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ROLLING DOWN TO OLD MAUI (MOHEE): THE LOST PARADISE

Una whaling sea song che esprime la felicità della ciurma, provata dal clima polare, ansiosa di lasciare il mare artico per far ritorno a Maui (isole Hawaii). Si tratta di una “forebitter” song per le ore di riposo e svago dei marinai che appare trascritta in varie versioni testuali verso la metà del 1800. La varietà di versioni testuali giunte fino a noi ci testimoniano la popolarità della canzone sulle baleniere.

Le isole Hawaii incorporate negli U.S.A. solo alle soglie del 1960 sono state “scoperte” da James Cook nel 1778 e battezzate isole Sandwich dal nome di uno dei principali suoi finanziatori (John Montagu Lord di Sandwich, si proprio quello del tramezzino!)
A mezza via tra Asia e America diventarono presto un passaggio obbligato per le navi mercantili e le baleniere. Sebbene più in generale le isole della Polinesia non diventino “colonie” di fatto sono state ridotte a pedine al servizio delle potenze colonialistiche del tempo. Un reportage sull’isola ci viene da Herman Melville nel suo primo romanzo Typee (in italiano Taipi) 1846 dove in appendice mostra tutta l’illusorietà del paradiso hawaiano. (continua)

All’epoca della canzone il lavoro di baleniere era molto pericoloso e praticato da uomini duri e incuranti del pericolo, che dovevano spingersi nel Mare Artico dove il ghiaccio ricopre terra e oceano, perchè le balene erano diventate sempre più rare negli altri mari; uomini che stavano fuori per almeno quattro o cinque mesi prima di rientrare a casa e che finirono per considerare “casa” i caldi e “accoglienti” litorali delle isolette polinesiane.

La versione che conosciamo è quella riportata da Stan Hugill negli anni 70 che dice di aver imparato da Paddy Griffith intorno al 1920 e tuttavia si trovano diverse versioni testuali collezionate in varie raccolte del XX secolo. La melodia risale al XVIII secolo ed è conosciuta anche con il nome di “The Miller of Dee” (anche usata per “Lowlands, Lowlands, Low.”). Ma nelle collezioni date in stampa la canzone è stata abbinata anche ad altre melodie (Frederick P. Harlow, Gale Huntington). Gale Huntington nel suo libro “Songs the Whalemen Sang” (1970) ci dice che il testo arriva dalla trascrizione sul diario di bordo del vascello Atkins Adams (1858), mentre la melodia viene dalla raccolta “Chanteying Aboard American Ships” (1962) di Frederick P. Harlow. Harlow il quale ha trascritto la melodia dalla voce di R. W. Nye capitano del C. Goss (1947). La differente grafia con cui è scritta la parola Maui deriva dalla trascrizione così come viene pronunciata “Mo-hee”.

Secondo Hugill “…(it) is probably the work of some Bowhead whaleman who had experienced the rigors of the Kamchatka Sea and warmth of the Ship Girls’ welcome. .. This song I would place at an earlier date than the booklet (A. L. Lloyd’s LEVIATHAN recording) gives (1850). Maui was the Hawaiian island where Lahaina, the greatest ‘homeport’ of the Bowhead whalers was situated and whalemen were rolling down from the Arctic to this excellent sheltered haven as early as 1820.”

Whaling-hawaii

Louis Killen in Steady as She Goes 1977 Nelle note scrive: “Stan Hugill of Liverpool says that as early as 1820 Maui, one of the Hawaiian Islands (then the Sandwich Islands), was considered “home” by the Yankee sailors who hunted the northern grounds of the Behring Straits for right and bowhead whales. This is an off-watch song, as distinct from a working song, of whalermen longing for the women and weather of better latitudes.”

E tuttavia è stato il musicista canadese Stan Roger a rendere popolare la canzone e a farne una sorta di standard interpretativo
ASCOLTA Stan Roger in Between the Breaks… Live! 1979

ASCOLTA The Dreadnoughts in Uncle Touchy Goes To College 2011

ASCOLTA Ernesto Villarreal & TJ Hull bella la voce, notevole l’arrangiamento del violino

Una versione decisamente danzerina in stile “california” dei Gaelic Storm

ASCOLTA Todd Rundgren in Son Of Rogues Gallery ‘Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys ANTI 2013

su Spotify


I
It’s a damn tough life,
full of toil and strife,
we whalermen undergo,
And we won’t give a damn
when the gales are done
how hard the winds did blow,
For we’re homeward bound
from the Arctic grounds
with a good ship taut and free,
And we won’t give a damn
when we drink our rum
with the girls from old Maui.
CHORUS:
Rolling down to old Maui(1),
me boys,
rolling down to old Maui,
We’re homeward bound
from the Arctic grounds,

rolling down to old Maui.
II
Once more we sail
with the northerly gales
through the ice and wind and rain,
Them coconut fronds,
them tropical shores,
we soon shall see again;
Six hellish months we’ve passed away
on the cold Kamchatka sea(2),
But now we’re bound
from the Arctic grounds,
rolling down to old Maui.
III
Once more we sail
with the Northerly gales,
towards our island home(3),
Our whaling done,
our mainmast sprung,
and we ain’t got far to roam;
Our stuns’l’s bones(4) is carried away,
what care we for that sound,
A living gale is after us,
thank God we’re homeward bound.
IV
How soft the breeze
through the island trees,
now the ice is far astern,
Them native maids,
them tropical glades,
is awaiting our return;
Even now their big brown
eyes look out,
hoping some fine day to see,
Our baggy sails, running ‘fore the gales,
rolling down to old Maui.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
E ‘una fottuta vita,
piena di fatiche e lotte,
che noi cacciatori di balene subiamo
e non ci frega niente delle tempeste
e di come i venti soffino forte,
perchè siamo di ritorno
dalla terra artica
con una buona nave disciplinata e indipendente
e non ci frega di niente
quando beviamo il rum
con le ragazze della vecchia Maui.
CORO
Ci muoviamo verso la vecchia Maui,
ragazzi,

ci muoviamo verso la vecchia Maui,
siamo di ritorno dalla terra artica,
ci muoviamo verso la vecchia Maui
II
Ancora una volta si naviga
con il vento fortissimo da nord
attraverso ghiaccio e vento e pioggia,
e quelle fronde di cocco,
quelle terre tropicali,
presto vedremo di nuovo;
Sei mesi infernali abbiamo passato lontano sul freddo mare Kamchatka,(2)
ma ora siamo di ritorno
dalla terra artica,
ci muoviamo verso la vecchia Maui
III
Ancora una volta si naviga
con il vento fortissimo da nord,
in direzione della nostra isola(3),
finita la caccia alle balene
alzato il nostro albero maestro,
e non c’è da andare ancora lontano;
le vele addizionali(4) sono spazzate via,
non ci preoccupiamo per quel suono,
una tempesta infernale ci viene dietro,
ma grazie a Dio siamo di ritorno a casa!
IV
Come dolce è la brezza
tra gli alberi dell’isola,
ora il ghiaccio è lontana dalla poppa
quelle fanciulle native,
quelle radure tropicali,
attendono il nostro ritorno;
anche ora i loro grandi
occhi castani scrutano,
sperando di vedere un bel giorno,
le nostre ampie vele,
arrivare prima della tempesta,
muovendosi verso la vecchia Maui

hawaii-maidenNOTE
1) I primi sbarchi dei balenieri nelle isole Hawaii risalgono al 1819 proprio a Lahaina l’allora capitale delle Hawaii. “According to Starbuck’s History of the American Whale Fishery (1877 [1989]), whalers began working the northwest coast of N. America 1835, got up around Kamchatka to begin the bowhead fishery in 1843, and in 1848, Captain Royce of the bark Superior, out of Sag Harbor, N.Y., was the first to work a season North of the Bering Straits. Royce wrote that since they were the first to whales on those grounds, the whales were comparatively tame and easy to strike” stralciato da Mudcat (qui) Il porto di Lahaina non era l’unico nelle isole Hawaii (c’erano Hilo e Honolulu) ma era indubbiamente molto frequentato dalle baleniere americane e dal punto di vista urbanistico venne via via assumendo l’aspetto di una cittadina del New England.

Balenieri e missionari arrivarono a Lahaina all’inizio degli anni ’20 del XIX secolo, ma presto entrarono in conflitto. Poco dopo essere giunto nell’isola, dove era sbarcato nel 1823, William Richards, primo missionario protestante di Lahaina, convertì al cristianesimo il governatore di Maui, Hoapili. Grazie all’influenza di Richards, Hoapili promulgò delle leggi che punivano l’ubriachezza e i facili costumi, per cui i balenieri dovettero rivolgersi altrove per trovare alcolici e donne dopo aver trascorso mesi in mare e non gradirono affatto l’ingerenza puritana dei missionari. Nel 1826 il capitano inglese William Buckle fece scalo a Maui e scoprì che a Lahaina era stato introdotto un nuovo ‘tabù dei missionari’ contro gli uomini che correvano dietro alle gonnelle. L’equipaggio, infuriato, scese a terra per vendicarsi di Richards, a fianco del quale però si schierò un gruppo di hawaiani cristianizzati che costrinsero i balenieri ad andarsene. Nel 1827 il governatore Hoapili fece arrestare il capitano della nave John Palmer per aver fatto salire a bordo delle donne, e come rappresaglia l’equipaggio prese a cannonate la casa di Richards. Il capitano fu rilasciato, ma le leggi – e le tensioni – rimasero. Dopo la morte del governatore Hoapili le leggi contro gli alcolici e la prostituzione furono fatte rispettare con minore severità e i balenieri tornarono a frequentare Lahaina. Verso la metà del XIX secolo i due terzi dei balenieri che arrivavano alle Hawaii sbarcavano a Lahaina, che prese il posto di Honolulu come porto più importante dell’arcipelago. La caccia alle balene cominciò a dare segni di crisi intorno al 1860, in conseguenza dell’impoverimento delle ultime riserve dell’Artico, e ricevette infine il colpo di grazia dall’emergere dell’industria petrolifera. Con la scomparsa dei balenieri, Lahaina divenne una sorta di città fantasma. (tratto da qui)
2) alcuni propendono stia per indicare il mare di Bering (che nelle mappe ottocentesche era più genericamente indicato come Artic Sea) scritto su alcune mappe sempre ottocentesche come Kamchatka sea , che delimitano più strettamente la zona polare
3) l’isola è oramai diventata casa loro
4) Stuns’l  = studding sail o studsail si prunincia stuns’l, sono le vele addizionali poste lateralmente rispetto alle vele quadre che in italiano si dicono (partendo dall’alto) coltellaccino, coltellaccio e scopamare con le relative aste di sostegno (booms). Bones o è termine gergale marinaresco o è un refuso e sta per boom. Le vele addizionali sono dispiegate con il bel tempo e il vento favorevole per prendere la massima velocità. E tuttavia con il cattivo tempo vengono ammainate perchè c’è il rischio che siano strappate via. La frase vuole dire i marinai preferiscono far garrire tutte le vele anche con il rischio di danneggiarle pur di arrivare prima a Maui!

strofa aggiuntiva V (in Stan Hugill)
And now we’re anchored in the bay
with the Kanaka’s(5) all around
With chants and soft aloha ois(oes),
they greet us homeward bound;
And now ashore we’ll have some fun,
we’ll paint them beaches red(6);
Awaken in the arms of an island maid
with a big fat aching head(7).

(Traduzione italiano):
adesso siamo all’ancora alla baia
con le hawaiane(5) tutt’intorno,
con canti e dolci “aloha”
che salutano il nostro ritorno a casa;
e ora a terra ci divertiremo
tingeremo le loro spiagge di rosso(6), risvegliandoci fra le braccia di una fanciulla nativa
con un grande fottuto mal di testa(7)

5) “kanakas” — kanaka is the Hawaiian word for man, or person, or human being. Another word for man is “kane”, which is specifically male, as opposed to “wahine”, woman più in generale indica gli “Hawaiian.”
6) si riferisce al sangue delle balene, oggi l’isola di Maui è il punto di partenza da dicembre a maggio per il “whale waching” quando le megattere migrano verso le acque calde hawaiane per accoppiarsi e partorire. ” Be Aware Whale ” è il motto del Pacific Whale Foundation che ogni anno organizza la giornata mondiale delle balene per festeggiare il ritorno delle balene nell’isola. Se proprio non potete fare a meno di visitare l’isola un ottimo vademecum di Mattia Pedrani qui
7) noto effetto postumo di una colossale sbornia

APPROFONDIMENTO
Jack Tar nelle sea shanty
The Bonny Ship The Diamond

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/rollingdowntooldmaui.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/03/maui.htm http://www.jsward.com/shanty/old_maui.html http://www.8notes.com/scores/5512.asp
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=33324
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=94585

THE BARNYARDS OF DELGATY

The Barnyards o’ Delgaty è tra le più famose vecchie “bothy ballads” della Scozia: un giovane bracciante (molto probabilmente un aratore o più genericamente un cavallante) si reca al mercato di Turra per cercare lavoro, e un ricco fattore di Delgaty lo convince ad andare a lavorare per lui, in cambio di una buona paga e di un buon trattamento; in realtà il trattamento è pessimo e i cavalli sono dei ronzini.
Risalente a fine Ottocento è stata registrata solo nel 1930. Interpretata negli anni 60 dai migliori gruppi di musica irlandese come i Clancy Brothers e i Dubliners, per il suo tono allegro e “macho”  (una canzone ammiccante, con letture a doppio senso) è una canzone che spopola ancora oggi  come drinking song.

Melodia “Linton Lowrie” ‘Lilten Lowren’, ‘Linten Lowrin’.

Prima due versioni più “moderne”
ASCOLTA Gaelic Storm in Hearding Cats 1999

Old Blind Dogs live: Ian F. Benzie – voce e chitarra, Jonny Hardie – violino, Davy Cattanach – percussioni, Buzzby McMillan – basso

E poi due versioni più datate
ASCOLTA Andy Stewart nella versione più tradizionale

ASCOLTA The Dubliners (voce Luke Kelly)


I
As I came in by Turra Market
Turra Market for tae fee(1)
I met up wi’ awealthy fairmer
The Barnyards o’ Delgaty(2)
Lin-tin-addy, too-rin-addy
Lin-tin-addy, too-rin-ee
Lin-tin-lowrin-lowrin-lowrin
The Barnyards of Delgaty
II
He promised me the ae best pair (3),
that ever I laid my eyes upon,
when I got to the barnyards, there was nothin’ there but skin and bone!
III
Well, the old grey horse sat on his rump
the old white mare sat on her whine(4)
when it came to the “Whup” and crack they shouldn’t rise at yokin’ time (5).
IV
Meg McPherson maks my brose(6)
An her an me we canna gree
First a mote and syne a knot
An aye the ither jilp o’ bree
V
When I go to the kirk on Sunday
many’s the bonny lass I see
sittin’ by her father’s side
and winkin’ o’er the pews at me!
VI
And I can drink and not get drunk,
I can fight and not be slain
I can sleep with another man’s wife (7)
and still be welcome to my ayn.
VII
Now my candle(8) is burnt out
my snotter’s(9) fairly on the wane
fare the well ye Barnyards,
you’ll never catch me here again!
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Appena andai al mercato di Turra
al mercato di Turra per il lavoro (1)
incontrai un agricoltore benestante della fattoria di Delgaty (2)
Lin-Tin-Addy, Too-Rin-Addy
Lin-Tin-Addy, Too-Rin-Ee
Lin-Tin-Lowrin-Lowrin-Lowrin
La fattoria di Delgaty
II
Mi promise il miglior paio
che io avessi mai visto,
ma quando arrivai alla fattoria,
non erano altro che pelle e ossa!
III
Il vecchio cavallo grigio steso sulla groppa, la vecchia cavalla bianca stesa sul  ventre per quanto avessi potuto gridare “Hup” non si sarebbero mai alzati per metterli al giogo!
IV
Med McPherson mi fa la farinata (6),
ma non andiamo d’accordo, prima mi da un piccolo pezzo e poi un grumo
e  un altro cucchiaio di liquido
V
Quando vado in chiesa di Domenica
sono molte le belle ragazze che vedo
sedute al fianco del padre, che mi fanno l’occhiolino da sopra i banchi!
VI
Posso bere e non ubriacarmi, lottare e non essere ucciso, posso dormire con la ragazza di un altro uomo, ed essere ancora il benvenuto.
VII
Ora la mia candela (8) è bruciata
il mio stoppino è agli sgoccioli
addio Fattoria
non mi prenderai di nuovo!.

NOTE
1) il lavoro dell’aratore era stagionale e durava dai tre ai sei mesi. La fiere e i grandi mercati dove si assumevano i braccianti si svolgevano in Scozia ogni 3 mesi (i cosiddetti Old Scottish term days): Candelora (2 febbraio), Whitsunday (domenica di Pentecoste legislativamente fissato a questo scopo il 15 maggio), Lammas (1 agosto) San Martino (11 novembre).
2) la tenuta Delgaty è a nord-est di Turriff, nel Nord-Est della Scozia
3) twa best horse
4) oppure “The auld grey mare sat on her hunkers,
The auld dun horse lay in the grime”
5) oppure “For aa that I would ‘hup’ and cry,
They wouldna rise at yokin time.”
6) il brose è una farinata d’avena e acqua calda. A volte si aggiunge il latte o un pezzo di burro, ma fondamentalmente è un piatto ancora più povero del porridge (per gli scozzesi è il modo “giusto” di preparare il porridge! Ai braccianti veniva servito come colazione e anche come cena! Evidentemente Meg la servetta, non doveva avere in simpatia il protagonista perchè gli porge solo la parte più liquida del brose piuttosto che un bel cucchiaio di pappa. Oppure l’osservazione va ad aggiungersi alle lamentele che il lavorante ha da fare nei confronti del proprietario anche nei riguardi del vitto. Inevitabile pensare alla canzoncina dal titolo”Brose&Butter” di Robert Burns
7) oppure I can coort anither man’s lass,
8) la candela arrivata alla fine è un eufemismo per indicare l’impotenza della tarda età, come anche lo stoppino comsumato
9) Snotter, snodder: the burnt wick of a candle, the drip on the end of the nose (stoppino)

C’è ancora un’altra strofa di lamentele che però non è riportata nelle versioni selezionate per l’ascolto che riguarda le condizioni dei pagliericci:
Its lang Jean Scott that maks ma bed
(Tall Jean Scott makes my bed)
You can see the marks upon my shins
For she’s the coorse ill-trickit Jaud
(She’s a bad and very naughty and worthless woman)
That fills my bed wi Prickly whins
(She fills my bed with sprigs of gorse bushes)
[traduzione italiano: Jean Scott la lunga mi fa il letto, e si possono ancora vedere i segni sulla mia pelle, lei è una donna cattiva, pettegola e inutile, che riempie il mio letto con rametti di ginestra.]
Sui rametti di ginestra ho già ampiamente parlato qui

FONTI
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/about/songs/ballads/bothyballads/index.asp http://www.nefa.net/archive/songmusicdance/bothy/ http://www.nefa.net/nefajnr/archive/peopleandlife/land/bothylife.htm http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/genericcontent_tcm4554484.asp
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9515

THE BEGGARMAN’S SONG

13600Un mendicante girovago ritiene che il suo mestiere sia il migliore del mondo, perché così è libero (da ogni convenzione sociale, obblighi e consuetudini); quando ha fame chiede da mangiare, quando è stanco si siede a riposare e quando ha sonno dorme dove capita, magari in un fienile se piove. Incontrata una ragazza che gli fa notare il suo misero abbigliamento, le risponde che preferisce il suo genere di vita e che tutto il resto è superfluo.

LA MELODIA: RED HAIRED BOY

Il brano è conosciuto sotto vari titoli anche come sola versione strumentale e su thesession.org sono elencati come: An Carrowath, An Giolla Ruadh, The Auld Rigadoo, The Beggar Man, The Beggarman, Danny Pearl’s Favorite, Danny Pearl’s Favourite, Gilderoy, Guilderoy, Injun Ate A Woodchuck, The Jolly Beggar, The Jolly Beggarman, The Jolly Beggerman, The Journeyman, The Little Beggar Man, The Little Beggarman, The Little Beggerman, The Old Rigadoo, The Old Soldier With The Wooden Leg, The Red Haired Boy, The Red Haired Lad, The Red Headed Irishman, The Red-Haired Boy, The Redhaired Boy, The Rigadoo, Thy Redhaired Lad.

The Fiddler’s Companion riporta: “‘Red Haired Boy’ is the English translation of the Gaelic title “Giolla Rua” (or, Englished, “Gilderoy”), and is generally thought to commemorate a real-life rogue and bandit, however, Baring-Gould remarks that in Scotland the “Beggar” of the title is also identified with King James V. The song was quite common under the Gaelic and the alternate title “The Little Beggarman” (or “The Beggarman,” “The Beggar”) throughout the British Isles. For example, it appears in Baring-Gould’s 1895 London publication Garland of Country Song and in The Forsaken Lover’s Garland, and in the original Scots in The Scots Musical Museum. A similarly titled song, “Beggar’s Meal Poke’s,” was composed by James VI of Scotland (who in course became James the I of England), an ascription confused often with his ancestor James I, who was the reputed author of the verses of a song called “The Jolly Beggar.” The tune is printed in Bunting’s 1840 A Collection of the Ancient Music of Ireland as “An Maidrin Ruadh” (The Little Red Fox).  The melody is one of the relatively few common to fiddlers throughout Scotland and Ireland, and was transferred nearly intact to the American fiddle tradition (both North and South) where it has been a favorite of bluegrass fiddlers in recent times.”

La melodia, un’allegra hornpipe, a volte è suonata come un reel

ASCOLTA Vi Wickam (due violini)

ASCOLTA Norman Blake and Ed “Doc” Cullis: banjo e chitarra, ottimo bluegrass!!

JOHN DHU

Pur nella spensieratezza delle melodia,  c’è da riflettere che il nome del vecchio, John Dhu suona come il tipico nome riservato ai corpi non identificati negli ospedali e nelle camere mortuarie, John Doe.

La versione testuale è stata riportata da Sarah Makem (Irlanda del Nord) e resa famosa dal fratello Tommy
ASCOLTA The Clancy Brothers &Tommy Makem
ASCOLTA The High Kings

ASCOLTA Buddy Greene con l’armonica
ASCOLTA Great Big Sea in Play 1997: “Rigadoon”  (Alan Doyle, Séan McCann, Bob Hallett, Darrell Power). Un’arrangiamento in stile rap! (anche il testo in questa rilettura diventa modernissimo)

ASCOLTA
Gaelic Storm in Three2001: la canzone diventa quasi uno scioglilingua rappato tanto è veloce con l’inizio delle voci che ripetono come un mantra “I am a little beggarman” a imitare il suono del digeridoo

CHORUS
Diddly-i-diddle-i-doodle-i-do-die-dum
Diddly-doo-dah-diddly-i-diddly-i-dum
Diddly-i-diddly-i-diddly-i-dee-dum
Diddly-doo-dah-diddly-i-doo-dah-dum


I
I am a little beggarman,
a-begging I have been
For three score(1) or more
in this little isle of green
I’m known from the Liffey
down to Segue(2)
And I’m known by the name
of old Johnny Dhu.
II
Of all the trades that’s going,
I’m sure begging is the best
For when a man is tired,
he can sit down and rest,
He can beg for his dinner,
he has nothing else to do
Only cut around the corner
with his old rig-a-doo (3)
III
I slept in the barn
right down at Caurabawn(4),
A wet night came on
and I slept until the dawn,
With holes in the roof
and the rain coming through,
And the rats and the cats,
they were playing peek-a-boo.
IV
When who did I waken
but the woman of the house
With her white spotty apron
and her calico blouse
She began to frighten,
I said, “Boo Ara, don’t be afraid,
ma’am, it’s only Johnny Dhu (5)”
V
I met a little flaxy-haired girl one day
“Good morning,
little flaxy-haired girl,” I did say
“Good morning, little beggarman,
and how do you do,
With your rags and your tags
and your old rig-a-doo(3)?”
VI
I’ll buy a pair of leggings
and a collar and a tie
And a nice young lady
I’ll fetch by and by
I’ll buy a pair of goggles,
I’ll color them blue (6),
And an old-fashioned lady
I will make her, too (7)
VII
Over the road with
me pack on me back
Over the fields with
me great, heavy sack
With holes in me shoes
and me toes peeping through
Singing, “Skinny-me-rink-a-doodle-o and old Johnny Dhu”
VIII
I must be going to bed
for it’s getting late at night
The fire’s all raked
and out goes the light
So now you’ve heard the story
of me old rig-a-doo
“It’s good-bye and God be with you,” says old Johnny Dhu
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sono un piccolo mendicante
e lo sono sempre stato,
ho passato più di sessanta anni
in questa isola verde,
mi conoscono dal Liffey
e fino a Seagew  (2)
con il nome di
il vecchio Johnny Dew.
II
Di tutti i mestieri da farsi,
mendicare è il migliore:
quando uno è stanco
si siede a riposare,
chiede la carità per mangiare,
non ha altro da fare
che sedersi nel suo angolo
con la sua vecchia filosofia.(3)
III
Ho dormito in un fienile
proprio a Caurabawn (4),
(quando) venne una nottata bagnata
e ho dormito fino all’alba
con i buchi nel tetto
e la pioggia che veniva giù,
con i topi e i gatti che
giocavano a nascondino.
IV
Ma chi si sveglia
se non la donna di casa,
con un grembiule bianco macchiato
e una camicia di cotone stampata?
Si prese uno spavento
e allora le ho detto :”Non aver paura donna sono solo Johnny Dew (5)”.
V
Ho incontrato una giovanetta bionda un giorno “Buon giorno
biondina” le ho detto
“Buon giorno mendicante,
come stai,
con i tuoi stracci, i rattoppi
con la sua vecchia filosofia (3)?”
VI
Mi comprerò un paio di calze,
un colletto e una cravatta,
e una signora elegante
incontrerò tra poco,
mi comprerò un paio di occhiali
e li colorerò di blu(6)
e farò di lei
una signora onesta (7).
VII
Via per la strada con
la borsa sulle spalle!
Via per i campi col
mio grosso sacco,
coi buchi nelle scarpe
e le dita che spuntano fuori
cantando “Skinny-me-rink-a-doodle-o e il vecchio Johnny Dew”
VIII
Devo andare a dormire
perchè si è fatta notte
il fuoco è spento,
smorzato il lume,
così avete sentito la storia
della mia vecchia filosofia
“Arrivederci e Dio sia con voi”
dice il vecchio Johnny Dew

NOTE
1) score vuole anche dire un gruppo o una serie di 20 quindi l’età del mendicante è di oltre 60 anni
2) probabilmente Seagoe in Armagh
3) rigadoo = carretta che i senza tetto si portano appresso (oggi il carrello della spesa dei super-market) oppure bastone da passeggio ma anche zaino;  il bastone da passeggio diventa il bastone da trasporto con dei sacchi o pacchetti legati sulla cima e portato a tracolla sulle spalle; altri propendono per il nome di una danza, dal francese Rigaudon – storpiato in inglese come rigadoon (rigadig), una danza di corte francese diventata popolare nell’ottocento (più precisamente un passo di danza.). Dallo Yorkshire osservano che con “Reet Good Do” si indica un session di musica con canti e racconti. Alcuni arrivano a unire i due significati osservano che nel portare un sacco appeso ad un bastone questo sembra che balli.
Ma potrebbe anche trattarsi di un cappotto o un vestiario.
Altri ancora osservano che il gaelico “riocht go dubh” che foneticamente si avvicina al nostro termine significa “a black/dirty/dismal shape/state/condition” traducibile come “disordinato” o confusionario con tutte le sfumature che la parola inglese “mess” comporta,
In senso lato a mio avviso  vuole indicare la summa della sua  filosodia di vita, un comportamento che segue alla lettera  l’insegnamento del filosofo greco Epicuro (vedi)
4) anche scritto come Currabawn
5) anche con il nome l’uomo ha voluto cancellare i legami con la sua stirpe (con tutto l’insieme di conseguenze che porta:  senso di appartenenza, obblighi morali, affetti)
6) una frase che può contenere molti significati:  colorare gli occhiali di azzurro ha un senso opposto al colorarli di rosa, il rosa è la visione positiva ed edulcorata della realtà, mentre l’azzurro prende una sfumatura negativa (in inglese blue vuol dire anche triste) più disincantata; una seconda interpretazione trovata in mudcats è che  l’uomo ha intenzioni oneste con la donna che corteggia e intende sposarla: per tradizione infatti la sposa deve portare qualcosa di blu al suo matrimonio.
7) la strofa prosegue  nei Gaelic Storm:
I’ve got the sky, I’ve got the road.
I’ve got the sky…The world is my home.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/i-did-in-my-way-.html
http://thesession.org/tunes/566
http://www.mamalisa.com/?t=es&p=3505&c=68 http://www.ibiblio.org/fiddlers/REA_RED.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/27/beggar.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=126076
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6002

KEEP OUT OF THE KITCHEN: UNFORTUNATE COURTSHIP

kitchen-courtingNota anche con il titolo di “Captain Kelly’s Kitchen,” la ballata si ritrova in alcuni broadside di metà Ottocento con versioni diverse da quella qui accreditata. La “beau” della storia è una servetta, che coglie l’occasione dell’assenza domenicale del suo padrone, il capitano Kelly, per invitare un bel giovanotto a “prendere il tè” (per modo di dire) in cucina!
Il giovanotto, pur di ottenere quanto sospirato, promette anche il matrimonio, ma ahimè si rimangia la parola una volta che tutto è finito.
In una versione ottocentesca, lo vediamo darsela a gambe quando i due sentono ritornare la carrozza del Capitano; nel tentativo maldestro di scappare, il malcapitato cade nel fuoco – le cucine vittoriane sono piene di grandi camini con il fuoco acceso.. – e per spegnere l’incendio  lei gli getta addosso il secchio dell’acqua sporca! Ma è alla stazione di polizia che lo sfortunato ragazzo trova la sorte peggiore: la ragazza forse per vendicarsi della promessa di matrimonio fasulla, lo accusa di essere entrato in casa per rubare e di averla aggredita.
Così il consiglio che il ragazzo da nell’ultima strofa agli altri giovanotti è questo
So all young men a warning take, when for love you feel an itching, do your business on the area steps, but keep out of the kitchen” (Bodleian Ballads, Firth c.18(175); 1858-1885. stampato da W. B. Fortney, Monmouth Court, Bloomsbury, Londra).

COURTING IN THE KITCHEN

Si possono ascoltare le registrazioni dei Clancy Brothers e Tommy Makem in uno stile più tradizionale oppure i Dorpkick Murphys con il loro celtic punk-metal, ma assolutamente irresistibile è la versione dei Gaelic Storm!

ASCOLTA Tommy Makem & The Clancy Brothers

ASCOLTA Gaelic Storm


I
Come single belle and beau unto me pay attention
don’t ever fall in love it’s the Devil’s own invention
for once I fell in love with a lady do bewitchin’
Miss Henrietta Bell down in Captain Kelly’s kitchen
CHORUS X2
too ra loo ra la
too ra loo ra laddie
II
At the age of seventeen I was ‘prenticed by a grocer
Not far from Stephen’s Green(1) where Miss Henry used to go sit
her manners were so fine she set my heart a twitchin’
she invited me to a hooley (2) in the kitchen
III
Next Sunday being the day we were to have the flare up
I dressed me self quite gay and I frizzed and oiled my hair up
the Captain had no wife and he’d gone off a fishin’
so we kicked up high life to hooley in the kitchen
IV
She slipped up to her room, I says “good Lord, Almighty!”
She came back down the stairs, wearin’ nothin’ but her nightie
With her arms around me waist, she slyly hinted marriage
When to the door in haste, came captain Kelly’s carriage
V
When the captain came downstairs,
though he saw me situation
In spite of all me prayers,
I was marched off to the station
For me they set no bail, but to get to the home I was itchin’
And I had to tell the tale, for I came in to the kitchen
VI
Well, I swore she did invite me, though she gave a flat denial
For assault, they did indict me and I was sent for trial
She swore I robbed the house in spite of all me screechin’
And I got six months hard, for me courtin’ in the kitchen
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite ragazze sole e belle e prestatemi attenzione
non bisogna mai innamorarsi
è proprio un’invenzione del diavolo
Beh, una volta mi sono innamorato
di una fanciulla così ammaliante
la signorina Henrietta Bell giù nella cucina del capitano Kelly
CORO
Anche con me-rah-loo-rah-la
E anche me-rah-loo-rah-laddie
II
All’età di diciassette anni
sono stato apprendista di un droghiere
non lontano dai giardini di Santo Stefano 1) dove la signorina Henry andava a sedersi; i suoi modi erano così eleganti
i suoi modi mi facevano battere il cuore
lei mi ha invitato per una festa (2) in cucina
III
La domenica successiva fu il giorno
che dovevamo fare il botto,
mi vestii tutto elegante e mi frizionai i capelli e mi misi il gel,
il capitano non aveva moglie ed era andato fuori a pesca
così ci siamo scatenati in una festa in cucina
IV
Lei salì nella sua stanza, dico
“Buon Dio Altissimo”
e scese dalle scale, indossando nient’altro che la sua camiciola da notte
con le braccia intorno ai miei fianchi,
lei maliziosamente accennò al matrimonio, quando alla porta di corsa arrivò la carrozza del capitano Kelly
V
Quando il capitano scese
da basso
appena vide la mia situazione
a dispetto di tutte le mie preghiere
fui spedito alla stazione (di polizia);
per me non c’era cauzione,
ma di andare a casa non vedevo l’ora,
e ho dovuto raccontare la storia del perchè andai in cucina
VI
Io lo giuro lei mi invitò,
anche se ha dato una netta smentita,
mi hanno fatto incriminare per aggressione, e sono stato mandato in giudizio lei ha giurato che ho rubato in casa e nonostante tutto il mio putiferio,
ho avuto sei duri mesi
per il mio corteggiamento in cucina

NOTE
1) un parco di Dublino molto frequentato
2) “hooley” è slang irlandese per una festa con musica

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16342
http://chivalry.com/cantaria/lyrics/courtin-in-the-kitchen.html

JOHNNY JUMP UP WITH HARD CYDER

E’ una canzone popolare irlandese originaria di Cork, sugli effetti del sidro detto “Johnny Jump up”, particolarmente forte perchè fatto fermentare nelle botti di whiskey, come si beveva a Youghal durante la Seconda Guerra Mondiale.

IL SIDRO DI MELE: la bevanda più trendy

Questa bevanda è tipicamente celtica a partire dall’invenzione delle botti e per continuare con il simbolismo del melo, l’albero di Avalon continua

Bottle Of Cider With ApplesIl sidro (in inglese cyder) ovvero il “vin ad pum” del Monferrato, è in genere una bevanda poco alcoolica ottenuta dalla fermentazione di frutti come mele, pere o le dimenticate nespole, tipica del Regno Unito, dei Paesi Baschi e della Normandia. Si può definire come un vino di mela e ha lontane tradizioni medievali: la gradazione alcoolica di solito è bassa (variando dai 4 agli 8 gradi), ma il Johnny invece è bello forte tant’è che viene proposto come cocktail in queste proporzioni: 1 parte di whiskey per 8 parti di sidro di mela secco, da mescolare e bere a temperatura ambiente.

Johnny Jump up

Hard Cider

Gli effetti inebrianti e miracolosi della bevanda sono descritti con molto irish humor: il “johnny jump up” rinvigorisce, risana gli invalidi ed è il biglietto d’entrata per il paradiso. Peccato che quando se ne beve troppo.. ti stenda a terra!
Tadgh Jordan scrisse la canzone nel 1934 e fu registrata da Jimmy Crowler (noto folk singer di Cork) nel 1998. Un altro titolo della canzone è ‘Up the Lee Road’

 ASCOLTA  Jimmy Crowler live con l’accento di Cork!

ASCOLTA Gaelic Storm il brano si conclude con una Morrison jig piuttosto veloce

ASCOLTA The Minstrels of Mayhem in un interessante arrangiamento (per info sul gruppo qui)

Testo in Tomas O Canainn, Songs of Cork (1978).


I
I’ll tell you a story
that happened to me
One day as I went out
to Youghal(1) by the Sea
The sun it was bright
and the day it was warm
Says I, “A quiet pint
wouldn’t do me no harm”
I went to the barman,
I says give me a stout
Says the barman, “I’m sorry
all the beer tis sold out
Try whiskey or vodka(4),
ten years in the wood”
Says I, “I’ll try cider,
I heard it was good”
CHORUS
Oh never, Oh never, Oh never again
If I live to a hundred or a hundred and ten
I fell to the ground and I could not get up
After drinking a pint of the Johnny Jump Up
II
After lowering the third I headed strait for the yard
Where I bumped into Brophy the big civic guard(5)
He says “Come here to me boy
don’t you know we’re in the law”,
Well I upped with my fist
and I shot to his jaw
He fell to the ground
with his knees crumpled up
But it’wasnt I hit him
t’was the johnny jump up
And the next thing I met down in Youghal by the Sea
Was a cripple on crutches,
and says he to me
“I’m afraid o’ me life
I’ll be hit by a car
Would you help me across to the Railwayman’s Bar?”
And after three pints of the cider so sweet
He threw down his crutches
and he danced on his feet
III
Now I went up the Lee road
a friend to see
They call it the Madhouse in Cork by the Lee(6)
But when I got up there,
the truth I do to tell
They had the poor bugger
locked up in his cell
Says the guard testing him, “Say these words if you can
‘Around the rugged rocks the ragged rascal ran (7)”
“Tell them I’m not crazy,
tell them I’m not mad (8)
T’was only six pints
of that cider I had”
Now a man died in the Union (9)
by the name of McNabb
They washed him
and laid him outside on a slab
And after the corroner (10)
his measurements did take
His wife took him home t
o a bloody fine wake (11)
‘Twas about twelve o’clock
and the beer it was high
The corpse he sat up
and he says with a sigh
“I can’t get to heaven,
they won’t let me up
Till I bring them a pint
of the Johnny Jump Up”
IV
So come all you young fellows
and ladies as well.
Beware of that stuff
that they brew in Clonmel,
For God only knows
whether you’ll wind up
In a madhouse or gaol
after Johnny Jump Up.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Vi racconterò la storia
che mi è capitata:
una volta sono andato
a Youghal(1) sul mare
il sole era luminoso
e il giorno caldo
mi dico, “Una pinta in tranquillità (2)
non mi farà male”
Sono entrato
e chiedo una stout (3),
ma dice il barista: “Mi dispiace
tutta la birra è finita.
Prova del whiskey o la vodka (4), invecchiata di 10 anni
dico io “Proverò il sidro,
ho sentito che è buono

CORO
Oh mai, oh mai, oh mai più
se vivo fino a cento o
centodieci anni
sono caduto a terra e non potevo alzarmi
dopo aver bevuto una pinta di Johnny Jump Up
II
Dopo aver scolato la terza (pinta) sono andato dritto al cantiere (al lavoro),
dove mi sono imbattuto in Brophy il grosso civico (5)
dice “Viene qui ragazzo,
non lo sai che siamo la legge?

Beh alzai il pugno
e lo colpii alla mascella
Cadde a terra
e sulle ginocchia si accartocciò
non sono stato io che l’ho steso,
ma Johnny Jump.
Il secondo personaggio che incontrai a Youghal sul mare
era uno storpio con le stampelle,
e mi dice
Temo per la mia vita, potrei essere investito da una macchina!
Mi aiuteresti ad attraversare per il Bar del Ferroviere?
E dopo tre pinte di sidro
così dolce
gettò via le stampelle
e ballò sui suoi piedi
III
Bene, sono andato per la Lee road
a trovare un amico
lo chiamano a Cork
il “Manicomio del Lee” (6)
ma quando sono arrivato lì,
devo dire la verità,
avevano rinchiuso
in cella il poveraccio.
Dice la guardia mentre lo metteva alla prova “Prova a dire queste parole, se ci riesci:Around the rugged rocks the ragged rascal ran (7)
Dite loro che non sono matto, 
dite loro che non sono folle (8)
sono state le sei pinte
di quel sidro che ho bevuto!

Ora un uomo è morto nell’Ospizio (9)
di nome McNabb
è stato lavato
e steso fuori su una lastra
e dopo il becchino (10)
gli ha preso le misure,
sua moglie lo ha portato a casa
per una veglia troppo bella (11),
Era circa mezzanotte
e la birra era tanta
il cadavere si mise a sedere
e dice con un sospiro
Non posso andare in cielo,
non mi fanno salire
finchè non gli porto una pinta
di Johnny Jump Up
IV
Così venite voi tutti sia ragazzi
che ragazze
attenti a quella roba
che distillano a Clonmel
perchè solo Dio sa
che ti rinchiuderanno
in un manicomio o in galera
dopo un Johnny Jump Up

NOTE
1) Yaw, “Youghal” (pronuncia Yawl),città della costa a est di Cork, citata in molte canzoni
2) espressione che significa “bere rilassati”
3) vedi
4) in altre versioni è scritto “try Paddy” che è il marchio di un whiskey prodotto localmente
5) letteralmente “la guardia civica” ma in molte forma gergali si dive più semplicemente il civico (ad esempio in piemontese civich) le funzioni di ordine pubblico sono svolte oggi dai vigili urbani e dai poliziotti
6) Lee è il fiume di Cork
7) scioglilingua che in italiano si traduce sempre come scioglilingua: “intorno alle rocce aspre il furfante cencioso corse”
8) due modi per dire matto il primo in modo più scherzoso, il secondo più in senso negativo
9) Cork Union: si tratta della Union Workhouse costruita a Cork nel 1839 vedi
10) in altre versioni O’Connor
11) le veglie funebri irlandesi si annaffiano con abbondanti bevute e si finisce per cantare e scherzare, non per niente si dice che la differenza tra un matrimonio e un funerale in Irlanda sia… un ubriaco in meno! continua

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6918
http://mysongbook.de/msb/songs/j/johnjump.html

THE ROCKY ROAD TO DUBLIN

The Rocky Road to Dublin” (in italiano La strada pietrosa per Dublino) è una canzone scritta da D. K. Gavan per Harry Clifton e comparsa in stampa nel 1841 (testo e melodia sono stampati nel “The Citizen – Dublin Monthly Magazine” di aprile): è la storia del viaggio accidentato di un giovane irlandese in cerca di lavoro, che dal paesello natale di Tuam (contea di Galway) emigra a Liverpool, passando per Dublino.

Ma a Mulligar (contea di Westmeath) a causa del suo abbigliamento antiquato, viene deriso dalle donne del posto, e a Dublino viene prima derubato e poi beffato per il suo pesante accento gaelico. Nel tragitto per mare è stivato insieme ai maiali e inoltre patisce il mal di mare al largo delle coste di Holyhead (Galles).
Finalmente arrivato a Liverpool, viene canzonato da un gruppetto di bulli locali, e per difendere la sua Irlandesità, benchè solo contro molti, inizia a menare botte con il suo bastone da passeggio: è subito soccorso da un gruppo di irlandesi della sua stessa contea, e così la canzone finisce, allegramente, in una colossale zuffa!

DAL CUORE AL SANGUE

Il climax della canzone viene sapientemente costruito: nella I strofa il cuore quasi gli si spezza per il dolore della separazione dalla sua famiglia, nella II strofa il cuore “sta per affogare” e “per andare in ebollizione” nella IV è il mare intorno a lui a ribollire e infine nella V strofa è la volta del suo sangue “ad andargli alla testa“: il finale, inevitabile sfogo di tanta pressione, è una virile scazzottata!!

KISS ME I AM IRISH

La storia ha un chiaro intento comico, e mette in burla il carattere tipicamente “irish” della gente di campagna, fu scritta infatti per intrattenere il pubblico londinese del Music hall e la stessa sgrammaticalità del testo è una cornice adeguata al contesto; l’irlandese è un gran bevitore (e ogni pretesto è buono per farsi un goccio), si crede un gran seduttore (e le ragazze sono tutte ai suoi piedi), è superstizioso e vede folletti dappertutto, amante della musica e del ballo, non si tira indietro quando è il momento di menare le mani!

LA MELODIA

postcards2496-crdLa melodia è una slip jig, di solito una musica strumentale da danza, insolitamente accelerata, che mette alla prova le qualità canore degli interpreti e la capienza dei loro polmoni, essendo le strofe particolarmente lunghe! Apprendiamo dalla poesia di Patrick J. McCall dal titolo “The Dance at Marley” datata 1861 che a Dublino e a quel tempo, “The Rocky Road” era una popolare barn dance  come questa “Road to Spencer”

Qualcuno ha notato la somiglianza con una melodia scozzese molto antica, ‘Cam Ye Ower Frae France’, ovvero ‘The Keys of the Cellar’.

Siccome è una canzone piena di testosterone è esclusivamente interpretata da voci maschili, non per niente è stata utilizzata nella scena del pugilato nel film “Sherlock Holmes” (il primo della serie uscito nel 2009).

ASCOLTA The Dubliners in The originals 2005 (in repertorio dal 1964)

ASCOLTA The High Kings live in “The High Kings” 2008

ASCOLTA Orthodox Celts da vedere per l’aplomb di Aleksandar “Celtic” Petrović, l’ottimo arrangiamento strumentale (Down the River) e il video!

ASCOLTA Gaelic Storm abbinata con un’altra slip jig dal titolo “Kid on the Mountain”

ASCOLTA Irish Descendants per aver integrato nella melodia una serie di jigs famose quali Morrison Jig (o Morning Dew) Irish Washerwoman, …

E’ stata fatta anche una versione in gaelico dal titolo “An Bairille
ASCOLTA Julie Fowlis and Muireann Nic AmhlaoibhTha ‘m Buntata Mor/An Bairille/Boc Liath Nan Gobhar

C’è una versione testuale del 1901 pubblicata a New York con un testo diverso dalla versione irlandese e con il ritornello che dice
For it is the rocky road, here’s the road to Dublin;
Here’s the rocky road, now fire away to Dublin!

Ma al momento non ho trovato un brano da ascoltare con questa versione.


I
In the merry month of May(1),
From my home I started,
Left the girls of Tuam,
Nearly broken hearted,
Saluted father dear,
Kissed my darlin’ mother,
Drank a pint of beer(2),
My grief and tears to smother,
Then off to reap the corn,
And leave where I was born,
I cut a stout blackthorn,
To banish ghost and goblin,
In a brand new pair of brogues,
I rattled o’er the bogs,
And frightened all the dogs,
On the rocky road to Dublin.
CHORUS
One, two, three, four five,
Hunt the hare and turn her
Down the rocky road
And all the ways to Dublin,
Whack-fol-lol-de-ra.
II
In Mullingar that night,
I rested limbs so weary,
Started by daylight,
Next mornin’ light and airy,
Took a drop of the pure(3),
To keep my heart from sinkin'(4),
That’s an Irishman’s cure(5),
Whene’er he’s on for drinking.
To see the lasses smile,
Laughing all the while,
At my curious style,
‘Twould set your heart a-bubblin’ (6).
They ax’d if I was hired,
The wages I required,
Till I was almost tired,
Of the rocky road to Dublin.
III
In Dublin next arrived,
I thought it such a pity,
To be so soon deprived,
A view of that fine city.
Then I took a stroll,
All among the quality,
My bundle it was stole,
In a neat locality;
Something crossed my mind,
Then I looked behind;
No bundle could I find,
Upon my stick a wobblin’.
Enquirin’ for the rogue,
They said my Connacht brogue(7),
Wasn’t much in vogue,
On the rocky road to Dublin.
IV
From there I got away,
My spirits never failin'(8)
Landed on the quay
As the ship was sailin’;
Captain at me roared,
Said that no room had he,
When I jumped aboard,
A cabin found for Paddy,
Down among the pigs
I played some funny rigs(9),
Danced some hearty jigs,
The water round me bubblin’,
When off Holyhead,
I wished myself was dead,
Or better far instead,
On the rocky road to Dublin.
V
The boys of Liverpool,
When we safely landed,
Called myself a fool;
I could no longer stand it;
Blood began to boil,
Temper I was losin’,
Poor ould Erin’s isle
They began abusin’,
“Hurrah my soul,” sez I,
My shillelagh(10) I let fly;
Some Galway boys were by,
Saw I was a hobble(11) in,
Then with a loud hurray,
They joined in the affray.
We quickly cleared the way,
For the rocky road to Dublin.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Nel ridente mese di maggio(1)
partii da casa mia,
lasciai le ragazze di Tuam
con il cuore a pezzi
salutai il mio caro padre,
baciai la mia cara madre
bevvi una pinta di birra(2),
cercando di soffocare dolore e lacrime,
poi via a mietere il grano,
e lasciare il luogo dov’ero nato;
tagliai un robusto prugnolo
per scacciare fantasmi e folletti
e con un nuovo paio di scarponi
andavo con fracasso per le paludi,
spaventando tutti i cani
lungo la strada pietrosa per Dublino.
Ritornello
Uno, due, tre, quattro cinque,
caccia la lepre e falla girare
giù per la strada rocciosa
e per le strade fino a Dublino ,
Whack-fol-lul-lee-ra!

II
A Mullingar quella notte
ho riposato le membra tanto stanche, svegliato dalla luce del sole
al mattino successivo, sereno e allegro, mi feci un goccio(3),
per farmi coraggio,(4)
è questa la cura di Paddy(5),
ogni volta che beve.
Vedere il sorriso delle ragazze,
che ridevano tutto il tempo
del mio curioso stile,
“ti rende il cuore felice”.(6)
Mi chiedevano se avevo lavoro,
ma un impiego cercavo,
che di zappare ero proprio stufo
sulla dura strada per Dublino.
III
Successivamente arrivai a Dublino,
e pensai fosse un vero peccato
di privarmi così presto
della visione di una città così bella.
Allora feci una passeggiata,
in mezzo a tutta quella roba fine
e il mio fagotto mi rubarono
nell’ordinata cittadina;
qualcosa mi incrociò il pensiero
e mi voltai indietro
e nessun fagotto trovai,
che penzolava sul bastone.
Domandando per il ladro,
mi dissero che lo “scarpone del Connacht”(7) non era molto in voga sulla strada per Dublino
IV
Da lì me ne andai,
con lo spirito saldo(8),
piombai sul molo,
mentre la nave stava per salpare
il capitano mi gridò,
e disse che non aveva più posto,
ma quando salii a bordo,
una cabina per Paddy trovò
giù tra i maiali;
feci qualche divertente trucchetto(9),
e ballai appassionate gighe,
l’acqua attorno a me faceva bolle
e quando fummo a Holyhead
desiderai di essere morto,
o meglio, lontano invece che
sulla strada pietrosa per Dublino.
V
I ragazzi di Liverpool,
quando sbarcammo in salvo,
mi diedero del pazzo;
non ho più potuto sopportarlo;
il sangue iniziò a bollirmi,
stavo perdendo la pazienza
la povera vecchia isola di Erin,
iniziarono a insultare
“Hurra per la mia anima” dissi io,
feci volare il mio bastone da passeggio(10);
alcuni ragazzi di Galway che erano vicini, videro che ero bloccato(11).
Con un forte hurra si unirono alla rissa
e liberammo velocemente il cammino,
per la dura strada verso Dublino

NOTE
1) a volte il mese è maggio, altre volte è giugno (ma siccome il nostro Paddy vuole andare a mietere il grano come bracciante stagionale è più probabile sia il mese di giugno)
2) ogni occasione è buona per bere una birra
3) l’irish drop è un eufemismo per minimizzare il quantitativo di alcol bevuto, tutt’altro che minimo
4) letteralmente “trattenere il cuore dall’affogare”
5) Paddy’s cure
6) letteralmente “mettere il cuore in ebollizione”
7) frase allusiva la parola brogue oltre che scarpone significa anche “un forte accento dialettale” con particolare riferimento a un irlandese che parla inglese. Il Connacht e la provincia più occidentale dell’Irlanda, quella più povera e meno abitata, ma anche la parte più selvaggia del paese: un tipico paesaggio è quello del Connemara, con aride torbiere e stagni, e i campi suddivisi dai tipici muretti in pietra dove pascolano tante pecore e montoni. E’ la zona del Gaeltacht in cui si parla il gaelico irlandese
8) o almeno credo sia questo il senso del verso
9) la frase potrebbe riferirsi sia al fatto che Paddy suonasse qualche strumento ma anche che si divertisse con qualche gioco essendo “rig” traducibile con “trick”
10) shillelagh è un tipico bastone irlandese da passeggio un po’ corto e usato occasionalmente come arma
11) Hobble anche scritto come a-wobbelin’

FONTI
http://monologues.co.uk/musichall/Harry-Clifton.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=80986
http://books.google.it/books?id=9LgRAAAAYAAJ&pg=PA264-IA2&dq=%22Rocky+Road+to+Dublin%22&redir_esc=y#v=onepage&q=%22Rocky%20Road%20to%20Dublin%22&f=false
http://www.folkworld.de/42/e/screen.html
http://www.bellandcomusic.com/rocky-road-to-dublin.html
http://thesession.org/tunes/593
http://www.ibiblio.org/fiddlers/ROC.htm#ROCKY_ROAD_TO_DUBLIN_[1]

ILLUSTRAZIONI
http://www.itma.ie/digitallibrary/image/rocky-road/

THE BONNIE SHIP THE DIAMOND

“The Bonnie ship the Diamond” è un canto celebrativo delle imprese della baleniera Diamond, scritto forse in occasione del suo primo viaggio (1812) mentre salpava alla volta della Groenlandia: nel ritornello si fa appello al coraggio dei marinai per affrontare i duri mesi di lavoro che li aspettano.
Le donne si affollano al molo per salutare i loro uomini in partenza e vengono consolate con la promessa di un buon guadagno.

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In realtà alcune donne ben presto incominciarono a seguire i loro mariti per mare anche sulle baleniere (la prassi era già diffusa sui mercantili)! Erano per lo più le mogli americane dei capitani della nave, non disposte a restare a terra e senza marito per lunghi anni, che ci hanno lasciato dei preziosi diari sulla vita a bordo delle baleniere. (“Le cacciatrici di balene. Storie di donne sulle baleniere americane nella seconda metà del 1800” di Annamaria Lilla Mariotti).

NEL MARE ARTICO

La canzone ha un riscontro storico: la baleniera Diamond comandata dal capitano Thompson rimase imprigionata nel ghiaccio nel 1819 dopo aver preso 8 balene, era salpata dal porto di Aberdeen (Scozia) nel 1812; secondo le cronache riportate all’epoca non vi furono morti; ben più tragico fu il 1830 che vide la perdita di una ventina di navi inglesi nello Stretto di Davis. In effetti anche se nel mare artico la pesca era buona i rischi erano enormi, gli uomini non combattevano solo con le balene ma anche con il ghiaccio che racchiudeva nella sua morsa le navi e le imprigionava.

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Raffigurazione della baleniera americana Essex che nel 1820 visse parte della storia narrata da Herman Melville nel Moby Dick: un grosso capodoglio andò a cozzare contro la nave dopo che i marinai avevano cercato di arpionarlo. La nave si era spinta oltre Capo Horn inoltrandosi nell’oceano Pacifico e i naufraghi andarono alla deriva morendo di sete e fame (ci furono anche atti di cannibalismo). Quando la scialuppa venne avvistata al largo delle coste del Cile solo in due erano sopravvissuti: il capitano e il primo ufficiale Owen Chase che scrisse la “ Narrazione del naufragio della Baleniera Essex di Nantucket che fu affondata da un grosso parmacetti a largo nell’Oceano Pacifico”.

Un frammento della canzone è citato nel Moby Dick di Melville (1850)
So be cheery, my lads, let your hearts never fail,
While the bold harpooneer is striking the whale!

A CACCIA DI BALENE

In effetti il lavoro di baleniere era un lavoro molto pericoloso praticato da uomini duri e incuranti del pericolo, che dovevano sentire un forte legame con il mare poichè ci stavano per almeno quattro o cinque mesi prima di rientrare a casa. Oggi la caccia alle balene è vietata anche se legalmente praticata per la sussistenza di limitate popolazioni indigene e illegalmente praticata in Giappone, Norvegia, Islanda, Russia e Corea. Ma quella che fu considerata l’epoca d’oro o eroica della caccia alle balene, già a partire dalla seconda metà dell’Ottocento iniziava il suo declino, il gas e il petrolio avevano ormai sostituito l’olio di balena per gli usi domestici ed industriali, e, anche se la caccia continuava, le navi erano diventate delle più prosaiche navi a vapore; i pericolosi inseguimenti sulle lance erano finiti e gli arpioni venivano sparati direttamente dai cannoncini di bordo, rendendo inutile l’impiego di tanti marinai.
Le balene sono state cacciate ancora per molti anni, non più per l’olio e lo spermaceti con cui si confezionavano candele preziose, ma per altre componenti del loro corpo, come i fanoni per le balene o l’ambra grigia per i capodogli, arrivando sull’orlo dell’estinzione.
Poi è arrivata la plastica e l’industria dei profumi si è rivolta ad altre sostanze di sintesi.. così adesso la balena viene cacciata “solo” per la carne, si spera che la salvezza di questi meravigliosi mammiferi arrivi proprio dalla loro “diseconomica” cattura.

balena

The Bonnie ship the Diamond

Interpretata da Bob Dylan nel 1967, sebbene con strofe diverse, mantiene i versi del ritornello (vedi) si può affermare che la prima registrazione della canzone sia quella di Ewan MacColl e A.L. Lloyd del 1957 in “Thar She Blows! Whaling Ballads and Songs”. La canzone è inclusa nella “Greig-Duncan Folk Song Collection” e nelle “Bothy songs and Ballads” di Ord (1930).

Wolfstone in The half tail, 1996: il gruppo aggiunge un bridge dopo la III strofa dalla parte della balena, che non ha bisogno di commenti.

ASCOLTA Gaelic Storm in Gaelic Storm, 1998

La melodia si presta a versioni rock come questa del gruppo scozzese formatosi nel 2010
ASCOLTA Stramash


I
The Diamond is a ship me lads
For the Davis Straits(1) she’s bound
And the Quay it is all garnished
With bonnie lassies round
Captain Thompson(2) gives the order
To sail the ocean wide
Where the sun it never sets me lads
Nor darkness dims the sky
And it’s cheer up, me lads
Let your hearts never fail
For the bonnie ship The Diamond
Goes a-fishing(3) for the whale
II
Along the quay at Peterhead(4)
The lassies stand around(5)
Wi’ their shawls all pulled about them/And the salt tears runnin’ down(6)/ Oh don’t you weep, my bonnie lass/ Though you be left behind/For the rose(7) will grow
on Greenland’s ice
Before we change our mind
III
Here’s a health to The Resolution(8)
Likewise the Eliza Swan/Here’s a health to the Battler of Montrose(9)
And The Diamond ship of fame
We wear the trousers of the white
And the jackets of the blue
When we return to Peterhead(10)
We’ll have sweethearts anew (11)
BRIDGE  (The Wolfstone)
“My heart has been torn from me
and I am bleeding
My soul has been rent from me
and I am crying
All the beauty around my fades
and I am screaming
I am the last of the great Whales,
and I am dying”

IV
Oh it will be bright(12) both day and night
when the whaling(13) lads come home,
In a ship thats full of oil my lads
and money to our name,
We’ll make the cradles for to rock
and the blankets all to tear(14),
And every lass in Peterhead sing,
“Hush abye my dear.”
traduzione italiano di Cattia Salto
I
La Diamond è una nave, ragazzi miei
che è in partenza per lo stretto di Davis(1), e la banchina è piena
di belle ragazze in giro.
Il Capitano Thompson(2) dà l’ordine
di navigare per il vasto oceano,
dove il sole non tramonta mai,
e il cielo non diventa mai buio.
Su col morale, ragazzi miei,
non fate tremare i vostri cuori,
quando la bella nave la Diamond
va a pesca di balene.(3)
II
Lungo il molo di Peterhead(4)
le ragazze stanno impalate(5)
ben avvolte nello scialle
a piangere lacrime salate(6).
Oh non piangere, mia bella fanciulla
anche se sei rimasta a casa
perchè la rosa(7) crescerà
sul ghiaccio della Groenlandia,
prima che cambiamo rotta.
III
Un saluto alla “Resolution”(8)
e anche alla “Eliza Swan”
un saluto alla “Battler of Montrose”
e alla famosa nave “Diamond”,
indossiamo i pantaloni bianchi
e le giacchette blu
quando ritorneremo a Peterhead(10)
avremo nuove innamorate
BRIDGE
“Mi hanno strappato il cuore
e sto sanguinando
mi hanno lacerato l’anima
e sto piangendo
tutta la bellezza svanisce
e sto urlando
sono l’ultima delle grandi balene
e sto morendo”
IV
Diventerà luminoso(12) sia di giorno che di notte,
quando i ragazzi delle balene ritorneranno
in  una nave piena d’olio, ragazzi miei, e con denaro a nostro nome,
faremo dondolare le culle
imbottite dalle coperte(14)
e ogni ragazza di Peterhead canterà:
“Ninna nanna mio caro”

NOTE
1) Lo Stretto di Davis si trova tra la Groenlandia occidentale e l’Isola di Baffin, nel Territorio canadese di Nunavut.
2) in altre versioni capitano Gibbons
3) in Stramash “a-hunting”
4 ) nella collezione di Greig-Duncan e di Ord la città è Aberdeen: porto della scozia più a est della Scozia nell’ Aberdeenshire
5) in scozzese aroon
6) in scozzese doon
7) inutile versare lacrime, niente farà cambiare idea ai marinai imbarcati, solo quando una rosa crescerà sul ghiaccio artico cambieranno idea! La rosa rossa è anche la prefigurazione del sangue versato dalle balene
8) Nel 1806 i balenieri scozzesi Scoresby, padre e figlio, armarono la Resolution e si spinsero a nord dello Spitzbergen, raggiungendo 81°30′ N di latitudine. Dopo ben diciassette viaggi, nel 1820 pubblicarono il resoconto dei loro viaggi (An account of the Arctic regions), denso di preziose informazioni sulla navigazione tra i ghiacci e sulla caccia alla balena. L’impulso degli Scoresby e un rinnovato interesse scientifico, acuito dagli specifici interessi economici, fecero quindi risvegliare il fervore della ricerca (del passaggio di Nord-Ovest) e quasi della competizione, che animò l’intero Ottocento.(tratto da vedi)
9) verso alternativo “Three cheers for the Battler of Montrose
10) Peterhead è una località scozzese dell’Aberdeenshire, nel Regno Unito, situata circa 50 km a nord-nord-est di Aberdeen, nel punto più ad est della Scozia
11) in scozzese anoo
12) in scozzese bricht:  i marinai si vantano che al loro ritorno saranno così ricchi da poter tenere accesa la lampada ad olio notte e giorno.
13) oppure greenland
14) nella collezione di Greig-Duncan e di Ord è scritto come “the blankets for to wear” quindi tear sembra essere un refuso la frase” le coperte tutte da strappare o per piangere” non ha molto senso a meno che non voglia riferirsi alle lacrime versate dalle donne per la contentezza di riavere i loro mariti tra le coperte. I marinai diventati ricchi per l’abbondante pesca, saranno coccolati dalle donne in letti come culle,  le quali canteranno dolci ninna-nanne per il loro riposo!  L’immagine della culla richiama il dondolio della nave a cui i marinai sono così abituati e tutto il quadretto riflette il desiderio di sentirsi protetti e al sicuro. L’ultima strofa però presenta molte varianti testuali, congeniali all’umore di chi cantava.

FONTI
http://www.mareblucamogli.com/balenieri_in_cr_20.html
http://www.girlonawhaleship.org/jernapp/journal.do
http://www.whalingmuseum.org/learn/research-topics/overview-of-north-american-whaling/life-aboard
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=100561
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45251
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thebonnyshipthediamond.html
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4555598.asp

O ARE YE SLEEPIN’ MAGGIE?

Dalla tradizione delle “night visiting songs” il testo è attribuito al poeta scozzese Robert Tannahill e in effetti vari riscontri collocano la storia nei boschi di Paisley. Lo troviamo in ‘The Poems and Songs of Robert Tannahill’ – 1874 (pag 188) con assegnata come melodia “Sleeping Maggie”.
The heroine of this song was Margaret Pollock, a cousin of the Author by the mother’s side. She was the eldest daughter of Matthew Pollock (3rd) of Boghall, by his second marriage (mentioned in the Memoir of the Tannahills); and it is very probable the Poet beheld such an evening as he had described, in walking from Paisley over the high road to his uncle’s farm steading in Beith Parish. Margaret Pollock afterwards lived in family with William Lochhead, Ryveraes, and she and Mrs. Lochhead frequently sang that song together. Miss Pollock died unmarried (tratto da qui)

NIGHT VISITING IN STILE DARK

La scena descritta non è decisamente autobiografica (semmai più consona al temperamento di Robert Burns) ma più di genere: il protagonista giunge alla casa di Maggy in una notte buia e tempestosa (il quadretto è piuttosto gotico: un gelido vento invernale che infuria nel bosco, una notte di novilunio priva di stelle, il lamento del gufo, il cancello di ferro chiuso in malo modo che sbatte contro i cardini) e spera che nel frattempo l’innamorata non si sia addormentata, ma lo faccia entrare di nascosto come promesso! E allora non più preoccupazioni o paure nelle braccia di Maggy ogni cupo pensiero è dissolto!

http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/
http://www.jinua.com/movie/Sleepy-Hollow/

E’ doveroso citare quanto collezionato da Hamish Henderson dalla voce di Jeannie Robertson (vedi frammento del 1960) che riporta una melodia diversa da quella poi resa famosa dai Tannahill Weavers.

Il brano è stato fatto conoscere al grande pubblico dai Tannahill Weavers, i bravi “tessitori” di Robert Tannahill anche loro di Paisley,
Al momento su you tube si trovano varie versioni live, ma le esecuzioni migliori del gruppo sono due: una in Mermaid’s Song 1992 (da ascoltare su Spotify)  una versione più veloce integrata con la reel “The Noose In The Ghillies” (formazione Roy Gullane, Phil Smillie, Iain MacInnes, Kenny Forsyth) la prima in Are Ye Sleeping Maggie 1976 con la formazione: Roy Gullane, Phil Smillie, Hudson Swan, e Dougie MacLean come violinista. In questa prima versione la melodia è più lenta e ricca di atmosfera (con tanto di tuoni, vento e l’effetto pioggia)

ASCOLTA Tannahill Weavers  in Are Ye Sleeping Maggie 1976

ASCOLTA Dougie Maclean (che ha collaborato con i Tannahill Weavers dal 1974 e fino al 1977 e poi ancora in tour con loro nel 1980) in Real Estate -1988 e anche in Tribute 1995

ASCOLTA Rapalje (lo scozzese con accento tedesco!!) una versione che ha solcato i palchi dei festival medievali ovvero un rifacimento dei Tannahill Weavers

VERSIONE SCOZZESE
I
Mirk and rainy is the nicht,
there’s no’ a starn in a’ the carry(1)
Lichtnin’s gleam athwart the lift,
and (cauld) winds
drive wi’ winter’s fury.
CHORUS
Oh, are ye sleepin’ Maggie
Oh, are ye sleepin’ Maggie
let me in, for loud the linn
is roarin'(2)
o’er the Warlock Craigie(3).
II
Fearfu’ soughs the boortree(4) bank
The rifted wood roars wild an’ dreary.
Loud the iron yett(5) does clank,
An’ cry o’ howlets mak’s me eerie.
III
Aboon my breath I daurna’ speak
For fear I rouse your waukrif’ daddie;
Cauld’s the blast upon my cheek,
O rise, rise my bonnie ladie.
IV
She op’d the door, she let him in
I cuist aside my dreepin’ plaidie(6).
‘Blaw your warst, ye rain and win’
Since, Maggie, now I’m in aside ye.
V
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
Now, since ye’re waukin’, Maggie,
What care I for howlet’s cry,
For boortree bank or warlock craigie?

TRADUZIONE ITALIANO
I
Buia e piovosa è la notte
non c’è una stella che mandi raggi di luce in tutto il cielo (1)
e i venti freddi si uniscono alla furia dell’inverno.
RITORNELLO
Stai dormendo Maggy?
Stai dormendo Maggy?
Fammi entrare che la cascata rimbomba (2)
e ruggisce sul Warlock Crag (3).
II
Timorosi fruscii sul pendio dei sambuchi (4), il bosco ruggisce selvaggio e triste, forte il cancello (5) di ferro sbatte con clamore,
e piange il gufo facendomi paura.
III
Non oso parlare più forte di un sospiro, per timore di svegliare tuo padre che è sempre vigile,
fredda è la raffica del vento sulla mia guancia, svegliati mia bella.
IV
Lei aprì la porta e lo fece entrare.
Posai il mantello (6) gocciolante di pioggia: “spazza via il peggio, la pioggia e il vento dal momento che Maggy ora sono con te!”
V
Ora che ti sei svegliata Maggy
che m’importa del grido del gufo,
della collina dei sambuchi o del Warlock Crag?

NOTE
1) carry sta per cielo, “the direction in which clouds are carried by the wind”
2) howling
3) letteralmente dirupo del mago, è il nome di una cascata a Lochwinnoch che forma una grande pozza o un piccolo laghetto
4) elder tree, il sambuco, l’albero in cui dimorano le fate
5) yett diventa gett secondo l’antica consuetudine di scrivere le due vocali in modo intercambiabile. La lettera y più comunemente sostituiva anche la combinazione “th” per cui “the” era anche scritto “ye” (si tratta della lettera þ detta “thorn” che ha lo stesso suono di “th”)
6) plaidie, una coperta o un mantello vedi

TRADUZIONE   INGLESE
I
Dark and rainy is the night
there’s no star in all the carry
lightning flashes gleam across the sky
and cold winds drive with winters fury.
CHORUS
Oh, are you sleeping Maggie
Oh, are you sleeping Maggie
let me in, for the loud the waterfall
is roaring over the warlock crag.
II
Fearful sighs on the elder tree bank
The rifted wood roars wild and dreary
Loud the iron gate does clank,
And cry of owls makes me fearful.

III
Above my breath I dare not speak
For fear I rouse your wakeful father
Cold is the blast upon my cheek
O rise, rise my pretty lady.
IV
She opened the door, she let him in
I cast aside my dripping cloak
Blow your worst, you rain and wind
Since, Maggie, now I’m beside you.
V
Now, since you’re woken, Maggie
Now, since you’re woken, Maggie
What care I for owl’s cry,
For elder tree bank or warlock crag?

SLEEPY & DROWSY MAGGY REELS

“Sleepy Maggie” è un reel in due parti e spesso è abbinato al reel “Drowsy Maggie”, a volte le due melodie sono, erroneamente, confuse. Nella versione di Francis O’Neill and James O’Neill (in O’Neill’s Music of Ireland) è in 3 parti.

Sleepy Maggie secondo quanto riportato da Fidder’s Companion è una melodia tradizionale scozzese la cui più antica fonte trascritta si trova in Duke of Perth Manuscript ovvero Drummond Castle Manuscript (1734)

Sleepy Maggie è conosciuta in Irlanda anche con differenti nomi “LoughIsleCastle,” “Seán sa Cheo” o “Tullaghan Lassies” ed è il modello per “Jenny’s Chickens”.

Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)
Samuel Melton Fisher, Asleep, (1902)

“Drowsy Maggie” è invece una melodia tradizionale irlandese in 2, 3 o 4 parti, però molto più popolare almeno a livello di registrazioni (sarà per la sua comparsa nel film “Titanic”! ASCOLTA Gaelic Storm – Titanic Set)- ovviamente c’è anche la versione scozzese: in genere parte lenta e poi diventa sempre più veloce così il titolo tra in inganno perché non c’è niente di “sonnolento” nella melodia che arriva ad una parossismo finale.

SLEEPY MAGGIE

ASCOLTA Sleepy Maggie Gabriele Possenti alla chitarra
ASCOLTATullaghan Lassies Fidil
ASCOLTAJenny’s Chickens Shanon Corr

DROWSY MAGGIE della serie “fast & furious”
Le variazioni sono infinite su solo 2 parti di base

ASCOLTA John Simie Doherty
ASCOLTA Comhaltas Ceoltóirí Éireann

The Chieftains live con il solo di Sean Keane

ASCOLTA Driftwood (Joe Nunn al violino)
ASCOLTA Jake Wise live

Versioni più rock
ASCOLTA Dancing Willow
ASCOLTA DNA Strings
ASCOLTA Lack of limits

FONTI
http://archive.org/details/poemssongsofrobe00tannrich
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/64522/1;
jsessionid=B312B09442ED31BB18C4FDA5E2E2BB59

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59687
http://members.aol.com/tannahillweavers/
http://www.lochwinnoch.info/tales/warlock-craigie.php
http://thesession.org/tunes/787
http://thesession.org/tunes/27
http://www.ibiblio.org/fiddlers/SLA_SLE.htm#SLEEPY_MAGGY/MAGGIE

SPANISH LADY OR DUBLIN CITY

Adrien Henri Tanoux (1865-1923) Spanish Lady
Adrien Henri Tanoux (1865-1923) Spanish Lady

“Spanish lady” è il titolo di una canzone popolare diffusa in Irlanda, Inghilterra, e Scozia riconducibile sicuramente al 1700.
Il titolo “La Dama Spagnuola” è da non confondere con “Spanish Ladies” al plurale, ovvero “Farewell and Adieu to You“.

Come sempre per le canzoni così popolari e antiche le versioni sono tantissime ma la melodia resta sostanzialmente la stessa:
ASCOLTA Dave Swarbrick con Martin Carthy & Diz Disley (in “Rags, Reels & Airs” 1967) in uno stupefacente arrangiamento in cui il violino sembra che parli e rida

PRIMA VERSIONE: DUBLIN CITY

La canzone è estremamente popolare a Dublino e per il suo tono scanzonato e allegro è una tipica canzone da pub anche se non si parla affatto di alcool!

LA TRAMA
Un irlandese, ormai vecchio, ricorda le poche occasioni che ebbe in gioventù di vedere una donna spagnola; così sensazionale fu l’incontro fortuito con la bella, che poche immagini di lei sbirciate da una finestra o dalle sbarre di una cancellata (lei che si lava i piedi, si pettina i capelli, che va a caccia di farfalle), furono così conturbanti da farlo ardere dalla passione; possiamo comprendere il suo turbamento se teniamo conto che, nell’immaginario maschile del tempo, la donna spagnola incarnava l’ideale di donna dalla bellezza esotica e passionale.

Una versione “standard” è quella dei Dubliners che la diffusero negli anni 60.

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA The Kilkennys (live)

ASCOLTA Gaelic Storm (strofe I, II, IV, V)

I tre momenti in cui il protagonista incontra la misteriosa donna spagnola corrispondono a tre fasi dell’età maschile ovvero a tre momenti del giorno: l’inizio del nuovo giorno, il mattino e il tramonto.

Chorus 
Whack for the toora loora laddy
Whack for the toora loora lay
I
As I went down through Dublin City
At the hour of twelve at night
Who should I see but the Spanish lady
Washing her feet by candlelight
First she washed them, then she dried them, over a fire of amber coal
In all my life I ne’er did see
A maid so sweet about the soul
II
As I went back through Dublin City
At the hour of half past eight
Who should I spy but the Spanish lady
Brushing her hair outside the gate
First she brushed it, then she combed it
On her hand was a silver comb
In all my life I ne’er did see
A maid so fair since I did roam
III
I stopped to look but the Watchman (3) passed,
He said “Young fellah, now the night is late
Along with ye home or I will wrestle you
Straight back through the Bridewell gate(2)”
I threw a kiss to the Spanish lady
Hot as a fire of angry coal
In all my life I ne’er did see
A maid so sweet about the soul.
IV
As I came back through Dublin City
As the sun began to set
Who should I spy but the Spanish lady
Catching a moth in a golden net
When she saw me, then she fled me
Lifting her petticoat over her knee
In all my life I ne’er did see
A maid so shy as the Spanish Lady.
V
I’ve wandered north and I’ve wandered south through Stonybatter(4) and Patrick’s Close(5), up and around the Gloucester Diamond (6)and back by Napper Tandy’s house(7).
Old age has laid her hand on me
Cold as a fire of ashy coals
But where o where is the Spanish Lady,
Neat and sweet about the soul?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
senza senso
I
Mentre me ne andavo per Dublino,
alle dodici di notte, chi vidi mai, se non la Dama Spagnola, che si lavava i piedi a lume di candela? Prima li lavò e poi li asciugò su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai più
una donzella così piacevole per lo spirito
II
Quando ritornai a Dublino
alle otto e mezzo (di mattino)
chi vidi mai, se non la Dama Spagnola,
che si spazzolava i capelli fuori dal cancello? Prima li spazzolava, poi li pettinava, tenendo nella mano un   pettine d’argento, in tutta la mia vita non vidi mai una donzella così bella
per quanto abbia mai viaggiato.
III
Mi fermai ad ammirarla ma il guardiano (3) passò e disse: “Giovanotto, adesso è tardi
andatevene a casa oppure lotterò con voi
subito dietro a Bridewell gate(2)”.
Ho lanciato un bacio alla signora spagnola, caldo come un fuoco di  carbone rovente, in tutta la mia vita non vidi mai più una donzella così piacevole per lo spirito.
IV
Mentre andai di nuovo a Dublino
quando il sole incominciava a tramontare, chi vidi mai, se non la Dama Spagnola, che catturava una falena in un retino d’oro?
Quando mi vide allora veloce scappò sollevando la veste fino al ginocchio, in tutta la mia vita non vidi mai più, una donzella così timida come la Dama Spagnola
V
Ho vagato per il Nord e per il Sud per Stonybatter(4) e Patrick’s Close(5)
su e in giro per Gloucester Diamond(6)
e indietro per la casa di Napper Tandy(7)
La vecchiaia mi ha raggiunto
fredda come il fuoco delle braci spente
ma dove, oh dov’è la Dama Spagnola
fresca e dolce per lo spirito?

ASCOLTA Triona and Maighread ni Domhnaill in Idir An Dá Sholas, 2000 Il testo è abbastanza simile a quello standard, ma la melodia ha una cadenza diversa da quella con cui siamo soliti associare il brano


I
As I was walking through Dublin City
About the hour of twelve at night
It was there I saw a fair pretty female
Washing her feet by candlelight
First she washed them, then she dried them
Over a fire of ambery coals
And in all my life I never did see
A maid so neat about the soles
Chorus(1):
She had twenty eighteen sixteen fourteen
Twelve ten eight six four two none
She had nineteen seventeen fifteen thirteen
Eleven nine seven five three and one
II
I stopped to look but the watchman passed
Says he, “Young fellow, now the night is late
And along with you home or I will wrestle you
Straight away to the Bridewell gate(2)
I got a look from the Spanish lady(3)
Hot as a fire of ambery coals
And in all my life I never did see
A maid so neat about the soles
III
As I walked back through Dublin City
As the dawn of day was o’er
Oh whom should I spy but the Spanish lady
When I was weary and footsore
She had a heart so filled with loving
And her love she longed to share
And in all my life I never did meet
A maid who had so much to spare
IV
I have wandered north and I’ve wandered south
By Stoneybatter(4) and Patrick’s Close(5)
And up and around by the Gloucester Diamond(6)
Back by Napper Tandy’s house(7)
Old age has laid her hand upon me
Cold as a fire of ashey coals
And gone is the lovely Spanish lady
Neat and sweet about the soles
V
‘Round and around goes the wheel of fortune
Where it rests now wearies me
Oh fair young maids are so deceiving
Sad experience teaches me
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo per Dublino,
alle dodici di notte,
fu là che vidi una della fanciulla
che si lavava i piedi a lume di candela. Prima li lavò e poi li asciugò
su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai più
una donzella così piacevole per lo spirito
Coro (1)
Aveva 20, 18, 16, 14
12, 10, 8, 4, 2 niente
aveva 19, 17, 15, 13
11, 9, 7, 5, 3 e 1
II
Mi fermai ad ammirarla ma il guardiano (3) passò
e disse: “Giovanotto, adesso è tardi
andatevene a casa oppure lotterò con voi
subito dietro a Bridewell gate(2)”.
Ho lanciato uno sguardo alla Dama Spagnola,
caldo come un fuoco di  carbone rovente,
in tutta la mia vita non vidi mai più una donzella così piacevole per lo spirito
III
Mentre andai di nuovo a Dublino
quando il sole incominciava a tramontare,
chi vidi mai, se non la Dama Spagnola,
quando ero stanco e con il male ai piedi
lei aveva un cuore pieno d’amore
e il suo amore desiderava condividerlo,
in tutta la mia vita non incontrai mai più, una donzella che aveva così tanto da prestare.
IV
Ho vagabondato per il Nord e per il Sud
per Stonybatter(4) e Patrick’s Close(5)
su e in giro per Gloucester Diamond(6)
e indietro per la casa di Napper Tandy(7)
La vecchiaia mi ha raggiunto
fredda come il fuoco delle braci spente
ma dove, oh dov’è la Dama Spagnola
fresca e dolce per lo spirito?
V
Gira e rigira la ruota della fortuna,
dove si ferma ora sono stanco,
oh le belle donzelle sono così ingannevoli,
come l’amara esperienza m’insegna

NOTE
1) nel ritornello la donna conta i soldi che ha guadagnato o è uno sciocco conto alla rovescia
2) “The Richmond Pen” o “Richmond Gaol” era la prigione in cui venivano detenuti gli irlandesi ribelli a partire dal 1835 originariamente detta Remand Prison o Bridewell. Nel 1893 venne trasformata nella Wellington Barracks (poi rinominata Griffith e oggi sede del Griffith College)
3) La Dama Spagnola potrebbe essere anche una prostituta d’alto bordo mantenuta da un ricco amante che la faceva vivere in un bell’appartamento. La Signora evidentemente non era molto discreta.. così era sorvegliata da qualche non meglio precisato Watchman
4) Stonybatter (Bohernaglogh) è un quartiere di Dublino sulla riva Nord del fiume Lieffey
5) stradina nei pressi della cattedrale di San Patrizio
6) Gloucester Place e Gloucester Street erano il cuore del Monto, il quartiere a luci rosse di Dublino which comprised the area enclosed by Summerhill in the north, Talbot Street in the South, Marlborough Street to the west and Buckingham Street/Portland Row to the east(tratto da qui)
7) Napper Tandy fu un rivoluzionario irlandese del Settecento, uno dei fondatori dei “United Irishmen”, paladino del libero commercio e personaggio turbolento morto nel 1803 

SPANISH LADY: LA VERSIONE MALANDRINA

Una versione da “uomo di mondo” è quella in cui il nostro corteggiatore si spinge ben più in là della semplice sbirciatina!
Oltre alla notte galante il nostro “spaccone” deve anche difendersi in duello e così ammonisce i visitatori di Dublino: “Fate attenzione a non perdere la testa per le bellezze che si pettinano stando alla finestra.. potreste perdere la vita!”

ASCOLTA Christy Moore


I
As I went out by Dublin City at the hour of 12 at night
Who should I see but a Spanish lady washing her feet by candlelight
First she washed them then she dried them all by the fire of amber coal
In all my life I ne’er did see a maid so sweet about the soul
II
I asked her would she come out walking and went on till “the Grey cocks crew”
A coach I stopped then to instate her and we rode on till the sky was blue
Combes of amber in her hair were and her eyes knew every spell
In all my life I ne’re did see a woman I could love so well
III
But when I came to where I found her and set her down from the halted coach
Who was there with his arms folded but the fearful swordsman Tiger Roche (8)
Blades were out ‘twas thrust and cut, never a man gave me more fright
Till I lay him dead on the floor where she stood holding the candlelight
IV
So if you go to Dublin City at the hour of twelve at night
Beware of the girls who sit in their windows combing their hair in the candlelight
I met one and we went walking, I thought that she would be my wife
When I came to where I found her, if it wasn’t for my sword I’d have lost my life.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo per Dublino
a mezzanotte
chi vidi mai se non la Dama Spagnola, che si lavava i piedi a lume di candela? Prima li lavò e poi li asciugò su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai una donzella così amabile per lo spirito.
II
Le chiesi se voleva uscire per una passeggiata e andare fino al ” Grey cocks crew”
fermai una carrozza davanti a lei e noi girammo finchè il cielo divenne chiaro, pettini d’ambra nei capelli e i suoi occhi conoscevano ogni incantesimo,
in tutta la mia vita non vidi mai più una donna che ho amato tanto.
III
Ma quando ritornammo nel punto in cui la trovai e la feci scendere dalla carrozza,
chi c’era con le braccia conserte se non Tiger Roche (8), il terribile spadaccino?
Le spade sguainate pronte e affilate, mai un uomo mi ha fatto più paura,
finchè lo lasciai morto sul pavimento dove lei stava in attesa con un candeliere.
IV
Così se andate a Dublino a mezzanotte, attenzione alle fanciulle che siedono alla finestra pettinandosi i capelli a lume di candela, ne incontrai una mentre stavo passeggiando e pensai che sarebbe stata mia moglie quando ritornai al punto in cui l’ebbi trovata, se non fosse stato per la mia spada, avrei perso la vita!

NOTE
tiger-roche8) Il dublinese David “Tiger” Roche era un affascinante avventuriero vissuto nel Settecento. Figlio di un gentiluomo, ufficiale a sedici anni, eroe delle Indian Wars, degradato con ignominia per furto, ripetutamente processato per omicidio, cronicamente indebitato, cacciatore di dote… Il prototipo di Barry Lyndon per intenderci.

La canzone è così popolare che la Dama Spagnola cambia  indirizzo a seconda della città da cui proviene la canzone, abbiamo così versioni da Galway, ma anche a Belfast, Chester continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/thespanishlady.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=44796 http://thesession.org/tunes/1117
http://www.christymoore.com/lyrics/spanish-lady/

BLACK IS THE COLOUR

Una canzone d’amore dalla tradizione popolare dei Monti Appalachi esportata degli immigrati provenienti dalle Isole Britanniche (si ipotizza l’origine scozzese). Esistono varie versioni con il protagonista maschile e più raramente femminile e moltissime interpretazioni dei maggiori gruppi e solisti di area celtica (soprattutto irlandesi) e non.

La melodia diventata standard non è quella più antica bensì è stata composta tra il 1916 e il 1920 dal grande John Jacob Niles  (1892-1980). Così scrive lo stesso Niles “Black is The Color of My True Love’s Hair’…was composed between 1916 and 1921. I had come home from eastern Kentucky, singing this song to an entirely different tune–a tune not unlike the public-domain material employed even today. My father liked the lyrics, but thought the tune was downright terrible. So I wrote myself a new tune, ending it in a nice modal manner. My composition has since been ‘discovered’ by many an aspiring folk-singer.

Si tratta secondo gli studiosi di una versione modificata di The Sailor Boy (Laws K12).
Il brano ha un andamento ipnotico, dolce e sensuale nello stesso tempo e la maggior parte degli artisti che lo hanno interpretato hanno sottolineato questa caratteristica.
Pochi versi nella strofa iniziale riprendono ossessivamente la descrizione dell’amata(o) sembrano indicare che il protagonista, separato dal suo amore, ne stia ricordando il colore dei capelli, la delicatezza delle labbra, il sorriso radioso e le mani delicate, ma soprattutto la sua andatura: la terra stessa calpestata dall’amata(o) diventa fonte di gioia e amore.

The Princess Out of School di Edward Robert Hughes
The Princess Out of School di Edward Robert Hughes

Paul Weller con la sua voce lievemente roca, gli arpeggi della chitarra e un violino un po’ zingaro

Christy Moore, pura seta che ti avvolge l’anima, un sussurro vellutato sostenuto dalla sola chitarra  (tra le tante versioni live)

Gaelic Storm in Tree 2001, una versione decisamente gypsy

Cara Dillon 

A documentare una popolarità che ha varcato i confini del folk questa versione dei Twilling Singers


CHORUS
Now black is the colour of my true love’s hair
Her lips are like a rose so fair (some roses fair)
the sweetest smile and the gentlest hands
I love the ground whereon she stands
I
I love my love and well she knows
I love the ground whereon she goes
I wish (hope) the day – would soon (will one day) come
When she and I can be as one
II
I go to the Clyde (1) for to mourn and weep
For satisfied I never can be (2)
I write her letters just a few short lines
And suffer death ten thousand times
traduzione italiano Cattia Salto
CORO
Nero è il colore dei capelli del mio vero amore
le sue labbra sono simili a una bellissima rosa.
Ha il sorriso più dolce e le mani più gentili,
amo il terreno su cui si posa.
I
Amo il mio amore e lui (lei) lo sa bene, amo il terreno sul quale cammina, vorrei che  venga presto  il giorno
in cui lui(lei) ed io saremo una cosa sola.
II
Andrò al fiume Clyde a piangere e singhiozzare,
perchè non potrò mai più essere contenta(o), gli(le) scriverò delle lettere, solo delle brevi righe e patirò la morte 10mila volte

NOTE
1) Il fiume Clyde è il più importante fiume della Scozia e attraversa Glasgow
2) nella versione tradizionale la lettera è scritta da una ragazza presa dalla disperazione di aver appreso la morte in guerra del suo innamorato. La lettera è un testamento in cui chiede di essere sepolta con una colomba sul petto, perchè è certa di stare per morire di crepacuore.
“Go dig my grave both wide and deep,
Place a marble stone at my head and feet,
And on my breast a turtle dove,
To show to the world that I died for love.
And on my breast a turtle dove,
To show to the world that I died for love.” (tratto da qui)

cascate-clyde
Le cascate del fiume Clyde – New Lanark, South Lanarkshire (Scozia)

FONTI
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BlackIsColor.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=32248
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18179
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=666
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=665
http://saturdaychorale.com/2013/06/22/john-jacob-niles-18921980-black-is-the-color-of-my-true-loves-hair/