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THE BEGGARMAN’S SONG

13600Un mendicante girovago ritiene che il suo mestiere sia il migliore del mondo, perché così è libero (da ogni convenzione sociale, obblighi e consuetudini); quando ha fame chiede da mangiare, quando è stanco si siede a riposare e quando ha sonno dorme dove capita, magari in un fienile se piove. Incontrata una ragazza che gli fa notare il suo misero abbigliamento, le risponde che preferisce il suo genere di vita e che tutto il resto è superfluo.

LA MELODIA: RED HAIRED BOY

Il brano è conosciuto sotto vari titoli anche come sola versione strumentale e su thesession.org sono elencati come: An Carrowath, An Giolla Ruadh, The Auld Rigadoo, The Beggar Man, The Beggarman, Danny Pearl’s Favorite, Danny Pearl’s Favourite, Gilderoy, Guilderoy, Injun Ate A Woodchuck, The Jolly Beggar, The Jolly Beggarman, The Jolly Beggerman, The Journeyman, The Little Beggar Man, The Little Beggarman, The Little Beggerman, The Old Rigadoo, The Old Soldier With The Wooden Leg, The Red Haired Boy, The Red Haired Lad, The Red Headed Irishman, The Red-Haired Boy, The Redhaired Boy, The Rigadoo, Thy Redhaired Lad.

The Fiddler’s Companion riporta: “‘Red Haired Boy’ is the English translation of the Gaelic title “Giolla Rua” (or, Englished, “Gilderoy”), and is generally thought to commemorate a real-life rogue and bandit, however, Baring-Gould remarks that in Scotland the “Beggar” of the title is also identified with King James V. The song was quite common under the Gaelic and the alternate title “The Little Beggarman” (or “The Beggarman,” “The Beggar”) throughout the British Isles. For example, it appears in Baring-Gould’s 1895 London publication Garland of Country Song and in The Forsaken Lover’s Garland, and in the original Scots in The Scots Musical Museum. A similarly titled song, “Beggar’s Meal Poke’s,” was composed by James VI of Scotland (who in course became James the I of England), an ascription confused often with his ancestor James I, who was the reputed author of the verses of a song called “The Jolly Beggar.” The tune is printed in Bunting’s 1840 A Collection of the Ancient Music of Ireland as “An Maidrin Ruadh” (The Little Red Fox).  The melody is one of the relatively few common to fiddlers throughout Scotland and Ireland, and was transferred nearly intact to the American fiddle tradition (both North and South) where it has been a favorite of bluegrass fiddlers in recent times.”

La melodia, un’allegra hornpipe, a volte è suonata come un reel

ASCOLTA Vi Wickam (due violini)

ASCOLTA Norman Blake and Ed “Doc” Cullis: banjo e chitarra, ottimo bluegrass!!

JOHN DHU

Pur nella spensieratezza delle melodia,  c’è da riflettere che il nome del vecchio, John Dhu suona come il tipico nome riservato ai corpi non identificati negli ospedali e nelle camere mortuarie, John Doe.

La versione testuale è stata riportata da Sarah Makem (Irlanda del Nord) e resa famosa dal fratello Tommy
ASCOLTA The Clancy Brothers &Tommy Makem
ASCOLTA The High Kings

ASCOLTA Buddy Greene con l’armonica
ASCOLTA Great Big Sea in Play 1997: “Rigadoon”  (Alan Doyle, Séan McCann, Bob Hallett, Darrell Power). Un’arrangiamento in stile rap! (anche il testo in questa rilettura diventa modernissimo)

ASCOLTA
Gaelic Storm in Three2001: la canzone diventa quasi uno scioglilingua rappato tanto è veloce con l’inizio delle voci che ripetono come un mantra “I am a little beggarman” a imitare il suono del digeridoo

CHORUS
Diddly-i-diddle-i-doodle-i-do-die-dum
Diddly-doo-dah-diddly-i-diddly-i-dum
Diddly-i-diddly-i-diddly-i-dee-dum
Diddly-doo-dah-diddly-i-doo-dah-dum


I
I am a little beggarman,
a-begging I have been
For three score(1) or more
in this little isle of green
I’m known from the Liffey
down to Segue(2)
And I’m known by the name
of old Johnny Dhu.
II
Of all the trades that’s going,
I’m sure begging is the best
For when a man is tired,
he can sit down and rest,
He can beg for his dinner,
he has nothing else to do
Only cut around the corner
with his old rig-a-doo (3)
III
I slept in the barn
right down at Caurabawn(4),
A wet night came on
and I slept until the dawn,
With holes in the roof
and the rain coming through,
And the rats and the cats,
they were playing peek-a-boo.
IV
When who did I waken
but the woman of the house
With her white spotty apron
and her calico blouse
She began to frighten,
I said, “Boo Ara, don’t be afraid,
ma’am, it’s only Johnny Dhu (5)”
V
I met a little flaxy-haired girl one day
“Good morning,
little flaxy-haired girl,” I did say
“Good morning, little beggarman,
and how do you do,
With your rags and your tags
and your old rig-a-doo(3)?”
VI
I’ll buy a pair of leggings
and a collar and a tie
And a nice young lady
I’ll fetch by and by
I’ll buy a pair of goggles,
I’ll color them blue (6),
And an old-fashioned lady
I will make her, too (7)
VII
Over the road with
me pack on me back
Over the fields with
me great, heavy sack
With holes in me shoes
and me toes peeping through
Singing, “Skinny-me-rink-a-doodle-o and old Johnny Dhu”
VIII
I must be going to bed
for it’s getting late at night
The fire’s all raked
and out goes the light
So now you’ve heard the story
of me old rig-a-doo
“It’s good-bye and God be with you,” says old Johnny Dhu
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono un piccolo mendicante
e lo sono sempre stato,
ho passato più di sessanta anni in questa isola verde,
mi conoscono dal Liffey
e fino a Seagew  (2)
con il nome di
il vecchio Johnny Dew.
II
Di tutti i mestieri da farsi,
mendicare è il migliore:
quando uno è stanco
si siede a riposare,
chiede la carità per mangiare,
non ha altro da fare
che sedersi nel suo angolo
con la sua vecchia filosofia.(3)
III
Ho dormito in un fienile
proprio a Caurabawn (4),
venne una nottata bagnata
e ho dormito fino all’alba
con i buchi nel tetto
e la pioggia che veniva giù,
con i topi e i gatti che
giocavano a nascondino.
IV
Ma chi si sveglia
se non la donna di casa,
con un grembiule bianco macchiato
e una camicia di cotone stampata?
Si prese uno spavento
e allora le ho detto :”Non aver paura donna sono solo Johnny Dew (5)”.
V
Ho incontrato una giovanetta bionda un giorno “Buon giorno
biondina” le ho detto
“Buon giorno mendicante,
come stai,
con i tuoi stracci, i rattoppi
con la sua vecchia filosofia (3)?”
VI
Mi comprerò un paio di calze,
un colletto e una cravatta,
e una signora elegante
incontrerò da vicino,
mi comprerò un paio di occhiali
e li colorerò di blu(6)
e farò di lei
una signora onesta (7).
VII
Via per la strada con
la borsa sulle spalle!
Via per i campi col
mio grosso sacco,
coi buchi nelle scarpe
e le dita che spuntano fuori
cantando “Skinny-me-rink-a-doodle-o e il vecchio Johnny Dew”
VIII
Devo andare a dormire
perchè si è fatta notte
il fuoco è spento
smorzato il lume,
così avete sentito la storia
della mia vecchia filosofia
“Arrivederci e Dio sia con voi”
dice il vecchio Johnny Dew

NOTE
1) score vuole anche dire un gruppo o una serie di 20 quindi l’età del mendicante è di oltre 60 anni
2) probabilmente Seagoe in Armagh
3) rigadoo = carretta che i senza tetto si portano appresso (oggi il carrello della spesa dei super-market) oppure bastone da passeggio ma anche zaino;  il bastone da passeggio diventa il bastone da trasporto con dei sacchi o pacchetti legati sulla cima e portato a tracolla sulle spalle; altri propendono per il nome di una danza, dal francese Rigaudon – storpiato in inglese come rigadoon (rigadig), una danza di corte francese diventata popolare nell’ottocento (più precisamente un passo di danza.). Dallo Yorkshire osservano che con “Reet Good Do” si indica un session di musica con canti e racconti. Alcuni arrivano a unire i due significati osservano che nel portare un sacco appeso ad un bastone questo sembra che balli.
Ma potrebbe anche trattarsi di un cappotto o un vestiario.
Altri ancora osservano che il gaelico “riocht go dubh” che foneticamente si avvicina al nostro termine significa “a black/dirty/dismal shape/state/condition” traducibile come “disordinato” o confusionario con tutte le sfumature che la parola inglese “mess” comporta,
In senso lato a mio avviso  vuole indicare la summa della sua  filosodia di vita, un comportamento che segue alla lettera  l’insegnamento del filosofo greco Epicuro (vedi)
4) anche scritto come Currabawn
5) anche con il nome l’uomo ha voluto cancellare i legami con la sua stirpe (con tutto l’insieme di conseguenze che porta:  senso di appartenenza, obblighi morali, affetti)
6) la frase significa che l’uomo ha intenzioni oneste con la donna che corteggia e intende sposarla: per tradizione infatti la sposa deve portare qualcosa di blu al suo matrimonio.
7) la strofa prosegue  nei Gaelic Storm:
I’ve got the sky, I’ve got the road.
I’ve got the sky…The world is my home.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/i-did-in-my-way-.html
http://thesession.org/tunes/566
http://www.mamalisa.com/?t=es&p=3505&c=68 http://www.ibiblio.org/fiddlers/REA_RED.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/27/beggar.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=126076
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6002

KEEP OUT OF THE KITCHEN: UNFORTUNATE COURTSHIP

kitchen-courtingNota anche con il titolo di “Captain Kelly’s Kitchen,” la ballata si ritrova in alcuni broadside di metà Ottocento con versioni diverse da quella qui accreditata. La “beau” della storia è una servetta, che coglie l’occasione dell’assenza domenicale del suo padrone, il capitano Kelly, per invitare un bel giovanotto a “prendere il tè” (per modo di dire) in cucina!
Il giovanotto, pur di ottenere quanto sospirato, promette anche il matrimonio, ma ahimè si rimangia la parola una volta che tutto è finito.
In una versione ottocentesca, lo vediamo darsela a gambe quando i due sentono ritornare la carrozza del Capitano; nel tentativo maldestro di scappare, il malcapitato cade nel fuoco – le cucine vittoriane sono piene di grandi camini con il fuoco acceso.. – e per spegnere l’incendio  lei gli getta addosso il secchio dell’acqua sporca! Ma è alla stazione di polizia che lo sfortunato ragazzo trova la sorte peggiore: la ragazza forse per vendicarsi della promessa di matrimonio fasulla, lo accusa di essere entrato in casa per rubare e di averla aggredita.
Così il consiglio che il ragazzo da nell’ultima strofa agli altri giovanotti è questo
So all young men a warning take, when for love you feel an itching, do your business on the area steps, but keep out of the kitchen” (Bodleian Ballads, Firth c.18(175); 1858-1885. stampato da W. B. Fortney, Monmouth Court, Bloomsbury, Londra).

COURTING IN THE KITCHEN

Si possono ascoltare le registrazioni dei Clancy Brothers e Tommy Makem in uno stile più tradizionale oppure i Dorpkick Murphys con il loro celtic punk-metal, ma assolutamente irresistibile è la versione dei Gaelic Storm!

ASCOLTA Tommy Makem & The Clancy Brothers

ASCOLTA Gaelic Storm


I
Come single belle and beau unto me pay attention
don’t ever fall in love it’s the Devil’s own invention
for once I fell in love with a lady do bewitchin’
Miss Henrietta Bell down in Captain Kelly’s kitchen
CHORUS X2
too ra loo ra la
too ra loo ra laddie
II
At the age of seventeen I was ‘prenticed by a grocer
Not far from Stephen’s Green(1) where Miss Henry used to go sit
her manners were so fine she set my heart a twitchin’
she invited me to a hooley (2) in the kitchen
III
Next Sunday being the day we were to have the flare up
I dressed me self quite gay and I frizzed and oiled my hair up
the Captain had no wife and he’d gone off a fishin’
so we kicked up high life to hooley in the kitchen
IV
She slipped up to her room, I says “good Lord, Almighty!”
She came back down the stairs, wearin’ nothin’ but her nightie
With her arms around me waist, she slyly hinted marriage
When to the door in haste, came captain Kelly’s carriage
V
When the captain came downstairs,
though he saw me situation
In spite of all me prayers,
I was marched off to the station
For me they set no bail, but to get to the home I was itchin’
And I had to tell the tale, for I came in to the kitchen
VI
Well, I swore she did invite me, though she gave a flat denial
For assault, they did indict me and I was sent for trial
She swore I robbed the house in spite of all me screechin’
And I got six months hard, for me courtin’ in the kitchen
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Venite ragazze sole e belle e prestatemi attenzione
non bisogna mai innamorarsi
è proprio un’invenzione del diavolo
Beh, una volta mi sono innamorato
di una fanciulla così ammaliante
la signorina Henrietta Bell giù nella cucina del capitano Kelly
CORO
Anche con me-rah-loo-rah-la
E anche me-rah-loo-rah-laddie
II
All’età di diciassette anni
sono stato apprendista di un droghiere
non lontano dai giardini di Santo Stefano 1) dove la signorina Henry andava a sedersi; i suoi modi erano così eleganti
i suoi modi mi facevano battere il cuore
lei mi ha invitato per una festa (2) in cucina
III
La domenica successiva fu il giorno
che dovevamo fare il botto,
mi vestii tutto elegante e mi frizionai i capelli e mi misi il gel,
il capitano non aveva moglie ed era andato fuori a pesca
così ci siamo scatenati in una festa in cucina
IV
Lei salì nella sua stanza, dico
“Buon Dio Altissimo”
e scese dalle scale, indossando nient’altro che la sua camiciola da notte
con le braccia intorno ai miei fianchi,
lei maliziosamente accennò al matrimonio, quando alla porta di corsa arrivò la carrozza del capitano Kelly
V
Quando il capitano scese
da basso
appena vide la mia situazione
a dispetto di tutte le mie preghiere
fui spedito alla stazione (di polizia);
per me non c’era cauzione,
ma di andare a casa non vedevo l’ora,
e ho dovuto raccontare la storia del perchè andai in cucina
VI
Io lo giuro lei mi invitò,
anche se ha dato una netta smentita,
mi hanno fatto incriminare per aggressione, e sono stato mandato in giudizio lei ha giurato che ho rubato in casa e nonostante tutto il mio putiferio,
ho avuto sei duri mesi
per il mio corteggiamento in cucina

NOTE
1) un parco di Dublino molto frequentato
2) “hooley” è slang irlandese per una festa con musica

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16342
http://chivalry.com/cantaria/lyrics/courtin-in-the-kitchen.html

JOHNNY JUMP UP WITH HARD CYDER

E’ una canzone popolare irlandese originaria di Cork, sugli effetti del sidro detto “Johnny Jump up”, particolarmente forte perchè fatto fermentare nelle botti di whiskey, come si beveva a Youghal durante la Seconda Guerra Mondiale.

IL SIDRO DI MELE: la bevanda più trendy

Questa bevanda è tipicamente celtica a partire dall’invenzione delle botti e per continuare con il simbolismo del melo, l’albero di Avalon continua

Bottle Of Cider With ApplesIl sidro (in inglese cyder) ovvero il “vin ad pum” del Monferrato, è in genere una bevanda poco alcoolica ottenuta dalla fermentazione di frutti come mele, pere o le dimenticate nespole, tipica del Regno Unito, dei Paesi Baschi e della Normandia. Si può definire come un vino di mela e ha lontane tradizioni medievali: la gradazione alcoolica di solito è bassa (variando dai 4 agli 8 gradi), ma il Johnny invece è bello forte tant’è che viene proposto come cocktail in queste proporzioni: 1 parte di whiskey per 8 parti di sidro di mela secco, da mescolare e bere a temperatura ambiente.

Johnny Jump up

Hard Cider

Gli effetti inebrianti e miracolosi della bevanda sono descritti con molto irish humor: il “johnny jump up” rinvigorisce, risana gli invalidi ed è il biglietto d’entrata per il paradiso. Peccato che quando se ne beve troppo.. ti stenda a terra!
Tadgh Jordan scrisse la canzone nel 1934 e fu registrata da Jimmy Crowler (noto folk singer di Cork) nel 1998. Un altro titolo della canzone è ‘Up the Lee Road’

 ASCOLTA  Jimmy Crowler live con l’accento di Cork!

ASCOLTA Gaelic Storm il brano si conclude con una Morrison jig piuttosto veloce

ASCOLTA The Minstrels of Mayhem in un interessante arrangiamento (per info sul gruppo qui)

Testo in Tomas O Canainn, Songs of Cork (1978).


I
I’ll tell you a story
that happened to me
One day as I went out
to Youghal(1) by the Sea
The sun it was bright
and the day it was warm
Says I, “A quiet pint
wouldn’t do me no harm”
I went to the barman,
I says give me a stout
Says the barman, “I’m sorry
all the beer tis sold out
Try whiskey or vodka(4),
ten years in the wood”
Says I, “I’ll try cider,
I heard it was good”
CHORUS
Oh never, Oh never, Oh never again
If I live to a hundred or a hundred and ten
I fell to the ground and I could not get up
After drinking a pint of the Johnny Jump Up
II
After lowering the third I headed strait for the yard
Where I bumped into Brophy the big civic guard(5)
He says “Come here to me boy
don’t you know we’re in the law”,
Well I upped with my fist
and I shot to his jaw
He fell to the ground
with his knees crumpled up
But it’wasnt I hit him
t’was the johnny jump up
And the next thing I met down in Youghal by the Sea
Was a cripple on crutches,
and says he to me
“I’m afraid o’ me life
I’ll be hit by a car
Would you help me across to the Railwayman’s Bar?”
And after three pints of the cider so sweet
He threw down his crutches
and he danced on his feet
III
Now I went up the Lee road
a friend to see
They call it the Madhouse in Cork by the Lee(6)
But when I got up there,
the truth I do to tell
They had the poor bugger
locked up in his cell
Says the guard testing him, “Say these words if you can
‘Around the rugged rocks the ragged rascal ran (7)”
“Tell them I’m not crazy,
tell them I’m not mad (8)
T’was only six pints
of that cider I had”
Now a man died in the Union (9)
by the name of McNabb
They washed him
and laid him outside on a slab
And after the corroner (10)
his measurements did take
His wife took him home t
o a bloody fine wake (11)
‘Twas about twelve o’clock
and the beer it was high
The corpse he sat up
and he says with a sigh
“I can’t get to heaven,
they won’t let me up
Till I bring them a pint
of the Johnny Jump Up”
IV
So come all you young fellows
and ladies as well.
Beware of that stuff
that they brew in Clonmel,
For God only knows
whether you’ll wind up
In a madhouse or gaol
after Johnny Jump Up.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Vi racconterò la storia
che mi è capitata:
una volta sono andato
a Youghal(1) sul mare
il sole era luminoso
e il giorno caldo
mi dico, “Una pinta in tranquillità (2)
non mi farà male”
Sono entrato
e chiedo una stout (3),
ma dice il barista: “Mi dispiace
tutta la birra è finita.
Prova del whiskey o la vodka (4), invecchiata di 10 anni
dico io “Proverò il sidro,
ho sentito che è buono

CORO
Oh mai, oh mai, oh mai più
se vivo fino a cento o
centodieci anni
sono caduto a terra e non potevo alzarmi
dopo aver bevuto una pinta di Johnny Jump Up
II
Dopo aver scolato la terza (pinta) sono andato dritto al cantiere (al lavoro),
dove mi sono imbattuto in Brophy il grosso civico (5)
dice “Viene qui ragazzo,
non lo sai che siamo la legge?

Beh alzai il pugno
e lo colpii alla mascella
Cadde a terra
e sulle ginocchia si accartocciò
non sono stato io che l’ho steso,
ma Johnny Jump.
Il secondo personaggio che incontrai a Youghal sul mare
era uno storpio con le stampelle,
e mi dice
Temo per la mia vita, potrei essere investito da una macchina!
Mi aiuteresti ad attraversare per il Bar del Ferroviere?
E dopo tre pinte di sidro
così dolce
gettò via le stampelle
e ballò sui suoi piedi
III
Bene, sono andato per la Lee road
a trovare un amico
lo chiamano a Cork
il “Manicomio del Lee” (6)
ma quando sono arrivato lì,
devo dire la verità,
avevano rinchiuso
in cella il poveraccio.
Dice la guardia mentre lo metteva alla prova “Prova a dire queste parole, se ci riesci:Around the rugged rocks the ragged rascal ran (7)
Dite loro che non sono matto, 
dite loro che non sono folle (8)
sono state le sei pinte
di quel sidro che ho bevuto!

Ora un uomo è morto nell’Ospizio (9)
di nome McNabb
è stato lavato
e steso fuori su una lastra
e dopo il becchino (10)
gli ha preso le misure,
sua moglie lo ha portato a casa
per una veglia troppo bella (11),
Era circa mezzanotte
e la birra era tanta
il cadavere si mise a sedere
e dice con un sospiro
Non posso andare in cielo,
non mi fanno salire
finchè non gli porto una pinta
di Johnny Jump Up
IV
Così venite voi tutti sia ragazzi
che ragazze
attenti a quella roba
che distillano a Clonmel
perchè solo Dio sa
che ti rinchiuderanno
in un manicomio o in galera
dopo un Johnny Jump Up

NOTE
1) Yaw, “Youghal” (pronuncia Yawl),città della costa a est di Cork, citata in molte canzoni
2) espressione che significa “bere rilassati”
3) vedi
4) in altre versioni è scritto “try Paddy” che è il marchio di un whiskey prodotto localmente
5) letteralmente “la guardia civica” ma in molte forma gergali si dive più semplicemente il civico (ad esempio in piemontese civich) le funzioni di ordine pubblico sono svolte oggi dai vigili urbani e dai poliziotti
6) Lee è il fiume di Cork
7) scioglilingua che in italiano si traduce sempre come scioglilingua: “intorno alle rocce aspre il furfante cencioso corse”
8) due modi per dire matto il primo in modo più scherzoso, il secondo più in senso negativo
9) Cork Union: si tratta della Union Workhouse costruita a Cork nel 1839 vedi
10) in altre versioni O’Connor
11) le veglie funebri irlandesi si annaffiano con abbondanti bevute e si finisce per cantare e scherzare, non per niente si dice che la differenza tra un matrimonio e un funerale in Irlanda sia… un ubriaco in meno! continua

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6918
http://mysongbook.de/msb/songs/j/johnjump.html

THE ROCKY ROAD TO DUBLIN

The Rocky Road to Dublin” è una canzone scritta da D. K. Gavan per Harry Clifton e comparsa in stampa nel 1841 (testo e melodia sono stampati nel “The Citizen – Dublin Monthly Magazine” di aprile): è la storia del viaggio accidentato di un giovane irlandese in cerca di lavoro, che dal paesello natale di Tuam (contea di Galway) emigra a Liverpool, passando per Dublino.

Ma a Mulligar (contea di Westmeath) a causa del suo abbigliamento antiquato, viene deriso dalle donne del posto, e a Dublino viene prima derubato e poi beffato per il suo pesante accento gaelico. Nel tragitto per mare è stivato insieme ai maiali e inoltre patisce il mal di mare al largo delle coste di Holyhead (Galles).
Finalmente arrivato a Liverpool, viene canzonato da un gruppetto di bulli locali, e per difendere la sua Irlandesità, benchè solo contro molti, inizia a menare botte con il suo bastone da passeggio: è subito soccorso da un gruppo di irlandesi della sua stessa contea, e così la canzone finisce, allegramente, in una colossale zuffa!

DAL CUORE AL SANGUE

Il climax della canzone viene sapientemente costruito: nella I strofa il cuore quasi gli si spezza per il dolore della separazione dalla sua famiglia, nella II strofa il cuore “sta per affogare” e “per andare in ebollizione” nella IV è il mare intorno a lui a ribollire e infine nella V strofa è la volta del suo sangue “ad andargli alla testa“: il finale, inevitabile sfogo di tanta pressione, è una virile scazzottata!!

KISS ME I AM IRISH

La storia ha un chiaro intento comico, e mette in burla il carattere tipicamente “irish” della gente di campagna, fu scritta infatti per intrattenere il pubblico londinese del Music hall e la stessa sgrammaticalità del testo è una cornice adeguata al contesto; l’irlandese è un gran bevitore (e ogni pretesto è buono per farsi un goccio), si crede un gran seduttore (e le ragazze sono tutte ai suoi piedi), è superstizioso e vede folletti dappertutto, amante della musica e del ballo, non si tira indietro quando è il momento di menare le mani!

LA MELODIA

postcards2496-crdLa melodia è una slip jig, di solito una musica strumentale da danza, insolitamente accelerata, che mette alla prova le qualità canore degli interpreti e la capienza dei loro polmoni, essendo le strofe particolarmente lunghe! Apprendiamo dalla poesia di Patrick J. McCall dal titolo “The Dance at Marley” datata 1861 che a Dublino e a quel tempo, “The Rocky Road” era una popolare barn dance  come questa “Road to Spencer”

Qualcuno ha notato la somiglianza con una melodia scozzese molto antica, ‘Cam Ye Ower Frae France’, ovvero ‘The Keys of the Cellar’.

Siccome è una canzone piena di testosterone è esclusivamente interpretata da voci maschili, non per niente è stata utilizzata nella scena del pugilato nel film “Sherlock Holmes” (il primo della serie uscito nel 2009).

ASCOLTA The Dubliners in The originals 2005 (in repertorio dal 1964)

ASCOLTA The High Kings live in “The High Kings” 2008

ASCOLTA Orthodox Celts da vedere per l’aplomb di Aleksandar “Celtic” Petrović, l’ottimo arrangiamento strumentale (Down the River) e il video!

ASCOLTA Gaelic Storm abbinata con un’altra slip jig dal titolo “Kid on the Mountain”

ASCOLTA Irish Descendants per aver integrato nella melodia una serie di jigs famose quali Morrison Jig (o Morning Dew) Irish Washerwoman, …

E’ stata fatta anche una versione in gaelico dal titolo “An Bairille
ASCOLTA Julie Fowlis and Muireann Nic AmhlaoibhTha ‘m Buntata Mor/An Bairille/Boc Liath Nan Gobhar

C’è una versione testuale del 1901 pubblicata a New York con un testo diverso dalla versione irlandese e con il ritornello che dice
For it is the rocky road, here’s the road to Dublin;
Here’s the rocky road, now fire away to Dublin!

Ma al momento non ho trovato un brano da ascoltare con questa versione.


I
In the merry month of May(1),
From my home I started,
Left the girls of Tuam,
Nearly broken hearted,
Saluted father dear,
Kissed my darlin’ mother,
Drank a pint of beer(2),
My grief and tears to smother,
Then off to reap the corn,
And leave where I was born,
I cut a stout blackthorn,
To banish ghost and goblin,
In a brand new pair of brogues,
I rattled o’er the bogs,
And frightened all the dogs,
On the rocky road to Dublin.
CHORUS
One, two, three, four five,
Hunt the hare and turn her
Down the rocky road
And all the ways to Dublin,
Whack-fol-lol-de-ra.
II
In Mullingar that night,
I rested limbs so weary,
Started by daylight,
Next mornin’ light and airy,
Took a drop of the pure(3),
To keep my heart from sinkin'(4),
That’s an Irishman’s cure(5),
Whene’er he’s on for drinking.
To see the lasses smile,
Laughing all the while,
At my curious style,
‘Twould set your heart a-bubblin’ (6).
They ax’d if I was hired,
The wages I required,
Till I was almost tired,
Of the rocky road to Dublin.
III
In Dublin next arrived,
I thought it such a pity,
To be so soon deprived,
A view of that fine city.
Then I took a stroll,
All among the quality,
My bundle it was stole,
In a neat locality;
Something crossed my mind,
Then I looked behind;
No bundle could I find,
Upon my stick a wobblin’.
Enquirin’ for the rogue,
They said my Connacht brogue(7),
Wasn’t much in vogue,
On the rocky road to Dublin.
IV
From there I got away,
My spirits never failin'(8)
Landed on the quay
As the ship was sailin’;
Captain at me roared,
Said that no room had he,
When I jumped aboard,
A cabin found for Paddy,
Down among the pigs
I played some funny rigs(9),
Danced some hearty jigs,
The water round me bubblin’,
When off Holyhead,
I wished myself was dead,
Or better far instead,
On the rocky road to Dublin.
V
The boys of Liverpool,
When we safely landed,
Called myself a fool;
I could no longer stand it;
Blood began to boil,
Temper I was losin’,
Poor ould Erin’s isle
They began abusin’,
“Hurrah my soul,” sez I,
My shillelagh(10) I let fly;
Some Galway boys were by,
Saw I was a hobble(11) in,
Then with a loud hurray,
They joined in the affray.
We quickly cleared the way,
For the rocky road to Dublin.
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Nel ridente mese di maggio(1)
partii da casa mia,
lasciai le ragazze di Tuam
con il cuore a pezzi
salutai il mio caro padre,
baciai la mia cara madre
bevvi una pinta di birra(2),
cercando di soffocare dolore e lacrime,
poi via a mietere il grano,
e lasciare il luogo dov’ero nato;
tagliai un robusto prugnolo
per scacciare fantasmi e folletti
e con un nuovo paio di scarponi
andavo con fracasso per le paludi,
spaventando tutti i cani
lungo la strada rocciosa per Dublino.
Ritornello
Uno, due, tre, quattro cinque,
caccia la lepre e falla girare
giù per la strada rocciosa
e per le strade fino a Dublino ,
Whack-fol-lul-lee-ra!

II
A Mullingar quella notte
ho riposato le mie membra tanto stanche, svegliato dalla luce del sole
al mattino successivo, sereno e allegro, mi feci un goccio(3),
per farmi coraggio,(4)
è questa la cura di Paddy(5),
ogni volta che beve.
Vedere il sorriso delle ragazze,
che ridevano tutto il tempo
del mio curioso stile,
“ti rende il cuore felice”.(6)
Mi chiedevano se avevo lavoro,
ma un impiego cercavo,
che di zappare ero proprio stufo
sulla dura strada per Dublino.
III
Successivamente arrivai a Dublino,
e pensai fosse un vero peccato
di privarmi così presto
della visione di una città così bella.
Allora feci una passeggiata,
in mezzo a tutta quella roba fine
e il mio fagotto mi rubarono
nell’ordinata cittadina;
qualcosa mi incrociò il pensiero
e mi voltai indietro
e nessun fagotto trovai,
che penzolava sul bastone.
Domandando per il ladro,
mi dissero che lo “scarpone del Connacht”(7) non era molto in voga sulla strada per Dublino
IV
Da lì me ne andai,
con lo spirito saldo(8),
piombai sul molo,
mentre la nave stava per salpare
il capitano mi gridò,
e disse che non aveva più posto,
ma quando salii a bordo,
una cabina per Paddy trovò
giù tra i maiali;
feci qualche divertente trucchetto(9),
e ballai appassionate gighe,
l’acqua attorno a me faceva bolle
e quando fummo a Holyhead
desiderai di essere morto,
o meglio, lontano invece che
sulla strada per Dublino.
V
I ragazzi di Liverpool,
quando sbarcammo in salvo,
mi diedero del pazzo;
non ho più potuto sopportarlo;
il sangue iniziò a bollirmi,
stavo perdendo la pazienza
la povera vecchia isola di Erin,
iniziarono a insultare
“Hurra per la mia anima” dissi io,
feci volare il mio bastone da passeggio(10);
alcuni ragazzi di Galway che erano vicini, videro che ero bloccato(11).
Con un forte hurra si unirono alla rissa
e liberammo velocemente il cammino,
per la dura strada verso Dublino

NOTE
1) a volte il mese è maggio, altre volte è giugno (ma siccome il nostro Paddy vuole andare a mietere il grano come bracciante stagionale è più probabile sia il mese di giugno)
2) ogni occasione è buona per bere una birra
3) l’irish drop è un eufemismo per minimizzare il quantitativo di alcol bevuto, tutt’altro che minimo
4) letteralmente “trattenere il cuore dall’affogare”
5) Paddy’s cure
6) letteralmente “mettere il cuore in ebollizione”
7) frase allusiva la parola brogue oltre che scarpone significa anche “un forte accento dialettale” con particolare riferimento a un irlandese che parla inglese. Il Connacht e la provincia più occidentale dell’Irlanda, quella più povera e meno abitata, ma anche la parte più selvaggia del paese: un tipico paesaggio è quello del Connemara, con aride torbiere e stagni, e i campi suddivisi dai tipici muretti in pietra dove pascolano tante pecore e montoni. E’ la zona del Gaeltacht in cui si parla il gaelico irlandese
8) o almeno credo sia questo il senso del verso
9) la frase potrebbe riferirsi sia al fatto che Paddy suonasse qualche strumento ma anche che si divertisse con qualche gioco essendo “rig” traducibile con “trick”
10) shillelagh è un tipico bastone irlandese da passeggio un po’ corto e usato occasionalmente come arma
11) Hobble anche scritto come a-wobbelin’

FONTI
http://monologues.co.uk/musichall/Harry-Clifton.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=80986
http://books.google.it/books?id=9LgRAAAAYAAJ&pg=PA264-IA2&dq=%22Rocky+Road+to+Dublin%22&redir_esc=y#v=onepage&q=%22Rocky%20Road%20to%20Dublin%22&f=false
http://www.folkworld.de/42/e/screen.html
http://www.bellandcomusic.com/rocky-road-to-dublin.html
http://thesession.org/tunes/593
http://www.ibiblio.org/fiddlers/ROC.htm#ROCKY_ROAD_TO_DUBLIN_[1]

ILLUSTRAZIONI
http://www.itma.ie/digitallibrary/image/rocky-road/

BEIDH AONACH AMÁRACH

“Beidh aonach amárach” (in italiano “E’ giorno di mercato domani nella Contea di Clare“) è una filastrocca per bambini in gaelico irlandese.

101618875_2nSjBKfyClare è una contea nella provincia del Munster sulla costa occidentale d’Irlanda molto ancorata alle tradizioni in cui il gaelico è parlato da più del 50% della popolazione. Nella contea si svolge ancora una grande fiera di cavalli a pochi chilometri da Ennis presso la località di Spancilhill (evento riportato anche in un’altra canzone tradizionale che si intitola proprio Spancil hill vedi), ma non possiamo sapere se la fiera a cui si riferisce la filastrocca sia proprio quella.

Come tutte le filastrocche è una composizione in versi molto semplici e ripetitivi con un ritmo ben scandito ed è rivolta principalmente ai bambini per i quali le filastrocche diventavano la ninna-nanna per dormire o per calmare il dolore, lo scioglilingua o il gioco da fare in girotondo e per la conta, ma anche il racconto per intrattenere e divertire o per insegnare come comportarsi nel mondo degli adulti.

DA VISITARE
IRLANDANDO.IT: Clare (An Clár) è isolata dalle contee confinanti a sud e est attraverso il fiume Shannon, Lough Derg e l’estuario dello Shannon, mentre a ovest confina con l’Oceano Atlantico. Questo distacco geografico ha influenzato pesantemente il suo carattere e la sua storia. Rispetto ad altre aree in Irlanda, la contea Clare ha mantenuto un amore più profondo per le tradizioni e un orgoglio intenso nei confronti delle imprese e dei successi locali. La contea è rinomata per i suoi giocatori di hurling e i musicisti tradizionali. continua

Molto bello il cartone animato Anam an Amhráin TG4

ASCOLTA Altan

La filastrocca è strutturata come botta e risposta tra madre e figlia, la figlia supplica la madre di lasciarla andare alla fiera, la madre le risponde che è troppo giovane, potrà andarci solo quando avrà compiuto 13 anni, e ora ne ha nove, ed è ancora presto per fare delle scelte nella vita. La figlia obietta che molte fanciulle si sono sposate giovani e che lei è innamorata del calzolaio.

Cúrfa.
Is a mháithrín an ligfidh tú chun aonaigh mé(x3)
Is a mhuirnín óg ná healaí é
I
Beidh aonach amárach in gContae an Chláir(x3)
Cén mhaith domh é ní bheidh mé ann
II
Tá ‘níon bheag agam is tá sí óg(x3)
Is tá sí i ngrá leis an ghreasaí bróg
III
Níl tú ach deich nó aon deag fós(x3)
Nuair a bheas tú trí deag beidh tú mór
IV
B’fhearr liom féin mo ghreasaí bróg(x3)
N fir na n’arm faoina lascú óir
V
‘S iomaí bean a phós go h-óg(x3)
Is a mhair go socair lena greasaí bróg

TRADUZIONE INGLESE
Chorus
Oh mammy, won’t you let me go to the fair
Oh dearest love, don’t plead with me
I
There’s a fair tomorrow in County Clare
Why should I care, I won’t be there
II
I’ve a little daughter and she’s very young
And she’s in love with a cobbling man
III
You’re not ten or eleven years old
When you reach thirteen you’ll be more mature
IV
I’d rather have my cobbling man
Than an army officer with his gold bands
V
There is many a maid who married young
And lived in peace with her cobbling man

ASCOLTA Gaelic   Storm (su Spotify)

I
Beidh aonach amárach i gContae an Chláir(x3)
Cé mhaith dom é, ní bheidh mé ann.
Curfá:
A mháithrín, an ligfidh tú chun aonaigh mé?(x3)
A mhuirnín ó ná héiligh é.
II
Níl tú a deich nó a haon déag fós(x3)
Nuair a bheidh tú trí déag beidh tú mór.
III
Táim-se i ngrá le gréasaí bróg(x3)
Mur’ bhfaigh mé é ní bheidh mé beo.
IV
Bfhearr liom féin mo ghréasaí bróg(x3).
á oifigeach airm faoi lásaí óir.ULTERIORI STROFE
V
Is a mháithrín an ligfidh tú chun aonaigh mé(x3)
Is a mhuirnín óg ná healaí é
VI
Beidh aonach amárach in gContae an Chláir(x3)
Cén mhaith domh é ní bheidh mé ann
VII
Tá ‘níon bheag agam is tá sí óg(x3)
Is tá sí i ngrá leis an ghreasaí bróg
VIII
‘S iomaí bean a phós go h-óg(x3)
Is a mhair go socair lena greasaí bróg
IX
Níl tú ach deich nó aon deag fós(x3)
Nuair a bheas tú trí deag beidh tú mór
X
B’fhearr liom féin mo ghreasaí bróg(x3)
N fir na n’arm faoina lascú óir

TRADUZIONE INGLESE
I
There’s a fair tomorrow in the County Clare.
But what’s the use I won’t be there.
Chorus
Oh mother, won’t you let me go to the fair?
My fondest child, Oh please don’t ask.
II
You’re not even ten or eleven years old.
When you’re thirteen I’ll let you go.
III
I’m in love with the cobbler man.
If I don’t get him, I can’t live on.
IV
The cobbler is the man I like the best.
I prefer him to an officer with golden braid.

Ulteriori strofe
V
Oh mother, won’t you let me go to the fair?
My fondest child, Oh please don’t ask.
VI
There’s a fair tomorrow in the County Clare
Why should I care, I won’t be there
VII
I’ve a little daughter and she’s very young
And she’s in love with a cobbling man
VIII
There is many a maid who married young
And lived in peace with her cobbling man
IX
You are not ten or eleven yet
When youre thirteen you’ll be more mature.
X
I’d rather have my cobbling man
Than an army officer with his gold bands

ASCOLTA Na Casaidigh, una versione con molto swing

I
[Iníon]: Beidh aonach amáireach
Cé maith dom é?
Ní bheidh mé ann!
Cúrfa.
[Iníon]:’S a mháithirín,
a’ ligfidh tú don aonaigh mé?
[Máthair]: A mhúirnín ó,
ná h-éilig é!

II
[Máthair]: Níl tú a deich
ná a h-aondéag fós,
Nuair a bheidh tú
trídéag beidh tú mór!
III
[Iníon]: B’fhearr liom
féin mo ghréasaí bróg,
Ná oifigeach airm
le lásaí óir!

TRADUZIONE ITALIANO
I

[Figlia]:
E’ giorno di mercato domani
nella Contea di Clare,
che importa a me.
Non ci sarò!
Ritornello
[Figlia]: Mammina cara,
lasciami andare al mercato!
[Madre]:Tesoro mio,
non me lo chiedere.
II
[Madre]:
Non hai ancora né dieci, né undici anni,
quando ne avrai tredici
sarai grande.
III
[Figlia]:
Preferisco il mio bel calzolaio
ad un ufficiale dell’esercito
con tutte quelle mostrine d’oro!

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/aonach.htm
http://www.irlandaonline.com/cosa-vedere/sud/contea-di-clare/
http://clareireland.net/it/index.html
http://www.discoverireland.com/it/ireland-places-to-go/areas-and-cities/ireland-west/

ILLUSTRAZIONI
Foto di Dick Kelle
http://www.pbase.com/image/101618875

THE BONNIE SHIP THE DIAMOND

The Bonnie ship the Diamond” è un canto celebrativo delle imprese della baleniera Diamond, scritto forse in occasione del suo primo viaggio (1812) mentre salpava alla volta della Groenlandia: nel ritornello si fa appello al coraggio dei marinai per affrontare i duri mesi di lavoro che li aspettano.
Le donne si affollano al molo per salutare i loro uomini in partenza e vengono consolate con la promessa di un buon guadagno.

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In realtà alcune donne ben presto incominciarono a seguire i loro mariti per mare anche sulle baleniere (la prassi era già diffusa sui mercantili)! Erano per lo più le mogli americane dei capitani della nave, non disposte a restare a terra e senza marito per lunghi anni, che ci hanno lasciato dei preziosi diari sulla vita a bordo delle baleniere. (“Le cacciatrici di balene. Storie di donne sulle baleniere americane nella seconda metà del 1800” di Annamaria Lilla Mariotti).

NEL MARE ARTICO

La canzone ha un riscontro storico: la baleniera Diamond comandata dal capitano Thompson rimase imprigionata nel ghiaccio nel 1819 dopo aver preso 8 balene, era salpata dal porto di Aberdeen (Scozia) nel 1812; secondo le cronache riportate all’epoca non vi furono morti; ben più tragico fu il 1830 che vide la perdita di una ventina di navi inglesi nello Stretto di Davis. In effetti anche se nel mare artico la pesca era buona i rischi erano enormi, gli uomini non combattevano solo con le balene ma anche con il ghiaccio che racchiudeva nella sua morsa le navi e le imprigionava.

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Raffigurazione della baleniera americana Essex che nel 1820 visse parte della storia narrata da Herman Melville nel Moby Dick: un grosso capodoglio andò a cozzare contro la nave dopo che i marinai avevano cercato di arpionarlo. La nave si era spinta oltre Capo Horn inoltrandosi nell’oceano Pacifico e i naufraghi andarono alla deriva morendo di sete e fame (ci furono anche atti di cannibalismo). Quando la scialuppa venne avvistata al largo delle coste del Cile solo in due erano sopravvissuti: il capitano e il primo ufficiale Owen Chase che scrisse la “ Narrazione del naufragio della Baleniera Essex di Nantucket che fu affondata da un grosso parmacetti a largo nell’Oceano Pacifico”.

Un frammento della canzone è citato nel Moby Dick di Melville (1850)
So be cheery, my lads, let your hearts never fail,
While the bold harpooneer is striking the whale!

A CACCIA DI BALENE

In effetti il lavoro di baleniere era un lavoro molto pericoloso praticato da uomini duri e incuranti del pericolo, che dovevano sentire un forte legame con il mare poichè ci stavano per almeno quattro o cinque mesi prima di rientrare a casa. Oggi la caccia alle balene è vietata anche se legalmente praticata per la sussistenza di limitate popolazioni indigene e illegalmente praticata in Giappone, Norvegia, Islanda, Russia e Corea.

Ma quella che fu considerata l’epoca d’oro o eroica della caccia alle balene, già a partire dalla seconda metà dell’Ottocento iniziava il suo declino, il gas e il petrolio avevano ormai sostituito l’olio di balena per gli usi domestici ed industriali, e, anche se la caccia continuava, le navi erano diventate delle più prosaiche navi a vapore; i pericolosi inseguimenti sulle lance erano finiti e gli arpioni venivano sparati direttamente dai cannoncini di bordo, rendendo inutile l’impiego di tanti marinai.

Le balene sono state cacciate ancora per molti anni, non più per l’olio e lo spermaceti con cui si confezionavano candele preziose, ma per altre componenti del loro corpo, come i fanoni per le balene o l’ambra grigia per i capodogli, arrivando sull’orlo dell’estinzione.
Poi è arrivata la plastica e l’industria dei profumi si è rivolta ad altre sostanze di sintesi.. così adesso la balena viene cacciata “solo” per la carne, si spera che la salvezza di questi meravigliosi mammiferi arrivi proprio dalla loro “diseconomica” cattura.

balena

Interpretata da Bob Dylan nel 1967, sebbene con strofe diverse, mantiene i versi del ritornello (vedi) si può affermare che la prima registrazione della canzone sia quella di Ewan MacColl e A.L. Lloyd del 1957 in “Thar She Blows! Whaling Ballads and Songs”

La canzone è inclusa nella “Greig-Duncan Folk Song Collection” e nelle “Bothy songs and Ballads” di Ord (1930).

ASCOLTA Wolfstone in The half tail, 1996: il gruppo aggiunge un bridge dopo la III strofa dalla parte della balena, che non ha bisogno di commenti.

ASCOLTA Gaelic Storm in Gaelic Storm, 1998

La melodia si presta a versioni rock come questa del gruppo scozzese formatosi nel 2010
ASCOLTA Stramash


I
The Diamond is a ship me lads
For the Davis Straits(1) she’s bound
And the Quay it is all garnished
With bonnie lassies round
Captain Thompson(2) gives the order
To sail the ocean wide
Where the sun it never sets me lads
Nor darkness dims the sky
[Chorus]
And it’s cheer up, me lads
Let your hearts never fail
For the bonnie ship The Diamond
Goes a-fishing(3) for the whale
II
Along the quay at Peterhead(4)
The lassies stand around(5)
Wi’ their shawls all pulled about them
And the salt tears runnin’ down(6)
Oh don’t you weep, my bonnie lass
Though you be left behind
For the rose will grow
on Greenland’s ice
Before we change our mind
III
Here’s a health to The Resolution(7)
Likewise the Eliza Swan
Here’s a health to the Battler of Montrose(8)
And The Diamond ship of fame(9)
We wear the trousers of the white
And the jackets of the blue
When we return to Peterhead(10)
We’ll have sweethearts anew (11)
BRIDGE  (The Wolfstone)
“My heart has been torn from me
and I am bleeding
My soul has been rent from me
and I am crying
All the beauty around my fades
and I am screaming
I am the last of the great Whales,
and I am dying”

IV
Oh it will be bright(12) both day and night
when the whaling(13) lads come home,
In a ship thats full of oil(14) my lads
and money to our name,
We’ll make the cradles for to rock
and the blankets all to tear(14),
And every lass in Peterhead sing,
“Hush abye my dear.”
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
La Diamond è una nave, ragazzi
che salpa per lo stretto di Davis(1)
e la banchina è piena
di belle ragazze tutt’intorno
il Capitano Thompson(2) da l’ordine
di navigare per il vasto oceano
dove il sole non tramonta mai,
e il cielo non diventa mai buio.
Ritornello
State allegri miei ragazzi,
non fate tremare i vostri cuori
quando la bella nave la Diamond
va a pesca di balene.(3)
II
Lungo il molo di Peterhead(4)
le ragazze stanno tutt’intorno(5)
con gli scialli ben stretti
e le lacrime agli occhi
Oh non piangere, mia bella fanciulla
anche se sei rimasta a casa
perchè la rosa crescerà
sul ghiaccio della Groenlandia,
prima che cambiamo rotta.
III
Un saluto alla “Resolution”
e alla “Eliza Swan”
un saluto alla “Battler of Montrose”
e alla famosa nave “Diamond”
indossiamo i pantaloni bianchi
e le giacchette blu
quando ritorneremo a Peterhead(10)
saremo innamorati di nuovo
BRIDGE
“Mi hanno strappato il cuore
e sto sanguinando
mi hanno lacerato l’anima
e sto piangendo
tutta la bellezza svanisce
e sto urlando
sono l’ultima delle grandi balene
e sto morendo”
IV
Diventerà luminoso
di giorno e di notte
quando i ragazzi delle balene ritorneranno
con una nave piena d’olio(14)
e con denaro a nostro nome,
faremo dondolare le culle
imbottite dalle coperte(15)
e ogni ragazza di Peterhead canterà:
“Ninna nanna mio caro”

NOTE
1) Lo Stretto di Davis si trova tra la Groenlandia occidentale e l’Isola di Baffin, nel Territorio canadese di Nunavut.
2) in altre versioni capitano Gibbons
3) in Stramash “a-hunting”
4 ) nella collezione di Greig-Duncan e di Ord la città è Aberdeen: porto della scozia più a est della Scozia nell’ Aberdeenshire
5) in scozzese aroon
6) in scozzese doon
7) Nel 1806 i balenieri scozzesi Scoresby, padre e figlio, armarono la Resolution e si spinsero a nord dello Spitzbergen, raggiungendo 81°30′ N di latitudine. Dopo ben diciassette viaggi, nel 1820 pubblicarono il resoconto dei loro viaggi (An account of the Arctic regions), denso di preziose informazioni sulla navigazione tra i ghiacci e sulla caccia alla balena. L’impulso degli Scoresby e un rinnovato interesse scientifico, acuito dagli specifici interessi economici, fecero quindi risvegliare il fervore della ricerca (del passaggio di Nord-Ovest) e quasi della competizione, che animò l’intero Ottocento.(tratto da vedi)
8) verso alternativo “Three cheers for the Battler of Montrose
9) in altre versioni home
10) Peterhead è una località scozzese dell’Aberdeenshire, nel Regno Unito, situata circa 50 km a nord-nord-est di Aberdeen, nel punto più ad est della Scozia
11) in scozzese anoo
12) in scozzese bricht
13) oppure greenland
14) i marinai si vantano che al loro ritorno saranno così ricchi da poter tenere accesa la lampada ad olio notte e giorno.
15) nella collezione di Greig-Duncan e di Ord è scritto come “the blankets for to wear” quindi tear sembra essere un refuso la frase” le coperte tutte da strappare o per piangere” non ha molto senso a meno che non voglia riferirsi alle lacrime versate dalle donne per la contentezza di riavere i loro mariti tra le coperte. I marinai diventati ricchi per l’abbondante pesca, saranno coccolati dalle donne in letti come culle,  le quali canteranno dolci ninna-nanne per il loro riposo!  L’immagine della culla richiama il dondolio della nave a cui i marinai sono così abituati e tutto il quadretto riflette il desiderio di sentirsi protetti e al sicuro. L’ultima strofa però presenta molte varianti testuali, congeniali all’umore di chi cantava.

FONTI
http://www.mareblucamogli.com/balenieri_in_cr_20.html
http://www.girlonawhaleship.org/jernapp/journal.do
http://www.whalingmuseum.org/learn/research-topics/overview-of-north-american-whaling/life-aboard
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=100561
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45251
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thebonnyshipthediamond.html
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4555598.asp

SPANISH LADY OR DUBLIN CITY

Adrien Henri Tanoux (1865-1923) Spanish Lady
Adrien Henri Tanoux (1865-1923) Spanish Lady

“Spanish lady” è il titolo di una canzone popolare diffusa in Irlanda, Inghilterra, e Scozia riconducibile sicuramente al 1700.
Il titolo “La Dama Spagnuola” è da non confondere con “Spanish Ladies” al plurale, ovvero “Farewell and Adieu to You“.

Come sempre per le canzoni così popolari e antiche le versioni sono tantissime ma la melodia resta sostanzialmente la stessa:
ASCOLTA Dave Swarbrick con Martin Carthy & Diz Disley (in “Rags, Reels & Airs” 1967) in uno stupefacente arrangiamento in cui il violino sembra che parli e rida

PRIMA VERSIONE: DUBLIN CITY

La canzone è estremamente popolare a Dublino e per il suo tono scanzonato e allegro è una tipica canzone da pub anche se non si parla affatto di alcool!

LA TRAMA
Un irlandese, ormai vecchio, ricorda le poche occasioni che ebbe in gioventù di vedere una donna spagnola; così sensazionale fu l’incontro fortuito con la bella, che poche immagini di lei sbirciate da una finestra o dalle sbarre di una cancellata (lei che si lava i piedi, si pettina i capelli, che va a caccia di farfalle), furono così conturbanti da farlo ardere dalla passione; possiamo comprendere il suo turbamento se teniamo conto che, nell’immaginario maschile del tempo, la donna spagnola incarnava l’ideale di donna dalla bellezza esotica e passionale.

Una versione “standard” è quella dei Dubliners che la diffusero negli anni 60.

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA The Kilkennys (live)

ASCOLTA Gaelic Storm (strofe I, II, IV, V)

I tre momenti in cui il protagonista incontra la misteriosa donna spagnola corrispondono a tre fasi dell’età maschile ovvero a tre momenti del giorno: l’inizio del nuovo giorno, il mattino e il tramonto.

Chorus 
Whack for the toora loora laddy
Whack for the toora loora lay
I
As I went down through Dublin City
At the hour of twelve at night
Who should I see but the Spanish lady
Washing her feet by candlelight
First she washed them, then she dried them, over a fire of amber coal
In all my life I ne’er did see
A maid so sweet about the soul
II
As I went back through Dublin City
At the hour of half past eight
Who should I spy but the Spanish lady
Brushing her hair outside the gate
First she brushed it, then she combed it
On her hand was a silver comb
In all my life I ne’er did see
A maid so fair since I did roam
III
I stopped to look but the Watchman (3) passed,
He said “Young fellah, now the night is late
Along with ye home or I will wrestle you
Straight back through the Bridewell gate(2)”
I threw a kiss to the Spanish lady
Hot as a fire of angry coal
In all my life I ne’er did see
A maid so sweet about the soul.
IV
As I came back through Dublin City
As the sun began to set
Who should I spy but the Spanish lady
Catching a moth in a golden net
When she saw me, then she fled me
Lifting her petticoat over her knee
In all my life I ne’er did see
A maid so shy as the Spanish Lady.
V
I’ve wandered north and I’ve wandered south through Stonybatter(4) and Patrick’s Close(5), up and around the Gloucester Diamond (6)and back by Napper Tandy’s house(7).
Old age has laid her hand on me
Cold as a fire of ashy coals
But where o where is the Spanish Lady,
Neat and sweet about the soul?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
senza senso
I
Mentre me ne andavo per Dublino,
alle dodici di notte, chi vidi mai, se non la Dama Spagnola, che si lavava i piedi a lume di candela? Prima li lavò e poi li asciugò su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai più
una donzella così piacevole per lo spirito
II
Quando ritornai a Dublino
alle otto e mezzo (di mattino)
chi vidi mai, se non la Dama Spagnola,
che si spazzolava i capelli fuori dal cancello? Prima li spazzolava, poi li pettinava, tenendo nella mano un   pettine d’argento, in tutta la mia vita non vidi mai una donzella così bella
per quanto abbia mai viaggiato.
III
Mi fermai ad ammirarla ma il guardiano (3) passò e disse: “Giovanotto, adesso è tardi
andatevene a casa oppure lotterò con voi
subito dietro a Bridewell gate(2)”.
Ho lanciato un bacio alla signora spagnola, caldo come un fuoco di  carbone rovente, in tutta la mia vita non vidi mai più una donzella così piacevole per lo spirito.
IV
Mentre andai di nuovo a Dublino
quando il sole incominciava a tramontare, chi vidi mai, se non la Dama Spagnola, che catturava una falena in un retino d’oro?
Quando mi vide allora veloce scappò sollevando la veste fino al ginocchio, in tutta la mia vita non vidi mai più, una donzella così timida come la Dama Spagnola
V
Ho vagato per il Nord e per il Sud per Stonybatter(4) e Patrick’s Close(5)
su e in giro per Gloucester Diamond(6)
e indietro per la casa di Napper Tandy(7)
La vecchiaia mi ha raggiunto
fredda come il fuoco delle braci spente
ma dove, oh dov’è la Dama Spagnola
fresca e dolce per lo spirito?

ASCOLTA Triona and Maighread ni Domhnaill in Idir An Dá Sholas, 2000 Il testo è abbastanza simile a quello standard, ma la melodia ha una cadenza diversa da quella con cui siamo soliti associare il brano


I
As I was walking through Dublin City
About the hour of twelve at night
It was there I saw a fair pretty female
Washing her feet by candlelight
First she washed them, then she dried them
Over a fire of ambery coals
And in all my life I never did see
A maid so neat about the soles
Chorus(1):
She had twenty eighteen sixteen fourteen
Twelve ten eight six four two none
She had nineteen seventeen fifteen thirteen
Eleven nine seven five three and one
II
I stopped to look but the watchman passed
Says he, “Young fellow, now the night is late
And along with you home or I will wrestle you
Straight away to the Bridewell gate(2)
I got a look from the Spanish lady(3)
Hot as a fire of ambery coals
And in all my life I never did see
A maid so neat about the soles
III
As I walked back through Dublin City
As the dawn of day was o’er
Oh whom should I spy but the Spanish lady
When I was weary and footsore
She had a heart so filled with loving
And her love she longed to share
And in all my life I never did meet
A maid who had so much to spare
IV
I have wandered north and I’ve wandered south
By Stoneybatter(4) and Patrick’s Close(5)
And up and around by the Gloucester Diamond(6)
Back by Napper Tandy’s house(7)
Old age has laid her hand upon me
Cold as a fire of ashey coals
And gone is the lovely Spanish lady
Neat and sweet about the soles
V
‘Round and around goes the wheel of fortune
Where it rests now wearies me
Oh fair young maids are so deceiving
Sad experience teaches me
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo per Dublino,
alle dodici di notte,
fu là che vidi una della fanciulla
che si lavava i piedi a lume di candela. Prima li lavò e poi li asciugò
su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai più
una donzella così piacevole per lo spirito
Coro (1)
Aveva 20, 18, 16, 14
12, 10, 8, 4, 2 niente
aveva 19, 17, 15, 13
11, 9, 7, 5, 3 e 1
II
Mi fermai ad ammirarla ma il guardiano (3) passò
e disse: “Giovanotto, adesso è tardi
andatevene a casa oppure lotterò con voi
subito dietro a Bridewell gate(2)”.
Ho lanciato uno sguardo alla Dama Spagnola,
caldo come un fuoco di  carbone rovente,
in tutta la mia vita non vidi mai più una donzella così piacevole per lo spirito
III
Mentre andai di nuovo a Dublino
quando il sole incominciava a tramontare,
chi vidi mai, se non la Dama Spagnola,
quando ero stanco e con il male ai piedi
lei aveva un cuore pieno d’amore
e il suo amore desiderava condividerlo,
in tutta la mia vita non incontrai mai più, una donzella che aveva così tanto da prestare.
IV
Ho vagabondato per il Nord e per il Sud
per Stonybatter(4) e Patrick’s Close(5)
su e in giro per Gloucester Diamond(6)
e indietro per la casa di Napper Tandy(7)
La vecchiaia mi ha raggiunto
fredda come il fuoco delle braci spente
ma dove, oh dov’è la Dama Spagnola
fresca e dolce per lo spirito?
V
Gira e rigira la ruota della fortuna,
dove si ferma ora sono stanco,
oh le belle donzelle sono così ingannevoli,
come l’amara esperienza m’insegna

NOTE
1) nel ritornello la donna conta i soldi che ha guadagnato o è uno sciocco conto alla rovescia
2) “The Richmond Pen” o “Richmond Gaol” era la prigione in cui venivano detenuti gli irlandesi ribelli a partire dal 1835 originariamente detta Remand Prison o Bridewell. Nel 1893 venne trasformata nella Wellington Barracks (poi rinominata Griffith e oggi sede del Griffith College)
3) La Dama Spagnola potrebbe essere anche una prostituta d’alto bordo mantenuta da un ricco amante che la faceva vivere in un bell’appartamento. La Signora evidentemente non era molto discreta.. così era sorvegliata da qualche non meglio precisato Watchman
4) Stonybatter (Bohernaglogh) è un quartiere di Dublino sulla riva Nord del fiume Lieffey
5) stradina nei pressi della cattedrale di San Patrizio
6) Gloucester Place e Gloucester Street erano il cuore del Monto, il quartiere a luci rosse di Dublino which comprised the area enclosed by Summerhill in the north, Talbot Street in the South, Marlborough Street to the west and Buckingham Street/Portland Row to the east(tratto da qui)
7) Napper Tandy fu un rivoluzionario irlandese del Settecento, uno dei fondatori dei “United Irishmen”, paladino del libero commercio e personaggio turbolento morto nel 1803 

SPANISH LADY: LA VERSIONE MALANDRINA

Una versione da “uomo di mondo” è quella in cui il nostro corteggiatore si spinge ben più in là della semplice sbirciatina!
Oltre alla notte galante il nostro “spaccone” deve anche difendersi in duello e così ammonisce i visitatori di Dublino: “Fate attenzione a non perdere la testa per le bellezze che si pettinano stando alla finestra.. potreste perdere la vita!”

ASCOLTA Christy Moore


I
As I went out by Dublin City at the hour of 12 at night
Who should I see but a Spanish lady washing her feet by candlelight
First she washed them then she dried them all by the fire of amber coal
In all my life I ne’er did see a maid so sweet about the soul
II
I asked her would she come out walking and went on till “the Grey cocks crew”
A coach I stopped then to instate her and we rode on till the sky was blue
Combes of amber in her hair were and her eyes knew every spell
In all my life I ne’re did see a woman I could love so well
III
But when I came to where I found her and set her down from the halted coach
Who was there with his arms folded but the fearful swordsman Tiger Roche (8)
Blades were out ‘twas thrust and cut, never a man gave me more fright
Till I lay him dead on the floor where she stood holding the candlelight
IV
So if you go to Dublin City at the hour of twelve at night
Beware of the girls who sit in their windows combing their hair in the candlelight
I met one and we went walking, I thought that she would be my wife
When I came to where I found her, if it wasn’t for my sword I’d have lost my life.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo per Dublino
a mezzanotte
chi vidi mai se non la Dama Spagnola, che si lavava i piedi a lume di candela? Prima li lavò e poi li asciugò su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai una donzella così amabile per lo spirito.
II
Le chiesi se voleva uscire per una passeggiata e andare fino al ” Grey cocks crew”
fermai una carrozza davanti a lei e noi girammo finchè il cielo divenne chiaro, pettini d’ambra nei capelli e i suoi occhi conoscevano ogni incantesimo,
in tutta la mia vita non vidi mai più una donna che ho amato tanto.
III
Ma quando ritornammo nel punto in cui la trovai e la feci scendere dalla carrozza,
chi c’era con le braccia conserte se non Tiger Roche (8), il terribile spadaccino?
Le spade sguainate pronte e affilate, mai un uomo mi ha fatto più paura,
finchè lo lasciai morto sul pavimento dove lei stava in attesa con un candeliere.
IV
Così se andate a Dublino a mezzanotte, attenzione alle fanciulle che siedono alla finestra pettinandosi i capelli a lume di candela, ne incontrai una mentre stavo passeggiando e pensai che sarebbe stata mia moglie quando ritornai al punto in cui l’ebbi trovata, se non fosse stato per la mia spada, avrei perso la vita!

NOTE
tiger-roche8) Il dublinese David “Tiger” Roche era un affascinante avventuriero vissuto nel Settecento. Figlio di un gentiluomo, ufficiale a sedici anni, eroe delle Indian Wars, degradato con ignominia per furto, ripetutamente processato per omicidio, cronicamente indebitato, cacciatore di dote… Il prototipo di Barry Lyndon per intenderci.

La canzone è così popolare che la Dama Spagnola cambia  indirizzo a seconda della città da cui proviene la canzone, abbiamo così versioni da Galway, ma anche a Belfast, Chester continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/thespanishlady.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=44796 http://thesession.org/tunes/1117
http://www.christymoore.com/lyrics/spanish-lady/

BLACK IS THE COLOUR

Una canzone d’amore dalla tradizione popolare dei Monti Appalachi esportata degli immigrati provenienti dalle Isole Britanniche (si ipotizza l’origine scozzese). Esistono varie versioni con il protagonista maschile e più raramente femminile e moltissime interpretazioni dei maggiori gruppi e solisti di area celtica (soprattutto irlandesi) e non.

La melodia diventata standard non è quella più antica bensì è stata composta tra il 1916 e il 1920 dal grande John Jacob Niles  (1892-1980). Così scrive lo stesso Niles “Black is The Color of My True Love’s Hair’…was composed between 1916 and 1921. I had come home from eastern Kentucky, singing this song to an entirely different tune–a tune not unlike the public-domain material employed even today. My father liked the lyrics, but thought the tune was downright terrible. So I wrote myself a new tune, ending it in a nice modal manner. My composition has since been ‘discovered’ by many an aspiring folk-singer.

Il brano ha un andamento ipnotico, dolce e sensuale nello stesso tempo e la maggior parte degli artisti che lo hanno interpretato hanno sottolineato questa caratteristica.
Pochi versi nella strofa iniziale riprendono ossessivamente la descrizione dell’amata(o) sembrano indicare che il protagonista sia separato dal suo amore e stia ricordandone il colore dei capelli, la delicatezza delle labbra, il sorriso radioso e le mani delicate, ma soprattutto la sua andatura: la terra stessa calpestata dall’amata(o) diventa fonte di gioia e amore. Presso il fiume Clyde la mancanza dell’amata(o) è tale da causare una profonda sofferenza, lacrime e lamenti portano alla decisione di scrivere una lettera. Purtroppo qui termina la canzone e niente più possiamo conoscere della storia.

The Princess Out of School di Edward Robert Hughes
The Princess Out of School di Edward Robert Hughes

Paul Weller con la sua voce lievemente roca, gli arpeggi della chitarra e un violino un po’ zingaro

Christy Moore, pura seta che ti avvolge l’anima, un sussurro vellutato sostenuto dalla sola chitarra  (tra le tante versioni live)

Gaelic Storm in Tree 2001, una versione decisamente gypsy

Cara Dillon 

CHORUS
Now black is the colour of my true love’s hair
Her lips are like a rose so fair (some roses fair)
the sweetest smile and the gentlest hands
I love the ground whereon she stands
I
I love my love and well she knows
I love the ground whereon she goes
I wish (hope) the day – would soon (will one day) come
When she and I can be as one
II
I go to the Clyde for to mourn and weep
For satisfied I never can be
I write her letters just a few short lines
And suffer death ten thousand times
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
Nero è il colore dei capelli del mio vero amore
Le sue labbra sono simili a una bellissima rosa
Ha il sorriso più dolce e le mani gentili
Amo il terreno su cui si posa.
I
Amo il mio amore e lui (lei) lo sa bene
Amo il terreno sul quale cammina
vorrei che presto venisse il giorno
in cui lui(lei) ed io saremo una cosa sola.
II
Sono andata(o) al fiume Clyde a piangere e singhiozzare,
perchè non potrò(1) mai essere contenta(o),
gli(le) scriverò delle lettere, solo qualche breve riga, e sarà come morire 10mila volte

NOTE
1) con il tempo al futuro la frase è più efficace

cascate-clyde
Le cascate del fiume Clyde – New Lanark, South Lanarkshire (Scozia)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=32248
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18179
http:[email protected]?SongID=666
http:[email protected]?SongID=665
http://saturdaychorale.com/2013/06/22/john-jacob-niles-18921980-black-is-the-color-of-my-true-loves-hair/

NANCY WHISKY I CHANCED TO SMELL

La canzone “Nancy Whisky”, anche detta “Calton Weaver”, narra di un uomo che lascia il lavoro di tessitore per darsi al commercio ambulante; ben presto a Glasgow incontra  “Nancy Whisky” cioè la bottiglia di whisky; dopo sette anni di una vita dedita all’alcol,   ritorna a fare il tessitore a Calton (o si ripromette di tornare a lavorare) per convincere i suoi compagni a non rovinarsi con il bere.

La prima data di pubblicazione di questa canzone è il 1907,   come compare nella raccolta scozzese di Greig-Duncan Folk Song Collection   vol.3, # 603; molte sono però le varianti tramandate e riprodotte nelle   interpretazioni di un buon numero di artisti: in alcune versioni Calton è sostituita con la città di Dublino e la scrittura di whisky prende la e come il tradizionale irish whiskey.

ASCOLTA Gaelic Storm, la versione più gettonata ai nostri tempi, che inizia con un lungo reel strumentale e poi sviluppa la canzone con il solo ritmo incalzante e più veloce delle percussioni

ASCOLTA Ewan MacColl dall’Lp “Second Shift” 1958, per un sapore più d’antan, pare sia stato lo stesso MacColl ad abbinare l’attuale melodia al testo

Il ritornello che segue ogni strofa sembra esortare Nancy  a versare ancora del whisky da bere!:
Oh. whisky, whisky, Nancy whisky,
Whisky, whisky, Nancy, oh!

VERSIONE STANDARD
I
I’m a weaver, a Calton (1)  weaver
I’m a rash and a roving blade
I’ve got siller in my poaches(2),
I’ll gang(3) and follow the roving trade
II
As I cam’ in by Glesca(4) city,
Nancy Whisky I chanced to smell,
So I gaed(3) in, sat doon beside her,
Seven lang years I lo’ed her well
III
The mair(5) I kissed her the mair I lo’ed her,
The mair I kissed her the mair she smiled,
And I forgot my mither’s teaching,
Nancy soon had me beguiled.
IV(standard)
I woke up early in the morning,
To slake my drouth(6) it was my need,
I tried to rise but I wasna able,
For Nancy had me by the heid.
IV (Gaelic   storm)
Woke up  early in the mornin’,
lying half way off the bed.
I tried to rise but was not able
Nancy damn near knocked me dead
V
C’wa, landlady, whit’s the lawin'(7)?
Tell me whit there is to pay.”
“Fifteen shillings is the reckoning,
Pay me quickly and go away.”
VI
As I gaed oot by Glesca city,
Nancy Whisky I chanced to smell;
I gaed in drank four and sixpence,
A’t(8) was left was a crooked scale(98).
VII
I’ll gang back to the Calton weaving,
I’ll surely mak’ the shuttles fly;
For I’ll mak’ mair at the Calton weaving
Than ever I did in a roving way.
VIII
Come all ye weavers, Calton weavers,
A’ ye weavers where e’er ye be;
Beware of whisky, Nancy whisky,
She’ll ruin you as she ruined me.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono un tessitore, un tessitore di Calton (1), un giovanotto spericolato e vagabondo, ho fatto un po’ di grana (2)
e seguirò il commercio ambulante.
II
Mentre venivo a Glasgow, il Whisky di Nancy mi capitò di annusare,
così andai a sedermi accanto a lei, per sette lunghi anni molto l’amai.
III
Più la baciavo, più l’amavo,
più la baciavo, più lei sorrideva
e dimenticai gli insegnamenti di mia madre,
Nancy mi aveva sedotto subito.
IV (versione standard)
Mi svegliavo presto al mattino,
avevo bisogno di spegnere la mia  sete, cercavo di alzarmi ma non ci riuscivo, perchè Nancy mi teneva per la testa.
IV (versione Gaelic Storm)
Mi svegliavo presto al mattino,
stando mezzo fuori dal letto.
Cercavo di alzarmi ma non ci riuscivo,
Nancy maledettamente vicina mi stendeva morto.
V
“Allora, signora, quant’è il conto?
Mi dica quanto c’è da pagare”
“15 scellini è il conteggio,
pagatemi subito e andatevene”
VI
Mentre andavo via da Glasgow,
il Whisky di Nancy mi capitò di annusare, mi stavo ubriacando con quattro (scellini) e sei penny, tutto ciò che lasciai furono sei penny falsi.
VI
Ritornerò alla tessitura di Calton,
di certo farò volare quelle spolette,
perché farò più nella tessitura di Calton, di quando feci per il commercio ambulante
VIII
Così venite tutti voi tessitori di Calton,
venite voi tessitori ovunque voi siate,
attenzione al whiskey, al whisky di Nancy, lei vi rovinerà come ha rovinato me

NOTE:
(1) Calton, erroneamente  scritto come Carlton in alcuni testi, è un villaggio-comunità di tessitori inglobato a  Glasgow all’inizio del 20° secolo, noto per essere stato nel 1787, il luogo del primo  sciopero operaio,  e teatro di ulteriori proteste durante l’800. La  canzone però non accenna a questioni salariali o sociali.
(2) siller: silver, money letteralmente “ho soldi in tasca”
(3) gang – gaed: go
(4) Glesca: Glasgow
(5) mair: more
(6) drouth: thirst
(7) lawin: bill in an inn
(8) a’t: all that
(9) scale: sixpence

FONTI
Lo sciopero a Calton del 1787: il primo sciopero industriale di Glasgow contro la riduzione dei salari continua
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=125898

THE HILLS OF CONNEMARA

In Irlanda con mountain dew (letteralmente rugiada di montagna) ma anche moonshine si intende il whiskey illegale, detto anche Póitín o Poteen, distillato abusivamente dai contadini irlandesi o dagli spiriti liberi in luoghi solitari, sulle alture o nelle paludi, al chiaro di luna (cioè di nascosto). Per non pagare le tasse imposte dal governo britannico sull’alcol. La produzione di Póitín ancorchè clandestina è stata una discreta fonte di reddito in Scozia e nella parte occidentale dell’Irlanda più povera o presso le comunità dei pescatori anch’essi assoggettati ad una vita grama.

Terra d’elezione del poitin è Connemara, un’area particolare della Contea di Galway nell’Ovest dell’Irlanda, in parte montagnosa, solitaria e ricca di fiumi, laghi e torbiere. Acqua indispensabile per la produzione del distillato, come pure la torba da bruciare per riscaldare l’alambicco (pot still), ma proprio i segnali di fumo che si innalzavano nei luoghi solitari erano l’indice, puntato nel cielo, che i poliziotti seguivano per scovare i distillatori abusivi. Così i giorni preferiti per la distillazione erano quelli ventosi o nuvolosi.

Per preparare il Póitín (dal nome dell’alambicco che assomiglia ad una specie di tinozza portatile detta pot still) a fronte di una buona dose di esperienza e pazienza, ci vogliono pochi ingredienti e pochi strumenti, facilmente smantellabili al primo segno di pericolo: ed è proprio l’avvertimento contenuto nel ritornello ad esortare il moonshiner a sbaraccare il posto per scappare dai poliziotti.

poteen_still

Nella canzone in stile tradizionale irlandese  “THE HILLS OF CONNEMARA” composta da Sean McCarthy (1923-1990) il poitin è chiamato eufemisticamente tè di montagna e i poliziotti, quando lo trovano, se lo bevono tutto! La canzone, spesso utilizzata come base dei karaoke nelle birrerie, è famosissima, tra le molte versioni ne propongo due:

ASCOLTA Gaelic Storm (si il gruppo del film Titanic), in una interpretazione super, inizia con un lungoa reel d’apertura e presenta alcune varianti testuali

ASCOLTA Noel Mc Loughlin più lenta, nella versione testuale più standard


CHORUS
Gather up the pots and the old tin cans
The mash, the corn, the barley and the bran
Run like the devil from the excise man
Keep the smoke from rising, Barney
II
Keep your eyes well peeled today
The tall, tall men (1) are on their way
Searching for the mountain tay
In the Hills of Connemara
III
A gallon for the butcher and a quart for John
And a bottle for poor old father Tom
Help the poor old dear along
In the Hills of Connemara
IV
Don’t swing to the left, don’t swing to the right
The excise men can dance all night (2)
Drinking up the tay till the broad daylight
In the Hills of Connemara
V
Now stand your ground, and don’t you fall
The excise men, they’re at the wall
Jesus Christ they’re drinkin’ it all (3)
In the Hills of Connemara
TRADUZIONE Cattia Salto
CORO
Raduna l’alambicco e i vecchi secchi,
il mosto, il grano, l’orzo e la crusca,
e scappa come il diavolo dalle guardie,
attento al fumo che sale, Barney.
I
Tieni gli occhi ben aperti oggi,
le guardie (1) sono in giro
a cercare il “tè di montagna”,
per le colline di Connemara.
II
Un gallone per il macellaio e un quartino per John
e una bottiglia per il povero vecchio Padre Tom,
da sempre aiuta il caro vecchietto
per le colline di Connemara.
III
Non dondolano a sinistra, non donsolano  a destra,
le guardie possono ballare tutta la notte
e bere il tè fino allo spuntar
del giorno,
sulle colline di Connemara.
IV
Ora stai saldo e non arrenderti,
le guardie sono alla porta,
Gesù Cristo tutto se lo bevono
sulle colline di Connemara

NOTE
(1) in altre versioni: the excise man
(2) in altre versioni: Swinging to the left, swinging to the right, The excise men will dance all night
(3) in altre versioni la frase dice “Stand your ground, it is too late, Glory be to Paddy, but they’re drinkin’ it straight” = in italiano: Stai saldo è troppo tardi, sia Benedetto San Patrizio, ma lo bevono liscio