi qui) il quale dice in merito: (collected) ” in the county of Londonderry in the summer of 1837 and is very probably a tune of Ulster origin. It was sung to an Anglo-Irish peasant ballad, of which I have preserved the following quatrain: ”
Oh Johnny dearest Johnny, what dyed your hands and cloaths? He answered him as he thought fit ‘by a bleeding at the nose.’

I versi sembrerebbero provenire da The Witham Miller perciò possiamo affermare che il testo di Bantry Girl’s Lament è stato adattato su di una melodia precedente, ossia quella classificata come Stanford-Petrie 693.  O’Lochlainn (passando alla successiva canzone della sua raccolta) scrive che “Dawning of the Day” (vedi) è una variante della melodia The Witham Miller: ora poiché la stessa melodia (“Dawning of the Day”) è stata presa da Patrick Kavanagh per la sua Ragland Road, qualche buontempone (con un sillogismo opinabile), ha incominciato a scrivere che il testo di Bantry girl’s lament è stato preso (e riarrangiato da un autore anonimo) da una poesia dello stesso Kavanagh..

Nelle versioni testuali si è fatto un grande mescolone e frainteso o travisato molte parole per lo più originariamente in gaelico: io mi sono fatta un'idea che la chiave di lettura sia basata sui doppi sensi, con quel pizzico di irish humour piuttosto caustico, non per altro viene raccolta da Graven in una collana intitolata "Irish Songs of Wit and Humour"; per riassumere la storia della canzone si tratta del lamento di una ragazza di Bantry perchè il suo amore è partito come soldato per combattere il Re di Spagna.
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

DOV’E’ BANTRY?

In Irlanda ci sono due località con il nome di Bantry ed entrambe si contendono la palma della provenienza. La città di Bantry si trova nella contea di Cork nella punta sud dell’Irlanda, all’estremità della famosa Bantry Bay, perchè proprio lì doveva sbarcare la flotta francese nel 1796, per accorrere in appoggio agli United Irishmen che stavano preparando la Ribellione, flotta che fu dispersa invece da una violenta tempesta. L’altra Bantry si trova nella contea di Wexford, e si tratta di una Baronia, la più estesa delle 10 (verso il confine ovest) baronie che costituiscono la contea di Wexford. Il sistema di suddivisione territoriale delle baronie,  viene nientemeno che dalle suddivisioni dell’isola in unità territoriali secondo le famiglie gaeliche . Così ad avvalorare tale ipotesi la parola in gaelico nella IV strofa diventa Moneyhore ( Muine Hór, Hore’s Shubbery ) nella parrocchia civile di Rossdroit , Baronia di Bantry. “That fine ballad ‘The Bantry Girls’ Lament’ calls to mind the celebrated Fair of Moneyhore. The passing of a century has brought to an end these old village fairs and lent to them a romantic glow which will linger on in popular memory long after the dates of the gatherings and locations of the [fair] greens are forgotten”  (citato da Enniscorthy: History and Heritage” (1998), Micheál Tóibín)

QUALE GUERRA?

Dopo la vittoria del Boyne (1690) in cui l’Inghilterra segnò un punto fermo sul dominio dell’Irlanda, vennero approvate le Penal Laws che penalizzavano i cattolici, impedendo loro l’accesso a posizioni di potere negli affari pubblici e finanche diritti di proprietà sulla propria terra. Così molti furono i giovani irlandesi cattolici che cercarono la fortuna negli eserciti europei (che fossero possibilmente in lotta contro l’Inghilterra!): si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia, soldati che vennero chiamati Wild geese (in italiano le Oche selvatiche). Nel secolo successivo proprio allo scoccare del secolo una legge definita Act of Union, abolì il Parlamento Irlandese e Inghilterra e Irlanda divennero un’unica nazione, ovviamente la discriminazione verso i Cattolici era sempre la stessa anche se attutita da alcune “liberalità” o riforme prima fra tutte il Chattolic Emancipation Act del 1829; ora sebbene le Penal Laws proibissero l’arruolamento dei cattolici nell’esercito, il divieto venne tolto nel 1799, l’Inghilterra aveva bisogno di carne da cannone e anche quella irlandese poteva andare bene. Non dimentichiamoci che gli ufficiali erano sempre quelli della gentry protestante e un soldato cattolico poteva tutt’al più diventare sergente. E’ stato stimato che nel 1830 il 42% di tutti i soldati dell’esercito britannico fossero irlandesi. L’Irlanda divenne sede di importanti reggimenti che, astutamente, venivano mandati a combattere lontano per l’impero britannico perchè quando restavano a casa avevano la tendenza a “simpatizzare” per i ribelli. Tra i reggimenti irlandesi quello che prestò servizio nella guerra napoleonica in Spagna (detta dagli inglesi Peninsular War, 1808 – 1814), fu il “Royal Regiment of Ireland”
“Fondato nel 1684 dall’Earl di Granard come Royal Regiment of Ireland  questo reggimento combatté durante la successione spagnola, la Rivoluzione Americana e la guerra in Crimea. Con la riorganizzazione del 1881 fu rinominato Royal Irish Regiment e spedito alternativamente in India e Sud Africa. Reclutava tra Kilkenny, Waterford e Wexford”. (tratto da qui)
La guerra era un atto di agressione della Francia napoleonica contro la Spagna alleata con l’Inghilterra, ma nel secolo precedente le due nazioni erano ancora acerrime nemiche che si combattevano per il predominio coloniale nelle Indie Occidentali (come venivano chiamate le Americhe). La guerra proclamata nel 1739 (e conclusa nel 1742) si svolse per lo più con conflitti navali dall’altra parte del globo, mentre appena un trentennio prima Inghilterra, Austria, Ducato di Savoia e i rimasugli in terra germanica del Sacro Romano Impero (ovvero i Paesi Bassi) avevano combattuto contro la Spagna o meglio la corona di Castiglia per questioni di successione al trono: alla morte di Carlo II di Spagna il volere testamentario lasciava il trono al Duca Filippo d’Angiò nipote dell’allora re di Francia che salì al trono con il nome di Filippo V, ma i legami di sangue anche se diluiti imparentavano il defunto re con quasi la metà delle dinastie regnanti, ben intenzionate a prendersi l’eredità! La guerra di successione spagnola fu combattuta nella sua prima fase prevalentemente nelle Lowlands (terre definite anche se più impropriamente Olanda) e in Germania. La guerra però divampò un po’ su tutti i fronti e in terra di Spagna venne combattuta solo a Almenara e Villaviciosa (1710). Il trattato di pace fu firmato nel 1713.

Stando così le cose e supponendo che il nostro Johnny fosse di fede cattolica, poteva essersi arruolato solo nel Royal Regiment of Ireland per combattere nelle Peninsular Wars (avvalorando così l’ipotesi che la Bantry della canzone sia la Baronia di Bantry nel Wexford). Oppure era un irlandese di fede protestante e quindi avrebbe potuto anche essersi arruolato verso il 1710 per andare a detronizzare il re di Spagna (ma allora Bantry si dovrebbe trovare nell’Ulster, provincia da cui sembra peraltro provenga la melodia).

Insomma dopo aver analizzato un paio di dati, se ne esce con una grande confusione (dovuta principalmente al fatto che ogni anello della catena orale non riproduceva fedelmente il testo appreso, ma ben volentieri lo modificava a seconda della contingenza storica senza preoccuparsi delle “incongruenze”) e questo mi fa pensare che la canzone in realtà sia una canzone di protesta ma anche di ribellione camuffata: così “the dirty King of Spain” è il governo inglese con le sue forze dell’ordine (fossero Peelers o Barnies poco importa)

GUIDA ALL’ASCOLTO

Le più recenti interpretazioni traboccano di voci femminili, ecco le due che preferisco

ASCOLTA Frances Black, Mary Black, Joannie Madden in due compilation “Song of the Irish Whistle” (1999) e in “This Love Will Carry” (2006)

ASCOLTA Eleanor Shanley & Eddi Reader 2002 (testo qui)

e trovo molto particolare anche la versione dei Dubliners
ASCOLTA The Dubliners

Ho cercato di riassumere in un testo “comparato” le principali variazioni (peraltro non sostanziali) della storia, partendo dalla prima trascrizione conosciuta risalente al 1884

VERSIONE TESTO GRAVES

(in “Songs of Irish Wit and Humour” 1884) con tra parentesi le varianti, per i commenti vedere nelle note
I
Oh, Who will plough the field (now) or who will sell (sow) the corn?
Oh, Who will wash (watch, mind) the sheep (now) an’ have ‘em nicely (neatly) shorn(1)?
The stack (stag) that’s on the haggard(2), unthra[e]shed (untouched) it may remain
Since Johnny (lovely Johnny) went a-thra[e]shing (to fight) the dirty King of Spain(3)
II
The girls from the bawnog[u]e (bánóg)(4) in sorrow may retire
And the piper and his bellows(5) may go home and blow the fire
For (since) Johnny, lovely Johnny is (went) sailing o’er the main
Along with other patriarchs (patriots) (6) to fight the King o’ Spain
III
The boys will surely(sorely) miss him when moneyhore(7) comes round
And they’ll weep(grieve, fight) that their bo[u]ld (brave) captain is nowhere to be found
the Peelers (Barnies) (8) must stand idle, against their will and grain
Since the valiant(gallant) boy who gave(gives) them work now peels(9) the King o’ Spain
IV
At wakes and hurling matches your like(s) we’ll never(seldom) see
Till you come back again to us astore gra-geal-machree(10)
And won’t you t[h]rounce (thrash, trouble) the buckeens (11) that show us much (such, great) disdain(distant)
Beca[u]se our eyes are not so blacj(bright) as those you’ll meet in Spain
V
If cruel fate will not allow (permit) our Johnny to return
His heavy (awful ) loss we Bantry girls will never cease to mourn
We’ll resign ourselves to our sad lot and live (die) in grief and pain
Since Johnny died for Ireland’s pride(12) in the foreign (sunny) land of Spain

NOTE
1) trovato anche come “keep them from all harm” (in italiano preservare dalmale)
2) haggard: a threshing yard ossia l’aia di una fattoria
3) con un giro di parole il re spagnolo è paragonato ad un caprone puzzolente che gli irlandesi andranno a “pestare” (come il grano maturo quando viene trebbiato) per bene! Dovrebbe trattarsi di Carlo IV di Spagna il quale però abdicò in favore del figlio nel 1808, ma poco dopo riebbe la corona dalle mani di Napoleone il 5 maggio anche se prontamente la restituì subito a Napoleone, il quale la diede al fratello Giuseppe Bonaparte. Il popolo spagnolo non sapeva cosa farsene della costituzione francese, se di fatto erano governati dalla Francia. Paradossalmente l’insurrezione che scoppiò il 6 giugno fu sobillata dai nobili e dal clero spagnolo che temevano di perdere i loro privilegi e brigarono affinchè le masse li aiutassero a restaurare la loro autorità!

Goya-fucilazione
4) Ba/no/g: parola in gaelico irlandese che si traduce con “green patch of ground” = small enclosed space, courtyard; trovato scritto anche come  Boyne;
5) Lo strumento che oggi è conosciuto con il nome di uilleann pipes (traducibile grossolanamente come unione di tubi o canne), ovvero la cornamusa irlandese compare solo alla fine del XVII secolo ed è a due ance e a tre bordoni (il terzo si aggiunge nel XVIII sec) con il caratteristico mantice laterale per insufflare l’aria nella sacca sonora. Si potrebbe rintracciare il suo modello nella “musette de cour” francese o nella Northumbrian small-pipe del Borders inglese. Tuttavia la cornamusa irlandese è uno strumento ben più complesso per via dei “regulators” introdotti verso la metà del XVIII sec e diventati tre nel corso del XIX sec. I regulators sono quei tubi “strani” che poggiano sulla coscia del piper, sui quali sono disposte delle chiavi: il musicista riesce a produrre l’accompagnamento ricco di armoniche ma anche ritmico proprio e premendoci sopra il polso!
6) con patriarchs qui si intende i veterani, i vecchi, quasi una parola evocativa e ancestrale, ma  diventa spesso il più nazionalistico “patriota
7) anche mun-a-hoor, ovvero la trascrizione in inglese di una parola in gaelico Mí an Fhomair “month of the harvest” diventata “money more”  ovvero Moneyhore nella parrocchia civile di Rossdroit , Baronia di Bantry
8) the Peelers: qui le ipotesi si sprecano; prima di tutto il significato letterale della parola: nell’antica lavorazione dei chicchi di grano, potrebbe corrispondere al nominativo dato a coloro che si occupano della trebbiatura (vedi), un duro lavoro che si svolgeva nell’aia per separare i chicchi di grano dalla pula mediante la battitura un tempo appunto eseguita manualmente con delle corregge e poi sostituita da una macchina infernale detta trebbiatrice. Infatti nella prima strofa si parla proprio dei covoni che nessuno trebbierà perché gli uomini sono partiti per la guerra; è tanto forse basterebbe.

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Però “Peelers” è anche il soprannome dato alla polizia o meglio alle forze speciali di polizia istituite da Sir Robert Peel con il Peace Preservation Act del 1814 (il primo passo nel riordino delle forze dell’ordine pubblico). Si distinguevano pertanto dai “barnies” ovvero dalla polizia delle Baronie (baronial police) alle quali era stata demandata fino ad allora la gestione dell’ordine pubblico (le prime forze stabili di polizia furono istituite nel 1787 assegnando una ventina di uomini per ogni baronia, una sorta di suddivisione catastale delle Contee. E’ con l’Irish Constabulary Act del 1822 che ha però inizio l’Irish Constabulary. “L’atto istituiva una forza in ogni baronato, con un conestabile capo e ispettori generali, sotto il controllo dell’amministrazione civile del Castello di Dublino. La polizia fronteggiò anche l’irrequietezza tra i poveri dell’Irlanda rurale, che si manifestò in organizzazioni come i Ribbonmen, che attaccarono i proprietari terrieri e le loro proprietà. La nuova forza di polizia dimostrò la sua efficienza contro il separatismo irlandese, sedando la rivolta della Giovane Irlanda nel 1848. A questo seguì un periodo di calma relativa. Comunque la Fratellanza Repubblicana Irlandese, fondata nel 1858, progettò una rivolta armata contro il dominio britannico. Ciò si tramutò in azione diretta con la Rivolta Feniana (1867), segnata da attacchi alle stazioni di polizia più isolate. Anche questa ribellione venne sedata abbastanza facilmente, in quanto la polizia aveva infiltrato i feniani con spie e informatori. La lealtà della forza di polizia durante la rivolta venne ricompensata dalla Regina Vittoria che concesse l’uso del prefisso “reale” e il diritto di usare le insegne dell’Illustrissimo Ordine di San Patrizio. .. La maggioranza dei gradi inferiori nelle aree rurali appartenevano alla stessa classe sociale, religione e retroterra generale dei loro vicini. Attraverso l’applicazione di decine di migliaia di sfratti nell’Irlanda rurale e le molestie verso i capi della Land league, il RIC si era attratto il diffuso disprezzo da parte della popolazione cattolica irlandese durante il XIX secolo.” (tratto da Wikipedia qui) In Italia tra i tanti termini gergali per poliziotto si usa dire (o perlomeno si usava negli anni 70 in Piemonte) “pula“, che guarda caso è proprio la parte di scarto che riveste il chicco di grano!!
9) to peel potrebbe stare per to pillage
10) a stóirín (Mo storeen) óg mo chroí: nella trascrizione di Sparling (seconda edizione 1888) con il libro di Graves come fonte si trascrive il verso in gaelico come a-stóir grádh geal mo-chroídhe; Asto/iri/n o/g mo chroi: little young treasure of my heart ; quasi una frase fatta che viene spesso utilizzata come intercalare nelle canzoni irlandesi più sentimentali
11) buckeens = a poor but aspiring young man of the lower Anglo-Irish gentry. Eddi Reader dice “won’t you trod the buckeens” = non seguirai le orme della gentry
12) “freedom’s sake” o “Ireland’s pride” come viene più comunemente cantato; Johnny combatte nell’esercito britannico al fianco di un popolo (quello spagnolo) che si sta ribellando ai francesi conquistatori, per ottenere l’indipendenza, per la prima volta nella storia europea venne utilizzata la guerriglia contro le truppe napoleoniche.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Chi arerà il campo ora, e chi seminerà (venderà) il grano? Chi laverà le pecore e le terrà ben tosate (
oppure chi baderà alle pecore e le terrà al sicuro)? Il covone che è nell’aia, resterà da trebbiare poichè Johnny è andato a combattere lo sporco re di Spagna. Le ragazze dell’aia possono (solo) ritrarsi nel dolore, il pipaiolo (pifferaio, zampognaro) e il suo mantice possono solo andare a casa a soffiare sul fuoco poichè Johnny, l’amato Johnny è andato per mare insieme con gli altri patrioti a combattere contro il re di Spagna. I ragazzi sentiranno la sua mancanza quando verrà il tempo del raccolto (oppure il tempo di andare alla fiera di Moneyhore) per lamentarsi che il loro capitano coraggioso non si trova, i trebbiatori (i poliziotti) staranno inoperosi contro la loro volontà e inclinazione poichè il ragazzo coraggioso che dava loro lavoro, ora “sbuccia” il re di Spagna. Alle veglie e alle partite di hurling preferite non ti rivedremo più finchè non ritornerai da noi, amore del mio cuore, e non percuoterai la gentry che ci mostra un tale disprezzo (che ci tiene a distanza) perchè i nostri occhi non sono altrettanto neri come quelli che incontrerai in Spagna. Se il destino crudele non permetterà al nostro Johnny di ritornare, la sua dura perdita, noi ragazze di Bantry, non finiremo mai di piangere; ci rassegneremo alla nostra sorte triste di vivere (morire) in pena e sofferenza poichè Johnny è morto per l’orgoglio dell’Irlanda nella terra straniera (assolata) di Spagna.

La prima registrazione però è stata probabilmente quella di Delia Murphy e si trova su YouTube: estroso personaggio, moglie di un ambasciatore, definita”Ireland’s first lady of folk“, Delia ha portato la musica irlandese a Londra, Roma, Canberra, Bonn, Ottawa e Washington negli anni 1920-1960. Il moto di cantare è decisamente d’antan ma il suo valore è storico! (continua)
ASCOLTA Delia Murphy 1941. Le tracce sono state ristampate recentemente dalla famiglia in un CD dal titolo “If I were a Blackbird” (2013) (qui) Il testo è identico alla versione andata in stampa in quegli anni del libro di Lochlainn (la prima edizione è del 1938)

I
Oh, Who will plough the field or who will sell the corn?
Oh, Who will wash the sheep an’ have ‘em nicely shorn?
The stack that’s in the haggard, unthrashed it may remain
Since Johnny went a-thrashing the dirty King of Spain
II
The girls from the bawnogue(2) in sorrow may retire
And the piper and his bellows may go home and blow the fire
For Johnny, lovely Johnny is sailing o’er the main
Along with other patriarchs to fight the King o’ Spain
III
The boys will surely miss him when Moneyhore(7) comes round
And they’ll grieve that their bould captain is nowhere to be found
the Peelers(8) must stand idle, against their will and grain
for the valiant boy who gave them work now peels the King o’ Spain
V
If cruel fate will not permit our Johnny to return
His heavy loss we Bantry girls will never cease to mourn
We’ll resign ourselves to our sad lot and live in grief and pain
Since Johnny died for Ireland’s pride in the foreign land of Spain

Il brano è riproposto dai Clancy Brothers e pubblicata in “Tales & Tunes,” 1988, i quali  non possono fare a meno di metterci un ritornello! Per quanto abbia cercato al momento in rete non è reperibile una registrazione.

VERSIONE THE CLANCY BROTHERS

I
Who will plow the field now, and who will sow the corn
Who will wash the sheep now, and keep them neatly shorn
The stack that’s in the haggard, untouched it may remain
Since Johnny went a-thrashing all in the wars of Spain
CHORUS:
Johnny, lovely Johnny, he’s sailing o’er the main
A-long with other patriots, to fight the King of Spain
II
And the girls from the bawn-oag in sorrow may re-tire
The piper and his bellows, (may) go home and blow the fire
At fairs and hurling matches, your likes we seldom see
Till you come home a-gain to us, a-storeen oag mo cree
III
And a cruel fate will not permit our Johnny to return
His heavy loss, we Bantry girls will never cease to mourn
We re-sign ourselves to our sad lot, and die in grief and pain
Johnny died for freedom’s sake in the foreign lands of Spain

(Cattia Salto aprile 2015)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=83746
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=71328 http://mysongbook.de/msb/songs/b/bantrygi.html http://www.eddireader.net/tracks/esBGL.htm http://www.deliamurphy.com/Delia_Murphy/Delia_Murphy/Delia_Murphy.html http:[email protected]?SongID=5843 http://ontanomagico.altervista.org/piva.htm
http://www.itma.ie/digitallibrary/print-collection/claisceadal-songsheets
http://www.ouririshheritage.org/page/delia_murphy

SNOWY BREASTED PEARL

501c1a56c3261cb2a69548bbf68ca75cAnche come Pearl Of The White Breast (in gaelico Pearla na m-Brollac Baine o Péarla an Bhrollaigh Bháin) è una poesia irlandese del 18° secolo, tradotta in inglese da George Petrie nel 1855. La melodia è stata stampata in “A General Collection of the Ancient Irish Music” di Edward Bunting (1796) che l’ha accreditata a Turlough O’Carolan. “The tune was recorded (as “Pearla an Vroley Vaun”) by the Belfast Northern Star of July 15, 1792, as having been played in competition by one of ten Irish harp masters at the last great convocation of ancient Irish harpers, the Belfast Harp Festival, held that week. O’Neill (Music of Ireland: 1850 Melodies), 1903/1979; No. 511, pg. 89. Stanford/Petrie (Complete Collection), 1905; No. 623, pg. 156.”( The Fiddler’s Companion)

LA MELODIA

ASCOLTA Cáit Ní Chonchúir all’arpa

VERSIONE IN GAELICO

ASCOLTA Pádraig Mac Niocaill
ASCOLTA Joe Heaney

Tá cailín deas ‘mo chrádh le bliain agus le lá Is geallta a bheith a’m le pósadh Ach mo chreach agus mo chrádh ní dhom a bhí sí i ndán Ach an té údan nár labhair mé go fóill air Don Fhrainc nó don Spáinn dhá dtéadh mo ghrá Ó rachainn gach lá dhá féachaint Mara dhomsa a bhí tú i ndán, a phéarla an bhrollaigh bháin Mac Muire go brách ar fónamh(1).

TRADUZIONE INGLESE
A lovely girl has been tormenting me for a year and a day, and was promised to be mine in marriage; but alas and alack, she was not destined for me, but for the one over there whom I’ve not yet told of. If my love went to France or Spain I would go there every day to see her. If you were not to be mine, oh pearl of the white breast, Son of Mary, fit (1) for ever.

NOTE
1) Donal O’Sullivan in “Songs of the Irish” (Dublino, 1960, p. 46) ‘Mac Muire na ngrás Dar Saora!’ – May the Son of Mary of the graces save us! La melodia è come quella riportata da O’Sullivan

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Una bella ragazza mi ha tormentato per un anno e un giorno e le avevo promesso di diventare mia in matrimonio; ma ahimè e purtroppo lei non era destinata a me, ma per colui laggiù di cui non ho ancora detto. Se il mio amore andasse in Francia o in Spagna andrei là ogni giorno per vederla. Se tu non dovessi essere mia perla dal candido seno, possa il Figlio di Maria misericordiosa salvarci

PRIMA VERSIONE

ASCOLTA Wolfe Tones in Let the people sing 1972 che la suonano più velocemente come un valzer

ASCOLTA Landor (strofe I e III) in una versione più moderna e dal ritmo sincopato la musica è di Katharina Schwärzer e sfuma nella jig dal titolo Muiñeira de Bargaz (melodia tradizionale delle Asturie)

I
There’s a colleen fair as May For a year and for a day I have sought by every way her heart to gain There’s no art of tongue or eye Fond youths with maidens try Yet I’ve tried with ceasless sigh, yet tried in vain
CHORUS
If to France or far off Spain She crossed the watery main To see her face again the seas I’d brave But if this is Heaven’s decree That mine she may not be May the Son of Mary me in mercy save
II
Oh, thou blooming milk white dove To whom I’ve given true love Do not ever thus reprove my constancy. There are maidens would be mine With wealth in land and kine(1) If my heart would but incline to turn from thee
III
But a kiss with welcome bland And touch of thy fair hand Are all that I demand would’st thou not spurn But if not mine dear girl Oh, Snowy Breasted Pearl May I never from the fair, with life, return(2)
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’è una ragazza bella come il Maggio per un anno e un giorno ho cercato in tutti i modi di conquistare il suo cuore. Non c’è arte nel dire o nello sguardo con cui i giovani appassionati tentano le ragazze eppure ho provato con incessanti sospiri ma ho provato invano.
CORO
Se per la Francia o la lontana Spagna lei attraversasse il mare, per vedere il suo viso ancora gli oceani affronterei, ma se questo è il decreto celeste che ella non possa essere mia, che il figlio di Maria abbia misericordia di me.
II
O tu bianca colomba in fiore alla quale ho dato il vero amore così dunque non rimproverare la mia costanza ci sono fanciulle che vorrebbero essere mie in ricchezza e in povertà e tuttavia il mio cuore è incline a ritornare da te
III
Ma un bacio di benvenuto lieve e un tocco della tua bella mano sono tutto ciò che chiedo invece del disprezzo, e se altrimenti, mia cara ragazza, perla dal niveo seno, possa io dalla fiera mai ritornare vivo.

NOTE
1) la traduzione letterale è “in ricchezza di terra o vacche”
2) cosa ci sia di così pericoloso dall’andare ad una fiera da rischiare di non ritornare a casa vivo, non sono ancora riuscita a capirlo!

SECONDA VERSIONE

Stessa melodia ma testo diverso la canzone nota anche con il titolo “Oh! She Is Not Like The Rose“, venne scritta da Sir Stephen Edward De Vere (1812-1904) uomo politico e poeta della contea di Limerick.
Il tipo di donna descritto, dolce, modesta e remissiva era evidentemente il modello della perfetta moglie e madre di figli che un uomo vittoriano e vecchio stile potesse desiderare.. una donna decisamente anacronistica alla luce di tutte le battaglie femministe (all’epoca le chiamavano suffragette!!) che fervevano nella fine dell’Ottocento!

ASCOLTA John McCormack 1910 La canzone venne cantata al “Dublino Feis Ceol” del 1903 dall’allora diciannovenne e sconosciuto tenore e la sua interpretazione gli valse il primo premio nella sua categoria.

I
Oh she is not like the rose that proud in beauty glows And boasteth that she’s so wondrous fair But she’s like the violet blue, ever modest, ever true From her leafy bower perfuming the still night air Oh, she’s gentle, loving, mild, she’s artless as a child Her clustering tresses softly flowing down I’ll love thee ever more, sweet colleen Oge as-thore(1) My true love, My Snowy Breasted Pearl.
II
If I sigh, a sudden fear comes o’er her and a tear Stands quivering within her downcast eye When I smile those orbs of azure gleam forth with love and pleasure Like sudden glory bursting through a clouded sky If I claim her for my bride she trembles at my side And gently lifts her eyes with looks so tender I love the, only thee, my colleen Oge Machree My true love, my snowy breasted pearl.
III
Such was she, but oh! A change, how mournful and how strange On my loved one, my own beloved one came Paler still her cheer grew and her eyes azure hue Seemed lighted with a flame, a fatal, wasting flame Oh! We laid her in the grave, where the willows sadly wave And the hollow winds are sighing a plaintive wail I’m alone, alone, alone; so wearily I moan For my lost love, my snowy breasted pearl

NOTE
1) colleen Oge as-thore = Young girl, my treasure
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Lei non è come la rosa che fiera risplende di bellezza e si vanta di essere così mirabilmente bella, piuttosto lei è come la viola del pensiero sempre modesta, sempre sincera, dal pergolato frondoso profumando l’aria della notte immota o lei è gentile, amabile, docile è senza finzione come un bambino, le sue ciocche intrecciate con grazia cadono ti amo sempre più, dolce fanciulla, mio tesoro. Mio vero amore, mia perla dal seno niveo.
II
Se sospiro un’improvvisa paura cade su di lei e una lacrima sta fremente sul suo occhio rivolto in basso quando sorrido quelle sfere di azzurro brillano con amore e piacere come una gloria improvvisa squarcia un cielo rannuvolato se lei rivendico come mia sposa, lei trema al mio fianco e gentilmente alza gli occhi con sguardi così teneri io amo lei, la sola la mia dolce fanciulla, mio tesoro, giovane ragazza, mio amore Mio vero amore, mia perla dal seno niveo.
III
Così era lei ma oh un cambiamento qual triste e strano sulla mia amata, proprio la mia amata venne. Il pallore sulle sue guance crebbe ,i suoi occhi d’azzurro sembravano illuminarsi di fiamma, una fatale, fiamma malata. O la deponemmo nel sepolcro dove i salici tristemente mormorano e i venti cupi sospirano un lamentoso ululato sono solo, solo, solo; così spossato piango per il mio amore perduto, la mia perla dal niveo seno

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12541 http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=987 http://martindardis.com/id653.html http://www.contemplator.com/ireland/pearl.html http://www.bartleby.com/250/16.html http://spikesmusic.spike-jamie.com/irish/13/OH-SHE-IS-NOT-LIKE-THE-ROSE.pdf http://www.musicnotes.com/sheetmusic/mtdFPE.asp?ppn=MN0100008

 

CARRICKFERGUS

cathal buiAnche su questo brano sono stati versati fiumi d’inchiostro dicendo di tutto e anche l’opposto di tutto, ci sono però due punti fermi: il primo è il testo in gaelico “Do Bhí Bean Uasal” composto dal poeta irlandese Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna, (c1680-c1756). Curioso personaggio soprannominato “Builil giallo, un bardo vagabondo di cui non si ha notizia suonasse uno strumento particolare, ma sicuramente cantastorie e compositore di poesie, che si sono diffuse per tutto il paese e ancora oggi cantate.
Lo studioso Breandán Ó Buachalla ha pubblicato una raccolta nel libro “Cathal Bui: Amhráin” nel 1975. A Blacklion contea di Cavan c’è anche una piccola stele in sua memoria e si celebra il Cathal Bui Festival (mese di Giugno).
Sacerdote mancato ci sapeva fare con le parole e con le donne, era inoltre dotato di molto “irish humour” ed era ovviamente un forte bevitore, girava per il Breifne, il nome irlandese della zona che comprende Cavan, Leitrim, e a sud di Fermanagh (uno dei tanti traveller con i il suo carrozzone o anche meno).

DA THE SICK YOUNG LOVER A PETER O’TOOLE

Il brano dal titolo Do Bhí Bean Uasal (vedi) ovvero “There Was a Noblewoman” è conosciuto anche con il nome di “The Sick Young Lover” comparso in un broadside distribuito a Cork e datato 1840 e anche nella raccolta di George Petrie “Ancient Music of Ireland” 1855 con il nome di The Young Lady. Testo e melodia passati attraverso la tradizione orale si sono diffusi e modificati, senza però lasciare una traccia consistente nelle raccolte stampate nell’Ottocento.

E arriviamo alla versione conosciuta da Peter O’Toole che è stata l’origine della versione di Dominic Behan registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”, ma anche alla versione registrata da Sean o’Shea sempre negli stessi anni con il titolo Do Bhí Bean Uasal. Anche i Clancy Brothers con Tommy Makem fecero una loro versione con il titolo “Carrickfergus” nell’LP “The First Hurrah” del 1964.

E qui è doveroso aprire una parentesi sugli anni 60: in America il presidente è John F. Kennedy, un discendete di emigranti irlandesi, gli irlandesi Clancy Brothers diventano delle star; in Irlanda e Inghilterra scoppia il “Ballad boom” e si affermano i Dubliners e i Wolfe Tones. Ma a questo successo riscosso dalla musica irlandese sulla scena internazionale per gran parte contribuì il lavoro dei Ceoltóirí Chualann.

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THE CHIEFTAINS

E qui è meglio lasciar parlare Erick Falc’her-Poyroux nella traduzione di Alfredo De Pietra (tratto da vedi per la sua lettura integrale)

Fu un musicista di estrazione classica, Seán Ó Riada ad avere l’idea di riunire alcuni musicisti tradizionali con il nome di Ceoltóirí Chualann (“I musicisti di Chualann”). Nel 1959 Ó Riada, all’epoca direttore musicale dell’Abbey Theatre di Dublino, era in cerca di musicisti per eseguire un brano di Bryan MacMahon: Paddy Moloney, all’epoca ventenne, fu chiamato a partecipare al progetto, insieme al suo amico Seán Potts al tin whistle, a Sonny Brogan all’accordion ed a John Kelly al flauto. Grazie al successo ottenuto, Seán Ó Riada decide di formare, secondo le sue stesse parole, “una piccola orchestra da camera che suoni folk irlandese”, aggiungendo ai musicisti sopra citati un violinista di formazione classica, Martin Fay. Nel 1960 Ó Riada ottenne per i suoi protetti il contratto per una serie di trasmissioni radiofoniche presso Raidió Éireann, denominate Reacaireacht an Riadaigh, trasmissioni che li fecero conoscere in tutta l’Irlanda. La musica irlandese all’epoca non era di certo sufficiente a dare un sostentamento decoroso a questi musicisti, per cui tutti i membri del Ceoltóirí Chualann avevano un’altra occupazione stabile: Paddy Moloney faceva il contabile, Martin Fay l’agente di cambio e Seán Potts era impiegato alle Poste. Tutti i membri dei Chieftains rimarranno “dilettanti” fino al 1975!

Il vero esordio dei Chieftains si avrà con la proposta, fatta nel 1962 a Paddy Moloney dal suo amico Garech Browne, di registrare per la propria etichetta Claddagh Records. Venne invitato un altro amico di Paddy, il flautista Michael Tubridy, ed un vecchio fabbro della Contea di Westmeath, Dave Fallon, rispolverò per l’occasione il suo vecchio bodhrán. Paddy Moloney non era tipo da accontentarsi di una registrazione fatta alla buona da musicisti messi insieme per una sera, e così le prove per l’album durarono ben sei mesi. Il primo disco del gruppo, che nelle intenzioni sarebbe dovuta rimanere un’opera unica, vide la luce nel 1963. I dischi di musica strumentale erano molto rari agli inizi degli anni ’60, ed anche per questo motivo bisognerà attendere ben sei anni per vedere un secondo album dei Chieftains.

L’approccio di Paddy Moloney privilegiava arrangiamenti (senza alcun dubbio sotto l’influenza di Seán Ó Riada) che si posizionavano a metà strada tra due tendenze considerate sino allora incompatibili: i musicisti classici suonavano in orchestre la cui musica era ovviamente basata sulle armonizzazioni, mentre i musicisti tradizionali irlandesi suonavano in modo solistico una musica basata su ornamentazioni. I primi gruppi di musica irlandese, le Céilí Bands degli inizi del XX secolo, suonavano a loro volta praticamente sempre all’unisono. Sebbene non sapesse leggere né scrivere la musica, Paddy Moloney riuscì a creare una sintesi tra questi due mondi musicali, senza dimenticare anche una delle caratteristiche del jazz, musica i cui interpreti si esprimono solisticamente quasi sempre in sequenza: quest’ultima tendenza si accentuerà in seguito all’interno dei dischi e dei concerti dei Chieftains, e sarà ripresa più tardi da altri gruppi, come ad esempio i Clannad.

Oltre ad essere considerato rivoluzionario dalla gran parte dei musicisti tradizionali irlandesi, il primo album dei Chieftains costituì l’occasione, per la critica, di scoprire il talento dei musicisti che costituivano il gruppo. Curiosamente una delle rare voci critiche fu proprio quella di Seán Ó Riada che, nel giornale Hibernia, giudicò il disco nel complesso buono, facendo però uso di parole come “maldestro” e “sgradevole”, con un tono generalmente spocchioso. Sebbene culturalmente molto vicini, Paddy Moloney e Seán Ó Riada vissero infatti spesso lunghi periodi di incomprensione artistica.

Anche grazie a questo disco dei Chieftains, il Ceoltóirí Chualann di Seán Ó Riada ottenne nel 1964 dalla Raidió Éireann la commissione di una nuova serie di 22 trasmissioni intitolate Fleadh Cheoil an Raidió (“Il festival musicale della radio”), con chiaro riferimento al grande festival annuale dell’associazione Comhaltas Ceoltóirí Éireann, il Fleadh Cheoil na Éireann. Le competizioni organizzate in occasione delle trasmissioni fecero scoprire il talento di un giovane fiddler di 17 anni chiamato Seán Keane, che fu “arruolato” nel gruppo di Seán Ó Riada alla fine dei suoi studi di elettronica. Nel frattempo Paddy era stato nominato, nel 1968, direttore della Claddagh Records.

In questo periodo si stabilisce un confine abbastanza fluido tra il Ceoltóirí Chualann, gruppo che si esibisce essenzialmente in trasmissioni radio, ed i Chieftains, il cui numero di concerti aumenta molto lentamente, perché anche per quel che riguarda la qualità delle sale da concerto, l’esigenza di Paddy Moloney si rivela assoluta, ai limiti del maniacale. La prima apparizione televisiva dei Chieftains risale al 1965, anno in cui fu registrato un loro concerto a Belfast, concerto che venne poi diffuso dal canale britannico Ulster TV.

Anche l’album Chieftains 2 fu un successo commerciale, ed i giornali americani iniziarono ad interessarsi in modo serio ai Chieftains. Ancora una volta la sorpresa negativa venne da Seán Ó Riada, che nel marzo 1970 annunziò che poneva fine al progetto Ceoltóirí Chualann dichiarando inoltre che non vedeva alcun futuro per i Chieftains, di cui notava grossi limiti nell’ambito della produzione. Il gruppo giudicò queste critiche come dettate dalla gelosia, e incurante proseguì per la sua strada.

Alla fine del 1975 i Chieftains furono consacrati “gruppo dell’anno” dal Melody Maker, davanti a bands storiche come i Rolling Stones ed i Led Zeppelin! A questo punto una decisione doveva essere presa, e nonostante alcune reticenze, rimarcate da alcuni membri del gruppo, Paddy Moloney, Seán Potts, Michael Tubridy, Martin Fay, Peadar Mercier, Seán Keane e Derek Bell accettarono l’idea di tentare l’esperienza professionistica

Nel giro di un anno i Chieftains erano diventati delle vere e proprie star. Grazie a Jo Lustig essi avevano ottenuto non solo contatti personali e professionali con un mondo sino allora ad essi sconosciuto, quello dello show business e delle rock star, ma erano anche riusciti a raggiungere mercati finora impermeabili alla musica tradizionale. Paddy aveva comunque raggiunto il suo scopo: dare un riconoscimento internazionale alla vera musica irlandese, troppo spesso confusa con la musica country o con ballate nostalgiche dei crooners americani.

Era nel frattempo divenuto evidente che Peadar Mercier, che aveva già superato i sessanta anni, non riusciva più a reggere questi ritmi. Egli decise di ritirarsi, lasciando a Paddy il compito di trovare un altro suonatore di bodhrán: un certo Kevin Conneff era arrivato alla musica tradizionale irlandese solo tardivamente, ma era diventato un assiduo frequentatore delle sessions dublinesi, come quelle organizzate dal Tradition Club, di cui era stato uno dei membri fondatori. Conneff aveva tra l’altro contribuito al primo album di Christy Moore, Prosperous, nel 1972

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All’inizio del 1979 Seán Potts e Michael Tubridy lasciarono il gruppo e in quell’occasione il colpo di genio di Paddy fu riuscire a convincere un vecchio amico, Matt Molloy, già flautista dei Planxty e della Bothy Band, ad entrare a far parte dei Chieftains. Formata ora da sei elementi, la band non cambierà più dopo questo ingresso, ed il primo album di questa versione definitiva del gruppo, Boil the Breakfast Early, fu registrato a Dublino nell’estate del 1979.

Il nono album fu pubblicato all’inizio del 1980 e, oltre al debutto di Matt Molloy, comprendeva per la prima volta la presenza di una vera e propria canzone. Inizialmente Kevin Conneff era infatti stato reclutato solo per suonare il bodhrán, cosa che del resto aveva già fatto all’interno della band nel corso degli ultimi quattro anni. Ma le sue capacità di cantante non erano sfuggite a Paddy Moloney. Sulla base della logica dominante nell’ambito della musica tradizionale irlandese fu stabilito un limite netto tra brani strumentali da una parte e canti non accompagnati dall’altra, limitatamente ai successivi album di musica “esclusivamente” irlandese.

Paddy e Dereck si conobbero nel 1972 ma solo nel 1974 Dereck si decide a diventare il settimo elemento del gruppo scegliendo tra la sua carriera di musicista classico e l’allora “piccolo, miserevole gruppo folk“.

Carrickfergus nella versione strumentale dei Chieftains in “The Chieftains Live” 1977 quando c’era ancora l’arpa di Dereck Bell (1935-2002).

DO BHÍ BEAN UASAL

Questa versione è stata attribuita musicalmente a Seán Ó Riada (ovvero John Reidy 1931-1971) non è chiaro se si tratti solo di un arrangiamento o di una vera e propria scrittura della melodia. Di certo il testo è preso dalla poesia di Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna.

ASCOLTA Sean o’Shea in “Ò Riada Sa Gaiety” live in Dublino con i Ceoltóirí Chualann nel 1969.

VERSIONE IN GAELICO

I
Do bhí bean uasal seal dá lua liom,
‘s do chuir sí suas díomsa faraoir géar;
Do ghabhas lastuas di sna bailte móra Ach d’fhag sí ann é os comhair an tsaoil.
Dá bhfaighinnse a ceannsa faoi áirsí an
teampaill,
Do bheinnse gan amhras im ‘ábhar féin;
Ach anois táim tinn lag is gan fáil ar leigheas agam.
Is beidh mo mhuintir ag gol im’ dhéidh.

II
I wish I had you in Carrickfergus
Ní fada ón áit sin go Baile Uí Chuain(2)
Sailing over the deep blue waters
I ndiaidh mo ghrá geal is í ag ealó uaim.
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I.

III

Tá an fuacht ag teacht is an teas ag tréigint
An tart ní féidir liom féin é do chlaoi,
Is go bhfuil an leabhar orm ó Shamhain go Fébur
Is ní bheidh sí reidh liom go Féil’ Mhichíl;
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, a stóirín, now lay me down!

TRADUZIONE INGLESE

I
A lady was betrothed to me for a while/ And she refused me, oh my hundred woes/ I went to towns with her/
And she made a cuckold (or
a fool ) of   me before the world,/ If I had got that head of hers into the church,/ And if I were again  n command of myself/ But now I’ weak and sore, and there’s no getting of a  cure for me/ And my people will be weeping after me

II
I wish I had you in   Carrickfergus
not far from that place ‘Quiet Town” Sailing over the deep blue waters
my bright love from a northern sky
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I

III
The cold and the heat are going together [in me]
and I can’t quench my thirst
And if I took my oath from November to February
I wouldn’t be ready until Michaelmas
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, my little darling, now   lay me down!

NOTE
2) “baile cuain” letteralmente significa “quiet town” tradotta anche come Harbour Town

TRADUZIONE ITALIANO (in senso letterale)

I
Una Lady mi fu promessa sposa per un certo tempo,
e lei mi rifiutò, oh i miei cento affanni
andai in città con lei
e lei mi ha reso pazzo (o cornuto) di fronte a tutti
se avessi avuto lei al fianco in quella chiesa
e se fossi ancora padrone di me stesso
ma ora sono debole e malato e nessuno si prende cura di me
e la mia gente mi piangerà
II
Vorrei essere a Carrickfergus
non lontano da quella città portuale
a navigare sul vasto oceano
il mio amore che brilla nel cielo del Nord
perché il mare è profondo, amore, e non riesco restare a galla
e nemmeno ho ali per volare,
vorrei incontrare un abile barcaiolo
che possa trasportare il mio amore e me.
III
Caldo e freddo dentro di me
e non riesco a placare la mia sete
e se ho fatto il giuramento da Novembre a Febbraio
non sarà pronto che al giorno di San Michele
Sono raramente ubriaco, senza mai essere completamente sobrio
un bel vagabondo da città in città.
Vieni Molly, mia cara, e fammi distendere ora.

LA VERSIONE DEGLI ANNI 60 E SIGNIFICATO

E veniamo a ciò che resta del brano ai nostri giorni, ovvero della versione di Carrickfergus diffusa dai maggiori interpreti della musica celtica.

La dolce malinconia della melodia e la sua incerta interpretazione testuale hanno reso il brano molto popolare, alcuni ne colgono il lato romantico e lo suonano anche ai matrimoni, altri ai funerali (ad esempio quello di John F. Kennedy Jr -1999).
Di certo ha un che di magico, triste e nostalgico, l’uomo annega nell’alcool il dolore per la separazione dalla sua amata (o più probabilmente beve perché ha una particolare predilezione per l’alcool): un vasto oceano li divide (o un tratto di mare) e lui vorrebbe essere in Irlanda, a Carrickfergus: vorrebbe avere le ali o poter attraversare la distesa d’acqua a nuoto o più realisticamente trovare un barcaiolo che lo porti da lei, e finalmente potrà morire tra le sue braccia (o presso la di lei lapide) adesso che è vecchio e stanco.

Il senso generale del testo resta quindi a mio avviso abbastanza chiaro, ma se si va nel dettaglio allora nascono molte perplessità, che ho cercato di riassumere nelle note.

Carrighfergus (Music Video) versione di Loreena McKennitt e Cedric Smith  in Elemental, 1985

VERSIONE DI LOREENA MCKENNITT
I
I wish I was in Carrighfergus (1)
Only for nights in Ballygrant (2)
I would swim over the deepest ocean
Only for nights in Ballygrant.
But the sea is wide, and I can’t swim over
Neither have I wings to fly
If I could find me a handsome boatman
To ferry me over to my love and die.(3)

II
Now in Kilkenny (4), it is reported
They’ve marble stones there as black as ink,
With gold and silver I would  transport her (5)
But I’ll sing no more now, till I get a drink
I’m drunk today, but I’m seldom sober
A handsome rover from town to town
Ah, but I am sick now, my days are over
Come all you young lads and lay me down.(6)

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Vorrei essere a Carrighfergus
solo per le notti a Ballygrant
avrei nuotato nell’oceano più profondo
solo per le notti a Ballygrant.
Ma il mare è vasto e non posso rimanere a galla e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo
per traghettarmi fino al mio amore e morire.
II
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla
ma non canterò più ora, se non prendo da bere. Adesso sono ubriaco, e   raramente sono sobrio
un bel vagabondo da città in città
Ah, sono malato i miei giorni stanno finendo, venite tutti ragazzi e fatemi   distendere.

NOTE
1) Carrickfergus (dal gaelico Carraig Fhearghais, ‘Rocca di Fergus’) è una città costiera nella Contea di Antrim , Irlanda del Nord, uno dei più antichi insediamenti in Irlanda del Nord. Qui il protagonista dice di voler essere a Carrickfergus (ma evidentemente è da qualche altra parte) mentre in altre versioni troviamo I wish I had you in Carrickfergus: il significato della canzone cambia completamente.
Alcuni vogliono ambientare la storia nel Sud dell’Irlanda ed ecco che allora vedono il nome del Fergus, il fiume che attraversa Ennis contea di Clare.

2) Ballygran – Ballygrant – Ballygrand. Ci sono ameno tre interpretazioni: la prima che Ballygrant sia in Scozia sulle Isole Ebridi (l’isola di Islay), la seconda che sia il villaggio di Ballygrot (dal gaelico Baile gCrot significa “insediamento di collinette”), vicino a Helen’s Bay che si trova in pratica di fronte a Carrickfergus oltre il tratto di mare che si insinua a frastagliare la costa Nord-est dell’Irlanda (il Belfast Lough). Pare che gli abitanti del posto lo chiamino “Ballygrat” o Ballygrant” e che sia un antico insediamento e che un tempo si tenevano delle gare con le barche da Carrickfergus a Ballygrat. La terza che sia una traduzione corrotta dal gaelico “baile cuain” della versione settecentesca e quindi sia una generica località tranquilla, un piccolo paesello.

Ma tra le due frasi c’è già un incongruenza o meglio c’è bisogno di un’interpretazione, appurato che Ballygrant non sia un posto particolare di Carrickfergus per il quale il protagonista prova nostalgia per qualche collegamento specifico con la sua storia d’amore passata in gioventù, allora si tratta del posto in cui invece si trova al momento. Quindi il protagonista potrebbe essere un irlandese che si è ritrovato nelle Isole Ebridi, ma che vorrebbe ritornare a Carrickfergus dal suo vecchio amore o che è uno scozzese (che quando era giovane faceva il soldato in Irlanda) e ricorda con rimpianto la donna irlandese amata in gioventù; oppure che il protagonista si trova a Helen’s Bay dalla parte opposta dell’insenatura che lo divide da Carrickfergus. Ma qui il ragionamento fa un po’ acqua (tanto per restare in tema), però solo fino a un certo punto: se fosse infatti sano e giovane niente gli impedirebbe di andare a Carrickfergus anche a piedi, ma lui è stanco e morente e quindi nella sua fantasia o delirio guardando il mare in direzione di Carrickfergus sogna di volare verso il suo amore del passato o desidera essere traghettato da un barcaiolo per poter morire accanto a lei.

3) “and die” ci dice che il protagonista che si trova a Ballygrant (ovunque esso sia) vorrebbe andare a Carrickfergus per morire tra le braccia del suo amore di gioventù.
In altre versioni la frase è scritta come “To ferry me over my love and I” e questo a parte la sgrammaticatura vorrebbe significare che il protagonista vorrebbe essere trasportato dal barcaiolo, insieme con la sua donna, a Carrickfergus. Quindi la nostalgia si condensa sulla località in cui si presume il protagonista abbia trascorso la gioventù e che vorrebbe rivedere prima di morire.

4) e 5) io per dare un senso compiuto alla frase ho tradotto come:
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla

Sostituendo il verbo “to transport” utilizzato da Loreena con “to support” più utilizzato nelle altre versioni. Ossia: sulla pietra nera di Kilkenny (nel senso che si da in genere ad una tipologia di pietra ad esempio marmo di Carrara, quindi la pietra nera estratta a Kilkenny ma utilizzata anche a Ballygrant, ovunque esso sia) che sarà la mia pietra tombale dove ho inciso il mio epitaffio, ho scritto anche una frase di conforto per il mio amore

4) Kilkenny = Kilmeny alcuni vedono un refuso e notano che Kilmeny è la chiesa parrocchiale di Ballygrant (Isola di Islay) già località di una chiesa d’epoca medievale, anche qui c’è una cava di pietre, che era l’industria principale di Ballygrant nei secoli XVIII e XIX. Ora io mi domando: ma con tutte questi riscontri nell’Isola di Islay, (dove come minimo dovrebbe esserci la tomba del protagonista) com’è che il brano non è noto nella tradizione locale delle Isole Ebridi e invece lo è a Belfast?

6) il protagonista esorta gli amici a seppellirlo

Ho selezionata per l’ascolto anche questa versione che mi piace molto per la sua raffinata sobrietà nell’arrangiamento strumentale e l’interpretazione vocale di Jim McCann. Nella versione live aggiunge anche la strofa intermedia che è stata scritta da Dominic Behan per la sua versione registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”.

ASCOLTA The Dubliners (voce Jim McCann) in Dubliners Now 1975 dove canta la I e la III strofa
ASCOLTA live Jim McCann con tutte e tre le strofe

VERSIONE DI JIM MCCANN
I
I wish I was in Carrickfergus
Only for nights in Ballygrand(2)
I would swim over the deepest ocean
Only for nights in Ballygrand.
But the sea is wide and I cannot swim over
And neither have I the wings to fly
I wish I had a handsome boatman
To ferry me over my love and I(3)

II
My childhood days bring back sad reflections
Of happy time there spent so long ago
My boyhood friends and my own relations
Have all passed on now like the melting snow And I’ll spend my days in this endless roving
Soft is the grass and my bed is free
How to be back now in Carrickfergus
On the long road down to the sea

III
And in Kilkenny it is reported
On marble stone there as black as ink
With gold and silver I would support her (5)
But I’ll sing no more now till I get a drink
‘cause I’m drunk today and I’m seldom sober
A handsome rover from town to town
Ah but I am sick now my days are numbered
Come all me young men and lay me down

TRADUZIONE ITALIANO
I
Vorrei essere a Carrighfergus
solo per le notti a Ballygrand
vorrei nuotare sull’oceano profondo
solo per le notti a Ballygrant.
Ma il mare è vasto e non posso nuotare
e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo
per traghettare il mio amore e me.

II
La gioventù mi riporta
a tristi pensieri
di momenti felici orami trascorsi
gli amici di gioventù e le storie
sono svaniti come neve al sole
e trascorro i giorni in vagabondaggi senza fine
soffice è l’erba e il giaciglio è gratis
Essere di nuovo a Carrickfergus
sulla lunga strada verso il mare

III
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla
ma non canto più, se non prendo da bere
perché oggi sono ubriaco, e raramente sono sobrio
un bel vagabondo da città in città
Ah, sono malato i miei giorni alla fine
venite tutti ragazzi e mettetemi giù.

FONTI
Su Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna
http://www.eofeasa.ie/cathalbui/public_html/danta_CB/who_was_CB.html
http://lookingatdata.com/m/204-mac-giolla-ghunna-cathal-bui.html
http://www.munster-express.ie/opinion/views-from-the-brasscock/the-yellow-bitternan-bonnan-bui/

http://jungle-bar.blogspot.it/2009/03/carrickfergus-ballad-of-peter-otoole.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16707
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=90070